la registrazione di Radio Radicale
RELAZIONE DELLA TESORIERA CLAUDIA PAGLIANO
Si omette, in questa versione scritta, la buffonesca boutade iniziale (reperibile tuttavia –ad onta della scrivente- nella registrazione di Radio Radicale) e si va a cominciare –come sul momento si diceva- dall’importanza dell’evento che si andava a compiere con il Congresso.
E’ una cosa importante quella che stiamo andando a fare. Giorni fa mi è capitato in mano –per tutt’altri motivi ch
e non questa relazione- la mia vecchia copia del Piccolo principe e risfogliandolo sono capitata sulla pagina nella quale la volpe ammonisce il piccolo principe circa l’importanza e sull’essenzialità dei riti. E’ vero, ha ragione la volpe: “ci vogliono i riti”. Il perché ce lo spiegano gli antropologi che ci dicono che i riti sono tutt’altro che dei simulacri vuoti, ma che sono densi di senso, sono un concentrato di senso.
I riti hanno una componente essenzialmente sociale, che permette di fondare o di rinsaldare i legami interni alla comunità; il rito mantiene l’identità e fissa le norme anche nelle criticità, anzi, scandisce il tempo delle fasi critiche dell’esistenza.
Dunque quello che andremo a fare in questo congresso non sarà sgranare il rosario di fredde cifre o sciorinare l’elenco di centinaia di iniziative fatte in un anno: si tratta di un po’ di più, si tratta di delineare e di indagare l’identità della nostra associazione,e di testarne la sostanza –nella parte che mi riguarda interrogando e interpretando i numeri- e di vedere come proseguire nella maniera migliore in un anno che sarà cruciale.
Va ben: a me corre l’obbligo di tenere la contabilità e la contabilità e anche quest’anno ha messo a bilancio una serie di dati eccezionali, vediamo:
Dati eccezionali dunque, iniziative moltiplicate esponenzialmente e tuttavia, chiudiamo con circa 900 euro in meno rispetto allo scorso anno
Andiamo dunque ad esaminare le voci del bilancio per arrivare a mettere a fuoco alcuni punti cruciali.
Le feste di autofinanziamento
Da alcuni anni il cosiddetto “Summer Party”, la grigliata a casa di Roswitha Flaibani, era diventato l’appuntamento tradizionale “ludico” e di aggregazione dell’associazione. Ognuno di noi deve rispondere anche alle leggi che comandano la vita privata e dunque quest’anno non è stato possibile per roswitha garantirci questo appuntamento
Ebbene, non ci siamo scoraggiati e abbiamo trasformato questa cosa in un’occasione per fare altro.
Quest’anno abbiamo fatto una cosa un po’ diversa: abbiamo deciso di privilegiare al semplice ritorno economico la necessità di raccogliere e compattare intorno ai nostri punti di riferimento una squadra che fosse poi in grado di elaborare e attuare iniziative. Dunque abbiamo rinunciato a fare pagare una quota fissa privilegiando e scommettendo non tanto sulla certezza e sull’entità dell’incasso, quanto sulla possibilità di raccogliere nuovi iscritti e i particolare iscritti disponibili anche a diventare poi militanti.
Il risultato è stato a inizio anno (di quello politico, perché in realtà era il dicembre 2008) la conferma di Novara come punto di elaborazione di iniziative, ad agosto delle prove tecniche di riorganizzazione a Biella intorno a Riccardo Simbula e infine, a settembre, la bella sorpresa di vedere una provincia, quella di Asti, crediamo definitivamente rivitalizzata, grazie al lavoro di Salvatore Grizzanti
La scommessa è sicuramente vinta, un ritorno economico (in termini di iscrizioni più che di contributi) in ogni caso ci è stato, grazie anche al fatto che nessuno dei nostri punti di riferimento ha preteso rimborsi. In ogni caso io vorrei ringraziare in particolare Salvatore e la sua famiglia, non solo per il grande lavoro che Salvatore sta facendo in una città chiusa come quella di Asti (e quanti di voi lavorano e tentano di portare avanti iniziative in provinci sanno qunato è difficile) ma anche perché l’aperitivo allestito dal bar Novecento oltre che a costo zero per l’Associazione è stato veramente sontuoso e sapete quanto la vostra tesoriera sia sensibile ai numeri della gradazione alcolica oltre che a quelli delle monete.
Il Diario di Adelaide Aglietta:
non fa parte dei miei compiti raccontarvi le fasi della redazione e la centralità della figura di Adelaide negli anni di piombo, tuttavia l’emozione di avere in mano una copia nuova di quel diario e di vedere la sala del Circolo dei Lettori straripante durante la presentazione torinese del libro, quella sì, me la ricordo bene e ci tengo a ricordarla e rimarcarla, così come ci tengo a sottolineare che fra gli iscritti 2009 ci sono anche Alberta Rocca –che di Adelaide è la figlia- e Péaolo, il fratello.
Detto questo i numeri: abbiamo ricavato dalla distribuzione di quel libro circa 2.500 euro al netto delle spese.
Chi ha acquistato le copie del Diario lo ha fatto non solo in sede, non solo ai tavoli, ma anche durante le presentazioni del libro; qui ci corre l’obbligo di ringraziare Silvja Manzi, non solo per il lavoro editoriale, ma anche per il lavoro di organizzazione delle varie presentazioni che non sono state solo a Torino, ma anche ad Asti, a Cuneo, a Fossano e poi fuori dal Piemonte a Roma, Venezia e Bolzano e anche fuori Italia a Bruxelles (una al Parlamento Europeo e l’altra presso la libreria italiana della città).
La strada: raccolte firme ed elezioni
E’stato un anno passato in strada: la raccolta firme per l’anagrafe degli eletti, per le unioni civili, quelli per il testamento biologico, fino alle cosiddette prefirme per le elezioni regionali ora, passando per due campagne elettorali: quella per le elezioni europee e quella per le elezioni provinciali.
Dal dicembre 2008 fino oggi siamo stati pressoché ininterrottamente in strada (oltre che impegnati a organizzare dibattiti, proiezioni cinematografiche, curare siti internet, profili facebook, spedire newsletter) con uno sforzo organizzativo che certo ha prodotto incassi, ma ha anche moltiplicato le spese (e non ultima la fatica).
Le elezioni:
Iniziamo dalle elezioni provinciali:
attraverso vie che non sono di provvidenza divina, ma sono lastricate di umanissime e ben localizzate capacità di tessere relazioni, di fare politica ci siamo ritrovati ad aver un candidato, ad averlo nel Partito Democratico, ad averlo in un collegio assai scomodo e difficile come quello della collina (quello peraltro dove il nostro uomo inopinatamente si ritrova a vivere). Sul processo che ha portato fin lì, sulla sua importanza politica vi dirà-immagino- il diretto interessato nonché segretario nella sua relazione, quello che interessa questa relazione è lo sforzo organizzativo e finanziario, uno sforzo enorme se si considera che contemporaneamente alla campagna elettorale per le elezioni provinciali questa associazione era impegnata ad assicurare la copertura della campagna elettorale per le europee per la Lista Bonino .
Chi vi parla si è ritrovata nella poco invidiabile situazione di essere in quel momento la tesoriera di un’associazione impegnata a supportare la lista Bonino e di essere la mandataria elettorale del candidato del pd Igor Boni e quindi a garantire la copertura economica di una campagna e procacciare quattrini e investimenti per il candidato Boni.
E li abbiamo trovati quei soldi …
Lo sforzo per le elezioni provinciali –escluso il materiale di lista messo a disposizione dal PD- si è concretizzato in 15mila pieghevoli (quasi tutti distribuiti, da radicali e militanti del partito democratico, spesso insieme), 100 manifesti e due feste di autofinanziamento: 1900 euro spesi, 1800 euro incassati, lasciando all’associazione poco più di un centinaio di euro da coprire. Due cose da rilevare: validità del progetto evidentemente, perché non si raccolgono contributi su cose in cui non si crede o su persone di cui non ci si fida o che non si ritengono credibili e un rapporto qualità-prezzo eccellente che siamo riusciti a spuntare per le due feste, la prima, di lancio della campagna elettorale al ristorante Le Terrazze sul lungo Po e la seconda, di chiusura, nel cuore del collegio (di nuovo: in strada) in piazza Gran Madre. Per quest’ultima c’è stata la complicità risolutiva dei nostri amici del Moonspell, di Luana, di Denis e di Andrea che ci hanno fatto un prezzo veramente da amici, consentendoci di mangiare benissimo e di bere ancora meglio e ancora di più.
Diverso è il discorso per le elezioni europee. Come vedete non ci sono voci distinte per entrate e spese per le elezioni europee. Molto semplicemente ho deciso fare confluire tutto nelle spese per le iniziative e nei contributi raccolti ai tavoli per il semplice fatto che i tavoli per le elezioni europee erano fatti in contemporanea con la raccolta firme sul testamento biologico, dunque sarebbe diventato difficile scindere i contributi, capire se e quanti erano per la campagna in sé o per la lista, visto che firmavano anche persone che la lista non l’avrebbero votata. Personalmente ritengo che probabilmente la quasi totalità di quei contrbuti si debba ascrivere alla riconoscenza per una raccolta firme su un tema così sentito come quello del testamento biologico e del fine vita, ma non siamo nel campo dell’incontrovertibilità del dato, dunque sorvoleremo.
Più determinabili sono state invece le uscite, diciamo che alcune le avevamo preventivate e altre francamente proprio no. Vediamole.
A inizio campagna abbiamo individuato (in modo assai semplice e scontato) i tre candidati che –all’interno della lista dei candidati- avrebbero potuto meglio rappresentare l’associazione (Bruno Mellano, Nathalie Pisano e Silvio Viale) e abbiamo deciso di garantire -con i fondi dell’Aglietta- la stampa di un volantino comune per i tre, da affiancare al volantino nazionale della Lista proveniente da Roma. Non so come si sono comportate la altre associazioni,ma a noi è parso giusto fare così, poi ognuno di loro tre si è ovviamente fatto al sua campagna personale investendo cifre più o meno grandi, in ogni caso lo ha fatto avendo a disposizione uno strumento comune, un volantino comune (in 5mila copie) che ha consentito di ridurre sforzi e ammortizzare spese.
Queste le spese preventivate. Quello che non era stato messo nel conto, ma l’abbiamo fatto di buon grado- ci mancherebbe- era che l’associazione si dovesse anche fare carico delle spese del comizio di chiusura di campagna elettorale della Lista Bonino a Torino. non dei tre candidati dell’associaizione, ma della Lista, vera e propria, quella nazionale. Non so se siamo stati l’unica associazione in Italia, ma ci è stato chiesto (e abbiamo provveduto) di fare fronte alle spese di allestimento del palco e a quelle dell’amplificazione del comizio di chiusura; lo abbiamo fatto –è giusto ricordarlo- in condivisione con il candidato Mellano, cui egualmente è stata fatta la medesima richiesta.
Quindi questi sono alcuni elementi che contribuiscono a farci chiudere con qualche soldo in meno rispetto allo scorso anno. Anche se chiudere con questa cifra è un dato ancora una volta eccezionale di per sé: ho qui davanti il bilancio 2008 e noi si partiva da un saldo iniziale al 1 dicembre 2007 di 1500 euro
Fra l’altro –come vedete da bilancio- la quantità di soldi ha fatto sì che si riesca a fare anche un piccolo investimento sul futuro (assai poco avventuroso, ma contiamo che sia remunerativo) accantonando e investendo su Conto Arancio dei soldi che serviranno per gli affitti futuri.
Prima di parlare del secondo dato che fa sì che si chiuda con qualche soldo in meno, veniamo ad esaminare un altro dato cardine:
La Festa Democratica (27 agosto-14 settembre 2009)
Anche qui non c’entra la provvidenza divina, in ogni caso abbiamo ottenuto la possibilità di tenere uno stand dell’Associazione alla Festa provinciale del Partito Democratico torinese.
Partiti titubanti e un po’ timorosi sulla capacità di tenere aperto ogni giorno lo stand (dal tardo pomeriggio fino almeno alle 23 circa, quando non oltre) abbiamo di giorno in giorno scoperto che ci si divertiva e che si stava bene insieme (non una novità, ma se si supera il test della convivenza forzata per un lungo periodo tanto meglio), sicché siamo riusciti a tenere aperto OGNI GIORNO lo stand conquistando un dato politico, conquistando visibilitàe realizzando il dato economico; raccogliendo firme e ospitando il video delle offficine di oz sui rifugiati della clinica san paolo. Considerate che non eravamo neppure a ranghi completi, perché era ancora periodo di ferie, considerate la durata: è stato un successo.
E’ un punto cardine questo, perché si fallisce o si vince da qui: dalla capacità di essere un gruppo e di amalgamare le personalità e le varie caratteristiche
I contributi di iscritti e simpatizzanti
E’ stato un anno intenso e denso di iniziative: questo ce lo diciamo ogni anno e però poi l’anno successivo è ancora più intenso, c’è quasi una coloritura faustiana in tutto questo (quasi avessimo Mefistofele alle spalle che ci dice “morirai quando dirai all’attimo ‘fermati, sei bello’” sicchè noi non ci accontentiamo dei successi e andiamo avanti aggiungendo iniziative.
C’è però, in mezzo a tutto questo, un dato: come vedete c’è una percentuale di contributi raccolti tra iscritti e simpatizzanti che è più bassa.
Non credo che dipenda dalla scarsa credibilità e fiducia nelle iniziative dell’associazione credo piuttosto che noi scontiamo il fatto che le persone che portano avanti le iniziative si sovrappongono in larga parte a quelle che ogni anno danno la propria disponibilità a contribuire mensilmente:- sono le stesse persone che dovrebbero, per così dire, cantare e portare la croce; non solo diventa antipatico chiedere soldi sempre alle stesse persone, ma molti di voi già a inizio anno mi avevano detto che difficilmente -stante tutte le contingenze e congiunture economiche che ognuno di noi sa- sarebbero riusciti a garantire la continuità, sicché spesso i contributi sono stati una tantum.
C’è un altro dato: il dato della tesoriera. Vi assicuro che data l’entità e l’importanza delle iniziative, fare la tesoriera quest’anno è stato un impegno più gravoso del passato (anche come responsabilità), è stato un impegno spesso a tempo pieno, è stato un vero e proprio un lavoro, non retribuito –perché la tesoriera non mi paga- ma, nei fatti, un mestiere. E dunque occupata a seguire i mille rivoli delle iniziative, l’aspetto della raccolta dei contributi e dell’ampliamento del bacino (escludete le feste, i semi gettati lì, che riguardavano più la militanza spiccia e vedremo se riusciremo a concretizzare in dato monetario) della sensibilizzazione alla necessità di avere una quota fissa mensile è passato di necessità in secondo piano.
Quale che sia la conclusione del congresso ci vorrà non so se una vera e propria giunta di tesoreria, ma sicuramente qualcuno che in maniera non occasionale, collabori a curare tutti gli aspetti di una sana gestione di tesoreria.
In conclusione. noi quest’anno saremo a un bivio restare quei geniali dilettanti in selvaggia parata (come i partigiani di Alba di Beppe Fenoglio) o trasformarci (mantenendo queste caratteristiche “selvagge” e poco omologate) in un struttura vera e propria: fare politica non solo dalla strada, ma nelle stanze principali, e credo che tutti voi sappiate bene quanto anche un solo o due consiglieri o una pattuglia di deputati radicali siano in grado di incidere sulla situazione politica.
Dunque, alla fine di questa carrellata finanziaria torno al dato antropologico, a quello del rito che stiamo compiendo che credo debba celebrare ancora una volta i successi di un gruppo ammonendo questo gruppo che quest’anno avrà la necessità una volta di più di dimostrare di essere capace di essere tale, di deporre –chi ce l’ha- vanagloria ed egocentrismi, non per annullare la propria personalità ma per integrarla, contribuendo al successo di un progetto comune, perché ne va di noi e della possibilità di realizzare i nostri progetti.
Io credo che ci sia una persona in particolare che questo gruppo l’ha saputo costruire e tenere insieme (e quanta fatica e dispendio di energie, sia pure con le dovute gratificazioni, credo lo sappia solo lui) al nostro segretario quindi cedo volentieri –finalmente- la parola, non prima di avere votato il bilancio e prima ancora di avere ringraziato (sperando di non dimenticare altri e scusandomi di questo, nel caso) Andrea Trigolo che un po’ di castagne dal fuoco alla tesoriera le ha pur tolte.
SALDO INIZIALE (01/12/08) |
19.946,40 |
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ENTRATE |
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Iscrizioni |
4.292,00 |
Contributi di iscritti e simpatizzanti |
1.562,50 |
Contributi raccolti a tavoli |
3.921,34 |
Contributi da bandiere Tibet |
2.821,81 |
Contributi da altre bandiere |
365,00 |
Contributi da “Diario” Aglietta |
2.717,00 |
Contributi da materiale vario |
348,30 |
Contr. da campagna elettorale provinciali |
1.800,00 |
Contr. da partecipazione a Festa PD (1) |
795,00 |
Competenze banca |
0,01 |
Competenze ccp |
51,87 |
TOTALE ENTRATE |
18.674,83 |
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USCITE |
|
Gestione ccp/commissioni posta |
284,34 |
Gestione conto corrente banca |
24,25 |
Gestione sede |
9.225,59 |
Acquisto e spedizione bandiere |
146,00 |
Spese “Diario” Aglietta |
206,70 |
Spese elezioni provinciali |
1.977,61 |
Spese partecipazione a Festa PD |
295,00 |
Spese per iniziative(2) |
7.460,42 |
TOTALE USCITE |
19.619,91 |
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SALDO FINALE (31/10/2009) |
19.001,32 |
______________________
(1)Dettaglio contributi: |
Contributi vari |
524,00 |
|
Iscrizioni |
40,00 |
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Bandiere Tibet |
106,00 |
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“Diario” |
90,00 |
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Libri vari |
35,00 |
|
TOTALE |
795,00 |
(2)Comprende anche le spese per le elezioni europee
RELAZIONE DEL SEGRETARIO IGOR BONI
Care iscritte, cari iscritti,
l’Associazione radicale Adelaide Aglietta è ormai in Piemonte realtà riconoscibile e riconosciuta da molti, in ambito politico e non solo. Certo non siamo riusciti a fare un salto di qualità e quantità significativo rispetto allo scorso anno ma non v’è dubbio che prosegue il nostro percorso di crescita collettiva, che ci ha condotto, in questo 2009 che va a chiudersi, a raggiungere quota 213 iscritti e a raccogliere molto, dopo anni faticosi di semina e di impegno costante, giorno dopo giorno, ora dopo ora. I successi ottenuti sono il risultato di una squadra un po’ sgangherata che, in un modo o nell’altro, ha saputo giocare la partita ottimamente. Il lavoro di ciascuno di noi è stato importante; alcuni hanno avuto maggiori riconoscimenti, altri hanno lavorato più nell’ombra. Tra questi voglio ringraziare in modo particolare Claudia Pagliano, non solo per l’impegno dedicato al difficile compito di tesoreria, ma anche per il fondamentale supporto organizzativo e di redazione dei nostri strumenti informativi: il sito, agliettanews, facebook e il libretto delle iniziative.
Il 2009 sarà certamente ricordato da noi come l’anno della pillola abortiva RU486. L’anno nel quale l’Italia, fanalino di coda dei paesi europei, compie un passo in avanti fondamentale verso la legalizzazione dell’aborto farmacologico come alternativa all’aborto chirurgico. Tutto ciò è accaduto grazie alla nostra associazione, grazie ai Radicali nel loro complesso, ma soprattutto grazie alla tenacia di Silvio Viale, che ha saputo costringere le Istituzioni a dire la parola “inizio” a questa vicenda, rischiando non poco dal punto di vista personale. La lotta è ora quella di conquistare concretamente la possibilità di scelta per le donne, facendo pressioni sull’Aifa per la pubblicazione della determina del 19 ottobre 2009 sulla Gazzetta ufficiale e difendendo questa opportunità dal fuoco di sbarramento che già si manifesta, con la stessa convinzione e la stessa forza che ci ha condotto fino qui. Il libretto che abbiamo pubblicato - RU486: una vittoria radicale - grazie al lavoro di Giulio Manfredi e Nathalie Pisano che si è aggiunto all’opera di qualche anno fa di Andrea Carapellucci, serve anche a questo: ricordare il percorso ad ostacoli compiuto, con l’obiettivo di evitare, per quanto possibile, che fra qualche anno non si sappia nemmeno più chi si è battuto, chi ha conquistato l’unica vittoria sui diritti civili da molti anni a questa parte, chi, senza mezzi e senza soldi, ha saputo essere altro dalla politica ufficiale all’italiana, altro da chi si limita a parlare nei bar o nei salotti, senza sporcarsi le mani e senza rischiare nulla di nulla.
Ma il 2009 non è stato solo RU486. Su molte altre iniziative siamo stati protagonisti, riuscendo perfino a conquistare vittorie affatto scontate. Non citerò tutto, ma alcune sottolineature le devo e le voglio fare.
Il 2009 è stato l’anno della morte di Eluana Englaro, della fine della condanna a vita di Eluana. Da qui, dalla nostra Associazione, abbiamo saputo essere vicini a Beppino Englaro partecipando numerosi alla fiaccolata nel freddo gennaio di Lecco; da qui è partita la mobilitazione per la manifestazione di Piazza Castello del 7 febbraio, dopo le aberranti dichiarazioni di Sacconi e Berlusconi, che ha visto la partecipazione di 2000 cittadini. Non ricordo in questi 25 anni di militanza radicale un’altra occasione nella quale una nostra iniziativa abbia ottenuto tanta partecipazione. E altri presidi per la libertà di Eluana li abbiamo organizzati in giro per il Piemonte, a Novara, ad Asti e altrove.
Il 2009 è stato l’anno nel quale la Regione ha approvato la legge che istituisce i centri antiviolenza e le case segrete per le donne. L’Associazione Aglietta negli anni scorsi raccolse 4000 firme sul progetto di legge regionale di iniziativa popolare grazie al coordinamento di Caterina Simiand.
E ancora; il 2009 è stato l’anno dell’approvazione da parte della Commissione toponomastica di Torino di via Enzo Tortora, come da noi chiesto il tratto che da via Pianezza conduce al Carcere Lorusso Cotugno di Torino. Si conclude così un iter durato oltre 20 anni.
Il 2009 è stato l’anno dell’approvazione della mozione “Torino città abilmente diversa”, predisposta grazie al contributo di Alessandro Frezzato e Domenico Massano e portata al voto da Francesco Salinas di Sinistra Democratica.
Il 2009 è stato l’anno della mobilitazione per porre in luce la condizione disastrosa dei rifugiati politici a Torino, in Piemonte, in Italia. L’anno nel quale grazie alle nostre visite nel girone dantesco di C.so Peschiera, alla nostra petizione al comune, al video dell’Associazione Amici di Oz che abbiamo promosso, all’interrogazione parlamentare di Rita Bernardini e all’efficace gioco di sponda tra Associazione e Circoscrizione 8 - con Domenico Massano e Diego Castagno - abbiamo contribuito a conquistare qualche mese di ragionevolezza e di civiltà contro la deriva razzista che incombe.
Il 2009 è stato l’anno della riedizione e delle numerose presentazioni in giro per l’Italia del “Diario di una giurata popolare al processo delle BR” di Adelaide Aglietta, grazie al lavoro di Bruno Mellano e Silvja Manzi, alla disponibilità della Casa editrice Lindau e al contributo dell’Assessorato alla cultura della Regione guidato da Gianni Oliva. Un modo anche questo per ricordare che esiste un’alternativa tra l’esercizio becero e illegale del potere da parte delle Istituzioni corrotte e la deriva violenta del terrorismo. Alternativa che abbiamo praticato e tentiamo di praticare.
Il 2009, infine, è stato l’anno dell’istituzione del garante regionale delle carceri. E’ storia di pochi giorni fa. Una storia che ci ha visti protagonisti con il primo progetto di legge regionale presentato da Palma e Mellano 5 anni fa, con le continue sollecitazioni rivolte a Mercedes Bresso e al Consiglio regionale, fino all’appello firmato da Emma Bonino e all’intervento di Alberto Ventrini nell’incontro del Coordinamento Nazione dei Garanti delle persone private della libertà, tenuto a Torino a metà novembre.
Ma oltre a tutto questo, su molto altro abbiamo proseguito la nostra azione e siamo riusciti a incardinare iniziative. Ne ricordo alcune in una rapida e disordinata carrellata, utile per non dimenticare su quanti fronti lavoriamo e dovremo impegnarci.
Le migliaia di firme raccolte sulle delibere di iniziativa popolare relative all’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e alle unioni civili che costringeranno il Comune di Torino ad un pronunciamento. Sull’anagrafe degli eletti le iniziative consigliari in corso a Novara e Asti. La nascita della cellula Coscioni di Torino con Alessandro Frezzato e Paola Cirio per incrementare la nostra capacità d’azione e di coinvolgimento. E ancora, le nostre iniziative sul testamento biologico che ci hanno visto raccogliere migliaia di firme in Piemonte sulla petizione al Parlamento per chiedere una legge rispettosa delle volontà di ciascuno e le oltre 2700 firme raccolte a Torino sulla delibera di iniziativa popolare, consegnate alla presenza di Beppino Englaro e Mina Welby, che hanno aperto la strada per il registro cittadino dei testamenti biologici. Sullo stesso tema l’iniziativa novarese che ha dimostrato, se ce n’era bisogno, il connotato clericale di questo Centro-destra e l’ambiguità sui temi della laicità di una parte significativa del Partito Democratico. Sempre sul questo credo utile segnalare il riuscito appuntamento di Alessandria organizzato da Gianpiero Buscaglia con la numerosa partecipazione di cittadini venuti ad ascoltare Mina Welby. Ma ancora sui diritti civili le iniziative di Silvio Viale per l’abolizione della ricetta sulla pillola del giorno, iniziative che l’hanno condotto di recente di fronte all’ordine dei medici per essere processato per avere, a loro giudizio, infangato l’immagine della professione a causa del cartello al collo che portava mentre prescriveva ricette per strada. E poi il carcere con le visite ispettive realizzate e la partecipazione, nei giorni di Ferragosto, alla più grande iniziativa di monitoraggio delle strutture penitenziarie in tutta Italia, organizzata da Radicali Italiani; “caso carcere” esploso giornalisticamente con la terribile vicenda dell’omicidio di Stefano Cucchi che abbiamo tentato, anche da qui, di alimentare con la manifestazione di Asti e la partecipazione al presidio milanese. Ma ancora voglio citare le iniziative in tema di politica sulle droghe, con il continuo rilancio delle narcosale e dell’antiproibizionismo e con le sollecitazioni al comune per l’attivazione dell’agenzia comunale sulle tossicodipendenze che ci ha visti ottenere un incontro con il Sindaco Chiamparino. E le iniziative sulle politiche relative all’immigrazione e all’integrazione con la mobilitazione a favore del diritto di voto dei cittadini comunitari realizzata in collaborazione con la comunità rumena e l’Assessore Dell’Utri e la denuncia costante del cosiddetto “pacchetto sicurezza”; ricordo il convegno organizzato con LibertàEguale sulle ronde e gli interventi di Nicoletta Casiraghi contro la politica dei respingimenti del Governo. Di più avremmo dovuto fare per dare voce alle nostre istanze di riforma in tema di lavoro e pensioni anche se voglio su questo citare la presentazione del libro “Pensionata sarà lei” alla presenza di Emma Bonino e Nathalie Pisano e il fronte di dialogo aperto da Nicola Vono con le organizzazioni sindacali al quale, fino ad ora, non abbiamo dedicato l’impegno e l’attenzione che sarebbero necessarie. In tema ambientale voglio citare le numerose iniziative antinucleariste realizzate a Torino, Vercelli e Novara e gli interventi sulla politica energetica nazionale e internazionale, che dovremo alimentare e arricchire in vista della prossima scadenza elettorale regionale e l’attenzione da noi rivolta alle politiche di difesa della risorsa suolo e della risorsa acqua. Sulla laicità segnalo i nostri interventi a sostegno della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in merito alla questione crocefisso nei luoghi pubblici, evidenziando le voci fuori dal coro levate da Salvatore Grizzanti ad Asti e da Nathalie Pisano a Novara, dove quel simbolo della religione cattolica è stato appeso, in questo 2009, ai muri delle aule dei consigli comunali di quelle città. Mi preme ancora ricordare la nostra partecipazione a numerose manifestazioni per rivendicare pari diritti per le persone omosessuali, partecipazione spesso sollecitata e sostenuta da Andrea Trigolo che ringrazio anche per la sua capacità di guardare tutte le vicende con gli occhi delle vittime.
La carrellata la voglio chiudere con il tanto che abbiamo fatto (o tentato di fare) sulla politica estera e sui diritti umani. Dalla proiezione dei film “Madri” e “Vietato sognare” sulla questione israelo-palestinese su idea di Alessandro Rosasco, ai Lunedì dell’Aglietta su Venezuela e Laos. Dalle numerose iniziative sull’autonomia del Tibet con l’adesione di Asti all’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, alla partecipazione di Dolma Gyari (vice-Presidente del Parlamento tibetano in esilio) a nostre iniziative a Cuneo e Torino, fino alla mostra fotografica organizzata nella sede dell’Aglietta “Il futuro del Tibet”; Rosanna Degiovanni continua su questo tema ad essere la nostra punta di lancia. Con orgoglio e commozione ci tengo a sottolineare l’iniziativa che, da soli, abbiamo messo in atto per commemorare il massacro di Piazza Tien An Men con una decina di militanti stesi in Piazza Castello a Torino, in ricordo delle migliaia di cittadini democratici vittime del regime cinese. E ancora le nostre ormai storiche denunce sulla mancanza di democrazia in Russia e sul genocidio ceceno, con il comizio di Milano a febbraio, il presidio di fronte al Consolato milanese a settembre e la proiezione del film “Cecenia” in ricordo di Antonio Russo. Infine voglio ancora aggiungere il troppo poco che siamo riusciti ad imbastire a sostegno delle istanze democratiche iraniane e di denuncia dei gravissimi fatti accaduti in quel paese prima, durante e dopo l’ultimo appuntamento elettorale.
Il 2009 è stato anche anno di elezioni: per il rinnovo del Parlamento europeo e di alcuni consigli provinciali in Piemonte. La campagna elettorale europea, condotta da qui come in tutta Italia praticamente senza un euro, ci ha visto ottenere con la Lista Bonino-Pannella il 3,2% regionale e oltre il 4% in Torino, con punte del 7% nel centro, a San Salvario e in collina.
Sono consapevole che quando si prende la via di citare le persone ci si espone al rischio di dimenticare qualcuno. Per questo chiedo scusa in anticipo. Ma oltre ringraziare chi ha condiviso le lunghe riunioni della giunta di segreteria e i coordinatori provinciali, voglio ricordare l’impegno di alcuni che qui, a Torino, hanno dato un contributo importante. Mariano Ferrentino che è diventato informalmente un collaboratore a titolo volontario di Radio Radicale; Silvja Manzi e Antonio Leone che non fanno mai mancare il loro contributo militante ai tavoli e nelle nostre riunioni settimanali del lunedì; Blanca Briceno che ha saputo passare a ciascuno di noi una parte della sua passione civile e della sua indignazione contro il regime autoritario e liberticida di Chavez. Altri hanno fornito il loro supporto a Torino e in giro per le province della regione, spero interverranno in questo dibattito facendo sentire la loro voce, le loro proposte, le loro speranze.
Ho voluto ripercorrere tutto questo per evidenziare quanto la nostra presenza non sia semplicemente mantenere in vita un simbolo ma abbia rappresentato l’occasione di proseguire concretamente le lotte che Adelaide Aglietta condusse da questa città nella seconda metà degli anni ’70. Ma, come ricordo spesso, la nostra capacità è pari almeno alla nostra inadeguatezza e alla nostra fragilità. L’equilibrio che abbiamo saputo costruire, come ogni equilibrio, è precario ed è instabile. Viviamo la nostra vita associativa nell’ambito di una organizzazione radicale, della cosiddetta galassia, che mostra sempre più – a mio parere – la necessità di rinnovamento e rifondazione. In molte parti d’Italia il tessuto militante è completamente da ricostruire. Ma se i militanti ci sono, pochi o tanti che siano, fintanto che ci sono da fare tavoli e raccogliere firme non vi sono particolari problemi se non esiste, come non esiste, alcuna rappresentanza territoriale riconosciuta dei Radicali. Ma non v’è dubbio che quando ci si avvicina ad un momento elettorale di questa rappresentanza c’è necessità. Continuo a credere che sarebbe utile unificare il soggetto elettorale con il partito e che le decisioni sulle forme di partecipazione dovrebbero essere prese nell’ambito dei lunghi congressi e dei numerosi comitati che con una costanza invidiabile facciamo. Continuo ad essere convinto che da qui passi la nostra possibilità di crescere, rischiando un confronto franco, privo di pregiudizi e ricco di proposte da esaminare e da discutere. L’ho detto e lo ripeto: oggi il riprodursi e moltiplicarsi delle associazioni radicali non riesce più a produrre un moltiplicarsi di forze come nel passato, rischia anzi di essere un ostacolo anche rispetto alla nostra possibilità – di radicali – di essere visibili, riconoscibili e riconosciuti. Anche guardando a noi stessi; l’Associazione radicale Adelaide Aglietta è sempre più un punto di riferimento per molti ed è considerata un interlocutore credibile dalla politica regionale; sbaglieremmo però ad essere convinti che in automatico tutti comprendano che le iniziative, i successi e le sconfitte nostre, di associazione, siano iniziative, successi e sconfitte dei Radicali in quanto tali.
In vista della prossima scadenza elettorale regionale mi preme da qui sottolineare alcuni aspetti. L’Associazione in questi anni ha dimostrato di sapere alimentare e fare crescere una rete di contatti che ci hanno coinvolto, fatto cambiare e crescere. Abbiamo saputo conquistare, soprattutto grazie a Silvio Viale, qualche visibilità sui giornali dove permane però un ostracismo inaccettabile nei confronti anche della sola parola “radicale”. Diverso l’atteggiamento di molte tv private che seguono frequentemente le nostre proposte e della Rai regionale a cui dobbiamo riconoscere un comportamento leale nei nostri confronti, evidenziato dai circa 35 servizi realizzati durante questo ultimo anno. Ma, occorre esserne consapevoli, la nostra capacità di incidere di associazione non è figlia esclusivamente del nostro impegno, nasce soprattutto dalla forza che deriva da oltre 50 anni di lotte radicali che, con errori e inadeguatezze, hanno segnato questo Paese e non solo, e hanno rappresentato e rappresentano un baluardo o, come dice Emma Bonino, una fiammella da conservare e alimentare.
Alle elezioni regionali di primavera ci giochiamo molto. Non tutto ma molto. In questi 5 anni di assenza dal Consiglio regionale siamo riusciti a realizzare così tante iniziative che a volte non capisco come abbiamo fatto, come sia stato possibile. Non c’è ombra di dubbio però che se avessimo avuto la postazione regionale avremmo potuto fare di più. Ed è per questo che credo sia opportuno prepararci alla tornata elettorale nel migliore dei modi. Consentitemi però una facile previsione: se ciascuno, per quel che può, riuscirà in questi prossimi 4 mesi a comprendere l’importanza dell’appuntamento e a fornire un contributo militante in più, avremo qualche possibilità di farcela; se non vi sarà questa presa di coscienza collettiva, ottenere il risultato sarà semplicemente impossibile. In questi giorni abbiamo da proseguire e incrementare, a Torino come in tutte le province, la campagna di raccolta delle pre-firme, per costruirci un indirizzario utile nel momento della raccolta vera e poi per la campagna elettorale. Tra breve dovremo affrontare, provincia per provincia, un impegno straordinario per riuscire a portare a casa le circa 10.000 firme autenticate e certificate necessarie alla presentazione alle elezioni. E poi la campagna elettorale, che dovremo realizzare in totale economia. Io credo che valga la pena provarci. Occorre però che ciascuno di noi dica innanzitutto a sé stesso se è della partita o se ritiene che non ne valga la pena.
Nelle nostre discussioni sulle elezioni dobbiamo sempre tenere presente la necessità per i Radicali di individuare percorsi da seguire nazionalmente, che possano condurci ad un accordo capace di dare il massimo di visibilità e incisività alle nostre istanze di cambiamento, di riforma, di democrazia, di legalità, di alternativa. Per questo fa ben sperare la svolta uscita dall’ultimo congresso dei Verdi e la rinnovata attenzione che i compagni socialisti ci dedicano. Sempre sul piano nazionale se c’è stata una discontinuità nell’atteggiamento del PD nei nostri confronti con l’intervento del neo-segretario Pierluigi Bersani durante il primo giorno dei lavori del congresso di Radicali Italiani, pare lontana la volontà concreta del PD di confrontarsi con le nostre analisi sui 60 anni del regime partitocratico. Sono però convinto che il Piemonte in questo panorama nazionale rappresenti per certi versi una peculiarità da valorizzare. In Piemonte siamo riusciti a creare una rete di rapporti con il mondo ambientalista e con esponenti di Sinistra Democratica, con lo sfilacciato panorama dei socialisti e con esponenti dell’area liberale, dalla Rosa nel Pugno in poi. Ma, lo voglio sottolineare, è in Piemonte che con il Partito Democratico (o almeno con una parte significativa di esso) siamo riusciti a porre in essere un confronto franco e leale che ci deve fare riflettere. Su questo aspetto voglio rivendicare appieno la scelta che abbiamo compiuto alle scorse elezioni provinciali con la mia candidatura come indipendente nelle liste del PD. Al di là del risultato personale che definirei neutro (come si dice: senza infamia e senza lode) anche se moltissimi esponenti del PD lo hanno individuato come un successo inaspettato, mi preme rimarcare che da lì è partita la nostra possibilità di partecipare per quasi 3 settimane alla festa del PD con un nostro stand; da lì è nata la prima manifestazione ufficiale di interesse da parte di Mercedes Bresso nei nostri confronti per le elezioni regionali; da lì è partita un’occasione di interlocuzione con il Sindaco che ha evidentemente influito sulle sue scelte in materia di rifugiati politici e speriamo, nel prossimo futuro, anche in materia di agenzia comunale sulle tossicodipendenze; da lì è nata la possibilità di dialogo con il capogruppo del PD in comune a Torino per contribuire a sbloccare l’intitolazione della via a Enzo Tortora; da lì, infine, è nato il finanziamento di 5000 euro, da parte della provincia di Torino sul progetto contro le mutilazioni genitali femminili di Non c’è pace senza giustizia.
In particolare l’esperienza che in molti abbiamo condiviso nelle tre lunghe settimane di apertura dello stand Aglietta al Parco Ruffini ci ha fatto comprendere molto delle attuali contraddizioni e difficoltà del PD ma ci ha al contempo consentito di aprire spazi di confronto e iniziativa politica su temi a noi cari: la condizione dei rifugiati, l’iniziativa per l’abolizione della ricetta sulla pillola del giorno dopo, il testamento biologico con le nostre raccolte firme e con la presenza da noi organizzata di Beppino Englaro alla loro festa.
Spero che questo lavoro certosino di costruzione e di lenta edificazione di iniziativa democratica e nonviolenta ci conduca al risultato che auspichiamo. Sono ben consapevole che non è nostro compito, nemmeno dal punto di vista statutario, decidere su come e se presentarci alle elezioni, né per quanto riguarda il Piemonte, né tanto meno - ovviamente - per quanto riguarda accordi a livello nazionale. Credo anche che, proprio per i motivi prima esposti sulla nostra organizzazione complessiva, dovremmo in tutti i modi evitare la tentazione di trasformare la nostra associazione in un partito nel partito. Ma credo necessario e doveroso, come segretario, esprimere ciò che penso. E per quanto mi riguarda, lo dico senza ambiguità, qui in Piemonte è con la coalizione di Centro-sinistra che dobbiamo costruire una opportunità di alleanza, sperando che al più presto si ponga fine al toto candidato e iniziando a lavorare con Mercedes Bresso per individuare quali spazi concreti vi siano per un accordo politico e programmatico con i radicali, con la Lista Bonino-Pannella. Accordo che non può essere realizzato come accade per le altre forze politiche; il nostro elettorato vota le proposte, le idee, i progetti, non è legato ad un voto di preferenza o clientelare. Ed è per questo che se accordo ci sarà dovrà essere significativo e capace di fare emergere la nostra diversità dal sistema dei partiti italiano e regionale. Se non riusciremo a costruire tutto questo rischieremo di rimanere schiacciati dalla dinamiche della competizione elettorale. Dico a ciascuno di noi, ma in particolare a Silvio e Bruno, che questo risultato lo otteniamo o lo perdiamo tutti insieme. Perciò, più che in altre occasioni, è necessario lasciare da parte un pezzo delle esigenze dei singoli per lavorare uniti verso l’obiettivo che, mi pare, condividiamo: conquistare la possibilità per la Lista Bonino-Pannella di tornare in consiglio regionale, nei consigli regionali, per incidere come sappiamo nel governo e nella politica delle regioni e del Paese.
Non è il momento delle recriminazioni. E’ il momento di agire e di moltiplicare le poche forze che abbiamo. L’attenzione maniacale al numero di iscritti, ai contributi, al sostegno economico delle iniziative deriva banalmente, come Claudia ha ricordato, dal fatto che se riusciamo a finanziare i nostri progetti possiamo tentare di realizzarli, se non riusciamo a finanziarli semplicemente non possiamo nemmeno cominciare a parlarne. Per questo vi chiedo da subito di iscrivervi all’Associazione radicale Adelaide Aglietta per il 2010 e di sostenere con la vostra iscrizione i soggetti dell’area radicale; sapremo fare tesoro di questa fiducia, investendo quel denaro per accrescere la nostra capacità politica. Per questo mi pare necessario riconvocarci a congresso dopo le elezioni regionali; l’appuntamento elettorale rappresenta il nostro principale obiettivo militante dei prossimi mesi e, comunque vada, dovremo analizzarlo per confrontarci sul modo migliore di proseguire le attività dell’associazione che, lo ricordo, nel 2010 compie 10 anni. Per questo credo sia opportuno mantenere fino alla scadenza elettorale l’attuale assetto organizzativo, confermando nel complesso questo gruppo dirigente che, nella sua eterogeneità, ha saputo collaborare e dialogare, valorizzando il poco o tanto che lo accomuna.
Grazie e buon lavoro.
La dodicesima Assemblea ordinaria degli iscritti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, riunitasi a Torino il 28 novembre 2009,
- udite le relazioni del tesoriere e del segretario, le approva;
- sottolinea il conseguimento di 215 iscritti all’Associazione radicale Adelaide Aglietta, cifra mai raggiunta in dieci anni di attività, espressione tangibile della capacità politica dell’Associazione di tessere relazioni, contatti, collaborazioni con i più vari interlocutori, singoli e associati, dal variegato mondo ambientalista e socialista al Partito Democratico, dal mondo liberale a Sinistra Democratica, dai comitati spontanei di quartiere al coordinamento degli operatori bassa soglia sulle tossicodipendenze;
- ringrazia in particolare gli iscritti e i militanti che, tra molte difficoltà, hanno operato nelle province, riuscendo a creare o a ricostruire una presenza radicale visibile e incisiva;
- saluta con entusiasmo l’introduzione in Italia della pillola abortiva RU486; un fatto che è frutto, unicamente, dell’iniziativa radicale, in particolare dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e del suo Presidente, il Dr. Silvio Viale; una lotta durata ben nove anni che ha assicurato al Paese, sul fronte dei diritti civili, la prima vittoria dal 1993, anno in cui un referendum radicale abolì le sanzioni penali per i consumatori di sostanze stupefacenti; l’Assemblea degli iscritti rivolge un pressante appello al Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) affinché respinga le indebite pressioni attuate dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi (il cui parere – trasmesso all’AIFA in tempi record, in realtà già pronto prima ancora che venisse istituita la sedicente “indagine conoscitiva” della Commissione Igiene e Sanità del Senato - viola sia il dispositivo della legge 194/78 sia l’autonomia dell’AIFA sia le prerogative della Conferenza Stato-Regioni in materia di sanità), trasmettendo subito agli uffici competenti per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il testo della Determina relativa all’autorizzazione all’immissione in commercio della pillola abortiva RU486, dando finalmente seguito alla decisione del Consiglio di Amministrazione dell’AIFA del 19 ottobre 2009.
- rivendica il successo ottenuto con l’istituzione da parte del Consiglio Regionale del Piemonte della figura del garante regionale delle carceri, ricordando che la prima proposta in merito risale al 7 febbraio 2005 e reca le firme degli allora consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma;
- rileva che finalmente, nel maggio 2009, il Consiglio regionale piemontese ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzone di centri antiviolenza e di case segrete per le donne vittime di abusi sessuali; la proposta in oggetto era stata sottoscritta da circa 16.000 cittadini piemontesi, 4.000 dei quali avevano firmato ai banchetti organizzati dall’Associazione Aglietta;
- saluta la decisione del Consiglio Comunale di Torino di dedicare parte della via che conduce alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” alla memoria di Enzo Tortora, come proposto dai radicali torinesi dai primi anni ’90;
- ringrazia la casa editrice Lindau e l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Gianni Oliva, per avere fornito la possibilità di produrre una nuova edizione del “Diario di una giurata popolare al processo delle BR” di Adelaide Aglietta”: un documento di grande valore storico e politico, purtroppo poco conosciuto, che rivela quanto l’approccio della nonviolenza radicale alla politica e alla società sia stato lungimirante trent’anni fa e ancora attualissimo;
- ringrazia i militanti radicali il cui impegno ha consentito la presentazione presso i Consigli Comunali di Torino e Novara delle proposte di iniziativa popolare per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti e di quella per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici oltre alla presentazione presso il Comune di Torino della delibera popolare sulle unioni civili (in collaborazione con altre associazioni radicali e non);
- sottolinea il successo ottenuto con l’approvazione della mozione “Torino abilmente diversa”, grazie alla fattiva collaborazione dell’Associazione e della Cellula Coscioni di Torino con il consigliere comunale Francesco Salinas (SD);
- denuncia con forza la censura attuata dalle redazioni locali di “La Stampa” e “Repubblica”, che hanno per l’intero anno riservato alle numerose e significative iniziative radicali spazi di informazione irrisori; nel contempo, sono stati assicurati a altri soggetti politici e alle loro iniziative violente pagine e pagine di copertura giornalistica; uno scenario del tutto simile a quello con cui dovettero confrontarsi trent’anni fa Adelaide Aglietta e i radicali torinesi; costituisce degno corollario di tale situazione la completa scomparsa sia del nome sia del simbolo della Lista Bonino/Pannella dai due sondaggi sulle intenzioni di voto alle regionali pubblicati su “La Stampa”;
- rileva come le prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 assumano per l’intero movimento radicale un’importanza cruciale; rappresentano, infatti, la cruna d’ago attraverso la quale consentire alle lotte radicali contro il regime italiano di trovare voce ed espressione all’interno dei Consigli regionali, rendendole meno precarie, intermittenti e fragili;
- auspica che si possano creare in Piemonte le condizioni politiche e programmatiche per una alleanza della Lista Bonino/Pannella con la coalizione di Centro-sinistra, guidata dalla Presidente Mercedes Bresso che è intervenuta più volte, senza ambiguità, a difesa della laicità dello Stato e delle Istituzioni.
Tutto ciò premesso, l’Assemblea degli iscritti impegna l’Associazione:
- ad una mobilitazione straordinaria in vista delle prossime elezioni regionali, a partire dall’intensificazione della raccolta delle “pre-firme” a sostegno delle Liste Bonino/Pannella, iniziativa che deve interessare tutte le otto province piemontesi;
- ad organizzare entro il mese di gennaio assemblee in tutte le province piemontesi, finalizzate alla raccolta di sostegni e contributi umani ed economici per rafforzare la possibilità di presentazione delle Liste Bonino/Pannella per le elezioni regionali;
- a sostenere in ogni modo possibile le numerose iniziative in atto sui temi economici, di politica estera, sui diritti civili, sull’ambiente e sulla laicità, e a organizzare momenti pubblici di incontro per fornire nuove occasioni di visibilità alle proposte dell’Associazione in particolare e dell’intero movimento radicale in generale;
- a incalzare il comune di Torino affinché si giunga nel più breve tempo possibile al voto sulle delibere di iniziativa popolare: anagrafe degli eletti, unioni civili e registro dei testamenti biologici;
- a predisporre un appello per chiedere l’intitolazione di una via di Torino ad Adelaide Aglietta in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (20 maggio 2010).
Infine, l’Assemblea:
- impegna gli organi dirigenti a convocare un congresso straordinario dell’Associazione entro il mese di aprile 2010;
- conferma la quota annuale di iscrizione in 20 euro per il 2010;
- dà mandato al Segretario, di concerto con il Presidente e il Tesoriere, di nominare, appena si saranno raggiunte le condizioni statutarie richieste, il rappresentante dell’Associazione all’interno del Comitato nazionale di Radicali Italiani;
- nel decimo anniversario della repressione a Vientiane del movimento studentesco che chiedeva democrazia e riconciliazione, conferma la presidenza onoraria dell’Associazione a Vanida Thephsouvanh, Presidente del Movimento Lao per i diritti umani.