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DROGHE/LISTA BONINO-PANNELLA: GIOVANARDI VUOLE PROIBIRE PERSINO IL TERMINE “RIDUZIONE DEL DANNO”. E IL “CASO OVERDOSI TORINO” DIMOSTRA CHE IL “SISTEMA DI ALLERTA PRECOCE” NON FUNZIONA.
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Dopo aver letto l’esauriente risposta del sottosegretario Carlo Giovanardi all’interrogazione (n. 4-01987) del senatore radicale/PD Marco Perduca, Giulio Manfredi e Domenico Massano (candidati della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali) hanno dichiarato:
Giovanardi conferma la chiusura ideologica ed antiscientifica ad ogni ipotesi di “riduzione del danno” provocato dalle politiche proibizioniste. Addirittura, il suo tentativo è quello di proibire lo stesso termine “riduzione del danno”: “…Ancor più nettamente, il Governo italiano …in luogo di “riduzione del danno” ritiene più opportuno utilizzare il termine “prevenzione delle patologie e delle condizioni sociali devianti, correlate all’uso delle sostanze stupefacenti” ove la parola “prevenzione” deve conferire alla locuzione un’impostazione concettuale e, soprattutto, tecnica molto diversa al termine “riduzione” …”. Chiaro, no? Ricordiamo, innanzitutto, a Giovanardi che la “riduzione del danno” (harm reduction) costituisce uno dei quattro pilastri (con lotta al narcotraffico, cura e prevenzione) delle politiche europee sulle tossicodipendenze. Quindi, a livello europeo, la “riduzione del danno” è cosa ben diversa dalla “prevenzione”. Rispetto alle narcosale, Giovanardi afferma che non esiste “alcuna previsione normativa che ne consente l’attivazione” . In realtà, dovrebbe valere il principio opposto, per cui tutto quello che non è proibito è ammesso: nessuno dei 132 articoli del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) proibisce espressamente le narcosale. Singolare poi il fatto che Giovanardi contrapponga alle narcosale “l’utilizzo di terapie farmacologiche come forma di incentivazione al contatto …e di affrancamento dall’uso di sostanze stupefacenti”: stiamo parlando, tra le altre cose, anche del metadone, proprio quel farmaco che Giovanardi, vent’anni fa, quando era dirigente della Democrazia Cristiana, definiva, assiema a Vincenzo Muccioli, “droga di Stato che riduce i giovani a zombie”. Del tutto strumentale è poi il tentativo di Giovanardi di mettere le “camere del buco” (sic) in contrapposizione con i servizi tossicodipendenze già esistenti e di negare la funzione – che le narcosale hanno, come dimostrato dalla pratica europea - di aggancio e di possibile inserimento dei “tossicodipendenti sommersi” nel percorso di riabilitazione. Scontato è poi il NO di Giovanardi all’utilizzo di “pill testing” (analisi chimica delle droghe sintetiche) e della somministrazione controlla di eroina. Rispetto a quest’ultima, rileviamo la falsità delle seguenti testuali parole “consegna e assunzione di un prodotto farmaceutico del tutto simile alla sostanza stupefacente”; stiamo parlando invece di un farmaco del tutto diverso dalla “droga di strada”, sulla quale il consumatore non ha alcuna possibilità di controllo. Del tutto riduttiva è poi la previsione che non più del 3% della popolazione tossicodipendente potrebbe usufruire dell’eroina medica mentre l’affermazione “le esperienze di altri Paesi, in cui la prescrizione di eroina è stata adottata, hanno mostrato che gli stessi pazienti tendono, nell’arco di quattro/sei mesi, ad abbandonare questo tipo di soluzione” è assolutamente generica e non tiene conto dei diversi esiti che il trattamento stesso ha e può avere (interruzione dell’uso di sostanze, passaggio ad altri tipi di intervento e/o di trattamento …). Infine, Giovanardi espone dettagliatamente tutte le attività poste in essere dal portentoso (si fa per dire) “Sistema di Allerta Precoce e Risposta Rapida (National Early Warning System” dopo che lo stesso “il 13 luglio 2009 riceveva la prima e unica informale segnalazione – via email – da parte di un’associazione di volontariato piemontese circa l’osservazione di un raddoppio dei casi di morte per droga, correlata all’anno precedente, avvenuta nell’arco di circa 70 giorni nell’area di Torino. Giovanardi rileva, a tal proposito, che “l’Osservatorio Epidemiologico Dipendenze della Regione Piemonte, pur essendone al corrente, non aveva segnalato nulla al Sistema Nazionale …”. Il problema è proprio questo: a cosa serve un “Sistema di Allerta Precoce” (che, da quanto si legge, finanzia medici, laboratori di analisi, informatici) che poi non è in grado di ricevere ed elaborare in tempo reale le informazioni che arrivano dalla strada? Giovanardi non può cavarsela con il seguente auspicio: “Per il futuro, sarà probabilmente necessario un maggior coordinamento territoriale organizzativo ed operativo, soprattutto incentivando forme di collaborazione che permettano un più tempestivo passaggio di informazioni …”. Il passaggio tempestivo di informazioni è condizione preliminare e prioritara del Sistema di Allerta Precoce; se così non è, non si è per nulla utili ai cittadini tossicodipendenti… e si spreca il denaro dei cittadini contribuenti!
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MADE IN ITALY/BONI-VONO (LISTA BONINO-PANNELLA) : IL GOVERNO HA COMPLETAMENTE PERSO LA BUSSOLA, E' MALATO DI NAZIONALISMO, PROTEZIONISMO E DEMAGOGIA! |
In merito alla recente approvazione al Senato del disegno di legge sul Made in Italy, che restringe per alcuni settori (arredamento, scarpe, pelli, moda) le condizioni di utilizzo del marchio "made in Italy", Igor BONI (tra i capilista della Lista Bonino-Pannella per le province di Torino e Alessandria per le elezioni regionali) e Nicola VONO (candidato lista Bonino-Pannella per la provincia di Torino per le elezioni regionali) hanno dichiarato: "Il disegno di legge sul Made in Italy che si avvia a diventare legge dello Stato è un provvedimento pericoloso per l'export italiano, che non risolve il problema del falso made in Italy e non serve a salvare le piccole aziende artigiane che soffrono della concorrenza cinese. Ci sembra che il governo sia sempre di più in balia dell'ideologia nazionalista, protezionista e demagogica della Lega. Il provvedimento infatti non tutela lo stile e il design italiano, la nostra qualità, il nostro modo di lavorare i prodotti, essendo un Paese privo di materie prime, che è quindi costretto ad importare quasi tutto; e seguendo i commi del ddl si può giungere al paradosso che se un'azienda cinese o indiana progetta un mobile a Pechino o a Bombay, prende il legno in Croazia e poi viene in Italia per le ultime due fasi di lavorazione, questo prodotto può portare il marchio "made in Italy"...siamo veramente all'assurdo. Siamo convinti che siano altri gli approcci e altre le politiche per difendere la nostra qualità, il nostro settore produttivo, la nostra economia. Il problema non è la delocalizzazione (perché sembra esserci anche quello tra le righe) in sé, ma il perché quell’azienda delocalizza; se è un'azienda che riesce a competere sui mercati internazionali per la qualità dei suoi prodotti, solitamente quella delocalizzazione porta un aumento di posti di lavoro in Italia, se invece quell'azienda è costretta a delocalizzare solo per poter sopravvivere, perché in un settore ad alta concorrenza, non è certo il costringerla ad essere "tutta italiana" che potrà difendere i posti di lavoro. Anche questa legge ci sembra l'ennesima riprova, che Lega e Pdl concepiscono una società (e quindi anche un'economia) chiusa, bloccata, spaventata e introvertita; per questo siamo sempre più convinti che i cittadini piemontesi, i lavoratori, gli artigiani, gli imprenditori alle prossime elezioni regionali debbano scegliere Mercedes Bresso e la lista Bonino-Pannella, per continuare a costruire un Piemonte proiettato verso l'Europa e il mondo, che accetta le sfide, forte delle sue eccellenze, che governa i fenomeni, i cambiamenti, non li nega o li respinge". |
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Dalla Regione Piemonte un contributo economico per l’acquisto di ausili tecnologicamente avanzati per disabili gravi: ottimo provvedimento che va nella direzione giusta
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Dichiarazione di Alessandro Frezzato, tra i capilista Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali e Presidente della cellula Coscioni di Torino
Apprendo con soddisfazione la decisione della Giunta regionale riunitasi lunedi’ 8 marzo, sullo stanziamento di un contributo di 95 mila euro per l’acquisto degli ausili tecnologicamente avanzati, non compresi tra quelli del Nomenclatore tariffario del Ministero, finalizzati alla comunicazione, all’apprendimento e la mobilita’ dei soggetti affetti da gravi disabilita’. Con questo importante provvedimento, la Giunta Bresso si dimostra molto attenta alle istanze e ai diritti dei cittadini e delle cittadine piemontesi portatori di handicap. Anche per questa ragione e’ utile e ragionevole riconfermare Mercedes Bresso alla Presidenza della Regione Piemonte.
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LISTA BONINO-PANNELLA: INACCETTABILE L’INTERVENTO DI CHIAMPARINO SU VIA TORTORA Mellano e Boni: “Sono oltre 20 anni che aspettiamo una decisione. Rivendichiamo la paternità della proposta che ha determinato la scelta della via che conduce al carcere” |
In seguito all’intervento di Sergio Chiamparino che chiede di riconsiderrare la decisione della commissione toponomastica del Comune di intitolare il tratto di via Pianezza che conduce al Carcere Lorusso-Cutugno di Torino a Enzo Tortora (già Presidente del Partito Radicale), Bruno Mellano e Igor Boni (Candidati capilista della Lista Bonino-Pannella alle regionali) hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Davvero sorprendente ed inopportuno l’intervento a gamba tesa del Sindaco di Torino circa la decisione della Commissione toponomastica su via Enzo Tortora. Sorprendente perché sono ormai oltre 20 anni (per l'esattezza 22 anni, da quel 18 maggio 1988 in cui Enzo morì) che proponiamo, sollecitiamo, chiediamo l'intitolazione di quel tratto di via Pianezza che porta al carcere al giornalista televisivo di successo che seppe trasformare la personale battaglia, volta a dimostrare la propria estraneità dai fatti contestatigli, in lotta per la riforma della giustizia nel nostro Paese. Non "Caso Tortora", ma "Caso Italia" diceva e ripeteva Enzo.
Ai Sindaci, ai Presidenti del Consiglio, a ciascuno dei consiglieri comunali e a ciascun capigruppo che si sono succeduti in questi lunghi anni abbiamo parlato, telefonato, scritto lettere di richiesta e di spiegazione articolata della proposta, numerose e numerose volte. Sorprendente per gli incontri diretti ed ufficiali che abbiamo avuto sul tema con i massimi esponenti del Consiglio comunale e con molti capigruppo anche in questa consiliatura, con il Sindaco stesso.
Ma più ancora sorprendente appare il fatto - per come emerge dalle cronache giornalistiche - che pare non si comprenda per nulla l’alto significato di questa scelta: noi abbiamo volutamente proposto di dedicare la via che conduce al carcere a chi ha lottato per la giustizia giusta e che, consapevole di essere innocente, si è dimesso da Parlamentare europeo radicale per andare in galera, scegliendo di difendersi nel processo e non dal processo, onorando fino in fondo una sentezza indegna, prima che errata, ma emessa in nome del Popolo italiano.
Nessuna provocazione o questione di buon gusto, caro Chiamparino, ma scelta chiara di riconoscimento del senso civico di un comportamento che deve essere portato ad esempio alle generazioni future: un comportamento non proprio frequente di questi tempi dove le carceri sono strapiene di poveracci e chi ha soldi scappa dalle maglie della giustizia grazie alla prescrizione dei reati.
La nostra proposta di intitolazione - a cui eravamo e siamo convintamente legati - non era certo prendere o lasciare (anche questo l’abbiamo ribadito molte volte), ma ora tornare indietro dalla decisione assunta e comunicata a mezzo stampa sarebbe un ulteriore sfregio che la memoria di Tortora non merita di certo.
Invitiamo, quindi, l'Amministrazione comunale di Torino ed il Sindaco a non attendere un giorno in più per completare l'iter di approvazione per l’intitolazione di via Enzo Tortora, chiudendo così una vicenda troppo a lungo trascinata”. |
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LISTA BONINO-PANNELLA / SCELTA DEL COMUNE DI TORINO SU ISCRIZIONE FIGLI DI IMMIGRATI SENZA DOCUMENTI A SCUOLE MATERNE VA NELLA DIREZIONE GIUSTA |
Dopo la scelta del Comune di Torino di consentire l’iscrizione dei figli degli immigrati senza permesso di soggiorno alle scuole materne in contrasto con il Decreto Maroni, Igor Boni e Domenico Massano (candidati della Lista Bonino Pannella per le prossime elezioni regionali) hanno rilasciato la seguente dichiarazione: |
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ELEZIONI REGIONALI/LISTA BONINO-PANNELLA: SI FACCIA PIENA LUCE SULLE FIRME DI RABELLINO MA CHI, COME COTA, HA IN COALIZIONE MICHELE GIOVINE NON PUO’ CERTO ERGERSI A CAMPIONE DELLA LEGALITA’. |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (candidato fra i capilista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo):
I radicali, che hanno posto sul tappeto non da tre giorni ma da tre mesi la questione della legalità di queste elezioni regionali, non possono che associarsi alla richiesta alla magistratura, espressa da Roberto Cota, di fare piena luce sulla regolarità delle firme apposte sotto le liste di Renzo Rabellino (si tratta di migliaia di firme, tra cui, da notizie stampa, anche quella di Luciana Litizzetto, che avrebbe addirittura sottoscritto due liste, cosa vietata dalla legge). Ricordo che una settimana fa la lista Bonino-Pannella ha presentato un esposto nei confronti di una delle liste di Rabellino, “Alleanza per Torino Nuova Libertà”, per l’evidente possibilità di confusione con la lista civica “Alleanza per Torino”.
Ciò premesso, ricordiamo che il Cota che strepita contro Rabellino è lo stesso Cota che ha accolto nella sua coalizione quel Michele Giovine che, nonostante abbia raccolto nel 2005 in modo irregolare buona parte delle firme, è rimasto in Consiglio Regionale per cinque anni, ricattando con i suoi ostruzionismi strumentali sia la maggioranza che l’opposizione (e dobbiamo ringraziare anche di questo il governo Berlusconi che, con legge n. 61 del 2004, depenalizzò la falsificazione delle autenticazioni delle liste elettorali e di candidati; la Corte Costituzionale , con sentenza n. 394/2006, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune parti della legge 61/2004).
E ancora: il Cota che strepita contro Rabellino è lo stesso Cota che, nominato il 4 gennaio 2005 sottosegretario di Stato alle Attività Produttive, attese ben due mesi (lettera di dimissioni presentata il 9 marzo 2005, in piena campagna elettorale) prima di dimettersi da consigliere regionale, mentre avrebbe dovuto farlo entro il 14 gennaio 2005 (art. 4 e 6, L . 154/81: “Le cariche di … Ministro e sottosegretario di Stato …sono incompatibili con la carica di consigliere regionale …La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”).
Solo i radicali denunciarono a suo tempo, e non a babbo morto, i casi Giovine e Cota: http://www.associaz ioneaglietta. it/ghiglia- cota.html
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NOMINE DIRETTORI GENERALI ASR/MELLANO (LISTA BONINO PANNELLA): MERCEDES BRESSO HA CALENDARIZZATOPUBBLICAMENTE LA RIFORMA DEI CRITERI DI NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI ASR … AVANTI BRESSO, AVANTI PIEMONTE! |
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del “Programma di Governo 2010- 2015” , la Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha sottolineato come sulla proposta di riforma dei criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali vi sia la convergenza di due partiti molto diversi fra loro quali la Lista Bonino-Pannella e l’UDC, parlando di “convergenze parallele”. La Bresso inoltre, rispondendo ad una domanda, ha calendarizzato tale proposta di riforma, dichiarando pubblicamente l’impegno di far approvare una legge regionale ad hoc entro i primi 90 giorni di Governo, in modo da procedere al rinnovo delle cariche dei direttori generali (in scadenza entro fine anno) con la nuova normativa.
Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo) ha dichiarato:
L’impegno preso oggi dalla Presidente Bresso, non richiesto né sollecitato da alcuno, è di grande rilevanza non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale. Per la prima volta, un presidente di Regione si impegna pubblicamente a riformare i criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali e calendarizza i tempi della riforma. Nove anni fa, come consigliere regionale radicale, presentai una proposta di legge che fissava criteri di selezione delle figure apicali delle ASR sganciati dalle logiche partitocratriche; ho utilizzato la mia breve permanenza in Parlamento per presentare una proposta di legge ad hoc, poi depositata in questa legislatura dalla deputata radicale Farina Coscioni (C. 278). Spero nella prossima legislatura di poter dare il mio contributo, nei banchi del Consiglio Regionale, per attuare una riforma necessaria ed urgente, che provocherebbe un forte cambiamento di mentalità e metodi all’interno del sistema sanitario regionale.
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8 MARZO/LISTA BONINO-PANNELLA: LA RU 486 E’ LEGALE IN ITALIA DA 90 GIORNI MA CONTINUA AD ESSERE NEGATA ALLE DONNE ITALIANE. |
Giulio Manfredi (capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo):
Sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 286 del 9 dicembre 2009 è stata pubblicata l’ “Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano Mifegyne”, meglio conosciuta come pillola abortiva RU486. Sul provvedimento suddetto c’è scritto che la “decorrenza di efficacia” dell’autorizzazione parte dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta. Ebbene, sono passati ben 90 giorni dal 9 dicembre, ma alle donne italiane continua ad essere negata la libertà di scelta fra aborto chirurgico e aborto farmacologico, libertà di scelta sancita, ricordiamolo, dalla legge 194 del 1978 (art. 15). Al danno si aggiunge la beffa: come ha documentato la rivista “Il salvagente”, i pochi ospedali italiani che importavano la RU 486 dalla Francia su richiesta nominale delle donne interessate (procedura, lenta e costosa, consentita per i medicinali fuori prontuario in Italia) non possono più farlo perché la RU 486, dal 10 dicembre 2009, è presente nel prontuario farmaceutico italiano; presente solo sulla carta! Anche nel Piemonte di Mercedes Bresso e di Eleonora Artesio (assessore regionale alla Sanità di Rifondazione Comunista) oggi sarà l’ennesimo 8 marzo senza RU486. Diciamolo: solo la presenza nel Consiglio Regionale del Piemonte, nove anni fa, di consiglieri regionali radicali permise l’avvio di quell’iter burocratico che, sotto l’impulso del ginecologo radicale Silvio Viale, ha permesso di arrivare alla legalizzazione della RU486. Solo la presenza nel prossimo Consiglio Regionale di consiglieri regionali radicali porterà all’effettiva introduzione nei reparti di ginecologia e ostetricia piemontesi della RU486.
N.B. Il libretto “RU486: una vittoria radicale” – stampato dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e curato da Giulio Manfredi, Nathalie Pisano e Andrea Carapellucci – contiene la ricostruzione dell’iniziativa radicale per l’introduzione in Italia della RU486. Disponibile anche online: http://www.webalice .it/carlamarchis io/RU486. pdf
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Cappato (Lista Bonino Pannella): il modello Cota e' il modello "Roma e Tripoli" |
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DL INTERPRETATIVO – VIALE, GIUSTIZIA INTERPRETATIVA, RIUSCITO OGGI CIO’ CHE FALLI’ CON ELUANA. Silvio Viale, candidato a Presidente della Regione Liguria per Lista Bonino-Pannella, escluso per avere rispettato le regole nella raccolta delle firme, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Siamo arrivati alla giustizia interpretativa, che riammette gli amici che non hanno rispettato le regole ed esclude gli avversari, come me, che le ha rispettate. Avrei dovuto forse raccogliere le firme senza rispettare le regole? Probabilmente ce l’avrei fatta. Comunque ne avrei raccolte molte di più. Forse che i cittadini che non troveranno me candidato e non potranno votare la Lista Bonino-Pannella in Liguria sono di serie B rispetto a quelli che voteranno Formigoni e Polverini? Che la democrazia valga per loro e non per me? Senza vergogna hanno sfruttato una figura di merda, che comunque resta tale, per cancellare le regole che solo gli altri sono tenuti a rispettare e per ottenere oggi quello che fallì per Eluana Englaro: carta bianca per le propria giustizia interpretativa.”
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ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA LISTA BONINO-PANNELLA CON MARCO CAPPATO E GLI ALTRI CAPOLISTA: QUELLI CHE HANNO FERMATO FORMIGONI IN LOMBARDIA … ORA SI OCCUPANO DI COTA! |
Domani, venerdì 5 marzo, alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà una conferenza stampa con i capolista della Lista Bonino-Pannella.
“QUELLI CHE HANNO FERMATO FORMIGONI IN LOMBARDIA … … ORA SI OCCUPANO DI COTA!”
Interverranno:
MARCO CAPPATO (capolista a Torino, Novara e Alessandria – segretario Associazione Luca Coscioni – presentatore dell’esposto che ha determinato l’esclusione del lista di Roberto Formigoni dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo);
BRUNO MELLANO (presidente Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo);
IGOR BONI (segretario Associazione Radicale A. Aglietta, capolista a Torino e Alessandria) ;
GIULIO MANFREDI (Comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo);
ALESSANDRO FREZZATO (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).
I candidati saranno presentati da SILVIO VIALE (Direzione nazionale Radicali Italiani).
Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le iniziative che la Lista Bonino-Pannella terrà nel fine settimana in occasione della Festa della Donna (8 marzo).
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ELEZIONI REGIONALI/NOVARA/OGGI ALLE 15.30 PRESENTAZIONE CANDIDATI LISTA BONINO-PANNELLA. CON MARCO CAPPATO. |
Oggi, giovedì 4 marzo, alle ore 15:30, a Novara presso il Bar Rossanigo (Via F.lli Rosselli 1/b), si terrà la presentazione dei candidati della Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Interverranno: MARCO CAPPATO (segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, capolista della Lista Bonino-Pannella a Novara, Torino e Alessandria) NATHALIE PISANO (Comitato Nazionale di Radicali Italiani, capolista della Lista Bonino- Pannella a Novara e Biella) ROBERTO CASONATO (candidato della Lista Bonino Pannella a Novara) SERGIO BRIGANTE (candidato della Lista Bonino Pannella a Novara)
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ELEZIONI REGIONALI/RADICALI CONTESTANO A RABELLINO UTILIZZO NOME “ALLEANZA PER TORINO”. MELLANO: SPERAVAMO SI MUOVESSERO ALTRI PIU’ TITOLATI DI NOI.
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Questa mattina Bruno Mellano (delegato Lista Bonino-Pannella per la Circoscrizione di Torino, capolista a Torino e Cuneo) ha presentato all’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte d’Appello di Torino un esposto inerente la Lista denominata “Alleanza per Torino – Nuova Libertà”, collegata al candidato alla Presidenza del Piemonte Renzo Rabellino. L’esponente radicale richiede la modifica del nome in quanto lesivo dell’immagine e dell’identità della lista civica “Alleanza per Torino”, fondata nel 1993, che espresse per ben due mandati consecutivi il sindaco Valentino Castellani e che rappresentò la componente laica e liberale della maggioranza di centro-sinistra nel Consiglio Comunale di Torino per ben due consiliature, fino al 2001.
Mellano ha dichiarato:
“Ci siamo mossi in zona Cesarini perché ritenevamo e ancora riteniamo che altri, ben più titolati di noi a rappresentare e a parlare in nome e per conto di “Alleanza per Torino”, si sarebbero dovuti muovere, si debbano muovere. Non ci risulta che altri si siano posti il problema della possibile presenza sulla scheda elettorale di Torino e provincia di una lista “Alleanza per Torino - Nuova Libertà” che non ha nulla a che fare con la storia, i programmi, le attività di “Alleanza per Torino”, anzi in gran parte risulta antitetica; ricordo che collegata a Renzo Rabellino c’è anche, tra le altre nove, la lista di Forza Nuova. I radicali torinesi parteciparono con entusiasmo alla formazione di Alleanza per Torino e alla campagna elettorale che portò Valentino Castellani a Palazzo Civico (vennero eletti in Alleanza per Torino due consiglieri comunali radicali, Carmelo Palma ed Emilia Rossi); fu un momento di grande trasformazione politica, sociale e civile della città. Siamo rimasti solo noi a ricordarlo e a rivendicarlo, anche nelle aule di tribunale?”.
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ELEZIONI REGIONALI/A TORINO E’ IN VIGORE DA OGGI LA MODICA QUANTITA ’ DEI MANIFESTI CHE I PARTITI POSSONO ATTACCARE A GAZEBO E BANCHETTI: NON PIU’ DI QUATTRO. SUGLI STRISCIONI, TOLLERANZA ZERO. TUTTI D’ACCORDO … TRANNE LA LISTA BONINO-PANNELLA ! |
Si è svolta questo pomeriggio nella Prefettura di Torino la solita riunione interpartitica convocata, all’inizio di ogni campagna elettorale, per concordare fra i partiti le regole del gioco. Era presente per la Lista Bonino-Pannella Giulio Manfredi (capolista a Torino e Cuneo) che si è rifiutato – unico fra tutti gli esponenti di partito presenti - di sottoscrivere il seguente passaggio del documento finale su “Regolamentazione modalità svolgimento propaganda elettorale ulteriori rispetto alla disciplina legislativa”: “… Sui gazebo, ed analogamente per i banchetti, non è consentito collocare striscioni di propaganda elettorale bensì manifesti in numero non superiore a quattro…”.
Al termine della riunione, Giulio Manfredi ha dichiarato:
Oggi ho appreso che l’invenzione della modica quantità di manifesti da attaccare a gazebo e banchetti – invenzione credo unica in Italia – risale alle elezioni politiche del 2006. Il 15 marzo 2006, il Prefetto di Torino rendeva noto con una circolare che il Ministero dell’Interno aveva vietato l’esposizione di striscioni e di manifesti elettorali sui cosiddetti “gazebo”; il prefetto, con un’interpretazione estensiva, vietava l’affissione di striscioni e di manifesti anche ai banchetti; la riunione interpartitica dell’epoca decideva di non essere radicalmente proibizionista e fissava la modica quantità di quattro manifesti (uno per lato), mentre per gli striscioni confermava la tolleranza zero.
Stiamo parlando di manifesti ma stiamo parlando anche dell’Italia. Come ho cercato di spiegare in modo un po’ animato nel corso della riunione, per scoraggiare l’abuso di legge (sicuramente ci saranno stati candidati che avranno fatto piazzare decine di gazebo, tenendoli vuoti di militanti e pieni di manifesti e striscioni per aggirare la norma che vieta le affissioni abusive) si violano i diritti costituzionali di chi, come i radicali, esce dalla sede col gazebo o col banchetto, lo monta, si ferma al tavolo a volantinare per due/tre ore e poi smonta il tutto, lasciando il luogo come lo ha trovato. Essendoci le elezioni, stiamo parlando di banchetti che sono a tutti gli effetti comizi volanti, stiamo parlando di persone, fra cui il sottoscritto, che sono candidate e quindi dovrebbero avere la massima libertà di esporre, nei loro comizi volanti, quello che credono, nella quantità che credono; invece, gli si vuole imporre quattro manifesti e nessun striscione.
E la cosa più sconsolante è la sensazione di totale isolamento in cui noi radicali ci troviamo; nessun altro esponente di partito ha eccepito alcunché, erano tutti contenti della gentile concessione di quattro manifesti. Anche questa vicenda, minima, locale, testimonia come in Italia gli spazi di libertà vanno sempre più registrandosi … e chi lo denuncia passa per eretico.
Chiederò ai parlamentari radicali di rivolgere un’interrogazione sulla questione al Ministero dell’Interno anche per verificare cosa ne pensa dell’interpretazione estensiva applicata dal prefetto di Torino che ha fatto di tutto l’erba un fascio, applicando ai banchetti gli stessi divieti fissati dal Ministero esclusivamente per i gazebo.
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ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DOMANI PRESENTAZIONE CANDIDATI LISTA BONINO-PANNELLA. CON MARCO CAPPATO E GLI ALTRI CAPOLISTA.
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Domani, martedì 2 marzo, alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà la presentazione dei candidati della Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Interverranno: MARCO CAPPATO (segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino, Novara e Alessandria)
BRUNO MELLANO (presidente di Radicali Italiani, capolista a Torino e a Cuneo)
IGOR BONI (segretario Associazione Radicale A. Aglietta, capolista a Torino ed Alessandria)
GIULIO MANFREDI (Comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e a Cuneo)
ALESSANDRO FREZZATO (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499 larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |
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