![]() |
|
2002
|
||||||||||||
|
2003
|
||||||||||||
|
2004
|
||||||||||||
|
2005
|
||||||||||||
|
2006
|
||||||||||||
|
2007
|
|
2008
|
|
Torino,
30 gennaio 2003
TARGHE ALTERNE : "Complimenti, nei due giorni più puliti dellanno!" "DOSSIER NON SMENTITO" RICHIESTA AUDIZIONE A COMUNE, PROVINCIA E REGIONE. "PROSEGUE IL SILENZIO DEGLI ASSESSORI" |
Silvio
Viale, Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, ha
commentato i due giorni di targhe alterne con una battuta: "Complimenti, si è riusciti a fare le targhe alterne nei due giorni dellanno in cui erano ancora più inutili! Nel 2002 solo 4 volte, in estate, si era scesi sotto il livello di 20 mcg/mc. Anche se il calcolo con il metodo gravimetrico dovesse portare a 20-25 mcg/mc il valore del Pm10, calcolato a 17 mcg/mc con il metodo veloce, senza il 10 % risparmiato con le targhe alterne avremmo avuto uno dei valori più bassi dellanno." Silvio Viale ha poi annunciato che chiesto di potere illustrare il Dossier, il primo fatto da un gruppo indipendente, alle commissioni ambiente di Comune, Provincia e Regione. La richiesta è stata inviata ai Presidenti Pier Giorgio Crosetto, Francesco Goia e Daniele Cantore. Infine Silvio Viale ha commentato con favore le affermazioni apparse sui giornali di apprezzamento del Dossier, anche se deve rilevare alcune imprecisioni e soprattutto il perdurare del silenzio degli assessori nel merito dei risultati: "Non capisco perché si continui a ripetere che le targhe alterne sono imposte dalla legge regionale, giocando a scaricabarile." "Non è vero. Sono una scelta di Provincia e Comune, i quali continuano a tacere sul loro reale significato. Lunico dato certo è la riduzione nelle 24 ore di circa il 10% della circolazione e del 6-7% del Pm10, un valore questultimo insignificante ai fini della tutela della salute. " "A differenza di quanto affermano alcuni esperti il Dossier non si riferisce solo al mese di gennaio e considera semplicemente una curiosa coincidenza che i valori più alti si siano registratati nei giorni di blocco, ma fa tesoro dellesperienza delle targhe alterne del 2002, che evidentemente lARPA non ha ancora analizzato, per affermarne linutilità. Per quanto riguarda invece la riduzione degli altri inquinanti, esso non è un argomento pertinente alle motivazioni di queste targhe alterne, si tratta di valori da tempo in discesa che non superano i valori di attenzione e che, peraltro, imporrebbero automaticamente forme di blocco qualora li superassero." "Data limportanza dellargomento, per la salute pubblica e delle categorie più a rischio, è necessario che il confronto sia pubblico e approfondito, anche considerato che le normative europee, nazionali e regionali prescrivono una corretta e tempestiva informazione ai cittadini." Silvio Viale (tel 339.3257406/349.5335310) |
|
|
|
||
|
Torino
30 gennaio 2003
NO ALLA CONSURA DI "Eyes wide shut" I GENITORI FACCIANO I GENTORI |
Sulla richiesta del sedicente Movimento Italiano Genitori, al quale si sarebbe associato il Codacons, Silvio VIALE, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato e mambro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani: "Certi genitori cerchino almeno di fare i genitori in casa loro, invece di invocare la censura in TV, per evitare le proprie responsabilità. Magari sono gli stessi genitori che invocano la libertà di educazione dei figli, per poi rinunciarvicxi quando tocca loro. Si può discutere sul livello culturale della scelta di proiettare "Eyes wide shut", che io approvo, ma essa non obbliga nessuno a sintonizzarsi su quel canale, o a permettere ai propri figli di vederlo. Ho una figlia di 7 anni, la quale alla sera guarda con me e mia moglie i programmi televisi. Quasi sempre li scegliamo noi, anche se sempre più spesso li decide lei. Non so se questa sera guarderemo "Eyes wide shut", ma è una scelta che spetta solo a noi e non ad un censore di turno, soprattutto se vuole farlo a nostro nome. E' una questione di laicità della televisione nella pluralità delle offerte. A noi la libertà di scelta, con il telecomando". Silvio Viale (tel. 339.3257406/348.5335310) |
|
|
|
||
|
Torino
30 gennaio 2003
SABATO 1° FEBBRAIO: PRESENTAZIONE LIBRO "TORTURA DEMOCRATICA" A NOVARA E CUNEO. |
Sabato
Sergio D'Elia (segretario "Nessuno tocchi Caino") e Maurizio
Turco (presidente deputati radicali) saranno in Piemonte per presentare
alla stampa e ai cittadini il loro libro "Tortura democratica ˆ Inchiesta
sulla comunità del 41 bis reale" (edizioni Marsilio). L'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e il Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte hanno organizzato sul tema "Carcere duro: il 41 bis, una tortura democratica?" i seguenti due appuntamenti pubblici: sabato 1° febbraio, ore 11:00, a Novara presso la "Saletta Albertina" di Largo Costituente; sabato 1° febbraio, ore 17:00, a Cuneo presso la Sala Santa Chiara di via Savigliano (parallela a via Roma vicino alla Biblioteca) Saranno presenti, oltre a D'Elia e Turco, anche i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano. Sono stati invitati magistrati, avvocati, esponenti politici di Novara e Cuneo. Prima dei dibattiti, D'Elia e Turco visiteranno le sezioni del 41 bis, presenti, in Piemonte, nelle carceri di Novara e Cuneo. Da Torino stiamo organizzando macchine per essere presenti ad entrambi gli appuntamenti; chi fosse interessato chiami il gruppo consiliare (011/2309001-2). Il libro "Tortura democratica ˆ Inchiesta su la comunità del 41 bis reale" può essere ordinato anche sul sito www.radicali.it Ti ricordiamo anche i nostri siti: www.associazioneaglietta.it www.grupporadicalipiemonte.it N.B. APPROFITTIAMO DI QUESTO INVIO PER INVITARTI A FIRMARE E A FAR FIRMARE L'APPELLO "IRAK LIBERO ˆ SADDAM VATTENE!" LANCIATO DA MARCO PANNELLA ; LO PUOI FARE SUI SITI www.radicalparty.org e www.radicali.it |
|
|
|
||
|
Torino,
27 gennaio 2003 |
"Altro
che aspirina. È solo acqua fresca!". È stato il commento
di inizio della conferenza stampa con cui i radi cali hanno denunciato
l'inutilità di 22 giorni di targhe alterne e presentato un Dossier
di circa trenta pagine, intitolato "ARIA FRESCA", appunto. Dati alla mano, Silvio Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, ed i consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma hanno chiesto che gli assessori all'ambiente di Provincia e Comune finiscano di nascondere i dati reali ai cittadini, al Sindaco Sergio Chiamparino e alla Presidente Mercedes Bresso. Silvio Viale ha commentato: "Le targhe alterne comportano una riduzione del traffico del 10% ed una diminuzione giornaliera del PM10 di circa il 6%. Le conseguenze sono irrilevanti a breve termine e nulle a lungo termine. Dai dati emerge senza incertezze che le concentrazioni del Pm10 dipendono principalmente dalla variabilità stagionale, da quella metereologica e da quella dei flussi infrasettimanali.. Non a caso nelle due settimane passate i giorni con i valori maggiori sono stati proprio il mercoledì ed il giovedì, come avviene normalmente. E l'unica riduzione significativa è stata quella di martedì 21, la cui nevicata ha influito anche mercoledì 22." "I rischi per la salute si riducono dello 0,49% su base annuale, senza alcuna significatività statistica e pratica. Con 22 giorni di targhe alterne non si registrerà alcuna riduzione dei giorni di superameto del limite di 50 mcg/mc, che dai 194 del 2002 dovrebbero diventare 35 nel 2005. Analogamente la media annuale passerà da circa 66 mcg/mc a 65,67 mcg/mc, lontanissimi dal valore di 40 mcg/mc previsto per il 2005 dalla direttiva europea, e da quello di 30 mcg/mc di riferimento negli USA." "Gli assessori hanno mentito ai cittadini, quando hanno affermato che le targhe alterne servivano per ridurre a 35 i superamenti annuali. Anche se le targhe alterne ci fossero per tutti i 365 giorni dell'anno ci sarebbero solo 14 superamenti in meno, concentrati nel periodo estivo, ed il PM10 si ridurrebbe annualmente del 5,5%, da 66 mcg/mc a 62,37 mcg/mc." "In uno studio sui bambini (Torino, Milano e Roma) il traffico veicolare generico non è stato associato con malattie o sintomi respiratori, mentre lo è stato significativamente il traffico pesante (camion, autobus). In altre parole, l'aumento del rischio non è stato associato al traffico in generale, quanto più specificamente a quello pesante; i bambini abitanti in vie con frequente transito di mezzi pesanti hanno avuto un rischio aumentato di malattie respiratorie nei primi due anni di vita e di sintomi bronchitici ed asmatici in età scolare." I radicali concludono chiedendo una seria politica ambientale, un patto con i cittadini che preveda interventi a breve e a lungo temine, la definizione di un bollettino quotidiano sugli inquinanti, interventi strategici sulla circolazione pubblica e privata d superficie, la predisposizione di una seconda linea di metropolitana con attraversamento sotterraneo del centro nord-sud, la pedonalizzazione di piazza S.Carlo e altre misure per ridurre il traffico. I radicali chiedono la revoca delle targhe alterne. I Consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma hanno presentato un'interpellanza all'assessore regionale, per avere conferma delle valutazioni e per chiedere che la Regione intevenga con un proprio provvedimento legislativo, anche al fine di superare le rissosa improvvisazione di sindaci e assessori. (Silvio Viale, 339.3257406/348.5335310) |
|
|
|
||
|
Torino,
25 gennaio 2003 |
In
occasione del "Giorno della memoria" (il 27 gennaio, anniversario
della liberazione del lager di Auschwitz),
il Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte donerà
alle scuole del Piemonte libri di documentazione sullo sterminio nazista
. Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) chiederanno al Comitato Resistenza di accludere fra le pubblicazioni per le scuole superiori il libro "Le ragioni di un silenzio La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo" (Autori Vari, a cura del Circolo Pink, edizioni ombre corte). Mellano e Manfredi hanno dichiarato: "Lo scorso autunno ottenemmo che un ciclo di conferenze sulle deportazioni organizzato dal Comitato Resistenza con l'Istituto Salvemini comprendesse anche la trattazione dello sterminio degli omosessuali, uno sterminio su cui poco si è riflettuto, ricercato e diffuso consapevolezza e conoscenza. Quanti sanno, per esempio, che è ancora vigente la decisione della Suprema Corte Tedesca del 1957, che nega ai "triangoli rosa" il diritto al risarcimento con la motivazione che il reato di omosessualità non fu un'invenzione dei nazisti ma era già previsto dal Codice del 1871 di Bismarck? Infatti, molti omosessuali tedeschi continuarono a rimanere in prigione dopo il 1945 Un libro in più nelle scuole superiori serve a fornire agli studenti uno sguardo in più su quello che fu il terribile disegno nazista di annientare "le vite non degne di essere vissute", serve ad arricchire la memoria collettiva e a permettere che il tutto non si riduca ad un pensiero rituale in una ricorrenza fissa. E aiutano ad arricchire la memoria di tutti anche le tre mostre sulla persecuzione nazista dei "triangoli viola", i Testimoni di Geova, che sono state allestite a Torino, Moncalieri e Cuneo; una buona occasione per conoscere un'altra persecuzione sommersa e dimenticata.". Mellano 348/5335302 Manfredi 348/5335305 |
|
|
|
||
|
Torino,
24 gennaio 2003
Consiglio Regionale del Piemonte Gruppo Consiliare Radicali Lista Emma Bonino e Associazione radicale "Adelaide Aglietta" "CARCERE DURO: il 41 BIS, UNA TORTURA DEMOCRATICA" |
Sabato
1 febbraio, alle ore 11.00, si terrà a Novara presso la sala comunale
"Barriera Albertina" un convegno pubblico sul tema del
carcere duro nell'ambito del quale verrà presentato il libro-inchiesta
"Tortura Democratica". Oltre agli autori del libro: Sergio D'Elia, segretario di "Nessuno tocchi Caino" e Maurizio Turco, eurodeputato radicale, saranno presenti: Bruno Mellano e Carmelo Palma, consiglieri regionali della "Lista Emma Bonino". Sono stati invitati ad intervenire nel dibattito: esponenti politici locali di tutti i partiti, avvocati e rappresentanti degli Ordini forensi. Nato nel 1992 come misura eccezionale e temporanea per rispondere alle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio, il 41 bis è stato da poco inserito stabilmente nel nostro ordinamento giudiziario senza un reale confronto che prescindesse dalle solite polemiche e strumentalizzazioni. Il convegno intende tenere aperto il dibattito su questa dura forma di detenzione per la quale, il nostro paese, è stato più volte condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. In Piemonte sono due i carceri con una sezione speciale per i detenuti sottoposti al regime del 41 bis: Cuneo e Novara. "Proprio in queste due città- ha dichiarato il consigliere regionale Bruno Mellano- abbiamo scelto di dare appuntamento a tutti quelli che abbiano voglia di confrontarsi in modo serio su questo argomento. Durante l'incontro daremo anche conto della nostra visita alla sezione 41 bis del carcere di Novara che effettueremo nella prima mattinata di sabato 1 febbraio". Informazioni: Bruno Mellano 011 5757401 / 3485335302 |
|
|
|
||
|
Torino,
24 gennaio 2003
Consiglio Regionale del Piemonte Gruppo Consiliare Radicali Lista Emma Bonino e Associazione radicale "Adelaide Aglietta" "CARCERE DURO: il 41 BIS, UNA TORTURA DEMOCRATICA" |
Sabato
1 febbraio, alle ore 17.00, si terrà a Cuneo nella Sala Santa Chiara
di via Savigliano ( nella Cuneo vecchia), un convegno pubblico sul tema
del carcere duro nell'ambito del quale verrà presentato il libro-inchiesta
"Tortura Democratica". Oltre agli autori del libro: Sergio D'Elia, segretario di "Nessuno tocchi Caino" e Maurizio Turco, eurodeputato radicale, saranno presenti: Bruno Mellano e Carmelo Palma, consiglieri regionali della "Lista Emma Bonino". Sono stati invitati a intervenire nel dibattito: esponenti politici locali di tutti i partiti, avvocati e rappresentanti degli Ordini forensi. Nato nel 1992 come misura eccezionale e temporanea per rispondere alle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio, il 41 bis è stato da poco inserito stabilmente nel nostro ordinamento giudiziario senza un reale confronto che prescindesse dalle solite polemiche e strumentalizzazioni. Il convegno intende tenere aperto il dibattito su questa dura forma di detenzione per la quale, il nostro paese, è stato più volte condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. In Piemonte sono due i carceri con una sezione speciale per i detenuti sottoposti al regime del 41 bis: Cuneo e Novara. "Proprio in queste due città- ha dichiarato il consigliere regionale Bruno Mellano- abbiamo scelto di dare appuntamento a tutti quelli che hanno voglia di confrontarsi in modo serio su questo argomento. Durante l'incontro daremo anche conto della nostra visita alla sezione 41 bis del carcere di Cuneo che effettueremo nel primo pomeriggio di sabato 1 febbraio". Informazioni: Bruno Mellano 011 5757401 / 3485335302 |
|
|
|
||
|
Torino,
24 gennaio 2003
TARGHE ALTERNE/PM 10 A TORINO DOSSIER RADICALE SU TUTTO QUELLO CHE GLI ASSESSORI NON DICONO CONFERENZA STAMPA LUNEDI' 27 GENNAIO (ORE 12:00) IN CONSIGLIO REGIONALE. |
La
conferenza stampa, organizzata dall'Associazione Radicale Adelaide Aglietta
e dal Gruppo consiliare radicale, si terrà nella Sala dei Presidenti
(Consiglio Regionale, via Alfieri n. 15, piano terra). Interverranno:
Silvio Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta); Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali). Gli esponenti radicali esporranno i dati sulla realtà torinese e presenteranno le iniziative che saranno intraprese in Comune e in Regione per denunciare gli atti e le omissioni degli Assessori all'Ambiente. Viale (348/5335310) |
|
|
|
||
|
Torino
23 gennaio 2003
RADICALI INVIANO A COSSIGA IL LIBRO "TELEKOM SERBIA PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?" "IL PRESIDENTE COSSIGA E' STATO IL PRIMO AD AUSPICARE L'ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SU TELEKOM SERBIA". |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha inviato oggi al Presidente
Francesco Cossiga una copia del suo libro "Telekom Serbia
Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" (www.stampalternativa.it),
allegato alla seguente lettera d'accompagnamento: "Egregio Presidente, è con vivo piacere che soddisfo la Sua richiesta di avere copia del libro che ho scritto sulla vicenda Telekom Serbia. Lei è stato il primo esponente politico italiano a chiedere l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta in materia; nel mio libro, riporto il seguente stralcio del "Giornale" del 21 febbraio 2001 (soli cinque giorni dopo lo "scoop" de "La Repubblica" che permise ai cittadini italiani di sapere che avevano finanziato quattro anni prima Milosevic con 900 miliardi): <<Cossiga: "Il premier forse allora sbagliò Ci vorrebbe un'inchiesta parlamentare">>: << "Se la legislatura non fosse agli sgoccioli andrebbe istituita una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare TS" dice Francesco Cossiga ai microfoni di Radio Radicale Cossiga spiega poi che una cosa è "pagare un mediatore per giungere a un accordo tra la Telecom italiana e quella serba, anche se la cosa mi sembrerebbe un po' strana; diverso invece è se, ad esempio, attraverso questo affare noi avessimo finanziato Milosevic e il suo regime nazi-comunista. In questo caso si sarebbe trattato di un atto di una gravità assoluta, considerato anche che Telecom in quel periodo non era ancora privata ed era pur sempre una società di un Paese che aveva una politica estera e militare non coincidente con quella di Milosevic Se una certa debolezza, per non dire propensione e per non dire simpatia del nostro ministero degli Affari esteri, che tanti guai ha dato al presidente del Consiglio Massimo D'Alema durante le operazioni nel K osovo, fosse stata determinata dalla necessità di coprire questo affaire, allora la cosa sarebbe ancora più grave". Spero che il mio libro (e la sua integrazione fino alla data odierna) possano fornirLe utili spunti per la sua prossima audizione presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia ". |
|
|
|
||
|
Torino
22 gennaio 2003
TELEKOM SERBIA/PRIMA PARTE AUDIZIONE IN COMMISSIONE PARLAMENTARE DEGLI ESPONENTI RADICALI. |
L'audizione
degli esponenti radicali (gli europarlamentari Benedetto Della Vedova
e Gianfranco Dell'Alba, Giulio Manfredi del Comitato Nazionale Radicali
Italiani) è durata solo mezz'ora causa concomitanti lavori parlamentari.
I radicali saranno sentiti nuovamente il 5 febbraio. Della Vedova, Dell'Alba e Manfredi hanno dichiarato: "Nel poco tempo a nostra disposizione siamo riusciti ad illustrare ai commissari tre cose fatte dai radicali in merito all'affaire Telekom Serbia: l'interrogazione presentata dall'unico parlamentare radicale, il senatore Pietro Milio, il 25 giugno 1997, sull'affaire appena concluso (interrogazione rimasta senza risposta, nonostante sia documentato che arrivò a ben quattro ministri: Ciampi/Tesoro, Poste/Maccanico, Burlando/Trasporti, Bassanini/Affari Regionali); la nostra partecipazione alle Assemblee Telecom in qualità di piccoli azionisti, dove ponemmo, inutilmente, a Rossignolo, Bernabè e Colaninno il problema ecomico-politico della partecipazione serba; la presenza di una delegazione d'affari serba a Torino, nel novembre 1994, in pieno embargo economico ONU alla Serbia (è documentato che i serbi incontrarono i vertici FIAT, incontrarono anche i vertici Telecom per gettare i semi dell'affaire?). Abbiamo, infine, distribuito ai commissari copie del libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?". Il 5 febbraio forniremo altri contributi al lavoro dei commissari che, come abbiamo ribadito in commissione e manifestando in strada, non può prescindere dall'audizione dei vertici politici dell'epoca: Prodi, Ciampi, Dini e Fassino.". Il libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è disponibile sul sito www.stampalternativa.it |
|
|
|
||
|
Torino
22 gennaio 2003
TARGHE ALTERNE "CHI E IL BUGIARDO, LUI O IO?" "LASSESSORE MI SMENTISCA: IL BENEFICIO E' MINORE DELLO 0,8% ALLANNO" "LE BUGIE DELL'ASSESSORE: A TORINO UN GIORNALISMO DI REGIME?" |
SILVIO
VIALE, ambientalista e presidente dellAssociazione radicale Adelaide
Aglietta, denuncia il silenzio e lomissione dellAssessore
allAmbiente Dario Ortolano sullentità dei benefici
dellintero periodo programmato di targhe alterne: |
|
|
|
||
|
Torino,
21 gennaio 2003
TARGHE ALTERNE Silvio Viale: "ASSESSORE, NON CI PRENDA IN GIRO. LA RIDUZIONE DEL PM10 E' SOLO DELLO 0,8%. |
Non
so se ieri, l'assessore all'ambiente abbia davvero detto che il limite
della direttiva europea sia 50 mcg/mc, invece che 60 mcg/mc, ma non mi
stupirei, perché sarebbe solo l'ennesimo indicatore del pressappochismo
con cui si sta affrontando la questione del PM10. Sulle targhe alterne vi è un esclusivo intento propagandistico, che evita il merito e si trincera dietro un generico danno alla salute, mai rapportato alle conseguenze reali del rischio e, soprattutto, ai benefici che dovrebbero derivare dal provvedimento. L'unica giustificazione sembra essere quella del "Così fan tutte". Cioè "lo fanno tutte le altre città" come pretesto, alibi e pretesa immunità. Voglio quindi ricordare all'assessore quello che ieri non ha detto in quasi un'ora di relazione: a) L'obiettivo europeo per il 2003: non più di 35 superamenti all'anno del valore massimo giornaliero 60 mcg/mc e un valore medio annuale inferiore a 43,2 mcg/mc; b) Nel 2002 il limite di 60 mcg/mc fu superato 162 giorni (altro che 35!); c) Nel 2002 la media annuale è stata di 66 mcg/mc (altro che 43,2!); d) Nei primi due giorni di targhe alterne, si sono avuti i valori più alti di gennaio, mentre lo scorso gennaio, nonostante 31 superamenti su 31, l'assessore fu alquanto inerte. Con questi dati il vantato impatto di riduzione del 25% del traffico (in realtà 10-15%) può al massimo comportare una riduzione giornaliera del 10-15% del PM10 (in realtà 5-8%), che può portare forse a circa 150 i superamenti annuali (ben lontani dal traguardo dei 35 giorni) e ad una riduzione di non più dello 0,8% della media annuale, facendola scendere da 66 a 65, 47 mcg/mc (ben lontani dal 43, 2 prescritto per il 2003 e dal 41,6 prescritto per il 2004). E' chiaro che siamo alla presa in giro, non tanto per i valori in sè, quanto per il fatto di non dire in modo trasparente ai cittadini quale sia il risultato del sacrificio richiesto, peraltro solo ad alcuni. Anche applicando le targhe alterne per 365 giorni, si arriverebbe ad oltre 100 superamenti annuali (invece che 35) e la media non scenderebbe sotto i 60 mcg/mc (altro che 43). Come ambientalista mi sento doppiamente preso in giro: le targhe alterne sono uno specchietto per le allodole. Assessore, almeno un po' di "trasparenza." SILVIO VIALE (tel. 339.3257406, 348.5335310) |
|
|
|
||
|
Torino
21 gennaio 2003
"TELEKOM SERBIA PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?" SIT-IN RADICALE DOMANI POMERIGGIO A ROMA IN CONCOMITANZA AUDIZIONE ESPONENTI RADICALI PRESSO COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SU TELEKOM SERBIA. |
Domani
pomeriggio, a Roma, alcuni militanti di "Radicali Italiani"
sosteranno davanti a Palazzo San Macuto (via del Seminario n. 76), sede
della Commissione Parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia, in concomitanza
con l'audizione in Commissione degli esponenti radicali Benedetto Della
Vedova e Gianfranco Dell'Alba (europarlamentari) e Giulio Manfredi (Comitato
Nazionale Radicali Italiani). I militanti radicali esporranno uno striscione con la scritta "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" . Giulio Manfredi consegnerà ai 40 membri della Commissione il suo libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" (www.stampalternativa.it). Manfredi ha dichiarato: "La nostra non sarà una manifestazione di protesta ma di proposta: proporremo, dentro e fuori il Palazzo, ai membri della Commissione parlamentare di procedere, una volta terminate le audizioni dei funzionari Telecom e dei ministeri che parteciparono all'affaire (o, perlomeno, avrebbero dovuto esserne informati), all'audizione dei vertici politici dell'epoca, che non potevano non sapere del più grande affare stipulato dalla Serbia di Milosevic con un Paese dell'Occidente: Romano Prodi (all'epoca Presidente del Consiglio); Carlo Azeglio Ciampi (all'epoca Ministro del Tesoro, azionista totalitario di una Telecom non ancora privatizzata questo significa che i 900 miliardi consegnati sull'unghia a Milosevic erano soldi dei cittadini italiani); Lamberto Dini, ministro degli Esteri; Piero Fassino (sottosegretario agli Esteri con delega ai Balcani). La Commissione parlamentare sta lavorando alacremente alla ricerca di certezze in una vicenda che si fa ogni giorno più ingarbugliata e che rischia di essere oggetto di inquinamenti e polveroni; cercheremo di fornire domani un aiuto concreto al lavoro dei commissari, riversando loro quanto abbiamo detto, fatto e scritto su Telekom Serbia a partire dal giugno 1997 e anche prima!". N.B. L'audizione degli esponenti radicali inizierà alle ore 15:15 e non già alle ore 14:00, per impegni sopraggiunti dei commissari senatori. |
|
|
|
||
|
Torino
20 gennaio 2003
TELEKOM SERBIA/RADICALI: "MILAN MILUTINOVIC ALL'AJA? SIAMO DOPPIAMENTE CONTENTI!". DOPODOMANI DELL'ALBA, DELLA VEDOVA E MANFREDI SARANNO ASCOLTATI DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA. |
L'ex
presidente della Serbia Milan Milutinovic (incriminato nel maggio 1999
dal Tribunale Penale dell'Aja assieme a Milosevic, di cui è stato
il braccio destro, e ad altri tre esponenti del passato regime di Belgrado,
per crimini di guerra e contro l'umanità) si è consegnato
oggi alle autorità del TPI. A questa notizia, Gianfranco Dell'Alba e Benedetto Della Vedova (europarlamentari radicali) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" ) hanno dichiarato: "Siamo doppiamente contenti, sia per quanto riguarda il dossier "Tribunale dell'Aja" sia per quanto concerne il dossier "Telekom Serbia". Dopo la consegna di Milosevic al TPI nel giugno del 2001, l'arrivo di Milutinovic all'Aja è il più importante successo ottenuto dal Procuratore Generale del Tribunale, Carla del Ponte. Milan Milutinovic (già Ministro degli Esteri serbo e poi Presidente della Serbia) è stata una delle figure-chiave del regime di Milosevic ed è quindi in grado di fornire agli investigatori del TPI informazioni preziose sui crimini commessi dal regime serbo in Slovenia, Croazia, Bosnia e Kosovo. Il lavoro di quel Tribunale, per la cui istituzione i radicali si batterono dieci anni fa, acquisirà senz'altro nuova linfa e nuove prospettive. Ma Milan Milutinovic è stato anche una delle "figure-chiave" nelle trattative che hanno condotto alla stipula dell'affaire Telekom Serbia: secondo l'ex ambasciatore italiano a Belgrado Francesco Bascone, è lui che, nel gennaio 1997, prende in giro Piero Fassino (allora sottosegretario agli Esteri con delega ai Balcani, in visita a Belgrado) dicendogli "Le cose importanti le stiamo discutendo con altri!" (con i vertici della Telecom, in particolare con Tomaso Tommasi di Vignano). Invitiamo da subito la Procura della Repubblica di Torino e la Commissione Parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia a mettersi in contatto con gli inquirenti dell'Aja per poter organizzare al più presto un interrogatorio del signor Milutinovic." Mercoledì 22 gennaio, alle ore 14, Dell'Alba, Della Vedova e Manfredi saranno auditi dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia (Palazzo San Macuto, via del Seminario n. 76, Roma). Per ulteriori informazioni: Manfredi (348/5335305) Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è disponibile su www.stampalternativa.it |
|
|
|
||
| Egregio
Direttore, Sabato 5 gennaio la Rai ha trasmesso, in prima serata, il film di Jean-Jacques Arrnaud "Sette anni in Tibet" tratto dall'omonimo libro autobiografico di H Harrer. Il film ha avuto il pregio di incuriosire molti telespettatori che, come in tanti ci hanno contattato nei giorni successivi, volevano saperne di più su questo paese. Con questa lettera ai lettori del suo giornale vorrei dare alcune informazioni al riguardo. Nel 1949, il Tibet fu invaso dalle forze armate della Repubblica Popolare Cinese, ne seguì una occupazione feroce fatta di arresti, torture, aborti forzati e sistematica distruzione del patrimonio culturale, religioso ed ecologico. La pacifica liberazione del Tibet, così è stata definita dalle autorità cinesi l'invasione, è costata la vita ad oltre un milione di persone. Dopo quattro decenni di accanita resistenza dei tibetani, di fronte al loro rifiuto a sottomettersi, i cinesi hanno elaborato un progetto di pulizia etnica basato su una politica di massicci trasferimenti di popolazioni cinesi verso il Tibet, risultato: oggi i cinesi sono 7 milioni mentre i 6 milioni di tibetani sono oramai divenuti minoranza nel proprio paese, l'obiettivo è 40 milioni di cinesi in Tibet entro il 2020, a quel momento i tibetani e la loro cultura saranno definitivamente relegati ai libri di storia. I tibetani sono lunica realtà nazionale che, nel secondo dopoguerra, non abbia risposto alla perdita dellindipendenza, ai massacri e alle persecuzioni con iniziative violente o terroristiche. Le autorità tibetane stanno dando da decenni prova di realismo e moderazione, rinunciando persino a perseguire la strategia dellindipendenza, ma limitandosi a richiedere un regime di autonomia sociale, civile e religiosa allintero dei confini cinesi. Centinaia sono i patrioti attualmente incarcerati per aver espresso pubblicamente idee di libertà, molti sono religiosi che continuano a sostenere il loro appoggio al Dalai Lama. Ancora recentemente un tribunale della Repubblica Popolare Cinese ha condannato, senza alcuna prova, due di loro alla pena capitale per attività separatiste. Sempre più numerosi sono i tibetani, per lo più giovani o minorenni, che fuggono attraverso le montagne himalaiane per raggiungere l'India, dove risiedono il Dalai Lama ed il governo tibetano in esilio e dove si trovano le maggiori comunità di rifugiati sia laiche che religiose. Coloro che passano attraverso il Nepal rischiano di essere fermati ed incarcerati dalle autorità nepalesi sulle quali la Cina riesce ad esercitare forti pressioni. Il Partito Radicale Transnazionale e numerose associazioni pro-Tibet sostengono attivamente la lotta per il diritto alla vita del popolo tibetano e del suo leader il XIV Dalai Lama, premio Nobel per la pace, con la consapevolezza che il riconoscimento di un Tibet democratico allinterno di uno stato brutalmente centralista costituirebbe una prima sconfitta del modello cinese. Il 6 luglio del 2000 il Parlamento Europeo ha approvato unimpegnativa risoluzione con cui si chiede ai governi europei di riconoscere diplomaticamente le autorità tibetane in esilio se, entro luglio di quest'anno, il negoziato sino-tibetano non avesse formalizzato limpegno per il riconoscimento di uno statuto di piena autonomia del Tibet. Da allora, sono ormai centinaia i Comuni, le Province e le Regioni dEuropa (il Piemonte è stata la prima) che hanno approvato ordini del giorno che riprendono la risoluzione del Parlamento Europeo e deciso di esporre pubblicamente la bandiera del Tibet (vietata nel Tibet occupato) per sostenere la lotta del popolo tibetano. In Piemonte, oltre al Consiglio Regionale, lo hanno fatto finora 94 comuni e 4 province. Per rafforzare maggiormente l'azione degli Enti locali italiani e la campagna europea il 9 marzo dello scorso anno, presso il Consiglio regionale del Piemonte, si è costituita l'Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet. Chiunque può darsi da fare per coinvolgere il proprio comune o la propria provincia in questa iniziativa, che non è monopolio di nessun partito ma a disposizione di chi voglia vedere affermata la libertà in Tibet e la democrazia in Cina, telefonando allo 011. 5757401 ( ref: Degiovanni Rosanna). Bruno Mellano, Consigliere regionale e Coordinatore dell'Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet. |
||
|
|
||
|
Torino,
18 gennaio 2003
ECOLOGISMO A SPIZZICHI E BOCCONITarghe Alterne: Stavolta ha ragione Rosso. Un sacrificio solo per alcuni. |
Se
questo è il risultato del famoso gruppo di lavoro sul trafficoSarebbe
lora di smetterla con lecologismo a spizzichi e bocconi,
ha commentato Silvio Viale, presidente dellAssociazione radicale
Adelaide Aglietta, il centrosinistra dovrebbe cercare di definire
un progetto strategico coerente, un patto con la città, che delinei
una prospettiva di cambiamento per il futuro, invece di giocare ai quattro
cantoni, con Bresso o Chiamparino che tentano di non sedersi sulla sedia.
Sono anni che si ripete la stanca formula dei provvedimenti strutturali,
fino a ieri primi della classe i Comunisti italiani, per non fare poi
nulla. Il colmo poi è laggiustamento alle 8.30, segno di
un provvedimento evidentemente campato in aria, se i è colti di
sorpresa da una questione così prevedibile. Peraltro se una delle
logiche è quella di permettere di portare i figli a scuola con
lauto, cè da chiedersi chi andrà poi a riprenderli,
visto che nessuna scuola tiene i figli fino alle 18.30. Tranne alcune
private. E qui, forse, proprio ragione Rosso a pensare che si tratti
di un provvedimento tagliato per chi ha più di unauto, ed
aggiungo io, manda i figli in qualche privata. Senza contare che, più
si scende nella scala sociale, più i figli vanno a scuola vicino
a casa. Le targhe alterne non mi erano mai piaciute, proprio perché
inique e perché sfruttano il fatto che chi non è coinvolto,
e le evita, sia neutrale. Mentre per chi le subisce, se protesta, laccusa
è di essere insensibile. Cioè, laria si più
pulita, ma contribuiscano solo alcuni. Dl resto è pacifico che
il beneficio nel giro di un paio di settimane si ridurrà a meno
del 10% di abbattimento del traffico! (negli ospedali per esempio il permesso
ormai ce lhanno tutti). Ma il punto centrale è capire perché non si sfruttino le uniche opere strutturali in corso, passante ferroviario e metropolitana, per predisporre sin da adesso una rivoluzione del traffico di superficie, chiedendo ai cittadini di accettare quellaumento di rischio che questi due anni possono comportare, in relazione relativo di base legato al vivere, o lavorare, nei centri metropolitani. Ma per fare questo, bisognerebbe prima quantificare realisticamente questo rischio, perché se ne discuta, e lo si possa comparare con altri rischi più comuni. Del resto come si può avere fiducia in una giunta che non è nemmeno capace di attuare quella piccola rivoluzione del centro, che deriverebbe dalla pedonalizzazione di piazza san Carlo, e che non ha nemmeno il coraggio di parlare di seconda metropolitana. Noi radicali chiediamo di finirla con provvedimenti capricciosi e convertirsi ad un ambientalismo scientifico e razionale, che coinvolga tutti, anche nei provvedimenti di emergenza. Ma per fare questo sono necessarie informazioni comprensibili (e non terroristiche) e un progetto strategico: entrambe le cose, oggi, mancano. Per informazioni Silvio Viale (339.3257406/348.5335310) |
|
|
|
||
|
Roma,
15 gennaio 2003
TELEKOM SERBIA/DELLA VEDOVA, DELL'ALBA E MANFREDI: "ATTENZIONE AI POLVERONI E AI DEPISTAGGI". I TRE RADICALI SARANNO SENTITI MERCOLEDI' 22 DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA. |
Il
Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia,
on. Enzo Trantino, ha convocato per mercoledì 22 gennaio, alle
ore 14, presso la sede della Commissione (Roma, Palazzo San Macuto, via
del Seminario n. 76), gli europarlamentari radicali Benedetto Della Vedova
e Gianfranco Dell'Alba e l'esponente radicale Giulio Manfredi (che porterà
ai commissari copie del suo libro "Telekom Serbia ˆ Presidente Ciampi,
nulla da dichiarare?"). I tre esponenti radicali hanno dichiarato: "Nel ringraziare il Presidente Trantino della sollecitudine con cui ha risposto alla nostra richiesta di audizione, ci permettiamo di segnalare a lui e agli altri commissari il grave rischio che i lavori della commissione stanno correndo: quello di essere oggetto di polveroni e di depistaggi che non giovano certamente alla ricerca della verità su un affaire già di per sé complesso e intricato. La Commissione ha già superato brillantemente, all'inizio dei suoi lavori, il "caso Guzzanti/Zagami"; ora è investita dal "caso Paoletti/Marini". Invitiamo i commissari a tirare dritto per la strada già tracciata, continuando le audizioni dei vari funzionari di Telecom Italia e dei Ministeri degli Esteri e del Tesoro coinvolti nell'affaire per poi passare alle audizioni del "versante serbo" (mercoledì forniremo anche alcune utili informazioni su questo fronte); chiunque scorra i resoconti stenografici delle audizioni finora svolte (reperibili sul sito www.camera.it, "Organismi bicamerali") può rendersi conto del grande lavoro svolto finora; non c'è bisogno di mettere altra carne al fuoco, specie se è di dubbia o anonima provenienza! Un'ultima constatazione che ci pare tanto evidente quanto sottaciuta: ogni nuova audizione non fa che rafforzare la necessità di sentire sulla vicenda i vertici politici dell'epoca (Prodi, Dini, Ciampi, Fassino, Micheli, Draghi); l'abbiamo già detto al Procuratore Tinti di Torino, lo ripeteremo mercoledì in Commissione." Per ulteriori informazioni: Manfredi (348/5335305) Il libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi nulla da dichiarare?" può essere richiesto sul sito www.stampalternativa.it o direttamente all'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino |
|
|
|
|
Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |