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2008
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| Flaibani:
Dobbiamo agire sulla causa che facilita la diffusione delle zanzare:
lallagamento delle risaie In seguito al dibattito che si è aperto nuovamente sui giornali e tra i cittadini sulle modalità di lotta da attuare contro linvasione delle zanzare, Roswitha Flaibani ed Emanuele Caradonna della Rosa nel Pugno di Vercelli intervengono con la seguente dichiarazione pubblica: Prendiamo atto con piacere che, dopo anni di assenza di qualsiasi provvedimento per il contenimento delle zanzare, la Provincia di Vercelli sia nuovamente disposta a occuparsi del problema. Vogliamo però sottolineare che non servono centri di ricerca specializzati ma semmai urge un coordinamento che sappia predisporre strumenti di lotta su tutto il territorio risicolo e non solo su poche migliaia di ettari come è avvenuto negli ultimi anni. In più occorre al più presto prendere coscienza che non si può pensare di spendere ogni anno decine di milioni di euro per eliminare un problema che ha origini e responsabilità precise e conosciute. Le strade sono semplicemente due: applicare il motto chi inquina paga e imporre ai risicoltori di farsi carico delle spese di lotta alle zanzare, dato che tra laltro sono la categoria che maggiormente beneficia di contributi pubblici; oppure ed è questa la strada che proponiamo - modificare gradualmente ma radicalmente i sistemi di coltivazione del riso utilizzando la semina in asciutta (diffusamente utilizzata in Lombardia) o la coltivazione in asciutta che, riducendo drasticamente i quantitativi dacqua, automaticamente eliminerebbe il problema alla radice. Se non si ha il coraggio di parlare di questo si rischia di continuare ad utilizzare paliativi inutili e costosi che non potranno che rimandare la soluzione. |
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| Silvio
Viale, membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno,
interviene sulla decisione del Consiglio Regionale della Lombardia che
ha introdotto lobbligo di chiedere alle donne se vogliono la sepoltura
dei feti sotto le 20 settimane: Si tratta di unaberrazione giuridica, segno di una perversione ideologica senza limiti. La legge già prevede il diritto di potere chiedere la sepoltra per i feti abortiti prima delle venti settimane, ma una disposizione della Regione Lombardia impone di chiederlo a tutte le donne, in tutti i casi di aborto, spontaneo o volontario. Si tratta di una violenza psicologica. Mi auguro che la disposizione si limiti ai feti e non riguardi gli embrioni, perché raggiungerebbe livelli di ridicolaggine senza precedenti. Infatti, per salvaguardare i singoli embrioni si dovebbe ircorrere allaborto medico (RU486), avendo cura di non perdere il materiale, ovvero bisognerebbe utilizzare contenitori separati per il materiale raccolto con listerosuzione; senza considerare che anche gli embrioni persi durante le tecniche di feondazione assistita meriterebbero una sepoltura adeguata. Si aprirebbe addirittura la strada a fosse comuni, a riti infernali e funzioni religiose miste. Purtoppo la questione è seria e si ricollega alle inchieste, che la magistratura aveva aperto verso quei direttori generali che avevano stipulato convenzioni con i movimenti della vita più integralisti per la sepoltura di embrioni e feti. Io credo che sia un diritto di chiunque potere chiedere la sepoltura per un prodotto del concepimento, come la legge italiana permette, ma che non possa essere un obbligo. Non si può imporre alla donna che ha avuto un aborto spontaneo, o deciso per lIVG, ulteriori sofferenze calpestando la propria sensibilità. I tanti anni di IVG solo in due occasioni mi è capitato che si chiedesse il feto per una sepoltura, più spesso in caso di aborti spontanei, ma sempre nel secondo trimestre avanzato. Questa decisione è un autogol. Se la Regione Lombardia cercherà di applicarla, se ne accorgerà presto e Formigoni potrà dire addio ai suoi sogni politici nazionali. Silvio Viale |
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| Nessun
regolamento che impedisca al personale di uscire dai locali del pronto
soccorso Attesi gli sviluppi, anche per rispetto nei confronti della persona deceduta, Silvio Viale, medico, presidente dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, è intervenuto sul caso del pronto soccorso dellOspedale di Moncalieri, rilasciando la seguente dichiarazione: Una cosa è certa, non cè nessun regolamento che impedisca al personale di uscire dai locali del pronto soccorso per esigenze sanitarie, soprattutto se si tratta di favorire lacceso di una persona giunta alla soglia del pronto soccorso. Sta alla loro responsabilità valutare quello che si sta facendo con le esigenze del nuovo caso di cui si è informati. Nella maggior parte dei casi si esce per nulla, o per una semplice questione di cortesia, ma a volte lintervento può essere determinante. Forse un intervento più tempestivo, comunque verificatosi in meno di trenta minuti, non avrebbe potuto modificare levoluzione clinica, ma sarebbe grave se il diniego fosse stato motivato solo da ottusità burocratica. Come esponente politico, ho voluto aspettare prima di intervenire, per evitare di intervenire come un tifoso impazzito a favore di una delle componenti in causa. In questi giorni molti hanno parlato a vanvera, schierandosi strumentalmente a favore o contro gli operatori del pronto soccorso per motivi politici o sindacali. Ghiglia ha chiesto, come di consueto, le dimissioni di tutti. Lassessore Valpreda si è schierato con il personale, giungendo persino ad interpretare le parole di chi ha chiesto aiuto, non era chiaro che stesse morendo, come se un cittadino dovesse fornire una diagnosi ai medici. Il ministro Turco ha chiesto regolamenti meno rigidi, come se limprevedibilità fosse codificabile. Pochi hanno richiamato alle responsabilità che competono ad ognuno di noi, autista, usciere, infermiere o medico che sia. Il punto non è inventarsi nuovi regolamenti, o modificare regolamenti inesistenti da modificare nuovamente di fronte al prossimo caso, ma inchiodare ognuno alle proprie responsabilità decisionali, senza fare lo scaricabarile verso qualcuno che sta più in su o più in giù. Se le inchieste in corso si limitassero a questo, sarebbe già un enorme passo avanti. Nel caso di Moncalieri, probabilmente non si sarebbe salvato la vita a quel pensionato, ma ognuno avrebbe fatto quello che doveva, senza cercare di scaricare il rompicoglione di turno. Silvio Viale |
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| Nel
corso della riunione settimanale dellAssociazione Radicale Adelaide
Aglietta (ogni lunedì, ore 21, Torino, Via Garibaldi n. 18), il
segretario Silvio Viale ha comunicato di avere nominato la Giunta di Segreteria
che lo coadiuverà nel lavoro politico sino al congresso di fine
anno. La Giunta di Segreteria è composta da: Andrea Carapellucci; Rosanna Degiovanni; Roswitha Flaibani; Giulio Manfredi; Domenico Massano; Caterina Simiand; Alberto Ventrini; Nicola Vono. La prima riunione della nuova Giunta di Segreteria si terrà sabato 3 febbraio, alle ore 14:30, nella sede di via Garibaldi n. 18. www.associazioneaglietta.it |
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| Boni:
A partire dal caso di Vercelli, vanno valorizzate le esperienze
positive che sono nate e cresciute sotto il simbolo della Rosa nel Pugno
Dieci dirigenti piemontesi socialisti, liberali e radicali hanno rivolto un pubblico appello alla Segreteria nazionale della Rosa nel pugno affinché venga concessa lopportunità di utilizzare il simbolo in alcune situazioni ritenute significative ed emblematiche, per dimostrare il valore di innovazione che la presenza di liste della Rosa nel Pugno può fornire nel panorama politico locale e nazionale. Nel testo si chiede inoltre che, con coraggio, si abbandonino le logiche di contrapposizione passate per riprendere - con la massima intensità possibile - a realizzare iniziative (parlamentari e militanti, nazionali e territoriali) e ad essere presenti con il simbolo della Rosa nel Pugno sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato e dellinnovazione economica. Lappello è stato redatto da: Eugenio Beconcini (Segretario cittadino di Torino SDI); Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani Presidente Associazione radicale A. Aglietta); Nicoletta Casiraghi (Federazione dei Liberali ex Presidente provincia di Torino); Diego Castagno (Vice-Presidente circoscrizione 8 di Torino per la Rosa nel Pugno Segretario provinciale Fgs); Emanuele Caradonna (Segretario provinciale di Vercelli dello SDI); Roswitha Flaibani (Giunta di Segreteria Associazione radicale Aglietta Consigliere comunale di Prarolo (Vc); Massimo Guerrini (Presidente della Circoscrizione 1 di Torino per la Rosa nel Pugno, liberale); Beppe Garesio (Vice-segretario regionale dello SDI); Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani); Silvio Viale (Direzione nazionale Rosa nel Pugno Segretario Associazione radicale A. Aglietta). Dichiarazione di Igor Boni (Comitato nazionale Radicali italiani): Esiste e si accresce in Piemonte un nucleo di persone, di associazioni, di gruppi politici, che vede come sempre più necessaria la presenza di un soggetto che sappia rispondere contemporaneamente alla necessità della innovazione economica e dei diritti civili. Ciò vale per le grandi tematiche nazionali ma anche per quanto riguarda le amministrazioni e le tematiche locali. Con questo appello alla Segreteria nazionale della Rosa nel Pugno chiediamo che in Piemonte, a partire dal caso emblematico e virtuoso di Vercelli, venga concesso luso del simbolo per le prossime elezioni amministrative nelle situazioni dove la Rosa nel Pugno in quanto tale ha rappresentato - e rappresenta - un soggetto politico innovatore allinterno della coalizione di Centro-sinistra. Per informazioni: 348/5335309 (segue testo appello) APPELLO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DELLA ROSA NEL PUGNO Premesso che: 1) lalleanza tra radicali e socialisti poteva e doveva essere il primo nucleo del più vasto soggetto rappresentativo dellarea laica, socialista, liberale, radicale, racchiusa nel simbolo Rosa nel Pugno; 2) il rilancio del soggetto politico Rosa nel Pugno può e deve avvenire valorizzando anche le realtà territoriali nelle quali si sono create condizioni di collaborazione tra i soggetti politici costituenti e altri soggetti appartenenti alle aree laiche e liberali del paese; 3) nei prossimi mesi si dovranno sciogliere definitivamente i nodi che hanno per ora condotto ad uno stallo nellazione politica della Rosa nel Pugno in quanto tale; le prossime elezioni amministrative saranno comunque un appuntamento di cui tenere conto nel proseguimento del percorso intrapreso; 4) allinterno della realtà piemontese vi sono condizioni favorevoli al mantenimento ed al rilancio complessivo delle tematiche fondanti la nascita della Rosa nel Pugno, a partire dai 31 punti di Fiuggi e a partire dalle elaborazioni programmatiche (per esempio, il documento 50 Rose per Torino) scaturite nellambito della scorsa campagna per le elezioni amministrative; 5) in alcune situazioni locali che saranno interessate dal prossimo voto amministrativo, come è il caso di Vercelli, si è creata una collaborazione virtuosa che ha condotto la Rosa nel Pugno ad essere soggetto attivo nella elaborazione programmatica e nel confronto allinterno dello schieramento di centro-sinistra; Facciamo appello alla Segreteria Nazionale della Rosa nel Pugno affinché: - Venga concessa lopportunità di utilizzare il simbolo in alcune situazioni ritenute significative ed emblematiche, per dimostrare il valore di innovazione che la presenza di liste della Rosa nel Pugno può fornire nel panorama politico locale e nazionale; - Con coraggio si abbandonino le logiche di contrapposizione passate per riprendere - con la massima intensità possibile - a realizzare iniziative (parlamentari e militanti, nazionali e territoriali) e ad essere presenti con quel simbolo sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato e dellinnovazione economica. Eugenio Beconcini (Segretario cittadino di Torino SDI) Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani Presidente Associazione radicale A. Aglietta) Nicoletta Casiraghi (Federazione dei Liberali ex Presidente provincia di Torino) Diego Castagno (Vice-Presidente circoscrizione 8 di Torino per la Rosa nel Pugno Segr. provinciale FGS) Emanuele Caradonna (Segretario provinciale di Vercelli dello SDI) Roswitha Flaibani (Giunta di Segreteria Associazione radicale Aglietta Cons. comunale di Prarolo (Vc) Massimo Guerrini (Presidente della Circoscrizione 1 di Torino per la Rosa nel Pugno, liberale) Beppe Garesio (Vice segretario regionale dello SDI) Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani) Silvio Viale (Direzione nazionale Rosa nel Pugno Segretario Associazione radicale Aglietta) |
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| Silvio
Viale, medico di Exit.Italia e membro radicale della Direzione Nazionale
della Rosa nel Pugno, ha rilasciato la seguente dichiarazione in
occasione del Congrresso "TECNOLOGIE E RIFORME CONTRO LE DISABILITA'
- rivoluzione digitale e politica per la libertà di parola e la
vita indipendente" che è in corso a Milano: "Prendo atto con piacere che anche il presidente della prima sezione della Corte Suprema di Cassazione, Gaetano Nicastro, invita il Parlamento a discutere e legiferare sulle questioni di fine vita con urgenza. Lo aveva già fatto il Presidente dellla Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo alla lettera di Piergiorgio Welby. In più occasioni lo ha chiestao anche Amedeo Bianco, il presidente nazionale dell'Ordine dei Medici. I tempi suno maturi per un aggiornamento dell'impianto legislativo, come hanno evidenziato le rilevazioni dell'Eurispes e del Censis, per tutelare l'autodeterminazione della persona, evitando che tali decisioni siano lasciate all'arbitrio delle circosatnze. Del resto non si può ritenere che il suicidio rimanga l'unica forma di eutanasia legalmente consentita . Consenso informato, direttive anticipate, rifiuto delle terapie, accanimento terapeutico, sospensione delle terapie e delle cure, assistenza nella morte sono questioni ambigue ed aperte che influiscono sul momento della morte anticipando o posticipando il momento del trapasso. Occorre prendere esempio dalla legislazione olandese che ha definito una cornice di garanzie ed avere il coraggio di affrontare il tema delle decisioni di fine vita. I casi come quello di Welby sono numerosi e saranno sempre più pubblici, contribuendo ad accrescere la consapevolezza dell'opinione pubblica, su vicende che di solito rimangono private nell'ombra. Le parole del presidente Nicastro dimostrano come non vi sia più alcun alibi per il mondo politico." Silvio Viale |
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| Castagno
e Manfredi: Saremo in strada a sostegno dellappello che chiede
al Parlamento di discutere i progetti di legge sulleutanasia. Oltre
3000 le firme raccolte in Piemonte Domani 27 gennaio, dalle ore 10:30 alle 13:00, in via Garibaldi angolo via Bellezza, sarà allestito un presidio per ricordare Piergiorgio Welby a circa un mese dalla morte. Per questo alle 12:00 i dirigenti e militanti presenti attueranno un simbolico minuto di silenzio. Durante levento sarà possibile sottoscrivere la petizione al Parlamento italiano che chiede limmediata calendarizzazione dei progetti di legge sulleutanasia e unindagine conoscitiva sul fenomeno delleutanasia clandestina. Dichiarazione di Diego Castagno (vice-Presidente della circoscrizione 8 - Rosa nel Pugno, Segretario FGS iscritto a Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani) Ricordare laicamente Piergiorgio Welby con un semplice ma significativo minuto di silenzio, a un mese dalla scomparsa, riteniamo sia un atto dovuto per sottolineare quanto la sua battaglia per una morte dignitosa sia stata importante e coraggiosa ma soprattutto per proseguire quella iniziativa che ora, al più presto, deve vedere una risposta da parte del Parlamento. I sondaggi di questi giorni su testamento biologico, eutanasia ed accanimento terapeutico mettono in luce un Paese che è molto più avanti della sua classe dirigente. Occorre fare tesoro del patrimonio umano e politico di Welby e trasformare le numerose buone intenzioni, da molti espresse, in azioni concrete. Con questo spirito saremo in strada, per consentire al maggior numero possibile di cittadini di sottoscrivere lappello dellAssociazione Luca Coscioni al Parlamento affinché discuta i progetti di legge sulleutanasia. Oltre 3000 Piemontesi hanno già firmato; li ringraziamo e speriamo che questo consenso possa essere un forte incentivo nella direzione dellautonomia di scelta e dellautodeterminzione. Manfredi |
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| Oggi,
venerdì 26 (in diretta audiovideo su RadioRadicale.it) e domani,
a Milano, presso il Centro Congressi Leonardo Hotel (Via Senigallia, 6)
si svolgeranno i lavori del primo congresso internazionale: "Tecnologie
e riforme contro la disabilità. Rivoluzione digitale e politica
per la libertà di parola e la vita indipendente", organizzato
dall'Associazione Coscioni con un contributo straordinario della Fondazione
7 Novembre Onlus (i lavori del Congresso saranno tradotti anche in LIS
- Lingua Italiana dei Segni). Il lavoro dei tecnici di Radio Radicale permetterà lintervento audio/video in Congresso di Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Coscioni), studente torinese, 21 anni, affetto da distrofia muscolare, che per motivi di salute non ha potuto essere presente a Milano. Ieri, Mario Valpreda (Assessore regionale Tutela Salute e Sanità) ha fatto pervenire a Frezzato e allon. Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) un breve intervento scritto (allegato), che sarà letto durante i lavori del convegno. Alessandro Frezzato ha così commentato le parole dellAssessore Valpreda: Ringrazio lAssessore per il suo intervento e per la disponibilità concreta, che traspare dallo scritto, di affrontare seriamente le numerose questioni irrisolte che rendono difficile la vita ai cittadini disabili e alle loro famiglie. Confido molto, nella mia doppia veste di rappresentante dellAssociazione Coscioni e di portatore di handicap motorio, nella sensibilità dellAssessore, che ricevette il sottoscritto e lon. Mellano per ascoltare di persona le nostre istanze; spero che nei prossimi mesi si possano ottenere in Piemonte buoni risultati sul fronte dei comunicatori simbolici, strumenti che hanno consentito a Luca Coscioni di divenire un leader politico e di incardinare iniziative che continuano nel tempo e nello spazio, a ormai un anno dalla sua morte. Luca, se fosse oggi a Milano, ci ricorderebbe il primo e unico comandamento dellAssociazione che porta il suo nome: dal corpo dei malati al cuore della politica.. www.lucacoscioni.it |
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| Oggi
Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno) ha depositato uninterrogazione
urgente rivolta al Ministro dellAmbiente sulla correttezza
dei finanziamenti elargiti da alcuni parchi nazionali ad alcune società
riconducibili al sig. Mario Scaramella. Due mesi fa, Mellano e lon. Daniele Capezzone avevano richiesto al Copaco (Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza) di audire sulla vicenda Mitrokhin: il senatore Paolo Guzzanti (ex-presidente Commissione Mitrokhin); il sig. Mario Scaramella (ex consulente Commissione Mitrokhin); il sig. Euvegenij Limarev (ex agente del KGB); il sig. Maxim Litvinenko (fratello di Aleksandr Litvinenko). Lon. Mellano ha dichiarato: Recentemente il Sole 24Ore ha pubblicato in due puntate un approfondita inchiesta di Claudio Gatti sulle trascorse attività del sig. Mario Scaramella. Tra laltro, era riportato che il Parco nazionale del Gargano e il Parco Nazionale del Vesuvio avevano corrisposto a società riconducibili a Scaramella una somma complessiva di 1.224.570 euro. Ho ritenuto opportuno interrogare il ministro Pecoraro Scanio per sapere, innanzitutto, se quanto scritto dal giornale corrisponda a verità; in caso affermativo, se le procedure utilizzate dalle direzioni dei due parchi nazionali sono state corrette sotto il profilo contabile e amministrativo; quali attività il sig. Mario Scaramella, attraverso le società di riferimento, ha posto in essere per legittimare i cospicui pagamenti; se risultano al Ministro altre consulenze intercorse fra le società citate in premessa o comunque riconducibili al sig. Mario Scaramella e le direzioni dei Parchi citati e/o altri Parchi nazionali. Infine, rispetto alle polemiche di questi giorni sulla trasmissione di un video sulle tv inglesi in cui lo scomparso Aleksander Litvinenko, intervistato da Scaramella, nomina il presidente Prodi e dopo laudizione odierna del ministro degli Interni - sarebbe quantomai opportuno che il Copaco trovasse il tempo per sentire le persone da noi indicate, al fine di diradare i polveroni e di riportare la polemica politica nellalveo delle istituzioni parlamentari.. Mellano |
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| Silvio
Viale, medico dirigente di EXIT-Italia ed esponente radicale della Rosa
nel Pugno, replica a Rosy Bindi: La battaglia per leutanasia è lultima frontiera dei diritti civili. Mantenere i divieti sulle decisioni di fine vita non può essere considerato un segno di progresso e di modernità, come non lo erano il no allaborto e il no al divorzio. E' Oscurantismo.Gli Italiani lo hanno capito, anche se tendono a confinare al privato le decisioni di fine vita, convinti che al momento opportuno qualcuno nellombra darà loro un aiuto. Ciò che temono i contrari alleutanasia è la dimensione pubblica, poiché essi vorrebbero che la stessa riservatezza, che copre i suicidi per malattia, circondasse le storie delle persone che chiedono di morire. Rosy Bindi sa bene che ldi fronte ai casi concreti, come Piergiorgio Welby o Eluana Englarro, lopinione pubbica si schiera. Non a caso, come hanno recentemente confermato le rilevazioni dellEurispes, in venti anni, i favorevoli alleutanasia son passati dal 24% a quasi il 70%, mentre i contrari sono scesi dal 40% al 26%. Si tratta di una tendenza comune a tutti i paesi occidentali, trascinata dallesperiena olandese, cioè la possibilità di garantire la massima dignità alle persone durante la malattia e nella morte. Perché mai lItalia non sarebbe pronta per luna legge come quella olandese. |
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| Giulio
Manfredi (Direzione nazionale di Radicali Italiani) e Igor Boni (presidente
Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: Ancora una volta, sulla questione RU486, la maggioranza di centro-sinistra che governa la Regione Piemonte ha dato il peggio di sé: non bastava la sconfitta in Commissione Sanità, hanno voluto andare alla conta anche in Consiglio, senza alcuna necessità, e si sono nuovamente fatti del male. Ricordiamo che la decisione di avvalersi delle procedure per limportazione diretta della RU486 è una prerogativa di ogni singola Azienda Sanitaria (magari opportunamente supportata con direttive dellAssessore Regionale alla Sanità, come è successo in Toscana e non è finora successo in Piemonte); il Consiglio Regionale non ha alcun potere al riguardo. La Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha ancora una volta avuto il merito di non fare la politica dello struzzo ma di denunciare in modo forte e chiaro le profonde divisioni esistenti fra Margherita e DS in tema di diritti e libertà civili, divisioni che minano alla base il progetto del Partito Democratico. Quanto è avvenuto ieri sera nel Consiglio Regionale del Piemonte ci conferma nella nostra convinzione che le ragioni, le passioni, i valori sui quali è nata la Rosa nel Pugno sono quantomai presenti, attuali e forti.. |
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| Dopo
aver letto le agenzie relative allaudizione del ministro Turco presso
la Commissione Affari Sociali della Camera, il dr. Silvio Viale (primo
ginecologo italiano a sperimentare la pillola abortiva RU486, dirigente
radicale) ha dichiarato: Il ministro della Salute ha giustamente stigmatizzato il ritardo italiano rispetto alle ricerche sugli effetti terapeutici della cannabis e la conseguente assenza nel nostro Paese di medicinali contenenti i principi attivi della stessa. Lon. Turco ha altresì rimarcato le difficoltà che devono affrontare i potenziali beneficiari della cannabis terapeutica per approvvigionarsi allestero, considerata anche la scarsa informazione sulle procedure esistente nel mondo medico. Il discorso del ministro si può ribaltare come un guanto sulla questione RU486: anche qui ci troviamo di fronte a un farmaco oggetto di accurate e approfondite ricerche e di una prassi medica che ha avuto come utenti, ormai, milioni di donne; anche qui ci troviamo di fronte a unaffannosa richiesta della pillola abortiva (lo testimoniano le telefonate che ricevo ogni giorno) che non può essere soddisfatta dalle attuali procedure, del tutto inadeguate e peraltro scarsamente conosciute e praticate. Cè una sola differenza: mentre lattuale legge 49/06 ostacola lutilizzo della cannabis terapeutica, la legge 194/78 prevede ed incentiva lutilizzo della pillola abortiva. Il ministro Turco si è impegnata ad interpellare lAIFA (Agenzia del farmaco) per verificare se le aziende che hanno in commercio i medicinali a base di cannabis in altri paesi europei intendano chiedere l'autorizzazione anche per il mercato italiano; chiedo al ministro di fare altrettanto anche rispetto alla pillola abortiva RU486.. Viale |
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| Boni:
Ladesione di alcuni amici socialisti ai soggetti radicali
non è un semplice riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi
anni, è il proseguimento di una collaborazione politica nata con
i Volenterosi della Rosa nel Pugno, che durerà nel
tempo Caterina Simiand dellEsecutivo e del Direttivo dello Sdi provinciale torinese e del Comitato direttivo dellIstituto Salvemini si è iscritta a Radicali Italiani, così come ha fatto nei giorni scorsi Diego Castagno (Segretario provinciale dellFGS, vice-Presidente della circoscrizione 8 di Torino). Dichiarazione di Igor Boni (Comitato nazionale di Radicali Italiani) Le iscrizioni di Diego Castagno prima e di Caterina Simiand adesso, rappresentano indubbiamente un segnale politico di cui tenere conto. Non sono solo un mero riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni dai radicali ma sono un ulteriore passo verso il proseguimento di una collaborazione e una vicinanza politica che durerà nel tempo. Spero che il loro esempio sia seguito da altri amici socialisti e liberali. Dare forza ai soggetti politici radicali è un ottima maniera per tenere vive le speranze e le iniziative sulle riforme in campo economico e del mercato del lavoro, sui diritti civili in Italia e nel mondo, sulla laicità dello Stato. Insieme a loro, nelle scorse settimane, abbiamo animato i Volenterosi della Rosa nel Pugno; con questo spirito proseguiremo e rafforzeremo il nostro comune lavoro. Boni |
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| Venerdì
19 gennaio, presso la sala stampa di Montecitorio, alle ore 11:00, si
terrà una conferenza stampa di presentazione del Progetto di Legge
a prima firma Bruno Mellano sulla Protezione del suolo. Saranno presenti: Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno, membro della Commissione agricoltura) Marco Cappato (Europarlamentare radicale) Rosa Filippini (presidente Amici della Terra) Igor Boni (Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) Dichiarazione di Bruno Mellano: Franklin Roosevelt diceva: la Nazione che distrugge il suo suolo distrugge se stessa. Questa affermazione che certamente corrisponde al vero è quello che nella realtà sta capitando, soprattutto in paesi come lItalia nel quale quando si parla di difesa del suolo tutto si intende tranne che la protezione del suolo propriamente detto. Per fortuna lEuropa in questo ci aiuta con la recente approvazione della Strategia tematica sul suolo che indica agli Stati membri la strada da seguire. Il mio progetto di legge intende proprio colmare questa lacuna che ha consentito in questi anni un degrado del suolo spesso irreversibile e fornire strumenti concreti per salvaguardare una delle risorse ambientali più importanti del pianeta, insieme ad acqua e aria. Mellano Boni |
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| A
seguito della pubblicazione dellennesima ordinanza sui cosiddetti
cani pericolosi e del gesto compiuto dalle colleghe Poretti
e Francescato durante la seduta della Camera di ieri, Bruno Mellano, deputato
radicale della Rosa nel Pugno e Alessandro Rosasco, del Comitato Nazionale
di Radicali Italiani hanno dichiarato: Lordinanza emanata in questi giorni dal Ministro della Salute, Livia Turco, con la quale sono state redatte per lennesima volta delle vere e proprie liste di proscrizione di cani considerati aprioristicamente pericolosi non può che rattristarci. Con questa ordinanza, per certi aspetti assimilabile a quella presentata nella scorsa legislatura dal Ministro Sirchia, si torna a sancire un concetto palesemente falso e ascientifico, quello che porta a non tenere minimamente conto della soggettività dei cani e il modo con cui i possessori trattano i loro animali. Rimaniamo convinti che la pericolosità rimanga più una prerogativa dei proprietari che non dei cani stessi. In questo senso apprezziamo le parti dellordinanza che vietano i collari elettrici e i cosiddetti interventi estetici sugli animali, come il taglio della coda o delle orecchie. Ci sembra che ancora una volta abbia vinto la paura piuttosto che la scienza veterinaria, comportamentalista e letologia che da sempre sostengono che non esistono specie canine geneticamente più aggressive di altre. Oggi torniamo a chiedere al Governo di discutere e approvare al più presto la proposta di legge sul possesso responsabile dei cani e per la prevenzione di loro potenziali aggressioni a prima firma della deputata Zanella, scritta in collaborazione con il mondo veterinario e degli esperti del settore, con la quale, tra le altre cose, si introduce lelemento che chi sceglie di avere un cane come compagno di vita si debba anche assumere la responsabilità di instaurare un rapporto sano e corretto con lui. Bene hanno fatto le colleghe Poretti e Francescato a portare allattenzione del Parlamento, con le proprie museruole, larretratezza dellordinanza del Ministro Turco. Speriamo solo che il parlamento non lasci cadere nel vuoto il dibattito che, con i parlamentari che ci staranno, con i veterinari e con le associazioni animaliste stiamo cercando di aprire. Rosasco Mellano |
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| L'On.
Bruno Mellano, Deputato Radicale della Rosa nel Pugno, accompagnato da
Jolanda Casigliani (membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani),
ha incontrato il Provveditore Regionale dellAmministrazione Penitenziaria,
Dott. Aldo Fabozzi. Al termine dellincontro Mellano ha dichiarato: Abbiamo avuto con il Provveditore un lungo ed aperto colloquio nel corso del quale sono state trattate le problematiche relative allattuale situazione delle carceri ed in particolare di quelle piemontesi. Lindulto ha portato le presenze negli istituti di pena piemontesi dai 5100 detenuti dei primi giorni di agosto 2006 agli attuali 2900. In alcune situazioni come ad esempio a Fossano, il notevole sfollamento, attualmente sono presenti solo una decina di detenuti, ha creato le condizioni ideali per completare con celerità unopera di radicale ristrutturazione delledificio storico, nellottica di renderlo adatto allo svolgimento delle numerose attività lavorative programmate, migliorando nel contempo le condizioni di sicurezza (listituto accoglierà ora detenuti con condanne fino a 5 anni, prima solo fino a 3). A Cuneo il Ministero di Giustizia ha invece deciso la costruzione e lapertura di un nuovo padiglione per circa 200 detenuti, mentre il Provveditorato regionale piemontese ha previsto un nuovo reparto di cardiologia al servizio del circuito penare piemontese. Anche per Alessandria si ragiona ad un progetto di ampliamento dellistituto S.Michele, con conseguente dismissione della vecchia struttura della casa circondariale Don Soria, posta nel centro della città, adiacente allOspedale ed ormai fatiscente, la proposta di accorpamento delle due strutture potrebbe comportare un risparmio di energie economiche ed umane. Si è poi parlato dellopportunità e delle modalità pratiche per trovare, al più presto, soluzioni alternative al carcere per le detenute madri che scontano la pena con i loro bambini. Infine abbiamo appreso con particolare soddisfazione che la Regione Piemonte ha confermato, per un altro anno, un impegno assunto nella scorsa legislatura su iniziativa dei consiglieri radicali, affiancando agli educatori dellAmministrazione Penitenziaria, drammaticamente insufficienti, 22 educatori professionali pagati con stanziamento regionale. Mellano Casigliani |
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Torino,
16 gennaio 2007
DIEGO CASTAGNO, ESPONENTE DELLO SDI TORINESE, SI ISCRIVE A RADICALI ITALIANI |
Diego
Castagno, vice-Presidente della circoscrizione 8 di Torino, Segretario
dellFgs provinciale, animatore dei Volenterosi della Rosa nel Pugno
con Nicoletta Casiraghi della Federazione dei Liberali e con Igor Boni
dei Radicali, si è iscritto a Radicali Italiani. Dichiarazione di Igor Boni (Comitato nazionale di Radicali Italiani) Liscrizione a Radicali Italiani di Diego Castagno rappresenta per me un segno tangibile della vicinanza e della collaborazione che in queste ultime settimane si è creata attorno alla nostra iniziativa dei Volenterosi della Rosa nel Pugno. E il proseguimento di un percorso che con determinazione intendo proseguire e perseguire. Spero che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, altri compagni socialisti vorranno seguire lesempio di Castagno per dare forza a Radicali Italiani e per dare nuova linfa alla Rosa nel Pugno. Boni |
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Torino,
15 gennaio 2007.
EURO2 VIALE A MANGONE IL CUCCHIAINO DI LATTA |
Silvio
Viale, segretario dellAssociazione Radicale adelaide Aglietta ed
esponente della Rosa nel Pugno, ha deciso di conferire il cucchiano
di latta allassessore Domenico Mangone: Domenico Mangone vince il cuccchiaino di latta per avere ideato il provvedmento più inutile che si potesse concepire. Non si tratta neppure del classico secchiello per svuotare il mare, perché la trovata di Mangone è meno di un cucchiaino. Solo Mangone, e qualche suo seguace di Giunta, può pensare che impedire a 20.000 auto Euro 1 e Euro 2 di percorrere gli ultimi 200-300 metri, rigidamente sullasse est-ovest, possa essere uno scacco allo smog. In realtà nemmeno Mangone sa quale sia lobiettivo di un provvedimento senza capo né coda, buono per un po di fumo negli occhi. Se fosse quello di liberare dalle auto una parte del centro, sarebbe opportuno farlo davvero, chiedendo a tutti di sacrificarsi, e a tal fine basterebbe ampliare al pomeriggio lorario della ZTL centrale. Se, invece, lobiettivo fosse quello di bloccare le auto più vecchie e più inquinanti, bisognerebbe farlo sul serio su tutta la città, come è previsto attualmente per le Euro 0 e prossimamente per le Euro 1. Se, infine, lobiettivo fosse quello di favorire acquisto di auto Euro 4 e, tra non molto, Euro 5, si dovrebbe chiederlo a chi ha unauto vecchia di almeno 10 anni. Come si può chiedere di cambiare lauto a chi lha comprata da meno di 10 anni, magari solo da 5 anni? In attesa che il Tapiro si accorga di Mangone è il caso che si becchi il cucchiaino. (Silvio Viale |
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13
gennaio 2007
Pubblicita': Toscani e Ballario contro EASA su campagna D&G Oliviero Toscani e Nicolas Ballario (membro del comitato nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato: |
E'
di questi giorni la notizia che l 'Autorità britannica di controllo
della pubblicità (Asa) e l'Alleanza europea per l'etica in pubblicita'
(EASA), della quale fa parte anche l'istituto dell'autodisciplina pubblicitaria
italiana, dopo aver preso visione dell'ultima campagna pubblicitaria degli
stilisti italiani Dolce e Gabbana, si siano duramente scagliate contro
questa gridando nuovamente alla censura e ricordando ai pubblicitari il
loro dovere di preparare inserzioni. Nel sottolineare che non è chiaro cosa ci sia di così scandaloso in questa campagna, vogliamo ricordare all'EASA come allo IAP che il loro scopo dovrebbe essere quello di assicurare che la pubblicità , nello svolgimento del suo ruolo particolarmente utile nel processo economico come in quello sociale, "venga realizzata come servizio per il pubblico", ci chiediamo dunque come possano esse pretendere di svolgere un servizio pubblico se il loro unico scopo sembra essere quello di cercare qualsiasi pretesto per porre continuamente in essere un'odiosa limitazione della liberta' d'espressione. Ricordando inoltre a questi enti che e' compito della giustizia ordinaria e non di un sistema lobbistico decretare cosa puo' e cosa no essere affisso nelle citta' italiane ed europee, condanniamo con fermezza questa ennesima presa di posizione proibizionista e anti- libertaria da parte di chi si ritiene essere l'unica voce autorevole del mondo pubblicitario internazionale. |
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| L'On.
Bruno Mellano, Deputato Radicale della Rosa nel Pugno, questa mattina
si è recato in visita alle Vallette accompagnato da Jolanda Casigliani
(Comitato Nazionale di Radicali Italiani) e Rosalba Bosco (membro dell'Associazione"Adelaide
Aglietta"). A conclusione della visita Mellano ha dichiarato: "Abbiamo avuto il consueto e cordiale incontro con il direttore, Dott. Pietro Buffa, il quale ci ha fornito i dati delle presenze : ad oggi sono presenti 1114 detenuti - di cui 78 donne con tre bambini - e 17 semiliberi; il dato più significativo rispetto ai nuovi ingressi è che in questi ultimi giorni si sono moltiplicati (solo ieri sono entrate 48 persone), a causa dellintensificarsi dei controlli di polizia in vista delle Universiadi; resta bassa, invece, la percentuale dei recidivi usciti per indulto negli scorsi mesi. Contrariamente alle previsioni, l'ingresso della Romania nell'Unione Europea, non ha avuto ricadute significative sulla scarcerazione di cittadini rumeni. Ci siamo poi recati nella sezione femminile dove sono attualmente tre i bambini presenti con le madri ( due sono usciti proprio ieri), e dove il personale di custodia ci ha illustrato le varie attività che si svolgono in favore dei minori: frequentazione della scuola materna o nido tre giorni la settimana ed incontro con gli operatori che fanno ingresso in carcere due volte la settimana. L'ultima tappa della visita è stata dedicata alla sezione Nuovi Giunti, dove circa 100 detenuti sono in attesa di essere smistati nelle varie sezioni in base alla loro posizione giuridica e personale; questa è l'area di maggiore criticità in quanto l'impatto con la struttura carceraria è molto duro soprattutto per coloro che sono tossicodipendenti ed a causa di ciòdevono affrontare anche l'astinenza. Abbiamoverificato che vi sono difficoltà ad intervenire rapidamente per la carenza di adeguate apparecchiature sanitarie e per la solita resistenza da parte dei Ser.T a fare uso di metadone." Mellano Casigliani |
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Vercelli,
12 gennaio 2007
ROSA NEL PUGNO / URGENTE CHE LA PROVINCIA APPRONTI UN PIANO DI CONTENIMENTO DELLE ZANZARE PER IL 2007 |
Lo
scorso anno è stato caratterizzato per la provincia di Vercelli
e per il Piemonte più in generale da una presenza di molto superiore
alla media di zanzare. Ciò in conseguenza del mancato impegno della
Provincia e dello scarso coordinamento della lotta alle zanzare impostato
dalla regione Piemonte. Dichiarazione di Roswitha Flaibani (esponente radicale della Rosa nel Pugno di Vercelli) e Emanuele Caradonna (Segretario provincia le dello SDI, esponente della Rosa nel Pugno di vercelli) Dato che è buona regola imparare dagli errori che si commettono, noi proponiamo che - con la massima urgenza - la Provincia di Vercelli appronti un piano di lotta alle zanzare, facendosi portatrice di proposte in ambito regionale e partecipando alle riunioni a tutti i livelli sul tema. Quello che non sarebbe ammissibile è non fare nulla, lasciando che una parte minoritaria degli imprenditori della provincia (i risicoltori) creino un danno indiretto a tutti i cittadini e a molte altre attività imprenditoriali, a cominciare dai numerosi esercizi commerciali della città che proprio a causa dellinvasione di zanzare hanno un evidente danno economico. Potrebbe questa anche essere loccasione per iniziare finalmente a convertire una parte del riso in asciutta, con un vantaggio evidente per il problema zanzare e per le questioni del risparmio idrico che, anche per il 2007, saranno da affrontare con determinazione e coraggio. Flaibani |
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| Le
agenzie riportano una dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin,
che definisce avvilente la situazione nel carcere americano
di Guantanamo e afferma Da noi spero che una Guantanamo non ci sia
mai. Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Saremo questa sera in piazza, a Torino, alla manifestazione di Amnesty International per la chiusura del carcere di Guantanamo. Questo non ci impedisce, anzi ci rafforza, nel respingere con sdegno le dichiarazioni del nuovo zar Vladimir Putin. La sua arroganza è tale da permettersi di disquisire su Guantanamo, dimenticando che esiste allinterno della Federazione Russa una situazione infinitamente peggiore, per quantità e qualità: la Cecenia. Lì da oltre sette anni la violazione dei diritti umani e civili è sistematica e scientifica: omicidi, violenze, stupri, rapimenti a scopo di estorsione hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone. Le associazioni per i diritti civili hanno rifiutato lofferta di visitare Guantanamo, fatta dalle autorità americane, perché non avrebbero avuto libertà di ispezione. In Cecenia le organizzazioni umanitarie non possono semplicemente entrare e i giornalisti che volessero andare a fondo nelle loro inchieste hanno ricevuto tre avvertimenti inequivocabili: nel 2000 luccisione in circostanze mai chiarite di Antonio Russo, corrispondente di Radio Radicale; lo scorso ottobre, luccisione a Mosca, in circostanze che non saranno mai chiarite, della giornalista russa Anna Politkovskaja; lo scorso novembre, lavvelenamento mortale a Londra di Aleksander Litvinenko (che aveva accusato lFSB di essere il mandante degli attentati dinamitardi nelle città russe presi a pretesto da Putin per scatenare, nel 1999, la seconda guerra cecena). Ci auguriamo che lennesima prova di arroganza di Putin apra gli occhi ai governanti dellUnione Europea; la minaccia che arriva dallEst è seria e incombente; far finta di non vederla renderà solamente più difficile affrontarla. |
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| Bruno
Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato: Rispetto alla situazione degli ospedali italiani, siamo alle solite: inchiesta giornalistica ad effetto, polemiche, la magistratura indaga, il ministro dichiara, tra un mese tutto di nuovo come prima. Ieri il ministro Livia Turco ha detto alla trasmissione le Iene di non essere un padreterno; certo non le si possono chiedere miracoli, e non lo facciamo, ma certamente ci attendiamo che il ministro voglia almeno tentare di mettere mano ad una riforma strutturale del sistema di potere che domina le aziende ospedaliere, sulla scorta di quanto già elaborato rispetto alle modalità di selezione, incarico e revoca dei direttori scientifici degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto pubblico: nomina dei direttori da parte del ministro sulla base di una terna di candidati idonei, selezionata da una apposita Commissione di esperti cui spetterà la valutazione di merito dei titoli e dei curricula dei candidati, che avranno aderito ad un avviso pubblico sulla Gazzetta Ufficiale. Spunti di lavoro potrebbero utilmente venire dalla proposta di legge presentato nel Consiglio Regionale del Piemonte, nella passata legislatura, dal gruppo consiliare Radicali Lista Emma Bonino, che prevedeva laffidamento dell'intera procedura di individuazione dei Direttori Generali delle aziende sanitarie e ospedaliere - e in prospettiva di tutti gli amministratori degli enti e delle aziende regionali - ad una o più società di headhunters (cacciatori di teste), scelta/e tramite bando di gara; alla Giunta Regionale rimaneva solamente il potere di revoca dei Direttori in caso di mancato conseguimento degli obiettivi aziendali. La politica è una cosa, la gestione della sanità pubblica è unaltra e le due cose devono essere ben distinte è limpegno assunto dal ministro nella prima audizione della Commissione Affari Sociali della Camera, al momento del suo insediamento illustrando il New Deal della Salute; è dunque lecito attendersi un intervento concreto e profondo che non può certo limitarsi al vietare la direzione di Asl e ospedali ad ex parlamentari o ex consiglieri regionali. Alla luce di queste considerazioni presenterò oggi una interpellanza al ministro della salute. On. Bruno Mellano Membro XIII Commissione Agricoltura |
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Torino,
10 gennaio 2007
EURO 2: PROVVEDIMENTO SENZA CAPO NE CODA. LIMITAZIONE PER TUTTI NELLA ZTL STORICA |
Silvio
Viale, segretario dellAssociazione Radicale adelaide Aglietta ed
esponente della Rosa nel Pugno, chiede che il blocco delle RURO 2 sia
limitato alla ZTL storica: Apra gli occhi. Chiamparino è ancora in grado di rimediare. Eviti un provvedimento senza capo nè coda che penalizza i possessori di auto vecchie da tre a sette anni. Qual è il mesaggio che si vuole dare? Quello di acquistarne una nuova semza attendere le EURO 5? Oppure quello di ridurre i passaggi in centro con le auto? Se fosse il secondo caso non si capirebbe perché i possessori di EURO 3 e 4 possanio scorazzare liberamente, esentati da questo imperativo etico. Senza contare che una linitazione per tutti della ZTL storica, impedirebbe lattraversamento del centro, inducendo comportamenti virtuosi, e che anche le EURO due sarebbero comunque autorizzate ad entrare nella ZTL ambientale per raggiungere i parcheggi interati. (chissà perché non quelli a raso). Chiamparino dovrebbe fare tesoro dellesperienza della pedonalizzazione di Piazza San Carlo: giunta con 10 anni di ritardo si è dimostrata più efficace di tanti inutili blocchi nel ridurre lafflusso di auto. Infine è difficile estendere bocchi del centro senza mettere in cantiere un attraversamento nord-sud della metropolitana, amche solo da Porta Nuova alla Stazione Dora. Chiamparino rifletta e, come per le inutili traghe alterne, privilegi lefficacia dei fatti e non la propaganda dei proclami. Silvio Viale |
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Torino,
10 gennaio 2007
MORATORIA PENA DI MORTE/TORINO/PADRE MALATO DISTROFIA MUSCOLARE DIGIUNA AL POSTO DEL FIGLIO, DIRIGENTE ASSOCIAZIONE COSCIONI. |
Roberto
Frezzato, libero professionista di Torino, padre di Alessandro (ventanni,
malato di distrofia muscolare, membro del Consiglio Generale dellAssociazione
Luca Coscioni), sostituirà oggi e domani il figlio nelliniziativa
nonviolenta di sciopero della fame lanciata da Marco Pannella perché
sia incardinata presso l'ONU la Risoluzione per la MORATORIA DELLE ESECUZIONI
CAPITALI. Alle ore 10:00 di oggi erano 878 i partecipanti alliniziativa nonviolenta; si può aderire tramite Internet sul sito www.radicalparty.org Alessandro Frezzato ha dichiarato: "Avrei voluto prendere io il testimone dagli altri compagni radicali piemontesi che hanno digiunato in questi giorni ma le mie precarie condizioni di salute non me lo consentono. Ringrazio mio padre che ha voluto ancora una volta essermi vicino; non solo incoraggiandomi a partecipare attivamente alla vita politica, non solo sospingendo la mia carrozzina ai tavoli e alle manifestazioni radicali ma partecipando in prima persona, per la prima volta nella sua vita, a uniniziativa nonviolenta.. |
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Torino,
7 gennaio 2007
MORATORIA ONU PENA DI MORTE - VIALE "IN SCIOPERO DELLA FAME. DA TORINO A PECHINO, UN APPELLO AI CONSIGLIERI COMUNALI. SE ROMA ACCENDE IL COLOSSEO, TORINO NON PUO' STARE A GUARDARE." |
Silvio
viale, segretario dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro
radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha iniziato ieri
uno sciopero della fame che si concluderà domani, lunedì,
alle ore 12. "Partecipo così alla campagna per la moratoria
della pena di morte, a sostegno dell'iniziativa di Marco Pannella, in
una ideale staffetta con gli altri radicali piemontesi che hanno già
aderito. Il presochè unanime consenso delle forze politiche alla
posizione assunta dal governo italiano è un imporante segnale.
Credo che Torino, ultima città olimpica, debba mandare un segnale
preciso a Pechino, prossima città olimpica. Prorio la Cina, insieme
all'IRAN ed all'Arabia Saudita, è responsabile del maggior numero
di esecuzioni. Chiedo ai consiglieri comunali, provinciali e regionali
di partecipare all'iniziativa, con lo scippero della fame di almeno un
giorno, e di promuovere iniziative nei loro consigli. Se Roma accende
il Colosseo, Torino non può stare a guardare." Silvio Viale |
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Torino,
7 gennaio 2007
EURO2 - VIALE BLOCCO EURO2 SOLO IN ZTL STORICA |
Polemico
con i politici biancaneve: Che il PM10 delle Olimpiadi
sia meno dannoso di quello delle Universiadi? Silvio Viale, presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta ed esponente della Rosa nel Pugno, interviene sulle polemiche suscitate dalla decisione del blocco per tutto il giorno delle euro 2 nella cosiddetta ZTL ABIENTALE, proponendo che si limiti alla ZTL STORICA. Silvio Viale ha così motivato: Nel merito è tuttora attuale il comunicato del 4 gennaio scorso. Lunica novità è il coro stonato dei politici che, come biancaneve, scoprono che cè il PM10 e ricordano minacciosi che a dicembre ci sono stati 26 sforamenti. Fossi in loro, prima di dar fuoco alle polveri andrei a vedere i dati dello scorso anno. Se nel 2006 abbaimo avuto 26 sforamenti a dicembre e 27 a novembre, nel 2005 vi furono 29 sforamenti a dicembre e ben 30 su 30 a novembre, con valori mensili attorno ai 90 mcg/mc. Che il PM10 delle Olimpiadi sia meno dannoso di quello delle Universiadi?. Tenendo presente le varie esigenze, comprese quelle della lotta allo smog, mi permetto di proporre una soluzione di buon senso, motivandola. La proposta è quella di limitare il blocco delle EURO2 alla ZTL STORICA, quella meglio controllata dalle telecamere. Rimarrebbe immutata la valenza psicologica di suggerire un ricambio dellauto e, cosa puiù importante, rimarrebbe immutata lefficacia del provvedimento per la riduzione del PM10, di fatto insignificante in entrambi i casi. Del resto, anche con il divieto per la ZTL AMBIENTALE, le EURO 2 sarebbero ugualmente autorizzate ad entrare per raggungere i parcheggi colocati a ridosso o nella ZTL STORICA. Così facendo si può ipotizzare che lequipaggio di una EURO2 che volesse andare in centro, dovendo lasciare lauto fuori dalla ZTL STORICA e non potendo attraversarla, dovrà fare non più di 500 metri a piedi. Non un Km e oltre, come per la ZTL AMBIENTALE. Faccio notare allimprovvisato sapientone di turno che 500 metri sono certamente pochi per persone giovani ed in buona salute, ma sono disagevoli per persone anziane o limitate nella mobilità. Come per le targhe alterne, spero che il buo senso possa prevalere subito, senza essre costretti ad ascoltare i predicozzi improvvisati di qualche assesore su sforamenti, medie annuali, documenti OMS, mortalità da PM10 e epidemie pediatriche. Mi appello quindi a Chiamparino ed alle persone ragionevoli. SilvioViale |
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| Giulio
Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato: In questi giorni è evidente la disparità di trattamento riservata allattività dellavvocato Giovanni Di Stefano (difensore sia di Saddam Hussein sia degli esponenti del suo regime condannati anchessi alla pena capitale: Barzan al-Tikriti, ex capo dei servizi segreti iracheni, e Awad al Bandar, ex presidente del tribunale rivoluzionario ) da parte del servizio pubblico radiotelevisivo e della carta stampata; il primo intervista lavvocato Di Stefano in prima serata, la seconda almeno i quotidiani più letti - non lo degna di una riga. Eppure, forse, sullavvocato Di Stefano, sul suo presente e sul suo passato (sui suoi rapporti con il regime serbo di Slobodan Milosevic, di cui è stato avvocato difensore; sulla sua amicizia con il criminale di guerra Arkan), ci sarebbe da scrivere. Delle due luna: o Di Stefano è inattendibile a priori e può quindi accusare, come ha fatto, Bush, Blair e Berlusconi di associazione a delinquere senza che nessuno abbia nulla da ridire (ma allora perché la RAI gli dà credito?); oppure, Di Stefano è attendibile e allora perché non occuparsi di quello che dice e fa lunico avvocato italiano operativo a Baghdad?. Manfredi |
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| Mellano:
oltre il 50% delle acque contaminato da fitofarmaci (tra cui latrazina).
Il Ministero della Salute emani subito un decreto per la salvaguardia
delle risorse idriche. Su questo ho presentato una interrogazione e una
richiesta di incontro al Ministro Livia Turco Nellormai lontano 2003 la Regione Piemonte, con un ritardo di oltre tre anni, ha individuato le zone vulnerabili da fitofarmaci e ha prodotto piani di limitazione duso di tali sostanze sui territori contaminati; in mancanza di un decreto del Ministero della Salute tali limitazioni non possono però essere rese attive sul territorio regionale. I dati forniti dallArpa nel Rapporto sullo stato dellambiente del 2006 mostrano una situazione di contaminazione assai diffusa: 54% delle acque delle falde superficiali con residui di fitofarmaci e 29% delle acque delle falde profonde (quelle utilizzate per il consumo umano). Oltre a situazioni molto preoccupanti in alcune province: più del 90% delle falde superficiali del vercellese è contaminato, quasi l80% del biellese e il 70% delle acque del cuneese; tra il 40 e il 50% i punti di rilievo con residui di fitofarmaci sono stati rilevati nella falde profonde dellastigiano, del vercellese, del biellese e del cuneese. Per sollecitare lintervento con un Decreto del Ministro Livia Turco, il Deputato della Rosa nel Pugno membro della Commissione Agricoltura, Bruno Mellano, ha presentato negli scorsi mesi uninterrogazione a cui non è ancora stata data risposta e oggi ha inviato una lettera per chiedere un incontro urgente con il Ministro. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno): Senza allarmismi dai quali per principio rifuggo, voglio però sottolineare che la situazione di contaminazione delle acque di falda piemontesi, derivanti dallutilizzo di fitofarmaci, è molto preoccupante per non dire compromessa. Per anni abbiamo denunciato questa situazione rilevando anche che tra le sostanze inquinanti ve ne sono alcune ad altissimo impatto come latrazina, proibita ormai da oltre 15 anni e per qualche motivo continuamente presente nei rilievi. Da oltre tre anni si attende che il Ministero della Salute emani un decreto che renda vigenti le limitazioni proposte dalla Regione Piemonte con delibera del Consiglio regionale. Aspettare oltre significa semplicemente divenire complici attivi di una condizione ambientale che sta evidentemente degenerando. On. Bruno Mellano Membro XIII Commissione Agricoltura |
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Torino,
5 gennaio 2007
LUNEDI 8 GENNAIO PRESSO LA SEDE REGIONALE DELLA UIL CONVEGNO SULLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO CON DANIELE CAPEZZONE |
Lunedì
8 gennaio, alle ore 18, presso la sala Bruno Buozzi della Uil in via Bologna
11 a Torino, le tre associazioni che hanno promosso lassemblea dei
volenterosi della Rosa nel Pugno: lAssociazione radicale
Adelaide Aglietta, il Circolo Sandro Pertini e la Federazione dei Liberali,
insieme allassociazione studentesca Laika e alla Società
Fabiana organizzano un dibattito dal titolo: Nuovo mercato del lavoro
e vecchio welfare, tra diritti e privilegi Intervengono: Daniele CAPEZZONE: Deputato Rosa nel Pugno - Presidente Com. Attività Produttive Camera Beppe GARESIO: Presidente Società Fabiana vice Segretario regionale SDI Pietro GARIBALDI: Professore Economia Università Torino Redattore de lavoce.info Giorgo ROSSETTO: Segretario Regionale UIL Modera: Nicoletta CASIRAGHI: Federazione dei Liberali Dichiarazione di Igor Boni (Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, animatore insieme a Diego Castagno dello SDI e Nicoletta Casiraghi della Federazione dei Liberali dei volenterosi della Rosa nel Pugno) Lidea di questo appuntamento è nata dallassemblea dei Volenterosi della Rosa nel Pugno che abbiamo tenuto nelle scorse settimane con lobiettivo di rilanciare le ragioni, le speranze e la vita politica del soggetto Rosa nel Pugno. Affianco alle importanti battaglie sui diritti civili e sulla laicità dello Stato dobbiamo infatti tenere alte le bandiere delle riforme economiche e della riforma del mercato del lavoro e del walfare. Su questi temi, che sono il perno sul quale si possono creare le condizioni per un rinnovamento del Paese, continueremo a lavorare innanzitutto per innovare questo Centro-sinistra così appiattito su posizioni conservatrici che spesso, in nome della cosiddetta giustizia sociale, costringono i settori più emarginati della società a rimanere tali. Igor Boni |
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| 13
deputati di quasi tutti i partiti, piemontesi o eletti in Piemonte, prima
di Natale hanno inviato una lettera al Presidente della Commissione di
vigilanza Rai, Mario Landolfi, al Ministro delle Comunicazioni, Paolo
Gentiloni e al Presidente della Rai, Claudio Petruccioli, sul segretariato
sociale Rai con sede a Torino. Bruno Mellano e Salvatore Buglio (Rosa nel Pugno), Maria Leddi Maiola e Mauro Marino (LUlivo La Margherita), Benedetto Della Vedova ed Enrico Costa (Forza Italia), Massimo Fiorio (LUlivo Democratici di Sinistra), Roberto Salerno (Alleanza Nazionale), Marilde Provera (Rifondazione Comunista Sinistra Europea), Roberto Cota (Lega Nord Padania), Michele Vietti (UDC), Giuseppe Trepiccione (Verdi), Nicola Tranfaglia (Comunisti Italiani) prima della chiusura natalizia del Parlamento hanno sottoscritto il testo che ora si rende pubblico. Il contratto di servizio fra lo Stato e la Rai è scaduto il 31 dicembre 2005 e nel mese di gennaio si prevede che venga finalmente siglato un nuovo contratto. Un testo è già stato predisposto ed è alla valutazione della Commissione di vigilanza. Al riguardo Mellano ha dichiarato: Il 14 dicembre scorso una risoluzione proposta dal collega della Rosa nel Pugno, Marco Beltrandi, è stata approvata allunanimità dalla Commissione di vigilanza Rai e impone tra le altre cose che lazienda televisiva pubblica si doti di un sistema di monitoraggio nazionale e locale, di radio e di tv, sul pluralismo in generale ed in particolare sul pluralismo sociale. Lattività svolta in questi anni dal Segretariato sociale Rai ha rappresentato, indubbiamente, un forte elemento di innovazione ed è diventato un importante strumento di conoscenza e di consapevolezza sui grandi temi del mondo contemporaneo. I risultati ottenuti e le prospettive future rendono evidente la necessità di potenziare ulteriormente la struttura magari trasformandola davvero in quella direzione generale distaccata a Torino di cui si parla da anni per valorizzare la storia, le professionalità e lapparato torinesi. Auspico che il nuovo contratto di servizio che si sta redigendo possa cogliere lopportunità di valorizzare competenze e strutture territoriali, anche se non romane!. Di seguito il testo della lettera: Al Presidente della Commissione di Vigilanza Al Ministro delle Comunicazioni Al Presidente della RAI La comunicazione sociale della RAI è parte costitutiva e qualificante del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale: ne rappresenta lo strumento principale di conoscenza e consapevolezza sui grandi temi che attraversano il mondo contemporaneo, che la più grande azienda culturale del Paese non può non coltivare. Non esiste né può esistere, infatti, un servizio pubblico multimediale che non veda al suo centro questa componente. Occorrono però segnali concreti e nuovi da parte della RAI per adeguare il suo essere servizio pubblico a quanto il Paese necessita e richiede. Così come negli anni 60 il ruolo della televisione pubblica italiana è stato determinante per la costituzione di un tessuto sociale adeguato, oggi altre esigenze sociali richiedono altrettanto adeguati strumenti aziendali. Eppure il valore della comunicazione sociale per lAzienda, la necessità di potenziarne la capacità di rappresentare realtà locali e globali, sono completamente assenti dal dibattito sulla RAI così come apparso sui media in questi ultimi mesi, nonostante sia in corso il rinnovo del contratto di servizio tra Stato e concessionaria, occasione privilegiata per un confronto approfondito. Nel richiamare lattenzione della Commissione di Vigilanza, del Governo e dellAzienda su questi temi, chiediamo che si compiano da subito scelte concrete e innovative nella direzione di far crescere, in quantità e qualità, alla comunicazione sociale prodotta dalla RAI, nel solco della migliore delle sue tradizioni. La trasformazione - più volte annunciata, nel corso di questi anni, e mai realizzata - del Segretariato Sociale della RAI in una direzione autonoma alle dirette dipendenze del Direttore Generale è strumento necessario e segnale concreto di attenzione e di volontà aziendale di adeguare le risorse aziendali a quanto la RAI deve e dovrà affrontare. Nel corso di questi anni la presenza del Segretariato è stata un utile riferimento sia allinterno della RAI che fra chi nel paese opera nel sociale, nonostante difficoltà e limiti. Valore che è stato ampiamente riconosciuto dalla stessa Azienda, che dovrebbe quindi considerare positivamente ogni iniziativa di potenziamento del meglio di ciò che produce. Linsediamento a Torino di una Direzione rappresenta, inoltre, un ritorno alla tradizione RAI che ha, da sempre, avuto negli uffici torinesi di Via Cernaia lunica altra sede della Direzione Generale, oltre quella romana di Viale Mazzini. La Commissione di Vigilanza ha approvato allunanimità, il 14 novembre scorso, una risoluzione che impone, tra laltro alla RAI il monitoraggio nazionale e locale di radio e di tv anche relativo al pluralismo sociale. Il potenziamento concreto della struttura che ha la responsabilità della comunicazione sociale allinterno della RAI rappresenta anche un adeguamento alle realtà di servizio pubblico più avanzate in Europa ed è in tale prospettiva che auspichiamo una decisione adeguata nei tempi e nella sostanza. 19 dicembre 2006 Mellano |
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Torino,
4 gennaio 2006
TICKET/PIEMONTE VIALE (RNP) "VALPREDA CONTINUA A DARE I NUMERI" |
Silvio
Viale, segretario dell'Associazione Radicale Adelaiode Aglietta ed esponente
radicale della Rosa nel Pugno, ha dichiarato: "Non capisco perchè l'assessore Valpreda continui a dare numeri non verificabili, alimentando il sospetto che siano completamente inventati. Ieri il Prof Gay ha smentito per quanto riguarda le Molinette. Oggi, dopo una informale breve indagine, posso affermare che complessivamente i passaggi in pronto soccorso non sono afftto calati, anche se è presto per dire che il rticket abbia modificato i comportamenti da parte dei medici, nell'attribuzione del codice, e da parte degli utenti, nel ricorso al pronto soccorso. Che i dati dell'assessore siano comunque irrilevanti è confermato da un breve calcolo matematico: un calo "dal 10 al 20 %" dei codici bianchi, che rappresentano dal 10 al 40 % dei passaggi in pronto soccorso, significa una riduzione assoluta tra l'1 e l''8%, mediamente il 4 %. Considerando una media di 100 passaggi al giorno, la riduzione in numeri assoluti sarebbe tra 2 e 8 persone in meno al giorno. Una riduzione ininfluente e difficilmente rilevabile. Resta da chiedersi perchè l'assessore Valpreda debba essere ridotto a mentire per difendere un provvedimento che lui non ha mai inteso promuovere fino al 31 dicembre? Se fosse così importante non intasare i pronto soccorso e se fosse così efficace il ticket, perchè l'assessore si è svegliato solo con la finanziaria? Perchè permette che il 65% degli utenti, queli esenti, posa continuare a intasare il pronto soccorso? Intanto, mentre lassessore da i numeri, come prevedibile, anche le donne in gravidanza, a termine scaduto, hanno cominciato a pagare il ticket. Assesore, sveegliaaa!" (Silvio Viale) |
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Torino,
3 gennaio 2007
DIRIGENTI RADICALI PIEMONTESI IN SCIOPERO DELLA FAME PER LA MORATORIA SULLA PENA DI MORTE |
Boni
e Mellano: incredibile che sia necessaria unazione nonviolenta
di questa natura per costringere il Governo a rispettare i documenti approvati
a larghissima maggioranza dal Parlamento per due volte Il Deputato della Rosa nel Pugno Bruno Mellano, il Presdente e il tesoriere dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni e Carlo Donati, gli esponenti del Comitato nazionale di Radicali Italiani, Jolanda Casigliani e Nathalie Pisano, insieme ad altri militanti radicali piemontesi, hanno annunciato linizio di unazione nonviolenta di sciopero della fame per sostenere lobiettivo di una moratoria sulla pena di morte nel mondo e per spingere il Governo a rispettare - con atti concreti e immediati - il volere espresso dal Parlamento italiano. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno) e di Igor Boni (Presidente Associazione radicale A. Aglietta) Ancora una volta in questo Paese è stata necessaria unazione nonviolenta durissima di Marco Pannella per costringere il Governo a dire una parola nella direzione giusta sulla moratoria universale della pena di morte. Una parola che era peraltro dovuta e imposta dallimpegno ricevuto per due volte con il voto parlamentare. Ci aspettiamo da subito, ora, passi concreti che trasformino le dichiarazioni di intenti in azioni per giungere alla calendarizzazione allONU del voto della risoluzione sulla moratoria. Sarebbe un passaggio storico che ha le carte in regola, e i voti, per essere realizzato. Occorre coraggio ma, lo ripetiamo, occorre rispettare gli impegni. Sarebbe anche unoccasione per rendere meno brucianti gli errori strategici e politici che lItalia ha compiuto, non ascoltando le sollecitazioni sullesilio di Saddam prima e sul mancato e tempestivo intervento per salvare Saddam dal divenire ora un nuovo martire nel cui nome dare la morte ad altri." Boni |
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Torino,
3 gennaio 2007
TICKET VIALE (RNP) INSERITI SOLO PER FARE CASSA. LA MINISTRA CI RISPARMI INUTILI MORALISMI |
Silvio
Viale, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta e
membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, interviene
sulle dichiarazioni della ministra Livia Turco, accusandola di fare inutili
moralismi per giustificare un provvedimento istituito solo per fare cassa,
senza nemmeno sapere lentità delle esenzioni regionali. Silvio Viale ha dichiarato: I ticket al pronto soccorso sono stati introdotti solo per fare cassa. Il ministro farebbe meglio ad ammetterlo, risparmiandoci certi moralismi sul ricorso improprio al pronto soccorso. Altrimenti bovrebe introdurre dei provvedimenti per scoraggiare anche coloro che godono dellesenzione e che in alcune regioni rappresentano fino al 65% dei cittadini. Perché solo alcuni dovrebbero essere virtuosi, mentre altri possono intasare impropriamente il pronto soccorso? Se la ministra fosse in buona fede, verificherebbe la realtà regione per regione, cercando di capire chi effettivamente pagherà. Si tratta di scongiurare limpressione che non si voglia affatto ridurre gli accessi, ma solo far pagare tutti o, come in Piemonte, solo i ricchi con reddito familiare superiore ai 18.200 €. Basterebbe dire la verità. I cittadini sarebbero anche disposti a pagare un contributo per uno specifico servizio, una piccola tassa, ma la presa in giro no. Se la ministra volesse entrare davvero nel merito, dovrebbe sapere che non si ricorre al pronto soccorso sula base della patologia, ma per i sintomi. Sono i sintomi che determinano la ragionevolezza della preoccupazione del cittadino, non la patologia che solo il medico diagnosticherà. Chi va al pronto soccorso per un dolore al petto, solo dopo la visita scoprirà che non si trattava di un infarto, ma è difficile spiegargli che avrebbe dovuto aspettare il giorno dopo (o il lunedì successivo) per recarsi dal proprio medico di base. Anche perché, il virtuoso che avrà atteso il medico di base, in caso di infarto, sarà da questi rimproverato per non essersi rivolto tempestivamente alla guardia medica o al pronto soccorso. Nel merito, la ministra sa bene che si ricorre meno al pronto soccorso là dove i servizi territoriali (guardia medica, medici di base, consultori) funzionano coprendo bene le 24 ore e i giorni festivi. Nessuno ama le code dei nostri pronto soccorso! Nel merito, la ministra (anche come donna) dovrebbe sapere che in gravidanza ci si preoccupa di più e che medici di base e guardie mediche inviano prontamente dal ginecologo in ospedale. Nel merito la ministra sa che 25 €, dopo un primo effimero effetto iniziale, non ridurranno i passaggi al pronto soccorso di più di quando non facciano le code. Se davvero vuole far pagare luso improprio, faccia pagare solo coloro che, sulla base della sintomatologia, avrebbero potuto attendere i tempi dei servizi territoriali, responsabilizzando le regioni e le aziende sanitarie. Altrimenti, non può proprio arrabbiarsi se le si dice che ha solo messo una piccola tassa in più, per alcuni, per fare cassa (Silvio Viale) |
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| Agenzie
di stampa del 30 dicembre informano che lavvocato Giovanni Di Stefano
- membro del collegio di difesa di Saddam Hussein e già membro
del collegio di difesa di Slobodan Milosevic - ha dichiarato - dal suo
paese di origine, Petrella Tifernina (CB) - che: La sentenza eseguita oggi rappresenta per me il frutto di una associazione a delinquere a scopo di omicidio. L'associazione a delinquere e' costituita da Bush, Blair e Berlusconi. C'era gia' la pianificazione di una esecuzione con la mascherata di ipocrisia del tribunale di Bagdad che non ci ha dato nemmeno l'opportunita' di svolgere un processo giusto.Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani): Delle due luna: o il signor Giovanni Di Stefano è lunico cittadino italiano in grado di intendere e volere che gode del privilegio di accusare Berlusconi e altri di una precisa fattispecie di reato senza che sia chiamato a rispondere di tale impegnativa affermazione; oppure, esistendo in Italia lobbligatorietà dellazione penale, chi di dovere, in primo luogo la Procura della Repubblica di Campobasso, deve aprire un fascicolo sulle dichiarazioni rese in Molise dallavvocato Di Stefano. La stessa Procura di Campobasso mi rinviò a giudizio con laccusa di aver diffamato lavvocato Di Stefano nel mio libro sullaffaire Telekom Serbia; sono stato processato a Campobasso il 7 luglio 2005; su richiesta del mio legale, gli atti sono stato trasferiti a Roma, dove risulta risiedere il Di Stefano. Ricordo che nellaula del Tribunale di Campobasso vi era la scritta La legge è uguale per tutti; cè ancora o è stata tolta?. Manfredi |
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Torino
2 gennaio 2007
TICKET/PIEMONTE - VIALE (RNP) "PERCHE' L'ASSESSORE INVENTA I DATI?" |
Silvio Viale accusa l'assessorato di difondere dati inatendibili sulla questione dei ticket. Silvio Viale ha dichiarato: "Come può l'assessore fare un confronto tra il 1° gennaio del 2007 e il 1° gennaio del 2006? Tra il 2 gennaio 20067(fino alle ore 18) ed il 2 gennaio 2007? E' chiaro che sta contando balle. Perchè non diffonde anche i dati di confronto tra codici gialli, verdi e rossi? Oppure sui tempi di attesa in pronto soccorso? La questione sta diventando politica. Il puno non è tanto l'inverosimile dichiarazione che in un giorno, in piena confusione, i codici bianchi sarebbbero scesi tra il 10 ed il 20 %, quanto perchè un assessore si riduca ad inventarsi dei dati per giustificare la propria latitanza. Come dovrebbe sapere, in nessuna regione i ticket hanno ridotto l'accesso al PS. Così pure, è strano che Valpreda continui a ripetere che spetti ai medici attribuire la gravità e il grado di urgenza della prestazione, quando a lui si chiede di decidere se la donna in gravidanza deve pagare, o meno, il ticket. Come è accaduto per gli anziani: il medico decide il codice, ma è l'assessore che ha stabilito l'esenzione per gli over 65. Oppure per il reddito: il medico decide il codice, ma è l'assesore che ha deciso la soglia di 15.000 €. Se fosse coerente Valpreda dovrebbe spiegare perchè costoro possano invadere i proto soccorsi con un avalanga di codici bianchi (ambulatoriali). Mi sembra che il caso Valpreda stia diventando politico." | |
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Roma,
2 gennaio 2007
UCCISIONE SADDAM/MANFREDI (RADICALI): LAVVOCATO DI STEFANO HA ACCUSATO BERLUSCONI, BUSH E BLAIR DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. LA PROCURA DI CAMPOBASSO NON HA NULLA DA ECCEPIRE?. |
Agenzie
di stampa del 30 dicembre informano che lavvocato Giovanni Di Stefano
- membro del collegio di difesa di Saddam Hussein e già membro
del collegio di difesa di Slobodan Milosevic - ha dichiarato - dal suo
paese di origine, Petrella Tifernina (CB) - che: 'La sentenza eseguita oggi rappresenta per me il frutto di una associazione a delinquere a scopo di omicidio. L'associazione a delinquere e' costituita da Bush, Blair e Berlusconi. C'era gia' la pianificazione di una esecuzione con la mascherata di ipocrisia del tribunale di Bagdad che non ci ha dato nemmeno l'opportunita' di svolgere un processo giusto'. Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani): Delle due luna: o il signor Giovanni Di Stefano è lunico cittadino italiano in grado di intendere e volere che gode del privilegio di accusare Berlusconi e altri di una precisa fattispecie di reato senza che sia chiamato a rispondere di tale impegnativa affermazione; oppure, esistendo in Italia lobbligatorietà dellazione penale, chi di dovere, in primo luogo la Procura della Repubblica di Campobasso, deve aprire un fascicolo sulle dichiarazioni rese in Molise dallavvocato Di Stefano. La stessa Procura di Campobasso mi rinviò a giudizio con laccusa di aver diffamato lavvocato Di Stefano nel mio libro sullaffaire Telekom Serbia; sono stato processato a Campobasso il 7 luglio 2005; su richiesta del mio legale, gli atti sono stato trasferiti a Roma, dove risulta risiedere il Di Stefano. Ricordo che nellaula del Tribunale di Campobasso vi era la scritta La legge è uguale per tutti; cè ancora o è stata tolta?. |
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Torino,
2 gennaio 2006
TICKET/PIEMONTE VIALE (RNP) VALPREDA SMENTISCE SE STESSO. MA QUALE TIPO DI POLITICA PER LA FAMIGLIA PREVEDE I TICKET IN PRONTO SOCCORSO PER LA GRAVIDANZA? |
Silvio
Viale replica allassessore Valpreda, che si è dimenticato
con quale orgoglio la Regione Piemonte rivendicasse labolizione
dei ticket, e gli chiede se le donne in gravidanza devono pagare il ticket:
Sbaglio o fino a poco tempo fa, fino al 31 dicembre, lassessore Valpreda menava vanto dellabolizione dei ticket per il pronto soccorso? Era nel giusto o era in errore? A giudicare dal Valpreda di oggi, che cita pure studi estemporanei non neutrali, si può pensare che si trattasse di semplice demagogia. Forse lassesore non si è reso conto che molti cittadini pagheranno un ticket, che il centrosinistra piemontese ha sempre considerato inicuo. Pensare di cavarsela con una meccanica trasposizione delle esenzioni per le prestazioni ambulatoriali equivale a lavarsene le mani, come Ponzio Pilato. Credo che la Regione abbia lobbligo morale di decidere e di dare indicazioni agli operatori. Valpreda non può fare finta di non sapere che le donne in gravidanza (con reddito familiare superiore a 18.200 €) rischieranno di pagare il ticket. Quale donna in gravidanza, di fronte ad una perdita di sangue lieve, o ad un dolore moderato, o ad un altro qualsiasi sintomo preoccupante non tende a recarsi con sollecitudine allospedale? Non essendo prevista lesenzione per la gravidanza, in accordo con il protocollo in uso presso lOspedale S.Anna, perdite di sangue lievi, dolori moderati o termine scaduto dovrebbero pagare il ticket, esendo codici bianchi. Forse bisognerebbe considerare che, di fronte a questi sintomi, qualunque medico di base invierebbe la malcapitata allospedale o che i consultori sono aperti solo in orario dufficio e spesso solo per poche ore, e non tutti i giorni. Sono certo che i medici, in questi casi, sapranno giustificare opportuni codici verdi, ma mi pare più giusto che sia la regione a fare chiarezza. Mi chiedo, in nome di quale tipo di politica per la famiglia si ritenga che le gravidanze debbano pagare il ticket in proto soccorso? E troppo chiedere che lassessore rifletta prima di aprire bocca? (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
1 gennaio 2007
TICKET VIALE (RNP) ESORDIO NELLA CONFUSIONE. REGIONI LATITANTI. PAGANO ANCHE LE GRAVIDANZE. EVITARE TENTAZIONI PUNITIVE. |
Appello
ai medici Abbondate con i codici verdi Silvio Viale, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, denuncia lassenza di direttive chiare da parte delle regioni sulla quota fissa di 25 € da pagare per le prestazioni di Pronto Soccorso non urgenti, i cosiddetti codici bianchi. Silvio Viale ha diffuso la seguente dichiarazione: Capodanno con ticket ed esordio nella confusione. In assenza di regole precise domina la discrezionalità e quasi nessuno, nemmeno gli operatori, sembrano essere informati. In aggiunta, la sovrapposizione di norme regionali accresce la discrezionalità del medico di turno. Linvito è che i medici siano comprensivi ed abbondino con i codici verdi, evitando tentazioni punitive. Difficile che a capodanno, dopo tre giorni di festa, qualcuno vada a fare la coda al pronto soccorso senza un ragionevole motivo. Lauspicio, però, è che le regioni latitanti decodifichino domani quello che avrebbero dovuto chiarire entro oggi. La finanziaria prevede infatti una quota fissa di 25 €, non prevede ticket aggiuntivi per altre prestazioni, ma fa salve le disposizioni dalle regioni che pongono a carico degli assistiti oneri piu` elevati. Le uniche eesenzioni previste dalla finanziaria sono i traumatismi, gli avvelenamenti e gli assistiti di età inferiore ai 14 anni. Non sono previste esenzioni per reddito. Ne consegue che, in assenza di specifiche norme regionali, anziani, redditi familiari bassi e donne in gravidanza dovranno pagare il ticket se il medico, nella sua discrezionalità, dovesse attribuire un codice bianco. La Regione Piemonte, per fare un esempio, ha sbrigativamente ricordato che lesenzione vale per la casistica già attualmente normata, la quale include gli anziani over 65, i redditi familiari inferiori a 15.000 € (18.200 € con coniuge a carico), ma non le donne in gravidanza. Per la gravidanza, non essendo sufficiente il vecchio decreto Bindi del 1998, sarebbe opportuno un chiarimento, non potendo affidarsi alla benevolenza umorale del medico di turno. Un altro aspetto che riguarda le donne è quello della contraccezione di emergenza, la cosiddetta pillola del giorno dopo, che dovrebbe essere considerato codice verde, essendo importante assumerla entro 12-24 ore per ottenere la maggiore efficacia contraccettiva. Il pericolo è che medici presuntuosi ed ignoranti attribuiscano un codice bianco per mortivi ideologici, aumentando così il rischio di una gravidanza indesiderata. Questo non dovrebbe accadere in Piemonte, poiché una circolare dellassessore DAmbrosio aveva già abolito il ticket (quandera in vigore) durante le ore di chiusura di consultori e studi dei medici di base. Mi aspetto, quindi, che le regioni intervengano prontamente per definire tutti gli aspetti critici, tenendo presente che spesso il ricorso al pronto soccorso sopperisce limpossibilità di ricorrere ai servizi sanitari nei limiti degli orari di apertura. (Silvio Viale 339.3257406) |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |