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| "I
consiglieri regionali radicali hanno votato a favore del documento con
il quale la Regione Piemonte ha aderito alla manifestazione di questa
sera. Non è stata una decisione facile e scontata e non si è
trattato di un generico atto di cortesia, ma del riconoscimento politico
che nel documento dei Sindaci europei a sostegno del quale la manifestazione
di questa sera a Torino è stata indetta - è espresso un
pacifismo diverso da quello dei senza se e senza ma. Questa sera, viceversa, sarà molto ben rappresentato quello schieramento di forze politiche ed associative che intende la lotta per la pace come uno strumento di guerra agli Usa. Noi vogliamo ricordare a tutti che se fosse vincente nel mondo occidentale un pacifismo senza se e senza ma non vi sarebbe più alcun argine o alternativa politica allo scatenarsi della guerra. Occorre chiedersi chi oggi, tra quelli che parteciperanno alla fiaccolata, sfilerebbe ancora orgogliosamente contro l'attacco della Nato a Milosevic, come fece, a Torino e non solo, il 1° maggio 1999. Come occorre chiedersi quale pacifismo si sia occupato dieci anni fa delle stragi serbe in Bosnia e delle stragi tribali in Ruanda, quale pacifismo si occupi oggi delle stragi russe in Cecenia o delle stragi dei cristiani in Sudan; tutti zitti solo perché non ci sono gli AmeriKani? Poiché siamo convinti che si possa e si debba ancora evitare la guerra, noi facciamo appello a tutti i partecipanti alla manifestazione di questa sera affinché levino alto il grido Via Saddam e democrazia in Irak senza se e senza ma. Domani discuteremo di tutto questo in Consiglio Regionale (via Alfieri n. 15, ore 11:00), assieme a molti dei parlamentari, dei consiglieri, dei sindaci, dei cittadini che hanno sottoscritto la proposta politica di Marco Pannella. Non sarà uniniziativa alternativa alla manifestazione di questa sera, ma solo a quella parte (ci auguriamo minoritaria) che sacrifica sempre e comunque la democrazia sull'altare del pacifismo.". Viale (348/5335310) - Palma (348/5335301) |
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Torino,
27 febbraio 2003
FILADELFIA: IL CORAGGIO DI CHIAMPARINO, UN ESEMPIO PER CASTELLANI. TARGHE ALTERNE: CONSIGLIERI DISTRATTI, PIGRI E PREVENUTI. |
Silvio
Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, interviene
per ringraziare pubblicamente Sergio Chiamparino per quanto dichiarato
oggi in un intervista pubblicata da un quotidiano torinese. FILADELFIA "Ammettere di avere sbagliato, o di essere stati ingannati dalle circostanze, o da chi sulla materia ne sapeva molto di più, è certamente una virtù da apprezzare. Fa parte dello stile di una persona e ne sottolinea l'indipendenza. E' maggiormente da apprezzare perché giunge in modo inatteso ed isolato, nonostante tutti i protagonisti di allora abbiano assistito al fallimento delle proprie proposte." "Sostenevo due anni fa che Iuve e Toro dovessero avere uno stadio di proprietà ciascuno, che la soluzione migliore per il Toro fosse il Comunale, anche in chiave olimpica, e che sul Campo Filadelfia dovesse sorgere un centro granata. Avremmo così avuto una zona nord della città, attorno a Delle Alpi, della Juve ed una zona sud, tra il Comunale ed il Filadelfia, del Toro, la Città del Toro." "E' con una punta di orgoglio, quello di chi subì l'isolamento di tutte le forze politiche, la chiamata a raccolta di tutte le tifoserie, il corteo del 4 maggio e le minacce, elettorali e non, di allora, che oggi vedo realizzarsi quello che all'epoca sostenevo. Tutto ciò è avvenuto senza di me, anche se ancora oggi incontro persone sconosciute, male informate, che mi insultano, mentre forse dovrebbero ringraziarmi per avere bloccato quella delibera." "Per il resto condivido tutto il ragionamento odierno del sindaco sulla violenza e voglio sottolineare come Torino sia la prima grande Città che abbia trovato una soluzione agli stadi delle Società di calcio, senza baracconi sul groppone dei cittadini." TARGHE ALTERNE "Non posso, però, non fare un commento sull'audizione di ieri in Commissione ambiente. Sembrano due vicende diverse, ma in realtà sono strettamente collegate. Anche sulle targhe alterne, che alcuni consiglieri hanno prontamente applicato abbandonando la seduta subito dopo la sua apertura, vi è la non volontà di discutere nel merito, esattamente come due anni fa sul Filadelfia." "Questa volta sono però loro ad essere isolati, man mano che l'informazione viene diffusa. Ieri ho visto molti consiglieri distratti, pigri e prevenuti, pronti solo a polemizzare su aspetti marginali per astratte difese d'ufficio. Mi sarei ,viceversa, atteso un po' di stupore per la mole di dati, tabelle e grafici (trenta diapositive) che non conoscevano, e l'espressione di giudizi e tesi diverse, anche feroci, dopo un'analisi approfondita. Mi sarei atteso domande sulle elaborazioni e le stime proposte, sulle fonti scientifiche di quanto affermato, e un po' più di prudenza visto che parlavo, ostentando una certa sicurezza, di cose nuove e anche complicate. Insomma, temevo di trovarmi di fronte a persone competenti, che potessero mettermi in difficoltà, mentre invece ho subito letto nei loro occhi, nella loro ostentata e compiaciuta ignoranza, che avevo ragione. Ovviamente non mi riferisco a tutti e sono convinto che molti, a cominciare dal presidente Crosetto, leggeranno il Dossier, anche solo per curiosità. Come sono convinto che lo leggerà anche il Sindaco, il quale potrebbe finalmente aprire quel dibattito in città, che l'assessore Ortolano si ostina ad evitare." "Il 7 marzo saremo davanti alla Commissione ambiente della Regione, ove speriamo di trovare una maggiore disponibilità a capire." Silvio Viale (tel. 339.3257406/348.5335310) |
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Torino
26 febbraio 2003
AUDIZIONE IN COMMISSIONE AMBIENTE DEL COMUNE "SE FOSSIMO A MILANO DOMANI BLOCCO TOTALE DELLA CIRCOLAZIONE" "PROVVEDIMENTO SIMBOLICO ED EDUCATIVO ? CHE ALLORA SI EDUCHINO PIU' CITTADINI CON LE TARGHE ALTERNE SU TRE GIORNI PER LETTERA E NON PER NUMERO" |
Silvio
Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, accompagnato
da Davide Argento, membro della segreteria, ha analizzato i dati sulle
targhe alterne e chiesto spiegazioni all'assessore e ai consiglieri comunali: "I dati dimostrano che le targhe alterne non portano ad alcun miglioramento dello PM10 e dello stato di salute." "Non vi è alcuna emergenza smog, anzi i livelli del PM10 sono nettamente inferiori a quelli di 10 o 20 anni fa e sfido l'assessore e la Legambiente, che venerdì arriverà con il rituale treno verde, a smentirmi. Una riduzione episodica del PM10 del 5% non è meglio che niente, è proprio niente, senza se e senza ma. E' solo acqua fresca. E' come se un fumatore fumasse 19 sigarette, invece che 20, due volte alla settimana; non sarebbe meglio che niente, sarebbe sempre niente, anche se quel giorno fuma il 5% in meno." "L'assessore ha risposto, dicendo che è pronto l'ennesimo protocollo di intesa con tutte le associazioni di categoria, ambientaliste e quant'altro. Non ha però replicato su quali siano stati i vantaggi sanitari della precedente intesa." "Alcuni consiglieri, tra i quali il presidente Crosetto, Altamura, Altea e Airola hanno apprezzato l'esposizione dei dati, facendo notare che era la prima volta che questo accadeva e che avrebbe dovuto farlo l'assessore. Gallo ha difeso le targhe alterne per il loro valore educativo e perché altrimenti sarebbe peggio. Provera ha difeso il loro valenza simbolica. Ferragatta ha parlato di risultati positivi." "Viale ha replicato che, visto che non vi è alcun effetto positivo sulla salute, ma solo una riduzione del traffico di punta. Se però si è proprio convinti del loro valore simbolico ed educativo, che almeno le si estenda ad un numero maggiore di automobilisti, sulla base di un principio di equità. Il blocco può avvenire su 3 giorni (martedì, mercoledì e giovedì) sulla base dell'ultima lettera della targa (A-H, I-Q e P-Z), lieve minore riduzione sul singolo giorno, ma potenziali vantaggi per tre giorni. Sembra però che la tanto sbandierata emergenza svanisca, quando si tratta di coinvolgere più gente, preferendo tartassare il solito 35% degli automobilisti con una sola automobile, con buona sensibilità finta ecologista degli altri" "Infine Viale e Argento hanno fatto presente all'incredulo e stupito assessore che, se fossimo a Milano domani scatterebbe il blocco totale, perché è da 9 giorni che si supera i limite di 75 mcg/mc." "I radicali hanno deciso che si rivolgeranno direttamente a Chiamparino, constatata la plateale sordità di una parte dei consiglieri di maggioranza, per cercare un po' di coraggiosa razionalità ed un po' di buon senso, magari equo e solidale." Per informazioni Silvio Viale (339.3257406/348.5335310) |
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IRAK
LIBERO
RACCOLTA FIRME MERCOLEDI 26 FEBBRAIO 2003 A CUNEO In corso Nizza di fronte alla B.N.L. dalle 15 alle 19 |
LAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta di Torino e gli esponenti locali del Partito
Radicale Transnazionale organizzano un tavolo di iniziativa politica.
Sarà possibile raccogliere materiale informativo ( libri e dossier
su carcere, RU 486, antiproibizionismo, ricerca scientifica) ed
aderire allappello IRAK LIBERO lanciato da Marco Pannella.
Pizzini
Gianni della segreteria dell'Associazione Adelaide Aglietta |
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Bruxelles,
24 febbraio 2003
SESELJ ALL'AJA. "UNA BUONA NOTIZIA PER IL FUTURO DELLA SERBIA, PER IL TRIBUNALE INTERNAZIONALE SULL'EX-JUGOSLAVIA. ANCHE PER LA COMMISSIONE PARLAMENTARE SU TELEKOM SERBIA ?" |
Vojislav
Seselj, leader del Partito radicale serbo, si è consegnato oggi
al Tribunale penale internazionale (TPI) dell'Aja; lo scorso 14 febbraio
il TPI aveva reso noto l'atto d'incriminazione per "persecuzioni,
stermini, omicidi, torture, atti inumani e trasferimenti forzati di popolazioni"
commessi dalle bande paramilitari serbe di Seselj in Croazia, Bosnia Erzegovina
e Vojvodina. Dichiarazione di Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale Transnazionale e deputato europeo: "Da dieci anni, il PRT documenta e denuncia le attività criminali del signor Seselj, chiedendone l'incriminazione e l'arresto da parte del TPI. Questo è quindi un gran giorno, innanzitutto, per la Serbia; Seselj non potrà più inquinare con il suo populismo xenofobo e razzista la vita politica serba, ottenendo successi elettorali non tollerabili per un Paese che voglia lasciarsi alle spalle la pesan te eredità del regime di Milosevic e guardare all'Europa, come approdo storico e come obiettivo politico. E' anche un gran giorno per l'attività del TPI; la consegna di Seselj e, un mese fa, di Milutinovic (ex-ministro degli Esteri serbo, braccio destro di Milosevic)rilanciano il lavoro degli investigatori dell'Aja e rendono sempre più improcastinabile l'arresto di Radovan Karadzic e Ratko Mladic. Vorremmo anche che potesse essere utile al lavoro della Procura della Repubblica di Torino e della Commissione Parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia. In effetti il 24 marzo 1998 Seselj fu nominato da Milosevic vicepremier della Serbia e uomini del suo partito ebbero alcuni ministeri, fra cui quello delle Telecomunicazioni. Il ministro degli Esteri Lamberto Dini, intervenendo alla Camera dei Deputati il 28 febbraio 2001, affermò che "l'azionista italiano, a differenza di quello greco, fu determinante nell'impedire che alla presidenza e nel CDA di Telekom Serbia vi fossero uomini del partito di Seselj". E' stra no: il governo Prodi aff erma infatti di non essere stato minimamente informato sull'affaire Telekom Serbia del giugno 1997, però lo stesso governo è informato nei minimi dettagli sul tentativo di scalata all'azienda da parte degli uomini di Seselj, avvenuto solo un anno dopo l'entrata dell'azionista italiano in TS. ".N.B. La registrazione dell'intervento di Lamberto Dini citato è disponibile su www.radioradicale.it (parola chiave "Telekom Serbia"). www.radicalparty.org Olivier Dupuis Member of the European Parliament |
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SABATO
1° MARZO '03
Ore 11, Sala Viglione Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri 15) INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA: " IRAK: NON C'E' PACE SENZA DEMOCRAZIA" con: OLIVIER DUPUIS, segretario del Partito Radicale Transnazionale, deputato europeo CARMELO PALMA e BRUNO MELLANO, consiglieri regionali radicali del Piemonte |
Oltre
18.000 cittadini di 134 nazioni, 275 parlamentari italiani, 5 senatori
a vita, 11 presidenti di regione, 161 sindaci, centinaia di rappresentanti
del mondo della cultura, del diritto, della politica, hanno firmato la
proposta "I-rak li-be-ro" lanciata da Marco Pannella, per l'esilio
di Saddam Hussein e la rapida transizione democratica del regime irakeno,
attraverso un'amministrazione temporanea controllata, sotto l'egida delle
Nazioni Unite. "I-rak li-be-ro, pace e democrazia per gli irakeni": non è un semplice slogan, è un progetto ambizioso di politica internazionale. A questo punto, proprio per evitare un intervento militare avventato, doloroso e dagli esiti politici incerti, è necessario costruire una alternativa politica ad un pacifismo miope ed oltranzista, che non prospetta altro scenario se non la conservazione dell'attuale status quo, e quindi dello "stato di guerra criminale" a cui da decenni il regime di Saddam Hussein condanna il proprio paese e l'intero medioriente. Anche in ambito piemontese abbiamo raccolto adesioni significative, qualitativamente e quantitativamente, all'Appello "I-rak Li-be-ro", che è stato sinora sottoscritto dal presidente della Regione Ghigo, dal sindaco di Torino Chiamparino, da altri 52 sindaci piemontesi, da 24 consiglieri regionali e da 23 parlamentari piemontesi. Nei giorni scorsi, i consiglieri regionali radicali hanno presentato una mozione che recepisce i contenuti dell'Appello, su cui il Consiglio Regionale dovrebbe pronunciarsi all'inizio della prossima settimana. Di tutto questo parleremo sabato 1° marzo, a Torino, con Olivier Dupuis. Speriamo di poterti incontrare in quella occasione. Intanto, da subito, ti invitiamo ad attivarti per accrescere il numero delle adesioni all'Appello sul sito www.radicalparty.org . Per informazioni: 011/5757401 |
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Torino,
24 febbraio 2001
FILADELFIA: ADESSO FUORI LA VERITA' A DUE ANNI DAI 540 EMENDAMENTI CHE IL 28 MARZO 2001 BLOCCARONO TEMPORANEAMENTE LA DELIBERA SUL NUOVO FILADELFIA SILVIO VIALE SI RIVOLGE AL CONSIGLIO COMUNALE |
"Avevo
preparato questo volantino nei giorni scorsi per distribuirlo oggi al
Consiglio Comunale, ma i fatti di sabato al Delle Alpi consigliano di
evitare di fornire inutili pretesti ad acritici paladini della causa granata.
Nondimeno, farei un torto al dibattito che si è aperto su quegli
episodi di violenza, se proprio oggi mi autocensurassi sulla vicenda del
Campo Filadelfia. E' una lezione da non dimenticare. Due anni fa tutte
le forze politiche, con la nostra unica eccezione, cedevano alle pressioni
della parte più attiva della tifoseria, promettendo di fare "subito"
quello che dopo due mesi seppellirono per sempre. Ricordo come molti "insospettabili"
finirono per legittimare ed incoraggiare le reazioni più irrazionali
ed incontrollate della tifoseria. Diego Novelli parlò di "consigliere
disturbato" e di "offesa alle istituzioni democratiche",
solo perché esercitai con coraggio le mie prerogative istituzionali
ed osai oppormi ad un p rogetto da lui sostenuto Valentino Castellani,
più esplicito, sentenziò "prendetevela con Viale".
Dietro i fatti di violenza di questi giorni vi è anche quel tipo
di ammiccamento e di giustificazionismo del mondo politico, che non ha
il coraggio di fare valere gli interessi della Città, se non a
partire dai propri. Due anni fa, in questa città, ogni dissidenza
su quella delibera fu ridotta al silenzio da un unanimismo ipocrita ed
elettorale. I fatti mi hanno dato ragione e le decisioni sugli stadi sono
andate nella direzione da me auspicate nella lettera che rivolsi allora,
il 4 aprile, ai tifosi ed ai dirigenti granata: due squadre, due stadi,
la Juve al Delle Alpi, il Torino al Comunale e la memoria del Torino al
Filadelfia, per creare in quella zona la Città del Toro. Non sta
a me stabilire le contropartite economiche, che devono vedere uguali "favori"
alle due società, discuterle ed approvarle. Sta a me, invece, ricordare
la vergogna di allora, quando politici senza scrupoli accarezzarono i
tifosi per t utta la campagna eletto rale, per voltargli le spalle il
mese dopo. Molte cose rimangono ancora da chiarire su quello che era venduto
come il miglior progetto al mondo e che due mesi dopo, gli stessi, potendo
decidere come volevano, hanno affossato. E' ora che si faccia luce su
tutta quella vicenda e che il mondo politico recuperi la sua autonomia,
in nome della città, nei confronti dei legittimi interessi commerciali
di quelle società private che sono le squadre di calcio, per le
quali i tifosi sono solo una variabile sulla quale fare leva, al momento
buono. Castellani e Novelli, nulla da dichiarare?" Silvio Viale VOLANTINO.doc |
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Torino,
21 febbraio 2003
"IRAK LIBERO, ESILIO PER SADDAM": DOMANI A TORINO, IVREA E GIAVENO TAVOLI DI RACCOLTA FIRME SULL'APPELLO LANCIATO DA MARCO PANNELLA. I CONSIGLIERI REGIONALI ANGELO BURZI E CRISTIANO BUSSOLA (FORZA ITALIA) SI SONO ISCRITTI AL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE. |
A
Torino il tavolo radicale sarà piazzato in Piazza San Carlo (portici
fronte San Paolo), dalle 10:00 alle 12:30. A Ivrea, i radicali saranno in Via Palestro, dalle 10:00 alle 13:00; a Giaveno, al mercato di Piazza San Lorenzo, dalle 8:30 alle 13:00 (a Giaveno parteciperà al tavolo l'Associazione d'ispirazione cattolica "Puzzle-Richiami fluidi"). Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato: "L'altro ieri, la Camera dei Deputati ha approvato a stragrande maggioranza una mozione che impegna il governo ad attivarsi presso la comunità internazionale per raggiungere l'obiettivo dell'esilio di Saddam Hussein. E' solo l'ultimo significativo riscontro per una proposta (al dittatore deve subentrare un'Amministrazione fiduciaria internazionale che prepari libere elezioni), lanciata da Marco Pannella un mese fa, che ha unito finora 17.656 cittadini di 134 Paesi, 275 parlamentari italiani (141 del centro-destra, 129 del centro-sinistra, 5 senatori a vita), 11 Presidenti di Regione (fra cui Enzo Ghigo), 161 sindaci (di cui 55 piemontesi, Sergio Chiamparino compreso), personalità della cultura (da Rita Levi Montalcini a Adriano Sofri); tutti consapevoli che occorre creare un'alternativa politica sia ad un intervento militare rischioso e comunque portatore di morte e sofferenze sia a un pacifismo miope e oltranzista che fa solam ente il gioco di Saddam. Una simile proposta non può rimanere rinchiusa nei palazzi e fra gli addetti ai lavori; deve trovare sempre nuove adesioni fra i cittadini; per questo, da domani, i radicali saranno nuovamente in strada.". Oggi, il consigliere regionale radicale Carmelo Palma ha raccolto le iscrizioni al Partito Radicale transnazionale (e transpartitico) dei consiglieri regionali di Forza Italia Cristiano Bussola (vice-capogruppo) e Angelo Burzi; tali iscrizioni si aggiungono a quella di Giampiero Leo (assessore regionale alla Cultura, FI). Igor Boni (348/5335309) I cittadini possono sottoscrivere direttamente l'Appello "Irak libero" su www.radicalparty.org |
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Roma,
20 febbraio 2003
TELEKOM SERBIA/OGGI AD AMSTERDAM TELECOM ITALIA CHIUDE L'AVVENTURA SERBA DUE ANNI FA LA PROCURA DI TORINO APRIVA LE INDAGINI SU TS DELLA VEDOVA E MANFREDI (RADICALI): "MESI FA LA PROCURA DI BELGRADO HA SENTITO I MINISTRI SERBI COINVOLTI NELL'AFFAIRE; PERCHE' LA PROCURA DI TORINO NON FA ALTRETTANTO CON I MINISTRI ITALIANI?". |
Il
closing della vendita del 29% di azioni detenute da Telecom Italia a PTT
Srbija (le Poste serbe) era previsto per aprile; è stato, quindi,
anticipato di due mesi. Nel maggio 2002, presso il primo tribunale circondariale di Belgrado, su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, si svolsero le audizioni sia dei dirigenti delle PTT serbe sia dei ministri serbi coinvolti, nel 1997, nelle trattative dell'affaire TS. Furono sentiti, tra gli altri: Milan Beko (all'epoca ministro delle privatizzazioni, poi direttore generale della Zastava, azienda partecipata dall'IVECO, fino alla caduta di Milosevic); Milan Milutinovic (all'epoca ministro degli esteri, incriminato assieme a Milosevic per crimini di guerra, recentemente consegnatosi spontaneamente al tribunale dell'Aja); Nikola Sainovic (all'epoca vice-premier jugoslavo, incriminato assieme a Milosevic per crimini di guerra). Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?") hanno dichiarato: "Esattamente due anni fa, la Procura della Repubblica di Torino, avendo letto lo "scoop a scoppio ritardato" de "La Repubblica" sull'affaire Telekom Serbia, apriva il fascicolo 721/01, ipotizzando il reato di "false comunicazioni ed illegale ripartizione di utili o di acconti su dividendi" a carico degli amministratori Telecom nel 1997. Del lavoro svolto dal Dr. Tinti e colleghi in questi due anni l'opinione pubblica sa poco o nulla; sappiamo che la Procura di Torino ha richiesto ed ottenuto che gli inquirenti serbi interrogassero, dieci mesi fa, gli esponenti belgradesi coinvolti nella vicenda, ex-ministri compresi. Chiediamo: quando la Procura di Torino sentirà i ministri italiani dell'epoca? Non ci siamo limitati a fare domande; nel novembre scorso, quando siamo stati auditi a Torino, abbiamo consegnato al Dr. Tinti formale richiesta affinchè la Procura sentisse "nelle dovute forme e con il rispetto delle garanzie istituzionali" : Carlo Azeglio Ciampi (all'epoca di fatti ministro del Tesoro e, in tale veste, controllore di Telecom Italia, non ancora privatizzata); Romano Prodi (all'epoca dei fatti presidente del Consiglio); Lamberto Dini (nel 1997 ministro degli esteri); Piero Fassino (allora sottosegretario agli esteri con delega ai Balcani); Mario Draghi (allora direttore generale del ministero del Tesoro); Enrico Micheli (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio). Come abbiamo comunicato durante la nostra recente audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta, non ci risulta che queste persone (che, a nostro parere, hanno tutto l'interesse a chiarire la loro posizione una volta per tutte) siano state sentite; la solerzia dimostrata dagli inquirenti torinesi nell'acquisire le testimonianze dei politici serbi è dovuta unicamente al fatto che questi sono ormai senza potere?". Della Vedova (335/6034832) Manfredi (348/5335305) Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è disponibile sul sito www.stampalternativa.it |
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Torino,
19 febbraio 2003
TARGHE ALTERNE PM10 IN VACANZA PERCHE GLI AMBIENTALISTI CONTANO FROTTOLE? FERRO E ORTOLANO HANNO FALLITO |
Silvio
Viale, Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, replica
agli ambientalisti, chiedendosi perché contino così tante
frottole, e chiede a Ferro ed Ortolano di assumersi le responsabilità
del loro fallimineto: Qualunque sarà il valore del PM10 oggi, sia quello immediato del sistema Teon (che sottostima del 20-50%) o sia quello definitivo del sistema gravimetrico, esso sarà certamente maggiore di quello che avremmo avuto senza le auto pari, non solo del 10 % di mancata riduzione, ma incrementato di un ulteriore 20%. Anche se nessuno può prevederne il valore, considerata lestrema preponderanza di altri fattori. Potrebbe essere anche un valore più basso della madia, ma la cosa certa è che oggi la tanto sandierata tutela della salute è andata in vacanza. Cioè oggi non si teme il PM10. Credo sia giunta lora di smetterla di raccontare balle e di chiedersi perché certi ambientalisti preferiscano contare frottole, piuttosto di spiegare semplicemente la realtà? Se lobiettivo è quello di tutelare la salute pubblica dal PM10 (ma anche dal PM5 e dal PM2,5), le targhe alterne sono irrilevanti. Lo ha capito bene Chiamparino, che le ha prontamente sospese alla prima occasione, e persino Legambiente, nel protestare, parla di scarsissimi risultati. Legambiente dovrebbe, però, smettere di contare frottole, ammettere che non è vero che le micropolveri siano aumentate ed evitare allarmismi ingiustificati, che finiscono per essere controproducenti per la causa ambientale. Mi chiedo, come sia potuto accadere che le targhe alterne siano diventate un postulato ideologico, visto che è come se un fumatore di 20 sigarette al dì, ne fumasse 19 due volte alla settimana. Chi avrebbe il coraggio di parlare di benefici, anche se in un anno sarebbero 104 sigarette in meno? Nessuno, perché se ne fumerebbero sempre 7000 in un anno. Io sfido la Legambiente a quantificare limpatto reale dellinquinamento attuale sulla salute dei torinesi, quello di 10 anni fa (che era maggiore) e quello di venti anni fa (ulteriormente maggiore). Potrebbe cominciare a quantificare il vantaggio per la salute delle targhe alterne dello scorso anno, che Legambiente e Palazzo Civico sembrano avere completamente dimenticato. Noi, da ambientalisti, non neghiamo il problema, ma contestiamo il cerchiobottismo di soluzioni politiche inutili e controproducenti. Ad oggi, il limite giornaliero di 50 mcg/mc è stato superato 40 volte (su 50 giorni) e quello di tolleranza per il 2003, di 60 mcg/mc, 38 volte (su 50 giorni), mentre è noto a tutti che non si dovrebbe superare tale limite più di 35 volte in un anno. Se gli assessori Ortolano e Ferro fossero coerenti, dovrebbero ammettere di avere fallito. Lunico vantaggio apprezzabile delle targhe alterne (ottenuto sui sacrifici di chi ha una sola auto), è quello di fluidificare il traffico del 20%. E un risultato importante di viabilità, che però centra poco con lemergenza smog. Limportante è non fare confusione, come invece sembra fare la Legambiente quando si riferisce al ticket londinese di 8 €; non è una misura contro linquinamento, ma di pura viabilità per ridurre il numero di auto, una sorta di legge di mercato. Se Londra è un esempio, quando la Legambiente comincerà a parlare di seconda linea di metropolitana a Torino? Noi, ambientalisti tolleranti, siamo pronti ad un pubblico confronto. Silvio Viale (339.3257406/348.5335310) |
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Torino,
17 febbraio 2003
TARGHE ALTERNE MERCOLEDI? E LA PROVA DEL NOVE CHE NON SERVONO E CHE LO SANNO ANCHE LORO SI CHIEDA SCUSA AI TORINESI |
Silvio
Viale, Presidente dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta,
che nei giorni scorsi aveva presentato un dossier Acqua fresca
sullinutilità delle targhe alterne, è intervenuto
per sottolineare la clamorosa gaffe di Palazzo Civico, che ha revocato
le targhe alterne per uno sciopero: |
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Roma,
10 febbraio 2003
TELEKOM SERBIA/RADICALI: "SORPRESA! IL PILOTA POI DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE ESISTE VERAMENTE. LA COMMISSIONE PARLAMENTARE CONVOCHI SUBITO L'ON. LA STARZA E IL SIGNOR GIOVANNI DI STEFANO.". |
Il
25 giugno 2002 Radio Radicale intervistò il signor Giovanni Di
Stefano (per otto anni amico e socio d'affari del sedicente "comandante
Arkan", responsabile di crimini di guerra in Croazia e Bosnia, ucciso
a Belgrado il 15/01/2000) sull'affaire Telekom Serbia. Fra l'altro Di
Stefano dichiarò: "
Anche un deputato di AN era molto
vicino a questa faccenda qui, e contribuì alla stipula di un contratto
favorevole
un deputato che all'epoca dei fatti era pilota e che
ha trasportato la delegazione Telekom-Serbia
e solo successivamente
è stato eletto alla Camera dei Deputati
" . Le affermazioni di Di Stefano caddero nel vuoto. Già il 7 marzo 2001 i radicali avevano chiesto alla Procura della Repubblica di Torino di acquisire informazioni sul Di Stefano; poi, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha inserito nel suo libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" gli interventi fatti da Di Stefano sull'argomento, ha inviato copia del libro agli inquirenti torinesi e quando è stato finalmente audito dal Sostituto Procuratore Bruno Tinti, il 27 novembre 2002, ha chiesto alla Procura di Torino di sentire il Di Stefano. Mercoledì 5 febbraio 2003, Giulio Manfredi e l'europarlamentare radicale Benedetto Della Vedova hanno consegnato alla Commissione parlamentare d'inchiesta su TS, fra l'altro, anche un dossier su "Giovanni Di Stefano"; nel corso dell'audizione, Manfredi ha citato l'intervista a Radio Radicale ed è stato interrotto dal presidente della Commissione, on. Trantino, che ha informato i presenti e l'opinione pubblica che "il deputato di AN è l'onorevole La Starza, il quale ci ha inviato una lettera in cui afferma di essere a disposizione, ove la Commissione ritenesse opportuno sentirlo ". Infine, domenica 9 febbraio 2003, "Il Giornale" ha informato i lettori dell'esistenza della società "Noman srl" , diretta dall'ex pilota Giulio Antonio La Starza, poi divenuto deputato di AN, e ha fornito l'elenco dei 19 voli Roma-Belgrado effettuati dalla società stessa (1 nel 1995, 18 nel 1997). Manfredi e Della Vedova hanno dichiarato: "Alla luce di quanto emerso, seppur con un ritardo di otto mesi, diventa necessario ed urgente che la Commissione parlamentare audisca sia l'on. La Starza sia il signor Di Stefano. Se fossimo commissari vorremmo fare all'On. La Starza anche questa piccola domanda: come è stato possibile effettuare un volo Roma-Belgrado il 14 febbraio 1995 se allora esisteva un embargo ONU alla Serbia che comprendeva anche il traffico aereo internazionale?". N.B. L'intervista di Radio Radicale al signor Di Stefano e altra copiosa documentazione sull'affaire Telekom Serbia è disponibile sul sito www.radioradicale.it (parola chiave per la ricerca nel sito "Telekom Serbia"). Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è disponibile sul sito www.stampalternativa.it Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
9 febbraio 2003
ADOLESCENTI DI RIVOLI: La 194 violata sin dallinizio Ma ora è moralmente prioritario tutelare la minore Della ragazza si occupi unaltra azienda sanitaria |
Silvio
Viale, presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, interviene
per sottolineare alcuni aspetti della vicenda dei due adolescenti di Rivoli
e per ricordare quanto prescritto dallart. 21 della legge 194 sulla
tutela dellidentità della donna che chiede lIVG: E sconcertante come il Sindaco di Rivoli, il Direttore generale dellAzienda sanitaria e vari dirigenti si affrettino a professare superficiali difese dufficio. Toccherà ai medici ed agli operatori difendere, nella sede opportuna, i propri atti, come si tratterà di valutare se si sia trattato di valutazioni proprie o di applicazioni di disposizioni o di indirizzi di superiori. Di certo cè che, da quanto riportano i giornali, la vicenda è stata viziata sin dallinizio, almeno su un punto. Infatti lart. 5 della legge 194 dice che il consultorio e la struttura socio-sanitaria hanno il compito in ogni caso di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come il padre del concepito, le possibili soluzioni . Senza considerare che sembra che si sia andati oltre il termine dei sette giorni, per presentare il caso al giudice tutelare. Non è poi vero che la legge imponga in modo assoluto di avvertire i genitori, e soprattutto in nessun punto impone di scavalcare la volontà contraria della ragazza, che, se non si riesce a superare, costituisce di norma un serio motivo di potenziale rischio per la sua salute fisica e psichica. Oggi, però, anche in relazione alla cerimonia funebre di domani, è necessario tutelare la ragazza dallulteriore divulgazione della sua identità, come espressamente previsto dallart 21 della 194. Bisogna soprattutto tutelarla nelle sue scelte potenziali, imprevedibilmente condizionate dagli eventi, sia nel caso volesse interrompere la gravidanza nei primi 90 giorni, sia nel caso dovessero sopravvenire le condizioni per uninterruzione della gravidanza dopo i primi 90 giorni, sia nel caso decidesse di proseguire la gravidanza e riconoscere il neonato o viceversa decidesse di non riconoscere il neonato. Allo stato dei fatti é preferibile che tutte queste vicende siano affrontate da operatori di unaltra azienda sanitaria. Infine non posso denunciare che questo caso sia lindice della disattenzione e della superficialità di come si siano relegate tutte queste problematiche ai margini delle attività sanitarie, di come vi sia un costante disinteresse del mondo politico e di come persino i movimenti delle donne abbiano dimenticato la 194. Si è diventati succubi delle prediche domenicali del Cardinale, impegnati in periodici esercizi di genuflessione, persuasi che la laicità delle istituzioni e della sanità sia un prezzo da pagare allintegralismo di parte, perché tanto in privato si fa quello che si vuole. Questa non assunzione di responsabilità rende doppiamente colpevole il mondo politico torinese. Cè solo da sperare che la morte di un sedicenne ed il dramma di una quindicenne possano invertire la rotta, perché non siamo ancora nel Lazio di Storace. An che se sembrano sfumarsi le differenze con la cintura rossa torinese. Silvio Viale (339.3257406/348.5335310) |
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Torino,
6 febbraio 2003
BOCCIATO ORTOLANO, MA CALGARO NON SARA MEGLIO APPETITI DA PRIMA REPUBBLICA ? |
Forse
è il caso che il Sindaco Chiamparino spieghi meglio in Consiglio,
e ai cittadini, quali siano i demeriti di Ortolano, e i meriti di Galgaro,
alla base della decisione di togliere lambiente al primo per darlo
al secondo. Ha commentato Silvio Viale, leggendo stamane le stupefacenti
motivazioni con cui si è annunciato il presunto normale avvicendamento.
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Torino,
6 febbraio 2003
ABORTO MEDICO/RU486 - DOMANI CONFERENZA STAMPA A NOVARA DI RADICALI E DEMOCRATICI DI SINISTRA SU: "LEGGE 194, SPERIMENTAZIONE RU486 IN PIEMONTE E A NOVARA, PREVENZIONE, SCIENZA E LIBERTA' FEMMINILE.". |
La
conferenza stampa si terra' venerdì 7 febbraio 2003, alle ore 17:00,
presso l'Albergo Italia (via Solaroli, 10 Novara). Interverranno: Giuliana Manica (presidente gruppo regionale DS) Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) Silvio Viale (ginecologo Ospedale S.Anna, presidente Associazione Radicale A. Aglietta) Alfredo Porcelli (ginecologo Ospedale Maggiore di Novara) Maurizio Mori (docente universitario, membro comitato etico regionale) Rappresentanti delle associazioni femminili novaresi Bruno Mellano e Silvio Viale hanno dichiarato: "L'appuntamento di Novara è doppiamente significativo: innanzitutto, l'ospedale di Novara è il secondo del Piemonte e uno suo auspicabile affiancamento alla sperimentazione dell'RU486 al S.Anna di Torino sarebbe di grande importanza (è utile tenere presente che il parere favorevole del comitato etico regionale del Piemonte vale per tutti gli ospedali piemontesi); in secondo luogo, Novara è la prova concreta che l'unità laica delle forze su un tema così rilevante per la vita concreta delle donne è non solo possibile ma necessaria e urgente, non solo a Novara, ma in tutta Italia partendo, per esempio, dalle regioni rosse.". La documentazione sulla procedura di sperimentazione della RU486 presso l'Ospedale S.Anna di Torino è disponibile sui siti www.grupporadicalipiemonte.it e www.associazioneaglietta.it Mellano (348/5335302) Viale (348/5335310) |
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Torino
6 febbraio 2003
UN ALTRO INUTILE TURNO DI TARGHE ALTERNE CAVALLERA FA IL DURO, MA SBAGLIA TUTTO ECCO I DATI SU TARGHE ALTERNE 7.30-19, TARGHE ALTERNE 8.30-18 e BLOCCO SOLO NON CATALIZZATE. ANCORA NESSUNA RISPOSTA DA CROSETTO, GOIA E CANTORE. PERSISTE IL SILENZIO DI ORTOLANO; FERRO E CAVALLERA SULLENTITA DEL VANTAGGIO PER LA SALUTE A BREVE, A MEDIO E A LUNGO TERMINE |
Silvio
Viale, Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, è
in attesa di essere convocato dalle commissioni ambiente di Comune, Provincia
e Regione per esporre i dati del Dossier sulle targhe alterne e sui risultati,
dal quale emerge la completa irrilevanza ed inadeguatezza del provvedimento
delle targhe alterne. Silvio Viale ha dichiarato: Oggi diffondiamo i dati sui giorni di targhe alterne a Torino, sia con lorario 8.30-18, sia con loraria 7.30-19; non vi è una sostanziale differenza e non è vero come sosteneva ieri il duro Cavallera che quellora in più ridurrebbe raddoppierebbe il vantaggio. Vi è sempre una riduzione di circa il 20% del traffico durante le ore di blocco e del 10% sul totale della giornata. Questo implica una riduzione del PM10 di circa il 6-7% a breve termine (24 ore) e dello 0, 02% a lungo termine (anno). Per fare un paragone con il fumo da tabacco sarebbe come se un fumatore di 20 sigarette al dì un giorno alla settimana ne fumasse una in meno (5%), cioè 19, e gli si dicesse che così ridurrebbe il rischio acuto, a breve termine, di bronchiti e quello cronico, lungo termine, di tumori.Alzi la mano chi ci crederebbe. Il parallelo potrebbe sembrare forzato, ma non lo è, visto che i rischi dellinquinamento da traffico possono essere considerati analoghi a quelli del fumo passivo. Rimango in attesa che, prima o poi, si smetta di prendere in giro i torinesi e si spieghino i risultati reali dei loro sacrifici da un lato, e si prendano provvedimenti coerenti con quanto si proclama con faciloneria dallaltra. VEDI TABELLE ALLEGATE.doc Silvio VIALE (339.3257406/348.5335310) |
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Torino,
5 febbraio 2003
"MANIFESTAZIONE SULLA PACE" A TORINO / RADICALI: 'IL PROBLEMA NON SONO LE BANDIERE, MA LE PROPOSTE' ESEMPLARE CORRETTEZZA ISTITUZIONALE DI CHIAMPARINO DALLA SUA MAGGIORANZA INUTILE PROPAGANDA |
Dichiarazione
di Carmelo Palma, capogruppo radicale in Regione, e Silvio Viale, Presidente
dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta «Sulle manifestazioni del prossimo 9 febbraio a Torino, in coincidenza con la chiusura al traffico del centro storico, c'è una grande confusione politica che nasconde una allarmante assenza di proposte. Mentre il sindaco preferisce giustamente non "istituzionalizzare" ogni vessillo di parte, pacifista o meno, e nella giornata di ieri ha sottoscritto la proposta avanzata da Pannella di sostituire il regime irakeno con una amministrazione internazionale sotto l'egida dell'ONU, una buona parte della sua maggioranza sembra più propensa a sostenere manifestazioni solo "contro la guerra americana", piuttosto che per la "pace in Irak", e quindi, necessariamente, per la liberazione dell'Irak dal regime di Saddam. Il problema di queste manifestazioni non sono le bandiere o gli slogan, ma la carenza di proposte. Lunica alternativa possibile all'intervento armato sembra essere lo status quo; ma allora, con coerenza, non sarebbe più giusto aggiungere allo slogan "No alla guerra", anche quello "Saddam for ever" ? Viceversa, se si vuole evitare l'intervento attivo delle Nazioni Unite e dell'UE per liberare l'Irak da Saddam e il medioriente dall'incubo della guerra, lunico slogan giusto sembra proprio essere quello suggerito da settimane da Adriano Sofri: "Per la pace, Saddam vattene!". Se si condivide questa proposta (che ha raccolto importanti adesioni anche a sinistra: Chiamparino, Veltroni, Dini, Ayala, Enzo Bianco, Boato, Bordon, Grillini, Vertone e molti altri) allora non contano tanto le bandiere. Vanno bene le "vecchie" bandiere pacifiste, i crocifissi, l'effige di Gandhi, la bandiera del Sermig (che a Torino sembra essere retoricamente santificata per quasi tutte le occasioni ), la stessa bandiera irakena... a fianco di quella italiana, dellEuropa e dellOnu. L'importante è chiarire che il "no!" all'intervento americano non possa continuare ad essere un "no!" ai diritti degli irakeni.» Silvio VIALE (339-32.57.406/348-533.53.10) Carmelo PALMA (348-533.53.01) |
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Torino,
4 febbraio 2003
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: "Indocina libera il caso Laos 30 anni dopo, dove la democrazia è reato" di Massimo Lensi e Bruno Mellano VENERDI 7 FEBBRAIO, ore 11:00 sala Viglione, presso Consiglio Regionale del Piemonte palazzo Lascaris, via Alfieri 15 |
Interverranno
- gli autori Massimo Lensi, giornalista free-lance, e Bruno Mellano, consigliere regionale della lista Bonino per il Piemonte, - Margherita Boniver, Sottosegretario agli Esteri, - Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte, - Roberto Cota, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte - Renzo Foa, condirettore di Liberal, - Silvja Manzi, militante radicale L'iniziativa editoriale intende ricordare, a tre anni di distanza, l'arresto di cinque studenti laotiani che il 26 ottobre 1999 organizzarono una manifestazione pacifica a Vientiane in favore della democrazia negata e che da allora sono scomparsi nel nulla. Il 26 ottobre 2001 cinque militanti radicali hanno sollevato il caso organizzando un'analoga dimostrazione nella capitala laotiana. Arrestati, sono stati detenuti per 15 giorni, condannati a 2 anni di carcere ed espulsi dopo una grande mobilitazione politico-diplomatica. Due di loro presentano un libro scritto per rievocare i dolorosi eventi di Vientiane e fornire un'accurata analisi delle condizioni in cui versa quell'angolo dimenticato di Indocina. Data l'autorevolezza degli ospiti e l'unicità dell'iniziativa, invitiamo gli amici radicali a presenziare numerosi! Per informazioni: Edoardo Guglielmetti - 011.57.57.401 - 335-801.67.55 |
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Torino,
2 febbraio 2003
L'ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA HA CHIESTO DI ESSERE AUDITA DALLE COMMISSIONI AMBIENTE DEL COMUNE DI TORINO, DELLA PROVINCIA DI TORINO E DELLA REGIONE PIEMONTE. |
Il
Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, nella lettera
ai presidenti Pier Giorgio Crosetto, Francesco Goia e Daniele Cantore
ha sottolineato l'importanza di "una corretta e tempestiva informazione
alla popolazione" e ha lamentato "come linformazione
sia stata data in modo inadeguato, parziale e fuorviante, ed abbia contribuito
a creare confusione". Nella lettera si fa notare come nel mese di gennaio i valori del Pm10, nellarea critica metropolitana di Torino, siano stati superiori a quelle delle aree critiche milanesi, osservando che, "se si fossero applicati i criteri della Legge regionale della Lombardia (soglia di attenzione 50 mcg/mc e soglia di allarme 75 mcg/mc) si sarebbe dovuto procedere al blocco totale del traffico di tutti i veicoli non adibiti a servizio pubblico dalle ore 8 alle ore 20". SI VEDA ALLEGATO PER IL TESTO DELLA LETTERA.rtf |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |