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Torino, 23 febbraio 2005
PROCREAZIONE – VIALE (radicali) “SENTENZA GIUDICE CONFERMA LEGGE IDEOLOGICA, SBAGLIATA E PASTICCIATA”
(ANSA 23/02/2005 – 13.55.00)
Silvio Viale, ginecologo, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, appreso della sentenza del Giudice di Roma, che non ha autorizzato il congelamento do ovociti, ai sensi della legge, 40 ha prontamente commentato:
 
“E’ l’ennesima dimostrazione che siamo di fronte ad una legge ideologica, sbagliata e pasticciata. E’ stata una scelta di vietare, per principio, che è profondamente sbagliata ed in contraddizione con le altre legislazioni europee e con i principi della buona pratica medica. Questa sentenza, purtroppo restrittiva, ha il merito di fare giustizia dei miserevoli distinguo dei sostenitori della legge, da un lato, e di delegittimare i tentativi di Sirchia di renderla presentabile, contraddicendo la legge stessa. Sta ai cittadini fare chiarezza con l’unico strumento a loro disposizione capace di rompere le non-verità antiscientifiche dei sostenitori della legge, il referendum.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

POPOLARI PEGGIO DELLA LEGGE 40, QUELLO DEI GAY E' SOLO UN PRETESTO. MA LA POSIZIONE DEL CENTROSINISTRA E' QUELLA DI BORGIONE O QUELLA DELLA REGIONE TOSCANA
Silvio Viale, venuto a conoscenza del fatto che l'assessore Borgione ha posto il veto ad una delibera che prevedeva di assegnare un contributo alle coppie sotto i 40 anni, ritenendo di doverlo limitare alle coppie sposate con figli, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Sono desolato, poiché si tratta di una posizione più arretrata della famigerata legge 40, che permette l'accesso anche alle coppie conviventi stabili. Non si capisce perché mai si dovrebbero discriminare le coppie non sposate o quelle senza figli, se l'obiettivo è quello di favorire un ringiovanimento del quartiere. Forse che il popolare Borgione, pardon margheritino, vuole discriminare le coppie sterili? Oppure, quelle che non vogliono avere figli? Non capisco proprio perché mai si dovrebbero scoraggiare le persone sole con figli, come se fosse una maledizione biblica essere vedovi, separati o, semplicemente soli. Da un centrosinistra, che dice di essere diverso dal centrodestra, mi attendo una diversa sensibilità. Almeno quella delle parrocchie torinesi, che non negherebbero mai un aiuto a queste persone." "Quello dei gay è solo un pretesto, anche perché è, praticamente, impossibile che una coppia gay, convivente da almeno due anni, sotto i 40 anni e senza figli, possa accedere al contributo, a meno che le domande siano davvero poche. Poiché, in realtà, l'ostracismo sulle coppie gay è puramente ideologico, da radicale, mi piacerebbe sapere se la posizione del centrosinistra sia quella di Borgione o quella della Regione Toscana. O possano convivere entrambe senza discriminazioni."

Torino, 17 febbraio 2005 – ore 16
TARGHE ALTERNE – NEWSLETTER N. 12
 
TORINO – PRESENTATI IN PROVINCIA I DATI DEL MISA 2
VIALE “CONFERMATA NESSUNA EMERGENZA PER LA SALUTE. PIU’ PERICOLOSO IL FUMO PASSIVO.”
Il radicale Silvio Viale, rendendo spunto dalla presentazione in Provincia dello studio MISA2, sulla parte che riguarda Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione sul reale significato dei dati sulla mortalità attribuibile al Pm10:
 
“La mortalità attribuibile al Pm10 (Attenzione: non causata dal Pm10) scenderebbe di 121 decessi all’anno, su circa 9000, se la media annuale passasse dal valore di 57 mcg/mc, preso come riferimento dallo studio, a quello di 20 mcg/mc. Sembrerebbero tanti. In realtà sono molto pochi, se li si confronta con lo sforzo richiesto per evitarli. Con le targhe alterne tutto l’anno, 365 giorni su 365, si ridurrebbe la media annuale di 5 mcr/mc e si eviterebbero 12 decessi. Per un confronto, basti pensare che la mortalità per il fumo passivo (si badi bene, non quello attivo) e ben superiore a quella del Pm10 e, benché sia più facilmente evitabile, nessuno ha mai proposto di mettere in comunità i fumatori per evitare qualche decina di decessi. Inoltre, occorre dire che il Pm10 è più alto in molti ambienti chiusi, compresi, spesso, le nostre case e gli ambienti di lavoro, ma con scarsa attenzione generale. Pensare di agire sul traffico, con riduzioni permanenti del 50-60%, per evitare una cinquantina di decessi, significa volere provocare effetti collaterali molto più gravi e di maggiore impatto sulla società, decessi compresi.”
 
“Senza entrare nei meccanismi statistici-matematici della studio occorre rilevare come la mortalità effettiva dello studio è risultata essere di 2 decessi attribuibili, che diventa di 139 nell’ambito dell’aggiustamento metanalitico. In entrambi o casi, 2 o 139, per azzerare questa quota occorrerebbe abbassare il Pm10 a zero mcg/mc, ipotesi evidentemente impossibile. Alla luce di questi dati diffido il duo Saitta-Piras da diffondere allarmismi. Al contrario, si dovrebbe rassicurare i cittadini che non c’è alcuna emergenza e che, anzi, l’aria è più “pulita” e meno “malata” del passato, garantendo l’impegno per ulteriori provvedimenti strutturali. Si dovrebbe informare i torinesi che, nel 2004, (senza targhe alterne e blocchi) il Pm10 è calato dell’8-10%. Adottando le semplificazioni dell’assessore Piras, si dovrebbe addirittura urlare al mondo che, nel 2004, abbiamo avuto una ventina di decessi in meno, mentre le targhe alterne di quest’anno ne eviteranno, forse, una.”   
 
“Un esempio significativo ci viene dal riscaldamento, perché, applicando i dati del MISA2, potremmo evitare 24 morti all’anno. Infatti, a Torino, il riscaldamento è responsabile del 30-40 % delle emissioni del Pm10, nei mesi invernali
, incidendo per il 20% sulla media annuale. Eliminando il riscaldamento, abbasseremmo certamente il Pm10 annuale del 10-15%, evitando 24-30 decessi per il Pm10, ma il risultato sarebbe quello di aumentare la mortalità da freddo, con gran disagio di tutti.”
 
“Tornando alle inutili e, per questo, quasi dimenticate targhe alterne, ieri e oggi, giorni di targhe alterne, i valori del Pm10 sono risaliti a 50 mcg/mc: praticamente gli stessi valori che avremmo avuto, se non ci fossero stati.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 17 febbraio 2005
BLOCCO TOTALE DELLE CITTA’ – VIALE (radicali): “E’ UNO SCIOPERO, CITTADINI LIBERI DI NON PARTECIPARVI”
  Silvio Viale, il presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, critica la proposta dei sindaci di far scioperare le città contro il governo:
 
“Quella dei sindaci è una dichiarazione di sciopero, anzi è una serrata, per cui ogni cittadino è libero di non parteciparvi. E’ caduta la maschera. Dopo aver capito che le targhe alterne e i blocchi domenicali producono effetti irrilevanti sul Pm10, i sindaci hanno aperto una vertenza con il governo per avere più soldi, minacciando di indire uno sciopero. Il blocco paventato non avrebbe più alcun rapporto con i livelli di smog, ma sarebbe una vera e propria manifestazione sindacale, indetta dai sindaci del centrosinistra. Ne consegue che ogni cittadino è libero di aderirvi. Evidentemente, i sindaci prendono a pretesto il fatto che, oggi, nel periodo invernale, non sia possibile contrastare gli effetti del freddo e dell’alta pressione sui livelli di Pm10, facendo finta di non sapere che in questi giorni lo smog sia ridotto ad un quinto rispetto a quello di un qualsiasi inverno di venti anni fa. Da questo punto di vista, è significativo, che la decisione sia giunta proprio in un giorno nel quale le favorevoli condizioni meteorologiche spazzavano il Pm10 da tutta la Pianura Padana e, con involontaria ironia, il sindaco di Bologna rivendicava per se il successo del suo microscopico blocco. E’ ora che si affronti la questione del Pm10 e degli altri inquinanti, senza allarmismi, con quegli stessi tipi di interventi sui motori, sulle benzine, sulla viabilità, sui riscaldamenti e sul trasporto pubblico, che  permetteranno, per il futuro, gli stesi successi del recente passato. Urlare al lupo, al lupo, può dare soddisfazioni politiche immediate contro un ministro, o contro un governo, ma non contribuisce ad affrontare il problema. Allo sciopero io non parteciperò.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 16 febbraio 2005
SMOG – VIALE (radicali) “LA MAGISTRATURA INDAGHI SU VELTRONI PER PROCURATO ALLARME: SMOG IN RIDUZIONE E NON IN AUMENTO”
  Silvio Viale, il presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, che da anni sottolinea l’inutilità delle targhe alterne, riferendosi agli interventi del sindaco Veltroni, che nei giorni scorsi ha parlato di veleni e oggi di drammaticità, interviene con la seguente dichiarazione, auspicando che dalla riunione dell’ANCI emerga una linea ispirata da criteri di efficacia e non di esasperato allarmismo:   
 
“Un sindaco, come Veltroni, non può, impunemente, parlare di veleni e di drammaticità del problema smog, senza assumersi le responsabilità di pubblico ufficiale e di tutore della salute pubblica. Se c’è un’emergenza per la salute, la si dimostri, altrimenti si tratta di procurato allarme. Capisco, che sia più comodo urlare al lupo e, contemporaneamente, limitarsi a simboliche riduzioni del traffico, ma i sindaci e gli assessori hanno precisi obblighi di tutela, che impongono un principio di efficacia nella prevenzione del danno per la salute dei cittadini.”
“Lo smog non è la peste ed è in riduzione da un ventennio. Non solo gli inquinanti tradizionali, come il benzene, il piombo, il monossido di carbonio, il biossido di zolfo ed il biossido di azoto sono nettamente diminuiti, ma anche le polveri totali ed il Pm10 sono da considerasi stazionarie (anche se ancora in lenta discesa) dopo anni di riduzioni. Solo l’ozono, nei mesi caldi, non sembra ridursi. Tutto ciò significa che oggi l’aria è molto più pulita e molto meno malata di pochi anni fa, riprendendo una terminologia giornalistica di moda. Chi, come Veltroni, diffonde l’allarmismo, dovrebbe almeno indicare dove sia la strage di questi ultimi due mesi.”
“Il traffico, negli ultimi venti anni, è aumentato di molto, ma non è aumentata la quota di smog attribuibile ad esso, che nei mesi invernali oggi oscilla dal 40 al 60 %. Capaci di ridurre il traffico nelle 24 ore di solo un 5-10%, le targhe alterne permettono riduzioni irrilevanti del Pm10, i cui livelli dipendono principalmente dalla temperatura e dalla pressione. Così pure i blocchi totali domenicali. Ne consegue, che quella per i blocchi del traffico è una battaglia di retroguardia, inefficace e controproducente, poiché sono stati i provvedimenti strutturali sui motori, sulle benzine, sulla viabilità e per una rete di trasporti pubblici più efficiente, che hanno permesso la riduzione dello smog nelle città. È una battaglia che deve proseguire, senza alimentare allarmi pretestuosi ed inesistenti. Lo studio MISA2 dimostra come il rischio attribuibile allo smog non giustifichi affatto l’allarmismo di questi giorni, ma imponga provvedimenti strutturali per limitare le fonti di emissione. Che la Legambiente urli al lupo è comprensibile. In fondo, fa il suo mestiere. Non è però accettabile che al coro si uniscano anche i sindaci, limitandosi poi a provvedimenti inefficaci, puramente simbolici. E’ ora che la magistratura sequestri i dati e disponga delle perizie. ”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 15 febbraio 2004
TARGHE ALTERNE – NEWSLETTER N.11 - VIALE (radicali): “PM10 NEI LIMITI: PERCHE’ LE TARGHE ALTERNE DOMANI?”
  Silvio Viale, per i radicali, rende noto gli ultimi aggiornamenti sul PM10 e chiede alla Provincia ed al Comune di mantenere, almeno, impegni:
 
“ Che le targhe alterne siano un’inutile battaglia di retroguardia e completamente irrilevanti nella lotta allo smog, lo ha ormai capito chiunque. Classiste, diseducative, fuorvianti, inefficaci … sono i termini ormai consolidati della polemica. Resta solo più un aspetto da verificare: la promessa che sarebbero state revocate in caso di valori sotto il limite o di pioggia. Forse, consci della loro inefficacia, Provincia e Comune pensano di lasciarle lo stesso, perché tanto non cambia niente, che sia alto o sia basso il Pm10?”
 
“In ogni caso, voglio fare notare:
-         domenica il Pm10 era 56 mcg/mc
-         ieri, lunedì,  il Pm10 era 38 mcg/mc
-         oggi, fino alle ore 17, è più basso di ieri
-         che le previsioni dell’Arpa, riportate sul sito IQA della Provincia, prevedono per domani “condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti”, dopo avere definito “buona – livello 2” la qualità dell’aria di ieri.”
 
“Allora, se le promesse hanno un debito, constatato che i valori del Pm10, sono un terzo di quelli della scorsa tornata di targhe alterne, perché non si revocano le targhe alterne, ben felici che in questi giorni i torinesi respirino un terzo del Pm10 della scorsa settimana? Essendo, peraltro nei limiti giornalieri?”
“Attendo una risposta di buon senso e di coerenza. Almeno una volta.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 8 febbraio 2005
PHONE CENTER - TORINO RADICALI CHIEDONO A SINDACO AMPLIAMENTO ORARI DI APERTURA: "LA LIMITAZIONE COLPISCE I PIU' DEBOLI; SI ALLONTANI L’OMBRA DEL RAZZISMO STRISCIANTE”.
Il 4 ottobre 2004, il Consiglio comunale di Torino ha approvato una delibera che modifica il regolamento di Polizia Urbana, introducendo un nuovo articolo che consente la disciplina degli orari di apertura dei “Phone center”. Il 21 dicembre scorso, una ordinanza del Sindaco ha stabilito
che questi esercizi commerciali possono scegliere il proprio orario di apertura al pubblico nell'ambito della fascia oraria dalle ore 7:00 alle ore 20:00, non potendo comunque superare il limite delle 13 ore giornaliere; nei festivi è consentita l'apertura dalle 7:00 alle 13:00.
Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“La chiusura alle 20:00 dei Phone center preclude il loro utilizzo alla maggior parte delle persone che lavorano. Non si è nemmeno tenuto conto che i destinatari delle comunicazioni vivono spesso in paesi che hanno una differenza di fuso orario, per cui è inutilmente crudele imporre di telefonare ai propri cari in piena notte. Siamo stupiti che nessun consigliere, di destra o di sinistra, cattolico o laico, credente o meno, abbia espresso le esigenze di questi cittadini; anche il poter comunicare con i propri cari, nelle migliori condizioni di prezzo e di tempo, è in fondo un diritto civile. Questa insensibilità è evidentemente il segno di quanto i lavoratori dei phone center siano dimenticati dai sindacati e dalle associazioni del commercio.
Ci si è solo preoccupati, ipocritamente, di addurre una motivazione di quiete pubblica e di ordine pubblico; invece di incrementare i controlli, per i Phone center come per tutti gli altri locali, si è preferito usare due pesi e due misure. Il risultato di questa politica proibizionista è stato quello di avere fatto nascere, in un solo mese, molti “phone center” casalinghi, abusivi, in nero.
Per essere coerente con questa logica repressiva (che non è la nostra), il Sindaco avrebbe dovuto limitare l'orario di molti altri locali che disturbano la quiete serale e notturna dei cittadini torinesi (vinerie, birrerie, pizzerie, discoteche, chioschi, bar, librerie, manifestazioni varie ... persino le farmacie!).
Forse l'Amministrazione, in buona fede, non si è resa conto che, dietro questa ordinanza, si cela l'ombra del razzismo strisciante, quello più odioso e più difficile da contrastare, proprio perchè non suscita l'interesse di nessuna opposizione, di nessun sindacato, di nessuna associazione di commercianti, di nessuna delle tante associazione per la difesa dei diritti civili. Per tutelare questi cittadini, questi lavoratori e questi commercianti chiediamo un incontro urgente all’Assessore al Commercio, a quello per le Politiche sociali e all'Immigrazione e, soprattutto, al Sindaco, certi di trovare assieme a loro soluzioni diverse e più rispettose degli interessi di tutti e di ciascuno.”.

Igor Boni 348.5335309, Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 12 febbraio 2005
VIALE (radicali) : "BLOCCHI DEL TRAFFICO. NESSUN OBBLIGO DI LEGGE. SULLO SMOG TROPPI LUOGHI COMUNI"
  Silvio Viale, presidente dell’associazione radicale Adelaide Aglietta ha dichiarato:
"In tema in smog vi sono troppi luoghi comuni. Il primo luogo comune è che i sindaci siano obbligati per legge ai blocchi; non è vero. Tutti gli esposti in tal senso, dal Codacons alla Legambiente, sono sempre stati archiviati, poiché il rischio per la salute pubblica deve essere concreto, immediato e, soprattutto, effettivamente evitato dall’intervento proposto. Un secondo luogo comune riguarda l’entità del rischio per la salute della popolazione, che viene esagerato per motivi politici. Le stime statistiche sono rassicuranti, comportando un aumento minimo della mortalità e della morbosità, soprattutto, se confrontati con quelli di altri fattori di rischio. In particolare, soffermandoci sul tema auto, la presunta mortalità da smog è della stessa entità di quella da incidenti stradali, ma nessuno pensa di bloccare il traffico per evitare le migliaia di morti sulla strada e tutta la traumatologia correlata. Inoltre, mentre le vittime della strada sono ben identificate, le presunte vittime dello smog sono talmente ipotetiche che non modificano neppure le statistiche di mortalità. Sfido chiunque a indicarmi i morti da smog degli ultimi due mesi a Torino, sebbene i valori medi siano stati quasi il doppio del consentito. Un terzo luogo comune ritiene che lo smog sia in aumento, mentre viceversa è in diminuzione da un ventennio, nonostante l’aumento del parco auto circolante e del traffico. Oggi, le soglie di legge sono superate solo per il Pm10, l’ozono e, saltuariamente, per il biossido di azoto. Anche i livelli annuali di Pm10 sono in discesa, seppur in modo minore che in passato. Un quarto luogo comune individua l’automobile, soprattutto quella che usano gli altri, come il nemico da bloccare dimenticandosi che, con la stessa quantità di traffico, sono la temperatura e la pressione atmosferica che determinano la concentrazione del Pm10. Al netto della quota del riscaldamento, la differenza tra maggio e gennaio dipende, prevalentemente, dalla temperatura."
"Potrei proseguire oltre con altri luoghi comuni, ma quello che voglio sottolineare è che in una situazione così complessa, non ha senso ricercare il provvedimento miracoloso, quello risolutivo "che evita i morti", come dice la Legambiente, ma occorre agire strutturalmente su più livelli, anche sul traffico. Una drastica riduzione dei flussi di traffico deve essere strutturale, costante nel tempo e radicata nei comportamenti. Assi di scorrimento, isole pedonali, trasporti pubblici competitivi, metropolitane … sono parte di questo progetto, come lo sono l’adozione di motori meno inquinanti e la modifica dei carburanti. Basti pensare come la modifica delle benzine abbia drasticamente ridotto l’inquinamento da benzene. Quindi, provvedimenti come le targhe alterne ed i blocchi sono solamene un alibi, non hanno alcun efficacia e finiscono per essere controproducenti. In fondo, se le nostre città sono molto meno inquinate di una volta, nonostante siano molto più trafficate, lo devono proprio agli interventi strutturali e non ai blocchi estemporanei. La spasmodica richiesta politica di blocchi e targhe alterne è solo un modo di banalizzare un problema serio."

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 11 febbraio 2005
“Tibet, le libertà negate: la testimonianza di Ngawang Sangdrol”
MARTEDI’ 15 FEBBRAIO CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE OSPITA MONACA TIBETANA DETENUTA PER DODICI ANNI NELLE CARCERI CINESI PER REATI DI OPINIONE … E DI “RELIGIONE”
  Martedì 15 febbraio, alle ore 10.30, si terrà a Torino, nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri n. 15, Sala Viglione, primo piano), un incontro pubblico dal titolo “TIBET, LE LIBERTÀ NEGATE: LA TESTIMONIANZA DI NGAWANG SANGDROL”
.
L’incontro, organizzato congiuntamente dall’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet, Amnesty International, Associazione Italia- Tibet, UNIFEM, sarà l’occasione per poter ascoltare, per la prima volta in Italia, la drammatica testimonianza di Ngawang Sangdrol, monaca tibetana detenuta per 12 anni nelle carceri cinesi per il solo fatto di non aver voluto rinunciare al suo credo religioso.
 
Interverranno:
 
Ngawang Sangdrol, monaca tibetana detenuta per anni nelle carceri cinesi
Paolo Pobbiati, Coordinamento Estremo Oriente Amnesty International Italia
Simone Ovart, Presidente UNIFEM Italia
Gianni Mello, Associazione Italia– Tibet
 
Introdurrà e modererà:
                            
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, coordinatore Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet.
 
Porterà i saluti dell’istituzione Oreste Rossi (presidente Consiglio Regionale).
 
 
Dichiarazione di Bruno Mellano:
 
“Abbiamo deciso di chiudere questi cinque anni di intenso impegno del Consiglio regionale del Piemonte sulla questione Tibet con una sorta di celebrazione. Riuniremo quanti ci hanno stimolato, sostenuto ed aiutato a tenere viva l’attenzione sulle durissime condizioni in cui il popolo tibetano è costretto a vivere, o meglio a sopravvivere, sotto la repressione del regime cinese, per ascoltare, per la prima volta in Italia, la terribile testimonianza di Ngawang Sangdrol.
Si tratterà di un’occasione più unica che rara per rendere omaggio ad una grande donna che non ha rinunciato alla sua cultura, alla sua religione ed alla sua identità, anche a costo di pesanti conseguenze personali; naturalmente, sarà l’occasione per ribadire che il nostro impegno a favore del Tibet non si fermerà con la cessazione di questa legislatura consigliare; l’Associazione dei Comuni, Province e Regioni, creata grazie all’impulso radicale nel 2001, fa parte ormai a pieno titolo del Consiglio Regionale ed è un’eredità preziosa che trasmettiamo a chi ci sostituirà sui banchi di Palazzo Lascaris.”.

Torino, 11 febbraio 2005
VERCELLI/INQUINAMENTO “SACAL”/LUNEDI’ CONFERENZA STAMPA RADICALE: “ILLUSTREREMO NUOVO ESPOSTO E NUOVA INTERPELLANZA”.
  Lunedì 14 febbraio 2005, alle ore 17:30, a Vercelli, presso il Caffè Gioberti (via Gioberti n. 5), si terrà una conferenza stampa per illustrare il nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli e la nuova interpellanza in Consiglio Regionale presentati dai consiglieri regionali radicali sull’inquinamento delle acque e del suolo prodotto dalla Società Alluminio Carisio spa (Sacal) di Carisio (Vc).
 
Interverranno:
 
Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali);
Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta);
Roswhita Flaibani (esponente radicale vercellese).
 
Mellano (348/5335302)

Torino, 10 febbraio 2005
SMOG – TORINO "POLVERI ALLE STELLE… NONOSTANTE LE TARGHE ALTERNE"
VIALE (radicali) "DA DOMINICI A LEGAMBIENTE IL SOLITO RITORNELLO STONATO"
Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, per i radicali, prende spunto dal fatto che, a Torino, ieri il Pm10 era 137 mcg/mc e che oggi è ancora più alto, per denunciare l’inutile accanimento terapeutico dei fautori dei blocchi del traffico.
"Ieri, la provocazione di Chiamparino; oggi, da Dominici alla Legambiente, un ritornello stonato. Da Milano a Roma, passando per Firenze e Perugia, sempre la stessa musica; apprendisti stregoni si affannano a sentenziare che i blocchi del traffico non hanno ridotto lo smog, per rilanciare ad oltranza una minestra riscaldata. In realtà, la situazione non è peggiore di quella degli altri anni ed si è in balia del freddo e della pressione atmosferica, un po’ del vento, e molto dalla pioggia. E’ da dicembre che sfido gli assessori anti-ambiente e i sindaci "ve-la-sparo-grossa-io" ad indicarci dove siano i decessi in più, dove siano i ricoveri in più, insomma, dove sia la strage di questi due mesi, affrontata con la demagogia di blocchi inefficaci. Se il Pm10 fosse davvero la peste, se costoro credessero davvero che lo smog sia un fattore di rischio peggiore di fumo, alcool, obesità… dovrebbero, almeno, tentare di difendersi sul piano individuale, fuggendo dalle città o circolando con maschere ad ossigeno. Non vivrebbero più a lungo e non vivrebbero meglio, ma almeno sarebbero immuni dalla merda che dicono di respirare. In tema di smog e di inquinamento urbano, credo sia ora di affermare il valore della scienza nei confronti della credenza, anche se alla setta si sono iscritti ministri, sindaci ed assessori. Dopo il paventato folle blocco delle città ad oltranza, non ci resta che attendersi il "fermate il mondo… voglio scendere"

(Silvio Viale 339.3257406)


Torino, 9 febbraio 2005 (ore 19)
SMOG - VIALE (radicali) "CHIUDERE LE CITTA'? FOLLE PROVOCAZIONE. EMANCIPARE IL PROBLEMA SCIENTIFICo DALLE BEGHE POLITICHE"
Silvio Viale, medico e presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, che da anni si occupa del problema dello smog, replica a muso al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il quale,  in qualità di Cooordinatore dell'ANCI per le aree metropolitane ha proposto di chiudere le città:
"E' una provocazione folle, anche se, probabilmente, è solo un modo per alimenatare la polemic apolitico contro il governo. E' curioso che Sergio Chiamparino non si sia accorto che, proprio oggi, il Sindaco di Vicenza, Enrico Hullwech, ha reso noto come 4 giorni di blocco della città abbiano abbassato il Pm10 di soilo il 20%, senza mai scendere sotto la soglia. In realtà, il Sindaco di Torino, non ha bisogno dei dati di Vicenza, poichè egli sa che nella sua città targhe alterne e blocchi domenicali hanno sempre datio risultati irrilevanti. Infatti nel 2004 non emanò alcuna ordinanza ed il Pm10, a Torino, è sceso del 10%. Constata il fallimento dei blocchi, sarebbe ora che il confronto sullo smog assumesse toni scientifici, basati sulle evidenze di efficacia, e si emancipasse dalle beghe politiche. Dai sindaci ci si aspetta altro che semplici, e folli, provocazioni."

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 9 febbraio 2005
SMOG – VIALE (radicali)  “PERICOLO SMOG SOPRAVALUTATO”
“OGGI A TORINO CON LE TARGHE ALTERNE PM10 + 20%”
“I VERDI STRAPARLANO; LA PROPOSTA DI MONGUZZI E’ UNO SCHERZO DI CARNEVALE ”
  Silvio Viale, medico e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, segnala come oggi, a Torino, il Pm10 sia salito del 20% ed il traffico sia sostanzialmente uguale, “segno che la gente si è stufata di farsi prendere in giro”.
 
Silvio Viale ha quindi dichiarato:
 
“Vi è una generale sopravalutazione del pericolo smog, alimentato da affermazioni generiche sul rischio per la salute. Si parla di 2.000-2500 morti da smog, senza rapportarli ai decessi per altri fattori (alcool, fumo, obesità, infortuni, incidenti, immobilismo fisico …), contribuendo a creare un allarme eccessivo ed ingiustificato. Lo studio MISA2 condotto su 15 città Italiane (Bologna, Catania, Firenze, Genova, Mestre-Venezia, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Ravenna, Roma, Taranto, Torino, Trieste, Verona) ha come riferimento il limite previsto per il 2010, che per il Pm10 è di 20 mcg/mc. Quindi i 900 decessi su 362.254, circa lo 0,3%, attribuibili (ma non evidenziati) potrebbero essere evitate solo se si riuscisse a scendere ad una media di 20 mcg/mc. L’obiettivo minimo potrebbe essere quello di ridurre di 10 mcg/mc la media annuale, il quale implica una riduzione del traffico del 30-50 % tuttu i giorni dell’anno. Infatti, tra l’altro, lo studio, evidenza come le variazioni percentuali di mortalità e di ricoveri ospedalieri siano più elevate nella stagione calda.
 
“Oggi a Torino, giorno di targhe alterne, i valori del Pm10 sono aumentati del 20%, rispetto ai 100 mcg/mc di ieri, ed il traffico è pressoché uguale. E’ il segno che la gente ha capito e si stufata di essere presa in giro. Anche il tentativo di rilancio, patetico, con i blocchi domenicali è la prova che tutti, proprio tutti, hanno capito che le targhe alterne, in modo iniquo, riducono in quantità irrilevante il Pm10 giornaliero, al massimo il 5%. I blocchi domenicali, pur inutili, hanno almeno il pregio di essere più equi, più democratici e quantitativamente più efficaci, potendo ridurre il traffico fino all’80% ed il Pm10 fino al 30%.”
 
“Devo, poi, prendere atto che i Verdi pensino di essere ancora a Carnevale, poiché la proposta del Consigliere regionale Carlo Monguzzi di un blocco ad oltranza, fino ad uscire dall’emergenza, non può essere che uno scherzo. Forse una nuova patologia da Pm10. Da un punto di vista razionale è la proposta di uno che straparla, poiché proporre una soluzione inefficace per un’emergenza che non esiste è davvero ridicolo. Mi dica Monguzzi dove sono i presunti morti da Pm10 in Lombardia e in quali ospedali vi sono i ricoverati da Pm10?”
 
(Silvio Viale 339.3257406)
Torino, 8 febbraio 2005
AL SINDACO DELLA CITTA' DI TORINO, SERGIO CHIAMPARINO
ALL'ASSESSORE ALLE POLITICHE PER L'IMIGRAZIONE, STEFANO LEPRI
ALL'ASSESSORE AL COMMERCIO E ALLA PROMOZIONE DELLA CITTA', ELDA TESSORE
 
Oggetto: ordinanza N.5225/04
  Con la presente si richiede un incontro urgente per potere illustrare alcune proposte in merito all'ordinanza in oggetto. Siamo infatti preoccupati per le conseguenze d questa ordinanza. Infatti, la chiusura alle 20:00 dei Phone center preclude il loro utilizzo alla maggior parte delle persone che lavorano e non tiene conto che i destinatari delle comunicazioni vivono spesso in paesi che hanno una differenza di fuso orario. Siamo stupiti che nessun consigliere, di destra o di sinistra, cattolico o laico, credente o meno, abbia ritenuto di dovere esporre le esigenze di questi cittadini, poichè anche il poter comunicare con i propri cari, nelle migliori condizioni di prezzo e di tempo, è in fondo un diritto civile. Non vorremmo che questa insensibilità sia il segno di quanto i lavoratori dei phone center siano dimenticati dai sindacati e dalle associazioni del commercio. 
Per questi motivi riteniamo di dovere illustrare al Sindaco e agli Assessori competenti un diverso punto di vista, certi di porre una questione di legalità e di uguaglianza. In particolare vorremmo fare notare come Il risultato immediato sia stato quello di avere fatto nascere, in un solo mese, molti “phone center” casalinghi, abusivi, in nero. Inoltre, ci pare che, anche per quanto riguarda l'ordine pubblico e la quiete pubblica, sia siano usati due pesi e due misure, poichè, per analogia, si sarebbe dovuto limitare l'orario di molti altri locali che disturbano la quiete serale e notturna di molti più  cittadini torinesi (vinerie, birrerie, pizzerie, discoteche, chioschi, bar, librerie, manifestazioni varie ... persino le farmacie!).
Riteniamo che sia possibile, nell'ambito di una regolamentazione, ampliare l'orario di alcune ore, mantenenedo il turno di riposo e preservando le ore notturne.
Saremo grati, se volesse riceverci.
Distinti saluti.

Igor Boni, Segretario, Silvio Viale, Presidente.
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Torino, 8 febbraio 2005
SMOG – MISA2 – VIALE (radicali) “PERICOLO SMOG SOPRAVALUTATO, NESSUNA EMERGENZA IN ATTO”
  “Vi è una generale sopravalutazione del pericolo smog, alimentato da affermazioni generiche sui danni per la salute, ma pochi riferiscono esattamente quale sia l’entità del rischio. Si parla di 2.000-2500 morti da smog, senza rapportarli ai decessi per altri fattori (alcool, fumo, obesità, infortuni, incidenti, immobilismo fisico …) contribuendo a creare un allarme eccessivo ed ingiustificato.”
 
A denunciarlo è il presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, che cita proprio lo studio MISA2 condotto su 15 città Italiane (Bologna, Catania, Firenze, Genova, Mestre-Venezia, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Ravenna, Roma, Taranto, Torino, Trieste, Verona), che ha analizzato 362.254 certificati di morte e 794.528 ricoveri non programmati, con una popolazione di riferimento di circa 9.100.000.
 
“I riferimenti dello studio sono i limiti della direttiva europea previsti per il 2010. Per il Pm10 tale limite annuale è di 20 mcg/mc, il cui raggiungimento permetterebbe di evitare 900 decessi su 362.254, circa lo 0,3%. Questo vuol dire che la mortalità attribuibile al Pm10 in una città come Torino sarebbe circa 100, mediamente 2 decessi a settimana. Queste morti potrebbero essere evitate solo se si riuscisse a passare dall’attuale valore di 58 mcg/mc a 20 mcg/mc, con tutte le ovvie soluzioni intermedie. Per ridurre il Pm10 del 60% occorrerebbe azzerare il traffico, tutti i giorni dell’anno. Allo stesso modo se si volesse conseguire una riduzione di 10 mcg/mc, a secondo della stagione occorrerebbe ridurre il traffico, tutti i giorni, di una quota variante dal 30 al 50 %, obiettivo raggiungibile solo nei giorni festivi e, quindi, per no più di una sessantina di giorni all’anno. Lo studio, inoltre, evidenza come le variazioni percentuali di mortalità e di ricoveri ospedalieri siano più elevate nella stagione calda, rendendo quindi necessario un intervento sugli inquinanti per tutto l’anno. Ne consegue che provvedimenti, che riducono il traffico del 5-7% (nelle 24 ore), come le targhe alterne non hanno alcun valore pratico, e quelli, che lo riducono del 30-50 % come i blocchi totali domenicali, hanno un valore solo episodico. La prima misura efficace contro lo smog è quella di prendere atto della dimensione reale del problema per programmare interventi strutturali nel tempo sui motori,  sul traffico e sulla viabilità, evitando di andare in panne quando, senza alcuna sorpresa, come tutti gli anni, a febbraio si supera per la 35a volta il limite della direttiva europea.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 8 febbraio 2005
CLONAZIONE TERAPEUTICA – VIALE (radicali) “SODDISFAZIONE PER OK AL PAPA’ DI DOLLY PER RICERCA SU EMBRIONI”
  Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del comitato nazionale di radicali Italiani, interviene per esprimere la soddisfazione dei radicali e la loro riconoscenza nei confronti dei ricercatori britannici.
 
“Quella che ci giunge dalla Gran Bretagna è una buona notizia. Jan Wilnut, noto come il papà della pecora Dolly, sarà autorizzato a clonare degli embrioni per studiare la malattia del motoneurone (MND). E’ la seconda volta che l’autorità britannica autorizza una richiesta di questo tipo ed essa assume un significato particolarmente importante nel nostro paese, se lo si confronta con il divieto assoluto della legge 40. Come spesso accade, sono i fatti della vita e della scienza che, inesorabilmente, finiscono per smentire verità manipolate e proibizionismi antistorici. Non siamo certamente noi a credere che la scienza sia sempre buona e le sue applicazioni sempre giuste, ma siamo ragionevolmente certi che limitare la ricerca scientifica, in nome di assolutismi religiosi o metafisici, è contro la storia dell’uomo e della medicina. La notizia che ci giunge dal Kings College di Londra e dal Roslin Institute di Edimburgo è la migliore risposta a chi in Italia è contro i referendum sulla legge 40 e, potenzialmente, vuole negare agli italiani le eventuali terapie frutto di questo tipo di ricerca.”
 
Silvio Viale (339.3257406)

Torino, 8 febbraio 2005
PHONE CENTER/TORINO/RADICALI CHIEDONO A SINDACO AMPLIAMENTO  ORARI DI APERTURA: "LA LIMITAZIONE COLPISCE I PIU' DEBOLI; SI ALLONTANI L’OMBRA DEL RAZZISMO STRISCIANTE”.
  Il 4 ottobre 2004, il Consiglio comunale di Torino ha approvato una delibera che modifica il regolamento di Polizia Urbana, introducendo un nuovo articolo che consente la disciplina degli orari di apertura dei “Phone center”. Il 21 dicembre scorso, una ordinanza del Sindaco ha stabilito
che questi esercizi commerciali possono scegliere il proprio orario di apertura al pubblico nell'ambito della fascia oraria dalle ore 7:00 alle ore 20:00, non potendo comunque superare il limite delle 13 ore giornaliere; nei festivi è consentita l'apertura dalle 7:00 alle 13:00.
 
Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:“La chiusura alle 20:00 dei Phone center preclude il loro utilizzo alla maggior parte delle persone che lavorano. Non si è nemmeno tenuto conto che i destinatari delle comunicazioni vivono spesso in paesi che hanno una differenza di fuso orario, per cui è inutilmente crudele imporre di telefonare ai propri cari in piena notte. Siamo stupiti che nessun consigliere, di destra o di sinistra, cattolico o laico, credente o meno, abbia espresso le esigenze di questi cittadini; anche il poter comunicare con i propri cari, nelle migliori condizioni di prezzo e di tempo, è in fondo un diritto civile. Questa insensibilità è evidentemente il segno di quanto i lavoratori dei phone center siano dimenticati dai sindacati e  dalle associazioni del commercio. 
Ci si è solo preoccupati, ipocritamente, di addurre una motivazione di quiete pubblica e di ordine pubblico; invece di incrementare i controlli, per i Phone center come per tutti gli altri locali, si è preferito usare due pesi e due misure. Il risultato di questa politica proibizionista è stato quello di avere fatto nascere, in un solo mese, molti “phone center” casalinghi, abusivi, in nero.
Per essere coerente con questa logica repressiva (che non è la nostra), il Sindaco avrebbe dovuto limitare l'orario di molti altri locali che disturbano la quiete serale e notturna dei cittadini torinesi (vinerie, birrerie, pizzerie, discoteche, chioschi, bar, librerie, manifestazioni varie ... persino le farmacie!).
Forse l'Amministrazione, in buona fede, non si è resa conto che, dietro questa ordinanza, si cela l'ombra del razzismo strisciante, quello più odioso e più difficile da contrastare, proprio perchè non suscita l'interesse di nessuna opposizione, di nessun sindacato, di nessuna associazione di commercianti, di nessuna delle tante associazione per la difesa dei diritti civili. Per tutelare questi cittadini, questi lavoratori e questi commercianti chiediamo un incontro urgente all’Assessore al Commercio, a quello per le Politiche sociali e all'Immigrazione e, soprattutto, al Sindaco, certi di trovare assieme a loro soluzioni diverse e più rispettose degli interessi di tutti e di ciascuno.”.

Torino, 7 febbraio 2005
CECENIA/RADICALI – UMAR KHAMBIEV, PRESIDENTE ONORARIO DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA, NOMINATO “EMISSARIO PER LA PACE” DAL LEGITTIMO GOVERNO CECENO.
  Il presidente ceceno Maskhadov ha reso noto ieri, nel corso di un’intervista al quotidiano moscovita Kommersant, di aver nominato un suo "emissario all'estero" per le trattative di pace nella persona di Umar Khambiev. Maskhadov ha dichiarato: "Se i nostri avversari al Cremlino mostrano un approccio ragionevole possiamo finire la guerra al tavolo negoziale. Altrimenti il sangue scorrerà ancora a lungo". Nell’intervista annuncia inoltre di avere ordinato un “cessate il fuoco unilaterale” come "gesto di buona volontà”.
 
Dichiarazione di Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta):
 
“A riflettori spenti, nel silenzio, il conflitto russo-ceceno continua. Miete vittime, a migliaia. Non pare certo accettabile che la comunità internazionale si degni di volgere lo sguardo verso quei territori solo in presenza di atti terroristici atroci, come durante il massacro di Beslan. I ceceni, oggi come ieri, continuano ad essere annientati, dai militari e paramilitari russi e dal mondo politico occidentale che non leva la sua voce.
 
Ieri è venuta una ulteriore prova di quanto quel legittimo governo ceceno, presieduto dal Presidente Maskhadov, dovrebbe essere sostenuto per evitare il rischio che tutto cada nelle mani di gruppi di disperati, dei terroristi.
 
Maskhadov ha scelto per le trattative di pace il nostro Presidente onorario, Umar Khambiev. Umar abbiamo imparato a conoscerlo nelle ormai numerose volte che siamo riusciti a portarlo in Italia, ad incontrare esponenti politici regionali e nazionali. L’augurio è che ciascuna forza politica europea non si faccia sfuggire questa ultima occasione e sappia esser di supporto ad Umar, alla causa cecena, quindi alla causa dell’Europa stessa”.
 
Per informazioni:
Igor Boni 348/5335309

Torino, 7 febbraio 2005
TARGHE ALTERNE – NEWSLETTER N.10
 
SMOG – TORINO - “MENO UNO E SIAMO FUORI”
DOMANI, MARTEDI’ GRASSO, 35° SUPERAMENTO
  Silvio Viale, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, nell’imminenza del raggiungimento della soglia annuale consentita di superamento del Pm10 per 35 giorni, ha rilasciato la seguente dichiarazione, chiedendo al Presidente Saitta di prendere atto dell’inutile iniquità delle targhe alterne:  
 
“Nonostante il Pm10 sia in discesa, la giornata festiva non ha potuto abbassare il Pm10 sotto i fatidici 50 mcg/mc. Secondo i dati dell’Arpa, venerdì il Pm10 era 86, sabato 71 e ieri, domenica, 66 mcg/mc. Così oggi siamo al 34° giorno di superamento e domani, guarda caso martedì grasso, saremo al 35° giorno, esaurendo il famigerato bonus. Ovviamente, come previsto, le targhe alterne non sono servite a scendere sotto il limite, nemmeno una volta, e hanno comportato una insignificante riduzione del Pm10 di circa l’1% nel periodo considerato.
Rinnovando l’invito al Presidente Saitta di sentire qualche esperto, facendosi magari dare delle consulenze scritte, come radicali lo sollecitiamo ancora una volta a sospendere le inutili e immoralmente discriminatorie targhe alterne. Se non la scienza, dovrebbe aiutarlo a far riflettere che il 35° superamento giunga in pieno Carnevale, a sottolinearne ulteriormente il ridicolo. Per aiutarlo nelle sue riflessioni, allego una tabella con indicato il giorno in cui si è raggiunto quota 35, il numero di superamenti annuali e la media annuale, con riferimento alla storica centralina di via della Consolata. Gradirei, poi, se mi spiegasse perché i comuni della cintura non facciano controlli e quelli del comune di Torino siano solo simbolici. Forse che aderiscano alle targhe alterne, senza convinzione, come pecoroni? ”
 
 
Anno 35° superamento superamenti nell’anno Media annuale
2001 (domeniche a piedi) 19 febbraio 180 (35 gg non rilevati) 65
2002 (targhe alterne) 4 febbraio 194 (12 gg non rilevati) 67
2003 (targhe alterne) 12 febbraio 193 (6 gg non rilevati) 63
2004 (no targhe alterne) 16 febbraio 172 (9 giorni non rilevati) 58
2005 (targhe alterne) 8 febbraio ? ?
 
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 7 febbraio 2005
PROCREAZIONE – PIANEZZA (TO): COMIZIO A MESSA CONTRO I REFERENDUM - VIALE (radicali) "FINALMENTE!"
  Pianezza (TO), chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, domenica, Messa delle ore 11; prima dell’omelia una parrocchiana prende la parola e spiega ai presenti che "al referendum non bisogna andare a votare", aggiungendo, però, di stare attenti a quanto diranno radio e televisione, perché se ci fosse il pericolo di raggiungere il quorum, "allora bisognerebbe votare no a tutti e quattro".
A rendere noto l’episodio è il presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale, membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani, il quale ha commentato:
"Finalmente siamo in campagna elettorale e, come avvenne per i referendum sull’aborto e sul divorzio, molti sacerdoti intendono parteciparvi attivamente, intervenendo nel corso della Santa Messa. Non saremo certamente noi a chiedere la censura, anzi, visti i precedenti storici ci auguriamo che ne parlino il più possibile, in tutte le occasioni. Pur trattandosi di informazioni di parte e manipolate, gli inviti dei sacerdoti contribuiranno a sensibilizzare i fedeli ad informarsi ulteriormente, rompendo il muro di silenzio che altri vorrebbero erigere. La nostra richiesta è che siano le Diocesi a promuovere delle giornate particolari nelle quali si parli dei referendum in tutte le chiese. La CEI stessa potrebbe emanare un calendario e indicare le domeniche da dedicare ai referendum. Sono quindi d’accordo con il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa di AN, che, con riferimento un parroco di Montesilvano, ha detto che quel prete fa solo il suo mestiere (ANSA 6-2.2005, 13.31.00 e 19.46.00). Anche quello di Pianezza, aggiungo io. Semplicemente, non vorrei solo che si gridasse poi allo scandalo quando i radicali andranno a volantinare davanti alle chiese. In fondo, un sondaggio ha rilevato che la maggior parte dei cattolici, compresi quelli che frequentano a messa, sono intenzionati a votare si ai referendum. I cattolici hanno capito che nessuno di loro sarà mai costretto a sottoposi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per fare figli, come nessuno di loro è stato costretto a divorziare o ad abortire. Hanno capito, che è una sorta di assicurazione, nel caso, malaugurato, che le vicende della vita dovessero condurli a valutarne l’opportunità."

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 4 febbraio 2004
FECONDAZIONE – VIALE (radicali) – “ASSOCIAZIONE LORIS BRUNETTA NASCE ALL’INSEGNA DELL’OSCURANTISMO”
 
AGIS (CRO) - 04/02/2005 - 15.03.00
AGIS (CRO) - 04/02/2005 - 16.28.00
ADNK (CRO) - 04/02/2005 - 14.29.00
  Silvio Viale, medico, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, replica ad Angelo Vescovi e a Carlo Giovanardi, che, in occasione della presentazione dell’Associazione per le cellule staminali adulte Loris Brunetta, annunciando che non voteranno al referendum, hanno polemicamente ribadito la loro personale convinzione che l’embrione sia vita sin dal concepimento e sostenuto che la ricerca sulle staminali embrionali sia una illusione.
 
Silvio Viale ha dichiarato:
 
“Come medico, vorrei che il biologo Vescovi spiegasse le differenze tra le cellule staminali di un embrione e quelle di un adulto, poiché entrambe hanno lo stesso patrimonio genetico umano, entrambe sono cellule vive ed entrambe sopravvivono solo in coltura. Che l’embrione sia vita, non è quindi un concetto biologico, a prescindere dalle convinzioni religiose o filosofiche, ma solamente un’affermazione arbitraria ed oscurantista, che deriva proprio da convinzioni religiose o filosofiche. Infatti, la vita di un embrione di 4 o 8 cellule, anche in funzione della potenzialità evolutiva, esiste solo se funzionalmente collegata ad un corpo femminile, cioè nell’impianto materno, essendo la coltura solo una fase temporanea, a scadenza. La conferma, che le osservazioni di Vescovi sull’inutilità della ricerca sulle cellule staminali embrionali siano poco convincenti, viene proprio dal commento del suo amico Giovanardi, il quale, più prudentemente, osserva che non hanno risultati “per ora”.  Per il resto, sia Vescovi che Giovanardi, interpretano a modo loro le posizioni dei radicali. E’ falso, come dice Giovanardi, che noi vogliamo convincere la gente che nel resto del mondo siano attualmente disponibili possibilità di cure. Come è falso quello che ci attribuisce Vescovi, e cioè, che senza la ricerca e sperimentazione delle cellule staminali embrionali si lascerebbero morire tante persone affette da malattie genetiche. Quello che noi diciamo è molto semplice. Noi riteniamo che sia una follia rinunciare alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, per un veto politico e religioso, senza che ne sia dimostrata l’inutilità. In questo siamo confortati dal fatto che prosegua in altri paesi. Non possiamo essere certi dei risultati, ma senza ricerca siamo certi che non ci sarà mai alcun risultato. Mi dispiace che l’Associazione Loris Brunetta nasca all’insegna del più antistorico oscurantismo, perché e destinata a seguire le orme di tutti coloro che nei secoli si sono opposti al progresso della medicina. Che abbiano torto lo dimostra, infine, il fatto che vogliono boicottare il referendum, consci che le loro deboli argomentazioni non sarebbero in grado di abbindolare gli elettori.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 3 febbraio 2005
EMBRIONE – TONINI - (ANSA POL 03/02/2005 14.31.00)
VIALE (radicali) “MA QUESTA E’ LA SCIENZA DI TONINI”
  Silvio Viale, medico, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, interviene per replicare alle affermazioni del Cardinale Ersilio Tonini sulla scienza e l’embrione:
 
“Il Cardinale Tonini ha oggi ribadito che nel dibattito in corso sulla fecondazione assistita la fede non centra perché è la scienza che ci dice che l’embrione è un essere umano, citando a conferma il fatto che il quotidiano britannico ‘Time’ abbia pubblicato una foto di un feto di 3 mesi. A parte il fatto che, nel caso della fecondazione assistita, ci si deve riferire ad embrioni composti da poche cellule, simili a tutti gli altri tipi di cellule, e non ad embrioni di gravidanze ormai avviate, dopo che è avvenuto l’impianto in utero, è chiaro che la scienza di Tonini si basa su atti di fede. Il Cardinale Tonini, infatti, non è assolutamente interessato alle prove della scienza, se non per avere la conferma dei propri presupposti religiosi. Non vi è nulla di male in ciò, salvo ritenere che tutti debbano adeguarsi in nome di una scienza rivelata, assolutista e trascendentale. Così, mi permetto di fare notare al Cardinale, come l’assetto cromosomico di alcune cellule, di per se, non rappresentino un essere umano, essendo lo stesso in qualsiasi tessuto di produzione umana, compresi, per esempio, quelli destinati ai trapianti. Capisco bene, che per il Cardinale la presenza dell’anima, sin dal concepimento, consacri l’essere umano, ma, da un punto di vista medico è la nascita che proclama l’individuo come cittadino. Non a caso, peraltro, si battezzano i neonati e non gli embrioni in utero o in provetta. In Italia, da un punto di vista giuridico, l’essere umano diventa tale dopo che sono superati i termini per l’aborto, cioè quando vi è possibilità di vita autonoma. In altri paesi, anche dopo. La scienza si limita a dirci quale sia la composizione biologica e quali siano le funzioni dell’embrione nelle varie fasi evolutive, ma è l’uomo che ne da l’interpretazione, investendo nell’embrione le proprie convinzioni storiche. Il Cardinale Tonini fa bene a tirare la giacca dalla sua parte, verso le concezioni attuali della Chiesa. Dovrebbe, però, umilmente, riconoscere che non sono universalmente condivise e che non può tirare in ballo la scienza per una visione di parte, come se fosse la scienza di Tonini. Proprio sulla fecondazione assistita, la scienza del Cardinale Tonini è smentita dai tanti uomini di scienza, cattolici, che si occupano di fecondazione assistita, creando e distruggendo embrioni ad ogni tentativo di impianto.”  
 
(Silvio Viale 339.3257406)

TARGHE ALTERNE – NEWSLETTER N.9
Torino- 3 febbraio 2005
 
SMOG – TORINO - “MENO 5 GIORNI E SIAMO FUORI”
  Silvio Viale, per i radicali, ricorda come si sia giunti al 30° superamento dei 35 annuali consentiti dalla direttiva europea e come i sette giorni di targhe alterne non siano serviti ad evitarne neanche uno. 
 
Silvio Viale ha precisato:
 
“Diversamente da quanto riferito ieri, a causa di un’impennata del 31 gennaio, la media definitiva del Pm10 di dicembre si è attestata a 94 mcr/mc, invece che 93. Resta invariata la considerazione che, senza i 5 giorni di targhe alterne, la media sarebbe stata di 95 mcg/mc, con nessuna differenza di sorta. Anche oggi il Pm10 è alto e, così, siamo a meno cinque dalla soglia dei 35 superamenti. Constatato il fallimento, se Saitta e Piras fossero coerenti, dovrebbero tentare di moltiplicare per 40 (sottolineo quaranta) l’effetto delle loro targhe alterne, con non so quale altro provvedimento da apprendista stregone. Ovviamente, non saranno coerenti e continueranno con l’inutile esorcismo delle targhe alterne, in attesa della pioggia, rinunciando persino a raccontare la balla che il Pm10 sia sceso grazie ad esse.
A proposito, a Torino come a Roma, l’arte dell’arrangiarsi ha addirittura ridotto l’unico dato che le amministrazioni non si vergognavano di diffondere; quello della percentuale di riduzione del traffico durante le ore di blocco, che dal 15% si avvicina sempre più al 10%. Rimango in attesa dei dati sui flussi di passeggeri, che GTT si ostina a non diffondere, e di quelli sulle multe dei comuni della cintura torinese, che sono evidentemente sporadiche.
Ancora cinque superamenti e potremo, a ragione, affermare che le targhe alterne sono un’inutile carnevalata, e non mi stupirei se qualcuno cominciasse a mascherare la targa, cambiando l’ultimo numero. In fondo, se nessuno controlla le auto con il numero finale sbagliato, chi controllerà mai un’auto con il numero di targa giusto?”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

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