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Torino, 28 febbraio 2006
OLIMPIADI/SMOG/TORINO – VIALE (RNP): “SFATATO IL MITO DELL’EMERGENZA SMOG. MAI PIU’ LE INUTILI TARGHE ALTERNE. ”
Terminate le Olimpiadi, in attesa che inizino le Paraolimpiadi, è ora di tornare a parlare di smog e di PM10, con il bimestre “gennaio-febbraio” che ha registrato un vero record olimpico, senza danni e tragedie per nessuno.
Silvio Viale (Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“Con 54 sforamenti (35 di tolleranza massima annuale) e una media del PM10 di 130 mcg/mc il bimestre olimpico “gennaio-febbraio” è stato il peggiore degli ultimi anni, un vero record olimpico, ma è servito per sfatare il mito dell’emergenza smog. Nonostante il PM10 alle stelle la salute della popolazione non ne ha minimamente risentito (persino le conseguenze dell’epidemia influenzale è stata minore del previsto) e, sebbene gran parte della popolazione si sia riversata nelle strade, in particolare nelle due “notti bianche”, non vi sono state code ai pronto soccorso e nemmeno un eccesso di chiamate alla guardia medica.
Le Olimpiadi hanno quindi mostrato un altro lato positivo, quello di smascherare gli strumentali allarmi “anti-smog” di assessori incapaci e di rendere palese atutti l’inutilità dei loro provvedimenti. Lo smog si è beffato di loro. A maggior ragione se si considera che nei giorni delle Olimpiadi il traffico non è stato maggiore di quello ordinario e i mezzi pubblici hanno registrato un incremento di passeggeri del 30% (grazie al biglietto unico per tutta la giornata).
Mi auguro quindi che si faccia tesoro dell’esperienza olimpica e che provvedimenti iniqui, inutili e controproducenti come quello delle targhe alterne finiscano definitivamente in soffitta.
Auspico anche che vengano corrette le “balle” (non firmate) che compaiono sul sito del comune nel “Consuntivo 2005”, dove si fa intendere che i trasporti siano i responsabili dello “smog”per il 60% ed il riscaldamento per il 10%, senza neppure dire che nei mesi invernali, quelli con il PM10 più elevato, le percentuali sono molto diverse. Inoltre, non si fa alcuna menzione al fatto che nel 2005 la concentrazione del PM10, dopo anni, è tornata a salire, nonostante un dilagare di targhe alterne e blocchi domenicali del centro. Ma che razza di consuntivo è? Uno puro spot berlusconiano?”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 27 febbraio 2006
PAPA/EMBRIONE – VIALE (RNP) "L’EMBRIONE NON E UOMO, ALTRIMENTI L’AMORE DIVINO SAREBBE MATRIGNO"
Silvio Viale, il ginecologo radicale che ha promosso l’uso della RU486 in Italia, interverrà questa sera a Cremona ad un dibattito su “La libertà di ricerca e di cura” (ore 21 – Sala “Rodi” del Vecchio Ospedale – Piazza Giovanni XXIII), a cui parteciperà anche il Prof Carlo Flamigni., Direttore Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica di Bologna e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica.
Silvio Viale, che è membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha anticipato:
“E’ inevitabile che si parlerà dell’embrione e della nuova esortazione di Benedetto XVI alla platea dei partecipanti ad un Congresso sull’embrione umano, organizzato dalla Pontificia accademia della vita. Non contesto, ovviamente, l’interpretazione storica che la Chiesa fa della “Legge di Dio”, poiché ognuno deve essere libero di seguirla, ma credo che una società laica debba evitare che la “legge” di una confessione religiosa sia imposta a tutti gli uomini. Rispetto l’opinione irrazionale di chi ha il “dono” della fede, ma chiedo che venga rispettata l’opinione di chi si limita ad una opinione razionale. L’embrione non è uomo, non lo è, forse lo diventerà, ma non lo è proprio perché non lo è ancora e, se lo sarà, questo accadrà al termine di una selezione spietata di cui l’uomo è solo l’ultimo artefice. Se esiste un amore divino questo si comporta come la natura, un amore matrigno che distrugge il 90% degli embrioni, prima ancora che l’uomo possa intervenire con l’aborto. Se per la “Legge di Dio” l’embrione ed il bimbo sono la stessa cosa, così non può essere per la legge dell’uomo, che non può imporre a tutti un’opinione di parte. Del resto, per chiunque, il dolore per un aborto precoce non è mai pari al lutto per la perdità di un neonato o di un feto nel terzo trimestre. Uno Stato Laico, deve avere “Leggi Laiche”, che non impongano nulla ai credenti, tranne il rispetto della legge e della libertà, ma che prevedano anche la libertà di trasgredire le “Leggi di Dio””

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 24 febbraio 2006
ROSA NEL PUGNO/DOMANI INIZIA LA RACCOLTA FIRME SULLE LISTE DEI CANDIDATI PER CAMERA E SENATO.
I TAVOLI DI TORINO E PROVINCIA.
Domani, sabato 25 febbraio, la Rosa nel Pugno inizierà la raccolta delle firme indispensabili per presentare le liste dei candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica (sono almeno 2.000 per ciascuna delle due Circoscrizioni piemontesi per la Camera e per la Circoscrizione unica regionale del Senato).
A Torino si potrà firmare per la Rosa nel Pugno nei seguenti posti:
- via Garibaldi angolo corso Palestro, dalle ore 10:00 alle ore 20:00, continuato;
- mercato c.so Racconigi/v. Frejus, dalle ore 9:00 alle ore 18:00;
- mercato c.so Sebastopoli/v. Tripoli, dalle ore 9:00 alle ore 18:00;
- sede radicale di via Garibaldi n. 18, dalle ore 10:00 alle ore 14:30;
- sede SDI di via Sacchi n. 62, dalle ore 16:00 alle ore 19:00;
- mercato di Giaveno (To), dalle ore 9:00 alle ore 13:00Silvio Viale e Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) hanno dichiarato:
“L’attenzione e la simpatia con cui milioni di italiani hanno seguito in questi mesi la costituzione dell’unica grande novità di queste elezioni, il nuovo soggetto politico laico-socialista-radicale- liberale, sono evidenti e palpabili.
Ma tale attenzione e tale simpatia devono tradursi nelle prossime ore in migliaia e migliaia di firme, vitali per dare alla Rosa l’acqua per vivere e per evitare che resti il sogno di una cosa.”.
Viale (348/5335310) Mellano (348/5335302)

Torino, 23 febbraio 2006
OLIMPIADI TORINO/LEADER CECENO RINGRAZIA RADICALI PIEMONTESI PER MANIFESTAZIONE DI OGGI PER “GIORNO DELLA MEMORIA” DELLA CECENIA.
Questa sera, dalle ore 18 alle ore 20, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha tenuto un sit-in nel centro di Torino (portici di Piazza CLN) per commemorare il “giorno della memoria” del popolo ceceno: il 23 febbraio 1944, l’Armata Rossa, su ordine di Stalin, deportava l’intera popolazione cecena in Asia Centrale; oltre 100.000 ceceni, un terzo del totale, moriva di stenti sui vagoni piombati usati per la deportazione.
Ieri Stalin, oggi Putin: dal 1994, le truppe di Mosca hanno causato la morte di oltre 100.000 ceceni mentre altri 300.000 sono profughi (l’intera popolazione è di 1 milione di abitanti).
Proprio oggi, Umar Khanbiev (ministro della Sanità del governo ceceno, estromesso recentemente per contrasti con la componente fondamentalista, membro Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale e già presidente onorario Associazione Aglietta) ha fatto pervenire agli esponenti radicali piemontesi Bruno Mellano e Igor Boni, che l’avevano invitato a partecipare alla manifestazione di Torino, il seguente messaggio:
“(traduzione dal francese)
Cari amici Bruno Mellano e Igor Boni, ho ricevuto con riconoscenza il vostro invito ma problemi personali non mi hanno permesso di essere oggi tra di voi.
Per la vostra importante presa di posizione sulla questione delle guerre in Cecenia e per la vostra lotta infaticabile contro il genocidio del popolo ceceno, voi avete meritato la sincera gratitudine e la simpatia di tutto il popolo ceceno.
Rispettosamente,
Umar Khanbiev”
Boni (348/5335309)

Torino, 20 febbraio 2006
MORTE DI LUCA COSCIONI – RADICALI PIEMONTESI IN LUTTO
SOSPESE LE MANIFESTAZIONI FINO AI FUNERALI DI MERCOLEDI’
MARTEDI’ SERA COMMEMORAZIONE A TORINO
VIALE (RNP) “LUCA E’ MORTO LOTTANDO PER LA VITA”
I radicali piemontesi sono in lutto per la morte di Luca Coscioni, Presidente di Radicali Italiani e candidato di punta della Rosa nel Pugno alle prossime elezioni politiche. In segno di lutto l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta sospende le proprie iniziative politiche fino ai funerali.
L’unica eccezione è il sostegno al Lama tibetano Palden Gyatso (75 anni, di cui 33 trascorsi nelle prigioni cinesi) che è giunto al sesto giorno di sciopero della fame, nella tenda installata in San Pietro in Vincoli (Torino, via San Pietro in Vincoli n. 28), per richiedere libertà religiosa in Tibet e in Cina; la Cina ospiterà le olimpiadi del 2006.
Domani sera, martedì 21 febbraio, Luca Coscioni sarà ricordato nella sede di via Garibaldi 18 a partire dalle ore 21. Bruno Mellano, Segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, e Alessandro Frezzato, membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, rievocheranno l’impegno civile e politico di Luca. Saranno presenti tutti i membri piemontesi del comitato Nazionale di Radicali Italiani: Silvio Viale, Igor Boni, Carlo Donati, Mariano Fermentino, Giulio Manfredi, Alessandro Frezzato e Bruno Mellano.
Silvio Viale, membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha dichiarato:
“Luca è morto lottando per la vita. Di fronte alla malattia non si era rassegnato ed è diventato il simbolo della lotta per la ricerca sulle cellule staminali, un esempio ed uno stimolo per tutti noi, che è destinato a perdurare nel tempo. Ho ancora in mente il suo volto che, in collegamento dal megaschermo, seguiva i lavori del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica che sabato scorso si svolgevano in Campidoglio. Luca è la dimostrazione che proprio noi, quelli che siamo per il diritto di scelta su temi come l’aborto, l’eutanasia e la famiglia, amiamo la vita, quella nostra e quella degli altri, perché ne amiamo insieme la libertà e la dignità. Ai familiari di Luca va il pensiero ed il ringraziamento dei radicali piemontesi, fieri di avere avuto Luca come compagno di viaggio.”

Roma, 18 febbraio 2006
RU486 – VIALE (RNP) “BUONE NOTIZIE DA AUSTRALIA E GRAN BRETAGNA. BASTA OSTRUZIONISMO DI STORACE; CARO MINISTRO DOVE E’ FINITO IL SUO DECRETO SULLA RU486?
”Intervenendo al “Congresso Mondiale per la libertà di Ricerca Scientifica”, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni, Silvio Viale (Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) fra l’altro ha commentato le notizie sulla RU486 che provengono dall’Australia e dalla Gran Bretagna:
“Due notizie, che giungono dall’Australia e dalla Gran Bretagna, rafforzano la richiesta che la RU486 sia utilizzata anche in Italia, smentendo le polemiche strumentali del fronte anti-abortista e del Ministro della Salute.
Il Senato Australiano (45 voti contro 28) ha autorizzato la Ru486, sconfessando il veto del Ministro della Sanità Tony Abbot. Si tratta di una decisione molto importante sul piano internazionale, poiché i movimenti “pro-life” speravano che l’Australia potesse essere il primo paese occidentale ad invertire la rotta sulla RU486. I movimenti “pro-life” australiani avevano promosso una crociata, sfruttando le polemiche create pretestuosamente sui 4 casi di morte verificatesi in California, anche se la Food and Drug Administration (FDA) non ha mai modificato la propria autorizzazione, che negli USA è ambulatoriale. Ora, dopo la decisione del Senato, la Shanghai Pharmaceutical Group ha annunciato che è interessata alla distribuzione della RU486 in Australia.
In Gran Bretagna si è concluso favorevolmente lo Studio Clinico sulla somministrazione domiciliare del secondo farmaco utilizzato per l’aborto medico. Come è noto, il protocollo prevede la somministrazione del mifepristone (RU486) seguita due giorni dopo dalla somministrazione di una prostaglandina. Tale pratica “domiciliare” è gia diffusa in Francia, negli Usa ed in altri paesi, tra cui anche la Scozia. Due anni fa, il Ministro britannico della Sanità si era dichiarato favorevole all’estensione domiciliare del protocollo per favorire la diffusione del metodo farmacologico e per ridurre gli aborti in epoca gestazionale più avanzata. Ora il risultato della studio gli dà ragione e dimostra ulteriormente la sicurezza del metodo.
Non voglio polemizzare con Storace su questo punto, ma entrambe le notizie non giustificano in alcun modo l’ordinanza con la quale ha disposto il ricovero di tre giorni per le donne che si sottopongono alla sperimentazione del S. Anna di Torino. Non voglio polemizzare su questo perché la sperimentazione prosegue regolarmente nel rispetto delle norme del ricovero “ordinario” e perché è tuttora pendente il ricorso al TAR del Lazio.
Voglio invece polemizzare con il ministro sul suo ultimo editto, quel decreto che avrebbe dovuto limitare l’importazione dei farmaci dall’estero, compresa la RU486, di cui ha annunciato formalmente la firma più di due settimane fa, ma di cui non vi è traccia. Mi permetto io, allora, di fare una domanda a Storace, così uso a porsi tante domande retoriche: che il ministro abbia solo abbaiato per beccarsi gli applausi dalla platea di AN? Che sia stata solo una “impotente” sparata elettorale?“

(339.3257406)

Torino, 17/02/2006
ROSA NEL PUGNO: FINE SETTIMANA DI MOBILITAZIONE STRAORDINARIA
Boni: "andremo tra i cittadini piemontesi per far conoscere il nostro simbolo e le nostre proposte"
Sabato 18 e domenica 19 febbraio, a Torino e in alcuni capoluoghi di provincia del Piemonte, dirigenti e militanti della Rosa nel pugno allestiranno punti di incontro con i cittadini per fare conoscere il simbolo della nuova formazione politica che si accinge al prossimo appuntamento elettorale e per informare i cittadini sulle priorità politiche che si intendono affrontare.

Dichiarazione di Igor Boni del Coordinamento regionale della Rosa nel pugno:
"La Rosa nel pugno è certamente la novità di questa tornata elettorale. Purtroppo però la maggioranza degli Italiani, degli elettori, ancora non sa che Radicali e Socialisti hanno dato vita ad un nuovo soggetto politico. Per questo, da sabato, saremo mobilitati in numerose piazze della nostra regione, per far conoscere al maggior numero di persone possibile le nostre proposte sulla laicità, sui diritti civili, sulla scuola, sull‚economia e sulla politica estera e per ricordare a tutti che, tra breve, cominceremo a raccogliere le firme per la presentazione delle liste. In Piemonte infatti dovranno essere raggiunte 4500 sottoscrizioni, per consentire anche alla Rosa nel pugno di essere presente alle prossime elezioni politiche."


Tavoli di informazione previsti:
· Torino: sabato 18: via Garibaldi angolo c.so Palestro - 10:30-13:00 e 15:30-18:30;
· Torino: domenica 19: via Garibaldi angolo corso Palestro - 10:30-13:00;
· Vercelli: sabato 18: piazza Cavour angolo via Cavour ˆ 17:00-19:00;
· Vercelli: domenica 19: piazza Cavour angolo via Cavour ˆ 17:00-19:00;
· Novara: sabato 18: corso Cavour angolo largo Cavallazzi ˆ 15:00-19:00;
· Biella: sabato 18: presso edicola giardini Zumaglini ˆ 15:30-18:30

Per informazioni: Boni (348/5335309)


Torino, 17 febbraio 2006
OLIMPIADI/TERZO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DEL LAMA TIBETANO PALDEN GYATSO; IL PRIMO BOLLETTINO MEDICO. DOMANI INCONTRO CON CONSIGLIERI REGIONALI LEO E SPINOSA E CON LA COMUNITA' TIBETANA IN ITALIA.
MELLANO (RADICALI): "INVIATE E-MAIL DI SOLIDARIETA' A PALDEN GYATSO E AI GIORNALI AFFINCHE' VI SIA INFORMAZIONE".
Il Lama tibetano Palden Gyatso (75 anni, di cui 33 trascorsi nelle prigioni cinesi) è giunto al terzo giorno di sciopero della fame, nella tenda installata in San Pietro in Vincoli (Torino, via San Pietro in Vincoli n. 28, zona Porta Palazzo), per richiedere libertà religiosa in Tibet e in Cina.

Oggi Palden Gyatso e uno dei due tibetani che partecipano all‚iniziativa nonviolenta (Sonam Wangdue, esponente del Tibetan Youth Congress di Dharamsala; il terzo è Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità tibetana in Italia) sono stati accompagnati dal Dr. Silvio Viale al Pronto Soccorso dell‚Ospedale delle Molinette per una visita di controllo. All‚interno di parametri sanitari che si mantengono nella norma, è stata riscontrata: astenia con patologia respiratoria; ipossia (insufficienza di ossigento); ipoglicemia. E‚ stata prescritta una terapia antibiotica ed antinfiammatoria, sulla cui effettuazione i tibetani si sono riservati di decidere.

Domani, alle ore 17:00, presso la tenda tibetana sosteranno: Gianpiero Leo e Maria Cristina Spinosa (consiglieri regionali, coordinatori Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet); Javier Gonzales (coordinatore Amnesty International per Piemonte e Valle D‚Aosta); Gunther Cologna (presidente nazionale Associazione Italia-Tibet); Rosanna Degiovanni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).

Per tutta la giornata vi saranno visite di membri della Comunità tibetana in Italia.


Bruno Mellano (segretario Associazione Aglietta) ha dichiarato:

"Invito i cittadini torinesi a fare due cose, piccole ma importanti: andate a trovare i digiunatori tibetani a Porta Palazzo o inviate loro e-mail di solidarietà (torino2006@italiatibet.org); inviate e-mail a Tv e giornali affinché parlino dell‚iniziativa nonviolenta in corso. Leggo dettagliati resoconti sul soggiorno torinese di Anastacia e dei Duran Duran; credo che Palden Gyatso, il suo passato e il suo presente, meritino altrettanto spazio e considerazione.".

Per informazioni: 348/5335306 (Degiovanni) http://www.italiatibet.org

Genova, 17 febbraio ’06
LIGURIA/TIBET: ASS.ne “AGLIETTA”, REGIONE E PROVINCIA SEGUANO LA STRADA DEL COMUNE IN DIFESA DIRITTI UMANI
Domani e domenica, in occasione delle due giornate mondiali di digiuno e nonviolenza in solidarietà al Tibet, alcuni militanti e dirigenti radicali aderiranno a questa iniziativa di sciopero della fame. Per la Liguria parteciperà Alessandro Rosasco (Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Giunta di Segreteria dell’Associazione “Aglietta”). Questa iniziativa assume particolare importanza dal momento che una delle finalità dello sciopero della fame sarà quello di denunciare il fatto che la città che ospiterà le prossime Olimpiadi del 2008 sarà Pechino. Questa scelta risulta sconcertante se si considera che le Olimpiadi sono da sempre simbolo di fratellanza e pace tra i popoli e pertanto non è concepibile che l’onore di ospitare tale evento sia affidato a un regime che da 50 anni porta avanti un genocidio culturale e umano con inaudita violenza.
Sull’argomento Alessandro Rosasco e Rosanna Degiovanni (responsabile Associazione “Aglietta” campagna per il Tibet) hanno dichiarato:
“Con questo digiuno ci appelliamo anche alla Regione Liguria e alla Provincia di Genova affinché seguano la strada già intrapresa dal Comune di Genova e dalla Giunta Pericu scegliendo di aderire all’ “Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet”, organismo fortemente voluto dai radicali e istituitosi presso il Consiglio Regionale del Piemonte che collega tutte quelle istituzioni locali che hanno a cuore la realtà tibetana e su questo vogliono operare facendo sentire la propria voce. Come radicali, da anni sollecitiamo le amministrazioni locali a dedicarsi nel loro piccolo anche a questi temi; lo abbiamo fatto sulla Cecenia, sul Laos, sul Vietnam, ora, grazie a queste due giornate di mobilitazione nonviolenta sul Tibet torniamo a chiederlo per il paese sul tetto del mondo”.
Per informazioni: ROSASCO (347.9552709)

Torino, 16 febbraio 2006
SENTENZA SUL CROCIFISSO - VIALE "UNA OFFESA AI CATTOLICI"
Silvio Viale, Presidente dell'associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, riprende le polemiche sulla Sentenza del Consiglio di Stato sul Crocifisso, osservando come essa sia una offesa per i cattolici:
"La riduzione allo stato laicale del crocifisso, espropriato del suo significato religioso, è una offesa alla Chiesa ed ai cattolici praticanti, indice di una superficialità ideale e di pensiero che deve fare riflettere ogni sincero democratico. E' però il segno dei tempi, per cui l'80% degli italiani si dichiara cattolico, ma ognuno a modo proprio e senza impegni, mantenendo comportamenti non certo in sintonia con gli insegnamenti del Catechismo e della Chiesa. Se da un lato questo rimarca la dicotomia tra chiesa e fedeli, per cui la Chiesa dovrebbe preoccuparsi delle posizioni che assume, dall'altro esalta un generico spirito di appartenenza che nel simbolo vede solo un epifenomeno. Il rischio concreto è che tutto ciò si possa tradurre nell'esaltazione dell'intolleranza e della faziosità sciovinista, anche se è più probabile che finisca per alimentare l'indifferenza di massa verso la religione e le sue regole, per cui il crocifisso, come i sacramenti, il catechismo o l'obbligo di santificare le feste diventa una pratiche da sbrigare e di cui non tenere conto nella vita quotidiana. Nella classe di mia figlia c'è il crocifisso, nel mio ospedale c'è il crocifisso, anche nei locali delle IVG, dovrei essere felice del fatto che da oggi debba essere considerato poco più di u soprammobile, ma non lo sono perché così facendo si offende chi in quel simbolo ci crede davvero. E' da loro che mi aspetto la rivolta. Pensate un po’se agli islamici il Consiglio di Stato dicesse che il Corano è un simbolo laico? "

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 15 febbraio 2005
Sentenza del Consiglio di tato sul crocifisso.
Viale (radicali): "SE IL CROCIFISSO E' UN SIMBOLO DI LAICITA', RUINI E' IL SIMBOLO DELL'UOMO LAICO. LA SENTENZA E' UN INSULTO AI PRINCIPI DI LAICITA' E DI EGUAGLIANZA"
Silvio Viale, Presidente della Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, interviene "sconsolato" sulla sentenza del Consiglio di Stato sul crocifisso:
"E' un giorno triste per tutti. Sono sbigottito e sconsolato. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il "Crocifisso", nemmeno la "croce", ma proprio l'immagine di una confessione religiosa sia considerabile come un simbolo di laicità. La prossima volta stabilirà che il Card. Ruini è il simbolo dell'uomo laico. Tutto ciò esemplifica, anche al più recalcitrante degli osservatori, quanto sia necessaria la presenza della Rosa nel Pugno. Così facendo, però, il Consiglio di Stato ha aperto la strada alla ostentazione nelle aule ed in tutti i luoghi anche di tutti gli altri simboli religiosi, non potendo essere discriminati sul profilo della laicità. La sentenza del Consiglio di stato è un passo indietro che è stato offerto alle strumentalizzazioni elettorali. Il punto non è tanto, se il Crocifisso possa essere esposto in aula, ma la motivazione, che è un vero insulto ai principi di laicità e di uguaglianza."

(Silvio Viale, 339.3257406)

Torino, 15 febbraio 2006
LA ROSA NEL PUGNO SULLE AMMINISTRATIVE DI TORINO:
“NESSUN TAVOLO AUTOCONVOCATO, SPETTATORI E DISINTERESSATI DELLE BEGHE DS-MARGHERITA”
Per la Rosa nel Pugno SILVIO VIALE e ENRICO BUEMI, membrI della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, intervengono sulla lettera di Gianni Favaro (RC), che chiede ai partiti di covocare un tavolo sul programma per le elezioni comunali di Torino, e sulle beghe tra DS e Margherita sulla lista unica.
Silvio Viale ed Enrico Buemi hanno dichiarato:
"Parteciperemo ale elezioni amministrative sostenendo la candidatura di Sergio Chiamparino ed aspettiamo che sia lui a definire ilprogramma del Sindaco e a convocare un tavolo delle forze politiche interessate. In quella sede porteremo le nostre proposte "50 Rose per Torino". Quindi, non è utile alcun tavolo "autoconvocato" da parte dei partiti sul programma, ma bisogna partire dall'esperienza in corso, dalle opere realizzate e da quelle che non sono state realizzate, per arricchire il programma del Sindaco e della coalizione che lo sosterrà. In attesa di sviluppi positivi rimaniamo spettatori disinteressati delle beghe tra Margherita e DS sulla lista unica, che dovrebbe riprodurre sul piano locale la loro esperienza nazionale, ribadendo che la Rosa nel Pugno sarà presente con una propria lista a sostegno di Sergio Chiamparino e di un programma chiaro, fatto di impegni, e non destinato a finire nel Progetto Cartesio (la raccolta differenziata della carta) il giorno dopo".

Torino, 14 febbraio 2006
NOMINATI I COORDINATORI REGIONALI RADICALI:
BRUNO MELLANO COORDINATORE DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D'AOSTA
Gli organi dirigenti nazionali di Radicali Italiani e dell'Associazione Luca Coscioni hanno reso noti i nomi dei coordinatori regionali dell‚area radicale in vista dell‚imminente campagna elettorale della Rosa nel Pugno.
I coordinatori nominati sono: BRUNO MELLANO (Piemonte e Valle D‚Aosta), SERGIO RAVELLI (Lombardia), ACHILLE CHIOMENTO (Trentino Alto Adige), FRANCO FOIS (Veneto), MARCO GENTILI (Friuli Venezia Giulia), DEBORAH CIANFANELLI (Liguria), WERTHER CASALI (Emilia Romagna), ANTONIO BACCHI (Toscana), ANDREA MAORI (Umbria), LAURA PISTONI (Marche), DIEGO SABATINELLI (Lazio), ORAZIO PAPILI (Abruzzo), GIUSEPPE ROSSODIVITA (Molise); MICHELE DE LUCIA (Campania), ANTONIO TRISCUIOGLIO (Puglia), MAURIZIO BOLOGNETTI (Basilicata), GIANFRANCO DELL‚ALBA (Calabria e Sicilia), GIAMPIERO MURONI (Sardegna).
Sabato scorso si è svolta, a Roma nella sede del Partito Radicale, la riunione di insediamento delle nuove figure di riferimento per l‚area radicale, in vista di un rapporto diretto con i referenti regionali dello SDI. La riunione svoltasi con la partecipazione di Emma Bonino, Daniele Capezzone e Marco Cappato è stata presieduta da Rita Bernardini, che assicurerà la rete dei rapporti territoriali, con l‚aiuto di Michele De Lucia e Alessandro Massari.
Ciascun coordinatore regionale ha potuto scegliere una persona di propria fiducia per l‚affiancamento in questa fase politica complessa e delicata. Bruno Mellano ha deciso di partecipare alla riunione romana accompagnato da Igor Boni, che ha accettato di supportarlo nella responsabilità del nuovo ruolo.

Torino, 14 febbraio 2006
OLIMPIADI/TORINO/ON. BUEMI (ROSANPUGNO) VISITA MONACO TIBETANO DI 75 ANNI IN DIGIUNO PER DIRITTI UMANI.
INTERPELLANZA DI PANNELLA SU LIBERTA‚ RELIGIOSA IN CINA; D‚ELIA E ZAMPARUTTI (NESSUNO TOCCHI CAINO) IN SCIOPERO DELLA FAME.
  L'On. Enrico Buemi (Rosa nel Pugno) ha visitato oggi la tenda tibetana installata dall‚inizio delle Olimpiadi a Torino (Chiesa di San Pietro in Vincoli, Via San Pietro in Vincoli n. 28, zona Porta Palazzo). Buemi si è intrattenuto a lungo con il monaco tibetano Palden Gyatso (75 anni, di cui 33 trascorsi nelle carceri cinesi per reati di opinione) che ha intrapreso un digiuno per il rispetto dei diritti umani in Cina e in Tibet.
Al termine dell‚incontro, Buemi ha dichiarato:

"Le Olimpiadi di Pechino del 2008 possono e devono diventare l‚occasione di apertura della Cina non solo agli sportivi ed ai turisti ma anche alla libertà e alla democrazia, che sono come l‚acqua, non le si può bloccare. Se avrò l'onore di rappresentare la Rosa nel Pugno anche nel prossimo Parlamento, mi metterò a disposizione dell‚Intergruppo parlamentare sul Tibet, che è stato, peraltro, finora validamente coordinato dall‚on. Vernetti. Come giustamente hanno dichiarato i tibetani presentando la loro iniziativa nonviolenta di Torino, è in gioco il destino non solo del Tibet ma dell'intera Cina, rispetto alla quale, lo ricordo, i tibetani chiedono non l‚indipendenza ma un‚autonomia dignitosa e non di facciata.".

Sempre oggi, Marco Pannella, parlamentare europeo e Presidente di Nessuno tocchi Caino, ha presentato un‚interrogazione al Parlamento europeo sulla violazione dei diritti umani e la dura repressione della libertà di religione in Cina a partire dal caso di Gao Zhisheng, un avvocato cinese, da anni schierato in difesa di chi ha contestato gli abusi delle autorità e ha rivendicato libertà di parola e di manifestazione del pensiero.
L‚avvocato è famoso in tutto il Paese per le lettere aperte in cui denuncia il malgoverno dei leader del Partito Comunista e per la strenua difesa dei cristiani non ufficiali e degli aderenti del Falun Gong che gli sono costate la chiusura del suo studio legale e la revoca dell‚abilitazione da parte del Governo.
Dal 6 febbraio, Gao Zhisheng, ha fatto uno sciopero della fame di 48 ore e ha lanciato una campagna nazionale di scioperi della fame a cui hanno aderito numerosi attivisti e democratici cinesi residenti nella Cina continentale, ad Hong Kong, in Giappone ed in Occidente.
Nell‚interrogazione Marco Pannella chiede cosa intende fare la Commissione (il Consiglio) per chiedere al governo cinese che cessino tali persecuzioni e sia garantita la libertà di culto e se la Commissione (il Consiglio) intende porre con fermezza il problema del rispetto dei diritti umani al centro dei rapporti dell‚Unione europea con la Repubblica Popolare Cinese.
Intanto anche i dirigenti dell‚associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio d‚Elia ed Elisabetta Zamparutti (segretario e tesoriere) aderiscono per 24 ore, e a partire da oggi, allo sciopero della fame per la difesa dei diritti umani in Cina.

Per informazioni: Rosanna Degiovanni (348/5335306)

N.B. A San Pietro in Vincoli (Torino, Via San Pietro in Vincoli n. 28, zona Porta Palazzo), accanto alla tenda dei digiunatori tibetani, è allestita una mostra fotografica sul Tibet; sono anche disponibili bandiere del Tibet, da esporre alle finestre e sui luoghi di gara.

CONFERENZA-STAMPA per Giovedì 16
Febbraio 2006 alle ore 17 presso la Chiesa di San Pietro in Vincoli, (Via San Pietro in Vincoli 28, Torino).
Interverranno: Paolo Pobbiati Presidente di Amnesty International
  In occasione dei Giochi Olimpici invernali, Amnesty International vuole ricordare le gravi violazioni dei diritti umani che avvengono quotidianamente nella Repubblica Popolare Cinese, sede delle prossime Olimpiadi.
Nel paese che si appresta ad ospitare gli atleti, le piu‚ elementari forme di liberta‚ vengono negate ad una popolazione che, si ricorda, rappresenta un quinto degli abitanti della terra. Mancanza di liberta‚ di esprimere il proprio culto (sia cattolico che buddista che mussulmano), persecuzione dei dissidenti (compresi i praticanti Falun Gong), dei sindacalisti, dei giornalisti non-allineati, di chi vuole fondare un partito alternativo a quello unico, esodi forzati ed uso indiscriminato della tortura, applicazione eccezionalmente diffusa della pena di morte: sono solo alcune delle violazioni dei diritti umani di cui il mondo dovra‚ prendere coscienza durante lo svolgimento di Pechino 2008.
Lungi dal chiedere forme di boicottaggio e cosciente del ruolo dello sport nel promuovere la fratellanza tra i popoli ed il rispetto dell'individuo, Amnesty International e‚ vicina al popolo tibetano ed ai cittadini cinesi e promuove campagne per sostenere chi quotidianamente si batte per il rispetto dei diritti umani in Cina. Per questo motivo, Amnesty International ha deciso di sostenere assieme all‚Associazione Italia-Tibet e
all‚Associazione Radicale Adelaide Aglietta il presidio iniziato dalla Comunità Tibetana in Italia presso la Chiesa di San Pietro in Vincoli di Torino e che vede attualmente digiunare tre tibetani, fra cui il settantacinquenne Lama Palden Gyatso, ex prigioniero politico tibetano, detenuto per ben 33 anni nelle carceri cinesi. Per illustrare le iniziative legate all'adesione, è stata quindi organizzata una CONFERENZA-STAMPA per Giovedì 16
Febbraio 2006 alle ore 17 presso la Chiesa di San Pietro in Vincoli, (Via San Pietro in Vincoli 28, Torino).
Interverranno: Paolo Pobbiati Presidente di Amnesty International

- Sezione ItalianaGunther ColognaPresidente dell‚Associazione Italia-TibetBruno MellanoSegretario dell‚Associazione Radicale Adelaide
Aglietta Per maggiori informazioni:Amnesty International - Ufficio di Torino: C/San Maurizio 12 bis, Torino,Associazione Italia-TibetAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, Via Garibaldi 18/55, Torino, 011-2309006

CONFERENZA STAMPA SULLE UNIONI DI FATTO

Martedì 14 febbraio, alle ore 11, presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris (sede del Consiglio Regionale del Piemonte) in Via Alfieri 15, il Capogruppo regionale dello SDI Luigi Sergio Ricca organizzerà una conferenza stampa per presentare la sua Proposta di Legge al Parlamento riguardante

"Convivenza registrata"
Disciplina delle unioni di fatto
L'incontro con la stampa, a cui interverranno anche i Segretari provinciale e regionale dello SDI-Rosa nel Pugno On. Enrico Buemi e Gian Luigi Bonino oltre al Segretario dell'Associazione "Adelaide Aglietta" Bruno Mellano, sarà l'occasione per discutere i punti cardine della Proposta ed esaminare insieme le esigenze e gli obbiettivi ai quali essa si ispira ovvero:

· porre tutti i cittadini, stabilmente conviventi, nella condizione di essere liberi di scegliere quale assetto conferire ai loro rapporti, secondo il principio di uguaglianza giuridica e di pari dignità stabilito della Costituzione
· non equiparare i componenti di una unione di fatto ai coniugi, se non per particolari casi e, specificatamente, quelli relativi alla materia successoria, ai diritti di abitazione, ai diritti e ai doveri di assistenza, alla legislazione riguardante il lavoro e la previdenza sociale, nonché all'applicazione delle norme penali
· regolamentare ed abbattere alcuni ostacoli che impediscono attualmente alle coppie di fatto alcuni elementari diritti come quello di subentrare nell‚affitto della casa comune in caso di morte del partner o quello di lasciare in eredità, fatti salvi i diritti degli eredi legittimi, il proprio patrimonio alla persona con la quale si è condivisa l'esistenza
· uniformare la legislazione italiana alle risoluzioni dell'Unione Europea in materia di coppie di fatto, alle raccomandazioni rivolte agli Stati membri per l'adozione di norme in materia antidiscriminazione ed ai principi ricompresi nella Carta dei diritti fondamentali proclamata a Nizza il 7 dicembre del 2000
· non modificare la concezione positiva del matrimonio come scelta volontaria, libera e cosciente né intende mettere in discussione l‚articolo 29 della Costituzione che riconosce nel matrimonio i diritti della famiglia quale pilastro della nostra società.

La proposta non intende equiparare i componenti di una unione di fatto ai coniugi, bensì nasce dalla necessità di disciplinare l'istituto dell‚unione di fatto ponendo tutti i cittadini stabilmente conviventi nella condizione di essere liberi di scegliere quale assetto conferire ai loro rapporti. Nonostante ciò, l'accordo costitutivo non può eludere o superare i vincoli legali fissati dal nostro ordinamento sull‚istituto del matrimonio.
Peraltro la costituzione di una unione di fatto non dà titolo all‚accesso o alla modifica dell'attuale disciplina sulle adozioni di minori.
Infine, in caso di rottura del rapporto, la proposta di legge prevede che sia il Sindaco a convocare entrambi i contraenti in una data compresa tra il sessantesimo e il novantesimo giorno successivo alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 2, al fine di ricercare una intesa consensuale.

Torino, 12 febbraio 2006
DROGA/MANFREDI (ROSA NEL PUGNO): “DOPO LE LEGGI AD PERSONAM IL POLO INAUGURA LE LEGGI AD MINCHIAM.
IL PRESIDENTE CIAMPI AVALLERA’ LO STRAVOLGIMENTO DEL DIRITTO?”
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Non sono abituato a usare termini volgari per “épater les bourgeois” ma di fronte a come gli Azzeccagarbugli del Polo stanno violentando la normativa sulle droghe non è possibile utilizzare altri termini.
Non solo il ministro Giovanardi ha infilato in un decreto-legge sulle Olimpiadi di Torino la riforma radicale (si fa per dire) della legge sulle droghe, rendendo tale provvedimento palesemente incostituzionale (dove sono i requisiti di necessità ed urgenza? Dov’è l’omogeneità della materia?). Ora annuncia – senza aspettare che il presidente Ciampi abbia esaminato la costituzionalità del decreto-legge - che, su imposizione del ministro Moratti (notoriamente legata alla comunità di San Patrignano), che ritiene la riforma “troppo lassista” (sic), il governo modificherà il decreto-legge, non ancora legge, inserendo una norma che inverte l’onere della prova; sarà l’accusato a dover dimostrare di essere un consumatore e non uno spacciatore (sarà autorizzato a rollare e farsi una canna davanti al giudice? O a farsi una pera davanti alla giuria popolare?); e questo sarà fatto, pare, inserendo la modifica nel decreto-legge sulla pubblica amministrazione in discussione alla Camera martedì 14 (dove sono la necessità ed urgenza? Dov’è l’omogeneità della materia?).
Lo stravolgimento del diritto costituzionale e penale avviene nel silenzio generale, salvo le solite eccezioni; sembra che gli italiani si siano ormai assuefatti a tutto, basta che passi la nottata.
Il supremo garante costituzionale, il presidente Ciampi, troverà in sé il coraggio civile per opporsi a questi continui e aggravati golpe giuridici? La serie ininterrotta di dichiarazioni e ammonimenti sulla necessità di difendere la Costituzione, che ha contraddistinto il suo settennato, non lascerebbe dubbi sulla risposta.”.

Manfredi (348/5335305)
N.B. Sul sito www.fuoriluogo.it il testo dell’Appello a Ciampi: “Presidente, non firmi!”


Torino, 11 febbraio 2006
OLIMPIADI
A TORINO MONACO TIBETANO DI 75 ANNI – RECLUSO PER 33 ANNI NELLE CARCERI CINESI - INIZIA DIGIUNO NO-STOP PER DIRITTI UMANI IN CINA E TIBET, ASSIEME AD ALTRI COMPAGNI.
DEGIOVANNI (RADICALI): “FATE SVENTOLARE LA BANDIERA TIBETANA SIA ALLE FINESTRE SIA NEI LUOGHI DI GARA”
La Comunità tibetana in Italia ha illustrato oggi, in una conferenza stampa tenutasi a Torino, gli obiettivi dello sciopero della fame a tempo indeterminato che un gruppo di esuli del Tibet, laici e religiosi, intraprenderà da domani, in una tenda installata in San Pietro in Vincoli (Torino, via San Pietro in Vincoli n. 28, zona Porta Palazzo).
Ha introdotto la conferenza stampa Rosanna Degiovanni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che ha sottolineato come l’iniziativa sia stata voluta fortemente da Tamdin Choepel (vice presidente Comunità tibetana in Italia). L’esponente radicale ha lanciato un appello ai cittadini torinesi e degli altri luoghi olimpici affinché facciano sventolare la bandiera tibetana sia alle finestre delle case sia nei luoghi di gara.
Ha poi preso la parola Kalsang Phuntsok Godrukpa (Tibetan Youth Congress): “I Giochi Olimpici sono l’occasione giusta per pretendere l’attuazione di quei diritti umani che ogni nazione partecipante dovrebbe rispettare; nonostante tutte le sue rassicurazioni, la Cina non rispetta i diritti umani; in particolare, in Tibet continua il genocidio. E’ nostra intenzione digiunare a tempo indeterminato, fino a quando il mondo chiederà conto alla Cina di questo genocidio. La Cina è potente; noi abbiamo soltanto la forza della verità. Vinceremo.”.
Palden Gyatso (monaco tibetano, 75 anni, di cui 33 passati nelle carceri cinesi per reati di opinione, o meglio, per reati di “religione”): “Sono felice di essere qui; chiedo alla comunità internazionale di rivedere la decisione di tenere le prossime Olimpiadi a Pechino. Quando fu presa quella decisione, il 13 luglio 2001, si disse che l’appuntamento olimpico avrebbe contribuito a migliorare il livello dei diritti umani in Cina; non è successo, anzi le cose sono peggiorate. Nonostante le apparenze, la pratica religiosa continua ad essere vietata in Tibet. I cinesi non ci considerano, siamo così pochi! Ma nel nostro cuore abbiamo fiducia nella legge … e recentemente in Spagna la magistratura ha aperto un’inchiesta nei confronti dei dirigenti comunisti di Pechino per crimini contro l’umanità. Parteciperò al digiuno nella speranza che cambi qualcosa …”.
Pema Yangchen (Tibetan Youth Congress): “Noi non siamo nemici del popolo cinese; la nostra lotta è a favore sia dei tibetani sia dei cinesi. Fino a quando i diritti umani non saranno rispettati, Pechino non ha il diritto di ospitare i Giochi.”.
Claudio Tecchio (Coordinatore Campagna di solidarietà con il popolo tibetano): “48 ore fa, un gruppo di monaci tibetani è stato condannato a pesanti pene detentive per essere stati trovati in possesso di un volantino che invitava al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. Ieri sera, alla Stadio Olimpico, mancavano tre bandiere, quelle del Tibet, del Turkestan Orientale e della Mongolia. Noi non vogliamo guastare la festa a nessuno; siamo semplicemente consapevoli che non esiste pace senza giustizia.”.
Gianni Mello (Associazione Italia-Tibet): “Torino è tappezzata di manifesti con la scritta “Passion lives here”. Ebbene, da domani inizia qui a Torino l’interpretazione tibetana della Passione … Noi siamo al fianco dei tibetani, e appoggeremo le iniziative decise da loro.”.

Per informazioni: Rosanna Degiovanni (348/5335306)
N.B. A San Pietro in Vincoli, accanto alla tenda dei digiunatori, sarà allestita una mostra fotografica sul Tibet; saranno anche disponibili bandiere del Tibet.

Modena, 10 febbraio 2006
RU486 PRESTO REGISTRATA IN ITALIA - VIALE (RNP): “STORACE E’ SERVITO! PREMIATA LA NOSTRA TENACIA”.
LA RU486 SARA’ UTILIZZATA ANCHE DA POLICLINICO DI MODENA.
Sì è tenuta questa mattina presso il Caffè Concerto, a Modena, una conferenza stampa con Silvio Viale, ginecologo del S.Anna di Torino e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno.
Erano presenti : Lanfranco Turci (deputato DS); Emilio Salemme e Francesco Cagliari (Radicali modenesi); Giovanni Franco Orlando, Sergio Rusticalli e Enrico Corsini (SDI); Rosa Maria Fino (consigliere comunale lista civica, presentatrice di un ordine del giorno a sostegno dell'utilizzo della RU486).
Sono, inoltre, intervenuti: il Prof.. Facchinetti e la Dr.ssa Vecchi del Policlinico di Modena; la Dr.ssa Silvana Borsari dirigente capo del Servizio Consultori Provinciale di Modena.
Nel corso della conferenza stampa, il Prof. Facchinetti ha annunciato che, entro breve termine, anche a Modena, presso la struttura del Policlinico, saranno attivate le procedure per l’importazione della RU486.
Silvio Viale ha dichiarato:
“Due buone notizie: la prima è che il Presidente della Exelgyn, Alexandre Lumbroso, ha comunicato all’Associazione dei consumatori ADUC di aver ufficialmente avviato la procedura europea centralizzata di mutuo riconoscimento. “Entro ottobre di quest’anno otterremo una risposta definitiva”, spiega Lumbroso, che aggiunge: “stiamo per commercializzare il Mifegyne (ndr. Ru486) in Italia”.
Un mese fa, circa, l’On. Fioroni (Margherita) aveva insinuato che la mancata richiesta di registrazione da parte della casa farmaceutica fosse dovuta alla pericolosita’ del farmaco ed il ministro Storace ne aveva subito fatto un suo cavallo di battaglia. Adesso è servito e la nostra tenacia è stata premiata. Per il resto stiamo ancora aspettando il testo del decreto con il quale il ministro Storace vuole limitare l’importazione di farmaci. Probabilmente una “bufala” che, comunque, non impedirà di utilizzare la laboriosa procedura di importazione dall’estero, che il presidente della Exgelyn ha definito “gravosa per gli ospedali, come per la Exelgyn”. Intanto all’Ospedale S. Anna di Torino prosegue la sperimentazione, grazie alla quale la RU486 è stata somministrata a oltre un terzo delle 400 donne previste.
Il Policlinico di Modena – è la seconda buona notizia – attiverà le procedure di importazione come previsto da una recente circolare dell’Assessorato regionale alla Sanità. Mi auguro che l’esempio di Modena sia seguito da tanti altri ospedali emiliani e del resto d’Italia.”

Viale 348/5335310
Per ulteriori informazioni: www.aduc.it www.associazioneaglietta.it

Torino, 9 febbraio 2006
CONFERENZA STAMPA
SABATO 11 febbraio 2006, alle ore 12:00
TORINO, SAN PIETRO IN VINCOLI
(ingresso da via San Pietro in Vincoli n. 28, vicino ingresso Istituto Cottolengo)
La Comunità tibetana in Italia terrà una conferenza stampa per illustrare i motivi e gli obiettivi dello sciopero della fame che un gruppo di esuli del Tibet, laici e religiosi, intraprenderà da domani sera, venerdì 10 febbraio, in concomitanza con l'apertura dei giochi olimpici di Torino 2006, e che durerà per l'intero arco dell'evento olimpico.

Al digiuno parteciperanno i Consiglieri regionali Gian Piero Leo e Maria Grazia Spinosa, coordinatori dell'"Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet", ai quali si uniranno anche altri esponenti del mondo politico, culturale, religioso e sindacale.
Scopo principale dell‚iniziativa è denunciare la drammatica situazione del Tibet occupato, in particolare per quel che riguarda la libertà religiosa.

Saranno presenti alla conferenza stampa:

Palden Gyatso, monaco tibetano rinchiuso per oltre trent'anni nelle carceri cinesi
Tamdin Choepel, Vice Presidente Comunità tibetana in Italia
Gian Piero Leo e Maria Grazie Spinosa, consiglieri regionali e Coordinatori dell'"Associazione comuni, province e regioni per il Tibet"
Claudio Tecchio, Coordinatore Campagna di solidarietà con il popolo tibetano
Gunther Cologna, Presidente Associazione "Italia- Tibet"
Bruno Mellano, Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta
Un esponente del "Tibetan Youth Congress"


Per informazioni: Rosanna Degiovanni (348/5335306)

N.B. Nel luogo della conferenza stampa sarà installata per l‚intera durata delle Olimpiadi una tenda tibetana, che ospiterà i digiunatori. Sarà installata anche una mostra fotografica sul Tibet e saranno disponibili bandiere del Tibet da esporre alle finestre durante i Giochi Olimpici.

Torino, 9 febbraio 2006
ROSA NEL PUGNO/OLIMPIADI: I CONTESTATORI TORINESI PRENDANO ESEMPIO DAI TIBETANI
Viale e Boni: 2Inammissibile fermare o deviare la fiaccola ed esporre striscioni minacciosi contro la più grande festa della recente storia torinese2

Oggi pomeriggio alcune decine di manifestanti (non autorizzati) ha costretto all‚ennesima deviazione la fiaccola olimpica. Durante la protesta, animata da no-global, no-tav, esponenti dei centri sociali, sono anche stati esposti striscioni dai toni minacciosi come "Torino 2006, devastazione e saccheggi".

Silvio Viale (Direzione nazionale della Rosa nel pugno) e Igor Boni (Coordinamento regionale Rosa nel pugno) hanno dichiarato:
„Questi contestatori di tutto potrebbero utilmente prendere esempio dalla delegazione di tibetani presente a Torino durante i giorni delle olimpiadi. Hanno pacificamente manifestato nei giorni scorsi in alcune centinaia e, da sabato prossimo, avranno un presidio fisso nel centro di Torino dove digiuneranno e informeranno i cittadini sulle buone ragioni di un popolo oppresso, che ha letteralmente subito un genocidio da parte del Governo cinese in 50 anni di occupazione; Governo che paradossalmente ha ottenuto l‚assegnazione dei giochi olimpici del 2008.
L'atteggiamento di queste frange estremiste, pronte in ogni occasione allo scontro, ha il solo effetto di rendere sempre più difficile il dialogo e il confronto su temi cruciali per la nostra città e per il Piemonte - a cominciare dall'Alta Velocità. E'ora sempre più necessario e urgente che tutte le forze politiche e le istituzioni (innanzitutto i sindaci della Valle di Susa) si dissocino da tali azioni e condannino questi atteggiamenti.
Per ciò che ci riguarda, come rappresentanti della Rosa nel pugno, riteniamo inammissibile fermare o deviare la fiaccola ed esporre striscioni minacciosi, riteniamo che non si possa conquistare visibilità a spese delle più elementari regole del vivere civile.


Per informazioni: Viale (348/5335310); Boni (348/5335309)

Torino, 8 febbraio 2006
EUTANASIA/70% MEDICI A FAVORE – VIALE (EXIT) “NESSUN ALIBI PER UNA INCHIESTA SULLA REALTA’ ITALIANA”
Silvio Viale, il medico radicale che si batte per la RU486, come esponente di EXIT-Italia e dell’Associazione Luca Coscioni, interviene sull’esito del sondaggio sull’eutanasia tra i medici.
“Lo avevamo sempre sostenuto ed ora vi è un’ulteriore conferma: i medici italiani sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità sulle questioni di fine vita e dell’eutanasia. Vi è ancora molta confusione, anche dovuta al fatto che gran parte dei medici non è coinvolto nella morte, ma i tempi sono maturi perché si proceda all’inchiesta che l’Associazione Luca Coscioni chiede da tempo. L’Ordine dei Medici deve emanciparsi dalla sudditanza politica della gestione del Presidente Giuseppe Del Barone, tutta tesa ad insabbiare ogni discussione sulla materia. Noi non temiamo il dibattito sull’eutanasia, poiché sappiamo che con esso non potrà che aumentare la percentuale dei medici favorevoli, proprio come è accaduto in Olanda o in Belgio. Nessun medico sarà mai costretto ad assistere nella morte un paziente, ma non si può continuare a negare che altri lo possano fare, con tutte le necessarie garanzie. Il vero scandalo è che l’Ordine dei medici neghi l’esistenza di una eutanasia clandestina e paralegale, sebbene mi rassicuri il fatto che non si sia aperto un procedimento disciplinare contro Umberto Veronesi, come fu fatto con me pochi anni fa’ per avere detto le stesse cose. Come Exit-Italia riceviamo molte richieste ed è frustrante non potere dare alcun aiuto a chi ne ha bisogno.”

(Silvio Viale 339.3257406)

Roma, 8 febbraio 2006
FIACCOLA OLIMPICA - EMMA BONINO (RNP) "BRAVI CHIAMPARINO E BRESSO.
BASTA INFANGARE LE OLIMPIADI CON ATTEGGIAMENTI SFASCISTI."
Roma, 8 febbraio 2006 - Il giorno in cui la fiaccola olimpica inizia ad attraversare la cintura torinese, con le scolaresche schierate al suo passaggio, la Rosa nel Pugno scende in campo contro chi vuole trasformare quella che è, comunque, una festa planetaria in un´occasione per "beghe da cortile". Enrico Buemi, Silvio Viale, Gian Luigi Bonino, Bruno Mellano e tutti i dirigenti torinesi domani saranno lungo il percorso ed invitano i cittadini a partecipare senza farsi spaventare dalle annunciate contestazioni.
Emma Bonino, della Segreteria Nazionale della RNP, è personalmente intervenuta per congratularsi con la fermezza del Sindaco Sergio Chiamparino e del Governatore del Piemonte Mercedes Bresso, che hanno ammonito chi utilizza le Olimpiadi per contestazioni strumentali.
Emma Bonino ha dichiarato: "Bravo Chiamparino! In questi giorni non sono a Torino, ma tutti mi riferiscono di un clima di entusiasmo che attraversa la città e che domani le scolaresche saranno presenti lungo il percorso della fiaccola olimpica. E´ ora quindi di mettere da parte le beghe da cortile e smetterla di infangare con atteggiamenti "sfascisti". In questi giorni Torino è una vetrina planetaria, con le sue piccole e grandi storie di personaggi famosi e di atleti sconosciuti. Non si tratta di discutere sui pregi e i difetti delle Olimpiadi moderne. Anche per gli eventuali "panni sporchi" è meglio rimandare a dopo. Ora si tratta di partecipare alla festa, a cui nessuno è obbligato. Non si chiede a nessuno di farlo. Semplicemente si chiede di non rovinare la festa."

Torino, 8 febbraio 2006
TORINO/VIALE (RNP): “UN ERRORE NON COMMEMORARE DON ANDREA SANTORO IN CONSIGLIO PROVINCIALE. UNA OCCASIONE PER RICORDARE I 26 SACERDOTI UCCISI NEL 2005 NEL MONDO. STUPEFACENTE IL SILENZIO DEL CARD. POLETTO.”
Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno (RNP), è intervenuto con una dura dichiarazione per deplorare la “stupidità” dei consiglieri Provinciali di Torino che si sono opposti alla commemorazione di Don Andrea Santoro e che hanno abbandonato l’aula per protesta.
Silvio Viale ha dichiarato:
“Non si tratta di laicismo, ma di semplice stupidità. E’ vero che, se nessuno avesse chiesto ci commemorare Don Andrea Santoro, non si sarebbe fatto, ed è altrettanto vero che, chi l’ha chiesto, l’ha fatto probabilmente per provocazione. Ma dei veri laici non ci sarebbero cascati, trasformando in una bega provinciale, una questione molto seria: la libertà religiosa e la persecuzione dei cristiani nel mondo. Io sarei rimasto, con orgoglio laicista, per ricordare anche i ventisei missionari cattolici, tra vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, che sono stati uccisi nel 2005 e di cui nessun Consigliere Provinciale si è mai occupato. Essere laici, essere laicisti, significa difendere la libertà di tutti, compresa la libertà religiosa. Mi auguro che tutti i membri del Consiglio Provinciale di Torino, nessuno escluso, possano cogliere nella vicenda un motivo di riflessione coraggiosa che li porti a distinguere tra le “beghe di parrocchia” e i “valori laici di libertà”. In una città che dovrebbero essere impregnata dallo spirito olimpico, l’accaduto è una doppia figuraccia. Mi stupisce, infine il silenzio del Card. Poletto, così incline ad intervenire su tutto. Che si sia distratto?”

(Silvio Viale 339.3257406)

All'Assessore regionale
Tutela Salute e Sanità
Regione Piemonte
Mario Valpreda
Sua Sede Torino, 7 febbraio 2006 Oggetto: richiesta incontro urgente su: RU486 - Nuovo decreto Storace su importazioni medicinali dall'estero"; assicurazione regionale rispetto a interventi sanitari di fecondazione assistita e utilizzo di anticoncenzionali e RU486. Egregio Assessore,
lo scorso 31 gennaio il ministro della Salute ha annunciato (comunicato allegato) di aver firmato un decreto di modifica delle disposizioni del 1997 in materia di importazione di medicinali registrati all‚estero e non in Italia. Con tale provvedimento - non ancora pubblico - il ministro intende rendere più lunghe e difficoltose le procedure di approvvigionamento del farmaco RU486, attivate in questi ultimi mesi - dopo l'inizio della sperimentazione all‚Ospedale S. Anna di Torino - da parte di diversi Ospedali italiani e, in particolare, dalla Regione Toscana e, più precisamente, dall'Ospedale di Pontedera (PI).
Di fronte a tale ennesima ingerenza del ministero in attività sanitarie del tutto lecite (L. 194/78, art. 15) e che appartengono senza ombra di dubbio alla competenza istituzionale delle Regioni, è necessario ed urgente che la Regione Piemonte e tutte le altre Regioni governate da amministrazioni del centro-sinistra si affianchino alla Regione Toscana nelle procedure di richiesta del farmaco RU486 all'estero.
A tal fine, Le chiediamo un incontro urgente per valutare e vagliare gli aspetti politici e tecnici della questione; inoltre, vorremmo sottoporle le preoccupazioni degli operatori sanitari derivanti dalla lettura delle clausole contrattuali dell‚assicurazione del personale medico stipulata dalla Regione Piemonte, in particolare rispetto a danni derivanti da interventi di fecondazione assistita e utilizzo di anticoncezionali e RU486 (alleghiamo stralcio contratto assicurativo).
Infine, se Lei lo riterrà opportuno, l‚incontro richiesto potrà essere utile per trattare il problema dell‚attuazione della D.G.R. n. 32-14579 del 17/01/05 "Ausili per la comunicazione interpersonale: Indagine conoscitiva per la fornitura ai disabili residenti nella Regione Piemonte"(cfr. Sua lettera del 10/11/05, Prot. n. 2055/U.C/SAN). Tale provvedimento si inserisce a pieno titolo nella campagna "Libertà di parola"lanciata dall'Associazione Luca Coscioni e che ha portato all'approvazione di delibere analoghe da parte della Regione Lazio e della Regione Basilicata. Confidando in un pronto riscontro, Le inviamo distinti saluti. Silvio VIALE
presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Bruno MELLANO

Torino, 7 febbraio 2006
DROGA/MANFREDI E VIALE (RNP): CIAMPI NON CEDA AL RICATTO OLIMPICO; RIMANDI IL DECRETO-LEGGE ALLE CAMERE, CHE POSSONO E DEVONO STRALCIARE L'EMENDAMENTO MOSTRO GIOVANARDI NEPPURE IL PICCANATORE COSSIGA AVREBBE FIRMATO UN TALE MOSTRO GIURIDICO.
Dopo l'approvazione da parte della Camera dei Deputati della conversione in legge del decreto-legge sulle Olimpiadi con annessa riforma della legge sulla droga (in 22 articoli e 30 pagine), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) hanno dichiarato:

„L‚intento del governo è chiaro: estorcere al presidente Ciampi la firma su un decreto-legge palesemente incostituzionale - dove sono i requisiti di necessità ed urgenza rispetto all'"emendamento mostro Giovanardi"contenente la riforma della legge sulle tossicodipendenze? Dov‚è l‚omogeneità delle materie trattate (Olimpiadi, droga, usura, terrorismo internazionale, vigili del fuoco)? -, con l‚arma del ricatto: "Non si possono lasciare senza copertura finanziaria i Giochi Olimpici di Torino che iniziano venerdì".
Ciampi non deve sottostare a questo ricatto verognoso e deve rimandare al più presto alle Camere il decreto-legge, affinché il Parlamento possa riapprovarlo in tempo utile, stralciando l'"emendamento mostro Giovanardi"; il governo Berlusconi ha avuto cinque anni di tempo per far approvare con tutti i crismi costituzionali la sedicente "legge Fini", presentata nel 2001; non l'ha fatto perché, come ha ammesso lo stesso Fini da Ferrara, la maggioranza non è compatta; tenta di farlo in zona Cesarini sfruttando l'"emergenza olimpica".
E' come se Bettino Craxi avesse cercato di far passare la sua legge sulla droga (addirittura migliore di quella spacciata dal duo Fini/Giovanardi) all‚interno del decreto per i Mondiali di Calcio di Italia ‚90; ma l'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, anche se "picconatore", non avrebbe mai firmato un simile mostro giuridico!"


Manfredi (348/5335305) Viale (348/5335310)

N. B . L' "emendamento mostro Giovanardi" è disponibile su www.fuoriluogo.it

Torino, 7 febbraio 2006
APPELLO A CIAMPI E BRESSO
CONTRO LO «STRALCIO GIOVANARDI» SULLE DROGHE
  Oggi Martedì 7 febbraio la Camera dei deputati ha approvato, in via definitiva il cosiddetto «emendamento Giovanardi», un articolo di 21 commi e lungo 27 pagine - inserito nel decreto-legge sulle Olimpiadi invernali di Torino- che riassume e fa diventare legge quel ddl FiniMantovano che, annunciato a inizio legislatura nel 2001, la maggioranza in cinque anni non è riuscita a discutere
in Parlamento.
Si tratta di un vero e proprio colpo di mano istituzionale: una legge che avrà conseguenze gravissime sul piano delle libertà e dei diritti, delle politiche sociali, del carcere, del sistema dei servizi, è passata senza discussione alcuna.
La diserzione alla Conferenza nazionale governativa sulle droghe, a Palermo nel dicembre scorso, è stata un atto di protesta da parte del mondo degli operatori pubblici e del privato sociale, delle società scientifiche, delle Regioni. E‚ stata massiccia e plurale, in questi cinque anni, la mobilitazione contro la svolta repressiva, che ha visto una alleanza forte tra operatori dei Ser.T e del privato, comunità (su 500 solo 2 sono apertamente a favore della legge!), sindacati, movimenti. Lo stralcio Giovanardi è irresponsabilmente passato eludendo il confronto.
E' una Legge che non propone obiettivi terapeutici, ma trattamenti coatti. Una premessa pericolosa che può arrivare a negare diritti di cittadinanza
attraverso l‚esclusione sociale dei consumatori di sostanze.
Da oggi, dunque, il complesso fenomeno delle droghe e delle dipendenze è regolato da una normativa ulteriormente repressiva, che fa del codice penale il suo cardine, sottrae il tema dei consumi e delle dipendenze alle politiche sociali e sanitarie, destina migliaia di persone ˆ molti dei quali ragazzi e adolescenti ˆ al tribunale e al carcere.
Nonostante la propaganda governativa agiti la bandiera della tutela proprio dei più giovani, questa legge destina proprio a loro una repressione durissima:
degli oltre 87mila consumatori segnalati alle prefetture italiane in un anno,
l'88% consuma (peraltro non necessariamente arrivando all‚abuso) marijuana e appartiene alle fasce più giovani della popolazione.
E‚ sui semplici consumatori che si abbatterà l'ottusità repressiva di questa
legge:
- attraverso l'unificazione delle sostanze in una sola tabella senza più distinzione, con il conseguente innalzamento dei tetti di pena, oggi più blandi per le droghe cosiddette leggere;
- attraverso la penalizzazione del consumo personale (che è di nuovo reato, con disconoscimento del referendum del 1993, con il quale gli italiani hanno espresso la volontà di non criminalizzare i consumatori) tramite diversi dispositivi: dall‚introduzione nelle sanzioni amministrative per i consumatori di vere e proprie misure di sicurezza, la cui inosservanza porta dritto al carcere, alla definizione per decreto (ancora da predisporre) della dose di sostanza, sopra la quale scatta il reato di spaccio. Un vero e proprio mostro giuridico che potrebbe trasformare un ragazzo con pochi spinelli in uno spacciatore. Una Legge che renderà ingovernabile e invivibile l‚universo carcerario con i suoi 60mila detenuti, cifra irresponsabilmente destinata ad aumentare in modo esponenziale.
Non meno grave, inoltre, la parte dello stralcio dedicata ai servizi. E' prevista una totale equiparazione tra Servizi pubblici e mondo associazionistico che gestisce le comunità terapeutiche. Ne consegue una pericolosa confusione di ruoli e competenze: chi dovrà certificare la tossicodipendenza? Chi elaborerà i programmi terapeutici? Chi verificherà la qualità, l'appropriatezza ed efficacia degli interventi? Tutto ciò con buona pace della Legge sulla "devolution"che prevede l'autonomia delle Regioni in materia di sanità ed organizzazione dei servizi.
Si apre uno scenario di totale autoreferenzialità de-regolata del privato e di aperta concorrenza con il pubblico, a discapito dell'integrazione e della
collaborazione costruita negli anni.
La penalizzazione massiccia dei consumatori che non hanno problemi di
dipendenza forzerà molti di loro, per evitare il carcere, verso trattamenti e comunità terapeutiche dove saranno "curati" per una «patologia» che non hanno, andando così ad alimentare un immenso circuito - per altro finanziato dal denaro pubblico - creato da una legge iniqua, non dai bisogni reali dei consumatori.
Questo lo scenario che da oggi si apre, a cui - come operatori, cittadini,
consumatori, - non possiamo e non vogliamo arrenderci, in nome della
consapevolezza dei potenziali esiti drammatici di questa legge e di una
responsabilità professionale e civile che non intendiamo mettere a tacere per quieto vivere.

TUTTO CIO' PREMESSO
LANCIAMO UN APPELLO AL PRESIDENTE CIAMPI E ALLA PRESIDENTE BRESSO
- Oggi è innanzitutto urgente richiamare con forza l'attenzione di chi ha l‚ultima parola istituzionale: facciamo appello al Presidente Ciampi, come primo garante costituzionale, affinché non firmi questo provvedimento , e lo rimandi al Parlamento, che può ancora, in tempo utile, stralciare la parte riguardante le norme sulle droghe e riapprovare le rimanenti norme
- Oggi è importante che gli enti locali, che si troverebbero in prima persona a gestire costi e drammi di una legge contraddittoria rispetto ai loro indirizzi sociali e sanitari, rivendichino il loro diritto alla propria autonomia.
- Pertanto facciamo appello alla presidente della Regione Piemonte Bresso e all‚Assessore alla sanità Valpreda affinchè impugnino il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale in quanto lesivo della sfera di competenze attribuite alle Regioni, come del resto stanno facendo altre regioni italiane
- Oggi: chiediamo alle forze politiche dell‚unione una parola chiara e una battaglia politica senza ambiguità su questo tema, e in caso di vittoria della coalizione di centrosinistra, l'impegno ad abrogare entro i primi cento giorni della legislatura questa legge, procedendo contestualmente ad una modifica dello stesso TU 309, da sempre contrassegnato da limiti e ambiguità che nel tempo non sono stati mai affrontati.

Prime adesioni:
Gruppo Abele (Leopoldo Grosso)
Coordinamento operatori bassa soglia del Piemonte
Associazione Aliseo
Consorzio Abele Lavoro
Associazione Mastropietro
Associazione Arcobaleno
Coordinamento in prima persona
L'Isola di Arran
Associazione Sportiva Dilettantistica Centrocampo
Angelo Giglio (medico SERT Torino)

Cuneo, 7 febbraio 2006
ROSA NEL PUGNO: DOMANI A FOSSANO PRESENTAZIONE COORDINAMENTO PROVINCIALE DI CUNEO.

Conferenza stampa di presentazione del Coordinamento provinciale di Cuneo della Rosa nel Pugno domani, mercoledì 8 febbraio alle ore 18 presso l’Albergo Ristorante Regis Sant’Antonio, via Palocca 7, Fossano (0172.60197).
Interverranno:
- Bruno MELLANO – segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani e del Coordinamento Regionale Provvisorio della RnP;
- Daniele NARDI - segretario provinciale dello SDI;
- Rosanna DEGIOVANNI - membro della Giunta di Segreteria dell’Associazione Aglietta;
- Luisa TUVERI - gruppo SDI di Savigliano;
- Gianni PIZZINI – radicali italiani;
- Franco GAI - gruppo SDI di Alba
L’incontro servirà, anche, per fare il punto della situazione per la prossima campagna di raccolta firme per la presentazione del simbolo della Rosa nel Pugno alle elezioni politiche del 9 aprile.
Per informazioni:
MELLANO (348/5335302)
NARDI (335/6660180)
www.rosanelpugno.it


Torino, 5 febbraio 2006
SATYAGRAHA PER LA LEGALITA’ - ADERISCE L’ASSOCIAZIONE AGLIETTA:
MELLANO, VIALE E DONATI IN SCIOPERO DELLA FAME PER 48 ORE.
Dal pomeriggio di oggi, domenica 5 febbraio, per 48 ore
“Satyagraha:
per i diritti costituzionali e democratici
per la difesa delle istituzioni
per la legalità delle elezioni”
con Marco Pannella e Luca Coscioni.
Bruno Mellano, segretario, Silvio Viale, Presidente, Carlo Donati, tesoriere, hanno aderito al Satyagraha, con la modalità dello sciopero della fame per 48 ore.
Nicola Vono, membro della Giunta di Segreteria dell’Associazione, ha aderito annunciando l’autoriduzione dei farmaci per la vista che da anni assume per una grave malattia agli occhi.
Assieme ad altri compagni ed amici dell’associazione, hanno anche aderito Mariano Ferrentino, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Nicolas Ballario e Rosanna Degiovanni, membri della Giunta di Segreteria dell’Associazione Aglietta.
I preannunci di partecipazione si posso dare, direttamente on line, sul sito di Radicali Italiani: www.radicali.it. Al momento sono già oltre 600 le adesioni giunte: l’elenco è pubblicato sul sito.
Mellano, Viale e Donati hanno dichiarato:
“Non si tratta di un’adesione scontata, rituale all’iniziativa nazionale dei radicali, ma un modo concreto di essere partecipi della battaglia di Marco Pannella e di Luca Coscioni. E’ il nostro modo per dire, anche a livello locale, che la nuova stagione elettorale che si sta per aprire sarà, date le premesse e le condizioni di partenza, ancora una volta segnata dalla questione della legalità. Non una mera testimonianza, dunque, ma un tassello di una battaglia politica che da anni i radicali portano avanti, anche in Piemonte e dal Piemonte”.

MELLANO, 348.5335302

Torino, 3 febbraio 2006
ABORTO/RU486/VIALE (RNP): “IL POLO UTILIZZA LA LEGGE SUI CONSULTORI COME CAVALLO DI TROIA PER MODIFICARE LA LEGGE 194. IL PIEMONTE A FIANCO DELLA TOSCANA SULLA RU486.”
IN PIEMONTE ESCLUSE DALLA COPERTURA ASSICURATIVA ALCUNI DANNI DA FECONDAZIONE ASSISTITA, ANTICONCEZIONALI E RU486! A RISCHIO I SERVIZI?
Durante un’affollata conferenza stampa tenutasi a Torino nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, il Dr. Silvio Viale (ginecologo, membro Direzione nazionale Rosa nel Pugno) ha tra l’altro dichiarato:
“Ringrazio, innanzitutto, il ministro Storace per essere riuscito, con le sue sparate elettorali, a riportare al centro dell’attenzione la questione dell’aborto farmacologico. Rispetto al suo recente decreto di modifica delle modalità di richiesta all’estero della RU486, sappiamo solamente che è stato firmato ma non è ancora pubblico e quindi non è ancora operativo. Sarà comunque un bluff! La Regione Toscana va avanti ed è ora necessario ed urgente che tutte le altre regioni, in particolare quelle governate dal centrosinistra, le manifestino una solidarietà concreta, adottando anch’esse le stesse procedure per la richiesta della RU486. Questo vale anche per il Piemonte; la presidente Bresso e l’Assessore regionale Valpreda non possono certo nascondersi dietro l’alibi: “Qui abbiamo Viale, abbiamo l’èquipe medica del S. Anna”. Lo ricordo: la sperimentazione al S. Anna è nata e maturata in una regione governata dal centro-destra, per cui Bresso e Valpreda non possono accontentarsi di difendere l’avamposto torinese, ma devono operare affinché l’aborto farmacologico sia esteso in tutta la Regione. A proposito, è di oggi la notizia che il Consiglio Regionale della Puglia ha adottato una risoluzione che va in questa direzione, in segno di solidarietà con la Toscana.
Intanto, ieri, alla chetichella, la Casa delle non-libertà ha presentato una proposta di legge di riforma della legge sui consultori (L. 405/75), che va a modificare la 194, nonostante tutte le rassicurazioni del ministro e del centrodestra. La PDL prevede che i consultori “si avvalgano, attraverso regolamenti e convenzioni, della collaborazione delle associazioni a difesa della vita”; si utilizza così la legge sui consultori come cavallo di Troia per occupare e distruggere la legge 194 e per mettere sotto tutela la libertà di scelta delle donne italiane.
Rispetto alla sperimentazione al S. Anna, siamo arrivati a quota 131 interventi; la prossima settimana raggiungeremo un terzo degli interventi previsti (400 complessivi), senza incorrere nelle previsioni terroristiche dei detrattori.
Termino con una notizia preoccupante: ho scoperto questa mattina che la polizza assicurativa dei medici della Regione Piemonte prevede, fra le “esclusioni dalla copertura assicurativa”: “i danni derivanti dall’attività di fecondazione assistita, salvo che per i danni corporali eventualmente cagionati ai genitori ed al nascituro, con esclusione pertanto di qualunque pretesa di natura patrimoniale che non sia direttamente derivata da tali lesioni … Restano comunque esclusi i danni di natura genetica.”.
Non basta: sono esclusi pure dalla copertura assicurativa i danni “ derivanti da prodotti anticoncezionali e RU486 …nei casi in cui l’assicurato e/o contraente riveste la qualifica di produttore ai sensi di legge”.
Tali disposizioni hanno creato nei miei colleghi del S. Anna una comprensibile preoccupazione; anche su questo chiederemo un incontro urgente con l’Assessore regionale alla Sanità.”.

Viale (348/5335310)
N. B. Documentazione e informazioni su aborto farmacologico, pillola del giorno dopo e salute sessuale sono disponibili su www.associazioneaglietta.it

Torino, 3 febbraio 2006
OLIMPIADI E DIRITTI UMANI/RADICALI TORINO: “DURANTE I GIOCHI, ESPONETE ALLA FINESTRA LA BANDIERA DEL TIBET”.
DOMANI CORTEO IN CENTRO: “DEMOCRAZIA PER LA CINA, LIBERTA’ PER IL TIBET”, PROMOSSO DA COMUNITA’ TIBETANA E FALUN GONG.

L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha aderito alla mobilitazione-corteo, promossa per la prima volta insieme da tibetani e falun gong, che sfilerà domani nel centro di Torino, con partenza da Piazza Palazzo di Città alle ore 15:00 e arrivo in Piazza Statuto alle ore 16:00, dove interverranno gli esponenti delle associazioni aderenti.
Saranno presenti Bruno Mellano e Silvio Viale (segretario e presidente Ass. Aglietta), che hanno dichiarato:
“Abbiamo assistito giorni fa a polemiche politiche basate sul colore (rosso) delle bandiere olimpiche; vorremmo cercare di elevare il dibattito con una piccola proposta, fatta a tutti i cittadini di Torino e degli altri siti olimpici: durante i Giochi, esponete alla finestra, sui balconi, la bandiera del Tibet!
Sarebbe un modo simpatico e alla portata di tutti per testimoniare la propria vicinanza ad un popolo che da 57 anni ha scelto di confrontarsi con il regime comunista cinese in modo nonviolento, senza cedere mai alla tentazione della violenza. Pagando tutte le conseguenze di tale scelta: ogni sera, i telegiornali di tutto il mondo informano sulle idee e attività delle organizzazioni terroristiche “Al Qaeda” e “Hamas”; nessun riflettore, invece, sulla posizione politica del Dalai Lama, che da decenni ha rinunciato alla richiesta di un Tibet nuovamente indipendente, limitandosi a volere per il suo Paese uno statuto di autonomia (modello Alto Adige, per intenderci), all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina; il regime di Pechino ha rifiutato finora di sedersi a un tavolo di negoziato.
Di fronte all’arroganza e alla potenza cinese, è quantomai importante che tutte le organizzazioni che lottano per la libertà religiosa e per i diritti civili in Cina facciano fronte comune; domani, a Torino, i rappresentanti della comunità tibetana marceranno accanto ai rappresentanti dei Falun Gong.”.

Per informazioni e adesioni: Rosanna Degiovanni (348/5335306)
N.B. L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta allestirà domani, al termine del corteo, un banchetto in Piazza Statuto dove sarà possibile acquistare la bandiera del Tibet.


Torino, 2/02/06
ABORTO/TORINO/DOMANI A MEZZOGIORNO CONFERENZA STAMPA DI SILVIO VIALE.
Domani, venerdì 3 febbraio, a mezzogiorno, nella sede dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18, interno cortile), il Dr. Silvio Viale (ginecologo, presidente Ass. Aglietta, membro direzionale nazionale Rosa nel Pugno) terrà una conferenza stampa sui seguenti temi:
1) Valutazioni e iniziative conseguenti rispetto al decreto, firmato dal ministro Storace martedì 31 gennaio, di modifica delle disposizioni in materia di importazione di medicinali registrati all‚estero e non in Italia;
2) Lo stato delle cose rispetto alla sperimentazione della RU486 all‚Ospedale Sant‚Anna di Torino, a cinque mesi dal suo inizio;
3) Considerazioni sul documento conclusivo dell‚indagine conoscitiva (sedicente „commissione d‚inchiesta) della Commissione Affari Sociali della Camera sull‚attuazione della legge sui consultori e della legge 194; documento licenziato dalla Commissione nella seduta di martedì 31 gennaio.
Saranno presenti alla conferenza stampa esponenti radicali e dello SDI.
Viale (348/5335310) www.associazioneaglietta.it

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte