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Torino,
28 febbraio 2007
NARCOSALA A TORINO/RADICALI: CHIAMPARINO VADA AVANTI; E
MOLTO PIU FORTE RISPETTO AL 2002; PREDISPONGA SUBITO UN TAVOLO
DI LAVORO CON MINISTRO FERRERO, ASSESSORE VALPREDA E GLI OPERATORI.
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In
unintervista pubblicata oggi con grande risalto su La Stampa,
il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, si è dichiarato favorevole
a discutere la proposta, rilanciata ieri dai radicali, di creare una narcosala
a Torino.
Silvio Viale (Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione
Nazionale Radicali Italiani):
Chiediamo a Chiamparino di andare avanti. Anche nellautunno
del 2002, il sindaco si era espresso a favore del progetto di una narcosala
ma dovette subire il veto dellAssessore Lepri (Margherita), supportato
dal centro-destra che governava sia a Roma che in Regione. Oggi Chiamparino
è molto più forte di quattro anni fa: lanno scorso
è stato plebiscitato dai cittadini torinesi ed è al secondo
mandato; a Roma il ministro della Solidarietà Sociale è
il piemontese Paolo Ferrero (Rifondazione), che si è già
espresso varie volte a favore delle narcosale, come ha fatto il suo compagno
di partito, lAssessore Mario Valpreda, in Regione.
Chiamparino prenda liniziativa di riunire attorno a un tavolo gli
operatori e i rappresentanti di Comune, Regione e Ministero. I radicali,
fin dai tempi della Commissione comunale sulle tossicodipendenze presieduta
da Carmelo Palma, sono a disposizione per lavorare in sinergia.
Infine, una precisazione: in Svizzera è in atto da oltre dieci
anni la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipenti cronici
da parte del servizio sanitario; è quello che Blair si appresta
a fare in Gran Bretagna. La narcosala è unaltra
cosa: lì i td.ti assumono sotto controllo medico le sostanze comprate
sul mercato illegale. La somministrazione controllata di eroina da parte
del servizio sanitario comporta la modifica in senso antiproibizionista
della legge italiana; la narcosala può partire anche
con la legislazione vigente (lart. 79 del DPR 309/90 punisce le
attività finalizzate allo spaccio, non uniniziativa, quella
della narcosala, che rientra a pieno titolo nelle politiche di riduzione
del danno).. |
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Torino,
27/02/07
TOSSIC PARK/RADICALI TORINO: CARO SINDACO CHIAMPARINO, NELLATTESA
DI VEDERE SPUNTARE UN NUOVO CENTRO DI SPACCIO, FACCIAMO SPUNTARE NOI
UNA NARCOSALA?
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Silvio
Viale (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi
(Direzione Nazionale Radicali Italiani):
Pare che Tossic Park non ci sia più
ma tossicodipendenti, spacciatori, venditori ambulanti di siringhe non
sono scomparsi nel nulla; si sono trasferiti in luoghi più tranquilli,
meno battuti da polizia, ronde più o meno nonviolente, giornalisti.
In attesa di scoprire dove il mercato criminale deciderà di costituire
un nuovo, lennesimo, Tossic Park, sarebbe il caso di
operare per la creazione di una narcosala che riduca il danno rappresentato
dal consumo di droga allaperto, senza alcuna protezione igienica
e sanitaria, con il rischio di contatto e di scontro con i cittadini che
devono convivere con tale consumo.
In Inghilterra, Tony Blair non ha mai rinunciato ad una politica dellordine
pubblico dura e senza tolleranze nei confronti del narcotraffico; è
lo stesso Tony Blair che sta lavorando per consentire la somministrazione
del farmaco eroina (che è cosa ben diversa dalleroina di
strada) ai consumatori abituali; il leader dellopposizione conservatrice,
David Cameron, ha avallato tale scelta.
In Italia, a Torino, noi chiediamo al sindaco Chiamparino, più
modestamente, di non rinunciare alle sue convinzioni sulle politiche criminali,
molto simili a quelle di Blair, ma di lavorare per mettere a disposizione
dei cittadini tossicodipendenti una risorsa in più, la narcosala,
dove poter assumere la droga acquistata sul mercato criminale nellambito
di una rete di protezione sanitaria che sia in grado di prospettare loro,
se vogliono, un reinserimento sociale e un recupero civile.
Lo ripetiamo ancora una volta: listituzione di narcosale è
possibile qui ed ora perchè la legge Fini-Giovanardi
(di cui commemoriamo oggi il primo anno di vita) punisce listigazione
allo spaccio e non le iniziative di riduzione del danno..
Viale Manfredi |
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Torino,
26 febbraio 2007
SREBRENICA/RADICALI: SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA AJA RAFFORZA
ESIGENZA DI CATTURARE MLADIC E KARADZIC E COSTITUISCE UN PRECEDENTE
PERICOLOSO PER VLADIMIR PUTIN: SE E GENOCIDIO LO STERMINIO DI
7.000 CIVILI BOSNIACI, A MAGGIOR RAGIONE LO E QUELLO DI
100.000 CIVILI CECENI.
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Alla
notizia che la Corte Internazionale di Giustizia dellAja ha riconosciuto
come genocidio il massacro di almeno 7.000 civili bosniaci
da parte delle milizie serbe di Ratko Mladic, avvenuto a Srebrenica (Bosnia)
fra l11 e il 16 luglio 1995, Giulio Manfredi
(Direzione Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
La Corte di Giustizia ha escluso responsabilità dirette del
regime serbo di Milosevic nel genocidio, imputandogli solamente la colpa
di non averlo impedito. Esistono prove che Mladic (allepoca dei
fatti generale inquadrato nellEsercito serbo, che gli ha versato
per vari anni la pensione) attaccò Srebrenica con lappoggio
di Belgrado e con laiuto delle Tigri di Arkan e di volontari
greci.
Detto questo, la conferma odierna che quello di Srebrenica fu un genocidio
vi era stato già un pronunciamento in tal senso del Tribunale
Penale Internazionale dellAja (primo grado: 2 agosto 2001; appello:
19 aprile 20043) rafforza la necessità e lurgenza
di catturare i due principali mandanti di quel genocidio, il generale
Ratko Mladic e lex presidente dei serbo-bosniaci, Radovan Karadzic,
latitanti dal 1995.
Ma la sentenza su Srebrenica assume un valore giuridico che va ben oltre
i confini dellex-Jugoslavia: se lo sterminio di 7.000 civili bosniaci
è giuridicamente genocidio, lo è a maggior ragione lo sterminio
di almeno 100.000 civili ceceni da parte delle truppe russe di occupazione
e delle bande paramilitari di Ramzan Kadirov, che solo dieci giorni fa
è stato nominato presidente della Cecenia da Vladimir Putin.
Certo, oggi Putin è troppo potente e riverito per essere oggetto
di un procedimento per genocidio; ma i precedenti di Milosevic o di Pinochet
stanno lì a dimostrare che il potere non è eterno e che
la giustizia, seppur parziale seppur tardiva, arriva.
Ad ogni buon conto, la Duma russa ha respinto la ratifica del Protocollo
14 alla Convenzione europea dei diritti umani, che rende più veloce
ed efficiente il meccanismo di ricorso alla Corte Europea dei Diritti
dellUomo: nel 2006, la Corte ha esaminato 89.000 denunce, un quinto
delle quali provenienti dalla Russia; tra queste, i casi riguardanti cittadini
ceceni o del Caucaso settentrionale sono centinaia..
Manfredi
N. B. Le informazioni sul genocidio di Srebrenica sono state tratte dal
libro Le guerre jugoslave: 1991-1999 di Joze Pirjevec (Einaudi,
2001 e 2002). |
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Roma,
Torino, 25 febbraio 2007
CECENIA/MELLANO (RNP): NELLANNIVERSARIO DEL PRIMO GENOCIDIO
DEL POPOLO CECENO, PRESENTERO MOZIONE ALLA CAMERA PER LA
PACE IN CECENIA.
ANCHE PER QUESTO OCCORRE ISCRIVERSI AL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE,
ANCHE PER QUESTO OCCORRE MANIFESTARE A ROMA A META MARZO, DURANTE
LA VISITA UFFICIALE DI PUTIN IN ITALIA..
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Si
è tenuta ieri a Milano la manifestazione Russia democratica,
Cecenia libera, organizzata dallAssociazione Radicale Enzo
Tortora di Milano e dallAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
di Torino, nellanniversario del primo genocidio del popolo ceceno,
attuato da Stalin il 23 febbraio 1944.
Sono intervenuti nella maratona oratoria, durata quattro ore, fra gli
altri: Marco Pannella (europarlamentare); Daniele Capezzone (presidente
Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati, al trentesimo
giorno di digiuno per riaffermare la legalità in Senato); Bruno
Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno).
E stato letto un messaggio di Umar Khanbiev (ex ministro della Sanità
del governo ceceno), membro del Consiglio Generale del Partito Radicale
Transnazionale.
Al termine della manifestazione, lon. Mellano ha dichiarato:
Come ci ha ricordato Pannella nel suo intervento, occorre onorare
i ceceni, la loro sofferenza passata e presente, con le opere concrete,
giorno per giorno. Per quanto mi riguarda, opererò fina dai prossimi
giorni per la presentazione alla Camera di una mozione Per la Pace
in Cecenia che sappia raccogliere le adesioni di tutti quei deputati
che non accettano la normalizzazione putiniana, che consiste
nellappaltare al boss mafioso Kadirov il controllo del popolo ceceno.
Mi auguro che, a partire dalla mozione, si creino le condizioni politiche
la costituzione di un intergruppo parlamentare Per la Pace in Cecenia
forte e credibile, che non sia di pura rappresentanza e testimonianza.
Tutto questo però passa da subito attraverso il rafforzamento del
Partito Radicale Transnazionale: 5.000 iscritti entro fine mese sono la
condizione minima per non illudere nessuno, primi fra tutti il nostro
compagno Umar Khanbiev e lintero popolo ceceno.
Non posso, infine, esimermi dal ricordare a tutti coloro, singoli o associati,
che si battono per una Russia democratica e una Cecenia libera di scegliere
il proprio futuro che cè a breve un appuntamento importante
da non mancare: la visita ufficiale del nuovo zar Vladimir Putin in Italia,
a metà marzo. Perché Gazprom non vale il nostro silenzio
e la nostra complicità sul secondo genocidio del popolo ceceno..
Mellano |
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Torino,
23 febbraio 2006.
SMOG VIALE (RNP) DOMENICA FIORETTO DI QUARESIMA. SERVISSE
ALMENO PER DARE INFORMAZIONI CORRETTE AI CITTADINI.
INTANTO LEGAMBIENTE FA LO SCONTO A TORINO E LARGORESPIRO DA I NUMERI
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Silvio
Viale, segretario dellassociazione radicale Adelaide Aglietta e
membro della direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, interviene sulla
domenica ecologica padana:
Più che una carnevalata, sembra essere un fioretto di quaresima.
Tantè che nessuno nega che il blocco padano di domenica sia
puramente simbolico, educativo, un fioretto appunto. Diseducativi
sono invece i luoghi comuni di cui sono zeppi i commenti dei politici
e i giornali. Sarebbe già qualcosa se si approfittasse della giornata
per dare qualche informazione corretta.
Per esempio non è vero che ci sia una emergenza smog,
definizione abusata nei titoli che non incanta più nessuno e alla
quale non corrisponde alcuna emergenza sanitaria. Oltre al PM10 altri
fattori (tabacco, alimentazione, servizi, ecc.) concorrono a determinare
la vita media ed il tasso di malattie nella popolazione; infatti chi vive
in città ha una vita media più lunga di chi vive fuori città.
Anche il 10% di mortalità evitabile, stimato con complicati calcoli
statistici, non ha un effetto immediato e il suo azzeramento comporta
la riduzione del 60-70% delle fonti di produzione del PM10, per scendere
ai 20 mcg/mc (media annuale) invece dei 50-70 attuali. Sarebbe importante
che sui giornali non si scrivesse che laria sta peggiorando ad ogni
previsione atmosferica di sole, poiché se è vero che la
bassa pressione (quindi la pioggia) ed il freddo favoriscono la concentrazione
degli inquinanti, lalta pressione ed il caldo ne facilitano la dispersione.
Se non piove, ma la temperatura è più alta, il PM10 si disperde.
Ugualmente, ha poco senso limitarsi a confrontare i dati con il
solo anno, con linverno o il mese precedente, senza collocarli nella
tendenza degli ultimi anni. Anche se oggi è aumentata la disponibilità
di dati e di centraline il singolo dato continua ad avere poco significato.
Ma è chiaro che cè chi ha linteresse politico
a creare confusione e ad urlare allemergenza. A volte è lassessore
allambiente di turno, come è recentemente accaduto per la
regione Piemonte, più spesso è lintegralismo ambientalista,
come avviene per al campagna PM10 ti tengo docchio della
Legambiente, che sciorina periodiche, quanto inutili, classifiche.
In quella di ieri la Legambiente ha fatto uno sconto di 4 giorni a Torino,
che ha superato il limite di 35 sforamenti sin dal 9 febbraio scorso,
per cui (se i dati delle altre città fossero attendibili) la città
della Fiat dovrebbe salire dal 5° al secondo posto. Sempre a Torino
i cugini di Largorespiro si sono finalmente accorti dellaumento
dei valori del PM10 della centralina di piazza Rivoli, conseguente allaumento
del traffico su corso Francia dopo la chiusura dei cantieri per la metropolitana
e per il sottopasso, solo per continuare a contestare il sottopasso.
Tornando al blocco padano di domenica questo potrà avere
un valore educativo, solo se sarà loccasione per dare informazioni
corrette. Altrimenti, il fioretto di quaresima rimarrà ad un livello
puramente simbolico di inutilità.
Silvio Viale |
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Roma,
Torino, 23 febbraio 2007
CASO TURIGLIATTO/RADICALI PIEMONTE: ESPULSO DAL PARTITO? DA OTTO
MESI DEVE ESSERE ESPULSO DAL SENATO!
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Bruno
Mellano (deputato radicale piemontese della Rosa nel Pugno) e Igor Boni
(Comitato Nazionale Radicali Italiani):
Leggiamo ampi servizi sul dibattito interno a Rifondazione Comunista
e nellintero centro-sinistra sullannunciata espulsione dal
partito di Franco Turigliatto. Chiediamo umilmente al mondo dellinformazione
di dedicare un po di attenzione a questa semplice constatazione:
Turigliatto è da un giorno incompatibile con la disciplina di partito
ma è da otto mesi incompatibile con il posto da senatore.
Subito dopo le elezioni politiche, la Rosa nel Pugno presentò ricorsi
nelle Corti di Appello in tutta Italia, contro linterpretazione
errata della legge elettorale del Senato (art. 17 D. Lgs. 533/93); la
Giunta delle Elezioni ha svolto un lungo e accurato lavoro di approfondimento
e una settimana fa, ben prima dei fatti di mercoledì, il senatore
Roberto Manzione (Ulivo) ha depositato una relazione sul caso Piemonte
che dava ragione alle nostre tesi e quindi invitava la Giunta a far decadere
Franco Turigliatto, facendo subentrare Ugo Intini e, in seconda istanza,
Marco Pannella.
Questa settimana, la Giunta delle Elezioni si è riunita due volte
senza affrontare il vero caso Turigliatto; la Relazione
Manzionenon è stata ancora resa pubblica. Daniele Capezzone
è ormai da un mese in digiuno, affiancato da oltre 200 cittadini,
in digiuno a staffetta.
Turigliatto ha espresso pubblicamente il desiderio di tornare in campagna
ad occuparsi delle sue rose; accontentatelo, suvvia! A ciascuno la propria
rosa!.
N. B. Per ulteriori informazioni sulliniziativa radicale per il
ripristino della legalità al Senato vedi apposito banner su www.radicali.it |
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Oliviero
Toscani e Nicolas Ballario (comitato nazionale di radicali italiani)
hanno dichiarato:
Ancora una volta ci troviamo obbligati a ripetere un'ovvieta': l'Italia
prenda esempio dalla Spagna!
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E' di oggi la notizia che in Spagna ha alzato un polverone l'ultima campagna
pubblicitaria degli stilisti italiani Dolce&Gabbana, raffigurante
un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi,
mentre altri quattro osservano la scena. Inanzitutto esprimiamo la nostra
completa solidarieta' agli ideatori di questa campagna che ancora una
volta si trovano a doversi scontrare con la mediocrita' dei "benpensanti"
che parlano di "oscena violenza machista" e di un "pericoloso
rischio" di aumenti degli stupri dovuto a queste fotografie. Ma dobbiamo
prendere atto del fatto che in Spagna, a differenza che in Italia, i ricorsi
per bloccare l'affissione di questi manifesti sono stati esposti nel modo
che dovrebbe essere quello da utilizzare in qualunque democrazia: cioe'
con un esposto alla magistratura competente, che intende sapere se questa
campagna viola larticolo 3 della Legge generale sulla Pubblicità
in Spagna, che proibisce ogni spot che vada contro «la dignità
della persona o violi i valori e diritti riconosciuti nella Costituzione».
In italia invece non e' la costituzione a decidere in merito, ma una lobby
corporativista che si chiama istituto dell'autodisciplina pubblicitaria,
che intervenendo su materie relative alle libertà di manifestazione
del pensiero e allesercizio della libertà economica si sovrappone
alla disciplina statuale ponendosi in contrasto con i diritti tutelati
dallarticolo 21 e 41 della Costituzione e dalla normativa vigente
in Italia. Tutto questo viene permesso anche grazie ai soldi pubblici
che ogni anno vengono versati a questo ente dalla Rai per usufruire di
servizi gia' ampiamente garantiti dalla giustizia ordinaria. A breve verra'
depositata dall'On. Beltrandi un'interrogazione parlamentare per chiedere
al ministro delle telecomunicazioni e della giustizia quali provvedimenti
intendano adottare per garantire, come in Spagna, i diritti alla libera
manifestazione del pensiero e allesercizio della libertà
economica nellattività pubblicitaria e per porre fine ai
comportamenti illegittimi dellIAP. |
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Torino,
21 febbraio 2007
OTTO SENATORI FUORI DAL SENATO/RADICALI PIEMONTE: DIMISSIONI
SENATORE TURIGLIATTO SONO IRRILEVANTI; IL PROBLEMA RIMANE QUELLO DI
RISTABILIRE LA LEGALITA VIOLATA.
LA GIUNTA DELLE ELEZIONI DISCUTA SUBITO LA RELAZIONE MANZIONE.
IL DIGIUNO A STAFFETA CONTINUA AD OLTRANZA.
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Alla
notizia delle annunciate dimissioni del senatore di Rifondazione Comunista
Franco Turigliatto Silvio Viale (Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) e
Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
Le dimissioni di Turigliatto non incidono minimamente sulla questione
degli otto senatori che, regolarmente eletti, attendono ancora, nove mesi
dopo le elezioni, di poter espletare il proprio mandato. I radicali non
hanno mai fatto lotte per la legalità ad personam e contro personam;
noi abbiamo sempre chiesto il rispetto della legge, a favore di tutti
e contro chiunque la violasse.
Chiediamo alla Giunta delle Elezioni del Senato di discutere e decidere
il caso Piemonte, sulla base dellesauriente relazione
il cui testo è ancora precluso ai cittadini comuni - presentata
dal senatore Manzione.
Il digiuno a staffetta lanciato dai radicali piemontesi è stato
fatto proprio da decine di associazioni radicali in tutta Italia e da
centinaia di cittadini. Andiamo avanti ad oltranza..
Manfredi
N. B. Daniele Capezzone (Presidente Commissione Attività Produttive
della Camera) è in digiuno dal 25 gennaio.
Per aderire al digiuno a staffetta si può utilizzare lapposito
banner su www.radicali.it |
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Milano,
sabato 24 febbraio, ore 10.30, maratona oratoria 'Russia democratica-Cecenia
libera'
RUSSIA DEMOCRATICA- CECENIA LIBERA
O Putin o Democrazia! Maratona oratoria
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Milano,
sabato 24 febbraio 2007, ore 10.30
RUSSIA DEMOCRATICA- CECENIA LIBERA
O Putin o Democrazia! Maratona oratoria
Sabato 24 febbraio, dalle ore 10.30 alle ore 14.30 a Milano in via Dante,
angolo via Giulini (per chi arriva dalla Stazione Centrale- fermata linea
3 Duomo in alternativa linea rossa fermate Cairoli o Cordusio)
lAssociazione Enzo Tortora - Radicali Milano, la Federazione Giovani
Socialisti della Lombardia, lAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
di Torino e Radicali Lecco hanno organizzato uniniziativa per porre
allattenzione dellopinione pubblica e delle diplomazie internazionali
le gravi responsabilità del regime di Putin manifestatesi in una
politica interna autoritaria e violenta, in primis con le continue violazioni
dei diritti umani in Cecenia, e in una politica estera segnata dal ricatto
energetico e da relazioni privilegiate con le peggiori dittature del pianeta.
La Comunità internazionale, lUnione Europea e il Governo
Italiano si distinguono per un accondiscendente silenzio. La manifestazione,
che cade nellanniversario della deportazione dellintero popolo
ceceno da parte di Stalin nel 1944, sarà scandita da un comizio
continuato, che vedrà alternarsi al microfono personalità
del mondo politico e delle associazioni.
Interverranno:
Marco Pannella, Europarlamentare Lista Bonino - Gruppo dell'Alleanza dei
Democratici e dei Liberali per l'Europa
Marco Cappato, Europarlamentare Lista Bonino- Gruppo dell'Alleanza dei
Democratici e dei Liberali per l'Europa
Daniele Capezzone, Deputato Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati, Presidente
Commissione Attività Produttive
Bruno Mellano, Deputato della Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati
ed inoltre:
Roberto Biscardini, Direzione Nazionale Rosa nel Pugno
Silvio Viale, Direzione Nazionale Rosa nel Pugno
Alessandro Litta Modignani, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Giulio Manfredi, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Alberto Grancini, Assessore alla Provincia di Milano della Rosa nel Pugno
Marco Alberio, Segretario Federazione Giovani Socialisti della Lombardia
Igor Boni, Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta
di Torino
Valerio Federico, Segretario dellAssociazione Enzo Tortora
Radicali Milano
Luca Perego, Segretario Radicali Lecco
Andrea Carapellucci, Segretario Associazione Studentesca Laika di Torino
Maria Elena Murdaca, Comitato per la pace nel Caucaso
Aderiscono alliniziativa:
Federazione Giovani Socialisti della Provincia di Torino
Associazione studentesca Laika - Torino
Associazione club Fratelli Rosselli Alessandria/Voghera
(Pv)
Associazione Loris Fortuna Aosta
Associazione Radicale di Genova e Savona Libertà è
partecipazione - Genova
Associazione Radicale di La Spezia Mario Tarantino
La Spezia
GRIM Gruppo Radicale Adele Faccio Imperia
Associazione Radicali Bergamo - Bergamo
Associazione Radicali Lecco - Lecco
Verrà, inoltre, letto un intervento di Umar Khanbiev, ex Ministro
della Sanità del governo ceceno in esilio
www.radicalimilano.it
www.associazioneaglietta.it |
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Torino,
20 febbraio 2007
ABORTO TREDICENNE VIALE (RNP) SPECULAZIONI POLITICHE DEL
MOVIMENTO DELLA VITA. SILENZIO SI, MA NON SI AFFOSSI ALCUNA INCHIESTA
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Silvio
Viale, ginecologio, esponente radicale della Rosa nerl Pugno, ha rilasciato
la seguente dichiarazione:
Sulla vicenda dellaborto della tredicenne di Torino ci mancava
solo più la speculazione del Movimento per la Vita. Non bastavano
i guasti procuarati da questa pubblicità inopportuna. Proprio nel
giorno in cui la madre chiede il silenzio in unintervista al quotidiano
che ha dato la falsa notizia della costrizione allaborto, il Movimento
per la Vita decide di speculare sulla vicenda per afre propaganda ai suoi
CAV e ai presunti successi della propria attività. Se fossero stati
davvero preccupati per la salute della tredicenne avrebbero potuto chiedere
un incontro con i responsabili delAzienda OIRM S.Anna, ma
a loro non interessa la salute della ragazzina, a loro interessa solo
la propaganda anti-aborto. Come sanno benissimo, la magistratura ha già
aperto un fascicolo.
Come ho dtto ieri sera, nella riunione settimanale dellassociazione
Adelaide Aglietta, di cui sono il segretario, la vicenda non può
finire nel nulla. Come hanno confermato anche oggi i giornalisti che hanno
raccolto lintervista della madre, alcuni medici dellOpedale
Infantile avrebbero confermato la versione della costrizione, tradendo
la fiducia della ragazzina e i loro doveri. Lho già detto,
ma lo ripeto, la vicenda merita uninchesta delazienda ed unaltra
dellassessorato regionale. E stato incrinato il rapporto di
fiducia nellazienda e la vicenda deve essere chiarita in tutto il
suo percorso sanitario. Silenzio non può significare indifferenza
sulle questioni gravi che la vicenda pone. Quali garanzie di tutela devono
aspettarsi le donne che chiedono livg in questa regione, se la fiducia
è caduta proprio quando il buon senso suggeriva la massima prudenza
e la massima riservatezza? Forse è proprio perché non si
vuole mai parlare di 194, perché viene considerto un argomento
marginale, una sorta di terra di nessuno, che alcuni non hanno esitato
a buttare una ragzzina nella polemica? Il caso della tredicenne è
solo la punta di un iceberg in cui dietro il classico va tutto bene
madame marchesa si nasconde la paura di parlare di aborti e di 194
come di un noprmale capitolo dela sanità. Occorre tutelare anche
gli operatori della 194. I responsabili regionali della sanità
hanno il dovere di mostrare quella sensibilità che è mancata
da parte di alcuni. Silenzio sì, ma non si affossi alcuna inchiesta.
Silvio Viale |
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Roma,
20 febbraio 2007
FIAT: MELLANO (RNP), SBAGLIATO SUSSIDIARE UNAZIENDA IN UTILE,
FAVORITI I SOLI AZIONISTI
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Dichiarazione
di Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno
Nelle misure di sostegno (mobilità lunga e prepensionamenti) a
Fiat Auto annunciate dal Ministro Damiano cè qualcosa che
non va. Anzi, ben più di qualcosa.
Ieri si è stipulato un accordo di favore, in cui il
Governo ha promesso alla Fiat un terzo degli stanziamenti previsti in
Finanziaria per le eccedenze occupazionali delle aziende e dei settori
in crisi (art. 1, comma 1189).
Oggi lazienda sussidiata ha riunito il proprio
Cda e ha approvato per la capogruppo Fiat Auto un bilancio sanissimo,
un utile raddoppiato (da 1117 milioni del 2005 ai 2343 milioni del 2006)
e ricchi dividendi agli azionisti
Non cè una qualche contraddizione fra i due fatti?
Di più: le dotazioni previste in Finanziaria per la mobilità
lunga di 6000 lavoratori, sembrano essere del tutto insufficienti per
coprire le richieste pervenute fino ad oggi (che riguardano ben 40.000
lavoratori). Eppure tutti, a partire dal Governo, danno per scontato che
2000 dei 6000 lavoratori saranno comunque quelli della Fiat, anche se
manca ancora più di un mese al termine previsto in finanziaria
(31 marzo 2007) per la presentazione delle domande da parte delle aziende.
Il meno che si possa dire di questa vicenda è che le misure assistenzialiste
del Governo vanno certamente a vantaggio degli azionisti, ma non dei lavoratori
o dellazienda.
E già di per se discutibile che il sistema degli ammortizzatori
sociali possa essere a geometria variabile e privilegiare
i lavoratori di alcune aziende influenti nei confronti di un governo amico.
Ma è molto più che discutibile la destinazione di misure
assistenziali a vantaggio di aziende che sono in ottima salute.
Mellano
On. Bruno Mellano
Membro XIII Commissione Agricoltura |
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Roma,
20 febbraio 2007
SVILUPPO ITALIA/RADICALI: NEL NUOVO CDA NON CE PIU
L ON. PIAZZA; CE IL DR. PRATO (UNICO NEL CDA STET
DEL 1997 AD ESPRIMERE RISERVE SULLAFFAIRE TELEKOM SERBIA) ...
E NELLA GALASSIA DI SVILUPPO ITALIA CE ANCORA IL DR. PORPORA,
CHE AVVIO LE PRATICHE LEGALI DELLAFFAIRE TS.
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Giulio
Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani, autore del libro Telekom
Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? Diario ragionato
del caso dal 1994 al 2003):
Prendo atto con soddisfazione che nel nuovo CDA di Sviluppo Italia
(ridotto a tre membri rispetto ai nove precedenti) non siede più
lon. Angelo Piazza (RNP); avevo fatto presente lo scorso settembre
allon. Piazza la patente incompatibilità (ex L. 60/53) fra
la sua carica di parlamentare e quella di membro del CDA nonché
presidente di Rete Autostrade Mediterranee (società Gruppo Sviluppo
Italia); lon. Piazza mi aveva cortesemente risposto, negando tale
incompatibilità.
Nel nuovo CDA siede invece il Dr. Maurizio Prato (presidente e amministratore
delegato di Fintecna), che nel giugno 1997, allepoca dellaffaire
Telekom Serbia, faceva parte del CDA della STET; in tale veste, il 6 giugno
1997, il Dr. Prato mosse delle riserve allannuncio, fatto dallamministratore
delegato Tommasi di Vignano, dellavvenuto acquisto del 29% di Telekom
Serbia. Il Dr. Prato fu poi audito dalla Commissione parlamentare dinchiesta
sullaffare TS (seduta del 7 aprile 2004) ed è citato nella
Relazione cosiddetta intermedia (visto che la relazione finale
non è stata mai presentata) della suddetta Commissione.
Una piccola curiosità: in attesa che il nuovo CDA di Sviluppo Italia
sfoltisca i CDA delle 17 Società Regionali e delle 11 Società
progetto, nel CDA di Sviluppo Italia Basilicata e sulla poltrona
di Amministratore Unico di Italia Navigando siede sempre lAvv.
Domenico Porpora, che, prima in qualità di responsabile dell'ufficio
legale dell'Iritel e poi come responsabile della linea centrale partecipazioni
in Telecom, si interessò alle prime fasi delle trattative fra Telecom
Italia e il regime serbo, trattative iniziate nel 1994-95, in presenza
di un embargo ONU nei confronti della Serbia (vedi audizione in Commissione
del Dr. Porpora del 12 maggio 2004 e Relazione intermedia
citata). Il 27 giugno 1996, Domenico Porpora fu nominato dallallora
premier Prodi esperto a tempo parziale estraneo allamministrazione
presso la Presidenza del Consiglio, assumendo poi la carica di Capo della
Segreteria del Presidente Prodi..
Manfredi |
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Torino,
20 febbraio 2007
SMOG VIALE (RNP) E ORA ANCHE LA REGIONE CONTA BALLE
PER MERITI CHE NON HA. FORSE SCAMBIATE PER VERE DELLE BATTUTE DA CARNEVALE
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Silvio
Viale, segretario dellassociazione radicale Adelaide Aglietta ed
esponente della Rosa nel pugno, dopo avere letto le dichiarazioni di Mercedes
Bresso e nicola De Ruggiero ha dichiarato:
In realtà non è cambiato molto (la media del PM10
torinese è sopra i 100 mcg/mc) a Torino, ma anche in Piemonte,
salvo che per una fisiologica flessione rispetto ad i record olimpici
delinverno del 2006. Siamo quindi tornati ai livelli del 2001-2002
e abbiamo velocemente raggiunto i 35 giorni di superamento come tutti
gli anni. Dal 9 febbraio siamo fuorilegge, come invano ho cercato di far
notare l8 febbraio (vedi comunicato allegato), ma lo smog diventa
notizia solo quando ci sono le veline degli assesori.
Ieri, in una comferenza stampa, la presidente Mercedes Bresso e
lassessore Nicola De Ruggiero hanno sostenuto che i livelli meno
elevati del 2007 siano da attribuire ai loro provvedimenti. Niente di
più falso. Non si capirebbe perché il beneficio fosse iniziato
già nei mesi precedenti allentrata in vigore dei loro provvedimenti.
Lassessore De Ruggiero si improvvisa addirittura a fare il meteorologo
e, senza ricordarsi nemmeno la situazione dellanno olimpico, ingannato
dalla mancanza di neve, spiega che la mancanza di pioggia avrebbe creato
condizioni peggiori dellanno precedente.
E curioso che un assessore, come uno stregone, cerchi di imbonire
con puri luoghi comuni, dimenticandosi che per il PM10 oltre alla pioggia
è importante anche la temperatura, essendo noto che usciamo da
uno degli inverni più caldi degli ultimi anni.
Evidentemente sono cose che non conosce, perché altrimenti, se
mentisse intenzionalmente, sconfineremmo nel campo della presa in giro.
Evidentemente, come gli sprovveduti colleghi alessandrini, De Ruggiero
è tropo preso dal clima carnevalesco, ma se continua su questa
strada finirà per allungare la lista degli assessori contaballe:
da Hutter a Ortolano, da Piras a Mangone.
Certamente vi è un benefico effetto dovuto al continuo ricambio
del parco motori nellarco dei 12 mesi, ma se sono convinti che bastino
i blocchi per giustifiacre i cambiamenti del PM10, De ruggiero & co
saranno destinati a cambiare balla ad ogni stormir di fronde.
Per cortesia, meno balle è un po più di serietà,
anche per la carnevalata del 25 febbraio.
Silvio Viale |
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Torino,
17 febbraio 2007
COSTRETTA ALLABORTO VIALE (RNP) NON E VERO.
SI INDAGHI CON SOLLECITUDINE, MA SILENZIO PER RISPETTO DELLA MINORE,
DELLA FAMIGLIA E DI TUTTI
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Silvio
Viale, ginecologo del S.Anna, come membro radicale della Direzione Nazionale
della Rosa nel Pugno, ha dichiarato:
Se fosse vero, sarebbe grave. Ma non è vero. Comunque, il
semplice sospetto merita unindagine approfondita da parte di tutti
gli istituti interessati e, considerata letà della donna,
deve essere tutelata dal segreto al mille per cento. Se fosse vera, o
anche solo credibile, la circostanza di cui è venuto a conoscenza,
il medico avrebbe avuto lobbligo giuridico e deontologico di denunciare
laccaduto alla direzione sanitaria e alla magistratura. Se fosse
vero, sarebbe la prima volta che una donna sia stata costretta ad abortire.
Maggiormente grave proprio perché minore e, addirittura con la
complicità di un giudice e di almeno una decina di medici ed operatori
della sanità.
Da quanto è riportato oggi su La Stampa si desume che si tratti
di una situazione estremamente complessa e delicata che merita il silenzio
sul caso concreto, indipendentemente dalle pretestuose polemiche politiche
che ne scaturiranno. Lo stesso primario, indipendentemente dalle opinioni
riportate su La Stampa, che lha mantenuta ricoverata nei giorni
scorsi e che avrà certamente ricostruito gli eventi con tutti gli
operatori coinvolti, parla di comunità alloggio, prima di
tornare a casa. Cioè il ricorso ad uno degli istituti possibili
per minori in difficoltà.
Per quanto riguarda livg credo che lazienda, nel caso lintervento
sia stato eseguito al S.Anna, debba tutelare i medici ed il personale
nei confronti di ogni falsità da chiunque riferita. In Italia,
come è noto, non è possibile abortire contro la propria
volontà, se non per un TSO, circostanza che non mi risulta si sia
mai verificata. In caso di minore, giudice di norma la emancipa affinché
sia lei a poter decidere laborto. Soprattutto in caso di ricorso
al giudice tutelare sono coinvolte più figure professionali nel
definire liter dellivg. Al S.Anna di Torino, ove io lavoro,
si sarebbe ulteriormente valutato il caso con le nostre assistenti sociali
e con le nostre psicologhe indipendentemente dalle valutazioni di esperti
di altre aziende. Inoltre, nel giorno del ricovero alla donna, anche alla
minore, sarebbe stato richiesto di sottoscrivere un consenso informato
e, anche nelle procedure di urgenza, tra il ricovero e lintervento
sarebbero trascorse da una a cinque ore, con la donna che volontariamente
rimane in stanza, (3 o 4 letti, tutte ivg) attraversa i corridoi, scende
le scale, entra in sala operatoria, attende il suo turno in sala di attesa
e sale sul lettino operatorio. Al S.Anna non è possibile eseguire
un intervento contro la volontà della donna, a meno di ipotizzare
una complicità diffusa di molte persone.
Per la assoluta necessità di tutelare la salute della ragazza e
la famiglia e di non compromettere gli interventi in atto, invito tutti
gli operatori delle aziende coinvolte a rispettare il silenzio sul caso,
permettendomi anche di invitare i miei cronici avversari del fronte antiabortista
ad attendere gli sviluppi prima di lanciarsi in quelle che risulteranno
essere solo una provocazione e vergognose speculazioni. Curiosa la coincidenza
con le polemiche in corso con la commissaria sulla situazione del Regina
Margherita. Per il resto è un bene che sui giornali si parli e
si discuta di 194.
Infine un dato in Piemonte le ragazze sotto i 15 anni che abortiscono
sono state 20 nel 2005 (273 in Italia delle 4167 minori) e di queste sono
meno delle dita di un mano quelle che hanno meno di 14 anni; è
chiaro che come operatori della 194 siamo estremamente sensibili e attenti.
Silvio Viale |
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Vercelli,
16/02/2007
VERCELLI: DELEGAZIONE RADICALE IN VISITA AL CARCERE BIELLIEMME.
Resoconto della visita effettuata da Bruno Mellano, Roswitha Flaibani
e Alessandro Rosasco.
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Questa
mattina, una delegazione guidata dal deputato radicale della Rosa nel
Pugno, Bruno Mellano, accompagnato da Roswitha Flaibani, della Giunta
di Segreteria dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta e Alessandro
Rosasco del Comitato Nazionale di Radicali Italiani ha effettuato una
visita al carcere Bielliemme di Vercelli.
Prima della visita alle sezioni la delegazione ha incontrato il direttore
Antonino Raineri che ha convocato presso il suo ufficio i responsabili
dellarea educativa, sanitaria e di sorveglianza. Numerose sono state
le visite radicali negli ultimi anni ma questa è stata la prima
dopo lapprovazione del provvedimento di indulto da parte del Parlamento.
Lincontro è servito ad affrontare i principali temi della
casa circondariale: il numero dei detenuti, le scarcerazioni effettuate,
i progetti in corso, la carenza di personale e la situazione strutturale
delledificio.
La delegazione ha poi visitato la sezione femminile, in particolare le
aule scolastiche ed il laboratorio di codice a sbarre, il
locale adibito a teatro, la sezione dei collaboratori di giustizia, in
particolare la cucina, la palestra e il passeggio.
I detenuti ad oggi presenti nella casa circondariale sono 218, rispetto
ai 350 di inizio agosto, prima delleffetto indulto che aveva portato
listituto al minimo storico di 172 presenze. Di questi 29 sono donne.
48 detenuti sono occupati in mansioni lavorative interne (pulizie, cucine,
manutenzione ecc.), 2 sono semiliberi e 2 ammessi al lavoro esterno (art.
21). Attorno al 50% sono extracomunitari.
38 detenuti sono classificati come tossicodipendenti (alcool e droghe):
4 di questi sono in terapia metadonica a scalare.
Parte dei progetti formativi e lavorativi da anni messi in campo dallequipe
trattamentale ha dovuto fare i conti con le scarcerazioni dellindulto.
Al termine della visita Bruno Mellano ha dichiarato:
Conosco bene la struttura carceraria vercellese per le numerose
visite effettuate in passato; il dato che ritengo importante e significativo
segnalare oggi è quello del bassissimo numero di detenuti beneficiari
dellindulto rientrati in carcere. Il dato nazionale si aggira attorno
al 4%, percentuale che a Vercelli non è stata raggiunta. Si confermano
ottimi i rapporti della casa circondariale con il territorio ed in particolare
con il SerT: sottolineo lutilizzo del metadone come terapia per
i tossicodipendenti, purtroppo non succede in ogni carcere. Ho verificato
anche la situazione del corpo degli agenti di polizia penitenziaria con
il direttore e con il capo ispettore Sperati: su un organico previsto
di 249 agenti ne risultano effettivi solo 187 di cui 17 donne. Allinizio
di maggio è atteso larrivo del Commissario dirigente del
Corpo, una nuova figura di responsabile dellarea sicurezza per il
quale è stata assegnata una donna, ora in stage formativo presso
il carcere di Viterbo.
Mellano
Flaibani
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Torino,
16 febbraio 2007
PER RICORDARE LUCA COSCIONI RILANCIANDO LA LOTTA PER LA LIBERTA
DI RICERCA SCIENTIFICA CONFERENZA STAMPA A TORINO LUNEDI
19 CON:
ABBA, DELLA VEDOVA, FREZZATO, MELLANO, NEGRI, PROVERA, STRATA.
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Domenica
tavolo di raccolta firme in via Garibaldi sull Agenda Coscioni
per il legislatore.
La conferenza stampa si terrà lunedì 19 febbraio, alle ore
11:30, presso la sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
di Torino (via Garibaldi n. 18, cortile interno).
Il 20 febbraio 2006 moriva Luca Coscioni, leader radicale della mobilitazione
internazionale per la libertà di ricerca scientifica. Un anno dopo,
lAssociazione che porta il suo nome ha convocato la prima Giornata
nazionale per la libertà di ricerca. Il 20 febbraio, e nei
giorni immediatamente precedenti, si terranno in tutta Italia eventi,
manifestazioni, dibattiti per ricordare Luca Coscioni nellunico
modo che Luca avrebbe apprezzato: rilanciando la sua lotta per la libertà
di ricerca e contro la legge 40/04 che non è sulla
ma contro la fecondazione assistita.
Interverranno alla conferenza stampa di Torino:
Rosanna Abbà (coordinatrice regionale donne DS);
Benedetto Della Vedova (deputato di Forza Italia, presidente dei Riformatori
Liberali);
Alessandro Frezzato (consiglio generale Associazione Luca Coscioni);
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno);
Magda Negri (senatrice Ulivo);
Marilde Provera (deputata di Rifondazione Comunista);
Piergiorgio Strata (presidente Associazione Coscioni, Direttore del 'Rita
Levi Montalcini Center for Brain Repair', e Ordinario di Neurofisiologia
presso l'Università degli studi di Torino).
Durante la conferenza stampa sarà illustrata l Agenda
Coscioni per il legislatore.
I militanti torinesi dellAssociazione Luca Coscioni terranno anche
un tavolo di raccolta firme a sostegno sia dellAgenda Coscioni sia
della petizione per la legalizzazione delleutanasia:
domenica 18 febbraio, dalle ore 11 alle ore 13, in via Garibaldi angolo
via Bellezia.
Paola Cirio e Alessandro Frezzato, animatori della Cellula Coscioni di
Torino, hanno dichiarato:
A un anno dalla scomparsa di Luca Coscioni e a due mesi da quella
di Piergiorgio Welby, il modo migliore per ricordarli è quello
di continuare la loro e nostra battaglia politica per la libertà
di ricerca scientifica e per la libertà di scelta e di cura per
i malati. Proprio per questo, ancora una volta, domenica saremo in Via
Garibaldi con un tavolo di informazione, per far conoscere ai cittadini
i nostri temi e le nostre iniziative.
In questa giornata il nostro pensiero va a Giovanni Nuvoli che, a due
mesi dalla morte di Welby, sta portando avanti una battaglia analoga a
quella di Piergiorgio, per poter morire serenamente e senza dolore. Il
carosello di dichiarazioni ipocrite che si leggono e si sentono sul caso
Nuvoli, come già sul caso Welby, non possono
che spingerci a reagire con forza e a riaffermare ancora una volta che
ogni malato ha il diritto di rifiutare le terapie, quando queste diventano
una tortura fisica e psicologica inutile, prolungando la sofferenza di
una persona senza alcuna speranza di guarigione, in nome di valori che
questa persona non ha scelto per sé e non condivide
Vogliamo inoltre segnalare che a Torino, presso il Circolo dei Lettori
in via Bogino 9, lunedì 19 febbraio, alle ore 18, si terrà
il primo incontro di un gruppo di lettura e discussione sui temi di eutanasia,
testamento biologico e cure palliative: speriamo che le occasioni di dibattito
e discussione su queste tematiche aumentino, perché siamo convinti
che solo con una discussione pubblica che coinvolga la società
italiana nel suo complesso si possa arrivare anche in Italia a una legge
come quella olandese e belga, che restituisca a ciascuno la libertà
di scegliere per sé senza nulla togliere a chi, con valori diversi,
opera scelte diverse."
Manfredi (348/5335305) www.lucacoscioni.it |
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Vercelli,
16 febbraio 2007
SETTE GIORNI PER UNIMPRESA DOMENICA DANIELE
CAPEZZONE (RNP) A VERCELLI PER PRESENTARE LA SUA PROPOSTA DI LEGGE.
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Domenica
18 febbraio, a partire dalle ore 17:30, presso il Piccolo studio del Chiostro
della Basilica di SantAndrea a Vercelli, Daniele Capezzone (Deputato
Rosa nel pugno e Presidente Commissione per le attività produttive)
presenterà la sua proposta di legge Sette giorni per unimpresa.
Parteciperanno allincontro:
On. Enrico Buemi, Deputato Rosa nel Pugno; Carlo Trivi, Presidente Ass.
Industriali Prov. di Vercelli; Antonio Bisceglia, Presidente Ascom Prov.
Vercelli; Antonio Gobbato, Presidente Confesercenti Prov. Vercelli; Gianni
Esposito, Segr. Gen. Camera del Lavoro Prov. Vercelli; Massimo Iaretti,
Delegato A.P.I. Prov. Vercelli.
Lincontro è stato organizzato dalla Rosa nel Pugno di Vercelli.
Il dibattito sarà moderato da Emanuele Caradonna (Segretario provinciale
SDI Vercelli) e da Roswhitha Flaibani (Giunta segreteria Ass. radicale
Adelaide Aglietta), che hanno dichiarato:
Quello di domenica è un appuntamento importante: consentirà
allon. Capezzone sia di spiegare la sua proposta in dettaglio sia
di evidenziare le difficoltà , le resistenze che hanno finora impedito
un rapido iter parlamentare, nonostante che praticamente tutti, dal governo
alle forze politiche, si siano dichiarati a favore di un provvedimento
che snellisce le procedure burocratiche che rendono così difficile
in Italia, soprattutto per i giovani, intraprendere unimpresa commerciale.
Sarà anche unoccasione preziosa per manifestare a Daniele
la nostra solida solidarietà per liniziativa nonviolenta
che sta conducendo dal 25 gennaio affinché la Giunta delle Elezioni
del Senato decida, finalmente, secondo diritto sulla questione degli otto
senatori, regolarmente eletti, a cui è ancora impedito di assumere
le proprie funzioni, a nove mesi dalle elezioni politiche..
Flaibani |
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Torino,
15 febbraio 2007
NUVOLI - VIALE A BONDI E PEDRIZZI "Provate a stare un mese come
Nuvoli"
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Silvio
Viale, medico di Exit-Italia ed esponente radicale, replica a muso duro
alle dichiarazioni di Riccardo Pedrizzi sul caso Nuvoli e ai sofismi sulle
negligenze terapeutiche di Sandro Bondi:
"Lo dico a a Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, oggi
intervenuto a margime di un convegno "Nessuno tocchi la famiglia".
Lo dico a Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa
di AN e responsabile nazionale per le politiche della famiglia. Ma
potrei dirlo alle parlamentari di Forza Italia, fondatrici dell'Associazione
"Valori e Liberta'", Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti Tangheroni,
Gabriella Carlucci, Simonetta Licastro Scardino, Laura Bianconi, e a tutti
coloro che intervengono, in nome dei propri valori, con impietosa crudeltà, per
costringere Giovanni Nuvoli a morire soffrendo. Provino Bondi, Pedrizi
& co a stare un mese come Nuvoli. Non è necessario che
si facciano mettere una PEG e il respiratore. E' sufficiente che stiano
nel letto e che si facciano assistere passivamente per tutte le funzioni
fisiologiche, dalla pulizia all'alimentazione, limitando l'assistenza
ad una flebo e ad un catetere vescicale. Che, come Nuvoli, non
parlino, non scrivino e comunichino lettera per lettera con l'accenno
di una palpebra. Anche se, a dfferenza di Nuvoli, essi potrebbero
muoversi nel letto, sedersi e girarsi da soli, proverebbero finalmente,
sebbene in una frazione minimale, cosa prova Nuvoli da anni.
Una provocazione? Sì è una provocazione, ma mi piacerebbe davvero che
Bondi e Pedrizzi andassero a trovare Nuvoli, che stessero 24 ore
filate con Nuvoli, che vedessero l'assistenza che gli viene fornita, per
capire perchè qualcuno osi chiamarla tortura. Poi continueranno
a dire, magari, anzi, certamente le stesse cose, ma nel cuore gli rimarranno
immagini incancellabili di persone concrete, di sofferenze reali che
non vorrebbero per sè o per i propri cari. Da medico, da uomo
non ritengo più tollerabile che si diffonda tanta malvagia
brutalità da parte di Bondi, Pedrizzi & co. Ancora
una volta, come per Welby, a Nuvoli si rinfaccia di non essere rimasto
a soffrire in silenzio con i suoi cari"
Silvio Viale |
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Roma,
Torino, 15 febbraio 2007
OTTO SENATORI FUORI DAL SENATO/DEPOSITATA IN GIUNTA ELEZIONI RELAZIONE
SUL CASO PIEMONTE. PROPOSTA CONTESTAZIONE SEN. TURIGLIATTO.
ON. MELLANO (RNP): IL SENATORE MANZIONE HA AGITO SECONDO DIRITTO
E NON SECONDO PARTITOCRAZIA. E IL PRIMO SUCCESSO DELLINIZIATIVA
NONVIOLENTA A CUI PARTECIPERO DOMANI E DOPODOMANI.
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Il
senatore Roberto Manzione (Margherita) ha depositato oggi presso la Giunta
delle Elezioni del Senato la Relazione finale del Comitato Inquirente
Piemonte, a seguito della contestazione della Rosa nel Pugno
nei confronti dellelezione del senatore Franco Turigliatto (PRC),
che, per unerrata interpretazione della legge elettorale siede da
nove mesi a Palazzo Madama al posto di Ugo Intini e, in seconda battuta
(essendo Intini già vice ministro degli Esteri), di Marco Pannella.
Il Piemonte si trova in una situazione particolare perché non è
oggetto del riconteggio delle schede elettorali come le altre regioni
e, quindi, non può essere fatta valere in questo caso la scusa
di attendere la fine delle verifiche complessive per decidere sulla situazione
particolare.
Nella sua relazione, il senatore Manzione dichiara di essere daccordo
con i rilievi mossi dalla Rosa nel Pugno e chiede alla Giunta di contestare
lelezione del senatore Turigliatto.
Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno eletto in Piemonte) ha dichiarato:
Intendo, innanzitutto, esprimere un forte ringraziamento al senatore
Manzione per laccuratezza del lavoro svolto e per aver agito secondo
limperativo del diritto e non secondo le pressioni della partitocrazia.
Da quanto riportano i primi lanci di agenzia, Manzione ha fatto propri
i rilievi che la Rosa nel Pugno ha avanzato subito dopo le elezioni: la
legge elettorale del Senato (art. 17 D. Lgs. 533/93) deve essere attuata
nella sua pura letteralità, non valendo in materia elettorale il
criterio analogico.
E un primo successo delliniziativa nonviolenta, lanciata dallon.
Capezzone (a cui si è aggiunta Rita Bernardini), e del digiuno
a staffetta, che, promosso dai radicali piemontesi, è stato fatto
proprio da numerose associazioni radicali in tutta Italia e da decine
di cittadini.
Questa sera a mezzanotte prenderò idealmente il testimone dai miei
compagni Giulio Manfredi e Domenico Massano e digiunerò nei prossimi
due giorni. Altri radicali piemontesi porteranno avanti liniziativa
fino, almeno, a fine mese.
Anche per la questione degli otto senatori, lo slogan che ha accompagnato
tante lotte di Adele Faccio è sempre attuale: Non siamo disposti
a perdere.
Ecco lelenco dei radicali piemontesi che hanno aderito al digiuno
a staffetta (uno o due giorni) lanciato dallAssociazione Radicale
Adelaide Aglietta (ordine cronologico di digiuno, dal 10 febbraio al 2
marzo):
Silvio Viale, Alberto Ventrini, Igor Boni, Dominique Velati, Giulio Manfredi,
Domenico Massano,Bruno Mellano, Davide Chiarlone, Antonio Leone, Gabriele
Bardini, Iolanda Casigliani, Andrea Buscema, Andrea Carapellucci, Nicolas
Ballario, Carlo Donati, Alberta Ardizzone, Donatella Corleo, Caterina
Simiand, Roswitha Flaibani, Giuseppe Di Donfrancesco, Rosanna Degiovanni,
Luciano Costa, Alessio Boglino.
Mellano
N. B. Su www.radicali.it, vedi apposito banner per aderire al digiuno
e per scaricare documentazione sulla questione. |
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Roma,
14 febbraio 2007
FOIBE/MANFREDI (RADICALI): MESIC SOPRA LE RIGHE MA MOLTI POLITICI
ITALIANI HANNO LA CODA DI PAGLIA.
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Giulio
Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani, autore del libro Telekom
Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?):
E innegabile che il presidente croato Mesic abbia frainteso
le parole del Presidente Napolitano; è altrettanto innegabile che
la storia passata di Mesic lo rende immune dal contagio nazionalista.
Ricordo solo un episodio: nel 1994, di fronte alla scoperta di campi di
concentramento croati in Erzegovina, ruppe con lallora presidente
croato Tudjman e passò allopposizione.
Quello che è intollerabile è il tentativo di molti politici
italiani di utilizzare la polemica in corso per rifarsi la verginità
perduta da tempo nellex-Jugoslavia: dallepoca delloccupazione
fascista di Istria e Dalmazia, con relativi campi di concentramento di
cui gli studenti italiani sono del tutto ignari; dallepoca (1991)
del viaggio di Gianfranco Fini (allora segretario del MSI) a Belgrado,
per stringere la mano a quel Milosevic che stava attaccando sia la Slovenia
che la Croazia; dallepoca dei viaggi alla corte di Milosevic di
tutti i nostri ministri degli Esteri (De Michelis, Martino, Susanna Agnelli,
Dini); dallepoca dellaffaire Telekom Serbia (1997), con cui
finanziammo direttamente il regime serbo; e solo sette anni fa, in questi
giorni, le delegazioni della Lega Nord, di Rifondazione Comunista e dei
Comunisti Italiani erano ospiti del congresso del partito di Milosevic,
che avrebbe perso il potere solo otto mesi dopo; a suggellare la nostra
grande politica nei confronti degllex-Jugoslavia, cè
il Meglio Milosevic che Culosevic con cui Umberto Bossi apostrofò
Marco Pannella il 13 aprile 2000.
Il Presidente Napolitano ha tutte le carte in regola per chiedere un chiarimento
a Zagabria; altri hanno solo una lunghissima coda di paglia..
Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
13 febbraio 2006
WELBY/NUVOLI - VIALE "AIUTARE NUVOLI COME SI E' FATTO CON WELBY"
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Silvio
Viale, medico di EXIT-Italia e membro radicale della Direzione Nazionale
della Rosa nel Pugno ha dichiarato:
"Non conosco la richiesta specifica, ma se è vero che non
si può costringere un medico a sospendere la terapia respiratoria,
è altrettanto vero che non si può costringere un medico
a non farlo. Il ragionamento del giudice Paolo Piras sembra essere
un puro artifizio retorico, soprattutto laddove si lancia in funambolismi
letterari prendendo a paragone la tastiera di un computer. Se, come afferma
Piras, non ci si può ergere a giudici della coscienza altrui, perchè
conclude dicendo quel tasto mai? Se per taluni è come premere un
griletto,perchè dovrebbe essere così per tutti? Una cosa
è certa. Giovanni Nuvoli è come Piergiorgio Welby e deve
essere aiutato anche lui. Sono certo che il Consiglio dell'Ordine dei
medici di sassari non potrebbe che concludere come quello di Cremona.
Non si possono avere letture strabiche del Codice Deontologico, come sembrano
fare i medici rianimatori dell'Ospedale Santissima Trinità di Sassari.
Se non se la sentono di assistere Giovanni Nuvoli nel rifiuto della terapia,
come previsto dal Codce Deontologico lo dicano, altri valuteranno
cosa fare, ma non si trincerino dietro a opportunismi e a ipocrisie."
Silvio Viale |
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Torino,
13 febbraio 2007
OTTO SENATORI FUORI DAL SENATO/VONO (RADICALI): MI AUTORIDURRO' I FARMACI
CHE ASSUMO OGNI GIORNO.
SENATORE (SPERO ANCORA PER POCO) TURIGLIATTO, NON SONO IN GIOCO
LE SUE POSIZIONI SULLAFGHANISTAN MA LA MANCANZA DI LEGALITA
IN ITALIA!
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Nicola
Vono (Giunta segreteria Associazione radicale A.Aglietta), laureato, 27
anni, invalido civile affetto da atrofia ottica bilaterale, ha iniziato
da venerdì 9 febbraio un'azione nonviolenta di autoriduzione delle
terapie (necessarie per tentare di mantenere il residuo visivo), in sostegno
allo sciopero della fame dell'on. Daniele Capezzone (deputato RNP e Presidente
Commissione attività produttive della Camera dei Deputati), a cui
si è aggiunto quello di Rita Bernardini (segretaria di Radicali
Italiani), per il ripristino della legalità a Palazzo Madama e
per il rispetto della legge elettorale del Senato.
Nicola Vono ha dichiarato:
"Ho deciso di aderire all'iniziativa nonviolenta a staffetta lanciata
dall'associazione radicale Aglietta (a cui si sono associati in queste
ore altre associazioni radicali e singoli cittadini in tutta Italia),
autoriducendomi le terapie fino a quando non sarà risolta la vicenda
degli otto senatori illegalmente esclusi da Palazzo Madama.
Quello che mi spinge ad intraprendere unazione così impegnativa
è la convinzione che quando la speranza manca lunica alternativa
alla disperazione è quella di divenire speranza, di essere speranza.
Questo degli otto senatori è solo uno dei tanti casi di manifesta
illegalità nel nostro Paese, ma quando le più alte istituzioni
di uno Stato non rispettano la legge, il diritto, come è possibile
pretendere che lo facciano i cittadini?
Oggi il senatore piemontese Franco Turigliatto - che occupa abusivamente
da nove mesi il posto che spetterebbe alla Rosa nel Pugno - esce allo
scoperto, buttandola in (bassa) politica e facendo del vittimismo inopportuno,
sostenendo di essere nel mirino per le sue posizioni contro la nostra
presenza militare in Afghanistan.
Senatore (spero ancora per poco) Turigliatto, il problema, qui ed ora,
non è far uscire i nostri soldati dall Afghanistan ma è
quello di far entrare la legalità nellaula del Senato della
Repubblica!.
Vono
N. B. Si può aderire al digiuno inserendo i propri dati nell'apposito
banner nel sito www.radicali.it. |
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Torino,
12 febbraio 2007
ABORTO- VIALE (radicali-RNP) "SCOTTA LA SCONFITTA PORTOGHESE. NESSUN
TIMORE A PARLARE DI 194"
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Silvio
Viale, membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno,
esulta per la vittoria in Portogallo e per la sconfitta dell'intolleranza
clericale, ricordando come la Rosa nel Pugno abbia già presentato
un progetto per migliorare la 194.
"Scotta la sconfitta portoghese. Eccome se scotta. Il Portogallo
saluta e lascia Polonia ed Irlanda a contendersi il primato europeo degli
aborti clandestini. In Italia solo un'imbarazzata Binetti chiede
di scoraggiare la decisione della donna con una applicazione strumentale
della cosiddetta "prima parte della 194", che gli antiabortisti
continuano a leggere con occhi strabici. Le fa compagnia Paolo Sorbi,
il presidente del Movimento per la Vita Ambrosiano, che nella sconfitta
portoghese vede una fantomatica inversione di rotta dell'opinione pubblica
moderna, dimenticandosi dei risultati dei referendum negli USA e
in Svizzera. Non saremo certo noi a temere di parlare di 194, di aborto
farmacologico, di sepoltura obbligatoria degli embrioni, di obiezione
di coscienza, di contraccezione o di abolire la ricetta della pillola
del giorno dopo. Se la democrazia non conta, come sostiene il presidente
dei vescovi portoghesi, devono potere contare le convinzioni personali.
Quelle stesse convinzioni personali che hanno condotto al divorzio i più
accaniti difensori della famiglia altrui e che fanno dichiarare ad altre
il 90% degli italiani che abortirebbe in caso di malformazioni, cioè nel
caso più condannabile dalla morale cattolica, come ha ribadito
recentemente Benedetto XVI. E' ora che i paladini del clericalismo
rispettino la pluralità di posizioni etiche, come noi rispettiamo
la loro. Binetti e Sobsi non riusciranno a trovare un solo esempio
nel quale uno di loro sia stato costretto ad abortire, a divorziare, a
chiedere l'eutanasia, ad utilizzare un contraccettivo, a convivere con
un omosessuale e così via. Persino sul vaccino anti-HPV della Turco
alle dodicenni, se lo chiederanno, come hanno fatto i loro omonimi integralisti
americani, potrà essere loro concessa l'obiezione di
coscienza. contrariamente a quanto non hanno concesso i governatori consevatori.
Insomma, la sconfitta scotta. Si lecchino le ferite e colgano l'occasione
per meditare."
Silvio Viale |
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Torino,
11 febbraio 2007
STADI /VIALE (radicali-RNP) FINIRE LA PARTITA UNA VOLTA PER TUTTE
SENZA SUDDITANZE ALTERNE A JUVE E TORO
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Nessuna
proposta nei programmi di Rosso, Buttiglione e Chiamparino.
Torino è la città più vicina al modello inglese.
Alla vigilia di un ennesimo Consiglio Comunale sulla questione degli stadi
Silvio Viale chiede al Consiglio Comunale di finire la partita una
volta per tutte.
Lesponente radicale della Rosa nel Pugno, ha dichiarato:
Anche se sembra un secolo, sono passati solo sei anni da quel 28
marzo del 2001, quando con 537 emendamenti bloccai il progetto di una
stadio da 25.000 posti (gli stessi posti dellOlimpico) accanto al
Campo Filadelfia e, nonostante molto sembri essere cambiato, poco sembra
essere davvero diverso; le società continuano a lamentarsi e i
consiglieri comunali sembrano essere prigionieri delle opposte tifoserie.
A conferma, basti pensare che Roberto Rosso e Rocco Buttiglione
non hanno mai inserito la questione stadi nei loro programmi elettorali
e che Sergio Chiamparino, dopo la gaffe del 2001 (approvazione immediata
della variante del Filadelfia pag. 124), ben sè guardato
da farne accenno nel programma del 2006.
Eppure lidea è semplice: una città, due squadre,
due stadi di loro proprietà, non più carrozzoni sul groppone
dei cittadini. Essendo Torino la città più vicina a realizzare
il cosiddetto modello inglese rivolgo un appello ai consiglieri comunali
perché evitino la sudditanza alterna alle due squadre cittadine
e risolvano la partita una volta per tutte. La questione degli stadi scotterà,
e costerà, sempre fino a quando la città non lascerà
alle due SpA del calcio torinese la proprietà degli impianti per
il calcio, con gli oneri e gli onori conseguenti.
Mi auguro che domani il Consiglio Comunale prosegua sulla strada
di lasciare il Delle Alpi alla Juve e lOlimpico al Toro, senza costi
per i cittadini e senza cedere ai ricatti di questa o quella tifoseria
consiliare, allontanando così i fantasmi di Italia 90 e scongiurando
quelli di Torino 2006.
Silvio Viale |
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Torino,
9 febbraio 2007
OTTO SENATORI FUORI DAL SENATO/DIGIUNO A STAFFETTA DEI RADICALI PIEMONTESI
PER LAFFERMAZIONE DELLA LEGALITA, A SOSTEGNO DELLINIZIATIVA
NONVIOLENTA DI DANIELE CAPEZZONE.
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Si
è tenuta questa mattina, nella sede dellAssociazione Radicale
Adelaide Aglietta di Torino, la conferenza stampa sulla questione degli
otto senatori regolarmente eletti e che, ancora oggi, a nove mesi dalle
elezioni politiche, non sono ancora entrati a Palazzo Madama causa unerrata
interpretazione della legge elettorale: per il riparto dei seggi, lart.
17 del D. Lgs. 533/93 distingue nettamente due ipotesi: la coalizione
o la lista con il maggior numero di voti ha conseguito almeno il 55% dei
seggi o non lo ha conseguito. Solo per la prima ipotesi la legge prevede
il riparto dei seggi allinterno della coalizione tra le liste che
hanno ottenuto almeno il 3% dei voti validi; per la seconda ipotesi, al
contrario, la soglia di sbarramento del 3% non è in alcun modo
prevista.
Erano presenti alla conferenza stampa: Bruno Mellano (deputato Rosa nel
Pugno); Silvio Viale (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta,
Direzione Nazionale Rosa nel Pugno); Igor Boni (Comitato nazionale Radicali
Italiani); Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani).
Gli esponenti radicali hanno ricordato come la Giunta delle Elezioni del
Senato abbia deciso di affrontare la questione regione per regione, partendo
dal Piemonte, dove il senatore di Rifondazione Comunista Franco Turigliatto
occupa abusivamente il posto che spetterebbe a Ugo Intini della Rosa nel
Pugno (che ha già dichiarato la sua volontà di far subentrare
Marco Pannella, ricoprendo già la carica di vice-ministro degli
Esteri).
La Giunta ha creato un Comitato inquirente Piemonte, presieduto
dal senatore della Margherita Roberto Manzione, che ha istruito la pratica
e audito ben sei professori di diritto costituzionale.
Il senatore Manzione dovrebbe a giorni depositare la Relazione conclusiva
e la Giunta dovrebbe finalmente decidere, agevolata dal fatto che, per
reciproca intesa fra i partiti, rispetto a Piemonte e Valle DAosta
non sarà effettuato il riconteggio delle schede elettorali, a seguito
delle contestazioni del centrodestra.
I radicali piemontesi inizieranno dalla mezzanotte di oggi un digiuno
a staffetta (due giorni a testa, i primi digiunatori saranno Viale, Boni,
Manfredi e Mellano) affinché la Giunta delle Elezioni decida, finalmente,
su una questione che tocca le fondamenta stesse della democrazia parlamentare,
il diritto di voto attivo e passivo. Il digiuno a staffetta intende anche
sostenere la ben più impegnativa iniziativa nonviolenta intrapresa
da Daniele Capezzone (deputato radicale della Rosa nel Pugno, presidente
Commissione Attività Produttive), in sciopero della fame, sugli
stessi obiettivi, dalla mezzanotte del 25 gennaio, 15 giorni fa.
I cittadini che intendano aderire al digiuno a staffetta possono farlo
comunicando i loro dati alla email dellAssociazione Aglietta: larosanelpugno@hotmail.com
Boni |
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Torino,
9 febbraio 2007
ABORTO/PORTOGALLO VIALE A CASINI PREGATE PURE PER IL NO
AL REFERENDUM. MA I CAV SONO NATI GRAZIE AL REFERENDUM
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Silvio
Viale, ginecologo e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa
nel Pugno, replica a Carlo Casini che ha annunciato una mobilitazione
di preghiera straordinaria per il NO al referendum portoghese sullaborto
da parte dei 600 Centri di Aiuto alla Vita (CAV) e delle sezioni del Movimento
per la Vita (MPV) italiani.
Non so se domenica i portoghesi si affideranno alla Madonna di Fatima,
come invita a pregare Carlo Casini, ma so che nellultimo numero
di Obstetrics and Gynecology viene riportato il caso di una giovane donna
portoghese morta per aborto clandestino e che ogni anno migliaia di donne
portoghesi varcano il confine con la Spagna. So anche che il Portogallo
è uno dei paesi europei che ha abolito la ricetta obbligatoria
per la pillola del giorno dopo, diventata un farmaco da banco,
e che nel 2006 ha registrato la RU486 (dopo la conferma dellOMS
nella lista dei farmaci essenziali), per cui ho la fondata speranza che
domenica il Portogalllo abbandonerà il club dei paesi europei che
vietano laborto o lo limitano fortemente (Irlanda, Polonia, Malta,
San Marino, Principato di Monaco e altri piccoli paesi).
Voglio però ricordare a Carlo Casini che fu proprio la legalizzazione
dellaborto che ha permesso la nascita dei suoi CAV e del suo MPV
in Italia, cioè di quella attività che lui chiama impropriamente
prevenzione e che era inesistente quando dominava laborto
clandestino. Quindi, nulla di contrario alle sue preghiere, ma anchio
faccio voti laici affinché laborto sia possibile anche in
Portogallo.
Silvio Viale |
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Torino,
8 febbraio 2007
SMOG /VIALE (RNP) DA DOMANI TORINO FUORILEGGE. IL BLOCCO PADANO
DELLAUTO E SOLO UNA CARNEVALATA
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Silvio
Viale, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta e
membro della Direzione Nazionale della Rosa el Pugno, interviene sul blocco
del traffico del 25 prossimo febbraio, prenendo spunto dalla constatazione
che da domani Totino è fuorilegge:
Domani Torino sarà la prima città italiana a raggiungere
i 35 superamenti del limite di 50 mcg7mc, anche se la media dele 5 centraline
del gennaio 2007 (96 mcg/mc) è inferiore a quella del 2006 (127
mcg/mc).
Ovviamente nessun merito è attribuibile ai vari assessori per questa
riduzione di circa 25%. Nauralmente nessun cittadino ha potuto rendersi
conto di questo miglioramento rispetto al gennaio scorso, come non potra
percepire che da domani Torino sarà fuorilegge perché in
ben tre centraline (Consolata, Grassi e Lingotto) su cinque si saranno
raggiunti i 35 superamenti. In realtà la situazione torinese è
stabile come dimostrano le medie annuali delle due centraline storiche
Grassi e Consolata.
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Consolata
71
64
67
64
58
65
67
Grassi
82
76
77
70
69
68
71
(media)
76,5
70
72
68
63,5
66.5
69
Presi da ansia da prestazione i governatori della Padania hanno
deciso per un provvedimento simbolico, uno di quelli che lascia laria
che trova, una colossale carnevalata domenicale zeppa di permessi e demagogia.
Tutto ciò mentre la CE ha abbassato il limite per le emissioni
dei motori per il 2012, senza che nessun governatore replicasse alle ire
delle industrie automobilistiche, FIAT in testa.
Viceversa è rispuntato il terrorismo ambientale. La RAI in un servizio
nazionale ha detto che al nord gli itliani muoiono 3 anni prima
che nel resto dItalia, che non è vero, perché
le aspettative di vita sono più o meno livellate : per gli uomini
77,1 Nord, 77,6 Centro e 76,9 Sud, per le donne 83,1 Nord, 83,1 Centro
e 82,2 Sud. Paradossalmente, rispetto al 1974, il maggior guadagno si
è avuto proprio al Nord, con speranze di vita aumentate di 8,4
anni negli uomini e di 7,2 nelle donne (rispettivamente 6,7 e 6.4 per
Centro e Sud) a testimoniare semmai una riduzione dellimpatto degli
inquinanti sulle aspettative di vita al Nord.
Nellinquinatissima Torino la speranza di vita alla nascita è
di 77,4, mentre a Roma e di 77,1 e a Palermo di 76,9. Per confronto in
Piemonte è 76,7, in Lazio 77,0 e in Sicilia 76,8. In sostanza nessuna
differenza. Se si vuole proseguire proficuamente nella lotta allo smog,
per iniziare, non si dovrebbero contare balle, creando inutili allarmismi,
e puntare piuttosto a provvedimenti strutturali sui motori, sulla viabilita
e sui trasporti suprando egoismi geografici e di categoria.
Silvio Viale |
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Torino,
8 febbraio 2007
OTTO SENATORI FUORI DAL SENATO/DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA A TORINO:
INIZIATIVE DEI RADICALI PIEMONTESI A SOSTEGNO SCIOPERO DELLA FAME
DI DANIELE CAPEZZONE.
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La
conferenza stampa si terrà domani, venerdì 9 febbraio, alle
ore 11:30, presso la sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
(Torino, via Garibaldi 18, cortile interno).
Interverranno: Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno); Silvio Viale (Direzione
Nazionale Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta);
Igor Boni (presidente Associazione Aglietta); Giulio Manfredi (Direzione
Nazionale Radicali Italiani).
Daniele Capezzone (deputato Rosa nel Pugno, presidente Commissione Attività
Produttive) è in sciopero della fame dalla mezzanotte del 25 gennaio;
chiede semplicemente che la Giunta delle Elezioni del Senato decida, nove
mesi dopo le elezioni, sulla vicenda degli 8 senatori che, per unerrata
interpretazione della legge elettorale, sono stati finora esclusi da Palazzo
Madama, pur essendo stati regolarmente eletti.
Quattro degli otto senatori estromessi spettano alla Rosa nel Pugno; uno
dei quattro è stato eletto in Piemonte e si chiama Marco Pannella
(il primo degli eletti in Piemonte, Ugo Intini, ha già dichiarato
che, ricoprendo la carica di vice-ministro degli Esteri, si dimetterebbe).
Manfredi (348/5335305)
P. S. Segue il testo della lettera aperta con cui Daniele Capezzone ha
motivato la sua iniziativa nonviolenta:
Alla cortese ed urgente attenzione
-del Presidente del Senato, sen. Franco Marini
-del Presidente della Giunta delle elezioni del Senato, sen. Domenico
Nania
-di tutti i Senatori e le Senatrici che compongono la Giunta
Signor Presidente del Senato, Signor Presidente della Giunta, signore
Senatrici e signori Senatori,
mi rivolgo a Loro, con grande speranza e fiducia, a proposito di una questione
che mi pare di gravità assoluta, perché mette in gioco elementi
essenziali di legalità nella vita delle nostre istituzioni.
Si tratta della vicenda di quelli che, a mio avviso e non solo a mio avviso,
possono e debbono essere considerati otto senatori regolarmente eletti
dai cittadini italiani, ma che sono tuttora estromessi da Palazzo Madama
per una interpretazione della legge elettorale vigente, che -personalmente-
considero impropria e abusiva.
In ogni caso, a prescindere dalle mie personali opinioni, vi sono alcuni
fatti. Sono trascorsi più di nove mesi dalle elezioni; si sono
pronunciati autorevolissimi giuristi (uno per tutti, il presidente Giuliano
Vassalli); lo stesso Ministro degli Interni Giuliano Amato ha risposto
in modo puntuale ad una interrogazione su questo tema; la stessa Giunta
ha compiuto un lavoro significativo, anche ascoltando le opinioni di esperti.
Qualcuno ha scritto che laggettivo intollerabile non dovrebbe essere
mai usato: perché, nel tempo in cui si scrivono quelle poche sillabe,
in realtà, si è già iniziato a tollerare. Ecco, in
questa vicenda sarebbe a parer mio intollerabile solo (e sono convinto
che non vi sia) una volontà dilatoria, una volontà di non
decidere. Voglio ribadirlo: sono certo che così non sia. E sono
certo, come tanti protagonisti della vicenda hanno assicurato nelle scorse
settimane e mesi, che ora la Giunta sia pienamente nelle condizioni di
assumere le sue determinazioni, avendo scrupolosamente acquisito elementi
di conoscenza e di giudizio.
A questo punto, mi sembra un dovere civile dare un piccolo e sentito contributo
per aiutare il Senato a prendere una decisione, qualunque essa sia, e
a superare unattesa che appare (appunto) non oltre tollerabile;
per queste ragioni, con il massimo spirito di collaborazione, dalla mezzanotte
di dopodomani, giovedì 25 gennaio, sarò in sciopero della
fame, in dialogo con Loro, per chiedere che si giunga ad una determinazione.
Mai e in nessun caso farei ricorso allo strumento della nonviolenza per
chiedere ladozione del mio punto di vista nel merito della questione;
mi pare invece opportuno, e addirittura doveroso farlo, dopo tanta attesa
e dopo tanto e buon lavoro preparatorio da parte della Giunta, per chiedere
che si giunga ad una decisione.
Un caro saluto, buon lavoro e a presto.
Roma, 23 gennaio 2007
Daniele Capezzone |
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Torino,
8 febbraio 2007
DROGA/RADICALI: I PESTAGGI DI TORINO DIMOSTRANO CHE LA GUERRA
PROIBIZIONISTA ALLA DROGA SI TRADUCE SEMPRE IN GUERRA AI DROGATI.
RACCOGLIAMO ORA QUELLO CHE LA CAMPAGNA DI STAMPA CONTRO TOSSIC
PARK HA SEMINATO. SINDACO CHIAMPARINO, LA NARCOSALA, SE NON ORA
QUANDO?
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Silvio
Viale (Direzionale Nazionale Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione
Nazionale Radicali Italiani):
Da mesi è in atto una campagna martellante dei giornali torinesi,
La Stampa in primis, contro il cosiddetto Tossic Park,
il parco vicino al fiume Stura dove si è trasferito il principale
mercato criminale della droga, scacciato dal centro a partire dall
operazione Torino pulita delle scorse Olimpiadi. Iniziamo
a raccogliere ora i frutti avvelenati di questa campagna dodio,
che testimonia quello che noi antiproibizionisti abbiamo sempre detto:
si parte con la guerra alla droga e si finisce con il fare
la guerra ai drogati o presunti tali.
Ogni giorno, solo a Torino, migliaia di giovani sono costretti dalla legge
proibizionista a frequentare spacciatori e criminali, che hanno, grazie
a quella legge, il monopolio dellofferta di tutte le sostanze stupefacenti;
sono, perciò, costretti ad acquistare quelle sostanze senza avere
alcun controllo sulla qualità e al prezzo deciso dalle narcomafie,
così alto da costringerli a compiere reati.
Ora, come ciliegina sulla torta, arrivano anche le botte dei giustizieri
della notte.
Alle forze dellordine chiediamo limmediata identificazione
dei picchiatori; le foto pubblicate oggi su La Stampa
sono chiarissime. Occorre stroncare sul nascere qualsiasi tentazione di
giustizia fai da te.
Al sindaco Chiamparino chiediamo ancora una volta di riflettere sulla
necessità e lurgenza di istituire una narcosala nei pressi
del parco dello Stura, in un quartiere, quello di Barriera di Milano,
che ha da sempre alte percentuali di tossicodipendenti fra la popolazione
giovanile.
Una narcosala rappresenterebbe per i cittadini tossicodipendenti una riduzione
del danno sanitario e sociale e per gli abitanti della zona una riduzione
dellinsicurezza collettiva..
Viale
Manfredi |
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Torino,
6 febbraio 2007
CACCIA: IL GOVERNO ACCOGLIE ODG MELLANO SUL RISPETTO DELLE DIRETTIVE
UE
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Nella giornata
di oggi il Governo ha recepito, nellambito dellapprovazione
del disegno di legge: recante disposizioni urgenti per il recepimento
delle direttive comunitarie 2006/48/CE e per ladeguamento a decisioni
in ambito comunitario relative allassistenza a terra negli aeroporti,
allAgenzia nazionale per i giovani e al prelievo venatorio
un ordine del giorno con il quale si chiede al Governo di vigilare sullapplicazione
delle direttive UE sulla caccia. Allarticolo 4 del testo in votazione
si sospende lefficacia della legge regionale n. 36 della regione
Liguria in merito alla caccia in deroga allo storno, specie protetta
dallUE, a causa della conseguente violazione della direttiva comunitaria
Uccelli. Cogliendo loccasione di questo provvedimento
emergenziale promosso dal ministro per le politiche europee, Emma Bonino,
Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno ha presentato
il seguente ordine del giorno che chiede al Governo di sospendere tutte
quelle leggi regionali sulla caccia che dovessero risultare in contrasto
con la direttiva comunitaria.
Testo dellordine del giorno:
La Camera dei Deputati premesso che
Ý il presente disegno di legge sospende lapplicazione della legge
della regione Liguria n. 36 del 2006, in materia di prelievo venatorio,
in esecuzione dellordinanza del Presidente della Corte di giustizia
delle Comunità europee del 19 dicembre 2006, assunta nellambito
della causa C-503/06;
Ý Tale legge si poneva assolutamente in contrasto con i principi e le
condizioni dettate dalla Direttiva 79/409/CEE (sulla tutela degli uccelli
selvatici) ed in particolare nei riguardi dellart. 9, relativo
per lappunto alla possibilità di derogare al regime vincolistico
della Direttiva nel rispetto però di determinate condizioni e
per precise finalità;
Ý l'Italia negli ultimi anni ha ricevuto ben 80 infrazioni alla normativa
comunitaria ambientale, di cui 22 proprio legate alla tutela della biodiversità;
Ý Il 27 dicembre 2006 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
il Decreto-legge del Governo, immediatamente eseguibile, che sospende
lapplicazione della controversa legge regionale ligure;
Ý Tale meccanismo secondo il quale il Presidente della Corte di Giustizia
ordina ad uno stato membro limmediata sospensione di una legge,
oggetto di procedura di infrazione, è un procedimento previsto
dal Regolamento di Procedura della Corte di Giustizia;
Ý Leccezionalità di tale procedura, che fino a questo momento
non era mai stata applicata, dimostra che reiterare lapprovazione
di leggi in palese contrasto con le norme comunitarie può dare
avvio oltre alle normali procedure di infrazione, anche
a provvedimenti di urgenza tesi a bloccare in modo immediato le norme
in questione;
Ý Il Programma di Governo recita a pagina 153: Per quanto riguarda
lattività venatoria proponiamo la difesa e la piena applicazione
della legge n. 157 del 1992, il rispetto delle direttive comunitarie
in materia di caccia.;impegna il Governo:
1. in attuazione del programma di governo, a garantire un rispetto effettivo
su tutto il territorio nazionale della direttiva comunitaria 79/409/CEE;
riservandosi di impugnare tutte le leggi regionali che in futuro dovessero
risultare in contrasto con la direttiva sopraccitata.
Mellano, Poretti, Francescato, Beltrandi, Villetti (Capogruppo RnP),
Bonelli (Capogruppo Verdi)
Mellano
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Torino,
6 febbraio 2007
SEPOLTURA FETI/VIALE (RNP): GRAZIE ALLA NOSTRA PRONTA DENUNCIA
SI PUO RESPINGERE LOFFENSIVA CLERICALE, IN PIEMONTE E NEL
RESTO DITALIA.
IN LOMBARDIA PRESENTEREMO UN ESPOSTO IN PROCURA.
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Alla
notizia che lesponente ciellino di Forza Italia Giampiero
Leo ha depositato nel Consiglio Regionale del Piemonte una mozione per
il seppellimento obbligatorio dei feti e degli embrioni nei cimiteri,
riprendendo il testo del regolamento approvato la settimana scorsa in
Lombardia, Silvio Viale (membro radicale Direzione Rosa nel Pugno, segretario
Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:
Niente di nuovo: non appena il fronte laico cessa di battersi per
un avanzamento dei diritti civili, il fronte clericale riprende liniziativa
e tenta di riportarci indietro, allItalietta democristiana degli
anni 50. Invece di introdurre laborto farmacologico e di abolire
lobbligo della ricetta medica per la pillola del giorno, come nella
maggior parte dei paesi europei, per colpevole distrazione in Lombardia
i laici e la sinistra votano una norma contro la legge 194, forse presi
dalla frenesia di fare un favore agli operatori delle pompe funebri. Formigoni
ha così potuto portare a casa un provvedimento che eccita i peggiori
istinti necrofili degli antiabortisti.
Grazie alla pronta azione di denuncia mia e dei compagni radicali di Milano,
nessuno potrà più dire di essere stato colto di sorpresa
quando arriveranno altre mozioni simili a quelle già presentate
dal centrodestra in Liguria, nel Lazio e in Piemonte.
Nel merito, io credo che la sepoltura di un prodotto del concepimento,
consentita dalla legge italiana, sia un diritto di chiunque ha avuto un
aborto, ma non può divenire un obbligo. Non si può imporre
per legge una morale di Stato sullembrione, facendo confusione tra
quello che è previsto per i prodotti del concepimento e quello
che è previsto per il materiale organico di provenienza sanitaria
(residui operatori, placente, feti non richiesti o per i quali non sia
obbligatoria la sepoltura). La possibilità di richiedere, senza
limitazioni, i prodotti del concepimento di gravidanze interrotte (opportunità
che io condivido) nasce dalla necessità di tutelare la pluralità
etica e culturale dei sentimenti di tutti e non già dallimperativo
di aggiungere ulteriore sofferenza obbligatoria alle donne e ai loro famigliari,
calpestando le loro sensibilità. Tanto meno può essere un
pretesto per attaccare la 194, con forme di violenza psicologica alle
donne che richiedono lIVG.
Per quanto riguarda la Lombardia, grazie allopera puntuale dellavvocato
Alberto Ventrini, saremo in grado nei prossimi giorni di presentare un
esposto in Procura: il regolamento approvato viola patentemente precise
disposizioni nazionali.
Per quanto riguarda le altre regioni mi aspetto uno scatto dorgoglio
dei laici e dei veri credenti.
Silvio Viale |
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Torino,
5 febbraio 2007
CECENIA: SUBITO UNA CONFERENZA DI PACE, SUBITO UNA MANIFESTAZIONE PER
LA DEMOCRAZIA IN RUSSIA E PER LA FINE DELLA GUERRA IN CECENIA
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Boni:
Un ringraziamento a Umar Kambiev, ex Ministro della Sanità
del Governo ceceno di Maskadov, che si è iscritto allAssociazione
radicale Aglietta
Dalla Cecenia e dalla vicina Inguscezia giungono frammentarie notizie
che segnalano il proseguimento di una ormai interminabile guerra, con
altre decine di morti tra i guerriglieri e le forze di sicurezza russe.
Dichiarazione di Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani e Presidente
dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta)
Un doveroso ringraziamento lo devo rivolgere a Umar Kambiev, che
dopo avere accettato di fare da testimonial per la campagna di iscrizione
al Partito Radicale Nonviolento, ha deciso anche di iscriversi allAssociazione
radicale Adelaide Aglietta, che ormai da anni si sta occupando dei massacri
e delle continue violazioni dei diritti umani in Cecenia. La sua adesione
è per noi uno stimolo ad andare avanti con il timore se
non la certezza - di non essere adeguati alle speranze di Umar e dellintero
popolo ceceno.
Dal nostro paese, che dialoga con Putin allo stesso modo con i governi
di Centro-destra e di Centro-sinistra, occorrerebbe una svolta letteralmente
radicale. Per questo chiedo limmediata convocazione di una Conferenza
di pace sulla Cecenia da promuovere innanzitutto a livello europeo e,
in vista dellanniversario della deportazione dei Ceceni da parte
di Stalin (23 febbraio 1944), lorganizzazione di una manifestazione
nazionale che sappia dare voce agli oppressi, in Russia dal regime antidemocratico
di Putin e in Cecenia dalle continue violazioni dei più elementari
diritti civili e umani.
Boni |
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Torino,
4 febbraio 2007
TELEKOM SERBIA/MANFREDI (RADICALI): COME DIECI ANNI FA, IL GOVERNO
PRODI DELEGA LE RISPOSTE ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI A LA REPUBBLICA.
VISTI I PRECEDENTI, NON E UNA MOSSA AZZECCATA!.
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Oggi,
La Repubblica ospita unintervista di Giuseppe dAvanzo
al sig. Marco Bernardini, già collaboratore del SISDE, che ha rivelato,
fra laltro, di essersi occupato dellaffaire Telekom Serbia
nei primi mesi del 2001, per conto del gruppo Pirelli. Ricordiamo che
i cittadini italiani appresero dellaffaire Telekom Serbia il 16
febbraio 2001, grazie a uno scoop a scoppio ritardato (quattro anni dopo
i fatti) dello stesso Giuseppe dAvanzo e di Carlo Bonini su La
Repubblica.
Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani, autore del libro
Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?,
Stampa Alternativa, 2003):
Lo scorso luglio i deputati radicali della Rosa nel Pugno Daniele
Capezzone e Bruno Mellano hanno presentato uninterrogazione ai ministri
dellInterno e della Difesa per sapere se, durante lintero
arco della vicenda Telekom Serbia (i primi contatti fra italiani e serbi
risalgono al 1994), vi è stato lintervento dei servizi di
sicurezza italiani; Capezzone e Mellano attendono ancora oggi una risposta.
Pare che il governo Prodi abbia delegato a rispondere il giornale La
Repubblica, che ormai ogni giorno aggiunge un tassello al complesso
mosaico. Il governo Prodi è recidivo in questo: nel giugno 1997,
lunico parlamentare radicale, il senatore Piero Milio, rivolse uninterrogazione
allallora ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, per avere spiegazioni
sul perché quindici giorni prima, Telecom Italia, allora controllata
al 61% dal Tesoro, avesse versato nei conti correnti di Milosevic ben
900 miliardi dei contribuenti italiani; Ciampi non rispose né allora
né mai, e la risposta fu data, invece, quattro anni dopo, dallinchiesta
de La Repubblica.
Tra alcuni mesi sarà il decennale dellinfausta operazione
Telekom Serbia; il governo Prodi può ancora, in zona Cesarini,
recuperare il tempo perduto e fornire ai deputati radicali, al Parlamento
e al Paese informazioni complete e corrette sulla vicenda.. |
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Roma,
3 febbraio 2007
CAMBIAMENTO CLIMATICO: LITALIA PUO DA SUBITO CONTRIBUIRE
ALLA DIMINUZIONE DELLANIDRIDE CARBONICA IN ATMOSFERA
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Mellano:
un mio progetto di legge prevede la fissazione del carbonio nel
suolo come richiesto dal protocollo di Kyoto e dalla Comunità Europea
In seguito alla presentazione del rapporto Onu sul clima che esamina i
possibili scenari futuri in merito al riscaldamento del pianeta dovuto
allaumento dei cosiddetti gas serra, il Deputato della
Rosa nel Pugno Bruno Mellano e Igor Boni, Presidente dellAssociazione
radicale Adelaide Aglietta (esperto in politiche ambientali), hanno rilasciato
la seguente dichiarazione:
Di fronte a un problema così vasto non si può pensare
di trovare una sola soluzione. Sono necessari differenti piani dazione
che vanno dal risparmio energetico, allutilizzo di energie alternative
e rinnovabili, alla ricerca di nuove fonti di energia pulita, fino allutilizzo
di tutte le attuali conoscenze per diminuire la concentrazione di gas
serra in atmosfera.
Nelle scorse settimane, seguendo le indicazioni della Comunità
Europea e del protocollo di Kyoto, abbiamo presentato un progetto di legge
sulla protezione del suolo che, tra le altre cose, prescrive
le modalità con cui lagricoltura può contribuire allaumento
del carbonio nel suolo, quindi alla diminuzione dellanidride carbonica
in atmosfera. Il suolo rappresenta infatti il più grande contenitore
di carbonio del mondo e, in seguito alle gestioni dissennate degli ultimi
decenni, ha perso una parte importante di questo elemento. Dobbiamo e
possiamo invertire la tendenza partendo da proposte concrete come questa;
occorre che la politica cominci seriamente ad occuparsi del problema.
Lanciare allarmi in continuazione senza fare nulla è quanto di
più controproducente possa essere fatto.
Boni |
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Torino,
2 febbraio 2007
TORINO/PROSEGUE LA RACCOLTA FIRME SULLA PETIZIONE AL PARLAMENTO PER
LA LEGALIZZAZIONE DELLEUTANASIA.
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Domani,
sabato 3 febbraio, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, i militanti della Rosa
nel Pugno di Torino terranno un tavolo di raccolta firme (in via Garibaldi
angolo via Bellezia) sulla petizione, promossa dallAssociazione
Luca Coscioni, che richiede al Parlamento limmediata calendarizzazione
delle proposte di legge presentate in tema di fine vita e leffettuazione
di unindagine conoscitiva sul fenomeno, tanto diffuso quanto censurato,
delleutanasia clandestina.
Al tavolo sarà presente Giulio Manfredi (Direzione Nazionale
Radicali Italiani), che ha dichiarato:
Nonostante il freddo, sono e saranno numerosi i cittadini a fermarsi
ai tavoli radicali per sottoscrivere la petizione. A maggior ragione,
dopo larchiviazione, da parte dellordine dei medici di Cremona,
del procedimento disciplinare contro il Dr. Mario Riccio; una decisione
che costituisce un passo in avanti nella salvaguardia del diritto costituzionale
del cittadino malato al rifiuto delle cure e delle terapie. A maggior
ragione, dopo che il cardinale Carlo Maria Martini ha squarciato, con
parole alte e profonde, lunanimismo di facciata del mondo cattolico,
permettendo ad altri esponenti di quel mondo di iniziare una riflessione
pubblica, vera e perciò difficile..
N. B. La petizione può essere firmata on-line su www.lucacoscioni.it |
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Milano,
2 febbraio 2007
SEPOLTURA FETI / RADICALI: PENATI NON CONOSCE LE LEGGI, FORMIGONI
SÌ MA SE NE INFISCHIA. MINISTRO POLLASTRINI, NULLA DA DICHIARARE?
I NOSTRI AVVOCATI STANNO GIÀ LAVORANDO SUGLI ESPOSTI.
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Valerio
Federico (segretario Radicali Milano) e Silvio Viale (Direzione Nazionale
Rosa nel Pugno) approfondiscono la vicenda del regolamento regionale che
prevede la sepoltura dei feti abortiti.
Il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha
dichiarato che il nuovo regolamento sulle attività funebri colma
una lacuna della legge nazionale. Non è vero: la legge nazionale
cè e contiene prescrizioni contrarie a quelle del regolamento.
Il DPR n. 285 del 1990 (regolamento di polizia mortuaria), allart.
7, prevede infatti la sepoltura dei prodotti del concepimento di presunta
età inferiore alle 20 settimane solo su esplicita richiesta dei
genitori allASL; le norme di attuazione del cd. Decreto Ronchi
prescrivono che le parti anatomiche non riconoscibili (residui operatori,
placente, feti non richiesti o per i quali non sia obbligatoria la sepoltura)
sono da considerare rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo e
come tali non sono da accettare in cimitero o in crematorio, ma sono da
avviare a termodistruzione, ai sensi dellart. 10 del Decreto Ministero
dellAmbiente n. 219 del 2000.
Il Presidente della Regione, Roberto Formigoni, a differenza di Penati,
conosce bene la legge nazionale e lha richiamata nella sua intervista
a Radio Vaticana; ma ha deciso di superarla con una norma regolamentare
perché i feti sono essere umani e, quindi, vanno seppelliti
nei cimiteri. Questo è parlar chiaro!
In attesa che il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini,
trovi finalmente il tempo di dichiarare qualcosa su una vicenda che, dopo
lultima esternazione di Formigoni, travalica ormai i confini regionali,
abbiamo dato mandato ai nostri legali affinché valutino se esistono
i presupposti per esposti alla magistratura ordinaria e/o ricorsi a quelle
amministrativa. |
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Torino,
1 febbraio 2007
WELBY/CREMONA VIALE LA FEDERAZIONE NAZIONALE DEVE SCHIERARSI
CON LORDINE DI CREMONA. IL Dr RICCIO HA AGITO NEL RISPETTO DEL
CODICE DEONTOLOGICO
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Silvio
Viale, medico di EXIT-Italia e membro radicale della Direzione Nazionale
della Rosa nel Pugno, chiede che la Federazione Nazionale degli Ordini
dei Medici (FNOMCeO) si schieri subito con lOrdine dei Medici di
Cremona.
Nei giorni successivi alla morte di Welby chiesi, invano, che la
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici scendesse subito in campo
per difendere loperato del Dr. Riccio, che aveva agito nel rispetto
del codice deontologico e come molti altri colleghi avevano dichiarato
di fare. Si è preferito attendere burocraticamente che si pronunciasse
lordine provinciale, ma ora che la decisione è giunta non
vi sono più scusanti. Il presidente nazionale Amedeo Bianco ha
lobbligo morale di intervenire autonomamente, senza attendere il
pronunciamento della magistratura, perché sarebbe avvilente per
lautonomia dei medici italiani, se la Federazione Nazionale non
difendesse il proprio codice deontologico, che è ispirato ai principi
della Convenzione di Oviedo, ratificata dal Parlamento nel 2001 (Legge
145/01 GU 28.03.2001). Se, al contrario, il presidente non dovesse
condividere la decisione dellOrdine di Cremona, a maggior ragione
si tratta di aprire un confronto a tutto campo tra i medici italiani.
Silvio Viale |
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