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Torino, 27 febbraio 2009

CASO ENGLARO/TORINO/ DOMANI MATTINA TAVOLO RADICALE PER RACCOLTA FIRME SU TESTAMENTO BIOLOGICO E PER SOLIDARIETA’ A BEPPINO ENGLARO.

 

 

Domani, sabato 28 febbraio, a Torino, in Piazza San Carlo (portici fronte Banco San Paolo), dalle 10:30 alle 13:00, la Cellula Coscioni di Torino e l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terranno un banchetto di raccolta firme sulla petizione dell’Associazione Luca Coscioni per il testamento biologico.

 

Al tavolo saranno presenti Paola Cirio (tesoriere Cellula Coscioni) e Andrea Trigolo (giunta segreteria Associazione Aglietta), che hanno dichiarato:

 

“Sono firme che valgono doppio. Valgono per manifestare concretamente la volontà dei cittadini italiani di arrivare ad una legge “per” il testamento biologico e non “contro” il testamento biologico. Gli Azzeccagarbugli del centro-destra stanno lavorando alacremente affinché si avveri la seconda ipotesi. Ma sono firme che valgono anche come segno di solidarietà a Beppino Englaro, indagato per omicidio volontario a seguito di una denuncia presentatata dal “Comitato Verità e Vita”, con sede legale a Casale Monferrato (AL).

Invitiamo coloro per cui la “Verità” e la “Vita” non rappresentano idoli a cui sacrificare la verità sulla vita e sulla morte reali, di Eluana Englaro come di tutti,  a raggiungerci al tavolo.

Se non ora quando?”

 

 

 

 

Testamento biologico: Firma online la petizione al parlamento

http://www.lucacosc ioni.it/petizion eeutanasia

 


Torino, 27 febbraio 2009

REFERENDUM ELETTORALI/MANFREDI (RADICALI): ON. BOCCHINO DA GUINNESS DEI PRIMATI, OGGI SUI REFERENDUM, IERI SU TELEKOM SERBIA.

 

 

Alla notizia che l’on. Italo Bocchino (AN), membro del comitato promotore dei referendum elettorali, si è pubblicamente schierato contro il loro abbinamento con le elezioni europee ed amministrative (che comporterebbe un risparmio per i cittadini italiani di 400 milioni di euro), Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

“L’on. Bocchino entra a pieno titolo nel Guinness dei primati. Egli non è solamente l’unico esponente politico nella storia d’Italia (pur contrassegnata da innumerevoli trasformisti) ad essere stato designato dal suo partito, nel 2007, responsabile per la raccolta firme in favore dei referendum per la modifica della legge elettorale per poi, oggi, adoperarsi pubblicamente per il loro affossamento. Bocchino è stato anche l’unico a far parte della commissione parlamentare d’inchiesta volta a chiarire le modalità dell’affaire Telekom Serbia e a percepire, per interposta persona, parte dei proventi della mediazione dell’affaire.

Ricordo brevemente i fatti, come estesamente riportati nell’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Torino del 9 maggio 2005: uno dei due mediatori dell’affaire Telekom Serbia, il sig. Gianfrancesco Vitali, incassa nel 1997 per il suo lavoro 13 miliardi  e 337 milioni di lire. Li investe, assieme ad altri suoi soldi, per un totale di 22 miliardi di lire, in una società finanziaria di San Marino, Fin Broker S.A., gestita dal sig. Loris Bassini.  Nel 2002, Vitali tenta di rientrare in possesso delle somme date al Bassini, inutilmente; il 22 luglio 2002, la moglie di Vitali, Miriam Tedeschi, presenta denuncia-querela contro Bassini al Tribunale di San Marino; nel luglio 2007, il tribunale di San Marino condanna Loris Bassini a restituire a Gianfrancesco Vitali i 22 miliardi.

Dall’ordinanza citata (pag. 30 e seguenti):

“… Nel 2001, Bassini erogò 1,8 miliardi di lire ad una società, Goodtime Sas, di cui socio accomandataria era Gabriella Buontempo, moglie dell’on. Italo Bocchino, successivamente componente della Commissione d’inchiesta Telekom Serbia; e 2,4 miliardi di lire alla società Edizioni del Roma, di cui socio e Presidente del Consiglio di Amministrazione era lo stesso on. Bocchino. Entrambe queste operazioni vennero promosse da Silvana Spina, ottima amica della moglie dell’on. Bocchino, Gabriella Buontempo, e che aveva messo in relazione la famiglia Bocchino con quella di Vitali … Secondo la Spina , inoltre, l’on. Bocchino era al corrente che Loris Bassini gestiva le risorse economiche di Vitali e che queste derivavano dalla mediazione a quest’ultimo corrisposta per la compravendita di Telekom Serbia. La circostanza appare quantomeno verosimile perché la Spina non ha alcun motivo di affermare il falso su questo punto. L’on. Bocchino e sua moglie Buontempo  hanno ricevuto complessivamente 4,250 miliardi di lire (1,850 Buontempo per Goodtime e 2,4 Bocchino per Edizioni del Roma) da Bassini, per il tramite di Spina; di questi 1,850 non sono stati restituiti  ... Sia chiaro. Questo Ufficio non ha mai messo e non mette in dubbio la buona fede dell’onorevole Bocchino e della moglie nella ricezione di denaro oggettivamente “illecito”: illecito non perché proveniente da tangenti corrisposte per la conclusione dell’affaire Telekom Serbia ma perché frutto di una banalissima truffa in danno di anziano (Gianfrancesco Vitali, ndr) … Ma certo è che l’ironia della sorte o, per chi ci crede, la (sempre saggia) Divina Provvidenza ha giocato un bello scherzo all’onorevole Bocchino, alla Commissione Telekom Serbia ed agli inquirenti tutti: perché, come si è visto, alla fine gli unici soldi dell’affaire finiti in mani “politiche” (sia chiaro, “mani assolutamente pulite”) sono stati quelli scoperti presso uno degli “investigatori” … facenti parte del gruppo che “addebitava” all’altra “parte politica” la percezione, a titolo di tangente, di una fetta di quel denaro …”.

Che altro aggiungere se non … complimenti Bocchino!

N. B. L’ordinanza di archiviazione dell’inchiesta su Telekom Serbia è scaricabile da:

 

http://www.webalice .it/carlamarchis io/Ordinanza. pdf  - http://www.associaz ioneaglietta. it/serbia. html


Torino, 27 febbraio 2009

ENGLARO – VIALE (radicali) “ SOLO UNA PROVOCAZIONE SPOT. LA MORTE DI ELUANA NON E’ UN OMICIDIO.”

 

Silvio Viale, il medico radicale, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia, che per anni ha seguito e sostenuto il caso di Eluana, bolla come una “provocazione spot” la denuncia per omicidio volontario del Comitato Verità e Vita con sede a Casale Monferrato e replica a Barragan, ricordandogli come il suo catechismo non esclude l’omicidio in assoluto.
Silvio Viale, che ne pomeriggio parteciperà ai lavori del VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transanzionale e Transpartito, ha diffuso la seguente nota.
“Si tratta di una semplice provocazione spot – altrimenti la magistratura di Udine avrebbe già dovuto aprire da tempo un fascicolo per omicidio volontario – ma la circostanza serve a smentire le tesi di coloro che dicono che non serve una legge che legalizzi il testamento biologico. Altro che zona grigia di illegalità tollerata discretamente, che espone medici e famigliari al ricatto permanente di procedimenti penali. Occorre una legge che permetta ai medici, come me e come quelli di Udine, di rispettare le volontà della persona, secondo scienza e coscienza, di rifiutare le terapie, di alleviare le sofferenze e di aiutare a morire bene senza ipocrisie. Purtroppo, grazie all’ignavia ed all’opportunismo verso lo Stato del Vaticano di buona parte della maggioranza, rischiamo di avere una legge che rafforzerà i divieti contro la volontà dell’individuo e che costringerà ognuno di noi a morire nella sofferenza propria e dei propri famigliari. Ben vengano quindi le denunce spot dei vitalisti estremi, destinate a essere rigettate come quelle precedenti, come quella alla Corte europea di Strasburgo, perché aiutano i cittadini a capire in che mani rischiano di affidare l’ultima parte della propria vita, quella più indifesa e più esposta alla tortura imposta dallo Stato. Al Cardinale Barragan, ministro vaticano della salute, ricordo come il suo catechismo non escluda l’omicidio in assoluto e come la morte opportuna sia una scelta possibile per la persona. La morte di Eluana non è un omicidio, come non lo sono l’aborto e l’eutanasia volontaria.”

 


Torino, 25 febbraio 2009

RONDE/RADICALI TORINO: GIORGIO ARDITO FA UNA PERICOLOSA CONFUSIONE E NON CONOSCE IL DECRETO LEGGE SULLA SICUREZZA... DOPO LE “RONDE BORGHEZIO” LE “RONDE ARDITO”!?!

 

Dichiarazione di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) e di Domenico Massano  (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta):

“Non siamo per nulla d’accordo con la presa di posizione di Giorgio Ardito (PD), favorevole alla costituzione di ronde di cittadini, che lui auspica siano slegate dai partiti. Ardito compie una pericolosa confusione, equiparando i volontari della solidarietà ai sedicenti “volontari della sicurezza”. Ma non è la stessa cosa fare il “nonno vigile” davanti a una scuola, il volontario che porta cibo e acqua ai barboni (i paragoni sono di Ardito) oppure, invece, perlustrare di notte il proprio quartiere, armato o non armato (chi ha il porto d’armi ha il diritto di girare armato).

E il richiamo che Ardito fa ai finanziamenti statali ci pare strumentale e anche sbagliato: l’art. 6, comma 5, del D. L. 23 febbraio 2009, n. 11 (pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale) esclude che le associazioni di cittadini in questione possano essere finanziate dallo Stato, ad eccezione di quelle costituite tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell’ordine, alle Forze Armate e agli altri Corpi dello Stato.

Lo ripetiamo: la sicurezza e l’ordine pubblico devono essere garantiti dallo Stato, nelle sue varie articolazioni; l’aiuto e le segnalazioni dei cittadini sono preziosi e utili ma non hanno mai avuto nulla a che fare con la previsione per legge delle ronde, di albi delle ronde, di finanziamenti statali alle ronde.

Ardito è uomo di mondo e ci consentirà una battuta: a Torino abbiamo già avuto e avremo sicuramente le “ronde Borghezio”; possiamo risparmiarci le “ronde Ardito” … anche se il nome è allettante!”.

 


Torino, 22 febbraio 2009

SICUREZZA/RADICALI TORINO: IL PM PADALINO DA’ LA LINEA : NO ALLE NARCOSALE, SI’ ALLE RONDE, MA, MI RACCOMANDO, NON CHIAMIATELE COSI’

 

Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano:

Rileviamo, innanzitutto, la tempestività con la quale il PM torinese Andrea Padalino interviene pubblicamente sui temi della sicurezza pubblica: un anno e mezzo fa, quando si ventilava la concreta possibilità di aprire una narcosala in città, il suo autorevole intervento in punta di diritto, contrario a tale iniziativa, contribuì non poco al suo affossamento.

Oggi, invece, rispetto alle ronde, Padalino dice SI’, premettendo di non chiamarle “ronde”. Ora, egli converrà con noi che il problema non è se i cittadini Padalino, Manfredi e Massano si mettono d’accordo nel chiamarle diversamente, ma è se chi sta già organizzandosi, con il decreto del governo in tasca, per battere le strade di notte intende il suo ruolo come “civile partecipazione alla difesa della sicurezza collettiva” (per dirla alla Padalino) o come “giustiziere della notte”.

Al riguardo, qui a Torino i precedenti non sono certo tranquillizzanti, dall’incendio doloso del 1° luglio 2000 per il quale l’on. Mario Borghezio della Lega Nord fu condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione (commutati poi in una multa di 3.040 euro) alle botte ai cittadini tossicodipendenti a Parco Stura.

Vorremmo anche ricordare a Padalino e a tutti che, a Torino, i comitati spontanei di quartiere (che non possono essere sicuramente accusati di simpatie radicali o sinistrorse) si sono dichiarati contrari alle ronde, rivendicando il loro lavoro di questi anni consistente in pure e semplici segnalazioni alle forze dell’ordine.

E non dimentichiamo, non dispiaccia a Padalino, che i comitati si sono dichiarati anche favorevoli alle narcosale, comprendendo come la loro istituzione ridurrebbe il danno non solamente dei consumatori di sostanze ma anche l’insicurezza e la violenza esistente nei quartieri per colpa non del destino cinico e baro ma del monopolio criminale sulla vendita di alcune droghe garantito dal regime proibizionista.

Sia rispetto alle politiche sulle droghe sia rispetto alle politiche sulla sicurezza, è lo Stato che deve intervenire a governare i fenomeni, assicurando la protezione dei cittadini; ogni delega alla sedicente giustizia private non risolve nulla, anzi provoca solamente nuove violenze e nuovi abusi.”.

 


Novara, 19 Febbraio 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO/ NOVARA: A 3 ANNI DALLA MORTE DI LUCA COSCIONI, DOMANI I RADICALI E L’ ASSOCIAZIONE COSCIONI RICORDANO LE SUE BATTAGLIE CON UN TAVOLO DI RACCOLTA FIRME

 

Domani, Venerdì 20 Febbraio, i Radicali novaresi e la Cellula Coscioni di Novara organizzano dalle 17 alle 19 in piazza Duomo (davanti al Broletto) un tavolo di raccolta firme sulla petizione per il diritto di autodeterminazione, per il riconoscimento legale del testamento biologico e per un’ indagine conoscitiva sull’ eutanasia clandestina, promossa dall’ Associazione Luca Coscioni, Saranno, inoltre, disponibili la “Carta di Vita”, per le dichiarazioni di volontà anticipicata sui trattamenti sanitari, e il numero di Febbraio dell’ “Agenda Coscioni”.

Nathalie Pisano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta e Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Michele Savino (coordinatore Cellula Coscioni Novara e delegato nazionale Giovani Democratici) hanno dichiarato: “Il modo migliore per onorare la memoria di Luca Coscioni è continuare le sue battaglie, soprattutto in un momento particolare come questo. Il diritto di autodeterminazione delle persone è seriamente in pericolo. La “legge truffa”, in discussione in questi giorni in commissione Sanità del Senato, è un legge contro il testamento biologico, e non a favore. I parlamentari devono mettere da parte le proprie convinzioni ideologiche e assicurare il diritto di libertà di scelta ad ogni cittadino. Per questo, ci aspettiamo che i novaresi rispondano numerosi all’ iniziativa e vengano a firmare la petizione.”

Altri tavoli di raccolta firme saranno presenti a Torino, Asti e Cuneo.

 


Torino, 19 febbraio 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO/TORINO/RADICALI-COSCIONI: RICORDANDO LUCA E LE SUE BATTAGLIE WEEKEND DI RACCOLTA FIRME.

  Nel terzo anniversario dalla sua morte (20 febbraio 2006) l'Associazione Radicale A.Aglietta e la Cellula Coscioni di Torino ricordano Luca Coscioni lanciando un weekend di mobilitazione, di raccolta firme sull'appello, promosso dall'associazione che porta il suo nome, che chiede al Parlamento italiano di legiferare, in modo laico e liberale, in materia di testamento biologico ed eutanasia.

I tavoli di raccolta firme saranno:

Venerdì 20 febbraio dalle ore 11 alle 13 di fronte a Palazzo Nuovo (Università, v.Sant'Ottavio)

Sabato 21 febbraio, dalle ore 10.30 alle 13, in p.zza San Carlo (lato Banca Intesa-Sanpaolo).

Agli appuntamenti saranno presenti Alessandro FREZZATO (Presidente cellula Coscioni Torino) e Nicola VONO (segreteria ass.Radicale A.Aglietta), che hanno rilasciato questa breve dichiarazione:

"Nel ricordare Luca, le sue battaglie, come quelle di Piergiorgio Welby e di papà Englaro, vogliamo in modo militante offrire una volta di più una possibilità di confronto, di dibattito, d'informazione ai cittadini, agli studenti della nostra città sui temi del fine vita. Crediamo sia urgente e necessario che la gente faccia sentire la propria voce, il proprio pensiero, i propri dubbi, perchè NON è vero che su questi temi non si vota, non se ne deve parlare; noi vogliamo che il Parlamento decida, legiferi sia sul testamento biologico che sull'eutanasia, e ci batteremo affinchè la legge che uscirà sia la migliore possibile".

Ci saranno tavoli di raccolta firme anche ad Asti, Cuneo e Novara.





Torino, 18 febbraio 2008

DROGHE/RADICALI: GIOVANARDI SBRUFFONE SE LA PRENDE CON I RAGAZZINI. LE PENE PREVISTE DAL DECRETO SICUREZZA SONO COERENTI CON LA LEGGE FINI-GIOVANARDI, QUINDI INGIUSTE.

 

 
Dopo aver appreso che il sottosegretario Carlo Giovanardi ha dichiarato che nei prossimi mesi in quattro città saranno compiuti dei test antidroga su chi vuole prendere la patente o il patentino per il motorino, Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

“Giovanardi fa lo sbruffone prendendosela con i ragazzini e mettendo sotto i piedi la certezza del diritto. Come può pensare di imporre i test antidroga solamente in quattro città e per qualche migliaio di persone? Si creerebbe una disparità di trattamento con gli altri cittadini e i relativi provvedimenti potrebbero e dovrebbero essere impugnati davanti alla magistratura.

Sono poi fondate le osservazioni degli operatori del settore, peraltro già sollevate oltre vent’anni fa dal compianto Giancarlo Arnao: l’esame delle urine può riscontrare tracce di cannabinoidi fumati giorni, settimane o mesi prima del test. Non per nulla, da vent’anni a questa parte, tali esami sono utilizzati per perseguire e perseguitare tout court i consumatori di droghe (per la stragrande maggioranza quelli di droghe leggere), non certo per riscontrare un’intossicazione in atto, come accade, invece, per quanto riguarda i controlli sull’alcool con l’etilometro.

Rispetto al decreto sulla sicurezza in discussione questa settimana alla Camera, il governo non si smentisce: la legge Fini-Giovanardi aveva fatto di tutta l’erba un fascio, non distinguendo più fra cannabis, eroina, cocaina, ecstasy; coerentemente, le nuove misure intendono colpire la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di stupefacenti, qualunque sia lo stupefacente consumato e qualunque sia la quantità e composizione. Di più: le sanzioni relative agli stupefacenti sono calibrate su quelle relative al consumo massimo di alcolici;  chi si è fatto uno spinello una settimana fa ed è beccato alla guida rischia un’ammenda da 2.500 a 9.000 euro e l’arresto da 3 mesi a un anno (fonte dati: “Sole 24Ore”) come chi si è scolato una bottiglia di superalcolico mentre era già al volante.

Tutto questo con la giustizia non c’entra nulla, poiché la legge deve (diciamo dovrebbe) sanzionare con la stessa misura condotte ugualmente pericolose ma con misure diverse condotte con gradi di pericolosità diversi.”.

 


Torino, 17 febbraio 2009

RU486 – I DATI DELL’ESPERIENZA ITALIANA PRESENTATI DOMANI A ROMA

 

Mentre si attende il via libera del CdA dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) domani mattina a Roma verranno presentati i primi dati sull’esperienza italiana con la RU486 che confermano l’efficacia, la sicurezza e la praticabilità dell’aborto medico in Italia.
L’occasione è la Conferenza Nazionale dei Ginecologi Consultoriali (A.Gi.Co – www.agico.it) “Il consultorio nella prevenzione dell’interruzione volontaria della gravidanza” che è in corso da ieri presso l’Hotel Central Park di Roma (16-17-18 febbraio).
Domani, mercoledì 18 febbraio, alle ore 10.30, nell’ambito della tavola rotonda “Applicazioni pratiche dell’aborto medico” è prevista la relazione del Dott. Silvio Viale che riporterà l’esperienza di otto centri italiani con la RU486 per un totale di 1778 interventi.
Nel 2008 il mifepristone, il vero nome del farmaco che si cela dietro al sigla RU486, è stato utilizzato da 25 centri italiani mediante una farraginosa procedura di importazione caso per caso. La pratica di registrazione per procedura europea di mutuo riconoscimento è sul tavolo del Consiglio di amministrazione dell’AIFA da parecchi mesi. La commissione tecnico scientifica dell’AIFA aveva dato parere favorevole nel marzo scorso.
L’EMEA (Agenzia europea del farmaco) nel 2007 ha uniformato le indicazioni per il mifepristone nell’UE: aborto medico fino a 9 settimane, aborto del secondo trimestre, morte endouterina e preparazione del collo dell’utero per l’aborto chirurgico. La RU486 è stata registrata in Francia nel 1988, nel Regno Unito e Svezia dal 1991, nel 1999 nella maggior parte dei paesi della UE e nel 2000 negli USA. Ora la procedura di registazione è stata richiesta per Italia, Portogallo, Ungheria, Littuania e Slovacchia.
Nel gennaio scorso il GIP di Torino ha archiviato l’indagine nei confronti dei medici e del direttore generale che approvarono e condussero lo studio clinico sperimentale svolto in Day Hospital presso l’Ospedale S.Anna di Torino nel 2005. Il Dott. Silvio Viale, che propose quello studio nel 2001 e che è attualmente il responsabile del Day Hospital dell’Ospedale S.Anna di Torino, alla luce delle esperienze italiane, concluderà la sua relazione sottolineando come “non vi siano motivi scientifici, sanitari e legali che possano ritardare la registrazione del mifepristone in Italia da parte del Consiglio di amministrazione dell’AIFA”.


Asti, 16 febbraio 2009

RONDE PADANE/ GRIZZANTI (RADICALI): GALVAGNO ED EBARNABO PROFETI?

  In merito ai punti che dovrebbero essere del decreto del Governo sulla sicurezza, Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: "Il Governo vuole introdurre una norma che dà la possibilità ai sindaci di avvalersi dell'opera di volontari, cittadini comunque non armati, per il controllo del territorio, magari nelle aree verdi che sono sempre più teatro di episodi di violenza. Tutto ciò ricorda molto quei volontari per la sicurezza, reclutati dall' amministrazione comunale, che giravano con un gilet arancione su una bicicletta armati di telefonino per avvisare le forze dell' ordine qualora avessero assistito ad atti criminali. Sembra che il sindaco Galvagno ed il vice Ebarnabo siano  stati dei profeti ma se questa norma deve ancora entrare in vigore, come erano regolarizzati i volontari e quale contratto lavorativo avevano? Ma, soprattutto, che fine hanno fatto?

Torino, 15 febbraio 2009

ELUANA/FINI – CANTONATA SU TERRI SCHIAVO

 

Silvio Viale, medico, membro della direzione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, dopo avere letto la risposta di Gianfranco Fini ad una domanda di Maurizio Molinari sui casi paralleli di Eluana Englaro e di Terri Schiavo su La Stampa di oggi (Faccia a Faccia pag.9), ha diffuso la seguente nota:
“I casi di Eluana Englaro e di Terri Schiavo sono clinicamente identici, simili anche per età e durata dello stato vegetativo. Quindi, è curioso e stupefacente che, dopo mesi di polemiche su Eluana, Gianfranco Fini dica che Terri Schiavo fosse cosciente ed avesse chiesto di morire. Ma è ancora più singolare che Maurizio Molinari lo scriva senza far notare al Presidente della Camera l’evidente errata convinzione. Una figuraccia per entrambi. E’ poi significativo che il quotidiano riporti l’affermazione nei titoli di sintesi e che nessuno della redazione si sia accorto della cantonata, che avrebbe meritato una notizia a parte o una opportuna correzione. Capisco la frenesia con cui si lavora nelle redazioni e che lo stesso infortunio avrebbe potuto verificarsi in qualunque altra redazione, ma l’episodio è sintomatico della disinformazione sistematica con cui i media italiani hanno raccontato il caso di Eluana. I realtà Fini è una vittima dei media italiani che hanno faticato a ricordare le analogie con la vicenda di Terri, alla quale a suo tempo avevano pur dato un enorme risalto. Forse perché in Florida, come in Italia, l’eutanasia è illegale e la sospensione delle terapie nutrizionali è la norma in casi come quelli di Eluana e Terri. Il clamore su Terri fu dovuto alla diversità di opinione tra i parenti, cosa che non si è verificata per Eluana, e non a caso Nancy Pelosi riconduce alla famiglia la sede per le decisioni sulla volontà della persona in assenza di disposizioni scritte, che non vuol dire assenza di volontà certe. Mi auguro che giornali è televisioni mantengano l’attenzione sulla discussione al Senato e alla Camera, anche per evitare che il DDL venga partorito nell’ignoranza e nella manipolazione della verità. Non è il certamente il caso del lapsus di Fini, tradito dalla volontà di schierarsi contro l’eutanasia, ma è stato certamente quello dei suggeritori della fantasiose dichiarazioni su Eluana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Come è anche il caso dello strampalato DDL presentato dal Senatore Calabrò, che nessun quotidiano ha avuto ancora il coraggio di pubblicare.”


Torino, 14 febbraio 2009

COSTITUITA LA CELLULA COSCIONI DI TORINO. ALESSANDRO FREZZATO (PRESIDENTE) E PAOLA CIRIO (TESORIERE):

“ LA MORTE DI ELUANA ENGLARO HA FATTO NASCERE NUOVE CONSAPEVOLEZZE IN TANTI CITTADINI”.

 

Oggi pomeriggio, nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino, si è svolta l’Assemblea costitutiva della Cellula Coscioni di Torino.

Erano presenti, fra gli altri: Silvio Viale (Direzione nazionale Associazione Coscioni); Tullio Monti (presidente Consulta torinese per la laicità); Francesco Salinas (consigliere comunale di Sinistra Democratica) ; Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta); Nicola Vono (giunta segreteria Associazione Aglietta).

Al termine di un dibattito ricco e appassionato, si è proceduto all’elezione degli organi della Cellula Coscioni. Alessandro Frezzato (23 anni, malato di distrofia muscolare, membro Consiglio Generale Associazione Coscioni) è stato eletto all’unanimità presidente. Paola Cirio (46 anni, malata di sclerosi multipla) è stata eletta all’unanimità tesoriere.

Frezzato e Cirio hanno dichiarato:

“La vicenda di Eluana Englaro, la sua morte, hanno fatto nascere in tanti cittadini italiani la consapevolezza della necessità ed urgenza  di creare un ampio schieramento per l’affermazione di nuove libertà, nuovi diritti nel campo della bioetica. Ne è riprova il grande successo del convegno di  questa mattina a Roma su testamento biologico ed eutanasia, promosso da Radio Radicale; ne è riprova la partecipazione convinta di cittadini finora lontani dalla politica attiva alla nostra riunione di Torino.

Occorrerà subito organizzarsi per celebrare degnamente anche a Torino, il prossimo fine settimana, il secondo anniversario della morte di Luca Coscioni; per inverare le bellissime parole che lui ci ha lasciato in eredità: “Dal corpo dei malati al cuore della politica”.

 

 


Asti 14 febbraio 2008

BALLETTO IN CONSIGLIO COMUNALE/ GRIZZANTI (RADICALI): "SUBITO L'ANAGRAFE DEGLI ELETTI"

  Dopo quanto successo nella seduta del Consiglio comunale di ieri, Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell' Associazione Radicale Adelaide Aglietta, dichiara: "Il balletto del quale sono stati protagonisti ieri i consiglieri di maggioranza e di opposizione, che hanno giocato a nascondino nella sala consigliare nel tentativo di garantire o far mancare il numero legale, è qualcosa di vergognoso dal momento in cui il Consiglio è stato votato per lavorare dai cittadini e dagli stessi è finanziato. Per evitare tutto questo è necessario che si approvi al più presto la bozza di delibera sull' anagrafe degli eletti che noi Radicali presentammo, in conferenza stampa, a fine novembre e che il capogruppo PD Brignolo ha già depositato in Consiglio Comunale."

Torino-Milano, 14 febbraio 2009

“CECENIA LIBERA, RUSSIA DEMOCRATICA”
MANIFESTAZIONE A MILANO SABATO 21 FEBBRAIO,
IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA DEL POPOLO CECENO.

Antonio Russo, Anna Politkovskaja, Anastasia Baburova, Stanislav Markelov…
Chi sarà il prossimo testimone della Russia di Putin ad essere ucciso?

 

 

In Cecenia si continua a uccidere, a torturare e a far sparire esseri umani. Lo stesso accade in Inguscezia, Daghestan, così come a Mosca. Ci pensano gli uomini di Putin a ripulire la Russia dai nemici che mettono a rischio la sicurezza nazionale.
La Russia per i russi, proclamano Putin e Medvedev, e violenza e xenofobia dilagano. La democrazia si allontana nel silenzio dell'Occidente, dell’Unione Europea. Noi non ci stiamo!
Sabato 21 febbraio 2009, in occasione del “giorno della memoria” del popolo ceceno (65° anniversario della deportazione staliniana), un cartello di associazioni ha indetto a Milano un presidio, dalle ore 14:00 alle ore 18:00, in via Dante angolo via Rovello.
L’evento è promosso da: associazione Annaviva, associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino, associazione Radicali Lecco.
Accanto al palco sul quale si alterneranno gli oratori sarà montato un totem con le foto di Anna Politkovskaja, Anastasia Baburova e Antonio Russo e la scritta “UCCISI PER AVERE RACCONTATO LA RUSSIA DI PUTIN”.
Hanno assicurato la loro partecipazione all’evento:
- Piero Graglia, docente di Storia delle relazioni internazionali all’università di Milano
- Francesca Sforza, giornalista e autrice del libro "Mosca-Grozny: Neanche un bianco su questo treno”
- Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani
- Roberto Natale, presidente FNSI Federazione nazionale stampa italiana
- Emanuele Fiano, parlamentare PD
- Marcello Saponaro, consigliere regionale Verdi
- Michele de Lucia, tesoriere di Radicali Italiani
- Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale
- Marco Perduca, parlamentare radicale eletto nel PD
- Pietro Marcenaro, (senatore PD, Presidente Commissione straordinaria per la tutela e  la promozione dei diritti umani)
Durante la manifestazione, saranno a disposizione dei cittadini libri sulla situazione geopolitica della Russia e della Cecenia nonché bandiere della Cecenia.

Per informazioni e/o adesioni: 
Valerio Federico, segretario Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, tel 358256736 radicalimilano@gmail.com


Torino, 14 febbraio 2009

DIRETTIVE ANTICIPATE/DDL – VIALE “CONFUSIONE COME METODO E DOLORE COME OBBLIGO.”

 

Dichiarazione di Silvio Viale, medico, che oggi pomeriggio a Torino (via Botero 11/f – ore 16) prenderà parte alla costituzione della Cellula dell’Associazione Luca Coscioni della cui Direzione nazionale fa parte.

Silvio Viale con una nota ha diffuso una sintesi delle critiche al DDL del PDL sui cosiddetti DAT (Direttive Anticipate di Trattamento) su cui interverrà oggi:

“E’ un marasma ideologico che impone il dolore come obbligo e lascia il paziente in balia del difensivismo medico. Paradossalmente il testo proposto non obbliga all’alimentazione forzata come è stato sbandierato, anche se le esclude dalle DAT. La impone negli stati vegetativi, ma non obbliga il medico - non lo sanziona neppure -  a posizionare il sondino e somministrare un’alimentazione sufficiente, se il medico dovesse ritenere che si tratti di pratiche “non efficaci o non tecnicamente adeguate rispetto alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura e/o di sostegno vitale del medesimo” ( Art. 3.1). L’estensore è, però, talmente impegnato a vietare ogni forma di eutanasia che, pur non essendo capace di definire cosa sia l’accanimento terapeutico, vieta ogni “attività che direttamente o indirettamente, per loro natura o nelle intenzioni di chi li richiede o li pone in essere, configurino pratiche di carattere eutanasico o di abbandono terapeutico” (Art. 3.2). Una affermazione in aperta contraddizione con quanto prima detto all’Art. 2.2 laddove il divieto per “la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute” è condizionato dalla qualificazione “da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”. Questa definizione aumenta la confusione, se si considera che il Sen Calabrò l’ha presa, invertendola,  dal Codice deontologico del medico che sull’Accanimento Terapeutico all’Art. 16 recita: “Il medico, anche tenendo conto delle volontà del paziente laddove espresse, deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita” . Ne consegue che il DDL del PDL alimenterà confusione, complicità sottobanco e illegalità. Per cautelarsi i medici finiranno per posizionare il sondino nasogastrico a tutti i morenti – anche a Giovanni Paolo II –  sebbene non sia prescritto, per evitare l’accusa di abbandono terapeutico e di eutanasia omissiva, mentre eviteranno di usare i farmaci nei dosaggi più efficaci per evitare quella di pratiche di carattere eutanasico. Se poi lo stesso intervento è fatto dal Dott. Viale piuttosto che dal Dott. X, le opinioni pubbliche  di chi “le pone in essere” possono diventare un elemento di sospetto per il “carattere eutanasico”. E’ poi significativo che il DDl non parli mai del dolore e della terapia del dolore, ben guardandosi di promuovere anche solo indirettamente l’uso della morfina e degli antidolorifici, consolidando uno scandalo italiano. In estrema sintesi si può dire che, da un punto di vista prettamente medico, il DDL imponga la confusione come metodo e il dolore come obbligo.”

 

 


Torino, 11 febbraio 2009

TORINO/DOMANI CONFERENZA STAMPA SU PRESENTAZIONE IN COMUNE DELIBERA INIZIATIVA POPOLARE SU ANAGRAFE ELETTI E NOMINATI.
PARTECIPA BRUNO MELLANO (PRESIDENTE RADICALI ITALIANI).

 

La conferenza stampa si terrà domani, giovedì 12 febbraio, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), alle ore 13:00.

Una settimana fa i radicali torinesi hanno presentato al Comune di Torino la proposta di delibera d’iniziativa popolare (rivolta al Consiglio Comunale) per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, corredata da ben 1.942 firme di cittadini torinesi (lo Statuto Comunale prevede un minimo di 1.500 firme).
La delibera presentata chiede la pubblicazione sul sito Internet del Comune di Torino dei seguenti dati: curriculum, presenze, attività e compensi dei consiglieri comunali, degli assessori, del sindaco; bilanci del Comune, comprensivi delle ditte fornitrici e delle consulenze; elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d’uso; bilanci delle società controllate – anche indirettamente – dal Comune, nominativi dei consiglieri di amministrazione e loro compensi.
L’iniziativa per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti è promossa in tutta Italia da Radicali Italiani.

Interverranno alla conferenza stampa:

Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani)

Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani)

Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) 

Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni)

Stefano Mossino (tesoriere Associazione Radicale Satyagraha)

 

 


Torino, 11 febbraio 2009

ELUANA – VIALE (radicali) “NON PUBBLICATE QUELLA FOTO. RISPETTARE LE SCELTE DELLA FAMIGLIA.”

 

Silvio Viale, medico, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia, ha diffuso la seguente nota:

“Non pubblicate quella foto. Molti hanno avuto o avranno la tentazione di pubblicare la foto di Eluana su un letto, ma non pubblicate quella foto. In ogni caso non pubblicatela ora. Magari tra sei mesi, quando il caso sarà già storia, ma non ora. E’ l’estrema forma di rispetto, qualunque sia stata la posizione sostenuta, nei confronti di Eluana e della famiglia, che non ha mai voluto che venisse diffusa alcuna foto. In un convegno a Lecco, il 18 gennaio 2008, Beppino Englaro lo chiarì definitivamente rispondendo ad una mio preciso riferimento. Non so quale sarebbe stata la reazione degli italiani di fronte alle vere immagini di Eluana di oggi, ma so che tutti coloro che hanno potuto vedere Eluana hanno, fino ad ora, rispettato questo desiderio della famiglia. Sarebbe sgradevole se il contrario dovesse accadere ora, dopo che il Presidente del Consiglio, così loquace sulle presunte condizioni vitali di Eluana, non ha voluto recarsi a Udine per constatare le vere condizioni di Eluana. Capisco le ragioni che gli suggerivano di ignorare i miei ripetuti inviti, ma non pensavo che non rispondesse all’invito del padre. Oppure, dopo che l’autopsia ha confermato che Eluana è morta, come muore gran parte della gente in questo paese, per inanizione e disidratazione. Sappiamo che la famiglia Englaro vuole una cerimonia funebre privata. E’ un desiderio che rispettiamo, per cui annuncio che noi, coloro che hanno seguito la battaglia per la liberta di Eluana, in un giorno non lontano andremo a ricordarla e a ringraziarla al cimitero di Paluzzo.”

 


Torino, 11 febbraio 2009

Israele/Palestina: domani, ore 18:00 l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta presenta il film "Madri" di Barbara Cupisti.

 

 

Domani sera, giovedì 12 febbraio, alle ore 18.00, l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta presenta il docu-film "Madri" della regista Barbara Cupisti presso il King Kong Microplex di via Po, 21.

Al termine della proiezione interverrà per un breve dibattito il deputato Radicale-Pd, Matteo Mecacci, membro della Commissione Esteri della Camera.

Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani), Claudia Pagliano (Tesoriera Ass. Radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Rosasco (Giunta di Radicali Italiani) hanno commentato:

 

"A due giorni dalle elezioni israeliane è quanto mai attuale e importante riflettere sul futuro di questo angolo di Mediterraneo; il successo elettorale dell'estrema destra religiosa israeliana, a questo punto fondamentale per la formazione di un qualsiasi governo, allontana ancora una volta e sempre di più ogni speranza di pace duratura. Allo stesso tempo deve farci riflettere l'immobilismo europeo e delle Nazioni Unite che con le loro divisioni interne hanno fino ad ora ricoperto un ruolo troppo debole affinchè sia garantito ai cittadini israeliani e palestinesi il diritto a vivere nella pace e nella sicurezza.

 

Mentre la Corte Penale Internazionale apre doverosamente un fascicolo sulla condotta militare di Israele durante l'ultimo attacco a Gaza nella consapevolezza che questo non avrà alcuna conseguenza poiché lo stato ebraico non ha ancora ratificato lo Statuto della Corte; e mentre le autorità di Hamas continuano il doppio gioco di chiedere la pace quando contemporaneamente mantengono nel loro statuto il non riconoscimento dello stato di Israele, come Radicali vogliamo dare la parola a quei civili che sono vittime di questa guerra e in particolare alle madri palestinesi e israeliane a cui il conflitto ha tolto la cosa più preziosa che avevano: il proprio figlio.

La loro determinazione a costruire ponti anziché muri costituisce anche la nostra speranza che non possiamo affidare alla sola classe politica che oggi governa Israele e Palestina. Classe che, per quanto riguarda Israele, ignora i sondaggi che rivelano come oltre l’80% dei suoi cittadini chieda l’adesione immediata all’Unione Europea con tutti i vincoli e garanzie che questo comporta.

 

"Madri" vuole essere questo, la testimonianza  che dal dolore di perdere un figlio non necessariamente nascono odio e violenza ma paradossalmente una amicizia con la madre di chi tuo figlio lo ha ucciso".

 

 



Torino, 10 febbraio 2009

ELUANA – VIALE (radicali) “BUGIARDI FINO ALLA FINE. SIAMO NOI A VOLERE L’AUTOPSIA PER SMENTIRE LE VOSTRE BUGIE. FATTA LA COSA GIUSTA.”

 

Confermato il presidio a Torino in piazza San Carlo alle ore 18 promosso dalla Consulta di Bioetica.

Silvio Viale, medico radicale, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e del Direttivo di EXIT- Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Bugiardi fino alla fine. Avreste voluto trasformarci in assassini con la vostra leggina, ma la buona sorte – qualcuno direbbe il Buon Dio – vi ha bloccati. Siamo noi a volere l’autopsia per smentire le vostre bugie. Eluana è finalmente libera, morta anche per l’anagrafe, e finalmente possiamo fare le nostre condoglianze a Beppino e Saturna Englaro. Finalmente i genitori potranno piangere la propria figlia su una lapide, senza più tormentarsi su un simulacro in ospedale. Avete descritto Eluana come se fosse addormentata, avete parlato di risvegli che sapete essere impossibili, avete ingannato per giorni gli italiani sulla reale condizione di uno stato vegetativo – permanente, come si diceva, o di 17 anni come si dice ora – sapendo di mentire. Eluana non era ancora morta, ma non era più in vita, perché era in uno stato vegetativo, che è simile alla morte cerebrale prima dell’era dei trapianti. Stavate per approvare una legge che imponeva il sondino a tutti gli anziani non in grado di alimentarsi a sufficienza, che obbligava gran parte di noi a morire con il sondino e che avrebbe costretto anche Giovanni Paolo II a morire con il sondino. Ora, impietosi, tirate fuori la storia della morte sospetta, sapendo che verrà smentita dall’autopsia, perché non potete accettare che quelli che voi chiamate assassini abbiano avuto ragione e avranno ragione. Con la coscienza a posto di chi sa di avere fatto la cosa giusta, oggi non ci nasconderemo, ma saremo in piazza San Carlo per ricordarvi tutto questo e per solidarizzare con il dolore dei suoi genitori e dei suoi veri amici. Eluana ha vinto per tutti noi e per tutti voi.”

 

 


Torino, 9 febbraio 2009

CASO ENGLARO/TORINO/ ANCHE L’ASSOCIAZIONE RADICALE A. AGLIETTA AL SIT-IN DI DOMANI POMERIGGIO IN PIAZZA SAN CARLO PROMOSSO DALLA CONSULTA DI BIOETICA.

BONI E MANFREDI: BERLUSCONI DISPONE DEL CORPO DI ELUANA ENGLARO MA NON HA IL CORAGGIO CIVILE DI ANDARLA A VISITARE.

 

Domani, martedì 10 febbraio, la Consulta di Bioetica ha convocato anche a Torino un sit-in in Piazza San Carlo (dalle ore 17:30, lato via Santa Teresa) “PER ELUANA ENGLARO E LO STATO DI DIRITTO”.

Al sit-in ha aderito anche l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, che sarà presente in piazza con il suo presidente Silvio Viale e vari militanti.

Igor Boni (segretario Associazione Aglietta) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

“Silvio Berlusconi dispone del corpo della cittadina italiana Eluana Englaro ma non ha il coraggio civile di andarla a visitare, nemmeno dopo l’invito pressante di papà Beppino. Ieri Berlusconi era a Mestre; avrebbe potuto investire una manciata del suo tempo prezioso per arrivare fino ad Udine.

Ben diverso il comportamento del presidente della Regione Friuli, Renzo Tondo, che ieri ha prima visitato Eluana Englaro e poi si è recato a Mestre, dove sicuramente avrà ricevuto pressioni dal ministro Sacconi per bloccare l’équipe sanitaria alla clinica “La Quiete”.

Invitiamo il governatore Tondo a non cedere alle pressioni e ai ricatti di un governo disposto a tutto pur di ingraziarsi le gerarchie vaticane; è il suo modo per festeggiare degnamente l’80° anniversario del Concordato.”


Torino, 9 febbraio 2009

DDL SICUREZZA/RADICALI TORINO: Gravi e preoccupanti le dichiarazioni dell’onorevole Ghiglia

 

Dopo aver appreso dai giornali che la protesta di medici ed infermieri dell'ospedale Cto di Torino contro la possibilita', inserita dal ddl sulla sicurezza, di denunciare i clandestini, è stata accolta dall’onorevole Ghiglia con le seguenti parole: “E' immotivata e fuori luogo si tratta di una forzatura strumentale e tendenziosa, …, ci chiediamo se la priorita' sia la privacy del clandestino spacciatore o la salute del cittadino comune”;  Domenico Massano (giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato: 

“Immotivata e fuori luogo sembra essere la posizione dell’onorevole Ghiglia in merito ad una protesta civile di medici ed infermieri, che evidenzia alcuni aspetti molto pericolosi del DDL sulla sicurezza. Il primo tra tutti è il rischio di allontanare il clandestino, favorendo l’emergere di sistemi di cura “alternativi”, e vanificando, come sostenuto dai medici del CTO, i risultati degli ultimi anni relativamente alla riduzione della diffusione di diverse malattie trasmissibili (prime tra tutte AIDS e TBC) e delle complicanze materno-infantili. Come in altre occasioni (vedi il discorso relativo alle narcosale), l’onorevole Ghiglia  al confronto preferisce la presa di posizione ideologica, senza curarsi da una parte della vita e della salute degli immigrati e dall’altra delle ricadute sulla collettività di scelte politiche così miopi e semplicistiche.
Pericoloso sembra, inoltre, il tentativo demagogico ed irresponsabile di connotare tutti i clandestini che si potrebbero rivolgere al servizio sanitario con la “qualifica” di spacciatore, contrapponendoli al cittadino comune. Questa equazione, faziosa e molto parziale, rischia, infatti, di determinare una lettura distorta dei fenomeni (sia di quello dell’immigrazione clandestina, perché non tutti i clandestini sono degli spacciatori, sia di quello dello spaccio, perché non tutti gli spacciatori sono clandestini) e di alimentare violenza ed intolleranza.

Invito, quindi, l’Onorevole Ghiglia a prestare maggiore attenzione alle proprie dichiarazioni, evitando pericolose stigmatizzazioni e prese di posizione ideologiche che non favoriscono l’avvio di un onesto confronto civile e politico.”


Torino, 9 febbraio 2009

ELUANA/ OMICIDIO – VIALE (radiacli) “SARA’ OMICIDIO SOLO DOPO LEGGE, MA ANCHE UNA CATTIVA LEGGE E’ UN PASSO AVANTI RISPETTO AL LUOGO COMUNE CHE SULLA VITA NON SI VOTA.”

 

Silvio Viale, medico, dirigente dell’Associazione Luca Concioni e di EXIT-Italia, intervenendo questa mattina a RadioRadicale e aRadio Citta Futura, ha replicato alle strabilianti affermazioni del Premier su risvegli, gravidanze e attività cerebrali, affermando di non temere una cattiva legge perché è da considerare, comunque, un passo avanti.

Silvio Viale ha poi diffuso la seguente nota:
“Berlusconi è come uno studente che riporta malamente una lezione imparata male e per giunta sbagliata: il 50% dei risvegli di cui parla non si riferisce allo stato vegetativo di lunga durata, ma ai coma nelle fasi iniziali. Sbaglia poi Berlusconi a parlare di omicidio. Oggi non omicidio, se non nel senso che i suoi suggeritori usano per l’aborto, mentre sarà certamente omicidio dopo che una legge lo avrà dichiarato tale. E’, quindi, ipocrita chiedere di bloccare la sospensione della terapia in attesa della legge, sapendo che la legge impedirà di poterlo fare. Berlusconi chiede di votare il proprio testamento biologico, perché oggi tutti sappiamo cosa lui vorrebbe che si facesse qualora dovesse trovarsi in stato vegetativo a seguito di un infarto o di un incidente. Anche senza nulla di scritto (non richiesto esplicitamente dal Codice deontologico e dalla Convenzione di Oviedo) la sua volontà è chiara da quanto detto oggi. Il punto è che Berlusconi vuole imporre il proprio testamento biologico a tutti gli italiani, ma il fatto che il Parlamento discuta, finalmente, di questi temi è comunque un passo avanti – è una vittoria di Eluana! –  e lo sarà indipendentemente dal fatto che sia una cattiva legge, proibizionista, perché rompe il tabù ipocrita del “sulla vita non si vota”. Apre la strada a future discussioni e a futuri schieramenti per modifiche della legge nella direzione opposta. Oggi assistiamo ad un golpe di una parte maggiore del centrodestra e di una parte minore del centrosinistra, favorito dalla colpevole ignoranza di chi si è fatto cogliere di sorpresa ed impreparato nel merito. Oggi l’ignoranza rende l’opposizione a questa legge  timida e subalterna, ma un domani la maggioranza degli italiani, già oggi favorevole, troverà certamente il modo per ribaltare il fanatismo vitalista che sembra dominare l’attuale Parlamento. Grazie Eluana, grazie anche per questo. In Piemonte siamo sempre pronti a completare ciò che potrebbero riuscire ad interrompere a Udine.”

 


Torino, 8 febbraio 2009

ELUANA/BERLUSCONI – VIALE (radicali) “DOPO ELUANA L’ABORTO. LA TIMIDEZZA DEI PRO CHOICE AIUTA IL PARTITO DELL’IMBROGLIO.”

 

“Stessi protagonisti e stessa strategia. Dopo la legge su Eluana toccherà all’aborto, con Berlusconi e Sacconi pronti a compiacere alle tesi di Eugenia Roccella e delle organizzazioni cattoliche. Il blocco ad oltranza all’AIFA della RU486 è solo l’inizio di uno scontro annunciato, con prevedibili scrupoli di coscienza del Premier e del neo-credente Sacconi. Purtroppo all’arroganza e alle falsità dei pro-life non si contrappone altrettanta passione e determinazione dei pro-choice.”

Ad Affermarlo è Silvio Viale, il medico che ha promosso la sperimentazione al S.Anna di Torino sulla RU486 e che da anni è a fianco della famiglia Englaro. Silvio Viale, che è un dirigente radicale, ha proseguito:

“Gli ingredienti sono gli stessi. In primo luogo un Premier distratto e strabico, con un occhio rivolto al governo ombra vaticano e con una coscienza usa e getta. In secondo luogo un gruppo agguerrito di manipolatori, capitanato da Eugenia Roccella, che si occupa di diffondere false notizie scientifiche all’insegna del dubbio metafisico, ma con molta documentata convinzione assunta dai siti pro-life. In terzo luogo un fronte pro-choice timido e rinunciatario, scarsamente informato, che si fa condizionare persino nel linguaggio dai pro-life e da tempo ha perso ogni spinta propulsiva in difesa della pluralità delle scelte. In quarto luogo, come per Eluana, conquistato il Premier, scatta un richiamo all’appartenenza politica che tende a recuperare una parte dell’opinione pubblica contraria. Ultimo atto è la questione di fiducia in un parlamento di nominati militarmente controllato, che in nome della coscienza trasforma una necessità in virtù. Il PDL è diventato il partito dell’imbroglio, ma ad aiutarlo c’è la timidezza dei pro-choice. Questa sarà la miscela che rischia di costringere al sondino tutti gli italiani. Questa è la miscela che ha bloccato la RU486 al Consiglio di Amministrazione dell’AIFA e che si appresta a respingerla con una leggina come si vuole fare per il caso di Eluana. Chissà se gli eredi dei partiti laici del PDL (PRI, PLI, PSDI, PSI …), quelli che approvarono aborto e divorzio sapranno tenere la schiena diritta?”


Torino, 8 febbraio 2009

ELUANA. RAIUNO.DENUNCIA – VIALE e BONI “A SUA IMMAGINE: VERGOGNA PUBBLICA. CHIEDAMO CON URGENZA UNA TRASMISSIONE RIPARATRICE.”

 

Silvio Viale e Igor Boni, presidente e segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, denunciano la vergogna della trasmissione appena terminata su RAIUNO “A sua immagine” (ore 10:30 – 11-00), che in modo di parte, fazioso ed antiscientifico, senza alcun contradditorio, ha condotto mezzora di sfacciata propaganda politica.
Silvio Viale, medico, ha dichiarato:
“Faccio fatica a ricordare una trasmissione cosi faziosa con falsità scientifiche ed interviste esclusive ai rappresentanti del movimento per la vita e delle associazioni schierate su tesi vitaliste. Il conduttore ha condotto la trasmissione senza la minima deontologia professionale. Le affermazioni degli ospiti sono state prese per vere e rafforzate dal commento del conduttore, che ha continuamente banalizzato e ridicolizzato le posizioni contrarie riducendole a frasi arbitrarie. E’ stato detto che Eluana sorride da chi, come Margherita Coletta, non ha alcuna preparazione e nessun titolo scientifico, a parte i meriti acquisiti dal marito nel morire in servizio a Nassirya, per dare giudizi di verità. Non vi è alcun medico in buona fede che possa confermare che Eluana sorrida, tant’è che il conduttore ben si è guardato dal chiedere ai medici presenti, anche solo al Dott. Melazzini, se le persone in stato vegetativo stabilizzato da parecchi anni possano sorridere volontariamente. Il sorriso di Eluana non può essere trattato come le lacrime sulla statuetta della Madonna di Civitavecchia. Del resto il conduttore poteva mostrare delle immagini di Eluana in stato vegetativo, perchè quelle di Terri Schiavo sono pressoché identiche. Una cosa emerge, però, i continuazione ed è che tanti hanno potuto vedere Eluana, che non è mai stata nascosta dal padre, per cui non si capisce perché il Presidente Berlusconi, così certo nelle cose riferitegli da altri, non senta il bisogno di verificare di persona andando a Udine come ha chiesto il padre e come io lo sollecito da molti giorni.”
Igor Boni ha aggiunto:
“Chiediamo a RAIUNO una trasmissione riparatrice di mezzora da affidare domenica prossima alla stessa ora ad un conduttore indipendente, con la presenza di medici, come ad esempio il Dott. Silvio Viale che da anni segue il caso e può replicare con scienza alle fantasie di presunti testimoni verità e alle tesi antiscientifiche di esperti improvvisati.”


Torino, 7 febbario 2009

DROGHE/RADICALI: ORDINANZA SINDACO DI PADOVA VIOLA LEGGE FINI-GIOVANARDI. ANCHE DECRETO MARONI DEVE ATTENERSI ALLA LEGGE.

 

Una settimana fa, il sindaco di Padova ha firmato un’ordinanza che prevede una sanzione di 500 euro per chiunque acquista o riceve sostanze stupefacenti in aree pubbliche o aperte al pubblico “'insistenti in zone residenziali” ; in alternativa alla suddetta sanzione pecuniaria, il cittadino interessato può fare richiesta entro 30 giorni di essere inserito in un programma di riabilitazione presso un Sert (servizio pubblico per le tossicodipendenze) . L’ordinanza suddetta si richiama espressamente al Decreto cosiddetto “Maroni” (D.M. 5 agosto 2008, “Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione” ).

Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

“In materia di sanzioni sia penali che amministrative relative agli stupefacenti, la normativa di riferimento è esclusivamente quella contenuta nel D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) , come modificato dalla cosiddetta legge “Fini-Giovanardi” (L. 49/2006).

In particolare, l’art. 75 (Condotte integranti illeciti amministrativi) del DPR fissa le sanzioni amministrative nei confronti di “chiunque illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope fuori dalle ipotesi di cui all’articolo 73 (relativo alle sanzioni penali, ndr) …L’interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, è invitato a seguire il programma terapeutico e socio-riabilitativo di cui all’articolo 122 o altro programma educativo e informativo personalizzato in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio …”.

La legge demanda in modo esclusivo al Prefetto del luogo dove è avvenuto l’illecito amministrativo la competenza in materia di invio al Sert; tale invio non è alternativo alla sanzione amministrativa ma ne costituisce un’integrazione.

E il cosiddetto “Decreto Maroni”, avendo la natura giuridica di decreto ministeriale, è sotto ordinato, nella gerarchia delle fonti, alla legge dello Stato, nel caso specifico al succitato DPR 309/90.

Pertanto, la cosiddetta “ordinanza Zanonato” rappresenta un vero e proprio “eccesso di potere”, invadendo palesemente e pesantemente le competenze fissate in materia dalla legge dello Stato, che deve essere comunque rispettata, anche se si tratta della famigerata legge “Fini-Giovanardi” , che è in realtà la pura e semplice conversione del Decreto Legge 30 dicembre 2005, n. 272, emanato in origine solo per il finanziamento delle Olimpiadi Invernali di Torino; un’aberrazione giuridica e costituzionale di cui porta la piena responsabilità , assieme al governo Berlusconi dell’epoca, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che promulgò la legge.

Per fortuna, rispetto al caso Englaro e alla relativa tentata decretazione d’urgenza da parte del governo Berlusconi, al Quirinale non siede più Carlo Azeglio Ciampi ma Giorgio Napolitano.”


Torino, 6 febbraio 2009

I FIGLI DI ELUANA - VIALE (radicali) "MOSTRUOSITA' DI BERLUSCONI CHE NON HA IL CORAGGIO DI ANDARE DA ELUANA"

  "Leggo che il Presidente del Consiglio avrebbe detto che Eluana "potrebbe in ipotesi fare anche dei figli", contro tutti i principi sbandierati sulla legge 40, sulla famiglia, sul diritto al padre naturale e sul consenso della donna. Nel caso di Eluana sarebbe una mostrusuosità , uno stupro, non consentito in nessun paese al mondo. Ma è tipico dei farisei adattare i principi ai propri bisogni. Peraltro, cosa ci si può aspettare da un Premier che non ha nemmeno il coraggio di andare da Eluana. Sappia, però, che non è neanche così vero che Eluana potrebbe avere figli, non avendo più ovulazioni, almeno di forti terapie artificiali di ormoni. Come non è vero che le cellule cerebrali siano vive, lo sono quelle adibite alla vita vegetativa e ai riflessi, ma non cuelle corticali andante in anossai ed poi in atrofia dopo l'incidente. Presidente, si informi meglio, ma in ogni caso, da oggi non ci parli più di libertà."
 

Torino, 6 febbraio 2009

ELUANA/DL – VIALE (radicali) “ECCO LA MINORANZA FAZIOSA CHE TIENE IN SCACCO BERLUSCONI E IL GOVERNO. IL PREMIER VADA A UDINE, NONOSTANTE IL DL APPENA APPROVATO.”

 

Silvio Viale, medico, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e del Direttivo Nazionale di EXIT-Italia, torna a esortare Silvio Berlusconi a documentarsi meglio e lo re-invita a recarsi a Udine da Eluana, nonostante l'inutile violenza del DL appena approvato all'unanimità dal governo.

Silvio Viale ha dichiarato:

“Quando il Berlusconi dice «Mi dicono che respira e si muove: rabbrividisco all’idea che muoia di fame» dovrebbe aggiungere chi glielo ha detto. Berlusconi dovrebbe documentarsi meglio sul caso di Eluana e non affidarsi alle suggestioni di una minoranza faziosa. Lo re-invito, quindi, ad andare a Udine, a parlare con i medici, con il padre e, magari, far visita a Eluana. Non è certamente rassicurante che il Premier di un grande paese, su una questione così delicata e di grande rilevanza internazionale, dia l’impressione di essere superficiale. Intanto, lo invito a riflettere sulla minoranza faziosa (e fanatica) che lo tiene in scacco. Eccola, sono i firmatari dell’appello al Presidente del Consiglio: Gasparri, Quagliariello, Bianconi, Baio, Castro, Di Stefano, Scarpa Bonazza, Bevilacqua, Calabro', Pertoldi, Papania, Peterlini, D'Alia, Divina e Polledri; e i deputati Mantovano, Lupi, Bertolini, Saltamartini, Di Biagio, Biava, Nola, Saglia, Landolfi, Pagano, Bruno Murgia, Riccardo Migliori, Barbaro, Pianetta, Vignali, Binetti, Casini, Buttiglione, Santolini, Volonte', Bobba, Calgaro e Buonfiglio. Il caso di Eluana, sopratutto se l'ostruzionismo del governo lo dovesse trasformare in un caso senza fine, sarà un macigno che lo seppellira, che aumenterà la consapevolezza degli italiani e preparerà la strada ad una maggioranza politica per il testamento biologico e l'eutansia volontaria, come in Belgio, Olanda e Lussemburgo. Come fu per l'aborto e per il divorzio. E molti di coloro che oggi si oppongono saranno i primi a ricorrervi.”

 

 


Torino, 5 febbraio 2009

DL CLANDESTINI - VIALE (radicali) "NON DENUNCERO'. ARRESTATECI TUTTI. ANCHE IL NEONATO."

  Silvio Viale, medico radicale, ha dichiarato:
 
"E' un governo di ayatollah. Non denuncerò mai una donna che verrà a partorire o ad abortire, come non ho mai denunciato una donna che ha violato la legge 40 recandosi all'estero. Per quanto mi riguarda possono gia arrestarmi. Possono arrestarci tutti, anche il neonato, clandestino pure lui. E' un governo di incapaci. Ieri un sottosegretario al nulla ha detto che vuole vietare per decreto gli interventi di plastica al seno per le minori, per i quali oggi occorre il consenso dei genitori, dimostrando di non sapere che non vi sono casi di minori con il seno rifatto per motivi non medici. Oggi viene proposto un decreto su Eluana, dimenticandosi di essere in uno Stato di diritto. A quando un decreto per far risposare i divorziati?"
 

Torino, 5 febbraio 2009

ELUANA - VIALE (radicali) "GOVERNO DI AYATOLLAH. NAPOLITANO NON PUO' FIRMARE UN DECRETO ANTICOSTITUZIONALE. BEPPINO ENGLARO E' UN EROE."

  In una intervista a Radioradicale questa mattina Silvio Viale ha parlato di "governo di ayatollah" con riferimento all'ipotesi di un decreto legge per impedire la sospensione della terapia nutrizionale a Eluana.
 
Nel pomeriggio Silvio Viale, che è membro della Direzione Nazionale dell'associazione Luca Coscioni e dirigente di EXIT- Italia, ha diffuso la seguente nota:
 
"E' chiaro che il Presidente Giorgio Napolitano non potrà firmare un decreto che si prefigura come anticostituzionale, ma l'idea di un decreto legge contro Eluana sarebbe l'editto di ayatollah, di un governo prigioniero di una minoranza di fanatici. In questi giorni stiamo assistendo alla sistematica manipolazione dell'informazione con l'emergere di falsi scoop e testimonianze costruite tese a demolire la figura di Beppino Englaro. Pietro Crisafulli si inventa confidenze che chi come me conosce Beppino da ben prima può facilmente smentire. Come le possono smentire tutti i medici che hanno avuto a che fare con Beppino e Saturnia sin dall'inizio. Paola Binetti giunge persino ad accusare di maschilismo Beppino, coprendosi di ridicolo nel chiedersi perchè non compaia mai la moglie, quanndo basta poco per informarsi e sapere che è gravemente malata. L'integrità morale di Beppino è dimostrata da come difende tenacemente la privacy della moglie e l'immagine di Eluana. Basterebbe che Saturnia, visibilmente malata, si presentasse davanti alle telecamere con in mano la foto di Eluana, com'è adesso, per demolire i tentativi ostruzionisti del governo, ma non è con effetti scenici che vuole stupire i media. Peraltro, sorprende che nessuno riproponga le immagini di Terri Schiavo, che tutte le TV hanno e mandarono in onda di continuo tre anni fa. Forse, perchè temono di far vedere come è Eluana oggi?  Sembra che la Procura di Udine voglia sentire chi in tanti anni non ha mai avuto il senso civico di andare a testimoniare e ora miracolosamente dice di ricordare. Ma cosa? Cosa potranno rispndere alla precisa domanda "lei ha mai parlato di stato vegetativo permanente con Eluana?" Solo un irrilevante "no". Per giorni ho chiesto a Berlusconi di intervenire e ora gli italiani sanno di avere un governo di ayatollah. Ma gli italiani sanno anche di avere un eroe in Beppino Englaro. Coraggio Beppino, coraggio Saturna, gli italiani sono con voi. Eluana è un macigno che ricadrà su questo governo."

 
Caso Englaro: Iintervista a Silvio Viale
http://www.radiorad icale.it/ searchx/www? scope=1&query=silvio% 20viale&groups=22,21, 24
 

Torino, 5 febbraio 2009

CASO ENGLARO/RADICALI ITALIANI: GOVERNATORE TONDO TOLGA DELEGHE AD ASSESSORE KOSIC E GESTISCA DIRETTAMENTE LA QUESTIONE.

 

Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale RI):

“Di fronte alla degenerazione della vicenda di Eluana Englaro, il governatore del Friuli, Roberto Tondo, non può più rimanere alla finestra, accontentandosi di dichiarazioni benevole nei confronti di Beppino Englaro. Ieri l’assessore regionale Kosic si è recato a Roma per concordare con il ministro Sacconi e il sottosegretario Roccella le modalità per impedire o, almeno, ostacolare l’opera dell’équipe medica presente alla clinica “La Quiete” di Udine.

Delle due l’una: o Tondo condivide l’operato del suo assessore o non lo condivide e deve allora togliergli subito le deleghe in materia e gestire direttamente il caso, compresi i rapporti con il governo centrale.

L’escalation di abusi giuridici a cui assistiamo – e a cui assisteremo nelle prossime ore e giorni - non consente più a nessuno, tantomeno al governatore Tondo, di delegare ad altri le responsabilità politiche e civili che gli competono.”


Asti, 5 febbraio 2009

TV ASTIGIANA/GRIZZANTI (RADICALI): "ASTI NON HA BISOGNO D'ALTRA PROPAGANDA A SPESE DEI CITADINI"

  In merito all' appalto che le amministrazioni comunale e provinciale vogliono concedere ad una emittente televisiva privata per svolgere attività di informazione e promozione sull' Astigiano, Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha dichiarato: "Al signor sindaco non basta utilizzare soldi pubblici per tappezzare la città di manifesti propagandistici, non basta la web-tv, non basta il giornale  e non basta il programma radiofonico settimanale in cui si pubblicizza senza contraddittorio. Probabilmente la voglia di assomigliare sempre più al leader del suo non-partito lo spinge a creare la sua Mediaset, anzi, la sua RAI visto che sarà pagata con soldi pubblici e visto che, come la RAI, sarà una televisione di regime su scala locale infatti dal bando apprendiamo che i tg dovranno informare su fatti che riguardano l' Astigiano "anche segnalati eventualmente da Comune e Provincia". Che bisogno c'era di aggiungere questa clausola? Non bastano i normali criteri giornalistici? In più la tv locale dovrà mandare in onda spot "da realizzare seguendo le indicazioni delle amministrazioni comunali e provinciali" ; il sindaco ha affermato che i 100mila Euro sono stati ricavati dal budget destinato alla promozione del territorio  ma attenzione a non confonderla con promozione delle amministrazioni …"

Torino, 4 febbraio 2009

VENEZUELA/10 ANNI DI CHAVEZ E REFERENDUM/BRICENO-VONO (Radicali): "PRESIDENTE CHAVEZ E' QUELLA ANTISEMITA LA RIVOLUZIONE CHE LEI VOLEVA? SIAMO SOLIDALI CON LE LOTTE NONVIOLENTE CONTRO IL DITTATORE BOLIVERIANO E AUSPICHIAMO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM"

  Blanca BRICENO (esponente venezuelano dell'ass.Radicale A.Aglietta) e Nicola VONO (segreteria ass.Radicale A.Aglietta) hanno dichiarato:

"Ci preoccupano sempre di più le notizie che giungono dal Venezuela, che oltre alla cacciata dell'ambasciatore israeliano, raccontano di sinagoghe distrutte, libri sacri bruciati e vari altri atti di anti-semitismo, con le forze di polizia che sostanzialmente lasciano fare; tentativi di golpe ai danni del sindaco di Caracas, espressione delle forze d'opposizione.
Ci chiediamo se è questa 'la rivoluzione' che il Presidente Chavez voleva, se è di questo regime sempre più autoritario che il popolo venezuelano dovrà festeggiare, vista l'istituzione della festa nazionale per la presa del potere di Hugo Chavez.
Per noi e per chi vuole ascoltare le voci democratiche, nonviolente, liberali venezuelane, i 10 anni di Chavez sono una dittatura sempre meno strisciante e sempre più reale.
Per questo motivo siamo solidali con le lotte nonviolente (e con il sr. Mijares che queste lotte e voci incarna) che ad esempio si oppongono all'astensione dal lavoro nel giorno della Festa Nazionale, che creano momenti assembleari di fronte ai cancelli chiusi; e soprattutto auspichiamo che il popolo venezuelano dia una grande risposta di libertà e democrazia respingendo il referendum costituzionale del 15 febbraio che cerca, eliminando il limite dei due mandati alla carica presidenziale, vorrebbe 'legalizzare' la dittatura di Chavez".

Torino, 4 febbraio 2009

NARCOSALE/RADICALI: CHIAMPARINO SCRIVE A SACCONI PER CHIEDERE IL PERMESSO DI APRIRE UNA NARCOSALA? LA RISPOSTA LA SA GIA’. E LA LEGGE ATTUALE GLI CONSENTIREBBE DI APRIRLA SENZA NULLA OSTA ROMANI.

 

 

Appreso dai giornali che il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, scriverà al ministro della Salute, Maurizio Sacconi, per chiedere il suo parere sull’eventuale apertura di una narcosala a Torino, che comporterebbe una modifica dell’attuale legge antidroga, gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano hanno dichiarato:

Sergio Chiamparino conosce già la risposta del ministro Sacconi. Un ministro che proprio in queste ore sta sguinzagliando i suoi esperti giuridici per cercare di impedire a Beppino Englaro di porre fine al calvario di sua figlia Eluana dovrebbe rispondere: “Prego, si accomodi sindaco. Stavo appunto verificando con il sottosegretario Giovanardi come si potrebbe aiutarla a impiantare la narcosala!”?!

Siamo seri. Chiamparino gioca ancora una volta allo scaricabarile; nel novembre 2007, spedì una lettera all’allora ministro della Salute Livia Turco solo per farsi rispondere che la legislazione attuale non consentiva l’istituzione della narcosala e che comunque era meglio la distribuzione controllata di eroina; ora scrive a Sacconi per farsi dare una risposta più dura e definitiva, magari meno ipocrita.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta anche a chi per l’ennesima volta fingerà di non sentire: anche con la legge vigente è possibile l’istituzione di una narcosala perché la legge “Fini-Giovanardi” (legge 45/06) non ha modificato l’art. 79 del DPR 309/90, che punisce l’utilizzo di locali per fini di spaccio; la narcosala è un presidio socio-sanitario dove il cittadino tossicodipendente consuma le sostanze che ha acquistato fuori, nel mercato criminale, e dove i medici presenti non maneggiano le sostanze; quindi, alla narcosala non può applicarsi il disposto dell’art. 79.

Un’ultima annotazione: su un quotidiano torinese leggiamo che, alla fine della fiera, gli unici a restare al palo sono i radicali. Magari fosse così! A restare al palo, a Torino come in tutta Italia, sono politiche di riduzione del danno attuate con successo in 85 narcosale in tutta Europa.

 


Torino, 4 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO/VIALE (radicali): “BERLUSCONI NON FACCIA COME PONZIO PILATO. VADA DA ELUANA.”

 

Silvio Viale, medico radicale, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e dirigente di Exit-Italia, chiede al premier Silvio Berlusconi di recarsi al capezzale di Eluana Englaro.

Silvio Viale ha diffuso la seguente dichiarazione:

L’ho detto ieri, lo ripeto oggi e lo ripeterò ancora domani: il silenzio di Berlusconi è imbarazzante. Il caso di Eluana Englaro è destinato ad avere risonanza mondiale ed il silenzio del Premier ha il sapore del tartufismo di chi non vuole esporsi.

Berlusconi dovrebbe recarsi al capezzale di Eluana per rendersi conto di persona, per parlare con il padre e con i medici. Così facendo eviterebbe di farsi condizionare dall’integralismo di Eugenia Roccella e dal fanatismo vitalista degli eredi della lista “aborto no grazie”, come è accaduto al ministro ex-laico Maurizio Sacconi.

Andare a Udine sarebbe un gesto di rispetto, sicuramente apprezzato dalla stragrande maggioranza degli italiani, anche se Berlusconi dovesse uscire dalla stanza di Eluana con convinzioni diverse dalle mie. Su una questione così delicata gli italiani hanno il diritto di sapere cosa pensa il Premier. Hanno il diritto di sapere se a governarli c’è Ponzio Pilato (che, in definitiva, compi’ comunque una scelta);  hanno il diritto di sapere se il Premier condivide l’ostruzionismo ad oltranza del ministro Sacconi, che afferma di agire “a nome di tutto il governo”.

 


Torino, 4 febbraio 2009

ANAGRAFE ELETTI/TORINO/ RADICALI DEPOSITANO IN MUNICIPIO QUASI DUEMILA FIRME DI CITTADINI TORINESI.

BONI E MANFREDI: “UN PASSO IMPORTANTE PER UN PALAZZO TRASPARENTE E  ACCESSIBILE; NON SOLAMENTE A TORINO MA IN TUTTO IL PIEMONTE”.

 

Questa mattina i radicali torinesi hanno deposito presso l’URP del Municipio di Torino la proposta di delibera d’iniziativa popolare (rivolta al Consiglio Comunale) per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, corredata da ben 1.942 firme di cittadini torinesi (lo Statuto Comunale prevede un minimo di 1.500 firme).

La delibera presentata chiede la pubblicazione sul sito Internet del Comune di Torino dei seguenti dati: curriculum, presenze, attività e compensi dei consiglieri comunali, degli assessori, del sindaco; bilanci del Comune, comprensivi delle ditte fornitrici e delle consulenze; elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d’uso; bilanci delle società controllate – anche indirettamente – dal Comune, nominativi dei consiglieri di amministrazione e loro compensi.

L’iniziativa per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti è promossa in tutta Italia da Radicali Italiani.

Igor Boni (segretario Ass. Aglietta) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

“E’ stata una raccolta firme lunga e faticosa. Abbiamo dovuto affrontare sia il “grande freddo atmosferico” sia il “grande freddo politico”, che pervade ormai milioni di cittadini, tenendoli distanti dalla politica, chiusi o in una sterile rassegnazione o in un rabbioso qualunquismo. Nemmeno duemila firme raccolte in una città come Torino possono, a prima vista, sembrare poche. Nel contesto attuale, sono, invece, un segno importante che non tutti si sono adattati a fare gli spettatori o le comparse del teatrino quotidiano messo in piedi dalla partitocrazia (con il contributo di Bruno Vespa e dei suoi allievi).

Ricordiamo che l’anagrafe degli eletti e dei nominati può essere istituita in ognuno dei 1.206 comuni e in ognuna delle 8 province piemontesi, naturalmente calibrando la proposta alle dimensioni dell’ente locale. A Novara, l’Associazione Aglietta ha promosso lo scorso autunno una raccolta firme analoga a quella torinese, depositando la relativa proposta in Comune.

Invitiamo, perciò, i cittadini piemontesi a scaricare da Internet il testo della delibera e a contattare il proprio consigliere comunale di riferimento, l’assessore, il sindaco, per farla adottare nel proprio Comune.”

 


Torino, 4 febbraio 2009

ELUANA/VESPA – VIALE (radicali) “FALSO SCOOP A PORTA A PORTA SULLA LETTERA DI ELUANA. LE TESTIMONI CONTRO ELUANA ESCANO ALLO SCOPERTO.”

 “Il Codice deontologico non parla di documentazione scritta”

 

 

 Silvio Viale, medico, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia, che da anni segue il caso di Eluana Englaro denuncia la mistificazione che ha inaugurato la puntata di Porta a Porta su Eluana e sottolinea le contraddizioni ideologiche dei Professori Gigli e Dolce e le consolidate bugie di Eugenia Roccella.

Silvio Viale ha prontamente diffuso la seguente nota:

“Bruno Vespa ha iniziato la puntata di Porta a Porta leggendo una lettera di Eluana e commentando come essa contrasti con la durezza descritta dal padre. Si tratta di una spudorata mistificazione e di un falso scoop. Una spudorata mistificazione perché la lettera non è affatto in contrasto con quanto sempre riferito dal padre, dalle amiche, e accertato dalla magistratura. Un falso scoop perché la lettera è nota da tempo ed è citata nel libro “”Eluana. La libertà e la vita” scritto dal padre a pag. 25, con nota bibliografica a pag. 217. Il commento di Vespa è stato fazioso. E’ assolutamente naturale che in una lettera, scrivendo alla vecchia insegnante, Eluana non parli di possibili morti e di stati vegetativi, per cui la lettera non può avere alcuna rilevanza processuale. Cosi pure le dichiarazioni delle compagne che confermano solamente di non avere mai parlato con Eluana di queste cose. Ridicola l’affermazione di colei che, conducendo oggi una vita normale, dice che non vuole morire. Fuorviante poi il riferimento a Rosanna Benzi, che non era in stato vegetativo, ma conscia come Ambrogio Fogar o Piergiorgio Welby. In realtà le testimonianze riportate a Porta a Porta confermano la vitalità dell’Eluana di allora che difficilmente accetterebbe la morte sociale e civile di adesso.”

Silvio Viale ha poi osservato:

“Durante la puntata ho assistito a dichiarazioni fantasiose da parte dell’Avv. De Fante, che è giunto a far intendere che le persone in stato vegetativo amino essere chiamate persone, come se fossero consapevoli. E’ davvero sconfortante vedere il Prof. Gigli e Eugenia Roccella sostenere che Eluana soffrirà a causa della sospensione delle terapie, senza rendersi assolutamente conto che, in questo modo, dovrebbero coerentemente sostenere che Eluana sia attualmente in uno stato di profonda sofferenza. Ho assistito ad una prudente marcia indietro del Prof. Dolce che ha ridimensionato le dichiarazioni fatte in passato sulla deglutizione. Ho visto ripetere la sciocchezza della ripresa delle mestruazioni, assolutamente non vera, e parlare di una risoluzione spontanea di una emorragia uterina come se fosse un segno di coscienza. Guarita da sola, è stato detto. Ho assistito al solito minuetto della deglutizione spontanea, come se un alimentazione continua con un cucchiaino, 24 ore su 24, fosse sufficiente, dimenticando persino che il sondino serve anche per rimuovere le secrezioni. Ho visto utilizzare strumentalmente dichiarazioni rese in passato da Beppino Englaro, senza indicare la data in cui furono rese. Ho visto contestare da Eugenia Roccella sufficienti elementi per sostenere che Eluana volesse rimanere in stato vegetativo senza offrirne nessuno a sostegno del contrario. Peraltro il Codice deontologico dei medici non parla di documentazione scritta.  Ho, però, capito che l’unica cosa certa è che Beppinno e Saturnia Englaro non hanno mai nascosto Eluana e che chiunque l’abbia chiesto ha potuto visitare Eluana.”

 


Novara, 3 Febbraio 2009

VOTO IN CONDOTTA/ SAVINO: “IL 5 IN CONDOTTA E’ DIVENTATO UN MERO STRUMENTO DEI PROFESSORI PER RICATTARE GLI ALUNNI.”

 

Dopo la notizia apparsa oggi sul quotidiano “La Nazione”, in cui si racconta la vicenda di  un alunno di Firenze che ha preso 5 in condotta nel primo trimestre, a causa dell’ apertura di un gruppo anti-prof su Facebook.

 Michele Savino (coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta e delegato nazionale dei Giovani democratici) ha dichiarato:

 “Il rischio di far degenerare il voto in condotta e, la conseguente, bocciatura con valutazione inferiore ai sei decimi in un mero strumento di ricatto a disposizione dei professori verso gli alunni è altissimo, come dimostrano gli ultimi episodi accaduti.

 Il motivo per cui è stato introdotto il voto in condotta è per combattere il bullismo (dichiarazioni del Ministro all’ Istruzione, Maria Stella Gelmini). Ora mi si spieghi cosa c’ entra il bullismo con il gesto del ragazzo di Firenze.

 Nella scuola italiana, si sta instaurando un clima di terrore, dove gli studenti sono costretti a seguire il comportamento voluto dai professori per paura di ricevere un 5 in condotta. In questo modo, non si insegna il rispetto e l’ educazione, ma si fomenta l’ odio verso quest’ istituzione.

 Urge subito applicare dei regolamenti certi sui metodi di attribuzione di una valutazione inferiore ai sei decimi. Concludo con una domanda: perché non coinvolgere gli studenti nella campagna contro il bullismo? Non si può fare di “tutta l’ erba, un fascio”!”

 

 



Torino, 3 febbraio 2009

ELUANA/BERLUSCONI - VIALE (radicali) "INCREDIBILE ED IMBARAZZANTE SILENZIO DEL PREMIER. NON E' RISPETTO, MA INDIFFERENZA. "

   
Silvio Viale, medico e dirigente radicale, critica duramente il silenzio di Silvio Berlusconi sul caso di Eluana.
Silvio Viale ha dichiarato:
"Mi auguro che il silenzio di Silvio Berlusconi sia un tacito consenso agli eventi, per non mettere in difficoltà il ministro Sacconi. Se fosse invece una forma di condivisione piena dell'operato di Sacconi, il silenzio sarebbe incomprensibile. In ogni caso il silenzio del Premier è imbarazzante sul piano nazionale ed internazionale. Gli italiani hanno il diritto di sapere cas pensa il Presidente del Consiglio, soprattutto quando da una parte si usano parole come pena di morte e assasini, o si evocano i campi di sterminio nazisti. In qualsiasi paese al mondo un premier sarebbe intervenuto per rispetto dei propri cittadini e della famiglia Englaro. Nel 2005 Geoge Bush non esitò a schierarsi su Terry Schiavo. Solo Berlusconi si ostina a chiamarsi fuori. Il suo non è rispetto, ma solo indifferenza. "
 
Silvio Viale ha poi proseguito rivolgendosi a Eugenia Roccella, che parla di incompatibilità oggettiva con il SSN, e Maurizio Sacconi, che sottolinea come Eluana non sia in satto di morte cerebrale, ricordando quanto è riportato sul sito del Ministero della salute:
"Sul sito del Ministero della salute (principi) c'è scritto che nel nostro Paese la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività prevista dall'articolo 32 della Costituzione è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale. Sottolineo nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. L'art 32 dice poi che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Sottolineo rispetto della persona umana. Non vi è quindi alcuna incompatibilità tra il SSN e la richiesta di sospendere cure non più dignitose."
 

Torino, 2 febbraio 2009

NARCOSALE/TORINO/ RADICALI: DOPO LE dichiarazioni di Malaroda ANCHE QUELLE DELL'ASSESSORE TRICARICO. A TORINO SUBITO LE NARCOSALE E LA RIATTIVAZIONE DELL'AGENZIA COMUNALE PER LE TOSSICODIPENDENZE.

 

Dopo aver appreso dai giornali le dichiarazioni dell'Assessore al verde pubblico Roberto Tricarico: "Più che i militari per liberare i parchi da pusher e consumatori servono le narcosale", Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (vice presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

 

 “Le dichiarazioni dell'Assessore Tricarico fanno eco a quelle rese recentemente dal Presidente della circoscrizione 6, Gigi Malaroda. Come da tempo denunciamo, pensare di potere risolvere il problema droghe a Torino esclusivamente con l'intervento dell'esercito è pura illusione. L'unico risultato raggiunto è stato, infatti, quello di disperdere un fenomeno prima concentrato a Parco Stura, su tutto il territorio cittadino, creando le premesse per il riaggregarsi di persone tossicodipendeti e spacciatori in spazi e luoghi diversi, con maggiori rischi per le persone tossicodipendenti e nuovi disagi per diverse zone della città.

Come le cronache di questi giorni testimoniano, non c'è più spazio per giocare allo scaricabarile. Il Sindaco Chiamparino e l'Assessore Borgione devono dimostrarsi capaci di fare delle scelte politiche coraggiose, devono assumersi la responsabilità di  governare responsabilmente il fenomeno delle tossicodipendenze a Torino e di garantire maggiore sicurezza per tutti.

Occorre pianificare immediatamente l'apertura di narcosale a Torino, servizi di riduzione del danno attivi da anni in diversi paesi (Germania, Svizzera, Spagna, …), che hanno ormai dimostrato tutta la loro efficacia.

Occorre riattivare immediatamente l'Agenzia comunale per le tossicodipendenze, dimenticata colpevolmente in questi anni, ma necessaria per garantire il coordinamento tra i diversi interventi e per la pianificazione di strategie a lungo termine, necessarie per governare efficacemente il fenomeno tossicodipendenze a Torino.

Sindaco Chiamparino, Assessore Borgione, non c'è più spazio per nascondersi: la città ha bisogno di risposte responsabili. Si riattivi subito l’Agenzia comunale per le tossicodipendenze, e si definiscano i tempi per l’apertura delle prime narcosale.”

 

 


Torino, 1 febbraio 2009

PAPA/EUTANASIA – VIALE (radicali) ”FALSA SOLUZIONE? DIPENDE. SOFFERENZA E DOLORE NON SONO UN OBBLIGO, NE’ UN MERITO.”

 

Oggi il Papa, durante l’Angelus, è nuovamente intervenuto contro l’eutanasia volontaria definendola perentoriamente “una falsa soluzione” e riproponendo la tesi che sofferenza, dolore e agonia devono essere “affrontate in modo umano”.

Silvio Viale, medico di EXIT-Italia e dirigente dell’Associazione Luca Coscioni, ha diffuso la seguente:

“L’eutanasia è una falsa soluzione? Dipende. Se è vero che l’eutanasia volontaria in alcuni casi può essere una falsa soluzione, invocata in circostanze sfavorevoli per mancanza di cure o per scarsa informazione, in molti altri casi è una soluzione vera e umana. Se, come dice Papa Ratzinger, la vera risposta è “testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano”, non vi è alcuna contraddizione con l’eutanasia volontaria, che non è un fine, ma uno strumento. Stare vicino con amore e testimoniare solidarietà non può obbligare, in alcun modo, a dolore e sofferenza oltre i limiti leniti dalla scienza e accettati dall’individuo sovrano. Purtroppo la Chiesa è talmente prigioniera dei suoi dogmi che non riesce ad accettare la morte come anticipazione volontaria di un’agonia senza più speranza ed è così cieca da non volere vedere come in Olanda, in Belgio, in Svizzera e, fra poco, in Lussemburgo norme di garanzia permettano di poterlo fare per chi la vuole, senza alcuna limitazione per chi vuole seguire le indicazioni della Chiesa Cattolica Romana. L’eutanasia volontaria non è l’esaltazione del suicidio, peraltro non penalmente perseguito, né la legalizzazione dell’omicidio per pietà, ma il rispetto della volontà dell’uomo e della sua dignità nella condizione più estrema e non più sopportabile della sua vita. L’eutanasia volontaria è quindi un modo umano per affrontare con dignità l’inevitabilità della morte. Dolore e sofferenza non sono, né un obbligo, né un merito.”     

 

 

Torino, 1 febbraio 2009

DROGHE/TORINO/ RADICALI: Bene le dichiarazioni di Malaroda “NON BASTA REPRIMERE”. Per fronteggiare efficacemente l’ennesima emergenza droghe a Torino, si riattivi immediatamente l’Agenzia comunale delle tossicodipendenze e si definiscano i tempi per l’apertura delle prime narcosale.

 

In merito alle recenti notizie relative al trasloco dello spaccio da Parco Stura alle rive della Dora, ed alle dichiarazioni del Presidente della circoscrizione 6, Gigi Malaroda, che ricorda come non basti reprimere per risolvere il problema, Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (vice presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

 “Condividiamo le dichiarazioni del Presidente della circoscrizione 6, Gigi Malaroda, sul fatto che, come da tempo noi ribadiamo, è irrealistico pensare di poter affrontare il fenomeno delle tossicodipendenze a Torino esclusivamente attraverso la repressione, senza attivare parallelamente anche altri interventi a partire da quelli preventivi e di riduzione del danno, come le narcosale. Una strategia politica efficace in tale ambito deve basarsi sui quattro pilastri ormai riconosciuti a livello internazionale: repressione, prevenzione, cura e riduzione del danno.

L’Assessore Borgione ed il Sindaco Chiamparino sono i primi responsabili di questo nuovo aggravamento della situazione per il “nulla di fatto” sino ad oggi. Né possono dire che tale situazione non si poteva prevedere. L’assessore Borgione ha avuto un incontro con noi e con altri responsabili di servizi ad agosto in cui lo si invitava ad attivarsi immediatamente per prevenire lo scenario e le problematiche che in questi  giorni si stanno riproponendo con tutta la loro gravità. Ad ottobre abbiamo presentato insieme ai Comitati di Cittadini una petizione al Sindaco in cui ribadivamo nuovamente la necessità di attivarsi immediatamente per contrastare il riemergere di una situazione altamente problematica relativamente al fenomeno tossicodipendenze a Torino. Entrambe le nostre iniziative non sono state ascoltate così come inascoltata è rimasta la petizione popolare presentata insieme a Forum Droghe e Malega 9 a gennaio 2008, per l’istituzione di almeno una narcosala a Torino.

Sindaco ed Assessore sapevano e non hanno fatto nulla. La cittadinanza e le persone tossicodipendenti (come le due recenti morti per overdose tristemente testimoniano) , continuano a pagare le conseguenze dell’immobilismo istituzionale. L’intervento dell’esercito non è stato e non poteva essere risolutivo (senza contare che presto terminerà lasciando la città in una situazione ancor più difficile). Le nostre proposte sono chiare ed immediatamente realizzabili: si riattivi subito l’Agenzia comunale per le tossicodipendenze (istituita nel 1996 ma di cui pare oggi essersi persa traccia), per definire una strategia capace di governare efficacemente il fenomeno delle tossicodipendenze a Torino, e si definiscano i tempi per l’apertura delle prime narcosale.”

 

 

 





 
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