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Torino, 25 marzo 2004
SFIDA DEI RADICALI A PISANU
"E ORA POLIZIOTTE CON LA HIJAB"
  Dopo il coro di ovazioni nei confronti del ministro Pisanu e la felice conclusione della vicenda della maestra con il velo, Silvio Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, invita il Ministro Pisanu alla coerenza e gli chiede cosa accadrebbe se una poliziotta di fede islamica chiedesse di portare l'hijab in Questura, o almeno alla parata del 2 giugno.
 
"E' stato sin troppo facile per il Ministro Pisanu rivendicare il diritto di Fatima a portare l'hijab sulla divisa di maestra. Sarà forse più difficile farlo con le poliziotte, il cui regolamento lo esclude in modo assoluto, indipendentemente dalle eventuali esigenze operative. Lo stesso vale per le vigilesse, per le carabiniere, per le hostess ed per le molte altre situazioni nelle quali è prevista una divisa per le donne. Oppure per quelle professioni, come le annunciatrici televisive, che pur senza divisa, potrebbero essere non gradite se chiedessero di portare l'hijab. Purtroppo il dibattito si è arenato sulla fesseria dei bambini spaventati, con l'ovvio corollario di paragoni più o meno appropriati con le suore, invece di affrontare la questione dell'uso di prescrizioni religiose nelle professioni civili e militari. Cosa accadrebbe se un agente di polizia donna chiedesse di portare l'hijab negli uffici di una Questura? Verrebbe licenziata, ledendo così il suo "diritto all'identità culturale e religiosa"? O prevarrebbe un principio di laicità e di neutralità della funzione? La questione non è pretestuosa e diverrà sempre più attuale se la Polizia accetterà di diventare multietnica e accoglierà al suo interno le differenti pratiche religiose. Il rischio è che dietro all'ovazione per Pisanu sul diritto al velo per le maestre d'asilo, ci sia il desiderio di esorcizzare  un dibattito scomodo sulla laicità, come garanzia della libertà religiosa di ognuno. Nella vicenda di Fatima il vero scandalo è stato proprio questa scandalizzata rincorsa a scandalizzarsi in astratto evitando di mettersi in gioco. Per questo noi sfidiamo il Ministro Pisanu alla coerenza e ad affermare che una donna islamica debba potere portare l'hijab, di colore appropriato, con la divisa della Polizia di Stato, fatte salve particolari esigenze di servizio. Altrimenti, la prossima volta, quando una ragazza islamica verrà esclusa da una selezione per fare la hostess in un convegno, per cortesia, ci risparmi di reintervenire con le stesse parole. Suonerebbero davvero ipocrite."   
 
(Silvio Viale – 339.32.57406)

Torino, 24 marzo 2004
TORINO: "VIA IL CROCIFISSO DAL CONSIGLIO COMUNALE"
VELO DELLA MAESTRA: "LO SCANDALO E' LA RINCORSA SCANDALIZZATA A SCANDALIZZARSI"
 

L'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Torino ha trasmesso al Presidente del Consiglio Mauro Marino la delibera che propone di modificare il regolamento del Consiglio Comunale di Torino, prevedendo che non si possano esporre simboli religiosi nelle sale ove si riuniscono il Consiglio Comunale e le Commissioni Consiliari. L'iniziativa è stata presa da dieci cittadini di diverso orientamento politico e religioso con il fine di riaffermare i principi costituzionali di Uguagliaza, di Laicità dello Stato e di Libertà Religiosa. I dieci primi firmatari sono: Silvio Viale, Carlo Augusto Viano, Carlo Ottino, Bruno Segre, Cesare Pianciola, Attilio Tempestini, Maria Margherita Comino, Mauro Pons, Guido Fubini e Marco Brunazzi.
Il testo della delibera è disponibile in allegato.

Silvio Viale, Presidente dell'associazione radicale Adelaide Aglietta ed unico rappresentante radicale nei primi dieci presentatori, prende spunto dalla non voluta coincidenza con la vicenda del velo della maestra per commentare:
"Con esclusione dei genitori di Somane e di quelli del crocifisso di Ofena, si è scatenata una gara per essere in prima fila a difesa del velo, delle suore e dell'ovvio buon senso del Ministro Pisanu. Ma lo scandalo è proprio questa rincorsa scandalizzata a scandalizzarsi, per continuare a non parlarsi e ad evitare ogni ragionevole confronto su come meglio garantire la laicità delle istituzioni e la libertà religiosa di ognuno di noi. La presunta paura dei bambini non c'entra proprio nulla con le paure intolleranti degli adulti ed i propri timori educativi. La delibera sul Crocifisso di Torino deve essere l'occasione per un dibattito sulla necessità di garantire pari dignità a credenti e non credenti, di qualunque religione. E' l'occasione per mettere alla prova le buone intenzioni di tante dichiarazioni odierne sul rispetto e la tolleranza. La richiesta di non esporre il crocifisso, e gli altri simboli religiosi, in Consiglio Comunale non viene da "stranieri islamici", ma da dieci "italiani doc". Nella sostanza non dovrebbe fare differenza, ma nella forma toglie qualche alibi razzista ed intollerante"

(per informazioni Silvio Viale 339.3257406)


Il peggio del peggio
Cecenia, l'oblio della coscienza mondiale
  Lunedì 29 marzo alle ore 16.30
Milano - Palazzo delle Stelline C.so Magenta, 61 Sala Solari

Radicali Italiani e Partito Radicale Transnazionale annunciano la costituzione del Comitato Pro Cecenia

Conduce: Luca SOFRI

Introduce: Valerio FEDERICO
Comitato Nazionale Radicali Italiani, A.R.E.T.

Intervengono: Andrea MATRICARDI
Comitato Direttivo Amnesty International Italia
Valter CORALLUZZO
Ricercatore all‚Università di Torino,
Professore associato all'Univ. di Perugia
Xavier JACOBELLI
Direttore de IL GIORNO
Lucio BERTE‚
Consigliere Regionale radicale in Lombardia
Alessandro SALLUSTI
Condirettore di LIBERO
Tom BENETOLLO
Presidente ARCI
Maurizio CARRARA
Presidente CESVI Cooperazione e sviluppo
Stefano CHIODAROLI
Attore Comico Italia Uno Canale 5
Gianfranco BENZI
Responsabile Area Mediterranea e Balcanica CGIL
Luca JAHIER
Responsabile Europa ACLI Italia
Benedetta RUSCONI
Consiglio Direttivo Reporter senza Frontiere

Dibattono:
On. Monica FRASSONI
Copresidente Gruppo Verde al Parlamento Europeo
On. G. LANDI CHIAVENNA
Capogruppo AN Commissione Affari Esteri
On. Gianni Vernetti (Margherita) Primo firmatario MOZIONE 1-00325 23/02/04 sulla guerra russo-cecena
On. Olivier DUPUIS Radicali Italiani
Commissione Affari Esteri al Parlamento Europeo
RomanaBIANCHI Direzione Nazionale DS


La conclusione dei lavori è prevista per le ore 19.30.

10121 Torino Via Alfieri, 19
Tel. 011.57.57.401/402 Fax 011.230.90.05

CECENIA: PER UNA PACE ANTITERRORISTA
GIOVEDI‚ 25 MARZO 2004, ORE 21, A FOSSANO, CASTELLO DEGLI ACAJA, SALA POLIVALENTE
INCONTRO PUBBLICO
  con:

Gianni ARBOCCO (segretario provinciale DS Cuneo);
Valter CORALLUZZO (docente di Scienza Politica, Università degli Studi di Torino);
Bruno MELLANO (consigliere regionale radicale);
Francesco SALINAS (segretario regionale Sinistra Giovanile, membro segreteria reg. DS).

Introduce e coordina Igor BONI (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta).

Il sindaco Beppe MANFREDI porterà i saluti della città di Fossano.

"Per una pace antiterrorista"; con questo auspicio, con queste parole, il filosofo francese André Gluksmann ha sottoscritto l‚Appello a sostegno del Piano di Pace proposto dal governo ceceno di Maskhadov, che richiede l'intervento delle Nazioni Unite in Cecenia. Dopo Gluksmann, altri 20.000 cittadini del mondo hanno firmato l'Appello (i loro nomi, ma anche la possibilità di aggiungersi al lungo elenco, su www.radicalparty.org <http://www.radicalparty.org/> ).
"Per una pace antiterrorista‰ è un programma ancor più attuale dopo la tragedia di Madrid; la soluzione politica rappresentata dal Piano di Pace ceceno è l'unica in grado di contrapporsi sia al terrorismo dei fondamentalisti sia al terrorismo di Stato praticato in Cecenia, dal 1999, dal nuovo zar del Cremlino Vladimir Putin: oltre 100.000 morti e 300.000 profughi (su una popolazione di un milione di abitanti), saccheggi, stupri, rapimenti a scopo di riscatto (come quello di cui sono stati vittime recentemente i familiari del ministro della sanità ceceno Umar Khanbiev).
Contro tutto questo, in queste settimane siamo riusciti ad ottenere piccoli ma importanti risultati:
il 26 febbraio scorso, il Parlamento Europeo ha approvato due emendamenti presentati dall‚europarlamentare radicale Olivier Dupuis con cui riconosce il penultimo genocidio ceceno (quello compiuto da Stalin nel 1944) e, soprattutto, richiede alla Commissione Europea di studiare il Piano di Pace e di riferirne al Parlamento e al Consiglio Europeo;
il 4 marzo sono arrivati in Italia i primi cinque bambini ceceni bisognosi di cure, che saranno ospitati dalla Provincia Autonoma di Bolzano; sono stati accolti da Umar Khanbiev con queste parole: "Speriamo che queste rondini annuncino la primavera".

Nel corso dell'incontro (organizzato dal gruppo consiliare radicale e dall‚Associazione radicale Adelaide Aglietta insieme con la Federazione Provinciale DS di Cuneo) sarà presentato il libro "Cecenia, nella morsa dell‚impero", Guerini e Associati, a cura del Comitato Cecenia, che costituisce uno dei documenti fondamentali per comprendere la vera natura del conflitto che dilania e distrugge questo piccolo e dimenticato angolo di Europa.

Per informazioni: 011/2309002

Torino, 23 marzo 2004
MAESTRA CON IL VELO
RADICALI (VIALE): "QUANTA IPOCRISIA!!!"
  Dichiarazione di Silvio Viale Presidente dell‚Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di radicali Italiani:
"Il punto non è che il velo di una mussulmana possa spaventare i bambini più del velo di una suora, o dare credito alle stesse idiozie di chi afferma che un cadavere crocifisso terrorizzi i bamibini. La vera questione è che episodi come quello della tirocinante islamica rifiutata dall'asilo evidenziano la debolezza di una certa tolleranza di facciata. E' talmente ovvio che la tirocinante islamica di Samone potrebbe lavorare con un foulard, che c'è da chiedersi dove stia davvero la strumentalizzazione. Che si siano parlati poco è certo. Ma che qualcuno vorrebbe che ci si parli ancora meno è altrettanto certo. Perché mai i genitori e le maestre dell'asilo di Samone non dovrebbero essere accomodanti con una maestra islamica praticante, che svolga il proprio lavoro esattamente come le altre maestre? Perché mai una donna islamica praticante non dovrebbe cercare di spiegare direttamente l'innocuità del proprio velo, così simile a quello della Madonna? Del resto buona parte degli Imam accetta l'obbligo del crocifisso rispolverato dalla Moratti e buona parte dei Vescovi non ha nulla da obiettare ai veli delle donne islamiche. Ma il punto è proprio che, fra tanta concordante ipocrisia, manca una vera riflessione laica che garantisca i diritti di tutti, credenti e non credenti, di qualunque religione. Quanta solidarietà avrebbe ancora la tirocinante di Samone se, con coerenza, chiedesse ai cattolici di collocare il crocifisso in una stanza di preghiera attigua a quella a lei riservata? Diventerebbe certamente l'intollerante che non rispetta un autoproclamato simbolo universale. Con queste premesse, episodi come quello di Samone sono destinati a ripetersi."

(per informazioni Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 22 marzo 2004
UN TAGLIO CESAREO PER ESIGENZE TELEVISIVE?
PERPLESSITA’ DI UN OSTETRICO DAVANTI ALLA TV
“SERVE UN’INCHIESTA DELL’ORDINE DEI MEDICI"
  ”Silvio Viale, ginecologo, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, chiede una verifica pubblica dell’Ordine dei Medici sul mistero che ha accompagnato il Taglio Cesareo di Paolo Bonolis a “Domenica in”. Il Dr Silvio Viale, che lavora al Sant’Anna di Torino (il più grande ospedale ostetrico italiano con 8600 parti nel 2003) ha esposto così le proprie perplessità:
“Ho seguito distrattamente, e con un po’ di curiosità, le vicende della Signora che ha permesso a mezza Italia di essere partecipi della propria gravidanza. Evento per niente scandaloso, che, con un pubblico più limitato di mariti, parenti e suocere, vede protagoniste mezzo milione di donne ogni anno. Ma, essendo diventato un evento televisivo, con la privacy ridotta a pezzi, mi sarei atteso un esito più trasparente e meno misterioso; almeno per le virtù pedagogiche che la trasmissione si prefiggeva. Che finisse in “cesareo”, ci avrei scommesso. In Italia accade per un terzo dei parti, con punte che vanno dal 15% all’80%, e spesso le ragioni sono tutt’altro che mediche. Il punto, però. non è tanto se fosse davvero necessario il Taglio Cesareo, ma se fosse proprio necessario farlo il sabato sera, cioè il giorno prima della trasmissione, evitando di correre il rischio che un parto feriale potesse bruciare la puntata della domenica dopo. Non so quanto tempo sia passato tra il manifestarsi della condizione che consigliava l’intervento, la decisione di intervenire e l’esecuzione dello stesso, a parte le dichiarazioni del novello “ostetrico” Bonolis che “si era palesata l’urgenza del parto”, ma occorre dirimere il sospetto che si siano attese le telecamere di Domenica in per cominciare. Il punto non è quindi se sia stato fatto un cesareo, magari non necessario, quanto che, una volta diventato necessario, lo si sia ritardato, ritenendo possibile ritardare l’urgenza del parto. Proprio in nome della “TV verità”, mi sembra doveroso che sia salvaguardata la dignità professionale del medico. Mi aspetto quindi una veloce inchiesta dell’Ordine dei Medici prima che la Signora, con la piccola Camilla, sia ospite di Bonolis domenica prossima”.

(per informazioni Silvio Viale tel 339.3257406)

Milano, 12 marzo 2004
REGIONE LOMBARDIA: RADICALI, PILLOLA DEL GIORNO DOPO IN FARMACIA SENZA RICETTA
SCHERING E ANGELINI CHIEDANO LA REGISTRAZIONE COME MEDICINALE DA BANCO
  Si è tenuta oggi presso il Consiglio Regionale la conferenza stampa per il lancio della campagna radicale di informazione e diffusione della “pillola del giorno dopo” in Lombardia.I Radicali chiedono alle industrie farmaceutiche milanesi “Schering” e “Angelini” di iniziare la pratica per la registrazione della pillola del giorno dopo come medicinale da banco, in modo che possa essere acquistata in farmacia senza ricetta medica, come già avviene nella maggior parte dei paesi europei.In proposito Silvio Viale, medico ginecologo e presidente dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta di Torino, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di rendere la contraccezione di emergenza disponibile a tutte le donne, senza l’affannosa ricerca della ricetta medica. Si tratta di un farmaco innocuo, senza controindicazioni mediche, che potrebbe evitare 20.000 aborti ogni anno. La pillola del giorno dopo è maggiormente efficace, fino al 95-98%, se assunta entro 12 ore dal rapporto sessuale, per cui non prescriverla, o contribuire a ritardarne l’assunzione è un atto di irresponsabilità, soprattutto nei confronti dei minori”
Lorenzo Lipparini, segretario dell’Associazione Radicale “Enzo Tortora” di Milano, ha aggiunto: “Già dalla prossima settimana avrà inizio la nostra mobilitazione davanti a scuole ed università milanesi per la diffusione di materiale informativo e la prescrizione della pillola alle ragazze che ne facciano richiesta. Il primo appuntamento è mercoledì 17 marzo davanti al Liceo Classico “Berchet”.“A livello regionale” ha dichiarato infine Giorgio Myallonnier, consigliere regionale radicale e componente della Commissione Sanità “faremo pressione sull’Assessorato alla Sanità affinché siano intraprese iniziative capillari di informazione nelle scuole, sui temi della sessualità e della contraccezione”.

Milano, 11 marzo 2004
PILLOLA DEL GIORNO DOPO:CONFERENZA STAMPA A MILANO
INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA
Venerdì 12 marzo 2004, ore 12.30
Consiglio Regionale della Lombardia - Sala C (1° piano)
Via Fabio Filzi, 29 - Milano
per il lancio della campagna di
informazione e diffusione della "pillola del giorno dopo"
senza ricetta medica
  Saranno presenti: Silvio Viale, medico ginecologo, presidente dell‚Associazione radicale "Adelaide Aglietta"Torino
Lorenzo Lipparini, segretario Associazione radicale "Enzo Tortora" Milano
Augusto Magnone, medico, già segretario dell‚associazione E. Tortora
Giorgio Myallonier, consigliere gruppo "Radicali-Lista Bonino" Regione Lombardia I Radicali chiedono un impegno per la diffusione della pillola del giorno dopo senza ricetta medica, la prescrizione preventiva del medicinale come anticoncezionale di emergenza e una corretta informazione sul suo utilizzo.
Verranno annunciate iniziative importanti e provocatorie. Sara‚ prescritta la pillola alle giornaliste presenti che ne facciano richiesta.

Venerdì 12 marzo 2004, ore 12.30
Consiglio Regionale della Lombardia – Sala C (1° piano)
Via Fabio Filzi, 29 – Milano
per il lancio della campagna di
informazione e diffusione della “pillola del giorno dopo”
senza ricetta medica
  Saranno presenti:Silvio Viale, medico ginecologo, presidente dell’Associazione radicale “Adelaide Aglietta” Torino
Lorenzo Lipparini, segretario Associazione radicale "Enzo Tortora" Milano
Augusto Magnone, medico, già segretario dell’associazione E. Tortora
Giorgio Myallonier, consigliere gruppo "Radicali-Lista Bonino" Regione Lombardia
I Radicali chiedono un impegno per la diffusione della pillola del giorno dopo senza ricetta medica, la prescrizione preventiva del medicinale come anticoncezionale di emergenza e una corretta informazione sul suo utilizzo.
Verranno annunciate iniziative importanti e provocatorie.
Sara’ prescritta la pillola alle giornaliste presenti che ne facciano richiesta.
 
"Ousitanio vivo - Occitania viva" del 25/02/04 ospita la lettera aperta di Carmelo e Bruno sulla Cecenia;
"La Masca" di Cuneo del 25/02/04 pubblica un pezzo sul convegno caccia fatto a Cuneo.

9 marzo 2004
LA STAMPA Cronaca di Torino
CONVOCATO IL DOTT. VIALE CHE HA PRESCRITTO IL FARMACO A 70 STUDENTESSE DI PALAZZO NUOVO
  La «pillola del giorno dopo» all’OrdineLa «pillola del giorno dopo» arriva all’Ordine dei medici. Silvio Viale, il ginecologo del Sant’Anna che ha distribuito gratuitamente ricette alle studentesse di fronte alle scuole e davanti all'Università, è stato convocato dal presidente Amedeo Bianco che chiede conto dell’iniziativa. Il dottor Bianco, insieme al Consiglio dell’ordine, deciderà - sulla base delle risposte - se Viale ha violato o meno qualche norma del codice deontologico e, in tal caso, quali provvedimenti adottare contro il ginecologo.
Ieri mattina, intanto, la provocazione del dottor Viale è proseguita di fronte a Palazzo Nuovo, dopo aver toccato anche la scuola cattolica dei Salesiani, in viale Thovez. Oltre settanta le ricette prescritte gratuitamente in via Sant’Ottavio alle ragazze che, spontaneamente, si sono fermate o sono state invitate ad avvicinarsi dai volontari dell’associazione Adelaide Aglietta e dai rappresentanti dei Radicali, schierati entrambi per la «liberalizzazione» della pillola. «Assurdo - ripete Viale ormai da quasi un mese - che un farmaco d’emergenza richieda la prescrizione del medico. In Europa e nel mondo la “pillola del giorno dopo” sta diventando ovunque un prodotto da banco. Assunta entro le 12-48 ore riduce il rischio di gravidanza del 95 per cento, ma dopo quest’arco di tempo la sua efficacia si riduce notevolmente». La ricetta vale un mese, il farmaco costa 11 euro e scade dopo 2-3 anni. «E’ meglio una prescrizione preventiva che una tardiva», è stato lo slogan della provocazione di Viale.
Ieri, giornata della donna, Viale ha prescritto il più alto numero di ricette di fronte a Palazzo Nuovo. «La “pillola del giorno dopo” - spiega il ginecologo torinese - eviterebbe 25 mila aborti l'anno, aumenterebbe la consapevolezza della contraccezione ed eviterebbe superflue umiliazioni presso ospedali e guardie mediche». Viale si presenterà puntualmente stamattina all’Ordine, deciso a rilanciare: dopo aver risposto alle domande che gli saranno poste, chiederà ai colleghi di via Caboto di sostenere la sua battaglia politica. «Molti medici di base e di guardia medica ritengono che si tratti di prescrizione specialistica e si oppongono, dimenticando di essere incaricati di pubblico servizio».

Torino, 8 marzo 2004
TORINO 8 MARZO - A PALAZZO NUOVO OLTRE CENTO RICETTE
LE RAGAZZE DENUNCIANO LE OMISSIONI DI GUARDIE MEDICHE ED OSPEDALI
  Si è svolta in mattinata l’annunciata iniziativa dei radicali torinesi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità che la “pillola del giorno dopo” sia venduta senza ricetta, come già avviene in molti Paesi. Questo eviterebbe 25.000 aborti all’anno, aumenterebbe la consapevolezza della contraccezione ed eviterebbe superflue umiliazioni presso ospedali e guardie mediche.
Il Dr. Silvio Viale, che per domani alle ore 13 è stato convocato dal Presidente dell’Ordine dei Medici, Dr.Bianco, per conferire con il Vicepresidente, Dr. Milillo, per accertare eventuali violazioni del Codice di Deontologia, ha compilato oltre cento ricette per la “pillola del giorno dopo” ed in conferenza stampa ha reso noto la bozza del testo che domani consegnerà all’Ordine de Medici.
Carmelo Palma, Capogruppo dei radicali in Piemonte, ha illustrato l’anomalia italiana, che prevede una ricetta medica “non ripetibile” per un contraccettivo di emergenza, la cui efficacia è maggiore se assunto nelle prime ore, ricordando come in Piemonte, su sollecitazione dei radicali, si è almeno eliminato il ticket durante le ore notturne e festive, quando medici di base e consultori sono chiusi.
Silvio Viale, che è Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato:
“Noi consigliamo di acquistare preventivamente la “pillola del giorno dopo”, facendosela prescrivere dal proprio medico (qualunque medico può prescriverla, senza bisogno di esami o visite di sorta), e di tenerla per l’eventuale necessità propria o di una amica. Davanti all’Università ho constatato che le ragazze sanno che esiste la “contraccezione di emergenza, ma ne hanno spesso una visione distorta. Molte mi hanno raccontato di disavventure avute presso la Guardia medica, che invia impropriamente in ospedale, e presso alcuni ospedali. Brà, Giaveno, Rivoli, Alpignano, Venaria, Martino, Maria Vittoria e purtroppo anche il Sant’Anna sono le sedi guardia medica e di pronto soccorso ove le prestazioni sono state a volte rifiutate a volte ottenute con fatica ed umiliazioni. In occasione di questo 8 marzo, noi facciamo appello alle associazioni femminili e a quelle dei consumatori perché sostengano la campagna per l’abolizione della ricetta per la contraccezione di emergenza”.
Si allegano il volantino distribuito a Palazzo Nuovo e la bozza di risposta alle contestazioni dell’Ordine dei Medici di Torino.

(per informazioni Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 7 marzo 2004
TORINO - LUNEDI' 8 MARZO (ORE 10 –13) - RICETTE ALLE STUDENTESSE DI PALAZZO NUOVO

ORE 12 CONFERENZA STAMPA SULLE INIZIATIVE PER LE CONTESTAZIONI DELL'ORDINE DEI MEDICI A VIALE
  L'Associazione radicale Adelaide Aglietta celebrerà l'8 marzo davanti all'Università di Torino (Palazzo Nuovo h 10-13) fornendo prescrizioni alle studentesse per la pillola. I Radicali chiedono l'abolizione della ricetta per la "pillola del giorno dopo"
 
Alle ore 12 Carmelo Palma, Capogruppo in Regione Piemonte e Silvio Viale, Presidente dell'associazione radicale Adelaide Aglietta, entrambi membri del Comitato Nazionale di radicali Italiani, terranno una conferenza stampa, durante la quale Silvio Viale renderà note le iniziative nei confronti delle contestazioni disciplinari dell'Ordine dei Medici di Torino.
 
"NORLEVO E LEVONELLE SONO GIA' DA BANCO IN EUROPA"
www.norlevo.com (HRAPharma – Angelini per l'Italia)
www.femalelife.co.uk (Shering)
 
"CHE CI SIA BISOGNO DELLA RICETTA E' UNA COSA SENZA SENSO, CHE SERVE SOLO A RIDURRE IL RICORSO ALLA CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA E A METTERE IN PERICOLO LA SALUTE DELLE DONNE."
 
"BASTI PENSARE CHE PER LA CONTRACCEZIONE ORMONALE CONTRACCETTIVA, LA NORMALE PILLOLA (CHE PUO' PERSINO ESSERE USATA PIU' VOLTE COME PILLOLA DEL GIORNO DOPO), CON UN DOSAGGIO ORMONALE SUPERIORE, E' SUFFICIENTE UNA RICETTA SEMPLICE".
 
"E' ASSURDO CHE PER UN FARMACO CONTRACCETTIVO PIU' INNOCUO DELL'ASPIRINA CI SIA BISOGNO DI UNA RICETTA NOMINATIVA NON RIPETIBILE. E' COME SE CI FOSSE BISOGNO DELLA RICETTA PER IL PROFILATTICO"
 
(per informazioni Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 5 marzo 2004-03-05
RICETTE PER LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO
VIALE MARTEDI' A GIUDIZIO DALL'ORDINE
LUNEDI' 8 MARZO
CONFERENZA STAMPA
A PALAZZO NUOVO
ORE 12

Volantino Paritas.doc
  L'Associazione radicale Adelaide Aglietta celebrerà l'8 marzo davanti all'Università (Palazzo Nuovo h 10-13) fornendo un servizio preventivo gratuito per la contraccezione di emergenza, la cosiddetta "pillola del giorno dopo". Negli ultimi giorni i radicali hanno intensificato la campagna per chiedere che la "pillola del giorno dopo" sia disponibile senza ricetta come accade già in molti altri Paesi. Ciò ne aumenterebbe l'efficacia e permetterebbe di evitare circa 25.000 aborti all'anno.
Lunedì 8 marzo, alle ore 12, al banchetto radicale davanti a Palazzo Nuovo il Capogruppo radicale alla Regione Piemonte Carmelo Palma farà il punto sulle iniziative e introdurrà la conferenza stampa di Silvio Viale, che renderà nota le risposte alle contestazioni dell'Ordine dei Medici di Torino. Infatti, dopo la richiesta di chiarimenti, il presidente dell'Ordine, Dr. Amedeo Bianco, ha convocato il Dr. Silvio Viale per Martedì 9 marzo, alle ore 13, presso le sede dell'Ordine per conferire ai sensi dell'art. 39 del DPR n. 221 del 5.4.1950, capo IV, "Delle sanzioni disciplinari e del relativo procedimento".
Intanto questa mattina (ma si replicherà anche domani) è stato distribuito un volantino di contestazione al convegno "Paritas – Forum nazionale pari opportunità", organizzato dalla Commissione Regionale Pari Opportunità della Regione Piemonte in collaborazione con le otto province piemontesi. Nel volantino, che si allega, si chiedono polemicamente "opportunità pari anche per le donne italiane" in riferimento alla RU486 per l'aborto farmacologico ed alla disponibilità della contraccezione di emergenza". Nel volantino si legge che in Italia "le questioni dell'aborto, della contraccezione e della sessualità sono state di fatto espulse dal dibattito politico, persino dalle celebrazioni dell'8 marzo".

(per informazioni Silvio Viale 339.3257406 – 348.5335310)

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte