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Torino,
25 marzo 2004
SFIDA DEI RADICALI A PISANU "E ORA POLIZIOTTE CON LA HIJAB" |
Dopo
il coro di ovazioni nei confronti del ministro Pisanu e la felice conclusione
della vicenda della maestra con il velo, Silvio Viale, Presidente dell'Associazione
radicale Adelaide Aglietta, invita il Ministro Pisanu alla coerenza e
gli chiede cosa accadrebbe se una poliziotta di fede islamica chiedesse
di portare l'hijab in Questura, o almeno alla parata del 2 giugno. "E' stato sin troppo facile per il Ministro Pisanu rivendicare il diritto di Fatima a portare l'hijab sulla divisa di maestra. Sarà forse più difficile farlo con le poliziotte, il cui regolamento lo esclude in modo assoluto, indipendentemente dalle eventuali esigenze operative. Lo stesso vale per le vigilesse, per le carabiniere, per le hostess ed per le molte altre situazioni nelle quali è prevista una divisa per le donne. Oppure per quelle professioni, come le annunciatrici televisive, che pur senza divisa, potrebbero essere non gradite se chiedessero di portare l'hijab. Purtroppo il dibattito si è arenato sulla fesseria dei bambini spaventati, con l'ovvio corollario di paragoni più o meno appropriati con le suore, invece di affrontare la questione dell'uso di prescrizioni religiose nelle professioni civili e militari. Cosa accadrebbe se un agente di polizia donna chiedesse di portare l'hijab negli uffici di una Questura? Verrebbe licenziata, ledendo così il suo "diritto all'identità culturale e religiosa"? O prevarrebbe un principio di laicità e di neutralità della funzione? La questione non è pretestuosa e diverrà sempre più attuale se la Polizia accetterà di diventare multietnica e accoglierà al suo interno le differenti pratiche religiose. Il rischio è che dietro all'ovazione per Pisanu sul diritto al velo per le maestre d'asilo, ci sia il desiderio di esorcizzare un dibattito scomodo sulla laicità, come garanzia della libertà religiosa di ognuno. Nella vicenda di Fatima il vero scandalo è stato proprio questa scandalizzata rincorsa a scandalizzarsi in astratto evitando di mettersi in gioco. Per questo noi sfidiamo il Ministro Pisanu alla coerenza e ad affermare che una donna islamica debba potere portare l'hijab, di colore appropriato, con la divisa della Polizia di Stato, fatte salve particolari esigenze di servizio. Altrimenti, la prossima volta, quando una ragazza islamica verrà esclusa da una selezione per fare la hostess in un convegno, per cortesia, ci risparmi di reintervenire con le stesse parole. Suonerebbero davvero ipocrite." (Silvio Viale 339.32.57406) |
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L'Ufficio
Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Torino ha trasmesso al
Presidente del Consiglio Mauro Marino la delibera che propone di modificare
il regolamento del Consiglio Comunale di Torino, prevedendo che non
si possano esporre simboli religiosi nelle sale ove si riuniscono il
Consiglio Comunale e le Commissioni Consiliari. L'iniziativa è
stata presa da dieci cittadini di diverso orientamento politico e religioso
con il fine di riaffermare i principi costituzionali di Uguagliaza,
di Laicità dello Stato e di Libertà Religiosa. I dieci
primi firmatari sono: Silvio Viale, Carlo Augusto Viano, Carlo Ottino,
Bruno Segre, Cesare Pianciola, Attilio Tempestini, Maria Margherita
Comino, Mauro Pons, Guido Fubini e Marco Brunazzi. |
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| Lunedì
29 marzo alle ore 16.30 Milano - Palazzo delle Stelline C.so Magenta, 61 Sala Solari Radicali Italiani e Partito Radicale Transnazionale annunciano la costituzione del Comitato Pro Cecenia Conduce: Luca SOFRI Introduce: Valerio FEDERICO Comitato Nazionale Radicali Italiani, A.R.E.T. Intervengono: Andrea MATRICARDI Comitato Direttivo Amnesty International Italia Valter CORALLUZZO Ricercatore allUniversità di Torino, Professore associato all'Univ. di Perugia Xavier JACOBELLI Direttore de IL GIORNO Lucio BERTE Consigliere Regionale radicale in Lombardia Alessandro SALLUSTI Condirettore di LIBERO Tom BENETOLLO Presidente ARCI Maurizio CARRARA Presidente CESVI Cooperazione e sviluppo Stefano CHIODAROLI Attore Comico Italia Uno Canale 5 Gianfranco BENZI Responsabile Area Mediterranea e Balcanica CGIL Luca JAHIER Responsabile Europa ACLI Italia Benedetta RUSCONI Consiglio Direttivo Reporter senza Frontiere Dibattono: On. Monica FRASSONI Copresidente Gruppo Verde al Parlamento Europeo On. G. LANDI CHIAVENNA Capogruppo AN Commissione Affari Esteri On. Gianni Vernetti (Margherita) Primo firmatario MOZIONE 1-00325 23/02/04 sulla guerra russo-cecena On. Olivier DUPUIS Radicali Italiani Commissione Affari Esteri al Parlamento Europeo RomanaBIANCHI Direzione Nazionale DS La conclusione dei lavori è prevista per le ore 19.30. 10121 Torino Via Alfieri, 19 Tel. 011.57.57.401/402 Fax 011.230.90.05 |
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CECENIA:
PER UNA PACE ANTITERRORISTA
GIOVEDI 25 MARZO 2004, ORE 21, A FOSSANO, CASTELLO DEGLI ACAJA, SALA POLIVALENTE INCONTRO PUBBLICO |
con:
Gianni ARBOCCO (segretario provinciale DS Cuneo); Valter CORALLUZZO (docente di Scienza Politica, Università degli Studi di Torino); Bruno MELLANO (consigliere regionale radicale); Francesco SALINAS (segretario regionale Sinistra Giovanile, membro segreteria reg. DS). Introduce e coordina Igor BONI (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta). Il sindaco Beppe MANFREDI porterà i saluti della città di Fossano. "Per una pace antiterrorista"; con questo auspicio, con queste parole, il filosofo francese André Gluksmann ha sottoscritto lAppello a sostegno del Piano di Pace proposto dal governo ceceno di Maskhadov, che richiede l'intervento delle Nazioni Unite in Cecenia. Dopo Gluksmann, altri 20.000 cittadini del mondo hanno firmato l'Appello (i loro nomi, ma anche la possibilità di aggiungersi al lungo elenco, su www.radicalparty.org <http://www.radicalparty.org/> ). "Per una pace antiterrorista è un programma ancor più attuale dopo la tragedia di Madrid; la soluzione politica rappresentata dal Piano di Pace ceceno è l'unica in grado di contrapporsi sia al terrorismo dei fondamentalisti sia al terrorismo di Stato praticato in Cecenia, dal 1999, dal nuovo zar del Cremlino Vladimir Putin: oltre 100.000 morti e 300.000 profughi (su una popolazione di un milione di abitanti), saccheggi, stupri, rapimenti a scopo di riscatto (come quello di cui sono stati vittime recentemente i familiari del ministro della sanità ceceno Umar Khanbiev). Contro tutto questo, in queste settimane siamo riusciti ad ottenere piccoli ma importanti risultati: il 26 febbraio scorso, il Parlamento Europeo ha approvato due emendamenti presentati dalleuroparlamentare radicale Olivier Dupuis con cui riconosce il penultimo genocidio ceceno (quello compiuto da Stalin nel 1944) e, soprattutto, richiede alla Commissione Europea di studiare il Piano di Pace e di riferirne al Parlamento e al Consiglio Europeo; il 4 marzo sono arrivati in Italia i primi cinque bambini ceceni bisognosi di cure, che saranno ospitati dalla Provincia Autonoma di Bolzano; sono stati accolti da Umar Khanbiev con queste parole: "Speriamo che queste rondini annuncino la primavera". Nel corso dell'incontro (organizzato dal gruppo consiliare radicale e dallAssociazione radicale Adelaide Aglietta insieme con la Federazione Provinciale DS di Cuneo) sarà presentato il libro "Cecenia, nella morsa dellimpero", Guerini e Associati, a cura del Comitato Cecenia, che costituisce uno dei documenti fondamentali per comprendere la vera natura del conflitto che dilania e distrugge questo piccolo e dimenticato angolo di Europa. Per informazioni: 011/2309002 |
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Torino,
23 marzo 2004
MAESTRA CON IL VELO RADICALI (VIALE): "QUANTA IPOCRISIA!!!" |
Dichiarazione di Silvio Viale Presidente dellAssociazione radicale
Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di radicali Italiani:
"Il punto non è che il velo di una mussulmana possa spaventare i bambini più del velo di una suora, o dare credito alle stesse idiozie di chi afferma che un cadavere crocifisso terrorizzi i bamibini. La vera questione è che episodi come quello della tirocinante islamica rifiutata dall'asilo evidenziano la debolezza di una certa tolleranza di facciata. E' talmente ovvio che la tirocinante islamica di Samone potrebbe lavorare con un foulard, che c'è da chiedersi dove stia davvero la strumentalizzazione. Che si siano parlati poco è certo. Ma che qualcuno vorrebbe che ci si parli ancora meno è altrettanto certo. Perché mai i genitori e le maestre dell'asilo di Samone non dovrebbero essere accomodanti con una maestra islamica praticante, che svolga il proprio lavoro esattamente come le altre maestre? Perché mai una donna islamica praticante non dovrebbe cercare di spiegare direttamente l'innocuità del proprio velo, così simile a quello della Madonna? Del resto buona parte degli Imam accetta l'obbligo del crocifisso rispolverato dalla Moratti e buona parte dei Vescovi non ha nulla da obiettare ai veli delle donne islamiche. Ma il punto è proprio che, fra tanta concordante ipocrisia, manca una vera riflessione laica che garantisca i diritti di tutti, credenti e non credenti, di qualunque religione. Quanta solidarietà avrebbe ancora la tirocinante di Samone se, con coerenza, chiedesse ai cattolici di collocare il crocifisso in una stanza di preghiera attigua a quella a lei riservata? Diventerebbe certamente l'intollerante che non rispetta un autoproclamato simbolo universale. Con queste premesse, episodi come quello di Samone sono destinati a ripetersi." (per informazioni Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
22 marzo 2004
UN TAGLIO CESAREO PER ESIGENZE TELEVISIVE? PERPLESSITA DI UN OSTETRICO DAVANTI ALLA TV SERVE UNINCHIESTA DELLORDINE DEI MEDICI" |
Silvio
Viale, ginecologo, Presidente dellAssociazione radicale Adelaide
Aglietta, chiede una verifica pubblica dellOrdine dei Medici sul
mistero che ha accompagnato il Taglio Cesareo di Paolo Bonolis a Domenica
in. Il Dr Silvio Viale, che lavora al SantAnna di Torino (il
più grande ospedale ostetrico italiano con 8600 parti nel 2003)
ha esposto così le proprie perplessità: Ho seguito distrattamente, e con un po di curiosità, le vicende della Signora che ha permesso a mezza Italia di essere partecipi della propria gravidanza. Evento per niente scandaloso, che, con un pubblico più limitato di mariti, parenti e suocere, vede protagoniste mezzo milione di donne ogni anno. Ma, essendo diventato un evento televisivo, con la privacy ridotta a pezzi, mi sarei atteso un esito più trasparente e meno misterioso; almeno per le virtù pedagogiche che la trasmissione si prefiggeva. Che finisse in cesareo, ci avrei scommesso. In Italia accade per un terzo dei parti, con punte che vanno dal 15% all80%, e spesso le ragioni sono tuttaltro che mediche. Il punto, però. non è tanto se fosse davvero necessario il Taglio Cesareo, ma se fosse proprio necessario farlo il sabato sera, cioè il giorno prima della trasmissione, evitando di correre il rischio che un parto feriale potesse bruciare la puntata della domenica dopo. Non so quanto tempo sia passato tra il manifestarsi della condizione che consigliava lintervento, la decisione di intervenire e lesecuzione dello stesso, a parte le dichiarazioni del novello ostetrico Bonolis che si era palesata lurgenza del parto, ma occorre dirimere il sospetto che si siano attese le telecamere di Domenica in per cominciare. Il punto non è quindi se sia stato fatto un cesareo, magari non necessario, quanto che, una volta diventato necessario, lo si sia ritardato, ritenendo possibile ritardare lurgenza del parto. Proprio in nome della TV verità, mi sembra doveroso che sia salvaguardata la dignità professionale del medico. Mi aspetto quindi una veloce inchiesta dellOrdine dei Medici prima che la Signora, con la piccola Camilla, sia ospite di Bonolis domenica prossima. (per informazioni Silvio Viale tel 339.3257406) |
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è tenuta oggi presso il Consiglio Regionale la conferenza stampa
per il lancio della campagna radicale di informazione e diffusione della
pillola del giorno dopo in Lombardia.I Radicali chiedono alle
industrie farmaceutiche milanesi Schering e Angelini
di iniziare la pratica per la registrazione della pillola del giorno dopo
come medicinale da banco, in modo che possa essere acquistata in farmacia
senza ricetta medica, come già avviene nella maggior parte dei
paesi europei.In proposito Silvio Viale, medico ginecologo e presidente
dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino, ha
dichiarato: Il nostro obiettivo è quello di rendere la contraccezione
di emergenza disponibile a tutte le donne, senza laffannosa ricerca
della ricetta medica. Si tratta di un farmaco innocuo, senza controindicazioni
mediche, che potrebbe evitare 20.000 aborti ogni anno. La pillola del
giorno dopo è maggiormente efficace, fino al 95-98%, se assunta
entro 12 ore dal rapporto sessuale, per cui non prescriverla, o contribuire
a ritardarne lassunzione è un atto di irresponsabilità,
soprattutto nei confronti dei minori Lorenzo Lipparini, segretario dellAssociazione Radicale Enzo Tortora di Milano, ha aggiunto: Già dalla prossima settimana avrà inizio la nostra mobilitazione davanti a scuole ed università milanesi per la diffusione di materiale informativo e la prescrizione della pillola alle ragazze che ne facciano richiesta. Il primo appuntamento è mercoledì 17 marzo davanti al Liceo Classico Berchet.A livello regionale ha dichiarato infine Giorgio Myallonnier, consigliere regionale radicale e componente della Commissione Sanità faremo pressione sullAssessorato alla Sanità affinché siano intraprese iniziative capillari di informazione nelle scuole, sui temi della sessualità e della contraccezione. |
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Milano,
11 marzo 2004
PILLOLA DEL GIORNO DOPO:CONFERENZA STAMPA A MILANO INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA Venerdì 12 marzo 2004, ore 12.30 Consiglio Regionale della Lombardia - Sala C (1° piano) Via Fabio Filzi, 29 - Milano per il lancio della campagna di informazione e diffusione della "pillola del giorno dopo" senza ricetta medica |
Saranno
presenti: Silvio Viale, medico ginecologo, presidente dellAssociazione
radicale "Adelaide Aglietta"Torino Lorenzo Lipparini, segretario Associazione radicale "Enzo Tortora" Milano Augusto Magnone, medico, già segretario dellassociazione E. Tortora Giorgio Myallonier, consigliere gruppo "Radicali-Lista Bonino" Regione Lombardia I Radicali chiedono un impegno per la diffusione della pillola del giorno dopo senza ricetta medica, la prescrizione preventiva del medicinale come anticoncezionale di emergenza e una corretta informazione sul suo utilizzo. Verranno annunciate iniziative importanti e provocatorie. Sara prescritta la pillola alle giornaliste presenti che ne facciano richiesta. |
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Venerdì
12 marzo 2004, ore 12.30
Consiglio Regionale della Lombardia Sala C (1° piano) Via Fabio Filzi, 29 Milano per il lancio della campagna di informazione e diffusione della pillola del giorno dopo senza ricetta medica |
Saranno
presenti:Silvio Viale, medico ginecologo, presidente dellAssociazione
radicale Adelaide Aglietta Torino Lorenzo Lipparini, segretario Associazione radicale "Enzo Tortora" Milano Augusto Magnone, medico, già segretario dellassociazione E. Tortora Giorgio Myallonier, consigliere gruppo "Radicali-Lista Bonino" Regione Lombardia I Radicali chiedono un impegno per la diffusione della pillola del giorno dopo senza ricetta medica, la prescrizione preventiva del medicinale come anticoncezionale di emergenza e una corretta informazione sul suo utilizzo. Verranno annunciate iniziative importanti e provocatorie. Sara prescritta la pillola alle giornaliste presenti che ne facciano richiesta. "Ousitanio vivo - Occitania viva" del 25/02/04 ospita la lettera aperta di Carmelo e Bruno sulla Cecenia; "La Masca" di Cuneo del 25/02/04 pubblica un pezzo sul convegno caccia fatto a Cuneo. |
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9
marzo 2004
LA STAMPA Cronaca di Torino CONVOCATO IL DOTT. VIALE CHE HA PRESCRITTO IL FARMACO A 70 STUDENTESSE DI PALAZZO NUOVO |
La
«pillola del giorno dopo» allOrdineLa «pillola
del giorno dopo» arriva allOrdine dei medici. Silvio Viale,
il ginecologo del SantAnna che ha distribuito gratuitamente ricette
alle studentesse di fronte alle scuole e davanti all'Università,
è stato convocato dal presidente Amedeo Bianco che chiede conto
delliniziativa. Il dottor Bianco, insieme al Consiglio dellordine,
deciderà - sulla base delle risposte - se Viale ha violato o meno
qualche norma del codice deontologico e, in tal caso, quali provvedimenti
adottare contro il ginecologo. Ieri mattina, intanto, la provocazione del dottor Viale è proseguita di fronte a Palazzo Nuovo, dopo aver toccato anche la scuola cattolica dei Salesiani, in viale Thovez. Oltre settanta le ricette prescritte gratuitamente in via SantOttavio alle ragazze che, spontaneamente, si sono fermate o sono state invitate ad avvicinarsi dai volontari dellassociazione Adelaide Aglietta e dai rappresentanti dei Radicali, schierati entrambi per la «liberalizzazione» della pillola. «Assurdo - ripete Viale ormai da quasi un mese - che un farmaco demergenza richieda la prescrizione del medico. In Europa e nel mondo la pillola del giorno dopo sta diventando ovunque un prodotto da banco. Assunta entro le 12-48 ore riduce il rischio di gravidanza del 95 per cento, ma dopo questarco di tempo la sua efficacia si riduce notevolmente». La ricetta vale un mese, il farmaco costa 11 euro e scade dopo 2-3 anni. «E meglio una prescrizione preventiva che una tardiva», è stato lo slogan della provocazione di Viale. Ieri, giornata della donna, Viale ha prescritto il più alto numero di ricette di fronte a Palazzo Nuovo. «La pillola del giorno dopo - spiega il ginecologo torinese - eviterebbe 25 mila aborti l'anno, aumenterebbe la consapevolezza della contraccezione ed eviterebbe superflue umiliazioni presso ospedali e guardie mediche». Viale si presenterà puntualmente stamattina allOrdine, deciso a rilanciare: dopo aver risposto alle domande che gli saranno poste, chiederà ai colleghi di via Caboto di sostenere la sua battaglia politica. «Molti medici di base e di guardia medica ritengono che si tratti di prescrizione specialistica e si oppongono, dimenticando di essere incaricati di pubblico servizio». |
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è svolta in mattinata lannunciata iniziativa dei radicali
torinesi per sensibilizzare lopinione pubblica sulla necessità
che la pillola del giorno dopo sia venduta senza ricetta,
come già avviene in molti Paesi. Questo eviterebbe 25.000 aborti
allanno, aumenterebbe la consapevolezza della contraccezione ed
eviterebbe superflue umiliazioni presso ospedali e guardie mediche. Il Dr. Silvio Viale, che per domani alle ore 13 è stato convocato dal Presidente dellOrdine dei Medici, Dr.Bianco, per conferire con il Vicepresidente, Dr. Milillo, per accertare eventuali violazioni del Codice di Deontologia, ha compilato oltre cento ricette per la pillola del giorno dopo ed in conferenza stampa ha reso noto la bozza del testo che domani consegnerà allOrdine de Medici. Carmelo Palma, Capogruppo dei radicali in Piemonte, ha illustrato lanomalia italiana, che prevede una ricetta medica non ripetibile per un contraccettivo di emergenza, la cui efficacia è maggiore se assunto nelle prime ore, ricordando come in Piemonte, su sollecitazione dei radicali, si è almeno eliminato il ticket durante le ore notturne e festive, quando medici di base e consultori sono chiusi. Silvio Viale, che è Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: Noi consigliamo di acquistare preventivamente la pillola del giorno dopo, facendosela prescrivere dal proprio medico (qualunque medico può prescriverla, senza bisogno di esami o visite di sorta), e di tenerla per leventuale necessità propria o di una amica. Davanti allUniversità ho constatato che le ragazze sanno che esiste la contraccezione di emergenza, ma ne hanno spesso una visione distorta. Molte mi hanno raccontato di disavventure avute presso la Guardia medica, che invia impropriamente in ospedale, e presso alcuni ospedali. Brà, Giaveno, Rivoli, Alpignano, Venaria, Martino, Maria Vittoria e purtroppo anche il SantAnna sono le sedi guardia medica e di pronto soccorso ove le prestazioni sono state a volte rifiutate a volte ottenute con fatica ed umiliazioni. In occasione di questo 8 marzo, noi facciamo appello alle associazioni femminili e a quelle dei consumatori perché sostengano la campagna per labolizione della ricetta per la contraccezione di emergenza. Si allegano il volantino distribuito a Palazzo Nuovo e la bozza di risposta alle contestazioni dellOrdine dei Medici di Torino. (per informazioni Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
7 marzo 2004
TORINO - LUNEDI' 8 MARZO (ORE 10 13) - RICETTE ALLE STUDENTESSE DI PALAZZO NUOVO ORE 12 CONFERENZA STAMPA SULLE INIZIATIVE PER LE CONTESTAZIONI DELL'ORDINE DEI MEDICI A VIALE |
L'Associazione
radicale Adelaide Aglietta celebrerà l'8 marzo davanti all'Università
di Torino (Palazzo Nuovo h 10-13) fornendo prescrizioni alle studentesse
per la pillola. I Radicali chiedono l'abolizione della ricetta per la
"pillola del giorno dopo" Alle ore 12 Carmelo Palma, Capogruppo in Regione Piemonte e Silvio Viale, Presidente dell'associazione radicale Adelaide Aglietta, entrambi membri del Comitato Nazionale di radicali Italiani, terranno una conferenza stampa, durante la quale Silvio Viale renderà note le iniziative nei confronti delle contestazioni disciplinari dell'Ordine dei Medici di Torino. "NORLEVO E LEVONELLE SONO GIA' DA BANCO IN EUROPA" www.norlevo.com (HRAPharma Angelini per l'Italia) www.femalelife.co.uk (Shering) "CHE CI SIA BISOGNO DELLA RICETTA E' UNA COSA SENZA SENSO, CHE SERVE SOLO A RIDURRE IL RICORSO ALLA CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA E A METTERE IN PERICOLO LA SALUTE DELLE DONNE." "BASTI PENSARE CHE PER LA CONTRACCEZIONE ORMONALE CONTRACCETTIVA, LA NORMALE PILLOLA (CHE PUO' PERSINO ESSERE USATA PIU' VOLTE COME PILLOLA DEL GIORNO DOPO), CON UN DOSAGGIO ORMONALE SUPERIORE, E' SUFFICIENTE UNA RICETTA SEMPLICE". "E' ASSURDO CHE PER UN FARMACO CONTRACCETTIVO PIU' INNOCUO DELL'ASPIRINA CI SIA BISOGNO DI UNA RICETTA NOMINATIVA NON RIPETIBILE. E' COME SE CI FOSSE BISOGNO DELLA RICETTA PER IL PROFILATTICO" (per informazioni Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
5 marzo 2004-03-05
RICETTE PER LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO VIALE MARTEDI' A GIUDIZIO DALL'ORDINE LUNEDI' 8 MARZO CONFERENZA STAMPA A PALAZZO NUOVO ORE 12 Volantino Paritas.doc |
L'Associazione
radicale Adelaide Aglietta celebrerà l'8 marzo davanti all'Università
(Palazzo Nuovo h 10-13) fornendo un servizio preventivo gratuito per la
contraccezione di emergenza, la cosiddetta "pillola del giorno dopo".
Negli ultimi giorni i radicali hanno intensificato la campagna per chiedere
che la "pillola del giorno dopo" sia disponibile senza ricetta
come accade già in molti altri Paesi. Ciò ne aumenterebbe
l'efficacia e permetterebbe di evitare circa 25.000 aborti all'anno. Lunedì 8 marzo, alle ore 12, al banchetto radicale davanti a Palazzo Nuovo il Capogruppo radicale alla Regione Piemonte Carmelo Palma farà il punto sulle iniziative e introdurrà la conferenza stampa di Silvio Viale, che renderà nota le risposte alle contestazioni dell'Ordine dei Medici di Torino. Infatti, dopo la richiesta di chiarimenti, il presidente dell'Ordine, Dr. Amedeo Bianco, ha convocato il Dr. Silvio Viale per Martedì 9 marzo, alle ore 13, presso le sede dell'Ordine per conferire ai sensi dell'art. 39 del DPR n. 221 del 5.4.1950, capo IV, "Delle sanzioni disciplinari e del relativo procedimento". Intanto questa mattina (ma si replicherà anche domani) è stato distribuito un volantino di contestazione al convegno "Paritas Forum nazionale pari opportunità", organizzato dalla Commissione Regionale Pari Opportunità della Regione Piemonte in collaborazione con le otto province piemontesi. Nel volantino, che si allega, si chiedono polemicamente "opportunità pari anche per le donne italiane" in riferimento alla RU486 per l'aborto farmacologico ed alla disponibilità della contraccezione di emergenza". Nel volantino si legge che in Italia "le questioni dell'aborto, della contraccezione e della sessualità sono state di fatto espulse dal dibattito politico, persino dalle celebrazioni dell'8 marzo". (per informazioni Silvio Viale 339.3257406 348.5335310) |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |