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Torino,
30 marzo 2005
ELEZIONI REGIONALI 2005 CONFERENZA STAMPA DI CHUSURA DEI RADICALI PIEMONTESI "Illegalità? Non c'è solo il Lazio! Il caso Piemonte, il caso Torino " VENERDI 1 APRILE 2005 - ORE 12:00 - VIA ALFIERI 19 - TORINO |
In
occasione della chiusura della campagna elettorale per le Elezioni Regionali
i radicali piemontesi convocano una conferenza stampa per illustrare le
loro posizioni e le loro indicazioni per il voto alla luce degli sviluppi
della vicenda delle firme per la presentazione delle liste. Come si ricorderà,
i radicali avevano chiesto che la questione della legalità fosse
al centro delle elezioni regionali, proponendo dei meccanismi di garanzia
contro un sistema criminogeno. Subito dopo la presentazione delle liste
avevano fatto notare come fosse praticamente impossibile che, per esempio,
nella provincia di Vercelli un cittadino su sette avesse firmato per le
liste. Alla conferenza stampa parteciperanno Igor Boni e Silvio Viale, rispettivamente Segretario e Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, ed i due Consiglieri regionali uscenti, Bruno Mellano e Carmelo Palma. PS La prevista conferenza stampa sui risultati di un trimestre di targhe alterne viene rinviata alla settimana successiva, dopo le elezioni. A riguardo Silvio Viale ha dichiarato "è indubbiamente un fatto positivo che anche Piras si sia accorto che stesse per piovere e, soprattutto, che le scuole fossero chiuse; chissà se inizierà a rendersi conto pure della dannosa inutilità delle targhe alterne?" Silvio Viale 339.3257406) |
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manifestazione è stata indetta dallAssociazione Radicale
Adelaide Aglietta e si terrà in concomitanza con quella della Lega
Nord (a cui parteciperanno il ministro Calderoli, il sottosegretario Cota
e leurodeputato Borghezio), convocata contro la ventilata apertura
di un luogo di culto islamico a Bra, in via Cuneo. Al sit-in radicale parteciperanno anche Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali), che hanno dichiarato: Lart. 19 della Costituzione Italiana che il ministro Calderoli e il sottosegretario Cota hanno giurato di rispettare ed attuare - sancisce che Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. Tutti, dunque, non solo i cittadini italiani o padani, sono liberi riunirsi per pregare e per compiere i loro riti, nel rispetto della legge. Manifesteremo a Bra per ribadire questa grande libertà, a cui i popoli europei sono arrivati dopo secoli di guerre cosiddette religiose e che è ancora negata a miliardi di uomini e donne, in tutto il mondo. Chi, come i radicali, si batte per affermare la libertà religiosa nei Paesi Arabi, in Laos, in Cina, ovunque, non può accettare che essa sia messa in discussione in Italia. Siamo perfettamente daccordo con quanto dichiarato dal vicesindaco Comoglio alla stampa locale: il rispetto della legge italiana vale per tutti, extracomunitari e italiani; lAssociazione islamica che gestisce i locali di via Cuneo dovrà fornire la documentazione richiesta per poter ampliare i locali e adibirli a luogo di culto. Non siamo, invece, daccordo con chi sfrutta questa vicenda puramente amministrativa per rinfocolare, ancora una volta, lodio razziale e religioso, sperando di ricavarne un pugno di voti. Mellano (348/5335302) |
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Torino,
23 marzo 2005
EXIT-ITALIA - VIALE: "LASCIATELA MORIRE IN PACE, SENZA AGUZZINI FUORI DALLA PORTA" |
Intervenendo
per Exit-Italia, con un pensiero rivolto al caso di Eluana Englaro, Silvio
Viale ha dichiarato: "Lasciatela morire in pace, lontano da quella masnada di aguzzini che, iimpugnando la croce come una spada, vuole prolungare all'infinito, contronatura, lo stato vegetativo. Come per il caso di Eluana Englaro deve prevalere un sentimento di pietà e non di egoismo religioso. Mi auguro che non cali l'attenzione su Terri Schiavo, ma che ci si occupi di Eluana Englaro, che da 13 anni vegeta nella stessa condizione. L'appello alle TV è che teasmettano le immagini dei dimostranti "pro life" fuori dalla clinica; essi, con il loro integralismo pregiudiziale, sono il migliore argomento a nostro favore. Nonostante loro, negli Stati Uniti, i giudici hanno fatto prevalere la scienza nei confronti di chi va predicando false speranze. Noi crediamo che ognuno abbia il diritto di terminare con dignità la propria vita. Nei casi di Terri e di Eluana, senza più alcuna coscienza di vita, chi mette in dubbio la presunta volontà delle due donne, dovrebbe anche dimostrare che loro avrebbero preferito rimanere in quella condizione. Dopo 15 anni per Terri e 13 anni per Eluana occorre prendere atto che la scienza ci dice che non vi è più possibilità di vita, se per vita intendiamo uno stato di coscienza possibile. Occorre fare in modo che, con tutte le garanzie di esame dei casi, dopo un lungo periodo di osservazione, si lasci che la morte sia liberatoria." (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
22 marzo 2005
EXIT-ITALIA - VIALE IL GIUDICE FEDERALE NON POTEVA FARE ALTRO. TERRI SCHIAVO, COME ELUANA ENGLARO. SERVE UNA LEGGE COME PER I TRAPIANTI |
Silvio
Viale, medico del Comitato scientifico di Exit-Italia e Presidente dellAssociazione
radicale Adelaide Aglietta, interviene sul caso di Terry Schiavo dopo
la decisione del Giudice federale Whittmore di respingere la richiesta
di alimentazione forzata, ricordando quello di Eluana Englaro: Non siamo affatto stupiti della decisione del giudice federale di respingere la richiesta di procedere allalimentazione forzata per Terri Schiavo: permettere la morte anagrafica, dopo che quella reale è giunta da tempo è la cosa più giusta. Come Exit-Italia, ci rendiamo conto che la vicenda può suscitare parecchie perplessità, soprattutto in chi si avvicina solo in queste occasioni di cronaca alle problematiche della morte, del coma e dello stato vegetativo permanente. Tutti abbiamo visto le immagini televisive di Terri, che sembra sorridere, muovere le palpebre e reagire alle sollecitazioni, rimanendone ovviamente impressionati. Occorre, però, pensare che la diagnosi di stato vegetativo permanente giunge dopo un lungo periodo di osservazione e che comporta una situazione in cui persistono movimenti spontanei automatici in uno stato di veglia senza coscienza alcuna. Le funzioni cerebrali che presiedono alla vita vegetativa sono variamente funzionanti, ma quelli della coscienza sono completamente compromessi. Così, può chiudere gli occhi per dormire ed aprirli per svegliarsi; se qualcosa va in gola, può stimolare il riflesso della tosse; insomma una vita da vegetale senza più alcuna possibilità di recupero della coscienza. Ogni confronto con il coma, che solo in una piccola parte diventa irreversibile, è improprio. Come strumentali sono le considerazioni sulleredità, sugli indennizzi possibili e sulle questioni assicurative aperte con i parenti, che sono vere e solitamente vengono affidate ad un tutore. Nel caso di Terri il tutore è il marito di 15 anni fa, mentre nel caso di Eluana Englaro è il padre di 13 anni fa. I due casi sono identici e noi vorremmo che, mentre si segue la vicenda di Terri, si pensasse anche ad Eluana, senza attendere il giudice federale italiano. In entrambi i casi può suscitare perplessità il fatto che non vi sia un esplicita, scritta, dichiarazione di volontà, ma solo una interpretazione, essendo chiaro che vi potrà mai essere. Si tratta di un aspetto importante, soprattutto per chi, come noi, si batte per il riconoscimento delleutanasia volontaria, ma nei casi specifici è fuorviante. Infatti, per Terri e per Eluana, non si tratta di porre fine volontariamente alla propria vita, come nel caso delleutanasia o del suicidio assistito, ma di prendere atto che la vita è ormai finita e che occorre certificarlo. La legge dovrebbe riconoscere, dopo un congruo lasso di tempo, che negli stati vegetativi permanenti siamo di fronte ad una condizione irreversibile di morte, come accade per quella cerebrale, che permettere di procedere ai trapianti. Lo stato vegetativo permanente è una condizione particolare e, come tale, deve essere riconosciuta e risolta dalla legge. Il 18 gennaio Eluana ha compiuto 33 anni, ma chi può dire che stia vivendo, senza concedere nulla al proprio egoismo? (Silvio Viale, 339.3257406) |
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Torino,
22 marzo 2005
VIALE (radicali): "MARZO PAZZERELLO, TARGHE ALTERNE CON PIOGGIA E SCUOLE CHIUSE" |
Silvio
Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, chiede
la revoca definitiva delle targhe alterne, in considerazione delle vacanze
pasquali, del sopraggiungere di aprile e, nell'immediato, anche della
pioggia ... oltre che per inutilità, inicuità, ecc. Silvio Viale ha dichiarato: "Marzo pazzerello, recita un'antica filastrocca e la Provincia l'ha presa proprio sul serio. Giovedì scorso, giorno di inutili targhe alterne, ha ottenuto il record stagionale di Pm10 con 168 ncg/mc. Domani e dopodomani avremo le targhe alterne con la pioggia. Evidentemente, l'assessore Piras, non pago del fatto che più nessuno prenda sul serio le sue targhe alterne, ha deciso di non prendere sul serio i bollettini meteo dell'ARPA, che annunciano piogge perduranti fino a giovedì. In effetti non prende più sul serio nemmeno se stesso e i propri allarmistici proclami sul Pm10, poiché i livelli record di mercoledì e giovedì scorsi avrebbero meritato ben altri provvedimenti. Dati alla mano, noi continuiamo a ribadire come, tra un valore di 168 con le targhe alterne e uno di 180 senza, non vi siano differenze significative e siano irrilevanti nel complesso della media annuale, ma lui, come può avere tollerato un valore di tre volte superiore al limite senza batter ciglio? La risposta è che ha perso ogni contatto con la realtà, per cui, non solo non si cura dei bollettini meteo, ma non si ricorda che con le scuole chiuse la circolazione si riduce del 20% e che in aprile i valori del Pm10 rientrano nei limiti per il fisiologico alternarsi delle stagioni. Chiedo quindi che le inutili, e pur sempre inique, targhe alterne vengano revocate definitivamente in considerazione delle vacanze pasquali, del sopraggiungere di aprile e, nell'immediato, anche della pioggia." (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
17 febbraio 2005
VIALE (radicali): "CON LE TARGHE ALTERNE IERI IL PM10 SALITO A 120 E OGGI PURE" A PIRAS NON NE VA BENE UNA. DA DOMENICA TUTTE LE FIERE DIVENTANO ECOLOGICHE. |
Silvio
Viale, Presidente dell'Associazione radiclae Adelaide Aglietta, interviene
per far notare cone, con le targhe alterne il Pm10 sia risalito ai valori
massimi, 120 Mcg/mc ieri e altrettanti oggi: "Ovviamente non è colpa delle traghe alterne, ma è singolare che ogni volta che Piras potrebbe sfruttare favorevolmente un provvedimento, il destino ci mete lo zampino. Quasi una maledizione. Senza targhe alterne, ieri avrenmmo avuto circa 124 mcg/mc, invece che 120. Fino alla settimana scorsa, la Provincia avrebbe anche potuto ripetere l'inganevole ritornello "meglio che niente", ma dopo la revoca di targhe alterne e blocchi domenicali al primo brontolio, non sarebbe più credibile. Non resta che invitare anche Piras alla conferenza stampa sui risultati della sua lotta anti-smog di questo primo trimestre 2005, che si terrà il 1° aprile, sperando che si accorga che il Pm10 in aprile è perlopiù nei limiti. Non rimane più alcun motivo per proseguire con un provvedimento inutile ed inicuo, che viene snobbato dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Infatti, se fosse vero, che il 70-80% dei cittadini (fino al 90% secondo alcuni, fosse favorevole alle targhe alterne, non servirebbe un'ordinanza, ma tutti lascierebbero l'auto a casa dietro ad un semplice invito della Provincia. Anche oggi pochi sfortunati sono incappati nella reticella dei vigili, il traffico si è ridotto di poco più del 10% nelle ore di blocco, della metà nelle 24 ore, ed intanto la soglia di 50 mcg/mc quella da non superare più di 35 volte all'anno, è stata superata di 66 volte in 76 giorni, con un amedia dall'inizio dell'anno di 86 mcg/mc nella storica stazione di via della Consolata". Come negli ultimi anni, continua una lenta riduzione dei livelli del Pm10, ma non certo per i folcloristici provvedimenti della PRovincia. Finalmente domenica si torna alla "FIERA di CENTROCITTA', spacciata per domenica ecologica. Ho dsaputo che molti comuni hanno deciso di cambiare nome alle loro fiere: la fiera ecologica della lumaca, la sagra ecologica della castagna, la polentata ecologica, il c'era una volta ecologico, senza contare le ecologiche feste del patrono della città. Infatti, se si deve chiudere un pezzo del centro, anche solo per renderlo fruibile, perchè non dichiarare la giornata ecologica" (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
15 marzo 2005
Elezioni regionali - Radicali piemontesi: AVREBBE FIRMATO UN PIEMONTESE SU VENTI: RECORD A VERCELLI, UNO SU SETTE. OCCORRE RIFLETTERE SU UN SISTEMA CRIMINOGENO CHE INDUCE ILLEGALITA'. SI RIPARTA DALLE PROPOSTE DI LEGGE RADICALI. |
LAssociazione
radicale Adelaide Aglietta chiede una riflessione sulle firme per le liste
in Piemonte e sul sistema che regola la presentazione dei candidati. Igor
Boni e Silvio Viale, rispettivamente segretario e presidente dellAssociazione
Aglietta, hanno diffuso i dati, rilasciando la seguente dichiarazione:
Il condizionale è dobbligo. Un piemontese su venti avrebbe firmato per una lista regionale. Il record spetterebbe alla Provincia di Vercelli, ove un cittadino su sette, cioè il 14,3% della popolazione, avrebbe sottoscritto una lista. Di seguito, in tabella, si riportano le percentuali per ogni provincia: PROVINCIA FIRME/ABITANTI % NUMERO LISTE VERCELLI 1/7 14,3 % 18 ASTI 1/9 11,1 % 16 BIELLA 1/9 11,1 % 15 VERBANIA 1/10 10,0 % 12 NOVARA 1/15 6,6 % 16 ALESSANDRIA 1/18 5,5 % 18 CUNEO 1/19 5,3 % 13 TORINO 1/40 2,5 % 20 TOTALE 1/20 5,0 % 128 Con un po di retorica, si potrebbe dire che sono tanti, indice di una partecipazione attiva e consapevole alla vita politica, ma preferiamo promuovere una riflessione seria, soprattutto dopo che non sono state accettate le liste della Lega padana, sarebbe stata aperta uninchiesta e molte liste hanno dovuto autoescludersi in molte province. Come spiegare altrimenti le 20 (22 con le escluse) liste di Torino e le 12 di Verbania. Per potere presentare 22 liste a Verbania, avrebbe dovuto firmare un terzo degli elettori. Avendo posto la questione in tempi non sospetti, noi auspichiamo che le quasi 200.000 firme depositate per le elezioni regionali siano tutte autentiche, ma occorre considerare che quando si dice uno su venti, addirittura uno su sette, bisogna considerare che nella media rientrano i diciottenni, come i novantenni, coloro che abitano in città, come quelli dei paesini. Non intendiamo proporre esposti, né criminalizzare questa o quella lista, ma chiedere pubblicamente quali siano le regole che dovrebbero garantire la correttezza della competizione elettorale sin dalla fase di presentazione delle liste, oggi troppo compressa. Si potrebbero presentare prima le liste e poi raccogliere le firme, come era previsto nelle proposte di legge regionale e nazionale avanzate dai radicali fin dal gennaio scorso e lasciate con noncuranza cadere da entrambe le coalizioni.. (Silvio Viale 339.3257406 Igor Boni 348.5335309) |
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Torino,
12 marzo 2005
CASO ITALIA/CASO SALINI/MANFREDI (RADICALI): I CITTADINI NON SENTIVANO LESIGENZA DI AVERE UN QUARTO SOTTOSEGRETARIO ALLA SANITA GIA CONDANNATO CON SENTENZA DEFINITIVA PER FALSO IDEOLOGICO. |
Alla
notizia che il senatore di Forza Italia Rocco Salini è stato nominato
sottosegretario di Stato al Ministero della Salute per lalto merito
di aver rinunciato a presentare una propria lista alternativa ai due poli
alle regionali in Abruzzo, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali
Italiani) ha dichiarato: Il 14 luglio 2000, il Tribunale dellAquila accolse unazione popolare proposta da cittadini abruzzesi, dichiarando decaduto dalla carica di consigliere regionale il Dr. Rocco Salini; il Dr. Salini era stato condannato, con sentenza della Corte dAppello di Roma, sez. II, 7/11/98, n. 6275 (doc. n. 2 in fascicolo attori) alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione per il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 codice penale), commesso in qualità di presidente della Giunta della Regione Abruzzo; la sentenza è passata in giudicato perché la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha, con sentenza n. 6056 del 20/12/1999 (doc. n. 1 in fascicolo attori), dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Salini. Il Dr. Salini è pertanto ineleggibile alla carica di consigliere regionale ed impossibilitato a ricoprire la carica di assessore regionale, ai sensi dellart. 15, comma 1, della legge 55/90. Lo stato pietoso della legislazione italiana è tale che quello che è impedito a livello regionale può essere permesso a livello nazionale; il Dr. Salini ha potuto essere eletto in Senato ed ora può essere nominato sottosegretario. Non mi pare, però, che i cittadini italiani sentissero lesigenza di un quarto sottosegretario alla Sanità già condannato in via definitiva e la cui nomina è strettamente legata alla mancata presentazione di una lista in cui lui non avrebbe potuto essere candidato.. Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
11 marzo 2005
SMOG VIALE PIRAS SU STRISCIA LA NOTIZIA |
Letto
il cabarettistico comunicato del Dott. Dorino Piras, Assessore alle Risorse
Atmosferiche della Provincia (un carica da Zelig, tra le nuvole), Silvio
Viale, dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, che da anni
analizza i dati del pm10 a Torino, ha diffuso il seguente comunicato: O Piras conta balle, o è circondato da incompetenti. Il risultato, in entrambi i casi, è che ieri ha diffuso un cabarettistico comunicato con dati addomesticati, anche se poi è giunto alla conclusione giusta di revocare linutile blocco domenicale. E curioso che lassessore del far di tutto per salvare una vita umana, che ha confermato le targhe alterne quando il Pm10 era prevedibilmente basso, come il 16-17 febbraio, che le ha sospese quando era viceversa alto, come il 2-3 marzo, che ha ottenuto una riduzione del pm10 del 18% con il blocco totale di domenica 27 febbraio e del 50% quando lo ha revocato domenica scorsa, con una media dallinizio dellanno di 87 mcg/mc e 60 superamenti del limite in 69 giorni, abbia decretato la fine dellemergenza, aggiustando i dati alla bisogna. Proprio mentre diffondeva il comunicato, il valore giornaliero del Pm10 del giorno precedente (http://www.provincia.torino.it/ambiente-provto/inquinamento/qualita/indice_iqa.htm) era salito a 86 mcg/mc e i valori orari del Pm10-TEOM di via della Consolata stavano viaggiando sugli stessi valori (http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml), tantè che oggi il valore del Pm10 di ieri è risultato essere 77 mcg/mc. Che ciò non costituisca unemergenza è quello che ho sempre sostenuto, ahimè invano, per cui non sono certamente io a lamentarmi della repentina conversione della Provincia. E, però, ridicolo che si siano diffusi dati addomesticati per farli risultare sotto il limite. Mi limiterò a fare un confronto tra i dati del comunicato di Piras e quelli ufficialmente disponibili: GIORNO PIRAS DATI ARPA Domenica 6 marzo 42 59 (Consolata - ARPA - definitivo) Lunedì 7 marzo 45 52 (Consolata - ARPA - definitivo) Martedì 8 marzo 49 Maggiore (IQA ARPA) non ricordo bene Mercoledì 9 marzo (TA) 30 86 (IQA ARPA) Giovedì 10 marzo (TA) ? 77 (IQA ARPA) Venerdì 11 marzo ? Come giovedì (Consolata TEOM) E evidente che, al momento del comunicato di ieri, eravamo in presenza di un costante superamento dei limiti, cioè dello stesso ritornello con il quale Piras ci ha propinato targhe alterne e blocchi. Salutando, quindi, con favore linversione di tendenza, chiedo da subito la revoca delle restanti, inutili targhe alterne, soprattutto quelle di aprile , rivelando allo sprovveduto assessore come, di solito, con la sospensione del riscaldamento e laumento della temperatura, nonostante lo stesso ammontare di traffico, la media del Pm10 di aprile sia nei limiti. Sarei felice se terminasse la presa in giro dei torinesi, che tutti, o quasi, hanno ormai capito. In periodo elettorale voglio proprio vedere i comizi sulle targhe alterne!!! 2000 2001 2002 2003 2004 2005 APRILE 44 47 69 49 35 ? CHE SENSO HANNO LE TARGHE ALTERNE AD APRILE? CONFERENZA STAMPA IL 1° APRILE ALLE ORE 12 (Via Garibaldi 18, Torino) (Silvio Viale, 339.3257406) |
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domani, alla sede del Gruppo consiliare radicale presso la Regione Piemonte
(Torino, via Alfieri n. 19), sara esposta in modo permanente la
bandiera della Cecenia e la bandiera dellUnione Europea. Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale) e Igor Boni (segretario associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: Chi questoggi ha presentato luccisione di Aslan Maskhadov come una legittima, se non doverosa, reazione al terrorismo islamista non fa un buon servizio alla verità, ma ne farà uno ottimo a quanti, a partire dal Cremlino, lavorano scientificamente da anni perché non si dia alcuna alternativa ad una guerra terrorista. Come in questi anni non ha mai mancato di ripetere il nostro compagno radicale Umar Khanbiev (presidente onorario Associazione Aglietta) - recentemente e inutilmente nominato da Maskhadov emissario per la pace - è molto difficile che una guerra terrorista possa essere vinta da qualcuno. Ma è certo che se qualcuno riuscisse a spuntarla e ad imporre, incontrastato, il proprio ordine- come qualche commentatore oggi auspica che Putin faccia in Cecenia - ci troveremmo dinanzi ad una pace terrorista, in cui la violenza efferata, la sistematica e programmatica violazione dei diritti umani diverrebbero regola di governo. La comunità internazionale - che è disposta a riconoscere un credito democratico a qualunque leader islamista o autoritario disposto ad attenuare, magari solo propagandisticamente, il proprio furore teocratico o dispotico - scaricando Maskhadov aveva abbandonato da anni lunico leader di quellarea che (con tutte le ambiguità e contraddizioni che il contesto in cui era costretto ad operare inevitabilmente comportava) aveva dichiarato, ribadito e persino pericolosamente ostentato orientamenti laici, democratici e filo-occidentali. Non occorre essere un analista sofisticato per comprendere come Maskhadov rappresentasse il migliore - e soprattutto il più credibile e autorevole, anche se isolato e indebolito argine alla completa degenerazione terrorista della lotta di resistenza cecena. Ora occorre disperatamente confidare nella capacità della classe dirigente cecena vicina a Maskhadov di resistere sulle posizioni che il Presidente aveva, fino alla fine, dettato. Ma se le cancellerie occidentali e quelle europee in particolare continueranno nellatteggiamento vile e suicida che hanno tenuto in questo decennio e non offriranno una sponda credibile a questa resistenza democratica, esigere che quel che resta della Cecenia e dei ceceni assista inerme al genocidio della propria storia e del proprio popolo significherà rendersi direttamente complici del loro massacro ed indicare loro, altrettanto direttamente, una strategia di pura violenza terrorista. Liniziativa di esporre alla finestra della propria casa le bandiere della Cecenia e dellUnione Europea vuole essere, ancora una volta, un investimento di speranza rispetto ad istituzioni che hanno in questi anni abbandonato i ceceni alla disperazione e alla violenza; ci auguriamo che siano molti i cittadini che seguiranno il nostro esempio e che sottoscriveranno lAppello a sostegno del Piano di pace presentato tre anni fa dal governo ceceno di Aslan Maskhadov.. Mellano (348/5335302) Boni (348/5335309) N. B. La bandiera della Cecenia e dellUnione Europea possono essere richieste al gruppo consiliare radicale: 011/230.90.02-3-4 |
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Torino,
8 marzo 2005
8 MARZO - REFERENDUM/COMITATO PROMOTORE INCONTRA PREFETTO DI TORINO: FISSAZIONE VOTO A GIUGNO SAREBBE SCORRETTO GIURIDICAMENTE PRIMA CHE POLITICAMENTE SCONVENIENTE. |
Sotto
la Prefettura, decine di cittadini hanno manifestato con cartelli sandwich
riportanti la scritta: Il Governo indíca i referendum per
domenica 29 maggio. Incontrando il Prefetto di Torino, Dr. Goffredo Sottile, il Comitato Promotore Torinese dei quattro referendum in materia di procreazione assistita ha esposto le ragioni per le quali il Governo dovrebbe provvedere in tempi rapidissimi alla fissazione della data del voto in un periodo non balneare. La delegazione del Comitato Promotore era composta da: Carmelo Palma, consigliere regionale radicale; Vanna Lorenzoni, segretario generale della camera del lavoro di Torino, CGIL; Carla Quaglino, casa delle donne di Torino; Rosanna Abbà, direzione DS di Torino; Carlo Giacometto, consigliere provinciale di Forza Italia; Maria Grazia Arnaldo, direzione DS Piemonte. Al termine dellincontro, i rappresentanti del Comitato Promotore hanno dichiarato: Al Prefetto di Torino abbiamo espresso le nostre allarmate considerazioni in merito al ruolo e ai doveri del Governo per la fissazione della data dei referendum. Ritenere che il Governo sia libero di poter scegliere arbitrariamente la data dindizione dei referendum è, innanzitutto, scorretto dal punto di vista giuridico, prima che sconveniente dal punto di vista politico-istituzionale. Il Governo, infatti, in questa materia non gode di un ruolo politicamente proattivo, bensì di un ruolo giuridicamente servente rispetto al diritto dei cittadini. Il Governo non è dunque libero di scegliere nellarbitrio assoluto una qualsiasi data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno sulla base di considerazioni di convenienza politica. Il Governo deve al contrario - nei due mesi entro i quali, per previsione di legge, il referendum deve tenersi - scegliere la data più adeguata per consentire il confronto referendario e lespressione del voto popolare; una strategia volta deliberatamente a vanificare o in qualche modo ad orientare il risultato del voto sarebbe dunque, anche giuridicamente, censurabile. La legge, al contrario, ha previsto questa finestra temporale di due mesi per consentire di tener conto dei diversi fattori che potrebbero incidere sul pieno godimento, da parte dei cittadini, del diritto di voto, e non per attribuire al Governo un potere di interdizione, che laddove esercitato sarebbe improprio ed abusivo. È pertanto evidente lirragionevolezza, giuridicamente censurabile, di una eventuale fissazione dei referendum in data balneare, quando una parte della popolazione si trova già, inevitabilmente, in vacanza: questo vale sia per domenica 5 giugno (quarto e ultimo giorno del ponte del 2 giugno), sia per domenica 12 giugno (a scuole già chiuse e con milioni di cittadini già obbligatoriamente al mare per il meccanismo delle ferie scaglionate). Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
8 marzo 2005
"PM10 BASSO, REVOCARE LE TARGHE ALTERNE. UN SONDAGGIO AL S.ANNA: l'80% CONTRO LE TARGHE ALTERNE |
Silvio
Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione, sottolineando la cocciutaggine
dell'asessore e della Provincia: "Come previsto il PM10 è basso ed i cittadini sono stati ancora ingannati. La settimana scorsa fu alto, come prevedibile, ma le targhe alterne ed il blocco domenicale furono sospesi. In questi giorni i valori del Pm10 sono molto più bassi, attorno ai 50 mcg/mc. Evidentemente la Provincia, Saitta e Piras in testa, stanno preparando un ulteriore inganno: dopo avere inanellato una serie di fallimenti vogliono dimostrare che il Pm10 sara basso in un giorno di targhe alterne. Ecco perchè non le revocano. E' una pura questione di orgoglio. Intanto, oggi, senza targhe alterne e con l'ordinario traffico di un martedì, il Pm10 ha raggiunto i 20 mcg/mc nelle ore pomeridiane." "Vedo che i quotidiani riportano i risultati di un fantomatico sondaggio, condotto artigianalmente da Paolo Hutter ed il Comitato di Largo respiro, secondo il quale oltre l'80% dei passeggiatori domenicali del centro sarebbe favorevole ai blocchi. Ho molti dubbi sulla sua validità e rappresentatività, anche perchè, proprio nella giornata odierana, ho concluso un'indagina tra i lavoratori del S.Anna, interpellando decine di persone. Il risultato è esattamente l'opposto: benchè il 60% ritenga che l'inquinamento atmosferico sia un problema da affrontare, l'80% dichiara di non avere fiducia nelle rarghe alterne e nei blocchi, che considera inutili. Quasi la metà li considera un modo per gli assessori di farsi pubblicità e basta. Ovviamente si trata di un sondaggio rivolto prevalentemente a lavoratori pendolari, molti dei quali usano i mezzi propri, ma è indicativo della rassegnata impopolarità con cui si subiscono i capricci dellla Provincia." "Per domani e dopodomani siamo ancora in tempo per revocare le targhe alterne:" (Silvio Viale, 339 3257406) |
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Torino,
7 febbraio 2005
VIALE (radicali): "NIENTE BLOCCO, PM10 SCENDE. REVOCARE LE INUTILI TARGHE ALTERNE DI NERCOLEDI' E GIOVEDI'" |
Silvio
Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, constatato
che il Pm10 è sceso, chiede di revocare le inutili targhe alterne: "L'altra domenica, nonostante il blocco totale, il Pm10 rimase alto. Ieri è calato ai limiti di 50 mcr/mc, nonostante la solita circolazione domenicale. La morale è che alla domenica il Pm10 scende per effetto della fisiologica riduzione della circolazione e che non vi è bisogno di alcun coprifuoco. Moltissimi hanno potuto godere della bella giornata, tutelando così la pèropria salute meglio di quanto avrebbe potuto fare il blocco totale." "Non è però sufficiente. Bisogna prendere atto che anche la revoca delle traghe alterne della settimana scorsa ha prodotto più vantaggi che svantaggi. Il Pm10 è rimasto nei valori della settimana, attorno ai 90 mcg/mc, senza alcun danno. Con le targhe alterne avremmo avuto 4-5 punti in meno, senza alcun beneficio aggiuntivo, ma con molti disagi in più. La media della settimana sarebbe stata immutata. Poichè anche oggi il Pm10, per le migliorate condizioni atmosferiche, si sta mantenendo sotto il limite di 50 mcg/mc, chiedo alla Provincia di mettere da parte l'orgoglio e di revocare le targhe alterne come ha fatto la settimana scorsa, per le stesse ragioni. E' infatti prevedibile che il Pm10 rimarrà a liveli inferiori di quelli di mercoledì e giovedì scorsi e che le eventuali targhe laterne non migliorerebbero la situazione." "Infine, occorrerebbe che la Provincia si chiedesse perchè mai le direttive europee non prevedano soglie di attenzione e di allarme per il Pm10. La risposta è semplice: a differenza degli altri inquinanti non vi sono soglie acute e conseguenti effei acuti sui quali intervenire in emergenza. Infatti, chi ha predisposto le direttive sa perfettamente che in tema di esposizione cronica occorrerebbe eliminare l'esposizione, che per il Pm10 è attualmente impossibile. La strategia deve, quindi, prevedere un abbattimento nel tempo del Pm10 con interventi strutturali sia sui motori che sulla circolazione, essendo inutili i blocchi estemporanei." (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
7 marzo 2005
8 MARZO/TORINO/DOMANI POMERIGGIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA PREFETTURA DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM PROCREAZIONE ASSISTITA: IL GOVERNO INDICA I REFERENDUM PER DOMENICA 29 MAGGIO. |
Una
delegazione sarà ricevuta dal Prefetto di Torino. La manifestazione si terrà dalle ore 16:00 alle ore 19:00 davanti alla Prefettura di Torino (Piazza Castello, 201). Alle ore 16, il Prefetto, Dr. Goffredo Sottile, riceverà una delegazione del Comitato Promotore Referendum di Torino. La delegazione chiederà al Prefetto di farsi latore presso il governo centrale di una precisa richiesta dei comitati promotori referendum (che rivestono, a tutti gli effetti, fino al voto, la figura di poteri dello Stato): i cittadini italiani devono poter esercitare il loro diritto di voto sui quattro referendum parzialmente abrogativi della legge 40/04 sulla procreazione assistita in una data che consenta il dispiegarsi di una corretta e completa campagna dinformazione sul tema e che eviti qualsiasi favoreggiamento dellastensionismo, posizione del tutto legittima ma che non deve essere in alcun modo incentivata dalle istituzioni. Concretamente: il fissare la data dei referendum domenica 5 giugno (al termine di un ponte lungo 4 giorni) o domenica 12 giugno (con le scuole ormai chiuse e con milioni di cittadini già in vacanza grazie al meccanismo delle ferie scaglionate) sarebbe un indebito incitamento allastensione. Considerando anche le tornate di elezioni amministrative che interesseranno a maggio alcune regioni, la data di domenica 29 maggio è quella che garantisce sia due mesi pieni di campagna dinformazione (dopo il voto per le elezioni regionali del 3 e 4 aprile) sia lespletamento del voto senza alcun suo condizionamento. Domani, sui loro cartelli sandwich, i militanti referendari riporteranno le seguenti, impegnative, dichiarazioni: Sarà una data nella prima parte del periodo consentito per non creare disagi ai cittadini (Silvio Berlusconi, gennaio 2005); Sarò un ministro di garanzia (il ministro degli Interni Beppe Pisanu, incontro con i comitati promotori referendum); La data del referendum dovrà essere scelta in modo da non scoraggiare il voto (on. Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, oggi a Radio Radicale). |
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Torino,
7 febbraio 2005
SGRENA VIALE (radicali) VITTIMA DELLA SINDROME DI STOCCOLMA MA NON LO SIA LA SINISTRA |
Silvio
Viale, Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, dopo
avere letto le dichiarazioni e le ipotesi di Giuliana Sgrena sulla sua
detenzione e sulla sparatoria, in cui ha perso la vita Nicola Calipari,
ha commentato: Giuliana Sgrena è evidentemente una vittima della Sindrome di Stoccolma. Rapita da chi considerava amici, ha finito per fidarsi dei loro avvertimenti appena le è sembrato che i fatti potessero confermarli. E comprensibile. Sola, aveva dovuto affidarsi ai propri carcerieri per tutto, costretta a dipendere da ogni parola che le veniva rivolta, da ogni informazione che le veniva data. In modo inatteso, aveva dovuto inverare, minuto per minuto, le proprie convinzioni e le giustificazioni della sua presenza lì ed in quelle condizioni. Rimane ancora tutto da conoscere sulla reale dinamica della liberazione, sui festeggiamenti troppo anticipati e sulle vere motivazioni delle scelte operative, ma è chiaro che, da subito, gli agenti liberatori sapevano di dovere superare la naturale diffidenza dellostaggio, consegnata bendata in mani che non conosceva. Sapevano che dovevano rassicurarla e darle tempo. In condizioni normali avrebbe avuto il tempo di rielaborare laccaduto e di raccontarlo dopo avere recuperato lo shock della prigionia, come quello della liberazione. E invece accaduto che un fatto imprevisto e tragico abbia cortocircuitato pensieri e parole, risvegliando le convinzioni di sempre con la riscoperta del nemico. Chissà quando avrebbe parlato e cosa avrebbe detto la Giuliana Sgrena, liberata da Nicola Calipari, con o senza riscatto pagato? Chissà come avrebbe rivissuto e interpretato la sua esperienza? Invece ha dovuto parlare subito, forse troppo presto, come un fiume in piena, a partire dalla tragedia finale e con il rapimento, ormai, solo più a fare da sfondo. Così, hanno voluto i suoi amici, per i quali la verità soggettiva di una donna provata è diventata la verità oggettiva, i fatti, su cui innestare la polemica di sempre. Io auguro a Giuliana Sgrena di recuperare presto e di uscirne più forte, come spesso capita con le disavventure della vita. Occorre avere molta comprensione per chi, come Giuliana Sgrena, è stata vittima due volte, del rapimento e del suo tragico epilogo. Non è, invece, assolutamente giustificabile che gran parte della sinistra, a sua volta, sembri essere prigioniera della Sindrome di Stoccolma. (Silvio Viale 339.3257406) |
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quarantina di militanti radicali ha dato vita questa mattina, a Torino,
ad un sit-in davanti alla sede della Scuola dApplicazione dellEsercito,
dove era in corso lultima giornata del convegno internazionale sul
ventennale della perestrojka. I radicali indossavano cartelli sandwich
e sventolavano bandiere della Cecenia e del Partito Radicale transnazionale;
hanno distribuito ai giornalisti e ai passanti copie della versione inglese
del Piano di Pace proposto dal legittimo governo ceceno di Maskhadov,
che richiede lintervento dellONU in Cecenia. Erano presenti, fra gli altri, Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali) e Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta). Al termine della manifestazione, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato: Ringraziamo, innanzitutto, Elena Bonner Sacharova per aver ancora una volta espresso, nel corso del convegno di Torino, dure e chiare parole di condanna sui crimini che i soldati di Putin stanno compiendo da cinque anni in Cecenia; non basta: Elena Bonner ha citato direttamente la nostra manifestazione, appoggiandola completamente. Non possiamo non ricordare, inoltre, il nostro compagno Oumar Khanbiev, ministro della Sanità del governo ceceno (membro del Comitato Generale del Partito Radicale transnazionale e presidente onorario dellAssociazione Aglietta); cercheremo di non lasciarlo solo nella sua lotta, che dura ormai da dieci anni, per il diritto alla vita del popolo ceceno e per la vita del diritto, il diritto di far giudicare e condannare dalla giustizia internazionale i crimini commessi dai russi in Cecenia; le prime recenti sentenze in tal senso del Tribunale per i diritti umani di Strasburgo aprono la strada per migliaia di altri ricorsi, per migliaia di altre possibilità di portare finalmente allattenzione di unEuropa indifferente quando non connivente il genocidio in atto a poche ore daereo da Torino. |
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Torino,
3 marzo 2005
BLOCCHI E TARGHE ALTERNE VIALE (radicali): NO ALLECO-TERRORISMO DI SAITTA E PIRAS. DATI DI DOMENICA CONFERMANO FALLIMENTO BLOCCO TOTALE |
Silvio
Viale, Presidente dellassociazione radiale Adelaide Aglietta, chiede
che non si ripeta la presa in giro di domenica scorsa, una colossale sagra
dellinutile e dei bluff, essendo ufficialmente noti i risultati
fallimentari del blocco totale di domenica scorsa, unitamente alle targhe
alterne della scorsa settimana Silvio Viale ha dichiarato: E ormai chiaro che la Provincia e le Amministrazioni comunali sono in difficoltà a spiegare lutilità dei blocchi, come conferma la sospensione delle targhe alterne di ieri e oggi. Era già successo prima di Natale, con i limiti poi abbondantemente superati, ed è stato così in questi giorni. Solo lunedì il Pm10 è stato sotto il limite. Ieri, giorno di sospensione delle targhe alterne, la media giornaliera del Pm10 è stata di 95 mcg/mc (dati ARPA, metodo TEOM) e, oggi, nonostante la nevicata del mattino, alle ore 16 si viaggia verso un nuovo probabile superamento. Eppure si sono sospese le targhe alterne, benché fosse chiaro che le spruzzate di neve avrebbero abbassato un poco il Pm10, ma non lavrebbero ricondotto sotto il limite di 50 mcr/mc. Adottando la filosofia delleco-terrorismo di Saitta e Piras, si sarebbero dovute confermare, sostenendo che persisteva, immutato, un rischio per la salute umana, poiché la media di febbraio è di 85 mcg/mc e quella dellanno è di 88 mcg/mc, con ben 52 superamenti del limite su 61 giorni, mentre la tolleranza è di 35 superamenti per tutto lanno. Insomma, bisognava continuare a tentare di salvare ipotetiche vite umane. Forse che lirrazionale allarmismo della Provincia e degli strateghi dei blocchi sia stato contagiato da un po di saggezza? E presto per dirlo, ma la speranza è che non si proceda al blocco totale di domenica, soprattutto dopo che i dati ufficiali, validati dallARPA, di domenica scorsa hanno confermato la sproporzione tra il provvedimento ed il risultato ottenuto. Infatti, in condizioni di stabilità atmosferica, con una riduzione del traffico di quasi l80% nelle ore di blocco (60% nella giornata) il Pm10 è sceso da valori di 75, 79, 89, 84, 83 mcg/mc dei giorni di martedì, mercoledì (solo dispari), giovedì (solo pari), venerdì e sabato, ai 68 mcg/mc di domenica. Come si vede, non solo le targhe alterne non hanno modificato nulla, ma il blocco totale ha comportato una riduzione del 18% del Pm10, poco di più del fisiologico calo domenicale, anche senza tenere conto delle modificazioni atmosferiche, avvenute già nella serata di domenica, che hanno permesso al Pm10 di scendere lunedì a 39 mcg/mc (finalmente sotto il limite!). Lappello al buon senso è, quindi, quello che si revochi lannunciato blocco totale per domenica, che sarebbe una sorta di inutile coprifuoco per coloro che non possono andarsene via per il weekend. La prescrizione del telecomando come schiavitù domenicale. Sperando di indurre ad una saggia riflessione i responsabili della Provincia ed i Sindaci, ricordo come il centro cittadino non sia stato mai così deserto come domenica scorsa, e che, viceversa, sia opportuno favorire la riuscita delle manifestazioni in programma per domenica, magari con unampia isola pedonale di protezione ed un adeguato potenziamento del servizio pubblico. Il semplice ritorno alla politica dellallarmismo sarebbe un incomprensibile passo indietro. |
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| LAssociazione
The World Political Forum, fondata da Mikhail Gorbaciov, terrà
a Torino, dal 4 al 6 marzo, un convegno internazionale nel ventennale
della perestrojka: nel marzo 1985, Gorbaciov diventava segretario generale
del PCUS e iniziava quella stagione di riforme che avrebbe condotto, solamente
sei anni dopo, alla dissoluzione dellUnione Sovietica. Al convegno di Torino parteciperanno, tra gli altri: Mikhail Gorbaciov, Helmut Kohl, Lech Walesa, Elena Bonner, Giulio Andreotti, Giulio Tremonti, Rocco Buttiglione, Gustavo Selva. Domenica 6 marzo, i lavori saranno dedicati al seguente tema: La sicurezza, la pace, il disarmo e il nuovo ordine mondiale; dalle ore 11 alle ore 13, i militanti dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta terranno una manifestazione di fronte alla sede del convegno (Torino, Scuola dApplicazione dellEsercito, via Arsenale n. 22): Fermiamo il genocidio in Cecenia! Igor Boni (segretario Ass. Aglietta) e Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale) hanno dichiarato: Ventanni fa Gorbaciov ebbe il coraggio sia di denunciare la crisi irreversibile del regime sovietico sia di governare la sua lenta eutanasia, evitando in gran parte che essa si tramutasse in un immenso bagno di sangue. Domenica chiederemo a Gorbaciov - e agli altri partecipanti al convegno di avere lo stesso coraggio e la stessa determinazione nel denunciare con forza come ha fatto recentemente lex presidente ceco Vaclav Havel - la natura autoritaria e illiberale del regime del nuovo zar Vladimir Putin, impegnato, da sei anni ormai, nellultima guerra coloniale dEuropa, quella cecena: 45.000 bambini ceceni sterminati, la capitale Grozny rasa al suolo, 200.000 profughi (un quinto della popolazione totale); nonostante tutto questo, le truppe doccupazione russe controllano solamente un terzo del territorio. Di fronte al genocidio in corso, qualcosa finalmente si muove: per la prima volta, la Corte Europea dei diritti delluomo di Strasburgo ha condannato la Russia a risarcire alcuni cittadini ceceni; per la prima volta, lAssociazione delle madri dei soldati russi ha incontrato a Londra esponenti del legittimo governo ceceno, che ha lanciato un Piano di Pace che prevede lintervento dellONU. Occorre, qui ed ora, dare forza e voce a coloro che, allinterno della Russia, si battono per fermare una guerra atroce e senza sbocchi, che, in nome della lotta al terrorismo, terrorizza solamente la popolazione civile, fornendo sempre più proseliti ai fondamentalisti. N.B. Sul sito www.radicalparty.org è possibile sottoscrivere lAppello a sostegno del Piano di Pace in Cecenia. |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |