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ABORTO/BERLUSCONI/MPV – VIALE (radicali) “BERLUSCONI FAVOREVOLE A RU486. PERCHE’ I GIORNALI HANNO OSCURATO IL MESSAGGIO DEL CAVALIERE AL MPV?” |
Silvio Viale, dirigente radicale, coglie con favore che Silvio Berlusconi sia favorevole alla RU486, come si evince dal messaggio semi-clandestino inviato all’Assemblea del Movimento per la Vita, che i principali quotidiani hanno preferito oscurare. Silvio Viale ha diffuso la seguente nota: “Favorevole alla moratoria, contrario alle modifiche sulla legge 40, l’unica differenza tra Berlusconi e la lista “Aborto? No grazie” di Giuliano Ferrara è la RU486. Berlusconi non la cita, ma dice che si deve “applicare la legge 194 in tutte le sue parti”, quindi anche l’art. 15 e la RU486, che è sola cosa concreta delle polemiche di questi mesi.
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VIALE: Proposta a Giuliano Ferrara per un confronto su vita, aborto e RU486.
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Egr. Direttore,
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TIBET/TORINO/DOMANI MATTINA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO TIBETANO IN ESILIO VISITERA’, PRESSO LA SEDE RADICALE, LA MOSTRA FOTOGRAFICA “IN MARCIA PER IL TIBET”. |
Domani, sabato 29 marzo 2008, il presidente del Parlamento tibetano in esilio, Karma Chopel, accompagnato dall’on. radicale Bruno Mellano (coordinatore intergruppo parlamentare Tibet), visiterà alle ore 10:30, nella sede radicale di via Garibaldi n. 18, la mostra fotografica “In marcia per il Tibet”. Karma Chopel passerà poi a salutare i militanti radicali al tavolo sul Tibet dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (in via Garibaldi n. 14, dalle 10:30 alle 13:30); al tavolo saranno disponibili le bandiere tibetane. Alle ore 11:00 il Presidente del Parlamento tibetano sarà ricevuto nel Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri n. 15) dall’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet. Dichiarazione di Bruno Mellano (deputato radicale, coordinatore intergruppo parlamentare Tibet) e di Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani): “Di fronte a quello che è successo, che sta succedendo e che succederà in Tibet, ciascuno può fare almeno tre cose: 1) può prendere al tavolo radicale - o contattando l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta - una bandiera tibetana e farla sventolare alla finestra, al balcone di casa sua; quella bandiera è proibita in Tibet, la sua esibizione è punita con il carcere; 2) può far approvare dal suo Comune, dalla sua Provincia, dalla sua Regione un ordine del giorno simile a quello che il Partito Radicale Transnazionale ha inviato a 4.000 sindaci italiani e ai Presidenti di Province e Regioni; 3) può far aderire il suo Comune, la sua Provincia, la sua Regione all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte e che ha attualmente più di 150 membri in tutta Italia.”. Presso la sede dell’Associazione Aglietta (via Garibaldi n. 18, secondo cortile interno) è visibile tutti i giorni (tranne la domenica) la mostra fotografica “In marcia per il Tibet”, allestita a dicembre in concomitanza con la visita a Torino del Dalai Lama. |
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ABORTO/NOVARA/ DOMANI SIT-IN RADICALE DAVANTI A SEDE INCONTRO ELETTORALE CON GIULIANO FERRARA: “CONTRACCETTIVI? SI’, GRAZIE – RU486? SI’, GRAZIE – PILLOLA GIORNO DOPO SENZA RICETTA? SI’, GRAZIE”.
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Domani, venerdì 28 marzo, alle ore 11:00, Giuliano Ferrarà parteciperà a Novara ad un incontro elettorale della lista da lui capeggiata, “Aborto? No, grazie” (Consiglio di Quartiere Sud, Via Monte San Gabriele n. 50). Davanti alla sede dell’incontro, Nathalie Pisano (Comitato nazionale Radicali Italiani) e Michele Savino (rappresentante studenti per la libertà di ricerca scientifica dell’Associazione Luca Coscioni) volantineranno gli opuscoli sulla “salute sessuale” predisposti dal Dr. Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta). Pisano e Savino hanno dichiarato: |
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RADICALI/TORINO. PERSONE CON DISABILITÀ ED INTEGRAZIONE SCOLASTICA: SONO PIÙ DIFFICILI DA ABBATTERE LE BARRIERE SOCIO-CULTURALI CHE QUELLE ARCHITETTONICHE.
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Dopo aver appreso dai quotidiani locali della denuncia fatta dal padre di uno studente autistico di nove anni del Comune di Barbania nel Canavese, cui il Sindaco Giovanni Drovetti, a seguito delle lamentele di alcuni genitori, ha cancellato il parcheggio riservato davanti alla scuola, Domenico Massano (Giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (direzione nazionale Radicali Italiani e associazione Luca Coscioni, malato di distrofia muscolare), hanno dichiarato: “Il 28 dicembre 2007 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tale convenzione all'art. 24 impegna i vari Stati a garantire il diritto ad un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli, assicurando che nell'attuazione di tale diritto, per garantire la non discriminazione e le pari opportunità, “venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno”, intendendo per “accomodamento ragionevole” le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo, adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali. |
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FERRARA/RU486 – VIALE “RU486 INDICE DI CIVILTA’ E PROGRESSO. RINNOVA LA SFIDA AL FUTURO MINISTRO DEL PDL PER UN PUBBLICO CONFRONTO.” |
Silvio Viale, che da sette anni chiede l’introduzione della RU486 in Italia, replica a Giuliano Ferrara, che oggi approda a Torino nel suo tour elettorale anti-aborto. Ancora una volta Silvio Viale rilancia la sua sfida per un confronto pubblico sulla RU486, che Giuliano Ferrara continua a non accettare, rammaricandosi che non sia potuto avvenire oggi. Silvio Viale ha diffuso la seguente dichiarazione: “Leggo che Giuliano Ferrara ha dichiarato che, se fosse ministro della sanità, bloccherebbe la RU486. Vedremo. La demonizzazione della RU486, da lui definita “prezzemolo moderno”, esemplifica la debolezza della sua campagna anti-aborto, che si basa sulle cantonate propinate da Eugenia Roccella. La RU486 è un farmaco moderno, un indicatore di civiltà e di progresso scientifico. Essa riguarda gli aspetti tecnici e non quelli etici dell’aborto. Ferrara e Roccella, invece, fanno volutamente confusione per cercare di colpevolizzare le donne, oscillando continuamente dalla tesi dell’aborto facile a quella dell’aborto terribile, per limitare il diritto di scelta. Anche quando la RU486 sarà disponibile, nessuna donna sarà costretta a ricorrervi, potendo continuare a preferire l’aborto chirurgico, quello che Ferrara definirebbe un “frullatore moderno”. Mi sembra miseramente riduttivo per il futuro ministro del PDL che la grande questione dell’aborto si debba ridurre a valutazioni tecniche tra un “frullatore moderno” e il “prezzemolo moderno”. Sappia Ferrara che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la Food and Drug Administration (FDA) e l’Agenzia europea del farmaco (EMEA) considerano efficaci e sicuri sia il “frullatore moderno” che il “prezzemolo moderno”. Prendendo sul serio Ferrara gli rinnovo la sfida per un confronto pubblico tra me e lui dove, come e quando vuole. Mi rammarico che questo non sia potuto accadere oggi a Torino, ma non dispero per il prossimi giorni.. Nel frattempo, mi auguro che possa aprire gli occhi sulle bizzarrie del Roccella pensiero”
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UBRIACHI AL VOLANTE/RADICALI: TUTTI A STRACCIARSI LE VESTI MA NESSUNO SI E’ |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani): L’8 agosto 2007, all’entrata in vigore delle modifiche al codice della strada “per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione”, segnalai una grave incongruenza presente nei nuovi articoli 186 e 187 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada): l’art. 186 citato (“Guida sotto l’influenza di alcool”) prevede per chi rifiuta di sottoporsi all’accertamento del tasso alcoolemico – “salvo che il fatto costituisca reato” - solamente il pagamento di una multa (da 2.500 a 10.000 euro), la sospensione della patente di guida fino a due anni e il fermo del veicolo solamente se esso appartiene al guidatore fermato: non è previsto l’arresto, che è invece sancito per chi si sottopone all’etilometro e risulta avere un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro (mezzo litro di vino). Stesso discorso vale per il successivo art. 187 del Codice della Strada sulla “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”. Se non ha causato incidenti, il guidatore ubriaco perso o strafatto può, rifiutandosi di sottoporsi al test, evitare il carcere. Non mi pare una disposizione che “incrementi i livelli di sicurezza nella circolazione”; l’alternativa fra multa e carcere dovrebbe essere modulata meglio, magari prevedendo un mix fra sanzione amministrativa e penale che aumenti in caso di recidiva. Avevo segnalato la cosa al deputato radicale Marco Beltrandi (membro Commissione Trasporti), che si era impegnato a modificare il disegno di legge sulla sicurezza stradale in discussione in Parlamento; la fine anticipata della legislatura ha lasciato intatta una disposizione incredibile … ma invisibile per coloro che in questi giorni si stracciano le vesti nel nome della salvaguardia della vita dei “nostri giovani” …. |
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DIRITTO DI VOTO PER MALATI GRAVI E DETENUTI: ALCUNI DIRIGENTI RADICALI PIEMONTESI CHIEDONO UN INCONTRO AL PREFETTO DI TORINO Boni e Frezzato: “Contro la Costituzione, molti malati e molti detenuti non potranno esercitare il loro diritto di voto, a Torino come in tutta Italia” |
Alcuni dirigenti radicali piemontesi hanno inviato al Prefetto di Torino, Paolo Padoin, una lettera con richiesta urgente di incontro in seguito all’iniziativa nazionale lanciata nei giorni scorsi dalla Segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini e dal Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato. Dichiarazione di Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni – malato di distrofia muscolare) “Nella prossima tornata elettorale molti cittadini italiani saranno esclusi dal diritto di voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi da casa perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o malattia e di migliaia di detenuti che, pur non avendo perso i diritti civili, non possono votare per mancanza di informazioni, o per la materiale difficoltà a disporre della necessaria tessera elettorale. Su questo abbiamo chiesto un incontro urgente al prefetto di Torino, Paolo Padoin, per illustrare nel merito le nostre proposte e per verificare insieme quali possibili soluzioni possano essere predisposte - anche a livello locale - da qui al voto del 13 e 14 aprile. |
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RAVE PARTY/RADICALI: LEGALIZZARE “PILL TEST”, ESAME CHIMICO DELLE PASTICCHE. IN PARLAMENTO GIACENTE DA DUE ANNI PROPOSTA DI LEGGE (CAPEZZONE E ALTRI).
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Dichiarazione di Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani): “Dopo il ragazzo morto per overdose al rave party di Segrate, è possibile trovare qualche politico italiano interessato, non solo in campagna elettorale ma anche dopo, a proporre la legalizzazione in Italia almeno del “pill test”, l’analisi chimica delle pasticche, smerciate in grande quantità nei raves parties, per permettere ai consumatori di conoscere cosa ingoiano? |
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Lette le dichiarazioni dell’Avv. Laura Ferretti, Silvio Viale interviene per ricordare all’avvocato che nessun medico, in nessun caso, avrebbe praticato una IVG sulla minore contro la propria volontà, poiche la 194 non prevede l’aborto coatto. Silvio Viale ha divulgato la seguente nota: “L’avvocato ha sbagliato a divulgare la notizia e fa male a metterla in politica, perché il primo compito nostro, di medici, e suo, di avvocato, è di tutelare la ragazza e la sua salute psichica. L’avvocato sa bene che non vi era alcun pericolo che la minore fosse sottoposta ad aborto contro la propria volontà ed avere reso pubblica la storia attuale e quella della gravidanza precedente rischia di creare disagi e problemi futuri. Di fronte ad una minore, come professionisti, abbiamo l’obbligo di mettere da parte i nostri interessi personali. I guasti di una pubblicità inopportuna sono imprevedibili e incalcolabili. L’avvocato dice di non avere reso pubblico il nome, ma quante ragazze di quindici anni gireranno con il pancione per Pordenone o per qualche paese della provincia? Non si rende conto di avere trasformato in un “reality” le vicende privata di una minore e della sua famiglia alle prese con i propri problemi? Se davvero i genitori erano convinti di potere costringere la ragazza ad abortire, bastava fargli capire che non era possibile per legge, come mi è personalmente capitato di recente a Torino. Nel caso torinese, né io e né il movimento per la vita, entrambi a conoscenza del caso, abbiamo ritenuto di doverlo divulgare e strumentalizzare, nonostante le continue polemiche tra noi. Ed è proprio il riferimento al dibattito in corso, addotto dall’avvocato come giustificazione, che mi indigna, come non posso accettare quello alla libertà di stampa, che tradiscono la consapevolezza di chi sa che ha può giustificare l’allarmismo che ha creato. La legge italiana non prevede che i genitori possano ordinare l’aborto o che lo possa fare un giudice, salvo i casi di imminente pericolo di vita per la donna, nel qual caso è il medico che è obbligato ad intervenire senza badare all’eventuale obiezione. Credo che i giornali debbano dare, anche se tardivamente, un’informazione corretta perché hanno lasciato credere al lettore che in Italia sia possibile abortire per volontà dei genitori, contro la volontà della donna minore e con i medici esecutori obbligati. Non è così: senza la richiesta della minore non si procede. So perfettamente che sia possibile che la minore sia condizionabile dai genitori, ma è necessario sempre la sua firma ed il suo consenso in tutte le tappe che sono necessarie per compiere l’aborto. Nel 70% dei casi l’aborto avviene con il consenso dei genitori, mentre nel 30% dei casi la ragazza non vuole che i genitori lo sappiano o i genitori vogliono che sia il giudice ad autorizzare la minore a decidere per se stessa. Nella realtà i casi di minori che vogliono portare avanti la gravidanza contro il desiderio dei genitori sono sporadici, quasi sempre il risultato di una situazione conflittuale, e sono posti al centro delle attenzioni dei medici e dei servizi sociali dei comuni, a Torino come a Pordenone, Scatta una catena di protezione e di assistenza in un percorso che non riguarda solo la gravidanza ma l’intero progetto della minore. In ogni caso non vi è l’aborto coatto. N avvocato non può non saperlo e i giornali hanno l’obbligo morale di dirlo con chiarezza ai propri lettori, evitando suggestioni errate. La 194 su questo punto è chiara: basta leggerla.” |
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| Torino, 22 marzo 2008 ABORTO MINORE/PORDENONE - VIALE (radiacli) “NESSUN OBBLIGO DI ABORTO. L’ORDINE INTERVENGA PER CENSURARE L’AVVOCATO.” |
Silvio Viale, ginecologo al S.Anna di Torino ed esponente radicale, interviene sul caso della minore che non vuole abortire, nonostante il parere contrario dei genitori: “In Italia non c’è l’obbligo di aborto, nemmeno per una ragazza minorenne. Senza richiesta scritta della persona interessata (art.12) non si apre nemmeno alcuna procedura per l’IVG, a meno che vi sia un imminente pericolo di vita per la donna, che non è il caso della minore di Pordenone. Sono certo che i colleghi, che hanno dovuto affrontare il caso, hanno attivato tutte le risorse necessarie per assistere la minore nella sua scelta e nel proseguo della gravidanza. Ritengo, invece, ingiustificabile il comportamento di chi ha diffuso la notizia e, se sarà confermato che si tratta dell’avvocato, l’Ordine dovrà intervenire e la magistratura dovrà valutare il suo operato ai sensi dell’art. 21 della legge 194. In ogni caso, la volontà della minore deve essere accolta, qualunque sia la sua decisione finale e ogni ripensamento dovrà essere valutato. Se la “capacità di agire” di acquisisce a 18 anni, con la maggiore età, la “capacità di discernimento” si acquisisce molto prima e a 14-15 anni un minore può decidere per se stesso e deve essere informato delle procedure mediche. La necessità di acquisire il consenso dei genitori non può essere in contrasto con i desideri e gli interessi del minore e non può comportare un obbligo di trattamento, ma solo un consenso dei genitori al trattamento. Per quanto riguarda l’IVG, nel 68,6% l’assenso è dato dai genitori (l’83% in Friuli-Venezia- Giulia), nel 30 % è dato dal giudice, che emancipa la ragazza a decidere, (16,7% in Friuli-Venezia- Giulia) e nel 1,5% non è necessario per urgenza o per motivi terapeutici (nessun caso in Friuli-Venezia- Giulia nel 2005). Infine, occorre ricordare che per la legge l’emancipazione sessuale si acquisisce a 14 anni e che anche in caso di gravidanza, con tutti gli opportuni accertamenti, la minore ha il diritto di decidere per se stessa, di scegliere e, anche, di sbagliare, ma la scelta migliore rimane quella che lei fa per se stessa; non è detto che in fututo la consideri poi la migliore, ma questo vale per qualunque scelta.” |
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| Lette le dichiarazioni di alcuni candidati e di alcuni esponenti "cattolici" del PD sulla candidatura di Emma Bonino, Silvio Viale (Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) ha rilasciato la seguente dichiarazione: "E' chiaro che per motivi di parrocchia, tra i cattolici piemontesi c'è chi vuole remare contro le liste del PD. Dopo una storia di veti e insulti, tutt'altro che disinteressati, c'è chi crede di avere una licenza speciale per insultare e che altri abbiano il dovere di subire gli insulti. Non saremo certo noi ad alimentare atteggiamenti di intolleranza, preferendo privilegiare un comportamento ispirato alla lealtà e agli interessi della lista di cui facciamo parte. Emma Bonino è una risorsa da ultilizzare come simbolo unitario di garanzia e di equilibrio per tutte le componenti delle liste del PD, anche per chi rema contro. Mi auguro che anche gli altri capilista sappiano fare altrettanto. " |
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Torino, 22 marzo 2008
DROGHE/RADICALI TORINO: BERTINOTTI HA SCOPERTO ESISTENZA NARCOSALE ... COSA NON SI FA PER CERCARE DI RACCATTARE QUALCHE VOTO IN PIU’!
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Dichiarazione di Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “Siamo lieti di apprendere che il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha scoperto l’esistenza delle narcosale. Veramente Bertinotti le chiama “stanze del buco”, utilizzando il termine dispregiativo coniato da coloro che non vogliono che in Italia vi sia questo strumento di riduzione del danno, utilizzato nell’Europa più civile. Ma si sa, i neofiti sono soggetti a questi errori terminologici ... |
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Torino, 21 marzo 2008
TIBET/RADICALI TORINO: A PASQUA ESPONETE ALLA FINESTRA LA BANDIERA TIBETANA , PER LA LIBERTA ’ RELIGIOSA OVUNQUE NEL MONDO.
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Domani mattina apertura straordinaria della sede radicale. Domani, sabato 22 marzo, la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18, cortile interno) rimarrà aperta dalle ore 10 alle ore 13; in sede sono disponibili le bandiere tibetane ed è anche sempre visibile la mostra fotografica “In marcia per il Tibet”, che documenta la marcia attraverso le Alpi, da Nizza a Ginevra, compiuta da attivisti tibetani nell’estate del 2000; fra di loro anche il monaco Palden Ghiatzo, recluso per 33 anni nelle prigioni cinesi, che mostra gli strumenti di tortura impiegati dai suoi carcerieri. Dichiarazione di Bruno Mellano (deputato radicale, coordinatore intergruppo parlamentare Tibet) e di Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “In due giorni, partecipando ai comizi di Veltroni e alle manifestazioni pro Tibet, siamo riusciti a distribuire oltre 500 bandiere tibetane; altre sono a disposizione nella nostra sede. E’ possibile, pertanto, per centinaia di cittadini esporre la bandiera alla finestra, ai balconi, almeno il giorno di Pasqua; nella ricorrenza culminante della cristianità, sarebbe un modo concreto, alla portata di tutti, per testimoniare la volontà di affermare e garantire la libertà religiosa in Tibet, in Cina, nel Vietnam dei montagnard cristiani, ovunque essa è negata e calpestata.”. |
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Torino, 21 marzo 2008 FETI E EMBRIONI PER RICERCA – VIALE “PREGIUDIZIO ANTIABORTISTA SU SCIENZA E’ UNA VERGOGNA PER LA MEDICINA.” |
Silvio Viale ha diffuso la seguente nota: “Quello del Comitato etico del Policlinico è la pretesa di un pregiudizio antiaborista sulla scienza. Le donne che abortiscono non hanno bisogno di una ulteriore giustificazione morale perché sanno bene di fare la scelta migliore per se e per la propria famiglia. Permettere che gli embrioni e i feti siano utilizzati per la ricerca è un gesto etico di alto significato civico, come quello di lasciare il proprio corpo per fini di ricerca. La decisione del sedicente Comitato etico del Policlinico di Milano tradisce la convinzione che le donne debbano soffrire per il loro peccato, fisicamente e psicologicamente, e che si debba vietare qualunque cosa che possa alleviarne loro la sofferenza. Un comitato che vuole negare qualsiasi forma consolatoria, sperando di acuire la persecuzione e i sensi di colpa è una vergogna per la medicina. Con lo stesso principio si potrebbe giungere a ritenere che occorra evitare gli antidolorifici e l’anestesia considerati un incentivo morale all’aborto, cosa che probabilmente pensano anche per la RU 486.
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“Il desolante lapsus di Santoro “la RU486, cioè la pillola del giorno …” mette bene a nudo le difficoltà del giornalismo italiano sui temi della scienza, tutto teso a privilegiare lo scandalo piuttosto che l’informazione.” Questo il commento di Silvio Viale, il ginecologo radicale che da anni si batte per “l’introduzione della RU486”, per l’abolizione della ricetta per la “pillola del giorno dopo” e per una piena applicazione della 194. “E’ davvero avvilente che, dopo anni di polemiche, persino Santoro confonda la RU486 con la pillola del giorno dopo. Eppure decine di inchieste giornalistiche hanno mostrato come arroganza ed ignoranza medica continuino a negarla a molte donne. Così, un sornione Pezzotta ha detto che pillola del giorno è abortiva, pur aggiungendo “per noi”, come se fosse un atto di fede; viceversa è scientificamente dimostrato che non agisce sull’ovulo fecondato, cioè non è abortiva nemmeno nel senso di impedirne l’impianto in utero, come si pensava un tempo.
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Dichiarazione di Bruno Mellano, deputato radicale e coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet
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Torino, 20 marzo 2008.
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Dichiarazione di Silvio Viale sulle continue esternazioni dell’On. Eugenia Roccella:“Eugenia Roccella diventa deputata grazie a me e alla RU486. Dovrebbe ringraziarci, invece di continuare a diffondere notizie imprecise sulla RU486. Le registrazione è un atto dovuto ed è supportata dalle evidenze delle agenzie farmacologiche di tutti i paesi occidentali in cui è registrata. L’agenzia europea del farmaco (EMEA) ha confermato nel 2007 l’efficacia e la sicurezza del farmaco: non temo alcun confronto sul piano scientifico, su quello sanitario e per quanto riguarda la 194. 1) non è vero che sono stato rinviato a giudizio; è possibile che lo sia, ma al momento non sono rinviato a giudizio; un’analoga indagine nei confronti del Prof Nicolini per aborti medici al Buzzi di Milano è stata archiviata; l’indagine che mi vede coinvolto è iniziata nel gennaio del 2006 e confido nell’archiviazione. 2) non è vero che ci sono 16 morti per RU486; nell’elenco Eugenia Rocella mette casi diversi che non c’entrano tra loro; i casi di morte per aborto medico e chirurgico sono sporadici e non implicano una modifica di atteggiamento verso la RU486; sono inferiori ai casi di morte per gravidanza (alcune decine ogni anno in Italia); il rischio di 0,8 per 100.000 negli USA è analogo a quello di aborto spontaneo ed è nettamente inferiore a quello per gravidanza che è di 10 per 100.000; ripetere che il rischio di morte per l’aborto medico è dieci volte superiore a quello di aborto chirurgico e un’operazione truffaldina, se non si aggiunge che è estremamente basso; per confronto 1 per 100.000 è il rischio di una donna di essere assassinata, mentre il rischio di morire in un incidente automobilistico è molto più alto; la FDA e l’EMEA hanno escluso u nesso causale tra le morti segnalate per sepsi da Clostridium e la RU486. 3) non è vero che l’aborto dura tre giorni, poiché i sintomi sono legati alla prostaglandina che si assume il terzo giorno e si limitano al periodo espulsivo, alcune ore; se l’aborto avviene dopo la RU486, prima della prostaglandina, i sintomi sono uguali a quelli dell’aborto spontaneo; nei due terzi dei casi i sintomi sono minori, analoghi o poco superiori a quelli di un flusso mestruale; in un terzo dei casi sono più forti ma sopportabili con un antidolorifico. 4) non è vero che l’aborto chirurgico sia indolore; nei giorni successivi il dolore e i sintomi possono essere importanti, indipendentemente dai “chimici” utilizzati; si utilizza un chimico, una prostaglandina, per favorire l’intervento, i cui sintomi possono persistere per alcune ore; si utilizza un’anestesia chimica, che è un antidolorifico; si danno chimici per contrarre l’utero alle dimissioni; le complicazioni sono misconosciute da un sistema che abbandona le donne dopo le dimissioni. Rinnovando la sfida su tutt i temi dell’aborto con Ferrara e la Roccella invito il mondo politico a non farsi turlupinare dalle frottole e dalle mistificazioni della Roccella, più o meno avallate da medici anti-abortisti che non hanno mai fatto aborti. |
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La veglia di Amnesty si terrà domani, mercoledì 19 marzo, dalle ore 21:00 alle ore 23:00, a Torino, in Piazza San Carlo. |
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Torino, 16 marzo 2008 |
In occasione dell’arrivo in Piemonte del “giro dell’Italia nuova” guidato dal candidato premier Walter Veltroni, i Radicali parteciperanno alle manifestazioni del partito Democratico con le bandiere del Tibet. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale) e Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani) |
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Silvio Viale, ginecologo e membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, che domani sarà a Genova per tenere una conferenza stampa davanti all’ospedale Gaslini alle ore 12:15, ha rilasciato la seguente dichiarazione: |
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| Silvio
Viale, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
e della Direzione Nazionale dellAssociazione Luca Coscioni, ha dichiarato
quanto segue sulla provocazione di Ferrara Unaltra ignobile speculazione, dopo il Klinefelter che non ha.. E ormai chiaro come Ferrara sia disposto qualsiasi bassezza pur di promuovere la sua lista e la sua strampalata moratoria sugli aborti. E talmente preso dal suo misticismo fustigatore che non si rende nemmeno conto che quello che è fallito a Genova è proprio il metodo Ferrara, silenziosamente applicato dal binomio Curia-Burlando. Lo scandalo è che nei principali ospedali genovesi i ginecologi debbano dichiararsi obiettori per potere lavorare. Burlando non può cavarsela con qualche frase di rito: quanto la 194 e lapplicazione della legge siano cari a Burlando, lo dimostra il fatto che persino i dati sullobiezione di coscienza in Liguria risalgono al 1999. Tornando a Ferrara, che non ha la sindrome di Klinefelter, voglio dire a Ferrara che non vi è differenza tra le motivazioni di una subrette televisiva e quelle di tutte le altre donne che abortiscono: esse riguardano il proprio lavoro, la propria famiglia, le proprie aspirazioni, le proprie relazioni e, in sintesi, la vita propria e quella dei propri cari. Laborto per una donna implica tante cose, che Ferrara non vuole e non può capire, perché tra tutte le provocazioni che potrà escogitare cè ne una che non potrà mai fare, non potrà mai abortire. La storia di Genova, indipendentemente da quella personale del collega Ermano Rossi, riguarda storie di donne normali e la storia di una legge che non è applicata e che molti vorrebbero applicare proprio contro le donne. Occorre quindi utilizzare laggettivo giusto per le provocazioni di Ferrara, che è ignobile, perché si tratta di una speculazione volgare e indegna per chiunque ami la libertà e la verità. Che donne normali ritengano di dovere ricorrere ad aborti illegali, nellindifferenza delle istituzioni che dovrebbero garantire lusufruibilità della legge, è una vergogna per lItalia sulla quale occorre meditare. Alla fine della storia, non mi stupirei se proprio Ermanno Rossi risultasse essere un eroe positivo. Silvio Viale |
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| Dichiarazione
di Bruno Mellano (deputato radicale), Giulio Manfredi (giunta di segreteria
Radicali Italiani) e Alessandro Rosasco (Comitato nazionale Radicali Italiani): E vergognoso che solo dopo tragedie personali si parli del fenomeno dellobiezione di coscienza, che rappresenta in tante regioni italiane, al Nord come al Sud, un vero e proprio boicottaggio nascosto allattuazione della legge 194, una negazione tanto presente quanto sotterranea del diritto di scelta delle donne. Il 4 ottobre 2007, il ministro della Salute ha presentato in Parlamento la Relazione sullattuazione della legge 194; la Tabella n. 28, allegata alla relazione, offre un quadro allarmante del fenomeno dellobiezione di coscienza nelle varie regioni italiane (media nazionale ginecologi obiettori: 58,7%); ma i dati forniti dalla Regione Liguria risalgono al 1999! Solo la Campania ha dati così vecchi, ma, su un totale di 19 regioni e 2 province autonome, solamente 8 regioni hanno comunicato dati attendibili aggiornati allanno 2005. I dati liguri disponibili sugli obiettori (51,5% fra i ginecologi; 53,6% fra gli anestesti; 26,1% fra gli infermieri) sono chiaramente sottostimati, vista la situazione che emerge dalle inchieste giornalistiche di questi giorni. Rispetto, poi, alla quantificazione degli aborti clandestini, il ministro Turco se la cava, nella presentazione della Relazione, con queste righe striminzite: Da alcuni anni non è stato più possibile applicare il modello matematico per la stima degli aborti clandestini perché lerrore sulla stima è dello stesso ordine di grandezza della stima stessa e per il contributo sempre più importante delle cittadine straniere che altera i parametri da inserire nel modello . Il 16 ottobre 2007, presentai, assieme alla collega Donatella Poretti, uninterrogazione (3/01337) per sapere dal ministro della Salute, fra laltro: perché la maggioranza delle regioni fornisce da anni, relazione dopo relazione, dati sugli obiettori vecchi, non corretti, incompleti; una valutazione politica su fenomeno degli aborti clandestini, non essendo sufficienti le righe citate, degne di uno statistico più che di un ministro. Nonostante tre solleciti, la nostra interrogazione è ancora in attesa di risposta; e, a dirla tutta, il ministro della Salute è già inadempiente anche per quanto riguarda la Relazione di questanno, poiché larticolo 16 della legge 194/78 prevede che tale Relazione sia presentata entro il mese di febbraio di ogni anno. Al cittadino non far sapere . Mellano N. B. La Relazione annuale sullattuazione della legge 194/78 è disponibile a questi link: http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_679_allegato.pdf http://www.ministerosalute..it/pubblicazioni/ppRisultatiRP.jsp Vedi anche: http://www.associazioneaglietta.it/ru486.html |
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Silvio Viale, il ginecologo torinese promotore della RU486 in Italia,
interviene sulla vicenda genovese che ha portato al suicidio il collega
Ermanno Rossi. Silvio Viale, la cui candidatura è stata al centro di veti e polemiche da parte di alcuni cattolici del PD proprio per il suo impegno sulla 194, ha diffuso la seguente dichiarazione: Qualunque siano i contorni giudiziari della vicenda, una cosa è certa: Ermanno Rossi è vittima della non applicazione della 194. E vittima dellipocrisia di chi ha relegato gli aborti ai margini della sanità, di chi affronta il tema solo per porre ulteriori ostacoli alle donne, di chi riduce la 194 alla lettura dei due primi articoli, di chi ha abbandonato le donne e gli operatori, di chi ha fatto dellaborto un nuovo tabù e di chi non ha il coraggio di affrontare i reali problemi della 194. Le polemiche a senso unico contro le donne che abortiscono, contro i medici che fanno aborti, contro la RU486 contribuiscono a creare un clima di diffidenza verso le procedure della 194 ed inducono i medici allobiezione di massa, senza che vengano predisposti i necessari interventi. Se è vero che nessuno decide di rimanere in cinta per abortire, che nessuno vuole abortire, è altrettanto vero che quando una donna ha deciso vuole farlo presto, senza aspettare che la gravidanza cresca dentro. Oggi lattesa è mediamente di un mese e lurgenza prevista dallultimo comma dellarticolo 8 della 194 non è rispettata. Allo stesso modo, non è mai stata attuata alcuna politica per garantire il personale necessario, senza penalizzare i non obiettori, prevista dallart. 9. No credo di avere mai conosciuto direttamente il collega Ermanno Rossi, ma non ci casco nel trabocchetto di chi mi vorrebbe schierato contro il medico obiettore che fa aborti, perché so quanto grande sia il travaglio e i compromessi che ognuno di noi deve accettare, so bene quali siano le difficoltà delle donne che si rivolgono al ginecologo senza sapere e senza chiedersi se sia un obiettore o meno.Alla sua famiglia va il mio cordoglio personale e di ciò che rappresento. La sua morte è un momento triste per tutti i ginecologi italiani, una sconfitta per tutti noi, ma è anche un atto di accusa verso lipocrisia chi non vuole e non sa affrontare i temi della 194, della prevenzione, della contraccezione e dellinformazione sessuale. Il veto sul mio nome nelle liste del PD è parte di questa ipocrisia, come lo sono gli ostacoli pretestuosi alla RU486 e linsipienza degli esperti della Commissione per la salute delle donne, il cui piano strategico brilla per incompetenza e mancanza di coraggio. Silvio Viale |
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| Mellano
e Boni: Tra Piemonte ed Emilia Romagna vi è un divario inaccettabile.
Siamo in ritardo di decine di anni. Chiediamo allAssessore Taricco
di promuovere innovazione Mentre la Regione Emilia Romagna, con in testa lAssessore allAgricoltura Tiberio Rabboni, sperimenta e utilizza diffusamente tecnologie di irrigazione avanzate che consentono agli agricoltori di ricevere via sms un messaggio su quanto e quando irrigare, in relazione a precipitazioni e condizioni del terreno; in Piemonte proseguono le pratiche dellirrigazione a scorrimento e a sommersione, le più dispendiose in termini di spreco della risorsa. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale) e Igor Boni (Segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) In questo caso basterebbe copiare. Sarebbe sufficiente trasportare lesperienza emiliano-romagnola in Piemonte per dare un incentivo verso linnovazione in agricoltura e nelle pratiche irrigue. Per questo chiediamo con forza allAssessore allAgricoltura Mino Taricco di proporre subito un incontro bilaterale con le strutture dellEmilia Romagna. Si possono promuovere bandi e finanziare la rottamazione dei vecchi sistemi irrigui per sostituirli con tecnologie avanzate che oggi comunemente vengono utilizzate in gran parte dellarea mediterranea. E possibile che si parli di tutto questo solo durante le inevitabili emergenze? Non sarebbe opera di governo, di progetto, di pianificazione e programmazione, cominciare seriamente ad occuparsene in un ottica di medio e lungo periodo? Lo stiamo denunciando e proponendo ormai da anni, inascoltati: occorre riformare radicalmente la politica agraria a cominciare dal settore irriguo. E per farlo sono necessari finanziamenti e volontà politiche che attualmente purtroppo non ci sono, a parte leccezione recente dellEmilia Romagna. Mellano Boni |
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| Silvio
Viale, ginecologo ed esponente radicale, dal corteo di Torino interviene
sulla relazione della Commissione Salute del ministro Livia Turco: Certo che è giusto dare gratis le pillole, ma la relazione della Commissione Salute del ministro Livia Turco è davvero deludente. Le pillole erano già gratis anni fa e non è certo il costo di 3-4 euro a confezione che ne disincentiva luso. Il punto è che saranno gratuite solo quelle che sono già attualmente dispensate dal SSN al costo del semplice ticket, mentre quelle più costose, più pubblicizzate, più prescritte e più richieste continueranno ad essere pagate 11-15 euro. In pratica si elimina il ticket, ove questo è previsto dalle Regioni. Credo che le pillole dispensate gratuitamente dal SSN rappresentino circa un terzo del mercato. Se non si renderanno gratis anche le altre pillole, concordando un prezzo più basso con le aziende, la proposta rischia di essere mera propaganda. Una proposta alternativa potrebbe essere quella di garantire la gratuità di tutte le pillole alle giovani, affinché labitudine ad utilizzarla sia mantenuta anche dopo, quando la potranno pagare. La questione è culturale ed è legata ai tabù della classe politica italiana. I membri della Commissione non possono non sapere che nei paesi nordici, dove cè più contraccezione, si fanno più figli e si fanno più aborti, esistendo varie fasce di consapevolezza. Purtroppo, limprinting cattolico alla discussione impedisce un approfondimento laico e scientifico, per cui si parla di troppi aborti proprio nel paese che ne ha il numero minore, ma che ha anche i più bassi tassi di natalità e di contraccezione, a conferma di un disinteresse generale. Sulla pillola del giorno dopo, la Commissione si limita a confermare in ritardo quello che già facciamo al S.Anna di Torino, cioè lattribuzione del codice verde, che non comporta pagamenti ulteriori di ticket, che in alcuni casi arrivano fino a 50 euro. Lespansione della disponibilità della pillola del giorno dopo (da assumere al più presto senza aspettare il giorno dopo) è un modo efficace per ridurre le gravidanze indesiderate, Come è ormai dimostrato, non è un abortivo e non è vero che blocca limpianto dellovulo fecondato, come erroneamente molti continuano a dire. Da una commissione competente ci si sarebbe atteso la proposta di abolire la ricetta, come è avvenuto in molti paesi europei e come avevo chiesto al ministro in occasione dell8 marzo 2007. La contraccezione di emergenza non ha controindicazioni, non ha bisogno di visite mediche ed è classificata dallOMS senza limitazioni duso. Lidea di dare gratis le pillole è un piccolo passo avanti, ma chissà quanto dovremo aspettare perché la materia sia affrontata da veri esperti, senza vincoli e pregiudizi politici. Silvio Viale |
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| Silvio
Viale, ginecologo ed esponente radicale, interviene sul documento del
Consiglio Superiore di Sanità (CSS) Per le Cure Perinatali
nelle Età Gestazionali Estremamente Basse: Altro che saggi! Il documento lascia ambiguità non risolte. In primo luogo non affronta il tema della possibilità di vita autonoma (legge 194), entrando nel merito della differenza tra possibilità di vita autonoma e non autonoma. Di fatto suggerisce, come confine, le 22 settimane + 0 giorni, ma non ha il corgggoo di affermarlo e subordina gli interventi rianimatori alla valutazione delle condizioni cliniche, senza definirle. In pratica è il medico che deve decidere se assicurare le appropriate manovre rianimatorie, comè già adesso. Mi chiedo, quindi, a cosa serva una commissione di 45 saggi, se non è in grado di assumersi la responsabilità di una posizione chiara. Un altro esempio ambiguo è la frase Al neonato saranno comunque offerte idratazione ed alimentazione compatibili con il suo quadro clinico e le altre cure compassionevoli, che sembra essere inserita apposta per ribadire il concetto di parte della bioetica cattolica che lalimentazione e lidratazione non sono terapie e che, quindi, non sono rifiutabili. Anche i riferimenti allaccanimento terapeutico e alla dignità della persona sono ambigui, poiché in caso di cure inefficaci non implicano uno stop, ma la tutela del suo potenziale di sviluppo e della migliore qualità di vita possibile. Infine, incredibilmente, nel documento manca tutta la parte sullobbligo di informare la madre in previsione di un parto estremamente prematuro prima che si giunga alla soglia di vitalità, soprattutto in casi di patologia, quando è ancora possibile un aborto terapeutico. Lassenza di tale previsione è indubbiamente una lacuna, che si somma alle altre, e fa ben capire come la discussione abbia evitato di affrontare le vere questioni sul tappeto. Se questi sono i saggi, evitiamo di perdere tempo. |
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| La
conferenza stampa si è svolta a mezzogiorno presso la Sala Matrimoni
del Municipio di Torino. Il primo intervento è stato quello di Igor Boni (segretario Associazione Radicale A. Aglietta): Siamo qui per due motivi: ricordare, innanzitutto, che il 4 marzo 1978 la segretaria del Partito Radicale Adelaide Aglietta (prima donna in Italia a rivestire tale carica) accettava la funzione di giudice popolare al processo al nucleo storico delle Brigate Rosse, che iniziò a Torino il successivo 9 marzo e terminò il 19 giugno 1978. Prima di Adelaide erano stati estratti a sorte 122 cittadini torinesi; solo in 7 avevano accettato, gli altri avevano rifiutato adducendo motivi di salute. Dopo il SI dellAglietta, la giuria è completata in breve tempo e il processo può iniziare. In secondo luogo, siamo qui per iniziare liter istituzionale della richiesta di intitolazione di una via o di una piazza di Torino ad Adelaide Aglietta, una grande torinese, una grande italiana.. Ha poi preso la parola Francesco Salinas (consigliere comunale Sinistra Arcobaleno, primo firmatario della richiesta di intitolazione della via): E doveroso ricordare la figura dellAglietta, che in tutte le rievocazioni degli anni di piombo è sistematicamente censurata. Adelaide è stata una modernissima donna politica che si è spesa nel costruire ponti fra persone, fra culture. Un esempio ancora oggi attuale. Pertanto, pur non essendo ancora trascorsi dieci anni dalla sua morte, avvenuta il 20 maggio 2000, è del tutto giustificabile la procedura straordinaria prevista dalla legge (art. 4 della L. 23 giugno 1927, n. 1188) per intitolarle una via o una piazza di Torino. Boni, ricollegandosi a quanto detto da Salinas, ha ricordato come anche nellultimo libro di rievocazione pubblicato dalla Regione Piemonte non compare il nome di Adelaide Aglietta; a parziale risarcimento, lAssessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, si è impegnato a finanziare la ristampa del libro Diario di una giurata popolare al processo alle Brigate Rosse (Milano Libri, 1979, prefazione di Leonardo Sciascia), in cui lAglietta riversò la sua esperienza. Paolo Aglietta (fratello di Adelaide): Ricordo il grande spavento che la decisione di Adelaide produsse nella nostra famiglia, una classica famiglia della borghesia torinese. Mia sorella affrontò la prova con determinazione e dignità, la stessa determinazione e dignità con cui affrontò dieci anni dopo, e per i successivi 12 lunghi anni, la malattia, il dolore, la chemioterapia. In quel periodo frequentai medici e ospedali e sono contento di vedere che il Partito Radicale si batte ancora oggi per la dignità e il rispetto dei malati, di tutti e di ciascuno. Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani): Per ragioni anagrafiche non ho conosciuto Adelaide Aglietta. E stata non solo la prima donna segretario di partito ma anche la prima donna presidente di un gruppo parlamentare. Si è battuta allora per strappare dei brandelli di informazione sulle iniziative radicali, mentre giornali e tv davano alle imprese criminali dei terroristi il massimo risalto e spazio. Ora noi dobbiamo lottare per non veder cancellata la sua memoria.. Gianluigi Bonino (co-presentatore richiesta di intitolazione della via): La nostra iniziativa cerca di non far scendere il silenzio su coloro che si batterono contro laberrazione terroristica. Intitolare una via è qualcosa che resta nel tempo, non è una cosa banale. E vero, Adelaide Aglietta è stata una grande donna torinese e deve essere finalmente ricordata dalla sua città; con Salinas lavorerò per accelerare i tempi dellaccoglimento della nostra richiesta. Silvio Viale (presidente Associazione Radicale A. Aglietta): La decisione di fare la giurata popolare rappresentò un atto di senso civico senza pari. Ricordiamo il contesto: un anno prima era stato ucciso dalle BR a Torino lavvocato Fulvio Croce (presidente dellOrdine), colpevole unicamente di voler assicurare ai brigatisti sotto processo quella difesa garantita a tutti dalla Costituzione. Il 10 marzo 1978 le Brigate Rosse uccidono a Torino il maresciallo Rosario Berardi. Il 16 marzo 1978 le BR sequestrano Aldo Moro e sterminano la sua scorta. Non appena viene sorteggiato il nome di Adelaide, i suoi colleghi segretari di partito (tutti sono deputati, tranne quello radicale, che per statuto non lo poteva essere) dichiarano alla stampa: Io accetterei subito!. Pochi giorni dopo, voteranno compatti alla Camera contro un emendamento radicale che voleva togliere la dispensa ai parlamentari di svolgere la funzione di giudice popolare. Ringrazio i consiglieri comunali che hanno preso liniziativa della via; sarebbe bello se si riuscisse a portarla in porto entro maggio, nellottavo anniversario della scomparsa di Adelaide. |
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| Silvio
Viale, che domani sarà presente al corteo dell8 marzo a Torino
con i compagni radicali, ha rilasciato la seguente dichiarazione: Leggo che il Movimento per la Vita chiede addirittura un decreto legge per bloccare la RU486, tirando in ballo la questione delle morti, e attacca lAIFA per avere censurato la notizia di tali decessi in un articolo pubblicato a ottobre. Evidentemente non devono aver letto larticolo, ma essersi limitati alle drammatizzazioni della coppia Eugenia Roccella e Assuntina Morresi, poiché lAIFA non censura affatto le morti per sepsi da Clostridium; dedica loro un capitolo. Larticolo, addirittura reperibile on line (http://www.agenziafarmaco.it/allegati/04_aggiornamenti.pdf ), sintetizza in questo modo la posizione della FDA (Food and Drug Administration): Laggiornamento dellagosto 2007 da parte della FDA riporta, in merito agli esiti fatali, per gli Stati Uniti, a partire dal 2000, sei casi di morte per sepsi, cinque attribuiti al Clostridium sordellii e uno al Clostridium perfringens. La nota conclusiva del documento sottolinea come ad oggi si ritiene che i benefici legati allutilizzo della molecola superino i rischi. Se cè stata una censura da parte dellAIFA, essa riguarda la posizione dellAgenzia europea del farmaco (EMEA), che nellarticolo non è riportata. Nellapprovare le nuove indicazioni per il mifepristone (Ru486), nel 2007, lEMEA afferma che si tratta di rarissimi di shock tossici letali causati da Clostridium sordellii e conclude che il nesso potenziale con limpiego di mifepristone debba essere escluso. Per quanto riguarda gli altri decessi sotto accusa, che i contrari alla RU486 ripetono a ciclostile, si tratta di casi eterogenei che non modificano il giudizio sulla RU486. Se è vero che la mortalità per aborto medico, analoga a quella per aborto spontaneo, è 10 volte maggiore a quella per aborto chirurgico, occorre onestamente dire che si tratta di rischi bassissimi, 0,8 per 100.000 e 0,1 per 100.000, praticamente trascurabili in medicina e nella vita quotidiana. Il rischio di morire per RU486 è lo stesso rischio che una donna ha di essere assassinata (1 per 100.000), è minore a quello di morire in automobile ed è inferiore al rischio di mortalità per il Viagra (5 per 100.000 prescrizioni). Il rischio di morire per aborto è, poi, notevolmente inferiore al rischio di morire in gravidanza che è di 10 per 100.000, con la paradossale conseguenza che la gravidanza comporta un rischio di morte di 10 e 100 volte superiore ad abortire.. La questioni delle morti viene usata come un argomento da ultima spiaggia per creare confusione e tentare di bloccare la registrazione del farmaco, agendo sullemotività. Una mossa disperata, visto che si tratta di una procedura europea e che largomento morti da RU486 non ha funzionato in Europa e nemmeno negli USA. Sulla RU486 non temo alcun confronto e, quindi, rinnovo la mia sfida al MPV, a Ferrara e al duo Roccella-Morresi di un dibattito pubblico sulla RU486, sugli effetti collaterali e sulle complicazioni, comprese quelle che loro definiscono lelenco delle morti da RU486. |
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| Dichiarazione
di Bruno Mellano (deputato radicale) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria
Radicali Italiani): Le dichiarazioni rilasciate oggi alle agenzie dallAD di Enel, Fulvio Conti, sembrano quelle di un portavoce di Gazprom: in Russia tutto va per il meglio, la politica energetica russa non cambierà ed è orientatata già oggi alla liberalizzazione dei mercati, quella fra Enel e Gazprom è una lunga storia damore. Come pegno di questo amore, Conti darà allamata Gazprom una quota in una centrale elettrica italiana. Lavevamo detto e ne abbiamo conferma ogni giorno: ENI ed ENEL agiscono come veri e propri cavalli di Troia per permettere a Gazprom (controllata al 51% dal regime russo, che ha solo sostituito lex funzionario del KGB Putin con il tecnocrate presentabile Medvedev) di entrare nel nostro Paese e condizionare la politica energetica italiana. ENI ed ENEL hanno assunto - avendo peraltro molta più influenza - lo stesso ruolo che sta svolgendo lex premier tedesco Scroheder, oggi factotum di Gazprom per il gasdotto che, passando sotto il Baltico, unirà Russia e Germania, saltando Polonia e Ucraina, refrattarie alle infiltrazioni russe. LENI sta lavorando con Gazprom al gasdotto South Stream per bypassare Ucraina e Polonia a sud, completando così laccerchiamento. Su tutto questo il governo italiano, ancorché dimissionario, non ha proprio nulla da dire? E i partiti inseriranno magari la politica energetica fra le questioni da dibattere in campagna elettorale o continueranno a delegare il compito a tecnocrati come Conti, certamente più attenti agli interessi di bilancio a breve termine della loro azienda (le assemblee dei soci sono prossime) che agli interessi geopolitici futuri sia dellItalia sia dellUnione Europea?! |
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| La
conferenza stampa si terrà domani, venerdì 7 marzo, a mezzogiorno,
presso la Sala Matrimoni del Municipio di Torino (via Milano n. 1, secondo
piano, fronte Sala Rossa). Interverranno: - Paolo Aglietta (fratello di Adelaide); - Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) - Francesco Salinas e Gianluigi Bonino (consiglieri comunali, presentatori della richiesta al Comune di Torino di intitolazione di una via ad Adelaide Aglietta). Saranno presenti anche Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani).Torino, 6 marzo 2008N. B. Il 4 marzo 1978 Adelaide Aglietta (segretaria del Partito Radicale, prima donna in Italia a rivestire tale carica) accetta di far parte della giuria popolare del primo processo alle Brigate Rosse di Renato Curcio e Alberto Franceschini, in una Torino chiusa nella paura e nella violenza: prima di Adelaide, 132 cittadini torinesi avevano rifiutato lincarico per motivi di salute. Lallora segretario del PCI di Torino, Giuliano Ferrara, faceva distribuire nei quartieri dei questionari per incitare i cittadini a denunciare eventuali comportamenti sospetti dei loro vicini di casa. |
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Mellano
E Boni: Lagricoltura piemontese e lombarda, responsabilmente,
devono iniziare una conversione dei sistemi di irrigazione e, in parte,
anche delle colture |
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| Boni
e Manfredi (radicali): Al di là del rischio vero o presunto
per i nostri rifornimenti di gas, è evidente quanto da noi denunciato
in più occasioni e dichiarato oggi da Bronislaw Geremek al Sole
24 ore: Gazprom è lo strumento della politica imperiale di
Mosca Gazprom annuncia che l'Ucraina ridurrà entro le prossime 24 ore le forniture di gas verso l'Europa a causa dei tagli decisi dalla Russia. Il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha assicurato invece che l'Ucraina non ridurrà le forniture di gas all'Europa. Di fronte allennesima querelle energetica con la Russia, Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) hanno dichiarato: Al di là del rischio vero o presunto di vedere ridotto il quantitativo di gas che giungerà in Europa e in Italia, è evidente quanto da noi denunciato in più occasioni e ribadito con forza oggi, sul Sole 24ore, da Bronislaw Geremek (ex-dissidente polacco, ex ministro degli Esteri, storico e oggi eurodeputato liberale): Gazprom è lo strumento della politica imperiale di Mosca, nei confronti innanzitutto dei destinatari delle centinaia di milioni di metri cubi di gas che estrae ed esporta. Detto fatto: il neo Presidente Dmitry Medvedev (ex Presidente di Gazprom), dando piena attuazione alle minacce russe per costringere lUcraina a saldare i suoi debiti, ha tagliato a Kiev il 50% dei quantitativi di gas; per garantire il proprio fabbisogno, gli ucraini potrebbero essere tentati di utilizzare parte del gas destinato allEuropa. E lennesimo atto di una crisi energetica che mette in luce le gigantesche difficoltà che in primo luogo riguardano il nostro Paese, che importa dalla Russia il 26% del gas necessario. Geremek pone laccento sulla necessità per lEuropa di diversificare le fonti di approvvigionamento, per allentare il cappio che Gazprom sta stringendo intorno alle nostre teste; la stessa preoccupazione era stata avanzata, circa un mese fa, sul Corsera dal Commissario Europeo per lEnergia, Andris Piebalgs. Geremek è polacco, Piebalgs è lettone; conoscono bene, avendoli combattuti, la mentalità, i metodi e le mire imperiali del Cremlino. Aggiungiamo la nostra modesta voce alle loro: dobbiamo al più presto attuare una inversione di rotta, differenziando geograficamente le nostre importazioni (completando la realizzazione di 3 o 4 rigassificatori), differenziando il più possibile le fonti, incentivando risparmio energetico ed energie rinnovabili. E una politica lungimirante di medio e lungo periodo, purtroppo non adatta al panorama politico italiano, impegnato a rincorrere le convenienze del momento ... soprattutto a 40 giorni dalle elezioni. Boni Manfredi |
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| Oggi
la Regione Emilia Romagna ha concluso liter per istituire la figura
del Garante Regionale dei detenuti; affiancherà i garanti comunali
di Bologna e di Ferrara, resterà in carica 5 anni e sarà
nominato, entro lestate, dal consiglio regionale. In Italia già le Regioni Lazio, Campania, Veneto, Sicilia, Puglia e Umbria si sono dotate di figure istituzionali come il Garante dei detenuti o Difensore Civico per le persone prive di libertà. Le Regioni Piemonte, Liguria, Sardegna ed Abruzzo hanno in corso di approvazione proposte di legge simili. La Provincia di Milano, i Comuni di Roma, Bologna, Genova, Torino, Nuoro, Brescia, Reggio Calabria, Pesaro, Biella, San Severo di Foggia hanno, già da anni, figure simili. Linterruzione anticipata della 15° legislatura, fra le tante leggi purtroppo abortite, ha determinato anche la mancata conclusione delliter legislativo del testo di legge unificato concernente l'istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani e del Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale, approvato in prima lettura dalla Camera 4 aprile 2007. Bruno Mellano, deputato radicale, ha dichiarato: Occorre dare atto alla Regione Emilia Romagna di aver voluto affrontare la situazione delle carceri e dei detenuti lontano dallemergenza! Avevamo lavorato per il Garante Nazionale e la Camera aveva approvato un buon testo. Un mio ordine del giorno, accolto dal Governo, impegnava inoltre a creare una rete di Garanti locali, indicando la traccia di un lavoro indispensabile per far vivere il principio costituzionale della pena come mezzo di recupero e reinserimento sociale e non solo come contenimento e punizione. Tocca ora, ancora di più che in passato, agli enti locali continuare su questa strada, nel momento in cui si registra il riproporsi dello strutturale sovraffollamento nelle carceri italiane. Spero che le regioni Piemonte e Liguria, dove è depositato un testo preparato dai radicali, ma anche Sardegna ed Abruzzo possano a breve aggiungersi allEmilia Romagna, sulla strada di un difficile ma necessario progetto sociale. |
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| Dichiarazione
di Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani) e Igor Boni
(Comitato Nazionale Radicali Italiani): Eravamo stati facili profeti nel prevedere che gravare con troppi pesi e pretese linceneritore di Acerra avrebbe comportato un sostanziale blocco delle stesso; perciò, avevamo chiesto che venisse creata nel più breve tempo possibile unalternativa concreta ad Acerra, puntando sulla disponibilità già espressa in passato dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. La decisione della Regione Campania di finanziare la realizzazione dellimpianto di Salerno con 75 milioni di euro (sui 400 milioni complessivi) è, quindi, da salutare positivamente, così come la volontà dellon. De Luca sia di ottenere prima (e non di pretendere dopo) il consenso delle popolazioni interessate sia di avere il miglior impianto possibile; tutto questo senza tralasciare limperativo di aumentare considerevolmente la raccolta differenziata. Quanto sta avvenendo a Salerno è una risposta concreta a uno status quo campano in cui continua a predominare la soluzione discarica, che è una non soluzione, poiché rimanda semplicemente i problemi ambientali alle generazioni future, oltre a prestare il fianco a continue ed estese infiltrazioni camorristiche.Roma, 4 marzo 2008 Salerno,
Fondi della regione per costruire il termodistruttore |
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| Presentata
questa mattina a Montecitorio la giornata di iniziative ed eventi di lunedì
10 marzo 2008, in occasione del 49° anniversario dellinsurrezione
di Lhasa e la fuga del Dalai Lama dal Tibet occupato dalla Cina. Un vasto ed articolato Comitato per il TIBET LIBERO, a cui hanno aderito fra gli altri lAssociazione Nessuno Tocchi Caino, lAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, ha presentato il seguente programma: * Alle 10, un sit-in davanti allAmbasciata della Repubblica Popolare di Cina, in piazza Perù; * Alle 16, la partenza della fiaccola olimpica tibetana dalla sede del CONI, in largo de Bosis 15; * Alle 17.30, il ritrovo in piazza Navona e linizio del corteo-fiaccolata verso la sede dellONU-UNICRI in piazza San Marco. Bruno Mellano, deputato radicale e coordinatore lIntergruppo Parlamentare per il Tibet, ha dichiarato: Gli obiettivi della nostra mobilitazione per il 10 marzo, nellanno delle Olimpiadi a Pechino, sono i seguenti: -la liberazione di tutti i reclusi tibetani nelle carceri e nei laogai cinesi; -la liberazione del Panchen Lama, sequestrato dai cinesi nel 1995; -il rispetto dei Diritti Umani e dellidentità storica e culturale del popolo tibetano; -il negoziato, senza precondizioni, tra il governo tibetano in esilio e Pechino; -il sostegno alla Marcia Dharamsala Lhasa organizzata dalle ONG tibetane per lautodeterminazione. Chi può dire di non condividerli? Chi può far finta di nulla? Chi può pensare che se si perde anche loccasione dellOlimpiadi si possa ancora realisticamente porre la questione tibetana? Chi non vede che il tempo gioca contro la reale possibilità di difesa del Tibet? Chi non vede lurgenza di parlare del Tibet per affrontare la questione della democrazia in Cina? Per questi motivi dovremmo essere in tanti, lunedì prossimo, a manifestare per il Tibet Libero! Se non ora, quando? MELLANO |
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| Silvio
Viale, presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, ha
rilasciato la seguente dichiarazione sul documento approvato della Commissione
Nazionale di Bioetica approvato a maggioranza: Dalle indiscrezioni riportate sui giornali sembra che il CNB si sia schierato per un vitalismo estremo crudele, antiscientifico e antilaico.. In realtà il CNB ha evitato una piena assunzione di responsabilità, preferendo limitarsi ad unenunciazione astratta, se è vero che non ha avuto il coraggio di porsi dei limiti, ma ha solo cercato di restringere le previsioni della 194. Il punto centrale al quale il CNB avrebbe dovuto rispondere, ma forse il quesito era male formulato, quale sia la differenza tra possibilità di vita autonoma e non autonoma. Per abbassare il limite dellaborto terapeutico non cè bisogno del CNB e, personalmente, credo che si arriverà presto a 22 settimane + 0 giorni, con le debite eccezioni. Occorre solo, parallelamente, anticipare la diagnosi prenatale e lecografia cosiddetta morfologica a 19 settimane. Rimane invece aperta, non chiusa, la questione degli aborti spontanei a 22-23 settimane e poco oltre, che il CNB scarica sui medici e, crudelmente, sulle famiglie. Il fatto che la donna, cioè la coppia, volesse il figlio, non può implicare il dovere ad averlo a qualunque costo, compreso quello di rovinare la vita propria e dei propri familiari, con una pesante eredità futura sugli altri figli. Parimenti il feto deve potere avere il diritto ad una vita paragonabile a quella di tutti gli altri neonati, compresi quelli con handicap fisici e cromosomici, ma non può essere condannato ad essere un vegetale o a una vita con gravi menomazioni. Si tratta di feti che senza un accanimento rianimatorio morirebbero e che a causa dellaccanimento terapeutico rischiano di sopravvivere con gravi patologia gravemente invalidanti, che compromettono liter evolutivo fisico e mentale. La scienza, letica, la società ed il CNB hanno il dovere di emergere da atteggiamenti pilateschi, che tengano conto dellevoluzione della medicina e della società, evitando proclami ipocriti ed illusori. Silvio Viale |
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Viale, presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta e
dirigente radicale, chiede a Silvio Berlusconi di indicare quante centrali
nucleari vorrebbe costruire e dove. Silvio Viale ha diffuso la seguente nota: AAA sindaco PDL cercasi per centrale nucleare, rivolgersi urgentemente a Silvio Berlusconi. Nulla in contrario a partecipare alla ricerca europea sul nucleare peraltro lItalia non ha mai smesso ma Silvio Berlusconi per essere credibile dovrebbe indicare il numero di centrali che prevede e le localizzazioni. Da piemontese, pensando a Trino e Saluggia, non posso non ricordare i problemi tuttora irrisolti legati proprio alla gestione del nucleare. In attesa che sindaci berlusconiani si facciano avanti, sarebbe già una grande novità se nei programmi elettorali ci si impegnasse a redigere un Piano energetico nazionale credibile, che manca da più di ventanni, in coerenza con i programmi europei. Silvio Viale |
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