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Torino, 31 marzo 2010

RU486 E COTA – DICHIARAZIONE DI SILVIO VIALE

  Silvio Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione:


“Mi riferiscono che Cota avrebbe detto che terrà la RU486 chiusa negli armadi. E’ il primo esempio di parola non mantenuta, perché in campagna elettorale ben si è guardato dal dire che avrebbe bloccato la RU486, ma si è limitato a ripetere il ritornello del ricovero obbligatorio. Su questo si era pronunciato addirittura con un intervento su LA STAMPA il suo portavoce per la sanità, il Dott. Zanon, al quale avevo replicato, sempre su LA STAMPA, che si trattava di un falso problema. Ora, il giorno dopo le elezioni il cambiamento di rotta. Sappia, allora, che beccherà una nasata, come prima di lui è capitato a Sirchia, Storace e Sacconi. Se accetta un consiglio gli suggerirei di comportarsi con serietà come fece insieme a Ghigo quando era Presidente del Consiglio regionale del Piemonte. Come allora, sappia, che il mio unico obiettivo è quello di fare il mio lavoro nel migliore dei modi e credo che sia l’ora di cessare ogni discriminazione nei miei confronti per il solo fatto che faccio anche gli aborti e cerco di migliorare ed aggiornare il servizio di IVG secondo criteri scientifici. Purtroppo tutto ciò dimostra come sia stato sbagliato non affrontare questi temi in campagna elettorale, mantenendo un basso profilo come coalizione ed evitando di approvare il protocollo regionale sulla RU486, perché è ancora da dimostrare quanti voti si sarebbero spostati da una parte all’altra e viceversa. Se in campagna elettorale io ho fatto un passo indietro, non candidandomi, mi sembra che ora Cota faccia un passo avanti senza averlo mai annunciato prima ai suoi elettori. In ogni caso, sappia Cota, che la mia linea guida è la 194.”



Torino, 30 marzo 2010

SCONFITTA BRESSO – VIALE “NON HA SUSCITATO ENTUSIASMI. UNA LEZIONE DA IMPARARE.”

 

Dichiarazione di Silvio Viale, presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, sulla sconfitta della Bresso e l’insoddisfacente risultato della Lista Bonino-Pannella in Piemonte nella quale non era candidato:

“Toni troppo tiepidi su tutto senza suscitare alcun entusiasmo, come se si trattasse di una ordinaria riconferma di un amministratore di condominio; nemmeno una manifestazione unitaria, come dei separati in casa. Non lo si poteva dire, ma in molti si temeva che finisse proprio così, che nella provincia di Torino non si sarebbe confermata la percentuale del 2005. Rispetto al 2005 Bresso ha perso 200.000 voti, dei quali 120.000 nella provincia di Torino, mentre Cota ne ha persi solo 100.000 rispetto a Ghigo e di questi poco meno di 40.000 nella provincia di Torino. La Lista Bonino-Pannella esce sconfitta, pesantemente penalizzata da una posizione defilata. Non ha pagato evitare i temi laici, quelli che vedono il costante favore della maggioranza dei cittadini, perché alla conta finale sono mancati proprio anche i voti radicali. Certo, ora nessuno potrà dire che la sconfitta sia colpa dei radicali, di me, della RU486 o di quant’altro, ma è davvero amaro dovere constatare che per la vittoria di Cota siano stati determinanti i 12.154 voti della lista “Al centro con Scanderebech” , transfuga antiradicale dichiarato. In ogni caso una lezione da imparare in vista delle necessarie ed inevitabili primarie del centrosinistra per le elezioni del dopo Chiamparino.”

 


Torino, 28 marzo 2010

REGIONALI PIEMONTE: COTA CI ACCUSA DI ARROGANZA?MA IL SUO CAPO BOSSI NON E’ QUELLO DEL “MEGLIO MILOSEVIC CHE CULOSEVIC"?

  Dichiarazione di Giulio Manfredi e di Igor Boni (capilista della Lista Bonino Pannella a Torino):



Il mondo alla rovescia: all’inizio di questa campagna elettorale, i radicali di Milano sono stati accusati da Formigoni di avere manomesso le sue firme e i radicali di Roma sono stati accusati dagli esponenti PDL di aver impedito con la violenza la presentazione della loro lista. Al termine della campagna, il candidato leghista alla carica di governatore del Piemonte, Roberto Cota, accusa i radicali piemontesi (assieme alla Bresso e alla Bonino) di essere degli arroganti per aver organizzato un “filo diretto” della sua avversaria, Mercedes Bresso, con gli ascoltatori di Radio Radicale. Iniziativa consentita dalla legge – essendo Radio Radicale organo di partito – e di cui, peraltro e per esempio, nella stessa giornata di ieri, ha usufruito l’esponente del centro-destra Marco Taradash.



A proposito di vera arroganza (con ignoranza annessa), ricordiamo che il capo di Cota – che ha dichiarato con orgoglio di tenere di notte un block-notes sul comodino così da non dimenticare nulla delle telefonate notturne del suo leader maximo – è quell’Umberto Bossi che esattamente dieci anni fa, il 13 aprile 2000, in un comizio per le elezioni regionali di allora, così si espresse:

“Per me la Bonino è nessuno. L’unica cosa che mi dispiace è che il Nord abbia la memoria così corta da non ricordare chi erano Pannella e la Bonino. Loro gridano continuamente “Milosevic, Milosevic”. Per me è meglio Milosevic che Culosevic; è una cosa che ho detto a Pannella ...” (fonte Adnkronos)”.



Cota pende dalle labbra di da chi prendeva posizione - ancora nell’aprile 2000, solo sei mesi prima della sollevazione popolare che avrebbe riportato la democrazia in Serbia – a favore del criminale di guerra serbo Slobodan Milosevic, responsabile di quattro guerre di aggressione nei Balcani, giudicato poi dal Tribunale dell’Aja e morto in prigione nel 2006. E Bossi utilizzava Milosevic per fare propaganda omofoba.



Noi non dimentichiamo; speriamo che altri non dimentichino.





Torino, 26 marzo 2010

Radicali: Subito on line i dati sulle presenze dei partiti in Tv.

  Manifestazione di chiusura della campagna elettorale a Torino. La Lista Bonino-Pannella davanti al CORECOM regionale del Piemonte per la libera e corretta informazione.




La Lista Bonino-Pannella, sarà questa sera davanti alla sede del CORECOM regionale del Piemonte per chiudere la campagna elettorale con una manifestazione per un’informazione libera, corretta e responsabile. L'appuntamento di militanti, candidati, dirigenti radicali piemontesi è alle ore 18, davanti alla sede del CORECOM che si trova a Torino in via Lascaris 10, all'angolo con via Arsenale, all'altezza dell'URP della Regione Piemonte.



Mellano, Boni e Manfredi (candidati capilista a Torino) hanno dichiarato:



Poniamo ancora una volta, anche nell’ultima giornata di questa “finta” ed illegale campagna elettorale per le regionali, la questione cardine della libera e corretta informazione. Libertà e correttezza di informazione che non può certo intendersi come licenza di “uccidere” in mano a giornalisti super pagati, ancorman che considerano il video proprietà privata, un sistema “legibus soluto” di “terze” Camere o salotti televisivi alternativi alle aule parlamentari.

Abbiamo documentato, con il supporto preziosissimo del Centro d’Ascolto sull’informazione radiotelevisiva, gli squilibri e le violazioni di legge, anche in questa tornata elettorale, anche nella campagna elettorale piemontese.



I soliti radicali? Noi, sin dall’inizio del nostro rapporto politico poi sfociato nell’accordo di Governo con la Presidente Bresso , abbiamo sottolineato, segnalato, denunciato, documentato il ruolo che l’informazione radiotelevisiva - e dei telegiornali in particolare - ha non solo sulla visibilità ma anche nella definizione stessa dell’immagine del candidato presso l’elettorato.



Se anche un solo eletto radicale sarà nel prossimo Consiglio regionale porrà l’attenzione sul ruolo fondamentale che un organismo come il Comitato Regionale di Controllo può svolgere: ad esempio – nell’epoca della comunicazione telematica – come è possibile che i dati del monitoraggio informativa previsto per legge in campagna elettorale rimanga sepolto nei cassetti e noi sia diffuso immediatamente in internet? Trasparenza è conoscere per deliberare, e se non in campagna elettorale quando??

Torino, 25 marzo 2010

INFORMAZIONE/ QUESTA SERA ANCHE A TORINO MANIFESTAZIONE LISTA BONINO PANNELLA DAVANTI A SEDE REGIONALE RAI. MELLANO E MANFREDI: MERCEDES BRESSO, VIENI ANCHE TU!

 

Come già annunciato ieri e in accordo con le manifestazioni radicali indetta dalla Lista Bonino-Pannella in tutta Italia per questa sera, davanti alle Prefetture o alle sedi regionali della Televisione pubblica, dalle ore 21 anche a Torino i militanti radicali ed i candidati della Lista Bonino-Pannella terranno una manifestazione sit-in sotto la sede regionale della RAI di via Verdi n. 16.


Alla manifestazione parteciperanno, tra gli altri, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani, capolista Lista Bonino Pannella a Torino e Cuneo), Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta, capolista a Torino e Alessandria) , Giulio Manfredi (comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo) e Alessandro Frezzato (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).


Mellano e Manfredi hanno dichiarato:



Abbiamo già ieri invitato chiunque abbia a cuore veramente la libertà, correttezza e completezza dell’informazione (non solo quando la RAI non è occupata dai partiti di riferimento) a partecipare alla nostra manifestazione. Ora, visti i dati del Centro d’Ascolto sulle trasmissioni radiotelevisive e ricordando i dati che abbiamo illustrato la scorsa settimana sulle presenze di Roberto Cota e Mercedes Bresso nei telegiornali nazionali, ci permettiamo di invitare anche la Presidente Bresso a raggiungerci davanti alla Rai. Crediamo sarebbe un gesto importante e significativo, che può aprire gli occhi a qualche cittadino in più rispetto al ruolo dell’informazione nel determinare gli orientamenti di voto in questa campagna elettorale finta ed illegale.



IL COMUNICATO NAZIONALE DI OGGI diffuso dai Radicali

“È in atto, senza freni, da parte del Presidente del Consiglio un tentativo eversivo rispetto alla Costituzione e sovversivo rispetto all’ordine pubblico. Nelle edizioni principali dei telegiornali degli ultimi 4 giorni (dal 21 al 24 marzo) Silvio Berlusconi ha occupato da solo il 22,2% del tempo di parola del TG1, il 21,8% del TG2, il 16,6% del TG3,il 56,8% del TG4, il 28% del TG5, l’81% di STUDIO APERTO. Lo ripetiamo, da solo. Ogni volta gli è stata peraltro garantita l’esposizione ripetuta di simboli e candidati. Contemporaneamente, gli è stato concesso di intervenire telefonicamente –fuori da ogni regola- per 12 minuti ad UnoMattina e per 8 minuti su Canale 5. Nello stesso periodo, la Lista Bonino-Pannella ed altre liste sono state cancellate pressoché totalmente dai telegiornali pubblici e privati. I Radicali, dinanzi a tutto ciò, chiedono a tutte le forze democratiche di incontrarsi d’urgenza nelle prossime ore per organizzare a partire dal pomeriggio, per tutta la notte ed anche oltre, presidi e manifestazioni davanti alle sedi della RAI ed alle Prefetture in tutta Italia.”



IL COMUNICATO DELLA SCORSA SETTIMANA LISTA BONINO PANNELLA IN PIEMONTE

Bruno Mellano E Marco Cappato della Lista Bonino-Pannella hanno stamane reso pubblici i dati del Centro d'Ascolto per l'informazione radiotelevisiva sulle presenze dei candidati alla Presidenza della regione Piemonte nei telegiornali nazionali. Nel periodo fra il primo gennaio e l'11 marzo scorso, la presenza di Roberto Cota e di Mercedes Bresso nel Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5 risultano essere totalmente sbilanciati a favore del candidato leghista. I dati sono misurati sia sul tempo di parola - tempo in cui il soggetto è direttamente in voce - sia sul tempo di antenna - tempo in cui il soggetto viene citato dal giornalista o in voce; 23 a 1 sul Tg1, 26 a 1 sul Tg2, 8 a 1 sul Tg3, 3 a zero sul Tg4 e 54 a zero sul Tg5; sul Tg1 Cota ha avuto 5 minuti e 18 secondi di tempo d'antenna con bel 3 minuti e 58 secondi direttamente in voce sul telegionale principale della televisione italiana.

Bruno Mellano ha dichiarato: Il ruolo di Presidente di un Gruppo parlamentare non giustifica in alcun modo la sproporzione preponderante della sua presenza. Dal momento in cui è divenuto possibile candidato sono aumentate le sua capillari presenze, mentre Mercedes Bresso è stata totalmente annullata. Noi radicali lo abbiamo denunciato da tempo: il servizio publico determina con i telegiornali la visibilità dei candidati e la loro immagine.

Torino, 25 marzo 2010

RIFUGIATI POLITICI/LISTA BONINO-PANNELLA: CONTINUANO A MANCARE LE RISPOSTE SUL FUTURO DI QUESTI CITTADINI

  Boni e Massano. “Tra meno di un mese i rifugiati politici somali dovranno lasciare via Asti; Regione, Comune e Prefettura che cosa intendono fare?”

Dichiarazione di Igor Boni e Domenico Massano (Candidati della Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni regionali del Piemonte):


“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: Regione, Comune e Prefettura devono urgentemente dare risposta su cosa accadrà quando le centinaia di rifugiati politici di via Asti dovranno lasciare la struttura dove attualmente vivono. La proroga di un mese ottenuta pochi giorni fa rimanda la palla avanti ma non risolve affatto la situazione. Non crediamo che le Istituzioni di questa regione vogliano giungere alle tensioni vissute prima dello sgombero dell’ex-clinica San Paolo. Se così non è dobbiamo dare risposte e da subito dire i percorsi di integrazione che si vogliono proseguire/persegui re. La Regione in particolare su questo deve fare un passo avanti e far sentire la propria voce. Dal prossimo consiglio regionale, se saremo presenti, sapremo imporre alla politica le questioni della legalità, dell’accoglienza, dei diritti e dell’inclusione sociale per i rifugiati politici e per i cittadini immigrati più in generale”.




Torino, 24 marzo 2010

MELLANO: COME SI FA IN CINQUE MINUTI A CONVINCERE GLI ELETTORI, SPIEGANDO UN INTERO PROGRAMMA DI GOVERNO?

 

 

 
 
Domani, giovedì 25 marzo, dalle ore 21:00 alle ore 22:00, la Lista Bonino Pannella terrà una manifestazione sit-in sotto la sede regionale della RAI (Torino, via Verdi n. 16).
Alla manifestazione parteciperanno, tra gli altri, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani, capolista Lista Bonino Pannella a Torino e Cuneo), Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta, capolista a Torino e Alessandria) , Giulio Manfredi (comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo) e Alessandro Frezzato (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).
 
Mellano ha dichiarato:
 
Le trasmissioni elettorali della RAI regionale assegnano a ciascuna lista presente alle elezioni regionali i seguenti spazi: 3 (tre) minuti di tribuna autogestita in TV; 1,5 (1 minuto e mezzo) in radio; una tribuna elettorale collettiva di 40 minuti divisi per una ventina di liste. Il tutto va in onda non in prima serata ma in orari con share di ascolto bassissimi.
I numeri parlano chiaro; ancora una volta, è negata ai cittadini la possibilità di conoscere per deliberare, di sapere cosa i vari partiti propongono per la loro regione per poi votare a ragion veduta. I radicali pongono la questione cruciale dell’informazione al centro della loro iniziativa politica da 50 anni; non hanno atteso la chiusura dei talk show (su cui non sono comunque d’accordo). I radicali propongono da almeno cinque anni l’intervento di osservatori ONU per verificare la regolarità del procedimento elettorale in Italia; non hanno atteso che lo proponesse Roberto Saviano.
Invitiamo chiunque abbia a cuore veramente la libertà, correttezza e completezza dell’informazione (non solo quando la RAI non è occupata dai partiti di riferimento) a partecipare alla nostra manifestazione.

 

Torino, 18 marzo 2010

TORINO/“DAL CASO RU486 AL CASO MOLINETTE”/SINTESI CONFERENZA STAMPA LISTA BONINO PANNELLA SULLA SANITA’ REGIONALE.

 

Marco Cappato (segretario Associazione Luca Coscioni, capolista a Torino, Novara e Alessandria) : “Siamo e saremo leali all’alleanza stretta con Mercedes Bresso; questo non ci impedisce di proseguire, anche in Consiglio Regionale, la nostra lotta incessante per la responsabilità e la libertà della persona, sia la libertà di scelta sull’aborto, sia la libertà di scelta sul fine vita, sia la libertà di scelta sul luogo di cura”.

 

Silvio Viale (Direzione nazionale Radicali Italiani, ginecologo al Sant’Anna di Torino, primo sperimentatore in Italia della pillola abortiva RU486): “Da un po’ di tempo a questa parte, gli avversari della libertà di scelta delle donne italiane hanno cambiato tattica: non dicono più “No alla RU486”, dicono “ricovero obbligatorio” ; è il segno che stanno perdendo la partita. Lo ripeto ancora una volta: oltre e sopra circolari, pareri, delibere, c’è la legge 194 del 1978, che i radicali provarono inutilmente a migliorare  (c’è anche in Parlamento una proposta di legge di riforma, a cui ho contribuito) e che garantisce da 32 anni il diritto della donna di abortire, anche con l’aborto farmacologico. Io ho sempre agito e agirò nel rispetto della legge 194” .

 

Alessandro Frezzato (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino): “Se entreremo in  Consiglio Regionale richiederemo che sia finanziata dalla Regione Piemonte la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. La libertà di ricerca sarebbe solo uno slogan vuoto e retorico se poi non venisse corroborato da stanziamenti di fondi cospicui e costanti nel tempo”.

 

Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo): “Prima ancora che come militante radicale e candidato, come cittadino piemontese sono stato colpito negativamente dalla seguenti testuali parole del Dr. Giuseppe Galanzino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino (nella bufera per l’ennesimo caso di tangenti): “Che talvolta si utilizzassero procedure irregolari lo sapevo …Siamo nella pubblica amministrazione e l’acqua inquinata è impossibile da disinquinare” (“ La Repubblica ”, 16/03/10). Non ci siamo e non ci stiamo, Dr. Galanzino! Noi vogliamo direttori generali delle aziende sanitarie regionali che non accettino il fatto compiuto, lo statu quo, ma lavorino per modificarlo in meglio. Va in questa direzione la nostra proposta di legge (presentata ben nove anni fa in Consiglio Regionale dopo lo “scandalo Odasso” e poi ribaltata nel Parlamento nazionale, proposta C. 278, Farina Coscioni e altri) per nomine dei direttori tramite concorso pubblico, basate sul merito e non sulle tessere di partito o amicizie di parte. Mercedes Bresso è d’accordo con noi e si è impegnata pubblicamente a farlo entro i primi cento giorni di governo. Cota si è ben guardato dal prendere simile impegno”.

 

Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta, capolista a Torino e Alessandria) : “Vogliamo mettere a disposizione dei cittadini, online, tutte le informazioni utili per garantire loro una reale possibilità di scelta in materia sanitaria e una conoscenza approfondita delle attività degli operatori pubblici e privati, dei loro risultati, dei finanziamenti elargiti. “Meno sanità più salute” significa puntare sulla prevenzione, sull’educazione, anche sull’educazione sessuale, da portare nelle scuole, assieme ai distributori di preservativi” .

 

Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo): “Anche in sanità vogliamo un “Piemonte regione d’Europa”, un Piemonte sempre più simile alle regione europee più avanzate sulla ricerca scientifica, sulle prestazioni sanitarie, sul merito, sulla professionalità degli operatori, non sulle esigenze della partitocrazia. Quella di Cota, al di là degli slogan elettorali, è una sanità sempre più prona ai voleri dei potenti, ai veti del Vaticano, all’ideologia proibizionista sulla libertà di scelta del cittadino utente”.

 

 

 


Torino, 17 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DAL “CASO RU486” AL CASO “MOLINETTE”: IL MODELLO SANITA’ DELLA LISTA BONINO-PANNELLA.

DOMANI CONFERENZA STAMPA CON SILVIO VIALE E MARCO CAPPATO.

 

Domani, giovedì 18 marzo 2010, alle ore 12:30, presso la sede della Lista Bonino-Pannella (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà una conferenza stampa sul tema: Dal “caso RU486” al “caso Molinette”: il Modello Sanità della Lista Bonino-Pannella.

 

Interverranno:

 

Silvio Viale (Direzione nazionale Radicali Italiani, ginecologo all’Ospedale Sant’Anna di Torino, primo sperimentatore in Italia della pillola abortiva RU486);

 

Marco Cappato (segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino, Alessandria e Novara);

 

Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani, capolista Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo);

 

Igor Boni (segretario Associazione Radicale A. Aglietta, capolista Lista Bonino-Pannella a Torino e Alessandria) ;

 

Giulio Manfredi (membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, capolista Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo);

 

Alessandro Frezzato (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista Lista Bonino-Pannella a Torino).

 

 

 


Novara, 17 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/NOVARA/ DOMANI CONFERENZA STAMPA DELLA LISTA BONINO- PANNELLA. CON MARCO CAPPATO.

 

 

NOVARA

C.SO CAVOUR , 3 (ANGOLO DELLE ORE)

GIOVEDI' 18 MARZO 2010

ORE 17.30

 

Tema: il modello Bonino-Pannella per il Piemonte

 

RU486, eutanasia, staminali embrionali.. ..lotta per la legalità contro la casta partitocratica.

Il modello Cota è il modello

"Roma (ladrona), Vaticano (padrone), Tripoli (sicario)"

 

INTERVERRANNO:

 

On. Marco CAPPATO, Segretario Associazione Luca Coscioni,

Capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino, Novara e Alessandria

 

Nathalie PISANO, Capolista Bonino-Pannella nella provincia di Novara

 

Roberto CASONATO, candidato della lista Bonino-Pannella 


Sergio BRIGANTE, candidato della lista Bonino-Pannella

 

 


Torino, 11 marzo 2010

DROGHE/LISTA BONINO-PANNELLA: GIOVANARDI VUOLE PROIBIRE PERSINO IL TERMINE “RIDUZIONE DEL DANNO”.

E IL “CASO  OVERDOSI TORINO” DIMOSTRA CHE IL “SISTEMA DI ALLERTA PRECOCE” NON FUNZIONA.

 

 

Dopo aver letto l’esauriente risposta del sottosegretario Carlo Giovanardi all’interrogazione (n. 4-01987) del senatore radicale/PD Marco Perduca, Giulio Manfredi e Domenico Massano (candidati della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali) hanno dichiarato:

 

Giovanardi conferma la chiusura ideologica ed antiscientifica ad ogni ipotesi di “riduzione del danno” provocato dalle politiche proibizioniste. Addirittura, il suo tentativo è quello di proibire lo stesso termine “riduzione del danno”: “…Ancor più nettamente, il Governo italiano …in luogo di “riduzione del danno” ritiene più opportuno utilizzare il termine “prevenzione delle patologie e delle condizioni sociali devianti, correlate all’uso delle sostanze stupefacenti” ove la parola “prevenzione” deve conferire alla locuzione un’impostazione concettuale e, soprattutto, tecnica molto diversa al termine “riduzione” …”. Chiaro, no?

Ricordiamo, innanzitutto, a Giovanardi che la “riduzione del danno” (harm reduction) costituisce uno dei quattro pilastri (con lotta al narcotraffico, cura e prevenzione) delle politiche europee sulle tossicodipendenze. Quindi, a livello europeo, la “riduzione del danno” è cosa ben diversa dalla “prevenzione”.

Rispetto alle narcosale, Giovanardi afferma che non esiste “alcuna previsione normativa che ne consente l’attivazione” . In realtà, dovrebbe valere il principio opposto, per cui tutto quello che non è proibito è ammesso: nessuno dei 132 articoli del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) proibisce espressamente le narcosale. Singolare poi il fatto che Giovanardi contrapponga alle narcosale “l’utilizzo di terapie farmacologiche come forma di incentivazione al contatto …e di affrancamento dall’uso di sostanze stupefacenti”: stiamo parlando, tra le altre cose, anche del metadone, proprio quel farmaco che Giovanardi, vent’anni fa, quando era dirigente della Democrazia Cristiana, definiva, assiema a Vincenzo Muccioli, “droga di Stato che riduce i giovani a  zombie”.

Del tutto strumentale è poi il tentativo di Giovanardi di mettere le “camere del buco” (sic) in contrapposizione con i servizi tossicodipendenze già esistenti e di negare la funzione – che le narcosale hanno, come dimostrato dalla pratica europea - di aggancio e di possibile inserimento dei “tossicodipendenti sommersi” nel percorso di riabilitazione.

Scontato è poi il NO di Giovanardi all’utilizzo di “pill testing” (analisi chimica delle droghe sintetiche) e della somministrazione controlla di eroina. Rispetto a quest’ultima, rileviamo la falsità delle seguenti testuali parole “consegna e assunzione di un prodotto farmaceutico del tutto simile alla sostanza stupefacente”; stiamo parlando invece di un farmaco del tutto diverso dalla “droga di strada”, sulla quale il consumatore non ha alcuna possibilità di controllo. Del tutto riduttiva è poi la previsione che non più del 3% della popolazione tossicodipendente potrebbe usufruire dell’eroina medica mentre l’affermazione “le esperienze di altri Paesi, in cui la prescrizione di eroina è stata adottata, hanno mostrato che gli stessi pazienti tendono, nell’arco di quattro/sei mesi, ad abbandonare questo tipo di soluzione” è assolutamente generica e non tiene conto dei diversi esiti che il trattamento stesso ha e può avere (interruzione dell’uso di sostanze, passaggio ad altri tipi di intervento e/o di trattamento …).

Infine, Giovanardi espone dettagliatamente tutte le attività poste in essere dal portentoso (si fa per dire) “Sistema di Allerta Precoce e Risposta Rapida (National Early Warning System” dopo che lo stesso “il 13 luglio 2009 riceveva la prima e unica informale segnalazione – via email – da parte di un’associazione di volontariato piemontese circa l’osservazione di un raddoppio dei casi di morte per droga, correlata all’anno precedente, avvenuta nell’arco di circa 70 giorni nell’area di Torino.

Giovanardi rileva, a tal proposito, che “l’Osservatorio Epidemiologico Dipendenze della Regione Piemonte, pur essendone al corrente, non aveva segnalato nulla al Sistema Nazionale …”.

Il problema è proprio questo: a cosa serve un “Sistema di Allerta Precoce” (che, da quanto si legge, finanzia medici, laboratori di analisi, informatici) che poi non è in grado di ricevere ed elaborare in tempo reale le informazioni che arrivano dalla strada? 

Giovanardi non può cavarsela con il seguente auspicio: “Per il futuro, sarà probabilmente necessario un maggior coordinamento territoriale organizzativo ed operativo, soprattutto incentivando forme di collaborazione che permettano un più tempestivo passaggio di informazioni …”. Il passaggio tempestivo di informazioni è condizione preliminare e prioritara del Sistema di Allerta Precoce; se così non è, non si è per nulla utili ai cittadini tossicodipendenti… e si spreca il denaro dei cittadini contribuenti!

 

 


Torino, 11 marzo 2010

MADE IN ITALY/BONI-VONO (LISTA BONINO-PANNELLA) : IL GOVERNO HA COMPLETAMENTE PERSO LA BUSSOLA, E' MALATO DI NAZIONALISMO, PROTEZIONISMO E DEMAGOGIA!

  In merito alla recente approvazione al Senato del disegno di legge sul Made in Italy, che restringe per alcuni settori (arredamento, scarpe, pelli, moda) le condizioni di utilizzo del marchio "made in Italy",  Igor BONI (tra i capilista della Lista Bonino-Pannella per le province di Torino e Alessandria per le elezioni regionali) e Nicola VONO (candidato lista Bonino-Pannella per la provincia di Torino per le elezioni regionali) hanno dichiarato:

"Il disegno di legge sul Made in Italy che si avvia a diventare legge dello Stato è un provvedimento pericoloso per l'export italiano, che non risolve il problema del falso made in Italy e non serve a salvare le piccole aziende artigiane che soffrono della concorrenza cinese.

Ci sembra che il governo sia sempre di più in balia dell'ideologia nazionalista, protezionista e demagogica della Lega.
Il provvedimento infatti non tutela lo stile e il design italiano, la nostra qualità, il nostro modo di lavorare i prodotti, essendo un Paese privo di materie prime, che è quindi costretto ad importare quasi tutto; e seguendo i commi del ddl si può giungere al paradosso che se un'azienda cinese o indiana progetta un mobile a Pechino o a Bombay, prende il legno in Croazia e poi viene in Italia per le ultime due fasi di lavorazione, questo prodotto può portare il marchio "made in Italy"...siamo veramente all'assurdo.

Siamo convinti che siano altri gli approcci e altre le politiche per difendere la nostra qualità, il nostro settore produttivo, la nostra economia.
Il problema non è la delocalizzazione (perché sembra esserci anche quello tra le righe) in sé, ma il perché quell’azienda delocalizza; se è un'azienda che riesce a competere sui mercati internazionali per la qualità dei suoi prodotti, solitamente quella delocalizzazione porta un aumento di posti di lavoro in Italia, se invece quell'azienda è costretta a delocalizzare solo per poter sopravvivere, perché in un settore ad alta concorrenza, non è certo il costringerla ad essere "tutta italiana" che potrà difendere i posti di lavoro.

Anche questa legge ci sembra l'ennesima riprova, che Lega e Pdl concepiscono una società (e quindi anche un'economia) chiusa, bloccata, spaventata e introvertita; per questo siamo sempre più convinti che i cittadini piemontesi, i lavoratori, gli artigiani, gli imprenditori alle prossime elezioni regionali debbano scegliere Mercedes Bresso e la lista Bonino-Pannella, per continuare a costruire un Piemonte proiettato verso l'Europa e il mondo, che accetta le sfide, forte delle sue eccellenze, che governa i fenomeni, i cambiamenti, non li nega o li respinge".



Torino, 11 marzo 2010

Dalla Regione Piemonte un contributo economico per l’acquisto di ausili tecnologicamente avanzati per disabili gravi: ottimo provvedimento che va nella direzione giusta

 

 

 

Dichiarazione di Alessandro Frezzato, tra i capilista Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali e Presidente della cellula Coscioni di Torino

 

Apprendo con soddisfazione la decisione della Giunta regionale riunitasi lunedi’ 8 marzo, sullo stanziamento di un contributo di 95 mila euro per l’acquisto degli ausili tecnologicamente avanzati, non compresi tra quelli del Nomenclatore tariffario del Ministero, finalizzati alla comunicazione, all’apprendimento e la mobilita’ dei soggetti affetti da gravi disabilita’.

Con questo importante provvedimento, la Giunta Bresso si dimostra molto attenta alle istanze e ai diritti dei cittadini e delle cittadine piemontesi portatori di handicap. Anche per questa ragione e’ utile e ragionevole riconfermare Mercedes Bresso alla Presidenza della Regione Piemonte.

 

 


Torino, 10 marzo 2010

LISTA BONINO-PANNELLA: INACCETTABILE L’INTERVENTO DI CHIAMPARINO SU VIA TORTORA

Mellano e Boni: “Sono oltre 20 anni che aspettiamo una decisione. Rivendichiamo la paternità della proposta che ha determinato la scelta della via che conduce al carcere”

 

In seguito all’intervento di Sergio Chiamparino che chiede di riconsiderrare la decisione della commissione toponomastica del Comune di intitolare il tratto di via Pianezza che conduce al Carcere Lorusso-Cutugno di Torino a Enzo Tortora (già Presidente del Partito Radicale), Bruno Mellano e Igor Boni (Candidati capilista della Lista Bonino-Pannella alle regionali) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Davvero sorprendente ed inopportuno l’intervento a gamba tesa del Sindaco di Torino circa la decisione della Commissione toponomastica su via Enzo Tortora.

Sorprendente perché sono ormai oltre 20 anni (per l'esattezza 22 anni, da quel 18 maggio 1988 in cui Enzo morì) che proponiamo, sollecitiamo, chiediamo l'intitolazione di quel tratto di via Pianezza che porta al carcere al giornalista televisivo di successo che seppe trasformare la personale battaglia, volta a dimostrare la propria estraneità dai fatti contestatigli, in lotta per la riforma della giustizia nel nostro Paese. Non "Caso Tortora", ma "Caso Italia" diceva e ripeteva Enzo.

 

Ai Sindaci, ai Presidenti del Consiglio, a ciascuno dei consiglieri comunali e a ciascun capigruppo che si sono succeduti in questi lunghi anni abbiamo parlato, telefonato, scritto lettere di richiesta e di spiegazione articolata della proposta, numerose e numerose volte. Sorprendente per gli incontri diretti ed ufficiali che abbiamo avuto sul tema con i massimi esponenti del Consiglio comunale e con molti capigruppo anche in questa consiliatura, con il Sindaco stesso.

 

Ma più ancora sorprendente appare il fatto - per come emerge dalle cronache giornalistiche - che pare non si comprenda per nulla l’alto significato di questa scelta: noi abbiamo volutamente proposto di dedicare la via che conduce al carcere a chi ha lottato per la giustizia giusta e che, consapevole di essere innocente, si è dimesso da Parlamentare europeo radicale per andare in galera, scegliendo di difendersi nel processo e non dal processo, onorando fino in fondo una sentezza indegna, prima che errata, ma emessa in nome del Popolo italiano.

 

Nessuna provocazione o questione di buon gusto, caro Chiamparino, ma scelta chiara di riconoscimento del senso civico di un comportamento che deve essere portato ad esempio alle generazioni future: un comportamento non proprio frequente di questi tempi dove le carceri sono strapiene di poveracci e chi ha soldi scappa dalle maglie della giustizia grazie alla prescrizione dei reati.

 

La nostra proposta di intitolazione - a cui eravamo e siamo convintamente legati - non era certo prendere o lasciare (anche questo l’abbiamo ribadito molte volte), ma ora tornare indietro dalla decisione assunta e comunicata a mezzo stampa sarebbe un ulteriore sfregio che la memoria di Tortora non merita di certo.

 

Invitiamo, quindi, l'Amministrazione comunale di Torino ed il Sindaco a non attendere un giorno in più per completare l'iter di approvazione per l’intitolazione di via Enzo Tortora, chiudendo così una vicenda troppo a lungo trascinata”.


Torino, 10 marzo 2010

LISTA BONINO-PANNELLA / SCELTA DEL COMUNE DI TORINO SU ISCRIZIONE FIGLI DI IMMIGRATI SENZA DOCUMENTI A SCUOLE MATERNE VA NELLA DIREZIONE GIUSTA

Boni e Massano: “Un provvedimento serio contro le discriminazione e per l’integrazione”

 

Dopo la scelta del Comune di Torino di consentire l’iscrizione dei figli degli immigrati senza permesso di soggiorno alle scuole materne in contrasto con il Decreto Maroni, Igor Boni e Domenico Massano (candidati della Lista Bonino Pannella per le prossime elezioni regionali) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Si tratta di un provvedimento serio contro le discriminazioni e per l’integrazione sociale. Solo dall'accoglienza e dal pieno coinvolgimento nelle regole della società italiana dei cittadini immigrati si eliminano steccati e si riduce il rischio che la clandestinità trovi un sostegno solo da organizzazioni criminali. I dati del Ministero dell’Interno parlano chiaro: i cittadini immigrati regolari delinquono esattamente come gli italiani a differenza di coloro che sono marginalizzati, respinti e costretti alla clandestinità . Oggi sono sempre meno i bambini di immigrati senza permesso di soggiorno che vanno nelle scuole materne perché la paura di essere denunciati, quindi arrestati ed espulsi, è grande. Questo in palese violazione del diritto dei minori ad avere adeguati  percorsi educativi e di accoglienza. L’Assessore Borgogno ha mostrato coraggio e gliene diamo volentieri atto. Questo è però solo uno dei provvedimenti che il Comune e la Regione può sostenere per facilitare l’integrazione degli immigrati che rappresentano una componente ormai strutturale della nostra società ed uno dei pilastri della forza lavoro (e dello sviluppo economico) della nostra regione. Attendiamo fiduciosi provvedimenti strutturali sui rifugiati politici, su coloro che attendono invano il permesso di soggiorno che gli spetta e su un miglioramento radicale dell’organizzazione delle procedure per la richiesta ed il rilascio del permesso di soggiorno che oggi impone a migliaia di persone (di mamme e di bambini) di attendere ore, di notte, senza riparo, di poter accedere agli uffici competenti”.



 

Torino, 9 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/LISTA BONINO-PANNELLA: SI FACCIA PIENA LUCE SULLE FIRME DI RABELLINO MA CHI, COME COTA, HA IN COALIZIONE MICHELE GIOVINE NON PUO’ CERTO ERGERSI A CAMPIONE DELLA LEGALITA’.

 

Dichiarazione di Giulio Manfredi (candidato fra i capilista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo):

 

I radicali, che hanno posto sul tappeto non da tre giorni ma da tre mesi la questione della legalità di queste elezioni regionali, non possono che associarsi alla richiesta alla magistratura, espressa da Roberto Cota, di fare piena luce sulla regolarità delle firme apposte sotto le liste di Renzo Rabellino (si tratta di migliaia di firme, tra cui, da notizie stampa, anche quella di Luciana Litizzetto, che avrebbe addirittura sottoscritto due liste, cosa vietata dalla legge). Ricordo che una settimana fa la lista Bonino-Pannella ha presentato un esposto nei confronti di una delle liste di Rabellino, “Alleanza per Torino Nuova Libertà”, per l’evidente possibilità di confusione con la lista civica “Alleanza per Torino”.

 

Ciò premesso, ricordiamo che il Cota che strepita contro Rabellino è lo stesso Cota che ha accolto nella sua coalizione quel Michele Giovine che, nonostante abbia raccolto nel 2005 in modo irregolare buona parte delle firme, è rimasto in Consiglio Regionale per cinque anni, ricattando con i suoi ostruzionismi strumentali sia la maggioranza che l’opposizione (e dobbiamo ringraziare anche di questo il governo Berlusconi che, con legge n. 61 del 2004, depenalizzò la falsificazione delle autenticazioni delle liste elettorali e di candidati; la Corte Costituzionale , con sentenza n. 394/2006, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune parti della legge 61/2004).

 

E ancora: il Cota che strepita contro Rabellino è lo stesso Cota che, nominato il 4 gennaio 2005 sottosegretario di Stato alle Attività Produttive, attese ben due mesi (lettera di dimissioni presentata il 9 marzo 2005, in piena campagna elettorale) prima di dimettersi da consigliere regionale, mentre avrebbe dovuto farlo entro il 14 gennaio 2005 (art. 4 e 6, L . 154/81: “Le cariche di … Ministro e sottosegretario di Stato …sono incompatibili con la carica di consigliere regionale …La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”).

 

Solo i radicali denunciarono a suo tempo, e non a babbo morto, i casi Giovine e Cota: http://www.associaz ioneaglietta. it/ghiglia- cota.html

 

 

 


Torino, 8 marzo 2010

NOMINE DIRETTORI GENERALI ASR/MELLANO (LISTA BONINO PANNELLA): MERCEDES BRESSO HA CALENDARIZZATOPUBBLICAMENTE LA RIFORMA DEI CRITERI DI NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI ASR … AVANTI BRESSO, AVANTI PIEMONTE!

 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del “Programma di Governo 2010- 2015” , la Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha sottolineato come sulla proposta di riforma dei criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali vi sia la convergenza di due partiti molto diversi fra loro quali la Lista Bonino-Pannella e l’UDC, parlando di “convergenze parallele”.

La Bresso inoltre, rispondendo ad una domanda, ha calendarizzato tale proposta di riforma, dichiarando pubblicamente l’impegno di far approvare una legge regionale ad hoc entro i primi 90 giorni di Governo, in modo da procedere al rinnovo delle cariche dei direttori generali (in scadenza entro fine anno) con la nuova normativa.

 

Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo) ha dichiarato:

 

L’impegno preso oggi dalla Presidente Bresso, non richiesto né sollecitato da alcuno, è di grande rilevanza non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale. Per la prima volta, un presidente di Regione si impegna pubblicamente a riformare i criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali e calendarizza i tempi della riforma.

Nove anni fa, come consigliere regionale radicale, presentai una proposta di legge che fissava criteri di selezione delle figure apicali delle ASR sganciati dalle logiche partitocratriche; ho utilizzato la mia breve permanenza in Parlamento per presentare una proposta di legge ad hoc, poi depositata in questa legislatura dalla deputata radicale Farina Coscioni (C. 278). Spero nella prossima legislatura di poter dare il mio contributo, nei banchi del Consiglio Regionale, per attuare una riforma necessaria ed urgente, che provocherebbe un forte cambiamento di mentalità e metodi all’interno del sistema sanitario regionale.

 

 

 


Torino, 8 marzo 2010

8 MARZO/LISTA BONINO-PANNELLA: LA RU 486 E’ LEGALE IN ITALIA DA 90 GIORNI

MA CONTINUA AD ESSERE NEGATA ALLE DONNE ITALIANE.

 

Giulio Manfredi (capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino e Cuneo per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo):

 

Sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 286 del 9 dicembre 2009 è stata pubblicata l’ “Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano Mifegyne”, meglio conosciuta come pillola abortiva RU486. Sul provvedimento suddetto c’è scritto che la “decorrenza di efficacia” dell’autorizzazione parte dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta.

Ebbene, sono passati ben 90 giorni dal 9 dicembre, ma alle donne italiane continua ad essere negata la libertà di scelta fra aborto chirurgico e aborto farmacologico, libertà di scelta sancita, ricordiamolo, dalla legge 194 del 1978 (art. 15).

Al danno si aggiunge la beffa: come ha documentato la rivista “Il salvagente”, i pochi ospedali italiani che importavano la RU 486 dalla Francia su richiesta nominale delle donne interessate (procedura, lenta e costosa, consentita per i medicinali fuori prontuario in Italia) non possono più farlo perché la RU 486, dal 10 dicembre 2009, è presente nel prontuario farmaceutico italiano; presente solo sulla carta!

Anche nel Piemonte di Mercedes Bresso e di Eleonora Artesio (assessore regionale alla Sanità di Rifondazione Comunista) oggi sarà l’ennesimo 8 marzo senza RU486. Diciamolo: solo la presenza nel Consiglio Regionale del Piemonte, nove anni fa, di consiglieri regionali radicali permise l’avvio di quell’iter burocratico che, sotto l’impulso del ginecologo radicale Silvio Viale, ha permesso di arrivare alla legalizzazione della RU486. Solo la presenza nel prossimo Consiglio Regionale di consiglieri regionali radicali porterà all’effettiva introduzione nei reparti di ginecologia e ostetricia piemontesi della RU486.

 

N.B. Il libretto “RU486: una vittoria radicale” – stampato dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e curato da Giulio Manfredi, Nathalie Pisano e Andrea Carapellucci – contiene la ricostruzione dell’iniziativa radicale per l’introduzione in Italia della RU486.

Disponibile anche online: http://www.webalice .it/carlamarchis io/RU486. pdf

 


Torino, 8 marzo 2010

Cappato (Lista Bonino Pannella): il modello Cota e' il modello "Roma e Tripoli"

 

 

 
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino Pannella in provincia di Torino, Novara e Alessandria:

Roberto Cota pensa di spaventare la gente agitando lo spettro del "modello Zapatero e Tunisi". Come se i cittadini piemontesi dovessero aver paura della laicità che hanno approvato tante volte -dal divorzio e aborto ai casi Coscioni, Welby e Englaro- e come se a sgovernare l'immigrazione, a Roma, non ci fosse la squadra Berlusconi-Bossi- Gheddafi.

Il modello di Cota è il modello "Roma ladrona e leghista", cioè la Roma a leadership leghista che ha rubato il voto popolare di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, per il sistema maggioritario e la responsabilità civile dei magistrati. E' la Roma dei ladri di informazione di RAI e Mediaset, dei quali Cota è un pupillo e un prodotto, e dei falsari sulle liste elettorali e sui decreti ad listam per sanarle.
Il modello Cota è anche il "modello Tripoli", dove uno dei peggiori dittatori al mondo arresta e tortura migranti e dissidenti grazie ai soldi e ai mezzi regalati dal nostro Governo.

Torino, 6 marzo 2010
 

DL INTERPRETATIVO – VIALE, GIUSTIZIA INTERPRETATIVA, RIUSCITO OGGI CIO’ CHE FALLI’ CON ELUANA.

Silvio Viale, candidato a Presidente della Regione Liguria per Lista Bonino-Pannella, escluso per avere rispettato le regole nella raccolta delle firme, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Siamo arrivati alla giustizia interpretativa, che riammette gli amici che non hanno rispettato le regole ed esclude gli avversari, come me, che le ha rispettate. Avrei dovuto forse raccogliere le firme senza rispettare le regole? Probabilmente ce l’avrei fatta. Comunque ne avrei raccolte molte di più. Forse che i cittadini che non troveranno me candidato e non potranno votare la Lista Bonino-Pannella in Liguria sono di serie B rispetto a quelli che voteranno Formigoni e Polverini? Che la democrazia valga per loro e non per me? Senza vergogna hanno sfruttato una figura di merda, che comunque resta tale, per cancellare le regole che solo gli altri sono tenuti a rispettare e per ottenere oggi quello che fallì per Eluana Englaro: carta bianca per le propria giustizia interpretativa.”

 


Torino, 4 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA LISTA BONINO-PANNELLA CON MARCO CAPPATO

E GLI ALTRI CAPOLISTA: QUELLI CHE HANNO FERMATO FORMIGONI IN LOMBARDIA … ORA SI OCCUPANO DI COTA!

 

Domani, venerdì 5 marzo, alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà una conferenza stampa con i capolista della Lista Bonino-Pannella.

 

“QUELLI CHE HANNO FERMATO FORMIGONI IN LOMBARDIA …

… ORA SI OCCUPANO DI COTA!”

 

Interverranno:

 

MARCO CAPPATO (capolista a Torino, Novara e Alessandria – segretario Associazione Luca Coscioni – presentatore dell’esposto che ha determinato l’esclusione del lista di Roberto Formigoni dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo);

 

BRUNO MELLANO (presidente Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo);

 

IGOR BONI (segretario Associazione Radicale A. Aglietta, capolista a Torino e Alessandria) ;

 

GIULIO MANFREDI (Comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e Cuneo);

 

ALESSANDRO FREZZATO (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).

 

 

I candidati saranno presentati da SILVIO VIALE (Direzione nazionale Radicali Italiani).

 

Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le iniziative che la Lista Bonino-Pannella terrà nel fine settimana in occasione della Festa della Donna (8 marzo).

 

 

 


ELEZIONI REGIONALI/NOVARA/OGGI ALLE 15.30 PRESENTAZIONE CANDIDATI LISTA BONINO-PANNELLA.

CON MARCO CAPPATO.

 

Oggi, giovedì 4 marzo, alle ore 15:30, a Novara presso il Bar Rossanigo (Via F.lli Rosselli 1/b), si terrà la presentazione dei candidati della Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.

Interverranno:

MARCO CAPPATO (segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, capolista della Lista Bonino-Pannella a Novara, Torino e Alessandria)

NATHALIE PISANO (Comitato Nazionale di Radicali Italiani, capolista della Lista Bonino- Pannella a Novara e Biella)

ROBERTO CASONATO (candidato della Lista Bonino Pannella a Novara)

SERGIO BRIGANTE (candidato della Lista Bonino Pannella a Novara)

 



Torino, 3 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/RADICALI CONTESTANO A RABELLINO UTILIZZO NOME “ALLEANZA PER TORINO”.

MELLANO: SPERAVAMO SI MUOVESSERO ALTRI PIU’ TITOLATI DI NOI.

 

 

Questa mattina Bruno Mellano (delegato Lista Bonino-Pannella per la Circoscrizione di Torino, capolista a Torino e Cuneo) ha presentato all’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte d’Appello di Torino un esposto inerente la Lista denominata “Alleanza per Torino – Nuova Libertà”, collegata al candidato alla Presidenza del Piemonte Renzo Rabellino.

L’esponente radicale richiede la modifica del nome in quanto lesivo dell’immagine e dell’identità della lista civica “Alleanza per Torino”, fondata nel 1993, che espresse per ben due mandati consecutivi il sindaco Valentino Castellani e che rappresentò la componente laica e liberale della maggioranza di centro-sinistra nel Consiglio Comunale di Torino per ben due consiliature, fino al 2001.

 

Mellano ha dichiarato:

 

“Ci siamo mossi in zona Cesarini perché ritenevamo e ancora riteniamo che altri, ben più titolati di noi a rappresentare e a parlare in nome e per conto di “Alleanza per Torino”, si sarebbero dovuti muovere, si debbano muovere. Non ci risulta che altri si siano posti il problema della possibile presenza sulla scheda elettorale di Torino e provincia di una lista “Alleanza per Torino - Nuova Libertà” che non ha nulla a che fare con la storia, i programmi, le attività di “Alleanza per Torino”, anzi in gran parte risulta antitetica; ricordo che collegata a Renzo Rabellino c’è anche, tra le altre nove, la lista di Forza Nuova.

I radicali torinesi parteciparono con entusiasmo alla formazione di Alleanza per Torino e alla campagna elettorale che portò Valentino Castellani a Palazzo Civico (vennero eletti in Alleanza per Torino due consiglieri comunali radicali, Carmelo Palma ed Emilia Rossi); fu un momento di grande trasformazione politica, sociale e civile della città. Siamo rimasti solo noi a ricordarlo e a rivendicarlo,  anche nelle aule di tribunale?”.

 

 


Torino, 2 marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/A TORINO E’ IN VIGORE DA OGGI LA MODICA QUANTITA ’ DEI MANIFESTI CHE I PARTITI

POSSONO ATTACCARE A GAZEBO E BANCHETTI: NON PIU’ DI QUATTRO. SUGLI STRISCIONI, TOLLERANZA ZERO.

TUTTI D’ACCORDO … TRANNE LA LISTA BONINO-PANNELLA !

 

Si è svolta questo pomeriggio nella Prefettura di Torino la solita riunione interpartitica convocata, all’inizio di ogni campagna elettorale, per concordare fra i partiti le regole del gioco.

Era presente per la Lista Bonino-Pannella Giulio Manfredi (capolista a Torino e Cuneo) che si è rifiutato – unico fra tutti gli esponenti di partito presenti - di sottoscrivere il seguente passaggio del documento finale su “Regolamentazione modalità svolgimento propaganda elettorale ulteriori rispetto alla disciplina legislativa”:

“… Sui gazebo, ed analogamente per i banchetti, non è consentito collocare striscioni di propaganda elettorale bensì manifesti in numero non superiore a quattro…”.

 

Al termine della riunione, Giulio Manfredi ha dichiarato:

 

Oggi ho appreso che l’invenzione della modica quantità di manifesti da attaccare a gazebo e banchetti  – invenzione credo unica in Italia – risale alle elezioni politiche del 2006. Il 15 marzo 2006, il Prefetto di Torino rendeva noto con una circolare che il Ministero dell’Interno aveva vietato l’esposizione di striscioni e di manifesti elettorali sui cosiddetti “gazebo”; il prefetto, con un’interpretazione estensiva, vietava l’affissione di striscioni e di manifesti anche ai banchetti; la riunione interpartitica dell’epoca decideva di non essere radicalmente proibizionista e fissava la modica quantità di quattro manifesti (uno per lato), mentre per gli striscioni confermava la tolleranza zero.

 

Stiamo parlando di manifesti ma stiamo parlando anche dell’Italia. Come ho cercato di spiegare in modo un po’ animato nel corso della riunione, per scoraggiare l’abuso di legge (sicuramente ci saranno stati candidati che avranno fatto piazzare decine di gazebo, tenendoli vuoti di militanti e pieni di manifesti e striscioni per aggirare la norma che vieta le affissioni abusive) si violano i diritti costituzionali di chi, come i radicali, esce dalla sede col gazebo o col banchetto, lo monta, si ferma al tavolo a volantinare per due/tre ore e poi smonta il tutto, lasciando il luogo come lo ha trovato. Essendoci le elezioni, stiamo parlando di banchetti che sono a tutti gli effetti comizi volanti, stiamo parlando di persone, fra cui il sottoscritto, che sono candidate e quindi dovrebbero avere la massima libertà di esporre, nei loro comizi volanti, quello che credono, nella quantità che credono; invece, gli si vuole imporre quattro manifesti e nessun striscione.

 

E la cosa più sconsolante è la sensazione di totale isolamento in cui noi radicali ci troviamo; nessun altro esponente di partito ha eccepito alcunché, erano tutti contenti della gentile concessione di quattro manifesti.

Anche questa vicenda, minima, locale, testimonia come in Italia gli spazi di libertà vanno sempre più registrandosi … e chi lo denuncia passa per eretico.

 

Chiederò ai parlamentari radicali di rivolgere un’interrogazione sulla questione al Ministero dell’Interno anche per verificare cosa ne pensa dell’interpretazione estensiva applicata dal prefetto di Torino che ha fatto di tutto l’erba un fascio, applicando ai banchetti gli stessi divieti fissati dal Ministero esclusivamente per i gazebo.

 

 

 


Torino, 1° marzo 2010

ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DOMANI PRESENTAZIONE CANDIDATI LISTA BONINO-PANNELLA.

CON MARCO CAPPATO E GLI ALTRI CAPOLISTA.

 

 

Domani, martedì 2 marzo, alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà la presentazione dei candidati della Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.

Interverranno:

MARCO CAPPATO (segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino, Novara e Alessandria)

 

BRUNO MELLANO (presidente di Radicali Italiani, capolista a Torino e a Cuneo)

 

IGOR BONI (segretario Associazione Radicale A. Aglietta, capolista a Torino ed Alessandria)

 

GIULIO MANFREDI (Comitato nazionale Radicali Italiani, capolista a Torino e a Cuneo)

 

ALESSANDRO FREZZATO (presidente Cellula Coscioni di Torino, capolista a Torino).

 

 

 

 










 
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