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Torino,
29 aprile 2002
"LA SENTENZA DI STRASBURGO RILANCIA LA BATTAGLIA PER LEUTANASIA." "SOLIDARIETA A DIANE PRETTY E ONORE A MISS "B" CHE SI E SPENTA COME VOLEVA IN UN DIGNITOSO SILENZIO." "ANCHE IN ITALIA CRESCE LA SENSIBILITA DELLOPINIONE PUBBLICA ED I MEDICI SONO PRONTI AD ASSUMERSI LE PROPRIE RESPOSABILITA" |
Silvio
Viale, medico, dirigente di Exit-Italia e Presidente dellAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta ha dichiarato: "Si sapeva che la Corte di Strasburgo avrebbe respinto il ricorso di Diane Pretty, nonostante il favore dellopinione pubblica britannica ed europea. In effetti anche in Olanda ed in Belgio linterruzione volontaria della vita è un atto medico. Ma il caso di Diane Pretty ha scosso lEuropa perché il problema esiste. Come non può essere rimosso il fatto che Miss B ha potuto terminare la propria vita perché lAlta Corte di Londra ha riconosciuto il suo diritto a rifiutare la terapia. Lo ha fatto un mese dopo; quando ha voluto. Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. La Chiesa, il Ministro Sirchia ed il Presidente dellOrdine dei Medici cominciano a parlare di assistenza alla morte come momento conclusivo dellassistenza in vita. Concetti come "cure palliative", "terapia del dolore ", "non accanimento terapeutico", "rifiuto delle cure" ed "eutanasia passiva" sono diventati di loro uso comune. Il ministro Sirchia ha persino proposto un "testamento biologico". Noi siamo favorevoli al testamento biologico, come siamo favorevoli a tutto ciò che aumenta le opportunità di assistenza ai malati che sono destinati a morire. Siamo favorevoli perchè ciò rende più semplice e meno inquinato il discorso sulleutanasia. Non a caso i paesi che hanno legalizzato leutanasia, Olanda e Oregon, sono quelli ove più vaste ed accessibili sono tutte le altre forme di assistenza ai malati terminali. Anche in Italia cresce la consapevolezza dei politici e dei religiosi verso pratiche già esistenti, che espongono continuamente a rischi penali i medici e i parenti. Oggi in Italia esiste una diffusa cattiva eutanasia clandestina senza regole. Come è stato per il divorzio e per laborto occorre fornire unopportunità legale, libera e volontaria; in casi definiti, su richiesta reiterata e volontaria, sotto il controllo e lassistenza dei medici. Anticipare la propria morte senza sofferenze aggiuntive deve essere una possibilità, non un obbligo. I medici italiani sono pronti. Io, come tanti altri, non vorrei praticare leutanasia e non vorrei assistere medicalmente il suicidio di nessuno, ma devo prendere atto che in molte situazioni è lestremo atto terapeutico che viene richiesto ad un medico che ha cura del paziente e non intende abbandonarlo in quel particolare momento della vita che si chiama morte. Non è etico abbandonare un paziente alle proprie sofferenze e i medici italiani lo sanno. Forse non il loro presidente." Torino, 29 aprile 2002 |
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Roma,
24 aprile 2002
VIALE (RADICALI) SU EUTANASIA: "L'ASSOLUZIONE DI EZIO FORZATTI DIMOSTRA LA NECESSITA' ED URGENZA DELLA LEGALIZZAZIONE DELL'EUTANASIA, NON SOLO IN ITALIA". |
Silvio
Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro direttivo
Exit-Italia) ha dichiarato: |
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Torino,
11 aprile 2002
VIALE E BONI (RADICALI): "CI SAREMO ANCHE NOI ALL' "ISRAELE DAY" TORINESE DI SABATO E MERCOLEDI' 17 IL CONSIGLIO REGIONALE DISCUTERA' ANCHE L'ORDINE DEL GIORNO "PER ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA" |
Silvio
Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide
Aglietta) hanno dichiarato: |
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Torino,
2 aprile 2002
EUTANASIA: VIALE "SIRCHIA IPOCRITA! PERCHE' ABBANDONI MALATI E MEDICI?". IN OLANDA APPROVATA UNA LEGGE DI ALTO VALORE ETICO E CIVILE. |
Silvio
Viale, medico, membro del Direttivo di EXIT-ITALIA e Presidente della
Associazione Radicale Adelaide Aglietta denuncia lipocrisia del
Ministro della Salute Girolamo Sirchia: Sirchia è un ipocrita perché non vuole vedere come nella giungla delle sofferenze della realtà italiana si stia sempre più diffondendo la "cattiva eutanasia". Cattiva eutanasia, poiché la semplice sospensione passiva delle cure implica spesso una cattiva morte, ancorché anticipata. In un convegno a Torino, nel dicembre scorso, l80% dei medici presenti ha ammesso che sospenderebbe le cure pur sapendo che ciò anticiperebbe la morte. Sirchia è doppiamente ipocrita quando dichiara che si può anche ammettere il diritto di interrompere le cure, ma non quello di farsi uccidere: il ministro non può non sapere come ciò equivalga a procurarsi la morte. Sirchia preferisce chiudere gli occhi, pur sapendo che il medico che compie gli atti per sospendere le cure e assiste con farmaci il paziente fino alla morte rischia di essere perseguito. Eppure il diritto a rifiutare le cure è presente nel Codice deontologico dei medici italiani (ergo: anche di Sirchia), è riconosciuto dallarticolo 32 della Costituzione ed è diventato legge dello Stato con la ratifica della Convenzione Europea sui Diritti delluomo e sulla Biomedicina (Oviedo 1997). Sirchia è tre volte ipocrita perché sa che lItalia non può considerasi estranea al problema. Nel nostro Paese si è aperta una via giudiziaria alleutanasia. Come deciderebbe un giudice italiano davanti ad una richiesta come quella di Miss B, visto che il giudice inglese ha semplicemente riconosciuto il diritto a rifiutare una cura? Miss B, colpita da tetraplegia e tenuta in vita da un respiratore, è stata in effetti solo autorizzata a sospendere le cure, spegnendo linterruttore della macchina che la tiene in vita. Tocca a Sirchia spiegare quali siano le differenze tra accanimento terapeutico, eutanasia passiva ed eutanasia attiva e quanto spegnere linterruttore di una macchina sia diverso dallingerire una pozione letale, o dal somministrare uniniezione mortale. La mano che azionerà l'interruttore sarà di un altro, inoltre il cervello di Miss B è davvero vivo. Forse che, secondo Sirchia, sospendere una terapia significa strapparsi le flebo da soli? Senza contare poi che anche una Diane Pretty italiana potrebbe rivolgersi alla Corte di Strasburgo per i Diritti Umani. Sirchia è quattro volte ipocrita perché sa che la legge olandese non prevede la morte su richiesta: si tratta, al contrario, di una decisione medica sulla base di precise condizioni che devono essere verificate scrupolosamente da due medici. Sirchia sa che anche la maggior parte dei medici italiani si comporterebbe come i colleghi olandesi e non abbandonerebbe i propri pazienti. Infine, da autentico "talebano" che vuole imporre il suo sistema di valori, Sirchia è ipocrita cinque volte perché sa che la legge olandese non impone nulla ai medici olandesi. E invece una legge di alto valore etico e civile, che rispetta i valori e le convinzioni di tutti e di ciascuno. In essa si riconosce che un paziente ha il diritto di essere assistito nella morte e che un medico ha il diritto di assisterlo. Torino, 2 aprile 2002 |
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