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Torino, 24 aprile 2003
25 APRILE: RADICALI SU SCALFARO "SEMPLICEMENTE DISGUSTOSO DEFINIRE CRIMINE LA LIBERAZIONE DELL'IRAK"
  "Ieri sera, a Torino, in Piazza Castello, si è svolta la commemorazione ufficiale del 25 aprile; i militanti del Partito Radicale Transnazionale erano presenti con lo striscione “Un 25 aprile anche per la Cecenia”. Dopo gli interventi dei rappresentanti di comune provincia e regione, l'orazione ufficiale è stata tenuta da Oscar Luigi Scalfaro.
Non è un caso che ad infiammare la piazza di Torino, per la commemorazione della Liberazione, non sia stato l'asciutto intervento (burocraticamente applaudito) del Sindaco di Torino, o il coraggioso (e fischiatissimo) intervento dell'Assessore regionale Leo. L'apoteosi si è raggiunta quando l'ex Presidente Scalfaro, chiamato a celebrare la resistenza (armata) e la liberazione (armata) da parte delle truppe anglomericane dell'Italia e di buona parte dell'Europa occidentale, ha iniziato ad attaccare l'intervento armato angloamericano in Irak, definito, né più né meno, tra gli applausi della piazza, un "crimine".
Ora, si può ampiamente eccepire sull'opportunità politica di una scelta come quella dell'intervento armato (imposto essenzialmente dalla "diserzione democratica" del blocco pacifista franco-russo), e come radicali abbiamo cercato di suggerire alla comunità internazionale e al Parlamento italiano una strada di "interventismo democratico", non necessariamente militare, capace di assicurare la cacciata di Saddam e la transizione dell'Irak alla libertà politica.
Però, oggi, è semplicemente disgustoso definire "crimine" la liberazione di un paese, in cui dopo trent'anni si tengono già oggi, in piena occupazione militare alleata, libere manifestazioni antiamericane. Ed è ancora più disgustoso far tutto questo nel giorno in cui si celebrano, anche, le bombe alleate che, 58 anni fa, liberarono il nostro paese.
Prendiamo atto che per Scalfaro, come per Cossutta e Diliberto, Blair è un criminale di guerra, ma a differenza dei leader comunisti, Scalfaro difetta di coerenza storica. È semplicemente incredibile che, a suffragare la propria posizione, il Presidente Emerito abbia fornito un'interpretazione dell'art. 11 della Costituzione ("L'Italia ripudia la guerra…") del tutto opposta a quella ampiamente accettata, nel marzo 1999, dal Presidente Scalfaro, comandante supremo delle forze armate italiane, che, contro l'Onu, e senza neppure passare da un voto preventivo del Parlamento, iniziarono il bombardamento della Serbia in occasione del conflitto in Kosovo.
Se questo tartufesco azzeccagarbugli è il difensore della Costituzione e il vero alfiere delle piazze democratiche, può star fresca la Costituzione e può star fresca la democrazia."
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale)
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani)

Torino, 23 aprile 2003
"UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA"/I RADICALI DI TORINO SARANNO PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE COMMEMORATIVA DI QUESTA SERA IN PIAZZA CASTELLO.
L'APPELLO PER LA CECENIA E’ ON LINE: www.radicalparty.org

  Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali), Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
 
"Parteciperemo anche noi, questa sera, alla celebrazione commemorativa del 25 aprile, con le bandiere e con l'appello del Partito Radicale Transnazionale (a prima firma il filosofo francese André Gluksmann) “per un’amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia”.
Abbiamo sempre ritenuto che le ricorrenze e gli anniversari, per non ridursi a sterili riti, dovessero ancorarsi al tempo presente, alle sue urgenze e atrocità: la Cecenia, con i suoi 100.000 morti civili (su 1 milione di abitanti), con i suoi 300.000 profughi, con una capitale, Grozny, di cui i russi hanno tenuto in piedi solo alcuni palazzi per non farla sparire definitivamente dalla carta geografica, rappresenta un buco nero per la coscienza di tutta l’Europa.
Dieci anni fa manifestavamo, inascoltati, sotto lo slogan "L'Europa muore o rinasce a Sarajevo"; oggi manifestiamo sotto lo slogan "L'Europa muore o rinasce in Cecenia”. Finora le democrazie occidentali hanno chiuso entrambi gli occhi sui massacri ceceni per non irritare Vladimir Putin, l’  “uomo della provvidenza”; il processo di allargamento a Est costringerà l’Unione Europea a vedere, finalmente, quanto accade nella Russia dell’ “amico Putin”.
 
Palma (348/5335301)     Viale (348/5335310)

Torino, 17 aprile 2003
CAROTE E BANANE. IPOCRISIA SUL CINEMA GAY
Festival del cinema gay
DALLA BANANA ALLA CAROTA
LA CENSURA SI ARRENDE SE E’ DONNA
GHIGLIA SDOGANA IL CINEMA GAY
FLOP DEL COMUNE SULLA PUBBLICITA’ OFFENSIVA
  Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha rilasciato la seguente dichiarazione a commento dell’assolutamente ipocrita mancanza di ogni polemica sul Festival del cinema omosessuale, che si inaugurerà questa sera:
"Ci sono due notizie, entrambe a loro modo scandalose, soprattutto se ricondotte alla nota polemica sulla banana infilata in uno slip maschile che accompagnò l’edizione dello scorso anno. Forse che, lo scorso anno, l’errore fu non mettere una carota al posto della banana? O Forse fu quello di non mettere la banana in uno slip femminile? E’ chiaro che le polemiche sarebbero state minori se l’accostamento fosse stato fatto con un corpo femminile, piuttosto che con uno maschile. Così, quest’anno, invece di accostare la carota ad un volto maschile, con una geniale presa in giro l’hanno accostata a quello femminile di Brigitte Bardot.
Il messaggio è lo stesso, ma il riferimento non più omosessuale ha rassicurato i pruriti dei soliti moralisti, mentre l’immagine di una diva nota, piuttosto di quella di un’anonima modella, annulla ogni allusione tra le tematiche del festival del cinema gay e la carota accostata alla bocca.
Quindi le notizie di questa edizione sono almeno due.
La prima è che non vi è più la tradizionale interpellanza di Agostino Ghiglia, che finalmente ha sdoganato la rassegna omosessuale, contro la quale si era puntualmente lanciato ogni anno, armato di poster, cataloghi e testimonianze varie.
La seconda è il flop del comune sulla questione della pubblicità offensiva, sulla quale l’assessore Pozzi e la Commissione pari opportunità hanno speso tre conferenze stampa e parecchi comunicati. A partire dall’immagine pubblicitaria di una donna che leccava una ruota, dalla famosa banana dello scorso anno e di una pubblicità impiegata per la Fiera del libro, era stato annunciato un gruppo di lavoro, con il compito di elaborare un codice di comportamento relativo alla pubblicità delle iniziative con il patrocinio del Comune. L’intenzione dichiarata era quella di evitare "messaggi lesivi della dignità delle persone; messaggi che tendono a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità; pregiudizi culturali e stereotipi fondati sulle discriminazioni di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e psichica, credo religioso". Evidentemente hanno sciolto la commissione, perché non può sfuggire a nessuno il perché, tra tante immagini della Bardot, si sia proprio utilizzata quella con una carota vicino alla bocca, quasi si trattasse di una rassegna di slow food.
In attesa di scontate dichiarazioni dell’assessore Pozzi e compagnia, non posso che esprimere la mia più grande soddisfazione per la sottile ironia e la pregnante genialità con cui gli organizzatori hanno messo fuori gioco l’ipocrisia bacchettona dei censori, che non possono censurare la Bardot con la carota. Forse sì, se avesse una banana"

Tel. 339.57406/ 348.5335310

Torino, 14 aprile 2003
ASSOLTA EXIT.
SILVIO VIALE: "MORIRE CON DIGNITA’ E’ UN DIRITTO"
  Silvio Viale, membro del Consiglio Nazionale di Exit e Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"L’inchiesta su Exit non poteva finire che con l’archiviazione. Sono soddisfatto per Emilio Coveri al quale va il riconoscimento e la solidarietà di tutti gli iscritti. Ma sono anche soddisfatto che l’inchiesta del pm Valerio Longi abbia evidenziato quello che molti fanno finta di non sapere, e cioè che, in assenza di una legge che permetta di morire con dignità, quando la morte è ormai inevitabile e la vita è diventata un’insopportabile ed inutile sofferenza, molte persone preferiscono decidere quando e come morire rivolgendosi all’estero. E’ una realtà che non deve scandalizzare, ma fare riflettere. Occorre una legge che preveda una scriminante per il medico quando agisca in determinate condizioni, per aiutare le persone nella loro sofferenza estrema. Il mio pensiero, oggi, va a Franco Lucentini e a quelli che, come lui, dovrebbero avere il diritto di discutere con un medico su come porre fine alla propria esistenza ed, eventualmente, essere aiutati. E’ un diritto negato che costringe a scelte clandestine o alla tromba delle scale. Del resto questo è un paese nel quale l’incredibile vicenda di Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente da oltre 10 anni, svela impietosamente l’ipocrisia di un parlamento imbelle, incapace di legiferare su questo tema. Mentre Sirchia, il 26 maggio, si appresta a celebrare la sua scaramantica "giornata del sollievo. Proprio il 26 maggio Exit svolgerà la sua riunione annuale e tornerà a chiedere massima libertà per la terapia del dolore, ma anche una legge per l’eutanasia."

"IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE E' FALLITO: E' NECESSARIA ED URGENTE UNA REVISIONE DELLE CONVENZIONALI INTERNAZIONALI SULLE DROGHE"
GIOVEDI‚ 10 APRILE 2003
ORE 16:30
TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
VIA ALFIERI n. 15
(Sala dei Presidenti, piano terra)
CONFERENZA STAMPA
(aperta al pubblico)
con
MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale)
BRUNO MELLANO
(consigliere regionale radicale)
  "IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE E' FALLITO: E' NECESSARIA ED URGENTE UNA REVISIONE DELLE CONVENZIONALI INTERNAZIONALI SULLE DROGHE"
GIOVEDI‚ 10 APRILE 2003, ORE 16:30
TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
VIA ALFIERI n. 15 (Sala dei Presidenti, piano terra)
CONFERENZA STAMPA (aperta al pubblico)
con
MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale)
BRUNO MELLANO (consigliere regionale radicale)

Saranno presenti anche Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e alcuni dei 20 consiglieri regionali firmatari dell'Appello della Lega Internazionale Antiproibizionista/LIA per la revisione delle Convenzioni internazionali sulle droghe.
Puoi sottoscrivere l'Appello sui siti radicali: radicalparty.org www.radicali.it

Marco Cappato parteciperà giovedì sera, alle ore 21:00, a Cuneo (Centro Incontri della Provincia, c.so Dante n. 41) ad un dibattito pubblico su "Il proibizionismo sulle droghe è un crimine?". Interverranno al dibattito William Casoni (vicepresidente Regione Piemonte, AN), Mauro Mantelli (vicesindaco di Cuneo, DS) e Giuseppe Forlano (Gruppo Abele).

Per ulteriori informazioni: 011/5757401-402
www.grupporadicalipiemonte.it www.associazioneaglietta.it

VENERDI’ 11 APRILE 2003, ORE 21:00
BIELLA
AULA MAGNA DELL’ITIS QUINTINO SELLA
Via Rosselli, 2
 

ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
PER LA LIBERTA’ DI RICERCA SCIENTIFICA
 
 
VENERDI’ 11 APRILE 2003, ORE 21:00
BIELLA
AULA MAGNA DELL'ITIS QUINTINO SELLA
Via Rosselli, 2
 
DIBATTITO PUBBLICO
“LA CLONAZIONE TERAPEUTICA:
DISTINZIONE FRA CLONAZIONE RIPRODUTTIVA E TERAPEUTICA;
LA SITUAZIONE IN ITALIA E NEL MONDO…
… MA LA RICERCA SARA’ LIBERA?”
 
Interverranno:
 
CRISTIANA MARCHESI (genetista Ospedale Mauriziano di Torino)
BRUNO MELLANO (consigliere regionale radicale)
 
 
Coordina la serata RICCARDO SIMBULA, esponente radicale biellese.
Per ulteriori informazioni: IOLANDA CASIGLIANI (348/5335307)
 
FIRMA L’APPELLO PER LA LIBERTA’ DELLA RICERCA SCIENTIFICA SU www.LUCACOSCIONI.IT


“LAOS E TELEKOM SERBIA:
 UE LOTTE RADICALI, DUE LIBRI RADICALI”
 
VERCELLI, VENERDI’ 11 APRILE 2003, ORE 18:30
 

presso il nuovo Spazio Convegni della S. & A. Libri
(via San Paolo n. 4)
 
PRESENTAZIONE DI:
 
“INDOCINA LIBERA – Il caso Laos trent’anni dopo – Dove la democrazia è reato”
di Massimo Lensi e Bruno Mellano (edizioni Liberal Libri)
 
e di “TELEKOM SERBIA – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”
di Giulio Manfredi (www.stampalternativa.it - edizioni speciali)
 
 
Saranno presenti gli autori Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani).
 
Introdurrà Andrea De Angelis, esponente storico dei radicali vercellesi.
 
 
Per ulteriori informazioni: Andrea De Angelis (338/8596401)
 
 
www.associazioneaglietta.it
www.grupporadicalipiemonte.it


“IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE E’ FALLITO: E’ NECESSARIA ED URGENTE UNA REVISIONE DELLE CONVENZIONALI INTERNAZIONALI SULLE DROGHE”
 

GIOVEDI’ 10 APRILE 2003, ORE 16:30
TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
VIA ALFIERI n. 15  (Sala dei Presidenti, piano terra)

 
CONFERENZA STAMPA (aperta al pubblico)
con
MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale)
BRUNO MELLANO (consigliere regionale radicale)
 
 
Saranno presenti anche Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e alcuni dei 20 consiglieri regionali firmatari dell’Appello della Lega Internazionale Antiproibizionista/LIA per la revisione delle Convenzioni internazionali sulle droghe.
Puoi sottoscrivere l’Appello sui siti radicali: radicalparty.org – radicali.it
 
 
Marco Cappato parteciperà giovedì sera, alle ore 21:00, a Cuneo (Centro Incontri della Provincia, c.so Dante n. 41) ad un dibattito pubblico su “Il proibizionismo sulle droghe è un crimine?”. Interverranno al dibattito William Casoni (vicepresidente Regione Piemonte, AN), Mauro Mantelli (vicesindaco di Cuneo, DS) e Giuseppe Forlano (Gruppo Abele).
 
 
Per ulteriori informazioni: 011/5757401-402
 
www.grupporadicalipiemonte.it
www.associazioneaglietta.it

 
L'ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA
IL GRUPPO CONSILIARE RADICALE PIEMONTESE
IL MOVIMENTO GRUPPO CAVOUR
Dibattito Pubblico
"Il Proibizionismo sulle droghe  
 E’ UN CRIMINE ?"
 

GIOVEDÌ 10 APRILE 2003
Sala "B"
Centro Incontri della Provincia in C.so Dante, 41 CUNEO
ore 21.00
Con


Marco CAPPATO europarlamentare radicale 
William CASONI vicepresidente Regione Piemonte
Giuseppe FORLANO formatore università di strada / Gruppo Abele   Mauro MANTELLI
vicesindaco Cuneo
Moderatore:
Bruno MELLANO consigliere regionale radicale


Saranno presenti :
Carmelo Palma consigliere regionale radicale Lista Emma Bonino
Federico Musso dell’Associazione Gruppo Cavour di Cuneo
Chiara Gribaudo della segreteria provinciale Sinistra Giovanile
Andrea Borsoi coordinatore provinciale giovani della Margherita
Gianluca Casale Alloa vicepresidente prov. Azione Giovani
Un esponente locale del coordinamento Giovani Padani.


Oltre 200 Parlamentari di 27 nazioni chiedono una riforma antiproibizionista delle convenzioni internazionali sulle droghe. La risoluzione dei Parlamentari è stata formalmente presentata al Parlamento Europeo e nei Parlamenti nazionali di Canada, Grecia, Nuova Zelanda e Colombia. 15 consiglieri regionali Piemontesi hanno sottoscritto l'appello della Lega Internazionale Antiproibizionista (L.I.A.).
FIRMA: L’APPELLO PER LA " RIFORMA DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI " su : WWW.RADICALPARTY.ORG cliccando sul banner della L.I.A.

PER INFORMAZIONI: tel. 011.5757401/402 
Bruno Mellano 348 5335302
Pizzini Gianni348.5335303
www.associazioneaglietta.it


Torino, 2 aprile 2003
Circolare D’Ambrosio su contraccezione di emergenza (Pillola del giorno dopo)
UN PASSO AVANTI, MA INSUFFICIENTE
  Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato:
"Come medico mi rallegro del fatto che l’Assessore D’Ambrosio sappia, da medico, svincolarsi dalla pura polemica politica. Anche se in modo insufficiente, la circolare D’Ambrosio prende atto che la legge prevede la ricetta per un farmaco di emergenza; una prestazione non differibile, per la quale viene spesso impropriamente chiesto un ticket in contrasto alle disposizioni regionali. Molti medici poi sottopongono le donne ad inutili, quanto punitive, visite ginecologiche o ecografie, per moltiplicare l’importo del ticket, mentre altri semplicemente cacciano le donne, spesso in modo umiliante.
Che si tratti di una prestazione di emergenza lo ha ribadito il TAR del Lazio, osservando che "la nozione di "emergenza" va considerata in senso strettamente oggettivo - e cioè come evento critico, suscettibile di introdurre la possibilità di una gravidanza non desiderata, cui si intende porre rimedio con carattere di immediatezza, indipendentemente dal grado di volontarietà o colpa dell’interessato nel determinarlo; ciò in base ad un criterio che è comune alla somministrazione di ogni presidio terapeutico, che ha luogo in base al dato obiettivo della condizione fisiologica dell’individuo prescindendo da ogni valutazione circa il concorso psichico dello stesso nel determinarne le cause".
Che non si debba pagare il ticket è ovvio perché si tratta di una prestazione differibile di poche ore, ammesso che consultori e medici di base siano in servizio. La circolare riprende il termine delle 12 ore dal rapporto sessuale, dimenticando che i consultori sono aperti solo alcune ore al giorno, con il medico presente solo alcune ore, e che i medici di base hanno orari diversi, solo al mattino o solo al pomeriggio.
Solo ieri una signora è stata mandata al S.Anna da un consultorio nel pomeriggio, perché non vi era il medico, ed il suo medico di base non ci sarebbe stato fino al giorno successivo.
Rimane poi aperta la questione delle minorenni, che hanno una minore possibilità di movimento.
Comunque la circolare è un passo avanti, perché riconosce che la prestazione è necessaria e non differibile, se non entro le 12 ore dal rapporto, poiché si espone la donna ad un rischio aggiuntivo di gravidanza non voluta. Ricorda ai medici che la non prescrizione di questo contraccettivo, che necessita di ricetta obbligatoria, è contro la legge.
Invito gli organi di informazione a ricordare che si tratta di un contraccettivo che non ha controindicazioni e che può essere prescritto da qualunque medico (non serve lo specialista) sulla base del racconto della donna.
Sarà nostra cura continuare a monitorare il comportamento dei medici e segnalare le violazioni."

(per informazioni Silvio Viale 339.3257406, 348.5335310)

Torino, 2 aprile 2003
IL PRESIDENTE CIAMPI DOMANI AD ASTI/IL RADICALE GIULIO MANFREDI SCRIVE AL PRESIDENTE, APPROFITTANDO DELL’INIZIATIVA DELLA REDAZIONE LOCALE DE “LA STAMPA”:
“TELEKOM SERBIA – PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?”.
  Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sarà domani ad Asti, dove presenzierà fra l’altro alla consegna del “Premio Ethica”. Per l’occasione, la redazione locale de “La Stampa” ha concepito un’interessante iniziativa: raccoglierà i messaggi indirizzati al presidente dai lettori (tramite l’e-mail asti@lastampa.it) e li farà consegnare direttamente nelle mani del Presidente Ciampi tramite il Prefetto di Asti.
 
Giulio Manfredi (autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?” – www.stampalternativa.it ) ha inviato il seguente messaggio al Presidente:
 
“Egregio Presidente,
 
            Vorrei con la presente invitarLa ad una riflessione su quanto accadde nel giugno 1997, grazie all’affaire Telekom Serbia: Slobodan Milosevic utilizzò i 900 miliardi di lire provenienti da Telecom Italia (non ancora privatizzata) per rinsaldare il suo potere - fino a pochi mesi prima vacillante per le manifestazioni no stop dell'opposizione democratica - e per preparare l'operazione di pulizia etnica in Kosovo, che avrebbe comportato, nel marzo 1999, l'intervento militare della NATO e che comporta, ancora oggi, l'impegno dei nostri soldati in quei luoghi per il mantenimento della pace. Sulla scorta di tale riflessione, non sarebbe assolutamente fuori luogo e fuori tempo una Sua dichiarazione pubblica, che potrebbe – scusi la mancanza di tatto, signor Presidente – suonare, pressappoco, così: "Cari i taliani, devo dirvi la v erità: nel 1997, quando ero Ministro del Tesoro e quindi controllavo direttamente Telecom Italia, avrei dovuto impedire che, con i soldi delle vostre bollette telefoniche e delle vostre tasse, l'Italia finanziasse Milosevic; fu un errore di cui voglio chiedere oggi pubblicamente scusa sia a voi sia al popolo serbo e a quello albanese del Kosovo.”
.
 
            Un Presidente che avesse la forza interiore di proferire una simile dichiarazione non perderebbe ma acquisterebbe rispetto, stima e prestigio sia in Italia sia a livello internazionale; inoltre, si sottrarrebbe definitivamente al triste gioco dei ricatti e delle allusioni. In Europa, c'è chi ha saputo assumersi pubblicamente le proprie responsabilità rispetto a comportamenti passati omissivi nei confronti dei crimini avvenuti nell'ex  Jugoslavia: un anno fa il governo olandese si è dimesso per non aver saputo impedire, nel 1995, il massacro di Srebrenica; è stata costituita una commissione parlamentare d'inchiesta il cui presidente Bakker ha detto: "Finalmente, dopo sette anni, la politica olandese potrà togliersi la pietra di macina che ha sul collo”. L'esempio o landese può servire anch e rispetto alle vicende dell'affaire Telekom Serbia …
 
            Nell'attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, voglia gradire distinti saluti. (Giulio Manfredi)”.
 
 
Manfredi (348/5335305)

Torino, 2 aprile 2003
SANITA'/REGIONE PIEMONTE: NESSUN TICKET AL PRONTO SOCCORSO PER LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO NELLE ORE NOTTURNE E NEI FESTIVI. L’ASSESSORE D'AMBROSIO DA' RAGIONE AI RADICALI
.
  Ieri mattina, in Consiglio Regionale, l’Assessore alla Sanità Antonio D’Ambrosio ha risposto ad un’interrogazione presentata il 28/05/02 dai consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano per avere chiarimenti sull’imposizione o meno del ticket sulla c.d. “pillola del giorno dopo”, dopo avere verificato che nella gran parte dei presidi ospedalieri la contraccezione di emergenza non era considerata intervento "urgente", e quindi si imponeva alle pazienti il pagamento del ticket per un uso improprio del pronto soccorso.
L’Assessore ha fornito ai consiglieri copia della circolare da lui inviata a tutti i direttori generali e commissari delle aziende sanitarie regionali (Prot. N. 969/U.C., 31/03/2003), nella quale, tra l’altro, recependo le indicazioni degli interroganti, è scritto:
 
“…La tempestività della prescrizione e somministrazione della cosiddetta “pillola del giorno dopo” costituisce condizione determinante della sua efficacia e fa ritenere la contraccezione di emergenza una prestazione non differibile. Nelle note informative del Ministero della Salute si consiglia di ricorrere a tale contraccezione entro le 12 ore. Alla luce di tali considerazioni si ritiene di far rientrare tra le prestazioni di Pronto Soccorso erogate senza oneri a carico degli assistiti la contraccezione di emergenza nelle ore notturne e nei giorni festivi ove non è possibile ottenere la prescrizione rivolgendosi al medico di famiglia o al consultorio familiare.”.
 
 
Palma e Mellano hanno dichiarato:
 
“Pur rilevando che ci sono voluti dieci mesi per ottenere una risposta istituzionale alla nostra interrogazione, diamo volentieri atto all’Assessore di avere compreso il problema e di avere diramato direttive concise e precise in merito. Rimaniamo convinti che imporre un ticket di 30 euro sulla “pillola del giorno dopo” non sia coerente con una politica sanitaria di contenimento delle gravidanze indesiderate (come, d’altronde, non è coerente con tale politica l’alto costo dei preservativi). Questa circolare è comunque un piccolo passo in avanti; perlomeno non si penalizzano economicamente le donne che sono costrette a rivolgersi al pronto soccorso nelle ore e nei giorni in cui non possono contare sull’assistenza di medici di famiglia e dei consultori.”.
 
Palma (348/5335301)    Mellano (348/5335302)

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

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