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Torino,
26 aprile 2005
TARGHE ALTERNE - VIALE (radicali): "CON UNA BELLA REVOCA ED UN'ALTRA SPLENDIDA BUGIA SI CONCLUDE LA COLOSSALE BUFFONATA DELLE TARGHE ALTERNE A TORINO" |
Letto
il comunicato, con il quale il mitologico assessore alle "risorse
atmosferiche", Dorino Piras, revoca l'ultimo turno di targhe alterne,
il Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio
Viale, esprime soddisfazione e sottolinea l'ennesima bugia atmosferica
della Provincia: "Inutilmente, per quattro mesi, abbiamo chiesto i loro dati. Non li abbiamo mai avuti, nemmeno dopo che abbiamo reso pubblici gli effetti delle targhe alterne nel primo trimestre 2005: con 20 giorni di targhe alterne su 90 si è avuta una riduzione del pm10 dello 0,99%, che in termini assoluti equivale a 0,86 mcg/mc sulla media del pm10. Cioè nessun vantaggio. Sin da febbraio avevamo chiesto la revoca delle targhe alterne di aprile, un assuluto controsenso, ma in questo caso siamo stati più fortunati, poiche sono state revocate 3 volte su 4. Di volta in volta, senza nessuna strategia, come una metafora della politica ambientale dell'assessore." "Per questo, non possiamo che sorridere soddisfatti di fronte all'ennesima revoca dell'ultimo minuto e, soprattutto, non possiamo esimerci dal sottolineare l'ennesima bugia. Nel comunicato si afferma che "le condizioni metereologiche ed i dati acquisiti sulla qualità dellaria indicano sia una riduzione dei valori degli inquinanti atmosferici che condizioni di tempo favorevoli alla dispersione degli inquinanti". Peccato che nello sito della provincia, nella pagina dedicata all'IQA, per il 27 si dica che prevarranno "condizioni di stabilita' atmosferica" e che la "situazione è favorevole all'accumulo degli inquinanti". Delle due è l'una: o sbaglia Piras, o sbaglia il suo sito." "Sempre nel comunicato Piras sostiene che non via sono più le "condizioni di emergenza". Sarei tentato di dire che alla fine lo ha capito, visto che le condizioni di emergenza non ci sono mai state, ma temo che il suo sia solo un "modo di dire" per evitare di dovere smentire l'impianto della propria politica sulle targhe alterne. Con 22 giorni fatti e 12 giorni revocati, le targhe alterne del 2005 sono da considerarsi un esperimento che ha confermato il fallimento già registrato con le targhe alterne del 2002 e del 2003. Non a caso nel 2004, Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino, rispettivamente Presidente della Provincia e Sindaco di Torino, non le fecero." "L'augurio è che il duo Saitta-Piras, smaltito il savonarolesco furore, inizi veramente a riflettere in modo scientico sui dati e sull'efficacia dei provvedimenti. Si tratta di abbandonare la logica di un'emergenza tutta politica, che produce le targhe alterne solo in Italia come unica strategia di facciata. Occorre, viceversa, proseguire in quella proficua politica ambientale che, dal 1990, ha ridotto drasticamente tutti gli inquinanti, compreso il pm10, agendo sulle benzine, sui motori, sulla viabilità e sul servizio pubblico, rendendolo conveniente e competitivo. Rimangono da affronatre i livelli di 'ozono, deglii ossidi di azoto e del pm10, che non bisogna sottovalutare ma nemmeno esorcizzare con provvedimenti campati in aria. Mi auguro che gli assesori Piras e Ortolano accettino quel confronto che, fino ad ora, hanno sempre evitato; sarebbe anche un modo per far capire che non sono finiti lì solo per sbaglio." (Silvio Viale) |
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| Carmelo
Palma (consigliere regionale radicale uscente), e Igor Boni (segretario
dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta), nellannunciare
la partecipazione radicale alla fiaccolata per il 25 aprile, prevista
per domani sera a Torino, hanno dichiarato: "Anche questanno, come è già avvenuto in passato, parteciperemo alla manifestazione per il 25 aprile, non solo per ricordare la liberazione italiana, ma soprattutto per denunciare che la speranza per una liberazione della Cecenia e dei ceceni ha di fatto cessato di rappresentare, non diciamo un obiettivo, ma almeno un problema nellagenda della politica internazionale. Questa strage di diritto e di vite che si va compiendo ai confini dellEuropa e a vergogna dellEuropa vede come soli protagonisti e antagonisti i professionisti della sopraffazione e della violenza terrorista, siano essi di osservanza islamica o moscovita. Non vi è di fatto nessuno, nelle cancellerie e negli establishment della comunità internazionale, che stia lavorando alla costruzione di una soluzione politica, come quella a lungo coltivata dal presidente Maskhadov, non casualmente eliminato dai Russi. Ed è evidente che una soluzione pacifica e più ancora un «Piano di pace» come quello proposto da Maskhadov, tornerà credibile per i ceceni, dopo la morte di Maskhadov, solo quando a sostenerlo, a promuoverlo e a difenderlo sarà una parte significativa di quel mondo libero che, voltando le spalle alla Cecenia, volta le spalle alle tragedie e ai fantasmi della propria storia (il genocidio, la violenza scientifica, la guerra e laggressione come strumento di governo ) che nelle macerie di quello sventurato paese si rispecchiano in modo così preciso, somigliante e insopportabile. Per informazioni: 348/5335301 (Palma) Sul sito www.radicalparty.org è disponibile il testo del Piano di Pace per la Cecenia e si può sottoscrivere lappello internazionale in suo sostegno |
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Torino,
22 aprile 2005
INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE RADICALE DI TORINO: DOMENICA 24 APRILE, ORE 16:30, VIA GARIBALDI n. 18/55 (interno cortile). |
Allinaugurazione
saranno presenti: Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide
Aglietta); Silvio Viale (presidente Associazione); Rosanna Degiovanni
(tesoriere Associazione); Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionale
radicali uscenti); Mariano Ferrentino, Giulio Manfredi, Gianni Pizzini
e Nicola Vono (Comitato Nazionale Radicali Italiani); Iolanda Casigliani
(Associazione Detenuto Ignoto); Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni). Boni e Viale hanno dichiarato: Torniamo nella via Garibaldi che fu sede per oltre un decennio del Partito Radicale di Adelaide Aglietta, la sede dove nascevano le lotte per i diritti civili, dal divorzio, allaborto, ai diritti degli omosessuali. Oggi quelle lotte non sono assolutamente un pezzo darchivio ma rivivono, per esempio, qui ed ora, nella campagna per il SI ai referendum sulla procreazione assistita del 12 e 13 giugno, nelliniziativa per introdurre anche in Italia laborto farmacologico, o per garantire il diritto alleutanasia. Da quando si è costituita, cinque anni fa, lAssociazione Radicale A. Aglietta non si è mai rassegnata alla pura testimonianza; non lo farà neppure ora, in tempi certamente più difficili, se sarà sostenuta dallimpegno, anche finanziario, dei tanti cittadini che non si rassegnano alla negazione, tutti i giorni, dei valori liberali, liberisti e libertari.. Boni (348/5335309) Viale (348/5335310) N.B. Ci si può iscrivere allAssociazione Radicale Adelaide Aglietta versando almeno 15 euro sul CCP n. 51394104, intestato allAssociazione stessa. |
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Torino,
20 aprile 2005
CASO ELUANA - VIALE (EXIT-ITALIA): "UNA GRANDE INGIUSTIZIA" |
"Una
grande ingiustizia" è il commento di Silvio Viale, membro
del Consiglio Generale di Exit-Italia, alla sentenza della Corte di Cassazione
sul caso di Eluana Englaro, da tredici anni in stato vegetativo permanente. Silvio Viale, che è medico, ha aggiunto: "Ora non resta che seguire la strada del curatore speciale, suggerita dalla Cassazione, che non chiude il caso ma lo prolunga. L'unica differenza con il caso di Terri Schiavo è che in Italia si continua a considerare l'alimentazione artificiale, forzata, come un evento naturale e non come una terapia, con la conseguenza che una volta instaurata non è più annullabile per tutta la vita biologica rimanente. Da un punto di vista scientifico non vi sono dubbi che la vita edi coscienza sia irrimediabimente compromessa e che l'ostinazione nel mantenere l'aimentazione sia un accanimento terapeutico. Ai genitori di Eluana, alla loro sofferenza, va la solidarietà di Exit. Ad Eluana la speranza che le azioni del curatore possano renderle giustizia, rispettare la sua voilontà e permetterle di concludere la sua odissea vegetativa e di riposare finalmente in pace." (Silvio Vilae 339.3257406) |
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Torino,
20 aprile 2005
CASO BUSCAGLIA: LASSESSORE ALLA SANITA RICONOSCE LANOMALIA DENUNCIATA DAI RADICALI |
Dichiarazione
di Igor Boni e Carmelo Palma: Finalmente si prende atto che le 12
perizie psichiatriche alle quali è stato sottoposto il signor Gian
Piero Buscaglia sono un fatto assolutamente anomalo In risposta ad una interrogazione presentata nel maggio scorso dai Consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano e sottoscritta anche dal Verde Enrico Moriconi riguardo al caso del cittadino di Alessandria Gian Piero Buscaglia, dipendente amministrativo della Polizia di Stato che, dopo essere stato ingiustamente convocato a 12 perizie psichiatriche, ha subito il licenziamento, lAssessore alla Sanità uscente Valter Galante ha ammesso: non ho problemi ad affermare che il numero di visite e di perizie psichiatriche commissionate è anomalo. Dichiarazione di Igor Boni (Segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) e Carmelo Palma (Consigliere regionale radicale uscente) Vogliamo ringraziare lAssessore Galante che, per primo, ha istituzionalmente riconosciuto che le stesse istituzioni hanno agito in modo anomalo nei confronti di Gian Piero Buscaglia. Il caso di Buscaglia è infatti un esempio eloquente di quale sia il livello di degrado che ha raggiunto il nostro paese. Si impone burocraticamente una visita psichiatrica a un cittadino incensurato (per ragioni di servizio, e per una verifica della sua compatibilità con le mansioni svolte): malgrado il periziato risulti sano di mente e non abbia commesso crimini lo si ri-sottopone ad una nuova raffica di perizie psichiatriche : un trattamento che non viene di norma riservato neppure ai serial killer. Così viene sbattuto sui giornali, indotto e costretto a atti di protesta sempre più eclatanti che lo portano a decine di processi e ovviamente a nuove umilianti perizie psichitariche e infine licenziato. Lesito delle perizie è ovvio: Buscaglia è ripetutamente riconosciuto sano di mente; i processi vanno per lo più risolvendosi in assoluzioni, archiviazioni, prescrizioni. Ma il marchio resta; finiti i soldi, ora Buscaglia deve lasciare la casa, dovendo scegliere fra pagare l'affitto o passare gli alimenti ai figli (ai quali, intanto, è stato mutato il cognome per motivi di reputazione). Tutto questo è accaduto per mano dello Stato e nel silenzio assordante pressoché di tutti. Certo: un caso perlomeno anomalo! Noi preferiamo parlare di violazione dei diritti, noi preferiamo chiedere ai sindacati, alla politica, alle decine di associazioni che si occupano di diritti negati, alla cosiddetta società civile: dove siete?? Per informazioni: 348/5335309 (Boni) 348/5335301 (Palma) |
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Torino,
18 aprile 2005
INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA TARGHE ALTERNE E BLOCCHI BILANCIO DEL PRIMO TRIMESTRE 2005 mercoledì 20 aprile alle ore 17 via Garibaldi 18 (cortile) |
Silvio
Viale ed igor Boni, rispettivamente Presidente e Segretario dell'Associazione
radicale Adelaide Aglietta, presenteranno un dossier sull'impatto
delle targhe alterne e dei blocchi domenicali sull'inquinamento torinese
a partire dall'elaborazione dei dati del primo trimestre 2005. Il dossier vuole essere uno stimolo affinchè il Comune, la Provincia e la Regione analizzino l'efficacia delle targhe alterne sull'evoluzione dell'inquinamento urbano, senza inutili allarmismi. Alla conferenza stampa sono stati invitati gli assessori all'ambiente della Provincia e della Città di Torino. La conferenza stampa si terrà in anteprima nella nuova sede delll'Associazione radicale Adelaide Aglietta. (Silvio Viale, 3393257406) |
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| Il
radicale Silvio Viale lancia la sfida a Roberto Rosso che ha inondato
il Piemonte di manifesti (Scegli la vita. Non partecipiamo al referendum)
e spot televisi. Il presidente dellAssociazione radicale Adelaide
Aglietta sfida il Sottosegretario al Welfare.On. Roberto Rosso ad un dibattito
pubblico sui referendum. Leggo che Roberto Rosso vuole che la gente sappia. Lo voglio anchio. Io, che scelgo la vita e voto SI. Leggo che Roberto Rosso ha speso 300.000 euro per lanciare la più grande campagna mediatica che il Piemonte abbia conosciuto. Voglio aiutarlo e per questo lo sfido al confronto. Roberto Rosso dice che lembrione non è una muffa su cui fare esperimenti, ma il principio di Io dico che anche la donna e luomo non sono una muffa. Roberto Rosso spiega che questa legge non impedisce a nessuno di diventare madre o padre Io dico che, forse, non conosce la legge. Roberto Rosso parla di interessi economici della cosmesi e delle case farmaceutiche Io vorrei che parlasse anche degli interessi degli uomini, delle donne, dei bambini e dei malati. Roberto Rosso dice che gli unici risultati positivi della sperimentazione sono stati ottenuti grazie alle cellule staminali adulte e non embrionali Io dico che è una falsa alternativa e che le cellule staminali embrionali sono molto più promettenti. Roberto Rosso non parla di aborto, non parla di divorzio, non parla di liberta di scelta, ma dice che sceglie la vita. Anchio scelgo la vita e per questo voto sì. La mia sfida è un modo per onorarlo e per ringraziarlo di avere mosso lo stagno dei referendum. La mia sfida è anche un tentativo di evitare che, dopo avere lanciato il sasso (e che sasso!), altri gli nascondano la mano. (Silvio Viale, 339.3257406) |
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Torino,
18 aprile 2005
KIT PER L'EUTANASIA IN BELGIO VIALE (EXIT-ITALIA): "NESSUNO SCANDALO" |
Silvio
Viale, membro del Consiglio nazionale e del Comitato scientifico di Exit-Italia,
è intervenuto per denunciare il falso scadalo del kit belga per
l'eutanasia: "Ma dov'è lo scandalo? Mi sembra normale che i farmaci stiano in farmacia e che i medici possano ritirarli per le ipotesi previste dalla legge. In Belgio, come in Olanda ed in Svizzera, l'eutanasia è legale e, dopo le procedure di garanzia previste dalla legge, il medico può aiutare un paziente a morire con dignità. Non è un obbligo per il medico e, ovviamente, nemmeno per il paziente. Come per qualsiasi altra prescrizione il medico si assume le proprie responsabilità professionali. Lo scandalo, quindi, non è il kit, ovvero che i farmaci necessari siano raccolti in unica confezione, ma che l'eutanasia continui ad essere considerata illegale, che non si voglia accettare che in altri paesi sia legale. Il vero scandalo è che in Italia non se ne voglia nemmeno discutere, se non in toni ipocriti e scandalizzati, come per Terry Schiavo, e si continui a costringere i pazienti, i medici ed i loro familiari all'eutanasia clandestina, ai suoi surrogati barbari ed ingiusti. Proprio in questi giorni ricorre l'aniversario della morte di Franco Lucentini; un "bricoleaur" della morte, lo definì Carlo Fruttero, comentando la millimetrica precisione con cui centrò la stretta tromba delle scale. In un paese civile la legge dovrebbe permettere di potere chiedere "ripetutamente" al medico di morire, senza essere costretti ad arrangiarsi con qualche scorciatoia. Del resto, come ci si può scandalizzare del fatto che un medico, a precise condizioni, possa ottenere certi faramaci, quando gli scaffali di ogni supermercato sono pieni di sostanze potenzialmente mortali? Invece di scandalizzarsi per il kit, i giornalisti dovrebbero avere il coraggio di affrontare i problemi di fine vita, della malattia e della sofferenza. Un esempio recente, in tal senso, ci viene proprio da Giovanni Paolo II che, ad un certo punto della proprio percorso, ha deciso di lasciarsi morire in Vaticano, senza passare per tutti quei tubi che al Policlinico gli avrebbero certamente garantito. Tra tante dirette e fiumi di inchiostro, nessuno ci ha raccontato delle sue terapie, del suo consenso o della sua rinuncia alle stesse. In conclusione, non vi è alcuno scandalo nel kit belga per l'eutanasia, anche perchè gli stessi farmaci sono probabilmente reperibili nella farmacia vaticana." (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
9 aprile 2005
Amnistia. CASIGLIANI (Detenuto ignoto): dalle 11.00 DI DOMANI 10 APRILE stazionerò in presidio permanente davanti alla PREFETTURA DI TORINO |
Dichiarazione
di Iolanda Casigliani, esponente dell'associazione radicale "Il Detenuto
Ignoto" Partecipo alla battaglia di Marco Pannella, giunto al settimo giorno di sciopero della sete, e come Irene Testa e l'Associazione il Detenuto Ignoto presidiano il Senato a Roma, io presidierò la Prefettura di Torino a partire dalle ore 11 di domani 10 aprile. Per informare i cittadini, tenuti quasi totalmente all'oscuro sull'iniziativa di Marco dai media, recherò un cartello che ricordi ai politici l'impegno che si sono assunti davanti a Papa Giovanni Paolo II nel 2002, quando plaudivano alla richiesta del Pontefice perché fosse concesso un atto di clemenza per i detenuti. Lo devo anche ai detenuti che in questi giorni ho incontrato in occasione delle visite nelle carceri piemontesi effettuate con i consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma; detenuti che ci hanno accolto con applausi rivolti a Marco Pannella, che ci hanno pregato di salutarlo e che idealmente saranno con me in questo presidio. Anche io chiedo a chi sente, chi vuole e chi può di raggiungermi e unirsi a noi in questa iniziativa nonviolenta. PER INFORMAZIONI JOLANDA CASIGLIANI (348/5335307) |
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Torino,
8 aprile 2005
REFERENDUM - VIALE (RADICALI) ONORE, E QUALCHE SCUSA, ALLA SIGNORA BERLUSCONI PER LA SUA DISCESA IN CAMPO |
In
relazione alle dichiarazioni di Veronica Lario in Berlusconi, pubblicate
oggi dal Corriere della Sera, il Presidente dellAssociazione Radicale
Adelaide Aglietta, Silvio Viale, ha dichiarato: Occorre rendere omaggio, senza indugi, alla Signora Berlusconi per la sua discesa in campo e per il coraggio che ha dimostrato nel rendere pubblica una vicenda personale, che la legge 194/78 vuole tutelata dal segreto. A lei vanno la nostra riconoscenza e la nostra solidarietà, ma anche le mie scuse. In molte occasioni, insistentemente, parlando di diritti civili e della tutela della salute della donna, in polemica con una certa sollecitudine italiana a genuflettersi ai voleri politici del Vaticano, ho fatto notare come più nessuno critichi la legge sul divorzio, anche perché, essendo un atto pubblico, molti leader politici ne hanno beneficiato, mentre per laborto, essendo tutelato dal segreto, molti possono essere contro perché non è possibile sapere chi ne abbia beneficiato. Si trattava di un modo per sottolineare il fatto che sei milioni di donne hanno beneficiato della legge 194 e che la legalizzazione dellaborto ne permesso una riduzione del 60%. Ora, le parole di Veronica Lario mi mettono un po in imbarazzo, ma mi riempiono di ammirazione. In modo diretto ed autorevole, rendendo pubblica la sua esperienze e la sua opinione, la First Lady ha colto lessenza dei prossimi referendum di giugno, cioè, che è in gioco la difesa dei diritti della donna e della liberta di scelta, per non ritornare al clima misogino del passato. Veronica Lario ci dice che divorzio, aborto e fecondazione assistita, sono sempre di scelte difficili, ma che la legge deve garantire il diritto di scegliere e la possibilità delle migliori condizioni sanitarie, senza costringere allillegalità. Allo stesso modo, non si deve impedire il progresso della ricerca scientifica. Per la sensibilità, lautonomia ed il coraggio dimostrati, con il profondo rispetto di tutti noi, grazie Signora Veronica. Grazie per la sua discesa in campo. (Silvio Viale 339.3257406) |
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| Bruno
Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali uscenti), al termine
del loro primo giro di visite nelle carceri piemontesi, hanno dichiarato:
E stato detto che Papa Giovanni Paolo II sia stato il pontefice più applaudito e meno ascoltato; tale affermazione trova puntuale riscontro rispetto alla questione dellamnistia. Il 14 novembre 2002, il Papa fece visita al Parlamento italiano per la prima volta nella storia - e, nel corso del suo intervento, pronunciò queste testuali parole: merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne limpegno di personale recupero in vista di un positivo reinserimento nella società : applausi scroscianti dei 950 parlamentari presenti e dei membri del governo. Da allora, la situazione nelle carceri non è cambiata, anzi si è ulteriormente aggravata, e quegli applausi non si sono trasformati in legge positiva. Solo in questi giorni, grazie alliniziativa nonviolenta di Marco Pannella, il presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Gaetano Pecorella, si è impegnato a tirare fuori dai cassetti tutti i disegni di legge presentati nel frattempo; in Senato, sia Forza Italia sia il centro-sinistra hanno presentato disegni di legge su amnistia e indulto e, su input radicale, anche tre senatori a vita - Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga hanno presentato una proposta di legge. Ci rivolgiamo ai parlamentari piemontesi, affinché proprio in queste ore decidano di sottoscrivere la PDL dei senatori a vita; sarebbe un bel modo per onorare quelle parole del Papa e quegli applausi del Parlamento e per intraprendere lultimo anno di legislatura!. Mellano (348/5335302) N.B. Levoluzione delliniziativa nonviolenta di Marco Pannella su: www.radicali.it - www.radioradicale.it |
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Torino,
1 aprile 2005
VIALE (EXIT): IL PAPA HA SCELTO LEUTANASIA |
Silvio
Viale, medico, dirigente di EXIT-Italia e Presidente dellAssociazione
radicale Adelaide Aglietta, interviene per commentare le ultime notizie
sullo stato di salute del Pontefice: Se il Papa rinunciasse al ricovero e, quindi, allassistenza in un reparto di terapia intensiva, si tratterebbe di una forma di eutanasia. Rinunciando a quei presidi che potrebbero rischiare di prolungargli una vita senza coscienza, il Papa sembra voler seguire la via di Dio, come se avesse perso interesse nella vita terrena e desiderasse terminarla in Vaticano. In ogni caso, la scelta finale del Papa è destinata ad entrare nelle case degli italiani., in un confronto con vicende note e con quelle personali di ognuno. Il parallelo con i casi di Terri Schiavo, finalmente concluso, e di Eluana Englaro, fermo da 13 anni, è immediato. Ma il Papa, rimanendo in Vaticano, sembra voler rifiutare quei tubi che ad altri mantenevano la vita, ma non la coscienza. Noi non sappiamo quali siano le sue disposizioni nel caso dovesse perdere conoscenza e a chi siano state delegate le decisioni, ma sappiamo che, alla perdita di coscienza, potrà seguire un lungo periodo di coma, che forse si vuole evitare. Tutto ciò è comprensibile, ma ci sorprende, perché pensavamo che la Chiesa il principio della difesa della vita fosse assoluto, essendo invocato ogni volta che una persona viene ricoverata in terapia intensiva o in rianimazione. E allora, perché non assicurare al Papa tutti gli interventi necessari nel luogo più appropriato? La decisione di lasciarlo in Vaticano è una scelta sua, o di altri? Questi sono alcuni quesiti che meriterebbero una risposta precisa, poiché rinunciare allassistenza respiratoria, allalimentazione gastrica, allidratazione continua equivale alla decisione di lasciarsi morire; una indubbia forma di eutanasia passiva. Forse il Vaticano è stato colto di sorpresa, poiché è la prima volta che lagonia di Pontefice sia diventata così pubblica, non chiusa in stanze segrete, o secretata. Oppure, più semplicemente, si vuole ricondurre il tutto nella secolare segretezza vaticana, evitando i rischi di una prolungata permanenza in ospedale. Come Exit, pregando anche noi per il Papa, ci piace pensare che si tratti veramente di una sua decisione, e non di altri, quella di considerare terminata la propria esperienza terrena, di rifiutare le sale di rianimazione e di volere terminare la propria vita in Vaticano. Sarebbe uno splendido esempio ed una grande lezione di vita per tutti. Sarebbe anche linizio di una proficua riflessione sulle problematiche di fine vita, lontano da polemiche ideologiche. (Silvio Viale, 339.3257406) |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |