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Torino, 30 aprile 2007
“8 PER MILLE: NON ASTENETEVI!”/SINTESI CONFERENZA STAMPA DELLA ROSA NEL PUGNO (TORINO, sede Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
DOMANI MATTINA, RACCOLTA FIRME IN PIAZZA SAN CARLO  CONTROVIOLENZA SULLE DONNE E CONTRO PENA DI MORTE.
  Ha introdotto la conferenza stampa Silvio Viale (segretario Associazione Aglietta):
“Parteciperemo alla manifestazione del 1° maggio allestendo un banchetto in piazza San Carlo (dalle 9:30 alle 13:00), per informare i cittadini, che, per la stragrande maggioranza, non conoscono i meccanismi di distribuzione dell’8 per mille. E’ un’iniziativa della Rosa nel Pugno, che è “congelata” a livello nazionale ma che qui a Torino continua a fare iniziative, a essere “laboratorio politico”.
 
Nicoletta Casiraghi (Federazione dei Liberali):
“Secondo i dati del 2004, solo il 40% dei contribuenti esprime la sua preferenza, firmando nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi, per uno degli otto soggetti (lo Stato e sette confessioni religiose) beneficiari dell’8 per mille. L’87% di questo 40% si esprime a favore della Chiesa Cattolica, che pertanto riceve, per esplicità volontà dei contribuenti, circa 310 milioni di euro.
L’art. 47, comma 3, della legge 222/85 stabilisce che “in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti, la ripartizione si stabilisce in base alle scelte espresse”. Soltanto i Valdesi e l’ADI non accettano le quote non espresse. In questo modo, la Chiesa Cattolica (per la precisione, la Conferenza Episcopale Italiana)  intasca altri 470 milioni di euro. Sommando vari conguagli, la CEI arriva a disporre di 930 milioni di euro; la gestione di tale somma non è soggetta ad alcun controllo da parte dell’autorità statale.
Come al tempo del referendum sulla fecondazione assistita, noi invitiamo i cittadini a non astenersi, ad esercitare il diritto di scegliere, questa volta non attraverso il voto ma attraverso la firma, nell’apposita casella, per uno degli 8 enti beneficiari dell’8 per mille.
Vogliamo rappresentare in questo modo quella “coscienza laica” di cui l’Italia ha, oggi più di ieri, bisogno.”.
 
Caterina Simiand (Giunta di Segreteria Associazione Aglietta):
“E’ interessante analizzare come la CEI spende il suo “tesoretto”. La motivazione alla base dell’istituzione del 8 per mille, subito dopo il Concordato Craxi-Casaroli del 1984, fu l’esigenza del “sostentamento del clero”. Ma se si va a vedere come sono stati distribuiti i fondi percepiti nel 2005, si vedrà che solo il 32% va a questo fine, mentre ben il 47% va alle “esigenze di culto” (costruzione e manutenzione di chiese, finanziamento Tribunali Ecclesiastici, convegni e spot pubblicitari della CEI …). Solo il 20% è destinato alle “opere di carità”; è quindi falsa e fuorviante la martellante propaganda fatta dalla Chiesa Cattolica su TV e giornali, da cui appare una Chiesa intenta solamente a finanziare le comunità cristiane più isolate e povere.
Lo Stato, invece, non fa propaganda a suo favore e non informa su come spende i soldi che pure incassa.
L’altro dato paradossale è che sia i Testimoni di Geova sia le comunità islamiche, pur avendo in Italia centinaia di migliaia di aderenti, non hanno accesso all’8 per mille; la proposta di legge sulla libertà religiosa (primo firmatario Valdo Spini) è ferma in Parlamento.
Ricordo, infine, che la Chiesa Valdese destina tutto il ricavato dell’8 per mille ad opere di carità.”
 
Giorgio Cardetti (segretario provinciale SDI):
“Non c’è solo l’8 per mille fra i privilegi della Chiesa Cattolica; c’è anche l’ICI. Ricordo che in sede di discussione della Legge Finanziaria, la Rosa nel Pugno si è trovata da sola a chiedere l’applicazione dell’imposta anche a tutte le proprietà della Chiesa Cattolica, tranne i luoghi di culto, senza corsie preferenziali. E poi ci sono gli insegnanti di religione, pagati dallo Stato non per spiegare agli studenti le peculiarità delle varie fedi religiose ma per propagandare quella che rimane nei fatti la “religione di Stato”. Infatti, solo in Italia abbiamo l’8 per mille. Il fatto poi che milioni di lavoratori dipendenti deleghino la redazione del modello 730 ai CAF rende ancora più problematica per loro la scelta consapevole di dove destinare i propri soldi”.
 
Viale ha concluso la conferenza stampa dichiarando che “C’è chi spedisce pallottole al cardinale Bagnasco e c’è chi, come noi, preferisce confrontarsi con la Chiesa Cattolica con altre armi, le armi dell’informazione contro le falsità e i traffici dei mercanti nel tempio. Continueremo a lottare perché, accanto alla propaganda della CEI, almeno le reti RAI mandino una “Pubblicità Progresso” in cui siano spiegate le modalità di assegnazione dell’8 per mille”.
 
Viale
 
N. B. Al banchetto della Rosa nel Pugno di domani saranno raccolte le firme sulla proposta di legge d’iniziativa popolare (regionale) contro la violenza sulle donne e sulla petizione di “Nessuno Tocchi Caino” per la moratoria delle esecuzioni capitali.

Torino, 29 aprile 2007
BAGNASCO – VIALE “UNA PROVOCAZIONE STRUMENTALIZZATA SENZA PUDORI”
  Silvio Viale, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, invita a non strumentalizzare la vicenda Bagnasco.
 
Silvio Viale ha dichiarato:
“Che il proiettile inviato a Bagnasco sia una palese provocazione da parte di chi vuole strumentalizzare il confronto sulla laicità è evidente. Come evidente è la pronta strumentalizzazione, senza pudori, messa in atto da vari esponenti politici, tra i quali spiccano Clemente Mastella e alcuni responsabili di Forza Italia.
Nello stupidario di occasione si iscrivono Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia, che parla di “intolleranza verso i cattolici”, Isabella Bertolini, Vice Presidente dei Deputati di Forza Italia, che parla di “caccia alle streghe” e tira in ballo il Parlamento europeo, Francesco Giro, responsabile nazionale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico, che parla di “lacrime da coccodrillo” come se i laici fossero i mandanti, e Clemente Mastella che nel proiettile vede addirittura il “segno di un ideologismo e un laicismo fortemente esasperato”. Siccome è probabile che episodi di questo tipo si ripetano in previsione del 12 maggio, invito tutti a non strumentalizzare i proiettili di chicchessia, poiché è evidente che non vi è alcuna relazione con gli organizzatori delle iniziative laiche. Ai fini “della comprensione, della tolleranza e del dialogo', come dice il Ministro della Giustizia, è fondamentale che nessun proiettile possa fermare il confronto su quei temi che vedono l’Italia essere il fanalino di coda in Europa. Mons. Angelo Bagnasco sa bene che la nostra solidarietà, proprio per le nostre battaglie laiche, è incondizionata. Il punto, però, è che nel nostro Paese, come dimostrano le strumentalizzazioni in atto, vi è un continuo confronto tra “riforma” e “controriforma”, tra “laicismo” e “sudditanza vaticana”, per cui c’è bisogno di coraggio laico e non di stupidi proiettili.”
 
Silvio Viale

Roma, 27/04/07
CACCIA/STORNO: L’EUROPA BLOCCHI L’OFFENSIVA DELLE DOPPIETTE ITALIANE E DEL MINISTRO DE CASTRO
  Rispondendo ad una interrogazione di Forza Italia, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha annunciato che intraprenderà una battaglia europea affinché lo storno (sturnus vulgaris) venga tolto dall’elenco delle specie protette cavalcando le richieste dei cacciatori italiani.

Dichiarazione di Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno:“E’ paradossale che mentre da tutta Europa ci giungono notizie allarmanti sul continuo aumentare di specie di uccelli minacciate dall’estinzione, tra cui il passero comune, il ministro De Castro decida di sprecare energie e risorse per una proposta del tutto folle, come quella di far riaprire in tutta Europa la caccia indiscriminata allo storno. Dopo essere stati bastonati dall’Europa per l’abuso di deroghe illegittime a suon di procedure di infrazione pesantissime, non restava che tentare il tutto per tutto, ovvero chiedere all’intera Unione Europea di acconsentire alle richieste di un manipolo di cacciatori italiani. Sono certo che l’UE, non potrà che rifiutare una proposta che è priva di fondamenti scientifici e di elementi di urgenza.
Ormai la lobby venatoria non sa più dove andare a parare, peccato che questa volta il mondo politico a questa interessato rischi di fare una pessima figura rispetto ai nostri partner europei. Quando De Castro salirà a Bruxelles con il “fascicolo storni” in mano, voglio che si sappia che, pur essendo io un deputato della sua maggioranza, in quel momento, non mi rappresenterà affatto ma anzi, troverà sulla sua strada la mia opposizione, insieme a quella di tanti altri.
On. Mellano


Torino, 28 aprile 2007
8 PER MILLE: NON ASTENERTI! - LUNEDI’ 30 APRILE CONFERENZA STAMPA DI RADICALI ITALIANI, FEDERAZIONE DEI LIBERALI E SDI PER PRESENTARE L’INIZIATIVA DEL 1° MAGGIO
  Lunedì 30 aprile, a Torino, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Garibaldi 18, a partire dalle ore 12, si terrà una conferenza stampa dal titolo: “8 per mille: non astenerti!”.
Nel’occasione sarà presentata alla stampa una iniziativa di Radicali Italiani, Federazione dei Liberali e Sdi, finalizzata ad informare i partecipanti al corteo e alla manifestazione del 1° maggio
su uno degli inganni più gravi che il nostro Stato mette in atto nei confronti dei propri cittadini.
Ad oggi, infatti, chi non destina l’8 per mille a nessuno - non apponendo cioè la propria firma per dare i propri soldi alle congregazioni religiose o allo Stato - vede ripartito il proprio denaro fra tutti i possibili destinatari, in base alla percentuale di sottoscrizioni ottenute dai soggetti a cui l’8 per mille viene attribuito. In questo modo la Chiesa cattolica incamera, all’insaputa di quasi tutti, oltre l’80% dei soldi di coloro che non hanno apposto la firma, circa 500 milioni di euro.
 
Interverranno alla conferenza stampa:
 
Nicoletta Casiraghi – Federazione dei Liberali
Caterina Simiand – Segreteria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta
Silvio Viale – Comitato nazionale Radicali Italiani, segretario dell’Associazione radicale Aglietta
Giorgio Cardetti – Segretario provinciale dello Sdi
Diego Castagno – Segretario provinciale Fgs, vice-Presidente Circoscrizione 8 di Torino

Torino, 27 aprile 2007
SICCITA’/TORINO/SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE:
“DALLA GESTIONE DELL’EMERGENZA ATTUALE ALLE RIFORME NECESSARIE”
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno):
“Ora tutti parlano di acqua e siccità, noi radicali piemontesi ne parliamo da sette anni. Mi pare che ormai tutti siano consapevoli che si è aperta una stagione nuova e che lo status quo è insostenibile. Non si può rispondere al problema con lo slogan semplicistico “Cittadini, risparmiate acqua!”; bisogna affrontare il nodo “acqua in agricoltura”. Le cifre parlano chiaro: a livello nazionale, il 65% delle risorse idriche va nei campi, al Nord la percentuale sale all’80-90% (dati WWF - Italia).
Un mese fa, non a babbo morto, durante una riunione congiunta delle Commissioni Agricoltura e Ambiente, chiesi al ministro De Castro di evitare l’allagamento delle risaie; una misura eccezionale per incardinare finalmente il cambiamento dei metodi d’irrigazione.
Ora anche l’uomo della strada è stato informato che il riso si può produrre “in asciutta”, con un risparmio dell’80% dell’acqua e con un calo di produttività al massimo del 20%.
Lo scorso dicembre feci approvare, in sede di voto finale della Finanziaria, un Ordine del giorno che impegna il Governo a fare due cose: predisporre, entro un anno, un “Manuale di buona pratica irrigua” che possa fornire agli addetti ai lavori le informazioni sulle più aggiornate tecnologie e tecniche irrigue in rapporto a ciascuna delle colture che vengono praticate sul territorio nazionale; destinare una parte dei fondi del “Piano irriguo nazionale” (1.030 milioni di euro, bloccati dal 2002, che il governo ha reso finalmente disponibili) alla riconversione necessaria ed urgente dei vecchi sistemi di irrigazione. Il Governo mi ha confermato che intende muoversi in questo senso.
Di grande importanza è stata poi l’approvazione, lo scorso 11 aprile, della mozione “Realacci”, che, nell’indire una conferenza nazionale sull’acqua, ha recepito buona parte delle indicazioni contenute nel mio ordine del giorno, rendendole cogenti per il Governo.
Infine, annuncio che il prossimo 26 maggio l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta organizzerà a Torino un convegno nazionale sull’acqua; un bel modo per ricordare l’Adelaide “verde”, a sette anni dalla sua scomparsa.”.
 
Igor Boni (presidente Ass. Aglietta, Comitato Nazionale Radicali Italiani, esperto in materia ambientale):
“In Piemonte, sono 100.000 gli ettari coltivati a mais, 110.000 gli ettari coltivati a riso (l’estensione più grande in Europa, il Piemonte produce un terzo del riso europeo).
I radicali non sono ideologicamente contrari alla costruzione di nuovi bacini, annunciata recentemente dal presidente Mercedes Bresso; dicono, cifre alla mano, che il rapporto costi/benefici è negativo: di fronte ad una domanda d’acqua di poco superiore ai 9 miliardi di metri cubi (dei quali 8, 3 miliardi destinati all’agricoltura), la capacità totale degli invasi piemontesi è pari a 440 milioni di metri cubi; nuovi bacini, dunque, non inciderebbero che in minima parte sul quantitativo d’acqua richiesto, e comporterebbero sia un notevole impatto ambientale sia elevati costi di progettazione, realizzazione e manutenzione.
Per la prima volta da 150 anni, i consorzi del riso hanno comunicato ai loro associati che non avrebbero assicurato il ricambio dell’acqua nelle risaie; è la prova che anche il mondo agricolo è consapevole della gravità della situazione, gravità che è destinata ad aumentare; sono facilmente prevedibili contrasti fra gli agricoltori della Bassa Padana e quelli delle zone a monte, per l’utilizzo dell’acqua del Po.
Di fronte a questo inquietante scenario, noi ribadiamo le nostre proposte:
1)      risparmio idrico in agricoltura con l’introduzione di sistemi di irrigazione innovativi, quali l’irrigazione a goccia e l’irrigazione a pioggia, in sostituzione dell’irrigazione a scorrimento superficiale;
2)      conversione graduale della coltivazione del riso in sommersione in “riso in asciutta”;
3)      diffusione fra gli agricoltori del “manuale di buona pratica irrigua”;
4)      utilizzare le colture a maggior “impatto idrico” come riso e mais solo sui terreni più adatti;
5)      controlli da parte dell’ARPA sui prelievi d’acqua e sulle concessioni;
6)      introdurre il pagamento dell’acqua a consumo e non più, come avviene ora in agricoltura, in base alla superficie irrigata;
7)      campagne di informazione sul risparmio idrico mirate (agricoltori, imprese, cittadini).
 
 
Boni                           Mellano
 
N. B. Il “Dossier Acque 2007” è disponibile su www.associazioneaglietta.it

Torino, 26 aprile 2007
SICCITA’/ DOMANI CONFERENZA STAMPA RADICALE:
“DALLA GESTIONE DELL’EMERGENZA ATTUALE ALLE RIFORME NECESSARIE”
  Mellano e Boni: “Occorrono risposte radicali, domani le illustreremo punto per punto”.
Domani, venerdì 27 aprile 2007, a partire dalle ore 12, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Garibaldi 18, a Torino, si terrà una conferenza stampa sull’attuale emergenza siccità nella quale sarà illustrato il piano d’azione proposto dai Radicali per affrontare l’emergenza idrica e mitigarne gli effetti negativi; sarà, soprattutto, posto l’accento sui provvedimenti strutturali inprocastinabili nel prossimo futuro, onde evitare il ripetersi costante e sempre più frequente di situazioni di carenza d’acqua.
Durante la conferenza stampa sarà distribuito il “Dossier acque 2007”, integrato con i dati sul consumo d’acqua nella Regione Piemonte e le proposte operative e i provvedimenti (Ordini del Giorno impegnativi per il Governo e Mozioni parlamentari) approvati dalla Camera dei Deputati.
Interverranno:
Bruno Mellano – Deputato radicale della Rosa nel Pugno, membro della Commissione Agricoltura
Igor Boni – Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta – esperto in politiche ambientali.
Dichiarazione di Mellano e Boni:
“Dopo sette anni di iniziativa su questi temi, abbiamo solo la magra consolazione di poter affermare: ‘l’avevamo detto’. Abbiamo previsto e denunciato che la gestione irrazionale dell’acqua in agricoltura ci avrebbe in breve condotto alla situazione che è sotto gli occhi di tutti; l’abbiamo ripetuto pubblicamente due mesi or sono invocando provvedimenti straordinari che non sono stati attuati.
Cosa ancor più grave, abbiamo proposto, punto per punto, cosa era ed è possibile e necessario fare per ridurre gli effetti di annate siccitose e calde come quelle che stiamo vivendo, senza però – spiace dirlo - che la politica ufficiale regionale e nazionale abbia avuto la forza e il coraggio di agire. Oggi si torna a parlare (lo fa anche la Presidente Mercedes Bresso) della costruzione di nuovi bacini, opera che in più occasioni abbiamo dimostrato (dati alla mano) essere antieconomica e sostanzialmente inutile.
Domani presenteremo ai giornalisti le nostre puntuali proposte e i documenti parlamentari che impegnano il Governo a cambiare rotta”.

Boni; Mellano

Torino, 25 aprile 2006
ACQUA - VIALE (RNP) "MANGONE NON HA CAPITO NIENTE. AVVERTITELO."
  Silvio Viale, segretario dell'Associazione radicale Adealide Aglietta ed esponente della Rosa nel Pugno" ha dichiarato: "L'assesssore Domenico Mangone non ha capito niente. Qualcuno lo avverta che, quando si parla di siiccità, non ci si riferisce all'acqua potabile di Torino, ma al problema acqua per la pianura Padana e per le sue attività. Aumentare le tariffe, installare contatori individuali e incentivare comportamenti virtuosi sono cose utili da sempre, ma non c'entrano niente con il problema della siccità e dello spreco dell'acqua. Usare meno acqua potabile è certamente una forma di educazione e di rispetto per quei cittadini che, altrove, da sempre devono razionare l'acqua potabile, ma non migliora la situazione padana. Malignamente, solo l'inesperienza non gli ha fatto tirare fuori anche la solita storia dei "toretti" e di "spegniamo le fontane", suggestioni molto evocative, ma fuorvianti. Nel caso del rischio siccità lo spreco, come da anni denunciamo, è principalmente quello di un'agricoltura gestita con criteri ottocenteschi, che non ha certo bisogno di acqua potabile. Per la siccità padana, bisogna potenziare i bacini, migiorare il trasporto, ridurre lo spreco e favorire il recuperio dell'acqua, ma non prendere a pretesto il consumo dell'aqua potabile. Altrimenti si rischia di fare la stessa figuraccia di chi ordinò, con risultato ovviamente zero, di aprire i bacini per riempire il Po. Aumentare le tariffe dell'aqua e far pagare i reali consumi è certamente una buona idea, soprattutto se il ricavato servirà ad ammodernare la rete idrica cittadina, ma per fare questo non serve il pretesto della siccità. Era una buona idea già prima."

(Silvio Viale

Torino, 25 aprile 2007
SUICIDIO MATTEO - VIALE "LA CONSULTA STUDENTI INDICHI UNA DATA PER MATTEO"
  Silvio Viale, segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta ed esponente radicale della Rosa nel Pugno, chiede che VENERDI' 27 aprile la CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI DI TORINO (ore 9-13 Aula dell'Avogadro) indichi una data per ricordare Matteo e per discutere il tema dell'omosessualità in tutte le scuole superiori. Carlo Donati, responsabile per le tematiche GLBT dell'associazione, propone che in tutte le scuole si proietti il video " NESSUNO UGUALE", che è stato prodotto dall'AGEDO e distribuito a tutte le scuole dalla Regione Piemonte.
Silvio Viale ha dichiarato: "Chiedo che la Consuilta Provinciale degli Studenti assuma impegni precisi, indicando si da ora un giorno del prossimo anno scolastico per ricordare Matteo e promuova la discussione in tutte le scuole. Una scuola che non è capace di affrontare questi temi è destinata al fallimento educativo ed i rappresentanti degli studenti, membri della Consulta, non possono manifestare indifferenza. Sarebbe prima di tutto una loro sconfitta e, anche per questo, li invito ad una prova di maturità."
Carlo Donati ha aggiunto: "La Regione Piemonte ha inviato a tutte le scuole il video "Nesuno Uguale. Adolescenti e omosessualità." che costituisce un ottimo spunto per aprire un confronto e affrontare il tema dell'omosessualità nelle scuole. Si tratta di interviste e dialoghi tra studenti, alcuni dei quali raccontano il loro scoprirsi omosessuali e le loro difficoltà nella scuola. Il video, starordinariamente attuale, fu prodotto nel 1998 dall'AGEDO (associazione genitori, parenti e amici di omosessuali) e dal Settore Cultura della Provincia di Milano, con il patrocinio dei ministeri della Pubblica Istruzione, degli Affari Sociali e delle Pari Opportunità. Tutte le scuole piemontesi lo hanno ed alcune, poche, lo hanno già utilizzato; non il Sommellier. La propsta è che lo si proietti in tutte le scuole nel giorno in cui la Consulta deciderà di ricordare Matteo e che lo si utilizzi con regolarità." 

Silvio Viale

Torino, 24 aprile 2007
NUVOLI - VIALE (EXIT) "RISPETTARE LA VOLONTA' DI NUVOLI"
  Silvio Viale, medico di EXIT-Italia e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Ieri invitavo il segretario della Congregazione per la dottrina della fede, Mons Angelo Amato a lasciare perdere il terrorrismo e a scorgere il volto umano che si cela dietro l'aborto e l'eutanasia. Oggi lo invito a cercare in Giovanni Nuvoli il volto umano di chi soffre e a rispettare la sua sofferenza e il suo dolore. Ora che Giovanni può finalmente esprimersi direttamente (ma ha dovuto lottare per poterlo fare) cessino le polemiche odiose e strumentali contro la moglie ed i suoi amici. Giovanni, come Piergiorgio Welby, chiede solo che si ripetti la propria volontà, appena riterrà che sia giunto il momento opportuno. A Mons. Amato dico che nessuno di noi tifa per la morte, ma proprio perchè amiamo la vita crediamo che anche la malattia e la morte meritino il rispetto che abbiamo per la vita. Quando lo chiedera esplicitamente non si potrà negare a Nuvoli quello che è stato possibile fare per Welby. Medici, giudici e politici non possono nascondere la testa nella sabbia."

Silvio Viale

Mercoledì 25 aprile 20007
REFERENDUM ELETTORALI/TORINO/DOMANI PRIMO TAVOLO DI RACCOLTA FIRME CON ESPONENTI RADICALI.
  Domani, 25 aprile, dalle ore 16 alle ore 19, a Torino, in via Garibaldi angolo via Bellezia, si terrà un tavolo di raccolta firme sui tre referendum elettorali (1 e 2: premio di maggioranza alla lista più votata – non più alla coalizione – alla Camera e al Senato. 3: abrogazione candidature multiple).
Saranno presenti al tavolo del comitato promotore:
Silvio Viale (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta);
Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani);
Carlo Donati (tesoriere Ass. Aglietta);
Aldo Spagnoletti e Nicola Vono (Giunta di Segreteria Ass. Aglietta)Al tavolo radicale sarà possibile sottoscrivere anche:
1) la Proposta di Legge di iniziativa popolare (regionale) contro la violenza sulle donne;
2) la petizione promossa da “Nessuno tocchi Caino” per la moratoria delle esecuzioni capitali.
Viale
www.referendumelettorale.org

Torino, 23 aprile 2007
MONS. AMATO -- VIALE (RNP) "EUTANASIA E ABORTO SONO SOLO IL VOLTO UMANO"
  Silvio Viale, segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro radicale della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, replica prontamente ala metafora d. Mons. Angelo Amato, il numero due della Congregazione per la dottrina della fede, rspingendo la metafora del terrorismo.
Silvio Viale ha dichiarato: " Se nella sua macedonia blasfema, per trovare quialche ragione mediatica, Mons. Amato deve ricorrere alla metafora del terrorismo dal volto umano, significa che l'integralismo, anche quello vaticano, è in difficoltà. Inviterei il segretario della Congregazione per la dottrina della fede a lasciare perdere il terrorrismo e a scorgere il volto umano che si cela dietro l'aborto e l'eutanasia. Eutanasia e aborto sono solo il volto umano di chi soffre e non c'entrano nulla con il terrorismo.""

Silvio Viale

Roma, 23 aprile 2007
MERGENZA SICCITA’: INTERVENGA LA PROTEZIONE CIVILE PER SOSPENDERE I PRELIEVI IDRICI PER ALLAGARE LE RISAIE. SUBITO LO STATO D’EMERGENZA
  Mellano e Boni “il Lago Maggiore registra 60 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2006, il Po è sceso di 80 cm in una settimana. Cosa aspettano i Presidenti Bresso e Formigoni a farsi sentire?”
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani)
“Non servono più le parole, occorrono azioni coraggiose, magari impopolari, ma che sappiano prevenire il peggio che si annuncia. Occorre un intervento immediato della Protezione Civile, dei Presidenti della Regione Piemonte Mercedes Bresso e della Regione Lombardia Roberto Formigoni, per sospendere immediatamente l’allagamento delle risaie piemontesi e lombarde. Il Po è ridotto ai minimi di sempre e non possiamo permetterci di fare finta di nulla proseguendo nelle operazioni degli anni scorsi; i rilasci dai bacini e dai laghi serviranno a ben poco. Ad oggi oltre la metà delle risaie sono allagate ma la risorsa è finita. Si devono approntare piani di riconversione delle colture più idroesigenti verso altre meno impattanti sull’acqua, occorre convertire sistemi di irrigazione vecchi di oltre 100 anni con le nuove e più aggiornate tecnologie. Sono proposte che facciamo ai Governi nazionali e regionali da 7 anni nella sostanziale irresponsabile e colpevole indifferenza. Oggi dobbiamo subito dichiarare lo stato d’emergenza e agire di conseguenza. Il lago Maggiore contiene 60 milioni di metri cubi in meno rispetto allo scorso anno, il Po è sceso di 80 cm in una settimana: sono dati allarmanti sui quali è inutile rimpallarsi le responsabilità.”
 
Boni

Torino, 23 aprile 2007
25 APRILE/VIALE (ASS. AGLIETTA): DOMANI SERA SAREMO A CORTEO CON STRISCIONE “UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA!”
  L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino parteciperà al corteo per il 25 aprile (domani sera, partenza da Piazza Arbarello alle 20:30) con un grande striscione: “UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA! www.radicalparty.org”.
Silvio Viale (segretario Associazione Aglietta, membro radicale della Direzione della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“E’ il terzo anno che partecipiamo in questo modo al corteo del 25 aprile. Le motivazioni per farlo aumentano di anno in anno, di settimana in settimana: negli ultimi dieci giorni il regime del nuovo zar Vladimir Putin ha dimostrato appieno la sua natura autoritaria: repressione feroce delle manifestazioni degli oppositori; interrogatorio di Garry Kasparov da parte del FSB (già KGB); messa al bando del partito nazionalbolscevico (proprio come cent’anni fa, al tempo degli zar non solo di fatto ma anche di nome); ai redattori della principale radio indipendente russa, i nuovi proprietari, legati al Cremlino, hanno intimato di dare “almeno il 50% di notizie positive”.
Abbiamo sempre detto che lasciare intatto il cancro della Cecenia avrebbe comportato il diffondersi della metastasi della violenza (magari ammantata di legalità) in tutta la Russia. E’ quanto accade: intanto, Ramzan Kadyrov governa la Cecenia per conto di Putin, terrorizzando i civili superstiti e alimentando il passaggio di chi intende resistergli nelle fila dei fondamentalisti.
L’Occidente rimane alla finestra; l’unico Stato a dare segno di qualche resistenza alla strisciante finlandizzazione (la Finlandia, negli anni ’70 e ’80, barattò con il regime sovietico il quieto vivere in cambio del silenzio sui gulag) è la Gran Bretagna, che continua a rifiutare di consegnare ai russi Boris Berezovsky (l’ex oligarca nemico acerrimo di Putin) e che si appresta ad arrestare tre uomini d’affari russi coinvolti nell’omicidio di Aleksandr Litvinenko; gli inglesi stanno pagando caro questa resistenza, con il boicottaggio dei loro incontri d’affari da parte dei businessmen russi.
In Italia, assistiamo solamente alle arringhe pro Putin di Berlusconi e Dini e all’atteggiamento da Ponzio Pilato di Romano Prodi; l’unica a discostarsi concretamente da questo scenario sconfortante è stata il ministro Emma Bonino, che ha incontrato recentemente a Mosca le organizzazioni umanitarie e per la difesa dei diritti civili.
Credo che la tenacia con cui i radicali seguono da anni i fatti ceceni e russi (i radicali di Mosca sono sempre in prima fila nelle manifestazioni dell’opposizione) meriti almeno come ricompensa l’iscrizione al Partito Radicale Nonviolento del 2007 da parte di coloro che non intendono barattare il gas siberiano con il silenzio sulla violazione dei diritti umani.”

Torino, 21 aprile 2007
PUTIN/RADICALI: “IL PARTITO BOLSCEVICO E’ FUORILEGGE IN RUSSIA COME CENT’ANNI FA SOTTO GLI ZAR; KASPAROV INTERROGATO DALL’EX KGB; BOICOTTAGGIO ECONOMICO DELLA GRAN BRETAGNA … MA LE PAROLE PUTIN E GAZPROM SONO STATE ABOLITE DAI CONGRESSI DI DS E MARGHERITA.”.
 

Dichiarazione di Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi
(Direzione Nazionale di Radicali Italiani):
 
“Non passa giorno senza che dalla Russia ci arrivino notizie inquietanti: due giorni fa, un tribunale di Mosca ha dichiarato fuorilegge il partito nazionalbolscevico, come cent’anni fa sotto gli zar; ieri, l’ FSB (già KGB) ha interrogato Garry Kasparov e il leader dei bolscevichi Limonov, inquisiti per “estremismo” politico; oggi, la notizia che importanti uomini d’affari russi non parteciperanno al Russian Economic Forum di Londra, il più importante evento a livello mondiale per le compagnie e le aziende russe (il governo di Londra continua ad opporsi alla richiesta di estradizione dell’ex oligarca russo Boris Berezovsky, nemico acerrimo di Putin).
Tutto questo non interessa minimamente alla politica italiana; prova ne sia che nei congressi sia dei DS che della Margherita le parole “Putin” o “Gazprom” o “Cecenia” sono state vietate, come i bolscevichi a Mosca.
E’ in atto una finlandizzazione della politica italiana tanto preoccupante quanto sottaciuta; anteporre gli affari e il quieto vivere all’affermazione chiara e forte dei diritti umani e civili è una scelta che si rivelerà perdente; prima ce ne renderemo conto, meglio sarà per noi, per i russi e per i ceceni.
 
Di fronte a tutto questo, anche i piccoli gesti contano e pesano: martedì, a Torino, parteciperemo al corteo per il 25 aprile con un grande striscione: “Un 25 aprile anche per la Cecenia! www.radicalparty.org”. Invitiamo gli altri partiti a fare altrettanto.”.
 
Boni
Manfredi


Torino, 20 aprile 2007
MORATORIA ESECUZIONI CAPITALI/DOMANI A TORINO TAVOLO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE AGLIETTA, A SOSTEGNO DELL’INIZIATIVA NONVIOLENTA DI MARCO PANNELLA E DI ALTRI ESPONENTI RADICALI.
  Il tavolo si terrà domani, sabato 21 aprile, dalle 11:00 alle 13:00, in via Garibaldi angolo via Bellezia.
I cittadini potranno firmare la petizione di “Nessuno tocchi Caino” per chiedere al governo italiano di presentare una Risoluzione per la moratoria (sospensione) delle esecuzioni capitali in tutto il mondo durante i lavori dell’Assemblea Generale dell’ONU in corso a New York.
Non per protestare ma per sostenere questa  proposta, Marco Pannella è in sciopero della fame dal 21 marzo scorso; dal 17 aprile l’hanno affiancato Sergio D'Elia, Valter Vecellio, Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Lucio Bertè.
Al tavolo di Torino saranno presenti Silvio Viale (segretario Associazione Aglietta), Caterina Symiand e Aldo Spagnoletti (Giunta di Segreteria Associazione Aglietta).
Silvio Viale ha dichiarato:
“Esistono le condizioni per raggiungere all’interno dell’Assemblea Generale dell’ONU la maggioranza di Paesi favorevoli alla moratoria delle esecuzioni capitali, un  compromesso ragionevole su cui far convergere anche gli Stati che, decisi a mantenere nel loro ordinamento giuridico la pena di morte, sono disponibili a non applicarla concretamente.
Intervenendo in Parlamento in sede di replica al dibattito generale sulla abolizione della pena di morte dalla Costituzione, il sottosegretario Stefano Boco ha detto due cose importanti: la prima, che il Governo è tenuto ad “attuare e non interpretare le scelte del Parlamento”, chiaramente e unanimemente volte alla presentazione all’Assemblea Generale dell’Onu in corso di una risoluzione sulla moratoria; la seconda, che il Governo italiano non è assolutamente vincolato a un preventivo “consenso europeo”, anzi deve essere il “locomotore” dell’iniziativa all’Assemblea generale dell’Onu.
Lo stesso Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha ribadito, durante la sua visita in Italia, il suo sostegno “all'iniziativa del Governo italiano di presentare la proposta all'Assemblea Generale Onu perché sia raggiunta una moratoria globale sulla pena di morte", invitandolo a "rafforzare e moltiplicare le consultazioni con gli altri Paesi membri dell'Onu per raggiungere il sostegno necessario.”.
Per fare quello a cui è tenuto, il Governo italiano non ha bisogno di ricercare l’unanimità dei consensi alla riunione del Consiglio Affari Generali dell’Unione Europea. L’iniziativa politica per la moratoria non è e non deve essere considerata “eurocentrica”, ma deve andare avanti grazie alle adesioni e ai contributi degli Stati del mondo intero.”.
 
Viale
N. B. La petizione per la moratoria delle esecuzioni capitali può essere firmata on-line su:
www.radicalparty.org
www.nessunotocchicaino.it

Torino, 19 aprile 2007
PIEMONTE/ABOLIZIONE TICKET DAL 2008 - VIALE "ASPETTIAMO I FATTI"
  Silvio Viale, segretario dell'Associazione radicale Adealide Aglietta, venuto a conoscenza degli annunci sull'abolizione del ticket farmaceutico a partire dal 2008 e successivamente dal giugno del 2009, ha dichiarato: "Ottime le intenzioni, ma aspetto i i fatti. Nei mesi scorsi, nelle intenzioni, la disciplina dei ticket è stata cambiata così tante volte che è più prudente affidarsi ai fatti, pur riconoscendo le buone intenzioni. Peraltro, sono sempre in attesa dei dati "reali e confrontabili" sugli accessi al pronto soccorso per valutare l'utilità dei ticket".

Roma, 19 aprile 2007
CANI PERICOLOSI. EVITIAMO ALTRE TRAGEDIE. MIGLIORARE IL RAPPORTO UOMO-CANE MODIFICANDO L'ATTUALE ORDINANZA CHE CRIMINALIZZA L'ANIMALE
  Intervento dell’onorevole Bruno Mellano della Rosa nel Pugno
E' di ieri la notizia di una bambina morta azzannata nel giardino di casa dai due suoi cani rottweiler da guardia. Pur rendendoci conto della drammaticita' della situazione, ci poniamo una semplice domanda: e' servita a qualcosa la recente ordinanza del ministro della Salute, "Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione di cani" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.10 del 13 gennaio 2007) per evitare questa tragedia?
L'ordinanza -gia' da noi ampiamente criticata (1)- sta dimostrando che il rinnovo della lista di cani pericolosi e l'obbligo a museruola e guinzaglio in qualunque luogo pubblico, e' inefficiente per affrontare il problema dell'agggressivita' dei cani. Le statistiche infatti indicano che la maggior parte delle aggressioni avviene all'interno delle mura domestiche e i nuovi obblighi a nulla servono per i giardini delle nostre case.
Norme di questo tipo servono solo per lavarsi la coscienza e lasciare intatto il problema. Per prevenire le aggressioni occorre un lavoro culturalmente piu' complesso, bisogna partire dall'approfondimento del rapporto umano-cane. Occorre lavorare sulla prevenzione facendo particolare attenzione all'addestramento degli animali e alla responsabilizzazione del proprietario e non sulla criminalizzazione del cane
Di questo il ministro Livia Turco non sembra rendersene conto, a fronte di una rituale e ipocrita dichiarazione di disponibilita' di dialogo, l'unica risposta ottenuta con interpellanze (2) e richieste di informative (3) e' stata una fredda, burocratica e antiscientifica posizione che non ha indagato le cause delle aggressioni, non interrogandosi sui comportamenti umani e animali. Tutto e' stato liquidato con una misura che criminalizza alcune razze di cani senza affrontare il problema. Chiedo, quindi, con la massima urgenza al Ministro, di predisporre iniziative piu' consone al miglioramento del rapporto umano-cane, a partire dalla modifica dell'ordinanza.
(1) http://www.donatellaporetti.it/comu.php?id=394
(2) http://www.donatellaporetti.it/comu.php?id=330
(3) http://www.donatellaporetti.it/comu.php?id=328

Roma, 17 aprile 2007
Putin. Capezzone: occorre reagire alla strisciante “finlandizzazione” della politica italiana
Interrogazione radicale sulla partecipazione di ENI ed ENEL alla spartizione della Yukos, per conto di Gazprom. I deputati radicali della Rosa nel Pugno Daniele Capezzone, Maurizio Turco, Bruno Mellano e Donatella Poretti hanno presentato un’interrogazione (4/03282) ai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico per conoscere quale sia la valutazione del governo italiano sulla partecipazione di ENI ed ENEL alla spartizione dell’impresa russa YUKOS, per conto del colosso energetico GAZPROM, controllato per il 51% dallo Stato e, quindi, da Vladimir Putin.
 

• Daniele Capezzone ha dichiarato: “La dura repressione attuata nel fine settimana a Mosca e a San Pietroburgo deve servire almeno ad aprire gli occhi di chi vuol vedere su due scenari: il primo interno alla Russia, dove l’iniziativa di Kasparov e compagni ci ha ricordato come, dietro ai sorrisi e alle buone maniere di Putin e dei suoi gerarchi, ci sono i manganelli della polizia o, se è il caso, altre armi più letali (sbaglio o i casi Litvinenko e Politkovskaia sono caduti nel dimenticatoio?); il secondo scenario coinvolge noi occidentali, in particolare noi italiani: di fronte alla palese violenza putiniana, la reazione della politica italiana è stata molto grave: dalle giustificazioni incredibili di Berlusconi ai peana a Putin intonati da Dini alla sostanziale lavata di mani del premier Prodi. Unica eccezione, diciamolo, i radicali.
 
E’ in atto uno strisciante processo di “finlandizzazione” della politica italiana; stiamo diventando come la Finlandia degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, a cui era permesso un sistema democratico e un’economia semicapitalista a patto di non parlare mai male del potente vicino sovietico.Occorre reagire con forza a tale virus; lo facciamo anche con gli strumenti parlamentari, con la mozione sulla Cecenia che l’on. Mellano e altri hanno presentato la settimana scorsa, con l’interrogazione sulla partecipazione di ENI ed ENEL alla spartizione di Yukos; dietro l’esaltazione dell’operazione da parte dei loro potenti uffici stampa, fa capolino l’amara verità: tutta l’operazione è servita a Gazprom (leggi Putin) per acquisire sempre più potere, evitando anche beghe legali (un certo Khodorkovski, padrone di Yukos, ha pagato con la galera dura in Siberia l’aver cercato di ostacolare i piani del nuovo zar di tutte le Russie).”.


Torino, 16 aprile 2007
LIVELLO DEL PO SCESO DI QUASI MEZZO METRO IN MENO DI 10 GIORNI
  Mellano e Boni: “E’ l’effetto del prelievo ingente – e irresponsabile - di acqua per la risicoltura piemontese e lombarda” “Evidenti responsabilità degli Assessori all’Agricoltura di Piemonte e Lombardia”
 
Il livello del fiume Po è sceso di circa 40 cm in una settimana e di quasi mezzo metro in circa 10 giorni. La discesa repentina del livello, già ai minimi storici, è dovuta anche al prelievo enorme d’acqua che la risicoltura piemontese e lombarda hanno messo in atto.
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Comitato nazione Radicali Italiani – Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Nelle scorse settimane abbiamo chiesto con forza al Governo e alle amministrazioni regionali di non consentire (come se il 2007 fosse un anno paragonabile ai precedenti) che l’agricoltura - la risicoltura e la maiscoltura – cominciassero il solito sfruttamento e sperpero della risorsa idrica. Abbiamo chiesto la riconversione di una parte del riso ‘in asciutta’ e la coltivazione di queste colture altamente idroesigenti solo sui suoli più adatti. Ma nulla di concreto è stato fatto. Crediamo che buona parte delle responsabilità ricadano anche sugli Assessori all’agricoltura di Piemonte, Mino Taricco, e Lombardia Viviana Beccalossi, che preferiscono mettere la testa nella sabbia piuttosto che prendere decisioni impopolari ma necessarie. Solo in Piemonte da adesso alla fine di agosto occorreranno oltre 6 miliardi di metri cubi d’acqua se si vuole proseguire nei metodi colturali passati. Acqua che di tutta evidenza non c’è e non ci sarà; ed è quindi facile prevedere lo stato di calamità naturale e i conseguenti contributi a pioggia. La politica continua purtroppo, su questi temi, ad essere latitante. Per quello che ci riguarda proponiamo soluzioni concrete, attuabili nell’immediato e nel medio periodo da oltre 5 anni; speriamo che l’attuale emergenza conduca almeno ad un tardivo ma operoso ravvedimento e ad un impegno serio.”
 
Boni

Roma, 16 aprile 2007
PUTIN/MANFREDI (RADICALI): “LE DICHIARAZIONI DI DINI PRO PUTIN SONO VERGOGNOSE MA NON CI SI POTEVA ASPETTARE ALTRO DA CHI PERMISE DIECI ANNI FA A TELECOM ITALIA  DI FINANZIARE SLOBODAN MILOSEVIC”.
  Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani):
Non bastavano le dichiarazioni di ieri - ridicole se dietro non ci fossero i manganelli degli “Omon” - di Silvio Berlusconi; oggi scende in campo anche Lamberto Dini come avvocato difensore di Putin.
Dini è coerente con la sua storia e con la storia meno nobile della politica estera italiana; Dini è colui che da ministro degli Esteri, esattamente dieci anni fa, non mosse un dito per impedire l’affaire Telekom Serbia (nonostante fosse stato debitamente avvisato dall’ambasciatore italiano a Belgrado) perché considerava Slobodan Milosevic un elemento di stabilità per i Balcani; il fatto che solo cinque mesi prima il suo amico Milosevic avesse fatto bastonare i democratici serbi che manifestavano in piazza era per Dini assolutamente insignificante, come lo sono oggi le botte dei poliziotti russi ai dissidenti  di Mosca e San Pietroburgo.
Tutto si tiene: i soldi (pubblici) di Telecom Italia dati a Telekom Serbia/Milosevic dieci anni fa, il gioco di sponda di ENI ed ENEL a favore di Gazprom/Putin una settimana fa.
Massimo D’Alema ieri, incalzato da Lucia Annunziata, ha fatto qualche distinguo ma mi pare che sia Lamberto Dini a dare la linea, oggi come nel 1997.”.

Roma, 14 aprile 2007
RUSSIA/RADICALI: “BERLUSCONI, DURANTE L’INCONTRO CON IL SUO AMICO  PUTIN, CHIEDA L’IMMEDIATO RILASCIO DEL DISSIDENTE KASPAROV …
… E INCONTRI ANCHE I RAPPRESENTANTI DELL’OPPOSIZIONE, COME HA FATTO IN SETTIMANA EMMA BONINO”
  Appreso che Silvio Berlusconi è appena arrivato a San Pietroburgo per un incontro privato con Vladimir Putin, Bruno Mellano (deputato radicale Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Chiediamo all’on. Berlusconi di dedicare una parte del “rendez vous” con il suo amico Putin a quanto è successo oggi a Mosca; un liberale quale dice di essere l’on. Berlusconi non può tacere di fronte ad una pacifica manifestazione dell’opposizione repressa a suon di manganellate, di fronte ai 170 dissidenti fermati dalla polizia, fra i quali anche il leader del Fronte Civico Unito Garry Kasparov.
Berlusconi chieda a Putin l’immediato rilascio di Kasparov e degli altri fermati, e utilizzi il suo soggiorno in terra di Russia non solamente per parlare di affari con Putin ma anche per incontrare i rappresentanti dell’opposizione e delle organizzazioni per i diritti civili, come ha fatto in settimana il ministro Emma Bonino.”.

Torino, 14 aprile 2007
I RADICALI VIALE E BONI ADERISCONO AL COMITATO PER I REFERENDUM ELETTORALI
  Silvio Viale e Igor Boni, Segretario e Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani, annunciano l'adesione ai referendum elettorali.
Viale e Boni hanno dichiarato:
“Il risultato che uscirebbe dalla vittoria di quesiti referendari non è certo quello che vorremmo. Ci sono però tre buoni motivi per aderire e per mobilitarsi nella raccolta delle 500.000 firme necessarie. In primo luogo la legge attuale è di gran lunga peggiore di quella che uscirebbe dalla vittoria referendaria; in secondo luogo, come è evidente, questo Parlamento non ha e non avrà la forza per approvare una legge migliore di quella che produrrà l’esito referendario, Mastella con le sue dichiarazioni ben rappresenta il riflesso spasmodico di autoconservazione del sistema; in ultimo, la semplificazione del quadro politico nazionale, con la riduzione degli oltre 40 attuali, è un passo in avanti anche se certo non risolutivo. Pur pensando che il sistema elettorale uninominale ad un turno, cosiddetto all’Inglese, sia il modello migliiore per riformare la politica italiana, aderiamo alla proposta di referendum, anche perchè speriamo che, grazie al referendum, le forze politiche non si limitino a discutere di come salvaguardare la propria sopravvivenza, o di quali trucchi escogitare per battere l’avversario di turno. Di ben altro ha bisogno questo Paese e il referendum è un’occasione da non perdere e da conquistare.”

Viale
Boni

TORINO, 12 aprile 2007
PILLOLA GIORNO DOPO; VIALE A FIMMG “BASTA SCARICABARILE SULLA PELLE DELLE DONNE, ABOLIRE LA RICETTA”
  Pronta e dura risposta di Silvio Viale alle affermazioni di Domenico Crisara, Segretario nazionale per la Continuità Assistenziale della Fimmg, e di Giacomo Milillo, Segretario Nazionale della FIMG, sulla Pillola del giorno dopo, rilasciate ai margini di un convegno nazionale in corso a Napoli e riportate da una agenzia.
 
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, ha dichiarato: “Sono allibito per la superficialità del Dott. Crisara, che utilizza la contraccezione di emergenza per oscure polemiche sindacali. Se le sue affermazioni fossero confermate si tratterebbe di un vergognoso scaricabarile sulla pelle delle donne, perché il Dott. Crisara non dice chi dovrebbe prescrivere la contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, in tempo utile, a parte qualcun altro. Se fossero coerenti Crisara e Milillo dovrebbero chiedere l’abolizione della ricetta, perché fino a quando sarà obbligatoria, la prescrizione non potrà che basarsi esclusivamente sul racconto della donna, non avendo il medico alcuna possibilità di verificare cosa sia accaduto sotto le lenzuola. Come i responsabili Fimmg dovrebbero sapere la contraccezione di emergenza non ha controindicazioni mediche e ha tutte le caratteristiche di un farmaco da banco: l’OMS lo considera un farmaco senza limitazioni di uso e in molti paesi è da tempo un farmaco da banco. Come medici radicali siamo in attesa che la Ministra Livia Turco replichi alla lettera aperta che le abbiamo inviato (pubblicata sul numero di aprile dell’AGENDA COSCIONI pag. 16), mantenendo la promessa assunta di occuparsene, ed invitiamo la Fimmg ad unirsi alla richiesta, sulla base dell’ampia letteratura scientifica disponibile. Domenico Crisara e Giacomo Milillo devono uscire dall’ambiguità di dichiarazioni corporative e misogine.”
 
Silvio Viale

Torino, 12 aprile 2007
EMERGENZA SICCITA’/MELLANO E BONI (RNP): “LA REGIONE PIEMONTE DICE OGGI QUELLO CHE I RADICALI PIEMONTESI DICONO DA CINQUE ANNI. RECUPERIAMO IL TEMPO PERDUTO E PASSIAMO DALLE PAROLE AI FATTI.”.
  Ieri è iniziata alla Camera la discussione delle mozioni sull’emergenza idrica.Oggi, sul quotidiano “la Repubblica” (cronaca di Torino), nell’ambito di un reportage a puntate sullo stato del Po, è riportata la seguente dichiarazione del Dr. Salvatore De Giorgio (Direttore regionale Pianificazione Risorse idriche): “(Dei sette miliardi di metri cubi d’acqua disponibili in Piemonte, ndr) mezzo miliardo è destinato a fini idropotabili, altrettanto va al settore industriale. Sei miliardi, provi a scriverlo, sei miliardi li sfrutta l’agricoltura… Significa che se l’agricoltura evita di sprecare il 10 per cento, è come se l’intera popolazione piemontese, più l’industria, non avesse consumato una goccia. Ricordiamocene, quando nei mesi estivi cominceranno i problemi…”.
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Non possiamo non rilevare che i dati forniti dal Dr. De Giorgio sono gli stessi che da cinque anni a questa parte abbiamo fornito all’opinione pubblica piemontese con i nostri “Dossier Acque”; e il Dr. De Giorgio era lo stesso Direttore regionale che in questi cinque anni ha sovente contestato, precisato, ridimensionato la portata dei dati da noi riferiti, per altro estrapolati dalle stesse pubblicazioni scientifiche della Regione Piemonte.
Siamo dunque felici che vi sia stato un così radicale cambiamento di rotta, forse dovuto, più che alla nostra tenacia, ad una capacità reale di ascolto e di dialogo dimostrata nei nostri confronti dall’Assessore Regionale Nicola De Ruggiero.
Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti, dalla consapevolezza del problema alle decisioni operative; l’abbiamo ripetuto ieri alla Camera, dove è iniziato il dibattito parlamentare sulle mozioni riguardanti l’emergenza idrica in Italia. Una piccola cosa concreta sarebbe un “manuale di buona pratica irrigua” da condividere con le associazioni di categoria e con il mondo imprenditoriale agricolo, per incentivare i sistemi di irrigazione a pioggia e a goccia, per assecondare i necessari cambiamenti colturali alla luce delle variate condizioni climatiche, per definire una politica di lungo periodo per il governo della risorsa idrica. Senza perdere tempo (e soldi) nell’illusione del “costruiamo nuovi invasi”; anche qui i numeri sono incontestabili: la capacità attuale di tutti gli invasi piemontesi esistenti è pari a 440 milioni di metri cubi; anche se riuscissimo a raddoppiarla (pagando i relativi costi ambientali), non avremmo risolto il problema.”.

Mellano
Boni
N. B. Il “Dossier Acque 2007” è disponibile sul sito www.associazioneaglietta.it

Torino, 11 aprile 2007
Suicidio studente Torino. Viale: “TUTELARE LA MEMORIA DI MATTEO. UNA SCUOLA CHE SI AUTOASSOLVE FA PAURA. CI VUOLE un impegno straordinario.”
Convocare la Consulta Provinciale degli Studenti e la Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte.
Giovedì sera la Giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta deciderà le iniziative da prendere.
  Convocare la Consulta Provinciale degli Studenti e la Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte.
Giovedì sera la Giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta deciderà le iniziative da prendere.
 
Silvio Viale, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, interviene sul caso di Matteo, lo studente sedicenne che si è suicidato, per rinnovare la richiesta di un impegno straordinario del mondo della scuola, “come se fosse nostro figlio”:
 
“Alla fine, dopo che tutti si saranno autoassolti, si concluderà che è tutta colpa di Matteo, che non aveva capito, che aveva tanti altri problemi e che, forse, non era adeguato per vivere a Torino e per frequentare quella scuola. Forse, nessuno giungerà a dire che Matteo aveva, per sua sfortuna, i lineamenti sbagliati di un filippino a metà, o che aveva atteggiamenti strani, anche se dalle indiscrezioni riportate sui giornali traspare ben di peggio. Eppure, Matteo non era un mostro, era un ragazzo normale, come sono da considerare normali i timori, le incertezze e le scoperte sessuali di un qualsiasi ragazzo di quella età. Invece di assecondare i tanti pregiudizi e i tanti luoghi comuni che emergono dalle parole dei ragazzi e degli insegnanti, come se bastasse così poco per sentirsi immuni, sarebbe più utile se fossimo capaci di considerare Matteo come un nostro figlio. Un figlio che sulle questioni più intime ha, quasi, il diritto di mentire a genitori, insegnanti e amici, ma questo non può diventare un dovere per sopravvivere. Una scuola che si autoassolve, senza essere capace di aprire una riflessione a 360 gradi, deve far paura, soprattutto ai genitori. La vicenda di Matteo, con le innegabili influenze degli ambienti esterni alla scuola, a cominciare dalle famiglie, non può essere disgiunto da quanto accade nella scuola. Il Sommeiller non è una scuola malfamata, una di quelle che chi può evita; nondimeno qualcuno può pensare di scaricare tutto per dimenticare in fretta. Insegnanti, studenti e genitori sono chiamati, ognuno per parte propria, ad un impegno straordinario. Per questo torno a chiedere la convocazione straordinaria della Consulta Provinciale degli Studenti, come prima iniziativa concreta, e aggiungo che il Ministro Fioroni convochi la Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti per promuovere il più ampio confronto tra gli studenti sui temi di attualità. I numerosi fatti di cronaca di questi giorni sono solo la punta di un iceberg e la morte di Matteo sarà utile solo se rappresenta l’inizio di un’inversione. Se si vuole davvero ridurre il tasso di bullismo e di intolleranza, bisogna rompere i tabù e affrontare anche i temi della sessualità, dell’omosessualità e dei rapporti familiari, perché una scuola che non sa discutere di se stessa e della società è destinata a finire nel buio della retorica, dell’indifferenza e del cinismo.  Per questi motivi domani sera, la Giunta della Associazione radicale Adealide Aglietta deciderà quali iniziative verranno assunte nei prossimi giorni.”
 
Silvio Viale

Roma, 5 aprile 2007
Cecenia/Depositata mozione parlamentare: 20 deputati chiedono più attenzione dal Governo italiano alla causa cecena.
  Mellano (RNP): “Democrazia e nonviolenza, subito!”
Ieri Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno, ha depositato una mozione parlamentare sulla situazione cecena. Con Mellano, hanno sottoscritto la mozione i deputati Turco, Beltrandi, Poretti, D’Elia, Capezzone, Buglio e Buemi (Rosa nel Pugno), Poletti, Francescato e Bonelli (Verdi), Forlani (UDC), Frigato, Dato e Leddi (Ulivo), Della Vedova e Costa (Forza Italia), Del Bue (DC – Nuovo PSI), Mascia e Mantovani (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea). La mozione intende impegnare il Governo Italiano a favore di una soluzione internazionale e negoziale del conflitto russo – ceceno, partendo dalla denuncia del genocidio perpetrato in questi anni. Bruno Mellano ha dichiarato: “Non è un caso che rendo noto solo oggi la presentazione di una mozione parlamentare depositata alla Camera dei Deputati sulla situazione cecena. Mentre a Grozny più di 1.500 persone hanno presenziato, volenti o nolenti, al giuramento del “neo-eletto” presidente della Cecenia Ramzan Kadirov e mentre in Italia l'ex-ministro della Sanità ceceno, Umar Khanbiev, sta lavorando insieme ai suoi compagni radicali alla preparazione della “Marcia di Pasqua” per la Moratoria delle esecuzioni capitali, la mozione tenta di riaccendere i riflettori su un angolo d’Europa totalmente dimenticato. L’Italia e l’Europa non possono permettere che nella prossima campagna elettorale presidenziale russa il capitolo “Cecenia” sia ancora una volta eluso, assieme alla questione democratica e delle libertà fondamentali, che indubbiamente vivono a Mosca una fase di grave regressione.
Spero che il Parlamento italiano sappia far sentire la propria voce in questo silenzio colpevole.” www.radicalparty.org
www.associazioneaglietta.it

Torino, 5 aprile 2007
PENA DI MORTE - ADESIONI DI CHIAMPARINO, BRESSO E SAITTA.
VIALE E BONI "APPELLO  TUTTI I SINDACI A AI PRESIDENTI DELLE PROVINCE PIEMONTESI"
  Silvio Viale e Igor Boni, rispettivamente segretario e presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, nel rendere note le adesioni personali di Sergio Chiamparino, di Mercedes Bresso e di Antonio Saitta alla Marcia di Pasqua promossa da Nessuno dai radicali e dalla Comunità di Sant'Egidio con il Patrocinio del Comune di Roma invitano i sindaci e i presidenti delle province piemontesi ad aderire.
 
Silvio Viale e Igor Boni hanno dichiarato: "Anche se non potranno fisicamente partecipare l'adesione delle istituzioni, di sindaci, di presidenti di regione e di province è molto importante perchè rappresenta il segnale di quanto sia condivisa l'iniziativa della moratoria ONU delle esecuzioni capitali. Esse rinforzano le intenzioni espresse dal Parlamento e dal Governo Italiano e avvicino il momento in cui la pena di morte potrà essere considerata un ricordo del passato. Per questo vogliamo pubblicamente sottolineare la pronta adesione della Presidente della Regione Mercedes Bresso, del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino e del Presidente della Provincia Antonio Saitta, con l'augurio che il loro esempio sia seguito da tanti altri, come sta avvenendo. Le adesioni possono essere inviate a gaia.rosini@nessunotocchicaino.it."
 
Silvio Viale
Igor Boni

Roma, 4 aprile 2007
Yukos, Radicali: non vorremmo che Eni ed Enel svolgessero la funzione di teste di legno per Gazprom/Putin, come Telecom Italia fece dieci anni fa con Telekom Serbia/Milosevic
  Yukos, Radicali: non vorremmo che Eni ed Enel svolgessero la funzione di teste di legno per Gazprom/Putin, come Telecom Italia fece dieci anni fa con Telekom Serbia/Milosevic

• In merito all’acquisizione da parte di ENI ed ENEL di tre società dell’ex colosso energetico russo Yukos, Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Vorremmo andare oltre le dichiarazioni entusiaste sulla capacità di penetrazione delle nostre imprese a Mosca e ragionare, invece, sulle dichiarazioni dei vertici di Gazprom (di cui Putin detiene il 51% delle azioni), che si sono dichiarati subito disponibili ad acquisire il 51% delle tre società che ENI ed ENEL si sono oggi aggiudicate in un’asta pubblica e che hanno un minuto dopo offerto in opzione a Gazprom/Putin. Non vorremmo che in questa vicenda ENI ed ENEL svolgessero la funzione di teste di legno a tutto vantaggio del colosso Gazprom che, leggiamo in un’agenzia, “avrebbe accesso alle tecnologie più avanzate di Eni”. E’ una situazione che ci ricorda quanto accadde, esattamente dieci anni fa, nell’affaire Telekom Serbia; l’azienda italiana Telecom Italia (controllata all’epoca dal Ministero del Tesoro) acquistò il 29% di Telekom Serbia - e portò nell’operazione anche la Telecom greca col 20% - a tutto vantaggio di Slobodan Milosevic, che intascò i soldi dei contribuenti italiani e greci e continuò a controllare con il suo 51% l’azienda serba delle telecomunicazioni. Abbiamo presentato un’interrogazione sulla vicenda (anche per ricordare un certo Mikhail Khodorkovskij, ex proprietario di Yukos, finito in una prigione siberiana ufficialmente per evasione fiscale e ufficiosamente per essersi permesso di finanziare gli oppositori di Putin). Vorremmo, però, che anche coloro che inneggiano al libero mercato riflettessero maggiormente su questa semplice verità: ci sono mercati in cui esiste solamente Golia e in cui il Davide di turno rischia, per calcoli di breve respiro, di rafforzare ancora di più il colosso che lo ucciderà”.
 
Manfredi
Mellano

Apc-*NE/ ENI:POSSIBILE JOINT VENTURE CON GAZPROM PER 51% ASSET YUKOS
Medvedev: eserciteremo opzione di acquisizione
Roma, 4 apr. (Apcom) - Eni ed Enel, che si sono aggiudicate oggi il 100% degli ex asset Yukos Arctic Gas, Urengoil e Neftegaztechnologia, hanno offerto a Gazprom un'opzione per acquisire il 51% di queste tre società entro due anni. Nel caso in cui Gazprom esercitasse la propria opzione di acquisto gli asset verrebbero gestiti attraverso una joint venture tra Eni e Gazprom che avrebbe accesso alle tecnologie più avanzate di Eni.
Eni ha garantito a Gazprom l'opzione di acquisire il 20% delle azioni di Gazprom Neft in qualunque momento entro i prossimi due anni ad un prezzo di 3,7 miliardi di dollari, oltre ai costi inerenti al finanziamento dell'operazione.
Il numero due di Gazprom, Alexandr Medvedev, giudica praticamente cosa certa l'esercizio dell'opzione offerta al colosso russo.
"Che l'opzione sarà realizzata non ho alcun dubbio. Per quanto riguarda i tempi, l'iter potrebbe partire anche domani".


Torino, 4 aprile 2007
POLEMICA CONSULTA STUDENTI/CARAPELLUCCI (LAIKA): “SPERO CHE SERVA ALMENO A FAR ACCENDERE I RIFLETTORI SUI FINANZIAMENTI DISTRIBUITI  SIA DALLA CONSULTA SIA DAL SENATO STUDENTI DELL’UNIVERSITA’”.
  In merito alla bocciatura da parte della Consulta Provinciale degli Studenti del progetto Gay Film Festival 2007, Andrea Carapellucci (esponente radicale, Presidente Associazione studentesca LAIKA) ha dichiarato:
“Spero che il piccolo clamore suscitato dalla vicenda serva a far riflettere sull' attività di questi organi istituzionali di rappresentanza studentesca (Consulta provinciale, Senato Studenti dell'Università...).
Compito della Consulta sarebbe quello di  "assicurare il più ampio confronto fra gli studenti", " istituire uno sportello informativo per gli studenti",  "promuovere iniziative di carattere transnazionale" (art. 6, c. 2, D.P.R . 567/1996).
Il finanziamento di attività culturali è lodevole: non lo è invece utilizzare questi organi come distributori automatici di fondi pubblici. Invito tutti i giornalisti di buona volontà a visitare il sito www.cpstorino.it, osservare quali iniziative sono state recentemente  finanziate dalla Consulta, verificare chi sono i promotori di tali iniziative.
E, infine, rispondere a una domanda: cosa c'entra tutto questo con la tutela dei diritti degli studenti?
Più interessante ancora sarebbe fare la stessa verifica sul Senato Studenti dell'Università di Torino, organo che gestisce centinaia di migliaia di euro ogni anno.”.

Carapellucci

Torino, 3 aprile 2007
CINEMA GAY – VIALE e CARAPELLUCCI “UN PERICOLOSO SEGNALE DI BULLISMO. QUEI 18 DELLA CONSULTA NON RAPPRESENTANO GLI STUDENTI.”
  “Mandiamo quei 18 a comunicare la notizia agli organizzatori e diamogli l’abbonamento.”
 
Silvio Viale, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Andrea Carapellucci, presidente dell’associazione studentesca LAIKA, sono intervenuti per criticare la decisione, presa a maggioranza dei presenti alla riunione della Consulta Provinciale degli Studenti, che non ha concesso il tradizionale contributo di 2.000 € al TORINO GLBT Film Festival – Da Sodoma a Holliwood, sinteticamente più noto come Festival Gay di Torino.
 
Silvio Viale e Andrea Carapellucci, entrambi dirigenti radicali, hanno dichiarato:
“Che quei 18 voti contro non rappresentino gli studenti è chiaro. Non tanto perché si tratta di 18 voti, con 15 favorevoli e 4 astenuti, in un organo la cui maggooranza dei membri è assente, ma perché quella sparuta minoranza non rappresenta la complessità degli studenti. Come assolutamente irrilervanti sono la questione economica e il modo con cui abbiano deciso di distribuire i fondi a disposizione. Il punto è che quei 18 politici in erba hanno dato un pericoloso segnale di bullismo, quello che vede nel diverso il nemico da sbeffeggiare e da distruggere, come raccontano le indiscrezioni sul frettoloso dibattito che ha preceduto la votazione. Volevano dare un segnale politico e lo hanno fatto, consci del significato, come dimostra l’esagerata reazione di esultanza di Azione Giovani, che anticipa di poche settimane il tormentone che ci regaleranno il fratello maggiore Agostino Ghiglia e qualche benpensante della Curia. Per essere ancora piu chiari, vogliamo sgombrare il campo dall’evidente stravaganza che la Consulta degli Studenti si riduca a ditribuire piccoli contributi pubblici a destra e a manca, per sottolineare come un manipolo di bravi ne abbia approfittato per un’operazione di puro bullismo verso i diversi. A questo punto, la coerenza educativa vorrebbe che fossero proprio loro, quei 18 studenti, ad andare a comunicare la notizia agli organizzatori dei festival, così potrebbero almeno conoscere l’oggetto nascosto della loro omofobia, sintomo dell’ambiente che frequentano. Se fossimo noi gli organizzatori del festival regaleremmo subito la tessere abbonamento a quei 18 studenti … ed anche agli altri 19, perché almeno possano sapere di cosa hanno discusso.”
 
www.associazioneaglietta.it
www.associazionelaika.com
 
Silvio Viale

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