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FECONDAZIONE - VIALE "ASSORDANTE SILENZIO DEI LAICI DEL PDL" |
Silvio Viale, ginecologo e dirigente
radicale, interviene nelle polemiche che sono seguite alla pubblicazone
delle lineeguida sulla legge 40, denunciando "l'assordante silenzio dei
laici del PDL". Silvio Viale ha dichiarato: " Mi chiedo dove siano finitii laici del PDL. Forse già in ginocchio? Per ora sento solo il loro assordante silenzio. Le lineeguida del ministero non sono nulla di rivoluzionario. Non modificano una legge ingiusta, ma coreggono semplicemente alcune cattiverie non previste nemmeno dalla legge. Le dichiarazioni bipartisan (c'è anche il duo Binetti-Baio) contro le lineeguida sono la naturale continuazione dell'ipocrisia strabica con cui si è affrontata l'intera materia. Non a caso nessuno, tanto meno Mantovani o la Binetti, ha mai minimamente osato proporre di limitare la fecondazione assistita solo nel pubblico come è per l'aborto con la legge 194. Chi non ha voluto le "cliniche per l'aborto" non ha avuto lo stesso riguardo per le "cliniche degli embrioni", verso le quali non esiste obiezione di coscienza di sorta. Non stupisce così che la cattiva coscienza cerchi di riscattarsi accanendosi contro quella piccola minoranza di coppie che ha bisogno della diagnosi pre-impianto. Stupisce invece il silenzio dei laici del PDL, assordante e poco onorevole." |
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ACCORDO FIAT-ZASTAVA/MANFREDI (RADICALI):
LA TERZA BUONA NOTIZIA DALLA SERBIA, DOPO LA FIRMA DELL’ACCORDO
ASA CON L’UNIONE EUROPEA E LO STOP ALLA SVENDITA DEL MONOPOLISTA
SERBO DELL’ENERGIA ALLA RUSSA GAZPROM. |
Giulio Manfredi (giunta segreteria
Radicali Italiani) ha così commentato la notizia di oggi della
firma del memorandum d'intesa fra la FIAT e la Zastava Auto, che prevede
l'acquisizione del 70% del pacchetto della societa' serba da parte della
casa torinese con un esborso di circa 700 milioni di euro: “Finalmente dalla Serbia arrivano buone notizie. L’accordo FIAT/Zastava non può che far piacere a chi, come me e gli altri radicali torinesi, denunciarono, nel silenzio generale, la visita agli stabilimenti FIAT di una delegazione d’affari serba, ai tempi di Milosevic, nel novembre 1994, in pieno embargo ONU nei confronti della Serbia; oggi, invece, sono i manager di Torino ad andare a Belgrado e a immettere preziosi finanziamenti per ridare fiato all’economia serba e aiutare il governo democratico di Boris Tadic ad affrontare al meglio le cruciali elezioni politiche dell’11 maggio. E ancora, la firma, ieri, fra governo serbo e rappresentanti dell’Unione Europea dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) è il primo passo nel cammino della Serbia verso l’Unione Europea; è il primo concreto distacco dai fantasmi del passato, fantasmi ancora ben pericolosi e presenti nella società serba, tanto da contendere ai democratici il governo del paese. Il convitato di pietra alle elezione serbe è la Russia di Vladimir Putin e di Dmitri Medvedev, ma il tentativo di infiltrazione di Gazprom nell’economia di Belgrado segna una battuta d’arresto: il governo serbo ha bloccato la vendita della NIS (azienda monopolista dell’energia) ai russi, per un tozzo di pane. Un motivo in più per non far mancare l’appoggio italiano ed europeo a Tadic, in questi ultimi dieci giorni di campagna elettorale … anche perché l’Italia deve sempre farsi perdonare i 456 milioni di euro versati nei conti correnti di Slobodan Milosevic, nel giugno 1997, nello sciagurato affaire Telekom Serbia”. |
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1° MAGGIO/TORINO/RADICALI IN PIAZZA
CON BANDIERE TIBETANE: “TREMONTI STIA TRANQUILLO: LE NOSTRE BANDIERE
SONO MADE IN ITALY, ANZI MADE IN PADANIA. |
Domani, giovedì 1° maggio, l’Associazione
Radicale Adelaide Aglietta terrà un tavolo d’informazione
sul Tibet in Piazza San Carlo (dalle ore 10:00 alle ore 13:00), dove terminerà
il corteo dei lavoratori e dove si terranno gli interventi dei sindacati.
Al banchetto sarà a disposizione dei cittadini la bandiera tibetana,
con l’invito ad esporla al balcone, alla finestra di casa. In caso di pioggia, il tavolo sarà installato sotto i portici della Piazza, fronte sede Istituto San Paolo. Saranno presenti, tra gli altri, Igor Boni (segretario Associazione Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani), che hanno dichiarato: “In Cina è stata chiusa una fabbrica che produceva migliaia di bandiere tibetane per conto del governo in esilio del Dalai Lama. Vogliamo tranquillizzare il nuovo “guru noglobal”, il prof. Giulio Tremonti: le nostre bandiere sono rigorosamente “made in Italy”, anzi, addirittura, “made in Padania”. Fuor di scherzo, anche quest’ultima notizia che ci arriva dalla Cina rafforza la nostra convinzione che parlare di reale autonomia del Tibet, di democrazia per la Cina, significa anche parlare delle condizioni di lavoro di centinaia di milioni di lavoratori e lavoratrici cinesi. Nella piccola Italia del 2007, sono morti in media 3,4 lavoratori al giorno per incidenti sul lavoro (fonte Inail: 1260 morti nel 2007); nella sterminata Cina del 2008, senza le leggi, le garanzie, i controlli, i sindacati, i rappresentanti di base, quanti sono i morti sul lavoro, ogni giorno? Il ferreo controllo del regime comunista sui mezzi d’informazione rende questa domanda senza risposta, ma non toglie nulla alla necessità ed urgenza di porre la questione”. |
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GAZPROM/RADICALI: “IL NO DI PRODI
FA SALTARE I PIANI DEI RUSSI; SCONGIURATA PER IL MOMENTO LA GRANDE AMMUCCHIATA
FILOPUTINIANA. |
Alla notizia che Romano Prodi ha rifiutato l’offerta
fattagli prima da Vladimir Putin e poi da Alexey Miller (presidente
di Gazprom) di guidare la società “South Stream”
(che si prefigge di costruire un gasdotto dalla Russia fino in Italia),
gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Igor Boni hanno dichiarato: |
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IERI ULTIMA VISITA ISPETTIVA ALLE CARCERI TORINESI DELL’ON. MELLANO (RADICALI): “DUE DIRETTRICI ATTREZZATE E MOTIVATE MA AFFOLLAMENTO ISTITUTI E PERSONALE SOTTO ORGANICO LASCIANO PREVEDERE UNA LUNGA ESTATE CALDA; GOVERNO BERLUSCONI/BOSSI PEGGIORERA’ LA SITUAZIONE”. |
Ieri pomeriggio, una delegazione radicale
ha visitato prima l’Istituto Minorile “Ferrante Aporti”
e poi la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
La delegazione era composta dal deputato radicale Bruno Mellano (ieri
scadeva il suo mandato parlamentare), da Giulio Manfredi (giunta di segreteria
Radicali Italiani) e da Domenico Massano (giunta segreteria Associazione
Radicale Adelaide Aglietta). Al “Ferrante Aporti” i radicali sono stati ricevuti dalla Direttrice reggente, Dr.ssa Picco, e dal Comandante degli agenti, Rocco Tralli. La Dr.ssa Picco ha sostituito lo scorso 9 aprile il precedente Direttore, sul cui operato sono in corso indagini. Ieri erano presenti in istituto 32 minorenni maschi (26 sarebbe la capienza ottimale, 29 la capienza massima) e 15 minorenni femmine (12 la capienza ottimale, 16 la capienza massima). Solo un minorenne è italiano, vi è una prevalenza di ragazzi maghrebini, slavi e rom. La permanenza media in istituto nel 2007 è stata di 55 giorni. Gli educatori assegnati all’istituto sono 4 fissi + 1 a progetto + 1 psicologo di ruolo. L’organico degli agenti prevede sulla carta 52 unità, divise in 3 turni da 8 ore; il sommarsi di permessi, ferie, distacchi fa sì che gli effettivi siano la metà, con evidenti problemi di tenuta del sistema. I radicali si sono intrattenuti con i ragazzi, promettendo loro di organizzare al più presto la seconda edizione del torneo di calcio “Adelaide Aglietta”; la prima si era svolta lo scorso ottobre. Al “Lorusso e Cutugno” i radicali sono stati ricevuti dalla Direttrice, Dr.ssa Clementi. Ieri i cittadini reclusi erano 1240, a cui sono da aggiungere circa 50 in regime di semi-libertà o art. 21. Il 60% dei detenuti è extracomunitario, il 30% è tossicodipendente. Le detenute sono 77, i bambini “ospitati” sono 8. Gli educatori presenti sono solamente 9; lo scorso anno erano 15, un numero non ottimale ma accettabile. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 800 (dovrebbero essere 1.200), ma vi sono ben 180 unità distaccate ad altre incombenze. I radicali hanno visitato sia la sezione “Prometeo” sia il reparto psichiatrico, dove si è verificato l’ultimo caso di suicidio. Al termine della visita, Bruno Mellano ha dichiarato: “Entrambe le Direttrici ci sono parse culturalmente attrezzate e professionalmente motivate; ciò detto, i numeri che abbiamo registrato sono un campanello d’allarme che sta già suonando e che non preannuncia nulla di buono: sia il minorile sia l’istituto delle Vallette sono strapieni e il numero sia degli educatori sia degli agenti è chiaramente inadeguato. Correremo il rischio di essere tacciati di uccelli del malaugurio ma si preannuncia per le carceri italiane una lunga estate calda; i proclami sulla sicurezza e sull’ordine pubblico che arrivano da vari esponenti dello schieramento che ha vinto le elezioni, a partire dall’ex ministro della Giustizia Castelli, rischiano di buttare non acqua ma benzina sul fuoco.” |
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TIBET/MELLANO (radicali): DA 30 ANNI DALAI LAMA CHIEDE DI DIALOGARE CON PECHINO. APERTURA DEL REGIME CINESE NON DEVE ESSERE ESCAMOTAGE PER ATTENUARE ATTENZIONE SU STATO DIRITTI UMANI IN TIBET E CINA. |
In merito all’apertura al dialogo con il Dalai Lama avanzata ieri dal regime di Pechino, Bruno Mellano (deputato radicale uscente, coordinatore Integruppo parlamentare Tibet) ha dichiarato: “Nel suo Appello al popolo cinese, diffuso lo scorso 28 marzo, il Dalai Lama ricorda che nel lontano 1974, 34 anni fa, nel mezzo della Rivoluzione culturale, i tibetani scelsero di seguire la cosiddetta “Via di Mezzo”: di abbandonare, cioè, la richiesta dell’indipendenza (del tutto legittima) per chiedere, invece, di intavolare negoziati con i cinesi al fine di arrivare a uno status di autonomia per il Tibet all’interno della Repubblica Popolare di Cina. Da allora, la posizione del Dalai Lama non è cambiata; da allora, i cinesi hanno praticato la “doccia scozzese”, alternando dichiarazioni di apertura a feroci attacchi al Dalai Lama; anche oggi, dopo la carota di ieri, è arrivato il bastone, con nuove accuse da parte del “Quotidiano del Popolo” alla “cricca del Dalai”. Sempre nel suo accorato Appello, il Dalai Lama ricorda che dal 2002 vi sono stati ben sei colloqui cino-tibetani, che non hanno prodotto alcun risultato, neppure un metro di avanzamento nella “Via di Mezzo”. Questo spiega perché il leader spirituale e politico dei tibetani abbia oggi detto SI’ alla ripresa del dialogo purchè i negoziati siano “seri” e non si rivelino solamente un tentativo per attenuare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla situazione dei diritti umani in Tibet e, in generale, nell’intera Cina.”.
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BEPPE GRILLO/RADICALI PRESENTI AL “V DAY” DI TORINO CON BANDIERE TIBETANE. MELLANO: “GRANDE RISCONTRO E SOSTEGNO DA PARTE DEI CITTADINI”. |
Questo pomeriggio, al “V Day” di Piazza San
Carlo, c’era anche un banchetto dell’Associazione Radicale
Adelaide Aglietta, dove decine di cittadini si sono avvicinati per prendere
la bandiera tibetana da mettere alla finestra. “Nel giorno in cui dal regime di Pechino arriva una timida apertura, tutta da verificare, al dialogo con il Dalai Lama, abbiamo voluto essere presenti all’happening di Torino, certi di trovare fra i partecipanti empatia, simpatia, sostegno. Non siamo rimasti delusi; d’altra parte, Beppe Grillo aveva incontrato, lo scorso dicembre, a Milano, il Dalai Lama, assicurando il suo appoggio alla causa tibetana. Continuiamo nella nostra opera d’informazione: domani la sede radicale di Torino, in via Garibaldi n. 18, rimarrà aperta dalle 10 alle 13; per i non torinesi, rimandiamo ai siti www.associazioneagl ietta.it e www.radicalparty. org”.
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Novara: sabato 26 aprile tavolo d’ informazione e conferenza stampa dell’Associazione Luca Coscioni per aggiornare sull’esito delle richieste al Ministro della Salute Livia Turco. |
Sabato 26 aprile, dalle ore 15 alle 19, davanti all’ingresso della 33° Fiera Campionaria di Novara (Corso Trieste), i membri dell’Associazione Luca Coscioni organizzeranno un tavolo di informazione per informare i cittadini sull’esito delle richieste avanzate, lo scorso 28 gennaio, dall’europarlamentare radicale Marco Cappato (segretario Associazione Coscioni) al ministro della Salute, Livia Turco, in merito a: aggiornamento del nomenclatore tariffario; aggiornamento delle linee guide della legge 40 sulla procreazione assistita; obbligo per le aziende ospedaliere di dotarsi di Unità di Gestione del Rischio Clinico e di Servizi di Ingegneria Clinica per tutelare la sicurezza degli impianti e limitare gli errori clinici; rettifica della Convenzione del Consiglio d’ Europa sulla biomedicina (cosiddetta “Convenzione di Oviedo”). Alle ore 16 è convocata una conferenza stampa, dove interverranno: Dominique Velati (esponente Associazione
Luca Coscioni ed aderente al digiuno di dialogo, conclusosi il 22 aprile);
Al tavolo, oltre a diverso materiale informativo, sarà
distribuito l’ultimo numero dell’ “Agenda Coscioni”,
in cui si parla, tra l’altro, dell’iniziativa sull’aggiornamento
del nomenclatore tariffario. Per informazioni: www.radicalinovara.com
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“UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA”/DOMANI
SERA A TORINO STRISCIONE ASSOCIAZIONE RADICALE AGLIETTA A CORTEO FESTA
LIBERAZIONE. |
Per il quinto anno consecutivo, l’Associazione
Radicale Adelaide Aglietta di Torino parteciperà al corteo della
Festa della Liberazione con lo striscione “Un 25 aprile anche per
la Cecenia” (domani, 24 aprile, ore 20:30, partenza da Piazza Albarello,
Torino). Saranno presenti anche Bruno Mellano (deputato radicale uscente) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani), che hanno dichiarato: “Prima ancora di prendere possesso di Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ha voluto incontrare Vladimir Putin per ribadire i forti legami personali che lo legano allo zar russo. D’altronde, il governo di centro-destra non ha che da continuare la strada aperta, sotto il governo Prodi, da Eni ed Enel, che ormai sono intimamente legate all’Azienda/Stato Gazprom. In Sardegna Putin si è detto contento di non ricevere più domande dei giornalisti sulla Cecenia; Berlusconi ha dato il meglio di sé con il gesto del mitra. I radicali continueranno, nei cortei e in Parlamento, a porre domande sulla Cecenia; e a Berlusconi diciamo che non si scherza su Antonio Russo (reporter di Radio Radicale ucciso otto anni fa in Georgia mentre stava indagando sui crimini russi in Cecenia), non si scherza su Anna Politkovskaja (il cui omicidio è rimasto senza colpevoli, come quello di Antonio Russo), non si scherza sulle decine di giornalisti uccisi in Russia da quando uno sconosciuto, Vladimir Putin, assunse il potere al Cremlino (31 dicembre 1999).”. |
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CARCERE: RADICALI VISITANO LA CASA DI RECLUSIONE DI FOSSANO. MELLANO: “ASSOLUTAMENTE NECESSARIO TERMINARE I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE PREVISTI” |
Ieri, lunedì 21 aprile, Bruno Mellano, deputato radicale uscente, ha visitato la Casa di Reclusione Santa Caterina di Fossano. Mellano è stato accolto ed accompagnato nella sua visita dal direttore del carcere, dott. Edoardo Torchio, ed ha incontrato sia il personale della polizia penitenziaria che l’equipe trattamentale, oltre che la popolazione detenuta. I detenuti presenti al “Santa Catlina” erano 115, tutti maschi, appena una trentina di nazionalità italiana, tutti gli altri stranieri ed essenzialmente extracomunitari: al di là di alcuni romeni, si tratta di persone provenienti da Marocco, Tunisia, Nigeria, Gabon e dal sud America. Da quando l’Istituto è stato rimesso in funzione a pieno regime, nel novembre scorso, dopo una fase di ristrutturazione straordinaria, la percentuale di stranieri è stata del 70%. Mellano ha visitato, guidato dai formatori del CFPP il corso di saldo-carpenteria e di cablatore, dove sono inseriti 14 detenuti ciascuno. Una decina di reclusi segue il corso di alfabettizzazione, mentre il corso di falegnameria, da anni proficuamente attivo presso l’Istituto, non è al momento operativo per problemi logistici: purtroppo le attrezzature sono immagazzinate e non utilizzate. La Casa di Reclusione è stata oggetto di una radicale ristrutturazione, fra il 2005 ed il 2007, con interventi in particolare sulle celle, dove sono state realizzate le docce e la pavimentazione. I detenuti prima dell’indulto avevano superato quota 150, su una popolazione massima tollerabile di 144: ora la capienza reale tollerabile è scesa a 133; dopo il periodo dei lavori e dell’indulto che aveva fatto registrare una sostanziale chiusura dell’Istituto giunto ad avere appena 10 detenuti, ora gli sfollamenti dalle Vallette di Torino e dal circuito penitenziario piemontese ha portato la struttura alla sua piena operatività. Il personale della polizia penitenziaria però, che in organico sarebbe 130, in realtà è appena di 78 agenti di cui soltanto 5 donne. Mellano ha dichiarato: “Occorre intervenire per assicurare la piena realizzazione di tutti i lavori originariamente previsti nel piano di ristrutturazione del carcere: l’ingresso, l’accoglienza, l’armeria, la falegnameria sono interventi previsti ma non effettuati per esaurimento dei fondi, anche se assolutamente necessari. L’Amministrazione comunale ha, giustamente, più volte sollecitato il Ministero di Giustizia ed il Ministero delle Infrastrutture per il completamento dei lavori anche sulle mura di cinta, dal punto di vista della messa in sicurezza e della necessaria manutenzione anche estetica, l’edificio era un antico convento trasformato in prigione. Io sono stato e rimango convinto della bontà di mantenere le carceri nel concentrico cittadino, anche e soprattutto per facilitare il reinserimento dei detenuti ed il prezioso lavoro dei servizi sociali: Fossano conferma ancora una volta questa impostazione.”
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ABORTO/VIALE (RADICALI): OBIEZIONE E’
TALLONE DI ACHILLE LEGGE 194. |
Dopo aver spulciato la Relazione annuale
al Parlamento sull’attuazione della legge 194/78, resa nota oggi
dal ministro Turco, Silvio Viale (ginecologo radicale, Direzione
Associazione Luca Coscioni) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali
Italiani) hanno dichiarato: “Praticare aborti è un lavoro difficile che si evita, non essendo obbligati ed essendo più gratificante fare altro. L’aborto, a trent’anni dalla sua legalizzazione, rimane un tabù; tante polemiche ma la sua pratica è messa ai margini della sanità: nessun aggiornamento (seppur previsto dalla legge 194), niente ricerca scientifica. Eppure i dati confermano che la vera prevenzione l’hanno fatta gli operatori nei reparti di ginecologia ed ostetricia. L’aumento delle IVG delle donne extracomunitarie è conseguenza dell’aumento nel nostro paese delle donne non italiane in età riproduttiva: aumentano i loro aborti ma aumentano anche i loro parti. L’introduzione in Italia della RU486 rimane il banco di prova del nuovo governo di centrodestra: rimarrà neutrale o si farà incantare dalla sirena Roccella? Rispetto al ministro Turco in scadenza, dobbiamo riconoscerle due meriti: ha reso nota la Relazione con solamente due mesi di ritardo rispetto a quanto previsto dalla 194; rispetto ai dati sull’obiezione di coscienza, è riuscita a fornire finalmente dati aggiornati. Rimane un grosso punto interrogativo: in Basilicata, la percentuale dei ginecologi obiettori risulterebbe del 44%; in realtà è il doppio! Ci troviamo di fronte a un’eccezione (peraltro denunciata da noi radicali da almeno due anni) o la non verifica dei dati costituisce la regola per tutte le altre regioni? Ministro Turco, vada negli ospedali lucani e verifichi come stanno veramente le cose; sarebbe un bel modo per terminare degnamente il suo mandato.”. N. B. La Relazione sull’attuazione della legge 194/78 è disponibile su: http://www.ministerosalute.it/ |
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SCUOLA E DISABILITÀ/RADICALI TORINO: BARRIERE ARCHITETTONICHE ALL’ISTITUTO BOSELLI DI TORINO IMPEDISCONO L’ACCESSO DI ALUNNI CON DISABILITÀ: A QUANDO UN IMPEGNO CONCRETO PER L’ABBATTIMENTO? |
Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (Consiglio generale Associazione Luca Coscioni e Direzione Radicali Italiani) hanno dichiarato: Apprendiamo con stupore che nel 2008 a Torino l’accesso di alcuni alunni con disabilità nell’Istituto professionale Boselli di via Montecuccoli a Torino, è possibile solo grazie all’impegno ed alla buona volontà di alcune operatrici che trasportano “a braccia” gli studenti con disabilità che frequentano la scuola e sono costretti su una carrozzina. Pur riconoscendo il valore sociale di tale impegno, riteniamo che lo stesso non debba diventare un alibi per il protrarsi dell’immobilismo dell’assessore provinciale all’edilizia scolastica Umberto d’Ottavio. Non riteniamo che sia ammissibile, infatti, che ancora oggi per vedere riconosciuti i propri diritti, le persone con disabilità debbano fare affidamento esclusivamente sulla buona volontà e sull’impegno delle persone che in alcuni casi hanno la fortuna di incontrare. La presenza di barriere architettoniche rappresenta una discriminazione effettiva delle persone con disabilità e, nel caso siano presenti e limitino l’accesso a scuola, rappresenta una limitazione nella fruizione del diritto all’istruzione. Come abbiamo più volte ribadito una effettiva e reale integrazione a scuola comincia dalla possibilità di accedere all’edificio stesso nel modo più autonomo possibile, senza doversi fermare davanti a barriere architettoniche che troppo spesso sono lo specchio delle barriere culturali ancora presenti nella nostra società. Invitiamo l’assessore provinciale all’edilizia scolastica Umberto d’Ottavio, che da tempo è a conoscenza del problema, a trovare nel più breve tempo possibile una soluzione che permetta l’accesso degli studenti a scuola e dimostri un impegno concreto per una scuola realmente inclusiva ed accessibile per tutti, nessuno escluso.
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ENI/GAZPROM. RADICALI: FINALMENTE
SCARONI HA DATO I NUMERI. SETTE MILIARDI DI EURO FINISCONO NELLE CASSE
DI GAZPROM. |
Ieri il Dr. Paolo Scaroni (amministratore delegato di
ENI) ha testualmente affermato: "Io gestisco un'eredità
fortissima di rapporti tra Eni e la Russia. Siamo i
primi clienti di Gazprom e gli stacchiamo ogni anno un assegno di circa
7 mld euro per il gas. Credo che al vertice tra Putin
e Berlusconi si sia parlato di altre opportunità, di altre cose
che possiamo fare insieme". Dichiarazione di Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani): “Nella legislatura che si sta chiudendo è rimasta senza risposta una interrogazione del deputato radicale Bruno Mellano in cui si chiedeva che finalmente venisse reso pubblico il costo unitario al quale l’Eni acquista il gas dalla russa Gazprom. Fino ad oggi, dietro l’alibi della riservatezza per non favorire concorrenti (che purtroppo non ci sono), questo dato è rimasto sempre segreto. Ora finalmente sappiamo che ogni anno l’Eni spende 7 miliardi di euro per acquistare il gas da Gazprom. Un passo avanti necessario ma non sufficiente nel processo di trasparenza nei confronti dei cittadini italiani. Chiediamo nuovamente all’Eni di comunicare ufficialmente a che prezzo viene acquistato un metro cubo di gas dalla Russia, dall’Algeria, dalla Libia e dal Nord Europa. Ci permettiamo, inoltre, di sottolineare nuovamente come la politica energetica italiana stia – crediamo irresponsabilmente - continuando ad accrescere la sua dipendenza dall’Azienda/Stato che ha nome Gazprom. Pagheremo cara questa scelta nel medio termine quando, sempre più succubi delle importazioni di gas dalla Russia, saremo costantemente ricattabili. Peraltro, la politica del ricatto energetico è, e sarà sempre di più, la modalità di azione del regime di Putin-Medvedev, che usa non più i missili ma i metanodotti per influenzare pesantemente le politiche dei paesi europei. Per questo dobbiamo differenziare i nostri approvvigionamenti sia dal punto di vista geografico (servono con urgenza 4-5 rigassificatori), sia dal punto di vista delle materie prime (non si deve demonizzare l’uso del carbone e si deve puntare sull’incremento delle energie rinnovabili). Una delle priorità assolute di questo Paese – e in fondo dell’Europa intera – è un piano energetico che sappia progettare dal breve al lungo periodo un percorso che vada in questa direzione e che sappia porre in primo piano il risparmio energetico e la ricerca. Da radicali, auspichiamo che il Partito Radicale transnazionale rilanci l’iniziativa per l’entrata della Turchia nell’Unione Europea; oltre alle altre ragioni storiche e politiche a supporto di tale entrata, è esiziale per l’Unione garantirsi, tramite i terminali turchi, un approvvigionamento del gas e del petrolio dall’Asia centrale svincolato dal controllo geopolitica di Mosca.”. |
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AUTONOMIA PER IL TIBET, DEMOCRAZIA
PER LA CINA: |
Caro Direttore, le scriviamo certi di trovare in Lei un sostenitore della causa tibetana. Converrà con noi che l’imperativo di questi quattro mesi che ci separano dalle Olimpiadi di Pechino sia quello di utilizzare il palcoscenico mondiale rappresentato da quell’evento per illuminare l’altra faccia della luna. Di illuminare, quindi, un Tibet dove oggi, i tibetani sono già minoranza (6 milioni rispetto a 8 milioni di cinesi han) e lo saranno sempre di più in futuro: il regime di Pechino intende trasferire a Lhasa e dintorni altri 12 milioni di cinesi entro il 2020. Ma di illuminare anche la repressione cinese nel Turkestan orientale, contro la minoranza uigura mussulmana (non a caso, sono spuntati fuori dal nulla pericolosi terroristi islamici …); anche la persecuzione sistematica dei Falun Gong; anche quella della “Chiesa del silenzio”, dei cristiani che, proprio come avveniva nei Paesi dell’Est sotto il comunismo, sono costretti a professare la loro fede nelle catacombe o ad accettare come pastori persone nominate dal regime di Pechino, la sedicente “Chiesa patriottica”. Il Dalai Lama, nel suo “Appello al popolo cinese” diffuso il 28 marzo scorso, ribadisce di non essere contrario ai Giochi Olimpici di Pechino, giusto riconoscimento della civiltà millenaria della Cina e del suo attuale impressionante progresso economico. Pechino ha mancato solamente la “quinta modernizzazione” , quella evocata dal più famoso dissidente cinese, Wej Jingsheng: la democrazia. Occorre cercare di instaurare con il regime comunista un confronto vero, utilizzando tutte le armi nonviolente a disposizione; la settimana scorsa, su impulso degli eurodeputati radicali Pannella e Cappato, il Parlamento Europeo ha approvato a stragrande maggioranza una Risoluzione che non parla di boicottaggio delle Olimpiadi ma chiede ai 27 governi dell’Unione Europea sia di esprimere, finalmente, una posizione unica nei confronti di Pechino sia di non partecipare alla cerimonia ufficiale di apertura dei Giochi Olimpici se non vi sarà un credibile avvio di dialogo fra tibetani e cinesi. Di fronte a tutto questo, il Dalai Lama ha, ancora una volta, pronunciato e scritto parole di ragionevolezza, di pace e di amore; nel suo Appello ricapitola i rapporti con il regime comunista, ricordando come già nel lontano 1974 egli scelse la “Via di Mezzo”: non avrebbe cercato di separare il Tibet dalla Cina ma avrebbe facilitato un suo pacifico sviluppo. Da allora, la proposta del governo tibetano in esilio si è ulteriormente affinata e precisata, riassumendosi nella richiesta di una piena autonomia all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina, un’autonomia tale da preservare le tradizioni e la cultura millenaria del buddismo tibetano, prendendo a modello quello che abbiamo fatto anche noi italiani con l’Alto Adige e con la Valle d’Aosta. Dal 2002 ad oggi vi sono stati sei colloqui fra i rappresentanti del Dalai Lama e il regime di Pechino, ma non è stato fatto alcun passo avanti. Anzi, il Dalai Lama è stato descritto come un vero e proprio “mostro” e accusato di essere un pericoloso terrorista secessionista che avrebbe fomentato le recenti violenze. Per dare forza alla richiesta di autonomia per il Tibet, nel 2002 è nata all’interno del Consiglio Regionale del Piemonte (su iniziativa radicale) l’Associazione dei Comuni, Province e Regioni per il Tibet. Oggi ne fanno parte oltre 150 enti locali di tutta Italia, che hanno deciso di esporre la bandiera del Tibet all’interno delle loro sedi istituzionali fino a quando non si arriverà a uno status di piena autonomia. Informazioni dettagliate sull’Associazione si possono trarre dal link “Associazione per il Tibet” sul sito www.consiglioregion ale.piemonte. it. Ognuno dei suoi lettori può fare due cose, semplici e concrete: contattare il proprio consigliere comunale, provinciale, regionale di riferimento, il proprio sindaco, e chiedergli di far aderire il Comune, la Provincia, la Regione all’Associazione per il Tibet. E poi ciascuno può esporre la bandiera tibetana alla finestra, al balcone di casa, un piccolo gesto che in Tibet può costare anni di carcere. Una bandiera, tante bandiere sono un segno tangibile di attenzione e di impegno: si possono richiedere andando sul sito www.associazioneagl ietta.it (dove è anche possibile scaricare l’Appello del Dalai Lama citato in precedenza). Occorre andare avanti sulla strada indicataci dal Dalai Lama; siamo sicuri che anche grazie a Lei e ai suoi lettori saremo in tanti a percorrere quel difficile sentiero. Torino, 22/04/08 Bruno Mellano (deputato radicale uscente, coordinatore intergruppo parlamentare Tibet) Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta) |
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TIBET/MELLANO (RADICALI): “UNIONE EUROPEA NON RICEVERA’ IL DALAI LAMA? DICHIARAZIONE INTEMPESTIVA NEL GIORNO DELLE MANIFESTAZIONI ANTIFRANCESI IN CINA E FILOCINESI A PARIGI E LONDRA”.
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Dichiarazione di Bruno Mellano
(deputato radicale uscente, coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet):
“La dichiarazione complessiva del ministro degli Esteri sloveno è accettabile, poiché ripropone sia la necessità ed urgenza di instaurare un dialogo fra il regime di Pechino e il Dalai Lama sia l’esigenza di avere notizie certe della situazione in Tibet tramite il libero accesso alla regione. Il problema è che il risultato tangibile – rilanciato dalle agenzie - dell’incontro fra la rappresentanza slovena dell’Unione Europea e l’inviato speciale del primo ministro cinese rimane il rifiuto di ricevere il Dalai Lama alla prossima riunione del Consiglio Ue a Bruxelles. E questo avviene nelle stesse ore in cui, per la prima volta, vi sono manifestazioni anti-francesi in varie città cinesi e sit-in filocinesi a Parigi e Londra; difficile credere che dietro non vi sia una regia unica e che il regista si trovi a Pechino. E’ iniziata una partita a scacchi fra l’Unione Europea e la Cina che terminerà l’8 agosto, all’inizio dei Giochi Olimpici; le prime mosse sono tutte a favore della seconda. Occorre che l’opinione pubblica occidentale infonda ai rispettivi governi nazionali e, perciò, indirettamente, a quello dell’Unione Europea quella determinazione e convinzione in merito alla causa tibetana (la punta dell’iceberg “democrazia in Cina”) che in questo momento, al di là delle frasi di circostanza, manca.” |
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Novara: 20 aprile, “Caminada par Nuara". I radicali novaresi ci saranno con le bandiere tibetane |
Domenica 20 Aprile 2008, i radicali di Novara parteciperanno alla "Camminata per Novara" (ritrovo ore 8.45 in viale Kennedy) indossando o sventolando la bandiera del Tibet. Dopo l' ottimo risultato ottenuto dall' iniziativa "Io corro per il Tibet" alla Stratorino di domenica - e dopo il successo del dibattito sul Tibet alla Barriera Albertina di ieri sera - si vuole riproporre anche a Novara questo particolare messaggio di solidarietà al popolo tibetano. Michele Savino (membro dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato: "Crediamo sia di fondamentale importanza che ogni cittadino
prenda coscienza della situazione in cui, ormai da oltre 50 anni, si
trova il popolo tibetano e si mobiliti affinchè le istituzioni
prendano provvedimenti immediati. Attraverso l' iniziativa "Io corro
per il Tibet" e tante altre, noi radicali continueremo a tenere alta
l' attenzione sui diritti umani negati in Cina. Si ricorda che chiunque sia interessato ad acquistare la bandiera del Tibet (proibita in Cina), può trovarla ai tavoli organizzati dai Radicali novaresi, oppure contattando Nathalie Pisano (331.56.22.489) o Michele Savino (347.88.74.734). email Michele Savino: savim88@hotmail.it |
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PUTIN E BERLUSCONI: IL PRIMO SE LA CAVA CON UNA BATTUTA SULLA CECENIA, IL SECONDO MIMA – SORRIDENDO - DI SPARARE AD UNA GIORNALISTA RUSSA Boni: “Caro Berlusconi, l’amore per la battuta non può consentire di scherzare sulla stampa russa: la morte violenta di Anna Politkovskaja - e di altre decine di giornalisti - invoca almeno rispetto e magari anche pubbliche scuse” |
Oggi alla conferenza stampa di Vladimir Putin e Silvio Berlusconi si è assistito ad un tragico teatrino. Putin imbarazzato da una domanda sulla sua vita privata ha detto che almeno adesso non gli viene chiesto più nulla sulla questione cecena. Berlusconi, dal canto suo, per sdrammatizzare, ha ironicamente proposto un cambio tra stampa italiana e russa e ha mimato, con un sorriso, il gesto di un colpo d'arma da fuoco all'indirizzo della giornalista russa che aveva osato porre l’indiscreta domanda a Putin. Dichiarazione di Igor Boni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani “Se il buon giorno si vede dal mattino c’è
di cui preoccuparsi. E peraltro non c’è nulla di cui stupirsi
dati i personaggi in scena. Vladimir Putin con fare autoritario redarguisce
una giornalista russa per una domanda indiscreta e, in qualche modo
sfidando la stampa, dice che finalmente non gli vengono più poste
domande sulla Cecenia. A Berlusconi sarebbe utile far presente che l’amore per la battuta non può consentire (nemmeno a lui che profuma di santità) di scherzare sulla stampa russa. In quel paese i giornalisti sono sottoposti ad un controllo inaccettabile e violento; è lì che è stata barbaramente uccisa Anna Politkovskaja e altre decine di suoi colleghi. Sarebbe utile avere rispetto e chiedere scusa di un gesto così – per dire – inopportuno. Ma, ne sono certo, avremo come risposta che è tutta una montatura e che, in fondo, la pistola era scarica. Ma a furia di scherzare con il fuoco (il regime russo) ci bruceremo e rimpiangeremo di non esserci occupati per tempo di promuovere e sostenere la necessaria riforma democratica di quel paese”. |
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“LEGGE 40 SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA, UNA LEGGE CONTRO IL DIRITTO ALLA SALUTE E LA LIBERTA ’ DI SCELTA DELLA PERSONA”. SINTESI CONFERENZA STAMPA TENUTASI NELLA SEDE RADICALE DI TORINO. |
Bruno Mellano (deputato radicale uscente): “Abbiamo voluto approfittare della presenza a Torino
di Chiara Lalli per organizzare questo momento di approfondimento su
una legge che, approvata alla chetichella quattro anni fa, ha poi diviso
profondamente il paese e che continua a produrre, ogni giorno, conseguenze
nefaste sulla vita di migliaia di cittadini italiani. Chiara Lalli (bioeticista, docente universitaria, Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni e Direttivo Associazione Certi Diritti): “Se consideriamo i quattro anni passati, è
facile farsi prendere dallo sconforto, ma ci sono anche buone notizie.
Ricordo, innanzitutto, la sentenza del TAR del Lazio del gennaio 2008,
in cui si afferma che le linee guida rappresentano un “eccesso
di potere” e una violazione dell’art. 32 della Costituzione
(diritto alla salute). La sentenza vale per tutti i cittadini. Che fare? L’Associazione Coscioni ha creato “Soccorso
civile” (http://www.lucacosc
ioni.it/soccorso _civile) proprio per fornire informazioni utili
per impedire a leggi e pratiche violente di distruggere la libertà
di scelta dei cittadini, sia rispetto alla procreazione assistita sia
rispetto, per esempio, alla pillola del giorno dopo, alla pillola abortiva
RU486, al testamento biologico.
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ABORTO - VIALE A ROCCELLA
"PIENA APPLICAZIONE 194 SENZA PREGIUDIZI E NON CONTRO LA VOLONTA' DELLA
DONNA" |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente
radicale, replica a Eugenia Roccella che ha annunciato l'intenzione di
modificare la 194 ma di impegnarsi nella piena applicazione. Silvio Viale ha dichiarato: "Era ora. E' da anni che chiediamo una piena applicazione della 194, oltre ad un aggoirnamento migliorativo. Prendo atto, come ha anche dichiarato Silvio Berlusconi in campagna elettorale, che Eugenia Roccella dice di non volere modificare la 194, ma solo di volerla applicare integralmente. E' una sfida che accetto, non solo perchè sono anni che tento di farlo, ma perchè finalmente si potrà discutere di tutti i suoi articoli della 194 senza pregiudizi e nel rispetto della volontà della donna. Applicare la 194 vuol dire superare l'ostacolo del'obiezione di coscienza, che ne mina strutturalmente le fondamenta, introdurre la RU486, favorire ogni opportuno aprofondimento con il consenso delle donne e garantire l'intervento nelle prime settimane di gravidanza, come è oggi permeso dai test precoci di gravidanza. Se non si è in malafede è chiaro che la 194 non prevede colloqui obbligatori dissuasivi, né trattamenti psicologici coatti, ma lascia un ampio margine di manovra per interventi che siano in aiuto e non contro la volontà della donna. Applicare la 194 significa anche garantire la contraccezione ordinaria e di emergenza. Insomma, gli operatori della 194 e i medici non obiettori, che per legge sono incaricati delle procedure previste dalla legge, sono pronti a collaborare per una piena applicazione della 194. Vedremo quali saranno le vere intenzioni del nuovo governo a cominciare dal banco di prova della RU486, la cui valutazione spetta all'AIFA, senza quelle ostinate interferenze politiche che hanno caratterizzato i ministeri di Sirchia e Storace." |
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CASO BAMBINO BARBANIA/RADICALI: SOSPENSIVA DEL TAR AVVALORA NOSTRA POSIZIONE. NON SI POSSONO RISOLVERE A COLPI DI ORDINANZE LE SITUAZIONI CHE RIGUARDANO PERSONE CON DISABILITA’ |
Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (Consiglio generale Associazione Luca Coscioni e Direzione Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Constatiamo che, come noi avevamo previsto ed
anticipato nella conferenza stampa tenuta a Barbania il primo di aprile,
il TAR con una sospensiva ha revocato in via cautelativa l'ordinanza
del Sindaco di Barbania che cancellava il posto auto riservato, utilizzato
dal signor Scrimenti per l'accompagnamento del proprio figlio autistico
a scuola. |
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ELEZIONI – VIALE E BONI (radicali): “SCONFITTA TERAPEUTICA - Lavoreremo perché in Italia si affermi una sinistra laica, liberale, socialista, radicale e libertaria” |
Silvio Viale e Igor Boni, Presidente e Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, entrambi membri del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “La prevista sconfitta elettorale è arrivata ed è senz’altro terapeutica. Queste elezioni saranno certamente ricordate per la vittoria netta di Berlusconi e per la riduzione a forza extra-parlamentare della sinistra più estrema, quella raccolta nella coalizione arcobaleno. Noi speriamo, però, che queste elezioni possano essere ricordate, soprattutto, per avere segnato l’inizio di quel rinnovamento che Veltroni ha finora solo tentato e che è necessario per la maturazione democratica del Paese. Per questo adesso bisogna guardare avanti, ai Democratici americani, ai Socialisti spagnoli e francesi, ai Laburisti britannici e ai Socialdemocratici tedeschi per proseguire nella creazione di un sistema bipolare dell’alternanza basata su contenuti e proposte. Per questo sarebbe un errore rinchiudersi nei propri fortini in attesa che l’avversario si scomponga, facendo prevalere gli interessi partitocratrici di gruppi e gruppettini vari che bivaccano su questa o quella amministrazione. Il Partito Democratico non è un dato di fatto, ma è una conquista ancora da raggiungere. Compito dei Radicali è guardare avanti per rafforzare
e costruire un percorso laico che sia di riferimento per le idee liberali,
socialiste, radicali e libertarie; che sappia mettere al centro le libertà
dell’individuo, i diritti e i doveri, le riforme economiche liberali,
una politica estera di promozione dei diritti e della democrazia, l’ambiente
e l’economia come due facce inscindibili della stessa medaglia.
E’ questo il nostro contributo alla costruzione del PD e l’assemblea
già convocata a Chianciano (2, 3 e 4 maggio) è la prima
occasione, non da reduci, ma da protagonisti per tutti coloro che vorranno
partecipare. Intanto la pattuglia radicale andrà ad occupare
quei banchi che nel 1976 vennero contestati in rappresentanza, anche,
di tutti gli assenti e dei contestatori di allora.”
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“STRATORINO: IO CORRO PER IL TIBET”/DISTRIBUITE CENTINAIA DI BANDIERE TIBETANE ASSIEME ALL’APPELLO DEL DALAI LAMA. RADICALI: GRAZIE AGLI ORGANIZZATORI, GRAZIE ALLE DECINE DI CITTADINI CHE HANNO CORSO CON LA BANDIERA TIBETANA ,
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Questa mattina, nel corso della manifestazione “STRATORINO”, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha distribuito ai cittadini - al banchetto piazzato all’arrivo della corsa, in Piazza San Carlo – centinaia di bandiere tibetane, assieme all’Appello del Dalai Lama al popolo cinese (diffuso il 28 marzo) in cui ribadisce il suo “SI’” alle Olimpiadi di Pechino e la sua richiesta di autonomia (non di indipendenza) per il Tibet. Il segretario dell’Associazione, Igor Boni, e decine
di altri torinesi hanno corso i 10 chilometri del percorso con indosso
il vessillo del “Paese delle Nevi”; c’era anche Alessandro
Frezzato (malato di distrofia muscolare, dirigente Associazione Luca
Coscioni), che ha issato sulla sua carrozzina la bandiera e ha percorso
l’ultimo chilometro. “Dobbiamo esprimere un doppio ringraziamento: il
primo agli organizzatori, che ci hanno ospitato senza avanzare alcuna
riserva, comprendendo come la nostra iniziativa non rappresentasse
alcuna interferenza con le votazioni in corso (al banchetto non abbiamo
esposto alcun simbolo di partito).
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE “UN PRESCRIPTION DAY CONTRO UNA DOPPIA VERGOGNA” |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, propone un PRESCRIPTION DAY per la pillola del giorno dopo sul modello di tante iniziative sanitarie che si svolgono contemporaneamente in decine di piazze. Silvio Viale ha dichiarato: “E’ ora che i medici italiani che hanno una coscienza vera scendano in campo contro una vergogna che infanga tutta la categoria. Una doppia vergogna che sta inquinando le evidenze scientifiche con osservazioni metafisiche. Da un parte una vergogna per l’Ordine dei Medici, che non è in grado di affrontare la questione del meccanismo d’azione con metodo scientifico basato sulle evidenze, ma contribuisce a mantenere pregiudizi arcaici: chiedo che si organizzi un convegno sul meccanismo d’azione a partire dai dati sperimentali disponibili. Dall’altra una vergogna per il SSN che non riesce a garantire una prestazione per la quale è prevista una ricetta obbligatoria che qualunque medico (anche il vicino di casa) può prescrivere, non trattandosi di una prescrizione specialistica. Peraltro non è necessario alcun esame, non vi sono controindicazioni mediche e l’unica cosa da sapere e la percezione della donna di avere avuto un rapporto a rischio. Quindi un PRESCRIPTION DAY per riparare la vergogna della non prescrizione, per chiedere che venga abolita la ricetta, come è già accaduto in mezza Europa e negli USA, e per esigere che si discuta sul meccanismo d’azione a partire dalle evidenze scientifiche e non da opinioni in libertà. Per tutte queste ragioni, continuerò prescrivere la pillola del giorno dopo in ogni occasione e faccio appello ai medici perché si rendano disponibili per un PRESCRIPTION DAY.”
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DICHIARAZIONI INACCETTABILI DEL PRESIDENTE DEL CIO JACQUES ROGGE: L’OBIETTIVO NON E’ GARANTIRE IL PERCORSO DELLA FIACCOLA MA I DIRITTI UMANI IN CINA E IN TIBET Boni e Mellano: “Rogge individua il problema nei manifestanti pro-Tibet: un modo strabico di guardare la realtà. Domenica tutti alla maratona di Torino con la bandiera tibetana!” |
Il presidente del Cio Jacques Rogge ha detto oggi che la 'crisi' della staffetta che porta la torcia olimpica intorno al mondo non avrà ripercussioni sui Giochi di agosto, e ha invitato gli atleti a non perdere fiducia nell'evento di Pechino. ha detto inoltre che gli atleti in tutto il mondo sono 'confusi', dopo i disordini in Europa e Usa causati dai manifestanti pro-Tibet al passaggio della torcia. Riguardo la staffetta a San Francisco, Rogge ha detto che si è verificato un miglioramento rispetto agli eventi di Londra e Parigi, pur non essendovi una svolta ideale. Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Bruno Mellano (Deputato radicale - coordinatore intergruppo parlamentare Tibet): “Il Presidente del Cio pare avere una visione strabica della realtà. Sembra paradossalmente che il problema sia di garantire un percorso senza intoppi alla fiaccola olimpica o garantire lo svolgimento dei giochi senza che nessuno levi la propria voce. Noi diciamo a Jacques Rogge che il non boicottaggio delle olimpiadi non significa il silenzio, anzi. L’occasione dei giochi deve essere sfruttata giorno dopo giorno per chiedere (esigere) dalla Cina il rispetto dei diritti umani, politici e religiosi. Quindi ogni manifestazione nonviolenta è auspicabile. Per questo domenica prossima invitiamo atleti e partecipanti alla maratona di Torino a correre sventolando la bandiera tibetana che è ormai il simbolo della violazione dei diritti nel mondo. Lo faremo nel rispetto assoluto della manifestazione sportiva ma nella convinzione che da qui alla fatidica data del 08/08/2008 si giocheranno molte delle possibilità di provocare una crescita democratica in Cina, in Birmania, in Laos, in Vietnam”. |
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RADICALI/PIEMONTE - “APPELLO PER IL PD SIA ALLA CAMERA CHE AL SENATO.”
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Silvio Viale (Comitato Nazionale Radicali Italiani, Direzione Associazione Luca Coscioni), Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani, Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni), hanno diffuso il seguente appello per un voto pieno al PD sia alla Camera che al Senato. “Ciascuno di noi può trovare nella sua storia politica e nell’attualità obiezioni, riserve, contrarietà a singoli punti o a singoli esponenti del Partito Democratico, ma la questione cruciale è se in Italia vi sarà un governo Veltroni o un governo Berlusconi. Paolo Mieli ha detto che Walter Veltroni ha il merito
storico di aver posto fine all’abbraccio mortale con la sinistra
sedicente “radicale” ma in realtà comunista, conservatrice,
arcaica ed antimodernista. Noi aggiungiamo che Veltroni ha anche detto
‘basta’ al trasformismo clientelare di Clemente Mastella. D’altro canto Silvio Berlusconi è, anche
visivamente, la brutta copia del Berlusconi che nel 1994 scese in campo
contro la ‘gioiosa macchina da guerra’ di Achille Occhetto,
e si è ridotto a dire cose vecchie, condite da continue ed ostentate
battute da avanspettacolo, per nascondere che è costretto ad
affermare nei giorni dispari il contrario di quello che ha detto nei
giorni pari. Non è così che si può essere utili
al governo del Paese, succube e ricattato dallo statalismo frenante
di Gianfranco Fini da un lato e dall’altra dall’accoppiata
di Umberto Bossi e Raffaele Lombardo, che vorrebbero tornare all’Italia
pre-risorgimentale, rispolverando una partitocrazia borbonica antigaribaldina. Per tutte queste ragioni, ogni voto tolto al Partito Democratico è oggettivamente un voto a vantaggio di Silvio Berlusconi per il suo progetto di “tirare a campare” a qualunque costo. Per tutte queste ragioni, non ultima quella di mandare in Parlamento Emma Bonino e gli altri 8 candidati radicali, noi voteremo Partito Democratico sia alla Camera che al Senato; ci appelliamo a tutti i cittadini affinché facciano altrettanto”. |
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Torino,
8 aprile 2008 |
Nel gennaio 2007 ha avuto inizio un progetto della Regione Piemonte “Educazione motoria nella scuola elementare – anno scolastico 2006/2007”. Il programma prevedeva il coinvolgimento di insegnanti di educazione fisica con il compito di collaborare con i docenti delle scuole per progettare, valorizzare, esemplificare e migliorare l’educazione motoria nei confronti dei bambini. Dopo oltre 15 mesi dall’inizio del lavoro l’Assessorato allo Sport e tempo libero della Regione (responsabile del progetto) non ha consegnato un solo euro alle decine di insegnanti coinvolti. Dichiarazione di Igor Boni, segretario dell’Associazione
radicale Adelaide Aglietta |
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“STRATORINO: IO CORRO PER IL TIBET!”. |
Ha introdotto la conferenza stampa Nicola
Vono (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta,
ideatore dell’iniziativa) : “Domenica 13 aprile, al mattino, si correranno sia la Turin Marathon (rivolta agli atleti professionisti) sia la StraTorino (aperta a tutti). Ai partecipanti noi facciamo una proposta per nulla rivoluzionaria ma così semplice da essere alla portata di chiunque: ai vincitori della Turin Marathon chiediamo di salire sul podio con la bandiera tibetana; ai corridori della StraTorino chiediamo di correre o camminare indossando o sventolando la bandiera del Tibet. Una ventina di militanti dell’Associazione Aglietta darà il buon esempio. Ha aderito alla nostra iniziativa l’Associazione Italia-Tibet. Ringrazio per gli spazi di informazione messi a nostra disposizione sia da Radio Deejay sia da Radio Rai; mi auguro che nei prossimi giorni si aprano altre finestre informative su un’iniziativa che non è di partito, ma che è a disposizione di tutti.”. Igor Boni (segretario Associazione Aglietta): “Da sette anni, la causa tibetana è una delle priorità dell’azione politica dell’Associazione, anche e soprattutto quando i riflettori erano spenti. Ora, l’imperativo è quello di tenere alta l’attenzione, anche con iniziative inventate sul momento come quella che faremo domenica. La maratona è metafora di tante cose: l’impegno, il percorso, il correre insieme, la fatica, il traguardo; tutti termini che possono applicarsi anche al lungo percorso, oltre cinquant’anni, del Dalai Lama per arrivare non all’indipendenza del Tibet ma a uno status di piena autonomia. Come radicali abbiamo fatto e facciamo i “portatori d’acqua”, creando nuove sinergie, come quella rappresentata dall’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte; i membri sono attualmente 150; potrebbero, con un minimo di buona volontà da parte di tutti, essere molti di più. Anche perché stiamo parlando non della lotta degli uomini e donne tibetane contro gli uomini e le donne cinesi, ma della lotta di tutti i popoli e le religioni oppresse dal regime di Pechino, per la democrazia in tutta la Cina.”. Bruno Mellano (deputato radicale, coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet): “La bandiera, ogni bandiera, ma specialmente quella tibetana, comunica molte cose. Come altamente evocativo è stato ieri lo spegnimento della fiaccola olimpica a Parigi; certo, per paura delle contestazioni ma non commettiamo l’errore di scambiare la causa con l’effetto; la fiaccola olimpica è stata spenta, in realtà, dalla cappa di repressione che il regime cinese ha fatto piombare su qualsiasi minima dimostrazione di libertà. Pechino è impermeabile a qualsiasi richiesta di miglioramento della situazione sul fronte dei diritti civili. Ed è impermeabile a qualsiasi tentativo di verificare cosa è effettivamente successo, cosa sta succedendo, a Lhasa e dintorni. Il presidente del parlamento tibetano in esilio, Karma Chopel, recentemente in visita a Torino, ha fornito le seguenti cifre riferite alla popolazione tibetana: 140 morti; 400 feriti; 1.000 arrestati (e stiamo parlando delle carceri cinesi, dove la tortura, le sevizie e la pena di morte sono all’ordine del giorno). Contro tutto questo, i radicali si battono con tutte le armi della democrazia: domani, gli europarlamentari Marco Pannella e Marco Cappato presenteranno, assieme a tanti loro colleghi, una risoluzione al Parlamento Europeo, che verrà votata giovedì, per arrivare a una posizione comune dell’Europa sulle Olimpiadi di Pechino, per dare forza al Governo tibetano in esilio, che richiede da almeno vent’anni negoziati seri con Pechino per uno status di piena autonomia del Tibet; dal settembre 2002 al giugno 2007, cinesi e tibetani si sono incontrati ben sei volte, ma la trattativa non è andata avanti di un millimetro. Noi non molliamo: abbiamo ospitato in Italia il presidente del parlamento tibetano perché possa attingere dall’esperienza, per esempio, dell’Alto Adige per arricchire la proposta autonomista. Il Piemonte è gemellato con la regione cinese del Sichuan (che faceva parte del Tibet storico); mi rivolgo alla Presidente Bresso affinché utilizzi i futuri contatti con gli interlocutori cinesi per porre sul tavolo di discussione anche il “dossier diritti civili e democrazia.”. Alessandro Frezzato (malato di sclerosi multipla, dirigente Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni): “Ci sarò anch’io domenica alla StraTorino; esporrò la bandiera tibetana sulla mia carrozzina e compirò, con l’aiuto dei miei genitori, l’ultimo chilometro del percorso. Voglio ribadire qui che nessuno di noi è nemico della Cina; parlare di Tibet è parlare anche delle condizioni di non democrazia e non libertà in cui vivono 1 miliardo e 300 milioni di cinesi. Fondamentale rimane il metodo nonviolento adottato dal Dalai Lama; occorre dare forza a tale metodo per evitare che si riduca a mera testimonianza.” . Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani): “La bandiera è stata per secoli, in Europa, simbolo di nazionalismi, prepotenze, aggressioni, guerre; la bandiera tibetana evoca, invece, da sempre, pace, rispetto dell’altro, nonviolenza; è uno dei motivi del suo successo, del fatto che sempre più cittadini arrivano ai nostri tavoli, nella nostra sede, sul nostro sito, per averla, per esporla al balcone o alla finestra di casa. Oggi i giornali sono pieni della buona notizia che ci arriva dalla Cina, una volta tanto: un tribunale cinese ha dato ragione alla multinazionale italiana Ferrero, nella causa intentata per concorrenza sleale contro una ditta cinese. Le notizie possono essere soppesate utilizzando vari piani di lettura; secondo uno dei meno scontati, la Cina ha voluto rassicurare gli operatori economici occidentali: rispetto alle regole del mercato e alle libertà economiche, siamo disponibili ad avvicinarci alle vostre esigenze … ma nel campo delle libertà civili e politiche, rivendichiamo le mani libere!”. N.B. Per consentire a chi lo voglia di entrare in possesso della bandiera tibetana per poi partecipare con essa alla StraTorino, la sede radicale (Torino, via Garibaldi n. 18, secondo cortile interno) resterà aperta sabato 12 aprile (il giorno prima della corsa) dalle ore 10:00 alle ore 20:00, in modo continuato. Le bandiere tibetane possono essere richieste anche visitando il sito: http://www.associaz ioneaglietta. it/ Domenica 13 aprile l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terrà un tavolo di distribuzione delle bandiere tibetane in Piazza San Carlo, dalle 10:00 alle 13:00. Essendo domenica di votazioni, il tavolo non conterrà nessun manifesto di partito ma solamente bandiere tibetane. |
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VIALE (radicali) A CASINI (MPV) ' LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO NON UCCIDE NESSUNO. ABOLIRE LA RICETTA CONTRO LA PELANDRONITE' |
Il ginecologo radicale Silvio Viale
replica a Carlo Casini, presidente del
MPV, che parla di 'intimidazione' verso i medici che non prescrivono
la pillola del giorno dopo e propone di abolire la ricetta 'per restituire
la questione alla coscienza della donna'. Silvio Viale ha dichiarato: 'Ricordo a Carlo Casini che la contraccezione di emergenza, meglio nota come pillola del giorno dopo, non uccide nessuno perché non ha alcun effetto una volta che l'ovulazione è avvenuta. Cioè non agisce impedendo l'impianto dell'ovulo fecondato, come arcaicamente molti continuano a diffondere. Studi su animali e uno studio del Karolinska Institute su un modello endometriale umano hanno dimostrato che il levonorgestrel non inibisce l'impianto dell'ovulo fecondato (blastocisti) . Se così non fosse, dosi ripetute dovrebbero incrementarne l'efficacia, che viceversa decresce con il trascorrere del tempo dal rapporto, essendo maggiore la possibilità che sia avvenuta nel frattempo l'ovulazione. Quindi la pillola del giorno dopo dovrebbe essere chiamata la pillola dell'ora dopo e dovrebbe essere prontamente disponibile per essere maggiormente efficace. La ricerca della ricetta è un oggettivo impedimento e per questa ragione è stata abolita in molti paesi europei e negli USA. Da un punto di vista medico non c'è bisogno di alcuna visita e di nessun esame, non vi sono controindicazioni ed è sufficiente il timore di avere avuto un rapporto a rischio. In altre parole, la pillola del giorno dopo è più innocua dei comuni farmaci per il mal di testa. A parte gli aspetti medici, se la ricetta fosse abolita si eviterebbe la rincorsa alla prescrizione che vede un gran numero di medici che si rifiutano di prescriverla, non tanto per questioni di coscienza, quanto per il timore che troppe donne si rivolgano alla propria struttura sanitaria per la ricetta. Più che di obiezione di coscienza, illegittima ed ingiustificata, si tratta di classica pelandronite. La non necessità della ricetta, eliminerebbe un passaggio inutile, e restituirebbe la questione di coscienza alla donna. Lo Stato non può non garantire il trattamento nel miglior modo possibile. Se Carlo Casini è in buonafede, dovrebbe accettare l'abolizione della ricetta.' |
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VIALE DOMANI 8 APRILE A PISA SU PILLOLA DEL GIORNO DOPO E RU486 CON MARCO CECCHI CANDIDATO RADICALE AL COMUNE DI PISA NELLA LISTA IDV |
Martedì 8 aprile a Pisa incontro con il dottor Silvio Viale che prescriverà la pillola del giorno dopo a chiunque ne farà richiesta. 'E' in atto ormai da anni una strisciante deriva clericale
nella sanità pisana che in questi giorni si sta palesando in
modo eclatante' – questa la denuncia di Marco Cecchi,
presidente dell'associazione radicale LiberaPisa e candidato alle prossime
amministrative nella lista Italia dei Valori. 'Sono
state rese pubbliche sulla stampa cittadina, ma notizie in tal senso
circolavano già da alcuni mesi, le clamorose difficoltà
che si incontrano a Pisa nell'accedere alla pillola del giorno dopo
attraverso i presidi sanitari territoriali come il pronto soccorso e
la guardia medica. Si tratta di una tipologia di obiezione di coscienza
particolarmente odiosa, che mette in difficoltà moltissime persone
senza neppure una motivazione ideale di supporto, dal momento che la
pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, ma contraccettivo
(seppur d'emergenza) .” 'Su questi due argomenti domani, martedì 8 aprile alle ore 18 presso l'hotel Royal Victoria, Lungarno Pacinotti 12, si svolgerà un incontro dal titolo 'Pisa: città dei diritti e delle libertà', al quale interverrà Silvio Viale il medico torinese radicale che ha introdotto in Italia l'aborto farmacologico. Er sollecitare l’attenzione della politica e della sanità il dottor Viale prescriverà la pillola del giorno dopo (Norlevo e Levonelle) tutti coloro che ne faranno richiesta.” |
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ABORTO/A VIGEVANO VIALE PRESENTE, FERRARA ASSENTE. VIALE: “PECCATO, ERO VENUTO PER ESPRIMERGLI LA MIA SOLIDARIETA’. RESTO DISPONIBILE A UN CONFRONTO DIRETTO. DOMANI COMUNQUE DIBATTERO’ IN LIGURIA DI RU486 CON I COLLEGHI DI “SCIENZA E VITA”. |
Oggi pomeriggio Giuliano Ferrara era atteso a Vigevano
(PV) per un comizio elettorale della sua lista “Aborto, no grazie.”,
ma non si è presentato, adducendo motivi di salute. Viale ha dichiarato: “Mi dispiace che Ferrara non abbia potuto tenere
il proprio comizio; per una volta, non c’erano contestatori ma
cittadini interessati a conoscere le sue opinioni.
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UNA BANDIERA
TIBETANA IN OGNI SCUOLA? NOVARA APRIPISTA.
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Dichiarazione di Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Michele Savino (Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “Domani pomeriggio saremo in strada con il nostro tavolo per ricordare a tutti i novaresi che per contestare la violazione sistematica dei diritti in Cina, di cui il Tibet è l'esempio più evidente, ci sono modi diversi che non il semplice boicottaggio delle prossime Olimpiadi: una misura inutile e sulla quale continua ad esprimere la propria contrarietà anche il Dalai Lama, che ancora nell'ultimo appello al popolo cinese invita a "trovare una soluzione pacifica e durevole al problema del Tibet attraverso il dialogo, in uno spirito di comprensione e conciliazione”. Sostenere la libertà di parola, di espressione del dissenso e la libera informazione, denunciare le violazioni dei diritti umani, tenere alta l'attenzione mediatica globale devono essere elementi di un “processo” continuo e non di azioni una-tantum. Creare un'opinione pubblica informata e responsabile rappresenta il modo più efficace per spingere organismi internazionali e singoli governi a fare pressione su paesi, come la Cina, che, calpestando sistematicamente i più elementari Diritti dell'Uomo, non possono definirsi democratici. Esporre la bandiera tibetana, la cui esibizione in Tibet è punita con il carcere; far aderire il proprio Comune, Provincia o Regione all'Associazione dei Comuni per il Tibet; far approvare dalle istituzioni locali ordini del giorno come quello inviato dai radicali a oltre 4000 sindaci italiani e presidenti di province e regioni (http://www.radicali.it/view.php?id=119209) sono azioni concrete che possiamo fare tutti, per essere tutti non solo testimoni ma protagonisti di questo processo. A Novara, seguendo l’esempio
del Liceo Scientifico Antonelli, nei prossimi giorni diverse scuole
superiori esporranno la bandiera tibetana, affiancandola a quelle dell'Italia
e dell'Unione europea. Un’iniziativa importante, la prima in Italia.” |
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TURCO/ PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE (radicali) “NON PIANGA SUL LATTE VERSATO. AVREBBE DOVUTO ABOLIRE LA RICETTA.” |
Silvio Viale critica il Ministro Livia Turco per le sue inconsistenti iniziative sulla pillola del giorno dopo, che non hanno ridotto, ma anzi ampliate, le difficoltà delle donne ad ottenere la prescrizione. Silvio Viale ha dichiarato: “Non si piange sul latte versato e Livia Turco
ne ha versato parecchio in questi due anni. Leggo che dice che “non
si può obbligare un medico a prescrivere un farmaco”; è
vero, ma, aggiungo io, che lo si deve obbligare a motivare il
diniego, cosa che illegalmente non fanno. Che si assumano almeno la
responsabilità di scrivere il motivo del rifiuto sul verbale
della prestazione per potere permettere alle donne di verificare la
correttezza del loro comportamento davanti la magistratura.
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ABORTO – DOMANI VIALE AL COMIZIO DI FERRARA A VIGEVANO (PV) |
Silvio Viale, il ginecologo della pillola abortiva, domani sabato 5 aprile si recherà a Vigevano (PV) dove Giuliano Ferrara terrà una manifestazione elettorale alle ore 16:30 presso l’Auditorium "Mussini" in Viale Libertà. Silvio Viale, che è membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sarà accompagnato da Valerio Federico, segretario dell’Associazione Enzo Tortora di Milano. Silvio Viale ha cosi spiegato l’iniziativa: “Domani andrò ad ascoltare Giuliano Ferrara
per due motivi. |
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TIBET/RADICALI: “TANTI
I FANS DELLA CAUSA TIBETANA MA I COMUNI VERCELLESI |
Dichiarazione di Roswitha Flaibani
(esponente radicale vercellese) e di Bruno Mellano (deputato radicale, coordinatore intergruppo parlamentare Tibet): “Abbiamo letto delle forti prese di posizione a favore della causa tibetana sia del consigliere provinciale Roberto Rosso sia del signor Lodovico Ellena (assessore alla Cultura ad Alice Castello). Poi, però, siamo andati sul sito dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet – che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte e che è transpartitica, avendo come attuali coordinatori Gianpiero Leo (FI) e Mariacristina Spinosa (Verdi) – e abbiamo scoperto l’amara realtà: oltre alla Provincia di Vercelli, i Comuni del circondario aderenti all’Associazione sono solamente Alagna Valsesia e Cervatto. In questi giorni è stata data l’adesione, che sarà formalizzata a breve, del Comune di Prarolo. Manca Alice Castello e manca, soprattutto, Vercelli. Il prossimo Consiglio Comunale di Vercelli potrebbe essere dedicato, senza indugi in sterili polemiche, alla semplice adozione di un Ordine del Giorno di adesione all’Associazione di cui sopra, esponendo la Bandiera Tibetana. E’ necessario ed urgente rafforzare quantitativamente e qualitativamente l’Associazione Comuni per il Tibet, che conta attualmente oltre 150 membri, in vista della convocazione della sua Assemblea generale, prevista in giugno a Roma. Sarà un momento importante per rilanciare l’impegno degli enti locali per la causa tibetana, a ridosso delle Olimpiadi di Pechino. Cari sindaci, cari assessori, cari consiglieri comunali, se non ora quando?”. |
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ABORTO/ FERRARA – VIALE “FERRARA PREFERISCE I CONTESTATORI E RIFIUTA IL CONFRONTO.” |
Silvio Viale è sempre in attesa che Ferrara definisca la sede per il confronto che ha accettato di fare. Silvio Viale teme che Giuliano Ferrara preferisca i contestatori piuttosto che il confronto con un vero “abortista”, cioè con chi è impegnato quotidianamente sulla 194, chiede la registrazione della RU486 e gli aborti li fa davvero. Silvio Viale ha dichiarato: “Dopo alcuni giorni non ho ancora avuto risposte da Giuliano Ferrara. Eppure nella tappa torinese del suo tour elettorale rispose perentoriamente “quando vuole” alla mia sfida per un confronto su aborto e RU486, che vuole vietare per decreto. Rinnovo, pertanto, pubblicamente la mia disponibilità ad utilizzare una delle sue tappe lombarde del 4 e 5 aprile,lasciando a lui la scelta: per il 4 aprile a Milano (ore 21, Centro Convegni “ROSETUM” Via Pisanello 1) e per il 5 Aprile a Mantova (ore 11, Sala Parrocchiale SANTA BARBARA via Chiesa 74), Vigevano (ore 16:30, Auditorium 'Mussini' Viale Libertà) o Busto Arsizio (ore 21, Sala Tramogge - Polo scientifico tecnologico lombardo vicolo molino 2). Sono ovviamente disponibile per altre date, compatibilmente ai miei impegni già assunti. Mi dispiace che Giuliano Ferrara, cosi accalorato nel promuovere le sue tesi, eviti il confronto e preferisca affrontare le più comode contestazioni, per cui mi auguro che voglia allontanare al più presto ogni sospetto di “codardia”. Infatti, è molto più facile subire opportune contestazioni medianiche, mentre ci vuole molto più coraggio a confrontarsi con argomentazione e punti di vista diversi. E’ più facile crearsi una visione addomesticata dell’immagine dell’altro, che confrontarsi con un vero “medico abortista”. Del resto, in periodo elettorale, è lui che ha tutto da guadagnare da un confronto con un vero “abortista”, essendo io che rischio di più. O teme il contrario? La sfida è sul tappeto.” |
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE “FIORONI SBAGLIA. COME MEDICO SI INFORMI. COME POLITICO ABOLISCA LA RICETTA. CHI NON LA PRESCRIVE E’ FUORI LEGGE.”
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Silvio Viale, che martedì 8 aprile sarà
a Pisa e prescriverà pubblicamente in piazza la pillola del giorno
dopo, critica il Ministro Fioroni per la sua presa di posizione sulla
pillola del giorno dopo. “Da fondatore del PD e mancato candidato nelle sue liste, mi rivolgo al ministro Fioroni, affinché si informi, si documenti e agisca nell’interesse di una società plurale, degli utenti, delle donne, dei giovani e anche degli studenti. Come medico dovrebbe sapere che la pillola del giorno dopo (meglio chiamarla dell’ora dopo) non è abortiva e non agisce impedendo l’impianto dell’ovulo fecondato blastocisti) come lui probabilmente ritiene sulla base di convinzioni obsolete. Lo confermano gli studi sui mammiferi e su modelli tridimensionali di cellule endometriali umane. Quindi i colleghi che non la prescrivono, adducendo questa motivazione, al di là di ogni altra considerazione, o sono ignoranti, o sono in malafede. Come ministro dovrebbe documentarsi su cosa accade in altri paesi, come ad esempio la vicina cattolicissima Francia, dove la contraccezione di emergenza dopo é a disposizione nelle scuole. In molti paesi europei, negli USA e persino sudamericani (dove l’aborto è vietato) la pillola del giorno dopo è disponibile senza ricetta, essendo l’efficacia contraccettiva maggiore quanto prima la si assume e sapendo quanto decada rapidamente ogni 12 ore di ritardo. Come politico, se davvero crede nella questione di coscienza, dovrebbe prodigarsi per abolire la ricetta lasciando alle donne la responsabilità della propria coscienza. In ogni caso i medici pubblici ufficiali (pronto soccorso) e incaricati di pubblico servizio (guardia medica, consultori e medici di base) che non la prescrivono, sono fuorilegge, perché non esiste una garanzia costituzionale all’inefficienza ed all’arbitrio. Peraltro il diritto alla salute è un bene costituzionale primario. Quindi, bene hanno fatto coloro che hanno denunciato i medici, dando loro modo di assumersi le proprie responsabilità, perché è troppo comodo umiliare le donne avendo il coltello dalla parte del manico. Martedì 8 aprile, alle ore 18, sarò a Pisa per una iniziativa già programmata ed in quella occasione prescriverò pubblicamente la pillola del giorno dopo, come ho già fatto davanti alle scuole e nelle piazze di molte città italiane.” |
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NUCLEARE – VIALE e BONI (radicali) “BERLUSCONI ILLUDE SUL NUCLEARE PER NON ASSUMERSI RESPONSABILITA. TREMONTI VUOLE METTERLO NELLE COLONIE D’OLTREMARE.” |
Si riapre durante questa campagna elettorale il dibattito sul sì o sul no all’energia nucleare in Italia. Dopo i proclami di Berlusconi arriva ora la parziale conversione di Chicco Testa e di alcuni settori del PD. Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Chicco Testa sta già ricevendo da una parte
del mondo ambientalista l’accusa di tradimento. L’ex-Presidente
di Legambiente, antinuclearista convinto ora si dice possibilista. Sul
nucleare non c’è bisogno di scontri ideologici ma è
necessario un approccio laico e pragmatico; l’esatto contrario
di quello che sta facendo Berlusconi con i proclami sul ritorno certo
al nucleare. Se Chicco Testa approda con ritardo ad una riflessione
che i radicali, da ambientalisti, hanno cominciato da tempo senza tabù,
Silvio Berlusconi vuole illudere sul nucleare per non assumersi responsabilità. |
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BAMBINO AUTISTICO PRIVATO DEL PARCHEGGIO RISERVATO DAVANTI ALLA SCUOLA: SINTESI CONFERENZA STAMPA TENUTA OGGI DAVANTI AL MUNICIPIO DI BARBANIA (TO).
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Ha introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi
(giunta di segreteria Radicali Italiani): Domenico Massano (giunta segreteria
Associazione Radicale Adelaide Aglietta): Antonio Scrimenti (papà del bambino): “Mi hanno tolto il posto auto dall’oggi al domani, senza tenere minimamente in conto i bisogni di mio figlio. E’ bastato che alcune mamme si coalizzassero e portassero al Sindaco alcune lamentele sul mio stile di guida perché quest’ultimo emettesse un’ordinanza per eliminare il parcheggio, nonostante io non abbia mai preso una multa. Mio figlio è da una settimana a casa per colpa di invidie e gelosie ed io ho già fatto ricorso al TAR perché annulli l’ordinanza del sindaco, che contrasta con la legge 104/92. Credo che la decisione del Sindaco sia stata precipitosa e gli chiedo di tornare sui suoi passi.”. Alessandro Frezzato (Consiglio generale Associazione Luca Coscioni e Direzione nazionale Radicali Italiani): “E’ intollerabile che vi siano ancora discriminazioni contro i disabili. L’associazione Luca Coscioni, grazie all’impulso di Piergiorgio Welby, riuscì nel 2006, in occasione delle precedenti elezioni politiche, ad ottenere il diritto di voto per i disabili in stato di dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali. Adesso chiediamo che tale diritto venga esteso anche a tutte le persone con disabilità che le inchiodano al proprio domicilio. Il caso di Barbania porta, inoltre, alla luce lo stato di ancora difficile integrazione nella scuola per molti alunni disabili che, oltre alle barriere architettoniche, si trovano a doversi confrontare con le barriere socio-culturali ed i pregiudizi che spesso si traducono in iniziative ed interventi gravemente lesivi dei loro diritti e della loro dignità.”. Fiorenza Faletti (Presidente Associazione
“Una casa per gli amici di Francesco”): Tiziana De Acetis (Presidente ANGSA regionale, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici): “Non voglio entrare nel merito della questione vista la totale assenza delle istituzioni, in particolare Comune e scuola, a questa conferenza. Voglio, però, ribadire l’importanza di una progettazione che parta dai bisogni del minore perché non voglio parlare delle strisce gialle di un parcheggio, ma del modo in cui si può andare oltre quelle strisce, del modo in cui si può e si deve definire un progetto che permetta un percorso evolutivo che permetta al minore di arrivare un giorno a scuola senza bisogno di un parcheggio riservato. Il percorso deve, però, essere costruito nel tempo e le posizioni di contrapposizione ideologica dovrebbero essere superate nell’interesse del minore. Chiedo a tutti, quindi, di fare un passo indietro e di ripartire con il piede giusto per permettere al minore di tornare a scuola ed all’intero paese di dialogare maggiormente per evitare di esasperare situazioni che potrebbero essere affrontate diversamente.”. E’ intervenuta, poi, la signora Gloria Maggioni (rappresentante di alcuni genitori della scuola) che ha contestato le affermazioni del signor Scriventi, affermando che le mamme non avrebbero nulla contro il bambino, ma che ritengono che il padre guidi in modo imprudente e metta a rischio i loro figli, nonostante diverse volte gli si sia richiesto di moderare la velocità. Ha poi affermato di ritenere assurdo creare questa vicenda attorno ad un bambino, utilizzando, inoltre, in modo strumentale, un disabile (Alessandro Frezzato, che è malato di distrofia muscolare). Ha immediatamente replicato Alessandro Frezzato, che ha evidenziato come, se non si riesce ad andare oltre stereotipi e pregiudizi che negano alla persona disabile autonomia di pensiero e capacità di scelta, e che portano ad esprimere valutazioni di questo tipo sulle persone con disabilità, una società realmente inclusiva ed attenta ai diritti di tutti è ancora difficilmente realizzabile. Ha, quindi, concluso Domenico Massano, invitando il Sindaco a ritornare sui suoi passi, ripristinando il parcheggio ed avviando un confronto tra i diversi soggetti (famiglia, servizi scolastici, sanitari, scuola, …) per arrivare alla definizione di un progetto che garantisca il rispetto dei bisogni e dei diritti del bambino e che garantisca un suo immediato rientro a scuola, ribadendo, inoltre, l’importanza del dialogo e del confronto per andare oltre piccole incomprensioni e per la realizzazione di un contesto sociale realmente a misura di tutti ed in cui i diritti non siano solo sulla carta. Al termine della conferenza stampa, è stato comunicato in via informale ai partecipanti che il sindaco di Barbania era disponibile ad incontrarli in Municipio. Il Dr. Scrimenti ha rifiutato l’invito: “Sono già stato convocato formalmente il giorno 3 aprile ad un incontro a tre, con il sindaco e la direzione scolastica; andrò lì a far valere le mie ragioni. Sono pronto al confronto, a patto che sia ripristinato, ai sensi di legge, il parcheggio riservato”.
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