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Torino, 27 aprile 2009

TELEKOM SERBIA/MANFREDI: SOLO CHI FREQUENTA I SITI RADICALI SA CHE L’UNICO PARLAMENTARE CHE HA FRUITO IN MODO INDIRETTO DEI PROVENTI DELLE MEDIAZIONI E’ STATO L’ON. ITALO BOCCHINO.

LAMBERTO DINI + ALTRI PORTANO PER INTERO LA RESPONSABILITA ’ POLITICA DI AVER PERMESSO IL FINANZIAMENTO DEL REGIME DI MILOSEVIC CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.

 

Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”, edizioni Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri, 2003):

L’on. Italo Bocchino (oggi vicecapogruppo del PDL alla Camera, all’epoca dell’affaire Telekom Serbia deputato di Alleanza Nazionale) è stato l’unico parlamentare a far parte della commissione parlamentare d’inchiesta volta a chiarire le modalità dell’affaire Telekom Serbia e a percepire, per interposta persona, parte dei proventi della mediazione dell’affaire.

Ricordo brevemente i fatti, come estesamente riportati nell’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Torino del 9 maggio 2005: uno dei due mediatori dell’affaire Telekom Serbia, il sig. Gianfrancesco Vitali, incassa nel 1997 per il suo lavoro 13 miliardi e 337 milioni di lire. Li investe, assieme ad altri suoi soldi, per un totale di 22 miliardi di lire, in una società finanziaria di San Marino, Fin Broker S.A., gestita dal sig. Loris Bassini.  Nel 2002, Vitali tenta di rientrare in possesso delle somme date al Bassini, inutilmente; il 22 luglio 2002, la moglie di Vitali, Miriam Tedeschi, presenta denuncia-querela contro Bassini al Tribunale di San Marino; nel luglio 2007, il tribunale di San Marino condanna Loris Bassini a restituire a Gianfrancesco Vitali i 22 miliardi.

Dall’ordinanza citata (pag. 30 e seguenti):

“… Nel 2001, Bassini erogò 1,8 miliardi di lire ad una società, Goodtime Sas, di cui socio accomandataria era Gabriella Buontempo, moglie dell’on. Italo Bocchino, successivamente componente della Commissione d’inchiesta Telekom Serbia; e 2,4 miliardi di lire alla società Edizioni del Roma, di cui socio e Presidente del Consiglio di Amministrazione era lo stesso on. Bocchino. Entrambe queste operazioni vennero promosse da Silvana Spina, ottima amica della moglie dell’on. Bocchino, Gabriella Buontempo, e che aveva messo in relazione la famiglia Bocchino con quella di Vitali … Secondo la Spina , inoltre, l’on. Bocchino era al corrente che Loris Bassini gestiva le risorse economiche di Vitali e che queste derivavano dalla mediazione a quest’ultimo corrisposta per la compravendita di Telekom Serbia. La circostanza appare quantomeno verosimile perché la Spina non ha alcun motivo di affermare il falso su questo punto. L’on. Bocchino e sua moglie Buontempo hanno ricevuto complessivamente 4,250 miliardi di lire (1,850 Buontempo per Goodtime e 2,4 Bocchino per Edizioni del Roma) da Bassini, per il tramite di Spina; di questi 1,850 non sono stati restituiti  ... Sia chiaro. Questo Ufficio non ha mai messo e non mette in dubbio la buona fede dell’onorevole Bocchino e della moglie nella ricezione di denaro oggettivamente “illecito”: illecito non perché proveniente da tangenti corrisposte per la conclusione dell’affaire Telekom Serbia ma perché frutto di una banalissima truffa in danno di anziano (Gianfrancesco Vitali, ndr) … Ma certo è che l’ironia della sorte o, per chi ci crede, la (sempre saggia) Divina Provvidenza ha giocato un bello scherzo all’onorevole Bocchino, alla Commissione Telekom Serbia ed agli inquirenti tutti: perché, come si è visto, alla fine gli unici soldi dell’affaire finiti in mani “politiche” (sia chiaro, “mani assolutamente pulite”) sono stati quelli scoperti presso uno degli “investigatori” … facenti parte del gruppo che “addebitava” all’altra “parte politica” la percezione, a titolo di tangente, di una fetta di quel denaro …”.

Due parole, infine su Lamberto Dini, all’epoca dei fatti ministro degli Esteri: su di lui, su Romano Prodi (allora capo del governo), su Carlo Azeglio Ciampi (allora ministro del Tesoro, azionista di maggioranza di Telecom Italia) grava intera la responsabilità politica di avere permesso a Telecom Italia di finanziare il regime del criminale di guerra Slobodan Milosevic con 456 milioni di euro dei contribuenti italiani (vedi pagg. 24 e 25 ordinanza citata).

N. B. L’ordinanza di archiviazione dell’inchiesta su Telekom Serbia è scaricabile da:

 http://www.webalice .it/carlamarchis io/Ordinanza. pdf - http://www.associaz ioneaglietta. it/serbia. html


Torino, 27 aprile 2009

POLEMICHE SU MURO ANTISPACCIATORI/ TORINO/RADICALI: SE SERVE FACCIAMOLO MA  SERVONO SOPRATTUTTO PONTI PER I TOSSICODIPENDENTI.

 

Dopo la tragica morte del vicebrigadiere Marino Ferraro, travolto da un treno venerdì notte mentre inseguiva uno spacciatore in Corso Principe Oddone, e la successiva proposta di costruire un muro che impedisca ai pusher di dileguarsi oltre i binari, gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano hanno dichiarato:

“Esprimiamo, innanzitutto, il nostro profondo cordoglio alla famiglia del vicebrigadiere Ferraro e il nostro sdegno per quanto riportato, secondo notizie di stampa, su un sito web, dove si esulta per il fatto che, dopo tante morti di tossicodipendenti, sia morto un carabiniere.

Ciò detto, noi non siamo pregiudizialmente contrari alla costruzione del muro in Corso Principe Oddone; i nostri avversari proibizionisti ma anche persone insospettabili come l’ex ministro Livia Turco hanno sempre cercato di appiccicarci l’etichetta di “antiproibizionisti ideologici”, mentre, invece, l’antiproibizionismo radicale è sempre stato pragmatico, attento alle varie situazioni e ai vari contesti.

Se serve, si faccia pure il muro, ma parallelamente occorre definire una più ampia ed efficace strategia di intervento. A costo di essere ripetitivi, ripetiamo che, oltre ai muri antispacciatori, servono ponti per i tossicodipendenti, per agganciarli, per sottrarli al mercato nero criminale, per tentare di avviarli al recupero presso i Sert.

Anche noi, come l’on. Ghiglia, accusiamo il sindaco Chiamparino di indecisionismo e vorremmo, come scrive Ghiglia, che “la situazione fosse affrontata in maniera più radicale”. Noi chiediamo nuovamente al sindaco e alla maggioranza che lo sostiene di ripensare all’istituzione di narcosale, di centri “a bassa soglia” per permettere ai tossicodipendenti di entrare ed essere assistiti; e di dare finalmente dignità politica a quell’Agenzia comunale sulle tossicodipendenze che è stata ridotta a ennesima sigla burocratica, senza alcun potere, senza alcuna efficacia.

Queste nostre proposte sono così pragmatiche e non ideologiche da essere state fatte proprie anche dai comitati spontanei di quartiere di Carlo Verra, che, anche in quest’ultima tragica occasione, come in precedenza sulla questione delle ronde, dimostrano (diciamolo) un grande senso di responsabilità .”

 

 


Torino, 24 aprile 2009

TIBET/TORINO/ SINTESI CONFERENZA STAMPA VICE-PRESIDENTE PARLAMENTO TIBETANO.

MOSTRA FOTO BAMBINI TIBETANI APERTA DOMANI PER TUTTO IL GIORNO, IN OCCASIONE 25 APRILE.

 

E’ stata inaugurata questa mattina nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino,in via Botero n. 11/f, la mostra fotografica “Il futuro del Tibet”: le foto, scattate da Marilia Bellaterra e Giovanni Vuono, ritraggono bambini tibetani ripresi nei territori dell’altipiano tibetano e all’interno delle missioni di solidarietà internazionale.

Era presente all’evento Dolma Gyari (Vice-Presidente Parlamento tibetano in esilio), che si trova a Torino per partecipare a un dibattito sulla situazione tibetana nell’ambito della rassegna “Biennale Democrazia”, ospite dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet.

Nell’occasione, Dolma Gyari ha dichiarato, fra l’altro:

“La situazione in Tibet non è cambiata, la repressione cinese continua: oltre duemila tibetani sono stati arrestati dopo i disordini dello scorso marzo; i monasteri sono controllati da funzionari governativi travestiti da monaci; addirittura il governo tibetano in esilio a Dharamsala (India) è soggetto ad attacchi informatici da parte di hackers di cui si può intuire la provenienza; sulla sorte del Panchen Lama – rispetto al quale sono uscite recenti notizie che ne annunciavano la scomparsa – non possiamo fornire alcuna informazione certa … preghiamo per lui! (ha detto Dolma Gyari con le lacrime agli occhi).

Grazie ai buoni uffici dell’Associazione Comuni per il Tibet, sono riuscita a far avere al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, in visita a Torino, una lettera in cui richiedo il suo intervento, per quanto gli compete, a sostegno della causa tibetana.

Da quando, nel 2000, grazie al lavoro degli eurodeputati radicali, il Parlamento Europeo votò una risoluzione a sostegno della proposta di autonomia del Tibet all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina, noi non abbiamo desistito un attimo dal richiedere al governo cinese di aprire un tavolo di trattativa; dal 2002 al 2008 vi sono stati otto incontri fra delegazioni tibetane e cinesi, senza che si arrivasse a un dialogo duraturo e proficuo; nell’ultimo incontro abbiamo consegnato ai cinesi un documento scritto, contenente la nostra proposta di autonomia.

Il 10 marzo 2009, nel 50° anniversario della rivolta di Lhasa e della conseguente fuga del Dalai Lama in India, il Parlamento Italiano, grazie al lavoro del deputato radicale/PD Matteo Mecacci (coordinatore dell’Intergruppo Tibet), ha approvato una Risoluzione a sostegno delle nostre proposte; chiedo che in ogni occasione utile sia data concreta attuazione a tale documento; chiedo al governo italiano di tenerlo nel debito conto nelle sue relazioni con la Repubblica Popolare di Cina.”

 


Novara, 22 Aprile 2009

REFERENDUM/ RADICALI NOVARA: “OGGI SI E’ DATO UN ALTRO COLPO ALLO STATO DI DIRITTO, AFFOSSANDO LO STRUMENTO REFERENDARIO”

“IL REGIME PARTITOCRATICO, VIGENTE IN ITALIA DA OLTRE SESSANT’ ANNI, HA COLPITO ANCORA”

 

Dopo la notizia che in Senato si è ottenuto l’ accordo dei capigruppo per il 21 Giugno come data per il referendum, che verrà formalizzato in commissione in sede deliberante.

Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani e Giunta di Segreteria “Associazione Radicale Adelaide Aglietta”) e Michele Savino (coordinatore provinciale “Associazione Radicale Adelaide Aglietta” e direzione regionale Giovani Democratici) hanno dichiarato:

“Con la decisione, presa oggi dalla Conferenza dei capigruppo del Senato, di poter votare in commissione riunita in sede deliberante il ddl che permette di spostare la data del referendum sulla legge elettorale abbiamo assistito ad un altro duro colpo allo Stato di Diritto. In questo modo si è voluto affossare definitivamente lo strumento referendario.

 

Destra e sinistra, tutti insieme appassionatamente, quest’ oggi hanno dato vita all’ ennesimo capitolo del regime partitocratrico, che da oltre sessant’ anni comanda l’ Italia.. Incomprensibile, poi, la posizione del Partito Democratico, che da mesi conduceva una campagna per far sì che la data del referendum fosse il 7 Giugno, alludendo allo spreco di denaro pubblico (circa 400 milioni), ma oggi non ha esitato a schierarsi per il 21 Giugno, partecipando allo svilimento delle istituzioni democratiche.”

 

 


Cuneo, 22 aprile 2009

L' Associazione Radicale Adelaide Aglietta presenta

TIBET, GENOCIDIO IN ATTO

 

 

Giovedi 23 aprile ore 17 a CUNEO presso la Fondazione Casa Delfino, in c.so Nizza 2



Ospite della conferenza la sig.ra DOLMA GYARI, Vice- Presidente del Parlamento Tibetano in esilio a Dharamsala, (India). Sarà presente MARIACRISTINA SPINOSA consigliere regionale del Piemonte e referente nazionale dell'Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet. Coordina l'incontro ROSANNA DEGIOVANNI della Giunta di Segreteria dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta.

Dolma Gyari è un autorevole rappresentante del Governo Tibetano ed è in quest giorni in Italia, su invito dell'Associazione comuni, province e regioni per il tibet, per partecipare alla Biennale della Democrazia che si tiene a Torino dal 22 al 24 aprile.

Rosanna Degiovanni ha dichiarato: Poter incontrare a Cuneo la sig.ra Gyari ed ascoltare la sua testimonianza è un occasione preziosa ed eccezionale, soprattutto in questi giorni particolarmente drammatici in cui per l'ennesima volta il regime cinese ha messo il Tibet in stato di assedio totale con la campagna "colpire duro". Dopo le Olimpiadi di Pechino 2008 e i drammatici avvenimenti che le hanno precedute, sul Tibet è caduto il silenzio, ma quello che sta avvenendo è l'ultimo atto di una vera e propria "soluzione finale" di cui i governi democratici dell'Occidente sono,con i loro pavidi silenzi, complici.


Novara, 20 aprile 2009

Novara: 21 aprile, presentazione campagna di informazione sessuale “Consapevolezza e libertà”

 

Martedì 21 Aprile alle ore 11.30 al Bar Rossanigo (via F.lli Rosselli 1/b) verrà presentata la campagna di informazione sessuale “Consapevolezza e Libertà”, organizzata da Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Sinistra e Libertà, Giovani Democratici Provincia di Novara e Associazione Luca Coscioni.

Le associazioni e i partiti promotori dell’ iniziativa, nelle prossime settimane, davanti ai licei e agli istituti d’ istruzione superiore raccoglieranno le firme a favore di una petizione provinciale per richiedere l’ installazione di distributori automatici di contraccettivi maschili e femminili all’ interno delle scuole medie di secondo grado e l’ apertura di un tavolo tra vari Enti al fine di promuovere una corretta informazione e prevenzione tra gli studenti.

Alla conferenza stampa sono previsti gli interventi di: Nicola Natalicchio (Sinistra e Libertà), Michele Savino (coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Riccardo Ferrigato (coordinatore provinciale Giovani Democratici).

Al termine della conferenza stampa, è previsto un buffet per i partecipanti.


Novara, 19 aprile 2009

NOVARA/ELEZIONI PROVINCIALI / LISTA PD SENZA RADICALI?  

 

Dichiarazione di Nathalie Pisano (Giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Michele Savino (coordinatore provinciale Associazione radicale Aglietta e membro dell'Assemblea regionale dei Giovani Democratici):

In queste ore il PD sta ultimando la stesura della lista di candidati per le prossime elezioni provinciali di Novara. Dopo il nostro incontro con il presidente Vedovato di un mese fa, al quale abbiamo proposto una candidatura radicale nelle liste del Partito Democratico, non abbiamo per ora avuto una risposta definitiva.

Ribadendo pubblicamente la nostra disponibilità, sottolineiamo che ieri è stato chiuso l'accordo con il PD torinese che ha portato alla candidatura di Igor Boni, segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta nel collegio di Oltre Po. C’è ancora il tempo necessario per tornare a confrontarci con il Presidente Vedovato e con i dirigenti provinciali novaresi del PD. Attendiamo con fiducia una risposta. 

 


Torino, 17 aprile 2009

REFERENDUM ELETTORALI/TORINO/ RADICALI: IL COMITATO PROMOTORE E’ POTERE DELLO STATO. DEVE ESSERE SENTITO DAL GOVERNO, PRIMA DI DECIDERE LA DATA DEI REFERENDUM.

RIDUZIONE DEL DANNO ANCHE SUI REFERENDUM: SI VOTI IL PROSSIMO ANNO

 

Al termine del sit-in del comitato promotore referendum  tenutosi questa mattina sotto la Prefettura di Torino, gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Igor Boni hanno dichiarato:

 

“L’arroganza della partitocrazia non ha limiti: prima la Lega Nord , un partito che ha l’8% dei voti e che li ha presi grazie alla denuncia demagogica degli sprechi di “Roma ladrona”, impone a Berlusconi (che lo dichiara pubblicamente) un vero e proprio ricatto “no all’abbinamento referendum/elezioni europee o crisi di governo”; poi, una volta ottenuto il risultato (con l’annessa dilapidazione di 373 milioni di euro), il ministro degli Interni Roberto Maroni, che ha agito nella fattispecie come militante della Lega Nord e non come ministro di tutti gli italiani, dichiara che intende consultare l’opposizione (come è democratico! ) prima di fissare finalmente la data dei referendum.

 

Come in passato per i referendum radicali, il comitato promotore è completamente dimenticato e censurato, è come se non esistesse; eppure è a pieno titolo un potere dello Stato, in base a sentenze della Corte Costituzionale. Eppure, in un Paese non occupato fino nell’anima dal regime partitocratico, Giovanni Guzzetta e Mario Segni (qualsiasi sia l’opinione che si abbia di loro) dovrebbero essere i primi ad essere sentiti dal Ministro degli Interni, dal capo del governo. Guzzetta ha chiesto da giorni un incontro a Berlusconi, inutilmente.

 

Ci permettiamo, infine, di auspicare anche in tema di referendum la riduzione del danno: si voti non il 21 giugno (i risparmi sarebbero minimi e il quorum non sarebbe assolutamente raggiunto) ma il prossimo anno, sperando di non dover di nuovo assistere ai ricatti di questi giorni.”

 

 

 


Torino, 16 aprile 2009

“ABBINARE I REFERENDUM ELETTORALI ALLE ELEZIONI EUROPEE; I SOLDI RISPARMIATI – 373 MILIONI DI EURO - VADANO AI TERREMOTATI D’ABRUZZO”

 

Domani mattina sit-in del comitato promotore sotto la Prefettura di Torino.

Domani, venerdì 17 aprile, dalle ore 11:30 alle ore 13:30, il comitato promotore dei referendum elettorali terrà un sit-in sotto la Prefettura di Torino (in Piazza Castello) per richiedere al governo di rivedere le proprie decisioni e di abbinare in extremis i referendum elettorali alle elezioni europee e amministrative di sabato 6 e domenica 7 giugno. I soldi risparmiati con l’abbinamento – stimati da la voce.info in 373 milioni di euro – possono essere devoluti alle spese per la ricostruzione in Abruzzo.

Al sit-in saranno presenti, tra gli altri, Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Luigi Brossa (segretario Libertà Eguale), Aldo Spagnoletti (storico militante radicale e attivista referendario) , Magda Negri (Senatrice del PD), Silvio Viale (Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (vice-Presidente del Comitato nazionale Radicali Italiani).

 

Igor Boni e Luigi Brossa hanno dichiarato:

“Il ministro Calderoli ci ha definiti ‘sciacalli’, accusandoci di speculare sul dramma dei terremotati. Arrivando l’accusa da colui che prima ha scritto la legge elettorale attuale e poi l’ha definita una “porcata” (quale in effetti è), l’epiteto ci onora. Ricordiamo che ben prima del terremoto, avevamo chiesto l’abbinamento per risparmiare somme ingenti, tanto più preziose in tempi di crisi. La proposta di fissare la data dei referendum il 14 o il 21 giugno costringerebbe gli italiani – molti dei quali già in ferie – ad andare a votare per due o tre settimane di fila (considerato che il 21 giugno si terrà il secondo turno dei ballottaggi delle amministrative) . La proposta di fissare la data dei referendum il 21 giugno comporterebbe un piccolissimo risparmio e una lesione grave dei diritti costituzionali di chi ha firmato i referendum: la legge 352/70 prevede infatti che si voti fra il 15 aprile e il 15 giugno; servirebbe una leggina ad hoc per spostare la data, creando un pericoloso precedente.

Invitiamo Berlusconi, nell’ultimo giorno utile per fissare l’abbinamento referendum/elezioni , a scegliere una soluzione, quella dell’abbinamento, di buon senso e di buon governo”.

 

http://www.referend umelettorale. org

http://www.lavoce. info/articoli/ -300parole/ pagina1001059. html


 

Torino, 15 aprile 2009

ABORTO – VIALE (radicali): “CI VORREBBE UN GUARINELLO ANCHE A ROMA. L’ITALIA HA LA COSCIENZA SPORCA.”

 

 

 
Silvio Viale, membro della Direzione Nazionale dell’associazione Luca Coscioni, interviene sulla notizia (LA STAMPA e REPUBBLICA) che Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta sull’uso del misoprostolo per procurare aborti al di fuori delle procedure previste dalla 194.
Silvio Viale scinde l’aspetto medico da quello legale e auspica che ci sia un Guariniello anche a Roma per indagare sui ritardi di registrazione della RU486 da parte dell’AIFA.
 
Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:
 
“Sono francamente stupito che solo ora venga aperta un’indagine sull’uso illegale del misoprostolo. Sono anni che le immigrate, in particolare quelle che provengono da paesi in cui l’aborto è vietato, hanno importato anche i loro metodi di aborto clandestino. Soprattutto, sono stato tra i primi a segnalare l'uso illegale del misoprostolo e a dare anche istruzioni per ridurre il danno (http://www.lucacoscioni.it/cytotec_legittima_difesa).
 
Guariniello fa bene ad indagare, ma occorre sapere distinguere tra il problema legale e quello medico. Prima di tutto, occorre dare informazioni oneste, rifuggendo da ogni comodo scandalismo. Il fenomeno, almeno a Torino, è in riduzione ed è lo specchio del livello di accoglienza dei consultori e del SSN, nonché della paura che le donne straniere possono avere nel rivolgersi agli ospedali. Da un punto di vista medico il farmaco è autorizzato per l’aborto in Francia (usato da 20 anni in associazione con la RU486), dalla Food and Drug Admininistration (FDA) e dall’Agenzia Europea del farmaco. Le agenzie dell’OMS lo ritengono sicuro, come dimostrano molti studi effettuati e l’attenzione per altri studi in corso. Come farmaco è utilizzabile per l’aborto spontaneo, per l’aborto ritenuto, per indurre il parto e per le complicazioni emorragiche del parto.
 
Attualmente In Italia utilizziamo legalmente un farmaco simile che costa cento volte di più. I sintomi e l’effetto dipendono dalle dosi, mentre le complicazioni derivano dall’uso di dosi eccessive. Anch’io credo che occorra scoraggiare un uso illegale di farmaci abortivi, ma credo anche che il nostro paese abbia la coscienza sporca, come dimostra la vicenda della RU486. Mentre mi aspetto che l’inchiesta di Guariniello si estenda a tutta Italia – soprattutto in quelle regioni con un 20-25% di aborti clandestini – mi chiedo quanto si dovrà aspettare perché un Guariniello romano indaghi sui ritardi della registrazione della RU486 da parte dell’AIFA. Certo, le pressioni e i condizionamenti sottobanco del governo possono non avere risvolti penali ma un comportamento tecnico difforme da quello utilizzato per altri farmaci probabilmente sì.
 
Per questo saluto con piacere l’inchesta di Guariniello, sperando che serva a stimolare servizi pigri e distanti dalle esigenze delle donne che devono abortire. Un paese civile non può sopportare che centinaia, forse migliaia di donne, debbano arrangiarsi clandestinamente per abortire in Italia o debbano recarsi all’estero (200 donne nel solo Canton Ticino nel 2008: quante in Francia, in Austria o altrove?) per potere evitare l’intervento chirurgico. L’aborto e la RU486 non possono continuare ad essere un tabù contro le donne.”

Novara, 14 Aprile 2009

REGISTRO TESTAMENTO BIOLOGICO/NOVARA/ GIOVEDÌ RADICALI  CONSEGNANO IN MUNICIPIO FIRME DELIBERA INIZIATIVA POPOLARE.

CONFERENZA STAMPA CON MINA WELBY.

 

Giovedì 16 aprile i militanti radicali di Novara consegneranno agli uffici comunali le firme dei cittadini novaresi necessarie alla presentazione della proposta di delibera di iniziativa popolare per l’istituzione in Municipio del registro delle dichiarazione anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari – testamento biologico.

 Sempre giovedì 16 Aprile, alle ore 11:00, a Novara, al Bar Rossanigo (via F.lli Rosselli 1/B) si terrà una conferenza stampa di illustrazione dell’iniziativa a cui parteciperanno:

 

-         Mina WELBY ( Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni e  delegato diritti umani al X° Municipio di Roma, dove la scorsa settimana, su iniziativa della Welby e dei radicali romani,  è stato istituito il registro dei testamenti biologici);

-         Nathalie PISANO (Comitato Nazionale Radicali Italiani e giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta);

-         Michele SAVINO (coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta e direzione regionale Giovani Democratici) .

 

 

 


Torino, 10 aprile 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO/TORINO/ DOMANI RADICALI RACCOLGONO FIRME PER ISTITUIRE REGISTRO T. B. IN MUNICIPIO. MANFREDI E FREZZATO: “SEGUIAMO LA STRADA APERTA DA MINA WELBY A ROMA”.

 

Domani, sabato 11 aprile, a Torino (al mattino dalle ore 10:30 alle ore 13:00; al pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 18:30) l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e la Cellula Coscioni di Torino terranno un tavolo di raccolta firme in via Garibaldi n. 14 (in caso di pioggia, sotto i portici di Piazza San Carlo, fronte negozio “Paissa”).

Al banchetto tutti i cittadini potranno sottoscrivere la petizione dell’Associazione Luca Coscioni a favore del testamento biologico e della legalizzazione dell’eutanasia. I cittadini torinesi potranno, altresì, firmare la delibera di iniziativa popolare per l’istituzione, presso il Municipio, del registro dei testamenti biologici. Inoltre, saranno a disposizione copie del modello di testamento biologico redatto dalle Associazioni Coscioni e “A Buon Diritto” e scaricabile da:

http://www.lucacosc ioni.it/sites/ all/files/ Carta_di_ vita_def. pdf

 

 

Giulio Manfredi (Associazione Aglietta) e Alessandro Frezzato (Cellula Coscioni):

 

“Due anni e mezzo fa, Piergiorgio Welby dimostrò a tutta Italia come era possibile inverare l’obiettivo che Luca Coscioni aveva lasciato come testamento politico: dal corpo dei malati al cuore della politica. Ieri, Mina Welby ha dimostrato a tutta Italia come è possibile operare per far sentire ai deputati – che dovranno esaminare la proposta di legge contro il testamento biologico approvata dal Senato – che la maggioranza dei cittadini vuole decidere sul proprio corpo: Mina ha redatto il suo testamento biologico e l’ha portato negli uffici del X° Municipio di Roma, dove è stato istituito il registro dei testamenti biologici. Intanto Mina e gli altri radicali romani stanno raccogliendo le firme su una proposta di delibera per istituire il registro in Campidoglio.

 

Noi a Torino seguiremo la strada aperta prima da Piergiorgio e poi da Mina Welby. Prima della discussione alla Camera della PDL, è necessario raccogliere decine di migliaia di firme sulla petizione dell’Associazione Coscioni, migliaia di testamenti biologici (già 2.500 cittadini l’hanno fatto) e far istituire nel maggior numero di città i registri per i testamenti biologici.

 

L’iniziativa di Emma Bonino per una pausa di riflessione e poi la chiara e forte presa di posizione di Gianfranco Fini hanno permesso di guadagnare mesi preziosi, hanno impedito al governo di soddisfare le richieste del cardinale Bertone, che voleva la legge approvata entro Pasqua. Occorre ora utilizzare al meglio il tempo guadagnato.”.

 

 

 


Roma, 8 aprile 2009

ITALIA-RUSSIA/ RADICALI SU DICHIARAZIONI MARCEGAGLIA: LA RUSSIA SI AVVICINI ALL’UNIONE EUROPEA NEL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

Mellano e Boni: "I rapporti sempre più stretti tra Italia e Russia devono essere condizionati alla richiesta di rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale"

 

Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e di Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):

"Ieri Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha auspicato un “avvicinamento” della Russia all’Unione Europea che alcuni giornali hanno interpretato come auspicio di “ingresso” nella UE.

Come Radicali vorremmo che la Russia si avvicinasse all’Europa non solo nel campo economico ma prima di tutto nel rispetto dei diritti umani, anche come premessa ad ulteriori interdipendenze economiche. Per il momento, invece, ne rimane molto lontana: in Russia, infatti, se da una parte con Eltsin è stata sancita la moratoria della pena di morte e con Putin si sia ora deciso di mettere formalmente al bando anche la mattanza dei cuccioli di foca (e noi ci felicitiamo per entrambe le decisioni), dall'altra, purtroppo, non è cessata la mattanza dei giornalisti (siamo a 48 professionisti dell’informazione uccisi da quando zar Vladimir assunse il potere nel 2000) e non è cessata nemmeno la mattanza dei dissidenti esuli ceceni (solo negli ultimi mesi, tre omicidi in Turchia, uno in Austria, uno in Arabia Saudita). Nello stesso tempo il cittadino russo Andrei Lugovoj, su cui pende la richiesta di estradizione delle autorità inglesi per l’omicidio di Aleksandr Litvinenko, è stato prima eletto nel Parlamento russo nelle file del partito dell’ultranazionalista Zhirinovskij ed ora è in corsa per la carica di sindaco di Sochi, la città sul Mar Nero dove si terranno le Olimpiadi Invernali del 2014. Francamente c'è di che preoccuparsi (e di che occuparsi) anche considerando i rapporti sempre più stretti di Berlusconi, dell'Italia, di Eni, e di Enel con Mosca, che non essendo mai condizionati ad alcuna richiesta di rispetto dei diritti umani, rischiano di configurarsi soprattutto come una solidarietà silenziosa e condiscendente nei confronti delle gravi violazioni che giornalmente accadono".



Roma, 7 aprile 2009

ITALIA-RUSSIA/ RADICALI: ITALIA SEMPRE PIU’ AGGANCIATA AL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIAL E DI PUTIN. COSA NE PENSA CAPEZZONE, CHE DUE ANNI FA PRESENTO’ UN’INTERROGAZIONE SULL’INTESA ENI/GAZPROM?

 
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale RI):

Due anni fa, il 4 aprile 2007, Eni rilevò, partecipando a un’asta pubblica successiva al fallimento del gigante energetico Yukos (e al arresto, processo e internamento in un carcere siberiano del suo proprietario Mikhail Khodorkovsky) , una quota pari al 20 per cento della società petrolifera Gazprom Neft.  Autorevoli commentatori europei accusarono  ENI (ed Enel) di fare l’ “utile idiota” per conto di Gazprom, dando credibilità internazione a un’operazione dall’esito scontato e fungendo da paravento a Gazprom, evitandole ripercussioni legali da parte degli avvocati di Khodorkovsky. L’allora Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera Daniele Capezzone si fece interprete di tali critiche, presentando il 16 aprile 2007 un’interrogazione a risposta scritta con altri deputati radicali della Rosa nel Pugno (4/03282, Capezzone/Turco M./Mellano/Poretti) .

Oggi, Gazprom ha esercitato l’opzione, riacquistando il 20% di Gazprom Neft, mentre il regime russo sta preparando un ulteriore processo-farsa nei confronti di Khodorkovsky per allungargli di almeno quindici anni il soggiorno nelle patrie galere.

Saremmo sinceramente curiosi di sapere se l’ex militante radicale Daniele Capezzone sia rimasto fermo nelle sue critiche al matrimonio d’interessi di Eni e Enel con Gazprom e se condivida ancora la nostra preoccupazione per un “sistema Italia” sempre più agganciato al complesso militare-industrial e russo, non solamente per quanto riguarda il gas e il petrolio ma (scopriamo oggi leggendo le agenzie) anche rispetto alla tecnologia nucleare (sarà contento il premier francese Sarkozy con il quale Berlusconi ha firmato, solamente un mese e mezzo fa, un accordo di collaborazione in materia).

La ciliegina sulla torta sarà, a fine mese, la firma dell’accordo Berlusconi-Putin riguardante il potenziamento del gasdotto South Stream: un’opera che si pone chiaramente in alternativa al progetto Nabucco dell’Unione Europea.

Oggi Putin in persona ha voluto dire “grazie” (in italiano) ad Eni e Enel; evidentemente hai i suoi buoni e consistenti motivi.  Noi non possiamo associarci a tali ringraziamenti” .

N.B. L’interrogazione citata dell’on. Capezzone è disponibile qui:

http://www.webalice .it/carlamarchis io/Interrogazion e_GAZPPROM. pdf

 


Torino, 5 aprile 2009

EMMA BONINO A TORINO IL 6 APRILE PER PRESENTARE LA DELIBERA POPOLARE SUL REGISTRO TORINESE DEI TESTAMENTI BIOLOGICI E IL LIBRO “PENSIONATA SARA’ LEI – LE DONNE LA PARITA ’ E LA CRISI ECONOMICA ”

 

Giornata di mobilitazione straordinaria per i Radicali piemontesi che lunedì 6 aprile ospiteranno Emma Bonino in due appuntamenti che toccano due punti centrali dell’attuale agenda politica e che sono tra i temi prioritari delle battaglie, delle iniziative e delle proposte dei Radicali.

Alle 17, presso la Sala Matrimoni del Comune di Torino, Emma Bonino presenta in una conferenza stampa la proposta di iniziativa popolare per istituire il registro dei testamenti biologici al Comune di Torino

L’Associazione radicale Adelaide Aglietta e la Cellula Coscioni di Torino, hanno presentato una delibera di iniziativa popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici presso il Municipio di Torino. E’ in fase di avvio la raccolta firme. L’appuntamento sarà occasione di confronto anche sull’azione parlamentare in corso.

Interverranno:

Emma BONINO (Parlamentare radicale eletta nel PD e vice-presidente Senato della Repubblica), Magda NEGRI (Senatrice del PD), Igor BONI (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Alessandro FREZZATO (presidente Cellula Coscioni di Torino), Giulio MANFREDI (Comitato nazionale Radicali Italiani), Silvio VIALE (membro Direzione Nazionale Associazione Luca Coscioni), Monica CERUTTI e Francesco SALINAS (Consiglieri comunali di SD).

All’evento saranno presenti altre personalità della politica torinese. Tra questi alcuni dei primi firmatari, insieme ai dirigenti radicali, della delibera di iniziativa popolare presentata in comune: Diego Castagno (segretario cittadino PS), Luigi Brossa (segretario LibertàEguale) e Nicoletta Casiraghi (Federazione dei Liberali).

 

Alle 18:30, presso la libreria Coop di Piazza castello, 113 Emma Bonino presenta il libro “Pensionata sarà lei – le donne, la parità e la crisi economica” – Ed. Rubettino

 

Moderati da Nathalie PISANO (Comitato Nazionale Radicali Italiani - Giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta), intervengono: Emma BONINO (Parlamentare radicale eletta nel PD e vice-presidente del Senato della Repubblica), Pietro GARIBALDI (Università di Torino - direttore Collegio Carlo Alberto), Silvia RUSCALLA (vice-presidente AIDDA - Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda).

 





Torino, 2 aprile 2009

TORINO/SINTESI CONFERENZA STAMPA DI GIOVANNI GUZZETTA (PRESIDENTE COMITATO PROMOTORE REFERENDUM ELETTORALI).

VIALE (RADICALI): “OCCORRE STARE COL FIATO SUL COLLO DEL MINISTRO MARONI, OVUNQUE VADA, PER RICHEDERE ABBINAMENTO CON ELEZIONI EUROPEE”.

 

Si è tenuta questa mattina a Torino, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, una conferenza stampa del comitato promotore dei referendum elettorali, a cui ha partecipato Giovanni Guzzetta (presidente comitato promotore).

Giovanni Guzzetta:

“Ringrazio i radicali per l’ospitalità. Mi sono recato dal Presidente della Repubblica per denunciare il problema della mancata informazione sui referendum, soprattutto da parte del “cosiddetto” servizio pubblico: da quando abbiamo raccolto le firme, nel 2007, siamo stati invitati a illustrare i nostri referendum solamente in 5 o 6 occasioni. Ancora una volta, si vogliono far passare i cittadini italiani per cretini, non in grado di distinguere e scegliere fra le schede delle elezioni europee e provinciali e le due schede referendarie. Ricordo che lo stesso giorno delle elezioni presidenziali americane si sono svolti ben 135 referendum locali in numerosi Stati degli USA. D’altronde, cosa aspettarsi da un ministro degli Interni, Roberto Maroni, che all’indomani della presentazione delle firme dichiarò che avrebbe cercato di affossare i referendum elettorali in tutti  i modi possibili?  E che, unico ministro nella storia repubblicana, non ha ancora concesso udienza al comitato promotore, che, lo ricordo, si configura come “potere dello Stato”?

Abbinando le elezioni europee con i referendum, votando quindi per le une e per gli altri sabato 6 e domenica 7 giugno, lo Stato risparmierebbe 400 milioni di euro. Con tale somma lo Stato potrebbe acquistare 5.000 volanti per la polizia o i libri di testo per tutti gli studenti della scuola media o far assistere gratis a casa per un anno gli anziani non autosufficienti.

Chiedo un confronto pubblico con il Ministro dell’Interno.

Occorre rompere la congiura del silenzio sui referendum; cerchiamo sostenitori e volontari, che possono fare riferimento al sito del comitato promotore (www.referendumelett orale.org).

Il tempo stringe: il governo decideraà la data dei referendum tra il 15 e il 22 aprile.”.

Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta):

“Esiste nel nostro Paese un tradizione antica tesa al boicottaggio dei referendum. Non posso dimenticare quando, nel 2000, Berlusconi dichiarò che i referendum radicali, liberali e liberisti, erano “referendum comunisti”. “Ci penseremo noi quando andremo al governo a fare le leggi di riforma” disse Berlusconi; infatti, hanno fatto la “legge porcata” (definita così dallo stesso suo ideatore, il ministro Calderoli) in materia elettorale. Ha ragione il presidente Fini a chiedere alla PDL  di prendere posizione sui referendum, senza se e senza ma. Daniele Capezzone, quando raccoglievamo le firme, era uno dei più sfegatati referendari; ora perché tace?

Cercheremo di organizzare un presidio sotto la prefettura di Torino nei giorni in cui il governo dovrà fissare la data dei referendum; intanto, rivolgo un appello a tutti i militanti dei referendum: stiamo con il fiato sul collo del ministro Maroni, seguiamolo dovunque vada, inalberando cartelli e striscioni per chiedere l’abbinamento dei referendum alle elezioni europee e provinciali. E’ anche un modo alla portata di tutti per tentare di rompere la censura denunciata da Giovanni Guzzetta”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Igor Boni (segretario Associazione Aglietta), Luigi Brossa (segretario LibertàEguale) e Paolo Chicco (presidente Dialogo XXI), che hanno sottolineato l’importanza della partecipazione diretta dei cittadini, attraverso lo strumento referendario, alle decisioni politiche; una partecipazione dal basso che l’attuale legge elettorale nega alla radice, avendo abolito le preferenze e avendo prodotto un Parlamento di “nominati” dalle segreterie di partito.

 


Torino 1 aprile 2009

ELECTION DAY: SI VOTI IL REFERENDUM ELETTORALE CON LE ELEZIONI EUROPEE!

Conferenza stampa a Torino con Giovanni Guzzetta e Silvio Viale

 

Si terrà domani, giovedì 2 aprile, a Torino, alle ore 10.30, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta in via Botero 11/f, una conferenza stampa per sollecitare l’abbinamento del voto referendario con le elezioni europee di giugno e per fare il punto sulle iniziative in corso relative ai referendum elettorali.

L’evento è promosso dall’associazione radicale Adelaide Aglietta, da LibertàEguale, da Libertà e Giustizia, da Dialogo XXI e da La Città che Cresce, e vedrà la partecipazione anche di alcuni esponenti locali del comitato promotore dei referendum elettorali.

Interverranno:

Giovanni Guzzetta (presidente del Comitato promotore dei Referendum Elettorali)

Silvio Viale (presidente Associazione radicale Aglietta)

Luigi Brossa (segretario di LibertàEguale)

Paolo Chicco (presidente di Dialogo XXI)

Igor Boni (segretario Associazione radicale Aglietta)

 

 

 

 

 


1 aprile 2009

Radicali: anche la riforma della sanità penitenziaria e’ un pesce d’aprile?


 

 

• Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani):

Un anno fa, il 1° aprile 2008, Romano Prodi firmava uno degli ultimi atti del suo governo, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”.

Con tale provvedimento si intendeva dare finalmente attuazione alla riforma della medicina penitenziaria, sancita dieci anni fa (il premier era allora Massimo D’Alema) dal D. Lgs. 22 giugno 1999, n. 230; riforma che intende equiparare il trattamento sanitario dei cittadini detenuti agli altri.

 

Siamo tentati di considerare il provvedimento di Prodi di un anno fa un pesce d’aprile, per nulla divertente. Sul sito del Ministero della Salute è reperibile l’Accordo Stato-Regioni in materia sanitaria, firmato il 25 marzo scorso, che dedica alla questione della riforma della sanità penitenziaria tre paginette, limitandosi ad elencare le difficoltà della sua attuazione, ad appellarsi genericamente alla “libertà decisionale delle Regioni” e a “suggerire” quattro priorità: tutela delle detenute e della loro prole, salute mentale, minori, sistema informativo.

 

E c’è anche un passaggio sulla “scarsa conoscenza di dati epidemiologici sistematici sulle patologie prevalenti e dei fattori di rischio specifici che sono causa delle patologie” … ma il governo che ha firmato l’Accordo Stato-Regioni non è lo stesso che ha tolto il divieto ai medici di segnalare le persone extracomunitarie irregolari, aumentando così a dismisura il rischio della diffusione di tali patologie e la relativa scarsa conoscenza delle stesse?!

 

 


 
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