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30 maggio 2003
TELEKOM SERBIA/RADICALI: "DESTRA CONTRO SINISTRA, PROCURA CONTRO COMMISSIONE… PERCHE' NESSUNO ASCOLTA I VERTICI DEL GOVERNO DI ALLORA?"
  Il Procuratore Capo di Torino, Dr. Marcello Maddalena, ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, invitandolo a svolgere funzioni di garanzia e di difesa dell’operato della Procura torinese da indebite interferenze della commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia.
 
Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale), Carmelo Palma (consigliere regionale radicale in Piemonte), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”- stampalternativa.it
) hanno commentato:
 
“Non abbiamo mai condiviso la "teoria del guinzaglio" che autorevoli esponenti del centrodestra hanno elaborato a proposito dell'affaire di Telekom Serbia, secondo la quale lo scandalo politico-economico di quella transazione non doveva essere indagato, ma piuttosto "usato" come arma di ricatto contro gli avversari politici (da Fassino a Dini, passando per Prodi, fino a Ciampi): anzi, da subito abbiamo sostenuto che l'ombra del ricatto era incompatibile con la ricerca della verità.
Ora, a distanza di qualche anno, prendiamo atto del fatto che da sinistra viene elaborata la "teoria della mordacchia", secondo la quale chiedere conto delle responsabilità politico-istituzionali dei rappresentanti del governo  dell'epoca, Ciampi compreso, diventa una sorta di atto di lesa maestà. Siamo dall'inizio convinti che quella vicenda costituisce un bubbone purulento nella storia e nella coscienza nazionali, prima che (qualora quest'ultimo venisse dimostrato) un caso di semplice malversazione politico-economica. E siamo convinti che qualunque ricostruzione degli eventi (sul piano storico come su quello giudiziario, e tenendo comunque sempre presente la distinzione dei due piani) non possa avvenire senza acquisire le veritiere testimonianze dei protagonisti politico-istituzionali di quella vicenda. Chi può, a lume di buon senso, sostenere che è possibile scoprire cosa è successo "a valle" di questa operazione se non si capisce "a monte" come il "padrone" di Telecom potesse non essere al corrente degli eventi? Per questa ragione - non per il gusto indecente di "criminalizzare", né per la pretesa assurda di "incriminare"- abbiamo richiesto formalmente alla Procura di Torino, nel novembre 2002, che i vertici politico-istituzionali del governo dell'epoca fossero “con le dovute forme e nel rispetto delle garanzie istituzionali assunti a sommarie informazioni testimoniali”  nell’ambito dell’inchiesta aperta sulla vicenda dalla Procura medesima. Stessa richiesta abbiamo avanzato alla commissione parlamentare d’inchiesta, che ci ha sentiti, in due successive audizioni, all’inizio dell’anno.
Ora, non solo la Procura di Torino ha archiviato l’inchiesta aperta due anni fa senza procedere a nessuna delle audizioni libere da noi richieste (e la cosa ci pare del tutto incomprensibile), ma il Procuratore Maddalena, stando alle notizie di stampa, avrebbe chiamato lo stesso Ciampi ad intervenire a garanzia della procura torinese e, di fatto, contro la Commissione di inchiesta, sinora equanimemente guidata dal presidente Trantino. Noi francamente non comprendiamo come dagli scontri destra-sinistra o Procura-Commissione possa venire un aiuto alle indagini. Sarebbe possibile sperare che anziché, da una parte, "invocare" o dall'altra "ricattare" i vertici del governo di allora, qualcuno si decida banalmente a "sentirli"?
Davanti a simili iniziative, acquista per noi una grande importanza la manifestazione pubblica che abbiamo indetto per martedì 10 giugno di fronte al Palazzo di Giustizia di Torino, nel sesto anniversario dell’affaire; innalzeremo un enorme striscione riportante lo stesso interrogativo che non siamo i soli a ritenere decisivo sul piano civile prima che su quello giudiziario: “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”.
 
Manfredi (348/5335305)

Roma, 28 maggio 2003
TELEKOM SERBIA/LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DECIDE DI PROROGARE I LAVORI PER UN ALTRO ANNO.
RADICALI: “PROROGA SCONTATA, SONO IN CORSO DIECI ROGATORIE IN SEI STATI ESTERI  E CI SONO ANCORA DA SENTIRE PRODI, CIAMPI, DINI E FASSINO”
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”) e gli europarlamentari radicali Benedetto Della Vedova e Gianfranco Dell’Alba hanno dichiarato:
 
“Auguriamo ai commissari di lavorare con profitto come hanno fatto finora; le dieci rogatorie che interessano sette Paesi (Serbia, Grecia, Cipro, Svizzera, San Marino, Gran Bretagna e Liechstein) dovranno servire a definire responsabilità e ruoli dei vari attori coinvolti nell’affaire (per esempio, della banca londinese Natwest Securities Limited dell’ex-ministro degli esteri Douglas Hurd, advisor di Milosevic ma pagato dalla Telecom con 16 milioni di marchi). Quando fummo auditi in commissione, chiedemmo che fossero sentiti i seguenti esponenti del passato regime serbo: Dragan Tomic (presidente del Parlamento e della Jugopetrol, è a Torino con una delegazione di affari nel 1994 e nel 1996, incontra Piero Fassino nel novembre 1996, è membro del “Fondo per lo sviluppo della Serbia” a cui confluiscono i soldi Telecom); Milan Beko (ministro delle privatizzazioni, poi direttore generale della Zast ava, azienda con partecipazione IVECO); Mihalj Kertes (capo delle dogane di Stato, trasportatore di fondi neri da Belgrado a Cipro); Nikola Sainovic (vicepremier Federazione Jugoslava, incontra Piero Fassino nel novembre 1996, svolge una funzione rilevante nelle trattative dell’affaire); Borka Vucic (la mente finanziaria del regime di Milosevic).
Sarebbe, inoltre, importante se la commissione audisse l’avv. Giovanni Di Stefano (amico e socio d’affari del “comandante Arkan”) e il sig. Guido Garelli (attualmente detenuto nel carcere di Ivrea).
 
Ma, soprattutto, al termine dei lavori, oltre a sentire Tomaso Tommasi di Vignano (amministratore delegato STET nel 1997) e Giuseppe Gerarduzzi (dirigente Telecom che firmò il contratto), la Commissione dovrà sentire in libera audizione gli esponenti del governo dell’Ulivo dell’epoca: Romano Prodi (allora presidente del Consiglio); Carlo Azeglio Ciampi (allora ministro del Tesoro); Lamberto Dini (allora ministro degli esteri); Piero Fassino (allora sottosegretario agli esteri con delega ai Balcani); Enrico Micheli (allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio).”
 
Manfredi (348/5335305)

Torino, 23 maggio 2003
TELEKOM SERBIA/MANFREDI E PALMA (RADICALI): “COSSIGA INDICA UN PREZIOSO PRECEDENTE RISPETTO AL CASO GLADIO… PERCHE’ NEL 1997 NE’ IL CENTRO-SINISTRA NE’ IL CENTRO-DESTRA SI ACCORSERO DI NULLA?”
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”) e Carmelo Palma (consigliere regionale radicale in Piemonte) hanno dichiarato:
 
“L’intervista di Francesco Cossiga pubblicata oggi da Libero è interessante soprattutto perché il presidente emerito indica chiaramente le responsabilità politiche dell’attuale Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dell’allora direttore generale del Tesoro (Mario Draghi) nell’aver avallato, con azioni o omissioni, l’affaire Telekom Serbia; poi Cossiga ricorda un prezioso precedente (le sue “spontanee dichiarazioni” sul caso Gladio di fronte a un comitato parlamentare, sollecitategli dagli allora Presidenti delle Camere Jotti e Spadolini), che potrebbe essere utilizzato anche rispetto all’attuale Presidente della Repubblica.
Per il resto, la giornata di ieri ci ha riservato una brutta lettera di Prodi a La Stampa in cui si lamenta delle vignette di Forattini e in cui, soprattutto, afferma di “non aver mai esercitato in alcun modo, né in quanto presidente dell’Iri, prima, né in quanto presidente del Consiglio, poi, alcun tipo di responsabilità”; ma il punto è proprio questo, la totale mancanza di assunzione di responsabilità, anche con sei anni di ritardo, rispetto ad un’operazione che consegnò a Milosevic 450 milioni di euro dei cittadini italiani; ricordiamo al Presidente dell’Unione Europea che il governo olandese si dimise un anno fa in seguito all’emergere di sue responsabilità (puramente oggettive e politiche, non penali) rispetto alla strage di Srebrenica del 1995; e noi chiediamo agli esponenti del centro-sinistra di allora non le dimissioni ma soltanto il riconoscimento di aver avallato, con azioni o omissioni, un < I>affaire sciagurato politicamente e disastroso economicamente.
Dulcis in fundo, il Presidente del Consiglio Berlusconi, nel salotto di Vespa, dopo averci fatto la lezione sulle sue grandi opere, ci ha illustrato in cinque minuti come avvenne l’affaire Telekom Serbia (“Tutto l’affaire fu una tangente …Il contratto fu fatto con soldi in nero”). Rileviamo solamente che il leader di Forza Italia  ha compreso la gravità della vicenda con un po’ di ritardo: nel giugno del 1997 lui e i suoi 200 parlamentari di opposizione “dura e pura” non si erano accorti di nulla.”.
 
Manfredi (348/5335305)

Torino, 19 maggio 2003
MOBBING/RADICALI: “IL CASO BUSCAGLIA – 10 ANNI DI INGIUSTIZIE”, CONFERENZA STAMPA AD ALESSANDRIA
  Presentata sul caso Buscaglia una interrogazione urgente in consiglio regionale dai consiglieri Palma e Mellano
 
Ad Alessandria, mercoledì 21 maggio, alle ore 15:00, presso il bar “L’angolo” (corso Crimea 51 angolo via S. Francesco d’Assisi), si terrà una conferenza stampa dove saranno illustrate le iniziative radicali riguardanti il caso di Giampiero Buscaglia (ex impiegato dell’amministrazione civile del Ministero dell’Interno), per quasi dieci anni sottoposto a continue visite psichiatriche imposte dal datore di lavoro per verificarne la salute psichica e la compatibilità con le mansioni professionali.
 
Parteciperanno alla conferenza stampa, oltre a Giampiero Buscaglia:
 
·        Carmelo PALMA (Presidente Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte), che illustrerà i contenuti dell’interrogazione urgente presentata in Consiglio regionale;
·        Igor BONI (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta), che esporrà le ragioni politiche, che fanno del “caso Buscaglia” un piccolo “caso civile”;
·        Paolo MAISTO, avvocato, legale di Giampiero Buscaglia, che ripercorrerà l’intera vicenda “psichiatrico-giudiziaria” del signor Buscaglia.
 
Igor Boni (348/5335309)

Torino, 19 maggio 2003
“Indocina libera – Il caso Laos trent’anni dopo – Dove la democrazia è reato”
  Oggi, lunedì 19 maggio, alle ore 16:00, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Amministrazione penitenziaria della Casa di Pena “La Felicina” di Saluzzo presentano il libro “Indocina libera – Il caso Laos trent’anni dopo – Dove la democrazia è reato”, presso la Sala Polivalente all’interno della struttura carceraria.
 
Saranno presenti:
 
Bruno Mellano (autore del libro e consigliere regionale radicale)
Stefano Quaglia (sindaco della città di Saluzzo)
Susanna Agnese (giornalista del “Corriere di Saluzzo”).

Torino, 19 maggio 2003
TELEKOM SERBIA/MANFREDI (RADICALI): “DINI PURTROPPO PARLA, CIAMPI PURTROPPO TACE…”.
 
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”
) ha così commentato le ultime esternazioni di Lamberto Dini:
 
“Nella recente intervista al Corriere della Sera Dini dichiara che “non vi era la minima controindicazione politica per bloccare l’acquisizione”; ebbene, solo sei mesi prima della conclusione dell’affaire sia il ministro Dini sia il sottosegretario Fassino si erano precipitati a Belgrado per convincere Milosevic a desistere dalla decisione di annullare le elezioni amministrative tenutesi in Serbia solamente perché erano state vinte dall’opposizione democratica, che per tre mesi scese ogni giorno in piazza, in pieno inverno, per opporsi ai brogli elettorali; non costituivano questi fatti una “controindicazione politica” sufficiente? Dini afferma, inoltre, che “la questione Kosovo è scoppiata 18 mesi dopo”
; ma la repressione serba in Kosovo era iniziata nel 1989 e nel 1997 le forze di sicurezza serbe avevano già ammazzato 35 kosovari.
Nella successiva intervista al settimanale del TG5 “Terra!”, Dini non nomina mai la Stet/Telecom ma parla semplicemente della “società”, come si trattasse di un’azienda privata e non di un’azienda monopolista di Stato, controllata direttamente dal Ministero del Tesoro, che la stava indirizzando con decisione e determinazione verso la privatizzazione; i soldi che anche il PM torinese Tinti ha confermato essere finiti direttamente a Milosevic erano soldi dei cittadini italiani, delle loro tasse e delle loro bollette…
E’ questo il vero scandalo, ben superiore alle pur riprovevoli mazzette; il governo di centro-sinistra non poteva non sapere dell’affaire…e mentre il povero Dini si arrampica sugli specchi, il cittadino Carlo Azeglio Ciampi, che ora ricopre la carica di Presidente della Repubblica ma che all’epoca ricopriva la carica di Ministro del Tesoro, continua a tacere …”.

Manfredi (348/5335305)

Torino, 15 maggio 2003
"DIRITTI CIVILI: 20 ANNI DI OBLIO"
MARTEDI' 20 MAGGIO, ALLE ORE 21, "SALA PASQUALE CAVALIERE",
VIA PALAZZO DI CITTA 14 BIS, TORINO
  Anche quest'anno l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e il Gruppo Consiliare Radicali Lista Bonino della Regione Piemonte celebrano pubblicamente, il 20 maggio, l'anniversario della morte di Adelaide Aglietta.
Lo scorso anno, il convegno venne dedicato, con autorevoli testimonianze, alla ricostruzione della storia civile e politica di Adelaide. Quest'anno servirà a fare il punto sulla situazione dei diritti civili in Italia. Nel corso della serata, sarà inoltre presentata dai curatori- Sabrina Gasparrini e Claudia Pagliano- la pubblicazione degli atti del convegno dello scorso anno.
L'appuntamento è quindi per il dibattito:
"DIRITTI CIVILI: 20 ANNI DI OBLIO"
MARTEDI' 20 MAGGIO, ALLE ORE 21, "SALA PASQUALE CAVALIERE",
VIA PALAZZO DI CITTA 14 BIS, TORINO

Presiede e modera: Igor BONI, Segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta;
Relazioni di:
Silvio VIALE (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) - La battaglia attorno all'embrione;
Marziano MARZANO (Avvocato, Presidente circolo "Il confronto") - Divorzio e unioni civili: nulla di fatto;
Tiziana MARITANO (Fondatrice del Viva Lain) - Prostituzione: una repressione ipocrita;
Emilio COVERI (Presidente di Exit-Italia) - Eutanasia e dignità della morte: una proposta in movimento;
Ennio BOGLINO (Medico) - Terapia del dolore: un diritto solo a parole;
Andrea BENEDINO (Presidente del Consiglio comunale di Ivrea e Portavoce nazionale CODS) - Omosessualità e diritto di famiglia;
Carmelo PALMA (Capogruppo Radicali ˆ Lista Bonino Regione Piemonte) - Immigrati: la nuova frontiera dei diritti.
Conclusioni:
DANIELE CAPEZZONE, Segretario di Radicali Italiani

Torino, 13 maggio 2003
INQUINAMENTO DA FITOFARMACI: DOMANI MATTINA, I RADICALI PRESENTANO ESPOSTO ALLA PROCURA DI NOVARA.
SEGUIRA’ CONFERENZA STAMPA (al banchetto radicale di Corso Cavour angolo Delle Ore, h. 11:30).
  Domani, mercoledì 14 maggio, Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) si recheranno in mattinata alla Procura della Repubblica di Novara, dove presenteranno un esposto ad hoc relativo alla Provincia di Novara, con dati desunti dal “Dossier fitofarmaci” predisposto dal Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte.
Analoghi esposti sono stati già presentati in tutte le Procure cuneesi e alla Procura di Vercelli.
 
Dopo la presentazione dell’esposto, i due esponenti radicali terranno una conferenza stampa, alle ore  11:30, al banchetto radicale di Corso Cavour angolo Delle Ore. Saranno presenti gli esponenti radicali novaresi Laura Occhetta e Cesare Corselli.
 
Mellano e Manfredi hanno dichiarato:
 
“Riservandoci di approfondire i dati in conferenza stampa, intendiamo anticipare e sottolineare che la Provincia di Novara detiene, rispetto all’intera regione, il record d’inquinamento da Atrazina, Bentazone e Propanil, con livelli di concentrazione, rilevati dai tecnici della Regione in tre comuni novaresi, superiori 17 volte (Atrazina), 43 volte (Bentazone) e 53 volte (Propanil) la soglia di rischio (0,1 mcg/litro).”.
Ricordiamo che il “Dossier fitofarmaci” e gli esposti presentati finora sono disponibili sul sito www.grupporadicalipiemonte.it”.
 
Mellano (348/5335302)     Manfredi (348/5335305)

Torino, 13 maggio 2003
SARS: "SIRCHIA IRRESPONSABILE"
  "Da alcune settimane il protagonismo del ministro Sirchia sta alimentando un irresponsabile bombardamento mediatico, che non potrà che produrre un pericoloso effetto panico, quando in autunno riaffioreranno le patologie stagionali dell’apparato respiratorio."
A lanciare l’allarme sull’incomprensibile comportamento del responsabile della sanità sono, da Torino, i responsabili dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, il presidente Silvio Viale ed il segretario Igor Boni.
"Se il ministro non tornerà con i piedi per terra" spiegano Viale e Boni "è prevedibile che a ottobre scuole e luoghi di lavoro saranno deserti, a meno che il buon senso degli italiani superi la finta pianificazione preventiva dei duo Sirchia-Bertolaso. Già alcuni genitori non hanno mandato i figli a scuola, a causa del raffreddore di un compagno cinese, e molti lavoratori si rifiutano di manovrare prodotti di origine cinese. Cosa accadrà, dopo le vacanze, quando qualunque vicino con il raffreddore potrà, potenzialmente, avere incontrato persone di ogni razza, che sono state in contatto con persone provenienti da ogni parte del mondo? Cosa accadrà negli ospedali quando saranno piene di persone sospette, solo per il fatto di avere la febbre? C’è da sperare che il ministro si sgonfi durante l’estate, perché le polmoniti virali continueranno ad esserci anche dopo ed il 15-20% delle patologie da raffreddamento continueranno ad essere causate da Coronavirus."
Silvio Viale ed Igor Boni hanno aggiunto: "Il vero allarme è la paura che serpeggia tra la gente per un contagio praticamente impossibile ed occorre iniziare a preoccuparsi del panico che la disinvolta disinformazione del ministro Sirchia finirà per provocare. Ogni anno in Italia alcune migliaia di persone muoiono per le conseguenze polmonari di patologie respiratorie virali, di cui si sa pochissimo, e che colpiscono prevalentemente persone anziane ed in condizioni di salute compromesse. Per quanto se ne sa la grande maggioranza delle persone decedute per la Sars sono anziane e non sembra che vi siano bambini, il comportamento è analogo a quello di altre epidemie virali, a bassa contagiosità e causate da mutazioni spontanee di virus noti. Non vi è motivo di ritenere che, pur se in modo più grave, l’epidemia non seguirà il corso di quelle stagionali."
In conclusione Igor Boni ha ricordato "come ad Honk-Hong, 8 milioni di abitanti, solo il 10% dei morti per polmonite sono attribuibili a casi di Sars, sospetta o probabile, e che il rischio è quello di un possibile sfruttamento commerciale della malattia". Silvio Viale, medico ha invece espresso "preoccupazione per l’inadeguatezza di unastrategia, che si basa soprattutto su misure di polizia e di disinformazione, e che farà scoppiare il nostro sistema sanitario, se tutte le persone con 38 di febbre decidessero di sottoporsi alla radiografia ed all’esame del sangue (non dirimenti) previsti dal protocollo del ministro Sirchia. Forse il ministro dovrebbe smettere di fare il violino in Europa."

Per informazioni (Silvio Viale 339.3257406 – 348.5335310)

Torino, 10 maggio 2003
CECENIA: CONVEGNO E PRIMO TAVOLO DI RACCOLTA FIRME A TORINO SULL’APPELLO “PER UN’AMMINISTRAZIONE DELL’ONU IN CECENIA”
  Torino, 10 maggio 2003- Olivier Dupuis ha partecipato questo pomeriggio al primo tavolo di raccolta firme organizzato a Torino dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta sull’Appello “per un’amministrazione dell’ONU in Cecenia”.
Nella mattinata, Dupuis aveva preso parte ai lavori del convegno “Cecenia: un piano per la pace e la libertà”, tenutosi presso il Consiglio Regionale del Piemonte.
 
Dichiarazione di Olivier Dupuis, deputato europeo radicale:
 
“Le agenzie hanno appena battuto la notizia della scoperta in Cecenia di 11 fosse comuni contenenti 110 cadaveri; gli ultimi morti di una “guerra ai civili” iniziata dalle truppe d’occupazione russe dieci anni fa ed ancora in corso. In tale contesto, il legittimo governo ceceno di Maskhadov continua a rifiutare qualsiasi deriva fondamentalista e ha proposto un Piano di pace che prevede di affidare (come accade ora in Kossovo) il governo della Cecenia ad un’Amministrazione ONU, che, con un lungo lavoro di anni, sani le ferite materiali e morali di un paese devastato e prepari un referendum in cui i ceceni possano scegliere liberamente se rimanere sotto la Federazione russa o diventare indipendenti.
Occorre dar forza in tutti i modi e luoghi possibili a tale piano, anche attraverso la diffusione e la raccolta di adesioni sull’Appello di sostegno, che il Partito Radicale transnazionale ha lanciato all’inizio di maggio.
Da Torino, riprendiamo oggi con slancio una lotta difficile, in un’Europa che, nell’illusione della “stabilità”, perdona a Putin qualsiasi cosa, anche il genocidio ceceno; dieci anni fa eravamo quasi soli a denunciare le guerre d’aggressione di Milosevic nell’ex-Jugoslavia; sul “caso ceceno”, e quindi sul “caso russo”, dovremmo dimostrare, come allora, un’analoga capacità di lotta e di tenuta.".

Roma, 9 maggio 2003
TELEKOM SERBIA/RADICALI: “QUANTO ACCADUTO IN SVIZZERA NON DEVE SERVIRE A COPRIRE LE RESPONSABILITA’ POLITICHE DI CHI CONSENTI’ CHE TELECOM ITALIA FINANZIASSE MILOSEVIC.
TRANTINO? FORSE TROPPO FRETTOLOSO, MA SICURAMENTE NON IN MALAFEDE”.
  Benedetto Della Vedova (europarlamentare, Presidente Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”) hanno così commentato gli ultimi clamorosi sviluppi dell’affaire Telekom Serbia:
 
“Non ci interessa partecipare al gioco di chi si infervora a difendere o denigrare le affermazioni del signor Igor Marini o l’operato della Commissione parlamentare d’inchiesta o delle autorità elvetiche. Lo diciamo chiaramente: siamo molto più scandalizzati di quanto ha affermato, il 30 aprile scorso, davanti ai commissari il Dr. Mario Draghi (direttore generale del Ministero del Tesoro all’epoca dell’affaire,
giugno 1997), rispetto alle rivelazioni che Marini ha fatto mercoledì scorso.
Draghi ha affermato che il Tesoro seppe di Telekom Serbia soltanto nell’ottobre 1997, quando Telecom Italia venne privatizzata, cinque mesi dopo l’acquisto del 29% di TS da parte di una Telecom Italia ancora controllata interamente dallo stesso Tesoro. Se ne deduce che Draghi e il suo ministro di riferimento (Carlo Azeglio Ciampi) non leggevano neppure i giornali, che diedero comunque notizia del contratto, tanto da consentire all’unico parlamentare radicale, il senatore Piero Milio, di presentare già il 25 giugno 1997 un’interrogazione (n. 4-06641) sulla vicenda; solo nel 2001 Prodi ammise di aver trasmesso l’interrogazione, l’8 luglio 1997, ai Ministeri del Tesoro e delle Poste (ministro Antonio Meccanico), ma essa è rimasta senza risposta. Risposta che continuiamo ad attendere e a chiedere a coloro che detenevano allora le redini della politica economica ed estera (Prodi, Ciampi, Dini e Fassino): sapevate dell’ affaire, sapevate di finanziare così, con i soldi dei cittadini italiani, un criminale di guerra come Milosevic, le cui responsabilità erano già allora note, oppure, veramente, non sapevate nulla e siete allora ancora più responsabili politicamente, per incapacità manifesta di gestire la cosa pubblica?
Rispetto ai “fatti svizzeri”, vogliamo semplicemente spezzare una lancia nei confronti del Presidente della Commissione parlamentare, on. Enzo Trantino; lo facciamo sulla base delle oltre quaranta audizioni svolte finora a Palazzo San Macuto, in cui Trantino ha assicurato a tutte le parti uguale trattamento e uguale diritto di parola. Forse ha ecceduto in disinvoltura rispetto alla trasferta a Lugano ma accusarlo di malafede ci pare, onestamente, disonesto.”.
 
Manfredi (348/5335305)
 
Il libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”  è disponibile su www.stampalternativa.it (edizioni speciali).

    Care amiche , cari amici,
 
il Partito Radicale Transnazionale ha lanciato un appello (link) al Segretario generale e ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri delle Nazioni Unite, chiedendo loro di adottare tutte le iniziative necessarie per attuare il piano del ministro degli esteri del Governo ceceno Akhmadov, per la pace, la democrazia e "l'indipendenza condizionata" della Cecenia. Dopo 10 anni di occupazione militare russa, accompagnata da operazioni di pulizia etnica su vasta scala, con omicidi e deportazioni di massa da parte delle truppe e delle forze paramilitari del Cremino, il piano propone l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite, a cui sarebbe affidata la ricostruzione e la pacificazione del paese e al termine della quale i cittadini ceceni sarebbero chiamati ad eleggere il proprio parlamento e il proprio governo.
Per lanciare la mobilitazione sull'appello e per sostenere il "piano Akhmadov", l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e il Gruppo Consiliare Radicali Lista Bonino della Regione Piemonte hanno organizzato un incontro pubblico:
 
"CECENIA: UN PIANO PER LA PACE E LA LIBERTÀ"
 
 
SABATO 10 MAGGIO,
ALLE ORE 10,
"SALA ALDO VIGLIONE
CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE, VIA ALFIERI 15, TORINO

 
Intervengono
Carmelo PALMA e Bruno MELLANO, Consiglieri regionali radicali
 
Conclusioni:
OLIVIER DUPUIS , Eurodeputato, Segretario del Partito Radicale Transnazionale
 
Sarà inoltre presente UMAR KHAMBIEV, Ministro della Sanità del Governo Ceceno, iscritto al Partito Radicale Transnazionale, nel caso in cui riesca a "conquistare" un visto di ingresso nell'area Schengen - e quindi in Italia - che le autorità europee da anni continuano stupidamente a centellinare, e spesso a negare, ai rappresentanti del Governo ceceno.
 
Per sottoscrivere l'appello: http://www.radicalparty.org/chechnya_appeal/
Le adesioni possono inoltre essere inviate via fax allo 011.2309005  e via posta a Radicali -Lista Emma Bonino,  Via Alfieri  19, 10121 Torino.

Roma, 30 aprile 2003
COMMISSIONE TELEKOM SERBIA/RADICALI: “L’AUDIZIONE DEL DR. MARIO DRAGHI RENDE QUANTOMAI NECESSARIA ED URGENTE L’AUDIZIONE DEGLI ESPONENTI DEL GOVERNO DI ALLORA (PRODI, CIAMPI, DINI E FASSINO)”.
  Al termine dell’audizione nella Commissione parlamentare d’inchiesta del Dr. Mario Draghi (nel 1997 direttore generale del ministero del Tesoro), gli esponenti radicali Benedetto Della Vedova (europarlamentare, presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Le cose dette da Draghi sono tanto interessanti quanto eclatanti: Draghi sostiene che il Tesoro è venuto a conoscenza dell’affaire Telekom Serbia solo nell’ottobre 1997, quando Telecom Italia venne privatizzata; questo perché il Tesoro (dal dicembre ’96 all’ottobre ’97 azionista di riferimento di Telecom) non aveva suoi rappresentanti nel Cda Telecom e perché non esisteva alcun obbligo da parte della Telecom di informare il Tesoro sulle sue operazioni all’estero.
Ci domandiamo: come mai il prof. Lucio Izzo (sentito dalla Commissione nell’ottobre 2002) ha asserito di essere stato nominato e di avere operato nel Cda Telecom in rappresentanza del Tesoro? Come è stato possibile che il ministero del Tesoro non fosse informato di un’operazione della portata di quella di TS in un momento delicatissimo per la Telecom, l’avvio di un processo di fusione fra Stet e Telecom e di successiva privatizzazione che portò nelle casse dello Stato la bellezza di 11,82 miliardi di euro (22.883 miliardi di lire)? Come è possibile che il Tesoro non sapesse nulla se l’8 luglio 1997 l’allora ministro per i Rapporti con il Parlamento, on. Giorgio Bogi, invioò un telex al Ministro del Tesoro e per conoscenza ai Ministri per gli Affari Regionali e dei Trasporti e Navigazione in cui chiedeva a Ciampi di rispondere all’interrogazione n. 4-06641 dell’unico parlamentare radicale, il senatore Pietro Milio, sull’affaire TS, con cluso un mese prima (dal telex era stato escluso il ministero delle Poste, on. Antonio Meccanico, che aveva già ricevuto direttamente il testo dell’interrogazione)?
A molte domande dei commissari il Dr. Draghi ha risposto seccamente: “Lo chieda al ministro del Tesoro e al Governo dell’epoca”. Siamo d’accordo con lui; la sua audizione testimonia la necessità e l’urgenza che la Commissione parlamentare e la Procura della Repubblica di Torino sentano al più presto i signori Romano Prodi (allora capo del governo), Carlo Azeglio Ciampi (allora ministro del Tesoro), Lamberto Dini (allora ministro degli esteri) e Piero Fassino (allora sottosegretario agli esteri con delega ai Balcani); abbiamo chiesto formalmente tali audizioni alla Procura di Torino nel novembre scorso e alla Commissione nel gennaio di quest’anno; se non ora, quando?”.
 
Manfredi (348/5335305)

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
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