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TIBET/DOMANI A TORINO RADICALI DISTRIBUISCONO BANDIERE TIBETANE: |
Domani, sabato 31 maggio, a Torino, dalle 10:30 alle 13:30, in via Garibaldi n. 14 (in caso di pioggia sotto i portici di Piazza Castello angolo via Roma), i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terranno un tavolo di informazione sul Tibet, invitando i cittadini a prendere la bandiera tibetana ed a esporla alla finestra, al balcone di casa. Al tavolo saranno presenti Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta segreteria Associazione Aglietta), che hanno dichiarato: “Mancano solamente 70 giorni alle Olimpiadi di Pechino. Occorre aumentare al massimo la mobilitazione dell’opinione pubblica per dare la maggior forza possibile al Dalai Lama e al governo tibetano in esilio, impegnati in difficili contatti con il regime cinese per ottenere non l’indipendenza del Tibet bensì uno status di autonomia all’interno della Repubblica Popolare di Cina; a giugno si terrà un nuovo incontro cino-tibetano, che si preannuncia decisivo. Ciascun cittadino può fare qualcosa: procurarsi la bandiera tibetana ed esporla alla finestra; contattare il proprio sindaco, i consiglieri comunali, per convincerli a far aderire il proprio Comune (Provincia, Regione) all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet; sono attualmente 162 gli enti locali aderenti, che hanno deciso di esporre all’interno delle loro sedi la bandiera tibetana finchè i tibetani non otterranno l’autonomia richiesta. In tale contesto, dobbiamo rilevare come Benedetto XVI non abbia sicuramente aiutato il Dalai Lama nella sua lotta nonviolenta, rifiutandosi, a dicembre, di riceverlo in Vaticano; ben diverso trattamento sarà riservato al dittatore iraniano Ahmadinejad, che sarà ricevuto oltre Tevere la settimana prossima. In un’ottica cristiana, è giusto parlare con tutti; non è giusto discriminare gli interlocutori sulla base di considerazioni non religiose ma geopolitiche”. |
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TESTAMENTO BIOLOGICO - VIALE (EXIT) "LA VOLONTA' DEL MALATO E' SEMPRE SACRA" |
Silvio Viale, medico, dirigente di EXIT-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, plaude al coraggio dei giudici modenesi ricordando che "la volontà del malato è sacra". Silvio Viale ha dichiarato: "La sentenza di Modena ribadisce come la volontà del malato sia sempre sacra. Ancora una volta, in tema di diritti civili, la via giudiziaria deve sopperire all'assenza di coraggio politico, mentre l'opinione pubblica è sempre più favorevole a riconoscere la piena autonomia nelle decisioni di fine vita. Riconoscere il diritto a sospendere le cure è un diritto incompleto se non si riconosce quello a morire bene senza sofferenza. L'eutanasia sulla base di rigide condizioni è già legale in Olanda, Belgio e Lussemburgo. La sentenza di Modena da speranza a molti e ci avvicina alla piena affermazione dei diritti del morente e del malato sofferente e incurabile. E' solo una questione di tempo." |
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RADICALI / CASO BUSCAGLIA: VITTORIA! Boni: “Gian Piero Buscaglia vince la causa per il reintegro. Ma chi risarcisce il tempo perduto e il danno all’immagine? E la casta sindacale perché non si è accorta di nulla?
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Il Tribunale di Alessandria ha deciso il reintegro al lavoro e il rimborso delle mensilità arretrate nei confronti di Gian Piero Buscaglia, ingiustamente licenziato il 15 settembre 2002. Il Giudice del processo, la Dott.ssa Lippi, ha letto la sentenza alla presenza di Gian Piero Buscaglia e dei suoi avvocati, Avv. Bisacca e Avv. Buzzi. Dichiarazione di Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) “Una interrogazione parlamentare a prima firma dell’On. Bruno Mellano e sottoscritta da numerosi altri parlamentari radicali, depositata alla fine della scorsa legislatura, aveva sollevato nuovamente il caso, chiedendo all’ex Ministro Amato di dire parole chiare su questa incredibile vicenda. Nel testo presentato in Parlamento si ripercorreva questa storia descrivendo una situazione fatta di violenze psicologiche e di violazione dei diritti, il tutto con l’evidente tentativo di condannare preventivamente Buscaglia con il marchio psichiatrico. La sentenza del Tribunale di Alessandria rende parzialmente giustizia, stabilendo almeno che il licenziamento ricevuto nel 2002 era illegittimo e sancendo il reintegro e il pagamento degli stipendi arretrati. Restano aperte due questioni assai rilevanti. La prima riguarda il danno di immagine subito da Buscaglia che non potrà essere sanato nemmeno da questa sentenza, così come il tempo perduto e gli anni dedicati a cercare giustizia. La seconda è una considerazione - se possibile ancora più amara - che riguarda la casta sindacale (Cgil, Cisl, Uil): in questa storia infatti i Sindacati si sono fatti notare solo per la loro totale assenza; un comportamento non propriamente esemplare che dovrebbe fare riflettere tutti.”
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| Ieri, martedì 27 maggio, è entrato in vigore il Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 26 maggio 2008. Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani): “L’art. 4 del decreto legge modifica per l’ennesima volta gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada (D. Lgs. 285/92). Una parte delle modifiche è giusta, opportuna e noi radicali la chiedevamo dall’agosto scorso: è stata eliminata la possibilità per il guidatore ubriaco perso o strafatto di evitare il carcere semplicemente rifiutando di sottoporsi all’ accertamento delle sue condizioni da parte degli agenti della Polizia stradale; la pura e semplice sanzione amministrativa prevista in precedenza è stata ora trasformata in sanzione penale; il carcere era già previsto, ricordiamolo, per chi si sottoponeva al test ed risultava con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro (g/l) o risultava aver assunto sostanze stupefacenti. Il decreto legge ha introdotto, però, una grave disparità di trattamento fra alterazione psico-fisica da alcool e alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti: mentre rispetto alla prima sia le sanzioni penali che amministrative aumentano all’aumentare del tasso alcolemico, per quanto riguarda l’assunzione di sostanze stupefacenti è indifferente il tipo di sostanza utilizzato né la quantità e la pena prevista è quella massima comminata al guidatore ubriaco: arresto da tre mesi a un anno e ammenda da 1.500 a 6.000 euro. In buona sostanza, il governo ha fatto di tutta l’erba un fascio, con grande coerenza, poiché la legge “Fini-Giovanardi” attualmente in vigore equipara tutte le sostanze stupefacenti; così facendo, però, ha aperto la strada ad auspicabili ricorsi in via incidentale, attraverso i tribunali, alla Corte Costituzionale per palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (trattamento sanzionatorio uguale di situazioni palesemente dissimili).”. |
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CPT Torino: venerdì Rita Bernardini e Bruno Mellano visiteranno la struttura |
• Da una nota d'agenzia letta a Radio Radicale La segretaria radicale Rita Bernardini e l'ex parlamentare radicale Bruno Mellano visiteranno venerdi' il Cpt di Torino nel quale e' morto il marocchino Hassan Nejl. Scopo, fare chiarezza su eventuali responsabilita' e visionare lo stato della struttura. Mellano, piemontese, ha visitato piu' volte il Brunnelleschi in passato; Bernardini lo fara' anche nelle vesti di membro della Commissione Giustizia della Camera. 'Siccome come radicali non siamo interessati a scatenare inutili polemiche - spiega Mellano - verremo a visitare con assoluta calma e attenzione il Cpt di Torino, che peraltro ho personalmente visitato parecchie volte quando ero consigliere regionale del Piemonte, e dove conosco l'ottimo lavoro della Croce Rossa. Credo pero' - aggiunge - che in questa fase in cui si decidono misure draconiane rispetto all'immigrazione clandestina sia indispensabile essere particolarmente attenti al funzionamento dei centri di permanenza temporanea, che si stanno trasformando in vere e proprie carceri dove la permanenza e' tutt'altro che temporanea'.
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CPT TORINO / MAROCCHINO MORTO. RADICALI: INTERROGAZIONE E VISITA PER CHIARIRE RESPONSABILITA’ Intervento della sen. Donatella Poretti e on. Bruno Mellano, Radicali Italiani |
Occorrera’ fare chiarezza sull’episodio avvenuto nel Cpt di Torino e capire se ci siano state responsabilita’ personali per la morte di un marocchino di 36 anni, tossicodipendente, che dopo essere stato male tutto il venerdi’ viene trovato senza vita la mattina del sabato. I compagni denunciano di avere chiamato i soccorsi, ma senza risposta. Per conto nostro cercheremo di capire come siano andati i fatti con una interrogazione parlamentare al ministero dell’Interno e anche con una visita del Cpt inaugurato da 4 giorni, e piu’ in generale cercando di suonare un campanello d’allarme sui Cpt. Questo accade mentre il sindaco di Lampedusa denuncia i rischi del Cpt al rischio di collasso –oltre mille immigrati a fronte di una capienza di seicento- definendolo una polveriera e un pericolo per cittadini, turisti e immigrati stessi. Il reato di immigrazione clandestina e il prolungamento da 2 a 18 mesi nei Cpt dovrebbero far suonare un’altra musica secondo il ministro dell’Interno in vista dell’approvazione del ddl sulla sicurezza. Speriamo non sia un requiem. |
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PILLOLA GIORNO DOPO/AL TAVOLO RADICALE DI TORINO DR. VIALE HA PRESCRITTO UNA QUARANTINA DI RICETTE. VIALE E BONI: “ABBIAMO VOLUTO RICORDARE CON UN’AZIONE CONCRETA SIA IL TRENTENNALE DELLA LEGGE 194 SIA ADELAIDE AGLIETTA, A OTTO ANNI DALLA SCOMPARSA”.
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Nonostante il maltempo sono state una quarantina le donne, in maggioranza giovani, che si sono fermate al tavolo dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e dell’Associazione Luca Coscioni, per farsi prescrivere la ricetta della pillola del giorno dopo dal Dr. Silvio Viale. Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: “Il trentennale della legge 194 è passato nell’indifferenza quasi generale; fanno più notizia gli attacchi quotidiani (oggi è stata la volta del segretario di Stato, Tarcisio Bertone) delle gerarchie cattoliche al diritto di scelta delle donne italiane. In tale contesto, è stata ancora più preziosa la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni, che ha portato in piazza una ventina di medici, per prescrivere un farmaco che in Italia continua ad essere negato in molti pronti soccorso, mentre nella maggior parte dei Paesi Europei e negli USA è disponibile senza ricetta. Essere in strada, fornire informazioni e una ricetta alle donne torinesi, è stato anche un bel modo di ricordare una signora torinese, una radicale, che tanto si è battuta per la legalizzazione dell’aborto e per la diffusione dell’educazione sessuale: Adelaide Aglietta, che ci ha lasciato 8 anni fa, il 20 maggio 2000".
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30 ANNI FA LA LEGGE 194/DOMANI A TORINO MEDICI PRESCRIVONO RICETTE “PREVENTIVE” SU PILLOLA GIORNO DOPO. |
Domani, sabato 24 maggio, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e l’Associazione Luca Coscioni terranno un tavolo a Torino (via Garibaldi n. 14, dalle 16:00 alle 19:00), dove i dottori Silvio Viale (ginecologo, primo sperimentatore in Italia della RU486, presidente Associazione Aglietta e membro Direzione Associazione Coscioni) e Tullio Rapacciuolo (medico di base) distribuiranno, su richiesta, ricette “preventive” sulla pillola del giorno dopo; numerosi servizi giornalistici hanno documentato come sia difficile per le donne procurarsi tale farmaco presso i pronti soccorso degli ospedali; ricordiamo che l’efficacia del farmaco decresce ogni ora che passa dal rapporto sessuale, tanto che il Dr. Viale ha proposto di chiamarlo “pillola dell’ora dopo”. Al tavolo di Torino saranno distribuiti i volantini sulla “salute sessuale”, predisposti da Viale, che i radicali hanno distribuito in questi anni davanti alle scuole di Torino e di altre città italiane. Si potrà firmare la petizione dell’Associazione Coscioni per chiedere l’abolizione dell’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo. Silvio Viale ha dichiarato: “In questi trent’anni i radicali non si sono mai stancati di ripetere che assicurare alle donne italiane la possibilità di scegliere una maternità cosciente e responsabile comportava un’attenzione e un impegno continui. Non siamo stati ascoltati e i risultati si vedono: l’obiezione di coscienza di comodo negli ospedali si è trasformata in un boicottaggio tanto nascosto quanto efficace della libera scelta delle donne, garantita sulla carta dalla legge 194; non contenti, ora si vorrebbe affermare un inesistente diritto all’obiezione di coscienza nei pronti soccorso e magari nelle farmacie, costringendo le donne ad avvilenti corse ad ostacoli per ottenere la pillola del giorno dopo. Ieri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, responsabile anche delle politiche sanitarie, ha dichiarato che la 194 va attuata in tutte le sue parti. E’ già qualcosa: la Roccella e compagnia parlano sempre di attuare solo la prima parte della legge, cioè, traduco, vogliono più spazio e più soldi per le associazioni antiabortiste. Non parlano mai dell’art. 15 della 194, in cui il legislatore del 1978 previde, con grande lungimiranza, la possibilità di introdurre “tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”; la RU486, l’aborto farmacologico, è una scelta che milioni di donne, in tutto il mondo, hanno compiuto negli ultimi vent’anni; è ora che anche le donne italiane possano essere libere di scegliere.”. |
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RADICALI BONI E VIALE: IL NUCLEARE DI SCAJOLA E’ SOLO UN TRUCCO PER GLI INGENUI “Non razionale pensare un rilancio del nucleare in Italia.” |
In seguito alle dichiarazioni del Ministro Scajola in merito alla ripresa della politica nucleare in Italia, Igor Boni e Silvio Viale, Segretario e Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Il nucleare di Scajola è solo un trucco per gli ingenui; una cosa è investire sulla ricerca, altra cosa è costruire centrali con le tecnologie attuali che hanno costi elevatissimi, problemi nell’approvvigionamento di uranio e nello smaltimento delle scorie. Qui non si tratta, come sempre, di approcciare in modo ideologico la questione nucleare. Dati alla mano i costi elevatissimi di costruzione delle centrali, con interessi passivi da pagare che sono giganteschi, e i costi altrettanto grandi dello smantellamento delle strutture a fine ciclo produttivo, rendono tale scelta non certo economica come il Ministro Scajola vorrebbe fare credere. In più, stime unanimi parlano della materia prima uranio disponibile per non oltre cinquant’anni (che si ridurrebbero se si costruissero molte nuove centrali). In più, è completamente irrisolto - in Italia in modo particolare - lo stoccaggio in sicurezza delle scorie radioattive come dimostrano le vicende di Saluggia e Scanzano Jonico. Queste sono le argomentazioni pragmatiche che rendono non razionale il ritorno al nucleare. Nella nuova politica energetica italiana, come in quella planetaria, non c’è la bacchetta magica ma un grande ventaglio di provvedimenti da attuare per guadagnare tempo. Risparmio energetico innanzitutto (l’Europa ci chiede una diminuzione dei consumi del 20% entro il 2020) e aumento dell’utilizzo delle energie rinnovabili. Ma certo anche altro: aumento dell’utilizzo del carbone come fonte di produzione energetica (ci sono tecnologie che riducono al minimo i rischi e gli inquinamenti e una disponibilità di materia prima per circa 150-200 anni) e costruzione di 4-5 rigassificatori per affrancarci in parte dalla dipendenza dai gasdotti. Sono tutte soluzioni ponte che devono essere accompagnate da grandi investimenti nella ricerca (anche nucleare) e dallo sfruttamento delle conoscenze già acquisite: l’energia che si può produrre dai venti di alta quota (il cosiddetto eolico troposferico) è una opportunità da verificare e sfruttare; peraltro proprio l’Italia, su questa nuova frontiera delle rinnovabili, può vantare la presenza dei ricercatori più preparati del mondo.”
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VENERDI’ 23 MAGGIO INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA CON EMMA BONINO |
Venerdì 23 maggio alle ore 15:45 Emma Bonino, senatrice radicale (eletta nel PD) e vice-Presidente del Senato, parteciperà all’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta di via Botero 11/f. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Durante l’inaugurazione sarà offerto un rinfresco. Successivamente, dalle ore 17, presso la sala del ristorante AB+ in via della Basilica angolo via Egidi, la Senatrice Bonino parteciperà ad un dibattito sulle prospettive di una sinistra liberale con Enrico Morando, Coordinatore del Governo ombra del Partito Democratico. Dichiarazione di Igor Boni e Claudia Pagliano (segretario e tesoriera dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta): “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare all’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta. L’appuntamento è nella postazione di via Botero 11/F (in pieno centro), appena terminata di allestire grazie al lavoro di decine di militanti che si sono improvvisati imbianchini, stuccatori ed elettricisti e che verrà mantenuta grazie al più rigoroso e trasparente autofinanziamento, come da tradizione radicale. In tempi di in cui va di gran moda gridare alla casta e alle sue nefandezze non appena si parla di politica, vale la pena ricordare il lavoro e la militanza, assolutamente volontari e non rimborsati, di quanti, anche in questo modo, danno forza e corpo alle proprie idee. Dalla nuova sede vogliamo proseguire senza interruzione le iniziative che abbiamo animato da molti anni a Torino, in Piemonte e non solo. Su tutti i temi della laicità delle istituzioni, dei diritti civili ed individuali si rischia sempre di più di vedere passi indietro, promossi e sostenuti dal nuovo Governo Berlusconi. Come sempre noi ci saremo a sostenere le libere scelte individuali contro l’etica di Stato. Come sempre noi sosterremo le riforme liberali e liberiste in economia e nel mercato del lavoro contro i nuovi protezionismi e una politica ambientale ed energetica che sappia coniugarsi alle politiche economiche. Ringraziamo Emma Bonino per la sua partecipazione alla nostra inaugurazione, che precede un importante dibattito sul futuro della sinistra liberale con esponenti del Partito Democratico, dei Socialisti e dei Liberali. E’ certamente un buon modo per proseguire la nostra storia politica che ci vede ora prioritariamente impegnati a costruire un futuro per questa sinistra italiana”.
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CASINI/ABORTO – VIALE (radicali) “NON E GIUSTO CHE DECIDA CARLO CASINI. NESUN TIMORE PER LO SCONTRO SULLA 194.” |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, replica a Carlo Casini e ammonisce Pezzotta e Montovano che non vi è alcun timore per lo scontro sulla 194 che loro auspicano: “il paese non è con loro”.
Silvio Viale, che è responsabile del sevizio di IVG dell’Ospedale S.Anna di Torino, ha dichiarato: “Carlo Casini dice che è non giusto che a decidere sia la donna. Io dico che non è giusto che a decidere sia Carlo Casini. Non è pensabile che si istituiscano tribunali speciali o si deleghi la decisione alla Sacra Rota. Non è pensabile costringere le donne a non abortire. Domani sarà il trentennale della 194 e vedo già le prime anticipazioni di chi ha il solo obiettivo di limitare il diritto delle donne di decidere. Chi, come Alfredo Mantovano, continua a raccontare la favola su un presunto obbligo di abortire, per cui vorrebbe introdurre l’inquisizione nei consultori per costringere le donne a non abortire. Chi, come Savino Pezzotta, propone di modificare la legge in nome di un falso concetto di prevenzione che è solo dissuasione forzata. Sappiano, tutti costoro, che il fronte “pro choice” non teme lo scontro sulla 194. Sappiano che il paese non è con loro, perché non vuole rinunciare ad una opportunità, ad una soluzione di riserva, a volte sofferta a volte necessaria, che non impone niente a nessuno. Lo sappiano anche i timidi difensori della 194, quelli del “non si tocca”, quelli che sono responsabili, come gli altri, della non applicazione integrale della legge e di aver lasciato che l’obiezione ne minasse le fondamenta. La vera prevenzione dell’aborto è la contraccezione e per questo che domani prescriverò la pillola del giorno dopo, un contraccettivo di emergenza, non un abortivo, a tutte le donne che verranno al Pronto Soccorso del S.Anna durante il mio turno di servizio, per ribadire la necessità di abolire la ricetta.”
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E’ morto Harvey Karman - Viale “Rese l’aborto più sicuro, più facile e meno doloroso. Oggi la RU486 è il nuovo Karman.” |
Silvio Viale, il medico che si batte per l’introduzione della RU486 in Italia, ricorda Harvey Karman che è morto il 6 maggio scorso al Cottage Hospital in Santa Barbara all’età di 84 anni e di cui si è saputo solo in questi giorni. Silvio Viale ha dichiarato: “Harvey Karman non era un medico, ma passerà alla storia come un eroe della medicina. Fu sua l’invenzione della cannula flessibile che rese l’aborto più sicura, più facile, meno costoso e meno doloroso. Ancora oggi si usa il generico nome di Karman per tutte le tecniche che si basano sull’aspirazione. La cannula di Karman è stata poi utilizzata anche per diagnostica dei tumori dell’utero. Harvey Karman si era occupato di aborti dopo che aveva assistito al suicidio di una studentessa per una gravidanza non pianificata e alla morte di un’altra per le complicazioni di un aborto. Egli stesso fu coinvolto in aborti, fu arrestato e fece 2 anni e mezzo di galera. Il metodo che utilizzava una cannula, soffice e sottile al posto degli strumenti metallici fu approntato nel 1970, sperimentato prima in Bangladesh, poi in Philadelphia, si diffuse rapidamente con la legalizzazione dell’aborto. Fu, però, ostacolato da buona parte del mondo medico perché era talmente semplice ad potersi diffondere rapidamente, come fecero subito numerosi gruppi di femministe in tutto il mondo. Si trattava in fondo di una cannula sottile attaccata ad una pompa da bicicletta. Oltre che per l’aborto, il metodo di Karman permetteva la cosiddetta “aspirazione mestruale” in caso di ritardo, in pratica un aborto precocissimo prima che i test di gravidanza di allora permettessero di diagnosticare la gravidanza. In Italia fu il CISA, con i radicali ed il medico fiorentino Giorgio Conciani, a prenderne il testimone e a condurre la battaglia per la legalizzazione dell’aborto. La battaglia iniziata da Karman continua oggi in quella per la RU486, per un metodo alternativo a quello chirurgico: un metodo sicuro, efficace, economico, meno doloroso che rende la donna più autonoma e consapevole della propria scelta. Non a caso la RU486 trova gli stessi ostacoli che trovo il Karman allora, perché come allora il vero obiettivo è quello impedire la libera scelta della donna sulle proprie gravidanze. Non fu una tragedia la legalizzazione dell’aborto, non lo fu il Karman e non lo è la RU486: La tragedia è negare alle donne la soluzione migliore. I radicali rendono omaggio ad Harvey Karman un grande eroe della medicina e della libertà.” |
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RIFIUTI CAMPANIA/RADICALI: SCADUTI TUTTI I TERMINI PREVISTI PER ATTUARE RACCOLTA DIFFERENZIATA. DE GENNARO HA NOMINATO I COMMISSARI AD HOC NEI COMUNI INADEMPIENTI, PRIMO FRA TUTTI QUELLO DI NAPOLI?
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L'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 gennaio 2008 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il giorno stesso e in vigore dal giorno dopo) contiene, fra l’altro, disposizioni molto precise sulla raccolta differenziata in Campania: “Art. 3. I comuni campani provvedono ad elaborare entro sessanta giorni, anche in forma associata, un piano delle misure necessarie per la Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: “I conti sono presto fatti. In base all’ordinanza, entro il 12 marzo i comuni campani dovevano predisporre, da soli o consorziandosi con altri, un piano per la raccolta differenziata; entro l’11 aprile, tale piano doveva essere concretizzato, almeno in parte. In caso di inadempimento, il commissario De Gennaro doveva nominare un commissario in ogni comune inadempiente, che si sostituiva agli organi comunali, predisponeva il piano per la differenziata e iniziava ad attuarlo; il tutto entro l’11 maggio 2008, sette giorni fa. Da quanto è emerso, almeno un centinaio di comuni campani sono inadempienti, Napoli in testa; De Gennaro ha nominato i commissari ad acta, a partire dal capoluogo, che produce un terzo dei rifiuti di tutta la regione? La campagna elettorale, il cambio di governo giustificano il congelamento, il non rispetto dei termini di legge? A proposito di Napoli, leggiamo che il sindaco Rosa Russo Jervolino ha invitato De Gennaro “a fare il suo mestiere”; analogo invito l’aveva rivolto all’arcivescovo di Napoli; considerato lo stato delle cose, perché la Jervolino non si mette davanti a uno specchio e rivolge l’invito a se stessa? Chiedere le sue dimissioni? La Jervolino è già dimessa di fatto, non governa da tempo la realtà napoletana; attendersi che ne prenda atto e si regoli di conseguenza è pretendere troppo da una signora democristiana della prima repubblica che si trova ormai a vivere in un gioco più grande di lei.”
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TIBET/GRANDE FOLLA ACCOGLIE A CUNEO SORELLA DALAI LAMA. MINISTRO GOVERNO TIBETANO: OCCORRE MOLTIPLICARE PRESSIONE OPINIONE PUBBLICA CON PETIZIONI, BANDIERE ALLE FINESTRE, RICHIESTA A GOVERNO ITALIANO DI NON INDIETREGGIARE SUL FRONTE DEI DIRITTI UMANI
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Una grande folla ha accolto questo pomeriggio a Cuneo Jetsun Pema (sorella del Dalai Lama – Tibetan Children’s Villages) e Tempa Tsering (rappresentante del governo tibetano in esilio). Al dibattito, tenutosi nella sede della Provincia di Cuneo, hanno presenziato anche Raffaele Costa (presidente Provincia di Cuneo), Elio Rostagno (consigliere regionale PD) e il vicesindaco di Cuneo Boselli. Nel suo intervento, Tempa Tsering ha rivolto un accorato appello ai cittadini affinché utilizzino subito tutti gli strumenti nonviolenti in loro possesso per non lasciare solo il Dalai Lama nella sua richiesta, ormai trentennale, di uno status di autonomia per il Tibet all’interno dei confini cinesi. Tali strumenti – ha precisato il ministro tibetano – sono le petizioni, sono le bandiere tibetane appese alle finestre e ai balconi, ma sono pure gli appelli al nuovo governo italiano, affinché non receda dal richiedere al regime cinese di migliorare la situazione dei diritti umani (un arretramento, quello di Palazzo Chigi, insito nelle prime dichiarazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini).
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TIBET/ASSOCIAZIONE COMUNI MANIFESTERA’ IL 20 GIUGNO A ROMA SOTTO AMBASCIATA CINESE. SORELLA DALAI LAMA A TORINO: “AMICI DEL TIBET DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI, NON RIMANETE ISOLATI”. MELLANO (RADICALI): “OCCORRE FARCI SENTIRE QUI ED ORA: IL TEMPO LAVORA CONTRO IL TIBET. LEO INTERVENGA SUL MINISTRO FRATTINI”. |
Questo pomeriggio, si è tenuto a Torino l’incontro “Pechino 2008: Olimpiadi e Diritti Umani”, organizzato dall’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede dal 2003 presso il Consiglio Regionale del Piemonte. Erano presenti Jetsun Pema (sorella del Dalai Lama – Tibetan Children’s Villages) e Tempa Tsering (rappresentante del governo tibetano in esilio). In apertura dei lavori, Giampiero Leo (consigliere regionale Forza Italia, referente Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet) ha annunciato che l’Associazione Comuni chiamerà a raccolta tutti i suoi aderenti ( 167 in tutta Italia) per tenere una grande manifestazione nazionale a Roma, il 20 e 21 giugno, sotto l’ambasciata cinese. La proposta della manifestazione era stata lanciata lo scorso dicembre dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. E poi intervenuta Jetsun Pema: “Pare che l’attenzione sul Tibet siano di nuovo calata, dopo l’escalation di marzo. Per questo è molto importante la manifestazione annunciata ora dal consigliere Leo; ma occorre essere in tanti. Arrivo dalla Germania: anche lì ci sono tanti amici del Tibet, ma tutti isolati, uno all’oscuro dell’altro; questo è il momento di unirsi, di organizzarsi, per decuplicare la nostra voce e il nostro peso”. Tempa Tsering: “Il Dalai Lama ha indicato la Via di Mezzo, la richiesta di autonomia all’interno della Cina, una proposta flessibile e paragmatica. La Cina ha risposto con il silenzio e la continuazione della repressione. Se il Tibet muore, le conseguenze non si sentiranno solo in Tibet: il fallimento della nonviolenza produrrà nuove e più estese violenze e divisioni; la scomparsa della nostra cultura millenaria rappresenterà un enorme impoverimento del sapere mondiale; il deterioramento del “tetto del mondo” avrà un impatto ambientale spaventoso sull’intera casa; in Tibet nascono i fiumi che disseta l’85% della popolazione asiatica. Dai dati che abbiamo raccolto, risulta che in marzo vi siano stati in Tibet 204 morti, 100 feriti e 5417 arresti. Abbiamo chiesto che una delegazione internazionale visitasse il nostro Paese per accertare la situazione; i cinesi hanno risposto espellendo gli stranieri che già c’erano. E continuano l’opera di rieducazione della popolazione, che deve convincersi di due cose: “Il Tibet ha sempre fatto parte della Cina”; “Il Dalai Lama è il demonio”. In questa difficile situazione, il 4 maggio 2008 si è tenuto un incontro cino/tibetano, in cui abbiamo registrato una leggera incrinatura della muraglia cinese. Senza farci illusioni, ma aperti come sempre al dialogo, torneremo ad incontrarci a giugno”. Bruno Mellano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha ricordato “l’importanza di agire in questo periodo preolimpico, che può essere l’ultima chance per porre la questione tibetana. Richiedere l’autonomia per il Tibet può rappresentare il grimaldello per aprire la porta delle autonomie e delle libertà per tutte le altre minoranze oppresse in Cina, compresi i 12 milioni di cattolici. Il Dalai Lama non può essere considerato un problema per la Cina , anzi è la soluzione al problema della convivenza pacifica di così tante minoranze etniche, religiose e culturali. Proprio per questo, e proprio perché conosco l’impegno pro-Tibet di Giampiero Leo, gli rivolgo pubblicamente questo appello: intervieni presso il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ieri ha dichiarato che non riceverà il Dalai Lama per non scontentare gli “amici cinesi”. Frattini non è partito bene nel suo nuovo incarico; sono certo che l’amico Leo saprà esporgli argomenti tali da fargli rivedere una posizione ingiusta e ingiustificata” .
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FIRME FALSE REGIONALI/RADICALI: ALLA FINE HA VINTO GIOVINE …E NON HA NEPPURE PAGATO PEGNO!
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Oggi, in tribunale, a Torino, è stata sancita la prescrizione del reato relativo alle irregolarità con cui erano state raccolte le firme, alle elezioni regionali del 2005, per la lista “Consumatori per Ghigo” e “Alternativa Sociale con Mussolini”. La Lista Consumatori aveva eletto Michele Giovine. Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato: “Chi l’ha detto che il delitto non paga? Le liste di Giovine contenevano, dagli accertamenti fatti dagli inquirenti e riportati sui giornali, l’80% di firme false. Nonostante questo, Giovine è consigliere regionale da tre anni, lo sarà ancora per i prossimi due; minacciando e praticando ostruzionismi, è riuscito a fare il gruppo consiliare con se stesso e, come estrema beffa, è riuscito a farsi mandare dal presidente Gariglio a rappresentare la Regione Piemonte alla “festa della legalità, contro le mafie” di Don Ciotti, il 20 e 21 marzo 2007 … naturalmente a spese dei contribuenti! Infine, rifiutandosi di pagare i 2000 euro di oblazione e andando a processo, Giovine non ha sborsato un euro. Non c’è che dire, il trentacinquenne Giovine, ora leader dei pensionati, è un bell’esempio per le giovani generazioni, per affrontare con maggiori speranze di riuscita le prossime elezioni provinciali e regionali.” |
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ABORTO/FAMIGLIA – VIALE (radicali) “ MA QUANTI FIGLI HA LA CARFAGNA?” |
Letti i tre punti con cui la neoministra Mara Carfagna vuole contrastare il ricorso all’aborto Silvio Viale, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Mi chiedo quanti figli abbia Mara Carfagna e quanti voglia averne? Di certo ha le idee confuse e confonde le mele con le pere. Sono perfettamente d’accordo con le sue proposte su sgravi fiscali, quoziente familiare, tutela delle lavoratrici, assistenza domiciliare per anziani, asili nido a tappeto e aiuti fiscali alle famiglie numerose, ma tutto ciò cosa centra con l’aborto? Forse che lei stia aspettando i suoi provvedimenti per fare figli? Mara Carfagna parla di milioni di vite perse e di cattiva applicazione della 194, come se le sue proposte potessero cambiare le scelte delle donne. Probabilmente Mara Carfagna non sa che in Francia, Svezia e Inghilterra, paesi dove sono più avanti di noi su tutto ciò, gli aborti sono il 60-100% in più che da noi. Capisco che non sapendo cosa fare da ministro sopperisca con dichiarazioni disimpegnate, senza badare a dove trovare i soldi, ma sarebbe già qualcosa se. cominciasse a dare l’esempio, senza attendere i risultati delle sue proposte. Sarò politicamente scorretto, ma anche le fatine devono tenere i piedi per terra.” |
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Jetsun Pema, sorella del Dalai Lama, a Cuneo. Dibattito: “Tibet: se non ora, quando?”
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L'Associazione Radicale Adelaide Aglietta organizza un incontro pubblico dal titolo: “Tibet: se non ora, quando?” nella Sala Giolitti della Provincia di Cuneo, corso Dante 41, per sabato 17 maggio alle ore 17.00. Bruno Mellano e Rosanna Degiovanni hanno dichiarato: “L’impegno dei radicali cuneesi per la causa tibetana è, crediamo, conosciuto e riconosciuto, per quanto possibile, anche dall’opinione pubblica. |
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ABORTO – VIALE (radicali) “RIDUZIONE ABORTI ARGOMENTO DEBOLE. L’ABORTO E’ INEVITABILE CONSEGUENZA DEGLI INSEGNAMENTI DELLA CHIESA. VIETARLO CREA SOLO UN PROBLEMA IN PIU’.” L’unico Paese al mondo con ABORTI ZERO e NASCITE ZERO è lo STATO VATICANO.
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Silvio Viale, medico abortista e responsabile del Day Hospital IVG dell’Ospedale S.Anna di Torino (3600 IVG nel 2007 e già oltre 1200 nel 2008 ) fa notare come “l’argomento della riduzione degli aborti sia debole e non possa essere l’unico, per due motivi. Il primo perché l’aborto è inevitabilmente connesso alla società. Il secondo perché, rispetto a trenta anni fa l’aborto è calato ovunque, anche dove è vietato, per merito dei cambiamenti sociali, e da un decennio nei paesi occidentali la tendenza è verso un plateau.” Silvio Viale, che è un esponente radicale (Presidente dell’Associazione Adelaide Aglietta, Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Concione, Comitato Nazionale di Radicali Italiani) ha così proseguito: “Possiamo offrire tutti gli aiuti immaginabili alle donne, alle coppie e alle famiglie, possiamo spiegare come sia importante accettare il primo, il secondo, il terzo … e anche il decimo figlio come se fosse il primo, possiamo diffondere una maggiore cultura contraccettiva, ma ci sarà sempre bisogno dell’aborto. Una società con aborto “zero” non esiste ed è da irresponsabili proclamarlo come obiettivo possibile. Basti pensare che gli aborti sono anche una conseguenza degli insegnamenti della Chiesa, della sua politica di chiusura sui temi della sessualità e della contraccezione. Certo, chi segue gli insegnamenti della Chiesa non dovrebbe incorre in una gravidanza indesiderata e, qualora capitasse, non dovrebbe abortire, ma pochi accettano con rigore il precetto di limitare i rapporti sessuali al fine della sola procreazione. Pochi hanno evidenziato come l’anatema contro la 194 segua di pochi giorni quello contro la sessualità. Ai sostenitori entusiasti del messaggio papale, legittimo come Capo della Chiesa, faccio notare che vietare l’aborto, ostacolarne l’attuazione, crea solo problemi in più e sottolinea l’impotenza di chi non è in grado di convincere con la ragione. Del resto l’unico Paese al mondo con ABORTI ZERO e NASCITE ZERO è proprio lo Stato Vaticano: sicuri che sia questo l’esempio da seguire?”
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ABORTO/PAPA – VIALE: “LA LEGGE SULL’ABORTO HA RISOLTO MILIONI DI PROBLEMI.” |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, ribalta la tesi di Benedetto XVI sulla legalizzazione dell’aborto espressa di fronte all’assemblea del Movimento per la Vita. Silvio Viale ha così replicato alle tesi di Papa Ratzinger: “La legge sull’aborto ha permesso di risolvere milioni di problemi e da quando in Italia è stato legalizzato l'aborto ne è derivato un maggior rispetto per la persona umana, in particolare per la donna, valore che è meno rappresentato nei paesi ove l’aborto è vietato e le donne sono costrette a farlo clandestinamente. Non credo che l’Irlanda, ove ogni anno settemila donne si recano nel regno Unito per abortire, possa essere un modello per l’Italia e per l’Europa. Permettere di abortire legalmente non impone nulla a chi non vuole farlo, ma offre una possibilità in più anche a chi è contrario una possibilità in più. Tornare indietro ai tempi in cui l’aborto era vietato non impedirebbe di farlo e creerebbe solo molti problemi in più. Ratzinger chiede di nascondere l’aborto sotto il tappeto, di vietarlo, perché sa che la riduzione degli aborti non è merito suo, ma della legalizzazione. Anche per chi si dichiara contro l’aborto è un bene che l’aborto sia legale e sicuro.”
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ABORTO – VIALE “PESSIMO ESORDIO DI VITTORIA FRANCO. ANCH'IO CONCORDO CON NAPOLITANO” |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, interviene per criticare le dichiarazioni retoriche di Vittoria Franco sul contenuto equilibrato della lettera del Presidente Napolitano: “Che il Presidente Napolitano abbia dato la risposta giusta alla lettera di Sandra non c’è dubbio. Che Vittoria Franco, ministro ombra del PD per le Pari opportunità abbia dato quella sbagliata pure. Come si fa a dire seriamente che 'Non deve più accadere che una giovane donna rinunci alla maternità per ragioni economiche' senza rendersi conto di dire una cosa senza senso compiuto, una favola. Eppure bastava limitarsi alle affermazioni equilibrate di Napoletano, che invitano ad agire senza cedere alla faciloneria della propaganda retorica. Non a caso Mara Carfagna si è limitata a dire che l’invito di Napolitano è gia nel suo programma. Peggio di Franco c’è solo la Meloni, che nel mescolare figli, sacrifici e patria non si accorge di quanto sia scivoloso per lei invocare la “libera scelta”, che implica l’aborto. Da radicale, da medico abortista, mi associo anch’io alla all’appello di Napolitano, ricordando a Franco, Carfagna e Meloni che Sandra, dopo lo sfogo, ha fatto la propria scelta senza nessuno di quegli aiuti che per loro sarebbero fondamentali. Da radicale, da medico abortista concordo con il Presidente Napolitano, che, prendendo pretesto la lettera di Sandra, sollecita il Parlamento a migliorare “le politiche rivolte alla famiglia, con misure volte ad elevare il tasso di occupazione femminile, a conciliare la vita familiare e la vita lavorativa, a sviluppare azioni di assistenza sul territorio, a favorire una complessiva crescita del sistema nazionale dei servizi socio-educativi per l´infanzia, per dare risposte concrete ai bisogni e alle speranze che interrogano la nostra coscienza e la nostra responsabilità .” La scelta, poi, di abortire o meno riguarda ognuno di noi e la propria specifica condizione. Proprio come ha fatto Sandra in questo caso.”
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Torino, 11 maggio 2008TORINO/DOMANI SERA ULTIMA RIUNIONE NELLA SEDE RADICALE DEDICATA A: “08.08.08: LA CINA E LE OLIMPIADI DEI DIRITTI NEGATI”.
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Bruno Mellano ha dichiarato: “Il 22 maggio lasceremo la sede di via Garibaldi n. 18 e ci trasferiremo in via Botero n. 11/F, a pochi isolati di distanza. Abbiamo voluto dedicare l’ultima riunione del lunedì a un incontro pubblico sulla questione Cina/Tibet, che vede i radicali torinesi da sempre in prima fila; metteremo attorno a un tavolo sia gli esponenti della cosiddetta società civile sia i politici per fare il punto della situazione, a nemmeno 90 giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino. La settimana che si apre vedrà la presenza a Torino di Jetsun Pema, la sorella del Dalai Lama, impegnata nell’assistenza ai bambini tibetani profughi in India. Una presenza che testimonia il fitto scambio di rapporti esistenti fra le istituzioni tibetane in esilio e la Regione Piemonte ; una presenza che deve portare a un aumento dell’impegno di tutti i supporters della causa tibetana, nella consapevolezza che il fattore tempo gioca a favore dell’incessante opera di pulizia etnica per diluizione portata avanti dal regime nazionalcomunista cinese”. |
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LETTERA NAPOLITANO/ABORTO - VIALE 'PERCHE' NON CREDO A SANDRA' |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, diffonde la lettera che aveva inviato il 3 maggio scorso a Repubblica sul caso di Sandra ('Necrologio di un bimbo che è ancora nella mia pancia'). La lettera, dopo che Sandra comunicava di avere deciso di non abortire, aggiornava quella inviata il giorno prima che riportava gli stesi concetti. Silvio Viale ha così motivato la decisione di diffondere la lettera a Repubblica: 'Ho deciso di diffondere la lettera perché voglio contrastare la faciloneria con cui si ritiene che in Italia non si facciano figli per motivi economici. Non era così veni anni fa quando gli aborti erano il doppio. Non è così oggi che sono dimezzati. Tant'è che sono gli immigrati che fanno più figli. Insistere sulle motivazioni economiche, sicuramente presentiin un apiccola parte dei casi, ma non determinanti da sole, significa volere tentare di colpevolizzare e di condizionare le donne nelle proprie scelte riproduttive. Una prova è il dato sul numero di rinunce all'aborto, senza alcun contributo economico, all'Ospedale S.Anna di Torino, che è analogo a quello, con contributi economici, della Mangiagalli di Milano. Un'altra prova è il fallimento di tutte le politiche di incentivo alla natalità fatte di contributi, a cominciare da quella dei mille euro del 'bonus bebè': chi fa un figlio lo incassa volentieri, ma nessuno fa un figlio per il 'bonus bebè'. Maternità consapevole significa la pianificazione delle proprie scelte contraccettive, familiari e riproduttive con l'assunzione piena di responsabilità nei confronti della gravidanza, sia in caso di aborto e sia in caso di prosecuzione della stessa. Per questi ed altri motivi ritengo doppiamente ipocrita ogni campagna anti-aborto condotta su presunte motivazioni economiche, soprattutto quando mira a limitare le possibilità di abortire con la promessa di una mancetta. In realtà la questione economica è sempre satta fuorviante come conferma anche il fatto che la voce sia sparita dai moduli di denuncia Istat.' PERCHE’ NON CREDO A SANDRA. Torino, 3 maggio 2008. Ora che Sandra ha annunciato di aver fatto la sua scelta (libera di cambiare ancora più volte), posso ripetere che non credo a Sandra. Non so se Sandra abbia cercato la gravidanza o come cercasse di evitarla. Come non so in che modo sia rimasta incinta. Non giudico, ma la scelta di abortire o meno non è mai solo una questione economica. C’è chi non abortisce guadagnando molto meno e chi abortisce guadagnando molto di più. Non credo a Sandra, perché la questione si riproporrebbe alla prossima gravidanza, indipendentemente da come avrà deciso per questa. Penso che Sandra sia amareggiata per la propria condizione personale e familiare, non ancora a posto, e per una gravidanza che non doveva proprio capitare ora. Ma cosa c’entra la gravidanza? Non so quali scelte abbia fatto Sandra in passato, a cosa ambisse e a cosa aspiri ancora, ma la sua decisione di scrivere a Napolitano ricorda quella del disoccupato che minaccia di bruciarsi, o quella dello sfrattato che vuole buttarsi giù dal balcone. Cose che tanti altri non fanno. Forse Sandra ha solo bisogno di essere ascoltata per capire quali aiuti concreti la società potrà darle, a Napoli come a Torino, che non sono poi così diversi da quelli di Parigi. Un figlio non è solo pannolini e latte in polvere come ci si vuole far credere. Non è solo nido e asilo. Non è solo nonni. Anche quello, ma un figlio è soprattutto un investimento personale ed è una rinuncia più costosa di un tempo. Oggi i figli non crescono più da soli come un tempo. Sandra ha detto che non abortirebbe, questa volta, se potesse avere 110 € al mese come in Svezia, 150 € al mese come in Germania o 6000 € di sgravi fiscali, qualora assumesse un’assistente domiciliare come in Francia, ma davvero farebbe più figli e meno aborti? Davvero Sandra farebbe un secondo figlio? Un terzo? La risposta è no, come dimostrano proprio gli altri paesi europei dove con i figli aumenta anche il numero degli aborti. In Germania la natalità è la stessa dell’Italia con 1,3 figli per donna. In Francia i figli sono 1,9 per donna, ma gli aborti sono il 60% in più. Così anche in Inghilterra, mentre in Svezia gli aborti sono addirittura il doppio che da noi. Anche nell’unico paese europeo che ha un tasso di natalità in equilibrio, la piccola Islanda, gli aborti sono un terzo in più che in Italia. E tutto si complica ancora di più se si considera che in tutti questi paesi la contraccezione è molto più diffusa che da noi. La realtà italiana è fatta di 700.000 concepimenti, dei quali il 71,5% si concluderà con una nascita, il 10% in aborti spontanei e “solo” il 18,5% in aborti volontari. Tornando ad una qualunque Sandra italiana, torno a ripetere che non credo a Sandra, ma credo in Sandra. Credo nella sua capacità di superare le difficoltà di oggi e di fare le scelte più giuste per il suo futuro. Forse non è la stessa scelta che avrebbe fatto alcuni anni fa o che farebbe tra alcuni anni. O che farebbe alla prossima occasione, ma in nessun caso potrà farla Napolitano per lei. Come non può farla lo Stato è un bene che sia così. La storia di Sandra dimostra che l’aborto non è un obbligo, ma una opportunità, e non è vero che è sempre un sconfitta. Occorre certamente fare di più, riequilibrando welfare e pensioni, ma la storia di Sandra ricorda come sia fondamentale che la legge permetta di scegliere. Perché, come sua nonna, Sandra alla fine sceglierebbe comunque, anche senza la 194. Silvio Viale. (Ginecologo – Dirigente responsabile DH-IVG Ospedale S.Anna di Torino) |
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DROGHE/MANFREDI (RADICALI): LA DELEGA ALLE TOSSICODIPENDENZE A GIOVANARDI? A VOLTE RITORNANO, MA INTANTO, MENTRE NON C’ERANO, NON E’ CAMBIATO NULLA: LA LEGGE FINI-GIOVANARDI E’ IN VIGORE, SENZA MODIFICHE, DA 800 GIORNI. |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani): “A gestire le politiche sulle tossicodipendenze rispunta Carlo Giovanardi, che assicura di “aver due o tre idee sulla prosecuzione della lotta alla droga”. A volte ritornano … il vero problema è che in loro assenza non è cambiato nulla. La legge sedicente “Fini-Giovanardi” (L. 21 febbraio 2006, n. 49) è in vigore da 801 giorni – come ci ricorda continuamente antiproibizionisti.it - di cui solo i primi 80 sono di competenza del precedente governo Berlusconi; tutti gli altri, quasi due anni, sono trascorsi sotto il governo Prodi, con la delega alle tossicodipendenze affidata a un ministro di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. Peraltro, non posso dimenticare che l’unica possibile piccolo cambiamento che poteva venire sul fronte della riduzione del danno, l’apertura di una narcosala a Torino, è stato affossato attivamente dalla compagna Livia Turco, ex ministro della Salute, che ha fatto gioco di sponda con il compagno Sergio Chiamparino, sindaco di Torino; e col ministro Ferrero alla finestra a guardare … Dunque, il vero problema non è Carlo Giovanardi, che è solamente una delle espressioni più pittoresche di un regime proibizionista che accomuna il 95% della classe politica italiana, poiché le riserve mentali, non accompagnate da atti conseguenti, in politica come nelle aule dei tribunali, non hanno alcuna rilevanza.”. |
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FIERA DEL LIBRO TORINO/DOMANI EMMA BONINO ALLO STAND DI ISRAELE. |
Emma Bonino (leader radicale, vice-presidente del Senato) sarà domani, sabato 10 maggio 2008, alle ore 15:00 (circa), allo Stand di Israele alla Fiera del Libro di Torino. La Bonino sarà accompagnata da Bruno Mellano (ex parlamentare radicale, Comitato Nazionale Radicali Italiani). Presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18) – che domani rimarrà aperta in modo continuativo dalle ore 10 alle ore 19 – sono disponibili le bandiere dello Stato d’Israele, nel 60° anniversario della sua fondazione. In una conferenza stampa tenutasi questa mattina, gli esponenti radicali torinesi Igor Boni, Bruno Mellano, Silvio Viale e Alessandro Frezzato hanno riproposto con forza l’iniziativa del Partito Radicale Transnazionale, nata da un’intuizione di Marco Pannella, per l’entrata dello Stato di Israele nell’Unione Europea. “Lo Stato ebraico – hanno affermato i radicali – non deve essere lasciato solo nel confronto a ovest con Hamas, a nord con Hezbollah eterodiretta dalla Siria (in un Libano nuovamente dilaniato dalla guerra civile), e, soprattutto, a est con l’Iran di Ahmadinejad, che finanzia e supporta sia Hamas sia Hezbollah e che non ha rinunciato ieri a festeggiare alla sua maniera il 60° anniversario dello Stato di Israele, da lui definito testualmente “cadavere marcio e puzzolente” e “ratto morto” mentre la Shoah è una “leggenda” (non per nulla la propaganda hitleriana descriveva gli ebrei come topi che diffondono la peste fra gli ariani). La minaccia di una “Shoah nucleare” si rafforza ogni giorno che passa; Israele nell’Unione Europea è l’unica risposta politica all’altezza della minaccia, per andare oltre le Realpolitik mortifere. Silvio Berlusconi si è espresso varie volte a favore della proposta di Pannella; speriamo che le sue parole passate rappresentino un impegno per il suo governo del presente e del futuro.”. N. B. La bandiera di Israele può essere richiesta all’Associazione Radicale Adelaide Aglietta tramite email: larosanelpugno@ hotmail.com - www.associazioneagl ietta.it Per approfondimenti: http://www.radiorad icale.it/ israele-nellue- storia-di- unalternativa- alle-politiche- fin-qui-praticat e-per-il- medio-oriente |
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TORINO/DOMANI CONFERENZA STAMPA RADICALE SU:ISRAELE ALLA FIERA DEL LIBRO/ISRAELE NELL’UNIONE EUROPEA.
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Domani, venerdì 9 maggio, a Torino, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta (via Garibaldi 18), a mezzogiorno, si terrà una conferenza stampa per denunciare i rischi di una deriva violenta delle proteste in programma a Torino sabato 10 maggio, per illustrare alcune proposte radicali rivolte al nuovo Governo italiano per la soluzione della crisi medio-orientale e per esporre le iniziative dell’Associazione Aglietta volte a ribadire la necessità di difendere lo Stato di Israele, da sessant’anni unico baluardo democratico dell’intera area. Parteciperanno alla conferenza stampa: |
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Torino: la bandiera tibetana alla Fiera del Libro. Sabato 10 maggio incontro-dibattito |
Dichiarazione di Giulio Manfredi e Bruno Mellano, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani Alla Fiera del Libro di Torino (8-12 maggio 2008, Lingotto, via Nizza n. 180), i visitatori possono trovare la bandiera del Tibet nei seguenti due punti: - VERDE LIBRI (Padiglione 1, stand B26); - LIBRERIA ANTIQUARIA BORGOLUNGO di Zeffirino Zali (Padiglione 3, stand P104) SABATO 10: incontro-dibattito sul Tibet alla Fiera del Libro alle ore 20,00, presso il Padiglione 2 della Fiera, Spazio Autori B organizzato da Edizioni Lindau - Torino, con Carlo Buldrini, autore di “Lontano dal Tibet. Storie di una nazione in esilio”; Silvia Vernetto, autrice di “In Tibet. Tra uomini e dei”; il monaco Ghelong Lobsang Sanghye, del Centro Maitri Buddha di Torino. Partecipa anche Bruno Mellano. Giulio Manfredi e Bruno Mellano (Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Ringraziamo i due espositori per aver concesso gratuitamente un po’ del loro prezioso spazio ad una bandiera che è ben più di un drappo colorato; è la testimonianza tangibile di una cultura millenaria che ogni giorno di più deperisce a causa della scientifica pulizia etnica operata dal regime di Pechino. Solo la nuova attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla questione tibetana, dopo le violenze di Lhasa e con le Olimpiadi di Pechino alle porte, ha permesso la ripresa dei colloqui fra i rappresentanti cinesi e quelli tibetani; solo se questa attenzione crescerà e durerà anche oltre l’evento olimpico, se, ad esempio, saremo in tanti ad esporre la bandiera del Tibet alla finestra, ai balconi delle nostre case, tali colloqui potrebbero non essere un semplice escamotage cinese per far superare le Olimpiadi senza danni d’immagine, potrebbero non rivelarsi, come temiamo, un alibi a buon mercato mentre si cancella definitivamente la civiltà tibetana, potremmo, in definitiva, scongiurare l’effetto boomerang contro il Dalai Lama stesso e la sua volontà di dialogo nonviolento”. |
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SALONE DEL LIBRO – VIALE E BONI (radicali) “ISRAELE NELL’UNIONE EUROPEA: UNICA RISPOSTA POSSIBILE A FONDAMENTALISMI E A CHI BRUCIA LE BANDIERE”
“Da domani si possono ordinare le bandiere di Israele sul sito dell’Associazione Aglietta” |
In previsione de prevedibili episodi di intolleranza nei confronti di Israele per l’apertura del Salone del libro, Igor Boni e Silvio Viale (Segretario e Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) intervengono per proporre la questione dell’ingresso di Israele nell’unione Europea. Silvio Viale e Igor Boni, che fanno parte del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, hanno diffuso la seguente dichiarazione: “Occorre una risposta forte, italiana ed europea, a tutti i fondamentalismi di ogni parte e colore. Occorre reagire con proposte concrete a chi pensa di risolvere i problemi bruciando bandiere e fomentando la violenza. Sono molti che sperano di trasformare Torino in u campo di battaglia modello G8 genovese. Per questo riteniamo che per superare un dibattito vecchio, ideologizzato e strumentale, l’unica idea ragionevole e lungimirante sia quella proporre con forza e determinazione l’ingresso di Israele nell’Unione Europea. Ci sembra l’unica ipotesi che potrebbe rompere la spirale di ragioni strumentali che, da una parte e dall’altra, sono continuamente prese a pretesto per autoalimentare uno scontro senza fine. Pensiamo che questa dovrebbe diventare una priorità del Governo italiano, dell’Europa e anche del Governo di Israele che su questo continua a mantenere un atteggiamento miope. L’ingresso di Israele nell’UE, oltre a ridurre la solitudine e garantire una maggiore protezione dello Stato di Israele, sarebbe il primo passo per favorire una svolta democratica che consenta anche ai Palestinesi di potere aspirare a far parte della famiglia europea. L’allargamento dell’Europa verso il mediterraneo, a cominciare dalla Turchia, è l’unico modo per eliminare il prevedibile facile pretesto di una ‘guerra di religione’ che è di tutta evidenza e sempre di più, appunto, solo un pretesto. Per tutti questi motivi da domani sul sito dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta (www.associazioneagl ietta.it) si possono ordinare le bandiere di Israele, oltre a quelle del Tibet.”
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE “NESSUN BOOM. SIAMO ANCORA INDIETRO, COME PER I PROFILATTICI. CIRCOLA TROPPA DISINFORMAZIONE” |
“Se la contraccezione d’emergenza fosse davvero disponibile le vendite supererebbero ampiamente il milione di confezioni come in Francia ed Inghilterra. Altro che boom! Siamo ancora indietro per le restrizioni legate alla ricetta e alla cattiva informazione medica.” Ad affermarlo è Silvio Viale, il medico ginecologo che si batte per l’introduzione in Italia della pillola abortiva RU486 e per l’abolizione della ricetta per la contraccezione di emergenza (meglio nota con il nome improprio di “pillola del giorno dopo”). Silvio Viale, che a Chianciano ha coordinato un gruppo di lavoro proprio sulla pillola del giorno dopo, ha così proseguito: “370.000 confezioni vendute sono poche e occorre abolire la ricetta, come è già avvenuto in una cinquantina di paesi*. La contraccezione di emergenza non ha controindicazioni cliniche (classe1 OMS) e comporta meno problematiche dell’uso continuativo della contraccezione ormonale. Questo non significa che debba essere usata regolarmente, perché è molto meno efficace della contraccezione ormonale (pillola EP), ma che non vi siano ragioni per una sua limitazione d’uso, nemmeno tra le adolescenti. L’Italia è il paese occidentale che ha il minor tasso di contraccezione e il minor uso dei profilattici, nonostante sia anche il paese che ha il minor numero di nati e il minor numero di aborti. Le nostre minorenni sono le più “virtuose” d’Europa per numero di gravidanze e di aborti, come lo è tutta la società italiana. La realtà è che abbiamo 700.000 concepimenti l’anno, cioè 2000 ogni giorno, con il 71,5% che si concluderà con una nascita, il 10% in aborto spontaneo e solo il 18,5% in un aborto volontario. Il punto non è quello di colpevolizzare la contraccezione di emergenza, dopo avere demonizzato per anni tutta la contraccezione, ma di prendere atto che la pillola del giorno dopo è indice di una consapevolezza maggiore rispetto a chi non ne conosce nemmeno l’esistenza, o preferisce accettare un maggiore rischio di gravidanza e di aborto. Purtroppo circola troppa disinformazione e mi dispiace che molti colleghi contribuiscano a diffonderla con toni moralistici e scandalizzati inopportuni. Dalla SIGO mi aspetto contributi scientifici in linea con la letteratura internazionale e una censura dei medici che boicottano la contraccezione, non la diffusione di dati falsi per compiacenza politica.” |
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1° MAGGIO/VIALE (RADICALI): DESOLANTE OLIVIERO DILIBERTO DIETRO BANDIERA CINESE. NON AVREI MAI PENSATO CHE SI ARRIVASSE A QUESTO LIVELLO.
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Al banchetto dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, installato al centro di Piazza San Carlo, decine di cittadini hanno preso la bandiera tibetana, per esporla alla finestra delle loro case. Era presente al tavolo Silvio Viale (presidente Associazione Aglietta e membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), che ha dichiarato: “E’ stato un 1° maggio sottotono e dimesso ma mai avrei immaginato che a chiuderlo arrivasse, in corteo, Oliviero Diliberto dietro una bandiera della Repubblica Popolare di Cina issata sul camioncino che apriva la sfilata dei Comunisti Italiani e, a seguire, di tutta la Sinistra Arcobaleno e dei gruppuscoli comunisti. Accanto alla bandiera cinese, vessilli cubani, palestinesi, del Venezuela di Chavez ma non una bandiera del Tibet. Giustamente: quel drappo, che testimonia la resistenza nonviolenta portata avanti per oltre cinquant’anni da un piccolo popolo nei confronti del più potente regime nazionalcomunista della storia, non poteva essere sicuramente presente in tale compagnia!”.
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Associazione
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