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Novara, 31 maggio 2009

2 GIUGNO/RADICALI NOVARA: RIPRENDIAMOCI LA COSTITUZIONE! RIPRENDIAMOCI I PARCHI PUBBLICI! DOMANI A MEZZANOTTE TUTTI AL PARCO DEL VALENTINO

 

L’art. 16 della Costituzione Italiana così recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche…”

Nathalie Pisano (Comitato nazionale di Radicali Italiani, candidata alle Elezioni Europee per la Lista Bonino/Pannella nella Circoscrizione Nord Ovest) ha dichiarato:
“I radicali di Novara intendono festeggiare il 2 giugno in modo concreto, senza retorica, riappropriandosi della Costituzione della Repubblica Italiana e, pertanto, riappropriandosi dei parchi pubblici di Novara.

L’ordinanza del sindaco Giordano (emanata sulla scorta del famigerato “decreto Maroni”, proibisce l’accesso ai parchi cittadini dalle ore 0.00 alle ore 6.00) non può impedire a ciascun cittadino, di Novara o di altrove, di entrare in un parco pubblico a qualsiasi ora del giorno e della notte. Eventuali limitazioni per motivi di sicurezza devono essere sanciti da una legge generale, valida in tutto lo Stato Italiano, non certo da un decreto ministeriale o da un’ordinanza comunale, che nella gerarchia delle fonti sono subordinati sia alla Costituzione sia alla legge ordinaria.

E non ci si accusi di svegliarci a sei giorni dalle elezioni! Ho fatto presentare alla deputata radicale/PD Rita Bernardini un’interrogazione al ministro Maroni sul “proibizionismo dei parchi alla novarese” ben nove mesi fa. Maroni deve ancora risponderci. Quando la Lega prende il potere, acquista la stessa arroganza dei “partiti romani”, non solo a Roma: il sindaco Giordano deve da otto mesi, ai sensi dello Statuto Comunale, mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale la nostra proposta di istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. Diritti dei cittadini? La Lega se ne frega!

Rivolgo un appello a tutti i cittadini di Novara, di qualsiasi opinione politica, di qualsiasi credo e colore, a raggiungerci domani sera, a mezzanotte, all’entrata del parco del Valentino in Via Alcarotti.

A scanso di equivoci, non saranno esposti né simboli di partito né sarà distribuito materiale elettorale. La festa della Repubblica è la festa di tutti e per tutti; lo sia veramente, dappertutto, a partire, perchè’ no?, dal parco ”.



Novara, 30 maggio 2009

NOVARA/RADICALI OFFRONO AI PASSANTI DOLCI DELLA CUCINA TURCA.

PISANO (LISTA BONINO/PANNELLA) : “BASTA CON LA SOLITA MINESTRA ! VEDOVATO, LASCIA LA PANISCIA ALLA LEGA!”.

 

Oggi, dalle 16.00 alle 19.00, a Novara, in Corso Cavour (angolo delle Ore), militanti radicali distribuiranno ai passanti dolci della cucina turca.

 

Sarà presente all’iniziativa Nathalie Pisano (Comitato nazionale Radicali Italiani, candidata alle Elezioni Europee per la Lista Bonino /Pannella nella circoscrizione Nord Ovest), che ha dichiarato:

 

Strana campagna elettorale: fra una settimana si vota, eppure di tutto si parla sui giornali fuorchè d'Europa. I sondaggi prevedono che, in media, solamente un terzo dei cittadini dell’Unione Europea andrà a votare, il dato più basso di questi ultimi 30 anni (nel 1979 si recò alle urne il 69% degli elettori europei). Euroscetticismo, diffidenza o semplice mancanza di informazione? Eppure l'Europa influenza più di quanto crediamo la nostra vita: metà delle nostre leggi in materia di ambiente, agricoltura e tutela del consumo provengono proprio dall'Europa. Ma se ne parla poco e quando se ne parla è solo per rivendicare il ruolo degli Stati Nazione.

 

L'Italia non fa eccezione. Da una parte con i richiami della Lega e del centro-destra (con l’eccezione di Fini) alla chiusura dei confini, al respingimento dello straniero, al rifiuto delle differenze, alla negazione di una società multietnica; un fastidioso populismo che fa della supposta  "mancanza della sicurezza" e della finta esaltazione dei valori nostrani un'arma che rischia di rinchiudere ognuno, in modo falso e illusorio, nel proprio universo protetto, nel quale non ci deve essere spazio per confronto e dialogo.

 

Dall’altra parte, il centro sinistra stenta a trovare argomenti e linguaggi che possano offrire un'alternativa convincente; in molte realtà, risponde al populismo con il populismo.
A Novara, per esempio: nella seconda città del Piemonte, il candidato del centro-sinistra alle Elezioni Provinciali si presenta agli elettori con un manifesto con su scritto: "Nouvelle cuisine? No grazie, preferiamo la paniscia"; il messaggio che se ne ricava, conservatore e immobilista, fa il verso alla Lega, in modo peraltro autolesionista:  gli elettori preferiranno sempre l’originale alla copia taroccata!

 

Noi radicali crediamo che non sia questo lo spirito con cui affrontare le sfide di un’Europa, di un'Italia e di una Novara che sono già multietniche. Ci siamo battuti, e ci batteremo con ostinazione per gli Stati Uniti d’Europa, liberi da nazionalismi e laici e democratici.

 

E' per questo che oggi pomeriggio noi radicali della Lista Bonino/Pannella offriremo ai novaresi la dolci della cucina turca. Perchè a Novara non ci sia sempre la solita minestra, anzi, la solita "paniscia". Perché un altro degli argomenti tabù di questa campagna elettorale è l’ingresso, sempre rimandato ma sempre più urgente, della Turchia nell’Unione Europea.

 

 

 


Torino, 28 maggio 2009

LISTA BONINO/PANNELLA – MELLANO E VIALE SABATO IN VIA PIAZZETTA MANFREDI A FOSSANO CON ROSANNA DEGIOVANNI. RACCOLTA FIRME PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO: “COME OGGI IN SVIZZERA, DOMANI IN ITALIA”.

 

Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Silvio Viale (Direzione Nazionale Associazione Luca Coscioni), entrambi candidati capolista nella Circoscrizione Nord-Ovest per la Lista Bonino /Pannella, saranno presenti al gazebo dei radicali dalle ore 10:30 alle ore 13:00 in piazzetta Beppe Manfredi a Fossano (Cn).

Al gazebo sarà possibile sottoscrivere la petizione dell’Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione del testamento biologico e dell’eutanasia e saranno a disposizione dei cittadini interessati copie del modello di testamento biologico redatto dalla Associazione “Luca Coscioni” e dall’Associazione “A Buon Diritto” di Luigi Manconi.

L’iniziativa è organizzata da Rosanna Degiovanni, punto di riferimento di Radicali Italiani per la provincia di Cuneo e candidata nella lista “Insieme per Balocco” per le elezioni amministrative di Fossano e vuole essere un momento pubblico di incontro e di confronto fra gli elettori e  chi, nella società civile e nelle istituzioni, si batte per la conquista di nuovi diritti e nuove regole.

Mellano, Viale e Degiovanni hanno dichiarato:

“ La Svizzera ha recentemente approvato la riforma del codice civile in materia di diritti del malato con l’introduzione dell’obbligo per tutti i Cantoni di garantire le «direttive anticipate», quello che in Italia chiamiamo testamento biologico. E’ possibile per i cittadini elvetici lasciare indicazioni sulle cure mediche alle quali vogliono o non vogliono essere sottoposti in caso di perdita della capacità di intendere e di volere, compresa l’alimentazione e idratazione artificiale. Si tratta di indicazioni vincolanti, alle quali il medico deve attenersi. E’ prevista la possibilità di indicare un "rappresentante terapeutico" delle ultime volontà, al quale si può dare carta bianca. In altre parole, ciò che noi proponiamo da tempo e che anche i cittadini italiani vogliono come testimonia il successo della raccolta di firme ai nostri tavolini. Purtroppo la Svizzera , così vicina al Piemonte, su testamento biologico, RU486, narcosale e tanto altro sembra essere lontana anni luce. Anche per questo, chiediamo il voto alla Lista Bonino-Pannella alle elezioni europee. Per poter lottare con più forza, per poter proporre ai cittadini: come oggi in Svizzera, domani in Italia.”



Torino, 28 maggio 2009

RADICALI PER IL SI - Conferenza stampa per sostenere il referendum elettorale

  Sabato 30 maggio alle ore 11,30 presso la sede dell¹associazione A. Aglietta
in via Botero 11/F, Mario Segni terrà una conferenza stampa per sostenere il referendum
elettorale del 21 giugno prossimo

Interverranno:
Igor Boni, Luigi Brossa, Silvio Viale, Magda Negri

QUESITI 1 E 2 (CAMERA & SENATO)

Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che
questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo
imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si
realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in
Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso
a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di
maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà
ottenuto più voti.

QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)

Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà
la pratica abusata di presentare ovunque candidati ³acchiappa-voti²
(normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei
parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve
andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica
abusata) all'indomani del voto.


Torino, 28 maggio 2009

ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI: IL COMUNE DI TORINO GARANTISCE IL “DIRITTO DI TRIBUNA”. CON IL PRESIDENTE CASTRONOVO, INTERVENGONO MANFREDI E FREZZATO.

 

Domani, venerdì 29 maggio 2009, alle ore 11.00 nella Sala Capigruppo di Palazzo Civico del Comune di Torino, si svolgerà il “Diritto di Tribuna” in merito alla delibera d’iniziativa popolare - sottoscritta da circa 1.900 cittadini – per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli eletti, proposta da Radicali Italiani.  

Strumento di trasparenza delle pubbliche amministrazioni l’Anagrafe, in sostanza, sarebbe la pubblicazione sul sito web del Comune di molti dati - ora non pubblicati - sull’attività di consiglieri e assessori. E anche del Bilancio, dei bandi di gara della Città, delle proprietà immobiliari, degli incarichi esterni e di tante altre informazioni istituzionali.

Modererà l’incontro il presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo. Intervengono: Giulio Manfredi, vice Presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e Alessandro Frezzato, membro del Consiglio Generale dell’Associazione radicale Luca Coscioni.

 


Torino, 28 maggio 2009

MORFINA – VIALE (LISTA BONINO-PANNELLA) “BENE FAZIO, MA NON BASTA. ADESSO SBRIGHI LA PRATICA RU486 FERMA DA UN ANNO”

 

Silvio Viale, medico candidato della Lista Bonino-Pannellla per il Nordovest, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Era ora. Finalmente un fatto concreto, anche se non basta. Bisogna che la ricetta sia prescrivibile da tutti i medici – non solo quelli di famiglia – e che si possano prescrivere anche i farmaci iniettabili. Sono anni che chiedevamo di abolire il ricettario speciale e sono anni che assistevamo ad un inutile carambola di decreti, sempre pomposamente definiti contro il dolore, ma assolutamente inefficaci sul piano pratico. Nessun ministro di centrosinistra (Veronesi e Turco) e di centrodestra (Sirchia e Storace) si era sottratto a questa logica di mera propaganda, mentre l’Italia ha continuato a restare agli ultimi posti per utilizzo di morfina. Ora il neo- viceministro Fazio ha imboccata la strada giusta. Mi auguro che lo stesso pragmatismo scientifico sia adottato per altre questioni in sospeso da anni, come quella della RU486. Da quasi un anno l’AIFA sta tenendo pretestuosamente

ferma la pratica, proponendo un prezzo nettamente inferiore a quelli che nel frattempo ha approvato nel frattempo per altri farmaci. Una domanda al viceministro: è lecito che l’AIFA abbia una doppia politica sui prezzi? Prezzo bassissimo per la RU486 e prezzi ben più alti per gli altri farmaci?”

 

 


Novara, 27 Maggio 2009

AGGRESSIONE GIOVANE PDCI/ASSALTI A SEDI LEGHISTE/PISANO (LISTA BONINO-PANNELLA) : “SONO I SINTOMI DI UN MALESSERE CHE DILAGA IN TUTTO IL PAESE, NELLA PEGGIORE CAMPAGNA ELETTORALE DELLA STORIA REPUBBLICANA”

 

Lunedì sera, a Novara, un giovane militante del Partito dei Comunisti Italiani è stato malmenato da una “squadraccia” mentre stava affiggendo manifesti elettorali negli appositi spazi.

Ieri un gruppo di sedicenti “anarchici” ha assalito due sedi della Lega Nord a Torino; vi sono stati  danni agli arredamenti.

Nathalie PISANO (Comitato Nazionale Radicali Italiani, candidata Lista Bonino-Pannella nella Circoscrizione Nord-Ovest e) ha dichiarato:

 “Prima di tutto, voglio esprimere piena solidarietà al ragazzo, alla sua famiglia e al suo Partito. Altrettanta solidarietà va ai militanti leghisti di Torino.

 

 La dilagante illegalità in cui si sta svolgendo questa campagna elettorale, la peggiore della storia repubblicana (di Europa non si parla e non si parlerà fino al voto) produce anche violenza, prima verbale e poi fisica.

Siamo di fronte all’aggravamento di una situazione, di un Regime, che persiste, in Italia, da più di sessant’ anni, come noi Radicali abbiamo voluto documentare ne “La Peste Italiana” (http://www.radicali .it/view. php?id=141025)

 

L’ammonimento di Marco Pannella è quanto mai attuale: dove c’è strage di legalità, c’è strage di democrazia e c’è  solo spazio per il dilagare della violenza.”.

 

 

 


Torino, 27 maggio 2009

SINDONE PROPRIETA’ DELLO STATO/INTERROGAZION E DEI SENATORI RADICALI/PD AL MINISTRO BONDI.

VIALE E PERDUCA: ARCIVESCOVO POLETTO SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI; SOLO LO STATO PUO’ CONDURRE RICERCHE NON DI PARTE SULLE ORIGINI DEL LENZUOLO.

 

Come annunciato ieri, i senatori radicali/PD Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato un’interrogazione al ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, per sapere “quali passi intenda compiere, alla luce del parere autorevolmente espresso dal prof. Margiotta Broglio, per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato Italiano sulla Sindone, senza per questo negare in alcun modo sia a credenti e fedeli la possibilità di accesso e di venerazione sia all’Episcopato torinese la possibilità di conservazione e di ostensione della reliquia”.

 

Marco Perduca e Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta, capolista alle Europee nella Circoscrizione Nord Ovest della Lista Bonino/Pannella) hanno dichiarato:

 

“In un’intervista alla stampa, l’Arcivescovo di Torino Severino Poletto si arrampica sugli specchi, inutilmente: afferma che la Sindone è un simbolo ma dimentica che si tratta anche di un oggetto, un lenzuolo, un bene che certo non può essere trattato come un telo qualsiasi ma che rimane sempre tangibile e concreto. Poletto dichiara, poi, che trattasi di “bene privato dei Savoia”, non di proprietà della casa regnante, sottoponibile ad avocazione allo Stato ai sensi della XIIII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Ma così Poletto si contraddice: proprio per la natura particolare della Sindone, ribadita dal prelato, essa non può essere confusa con i beni privati di Casa Savoia, ma deve essere attribuita senza dubbio alla sfera pubblica del casato; tutta la sua storia avvalora tale interpretazione.

 

In materia costituzionale non esiste l’istituto dell’usucapione; anche 26 anni dopo il passaggio del lenzuolo dai Savoia al Papa, lo Stato Italiano ha tutti i diritti per ribadire la proprietà della Sindone e per intraprendere studi scientifici obiettivi sulle sue origini. Tutto questo senza privare la Curia torinese e i fedeli della custodia e della venerazione di quella che ci siamo permessi di definire “reliquia” mentre Poletto precisa che reliquia non è, o non è ancora, visti i dubbi ancora persistenti sulla sua autenticità”.

 


Vercelli, 26 Maggio 2009

CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE “LISTA BONINO-PANNELLA” A VERCELLI

 

Martedì 26 Maggio, preso il caffè “Taverna e Tarnuzzer” a Vercelli, sono stati presentati i candidati della Lista Bonino-Pannella nella Circoscrizione Nord-Ovest. Presenti alla conferenza stampa Roswitha FLAIBANI, punto di riferimento per Radicali Italiani a Vercelli e coordinatore provinciale “Associazione Radicale Adelaide Aglietta”, e i candidati Bruno MELLANO (presidente Radicali Italiani) e Nathalie PISANO (Comitato Nazionale Radicali Italiani e Giunta di segreteria “Associazione Radicale Adelaide Aglietta”).

 

ROSWITHA FLAIBANI: “Ci ritroviamo qui oggi per presentare anche a Vercelli i candidati della Lista Bonino-Pannella della Circoscrizione Nord-Ovest per le Elezioni Europee del 6-7 Giugno. Siamo consapevoli che il superamento della soglia del 4%, necessario per avere almeno un rappresentante eletto al Parlamento Europeo, è un’ impresa ardua, ma la presenza di una lista radicale è necessaria per denunciare lo stato di illegalità e la mancanza di democrazia in cui versa l’ Italia. Situazione che è testimoniata ogni giorno in questa campagna elettorale non democratica. Per combattere questo infame regime partitocratrico è fondamentale la presenza di almeno un rappresentante radicale in Europa. Una presenza ininterrotta da 30 anni, dal 1979, e che probabilmente cesserà di esserci.”

 

BRUNO MELLANO: “La nostra è una lista formata da militanti. Oltre ad Emma Bonino e a Marco Pannella, sono presenti, tra gli altri, Marco Cappato, Mina Welby, Maria Antonietta Farina Coscioni, Silvio Viale e Aldo Loris Rossi. Quest’ ultimo, da circa vent’ anni, continua a denunciare il gravoso rischio edilizio esistente in Italia, un vero e proprio caso, anche a livello europeo. Il nostro programma, raccolto nel documento, denominato “La peste italiana”, denuncia l’ illegalità del regime democratico italiano. Illegalità ben sintetizzata da un dato emerso la settimana scorsa, il quale sosteneva che solo 3 italiani su 100 sono a conoscenza della presenza della Lista Bonino-Pannella alle Elezioni Europee. Dopo questa denuncia e, soprattutto, dopo l’ azione non-violenta, attraverso lo sciopero della fame e della sete, di Marco Pannella, si sono finalmente aperti degli spazi. Abbiamo calcolato che al termine di tutte le apparizioni, la Lista Bonino-Pannella riuscirà a raggiungere circa 10 milioni di elettori su 40. Prova evidente che queste elezioni sono illegali e non democratiche. Come lo è stata l’ azione di cambiare la legge elettorale sulle Europee, introducendo lo sbarramento al 4%, a soli 2 mesi dal voto, quando una direttiva europea chiedeva di farlo almeno un anno prima. Concludo affermando che la presenza di un rappresentante radicale al Parlamento Europeo può fare la differenza, come l’ hanno fatta Emma Bonino, Marco Pannella, indicato da Altiero Spinelli come suo erede, e Marco Cappato, che è riuscito a far approvare al Parlamento l’ Anagrafe Pubblica degli Eletti, che ci permetterà di sapere, di ogni suo membro, non solo le presenze e il numero di interventi fatti, ma anche quanto spende per sé e per i suoi assistenti.”

 

NATHALIE PISANO: “In questa campagna elettorale in cui oltre alle Europee, in molte città vi sono anche le Amministrative, si parla veramente poco di Europa. Questo è un grave errore perché, come ricordava un articolo de “La Stampa” di ieri, la metà delle leggi applicate in Italia provengono dal Parlamento Europeo. Questo disinteresse è dovuto anche dal fatto che l’ Europa attualmente è poca unita e il suo peso nella geopolitica mondiale è pari a zero. A dimostrazione di ciò vorrei ricordare che il 6-7 Giugno si prevede un’ affluenza del 34%, mentre alle prime elezioni per il Parlamento Europeo, nel 1979, essa fu del 63%. È necessario superare il concetto, diffusissimo nella politica italiana, di stato nazionale e riprendere il cammino verso gli Stati Uniti d’ Europa, quel progetto di Altiero Spinelli che ha individuato proprio nei Radicali i suoi naturali eredi. Ecco perché il 6-7 Giugno è importante votare la Lista Bonino-Pannella.”

 

 


Torino, 26 maggio 2009

SINDONE PROPRIETA’ DELLO STATO/VIALE (LISTA BONINO/PANNELLA) : “FARE STUDI COMPLETI SULL’ORIGINE DEL LENZUOLO. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELLA LISTA BONINO-PANNELLA”

 

Dopo che il prof. Margiotta Broglio ha ricordato che la Sindone è di proprietà dello Stato Italiano – ai sensi del terzo comma della tredicesima disposizione transitoria della Costituzione – Silvio Viale (capolista della Lista Bonino/Pannella nella Circoscrizione Nord Ovest per le Elezioni Europee) e Giulio Manfredi (vicepresidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) osservano che ora si potranno fare studi completi sull’origine del lenzuolo:

Silvio Viale ha dichiarato:

“Bene ha fatto il Prof Margiotta a ricordare la XIII norma transitoria e visto che si parla dei Savoia, il cui ultimo rampollo è mio concorrente alle Elezioni Europee, è bene ricordare anche la XIV disposizione transitoria: “i titoli nobiliari non sono riconosciuti” .

La riaffermazione della proprietà dello Stato sulla Sindone può e deve significare soprattutto la possibilità di nuovi studi scientifici indipendenti, non condizionati, sulle origini del lenzuolo, che la Chiesa sembra volere ostacolare.

Per quanto mi riguarda, non si tratta affatto di uno spunto per l’ennesima querelle “laici contro clericali”, ma della legittima curiosità su un lenzuolo, che è sì considerata una reliquia da molti credenti, ma che è comunque circondato da un mistero secolare che, da torinese, mi ha affascinato sin da quando facevo il chierichetto. Proprio chi ha fede non dovrebbe avere nulla in contrario ad approfondire le verità che la scienza, nell’incertezza del momento vissuto, può offrirci.

Chiederò ai parlamentari radicali di interrogare formalmente il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, sui passi che il governo intende compiere, alla luce del parere di Margiotta Broglio, per riaffermare la proprietà dello Stato sulla Sindone, senza per questo negare in alcun modo a credenti e fedeli la possibilità di accesso, di conservazione, di venerazione e di ostensione della reliquia da parte dell’Episcopato torinese.”

 

 


Torino, 25 maggio 2009

TRASPARENZA E ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI: PRIORITA’ ASSOLUTA PER LA PROVINCIA DI TORINO

Boni: “Prima di tutto è necessario fornire agli elettori, ai cittadini, gli strumenti per conoscere l’operato degli eletti, del Presidente, della Giunta e dei nominati dalla politica”

 

Dichiarazione di Igor Boni (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta, candidato alle elezioni provinciali di Torino nelle liste del PD come indipendente – collegio 17 “Oltre Po”)

“Il Presidente Saitta in più occasioni, esplicitamente, si è impegnato per dare concretezza alla proposta di Radicali Italiani sull’anagrafe pubblica degli eletti. Dopo l’ottima risposta da parte della Regione Piemonte (con il sostegno esplicito del Presidente del Consiglio, Davide Gariglio e della Presidente, Mercedes Bresso) e dopo le quasi 2.000 firme raccolte per proporre una delibera di iniziativa popolare al comune di Torino, occorre ora che anche la Provincia ponga questa iniziativa tra le prioritarie del dopo elezioni. Il distacco dei cittadini dalla politica e la fiducia sempre in calo nei confronti delle Istituzioni è il frutto anche di un sistema che non consente a ciascuno di conoscere con precisione cosa accade nel Palazzo. L’operato degli eletti deve poter essere giudicato liberamente, quindi deve essere conosciuto. Per questo chiedo nuovamente che vengano posti in libera visione i curriculum, le attività, i cambi di schieramento e di partito, i guadagni e gli orientamenti di voto dei consiglieri, del Presidente e dei membri della Giunta; per questo chiedo che possano essere conosciuti e giudicati l’operato di chi viene nominato nelle molte (troppe!) società partecipate, i bilanci e i compensi che vengono elargiti”.

 

 


Asti, 22 maggio 2009

LA RUSSA AD ASTI/ GRIZZANTI (RADICALI): "SE VUOLE FARE QUALCOSA DI INUTILE LO FACCIA A SPESE SUE!"

  In merito alla visita del Ministro della Difesa Ignazio La Russa ad Asti, Salvatore Grizzanti (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato: "Il Ministro è atterrato allo Stadio comunale con un elicottero delle forze armate, evidentemente a spese del contribuente, per venire a fare campagna elettorale nella nostra città al fine di essere eletto al Parlamento Europeo dove si dovrà dimettere in quanto ministro. Siamo tutti liberi di fare qualcosa di inutile ma... di tasca propria! Sono sicuro che i giornali locali daranno ampio spazio all' evento, così come han dato ampio spazio a tutti gli eurocandidati che sono arrivati ad Asti eccetto uno: la candidata radicale, e quindi clandestina, della Lista Bonino-Pannella Nathalie Pisano, per la quale non si è presentato neanche un giornalista!"

Vercelli, 20 maggio 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO/SABATO A VERCELLI RADICALI RACCOLGONO FIRME CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO, IN CONCOMITANZA CONVEGNO DELLA CURIA SUL TEMA.

  Sabato 23 maggio, dalle ore 10 alle ore 12, a Vercelli, in Via V. Veneto ang, Corso Libertà, si terrà un tavolo radicale della Lista Bonino Pannella di raccolta firme sulla petizione dell’Associazione Luca Coscioni, in concomitanza con il Convegno Internazionale di Bioetica organizzato dall’Associazione Medici Cattolici presso il Seminario Arcivescovile.

Al tavolo saranno disponibili copie del modello di testamento biologico predisposto dall’Associazione Luca Coscioni e dall’Associazione “A Buon Diritto”. Dalle 12 alle 13 il tavolo sarà spostato in Piazza Duomo ang. Via Guala Bichieri nei pressi dell’ingresso del Seminario Arcivescovile, sede del Convegno, la cui conclusione è prevista appunto per le ore 13.

Al tavolo saranno presenti Roswitha Flaibani (esponente radicale vercellese, giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani, candidata alle Elezioni Europee nella Lista Bonino/Pannella), che hanno dichiarato:

“Siamo liete di attestare che l’Associazione Medici Cattolici di Vercelli ha organizzato un incontro non a senso unico ma dando il microfono anche a personalità sicuramente non “devote” come Armando Massarenti e Vito Mancuso.

Mentre in seminario si darà la voce agli esperti, noi al tavolo cercheremo di dare voce ai cittadini; la petizione dell’Associazione Coscioni è stata sottoscritta finora da oltre 30.000 cittadini, sia ai tavoli sia on line (www.lucacoscioni.it); e 3.000 cittadini hanno scaricato dal sito il modello del testamento biologico, l’hanno compilato e ne hanno spedito copia alle associazioni proponenti.
La sottosegretaria Eugenia Roccella ha dichiarato che “il disegno di legge del governo sul t. b. non obbliga il paziente all’idratazione e alla nutrizione artificiale; non c’è la possibilità di rifiutare”.

Ci auguriamo che siano tanti i cittadini italiani, e vercellesi in particolare, a ribellarsi ai nuovi Azzeccagarbugli che stanno al governo e giocano con le parole e, soprattutto, con le vite delle persone.”



Novara, 21 Maggio 2009

NOVARA/ ANNIVERSARIO LEGGE 194 – PISANO (LISTA BONINO-PANNELLA) : “SAREMO IN PIAZZA A RACCOGLIERE FIRME PER L’ ABOLIZIONE DELLA RICETTA MEDICA PER LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO”

PER CHI LO RICHIEDE, SARÀ  ANCHE POSSIBILE RICHIEDERE LA PRESCRIZIONE DELLA RICETTA MEDICA DEL CONTRACCETTIVO D’ EMERGENZA.

 

 Domani, venerdì 22 maggio, in occasione del trentunesimo anniversario dall’ approvazione delle legge 194 sull’ aborto, la Lista Bonino-Pannella organizzerà dalle 16.00 alle 19.00 in corso Cavour (angolo delle Ore) un tavolo di raccolta firme a favore della petizione dell’ Associazione Luca Coscioni per l’ abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo.

Nathalie Pisano (candidata alle Europee nella Lista Bonino-Pannella Circoscrizione Ovest) ha dichiarato:

“Domani raccoglieremo firme a favore della petizione dell’ Associazione Luca Coscioni sull’ abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo e, per chi lo richiederà, il dottor Andrea Pessarelli prescriverà la ricetta medica. Inoltre, distribuiremo il “volantone” sulla salute sessuale fatto dal dottore Silvio Viale, candidato anche lui nella Lista Bonino-Pannella nella circoscrizione Ovest.

 Bisogna ricordare che la pillola del giorno dopo è un contraccettivo d’ emergenza e non una pillola abortiva, come spesso, impropriamente, viene detto. L’ efficacia di Norlevo o di Levonelle è maggiore se viene assunta tempestivamente dopo un rapporto sessuale a rischio (come, ad esempio, la rottura o lo scivolamento del profilattico) e la ricerca della ricetta fa perdere tempo utile, aumentando il rischio di gravidanza indesiderata, senza dimenticare le obiezioni di coscienza che molti medici e farmacisti effettuano, esercitando un vero e proprio sopruso.

 A trentuno anni di distanza dell’ approvazione della legge 194 sull’ aborto, il nostro Paese risulta ancora molto indietro rispetto agli altri Paesi europei sui diritti civili. Quello che altrove è stato fatto da diversi anni, da noi è ancora un tabù. La pillola del giorno dopo è in vendita in molti Paesi europei senza la necessità di ricetta medica. Il nostro impegno, come candidati della Lista Bonino-Pannella, è di adeguare l’ Italia al resto dell’ Europa. Non possiamo più permetterci di rimanere indietro.”

 


Torino 21 maggio 2009

“PILLOLA DEL GIORNO DOPO ALLE PARLAMENTARI”

 

CONFERENZA STAMPA

 

 

In occasione dell’anniversario della legge 194/78,venerdì 22 maggio alle ore 12, in via Botero 11/f, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta illustra l’iniziativa “PILLOLA DEL GIORNO DOPO ALLE PARLAMENTARI” .

 

L’iniziativa è rivolta a tutte le 184 deputate e senatrici del Parlamento Italiano, comprese ovviamente le 5 ministre donne (CARFAGNA, MELONI, BRAMBILLA, GELMINI e PRESTIGIACOMO) e si prefigge di sensibilizzare le parlamentari e di aumentare la loro consapevolezza, in quanto donne, sulla contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”.

Come hanno documentato numerose inchieste le donne sono costrette a mortificanti ed umilianti peregrinazioni per ottenere la ricetta.

L’obiettivo è quello di abolire la ricetta.

 

Alla conferenza stampa parteciperanno Silvio VIALE, illustrerà le modalità dell’iniziativa fornendo il materiale e la documentazione relativa.

 

Alla conferenza stampa parteciperà Bruno MELANO, presidente di Radicali Italiani.

 

Silvio Viale e Bruno Mellano sono candidati capilista nella LISTA BONINO-PANNELLA per la circoscrizione nordovest

 

 

 


Torino, 20 maggio 2009

PROVINCIALI DI TORINO:  LA PRESIDENTE BRESSO VOTERA’ IL RADICALE IGOR BONI CANDIDATO NELLE LISTE DEL PD

 

La Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha annunciato, per le prossime elezioni provinciali di Torino, il voto per Igor Boni, candidato come indipendente radicale nelle liste del Partito Democratico nel collegio 17 – Oltre Po.

Dichiarazione di Igor Boni (candidato per il PD nel collegio 17 – Oltre Po; segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)

“Che la Presidente Bresso voti per il Partito Democratico non dotrebbe essere, di per sè, una notizia. Una notizia è certamente il fatto che Mercedes Bresso anticipi il suo voto e dichiari pubblicamente che voterà, con convinzione, per una lista che, nel suo collegio di residenza, vede sulla scheda un radicale. In questi 4 anni, malgrado i Radicali non siano stati presenti nelle aule del Consiglio Regionale, molte volte e su molti temi ci siamo trovati a collaborare con Mercedes Bresso e a ringraziarla per le sue posizioni pubbliche, a trovarla affianco a noi sulle tematiche più delicate, a condividere le nostre iniziative militanti: contro la pena di morte e sui diritti umani, sulla laicità delle istituzioni e sulla trasparenza della politica con l’anagrafe pubblica degli eletti, sulla legge 40 e sul caso Englaro. Per questi motivi e per questa storia comune, vorremmo che il suo voto a sostegno di questo piccolo esperimento torinese, oltre a prefigurare un proseguimento concreto di iniziative politiche da intensificare nei prossimi mesi, possa soprattutto rappresentare la speranza di una felice contaminazione del Pd, contribuendo anche così alla nascita in Italia di una  forza di sinistra laica e liberale, di stampo europeo, che è ad oggi purtroppo soltanto un lontano miraggio”.

 

 


Torino, 19 maggio 2009

TORINO/CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LEGGE ISTITUTIVA CENTRI ANTIVIOLENZA PER LE DONNE.

SIMIAND E PISANO (RADICALI): UNA BUONA NOTIZIA, NEL NONO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI ADELAIDE AGLIETTA.

 

Nella seduta di oggi, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato la  Proposta di legge n. 477 (proposta di iniziativa popolare) “Istituzione di centri antiviolenza con case segrete”.

Caterina Simiand e Nathalie Pisano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

“Nel 2007 il comitato promotore della proposta di legge aveva raccolto ben 16.000 firme autenticate di cittadini e cittadine piemontesi, di cui circa 4.000 raccolte ai tavoli dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Dalla presentazione delle firme in Consiglio Regionale sono passati quasi due anni; abbiamo seguito con trepidazione l’iter nel Palazzo, temendo che anche in questo caso gli interessi delle varie corporazioni finissero per soffocare e annichilire la ragione principale alla base dell’iniziativa popolare, quella di fornire ad ogni singola donna vittima di violenza, di qualunque razza, credo e ceto, un sostegno concreto e una difesa attiva. Così per fortuna non è stato e la proposta è arrivata in porto in zona Cesarini, prima della bagarre elettorale.

E oggi la Presidente Bresso ha mantenuto l’impegno preso pubblicamente la scorsa settimana nel corso di un dibattito organizzato dal Coordinamento Torino Pride ed ha richiamato in aula la proposta di legge cosiddetta “antidiscriminazioni” , ferma da tre anni in commissione.

 

Siamo contente e pensiamo sia contenta anche un’altra donna piemontese, Adelaide Aglietta, che ci ha lasciato esattamente nove anni fa. Forti del suo ricordo, del ricordo del suo rigore, cercheremo di vigilare affinché la legge sui centri antiviolenza sia attuata presto e bene.”

 

 

 


Torino, 19 maggio 2009

DOMANI ESPONENTI RADICALI DEPORRANNO MAZZO DI ROSE SU TOMBA ADELAIDE AGLIETTA, NEL NONO ANNIVERSARIO DELLA MORTE.

 

Domani, mercoledì 20 maggio 2009, alle ore 13:30, una delegazione radicale composta da Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani), Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta), Claudia Pagliano (tesoriera Ass. Aglietta) e Nathalie Pisano (giunta di segreteria Ass. Aglietta) si recherà al Cimitero Monumentale di Torino (C.so Regio Parco) per depositare un mazzo di rose sulla tomba di Adelaide Aglietta, a nove anni dalla scomparsa dell’esponente radicale e verde, prima donna in Italia ad aver ricoperto la carica di segretario di partito.

Mellano e Boni hanno dichiarato:

“Assieme ai fiori, porteremo idealmente in dono ad Adelaide la ristampa del suo libro “Diario di una giurata popolare al Processo delle Brigate Rosse” (edizioni Lindau, con nuova prefazione di Adriano Sofri che si aggiunge a quella di Leonardo Sciascia). A differenza delle rose, il libro non deperisce, rimane inalterato nel tempo e trasmette a generazioni di persone la passione, la determinazione, il coraggio civile che furono propri di Adelaide, un suo carattere distintivo che ne ha connotato l’esistenza, anche nei lunghi anni della malattia.

Contribuendo alla ristampa del libro, l’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Piemonte ha tributato finalmente un omaggio tangibile a quella cittadina torinese, a quella segretaria del Partito Radicale, che nel marzo del 1978 accettò di essere giurata popolare nel primo processo alle Brigate Rosse, dopo che 135 suoi concittadini si erano rifiutati, intimiditi dal clima di terrore esistente in città”.

 

 


Torino, 15 maggio 2009

ELEZIONI EUROPEE/DOMANI A MILANO TERZO SORTEGGIO DELLE LISTE.

RADICALI: GRAVISSIMA LESIONE DEI DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI; LA CAMPAGNA ELETTORALE DOVREBBE DURARE 30 GIORNI, NON 20.

 

L’Ufficio Elettorale Circoscrizionale della Corte d'Appello di Milano, competente per la Circoscrizione Nord/Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) aveva provveduto a un primo sorteggio delle liste partecipanti alle Elezioni Europee in data 4 maggio 2009; il sorteggio fissa le posizioni delle liste sulla scheda elettorale e sui tabelloni delle affissioni elettorali, gli unici spazi in cui partiti e candidati possono affiggere i loro manifesti durante i trenta giorni della campagna elettorale. Per un errore burocratico (era stata considerata anche la lista espressione dell’autonomia della Regione della Valle d’Aosta, che è invece inglobata nella lista nazionale con cui è apparentata) , si è dovuto ripetere il sorteggio ieri. Ma gli uffici non avevano convocato i rappresentanti di lista in modo formale, una lista ha fatto ricorso e, pertanto, domani, sabato 16 maggio, si terrà a Milano un terzo sorteggio.

Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani, fra i capilista della Lista Bonino/Pannella nella Circoscrizione Nord-Ovest) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

Domani saremo a 21 giorni dalle elezioni europee del 6 e 7 giugno. La legge elettorale, quella formale, quella sempre e comunque, in tutti i modi, non rispettata, prevede che la campagna elettorale duri 30 giorni. Ma fino a domani sera, tutti i candidati della Circoscrizione Nord-Ovest, la più grande del Paese, che manda al Parlamento Europeo ben 19 eletti (un numero superiore a quello di tanti Stati dell’Unione Europea), non sapranno dove è collocata sulla scheda la loro lista e non potranno, di conseguenza, affiggere i manifesti elettorali sui tabelloni.

Questo accade nell’Italia del 2009 e solo in Italia.

Noi radicali tutto questo lo chiamiamo Regime; se non piace il nome, potete chiamarlo Pippo; ma poi occorrerebbe che qualcuno si prendesse la briga di approfondire la nostra denuncia, partendo dal documento “La Peste Italiana”, disponibile nell’home page di radicali.it”.

 


Novara, 15 Maggio 2009 

NUCLEARE/PISANO E MELLANO (LISTA BONINO-PANNELLA) : ANCORA UNA VOLTA IL GOVERNO DIMOSTRA DI GUARDARE AL PASSATO E NON AL FUTURO.

IL NOSTRO NO AL NUCLEARE E’ RAGIONEVOLE E NON IDEOLOGICO. 

 

Dopo il via libera del Senato al piano nucleare, è partito il “toto-siti”; anche Novara è fra i papabili. 

Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani), entrambi candidati alle Elezioni Europee per la Lista Bonino-Pannella/ Circoscrizione Nord-Ovest, hanno dichiarato: 

“Il no dei Radicali al ritorno del nucleare è categorico, ma è un “NO” ragionevole e ragionato, non ideologico. Mentre Berlusconi e Scajola guardano al nucleare, gli altri Paesi stanno promuovendo programmi energetici che guardano alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Ancora una volta il Governo dimostra di guardare al passato e non al futuro.  

La Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha dichiarato subito, con nettezza e chiarezza, la sua contrarietà all’installazione di una centrale nucleare in Piemonte. Il sindaco di Novara, Massimo Giordano, ha dichiarato subito di “voler vedere le carte”, quanto offre il ministro Scajola, facendo intendere che, a determinate condizioni, potrebbe anche essere d’ accordo.

Chi alle prossime elezioni si appresta a votare Lega lo tenga ben presente. 

Nell’attesa di conoscere i siti delle future centrali nucleari, saremmo lieti se il governo riuscisse ad individuare finalmente il sito nazionale per la gestione delle scorie che abbiamo ereditato dal nucleare italiano del ‘900. Gli abitanti di Trino Vercellese e Saluggia tirerebbero, finalmente, un sospiro di sollievo.” 
 

 


Torino, 15 maggio 2009

EUROPEE, CIRC. NORD OCCIDENTALE, RIFATTO IL SORTEGGIO DELLE LISTE, CAMBIATA ASSEGNAZIONE SU SCHEDE E TABELLONI A VENTI GIORNI DALLE ELEZIONI. MELLANO (RADICALI): “IL REGIME SI NUTRE DI QUESTI ERRORI”

 

L’Ufficio Centrale Circoscrizionale di Milano ha, ieri, provveduto ad un nuovo sorteggio dell’ordine progressivo delle liste di candidati per le elezioni del Parlamento europeo del 6 e 7 giugno prossimi. Per un errore burocratico nel sorteggio del 4 maggio scorso (era stata considerata anche la lista espressione dell’autonomia della Regione della Valle d’Aosta, che è invece inglobata nella lista nazionale con cui è apparentata) , pur in presenza dello stesso numero di simboli, si è dovuto ripetere il sorteggio che modifica il precedente ordine: la lista Bonino-Pannella dal numero 10 diventa numero 1, sulla scheda elettorale e sui tabelloni delle affissioni.

Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, candidato fra i capolista della Lista Bonino-Pannella nella Circoscrizione Nord Occidentale (Piemonte,  Lombardia, Liguria, Valle d'Aosta), ha commentato:

“Anche questo è il regime partitocratrico italiano! Anche questa è la peste italiana che denunciamo! A soli venti giorni dalle elezioni europee solo i grandi partiti e i candidati dell’apparato partitocratrico, che prevedono di spendere centinaia di migliaia di euro in sole affissioni sull’ampio territorio della circoscrizione, possono ignorare la gravità di questa apparentemente trascurabile decisione burocratica. I partiti militanti, come il nostro, i candidati militanti autofinanziati come quelli radicali, pagano letteralmente l’incertezza democratica che travolge qualsiasi regola e qualsiasi norma. Persino le più banali. I tabelloni elettorali, infatti, sono stati predisposti dai comuni ( 3061 in questa circoscrizione! ), con le relative assegnazioni degli spazi, dieci giorni fa, e già è iniziata la produzione e l’affissione del materiale elettorale, (manifesti, volantini, “santini”) … con le indicazioni sbagliate!

Ora cambiano i numeri: come si farà a far rispettare le assegnazioni? In alcuni casi i manifesti sono già stati affissi, in tanti ci sarà l’attacchino disinformato o il comune che non provvederà tempestivamente alla modifica delle segnalazioni o segnalazioni sovrapposte e contraddittorie. Chiunque abbia vissuto l’esperienza di partecipazione democratica militante sa che già a regole fisse e certe si può assistere a tutta una serie di inosservanze e fenomeni strani, senza considerare l’affissione selvaggia e penalmente perseguibile. Alcuni amici e compagni, come Mario Staderini, hanno lanciato a livello nazionale l’iniziativa, fatta propria dalla lista Bonino-Pannella, di denuncia di massa delle violazioni nelle affissioni, fuori dai tassativi spazi predefiniti e negli spazi previsti con affissioni irregolari, con la creazione di un dossier di fotografie. Per ogni elezione, infatti, i comuni spendono circa 100 milioni di euro per rimuovere i manifesti affissi abusivamente. In alcuni casi fanno anche le multe. A Roma nel 2008, ad esempio, ne sono state elevate 5.472, che al costo di 400 euro l'una, in totale arrivavano a 2 milioni e 188 mila euro. Ma il Parlamento, con il decreto Milleproroghe dello scorso marzo, grazie a un emendamento proposto insieme dal Pdl e del Pd, ha approvato un condono per le multe inflitte a partiti e candidati dal 2005 ad oggi.

Nei comuni della circoscrizione nord occidentale vi è una tradizione di rispetto e di intervento dei funzionari comunali, ma a questo punto è facile prevedere che accanto agli “impuniti”, ai furbi, ai delinquenti (l’affissione selvaggia è reato!) si uniranno involontari affissori irregolari e comuni distratti. Così gli spazi minimi garantiti a tutte le liste e ai candidati si riducono ulteriormente: la finzione democratica svela il regime partitocratrico esistente.”

 

 http://www.fainotiz ia.it/inchiesta/ manifesti- abusivi-fermali- con-una-foto


Torino, 14 maggio 2009

DROGA/NEL 2008 IN PIEMONTE + 52% DI OVERDOSI; TORINO QUARTA CITTA’ IN ITALIA PER NUMERO DI MORTI.

VIALE E PISANO (LISTA BONINO/PANNELLA) : ALTRO CHE RONDE, QUI CI VOGLIONO NARCOSALE E PILL TEST.

 

Dichiarazione di Silvio Viale e Nathalie Pisano (candidati alle Europee per la Lista Bonino /Pannella):

“I dati, diffusi ieri e riferiti al 2008, della Relazione annuale della direzione centrale della Polizia di Stato sono inequivocabili: in Piemonte, nel 2008, le overdose mortali sono state 29, mentre nel 2007 erano state 19: + 52%. A Torino le overdosi sono state ben 16, + 60% rispetto al 2007. Il capoluogo piemontese è la quarta città italiana per numero di morti, dopo Roma, Napoli e Perugia.

Oggi, la Camera ha approvato il Disegno di Legge sulla sicurezza, che prevede anche le ronde; un problema in più per l’ordine pubblico, un aumento dell’insicurezza collettiva.

Occorrerebbero, invece, narcosale per l’aggancio dei tossicodipendenti sommersi e la contestuale riduzione dell’insicurezza nei quartieri.

Occorrerebbero “pill test” per l’esame chimico immediato, sul campo, in strada, delle sostanze utilizzate dai consumatori, per scongiurare la diffusione di partite di droga adulterate; invece, il Dipartimento Politiche Antidroga ci propina un sedicente “Sistema di allerta precoce e risposta rapida per le droghe” (http://allerta. dronet.org/), che prevede ben 12 (dodici) passaggi di informazioni; quando abbiamo i risultati, il cittadino consumatore ha avuto il tempo di crepare 12 volte!

I radicali sono gli unici che si sono battuti in questi anni “senza se e senza ma” per la legalizzazione delle droghe illegali e per la riduzione del danno, dalle narcosale ai pill test.

Il voto alla Lista Bonino/Pannella è l’unico voto utile per cambiare strada, per non percorrere più la via proibizionista, costellata di morti, violenza, profitti criminali”.

 

 


Torino, 13 maggio 2009

DDL ANTIDISCRIMINAZIONI /RADICALI: OTTIMO L’IMPEGNO DELLA BRESSO PER DISCUSSIONE IN AULA DEL CONSIGLIO REGIONALE. GARIGLIO COME BINETTI?

Mellano e Boni: “Chi si opporrà all’approvazione di questo provvedimento dovrà risponderne di fronte ai cittadini”

 

Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani, candidato alle elezioni europee per la Lista Bonino/Pannella) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta, candidato alle elezioni provinciali di Torino nelle liste del PD):

“Ieri, grazie al Coordinamento Torino Pride, siamo stati aggiornati sull’iter del disegno di legge regionale “antidiscriminazioni” (DDL n. 303, presentato dalla giunta regionale il 20 giugno 2006). Si tratta di una materia che riguarda non solamente le discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali ma anche su religione, handicap, età, razza, origine etnica. Dopo tre anni di tira e molla in commissione, per veti incrociati all’interno del PD (ieri il confronto è stato fra Bresso/Manica e Gariglio/Lepri, con Burzi e i rappresentanti degli altri partiti a fare da spettatori), la Presidente Bresso ha deciso di prendere l’iniziativa e richiamare il provvedimento in aula, dove ciascun consigliere assumerà alla luce del sole le proprie responsabilità .

Apprendiamo che il presidente Gariglio ha già chiari gli schieramenti in aula: «si assisterà ad un’alleanza fra Bresso, radicali e Arcigay con una parte del centrodestra. I cattolici del Pd resteranno su un’altra posizione» (“La Stampa”). Gariglio non ha ancora capito, dopo quattro anni di legislatura, che purtroppo non ci sono consiglieri regionali radicali. Gariglio non ha capito che la sensibilità dei cittadini rispetto a nuovi diritti civili da affermare è del tutto trasversale; prova lampante è l’enorme successo popolare che riscontra ai nostri banchetti la petizione sul testamento biologico, anche tra i cattolici praticanti. Gariglio, insieme ai clericali di destra e sinistra, continua a credere che quel che è buono per lui debba essere buono per tutti; e ciò è francamente inaccettabile.

Anche per questo saremo presenti al Gay-Pride di sabato; e sarebbe bello ci fossero con noi Gariglio e Lepri ma dopo i loro anatemi di ieri contro il “libertinaggio affettivo” (la Binetti non avrebbe potuto dire meglio), sia omo che etero, abbiamo qualche dubbio sulla loro presenza”.

 

 


Novara, 12 Maggio 2009

NOVARA/CROCIFISSO IN AULA CONSILIARE/ PISANO (LISTA BONINO/PANNELLA) E SAVINO:

“LA MOZIONE DELLA LEGA È L’ ENNESIMA STRUMENTALIZZAZIONE DI UN SIMBOLO RELIGIOSO PER FINI ELETTORALI.”

 

Dopo l’ approvazione della mozione, proposta dalla Lega e votata da tutto il centro destra, che obbliga all’esposizione del crocefisso nell’aula consiliare del Municipio di Novara

Nathalie Pisano (candidata alle Europee nella lista Bonino-Pannella ) e Michele Savino (coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta e direzione regionale Giovani Democratici) hanno dichiarato:

 “La mozione approvata ieri dal Consiglio Comunale di Novara  non è solo il solito attacco alla laicità delle istituzioni ma l’ennesima,  bieca strumentalizzazione di un simbolo religioso a favore di uno sfrontato marketing elettorale. Dopo gli attacchi del sindaco Giordano alla Caritas , imputata di favorire l’immigrazione clandestina per aver aiutato qualche decina di extracomunitari irregolari, il centrodestra cerca di recuperare il voto cattolico.

 Ci stupisce altresì l’atteggiamento dei consiglieri del centro sinistra che hanno deciso di non partecipare alla votazione. Pare evidente che questa continua politica del “non prendere posizione” risulti non solo poco coraggiosa ma impedisca la realizzazione delle riforme necessarie per lo sviluppo laico del Paese.

 Ogni giorno dobbiamo prender atto dei colpi inflitti alla laicità dello Stato, ormai messa in serio pericolo dalla politica condotta dal centro destra. Serve un immediato cambio di rotta per divenire lo Stato progressista e riformista che tutti ci auguriamo.”

 


Torino, 12 maggio 2009

PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE: L’ITALIA FANALINO DI CODA, ABOLIRE LA RICETTA ANCHE IN ITALIA.

 

Silvio Viale, ginecologo, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dopo gli USA di Bush (2006) e gran parte dell'Europa, anche la Spagna di Zapatero ha abolito la ricetta per la contraccezione di emergenza, meglio nota come pillola del giorno dopo (da non confondere con la RU486). Ora l’Italia rischia di rimanere il fanalino di coda in Europa e nel mondo occidentale. Sono anni che prescrivo la pillola del giorno dopo davanti alle scuole e sono anni che chiedo l’abolizione dell’obbligatorietà di una inutile e mortificante ricetta. E’ naturale, quindi, che lo ripeta anche oggi dopo che gli equivalenti di Sacconi e Carfagna lo hanno fatto in Spagna, sottolineando impietosamente la subalternità ideologico e scientifica dei ministri italiani. Non vi sono ragioni scientifiche per la ricetta, trattandosi di una monodose di un farmaco che è considerato dall’OMS classe 1, cioè senza limitazioni d’uso, e che è molto meno pericoloso dei più comuni analgesici, come il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico. Vi sono invece ragioni sociali, poiché l’efficacia è maggiore quanto prima la pillola è assunta: massima entro 12 ore l’efficacia si dimezza ogni altre 12 ore di ritardo. Per quanto riguarda le questioni etiche, non è assolutamente vero che agisca sull’ovulo fecondato, impedendone l’impianto in utero, poiché agisce sull’ovulazione nel periodo che intercorre tra il rapporto a rischio e l’ovulazione stessa (questo spiega il rapido decremento di efficacia). Sebbene sia meno efficace della normale contraccezione e sia comunque consigliabile di utilizzare sempre il profilattico come protezione dalle malattie sessualmente trasmesse, la contraccezione di emergenza è fondamentale in un contesto completo di offerta contraccettiva  e di consapevolezza piena. Rimane la vecchia regola che chi non vuole utilizzarla, qualunque sia il motivo, è libero di non utilizzarla. Come per l’astinenza, la contraccezione, la sessualità, l’aborto e il profilattico la possibilità per ognuno di seguire i propri convincimenti è l’ABC della libertà e di ogni Stato che voglia definirsi laico. Orsù, aboliamo la ricetta anche in Italia, diamo uno strumento di libertà in più alle donne.”

 

 


Novara, 9 maggio 2009

NARCOMAFIE/PISANO (LISTA BONINO/PANNELLA) : PROCURATORE GRASSO HA MESSO IL DITO NELLA PIAGA. IL PROBLEMA E’ CHE NESSUNO IN ITALIA VUOLE SANARE LA FERITA. SIAMO COSTRETTI A FARE IL TIFO PER SCHWARZENEGGER.

 

In un’intervista apparsa oggi su “ La Stampa ”, il procuratore antimafia Piero Grasso, alla domanda “Qual è il canale di approvvigionamento di soldi delle mafie?”, così risponde:

“Il traffico degli stupefacenti continua ad essere una vera e propria miniera e costituisce almeno il 60 per cento del loro fatturato complessivo che rappresenta una massa enorme di denaro: oltre cento miliardi di euro l’anno. Un settore che non conosce crisi perché conta su un ricambio vorticoso dei trafficanti colpiti dalle indagini, sull’apporto di inesauribile personale umano non associato e anzi spesso esterno e sulla quasi totale assenza dell’apporto di collaboratori di giustizia. Per non dire del fatto che non c’è flessione del mercato del consumo …”.

Nathalie Pisano (Comitato nazionale Radicali Italiani, candidata alle Elezioni Europee nella Lista Bonino/Pannella – Circoscrizione Nord Ovest) ha così commentato le parole del Dr. Grasso:

“Il procuratore nazionale antimafia ha messo il dito nella piaga, indicando chiaramente da dove proviene la  forza delle organizzazioni criminali, da quel mercato nero delle droghe che non conosce sosta né crisi, che assolda sempre nuova forza-lavoro (i consumatori/ spacciatori, quelli che Grasso chiama un po’ burocraticamente “personale umano non associato e anzi spesso estraneo”), che non è assolutamente messo in discussione dalle politiche proibizioniste (lo diciamo noi radicali da trent’anni, lo dice lo stesso Grasso quando dichiara che il consumo di droghe non è diminuito per nulla).

Grasso non può andare oltre; toccherebbe ai partiti politici, che hanno iniziato la campagna elettorale per le europee, proporre alternative al fallimento del proibizionismo da applicare in tutta l’Unione Europea e non solo. Ma su questo tema nessuno fiata; solo i radicali hanno in questi anni proposto di importare in Italia almeno le politiche di riduzione del danno (vedi narcosale) che hanno dimostrato di funzionare in altri Paesi europei. Solo Emma Bonino ha proposto di utilizzare l’oppio prodotto in Afghanistan a fini medici. Ma nemmeno l’evidenza scientifica dei risultati può nulla contro il proibizionismo anche sulla conoscenza dei medesimi; in nome della “tolleranza zero”, nella Milano della Moratti sono stati resi inutilizzabili anche gli scambiasiringhe,

Siamo costretti, ormai, a fare il tifo sia per il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, che sta valutando seriamente l’ipotesi di legalizzare la coltivazione e il commercio della marijuana sia per il ministro della Salute belga, Laurette Onkelinx, che ha proposto di offrire ai consumatori di stupefacenti test gratuiti sulla qualità della cocaina in loro possesso. A noi ci tocca Giovanardi e la Cristoterapia.” .


Torino, 9 maggio 2009

LA PROVINCIA DI TORINO CONTRO IL CONSUMO DI SUOLO: OTTIMI PROPOSITI NEL PROGRAMMA DI SAITTA

Boni: “La lotta al consumo di suolo nel programma del centro-sinistra torinese è un’eccezione a livello italiano da sottolineare. Propongo a Saitta la creazione di una Commissione sulla protezione del suolo”

 

Durante la presentazione del programma per le prossime elezioni provinciali, il Presidente Saitta si è a lungo soffermato sulla necessità di un cambio di rotta sul consumo di suolo: in pochi anni in Provincia di Torino, come in tutto il Piemonte e in gran parte d’Italia, a fronte di una diminuzione dei residenti si è avuto un aumento della cementificazione che ha per sempre distrutto 7.500 ettari di terreno agrario.

Dichiarazione di Igor Boni (Candidato del PD nel collegio 17 – Oltre Po – Segretario Associazione radicale Aglietta)

“Con i Radicali da anni andiamo dicendo che la protezione del suolo e la riduzione del consumo di suolo sono temi che devono essere considerati dalle politiche degli enti locali come centrali e imprescindibili. Per questo nella scorsa e nell’attuale legislatura abbiamo presentato una legge che ha la protezione del suolo come obiettivo. Con ciò non si vuole fermare le necessarie infrastrutture ma non può più essere utilizzato il principio dei decenni passati con il quale, senza criterio e senza ragionevolezza, si sono per sempre perduti centinaia di migliaia di ettari di territorio con una cementificazione che non ha pari in Europa. Il fatto che la lotta al consumo di suolo abbia questo rilievo nel programma del Centro-sinistra torinese è un’eccezione a livello nazionale certamente da sottolineare. Propongo da subito al Presidente la creazione di una ‘Commissione sulla Protezione del suolo’ che possa contribuire all’applicazione di criteri di salvaguardia da parte dei comuni e della Provincia e che possa avere voce in capitolo nella decisione dei siti di discariche e cave”.

 


Torino, 7 maggio 2009

VIETARE AL GAY-PRIDE VIA ARCIVESCOVADO PER NON DISTURBARE LA CURIA NON E’ ACCETTABILE

 

Igor Boni, candidato per il PD nel collegio 17 Oltre Po alle elezioni provinciali e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e Andrea Trigolo, giunta segreteria Associazione Aglietta, intervengono a seguito del provvedimento di divieto emanato dalla Questura che impedisce al corteo del Gay Pride di passare da via Arcivescovado, sede della Curia:

Pochi mesi fa di fronte all’Arcivescovado abbiamo preso parte ad una pacifica manifestazione che chiedeva diritti e pari dignità per gay e lesbiche: tutto si è svolto senza problemi e senza slogan offensivi.

Oggi, la stessa via Arcivescovado viene negata al corteo del Pride con una scusa risibile: la strettezza  della via. Ma lo stesso criterio, per esempio, non è utilizzato per via Alfieri.

Se ci sono motivi di ordine pubblico i divieti e le limitazioni sono comprensibili. Ma questo divieto pare fatto apposta per non “disturbare il Vaticano”.Se la Chiesa vuole partecipare al dibattito politico italiano come fosse un partito (perchè di questo si tratta!) semplicemente deve accettare di essere trattata come una forza politica. Ben vengano quindi confronti e contestazioni civili e nonviolente.

Poiché il Vaticano rivendica il diritto di intervenire su tutto, senza essere disturbato e conservando i privilegi concordatari e dell’8 per mille, allora la questione cambia.

Chiediamo alla Questura di rivedere la propria scelta e di incontrare immediatamente il comitato promotore. Annunciamo sin d’ora la nostra partecipazione al corteo”.


Roma, 6 maggio 2009

TELEKOM SERBIA/ENNESIMA UDIENZA PROCESSO “DI  STEFANO CONTRO MANFREDI”.

MANFREDI (RADICALI): OGNI OCCASIONE E’ BUONA PER RIPROPORRE LE 15 DOMANDE SULL’AFFAIRE  RIMASTE SENZA RISPOSTA.

 

 

Si è svolta questa mattina presso l’aula 9 del Tribunale di Roma l’ennesima udienza del processo che vede imputato Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani), accusato di diffamazione dall’avvocato Giovanni Di Stefano, già legale e socio d’affari del criminale di guerra serbo Zeljko Raznatovic, tristemente conosciuto come “comandante Arkan”, ucciso a Belgrado il 15 gennaio 2000.

Manfredi è difeso dall’avvocato Giuseppe Rossodivita (giunta di segreteria Radicali Italiani).

All’uscita dell’udienza, Manfredi (autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? -  Diario ragionato del caso dal 1994 al 2003”, Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri, postfazione di Marco Pannella) ha dichiarato:

 

L’udienza è  servita solamente a definire l’elenco dei testimoni dell’accusa e della difesa. L’avvocato Rossodivita ha indicato i giornalisti siciliani Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, che nel loro libro “Falcone Borsellino Mistero di Stato” riportano uno stralcio della richiesta di archiviazione dei PM di Palermo(anch’ essi citati come testimoni) nell’inchiesta “Licio Gelli + altri”, in cui è scritto che il Di Stefano ha partecipato a un summit della ‘ndrangheta  presso il santuario di Polsi, il 28 settembre 1991. Io ho semplicemente riportato nel mio libro tale stralcio, unitamente a varie dichiarazioni del Di Stefano sull’affaire Telekom Serbia, alcune delle quali aventi puntuale riscontro nei fatti.

 

L’udienza mi è servita anche a toccare con mano le disfunzioni  della giustizia italiana, tra il PM che denunciava la scomparsa di un intero faldone di documenti e l’assenza dei tecnici per la registrazione della seduta; pare che la ditta che ha vinto l’appalto del ministero abbia chiesto tempo per istruire gli addetti ….

 

Infine, ogni occasione è buona per riproporre le 15 domande sull’affaire Telekom Serbia rimaste senza risposta (http://www.associaz ioneaglietta. it/serbia. html):

 

1) Perché il governo Prodi non rispose all’interrogazione parlamentare (4-06641 del 25 giugno 1997, presentata dall’unico parlamentare radicale dell’epoca, il senatore Piero Milio) che, appena quindici giorni dopo la conclusione dell’affaire, chiedeva spiegazioni su un’operazione economica che aveva rafforzato il regime di Milosevic? L’8 luglio 1997, l’allora Ministro per gli Affari Regionali, Giorgio Bogi, trasmise per competenza la suddetta interrogazione all’allora ministro del Tesoro (Carlo Azeglio Ciampi), che deteneva il 61% delle azioni di Telecom Italia; anche il ministro delle Poste e Telecomunicazioni, Antonio Maccanico, ricevette la suddetta interrogazione.

Né Ciampi né Maccanico risposero, né allora né dopo.

2) Perché le prime trattative con il governo serbo furono intraprese a partire dal novembre 1994, mentre era vigente un embargo ONU nei confronti del regime serbo (sospeso solamente nel novembre 1995 e revocato un anno dopo) che vietava qualsiasi rapporto economico con Milosevic?

3) A questo proposito, cosa ci faceva a Torino, il 28 novembre 1994, una delegazione d’affari serba di altissimo livello? Dopo aver incontrato i vertici della FIAT – come risulta da documenti trasmessi dai radicali alla Procura della Repubblica di Torino e alla Commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia – i serbi incontrarono anche i vertici di Telecom Italia (la cui sede legale era allora a Torino) per gettare le basi dell’affaire Telekom Serbia?

4) Perché chi, in primis Romano Prodi, sostiene che il governo Prodi aveva disciplinato secondo un principio di “non intervento” i rapporti fra il Ministero del Tesoro e le società da esso controllate non  ha mai esibito, in questi dieci anni, un decreto ministeriale, una circolare, un atto di indirizzo che accrediti questa obiettiva “rivoluzione” nei rapporti fra il Tesoro e le società partecipate?

5) A tal proposito e a fortiori, è vero o no che nel 1997 era ormai in vigore da tre anni la legge 30 luglio 1994, n. 474 sulle privatizzazioni, che riconosce un potere speciale del Governo perfino sulle società ex statali e poi privatizzate (è il caso della Stet), riservando al ministero del Tesoro un’azione d’oro (golden share), cioè un potere di intervento, condizionamento e perfino veto su alcune decisioni, del tutto indipendente dalla quota azionaria detenuta dallo Stato?

6) Il Romano Prodi che assiste impassibile al closing dell’affaire Telekom Serbia (9-10 giugno 1997) è lo stesso signore che il 18 gennaio 1997 trasmette alla Presidenza della Camera la relazione semestrale del governo “Sulla politica informativa e della sicurezza” in cui si parla della “grave crisi politica innescatasi a Belgrado”, delle “imponenti manifestazioni di protesta dopo l’annullamento delle elezioni amministrative” e si prevede che “l’aspirazione popolare alla completa democratizzazione del Paese non sia reprimibile a lungo, anche se la dirigenza di Belgrado non sembra disposta a cedere il potere. Ne potrebbe derivare un prolungato periodo d’instabilità politica …” ?

7) Il Romano Prodi di cui sopra è sempre lo stesso signore che il 1° agosto 1997, ovvero cinquanta giorni dopo la conclusione dell’affaire, trasmette alla Presidenza della Camera la relazione successiva in cui è scritto “in Serbia diviene più aspro il confronto tra il governo e l’opposizione, in vista delle elezioni repubblicane che si terranno entro fine anno” e si denuncia anche “la precarietà della situazione in Kosovo” ?

8) Come si concilia l’affermazione di Piero Fassino (trasmissione “L’alieno”, Italia Uno, 3/12/03), all’epoca dei  fatti sottosegretario agli Esteri con delega ai Balcani, secondo il quale l’affaire Telekom Serbia fu “una trattativa fra due aziende …(per cui) …non vi era nessuna ragione per cui un sottosegretario agli Esteri se ne occupasse” con quanto scritto dai Pubblici Ministeri torinesi nell’ordinanza di archiviazione dell’inchiesta su Telekom Serbia (9/05/05): “…Si è così accertato in primo luogo che l’intero prezzo pagato per Telekom Serbia giunse nella disponibilità del Governo serbo …Il risultato di questa parte dell’indagine spiega anche il motivo per il quale l’opposizione interna a Milosevic era contraria alla vendita di Telekom Serbia; e conferma altresì le dichiarazioni dell’Ambasciatore Bascone (che aveva portato a conoscenza del Ministro degli esteri Dini e del sottosegretario Fassino l’esistenza dell’affare e la contrarietà ad esso di ambienti politici serbi avversi a Milosevic). E’ infatti evidente che la disponibilità di cospicue risorse economiche da parte di quest’ultimo e l’utilizzazione di esse per scopi sociali e di sostegno all’economia si risolveva in un rafforzamento della sua posizione e in una probabile vittoria nelle elezioni che si sarebbero tenute di lì a poco, cosa che infatti poi avvenne …”?

9) Riassumendo, on. Fassino, una delle due aziende da Lei evocate (Telecom Italia) era controllata per il 61% dal Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana; l’altra, Telekom Serbia, era stata creata ad hoc da Milosevic una settimana prima della conclusione dell’affaire per incamerare i soldi dei cittadini italiani e greci (rispettivamente 456 e 328 milioni di euro); aver rafforzato Milosevic proprio nel momento in cui il suo regime era traballante, avergli permesso di assicurarsi il consenso sociale per vincere le elezioni, non era una ragione sufficiente affinché il sottosegretario Fassino, debitamente informato dal suo ambasciatore a Belgrado, se ne occupasse ed impedisse il vergognoso affaire?

10) Accantonando per un attimo le considerazioni politiche, come si può definire se non disastroso un investimento che termina nel dicembre 2002, quando il nuovo proprietario di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, rivende al sopraggiunto governo democratico serbo la partecipazione in Telekom Serbia per 195 milioni di euro (pari a 378 miliardi di lire, pagabili in comode rate che scadranno nel luglio 2008) contro gli 878  miliardi di lire consegnati sull’unghia a Milosevic?

11) Non era prevedibile un simile esito partendo dal presupposto che – come accertato sia dalla Procura di Torino sia dalla commissione parlamentare d’inchiesta  – la “due diligence”, l’analisi economico-finanziar ia dell’azienda Telekom Serbia, fu effettuata dagli uomini di Telecom Italia sulla base di informazioni e documenti forniti dai serbi e non verificati sul campo?

12) Non era addirittura previsto un simile esito se Tomaso Tommasi di Vignano, amministratore delegato all’epoca di Telecom Italia, spedì a Belgrado già il 24 giugno 1997 il Dr. Giovanni Garau, conosciuto in Telecom come “il bandito”, l’uomo duro, coraggioso, da impiegare nelle situazioni più difficili? Garau, prima dell’avventura serba, era direttore regionale Telecom in Campania e Basilicata; gestiva due milioni di abbonati con 5.000 dipendenti; in veste di vicedirettore generale di Telekom Serbia, si trovò a gestire lo stesso bacino d’utenza … ma avvalendosi di ben 13.500 dipendenti, non licenziabili per almeno cinque anni!

13) E’ normale che un grande gruppo come Telecom Italia paghi ben 30 milioni di marchi per spese di consulenza ad una sconosciuta società macedone, la Mak Environment , che ha per oggetto sociale principale la produzione di mangimi per animali e non ha comunque come “mission” l’attività di intermediazione? E ciò sulla base di un accordo siglato a ridosso del closing dell’affaire, il 5 giugno 1997, per consulenze svolte nei precedenti 16 mesi, come stigmatizzato dal Collegio sindacale di Telecom Italia nella sua “Memoria sull’acquisizione di Telekom Serbia” (12 giugno 2001) con queste parole inequivocabili: “…il conferimento dell’incarico dopo che lo stesso è stato svolto per lungo tempo non rispecchia le procedure in essere presso il Gruppo all’epoca dei fatti esaminati …” ?! E’ normale che il compratore (Telecom Italia) versi 17 miliardi e mezzo di lire ai consulenti finanziari e legali dei serbi? Di solito, ognuno paga i propri consulenti; semmai, chi incassa i soldi paga gli avvocati del compratore.

14) Perché né la commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia né la Procura della Repubblica di Torino sono riuscite ad audire sulla vicenda il signor Mihalj Kertes, all’epoca dei fatti capo delle dogane serbe e “eminenza grigia” dei fondi neri di Milosevic, come si evince dal cosiddetto “Rapporto Torkildsen” (dal nome dell’analista finanziario norvegese che lo predispose nel 2002 per conto del Tribunale Penale Internazionale sull’ex-Jugoslavia) ? Rapporto che i radicali consegnarono sia alla Procura della Repubblica sia alla Commissione parlamentare d’inchiesta, chiedendo ad entrambe di sentire il signor Kertes, cosa non impossibile visto che il suddetto rese esaustiva e volontaria testimonianza sulle sue attività agli ispettori del Tribunale dell’Aja?

15) Infine, per quale destino cinico e baro una parte dei proventi dell’intermediazione riguardante l’affaire Telekom Serbia finirono nella disponibilità dell’on. Italo Bocchino di Alleanza Nazionale, membro della commissione parlamentare d’inchiesta sull’affaire e accusatore implacabile di Prodi e compagni (tranne Ciampi)?

Dall’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Torino (9 maggio 2005, pag. 30): “…Ciò che costituisce una singolare emergenza messa in luce dalle indagini riguarda la destinazione di una parte delle risorse di Vitali (uno dei due “facilitatori” dell’affaire, ndr), a loro volta, come è stato reiteratamente chiarito, provenienti dall’affare Telekom Serbia. In effetti, Bassini (Loris, titolare di una società finanziaria di San Marino, la Fin Broker S.A., a cui il Vitali aveva affidato la gestione di 22 miliardi di lire, fra cui i compensi percepiti per l’affaire Telekom Serbia, ndr) erogò, nel corso del 2001, 1,8 miliardi di lire ad una società, Goodtime Sas, di cui socia accomandataria era Gabriella Buontempo, moglie dell’on. Italo Bocchino, successivamente componente della commissione d’inchiesta Telekom Serbia; e 2,4 miliardi di lire alla società Edizioni di Roma, di cui socio e Presidente del Consiglio di Amministrazione era lo stesso on. Bocchino…”.                                  


Torino, 5 maggio 2009

RADICALI DELL’ASSOCIAZIONE AGLIETTA NELLA LISTA DEL PD ALLE PROVINCIALI TORINESI: RESOCONTO CONFERENZA STAMPA

 

si è svolta questa mattina alle 12, nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Botero 11/f, a Torino, una conferenza stampa nella quale è stato illustrato l’accordo che ha condotto alla candidatura di Igor Boni, segretario dell’Associazione radicale Aglietta, nel ‘collegio 17 – Oltre Po’, all’interno delle liste del Partito Democratico.

 

Alla conferenza stampa hanno preso la parola Silvio Viale (Comitato nazionale Radicali Italiani -Direzione nazionale Associazione Luca Coscioni); Igor Boni (segretario Associazione radicale Aglietta – candidato nel ‘collegio 17’ per il PD); Giulio Manfredi (vice-Presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) che ha introdotto la conferenza stampa ricordando la ultradecennale collaborazione critica dei radicali con la sinistra liberale torinese e Carlo Chiama (segretario cittadino del Partito Democratico) che ha sottolineato l’importanza di questo accordo che, nel totale rispetto delle peculiarità delle storie politiche di ciascuno, fornisce un notevole valore aggiunto alle liste del Partito Democratico.

 

Igor Boni ha dichiarato:

“La mia presenza nelle liste del PD non rappresenta solo la candidatura di una persona ma è l’espressione del lavoro compiuto per lungo tempo da un gruppo di radicali torinesi e piemontesi. Un lavoro che è riuscito sempre a dare sostegno e forza alle lotte radicali sulla laicità dello Stato, sui diritti umani nel mondo, sui diritti civili e le riforme economiche in Italia e che ora si propone di portare una svolta radicale in provincia, a partire dalle questioni dell’ambiente, della protezione del territorio, del risparmio energetico, delle politiche del traffico e, soprattutto, della trasparenza delle istituzioni e l’anagrafe degli eletti e nominati”.

 

Silvio Viale ha aggiunto:

“Sbaglia chi ritiene scandalosa la presenza di radicali nelle liste del PD. Il vero scandalo è che un accordo del genere non sia stato possibile in altre città e, soprattutto, per le elezioni europee dove i radicali sono stati costretti a presentarsi autonomamente con la Lista Bonino-Pannella, conto 60 anni di regime monopartitocratico. Igor Boni può ben rappresentare le battaglie radicali e di fronte alle perplessità di una parte del PD su una eventuale mia candidatura, che segue i veti dello scorso anno per le elezioni politiche, ho fatto volentieri un passo indietro. E’ chiaro che per il futuro il PD piemontese non potrà continuare a fondarsi su una pregiudiziale anti-Viale”.

 


 
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