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Torino, 20 giugno 2003
Presentazione del libro: Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?
  Cara amica, caro amico,                                                                                           
con la presente vogliamo invitarti alla presentazione del libro:
“Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”
Giovedì 3 luglio 2003, ore 21:00, a Cuneo,
Sala ex Chiesa S. Chiara (via Savigliano, dietro Hotel Lovera Palace)
Interverranno:
l’autore, GIULIO MANFREDI (Comitato Nazionale Radicali Italiani);
BENEDETTO DELLA VEDOVA (europarlamentare, presidente Radicali Italiani);
i consiglieri regionali radicali BRUNO MELLANO e CARMELO PALMA.

 
Giulio Manfredi, 42 anni, di Murazzano, milita nel Partito Radicale da oltre vent’anni; da un decennio si è interessato alle vicende dei Balcani, ed ha fornito anche su questo assistenza e consulenza ai parlamentari radicali. Il suo libro è una ricostruzione accurata dell’affaire Telekom Serbia, partendo da quel giugno di sei anni fa, quando Telecom Italia (allora ancora azienda pubblica controllata dal ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi) comprò il 29% di Telekom Serbia, sborsando al dittatore serbo Slobodan Milosevic 878 miliardi di lire (453 milioni di euro), provenienti dalle tasse e dalle bollette dei cittadini italiani. Se è giusto che si faccia luce sulle eventuali responsabilità penali derivanti dal pagamento di tangenti, è altrettanto doveroso fare luce sulle responsabilità politiche di coloro (Prodi, Ciampi, Dini e Fa ssino) che “non potevano non sapere” e non fecero nulla per opporsi a un’operazione sciagurata politicamente e disastrosa economicamente (quando Tronchetti Provera ha rivenduto al governo serbo la partecipazione nel dicembre scorso ha incassato solo 195 milioni di euro). Nel foglio allegato troverai il volantino che abbiamo distribuito il 9 giugno scorso davanti alla Procura di Torino, nel sesto anniversario dell'ingresso di Telecom Italia in Telekom Serbia, con la quarta di copertina del libro ed una breve cronistoria dell’affaire e delle iniziative radicali di questi anni.
 
Manfredi presenterà il suo libro anche a Murazzano, presso la Sala del Municipio (Via Roma, 34), sabato 12 luglio 2003, alle ore 17:00.; sarà presente il consigliere regionale Bruno Mellano. L’appuntamento di Murazzano servirà anche a fare il punto della situazione sulle iniziative intraprese sia a difesa del referendum consultivo sul cambio di comunità montana, che è stato richiesto nel gennaio 2001 da 120 murazzanesi e che il Sindaco di Murazzano non ha ancora indetto, sia per protestare contro l’abbattimento di 24 alberi all’entrata del paese (olmi sanissimi piantati quarant’anni fa), attuato senza informare minimamente i cittadini sulle motivazioni; è in corso una raccolta firme in paese su un’istanza al Sindaco per chiedere conto di tale provvedimento.
 
            Sperando di poter contare sulla tua partecipazione ad almeno uno dei due appuntamenti, ti salutiamo caramente.
 
 
Bruno MELLANO                                               Igor BONI
(consigliere regionale radicale)                         (segretario Associazione Radicale A. Aglietta)
 
N.B. Il libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?” non lo trovi in libreria; lo puoi ordinare sul sito www.stampalternativa.it (edizioni speciali) o telefonando allo 011/230.90.06 (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).

Torino, 12 giugno 2003
REFERENDUM 15 E 16 GIUGNO/A TORINO E CUNEO MANIFESTAZIONI DI CHIUSURA DI RADICALI ITALIANI IN PIEMONTE. BONI E PALMA: “ANDATE A VOTARE E VOTATE NO”.
  Domani, ultimo giorno di campagna referendaria, i Radicali Italiani terranno le seguenti manifestazioni di chiusura:
* a Torino, sotto i portici di Piazza San Carlo (fronte San Paolo), dalle ore 10:00 alle ore 13:00; sarà presente il consigliere regionale Carmelo Palma;
* a Cuneo, sotto i portici di C.so Nizza (fronte BNL), dalle ore 16:00 alle ore 18:00; sarà presente il consigliere regionale Bruno Mellano.
 
Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Carmelo Palma (capogruppo radicale in Regione Piemonte) hanno dichiarato:
 
“Invitiamo i cittadini a votare NO al referendum sull’estensione dell’art. 18 alle piccole imprese, perché una vittoria del SI, con il conseguente irrigidimento del mercato del lavoro, avrebbe effetti "criminogeni" immediati, con l'ulteriore estensione del lavoro nero e dello sfruttamento, e l'aggravamento della frattura sociale e generazionale fra i “garantiti” (difesi in modo corporativo dai sindacati) e i “non garantiti” (che non sono difesi, ma si devono difendere dalle rigidità del mercato del lavoro).
Siamo per il NO anche sul referendum per l’abolizione della servitù da elettrodotto. Se vincessero i SI, non si ridurrebbero i limiti dell'inquinamento elettromagnetico (questo dipende innanzitutto dalla mancata attuazione, da parte del governo del centrosinistra prima e di quello del centrodestra poi, della legge quadro sull'elettrosmog), né si riuscirebbe meglio a tutelare la proprietà fondiaria, che in caso di opere di pubblica utilità potrebbe continuare ad essere espropriata, con scarsi vantaggi per i proprietari, ma con un aggravio di costi per i consumatori finali dei servizi elettrici.
Ma, soprattutto, invitiamo i cittadini ad andare a votare: se per l’ennesima volta non si raggiungesse il quorum, e la logica del boicottaggio politico-informativo del referendum risultasse ancora vincente, l’istituto del referendum diverrebbe ancor più inutilizzabile per chiunque; è questo che vogliono i partiti, da sempre, e per questo la campagna referendaria che si chiude domani è durata, sulle reti RAI e (ancor peggio) su Mediaset, non trenta ma tre giorni.
Si tenta di far passare l’idea di un Paese stufo dei referendum e voglioso solamente di vacanze; eppure, i nostri “libretti svizzeri” di spiegazione dei referendum sono andati a ruba; segno che quando ai cittadini è data la possibilità di conoscere,  essi ne approfittano e poi scelgono in modo convinto ed informato.”
 
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)

Torino, 10 giugno 2003
REFERENDUM 15 E 16 GIUGNO/DOMANI IL RADICALE PIZZINI ILLUSTRA IL “LIBRETTO
SVIZZERO” NELLA COMUNITA’ TERAPEUTICA PSICHIATRICA DI SANFRE’ (Cn).
 

Domani, mercoledi 11 giugno, alle ore 15.00, Gianni Pizzini (segreteria dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino) parteciperà ad un incontro di illustrazione dei referendum (si voterà domenica e lunedì) presso la Comunità Terapeutica Psichiatrica “La Redancia” di Sanfrè (Cn).

Gianni Pizzini ha dichiarato:
“La comunità ospita circa venti persone e la maggior parte di loro ha espresso la volontà di votare alla prossima scadenza referendaria. Sarà sicuramente l'occasione per presentare il "Libretto Svizzero" preparato da Radicali Italiani, illustrativo delle ragioni del Comitato per il Si e delle ragioni del Comitato per il No su entrambi i referendum (Estensione dell'art.18 alle piccole imprese; Abolizione della servitù da elettrodotto).
L'invito da parte del Dott. Gianotti, responsabile della struttura, è un piccolo ma significativo riconoscimento ad una forza politica che prima di schierarsi nel merito delle questioni, afferma dasempre la necessità di creare le condizioni per un’informazione corretta e completa; informazione che sui referendum è completamente assente, al terz’ultimo giorno di campagna elettorale.
Ricordo che è possibile scaricare il "Libretto Svizzero" dal sito Internet:  www.radicali.it”.

Pizzini (348/5335303)


Torino, 9 giugno 2003
SESTO ANNIVERSARIO DI TELEKOM SERBIA/ SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE RADICALE DI FRONTE ALLA PROCURA DI TORINO.
DELLA VEDOVA, PALMA E MANFREDI: “IL LODO MACCANICO NON IMPEDISCE UNA OPERAZIONE-VERITA’ ”.
  Durante la manifestazione tenutasi questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, i militanti radicali hanno distribuito centinaia di copie del volantino che ripercorre gli ormai sei anni dell’affaire Telekom Serbia e che pubblicizza il libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”.
Erano presenti varie testate giornalistiche ed emittenti locali e nazionali; decine di cittadini hanno acquistato il libro.
 
Al termine del sit-in, Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale), Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Da sei anni abbiamo utilizzato gli strumenti a nostra disposizione per denunciare all’opinione pubblica le pesanti responsabilità politiche del Governo Prodi nell’aver permesso che i cittadini italiani finanziassero loro malgrado, tramite Telecom Italia, il regime di Milosevic.
Il senatore a vita Francesco Cossiga ha inviato una vibrante lettera aperta al Presidente Ciampi (apparsa ieri su “Libero”), evidenziando le sue precise responsabilità come ministro del Tesoro all’epoca dei fatti; possiamo concordare con Cossiga sulla sua richiesta a Ciampi di dichiararsi disponibile a rendere spontanee dichiarazioni alla Procura di Torino e alla Commissione Parlamentare d’inchiesta; non concordiamo assolutamente nella sua valutazione rispetto agli effetti del “Lodo Maccanico” sul caso Telekom Serbia.
Il “Lodo Maccanico” riguarda infatti il coinvolgimento delle massime cariche dello Stato in inchieste penali; noi non riteniamo che sia configurabile nei confronti dell’attuale Presidente della Repubblica una qualche forma di incriminazione giudiziaria; abbiamo, invece, ripetutamente evidenziato le sue responsabilità politiche, come “padrone” e controllore diretto di una Telecom Italia allora nelle mani del Tesoro e privatizzata, proprio da Ciampi, appena cinque mesi dopo l’acquisizione della partecipazione in Telekom Serbia. Come abbiamo fatto presente sia agli inquirenti torinesi sia ai membri della Commissione di inchiesta, è impossibile ricostruire il quadro complessivo dell’operazione ed indagare su eventuali intermediazioni criminali o “coperte”, senza verificare il ruolo, attivo o omissivo, del “padrone” di Telecom Italia, cioè il governo italiano rappresentato allora da Prodi, Ciampi, Dini e Fassino. Pertanto , l’eventuale approvazione del Lodo Maccanico non renderà né impossibile né meno utile il contributo di tutti i protagonisti politico-istituzionali della vicenda nello stabilire alcune certezze storiche e giudiziarie e nel rendere note alcune e pesanti responsabilità politiche. Ormai, è interesse di tutti i personaggi coinvolti dichiarare espressamente il ruolo avuto; in caso contrario, continuerà il gioco pericoloso dei ricatti e dei veleni.”
 
Della Vedova (335/6034832)     Palma (348/5335301)    Manfredi (348/5335305)
 
Il libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”, di Giulio Manfredi, è ordinabile su www.stampalternativa.it (edizioni speciali) o telefonando all’ 011/230.90.06 (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).

Torino, 8 giugno 2003
TELEKOM SERBIA: "CIAMPI, PRODI, DINI E FASSINO: NULLA DA DICHIARARE?".
DOMANI MATTINA MANIFESTAZIONE RADICALE DAVANTI ALLA PROCURA DI TORINO.
  Domani, lunedì 9 giugno, nel sesto anniversario dell'affaire Telekom Serbia (9-10 giugno 1997), i radicali torinesi manifesteranno all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Torino (c.so Vittorio Emanuele n. 130), dalle ore 10:00 alle ore 12:00.
 
Saranno presenti Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale), Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani).
 
I radicali esporranno un grande striscione con la scritta: "Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" e, su cartelli sandwich, le scritte: "Nel giugno 1997 il ministro del Tesoro Ciampi controllava direttamente Telecom Italia"; "Presidente Ciampi, chieda scusa ai cittadini italiani e serbi!"; "Come mai la Procura di Torino non ha sentito gli esponenti del governo dell'epoca (Prodi, Ciampi, Dini e Fassino)?"; "Telekom Serbia: NO ai ricatti (anche a quelli invisibili)"; "Telekom Serbia: NO agli scheletri negli armadi!"; "La Commissione parlamentare d'inchiesta senta Prodi, Ciampi, Dini e Fassino".
 
Gli utenti del Palazzo di Giustizia potranno anche acquistare il libro "Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?", di Giulio Manfredi, giunto in pochi mesi alla prima ristampa, nonostante sia possibile ordinarlo solo su Internet (www.stampalternativa.it/edizioni speciali) o allo 011/230.90.06 (Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino).
 
Manfredi (348/5335305)

Torino, 7 giugno 2003
CUBA: MANIFESTAZIONE RADICALE A TORINO FUORI DAL CONVEGNO DI "ITALIA-CUBA"
  Lunedì sera, alle ore 20,30, dinanzi all'Istituto Tecnico Avogadro di Torino, Via Rossini 18, in concomitanza con il convegno dell'Associazione Italia-Cuba dal titolo: "Terrorismo, democrazia, diritti umani: le ragioni di Cuba", si terrà una manifestazione organizzata dall'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e dal Gruppo Consiliare radicale alla Regione Piemonte.
Nel presentare l'iniziativa, il segretario dell'Associazione Aglietta Igor Boni e il capogruppo radicale in Regione Carmelo Palma hanno dichiarato:
"E' interessante che, per difendere la causa di Castro, sia stato invitato a Torino, insieme alla ambasciatrice in Italia, il rappresentante cubano alla Commissione diritti umani dell'Onu, Miguel Martinez. Grazie a lui ed all'ineffabile presidente della Commissione, signora Nayat al Ayyayi rappresentante della Libia (altro glorioso paese simbolo dei diritti civili nel mondo) si può immaginare come questa Commissione Onu abbia quest'anno una forte impronta antiimperialistica, il che sta a dire, nel linguaggio politico di certa sinistra, ossessivamente attenta alle "colpe americane" e olimpicamente indifferente alla causa della democrazia e dei diritti umani.
Si può star certi che la questione "diritti umani" a Cuba sarà riassunta nella denuncia dell'embargo "spietato" degli Usa e non nell'ammissione della pluridecennale repressione poliziesca e giudiziaria del dissenso politico all'Avana. E si può star certi che verrà riproposta una questione politica a sinistra, con una accusa più o meno esplicita nei confronti dei dirigenti diessini anticastristi di essersi venduti alla causa del "criminale di guerra" Bush.
Noi saremo lì manifestare per i cubani incarcerati e anche, se è possibile e gradito, per quella parte della sinistra che vuole uscire dal carcere simbolico dell'intoccabile mito cubano."

Roma, 6 giugno 2003
SESTO ANNIVERSARIO DI TELEKOM SERBIA/LUNEDI’ 9 GIUGNO SIT-IN RADICALE DAVANTI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI TORINO: “PRODI, CIAMPI, DINI, FASSINO: NULLA DA DICHIARARE?”
  Il 9 giugno 1997, il consiglio di amministrazione di Stet International deliberava di approvare l’acquisto del 29% delle azioni di Telekom Srbija per un prezzo di 892, 93 milioni di marchi tedeschi, che finivano direttamente nelle tasche di Slobodan Milosevic (salvo il pagamento di eventuali tangenti su cui la Procura di Torino e la Commissione parlamentare stanno indagando).
Nel sesto anniversario di quello sciagurato affaire, i radicali piemontesi manifesteranno lunedì 9 giugno davanti al Palazzo di Giustizia di Torino (Corso Vittorio Emanule n. 130), dalle ore 10:00 alle ore 12:00, esponendo un grande striscione con la scritta: “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”.
 
Parteciperanno alla manifestazione  Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale), Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:
 
“A quanti continuano a chiederci se il signor Igor Marini è attendibile o meno, continuiamo a rispondere che ciò su cui occorre scavare, il vero scandalo da scoperchiare, non è tanto costituito dalle eventuali "mazzette", ma dal fatto stesso fatto che il governo dell’Ulivo permise, con atti o omissioni (quest’ultime costituiscono un peccato altrettanto grave), che i soldi dei cittadini italiani servissero a finanziare un regime che solo venti mesi prima aveva contribuito al massacro di Srebrenica, che solo sei mesi prima faceva bastonare ogni giorno gli studenti nelle piazze e che solo un anno dopo avrebbe dato il via all’operazione di pulizia etnica in Kosovo. In questi anni non abbiamo cessato di domandare: come è possibile per la Procura torinese e per la Commissione parlamentare ricostruire (come è doveroso) cosa avvenne a “valle” di quell’affaire senza capire come sia possibile che i vertici istituzionali del governo, i Mi nisteri competenti e la stessa proprietà Telecom (allora rappresentata dal Tesoro) potessero ignorare la trattativa fra Stet/Telecom e il governo di Belgrado, e potessero, immediatamente dopo la sua conclusione, quando era stata addirittura resa pubblica, continuare ad ignorare la "notizia"?
Manifesteremo, infine, per dire NO al gioco dei ricatti e dei veleni e per ricordare che la memoria e la coscienza civile di un paese non ammettono scheletri negli armadi.”
 
Manfredi (348/5335305)

Roma, 5 giugno 2003
TELEKOM SERBIA/RADICALI: “OTTIMA LA DECISIONE DI TRONCHETTI"
  la decisione di tronchetti provera di istituire una commissione indipendente e’ quanto mai opportuna, anche alla luce dell’audizione di ieri del dirigente ubs lardera”.
 
Marco Tronchetti Provera (presidente Telecom Italia) ha deciso di istituire una commissione indipendente, composta da tre “saggi”, per valutare i presupposti di eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei dirigenti di Telecom Italia che decisero la partecipazione italiana in Telekom Serbia (10 giugno 1997); a sua volta, il collegio sindacale Telecom svolgerà un’ulteriore istruttoria sulla congruità della cifra allora sborsata direttamente a Milosevic: 875 milioni di marchi tedeschi (vedi “Memoria del collegio sindacale di Telecom Italia sull’acquisizione di Telekom Serbia”, distribuita agli azionisti il 12 giugno 2001).
 
Benedetto Della Vedova e Gianfranco Dell’Alba (europarlamentari radicali) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Non possiamo che valutare positivamente la decisione dell’attuale dirigenza Telecom, alla luce di quanto è successo in questi sei anni: nel 1998, nel 1999, nel 2001, intervenendo alle Assemblee Telecom in veste di piccoli azionisti, richiedemmo, tanto espressamente quanto inutilmente, prima a Gian Mario Rossignolo, poi a Franco Bernabè, poi ancora a Roberto Colaninno di riconsiderare quella partecipazione, sciagurata politicamente e disastrosa economicamente; ricordiamo che il citato documento del collegio sindacale del 2001 non fu dovuto a una scelta spontanea dell’azienda ma fu stilato su formale richiesta della Consob, dopo lo scoppio dello scandalo (e quanto a informazione corretta e completa lasciava a desiderare: i due cosiddetti “facilitatori” dell’affaire, Dimitrievic e Vitali, vi sono indicati come “signor A” e “signor B”…). Ora, finalmente, il Dr. Tronchetti Provera dimostra di voler andare a fondo nella vicenda, dando seguito all’impegno assunto alla recente assemblea dei soci Telecom di collaborare con la commissione parlamentare d’inchiesta.
Tale collaborazione sarà quantomai preziosa; lo dimostra l’audizione effettuata ieri a Palazzo San Macuto del Dr. Filippo Lardera, dirigente della banca svizzera Ubs, che fu l’advisor dell’operazione per conto di Telecom Italia. In attesa del resoconto stenografico, emerge già un primo dato eclatante: il ruolo svolto dall’Ubs non solo nelle operazioni di valutazione di Telekom Serbia (un continuo gioco al rialzo del prezzo, molto stranamente accettato da chi doveva comprare) ma anche nelle operazioni di pagamento (quelle che potrebbero celare le tangenti); un ruolo finora del tutto non conosciuto e non indagato.”
 
Manfredi (348/5335305)

Torino, 5 giugno 2003
9 GIUGNO 2003: IN OCCASIONE DEL SESTO ANNIVERSARIO
DEL VERGOGNOSO AFFAIRE TELEKOM SERBIA,
MANIFESTAZIONE RADICALE DI FRONTE AL PALAZZO DI GIUSTIZIA
di TORINO (C.so Vittorio Emanuele n. 130),
dalle ore 10:00 alle ore 12:00,
con Benedetto Della Vedova (europarlamentare, presidente di Radicali Italiani)
  Cari amici, cari compagni,
martedì 10 giugno sarà il sesto anniversario dell’affaire Telekom Serbia: il 10 giugno 1997 Telecom Italia acquistava il 29% della suo omologa serba, consegnando sull’unghia a Slobodan Milosevic 878 miliardi di lire: erano soldi nostri, delle nostre bollette e delle nostre tasse, perché allora Telecom Italia era ancora un’azienda pubblica, controllata direttamente del Ministero del Tesoro (ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi; capo del governo Romano Prodi; ministro degli Affari esteri Lamberto Dini; sottosegretario agli esteri con delega ai Balcani Piero Fassino).
Da sei anni i radicali, soprattutto quelli piemontesi, non si stancano di additare all’opinione pubblica le gravissime responsabilità politiche di chi allora permise, con atti o omissioni, che i cittadini italiani finanziassero il regime serbo, che fino a venti mesi prima contribuiva al massacro dei bosniaci (dopo aver aggredito Slovenia e Croazia), fino a sei mesi prima faceva bastonare in piazza gli studenti e solamente un anno dopo avrebbe intrapreso quell’operazione di pulizia etnica in Kossovo che sarebbe stata fermata solo dall’intervento della Nato.
E’ per questo che abbiamo convocato per martedì 10 giugno, dalle ore 10:30 alle ore 12:30, una manifestazione pubblica di fronte alla sede del Palazzo di Giustizia di Torino (C.so Vittorio Emanule n. 130, pieno centro, a due chilometri dalla stazione di Porta Nuova). Avevamo chiesto formalmente alla Procura di Torino, quando fummo auditi nel novembre scorso, che fossero chiamati per rilasciare libere dichiarazioni gli esponenti politici sunnominati; eravamo e siamo convinti che qualunque ricostruzione degli eventi (sul piano storico come su quello giudiziario, e tenendo comunque sempre presente la distinzione dei due piani) non possa avvenire senza acquisire le veritiere testimonianze dei protagonisti politico-istituzionali di quella vicenda; abbiamo appreso dai giornali che la Procura ha archiviato l’inchiesta (ne ha aperta un’altra basata, però, esclusivamente, sul “caso Marini); non solo: il Procuratore Capo Maddalena ha scritto al Presidente Ciampi, investendolo del ruolo di “garante” contro le “indebite interferenze” della commissione parlamentare d’inchiesta…
E allora, martedì, noi esporremo un grande striscione con la scritta “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”; senza smanie giustizialiste, senza tintinnare di manette, ma con la ferma convinzione che non può esservi verità sulla vicenda, che cesseranno i ricatti espliciti o invisibili, se tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, non si assumeranno le proprie responsabilità; e nel dire tutti intendiamo proprio tutti…
Sarai dei nostri?
Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani)
Carmelo Palma (presidente Gruppo consiliare radicale)
N. B. Il libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?” di Giulio Manfredi è disponibile su www.stampalternativa.it (edizioni speciali) o può essere acquistato, a 10 euro, telefonando al numero 011/230.90.06
Affrettati… le prime mille copie sono terminate; ne abbiamo fatte stampare altre 500, sempre grazie al contributo dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e dei Deputati Radicali al Parlamento Europeo.

Strasburgo-Torino, 3 Giugno 2003
TELEKOM SERBIA/CIAMPI INCONTRA DOMANI IL PRESIDENTE DI SERBIA E MONTENEGRO – RADICALI: “PRESIDENTE, COLGA L’OCCASIONE PER CHIEDERE SCUSA AI CITTADINI SERBI PER AVER CONSENTITO ALLA TELECOM DI FINANZIARE MILOSEVIC”.
  Domani, mercoledì 4 giugno, il Presidente dell’Unione di Serbia e Montenegro (la nuova entità statuale che il 4 febbraio scorso ha sostituito la Jugoslavia), Svetozar Marovic, effettuerà la sua prima visita ufficiale in Italia e incontrerà il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
 
Dichiarazione di Olivier Dupuis, deputato europeo radicale, e Giulio Manfredi, membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani e autore del libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare ?" (stampalternativa.it):
 
“La visita del Presidente Svetozar Marovic è molto importante perché può essere l'occasione per rinsaldare i rapporti fra l’Italia e un Paese che ha dovuto affrontare negli ultimi mesi sia il difficile rodaggio delle nuove istituzioni sia un drammatico tentativo di “ritorno al passato” con l'omicidio del Premier serbo Djindjic da parte di nostalgici del regime di Milosevic. La nostra speranza è che l'Italia - che tra meno di un mese assumerà la presidenza dell'Unione europea - saprà, attraverso il Presidente Ciampi, saldare i propri conti con il passato e, in particolare, con l'episodio quanto meno poco glorioso dell'Affaire Telekom Serbia. Che lo saprà fare non solo - e non tanto - porgendo le doverose scuse in occasione dell'incontro tra il Presidente Ciampi e il Presidente Marovic, ma, soprattutto, prendendo l'impegno di fare dell'inserimento della Serbia-Montenegro democratica nell'elenco dei Paesi candidati all' Unione europea una priorità della presidenza italiana dell'UE”.
 
www.radicalparty.org

Torino, 3 giugno 2003
Lettera sulla questione Cecena:
Ai Direttori Responsabili
Emittenti e Giornali locali
del Piemonte
  Egregio Direttore,
                  
             Le scriviamo per proporre alla sua attenzione la "questione cecena", che è tornata agli onori delle cronache grazie alla proposta di Adriano Sofri di organizzare una grande manifestazione nazionale a sostegno del Piano di pace proposto dal Ministro degli esteri del legittimo governo ceceno, Ilyas Akhmadov. Il piano propone un' Amministrazione provvisoria delle Nazione Unite (simile a quella già operante in Kossovo dal 1999) per quell'angolo di Europa nel quale è avvenuto - ed avviene - il più grande massacro di innocenti che il nostro continente abbia mai registrato dalla fine della seconda guerra mondiale (oltre centomila civili su un totale di un milione di abitanti). Questa soluzione è sempre più necessaria ed urgente, se si intende fare cessare il genocidio dei cittadini ceceni da parte delle truppe di occupazione russe e se si vuole porre un argine alla sicura deriva terroristic a delle fazioni islamiste della resistenza cecena.
Le scriviamo per chiedere che, all'interno dei vostri palinsesti, possa essere inserito un approfondimento, un dibattito, un momento di riflessione (comunque sia concepito) su ciò che sta accadendo in Cecenia, per tentare quindi di fornire conoscenza (e quindi speranza) su questa vicenda che troppo spesso - colpevolmente - viene tenuta in secondo piano dai maggiori organi di informazione. La natura locale - ma non necessariamente "piccola" - dell'informazione che giornali, radio e tv di rilievo provinciale e regionale possono riservare a questa iniziativa è per noi tutt'altro che disprezzabile; anzi, visto il silenzio dei "grandi", è essenziale.
Rendendoci da subito disponibili e ringraziandovi per quanto vorrete fare, vi salutiamo cordialmente.
 
        Carmelo Palma                                                   Igor Boni
Capogruppo dei Radicali in                           Segretario dell'Associazione
Consiglio Regionale                                      Radicale Adelaide Aglietta
 
 
Palma (348/5335301)              Boni (348/5335309)
 
 
L'Appello a sostegno del Piano di Pace ceceno e ulteriori informazioni sulla situazione in Cecenia si possono trovare su http://www.radicalparty.org

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
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mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte