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Torino, 21 giugno 2004
REFERENDUM PROCREAZIONE ASSISTITA/I RADICALI SCRIVONO AI SEGRETARI REGIONALI E PROVINCIALI DEI COMUNISTI ITALIANI, DS, RIFONDAZIONE, SDI E VERDI: “INSIEME POSSIAMO E DOBBIAMO FARCELA”.
  Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno inviato oggi la seguente lettera ai segretari regionali e provinciali piemontesi dei partiti di sinistra:
 
“Cari amici,
 
            le elezioni europee sono alle nostre spalle; e fra pochi giorni si concluderà anche il turno amministrativo con la tenuta dei ballottaggi.
 
            Ne approfittiamo per proporVi altre fatiche: quelle connesse alla raccolta firme sul referendum per cancellare la legge sulla procreazione assistita. Non ci dilungheremo nello spiegarVi le ragioni che stanno alla base del referendum; sappiamo che le condividete già con noi, tanto da indurre molti consiglieri regionali dei vostri partiti a firmare la “Proposta di Deliberazione” presentata lo scorso aprile in Consiglio Regionale, per cercare di attivare la seconda strada prevista dalla Costituzione per l’indizione del referendum, quella dei (almeno cinque) Consigli Regionali.
 
            E’ appunto da aprile che noi radicali siamo in strada a raccogliere le firme sul referendum; sono ormai oltre 10.000 i cittadini piemontesi ad averlo firmato, fra i quali Mercedes Bresso, Sergio Chiamparino, Pino Chiezzi, Enrico Moriconi, Diego Novelli, Rocco Papandrea … ma non basta! Come sapete, occorrono 500.000 firme entro il 13 luglio; oppure, volendo, si può ricominciare, avendo come termine ultimo il 30 settembre; se non riusciremo a farcela per allora, dovremo riparlarne nel 2007, perché per ragioni tecnico-giuridiche legate alla scadenza della legislatura è preclusa l’indizione del referendum nell’anno elettorale del 2006. Le donne italiane, i malati italiani possono aspettare, ben che vada, il 2007? E’ giusto, è ragionevole, è opportuno? E inoltre; è credibile confidare che con la nuova legislatura si crei - chiunque vinca - una nuova maggioranza “trasversale” capace di rimediare agli errori e orrori di una legge tanto invisa – crediamo - alla generalità dei cittadini, quanto plebiscitata e blindata, oggi e nel futuro, sul piano politico-parlamentare?
 
            Ve lo chiediamo senza alcun intento polemico; la campagna elettorale è terminata, occorre ora cercare di trovare nuovi stimoli per un lavoro comune, senza fretta ma con l’urgenza che la scadenza del 30 settembre impone. Sappiamo che sul piano nazionale sono in corso contatti - non sappiamo quanto fruttuosi - per conseguire l’impegno ufficiale dei Vostri partiti su uno o più quesiti di abolizione della legge 40. Ma intanto il tempo passa, e sarebbe auspicabile che la convergenza registrata, persino in sede istituzionale, nell’opposizione alla “nuova” legge sulla fecondazione assistita si traducesse da subito, in Piemonte, anche in un apporto alla campagna “militante” di raccolta firme sul referendum popolare.
 
            Rimanendo in attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro, Vi salutiamo cordialmente.”.
 
Per informazioni: Mellano (348/5335302)     www.radicali.it        www.lucacoscioni.it
 
N.B.   E’ possibile firmare il referendum in tutte le segreterie comunali (a Torino anche in tutte le circoscrizioni).

Torino, 10 giugno 2004
AOSTA/DOMANI POMERIGGIO CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE CANDIDATI LISTA EMMA BONINO ALLE ELEZIONI EUROPEE.
  La presentazione si terrà domani, venerdì 11 giugno, alle ore 15:30, ad Aosta, presso il Caffè Nazionale (Piazza Chanoux, 9).
Interverranno i seguenti candidati della Lista Bonino:
 
Maurizio Turco (presidente deputati radicali al Parlamento Europeo, capolista nella circoscrizione Nord-Ovest);
Benedetto Della Vedova (deputato europeo uscente, capolista nella circoscrizione Nord-Ovest);
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare” –
Stampa Alternativa, postfazione di Marco Pannella);
Silvio Viale (ginecologo, presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta).

Torino, 9 giugno 2004
RADICALI: HAPPENING REFERENDARIO CON EMMA BONINO VENERDÌ MATTINA A TORINO
SARÀ PRESENTE ANCHE LUCIANA LITTIZZETTO, PER FIRMARE IL REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA
  Venerdì 11 giugno, dalle ore 11,30 alle ore 13,00,
in Via Garibaldi angolo via San Francesco d’Assisi,
si terrà la manifestazione di chiusura della campagna elettorale
della Lista Bonino in Piemonte.
Nel corso dell’iniziativa Emma Bonino incontrerà i cittadini e i giornalisti al tavolo di raccolta firme sul referendum abrogativo della legge contro la fecondazione assistita e la ricerca scientifica.
Insieme ad Emma Bonino saranno presenti i candidati capilista ed europarlamentari uscenti Maurizio Turco e Benedetto Della Vedova, insieme ai candidati piemontesi della Lista Bonino nella circoscrizione Nord Ovest Giulio Manfredi, Dominique Velati e Silvio Viale.
Al tavolo di raccolta firme, nella mattinata di venerdì, sarà inoltre presente Luciana Littizzetto, che ha manifestato l’intenzione di sottoscrivere il quesito referendario proposto dai radicali.

Per informazioni: 348-5335301 (Palma)

Torino, 9 giugno 2004
PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA)
IL PATICCIO DELL’EMBRIORIDUZIONE TRA 194 E PMA
 
CAGLIARI-PMA “UNA SENTENZA INUTILE CHE NON CHIARISCE  NULLA”
 
UNA DISCRIMINAZIONE TRA LE GRAVIDANZE GEMELLARI SPONTANEE E QUELLE INSORTE A SEGUITO DI PMA?
 
L’ALTERNATIVA E’ ABORTIRE TUTTI I FETI O TENERSELI TUTTI.
  A Cagliari un ginecologo è ricorso ad un giudice per applicare la 194.
Silvio Viale, ginecologo a S.Anna di Torino e candidato alle Elezioni Europee per la Lista Bonino nella circoscrizione mord-ovest ha rilasciato la seguente dichiarazione.
 
“Non c’era bisogno di ricorrere ad un giudice, perché la riduzione di gravidanze multiple rientra pienamente nella 194, nonostante in essa, scritta 26 anni, non si parli di embrioriduzione.”
 
“Applicando, però, alla lettera la legge 40 (art.14, coma 4), che vieta la embrioriduzione ai fini della PMA, si dovrebbe arrivare alla paradossale conclusione che l’unica possibilità consentita sia quella di interrompere l’intera gravidanza, abortendo tutti gli embrioni. L’assurdo è poi che questo paradosso riguarderebbe solo le riduzioni embrionarie di gravidanze plurime insorte con la PMA e non le gravidanze plurime spontanee.”
 
“Alcuni centri, soprattutto quelli che procedevano alle embrioriduzioni senza ricorrere alle procedure peviste per la 194,  avevano già sospeso le embrioriduzioni in osservanza della nuova legge. Mentre altri, come il sant’Anna di Torino, no.”
 
“Tutto ciò conferma ulteriormente come la legge sia fatta male e dimostra come i propri effetti non si fermino al periodo pre-inpianto, ma sconfinino nella 194. Volete un ulteriore elemento? Leggetevi l’articolo 13, comma 2, che di fatto vieta la diagnosi prenatale, ma per fortuna non pone sanzioni. La realtà è che con la legge 40 si vuole anche colpire la 194.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 9 giugno 2004
PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA)
IL BLUFF DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA
 
PMA: “NESSUN MEDICO HA FATTO OBIEZIONE …LA CONFERMA DI UNA LEGGE IPOCRITA”
 
SCADE DOMANI IL TERMINE PER LA DICHIARAZIONE DI OBIEZIONE E AD OGGI NESSUN MEDICO HA FATTO OBIEZIONE
  Lo ha reso noto Silvio Viale, ginecologo a S.Anna di Torino e candidato alle Elezioni Europee per la Lista Bonino nella circoscrizione mord-ovest.
 
Silvio Viale ha reso la seguente dichiarazione:
“E’ l’ennesima dimostrazione che si tratta di una legge di divieti, subordinata alla doppia morale della Chiesa cattolica. E’ moralmente ripugnante che nessun medico cattolico abbia ritenuto di dovere fare obiezione e che nessun Vescovo l’abbia sollecitata, considerato che, per un cattolico, un figlio dovrebbe essere un atto d’amore, che può solo nascere da un rapporto sessuale finalizzato alla procreazione nell’ambito del matrimonio. Una incoerenza che dovrebbe farmi piacere, se fosse il segno di un’apertura laica ai valori della scienza e della non imposizione della propria coscienza agli altri. Purtroppo questa non obiezione dei medici cattolici alla creazione artificiale di embrioni, nonostante le posizioni della Chiesa, è solo l’indice di una diffusa ipocrisia. La rimozione dei Vescovi, viceversa, è il frutto della consapevolezza dell’assurdità delle proprie pretese in tema di sessualità e riproduzione, per cui l’obiettivo è quello di vietare il massimo possibile, cercando di mettere qualche toppa qua e là. E’ finito il bluff di una legge laica, subita dai cattolici. La realtà è quella di una brutta legge oscurantista, ipocrita ed incoerente in ogni articolo, compreso quello dell’obiezione di coscienza.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 7 giugno 2004
DOPO IL DOCUMENTO DEL COMITATO DI BIOETICA
“PILLOLA DEL GIORNO DOPO” PER LA PRIMA VOLTA IN UN CONVEGNO MEDICO
 
FINO A QUANDO SARA’ OBBLIGATORIA LA RICETTA IL MEDICO E’ TENUTO A PRESCRIVERLA
  L’occasione è il Corso nazionale su “URGENZE ED EMERGENZE IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA” (Torino 7-8 giugno 2004, Museo dell’automobile, Corso Unità d’Italia 40), organizzato dal Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università degli Studi di Torino e dall’Azienda Ospedaliera OIRM-S.Anna, che sarà inaugurato oggi pomeriggio alle ore 14:00.
 
Domani nell’ambito della sessione “EMERGENZE PRE E POST CONCEZIONALI” si discuterà della “pillola del giorno dopo”: la relazione, “LA CONTRACCEZIONE POSTCOITALE” è stata affidata al Dr. Silvio VIALE dell’Ospedale Sant’Anna di Torino.
 
Nelle relazione si farà il punto sulla letteratura internazionale, sugli studi condotti dall’OMS e sulle in atto in Europa e nel Mondo. La CE rientra nelle “urgenze” soprattutto per motivi legislativi, conseguenti all’obbligo di ricetta, per cui occorre ottenere ogni volta una prescrizione nell’immediatezza dell’incidente contraccettivo. Nella realtà quotidiana, in Italia ogni giorno si rompono, o si sfilano, 5000 profilattici e migliaia di coppie si interrogano su un “coito interrotto”, su una “pillola dimenticata” o sul “giorno del ciclo”. In questi casi l’uso tempestivo della contraccezione di emergenza può ridurre fino al 95% la possibilità del concepimento. Secondo gli studi dell’OMS, l’efficacia è massima nelle prime 12 ore dopo un rapporto sessuale e si dimezza ogni 12 ore, fino ad annullarsi dopo 120 ore. Poiché il ricorso alle strutture sanitarie da parte di donne, o delle coppie, è spesso giudicato un intralcio dai medici, dalla relazione emerge la necessità che aumenti la consapevolezza dei medici sulla contraccezione di emergenza, mediante un “counseling” di routine e la prescrizione anticipata. La proposta risolutiva è però quella di abolire la ricetta. L’esperienza dei paesi europei, ove questo è già accaduto, dimostra che non vi sono controindicazioni.
 
L’abolizione della ricetta ricondurrebbe alla responsabilità personale eventuali problemi etici. Nella relazione si affronta anche il tema del meccanismo di azione sulla base delle evidenze cliniche. Si tratta di effetti che precedono ed impediscono la fecondazione, agendo nell’intervallo di tempo che intercorre tra il rapporto e l’ovulazione, nei 5 giorni che precedeno l’ovulazione. Successivamente la pillola non è efficace, non essendo stata evidenziato alcun meccanismo post-fecondativo. 
 
Al momento il medico è tenuto a prescrivere la “pillola del giorno dopo”, come ha argomentato in una sentenza del 2001 il TAR del Lazio: “le caratteristiche del farmaco si traducono in specifiche regole comportamentali a carico del medico, che è tenuto a prescriverlo in presenza dei presupposti di emergenza e nei limiti idonei ad eliminare il paventato rischio di gravidanza… La condizione di emergenza … va considerata in senso strettamente oggettivo … come evento critico, suscettibile di introdurre la possibilità di una gravidanza non desiderata, cui si intende porre rimedio con carattere di immediatezza”.
 
(Silvio Viale 339.3257406)

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