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| Alla
notizia che Rifondazione Comunista di Bologna ha proposto di creare in
città una zona di spaccio di droga legalizzato, Marco
Beltrandi e Bruno Mellano (deputati radicali della Rosa nel Pugno) hanno
dichiarato: Lunica cosa che ci vede daccordo con gli esponenti bolognesi di Rifondazione è il tentativo di contestare al partito dellordine il monopolio delluso del termine sicurezza e delle relative declinazioni. Ma per far questo occorre fare proposte concrete e fattibili nellimmediato, non lanciare provocazioni che si ritorcono subito contro i proponenti e fanno solamente il gioco degli avversari. Una zona di libero spaccio non è la soluzione per Bologna come non lo è stata per la Svizzera, citata male e a sproposito. Lesperienza dei primi anni 90 nel parco di Zurigo fallì perché la situazione dellordine pubblico divenne insostenibile, con un sovraffollamento di spacciatori e di consumatori. Rifondazione avrebbe, invece, dovuto rifarsi ai programmi di somministrazione controllata di eroina nati facendo tesoro del fallimento di Zurigo - che da tredici anni sono in atto in Svizzera, che sono parte integrante delle politiche sulle tossicodipendenze e che sono stati confermati dai cittadini elvetici con due referendum: migliaia di consumatori ricevono quotidianamente dai medici il farmaco eroina (e non più dagli spacciatori la merda chiamata droga di strada). Risultato: meno overdosi, meno reati, più recuperi e reinserimenti. Ma per far questo in Italia, occorre modificare la legge sulla droga esistente. Cè unaltra iniziativa che può essere attuata subito, a Bologna come in ogni altra città italiana, con la legge vigente: una narcosala, un luogo dove i tossicodipendenti che hanno acquistato la droga nel mercato criminale, possono assumere le sostanze sotto controllo medico. Risultato: meno siringhe in giro, meno paura e insicurezza per tutti i cittadini, meno rischi sanitari per i consumatori, la possibilità di agganciare i td.ti più duri per poi avviarli al recupero. Lart. 79 del DPR 309/90 (Agevolazione delluso di sostanze stupefacenti) punisce chi adibisce locali alluso di droghe per fini di spaccio e di lucro; è del tutto evidente che quando parliamo di narcosala parliamo di altro, di una misura socio-sanitaria che rientra a pieno titolo nelle politiche di riduzione del danno che lattuale governo sostiene a parole e dovrebbe sostenere nei fatti. Una narcosala a Bologna, qui ed ora: Rifondazione ma anche il sindaco Cofferati cosa ne pensano?. (ER) SICUREZZA BOLOGNA. MOSSA PRC: SPAZIO PER SPACCIO LEGALIZZATO IN ATTESA ESITO FLIRT AN-COFFERATI, PRESENTATO PACCHETTO P.VERDI (DIRE) Bologna, 27 giu. - Rifondazione Comunista svolta sulla sicurezza. E, proprio nei giorni del flirt tra il sindaco Sergio Cofferati ed Alleanza nazionale- in settimana il primo cittadino fara' sapere ai finiani che ne pensa del documento ricevuto dal capogruppo Enzo Raisi- i bertinottiani tentano il blitz sul tema forte dei finiani. Ma la ricetta di Rifondazione per la sicurezza, concentrata nel perimetro della cittadella universitaria bolognese, ha anche il sapore di una proposta molto "strong", quasi una provocazione (vista la legge attuale), messa nera su bianco in un dossier di dieci pagine. Se il problema di piazza Verdi e' lo spaccio, sulla scorta della felice sperimentazione in Svizzera, il partito propone infatti di creare anche a Bologna una sorta di spazio legalizzato "in cui far incontrare" domanda e offerta. Insomma, un mercato a cielo aperto: "Possiamo tentare di porre dei confini territoriali- detta il documento presentato stamattina dal Prc bolognese- dare un luogo all'esercizio di questo commercio". La via "laica" teorizzata da Rifondazione naturalmente deve camminare a braccetto con una revisione della legge sulla droga in vigore, perche' altrimenti piu' che di governo dello spaccio "si va in galera", fanno osservare dallo staff del sindaco. Eppure Rifondazione mira proprio a scendere in pressing sul Cinese. "Ci scusiamo per non aver invitato An", ironizza Tiziano Loreti, il segretario, davanti ai cronisti, che fanno notare la coincidenza dei tempi tra l'uscita del Prc e il dialogo aperto tra finiani e Cofferati. Mentre il capogruppo in Comune, Roberto Sconciaforni e' ancora piu' esplicito: "Voglio proprio vedere", manda a dire a proposito dell'eventualita' che il sindaco getti nel cestino una proposta partorita da un partito della maggioranza, per abbracciare, invece, la ricetta cucinata da An. |
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| Alla
notizia che il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero,
porterà giovedì in Consiglio dei Ministri un disegno di
legge di riforma della legge sulla droga, Rita Bernadini (segretaria di
Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani)
hanno dichiarato: Come ci ricorda il sito antiproibizionisti.it, sono trascorsi 483 giorni dall'entrata in vigore della legge n. 49 del 21 febbraio 2006, conversione in legge di un decreto riguardante in origine solamente il finanziamento delle Olimpiadi invernali di Torino, dentro il quale con un vero e proprio colpo di mano anticostituzionale, avallato dallex presidente Ciampi lex ministro Giovanardi fece passare il peggioramento proibizionista della già indigesta legge Iervolino/Vassalli del 1990. Nel programma elettorale del centrosinistra è scritto chiaramente che la legge Fini-Giovanardi doveva essere cancellata; il governo Prodi è in carica da 405 giorni e non solo la cattiva eredità del centrodestra non è stata superata ma, come risulta dal sito del ministro Ferrero, il governo di centrosinistra non è riuscito a portare a casa un solo provvedimento in materia di tossicodipendenze (lunica norma citata è la Legge Finanziaria, che contiene gli stanziamenti antidroga annuali). Ieri, il ministro della Solidarietà Sociale ha annunciato di aver predisposto il disegno di legge di riforma della Fini-Giovanardi; prendiamo atto che ha fatto una cosa doverosa, con un anno di ritardo. Rispetto ai contenuti, visti i precedenti, non ci fidiamo degli articoli di giornale; attendiamo che il ministro rimpolpi il suo sito con la sua proposta di riforma e magari anche con la Relazione annuale sulle tossicodipendenze, che deve presentare in Parlamento entro sabato 30 giugno.. N. B. Il link al sito del Ministero della solidarietà sociale è: http://www.solidarietasociale.gov.it/SolidarietaSociale/Norme |
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| Bruno
Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno): LENI gioca giustamente le carte che vuole sul tavolo degli scenari energetici dei prossimi dieci anni; la politica italiana non può, però, rifiutarsi di seguire e giudicare il gioco, facendosi facilmente distrarre, per esempio, dalla attesa per la probabile discesa in campo di Walter Veltroni. Non lo può fare, innanzitutto, perché il Ministero dellEconomia detiene il 30% delle azioni ENI; non lo può fare perché sono, appunto, in gioco scelte non tanto tecnico-economiche ma politiche, che incideranno direttamente sulla vita dei cittadini italiani. L alleanza strategica tanto esaltata dal Dr. Scaroni e dal Dr. Medvedev (numero due di Gazprom e numero due del governo russo) quali implicazioni avrà per la libera concorrenza nel mercato europeo? LENI non rischia di essere il cavallo di Troia attraverso il quale Putin/Gazprom si assicurerà il monopolio di tutto il ciclo del gas, dal giacimento al consumatore finale europeo? Il nuovo zar che risiede al Cremlino ha già dichiarato che lUnione Europea supporta il progetto: mi pare una dichiarazione avventata e frettolosa, perciò sospetta. Forse è meglio per tutti che, a partire proprio da chi si candida a leader del partito democratico, iniziamo a discutere di tutto ciò, ma anche di un nuovo Piano energetico nazionale, ma anche di investimenti nella cleantech, la tecnologia per lenergia pulita, il campo sul quale si giocheranno le prossime partite geopolitiche mondiali.. |
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| Domani,
lunedì 25 giugno, a Torino, alle ore 21:00, al PUB BILLAR
(via Montecuccoli 1/f, presso Piazza Solferino), lAssociazione Radicale
Adelaide Aglietta ha organizzato la proiezione del documentario "La
Stanza dei Figli" di Alessandro Orsi (Malega 9 produzioni), che illustra
l'utilità per la salute di molti e per la sicurezza di tutti delle
narcosale, dove i cittadini tossicodipendenti possono assumere droghe,
acquistate sul mercato illegale, in condizioni igieniche e sanitarie
tali da ridurre i danni e i rischi connessi. Al termine della proiezione, dibattito con l'autore del documentario, Alessandro Orsi, e con Domenico Massano (segreteria Ass. Radicale Adelaide Aglietta). Alla proiezione saranno presenti, tra gli altri: Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno); Diego Castagno (vicepresidente Circoscrizione 8/San Salvario per la Rosa nel Pugno); Claudio Bellavita (consigliere circoscrizione 1/Centro per la Rosa nel Pugno). Silvio Viale (segretario Ass. Aglietta) e Domenico Massano hanno dichiarato: Nelle ultime settimane, in vari quartieri di Torino, vi sono state manifestazioni e cortei in cui è stata richiesta a gran voce più sicurezza. Alla vigilia della giornata mondiale antidroga (26 giugno), ai nostri concittadini dobbiamo dire due cose forse sgradevoli ma doverose: i reati legati allo spaccio di droghe non caleranno sensibilmente finchè rimarranno in piedi, a Torino, in Italia e nel mondo, le leggi proibizioniste che hanno trasformato un problema sanitario in un problema di ordine pubblico; nel contesto proibizionista esistente, è possibile, necessario ed urgente attuare politiche di riduzione del danno per i cittadini tossicodipendenti che rappresentano anche una riduzione dellinsicurezza e della paura dellintera collettività. La narcosala è uno strumento di riduzione del danno: toglie dalla strada il tossicodipendente, limitando limpatto che il consumo di sostanze rappresenta nelle vita quotidiana dei quartieri, e lo assiste durante lassunzione, fornendogli materiale sterile, impedendo che le overdosi siano mortali, avviandolo, se consenziente, al recupero presso la struttura dei Sert. Il sindaco Chiamparino ha ben presente tutto questo ed ha sempre ribadito il suo favore nei confronti di una tale iniziativa; gli chiediamo di passare dalle parole ai fatti, forte del mandato plebiscitario ottenuto lanno scorso; siamo sicuri che se ben spiegata allopinione pubblica (magari evitando di definirla stanza del buco), liniziativa della narcosala sarebbe approvata dalla maggioranza di coloro che sono scesi e scenderanno in strada a manifestare per la sicurezza del proprio quartiere.. www.lastanzadeifigli.it |
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| Mellano
e Boni: Dal congresso internazionale sulla risicoltura emergano
spunti per procedere a riforme necessarie e urgenti: ridurre impatti,
consumo idrico ed emissioni di metano Dal 25 al 28 giugno, a Novara, gli Stati Generali del riso di tutto il mondo si confronteranno nel vertice della «Temperate Rice Conference» (quarto Congresso internazionale della Risicoltura nei Paesi dal clima temperato). Si tratta di unassise che si tiene ogni quattro anni; questa volta la scelta è caduta sullItalia. Ricercatori di 25 Paesi (dalla Cina allIndia, dal Sud America ai paesi del nord-Africa) presenteranno i risultati delle più avanzate ricerche in materia di: miglioramento genetico; resistenza agli attacchi parassitari e alla siccità; ibridazioni; OGM. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta): A Novara avremo unoccasione storica di dibattito scientifico e politico. Le continue emergenze degli ultimi anni relative alla periodica carenza dacqua impongono infatti sia unattenta riflessione sia unazione conseguente che porti alla riduzione dellimpatto di una delle colture italiane più importanti e di valore: il riso. Tra i relatori molti affronteranno il tema del risparmio idrico e della riduzione degli impatti. Speriamo che questa occasione possa essere colta dalla politica e dal mondo agrario nostrano per incardinare le imprescindibili riforme di cui abbiamo bisogno. I 200.000 ettari di riso italiano, foraggiati lautamente da una politica europea spesso dissennata (oltre 1.000 euro ad ettaro per chi produce il riso), non possono infatti più permettersi di consumare quasi 10 miliardi di metri cubi dacqua. Non si devono ripetere le enormi difficoltà di carenza idrica di aprile e maggio di questanno. Un altro aspetto di cui certo dovremo tenere conto, anche in vista dellapplicazione del Protocollo di Kyoto, è quello dellenorme emissione di gas metano che la risicoltura in sommersione produce, con impatti negativi molto più rilevanti dellanidride carbonica di cui sempre si parla. Eccessivo consumo dacqua, inquinamento delle falde, emissione di metano sono tre aspetti del medesimo problema; la soluzione sta nella riconversione di parte delle risaie italiane in colture meno impattanti e nellutilizzo di tecniche agronomiche meno dispendiose. Sono queste le risposte che proponiamo e attendiamo da tempo. |
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| Dichiarazione
di Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e di Giulio
Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani): Dopo lincidente del pullman di Vercelli, avevamo chiesto al governo perché la disposizione di legge (art. 125 DPR 309/90) sui controlli antidroga di alcune categorie di lavoratori fosse rimasta per ben 17 anni inattuata; il ministro Santagata ha annunciato che il ministro della Salute e la Conferenza Stato/Regioni stavano predisponendo due distinti provvedimenti ad hoc, uno per le alcoodipendenze e uno per le altre tossicodipendenze. Siamo, quindi e innanzitutto, soddisfatto dellattuazione, seppur tardiva, della legge. Siamo poi interessati ad approfondire le questioni; ci limitiamo per il momento a porre due problemi: 1) il governo è consapevole che la vera questione in materia non è il consumo di spinelli ma il consumo di alcool e psicofarmaci? O si accontenta di estendere anche in questo campo la persecuzione dei consumatori di cannabis in atto grazie alle disposizioni del Codice della Strada, per cui si ritirano patenti a cittadini colpevoli di aver fumato una settimana o un mese prima di essere stati fermati dalla polizia stradale (letilometro rileva lintossicazione alcolica in atto al momento del fermo; lesame delle urine rileva unassunzione di cannabis anche di un mese prima e non spiega nulla sulla correlazione fra tale assunzione e gli effetti prodotti nellorganismo)? 2) I Sert sono in grado di reggere la nuova utenza? Un mese fa, un sondaggio di Cittadinanzattiva rilevò linadeguatezza degli organici e lo stato di degrado esistente in numerosi Sert italiani. E a proposito di leggi inattuate, sempre da 17 anni è in attesa di attuazione il combinato disposto dellart. 118 del DPR 309/90 e del D.M. 444/90 su giorni ed orari di apertura dei servizi tossicodipendenze. Ricordiamo, innanzitutto ai campioni della guerra alla droga, che i radicali furono lunica forza politica a presentare, dieci anni fa, decine di esposti alla magistratura sullinattuazione di questa parte della legge antidroga: tutti cestinati.. Mellano Manfredi |
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| E
solo fumo. Tanto Fumo. E questo il commento di Silvio Viale,
medico e dirigente radicale, allannuncio dei test antidroga della
ministra Turco, e non soltanto perché si penalizza solo la
cannabis. Silvio Viale ha aggiunto: Nati emotivamente su dei falsi (la cannabis non è la causa dellincidente di Vercelli, né della morte dello studente di Paderno) i test antidroga della Turco faranno la fine dei test sullalcool, previsti da anni per milioni di lavoratori e mai eseguiti. Per fare milioni di test, su milioni di lavoratori, anche solo annualmente, occorrerà triplicare il personale dei SERT per il solo aspetto laboratoristico e prevedre un esercito di terapeuti e di sostituti per i lavoratori impegnati in mansioni alternative. Non a caso i dirigenti responsabili dei SERT hanno prontamente salutano con favore la valanga di soldi e di potere che pensano stia per giungere, ma non bisogna sforzarsi molto per capire che si tratta solo di tanto fumo. Tanto fumo, anche in senso letterale, essendo evidente che il preavviso di tre giorni, dilazionabile di altri dieci, farà cadere nella rete sostanzialmente i consumatori di sostanze con un metabolismo più lungo, come la cannabis, ma non quelli di sostanze che si eliminano in pochi giorni come la cocaina. Si verrà becccati per uno spinello, ma non per un consumo settimanale di cocaina. Inoltre nella rete cadranno i pazienti consumatori di benzodiazepine, il cui metabolismo è lungo, essendo moltissime le persone in terapia con ansiolitici e tranquillani, o che le assumono per favorire il sonno. Sarà difficile sostenere che le benzodiazepine perdoono la propria pericolosità solo perché lha prescitta un medico e non è stata assunta di propria iniziativa. Forse, la ministra Turco è troppo impegnata a vendere fumo, per capire che in tema di droghe, per agire in modo efficace, occorre capire e sapere distinguere i vari problemi. I test antidroga generalizzati rientrano perfettamente nella propaganda proibizionista, ma non rislvono lacun problema sociale. Silvio Viale |
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| Il
tavolo della Rosa nel Pugno si terrà domani, sabato 23 giugno,
dalle 16:00 alle 19:00, in via Garibaldi angolo via Bellezia (in caso
di pioggia, in via Roma angolo P.zza Castello). La proposta di legge regionale di iniziativa popolare (occorre raccogliere almeno 8.000 firme autenticate di cittadini piemontesi) chiede che la Regione Piemonte istituisca Centri Antiviolenza con Case Segrete per donne sole o con figli/e che hanno subito o sono esposte alla minaccia di violenza, in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica). Promuovono la PDL decine di associazioni (di donne, sindacali, del volontariato). Saranno presenti al tavolo Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) e Caterina Simiand (segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che hanno dichiarato: I dati sulla violenza contro le donne riportati nel Rapporto sulla sicurezza del 2006 e illustrati in settimana dal ministro degli Interni, Giuliano Amato, sono eloquenti: lanno scorso hanno subito violenze un milione e 150mila italiane, il 5,4% della popolazione femminile compresa tra i 16 e i 70 anni; per la stragrande maggioranza, autore delle violenze non è lo sconosciuto incontrato per strada ma il partner (responsabile del 62,4% dei casi di violenza sessuale, del 68,3% di molestie sessuali, del 69,7% degli stupri). Unitaliana su tre ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Le denunce sono aumentate di quasi cinque volte negli ultimi dieci anni. Nonostante laumento delle denunce, i dati riportati sono solamente la punta delliceberg, anche perché i dati del Rapporto riguardano solamente le cittadine italiane; come testimoniato anche da reportage televisivi (es. Annozero di Michele Santoro), molte donne extracomunitarie sono vittime, spesso rassegnate, delle violenze da parte dei familiari maschi. La proposta di legge regionale cerca di offrire tutela a tutte le donne, senza distinzioni di carta didentità, di passaporto, di colore della pelle. Rivolgiamo un appello ai cittadini piemontesi affinché diano forza con la loro firma ad una proposta concreta, che va oltre le dichiarazioni di circostanza o, peggio, le lacrime di coccodrillo.. Per informazioni, la mail del comitato promotore della PDL è: firmaconnoi@fastwwebnet.it |
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Reazione divertita del Dr. Silvio Viale alle fantasiose dichiarazioni
degli onorevoli Laura Bianconi e Luca Volontè sulla RU486: Dichiarano
a ruota libera senza informarsi. Silvio Viale (Direzione Nazionale
Rosa nel Pugno) ha dichiarato: Forse Laura Bianconi e Luca Volontè pensano che limmunità parlamentare sia una licenza a raccontare balle, reagendo come un flipper, senza verificare quello su cui dichiarano. Così scopro che, in una dichiarazione allANSA, la senatrice azzurra è preoccupata per laumento della dose a 600 mg, mentre in realtà, al contrario, lEMEA ha autorizzato la riduzione della dose a 200 mg. E sorprendente come una sedicente esperta di RU486, dopo sette anni di polemiche e presumevo di approfondimenti, ancora non sappia che la dose autorizzata, dal 1988 fino a ora, era solo quella di 600 mg. Se fosse coerente, come si è preoccupata per un'inesistente aumento della dose, dovrebbe ora essere soddisfatta per la sua riduzione. Della stessa risma è Luca Volontè, che se la prende per la notizia che a Pontedera la RU486 è stata utilizzata per un aborto a 19 settimane. Probabilmente egli non sa che in Italia laborto del secondo trimestre è di norma farmacologico, cioè indotto da farmaci. Se il deputato dellUDC si fosse informato saprebbe che la RU486 ha altre indicazioni oltre a quella dellaborto fino a 49 giorni. Tre dei sedici studi in corso, registrati su clinicaltrial.gov, riguardano proprio laborto del secondo trimestre, per il quale con la RU486 si riduce il rischio di complicazioni. Capisco che Bianconi e Volontè siano rimasti delusi dallunanimità, inevitabile, della commissione europea, ma, se per far polemica spicciola basta aprire bocca, in campo scientifico occorre fornire delle prove. E ora che Bianconi e Volontà si rendano conto che da quando hanno aperto la loro italica polemica, la RU486 è stata registrata in altri paesi ed è stata utilizzata da centinaia di migliaia di donne. Anche per lItalia, come dissi anni fa allallora ministro Storace: E solo una questione di tempo!. Oggi aggiungo che il tempo ha confermato come non esistano valide obiezioni scientifiche e come non vi siano impedimenti legali all'introduzione della RU486, ma solo polemiche prestestuose. Viale |
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| La
Commissione Europea, all'unanimita', ha dato il via libera alla Ru486
(mifepristone) , facendo proprio il parere positivo dell'Emea, l'agenzia
europea del farmaco. A questo punto, la Francia dovra' adottare la raccomandazione dell'Unione Europea e redigere una richiesta di mutuo riconoscimento che - come ha nuovamente ribadito questa mattina il produttore della Ru486, Exelgyn Laboratoires, a un rappresentante dellADUC - sara' presentata entro settembre-ottobre all'Italia. Entro novembre, il ministero della Salute italiano dovra' autorizzare la commercializzazione della Ru486. Silvio Viale (promotore introduzione RU486 in Italia, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato: A quasi trentanni dallapprovazione della legge 194, che allart. 15 prevede la possibilità dellaborto farmacologico, a quasi sette anni dalla mia richiesta allOspedale S. Anna di Torino, alle donne italiane sarà consentito di accedere a un farmaco già disponibile in 21 paesi dellUnione Europea. Il Ministro della Salute e gli Assessori regionali alla Sanità utilizzino bene i pochi mesi che ci separano dallautorizzazione alla commercializzazione della RU486: predispongano subito le opportune disposizione per listituzione di servizi atti a praticare laborto farmacologico in regime di day-hospital terapeutico; solo così donne ed operatori potranno esercitare realmente la loro libertà di scelta. Lavevo sempre detto che non vi erano fondate obiezioni scientifiche allarrivo della RU486; era solo una questione di tempo. Viale (348/5335310) www.associazioneaglietta.it Documenti: - Adozione da parte della Commissione Europea: http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/ec.pdf - Parere dell'Emea: http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/emea.pdf - Settore del sito Aduc dedicato alla questione: http://www.aduc.it/dyn/ru486 |
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| Nei
giorni scorsi, il Tribunale di Torino (Gip Casacci) ha archiviato definitivamente
lesposto presentato dagli esponenti radicali Bruno Mellano e Silvio
Viale nei confronti del sig. Antonio Scrimenti, imprenditore di Barbania,
che, alla vigilia dei referendum relativi alla legge sulla fecondazione
assistita (giugno 2005), aveva dichiarato a La Stampa -
che vi aveva dato grande risalto - la sua intenzione di pagare unora
di straordinario ai suoi dipendenti che non fossero andati a votare, violando
così la legge elettorale (art. 96, DPR 361/57). Rigettando lopposizione presentata dai radicali, il Gip scrive testualmente: lopposizione è inammissibile, poiché proveniente da soggetti che non sono persone offese dal reato, come tali dovendosi identificare esclusivamente coloro la cui libera determinazione di voto è sottoposta ad interferenza paradossalmente, è proprio lindagato a frapporre i maggiori ostacoli alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, avendo rilasciato dichiarazioni dalle quali è trapelata tutta la serietà del suo proposito di provocare con la propria offerta una riflessione sulle motivazioni e sulle indicazioni della Chiesa cattolica a proposito della consultazione referendaria sulla fecondazione assistita . Alberto Ventrini (avvocato radicale che ha curato lesposto) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Quali strumenti di difesa hanno i cittadini costituitisi in comitato promotore dei referendum (definito dalla Consulta potere dello Stato) per opporsi ad interferenze indebite ed a inquinamenti della propaganda elettorale, amplificati dagli organi di stampa? Nessuno, se la giurisprudenza si rifarà allarchiviazione del nostro esposto. Ricordiamo che il sig. Scrimenti rilasciò una grossa intervista a La Stampa due giorni prima del voto referendario, per cui la sua promessa di denaro in cambio dellastensione (reato espressamente previsto dalla legge) non rimase circoscritta nelle quattro mura della sua fabbrica ma inquinò la campagna elettorale complessiva; il fatto poi che lo Scrimenti abbia ribadito davanti agli inquirenti che non scherzava, che faceva sul serio, depone a favore della sua serietà ma anche a favore delle nostre accuse circostanziate. La tutela reale dei diritti civili e costituzionali dei cittadini è una chimera?. |
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Valerio Federico e Silvio Viale, segretari rispettivamente delle associazioni
radicali Enzo Tortora di Milano e Adelaide Aglietta di Torino, firmatari
dellesposto alla procura di Milano sul regolamento per la sepoltura
dei feti, replicano alle dichiarazioni dellAssessore alla Sanità
della Regione Lombardia: "L'Assessore alla sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, intervenendo sulle polemiche, cita malamente la legge. Non solo fa confusione tra cadaveri, feti e prodotti del concepimento, ma dimentica il particolare che la richiesta di sepoltura da parte dei genitori è una facoltà prevista, ma non è un obbligo. La regione Lombardia, con un proprio regolamento, ha invece reso obbligatoria la sepoltura di tutti prodotti abortivi, chiedendo alle donne di indicare la propria scelta. Questo obbligo vale per i feti che hanno superato le venti settimane, per quelli di epoca inferiore e per tutto il materiale organico ottenuto dagli interventi per aborto spontaneo e per aborto volontario. Dalla norma sono esclusi gli aborti spontanei che avvengono fuori dall'ospedale, ma non gli embrioni in provetta ottenuti nei procedimenti di fecondazione assistita. Insomma, il regolamento è stato fatto apposta per molestare psicologicamente, oggi, le donne che ricorrono alla 194 e, domani, quelle che ricorrono alla fecondazione assistita. La conferma viene dai moduli predisposti da alcuni ospedali. La pretestuosità del regolamento lombardo è confermata dal fatto che in tutte le altre regioni, senza alcun turbamento, è in vigore la normativa nazionale e che non risulta vi fossero problemi di applicazione in Lombardia. Anzi, i problemi sono stati creati proprio dalle modifiche anti-194 della regione Lombardia. Per questo, nel pomeriggio, abbiamo presentato in Procura formale opposizione alla richiesta di archiviazione dell'esposto radicale, avanzata dal sostituto procuratore Ghezzi." |
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Milano,
15 giugno 2007
SEPOLTURA FETI/RADICALI: PROCURA MILANO NON RAVVISA REATI MA AFFERMA CHE IL REGOLAMENTO REGIONALE OSTACOLA LA LIBERA SCELTA DELLA DONNA. SIAMO DACCORDO E PERCIO CI OPPORREMO ALLARCHIVIAZIONE. AI DS DICIAMO CHE IL PROBLEMA NON E IL MODULO DELLASL MA IL REGOLAMENTO CHE STA A MONTE. |
Nel
documento con il quale chiede larchiviazione dellesposto radicale
contro il regolamento regionale lombardo sulla sepoltura dei feti, il
sostituto procuratore Marco Ghezzi esclude che vi siano ipotesi di reato
ma solleva il seguente pesante rilievo sul provvedimento contestato dagli
esponenti radicali:
il Regolamento Regionale recentemente
introdotto si pone oggettivamente come ostacolo, quantomeno di natura
psicologica, allinterruzione volontaria di gravidanza, posto che,
prevedendone la sepoltura, si tende ad assimilare il prodotto del concepimento
ad un individuo, concetto propugnato dagli anti-abortisti e negato dai
loro avversari
.Valerio Federico e Silvio Viale (gli esponenti
radicali presentatori dellesposto) hanno dichiarato: Abbiamo trasmesso le motivazioni del Dr. Ghezzi al nostro avvocato Alberto Ventrini, che sta predisponendo lopposizione allarchiviazione. Intanto, portiamo in cascina le pesanti dichiarazioni del Dr. Ghezzi; il sostituto procuratore ha individuato in modo preciso il peccato originale che macchia indelebilmente il regolamento regionale: il tentativo di condizionare la libera scelta, garantita da una legge dello Stato, delle donne che intendono abortire,. A maggior ragione dopo lautorevole presa di posizione del Dr. Ghezzi, lopposizione di centrosinistra, e in particolare i DS, devono smetterla di fare battaglie minimaliste contro il modulo dellASL di Milano, ma devono lottare, assieme a noi radicali e alle donne di Usciamo dal silenzio, per cambiare il regolamento regionale, fonte di tutti i successivi abusi.. N. B. Lesposto radicale citato è scaricabile da: http://www.associazioneaglietta.it/sepolturafeti.html |
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| Oggi
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno), intervenendo in
aula, ha sollecitato la risposta dei ministri dellInterno e della
Difesa allinterrogazione (Capezzone/Mellano, 4-00629) presentata
il 19 luglio 2006, in cui si chiedeva "se vi siano state attività
dei servizi di sicurezza della Repubblica italiana riconducibili alla
vicenda Telekom Serbia". Mellano ha annunciato, inoltre, il deposito di un'ulteriore interrogazione (allegata), che - sulla scorta di una copiosa rassegna stampa relativa ad attività di intercettazione e investigazione compiute da membri della Security Pirelli/Telecom - chiede al Ministro dell'Interno, Giuliano Amato: "se vi siano state in passato attività dei servizi di sicurezza della Repubblica italiana riconducibili alla vicenda Telekom Serbia, a partire dal 1° gennaio 1994 ma con particolare riguardo al periodo che va dalla caduta del regime di Slobodan Milosevic (ottobre 2000) ai giorni nostri; in caso affermativo, quali siano state queste attività.". Mellano ha dichiarato: "Nel decennale del closing dellaffaire Telekom Serbia (9/10 giugno 1997) e della presentazione della prima interrogazione radicale sulla vicenda (da parte del senatore Piero Milio, il 25 giugno 1997), ho ritenuto doveroso ricordare al governo che giace inevasa da un anno l'interrogazione che ho presentato con il collega Capezzone. Da allora, vari organi di stampa hanno riportato dichiarazioni dei signori Sergio Genchi e Marco Bernardini (ex referente Sisde nei Balcani) su loro attività di investigazione relative al retroscena dellaffaire, nellambito del lavoro dintercettazione eseguito dalla Security Pirelli/Telecom. All'interrogazione del senatore Milio rispose, tre anni e mezzo dopo, non il governo ma il giornale "La Repubblica", che in prima pagina sparò il titolo "Le tangenti di Milosevic". Mi auguro che alle interrogazioni di deputati di maggioranza risponda il governo, per evitare di essere costretti ad andarci a cercare le risposte, in modo frammentario e incompleto, sui giornali". N. B. Per approfondimenti: http://www.associazioneaglietta.it/serbia.html |
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| Il
Dr. Marco Ghezzi, sostituto della Procura della Repubblica presso il Tribunale
di Milano, ha notificato allesponente radicale Valerio Federico
lavviso della richiesta di archiviazione dellesposto presentato
mesi fa dallo stesso Federico e da Silvio Viale contro il Regolamento
sulla polizia mortuaria approvato allunanimità dal Consiglio
Regionale della Lombardia. Federico e Viale (rispettivamente segretari dellAssociazione Radicale Enzo Tortora e dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: La notifica della Procura è arrivata assieme alle notizie di quanto è accaduto in tre ospedali milanesi, la punta delliceberg di quanto avviene ogni giorno, senza che si sappia, negli ospedali lombardi: indebite pressioni sulle donne che intendono abortire, con la scusa di attuare le nuove disposizioni sulle sepolture dei feti. La circolare della Regione Lombardia che dovrebbe spiegare (ma non era già tutto chiaro?) alle direzioni sanitarie degli ospedali cosa è lecito e cosa no è un pannicello caldo che non risolve nulla; occorre abrogare le disposizioni che ledono la privacy delle pazienti. Abbiamo dato ampio mandato allavvocato Alberto Ventrini per promuovere opposizione alla richiesta di archiviazione. |
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| Rispondendo
ad una interrogazione presentata dal Capogruppo della Rosa nel Pugno in
Commissione agricoltura della Camera, Bruno Mellano e da Roberto Poletti,
dei Verdi, il Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino, ha annunciato
che il Governo sta per intraprendere tutta una serie di provvedimenti
volti all attuazione di quanto necessario per la soluzione
di tutte le quattro procedure di infrazione (sulla caccia) sia attraverso
interventi diretti nei confronti delle Regioni inadempienti (verso la
direttiva 79/409/CEE sulla tutela degli uccelli selvatici) sia attraverso
il miglioramento dellattuale normativa di recepimento della direttiva
sopra citata al fine di assicurare il corretto adeguamento dellordinamento
nazionale alle disposizioni della direttiva stessa. A questa notizia Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno ha dichiarato: Le parole del Ministro Bonino, pronunciate anche a nome dei Ministri Pecoraro Scanio e De Castro, non possono che soddisfare chi come me si attendeva una inversione di rotta rispetto alla deregulation venatoria del precedente Governo Berlusconi. Limpegno annunciato dal Governo, oltre a rispettare quanto sancito dal programma elettorale con cui lUnione ha vinto le scorse elezioni, potrebbe salvare il nostro Paese da multe plurimilionarie che ricadrebbero sulle tasche di tutti gli italiani. Annunciando di voler mettere mano alla legge 157/92 sulla caccia, spero che il Governo voglia prendere spunto anche dalla proposta di legge di cui sono primo firmatario e che è stata sottoscritta da tutti i deputati radicali della Rosa nel Pugno con la quale si intende dare una risposta chiara e inequivocabile al problema del ricorso alla caccia in deroga da parte delle Regioni. Ora, la battaglia è contro il tempo: provvedere a una modifica della legge sulla caccia prima della riapertura della stagione venatoria sarebbe certamente la cosa migliore, anche per aiutare le varie Regioni a non ricadere in delibere di deroga inaccettabili, dettate da ragioni sempre poco chiare e mascherate da presunti danni allagricoltura italiana da parte dellavifauna. La risposta di oggi è senza dubbio il primo passo veramente significativo in materia di politica di tutela della fauna da parte di questo Governo. Mellano |
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| La
conferenza stampa si terrà lunedì 11 giugno, a mezzogiorno,
nella sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino,
via Garibaldi n. 18, cortile interno). Interverranno: Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani, autore del libro Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?, Stampa Alternativa, 2003); Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno); Silvio Viale (segretario Ass. Radicale A. Aglietta). Manfredi e Mellano hanno dichiarato: Esattamente dieci anni fa, il 9 giugno 1997, Telecom Italia (allora di proprietà per il 61% del ministero del Tesoro) acquistava il 29% dellazienda Telekom Serbia (creata pochi giorni prima) per la cifra di 893 milioni di marchi (456 milioni di euro); in 26 ore, 684 milioni di marchi (il 75% della cifra totale) finivano in conti correnti riconducibili direttamente al dittatore serbo Slobodan Milosevic, come autorevolmente confermato anche dalla Procura della Repubblica di Torino. L affaire Telekom Serbia è questo: è loperazione economico-finanziaria che rinsaldò il potere di un criminale di guerra, senza che il governo dellepoca (Prodi I), debitamente informato di cosa stava accadendo, intervenisse per bloccare loperazione. Igor Marini apparve sei anni dopo, nel 2003; tentare di nascondere quanto accadde a Belgrado dieci anni fa usando come specchietto per le allodole Igor Marini è unoperazione mediatica tanto facile e vincente quanto falsa e ipocrita. Lunedì, a Torino (dove nel 1997 Telecom Italia aveva la sede legale e da dove partì liniziativa radicale sulla vicenda), forniremo alla stampa un documento in cui abbiamo riassunto le quindici domande sullaffaire Telekom Serbia rimaste ancora senza risposta. Manfredi Per approfondimenti vedi link Telekom Serbia su www.associazioneaglietta.it |
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| Dichiarazione
dei radicali Valerio Federico e Silvio Viale, presentatori dellesposto
alla procura di Milano contro il Regolamento regionale sulla sepoltura
dei prodotti del concepimento: Lo avevamo detto che avrebbero molestato le donne, violando privacy e 194, e prontamente avevamo depositato un esposto in Procura. Alcuni ci avevano risposto che era un adempimento di legge, un vuoto da colmare. Altri con un vigileremo, ironizzando sulla nostra previsione che alle donne sarebbe stato chiesto cosa fare del materiale abortivo. Oggi abbiamo la conferma che avevamo ragione; perciò rinnoviamo la richiesta che la magistratura apra unindagine. Da parte nostra presenteremo al più presto ulteriori esposti contro i responsabili degli ospedali Niguarda, San Paolo e Meloni. La legge prevede che solo i feti abortiti, spontaneamente o per motivi terapeutici, dopo le venti settimane debbano essere inviati al cimitero, mentre per i feti e gli embrioni di epoca inferiore questo avviene solo su richiesta dei genitori. Nel primo caso, i feti sono inviati al cimitero come accade per le parti riconoscibili di cadavere (arti, teste e parti esterne), mentre nel secondo caso sono trattati come tutto il materiale organico umano (pezzi operatori, sangue, liquidi organici ) e inceneriti. Se la donna come avviene qualche volta nei casi di aborto spontaneo tardivo ed eccezionalmente nei casi di aborto terapeutico chiede di potere procedere alla sepoltura del feto, deve rivolgersi ad una impresa di pompe funebri per le ulteriori autorizzazioni. In questi casi valgono le norme previste per le sepolture ordinarie. Se non sono richiesti dalla donna, questi feti sono tumulati o cremati collettivamente. In pratica, tranne nei casi in cui i genitori richiedono il feto o il materiale abortivo per la sepoltura o la cremazione, vi è poca differenza se il materiale organico abortivo è inviato al cimitero o allincenerimento, salvo che la tumulazione collettiva di decine di migliaia di aborti spontanei apre la strada alle tombe collettive dei bimbi mai nati, per i macabri riti delle associazioni antiabortiste. Sin dallinizio di questa vicenda, lintento è sempre stato quello di accanirsi psicologicamente contro le donne che vogliono ricorrere alla IVG, creando condizionamenti e sensi di colpa. Purtroppo un Consiglio regionale distratto, pensando più alle imprese delle pompe funebre che alle donne, votò allunanimità una disposizione aberrante e perversa, dimostrando quanto la maggioranza di centrodestra sia pronta a tutto e quanto lopposizione di centrosinistra sia buona a nulla. Silvio Viale, Valerio Federico |
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| "Le
violenze domestiche - afferma sottolinea Valeria Dubini, dirigente
dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale
Misericordia e Dolce di Prato - rappresentano la prima causa di in gravidanza
per le donne di età compresa fra i 15 e i 44 anni. A questo scopo
- ha detto Dubini - questo libro rappresenta un vademecum - dedicato al
ginecologo, ritenuto ormai il primo punto di riferimento in questi casi,
e a tutti gli operatori del settore". Il volume è il risultato
dell'attività di un gruppo di lavoro istituito nel 2001 all'interno
dell'Aogoi, cui hanno partecipato ginecologi ma anche pediatri e medici
legali. Secondo un'indagine Istat, commissionata dal ministero delle Pari opportunità e finanziata dal Fondo sociale europeo, sono oltre 14 milioni le donne che hanno subito violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. La maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner (per esempio il 69,7% degli stupri), e oltre il 90% non è stato denunciato. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata perpetrata da uno sconosciuto. L'età media delle vittime, intanto, si abbassa: il 6,6% del totale ha subito uno stupro prima dei 16 anni. Le regioni più a rischio, in base agli ultimi dati, sono l'Emilia Romagna con il 38,2% di casi di violenza fisica o sessuale, seguita da Liguria (35,4%) e Lombardia (34,8%). In fondo alla classifica ci sono Calabria (22,5%) e Sicilia (23,3%). |
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| In
unintervista pubblicata oggi su La Stampa, il comandante
dei Nas (Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri), generale Saverio
Cotticeli, dichiara che i nostri ufficiali e sottufficiali, con
discrezione, stanno visitando i presidi. Noi vogliamo far capire che intendiamo
rispettare lautonomia scolastica e quindi nessuna entrata a gamba
tesa
possiamo analizzare lacqua dei water nei bagni
controllare
laria internamente agli istituti
recuperare le cicche da
terra e verificare se sono sigarette qualsiasi o addizionate
. Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani): I carabinieri dai presidi. Ecco il bel risultato delle incaute dichiarazioni del ministro Turco, fatte per raccattare un po di voti alle elezioni amministrative (visti i risultati non è stata una grande pensata) e a quindici giorni dalla chiusura delle scuole (gran tempismo). Il generale Cotticelli mette le mani avanti, affermando che lautonomia scolastica è salva, ma il comportamento dei suoi uomini contraddice le sue parole. Un preside è autonomo nelle scelte se decide, senza pressioni di sorta, di chiedere lintervento delle forze dellordine nel suo istituto; la visita preventiva degli uomini dei Nas si configura di per se stessa come indebita ingerenza che lede alla radice lautonomia scolastica. E lillustrazione di quello che i carabinieri sono in grado di fare nelle scuole (controllo acqua, aria, cicche) evoca non già un dialogo costruttivo fra autorità e studenti ma scenari da stato di polizia. Per fortuna abbiamo davanti a noi i mesi estivi, da utilizzare per una salutare pausa di riflessione, senza lassillo di campagne mediatiche inneggianti al nuovo totem della sicurezza. |
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A partire
da oggi fino a venerdì 8, lAssociazione Radicale Adelaide
Aglietta di Torino allestirà dei tavoli dinformazione sulla
mobilitazione in atto per permettere allAssemblea Generale dellONU,
in corso a New York, di discutere e votare una Risoluzione che sancisca
la moratoria, la sospensione delle esecuzioni capitali in tutto il mondo;
esiste in seno allOnu una maggioranza di Paesi favorevole, occorre
solamente dare loro la possibilità di esprimersi. |
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| Alle
ore 13:40 di venerdì 1° giugno, lon. Bruno Mellano (deputato
radicale della Rosa nel Pugno, eletto nella circoscrizione Piemonte 2)
ha varcato la soglia della sede centrale della RAI, in viale Mazzini a
Roma. Da allora non è più uscito, vivendo e dormendo nellatrio
dell edificio. Mellano è in buona compagnia; condividono liniziativa nonviolenta volta a chiedere spazi dinformazione al servizio pubblico radiotelevisivo sulliniziativa radicale per la moratoria delle esecuzioni capitali anche altri quattro parlamentari radicali (Sergio DElia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Marco Cappato), la Segretaria e la Presidente di Radicali Italiani (Rita Bernardini e Maria Antonietta Farina Coscioni) e il Presidente del Partito Radicale, Sergio Stanzani, 84 anni, che ha posto fine alla sua iniziativa nonviolente ieri sera dovendo sostenere domani un delicato intervento chirurgico. Dichiarazione di Igor Boni (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e di Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani): In queste settimane i media si stanno occupando a tempo pieno della questione costi della politica. Meglio tardi che mai. Rileviamo, peraltro, che nessun giornalista utilizza i termini regime, partitocrazia, regime partitocratico, per evitare che i cittadini si ricordino che un certo Marco Pannella, da trentanni almeno, li mette in guardia dalloccupazione sistematica e scientifica di ogni centro di potere da parte, appunto, della tenia partitocratrica che si riproduce per scissione. Detto questo, non sarebbe giornalisticamente interessante, anche per i media regionali, sentire le ragioni che spingono Bruno Mellano, i suoi colleghi, le responsabili di Radicali Italiani - due donne, in tempi in cui si straparla di quote rosa - a passare lintero week-end (e non è finita) nellatrio di viale Mazzini? Non rappresentano forse questi signori e queste signore non solo da venerdì la nobiltà di quella politica che si vuole sempre ladra, mediocre, egoista? O forse è proprio per questo che non gli si dà voce?. N. B. Il deputato Bruno Mellano è raggiungibile al seguente numero: 348/5335302 Per informazioni sulliniziativa radicale sulla moratoria delle esecuzioni capitali: www.radicali.it www.radicalparty.org www.associazioneaglietta.it Boni Manfredi |
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| I
radicali milanesi e torinesi non lasciano solo Marco Pannella che è
giunto al 44esimo giorno di sciopero della fame e alla 72 ora di sciopero
della sete. Lo sciopero prosegue ad oltranza per scuotere istituzioni,
opinione pubblica e mezzi di informazione sulla battaglia per la moratoria
della pena di morte. Una delegazione dei dirigenti radicali è stata
ricevuta dal Corriere della Sera con la richiesta che i cittadini vengano
informati sulla svolta storica e con la richiesta di un incontro con la
direzione. Nonostante la pioggia incessante un nutrito gruppo di militanti radicali si è dato appuntamento davanti al consolato tedesco a Milano stamattina alle ore 12.00 Il presidio è stato organizzato per ricordare alla Presidenza di turno dell'Unione Europea limpegno preso dai ventisette ministri per la risoluzione Onu della moratoria. "Un traguardo storico di portata mondiale si può ancora raggiungere dopo mesi buttati al vento. E' necessario da subito porre fine al continuo temporeggiare del Consiglio dEuropa e al conseguente rinvio del confronto su questo tema. Occorre ribadire che la vittoria è a portata di mano; per coglierla però, a cominciare dalla Presidenza di turno dellUE, ci vogliono atti concreti e parole chiare o lenorme lavoro dei Radicali e del Governo Italiano rischia di essere vanificato", dichiarano allunisono Igor Boni, presidente dellAssociazione Adelaide Aglietta di Torino (www.associazioneaglietta.it) e Valerio Federico, segretario dellAssociazione Enzo Tortora- Radicali Milano (www.radicalimilano.it). La volontà politica dei cittadini, dei Governi e dei Parlamenti Europei è forte. Ma nonostante questo ci sono ostacoli di natura burocratica di cui non capiamo l'origine "aggiunge Valerio Federico. Un Lucio Bertè (Comitato nazionale Radicali Italiani) consumato da 44 giorni di sciopero della fame a fianco di Pannella e degli altri compagni non perde energia e ribadisce con forza la necessità di un impegno forte e coerente di tutte le forze politiche. I dati resi noti da Amnesty International parlano chiaro: 130 morti al mese per esecuzioni capitali. Queste persone valgono tutta lurgenza per portare a termine questa battaglia. E questo il momento in cui la Regione Lombardia può dimostrare la convinzione con cui a febbraio di questanno ha sottoscritto allunanimità la mozione con cui, si impegnava a farsi promotrice con i consigli regionali del Consiglio dEuropa di una campagna di sostegno per la Moratoria." Ieri la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso aveva dato la sua convinta adesione alliniziativa radicale. Oggi il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, risponde allinvito dei radicali e dichiara: "ho deciso di aderire, nella giornata di domenica 3 giugno, all'invito al digiuno: un piccolo gesto - certamente - ma dal forte valore simbolico. Mi unisco alla richiesta di accelerare i tempi perche' l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite voti la Risoluzione per la Moratoria universale delle esecuzioni capitali, primo e cruciale passaggio per arrivare alla messa al bando internazionale della pena di morte." I Radicali applaudono Formigoni e si augurano una reazione dalla Prima Cittadina Letizia Moratti. |
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| Mellano:
Questa vittoria è il coronamento di uniniziativa durata
6 anni. Ora servono controlli per verificarne lapplicazione e occorre
che le altre Regioni italiane si affrettino a colmare il ritardo quasi
decennale accumulato In seguito allinterrogazione dei Deputati radicali della Rosa nel Pugno, Mellano e Poretti, e a seguito di ripetuti solleciti scritti ed in aula dellonorevole piemontese Bruno Mellano, è stato finalmente approvato e pubblicato il Decreto ministeriale relativo alla riduzione dellutilizzo di fitofarmaci in Piemonte. Il decreto, firmato a marzo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.122 del 28/5/2007, ha accolto gli interventi richiesti nel 2003 dalla Regione Piemonte per cinque principi attivi: Bentazone, Cinosulfuron, Dimetenamide, Molinate e Quinclorac e fissa misure, a seconda delle aree territoriali, di limitazione temporanea d'uso e di divieto vero e proprio. La commissione ministeriale ha ritenuto invece ancora necessario approfondire l'esame tecnico-scientifico per altri principi come Alaclor, Oxadiazon, Propanil e Terbutilazina. Dichiarazione di Bruno Mellano, Deputato radicale della Rnp, membro della Commissione Agricoltura: La pubblicazione del Decreto è il coronamento di una iniziativa durata oltre 6 anni. Da soli, con il Gruppo Radicali Lista Emma Bonino in Consiglio regionale del Piemonte, abbiamo imposto alla Giunta Ghigo di finalmente applicare le norme in tema di riduzione delluso e dellimpatto dei fitofarmaci. Norme che, occorre ricordarlo, sono dettate da normative europee e nazionale della fine degli anni 90. Dal 2003 ad oggi poi le normative approvate dalla Regione Piemonte sono rimaste nel cassetto in attesa del via libera del Ministero della Salute che, temo, mai ci sarebbe stato senza il duro e costante intervento. Questa indubbia e significativa vittoria rappresenta il successo di un metodo ed di uniniziativa politica, concreti e riformatori, che porta il Piemonte ad essere lUNICA regione italiana ad avere - con 8 anni di ritardo adottato le norme previste nel Decreto 152/99. Ora servono controlli per verificarne lapplicazione e occorre che le altre regioni italiane si affrettino a colmare il ritardo quasi decennale accumulato: su questo chiediamo limmediato intervento del Ministro dellAmbiente Alfonso Pecoraro Scanio. Per informazioni: Mellano |
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| Boni
e Federico: Alla Presidenza di turno dellUnione Europea chiediamo
conto dello sleale comportamento del Consiglio Europeo. La burocrazia
del Consiglio rischia di annullare la volontà politica dei governi,
dei parlamenti e dei cittadini LAssociazione E.Tortora
Radicali Milano e lAssociazione radicale Adelaide Aglietta convocano
per il prossimo 2 giugno un presidio-conferenza stampa di fronte al Consolato
tedesco a Milano, per chiedere alla Presidenza di turno dellUE di
porre rimedio allo sleale comportamento del Consiglio Europeo che pare
rimandare alle calende greche qualsiasi azione volta allottenimento
del voto sulla moratoria delle esecuzioni capitali nella corrente assemblea delle Nazioni Unite.Levento si svolgerà sabato 2 giugno, a Milano, di fronte al consolato tedesco in via Solferino 40. Alle 11:30 avrà inizio la manifestazione, alle 12:00 si terrà una conferenza stampa di Valerio Federico (segretario Associazione Tortora), Lucio Bertè (Comitato Nazionale Radicali Italiani, dal 16 aprile in sciopero della fame), Igor Boni e Silvio Viale (presidente e segretario dellAssociazione Aglietta).Oggi stesso Lucio Bertè e Valerio Federico consegneranno al Console di Germania una lettera indirizzata al ministro degli esteri tedesco. Dichiarazione di Igor Boni e Valerio Federico Un traguardo storico di portata mondiale si può ancora raggiungere dopo mesi buttati al vento : la moratoria universale sulla pena di morte. E' necessario da subito porre fine al continuo temporeggiare del Consiglio europeo e al conseguente rinvio del confronto su questo tema. Occorre ribadire che la vittoria è a portata di mano; per coglierla però, a cominciare dalla Presidenza di turno dellUE, ci vogliono atti concreti e parole chiare o lenorme lavoro dei Radicali e del Governo Italiano rischia di essere vanificato. E incredibile che, di nuovo, siano necessarie azioni nonviolente durissime come quella di molti nostri compagni e di Marco Pannella, che dopo decine di giorni di sciopero della fame è passato ora allo sciopero totale della fame e della sete. Milano, 1 giugno 2007 Federico Boni |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
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