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RADICALI/TORINO: A PARCO STURA (TOSSIC PARK) LA REPRESSIONE E’ L’UNICA STRADA PERCORRIBILE? |
Dopo aver appreso dai giornali dell’intervento delle forze dell’ordine a Parco Stura, Domenico Massano (giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta), ha dichiarato: “E’ preoccupante constatare come l’unico intervento previsto da forze dell’ordine per rispondere alla difficile situazione di Parco Stura sia quello del Blitz estemporaneo, spettacolare e spettacolarizzato. Come la storia recente avrebbe dovuto insegnare queste iniziative non incidono in alcun modo su una situazione che richiederebbe ben altro tipo di interventi. Soprattutto tali iniziative rischiano di confermare pericolosi luoghi comuni e imbarazzanti semplificazioni. A gennaio l’inedito trio Chiamparino, Giorgis, Ghiglia (grazie anche all’appoggio ed al silenzio degli allora ministri Ferrero e Turco), ha affossato la mozione Grimaldi, che prevedeva un insieme articolato di interventi ed azioni per prevenire e rispondere in modo adeguato ad un fenomeno complesso quale quello della tossicodipendenza. Riteniamo che l’aver affossato la mozione Grimaldi, che proponeva anche l’attivazione di un servizio di riduzione del danno, una sala del consumo (proposta sostenuta anche da una petizione popolare promossa da Forum droghe, Malega 9 e Associazione Radicale Adelaide Aglietta), non possa tradursi esclusivamente in un atteggiamento di appoggio e sostegno solo ad iniziative repressive che prima riguardano gli spacciatori, poi, come il recente passato ci ha insegnato, le persone tossicodipendenti. Signor Sindaco e signori Consiglieri, dopo tante parole da gennaio ad oggi quali iniziative avete intrapreso per rispondere in modo adeguato alla situazione di Parco Stura? Quali fondi sono stati stanziati per implementare i servizi attivi? Quanti incontri avete avuto con servizi ed operatori che quotidianamente lavorano in questo ambito? Quali iniziative preventive avete definito e programmato (soprattutto a livello scolastico, vista la giovane età di molti nuovi consumatori) ? Speriamo che la necessaria assunzione di responsabilità istituzionale di fronte a questa situazione si concretizzi in iniziative e proposte e, nel rispetto della cittadinanza, non si limiti al facile lavoro di affossare, con argomenti spesso demagogici e pretestuosi, le proposte “non gradite”.”
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Droga, relazione annuale al Parlamento.
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Oggi il sottosegretario Carlo Giovanardi ha presentato in Parlamento la Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2007. (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/relazione_droga_2007/Relazione_2007.pdf) |
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RU486 – VIALE A SCIENZA E VITA “RU486 IN PAUSA DA VENTI ANNI. PIENA FIDUCIA IN SACCONI. PIENA SOLIDARIETA’ A MIRELLA PARACHINI.” |
Silvio Viale replica a Scienza e Vita che chiede una pausa di riflessione sulla RU486,apprezza le dichiarazioni di Maurizio Sacconi sulla 194 e manifesta piena solidarietà a Mirella Parchini. Silvio Viale ha dichiarato: “Una pausa di riflessione sulla RU486? Ridicolo. E’ da venti anni che siamo in pausa rispetto alla Francia, da 10 anni rispetto agli altri paesi europei che l’hanno introdotta nel 1999. Più che di pausa Scienza e Vita pensa alla menopausa per la RU486, ma credo che resterà delusa perché essa non c’entra niente con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici dell’AIFA. Voglio poi sottolineare che apprezzo e condivido le parole di Maurizio Sacconi pronunciate oggi durante un’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera, quando accenna ad una “Applicazione insufficiente” per la legge 194 sull'aborto che va applicata in tutte le sue parti, comprese quelle che riguardano possibili carenze nel servizio di interruzione della gravidanza. La RU486 è una di queste carenze.” “Infine, sebbene possa sembrare superfluo, voglio esprimere piena solidarietà a Mirella Parachini ricordando che il primo dovere di ogni medico è quello di informare completamente i propri pazienti, con l’obiettivo prioritario di tutelare la loro salute in scienza e coscienza. Per la legge 194, per la legge 40, per la sterilizzazione volontaria, per le terapie sperimentali non autorizzate in Italia, per i trattamenti di fine vita e altro ancora, questo significa anche informare loro delle diverse possibilità legali disponibili in altri paesi, essendo difficile ritenere che cittadini europei non possano avere gli stesi diritti degli altri cittadini europei. Sull’aborto persino in Irlanda è legale dare informazioni sulla legislazione britannica e ogni anno 7000 donne si recano in Gran Bretagna per abortire. In ogni caso la decisione di abortire è presa dalla donna quando è effettivamente nel paese straniero e, come sempre, ogni intenzione precedente non conta fino a quando non viene attivata la procedura effettiva. Sono certo che nessuno prenderà a pretesto Mirella Parachini per una anacronistica caccia alle streghe”. |
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TORINO/SAN GIOVANNI/QUESTA SERA IN PIAZZA CASTELLO TAVOLO RADICALE SUL TIBET: “UNA BANDIERA PER IL TIBET E’ UNA BANDIERA PER LA LIBERTA’ RELIGIOSA, PER TUTTI E DOVUNQUE”. |
Questa sera, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terrà una banchetto d’informazione sul Tibet a Torino, in Piazza Castello angolo via Roma (dalle ore 21:00 alle ore 24:00), in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni, patrono della città. Saranno presenti al banchetto Bruno Mellano (Comitato Nazionale Radicali Italiani, già coordinatore intergruppo parlamentare Tibet) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani), che hanno dichiarato: “In questi giorni, i cittadini torinesi credenti nella Chiesa Cattolica possono festeggiare in piena libertà il loro santo patrono; la libertà religiosa, che in Italia è fuori discussione, in altri contesti è negata e violentata: i cattolici cinesi devono professare la loro fede nelle catacombe, a meno di non sottostare ai comandamenti della sedicente “Chiesa Patriottica”, nominata dal regime comunista; ai credenti tibetani è impedito di onorare il loro capo spirituale, il Dalai Lama (in esilio dal 1959 in India) e la seconda carica religiosa, il Panchen Lama, è stato sequestrato dal regime cinese a soli sei anni, nel 1995; Pechino ha poi nominato Panchen Lama un altro bambino, figlio di cinesi iscritti al Partito Comunista. Una bandiera del Tibet esposta alla finestra è, dunque, anche una bandiera per la libertà religiosa. Ma questa sera i cittadini torinesi troveranno al tavolo radicale non solamente le bandiere tibetane ma anche un appello - predisposto dall’Associazione Comuni Province Regioni per il Tibet (che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte) – per chiedere al governo italiano “di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione dei prossimi Giochi Olimpici qualora le autorità cinesi non riprendano prontamente il dialogo con il Dalai Lama”. Ci teniamo a sottolineare che mentre la politica “romana” tace su Tibet e dintorni, dagli enti locali arrivano manifestazioni di impegno concreto: venerdì scorso l’Assemblea Generale a Roma, con il lancio del “Tibet Day” per l’8 luglio, a trenta giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino; la manifestazione sotto l’Ambasciata cinese; l’appello al governo italiano. Speriamo che sia il Parlamento sia il Governo centrale prendano esempio dalle comunità locali, unite nel richiedere autonomia per il Tibet e democrazia per la Cina. Occorre rafforzare da subito tale spinta dal basso, facendo presentare e approvare nel proprio Comune l’ordine del giorno di adesione all’Associazione Comuni Province Regioni per il Tibet.”. |
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LA FIACCOLA OLIMPICA SOLO PER DUE ORE IN UNA LHASA DESERTA. E’ QUESTO LO SPIRITO OLIMPICO CHE PIACE AL REGIME DI PECHINO? SUI MEDIA OCCIDENTALI L’UNICA TRACCIA DI TIBET E’ LO SPOT DELLA LANCIA DELTA … E LA FIAT CHIEDE SCUSA!
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Bruno Mellano (già coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet, Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria RI) hanno dichiarato: “La fiaccola olimpica avrebbe dovuto restare in Tibet per tre giorni; oggi, vi è stata per due ore, transitando in una Lhasa deserta; i tibetani sono rimasti prigionieri nelle loro case, ad applaudire la fiaccola c’erano solamente cinesi chiamati a raccolta. E’ questo lo spirito olimpico che piace a Pechino? Assistiamo alla riproposizione da parte del regime cinese della politica del bastone e della carota: prima la repressione di ogni dissenso e poi, ieri, attendendo la fiaccola, la liberazione di oltre un migliaio di tibetani reclusi dopo la rivolta di marzo. Due mesi fa, prima gli attacchi feroci al Dalai Lama, accusato di fomentare i disordini, poi la decisione di Pechino di sedersi per l’ennesima volta al tavolo delle trattative con i rappresentanti del governo tibetano in esilio, per poi, quando l’attenzione dei media internazionali è calata, rimandare nuovi incontri a data da destinarsi, cioè a mai. Quello che ci colpisce non è la doccia scozzese attuata da Pechino; è la totale mancanza di informazione sui media occidentali. Oggi, con quello che accade a Lhasa e dintorni, l’unica nota tibetana su giornali e TV è lo spot della Lancia Delta … di cui la FIAT si è scusata ieri pubblicamente con i cinesi! Di fronte a tutto questo, noi diamo appuntamento ai cittadini torinesi lunedì 23, in Piazza Castello, dove la sera sarà bruciato il tradizione “Farò” per la festa di San Giovanni; al banchetto radicale potranno trovare le bandiere tibetane da esporre alle finestre e ai balconi delle loro case.”. LO SPOT SOTTO ACCUSA
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DOMANI LA FIACCOLA OLIMPICA IN TIBET. |
Domani, sabato 21 giugno, la fiaccola olimpica transiterà in Tibet, circondata da imponenti misure di sicurezza. Domani, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta saranno nuovamente in strada (Torino, via Garibaldi n. 14, dalle 10:30 alle 13:00) per distribuire ai cittadini la bandiera tibetana, da esporre alle finestre e ai balconi, e per promuovere le adesioni all’Associazione Comuni Province Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte e che oggi tiene a Roma la sua Assemblea Generale (dopo l’Assemblea, i rappresentanti degli enti locali manifesteranno, alle ore 15:00, nei pressi dell’ambasciata cinese). Al tavolo di domani saranno presenti Bruno Mellano (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Giulio Manfredi (Giunta di segreteria RI), Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale RI e Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni). Gli esponenti radicali torinesi hanno dichiarato: “A volte il caso fa bene le cose: i rappresentanti degli enti locali si riuniscono oggi a Roma nell’imminenza del passaggio della fiamma olimpica in Tibet, nella Giornata mondiale del rifugiato e mentre i governi europei stanno decidendo se partecipare o meno alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Intanto, i rappresentanti cinesi e tibetani non si sono più incontrati, per decisione cinese; intanto, Amnesty International denuncia la scomparsa di un migliaio di tibetani, protagonisti della rivolta di marzo, e i dissidenti cinesi ricordano che decine di loro compatrioti che parteciparono alle manifestazioni di Piazza Tienanmen, ben 19 anni fa, sono ancora in galera. Di fronte a tutto questo, non possiamo rimanercene inerti e rassegnati e, nella migliore tradizione radicale, saremo nuovamente fra i cittadini per chiedere loro un segno concreto di solidarietà, l’esposizione della bandiera tibetana alla finestra, al balcone della loro casa. Ricordiamo,infine, che sul sito dell’Associazione Comuni per il Tibet è possibile sottoscrivere un Appello al governo italiano affinché “prenda in considerazione la possibilità di disertare la cerimonia di inaugurazione dei prossimi Giochi Olimpici qualora le autorità cinesi non riprendano prontamente il dialogo con il Dalai Lama”. |
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TIBET/VENERDI’ 20 ASSEMBLEA ENTI LOCALI E PRESIDIO SOTTO AMBASCIATA CINESE. SABATO 21 LA FIACCOLA OLIMPICA SARA’ IN TIBET. |
L’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet ha annunciato un doppio appuntamento per il Tibet, a Roma, dopodomani, venerdì 20 giugno: - dalle ore 11,30 alle ore 14:00, presso la sede romana della Regione Piemonte (via delle Quattro Fontane n. 116), Assemblea generale dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, costituita presso il Consiglio Regionale del Piemonte, che ora comprende 143 Comuni, 12 Province, 6 Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta) e una Comunità montana. L’Associazione è nata nel 2002 per sostenere l’iniziativa del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese, al fine di ottenere uno status di reale autonomia per il Tibet, all’interno dei confini della Cina. - nel pomeriggio di venerdì, l'Associazione si è fatta promotrice, con la Comunità Tibetana in Italia, di un presidio nei pressi dell'Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in Italia: l'appuntamento è alle ore 15,00 in largo Equador (zona via Bruxelles). Hanno annunciato la propria presenza: Matteo Mecacci, deputato radicale-PD, e Lucio Malan, senatore PDL, promotori della ricostituzione nella XV legislatura dell'Intergruppo parlamentare per il Tibet; Ugo Cassone e Paolo Masini (consiglieri comunali di Roma, rispettivamente per il PDL e il PD); Massimiliano Iervolino, referente per i diritti umani del Presidente della Provincia di Roma; Nicola Zingaretti; Antonietta Brancati (consigliere regionale liberale della Regione Lazio, centro-sinistra) ; Dechen Dolkar (rappresentante Associazione Donne Tibetane); Thupten Tenzin ( Presidente Comunità Tibetana in Italia); Daniele Giannini (presidente XVIII municipio di Roma); Marco Daniele Clarke (rappresentante Giunta XX municipio). L’iniziativa è organizzata in collaborazione con: la Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione Donne Tibetane in Italia, Associazione Italia-Tibet, Amnesty International, l’Associazione Interdipendece e l’Associazione radicale Adelaide Aglietta. Bruno Mellano, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: “Credo sia particolarmente significativo ed importante che, presumibilmente proprio nelle ore della decisione comune europea sulla partecipazione o meno alla cerimonia inaugurale dei Giochi e nel giorno in cui la torcia olimpica arriverà in tutta segretezza a Lhasa, gli enti locali italiani si riuniscano prima in assemblea pubblica per poi andare a manifestare per l’autonomia del Tibet. Le istituzioni locali, forse più libere perché più lontane dai condizionamenti della realpolitik e dalle pressioni dell’aggressiva diplomazia cinese, venerdì a Roma, saranno la punta di un iceberg fatto dai tanti ordini del giorno, bandiere del Tibet, iniziative culturali e di solidarietà che i Comuni, le Province e le Regioni italiane hanno messo in campo in questi ultimi due decenni a sostegno della causa del Dalai Lama. Mancano 50 giorni al fatidico 08.08.08 quando alle 08.08 di sera si inaugureranno le Olimpiadi dei diritti negati. Autonomia per il Tibet, democrazia per la Cina: se non ora, quando?”. |
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17 GIUGNO: 25 ANNI FA L’INIZIO DEL “CASO TORTORA”, MELLANO: “LA SUA E NOSTRA BATTAGLIA PER LA GIUSTIZIA GIUSTA E’ PURTROPPO TUTTORA URGENTE: A VENT’ANNI DALLA MORTE, SUBITO VIA TORTORA ANCHE A TORINO!” |
Oggi 17 giugno ricorre il 25° anniversario del clamoroso arresto di Enzo Tortora, all’interno della maxi-operazione della Procura di Napoli contro la NCO, la Nuova Camorra Organizzata. In quella notte furono arrestate oltre 850 persone, 200 delle quali furono del tutto prosciolte, 90 risultarono coinvolte per “pura omonimia” e del tutto estranee ai fatti contestati. Il polverone che fu alzato dall’impresa di “macelleria giudiziaria” fu tale da “obnubilare” (per usare le parole di Enzo) l’opinione pubblica italiana e distrarre l’attenzione dagli scandali della gestione del terremoto. Un anno dopo, nel 1984, sempre il 17 giugno, Tortora veniva eletto al parlamento Europeo con oltre 400.000 voti di preferenza personale nelle liste del Partito Radicale, di cui poi divenne Presidente, nella circoscrizione del Nord-Ovest. Ma la macchina infernale, messa in moto da alcuni magistrati, alcuni giornalisti e un manipolo di pregiudicati “pentiti”, era ormai avviata ed il Tribunale di Napoli nel settembre 1985 emetteva la sua vergognosa sentenza di primo grado, in cui si dichiarava Enzo Tortora colpevole, con esemplare condanna ad oltre 10 anni. Esattamente a quattro anni dall’infamante arresto, nel 1987, ancora il 17 giugno, la Corte di Cassazione assolverà in via definitiva Tortora da ogni accusa, confermando la sentenza dell’Appello. A distanza di anni, come radicali dell’Associazione Adelaide Aglietta, vogliamo ricordare questi coincidenti anniversari, affinché, come disse Leonardo Sciascia e come fu scritto sulla tomba di Tortora al cimitero monumentale di Milano: “non sia un’illusione”. Affinché non sia stata una speranza illusoria la battaglia per la Giustizia Giusta che Enzo ha combattuto, da radicale e che portò alla grande vittoria dei referendum “Tortora” per la responsabilità civile dei magistrati. A vent’anni dalla prematura morte, crediamo sia giunto il tempo che il Comune di Torino porti a conclusione il lungo iter per l’intitolazione di una strada ad Enzo Tortora. Sin da subito, in quel triste 18 maggio 1988, noi abbiamo richiesto una via per Tortora, per ricordarne l’impegno civile e lo spirito civico, che lo portarono sino alle dimissioni da parlamentare europeo per andare davanti ai giudici di Napoli ed accettarne la scandalosa sentenza di condanna. Un caso unico nella storia politica italiana. Il Comune nel 2004 ci comunicò di aver inserito il nome di Tortora fra i “papabili”per la toponomastica cittadina, ma in attesa di individuare il “sedime” più opportuno. Ora le ricorrenze del calendario riportano a sollecitare una decisione. Il “caso Tortora” è stato per noi radicali ma anche per il paese, il “caso Italia”, un episodio eclatante di malagiustizia che, grazie all’impegno ed al sacrificio di Tortora, ha segnato una tappa importante della lotta, quanto mai necessaria ed urgente, per la Giustizia Giusta. Per questi motivi nei giorni scorsi, con Igor Boni segretario dell’Associazione Aglietta, abbiamo scritto al Sindaco Chiamparino, all’Assessore Borgogno ed al Presidente Castronovo, ricordando come il tratto di strada Pianezza che si distacca dalla rettifilo principale per portare al numero civico 300 - il carcere Lo Russo – Cutugno – è e rimane la nostra proposta alla Commissione competente per un ricordo toponomastico significativo e di forte valore. A futura memoria.
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TIBET/DOMANI PRESSO CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE CONFERENZA STAMPA ASSOCIAZIONE COMUNI PER IL TIBET: VENERDI’ TUTTI A ROMA!
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Domani, mercoledì 18 giugno, alle ore 12:30, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15), si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea dell’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet (Roma, venerdì 20 giugno, sede della Regione Piemonte). Interverranno alla conferenza stampa i coordinatori dell’Associazione (consiglieri regionali Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo) e Bruno Mellano (Associazione radicale Adelaide Aglietta, già coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet). L’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet si è costituita presso il Consiglio regionale del Piemonte nel marzo 2002. L’Associazione è nata per sostenere l’ iniziativa del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese, al fine di ottenere uno status di reale autonomia per il Tibet, all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina. Sono finora 162 gli Enti che hanno aderito all’Associazione: 143 Comuni, 12 Province (di cui 5 in Piemonte), 6 Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta) ela Comunità montana Alta Valmarecchia (in provincia di Pesaro e Urbino). |
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ABORTO/ROCCELLA – VIALE (radicali) “PRETESTI PER INTERPRETAZIONI ILLIBERALI. LA PRIMA EMERGENZA E’ L’OBIEZIONE DI COSCIENZA.” |
Silvio Viale, responsabile delle IVG all’Ospedale S.Anna di Torino, replica a Eugenia Roccella che è intervenuta sul tema dell’aborto alla 'Prima Conferenza nazionale della professione medica', promossa dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che si è svolta a Fiuggi. Silvio Viale, che politicamente è un esponente radicale, ha dichiarato: “Quando Eugenia Roccella parla di emergenza nimori e di emergenza immigrate, entrambe inesistenti, cerca solo pretesti per limitare la possibilità di scelta delle donne e per imporre interpretazioni illiberali sulla 194. Cosi pure sui limiti per l’aborto terapeutico, per il quale non ha il coraggio di proporre un’anticipazione della diagnosi prenatale e della ecografia morfologica. Dopo trenta anni, la prima questione da risolvere è quella di garantire un numero adeguato di medici non obiettori, concentrando le IVG negli ospedali di primo e secondo livello, per favorire il confronto, la professionalità e la qualità come in tutti i settori della medicina, non essendo più accettabile che le IVG siano relegate al volontariato individuale di qualche medico. Se si vuole davvero omogeneizzare i protocolli, sulla base di un regolare aggiornamento occorre promuovere il confronto scientifico tra gli operatori che permettono l’applicazione della legge, piuttosto che continuare a favorire una comoda e più gratificante obiezione di massa. L’analisi proposta da Eugenia Roccella a Fiuggi pecca di strabismo. Pensare alla certificazione da parte del medico come ad un mero adempimento burocratico è sbagliato, come è strumentale l’annuncio di volere separare il momento del colloquio da quello della certificazione, poiché colloqui e approfondimenti possono essere necessari in qualunque momento, anche dopo la certificazione e persino durante il ricovero per l’aborto. Quello che deve essere chiaro che qualunque percorso di approfondimento non può essere una imposizione preliminare, ma deve nascere da esigenze specifiche del singolo caso ed avere sempre un consenso libero da parte della donna. E’ ora di smetterla di pensare al personale “ non obiettore” come ad una macchina di aborti. Al contrario, noi abbiamo una sensibilità ed una apertura maggiore rispetto a coloro che sono contrari all’aborto, essendo noi realmente aperti a qualunque soluzione e non solo dei tifosi militanti per una sola soluzione. Rimuovere gli ostacoli che impediscono di scegliere liberamente la maternità, non significa accanirsi contro le gravidanze indesiderate, ma fare in modo che le donne possano scegliere consapevolmente di concepire e di fare un figlio. Non significa colpevolizzare le donne che vogliono abortire, ma fare in modo che possano desiderare di avere una gravidanza coloro che la escludono. Fino a quando la politica sull’aborto non riguarderà prioritariamente la vita delle donne nella fase pre-concepimento (contraccezione, welfare, emancipazione, ecc.), ogni riferimento ad una “tendenza zero IVG” sarà sempre un’astrazione pretestuosa per giustificare pratiche fanatiche ed illiberali. Talmente fanatiche ed illiberali che ci si dimentica che l’Italia ha uno tra i più bassi tassi di abortività tra i paesi occidentali. Mi chiedo quando Eugenia Roccella avrà il coraggio di confrontarsi con i medici non obiettori.”
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IL TIBET DAY DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA, ASPETTANDO IL PASSAGGIO DELLA FIACCOLA OLIMPICA A LHASA Boni: “Chiediamo a Silvio Berlusconi di non partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici” |
A meno di due mesi dall'inizio delle Olimpiadi dei diritti negati, l'Associazione radicale Adelaide Aglietta continua a scandire il conto alla rovescia con iniziative per l'autonomia del Tibet e per la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Cina. Domenica 15 giungo, in occasione del passaggio della fiaccola olimpica in Tibet, si terra una giornata di mobilitazione straordinaria - il Tibet Day - con tavoli e presidi in molte città del Piemonte. Di seguito l’elenco degli appuntamenti fino ad ora organizzati: TORINO: dalle 10 alle 13 in Piazza Castello ang. via Roma (fronte Sportelli) CUNEO: dalle 10 alle 12 in C.so Nizza ang c.so Dante NOVARA: dalle 16 alle 18 in Piazza Duomo ALESSANDRIA: dalle 10 alle 20 in p.tta della Lega - in caso di pioggia in C.so Roma/V.Garibaldi VERCELLI: dalle 16 alle 19 in via Cavour ang. piazza Cavour Dichiarazione di Igor Boni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta “Lo diciamo insieme al Dalai Lama da mesi: no al boicottaggio dei giochi olimpici ma sì all’utilizzo di tutti gli strumenti di pressione democratici, nonviolenti e diplomatici, per costringere il Governo cinese a fare un passo nella direzione giusta verso il pieno riconoscimento dell’autonomia del Tibet (non dell’indipendenza). Purtroppo dopo qualche settimana di grande coinvolgimento collettivo, in seguito alle tragiche notizie che giungevano dal Tibet, la cortina di silenzio è inesorabilmente scesa di nuovo su questa vicenda. Chiediamo ai cittadini di mobilitarsi con noi il 15 giugno in vista del passaggio a Lhasa della fiaccola olimpica, di esporre la bandiera tibetana alla finestra, di contattare i sindaci per chiedere loro di aderire all’Associazione Comuni, province e regioni per il Tibet. Chiediamo a Silvio Berlusconi di annunciare immediatamente la non partecipazione alla cerimonia di apertura dei giochi, per tentare in extremis di guadagnare uno spazio di dialogo concreto tra il Governo cinese e i rappresentanti tibetani. Il conto alla rovescia che ci separa dalla fatidica data dell’8 agosto 2008 sta per terminare; stanno per terminare, scandite dallo stesso cronometro, le speranze dei tibetani e dei democratici di tutto il mondo. Facciamo sventolare la bandiera tibetana che oggi in fondo rappresenta la bandiera della libertà di tutti i popoli oppressi, facciamolo adesso.”
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BIELLA PRIDE/ASSOCIAZIONE AGLIETTA ADERISCE E PARTECIPA SIA ALL’HAPPENING DEL POMERIGGIO SIA AL SIT-IN DI MEZZOGIORNO SOTTO LA PREFETTURA. |
Domani, sabato 14 giugno, si terrà a Biella (piazza Vittorio, dalle ore 16 alle ore 20) il Pride 2008 piemontese (www.biellapride.it). L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha aderito alla manifestazione e parteciperà all’happening con un gazebo dove distribuirà le bandiere del Tibet. L’Associazione ha anche aderito e parteciperà (insieme all’Associazione Radicale Certi Diritti, all’Associazione Radicale Satyagraha, ad associazioni gay) al sit-in che si terrà domani a mezzogiorno sotto la Prefettura di Biella (via della Repubblica n. 26) per stigmatizzare le dichiarazioni fatte dal Prefetto di Biella (Dr.ssa Narcisa Livia Brassesco) che, incontrando i rappresentanti del Comitato organizzatore che chiedevano spiegazioni sul rifiuto di concedere la piazza richiesta in precedenza, ha parlato della necessità di “non disturbare ed infastidire la cittadinanza …non si può limitare la libertà del cittadino biellese di andare in giro per la città, come di andare dal macellaio per acquistare carne di cavallo”. Marco Perduca e Donatella Poretti (senatori radicali eletti nel PD) hanno presentato un’interpellanza al riguardo. Saranno presenti a Biella Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Nathalie Pisano (giunta di segreteria Associazione Aglietta), che hanno dichiarato: “Ricordiamo a tutti, innanzitutto alla Signora Prefetto, che l’art. 17 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini, nessuno escluso, “il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”. Pertanto la signora Prefetto avrebbe dovuto solamente verificare se esistevano motivi di sicurezza tali da comportare la negazione della piazza richiesta. Tutti i Gay Pride svoltisi in passato sono stati momenti di festa per migliaia di cittadini, omo/lesbo/etero, e non hanno mai rappresentato un pericolo per la sicurezza né dei partecipanti né di coloro che non partecipavano. Per il resto, le parole del rappresentante dello Stato (quindi di tutti i cittadini, omo/lesbo/etero) a Biella si commentano da sole. Nel pomeriggio, cercheremo di porre all’attenzione dei partecipanti al Biella Pride il problema dell’affermazione dei diritti sessuali anche in Cina. Da sempre, i radicali rivendicano “Autonomia per il Tibet, Democrazia per la Cina”; le due istanze devono andare di pari passo. E “democrazia per la Cina” significa anche tutela dell’identità sessuale di ciascun cinese e di ciascuna cinese. Per fortuna, non siamo più ai tempi di Mao, quando la differenza sessuale era repressa, negata, bandita: solo nel 2001 l’omosessualità in Cina non è stata più considerata e trattata come malattia mentale. Ora, semplicemente, il tema è tabù. Sui motori di ricerca si trovano pochissime informazioni al riguardo. Questo comporta concretamente abusi e violenze, specialmente nella sterminata provincia cinese; questo comporta concretamente la mancanza di una seria politica di prevenzione delle malattie sessuali, AIDS compreso.” |
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Una via pr Enzo Tortora a Genova. Alessandro Rosasco scrive al direttore del Giornale |
Caro Direttore,
mi intrometto con questa lettera sul Suo giornale per esporre alcune brevi considerazioni circa la prossima intitolazione di una via di Genova ad Enzo Tortora. Abbiamo visto in questi ultimi giorni confermarsi l'attenzione Sua e de "il Giornale" riguardo alla vicenda che per voi, come per noi, è diventata una vera e propria battaglia civile e politica. Siamo stati però anche costretti a rilevare una certa sufficienza nei nostri confronti: come se ci fossimo accorti solo adesso del valore e della necessità del fatto che la città natale di Enzo dechi una strada alla sua memoria e soprattutto alla sua storia. Questo appare strano visto che recentemente, proprio da queste pagine, è stato in parte ricostruito il "calvario" per arrivare al punto in cui siamo giunti oggi e, come è constatabile da tutti siamo stati pressochè gli unici (quando siamo stati presenti nelle istituzioni locali con Vittorio Pezzuto ed altri) a fare di questa richiesta una vera e propria battaglia politica sulla quale coinvolgere i genovesi. Accanto a questa storia più nota c'è anche tutto il nostro impegno e la nostra militanza fuori dalle istituzioni ma pervicacemente sui marciapiedi, tra la gente, per la raccolta delle firme a sostegno di "Via Tortora", con solleciti, lettere ed appelli. Quando poi siamo riusciti ad entrare nelle istituzioni, ospiti di liste altrui, come nel caso della Lista Castellaneta, dove ad un certo punto avemmo come eletti 2 consiglieri provinciali: Marco Fallabrini e Sergio Ottonello e soprattutto un consigliere circoscrizionale, Pietro Bellantone non abbiamo mai dimenticato il nostro impegno. Proprio Bellantone, durante la sua legislatura, operò, nel silenzio dei media ma con costanza e cocciutaggine, per questo obiettivo affrontando burocrazie varie, disinteresse o vera e propria ostilità politica. Grazie a lui, sarà proprio il "suo" Municipio (Centro-Est) ad ospitare "Passo Enzo Tortora" ovvero quel tratto di strada che unisce Via Roma e Galleria Mazzini. Infine, quando durante le ultime elezioni amministrative alcuni militanti radicali come me, scelsero di correre all'interno delle liste Verdi inserimmo tra i punti programmatici, e ai primissimi posti, la richiesta di dedicare una via ad Enzo Tortora. E anche se nessuno di noi è stato eletto abbiamo lavorato con il consigliere Dallorto affinchè si accelerasse l'iter di un procedimento che come Radicali avevamo avviato da tempo. Certo, tutti noi radicali avremmo preferito che il sito fosse Piazzale Marassi vista la presenza del principale carcere cittadino o Via Pastrengo dove era nato, ma siamo certi che più che lamentarsi per la scelta del posto bisognerà adesso adoperarsi affinchè la vicenda di Enzo Tortora non resti una lapide sotto cui si passa con indifferenza ma divenga spunto per quelle battaglie per la Giustizia giusta che Tortora, morendo precocemente, ci ha lasciato: la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, la vergogna della carcerazione preventiva e l'indecenza delle condizioni carcerarie. Questo è lo spirito con cui dovremo arrivare alla data in cui verrà scoperta la targa: non pensare che si sia arrivati ad una conclusione di una storia vergognosamente lunga che questa Giunta e questa Sindaco hanno fortunatamente concluso ma prendere in mano quel testimone pesante che Tortora ha lasciato a noi Radicali, alla sua città e all'Italia tutta.
Un cordiale saluto,
Genova, 11/06/2008
Alessandro Rosasco Comitato Nazionale Radicali Italiani – Ass. Radicale Adelaide Aglietta
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO – VIALE “NESSUN BOOM. SOLO UN DIRITTO NEGATO. PERCHE’ LA GRAZIOTTIN NON SI PRONUNCIA PER L’ABOLIZIONE DELLA RICETTA?” |
Silvio Viale, ginecologo, promotore dell’abolizione della ricetta medica per la Contraccezione di Emergenza (CE) polemizza con la Ginecologa Alessandra Graziottin e con tutti coloro che parlano di “boom”, “come se questo fosse il problema”, mentre evitano di pronunciarsi sull’abolizione della ricetta. Silvio Viale ha dichiarato: “La questione della pillola del giorno dopo è, prima di tutto, una questione di diritti negati. 300.000 pillole vendute non sono un boom, sono pochissime. Si tratta di mille pillole al giorno in tutta Italia, poche decine in una città come Roma. Occorre incentivarne la conoscenza e la disponibilità , abolendo la ricetta, come è già avvenuto nella maggior parte dei paesi europei e negli USA. Parlare di “boom” o di “pillola delle ragazzine” è sbagliato e fuorviante perché significa contribuire alla demonizzazione della contraccezione di emergenza. Non è vero che il 55% è consumato da under 20, come non è vero che è diventato il loro contraccettivo di scelta. Al massimo di emergenza, appunto. La contraccezione di emergenza ed una sua maggior diffusione non riducono l’uso di altri tipi di contraccettivi, ma ne aumentano la consapevolezza e l’uso. Penso che sia sbagliato che ginecologi di fama, come la Graziottin, contribuiscano a diffondere pregiudizi negativi verso la contraccezione di emergenza e lancino inesistenti allarmismi contro le più giovani. In Francia ove la contraccezione di emergenza è disponibile nelle scuole non sono più di ventimila le ragazze che l’hanno richiesta su oltre un milione e mezzo di pillole vendute. Del resto l’utilizzo dei contraccettivi segue abbastanza fedelmente il tasso di aborti per fascia di età e da questo punto di vista le ragazze italiane risultano essere tra le più virtuose, nonostante le facili etichette che certi sociologismi vogliono loro appioppare. Probabilmente le giovanissime, a differenza delle loro madri, sono più pronte ad afferrare il senso vero della contraccezione di emergenza, nel mare di pregiudizi sulla contraccezione che viene loro trasmesso dalle madri e dai ginecologi italiani. Tornando al titolo del convegno «Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio» non dimentichiamo che gli aborti delle donne minorenni sono meno di 4.000 su 130.000. Se fosse vero che la contraccezione di emergenza è appannaggio soprattutto delle più giovani, si tratterebbe di estenderne l’usa anche tra le meno giovani, piuttosto che di scoraggiarne l’uso tra le giovanissime.”
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RU486/ROCCELLA – VIALE (radicali) “NESSUN LATO OSCURO. MA NESSUNA INTERFERENZA POLITICA DELLA ROCCELLA SU AIFA E MAGISTRATURA.” |
Silvio Viale, il ginecologo che per primo ha utilizzato la RU486 in Italia, replica alle dichiarazioni che Eugenia Roccella ha diffuso ai margini di un convegno della SIGO, rassicurandola di non soffrire della “sindrome di Tafazzi”: Silvio Viale ha dichiarato: “Sulla RU486 non vi alcun lato oscuro, a parte il tentativo di interferenze politiche su una vicenda che è soprattutto scientifica e sanitaria. La commissione tecnica-scientifica dell’AIFA ha gia dato il proprio parere favorevole in linea con quello della Agenzia Europea del Farmaco (EMEA), per cui si tratta di attendere che si concluda l’iter burocratico. Nel frattempo sono oltre 2000 le donne italiane che hanno potuto utilizzare la RU486 in Italia ed è chiaro che molti ospedali sono pronti at attivare il servizio di aborto medico accanto a quello chirurgico. Il Mifepristone (Mifegyne®) sara disponibile in fascia H, cioè ad uso ospedaliero, nel pieno rispetto della legge 194 e della tutela della salute della donna.” Per quanto riguarda “Le indagini sulla sperimentazione di Torino”, che Eugenia Roccella cita per affermare che 'il fatto che l'aborto avvenga fuori dalle strutture pubbliche e' in contrasto con la legge e può inficiare il sistema di garanzie per la salute della donna', rinnovo la mia piena fiducia nell’operato della magistratura torinese, ricordando al sottosegretario al Welfare come non vi siano state analoghe inchieste in altre Regioni, a parte l’archiviazione di quella riguardante l’Ospedale. Buzzi di Milano. Non vorrei che le dichiarazioni di Eugenia Roccella configurino l’intenzione di un parte della maggioranza di voler condizionare l’operato dell’AIFA e quello dei magistrati torinesi. Al contrario di quanto sostiene Eugenia Roccella, l’aborto medico amplia le tutele sanitarie e sociali delle donne, aggiornando le previsioni della legge 194. Inoltre la legge 194 prescrive che sia il medico a praticare l’interruzione volontaria della gravidanza senza entrare nel merito delle modalità tecniche ed operative, che riguardano il suo operato in scienza e coscienza. Tocca a lui valutare con la donna le dimissioni e la possibilità che l’espulsione del materiale abortivo possa avvenire al di fuori dell’ospedale. Questo non è in contrasto con la legge 194, non comporta alcun pericolo aggiuntivo, accade così in tutti i paesi ove si usa l’aborto medico e in Italia può essere evitato se la donna vuole rimanere in ospedale. Infine vorrei rassicurare Eugenia Roccella che né io, né i mie colleghi soffriamo della sindrome di Tafazzi, per cui non si capirebbe perché dovremmo essere così autolesionisti da proporre qualcosa che aumenterebbe i rischi per le donne, senza alcun vantaggio, e aumenterebbe i nostri rischi professionali indipendentemente dalle strumentalizzazioni degli antiabortisti. Evidentemente la letteratura scientifica e la storia della medicina sono dalla nostra parte.”
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VIA TORTORA: RADICALI RICEVUTI DALL'ASSESSORE VEARDO
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Questa mattina, una delegazione di Radicali dell'Associazione "Adelaide Aglietta", guidata da Alessandro Rosasco, ha incontrato l'assessore ai Servizi Civici del Comune di Genova, Paolo Veardo, in merito alla decisione presa dalla Giunta comunale di intitolare il tratto viario compreso tra Via Roma e Galleria Mazzini ad Enzo Tortora: giornalista e parlamentare radicale, protagonista di una incredibile vicenda giudiziaria e di una nobile battaglia civile per la giustizia giusta.A conclusione dell'incontro Alessandro Rosasco, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha dichiarato: "L'incontro di oggi, voluto dall'assessore Veardo, avvia alla conclusione una vicenda: quella dell'intitolazione di una strada della nostra città al genovese Enzo Tortora, che si è trascinata per troppo tempo. In questa occasione sono stati affrontati nodi politici e organizzativi al fine di instaurare una sinergia tra Radicali e il Comune nell'organizzazione di una cerimonia pubblica in occasione dell'intitolazione per ricordare la figura di Tortora.
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RADICALI / NUCLEARE: SPOT DI SCAJOLA AL G8. TANTO FUMO E NIENTE ARROSTO Viale e Boni: “Scajola e il Governo italiano annunciano svolte e lanciano proclami sul nucleare che non hanno alcun senso dal punto di vista economico, strategico e politico” |
Il G8 in Giappone si conclude conl’impegno per tutti i paesi a realizzare una politica energetica di efficienza, utilizzando ogni nuova tecnologia. Per strafare il nostro Ministro Scajola annuncia una svolta sulla politica nucleare in Italia. Dichiarazione di Igor Boni e Silvio Viale (Comitato nazionale Radicali Italiani; segretario e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) “In una fase dove sostanzialmente tutti i paesi occidentali investono moltissimo sulla ricerca in campo energetico (e anche in ricerca sul nucleare di quarta generazione) e sono sporadici gli esempi di nuova progettazione di centrali nucleari di seconda o terza generazione, il nostro Ministro Scajola lancia la grande novità italiana: investimenti stratosferici per realizzare da qui a 10 anni un programma nucleare con le vecchie tecnologie. Che cos’è tutto questo se non una cortina fumogena per far credere ai cittadini italiani che la situazione è sotto controllo e che si sta facendo qualcosa? Lo ribadiamo con la forza di chi crede che i grandi problemi non si risolvono con la bacchetta magica ma, senza tabù, occorrono politiche che comprendano molti aspetti; alcuni dei quali sono giustamente stati rilevati nelle dichiarazioni conclusive del G8 giapponese. Risparmio ed efficienza innanzitutto; ricerca a tutto campo; utilizzo delle nuove tecnologie (e ve ne sono in molti campi già disponibili: dall’eolico al solare); differenziazione degli approvvigionamenti di idrocarburi fossili (costruzione di rigassificatori per affrancarsi almeno in parte dal ricatto energetico russo; realizzazione di centrali a carbone). In questo contesto le proposte del Governo italiano sono solo tanto fumo e niente arrosto. Se davvero tutto questo avesse inizio, si configurerebbe come una follia dal punto di vista finanziario e produrrebbe un danno economico al Paese di proporzioni enormi, con il risultato che magari proprio sul nucleare altri fra un decennio inizieranno a costruire con nuove tecnologie mentre noi saremo nuovamente a rincorrere. Invece di spot, sarebbe opportuno scrivere nero su bianco un piano energetico nazionale che indichi la strada peri prossimi 20-30 anni. Se la ricetta è semplicemente quella di Scajola, c’è puzza di bruciato!”. |
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Tibet: Igor Boni e Bruno Mellano scrivono ai Sindaci piemontesi invitandoli ad aderire all'Ass. Comuni, Province, Regioni per il Tibet e ad esporre la bandiera tibetana. |
TIBET: SE NON ORA, QUANDO? invito ad esporre la bandiera tibetana fino alla data di inizio delle olimpiadi invito ad aderire all'Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet
Egregio Signor Sindaco, converrà con noi che l’imperativo di questi due mesi che ci separano dalle Olimpiadi di Pechino sia quello di utilizzare il palcoscenico mondiale rappresentato da quell’evento per illuminare l’altra faccia della luna: la situazione in Tibet e la mancanza di democrazia in Cina, ma anche la repressione cinese nel Turkestan orientale, contro la minoranza uigura mussulmana, o nella Mongolia dell’interno delle antiche popolazioni mongole, così come la persecuzione sistematica dei praticanti del Falun Gong, della “Chiesa del silenzio”, dei Cristiani che, proprio come avveniva nei Paesi dell’Est sotto il comunismo, sono costretti a professare la loro fede nella clandestinità o ad accettare come vescovi persone nominate dal partito, la sedicente “Chiesa patriottica”.
Il Dalai Lama, nel suo “Appello al popolo cinese” diffuso il 28 marzo scorso, ribadisce di non essere contrario ai Giochi Olimpici di Pechino, giusto riconoscimento della civiltà millenaria della Cina e del suo attuale impressionante progresso economico. Di fronte alla violenza del regime cinese e al tentativo continuo di delegittimazione, il Dalai Lama ha, ancora una volta, pronunciato e scritto parole di ragionevolezza, di pace e di amore. I tibetani non chiedono l’indipendenza; chiedono una piena autonomia all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina, un’autonomia tale da preservare le tradizioni, l’ambiente, la cultura millenaria del “tetto del mondo – il paese delle nevi”, anche prendendo a modello quello che si è fatto in Italia con l’Alto Adige - Sud Tirolo e con la Valle d’Aosta. Dal 2002 ad oggi vi sono stati sette colloqui “informali” fra i rappresentanti del Dalai Lama e il regime di Pechino, ma non è stato fatto alcun passo avanti concreto.
Per dare forza alla richiesta di autonomia per il Tibet, nel 2002 è nata all’interno del Consiglio Regionale del Piemonte l’Associazione dei Comuni, Province e Regioni per il Tibet. Oggi ne fanno parte oltre 150 enti locali di tutta Italia, che hanno deciso di esporre la bandiera del Tibet all’interno delle loro sedi istituzionali fino a quando non si arriverà a uno status di piena autonomia. Informazioni dettagliate sull’Associazione si possono trarre dal link “Associazione per il Tibet” sui siti www.consiglioregion ale.piemonte. it e www.associazioneagl ietta.it Ogni Comune, ogni Provincia, ogni Regione può aderire a questa associazione per dare un segno tangibile della propria vicinanza alla causa tibetana che rappresenta la causa dei popoli oppressi, contro la sopraffazione e la violenza delle dittature. Ogni Comune, ogni Provincia, ogni Regione può esporre la bandiera tibetana: un gesto semplice che diviene altamente simbolico da qui alla data di inizio delle Olimpiadi.
Torino, 6 giugno 2008
Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta – Comitato nazionale Radicali Italiani) Bruno Mellano (promotore dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet – Coordinatore dell’intergruppo parlamentare sul Tibet della 15° legislatura) |
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QUESTA SERA LA BANDIERA OLIMPICA CINESE A VERCELLI, IN OCCASIONE DEI CAMPIONATI EUROPEI DI ARTI MARZIALI. |
Questa sera, alle ore 21:00, al Teatro Civico di Vercelli (via Monte di Pietà n. 1), si terrà il galà di apertura dei Campionati Europei di arti marziali. “Guest star” della serata sarà la campionessa del mondo, la cinese Xu HuiHui; sarà presente in teatro anche la bandiera olimpica cinese, che, durante le Olimpiadi di Pechino, sarà esposta al “Palazzo dei Congressi” di Pechino. A partire dalle ore 20:00, davanti al Teatro Civico, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terranno un sit-in, sventolando le bandiere tibetane e indossando cartelli sandwich per ricordare il diciannovesimo anniversario della strage di Piazza Tienanmen (3/4 giugno 1989). Saranno presenti, fra gli altri, Roswitha Flaibani (giunta di segreteria Associazione Aglietta), Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Associazione Aglietta), che hanno dichiarato: “Manifesteremo, innanzitutto, per ricordare che in Tibet non è cambiato nulla: la pulizia etnica per diluizione, attuata dai cinesi, continua come continuano gli arresti di monaci e monache tibetane, accusati di “propaganda separatista”. Il problema è che le informazioni si fermano alle agenzie di stampa; giornali e tv si occupano di altro. Distribuiremo ai cittadini vercellesi la bandiera tibetana, invitando ad esporla alla finestra di casa; in Tibet, chi lo fa finisce in galera. Manifesteremo anche per ricordare la strage di Piazza Tienanmen, dove i carri armati cinesi calpestarono e uccisero dalle 2600 alle 3.000 persone, inermi e indifese. Ben 130 cittadini cinesi sono ancora detenuti, a distanza di 19 anni, per scontare la grave colpa di aver partecipato al primo e finora unico movimento pubblico per la democrazia in Cina. La liberazione di questi detenuti, in occasione delle Olimpiadi di Pechino, sarebbe un segno concreto che la faccia sorridente dei dirigenti cinesi non nasconde solamente il pugno di ferro della repressione, in Tibet, in Cina, in Turkestan, contro il Dalai Lama, contro i Falun Gong, contro la “Chiesa Cattolica del silenzio”, dovunque, contro chiunque rifiuti di essere un numero”. |
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CAMORRA/RADICALI: GRAVI LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO COSENTINO, GRAVE IL SILENZIO CHE NE E’ SEGUITO. |
Ieri, in un’intervista su “La Stampa”, Nicola Cosentino (sottosegretario all’Economia, coordinatore regionale della Campania di Forza Italia) ha affermato, tra l’altro: “Al massimo, posso aver fatto delle segnalazioni a Orsi (Michele Orsi, imprenditore edile con interessi nel settore dei rifiuti, indagato dal pool anticamorra, ucciso domenica a Casal di Principe dopo che aveva iniziato a fornire agli inquirenti elementi utili all’inchiesta) di nominativi per le assunzioni nel Consorzio Caserta 4, che si occupa di rifiuti. Sui 24 consorzi in Campania, quello di Caserta è uno dei pochi i cui sindaci fanno riferimento al centrodestra …Lo conoscevo …Come gran parte degli imprenditori della zona sono costretti a barcamenarsi tra Stato e Antistato …”. Rita Bernardini (segretaria di Radicali Italiani, deputato Radicale-PD) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Abbiamo atteso un giorno per vedere se le gravi affermazioni del sottosegretario Cosentino provocavano reazioni da parte del mondo politico o della cosiddetta società civile. Silenzio. Ieri vi è stato l’appello fermo e deciso del Presidente della Repubblica per il ripristino della legalità in Campania; vi sono state le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che auspica una “primavera della legalità”; vi è l’impegno, più volte ribadito, del Presidente del Consiglio ad affrontare alla radice e complessivamente sia l’inquinamento ambientale sia l’inquinamento criminale del territorio campano. Se le dichiarazioni delle massime cariche dello Stato hanno un senso, il Presidente Berlusconi non può esimersi dal chiedere al sottosegretario Cosentino di dimettersi dalla sua carica, poiché quanto da lui affermato, pur non rivestendo valenza penale, getta un’ombra pesante sui suoi rapporti con Michele Orsi e, in generale, sul sistema di assunzioni nei Consorzi di bonifica. Per richiedere ai cittadini campani una rivoluzione civile, occorre che gli uomini delle istituzioni, tutti nessuno escluso, abbiano tutte le carte in regola. Altrimenti il pesce campano continuerà a puzzare dalla testa.”. |
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STUDENTI CON DISABILITA' / RADICALI: SUBITO PROVVEDIMENTI PER GARANTIRE LA CORRETTA ASSEGNAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO “Si chiude un anno difficile per il sostegno nelle scuole. Chiediamo si lavori immediatamente per tutelare i diritti degli alunni disabili per il prossimo anno scolastico”
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In occasione della chiusura dell'anno scolastico 2007/2008, Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani - Consiglio generale Associazione Luca Coscioni), Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta – Comitato nazionale Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta di segreteria dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno richiesto un incontro urgente con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale e il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, per verificare e proporre provvedimenti volti a garantire la corretta assegnazione di insegnanti di sostegno e la realizzazione di percorsi inclusivi per il prossimo anno scolastico 2008/2009. I tre esponenti politici (Frezzato, Massano e Boni) hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “L'anno scolastico che oggi si conclude è iniziato riproponendo problemi e criticità ormai vecchi per molti studenti con disabilità e per le loro famiglie. A settembre abbiamo denunciato che, ad anno scolastico ormai avviato, molti studenti non avevano ancora ricevuto l'assegnazione dell'insegnante di sostegno. Dobbiamo rilevare, inoltre, come anche quando l'insegnante di sostegno è stato assegnato, il frequente tur-over, la precarietà, la non specializzazione e, spesso, la mancanza di un numero adeguato di ore, sono tutti elementi che rendono ulteriormente critica questa situazione. Una vicenda che si ripete da molti anni e che vede anche delle responsabilità molto rilevanti nei sindacati, i quali difendendo a spada tratta le graduatorie, di fatto non consentono una assegnazione corretta e razionale degli insegnanti di sostegno. Nell'anno in cui l'Italia si appresta a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il cui art. 24 impegna gli Stati a garantire un sistema scolastico inclusivo a tutti i livelli, crediamo fondamentale affrontare con largo anticipo il problema relativo alla corretta assegnazione degli insegnanti di sostegno. Riteniamo inoltre importante far venire alla luce altri aspetti relativi alla realizzazione di un effettivo percorso di inclusione scolastica quali: la presenza tuttora molto diffusa di barrire architettoniche all’interno e all’esterno degli edifici scolastici; la necessità di aumentare la consapevolezza di tutti di come una scuola inclusiva e attenta ai bisogni sia il primo e necessario passo verso percorsi di inclusione sociale; l’importanza di educare a vivere le differenze individuali come un aspetto “normale” della vita e non come il pretesto per escludere alcuni a vantaggio di altri. Per queste ragioni abbiamo inviato una lettera in cui chiediamo un incontro con il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Antonio Catania, e il direttore dell’ufficio regionale Francesco De Sanctis, per avere notizie di cosa si sta facendo in merito alla soluzione di questa situazione e per verificare insieme quali provvedimenti possono e debbono essere attuati da subito, per garantire il diritto all'istruzione degli studenti con disabilità e la realizzazione di adeguati percorsi di inclusione in ambito scolastico. Per evitare che il prossimo anno scolastico cominci con le stesse difficoltà di quello che con oggi si chiude.” ---------- Oggetto: “richiesta di incontro per sollecitare la nomina puntuale degli insegnanti di sostegno per l’anno scolastico 2008-2009”
Lo scorso anno scolastico, così come avvenuto altre volte nel passato, molti alunni disabili si sono visti assegnare docenti non specializzati (non abilitati al sostegno) che, in numerosi casi, durante i mesi successivi, sono stati sostituiti da personale specializzato. Questa situazione crea notevoli disagi e disservizi rilevanti nei confronti dei ragazzi e nei confronti degli stessi insegnanti. Il costante turn-over, la precarietà, la nomina ad anno scolastico ormai avviato determinano, infatti, una situazione di provvisorietà e discontinuità didattica che si ripercuotono negativamente sull'alunno. La figura di riferimento didattico ed educativo per l’alunno non dovrebbe in nessun caso essere sostituita durante l’anno scolastico, per evitare inevitabili disorientamenti e la necessità di ricominciare dall’inizio il percorso di conoscenza reciproca, presupposto fondamentale per un lavoro proficuo che possa concretamente condurre a risultati positivi. Inoltre, di tutta evidenza, il personale non specializzato si deve assumere un ruolo al quale, spesso, non si sente adeguato, trovandosi a dover gestire situazioni per le quali non ha ricevuto una formazione specifica e in alcuni casi non è in grado di fornire risposte coerenti con i bisogni dei ragazzi e dell'intero gruppo classe. Questa situazione non può essere considerata la norma ed è per questo che Le chiediamo un incontro, per avere notizie di cosa si sta facendo in merito alla soluzione di questa situazione e per verificare insieme quali provvedimenti possono e debbono essere attuati da subito, per evitare che il prossimo anno scolastico cominci con le stesse difficoltà di quello che con oggi si chiude.
L’incontro che sollecitiamo potrà essere anche utile per affrontare altri aspetti relativi alla situazione degli studenti con disabilità: la presenza tuttora molto diffusa di barrire architettoniche all’interno e all’esterno degli edifici scolastici; la necessità di intensificare le attività che mirino ad aumentare la consapevolezza di tutti (alunni, genitori e insegnanti) di come una scuola inclusiva e attenta ai bisogni, sia il primo e necessario passo verso percorsi di inclusione sociale; l’importanza di saper vivere le differenze individuali come un aspetto “normale” della vita e non come il pretesto per escludere alcuni a vantaggio di altri.
In attesa di un Suo gentile riscontro, Le inviamo distinti saluti e un augurio di buon lavoro. Torino, 5 giugno 2008 Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani – Consiglio generale Associazione Luca Coscioni – affetto da distrofia muscolare) Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta – Comitato nazionale Radicali Italiani) Domenico Massano (giunta di segreteria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) |
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Carcere/in GU trasferimento sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale.Radicali: ultimo lascito positivo del governo Prodi; ora toccherà al governo Berlusconi passare dalle parole ai fatti. |
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 30 maggio scorso il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008 su “Modalita' e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanita' penitenziaria.”. Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani, deputata Radicale-PD, e Giulio Manfredi della giunta di segreteria di Radicali Italiani Il decreto in oggetto fornisce finalmente le gambe per camminare all’importante principio fissato nel decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 sul riordino della medicina penitenziaria, il quale sancisce che non esistono più cittadini di serie A e cittadini di serie B (quelli reclusi), ma per tutti, nessuno escluso, il diritto alla salute (art. 32 Costituzione) deve essere garantito dal Servizio sanitario nazionale. Purtroppo, come accade per molte altre leggi dello Stato, il principio è rimasto tale, sulla carta, per dieci anni; sola l’ultima Legge Finanziaria ha disposto le procedure contabili per attribuire le risorse necessarie alle aziende sanitarie locali. Il governo Prodi, in zona Cesarini, ha emanato il decreto ad hoc, che entrerà in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta, cioè il 14 giugno 2008. E’ auspicabile che non si ripeta quanto successe dieci anni fa: il D.Lgs. 230/99, approvato dal governo D’Alema, fu poi sostanzialmente boicottato dal governo Berlusconi. Ora, però, il decreto Prodi fissa in maniera dettagliata i compiti di tutti e di ciascuno, Stato, Regioni, aziende sanitarie, amministrazione penitenziaria. I radicali opereranno per la sua attuazione, essendo consapevoli che dietro gli articoli di legge, dietro gli stanziamenti di bilancio, ci sono persone concrete, in carne ed ossa, che devono essere tutelate nei loro diritti fondamentali, nell’interessa dell’intero pianeta carcere e di tutta la collettività. |
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Associazione
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