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Trinità, 23 luglio 2005
Con cortese richiesta di pubblicazione
IL BIVIO
  il governo del territorio nel mondo globalizzato pone nuove questioni e nuovi problemi alla politica, alla imprenditoria, alla cultura di questo nostro Bel Paese e soprattutto, in ottica di federalismo e di sussidiarietà, interroga direttamente i nostri oltre 8000 comuni italiani. Nuove domande che esigono risposte puntuali ma tempestive, tecniche ma chiare e comprensibili che sappiano contemperare la prospettiva della salvaguardia paesaggistica e quella dello sviluppo sostenibile ed eco-compatibile.
La vicenda della piattaforma logistica trinitese o “Alpi del Mare” è paradigmatica.
La nostra Provincia, che, nonostante l’isolamento, ha saputo diventare modello economico e sociale, è ora chiamata a dotarsi di una pianificazione di tutela del territorio, possibilmente facendo tesoro della propria storia e dell’esperienza altrui, ma, inevitabilmente, si trova di fronte ad un bivio e la strada si biforca: occorre scegliere il percorso, avendo chiara l’idea di dove si vuole andare.
Tutti sostengono la necessità di puntare sulle nostre specificità territoriali e paesaggistiche, valorizzandole e preservandole come ricchezze intrinseche ed uniche. Il Presidente Raffaele Costa ha pubblicamente proposto che le Langhe vengano inserite nel patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco: questa è sicuramente la strada giusta. Costruire una megacentrale alle porte delle preziose colline e delle ancor più preziose vigne; asfaltare 1000 giornate agricole per candidarsi ad essere il baricentro dei traffici commerciali Asia-Europa; concentrare tutti gli insediamenti dal forte impatto ambientale in un fazzoletto di terra al centro della Provincia, non sono la strada giusta.
La Provincia di Cuneo si appresta ad approvare il Piano Territoriale, atteso otto anni e costato due lire, che a pagina 59 “individua come unico ambito idoneo alla localizzazione DELLA NUOVA Piattaforma Logistica, la zona compresa tra i territori comunali di Fossano, Carrù, Magliano Alpi, S.Albano Stura.” Al di là dell’ipocrisia tutta burocratica di non citare direttamente la localizzazione più probabile di Trinità, che è semplicemente definita dai comuni limitrofi e dal richiamo al progetto della Camera di Commercio, l’aspetto più grave è che il piano finisce per assecondare una visione di utilizzo e sfruttamento del territorio miope, senza avere la forza di dare risposte a quelle domande di pianificazione che gli stessi enti locali attendono ed esigono. La Provincia di Torino, allora presidente Mercedes Bresso, dotandosi del proprio Piano Territoriale in molti punti difforme dagli indirizzi regionali, ha dato le sue risposte. La giunta Ghigo ed il precedente consiglio regionale hanno tenuto fermo per oltre due anni il piano provinciale di Torino, contestandolo, ma alla fine, grazie anche all’ex presidente di commissione urbanistica regionale Enrico Costa, è stato approvato così come proposto. Allora chi deve dare delle risposte? I nostri piccoli comuni, sempre più soli e non attrezzati di fronte a strumenti di pianificazione astrusi ed ad interessi economici transnazionali?
A questo bivio ora si trova la Provincia, vediamo cosa decide: con il consigliere provinciale di AN Giuseppe Lauria e con un migliaio di cittadini ho chiesto il rinvio a settembre della discussione o, in subordine, lo stralcio del paragrafo che dà per acquisita la necessità di una piattaforma logistica e ne individua l’area. A ciascuno le proprie responsabilità, con la consapevolezza che il nostro futuro passa per questo incrocio.
Bruno Mellano
Segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta

Torino, 30 luglio 2005
Associazzione radicale Adelaide Aglietta: il Dalai Lama accetta l'invito a Torino e ringrazia il Piemonte per il sostegno dato alla causa tibetana.
Mellano: "una bandiera per il Tibet!"

Ieri, presso il Palazzo dell'Arengo, sede del Comune di Rimini, si è svolto un incontro fra Tenzin Gyatso, XVI Dalai Lama del Tibet, ed una delegazione dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, composta da Mariacristina Spinosa (membro dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale del Piemonte, consigliere regionale dei Verdi) e Bruno Mellano, promotore dell‚Associazione e coordinatore dell'attività sino ad ora svolte.
La delegazione ha consegnato nelle mani di Sua Santità una lettera di invito a Torino, a firma del nuovo Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Davide Gariglio, e il consigliere regionale Spinosa è intervenuta pubblicamente per ribadire la continuità dell‚impegno della Regione Piemonte a favore della causa tibetana, sottolineando le iniziative portate avanti dal precedente Consiglio Regionale e ricordando il particolare l'impegno dei radicali per la campagna delle bandiere tibetane e per il coinvolgimento degli enti locali italiani.
Il Dalai Lama, nel suo intervento, ha ringraziato la delegazione piemontese, annunciando di voler accettare il caldo invito ad essere a Torino nei prossimi mesi.
Tenzin Gyatso ha inoltre ringraziato il Consiglio Regionale del Piemonte per il sostegno dato alla causa tibetana con la creazione dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet.

Mellano ha dichiarato:
„Oggi sono doppiamente felice: in primo luogo perché il Dalai Lama ha accettato l'invito ad essere in Piemonte nei prossimi mesi, ma anche per il valore ed il senso della delegazione riminese.
Il Consiglio Regionale del Piemonte intende, dunque, proseguire un impegno ed un lavoro a cui i consiglieri regionali radicali nella scorsa legislatura hanno dedicato tempo e passione, riuscendo a mobilitare e creare occasioni importanti di azione e di riflessione sul ruolo e sugli obiettivi possibili della "politica estera" piemontese.
Come radicali intendiamo tenere alta la bandiera tibetana che, l‚abbiamo sempre detto, è il simbolo di una lotta nonviolenta ma che pone contemporaneamente anche la questione dei diritti umani e politici in Cina, in primo luogo per gli stessi cinesi.

P.S. Le bandiere tibetane possono essere richieste allo 011/2309006 oppure scrivendo a radicalipiemonte@hotmail.com
Vedi anche link sull'Associazione Comuni Province e Regioni per il Tibet su
www.associazioneaglietta.it


Torino, 29 luglio 2005
CASO GHIGLIA/MANFREDI E VIALE: "PRESENTEREMO SUBITO L'AZIONE POPOLARE PER FARLO DECADERE... E LE DICHARAZIONI DI GIOVINE, PIU' CHE UNA REPLICA, SONO UN AUTOGOL"
  Art. 122, comma 2, della Costituzione:
“ Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento …”
Art. 4, comma 1, della Legge 23 aprile 1981, n. 154 (Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche di consigliere regionale, provinciale ….):
“Le cariche di membro di una delle due Camere … (omissis) … sono incompatibili con la carica di consigliere regionale…”
Art. 6, commi 2 e 4, della suddetta Legge 154/81:
“…Le cause di incompatibilità, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, importano la decadenza dalle cariche di cui al comma precedente …
…La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità”

Agostino Ghiglia è stato proclamato deputato il 30 maggio 2001; è stato proclamato consigliere regionale il 16 maggio 2005; ai sensi di legge, entro il 26 maggio 2005 avrebbe dovuto scegliere quale delle due cariche esercitare e cessare dalle funzioni della carica scartata.Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“Ieri avevamo chiesto all’Onorevole Consigliere Ghiglia di dimettersi da una delle due cariche, e ci saremmo attesi una pronta adesione, magari giustificando il ritardo di due mesi con i suoi vari impegni. Invece, Ghiglia risponde definendo “gossip” e “stupidaggini” il nostro richiamo al rispetto della Costituzione e della legge e minacciando querele sulla questione del doppio stipendio per un refuso su un punto esclamativo, per il quale ci siamo pubblicamente scusati e abbiamo prontamente rettificato.
Per noi la questione centrale e rilevante è quella del rispetto della legalità; pertanto, nei prossimi giorni, presenteremo, come cittadini elettori della Regione Piemonte, un’ “azione popolare” davanti al Tribunale di Torino per far decadere Ghiglia dalla carica di consigliere regionale (come già fatto in passato, sempre con successo, rispetto a Nicoletta Albano, Vincenzo Tomatis e Rolando Picchioni); i nostri avvocati sono già al lavoro.
Michele Giovine, invece, è andato a ripescare Cicciolina e Toni Negri e, rispetto alle firme false, se l’è cavata a buon mercato con il solito “Così fan tutti”. Più che una replica ci sembra un autogol!
Il problema vero è che il nostro interlocutore non era Giovine ma quanti (sicuramente le liste e i candidati concorrenti alle scorse elezioni regionali) avrebbero l’interesse e giuridicamente la legittimazione a promuovere un ricorso davanti al giudice amministrativo per verificare le irregolarità e per conseguire la decadenza di Giovine dalla carica di consigliere; da costoro non arrivano né ricorsi, né querele né autogol ma solo un triste e complice silenzio.”.
Manfredi (348/5335305) Viale (339/3257406)

Torino, 28 luglio 2005
ELEZIONI REGIONALI E LEGALITA': I CASI "GHIGLIA" E "GIOVINE".
SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE
(Torino, 28 luglio 2005).
Nella conferenza stampa - tenutasi presso la sede dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta - gli esponenti radicali Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno illustrato alla stampa i casi dei consiglieri regionali del Piemonte Agostino Ghiglia (Alleanza Nazionale) e Michele Giovine (Lista Consumatori con Ghigo).
Ghiglia ricopre attualmente sia la carica di deputato sia quella di consigliere regionale (segretario nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio). L'art. 122 della Costituzione sancisce l'incompatibilità fra le due cariche; ai sensi di legge (L. 154/81, art. 6, comma 4) Ghiglia avrebbe dovuto dimettersi entro il 26 maggio scorso (entro 10 giorni dalla sua proclamazione a consigliere regionale) da una delle due cariche.
Giovine è l'unico eletto in Consiglio della Lista Consumatori; la Procura di Torino (PM Saluzzo) aperse già lo scorso marzo un'inchiesta per verificare la regolarità delle firme raccolte per la presentazione della suddetta lista (e delle liste di "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" e della "Democrazia Cristiana", che non hanno avuto eletti). Da recenti notizie di stampa, risulta che la Procura sta per concludere la sua inchiesta, in cui ha verificato che l'86% delle firme della Lista Consumatori sono false.
La situazione è paradossale: c'è la quasi certezza dell'apertura di un procedimento penale nei confronti degli esponenti della "Lista Consumatori con Ghigo" e degli autenticatori da essi utilizzati nella raccolta firme; ma la permanenza o meno di Giovine in Consiglio Regionale è legata alla presentazione o meno di ricorsi al TAR da parte degli "aventi interesse", cioè di chi, candidato alle elezioni regionali, potrebbe subentrare a Giovine una volta accertata l'irregolarità della sua elezione. I radicali sono fuori gioco non essendosi presentati alle elezioni regionali.

Viale e Manfredi hanno dichiarato:
"Ghiglia ha fatto tappezzare Torino di manifesti di AN in cui ricapitola i requisiti che i cittadini extracomunitari dovrebbero, a parer suo, possedere per votare ed essere votati nelle circoscrizioni. Ghiglia predica bene e razzola male; è rigororoso con gli altri ma si scorda le norme elettorali che lo riguardano direttamente; si dimetta ora, non aspetti a farlo in autunno, quando glielo chiederanno le Giunte delle Elezioni del Consiglio e della Camera, per lucrare ancora qualche mese di stipendio!
Rispetto al caso Giovine, è vergognoso che nessun candidato, nessuna forza politica che ha partecipato alle elezioni regionali abbia fatto ricorso al TAR per ristabilire la legalità del voto; e la cosiddetta società civile, che fa le pulci alle elezioni in Iraq o in Ucraina, dov'è, non dice nulla?
Gli accordi sottobanco hanno ancora una volta prevalso sulla legalità e sul diritto?"

Viale (339/3257406) Manfredi (348/5335305)

Torino 27 luglio 2005
La pena di morte nel mondo - Nessuno Tocchi Caino e Associazione “Aglietta” rilanciano da Torino la moratoria delle esecuzioni. MELLANO: “Comune, Provincia e Regione facciano la loro parte, questa è una battaglia che si può e si deve vincere!!!”
La pena di morte nel mondo - Nessuno Tocchi Caino e Associazione “Aglietta” rilanciano da Torino la moratoria delle esecuzioni. MELLANO: “Comune, Provincia e Regione facciano la loro parte, questa è una battaglia che si può e si deve vincere!!!”
 
Questa mattina, in Sala delle Congregazioni del Comune di Torino l’Associazione Nessuno Tocchi Caino e Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” hanno presentato il rapporto 2005 “La pena di morte nel mondo” (edizioni Marsilio) alla presenza dell’Assessore della Città di Torino, segretario regionale dello SDI, Gianluigi Bonino, del console onorario del Senegal, Laura Morra di Cella, del segretario regionale dei DS, Pietro Marcenaro, il segretario di NtC Sergio D’Elia, di Elisabetta Zamparutti, curatrice del volume, di Bruno Mellano e Silvio Viale, Segretario e Presidente dell’Associazione “Aglietta”.
 
IL QUADRO MONDIALE:
 
almeno 5.476 esecuzioni sono state effettuate in 25 paesi nel 2004. Cina: almeno 5.000 (circa 10.000, secondo Chen Zhonglin, deputato al Congresso Nazionale del Popolo) - Iran: almeno 197 - Vietnam: almeno 82 - Corea del Nord: numero imprecisato, ma dell’ordine di parecchie decine - Stati Uniti: 59 - Arabia Saudita: almeno 38 - Pakistan: almeno 29 (di cui 8 effettuate su ordine di una giuria tribale) Bangladesh: almeno 12 - Kuwait: almeno 9 - Egitto: almeno 6 - Singapore: almeno 6 Yemen: almeno 6 - Bielorussia: almeno 5  - Tagikistan: almeno 4 - Uzbekistan: almeno 4 - Indonesia: 3 - Libano: 3 - Taiwan: 3   - Giappone: 2  - Afghanistan: 1  Giordania: 1 - India: 1.

IL CASO SENEGAL:
dopo aver dichiarato fuori legge la pratica delle mutilazioni genitali femminili nel 1999, e aver nominato, per la prima volta nella storia del Senegal, una donna alla carica di ministro nel 2001; lo scorso 10 dicembre 2004, in concomitanza con la Giornata mondiale dei Diritti umani, ha abolito, con il sostegno dell’Assemblea Nazionale del Senegal, la pena di morte per tutti i reati, il Senegal è così diventato il terzo Stato a maggioranza islamica ad aver abolito totalmente la pena capitale.

IL CASO IRAN:
si chiamavano Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni. Avevano l’uno 16 e l’altro 18 anni. Vivevano a Mashad, nel nord-est dell’Iran. Hanno fatto sesso insieme, come molti ragazzi della loro età fanno nel loro Paese, magari prima del matrimonio (forse, non lo sapremo mai, si sono anche voluti bene). E sono stati scoperti. Hanno ammesso il fatto (probabilmente sotto tortura) ed hanno dichiarato di non sapere che quel "crimine" venisse punito con la morte. La diciannovesima corte della Repubblica islamica d’Iran, per questo "crimine",  li ha condannati a morte. (Anche se formalmente la condanna si è basata sull'accusa di aver stuprato un tredicenne, di cui non si conosce l'identità, e sebbene per la legge iraniana le vittime dei reati sessuali debbano comparire in tribunale). Dopo 14 mesi di carcere per entrambi, la Corte Suprema di Teheran ha confermato la condanna a morte anche del più piccolo, il cui avvocato aveva chiesto di considerarne la giovane età, all’epoca dei fatti. Secondo il codice penale iraniano, le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati. Il 19 luglio, dopo aver patito 228 frustate per “uso di alcolici, disturbo della quiete e furto”, hanno subito pubblica impiccagione in Piazza della Giustizia. Secondo l’agenzia Isna (Iranian Students News Agency) la polizia iraniana è attualmente alla ricerca di altri tre ragazzi, colpevoli del medesimo “reato”. Secondo gli attivisti dei diritti umani in Iran, oltre 4.000 lesbiche e gay sono stati giustiziati da quando gli Ayatollah sono saliti al potere nel 1979.
VEDASI LE TRAGICHE FOTO DELL’ESECUZIONE SU: www.associazioneaglietta.it

Torino, 27 luglio 2005
ELEZIONI REGIONALI E LEGALITA‚: I CASI "GHIGLIA"E "GIOVINE".
DOMANI A TORINO CONFERENZA STAMPA RADICALE.
La conferenza stampa si terrà domani, giovedì 28 luglio, a mezzogiorno, presso la sede dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18, interno cortile).
Interverranno:
Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani)
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani)
Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta)

Gli esponenti radicali denunceranno la situazione di palese incompatibilità in cui si trova da quattro mesi l'on. Agostino Ghiglia di Alleanza Nazionale (contemporaneamente deputato e consigliere regionale in Piemonte, addirittura segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale) e la situazione particolare in cui si trova il consigliere regionale Michele Giovine (Lista Consumatori con Ghigo), alla luce dell‚inchiesta condotta dalla Procura di Torino da cui è emerso, secondo recenti notizie di stampa, che l'86% delle firme a sostegno delle presentazione della suddetta lista sono false.

TORINO. PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2005 DI NTC
Sala delle Congregazioni del Comune – domani, mercoledì 27 luglio, ore 11
  L’Associazione “Nessuno Tocchi Caino” e l’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” presentano l’edizione 2005 del Rapporto annuale di “Nessuno Tocchi Caino” - edizioni Marsilio - dal titolo: “La pena di morte nel mondo”.
La presentazione si terrà domani, mercoledì 27 luglio, alle ore 11.00 presso la sala delle Congregazioni del Comune di Torino, via Milano, 1.
Saranno presenti:
-Gianluigi Bonino – Assessore del Comune di Torino
-Gianni Oliva - Assessore della Regione Piemonte
-Sergio D’Elia - Segretario di Nessuno Tocchi Caino
-Elisabetta Zamparutti - curatrice del Rapporto 2005
-Silvio Viale - Presidente Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”
Interviene: Laura Morra di Cella - console del Senegal a Torino
Coordina: Bruno Mellano - membro del board di Nessuno Tocchi Caino e
Segretario dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”
Mellano ha dichiarato: “Quest’anno il rapporto è dedicato ad Abdoulaye Wade, Presidente della Repubblica del Senegal, che dopo aver dichiarato fuori legge la pratica delle mutilazioni genitali femminili nel 1999, e aver nominato, per la prima volta nella storia del Senegal, una donna alla carica di ministro nel 2001; lo scorso 10 dicembre 2004, in concomitanza con la Giornata mondiale dei Diritti umani, ha abolito, con il sostegno dell’Assemblea Nazionale del Senegal, la pena di morte per tutti i reati. Il Senegal diventa così il terzo Stato a maggioranza islamica ad aver abolito totalmente la pena capitale.
Ancora una volta il Rapporto sulla pena di morte nel mondo, giunto all’ottava edizione, ha il compito di sensibilizzare tutte le personalità del mondo politico e culturale oltre ai semplici cittadini, sull’importanza della campagna transnazionale volta ad ottenere al più presto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione di moratoria universale della pena di morte in vista della completa abolizione. Inoltre, il Rapporto, è la più completa banca dati relativa ai passi avanti fatti in questi anni, dove il boia si è visto progressivamente ridurre gli spazi di azione.”
Bruno Mellano, 348.5335302

25 luglio 2005
CASO SACAL: I RADICALI CHIEDONO ALLA PROCURA DI VERCELLI DOVE SONO FINITI GLI ESPOSTI PRESENTATI PER DENUNCIARE L'INQUINAMENTO IN ATTO
  Mellano e Boni "Da oltre un anno aspettiamo di sapere quali sono i risultati delle indagini della Procura. Le vicende di questi ultimi mesi dimostrano che avevamo ragione!"
Da notizie giornalistiche si apprende che nuovamente i cittadini si lamentano delle esalazioni malsane che giungono dagli stabilimenti della Sacal di Carisio (VC). Nuovamente si parla di fumi maleodoranti e addirittura tossici. Il tutto accade dopo le assicurazioni dei mesi scorsi dei tecnici dell'Arpa e dell'Assessore all‚Ambiente della Provincia Francesco Borasio e dopo due esposti presentati dai Radicali alla Procura di Vercelli ai quali la stessa Procura, evidentemente, non ha dato seguito.
Dichiarazione di Bruno Mellano (Segretario dell‚Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Igor Boni (Comitato Nazionale di Radicali Italiani)
"Stiamo seguendo e monitorando il caso Sacal‚ da ormai un anno e mezzo. Abbiamo presentato su questo due interrogazioni in Consiglio regionale (31 maggio 2005 e 9 febbraio 2005) e due esposti alla Procura di Vercelli. Nei mesi scorsi abbiamo provveduto al campionamento delle acque di scarico della Sacal ed abbiamo commissionato le analisi che hanno dimostrato (tre prelievi su tre) il persistere dell'inquinamento in atto, fuori dai termini di legge. Malgrado tutto questo le autorità competenti paiono continuare a fare finta di nulla. Oltre alle assicurazioni dell'ex Assessore all‚Ambiente della regione Ugo Cavallera, abbiamo ricevuto nel marzo scorso una lettera altrettanto rassicurante dell'Assessore della Provincia Francesco Borasio; la Procura continua a tacere e l'Arpa dice che tutto va bene. Una situazione per lo meno paradossale: da una parte i cittadini che chiedono sia rispettata la legge e dall'altra le istituzione che dovrebbero farla rispettare che si sono dimostrate quanto meno poco efficienti. E' lecito chiedere alla Procura dove sono finiti i nostri esposti? E' lecito chiedere all'Arpa di compiere il proprio dovere? Oppure, di nuovo, dovremo sostituirci alle autorità competenti e ripetere i campionamenti e le analisi?"

Per informazioni Boni: 348/5335309

Principali iniziative dei Radicali sul "Caso Sacal"
8 aprile 2004: viene effettuato il 1° prelievo sulle acque di scarico della Sacal. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca, fluoruri, solfuri e tensioattivi. 31 maggio 2004: presentata la 1° interrogazione in Consiglio regionale a firma Bruno Mellano e Carmelo Palma. 3 giugno 2004: presentato alla Procura di Vercelli il 1° esposto, allegando la documentazione fotografica e analitica acquisita. 21 settembre 2004: l'Assessore all‚Ambiente Ugo Cavallera risponde all‚interrogazione assicurando l'intervento immediato dell'Arpa. 18 dicembre 2004: viene effettuato il 2° prelievo. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 22 dicembre 2004: viene effettuato il 3° prelievo. Le analisi, di nuovo, rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 9 febbraio 2005: presentata 2° interrogazione in Consiglio regionale, allegando la nuova documentazione acquisita. L'interrogazione non ha ottenuto alcuna risposta. 9 febbraio 2005: presentato alla Procura di Vercelli il 2° esposto, ad integrazione di quello del giugno 2004. 25 luglio 2005: in seguito al perdurare della situazione, i Radicali chiedono nuovamente l'intervento delle autorità competenti.

10121 Torino Via Garibaldi, 18
Tel. 011.230.90.06 Fax 011.230.90.05

Londra - 21 Luglio 2005

Due ragazzi gay sono stati giustiziati pubblicamente in Iran lo scorso 19 luglio per il "reato" di omosessualità.
  I giovani sono stati impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell'Iran. La loro condanna a morte è arrivata dalla corte n. 19.
In Iran è vigente la legge islamica della Sharia, che commina la pena di morte in caso di sesso gay.
Le foto scioccanti dell'esecuzione sono ai seguenti collegamenti:

http://www.outrage.org.uk/imagezoom.asp?file=37

http://www.outrage.org.uk/imagezoom.asp?file=38

http://www.outrage.org.uk/imagezoom.asp?file=39

Un giovane aveva 18 anni, l'altro meno di 18 anni. Sono stati identificati solo attraverso le loro iniziali, M.A. e A.M.

Hanno ammesso (probabilmente sotto tortura) di aver praticato sesso ma hanno assunto in loro difesa che la maggior parte dei giovani ragazzi ha rapporti sessuali tra di loro e che non erano consapevoli che l'omosessualità venisse punita con la morte.
Prima della loro esecuzione, i giovani sono stati tenuti in prigione per 14 mesi e severamente colpiti con 228 frustate.
La lunghezza della loro detenzione lascia presupporre che essi commisero le cosiddette infrazioni più di un anno prima, quando erano probabilmente attorno all'età di 16 anni.
Ruhollah Rezazadeh, l'avvocato del ragazzo più piccolo (sotto i 18 anni), si era appellato al fatto che egli fosse troppo giovane per essere giustiziato e che la corte avrebbe dovuto prendere in considerazione la sua tenera età (presumibilmente 16 o 17 anni). Ma la Corte Suprema di Teheran lo ha condannato lo stesso all'impiccagione.
Secondo il codice penale iraniano, le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.
Tre altri giovani ragazzi gay Iraniani sono ricercati dalla polizia, ma sono riusciti a nascondersi e non si riesce a trovarli. Se catturati, anche loro dovranno subire l'esecuzione.
Notizie delle due esecuzioni sono riportate da ISNA (l'Agenzia giornalistica studentesca Iraniana), il 19 luglio.
Una notizia più recente da "Iran In focus", presumibilmente basata sul servizio originale ISNA, ha dichiarato che i ragazzi sono stati giustiziati per avere assalito sessualmente un 13enne. Ma il servizio della ISNA non menziona alcuna violenza sessuale.
Anche un servizio delle esecusioni sul sito del rispettato movimento democratico di opposizione, Il Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran, non fa riferimento ad un atto di violenza sessuale.
La notizia della violenza sessuale potrebbe essere una copertura per minare la compassione pubblica nei confronti dei ragazzi (una tattica frequente del regime Islamico in Iran).
O potrebbe anche essere che il 13enne fosse un partecipante consenziente ma che la legge iraniana (come la legge del Regno Unito) ritiene che nessuna persona di quella età sia capace di consenso sessuale a che quindi qualsiasi contatto di tipo sessuale sia automaticamente considerato per la legge una violenza carnale.
Se il 13enne fosse stato violentato, perchè non è stato identificato e processato (per la legge iraniana sia le vittime che i colpevoli di reati sessuali devono essere puniti) ?
Il racconto completo in lingua Farsi dall'ISNA, con le tre foto al collegamento seguente:
http://isna.ir/Main/NewsView.aspx?ID=News-556874

"Questa è solo l'ultima barbarie degli Islamo-fascisti in Iran", ha detto Peter Tatchell del gruppo di diritti umani OutRage di Londra! "L'intero paese è una gigantesca prigione, con le regole islamiche sostenute da detenzioni senza processo, torture e omicidi sovvenzionati dallo stato".
"Secondo gli attivisti dei diritti umani in Iran, oltre 4.000 lesbiche e gay sono stati giustiziati da quando gli Ayatollah sono saliti al potere nel 1979".
"In totale, si stima che 100.000 iraniani sono stati messi a morte negli ultimi 26 anni di governo clericale. Le vittime includono donne che hanno rapporti sessuali fuori dal matrimonio e gli avversari politicidel governo islamico".
"Lo scorso agosto, una ragazza 16enne, Atefeh Rajabi, è stata impiccata per "atti incompatibili con la castità."
Il Governo laburista della Gran Bretagna mira a raggiungere relazioni amichevoli con questo regime omicida, includendo aiuti e scambi commerciali. Noi sollecitiamo la comunità internazionale a trattare l'Iran come uno stato canaglia, ad interrompere le relazioni diplomatiche, ad imporre sanzioni sugli scambi e a dare pratico supporto all'opposizione democratica e di sinistra all'interno dell'Iran", ha dichiarato Mr Tatchell.
Azioni Urgenti:
Protesta all'ambasciatore dell'Iran:
Indirizzo dell'ambasciata iraniana nel Regno Unito:
info@iran-embassy.org.uk
Tel: 020 7225 3000
Fax: 020 7589 4440

Iranian Ambassador
Embassy of Iran
16 Prince’s Gate

London SW7 1PT
Indirizzi dell'ambasciata iraniana in Italia:

Ambasciata della Repubblica Islamica dell' Iran in Italia.

00162 Roma (RM)
Via Nomentana, 361

06 86328493
06 86391029

22 Luglio 2005
pag 16 vedi allegato.pdf
ALLARME. TECNICHE DI COLTIVAZIONE DA CAMBIARE
«Acqua sprecata in agricoltura»
  Altro che chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o lesinare sui colpi di sciacquone. Se proprio non volete sprecare il bene prezioso che è l‚acqua - non a caso soprannominata oro blu - dovete mangiare meno hamburger. Perché un hamburger vale la bellezza di 13 docce. «Lo sperpero maggiore è legato all‚irrigazione agricola», afferma Igor Boni, del Comitato nazionale Radicali italiani. Anche perché il problema non è certo trascurabile: l‚agricoltura piemontese beve 8,3 miliardi di metri cubi di acqua l‚anno, pari a 16 volte il consumo industriale e a 17 volte quello idropotabile. Non basta, il 50% di quest‚acqua va persa, evaporata dai bacini degli invasi che per anni sono stati costruiti in tutto il Piemonte. I dati sul consumo delle acque piemontesi - forniti da Regione, Arpa e Fao - dimostrano che le coltivazioni di riso, da sole, consumano 6 miliardi e mezzo di metri cubi d‚acqua. Ma non c‚è nessuna intenzione di punire gli agricoltori, anzi. «Puntiamo a mettere in atto tecniche di coltivazione più moderne - afferma Mariacristina Spinosa, consigliere regionale dei Verdi per la Pace -, a basso consumo idrico e a impatto ambientale meno forte». Enrico Moriconi, presidente del gruppo consigliere regionale dei Verdi per la Pace ribadisce: «C‚è bisogno di una svolta nella gestione del problema acqua. Occorre infatti affrontarlo nel modo più globale possibile, non solo chiedendo ai cittadini di fare meno docce, ma intervenendo direttamente sul sistema agricolo piemontese».

Torino, 22 luglio 2005
VOTO AGLI EXTRACOMUNITARI/RADICALI: "BRAVO CHIAMPARINO - MA CON L'OPPOSIZIONE CHE TI RITROVI E‚ TROPPO FACILE! NON CONOSCONO NEPPURE IL REGOLAMENTO COMUNALE SUI REFERENDUM!"
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
"La delibera approvata ieri dal Consiglio Comunale di Torino, che sancisce il diritto per i cittadini extracomunitari residenti in città da almeno sei anni di votare e di essere votati nelle elezioni circoscrizionali, è di grande valore sia concreto che simbolico: avvicina concretamente circa 16.000 donne e uomini all'istituzione locale a loro più vicina, più prossima ai loro bisogni; e lo fa in un momento storico - e lo stesso giorno dei nuovi attentati di Londra - in cui la prima reazione, irrazionale e sbagliata quanto si vuole, è quella di chiedere di alzare nuove barriere piuttosto di decidere di eliminarne almeno una.
Bravo, dunque, Chiamparino, anche se il suo compito è stato facilitato sia dell'encomiabile "obiezione di coscienza" del consigliere UDC Domenico Gallo sia dal comportamento mediocre di un'opposizione di centrodestra che ha dormito per quattro anni e che ora cerca di darsi un tono senza nemmeno studiarsi le carte.
Un esempio: Forza Italia, AN e Lega hanno chiesto e chiedono di interpellare i torinesi sull‚argomento con un referendum consultivo; peccato che il regolamento sui referendum ˆ approvato il 25 ottobre 2004 - sancisca, all'art. 15, che "Il Referendum Comunale deve svolgersi annualmente in una domenica compresa nel periodo tra il 15 giugno e il 15 luglio"e, all'art. 17, che "Il Consiglio Comunale non può deliberare la promozione del referendum consultivo nel periodo intercorrente fra il 1° marzo dell'anno precedente quello in cui è previsto il suo ordinario svolgimento, e la data dello scioglimento stesso". Risultato: il referendum potrebbe essere tenuto non prima del 15 giugno 2006, ad elezioni comunali e circoscrizionali già avvenute.

Come radicali non possiamo non rilevare la poca sensibilità dimostrata dal Consiglio Comunale nel prevedere l'effettuazione dei referendum in estate; ma questo è un altro discorso e non può certo essere tenuto da quegli esponenti del centrodestra che si sono mobilitati fino a quaranta giorni fa per affossare l'istituto del referendum con la loro feroce campagna astensionista: chi la fa l'aspetti!".

Manfredi (348/5335305)
Mellano (348/5335302)

N.B. Il Regolamento Comunale sui Referendum è disponibile su:
www.comune.torino.it/regolamenti/297/297.htm

Torino, 20 luglio 2005
DROGHE/SUL SITO DEL GOVERNO I PREZZI DELLE VARIE SOSTANZE.
MANFREDI (RADICALI): “COSA FARA’ L’ON. GASPARRI, CHE NEL 2000 AVEVA CHIESTO DI CHIUDERE UN SITO (www.fuoriluogo.it) CHE FACEVA E FA ALTRETTANTO?!”.
  Sul sito www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/relazione_droga_04/index.html è disponibile il testo della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2004; la Relazione è stata illustrata da Carlo Giovanardi (ministro per i Rapporti con il Parlamento e con delega alle tossicodipendenze) agli inizi di luglio.
A pag. 167 della Relazione, al paragrafo intitolato “Prezzo e purezza”, i cittadini possono acquisire, tra le altre, queste informazioni:
“Se relativamente al traffico di marijuana l’oscillazione del prezzo medio è compresa tra i 950 euro e i 1.500 euro al Kg, nello spaccio il prezzo medio al grammo varia tra i 5 e i 6 euro; l’hashish ha mediamente prezzi più elevati rispetto alla marijuana, sia nel traffico che nello spaccio: nel primo varia tra i 1.500 e 2.300 euro al Kg, mentre allo spaccio costa mediamente tra i 7 e gli 8 euro a grammo.
Anche tra eroina nera e bianca ci sono differenze di prezzo medio: la prima nel traffico vale tra i 23.500 euro e i 28.500 euro al Kg e nello spaccio tra i 50 e i 60 euro al grammo; l’eroina bianca, invece, costa tra i 37.500 e i 44.500 euro al Kg, mentre allo spaccio costa tra le 75 e le 90 euro al grammo.
La cocaina è la droga più costosa di tutte: se al traffico costa tra i 38.000 e i 46.000 euro al Kg, allo spaccio costa tra gli 80 e i 98 euro al grammo. Il prezzo medio di 1.000 pasticche di ecstasy varia tra le 4.800 euro e i 5.200 euro nel canale traffico, mentre allo spaccio la singola pasticca costa tra i 19 e i 24 euro.
Infine, 1.000 dosi di amfetamine valgono nel traffico tra le 7.250 e le 7.500 euro, laddove nello spaccio una dose costa tra i 19 e i 21 euro; 1.000 dosi di LSD costano nel canale traffico mediamente 8.750 euro, mentre allo spaccio una dose si paga tra i 25-26 euro.
Relativamente alla purezza delle sostanze rinvenute, dal 2000 al 2004 (aggiornata al 31 gennaio 2005), si evince una significativa diminuzione nella quantità media di sostanza pura riscontrata nell’eroina sequestrata, passata rispettivamente dal 35% al 15%, mentre per le altre sostanze non si registrano significative variazioni nel quantitativo medio di purezza riscontrata negli anni, a causa delle forti variazioni annuali registrate nel periodo considerato”. (seguono grafici esplicativi)Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Ringrazio il ministro Giovanardi per aver messo a disposizione dell’opinione pubblica prezzi all’ingrosso e al dettaglio delle droghe illegali che comprovano gli enormi profitti assicurati ogni giorno alla criminalità dal monopolio della produzione, distribuzione e vendita di tali sostanze.
Mi permetto solamente di ricordare che nel novembre 2000 alcuni esponenti di Alleanza Nazionale, fra cui l’ex ministro Maurizio Gasparri, presentarono un’interrogazione all’allora governo di centro-sinistra per chiedere la chiusura di un sito (www.fuoriluogo.it) che forniva e fornisce le quotazioni delle varie droghe sulle varie piazze italiane ed estere e per chiedere le dimissioni dell’allora sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone, che faceva e fa parte della redazione di “Fuoriluogo”.
Cosa farà adesso Gasparri? Chiederà la chiusura del sito del governo e le dimissioni di Giovanardi… e magari di Fini?”

Manfredi (348/5335305)
N.B. In allegato la “Lettura critica” della Relazione annuale sulle tossicodipendenze, redatta da Giulio Manfredi.

Mercoledì 27 luglio alle ore 11
presso la Sala delle Congregazioni del Comune di Torino (Via Milano 1)
Presentazione di "La pena di morte nel mondo" - Rapporto 2005 - Edizioni Marsilio
  Sergio d'Elia - Segretario di Nessuno Tocchi Caino
Elisabetta Zamparutti - curatrice del Rapporto
Gianluigi Bonino - Assessore comunale di Ttorino
Gianni Oliva - Assessore regionale alla Cultura

previsto un rappresentante della repubblica del Senegal (il rapporto è dedicato al presidente senegalese Abdoulaye Wade)

coordina:
Bruno Mellano - Segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta

Gruppo Consiliare Verdi per la pace
CONFERENZA STAMPA
GIOVEDI’ 21 LUGLIO ORE 11,30
presso la Sala dei Presidenti
del Consiglio Regionale del Piemonte
(Palazzo Lascaris via Alfieri, 15 – Torino)
  Il Gruppo consiliare regionale “Verdi per la pace” del Piemonte e l’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” indicono congiuntamente una conferenza stampa sull’emergenza idrica piemontese dal titolo:
"ACQUA: L'AGRICOLTURA PIEMONTESE CONSUMA L'80% DELLE RISORSE REGIONALI".
La conferenza stampa intende portare alla luce il tema dell’utilizzo delle risorse idriche piemontesi. In Piemonte, infatti, per l'irrigazione in agricoltura si consuma un quantitativo d'acqua 17 volte più alto rispetto agli usi idropotabili e 16 volte quelli industriali: Verdi e Radicali chiedono l’adozione immediata di politiche di risparmio idrico in agricoltura e stigmatizzano la falsa soluzione della creazione di mega invasi, ipotesi che la calura estiva riporta ogni anno all’ordine del giorno.
Partecipano:
Mariacristina Spinosa – consigliere regionale Gruppo “Verdi per la pace”
Enrico Moriconi – presidente del Gruppo consiliare regionale “Verdi per la pace”
Bruno Mellano – segretario Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”
Igor Boni – membro Comitato Nazionale di Radicali Italiani ed esperto ambientale
Durante la conferenza stampa sarà diffuso ai giornalisti un dossier dettagliato.
Per informazioni:
Segreteria Organizzativa consigliera regionale Mariacristina Spinosa
Tel. 011/5757228 E-mail: cristina.spinosa@consiglioregionale.piemonte.it

Torino, 17 luglio 2005
L’Associazione Aglietta aderisce al Comitato Torino Pride 2006.L’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” ha ufficialmente aderito al “Comitato Torino Pride 2006”, comitato promotore ed organizzatore del Gay Pride Nazionale che il prossimo anno si svolgerà a Torino.
  L’Associazione ha sottoscritto lo statuto ed il documento programmatico e pagato la quota prevista, indicando Carlo Donati, membro della Giunta di Segreteria, quale proprio referente in seno all’assemblea del Comitato.
Il segretario Bruno Mellano ha dichiarato:
“Il Comitato Torino Pride 2006 nel presentare un ampio e qualificante ventaglio di iniziative lungo tutto l’anno si è rivolta a Regione, Provincia e Città di Torino affinché concedano il loro patrocinio all’intero programma di iniziative o anche solo per le singole iniziative che si concorderanno.
Si tratta indubbiamente di un approccio laico che, spero, possa permettere alle istituzioni pubbliche piemontesi di rispondere adeguatamente ed in tempi brevi ad un richiesta legittima ed opportuna, superando i pregiudizi ideologici che animano molte forze politiche di centro-destra e di centro-sinistra.
Noi radicali valuteremo ed invitiamo tutti a valutare le risposte di Comune, Provincia e Regione come delle ulteriori “cartine di tornasole” sulla laicità delle nostre istituzioni; degli uomini e delle donne che ora le rappresentano!”.
Mellano, 348.5335302

Torino, 15 luglio 2005
VOTO AGLI IMMIGRATI: I RADICALI SCENDONO IN CAMPO A SOSTEGNO DI CHIAMPARINO
Boni: "un atto dovuto alle decine di migliaia di stranieri che vivono e lavorano a Torino. Inqualificabile il comportamento di Roberto Rosso"
  Da giorni infuria la polemica sulla possibilità di concedere agli stranieri torinesi il diritto di voto (attivo e passivo) alle elezioni amministrative. In seguito all‚ostruzionismo lanciato in comune dall'opposizione di Centro-destra ed alle dichiarazioni inaccettabili di Roberto Rosso, i Radicali prendono ufficialmente posizione a favore delle scelte in merito del Sindaco Chiamparino.

Dichiarazione di Igor Boni, esponente radicale torinese del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
„Concedere il voto alle migliaia di cittadini immigrati che vivono e lavorano nella nostra città è semplicemente un atto dovuto. Non si può in continuazione chiedere che i cittadini immigrati rispettino le nostre leggi - quasi che per loro fosse necessario il rispetto delle leggi più di quanto non lo sia per chi ha la cittadinanza italiana - e poi non concedere il principale dei diritti civili di un paese democratico: la possibilità di votare, di essere eletti, di partecipare attivamente alla vita e alle scelte delle istituzioni. La posizione che in comune è stata presa da gran parte del Centro-destra (ci sono, per fortuna, le dovute eccezioni) è strumentale e inaccettabile. Particolarmente spiacevole, a dir poco, il tentativo di Roberto Rosso di accomunare, pur indirettamente, la maggior parte dei cittadini di religione mussulmana alla ferocia sanguinaria degli assassini di New York, Madrid e Londra.
Infine, rispetto alla richiesta avanzata da Forza Italia e da altri esponenti di un referendum consultivo cittadino, per consentire ai Torinesi di esprimersi su un tema così delicato‚ è fin troppo facile porre in evidenza quanto questa posizione sia lontana anni luce da quella tenuta in occasione del recente referendum abrogativo sulla legge relativa alla fecondazione assistita, dove lorsignori (sempre con le dovute e benvenute eccezioni) si sono ben guardati dal fare la stessa richiesta, arroccandosi in una posizione astensionista e dicendo, al contrario, che su temi così delicati i cittadini non possono e non devono esprimersi. Di questo modo di fare politica, francamente, non se ne sente il bisogno."

Per informazioni: Boni (348/5335309)

Cuneo: insediata la prima Commissione provinciale per le carceri
da Agenzia "Ristretti Orezzonti" del 09.07.05

Nasce per favorire il lavoro e il reinserimento sociale dei mille detenuti presenti nelle carceri della Granda la Commissione mista che si è appena insediata in Provincia. Il primo incontro si è svolto venerdì scorso, su proposta del presidente della Provincia Raffaele Costa e dell'assessore alle Politiche sociali e Lavoro Stefano Viglione. Presente anche l'ex consigliere regionale Bruno Mellano. La prima iniziativa è un tavolo tecnico operativo che metta insieme i direttori dei quattro carceri della Granda (Cuneo, Alba, Fossano e Saluzzo), imprenditori e sindacalisti per cercare risposte concrete al bisogno di lavoro che si sente negli istituti penitenziari. "Sono convinto - spiega Costa - che il lavoro nelle carceri vada stimolato perché rappresenta un antidoto all'ozio, la possibilità di acquisire una professionalità ed un primo reddito, la facilitazione ad un reinserimento esterno meno traumatico. Ho verificato anche all'estero che laddove si lavora e ci si prepara a lavorare, si ritorna di meno in carcere. L'obiettivo è quello di riuscire a far sì che dall‚esterno ci siano commesse di lavoro per l'interno".


Torino 11 luglio 2005
FECONDAZIONE ASSISTITA: OLTRE IL REFERENDUM.
INCONTRO PUBBLICO DI RIFLESSIONE, QUESTA SERA, A TORINO.
L'incontro si terrà presso la Sala dell'Antico Macello (Torino, via Matteo Pescatore n. 7, a cinquanta metri da Piazza Vittorio Veneto).

I lavori inizieranno alle ore 18:00; alle ore 20:00, vi sarà un break gastronomico, offerto dagli organizzatori; l'incontro terminerà alle ore 23:00 (circa).

Il Comitato regionale peer i 4 SI' ai referendum ha voluto, prima di sciogliersi, fissare questo appuntamento per offrire a tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi, in tutto il Piemonte, per la vittoria dei SI' un momento di riflessione e di analisi sul voto del 12 e 13 giugno; riflessione ed analisi che, nell limite del possibile, non restino fini a se stesse ma si traducano in nuove iniziative, a partire da settembre.

Un interrogativo che dovrà essere discusso nell'incontro sarà il seguente: ci sono in Piemonte le volontà e le forze per trasformare il Comitato regionale referendum in Comitato per la modifica della legge 40/04?

Torino, 11 luglio 2005
“COSA C’ENTRA SREBRENICA CON TELEKOM SERBIA?!”
DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA A TORINO NELLA SEDE ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA (via Garibaldi 18, interno cortile).
La conferenza stampa si terrà alle ore 11:30.Saranno presenti Giulio Manfredi e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani).
Manfredi è stato processato giovedì scorso a Campobasso; l’accusa è di aver diffamato Giovanni Di Stefano, amico e socio d’affari del criminale di guerra serbo Arkan.Oltre a informare su quanto è successo a Campobasso, Manfredi e Boni distribuiranno alla stampa copie della recente ordinanza della Procura di Torino relativa all’archiviazione dell’inchiesta principale su Telekom Serbia, da cui risulta che:
1) l’11 luglio 1995, mentre i serbo-bosniaci – sostenuti da Milosevic – massacravano 8.000 civili a Srebrenica, Telecom Italia (allora azienda di Stato) aveva iniziato a trattare con il regime di Milosevic per l’acquisto del 49% (poi ridotto al 29%) di Telekom Serbia; e questo nonostante vi fosse l’embargo dell’ONU nei confronti della Serbia!
2) 23 mesi dopo Srebrenica, il 10 giugno 1997, l’azienda di Stato Telecom Italia (controllata per il 61% dal ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi) depositò 456 milioni euro nei conti correnti di Milosevic (e non dell’azienda Telekom Serbia).

Manfredi (348/5335305)


Roma, 4 luglio 2005
TELEKOM SERBIA/GIOVEDI’ IL RADICALE MANFREDI PROCESSATO A CAMPOBASSO CON L’ACCUSA DI AVER DIFFAMATO GIOVANNI DI STEFANO.
CONFERENZA STAMPA CON CAPEZZONE, BERNARDINI, MANFREDI E ROSSODIVITA.
Giovedì 7 luglio, presso il Tribunale di Campobasso (Piazza Vittorio Emanuele II), alle ore 9:30, si terrà la prima udienza del processo intentato dall’avv. Giovanni Di Stefano (noto alle cronache soprattutto per la sua amicizia con il criminale di guerra serbo Arkan e per aver difeso Slobodan Milosevic) contro Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) per diffamazione “perché comunicando con più persone, diffondeva a mezzo internet notizie offensive dell’onore e della reputazione di Di Stefano Giovanni accostando suggestivamente il suo nome a quello di noti esponenti mafiosi”.
I radicali avevano richiesto a più riprese sia alla Procura di Torino sia alla commissione parlamentare d’inchiesta di sentire Giovanni Di Stefano nell’ambito dell’inchiesta sull’affaire Telekom Serbia.Sempre giovedì 7 luglio, alle ore 15:00, a Campobasso, presso l’Hotel “Centrum Palace” (via Novelli n. 3), i Radicali Italiani terranno una conferenza stampa. Saranno presenti:
Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani);
Rita Bernardini (tesoriera di Radicali Italiani);
Giulio Manfredi;
Giuseppe Rossodivita (Direzione Radicali Italiani e avvocato difensore di Manfredi)Durante la conferenza stampa sarà distribuito il seguente materiale:
1) copia del libro "Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? - Diario ragionato del caso dal 1994 al 2003" (edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, postafazione di Marco Pannella);
2) copia recente ordinanza della Procura di Torino di archiviazione inchiesta Telekom Serbia;
3) copia documento predisposto da Manfredi dopo la lettura dell’ordinanza.

Manfredi (348/5335305)

Torino, 11 luglio 2005
"COSA C'ENTRA SREBRENICA CON TELEKOM SERBIA?!"
DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA A TORINO NELLA SEDE ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA (via Garibaldi 18, interno cortile).
La conferenza stampa si terrà alle ore 11:30.

Saranno presenti Giulio Manfredi e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani).

Manfredi è stato processato giovedì scorso a Campobasso; l'accusa è di aver diffamato Giovanni Di Stefano, amico e socio d'affari del criminale di guerra serbo Arkan.

Oltre a informare su quanto è successo a Campobasso, Manfredi e Boni distribuiranno alla stampa copie della recente ordinanza della Procura di Torino relativa all‚archiviazione dell‚inchiesta principale su Telekom Serbia, da cui risulta che:

1) l‚11 luglio 1995, mentre i serbo-bosniaci - sostenuti da Milosevic - massacravano 8.000 civili a Srebrenica, Telecom Italia (allora azienda di Stato) aveva iniziato a trattare con il regime di Milosevic per l'acquisto del 49% (poi ridotto al 29%) di Telekom Serbia; e questo nonostante vi fosse l'embargo dell'ONU nei confronti della Serbia!

2) 23 mesi dopo Srebrenica, il 10 giugno 1997, l'azienda di Stato Telecom Italia (controllata per il 61% dal ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi) depositò 456 milioni euro nei conti correnti di Milosevic (e non dell'azienda Telekom Serbia).

Manfredi (348/5335305)

Torino, 09.07.05
PRIMA RIUNIONE DELLA GIUNTA DI SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE AGLIETTA – INDIVIDUATI I PROSSIMI APPUNTAMENTI POLITICI.
Si è riunita oggi, nella sede dell’Associazione in via Garibaldi 18/55 a Torino, per la prima volta dalla sua recente nomina, la Giunta di Segreteria dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Erano presenti i sette membri della Segreteria: Nicolas Ballario: 21 anni, studente di fotografia, militante abolizionista contro la pena di morte, residente a Busca (Cn); Andrea Carapellucci: 19 anni, studente di Giurisprudenza presso l’Università di Torino; Carlo Donati: 29 anni, studente del DAMS di Torino, responsabile promozione e marketing di un ristorante McDonald’s, tesoriere della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni; Federico Musso: 22 anni, studente in Scienze Politiche presso l’Università di Genova, Tesoriere del Comitato Referendario Unitario Cuneese, Consigliere Nazionale del Movimento Monarchico Italiano; Paola Romano: 39 anni, napoletana, impiegata presso l’Università degli Studi di Torino, militante radicale da 22 anni, iscritta dell’Associazione Luca Concioni; Alessandro Rosasco: 18 anni, studente di liceo classico a Genova e componente del Comitato nazionale di Radicali Italiani; Nicola Vono: 25 anni, studente di filosofia, componente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, affetto da atrofia ottica bilaterale e militante referendario. Hanno inoltre partecipato: il segretario Bruno Mellano, la tesoriera Rosanna Degiovanni ed il rappresentante dell’Associazione nel Comitato Nazionale di Radicali Italiani, Igor Boni. I radicali hanno discusso della collocazione politica del movimento, delle scadenze politiche autunnali e delle prossime attività piemontesi, a cominciare da un’iniziativa sulle risorse idriche e dalla presentazione del rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino sulla pena di morte. E’ inoltre stata annunciata la convocazione di un’assemblea precongressuale per domenica 9 ottobre con la partecipazione di Daniele Capezzone.
Mellano ha dichiarato:
“La sfida dei radicali di voler essere autenticamente liberali in un paese che liberale non è e non è mai stato, pone sempre nuovi problemi per la nostra organizzazione e per gli strumenti della nostra comunicazione politica. Questa Giunta di Segreteria fatta di giovani e nuovi militanti radicali può essere un luogo importante di discussione e di confronto: ne hanno bisogno i radicali, ne ha bisogno la politica italiana e piemontese”

Bruno Mellano, 348.5335302

Roma, 4 luglio 2005
TELEKOM SERBIA/GIOVEDI‚ IL RADICALE MANFREDI PROCESSATO A CAMPOBASSO CON L'ACCUSA DI AVER DIFFAMATO GIOVANNI DI STEFANO.
CONFERENZA STAMPA CON CAPEZZONE, BERNARDINI, MANFREDI E ROSSODIVITA.
Giovedì 7 luglio, presso il Tribunale di Campobasso (Piazza Vittorio Emanuele II), alle ore 9:30, si terrà la prima udienza del processo intentato dall‚avv. Giovanni Di Stefano (noto alle cronache soprattutto per la sua amicizia con il criminale di guerra serbo Arkan e per aver difeso Slobodan Milosevic) contro Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) per diffamazione "perché comunicando con più persone, diffondeva a mezzo internet notizie offensive dell‚onore e della reputazione di Di Stefano Giovanni accostando suggestivamente il suo nome a quello di noti esponenti mafiosi".

I radicali avevano richiesto a più riprese sia alla Procura di Torino sia alla commissione parlamentare d‚inchiesta di sentire Giovanni Di Stefano nell‚ambito dell‚inchiesta sull‚affaire Telekom Serbia.


Sempre giovedì 7 luglio, alle ore 15:00, a Campobasso, presso l'Hotel "Centrum Palace" (via Novelli n. 3), i Radicali Italiani terranno una conferenza stampa. Saranno presenti:

Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani);
Rita Bernardini (tesoriera di Radicali Italiani);
Giulio Manfredi;
Giuseppe Rossodivita (Direzione Radicali Italiani e avvocato difensore di Manfredi)


Durante la conferenza stampa sarà distribuito il seguente materiale:
1) copia del libro "Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? - Diario ragionato del caso dal 1994 al 2003" (edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, postafazione di Marco Pannella);
2) copia recente ordinanza della Procura di Torino di archiviazione inchiesta Telekom Serbia;
3) copia documento predisposto da Manfredi dopo la lettura dell'ordinanza (allegato).

Manfredi (348/5335305)

"COSA C'ENTRA SREBRENICA CON TELEKOM SERBIA?"
VENERDI' 8 LUGLIO, CONFERENZA STAMPA RADICALE A BARI.
  Venerdi 8 luglio, in occasione del decimo anniversario della strage di Srebrenica (Bosnia), alle ore 11:00, si svolgerà a Bari presso l'hotel Excelsior (via Petroni n. 15, a cinquanta metri dalla stazione centrale) la seguente conferenza stampa :
"COSA C' ENTRA SREBRENICA CON TELEKOM SERBIA?!"
(il misterioso affare che arricchì Milosevic e l‚anniversario del più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale)

Coordinerà :
- Giuseppe SIMONE, segretario del Bruno Leoni Club

Interverrà :
- Giulio MANFREDI (Comitato Nazionale Radicali Italiani), autore del libro "Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? - Diario ragionato del caso dal 1994 al 2003" (edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, postafazione di Marco Pannella)

Durante la conferenza stampa sarà distribuito il seguente materiale:
1) copia del libro Telekom Serbia;
2) copia recente ordinanza della Procura di Torino di archiviazione inchiesta Telekom Serbia;
3) copia documento predisposto da Manfredi dopo la lettura dell'ordinanza.

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte