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Torino, 31 luglio 2006
“INDULTO, E’ SOLO L’INIZIO; CASSA DELLE AMMENDE, QUESTA SCONOSCIUTA”
SINTESI CONFERENZA STAMPA DELL’ON. BRUNO MELLANO E DI IOLANDA CASIGLIANI (RNP).
Ha introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani):
”Spesso come radicali siamo costretti a dichiarare, denunciare, proporre cose ben sapendo che, difficilmente, riusciremo ad ottenerle. Oggi siamo qui per commentare una cosa che è legge dello Stato, che inciderà sulla vita di decine di migliaia di persone (non solo i detenuti che saranno scarcerati, ma anche le loro famiglie, ma anche chi rimarrà in carceri meno affollate, meno piene di problemi, tensioni e violenza). Rispetto al Piemonte, quella di oggi è una grande e bella tappa di un lungo cammino costituito, per esempio, dalle oltre 100 visite nelle carceri compiute dai consiglieri regionali radicali nella passata legislatura; dal lavoro di Iolanda Casigliani sulla Cassa delle Ammende; dalle decine di educatori in più che riuscimmo a far inserire negli istituti della Regione. Un cammino che continua …”.
 Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
“Voglio innanzitutto ricordare il grande lavoro compiuto dall’on. Enrico Buemi (RNP), che non solo ha redatto il testo della legge sull’indulto ma è riuscito a difenderlo fino alla fine dagli attacchi demagogici di chi, come Di Pietro, non ha avuto nessun scrupolo ad eccitare le paure e le insicurezze dei cittadini. Con l’indulto abbiamo voluto attenuare la “pena supplementare” che non è prevista dalla Costituzione (che prevede, invece, sia l’indulto che l’amnistia): il sovraffollamento delle carceri, con tutto quello che ne consegue (più tensioni, più violenze psichiche e fisiche, meno cure sanitarie, meno assistenza psico-sociale, autolesionismo e suicidi). Siamo consapevoli che l’indulto è solo il primo passo; tanto è vero che, subito dopo la sua approvazione, ho presentato un ordine del giorno (fatto proprio dal governo) che ricapitola gli interventi da fare nelle carceri: attuazione della riforma della medicina penitenziaria; revisione piante organiche polizia penitenziaria; gestione oculata e trasparente della Cassa delle Ammende; lavoro in carcere; attuazione regolamento penitenziario; istituzione del Garante dei diritti dei detenuti; “legge Meduri” sulla copertura delle direzioni degli istituti.
Le 13 carceri piemontesi ospitano più di 5.000 detenuti; potrebbero ospitarne 3.200 circa. L’istituto con più detenuti (1.300 circa) è quello “Lorusso e Cutugno” delle Vallette di Torino. Ieri l’ho visitato assieme al collega Buemi, che è stato applaudito dai reclusi; secondo l’Ufficio Matricola del carcere dovrebbero uscire circa 400 detenuti; 120 di questi sarebbero usciti comunque entro sei mesi. Questa mattina ho invece visitato l’Istituto Minorile “Ferrante Aporti”, che oggi ospita 26 ragazzi e 5 ragazze; solo uno o due di questi usufruirà dell’indulto.
In Consiglio Regionale del Piemonte è per il momento ferma la proposta di legge per l’istituzione del garante regionale delle carceri, presentata dal consigliere Muliere (DS) e in cui sono confluite quelle del consigliere Ricca (SDI-Rosa nel Pugno) e di Rifondazione Comunista; a settembre ci mobiliteremo per la sua approvazione.
Non posso non nominare, infine, Marco Pannella; senza la sua cocciuta determinazione oggi non avremmo l’indulto e non sarebbe in agenda l’altra grossa questione che si riaprirà in autunno: l’amnistia, attraverso cui decongestionare i tribunali italiani, con 10 milioni di processi pendenti.”.
 
Iolanda Casigliani (Associazione Detenuto Ignoto):
“Nel 2003 scopersi l’esistenza della Cassa delle Ammende (CdA), un fondo di denaro dove vengono depositati i soldi che provengono dal pagamento delle ammende e delle multe oggetto delle sentenze penali di condanna; confluiscono nella Cassa anche tutti i beni mobili ed immobili confiscati alla criminalità. La legge (DPR 230 del 30 giugno 2000) stabilisce che le finalità della CdA siano quelle di finanziare progetti di reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti nonché di aiuto alle loro famiglie. Stiamo parlando di circa 82 milioni di euro; il dato risale al 2004, quando fu approvato il regolamento della CdA, che è amministrata dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia; dopo di allora, si sono perse le tracce della Cassa: quanti e quali progetti sono stati finanziati? Perché il regolamento non prevede una scadenza per il DAP per approvare o respingere le richieste di finanziamento? Dov’è il bilancio della CdA? Perché non si dà adeguata pubblicità alla CdA? Siamo stati in visita al carcere genovese di Marassi e lo stesso direttore dell’Istituto non ne aveva mai sentito parlare! Tutte queste domande saranno oggetto di una prossima interpellanza dell’on. Mellano.
Stiamo parlando di un problema cruciale: nelle carceri manca il lavoro; occorre investire al meglio ogni euro della CdA per creare lavoro per chi è dentro e per chi esce, per evitargli di dover ritornare a breve dietro le sbarre.”.
 Torino, 31 luglio 2006
N.B. Documentazione sui problemi trattati (Cassa delle Ammende, Garante Regionale delle carceri eccetera) è disponibile su www.associazioneaglietta.it (link “Carceri”)

Torino, 30 luglio 2006
INDULTO/TORINO/DOMANI VISITA MELLANO E CASIGLIANI (RNP) AL FERRANTE APORTI. SEGUIRA’ CONFERENZA STAMPA (ore 12:00, via Garibaldi n. 18)
IDomani mattina, lunedì 31 luglio 2006, Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno) e Iolanda Casigliani (Associazione Detenuto Ignoto) visiteranno l’Istituto Minorile Ferrante Aporti di Torino.
Al termine della visita, alle ore 12:00, Bruno Mellano terrà una conferenza stampa nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (via Garibaldi n. 18, interno cortile).
 
All’ordine del giorno della conferenza stampa:
 
1)      la legge sull’indulto e le sue ricadute sugli istituti torinesi (oggi gli on. Mellano e Buemi hanno visitato il carcere “Lorusso e Cutugno);
2)      iniziative parlamentari sulla “Cassa delle Ammende”, istituto volto a finanziare i progetti di reinserimento lavorativo dei detenuti.

Torino, 30 luglio 2006
INDULTO/QUESTA MATTINA ON. BUEMI E MELLANO (RNP) VISITANO IL CARCERE DELLE VALLETTE DI TORINO.
ALL’USCITA (ORE 12:00, CIRCA) CONFERENZA STAMPA VOLANTE.
Oggi, domenica 30 luglio, alle ore 11:00, Enrico Buemi e Bruno Mellano (deputati della Rosa nel Pugno) varcheranno i cancelli del carcere “Lo Russo e Cutugno” di Torino per una breve visita ispettiva, volta a comprendere quanti cittadini reclusi potranno usufruire dell’indulto e le modalità della loro scarcerazione (l’on. Buemi ha redatto il testo-base della legge sull’indulto).
 
Buemi e Mellano saranno accompagnati da Iolanda Casigliani (Associazione Detenuto Ignoto) e da Giulio Manfredi
(Comitato Nazionale Radicali Italiani).
 
Al termine della visita, i deputati RNP terranno una conferenza stampa volante all’ingresso del carcere.

Torino 26 luglio 2006
SICCITA‚/ROSA NEL PUGNO: PRESENTATA UNA RISOLUZIONE CHE IMPEGNA IL GOVERNO A RIDURRE I CONSUMI IDRICI DELL'AGRICOLTURA
Mellano e Boni: "urgente riconvertire le colture che necessitano di enormi quantitativi d'acqua con colture meno esigenti, urgente l'innovazione tecnologica nell'irrigazione"
La Rosa nel Pugno, per mano dell‚On. Bruno Mellano, membro della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, ha presentato una risoluzione urgente per impegnare il Governo: a predisporre un "Manuale di buona pratica irrigua" che possa fornire all‚intero comparto le informazioni sulle più aggiornate tecnologie e tecniche irrigue in rapporto a ciascuna delle colture che vengono attuate; a formulare ipotesi di graduale riconversione colturale favorendo le specie poco esigenti in acqua, rispetto alle attuali enormi estensioni coperte da colture come il riso e il mais, che sono tra le più esigenti, limitando al contempo tali colture solo ai suoli più adatti alla loro produzione; a destinare una parte dei fondi del "Piano irriguo nazionale" alla riconversione dei vecchi sistemi di irrigazione con tecniche irrigue che utilizzano minori quantitativi d'acqua.

Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (esperto in politiche ambientali della Rosa nel Pugno)
"Il continuo rimpallo delle responsabilità a cui si assiste ogni giorno sulla questione dell‚emergenza idrica non serve a nulla se non a rimandare la soluzione del problema. I dati parlano chiaro: il 65% dell‚acqua utilizzata a livello nazionale è destinata all‚irrigazione delle colture, l'85% in Piemonte (la regione italiana nella quale l'agricoltura usa il maggior quantitativo d‚acqua). E' sul comparto agricolo che bisogna intervenire con innovative politiche di risparmio che sono possibili. Non si tratta di tamponare un‚emergenza ma di programmare una riforma del comparto. E' urgente riconvertire le colture che necessitano di enormi quantitativi d‚acqua di irrigazione (riso e mais soprattutto) con colture meno esigenti, è urgente l'innovazione tecnologica nell'irrigazione con la diffusione dell'irrigazione a goccia e a pivot, e la sostituzione delle pratiche a scorrimento e sommersione con l'irrigazione a pioggia, è urgente passare dalla coltivazione del riso in sommersione alla coltivazione "in asciutta"

Per informazioni: Boni (348/5335309)

Roma, 27 luglio 2006
DROGA/INTERROGAZIONE DI CAPEZZONE E MELLANO (RNP) A MINISTRO MASTELLA: “INTENDE CONTROFIRMARE IL DECRETO DEL MINISTRO TURCO CHE AUMENTA IL QUANTITATIVO DI CANNABIS DETENIBILE PER USO PERSONALE?”
Oggi i deputati della Rosa nel Pugno Daniele Capezzone e Bruno Mellano hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al Ministro della Giustizia Clemente Mastella.
I due esponenti radicali si rifanno ad una recente intervista all’Unità del ministro della Salute, in cui, tra l’altro, Livia Turco ha dichiarato di aver predisposto, come promesso, un decreto per innalzare la soglia fra consumo e spaccio rispetto alla cannabis e di averlo passato per la controfirma necessaria al collega Mastella: “Da tempo è alla sua attenzione. Lo dico perché so che non lo firma, così esce allo scoperto …” (Turco dixit).
Capezzone e Mellano hanno dichiarato:
“Chiediamo al ministro Mastella se effettivamente è a conoscenza “da tempo” del decreto formulato dal ministro della Salute; se intende o meno firmare tale decreto; in caso affermativo, se intende farlo al più presto; in caso negativo, se intende comunicare al Parlamento, e magari anche al ministro della Salute, le motivazioni del rifiuto.
Chiediamo invece, a tutti come è possibile che un esponente di governo seria e determinata come Livia Turco sia costretta a rivolgersi al suo collega Mastella dalle colonne dell’Unità per avere notizie di un provvedimento certo parziale e inadeguato (ricordiamo che il programma di Prodi prevedeva e prevede l’abrogazione totale della legge “Fini-Giovanardi”) ma che tocca le libertà personali di centinaia di migliaia di persone. Un provvedimento particolarmente urgente e necessario in questi giorni, quando migliaia di giovani consumatori di cannabis partono per le vacanze con la scorta di erba o quando altre migliaia devono rifornirsi da spacciatori mai visti prima, senza potere in alcun modo conoscere la composizione chimica del “fumo” che acquistano.”.

Roma, 25 luglio 2006
MELLANO (RNP) SU TURIGLIATTO (PRC): “PRODI RISCHIA DI CADERE ANCHE PER IL VOTO DI UN SENATORE CHE STA OCCUPANDO ABUSIVAMENTE IL POSTO DI PANNELLA IN SENATO!”
Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno, ex-presidente Giunta delle Elezioni del Consiglio Regionale del Piemonte) ha dichiarato:
“I mezzi di informazione nazionale si sono accorti dell’esistenza del senatore piemontese Franco Turigliatto di Rifondazione Comunista perché è uno degli otto parlamentari della sinistra estrema che domani potrebbero votare contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan, mettendo così in crisi il Governo Prodi.
Gli organi di stampa locali hanno invece sottolineato il fatto che oggi Turigliatto è divenuto dipendente regionale, in forza di un concorso regionale riservato a 102 assistenti dei gruppi del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale del Piemonte.
Premesso che il gruppo “Radicali – Lista Emma Bonino” votò contro quel concorso, ed io personalmente ebbi occasione di contestare un metodo di selezione del personale regionale che finisce per condizionare lo stesso funzionamento dell’ente, trovo francamente pretestuoso occuparsi del senatore Turigliatto per il suo ruolo passato di “portaborse” che gli ha garantito l’assunzione odierna in Regione. Credo che sarebbe opportuna una valutazione complessiva di un concorso regionale che era stato presentato come un provvedimento necessario di natura “assistenziale” e che, ora, finisce per essere un privilegio per pochi senza alcuna valutazione attuale rispetto alla condizione personale, famigliare, lavorativa delle persone coinvolte.
Ma un aspetto non ancora sottolineato della vicenda, a mio avviso particolarmente grave e scandaloso, è che Franco Turigliatto non dovrebbe stare in Senato e dovrebbe lasciare il posto a Marco Pannella.
Gli Uffici Elettorali regionali delle Corti d’Appello, infatti, hanno interpretato la legge elettorale nel senso di escludere dal riparto dei seggi del Senato le liste che hanno conseguito meno del 3 % a livello regionale; questa interpretazione, che contrasta palesemente con la lettera della legge (art. 17 D. Lgs. 533/93, novellato dalla legge 270/05), è stata formalmente impugnata dalla Rosa nel Pugno ed è stata autorevolmente messa in discussione da molti costituzionalisti e dallo stesso Ministro degli Interni, Giuliano Amato, rispondendo a una nostra interrogazione.
Come conseguenza di questa interpretazione errata ed abusiva, ben otto senatori regolarmente eletti (quattro della Rosa nel Pugno, fra cui in Piemonte Marco Pannella; uno dei Comunisti Italiani; uno di Italia dei Valori; uno dell’UDC; uno di DC-PSI) non possono esercitare il loro mandato elettorale.
La Giunta delle Elezioni del Senato, a cui spetta l’ultima parola, non sembra particolarmente interessata alla soluzione rapida ed urgente della questione.
Ci voleva l’Afghanistan per parlare della legalità violata non a Kabul ma a Roma, in Parlamento, in quel Senato in cui domani il “senatore abusivo” Turigliatto deciderà con i suoi colleghi “ribelli” le sorti del governo Prodi?

Mellano (348/5335302)

Torino, 24 luglio 2006
SICCITA’ E RISPARMIO IDRICO IN AGRICOLTURA.
SINTESI CONFERENZA STAMPA DELLA ROSA NEL PUGNO (BONI, MELLANO, RICCA).
La conferenza stampa si è tenuta nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
Ha introdotto Bruno Mellano (deputato RNP, membro Commissione Agricoltura):
“Rinnoviamo il nostro appello alla politica: si affronti il problema del risparmio idrico in modo scientifico, non solamente per rispondere alle periodiche emergenze ma per affrontare il problema che sta a monte: l’acqua è una risorsa scarsa. I dati parlano chiaro: in Piemonte si consumano 9 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno; 500 milioni per usi civili; 500 milioni per l’industria; 8 milioni per l’agricoltura (85% del totale).
Ho già presentato in Parlamento un’interrogazione al ministro dell’Agricoltura, De Castro. Il sottosegretario Boco ha risposto, parzialmente, in Commissione, condividendo la nostra impostazione (non si devono inseguire le emergenze) e dichiarandosi disponibile a venire in Piemonte per confrontarsi con tutti gli addetti ai lavori. Giace da anni nei cassetti del Parlamento il “Piano Irriguo Nazionale” (1.600 milioni di euro di investimenti); è ora di tirarlo fuori.
Sarò oggi pomeriggio ad Alessandria, dove la Commissione Ambiente della Camera inizierà il check up di un grande malato, il fiume Po; una delle tante conseguenze drammatiche della questione “acqua”.
 
Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani, esperto in tematiche ambientali):
“Come sempre, i nostri dati sono a disposizione di tutti: il “Dossier Acque” è su www.associazioneaglietta.it Non sono dati nuovi; abbiamo semplicemente raccolto i dati della Regione Piemonte, della FAO, della Coldiretti. Il problema è di dare a tali dati pregnanza politica. Noi non intendiamo compilare nessuna lista di “cattivi”; chiediamo semplicemente che tutti gli operatori interessati si ritrovino attorno a un tavolo per cercare di superare uno statu quo insostenibile: ogni anno gli spazi agricoli idrovori aumentano e le precipitazioni diminuiscono …
Che fare? Non dobbiamo inventare nulla ma, magari, importare le tecniche sperimentate con successo, da decenni, in Paesi vicini a noi come Israele, Tunisia, Algeria. Non possiamo più sostenere il peso, in termini di dispersione di risorse idriche, rappresentato dai 100.000 ettari coltivati a mais in Piemonte e dai 150.000 ettari coltivati a riso (l’80% del consumo d’acqua in agricoltura è destinato alla risicoltura).
Occorre convertire le colture; ogni coltura al suo terreno, ogni terreno alla sua coltura. Occorre convertire le risaie dal “sistema in sommersione” al “sistema in asciutta” (50% di risparmio d’acqua); un’organizzazione delle risaie che risale ai tempi del conte Camillo Benso di Cavour non può più reggere. Occorre che finalmente la Regione diffonda il “manuale di buona pratica irrigua”; occorre incentivare, per le colture diverse dal riso, l’uso dell’ “irrigazione a goccia”; la stessa Coldiretti ha ammesso che l’irrigazione a goccia è possibile per averlo sperimentato in quel di Bergamo.
Basta con l’alibi del “E’ sufficiente costruire più bacini per la raccolta delle acque”. Anche qui i dati sono incontrovertibili: la capienza totale dei bacini esistenti in Piemonte è di 440 milioni di metri cubi; anche se noi riuscissimo a raddoppiare tale capienza si tratterebbe di un aumento irrisorio se paragonato ai 9 miliardi di metri cubi consumati. Tenendo presente che l’acqua per riempire i bacini non si può inventare: oggi, in provincia di Torino, i bacini sono utilizzati per il 35% della loro capienza. Il problema “acqua risorsa scarsa” è da questo punto di vista ancora più drammatico del problema energetico; semplificando al massimo, l’energia disponibile si può aumentare, l’acqua disponibile è invece un dato non aumentabile a piacimento.
Si possono fare tante cose; l’unica cosa che non si può più fare è comportarsi come se il problema non esiste o giocare allo scaricabarile, rimpallandosi le responsabilità.
Certo, ragioniamo su tempi lunghi ma allora, a maggior ragione, occorre fare qualcosa da subito”.
 
Luigi Ricca (presidente gruppo SDI - Rosa nel Pugno nel Consiglio Regionale del Piemonte):
“In questi mesi ho utilizzato il grande lavoro svolto dai consiglieri radicali nella passata legislatura, riversandolo in interrogazioni, con cui ho chiesto alla Giunta Regionale di accelerare l’iter del “Piano di tutela delle acque”. Ora il provvedimento è all’esame della Commissione competente del Consiglio Regionale. Convengo con chi mi ha preceduto: non si può più continuare a fare finta di nulla e, senza gettare la croce addosso a nessuno, occorre iniziare a compitare un discorso di prospettiva, sistematico. Senza tralasciare nulla; per esempio, il fatto che ancora oggi, a 16 anni dalla messa al bando dell’atrazina, persistano nel territorio regionale inquinamenti da atrazina che non sono più giustificabili adducendo la presenza pregressa dell’inquinante nelle falde.”.
Mellano           Boni

Torino, 22 luglio 2006
SICCITA’ / ROSA NEL PUGNO: CONFERENZA STAMPA DAL TITOLO: “UNA NUOVA POLITICA DI RISPARMIO IDRICO A COMINCIARE DALL’AGRICOLTURA”
Lunedì 24 luglio, alle ore 12, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Garibaldi 18, la Rosa nel Pugno terrà una conferenza stampa dal titolo: “Una nuova politica di risparmio idrico a cominciare dall’agricoltura”
 
Durante la conferenza stampa verrà presentato il ‘DOSSIER ACQUE 2006’ con i dati relativi al consumo idrico regionale e verrà posto in evidenza come il comparto agricolo da solo utilizzi circa l’85% dell’intera risorsa; verranno forniti alcuni dati allarmanti relativi al primo semestre del 2006 e saranno formulate proposte concrete per giungere ad un utilizzo più razionale dell’acqua.
 
Sarà inoltre fornito un aggiornamento sulle attività  in corso della Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati e in Consiglio regionale.
 
All’iniziativa prenderanno la parola:
 
- Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno, membro della Commissione agricoltura e   Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
 
- Sergio Luigi Ricca (Capogruppo dello SDI – Rosa nel Pugno in Consiglio regionale)
 
- Igor Boni (Coordinamento regionale Rosa nel Pugno, esperto in tematiche ambientali)
 
Per informazioni: Boni (348/5335309)

Torino, 19 luglio 2006
TORINO/DOMANI SERA MANIFESTAZIONE PRO ISRAELE DAVANTI SINAGOGA.
MELLANO E VIALE (RNP): “CI SAREMO E PORTEREMO UN GRANDE STRISCIONE: ISRAELE NELL’UNIONE EUROPEA”.
Domani, giovedì 20 luglio 2006, alle ore 18:30, presso la Sinagoga di Torino (piazzetta Primo Levi n. 12), la Comunità Ebraica ha indetto un incontro di solidarietà con Israele e con tutte le vittime civili del conflitto.
 
Ha aderito all’iniziativa anche l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, che nell’occasione esporrà uno striscione: “Israele nell’Unione Europea”.
 
Saranno presenti anche Bruno Mellano (segretario Ass. Aglietta, deputato della Rosa nel Pugno) e Silvio Viale
(presidente Ass. Aglietta, membro Direzione nazionale RNP), che hanno dichiarato:
 
“Ogni missile che cade su Haifa o su Beirut rafforza la nostra convinzione che la proposta politica lanciata da Marco Pannella a Gerusalemme, nel 1988, è l’unica ragionevole alternativa all’escalation della violenza e della morte, in Israele, in Libano, a Gaza, dappertutto. Solo se Israele farà parte integrante dell’Unione Europea, solo se i confini dell’Unione saranno il Golan e la Galilea, il governo israeliano non sarà più solo a fronteggiare i terroristi che circondano ormai Israele, sostenuti e foraggiati da Siria ed Iran. Solo se Israele farà parte dell’Unione Europea, lo stesso Libano non sarà più ostaggio del regime siriano e potrà sperare di costruire autonomamente il proprio futuro.
La solidarietà sterile non basta più; occorrono atti politici concreti all’altezza della sfida che abbiamo davanti; uno dei pochi ad averlo capito è il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti, che ha il merito di essersi espresso a favore di Israele senza se e senza ma.
Purtroppo, però, vasti settori del mondo politico sono degnamente rappresentati dal senatore a vita Giulio Andreotti, noto per centellinare ogni parola che dice. Quindi, quando Andreotti definisce “campi di concentramento” i campi profughi palestinesi è perfettamente consapevole non solo della tremenda falsità storica di tale equiparazione ma anche di fornire ai terroristi e ai loro fiancheggiatori un prezioso alibi morale.”
 
Mellano (348/5335302)            Viale (348/5335310)

Roma, 18 luglio 2006
SISMI/INTERROGAZIONE CAPEZZONE E MELLANO (RNP): “IL GOVERNO INFORMI IL PARLAMENTO SU EVENTUALI ATTIVITA’ DEI SERVIZI DI SICUREZZA RELATIVE ALLA VICENDA TELEKOM SERBIA”.
Nella giornata odierna, Daniele Capezzone e Bruno Mellano (deputati della Rosa nel Pugno) hanno presentato un’interrogazione urgente ai Ministri dell’Interno e della Difesa, “per sapere se vi sono state attività dei servizi di sicurezza della Repubblica Italiana riconducibili alla vicenda Telekom Serbia; in caso affermativo, quali sono state queste attività”.
Capezzone e Mellano hanno dichiarato:
“Nelle polemiche di queste settimane relative alle attività del SISMI sono stati nuovamente sollevati interrogativi se non illazioni su tentativi di depistaggio e di inquinamento dei dati e dei fatti da parte di elementi dei servizi di sicurezza in merito alla vicenda relativa all’affaire Telekom Serbia (TS).
Siamo andati a riprendere i resoconti stenografici della commissione parlamentare TS ed abbiamo scoperto che, nella seduta del 16 luglio 2003, su iniziativa del presidente Trantino, essa aveva deciso di inviare una lettera ai responsabili dei servizi di sicurezza  - per la precisione, al generale Nicolò Pollari (direttore del Sismi), al prefetto Mario Mori (direttore del Sisde), al tenente generale Giuseppe Orofino (vice segretario generale del CESIS) – per sapere se vi erano soggetti appartenenti ai servizi in possesso di informazioni utili sui fatti oggetto dell’inchiesta parlamentare.
Agli atti della Commissione risulta acquisito, come atto segreto, in data 10 settembre 2003, un documento del SISDE; la cosiddetta “relazione intermedia”, licenziata dalla commissione parlamentare TS nella primavera del 2004, non riporta alcuna notizia relativa al “dossier servizi di sicurezza”; la relazione finale della commissione TS non fu presentata (nonostante fosse prevista dalla legge istitutiva).
Nella scorsa legislatura non vi era in Parlamento nessun eletto radicale; pur scontando questo limite, cercammo in tutti i modi di arricchire il lavoro della commissione TS con documenti e valutazioni  (l’apporto dei Radicali Italiani, in particolare di Giulio Manfredi, è riconosciuto nella stessa relazione intermedia citata).
Oggi non possiamo che recuperare quanto seminato ieri e richiedere al governo nuovi elementi di verità che mettano a tacere illazioni, veleni e polveroni.”.

Torino, 14 luglio 2006
“L’ITALIA CE LA PUO’ FARE”/IERI SERA PRESENTAZIONE A TORINO, NELLA SEDE DELLA UIL, DEL MANIFESTO-APPELLO SULLE LIBERALIZZAZIONI PROMOSSO DA DANIELE CAPEZZONE (www.rosanelpugno.it)
Bruno Mellano (deputato della Rosa nel Pugno) ha introdotto il dibattito rilevando che “occorre un cambio di marcia per affrontare i problemi economici del Paese, e serve il contributo di tutti gli attori coinvolti; è a tal proposito significativo che questa presentazione avvenga nella sede della UIL di Torino”.
Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani e presidente Commissione Attività Produttive della Camera): “L’Appello che ho lanciato si tramuterà in precise proposte di legge; non è infatti possibile che dopo 80 giorni dalla sua nascita, il governo Prodi sia succube dei diktat dell’on. Di Liberto; il Decreto Bersani, con tutti i suoi limiti, è stata la prefigurazione di una politica diversa, un salutare sblocco psicologico, e s’inserisce nel percorso evocato da Mario Draghi (presidente Banca d’Italia) quando afferma: “La concorrenza è un fattore di giustizia sociale”. Andiamo avanti, dunque: liberalizzazione dei servizi pubblici locali; abolizione ordini professionali; abolizione del valore legale dei titoli di studio; difesa della Legge Biagi e contestuale suo miglioramento, conla creazione di un sistema di ammortizzatori sociali; basta con una cassa integrazione che ha sperperato i soldi dei contribuenti senza salvare nessun posto di lavoro; basta con una burocrazia che richiede dalle 58 alle 80 autorizzazioni per permettere l’apertura di un’impresa; apertura che deve essere resa possibile in 7 giorni. Occorre andare avanti con determinazione ma con umiltà; non siamo Mosè che scende dal Monte Sinai con le tavole della Legge; occorre che tutti i soggetti favorevoli al cambiamento si mettano in rete e dialoghino fra loro. Non esiste un “blocco sociale” fautore del cambiamento; esistono, invece, “segmenti sociali” portatori di interessi oggettivi convergenti nel superamento dello statu quo”.
Giorgio Rossetto (segretario regionale UIL Piemonte): “Il sindacato che rappresento è una costola moderna del liberalsocialismo dei fratelli Rosselli. E’ difficile, ma occorre provare a unire i liberali e i socialisti. Non sono d’accordo con il liberismo teorico; le politiche liberali devono essere commisurate al contesto in cui viviamo. Detto questo, è necessario passare da un sistema che offre garanzie a un sistema che offre opportunità, essendo consapevoli che, per esempio, passare dal contratto collettivo di lavoro al contratto individuale è sostenibile solo teoricamente, perché ciò significherebbe in concreto, per milioni di cittadini lavoratori, la perdita pura e semplice del potere contrattuale con la controparte. Altra cosa è confrontarsi senza pregiudiziali con i cambiamenti del mercato del lavoro; non comprendo la posizione della CGIL che non accetta di discutere di uno schema di contratto nazionale per il lavoro flessibile perché, così facendo, darebbe dignità e riconoscimento a tale lavoro. La realtà del lavoro è cambiata ma le garanzie per chi non è in grado di competere in modo autonomo devono rimanere. Vorrei che il sindaco tornasse a fare il proprio mestiere; ma altrettanto deve fare la politica, con scelte chiare e precise.”.
Franco Tasca (presidente “Piccolindustria” dell’Unione Industriale di Torino): “La nostra associazione è apartitica; detto questo, ho accolto con grande favore l’iniziativa di Capezzone, che va nella direzione da noi auspicata; occorre velocizzare e snellire le procedure di autorizzazione per le nuove imprese perché il mercato non ti aspetta. Noi imprenditori ci dobbiamo confrontare ogni giorno con mille lacci e laccioli, dai certificati dei Vigili del Fuoco alle ispezioni dei funzionari delle ASL; anche qui, ogni ASL ha procedure diverse una dall’altra, e ogni Regione si comporta in maniera diversa. Dobbiamo subire l’invadenza della Pubblica Amministrazione; le aziende municipalizzate creano una distorsione del libero mercato. Le imprese pagano l’energia il 30% in più (il costo dell’energia incide mediamente per il 5% sul fatturato). Gi evasori fiscali sono nostri nemici perché anch’essi inquinano la concorrenza e il mercato”.
Carlo Stagnaro (Executive Team Istituto Bruno Leoni): “Prima Rossetto ha detto che il sindacato si occupa anche dei cittadini extracomunitari; perché lo fa? La distanza fra noi e gli Stati Uniti è anche questa: a New York chi arriva da altri Paesi per cercare lavoro riesce a campare affittando un taxi. Qui, invece, ai taxisti si dice: “Protestate perché altrimenti rischiate di fare la fine dei vostri colleghi di New York”. Ho sottoscritto il Manifesto-Appello di Capezzone perché sono un’egoista; perché voglio per me e la mia generazione un futuro diverso. Perché un altro mondo è possibile; basta andare in Svizzera per rendersene conto.”.
Ha chiuso il dibattito Giorgio Cardetti (segretario provinciale SDI-Rosa nel Pugno), che ha rilevato come l’Appello-Manifesto di Capezzone smentisca coloro che accusano la Rosa nel Pugno di essere solo attenta alle questioni dei diritti civili e della laicità.

Manfredi (348/5335305)
N.B. Il Manifesto-Appello “L’Italia ce la può fare” è disponibile sui siti www.rosanelpugno.it e www.radicali.it

Torino, 13 luglio 2006
DROGA/PRESENTATA RELAZIONE AL PARLAMENTO. MANFREDI (RNP): "NEI CINQUE ANNI DEL GOVERNO BERLUSCONI RADDOPPIATI I CONSUMATORI. IL MINISTRO FERRERO SI LIMITA A FARE IL CHECK UP DELLA SITUAZIONE."
Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani, esponente della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
"Ci sarà tempo per valutare a fondo le 232 pagine della Relazione sulle tossicodipendenze. Due cose, però, saltano subito agli occhi: nel 2005, si stima che 3.800.000 italiani hanno fatto uso di cannabis (erano 2 milioni nel 2001) e che 700.000 hanno fatto uso di cocaina (erano 350.000 nel 2001); negli ultimi cinque anni sono triplicati i consumatori di allucinogeni e stimolanti e il numero dei cittadini che iniziano ad abusare di eroina è in crescita costante (dai 25.000 del 2001 ai 29.000 del 2005). Dunque, mai così tanti "drogati" quanti nei cinque anni del governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, che aveva fatto della "lotta alla droga" il suo cavallo di battaglia (tanto da far passare la sedicente "Legge Fini" nel decreto-legge sulle Olimpiadi Invernali di Torino!); complimenti, Cavaliere!
Di fronte a tutto questo, il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, dà dimostrazione del suo rigore piemontese e valdese con una disamina corretta e completa di tutte le questioni sul tappeto (la sua corposa introduzione è ben diversa in quantità e qualità dalle misere quattro righe di Maroni e Giovanardi); il problema è che non va oltre. Certo, prefigura una nuova Conferenza nazionale sulla droga; certo, ricorda che il programma di Prodi prevede l‚abrogazione della "Legge Fini". Ma di provvedimenti concreti, per ora, c‚è solo lo smantellamento del Dipartimento Nazionale Antidroga, inglobato dal ministero della Solidarietà Sociale.
Gli oltre 4 milioni di cittadini italiani consumatori di droghe illegali dovranno affrontare i rigori dell‚estate (con gli spacciatori che cambiano e offrono sostanze diverse in qualità e quantità) e i rigori della legge ereditata dal centro-destra; e, come per la peste del Manzoni, a chi la tocca la tocca!".

Manfredi (348/5335305)
N. B. La "Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2005"è disponibile sull‚home page di www.welfare.gov.it

Genova, 13 luglio 2006
COMUNICATO STAMPADOMANI IL DEPUTATO BRUNO MELLANO (ROSA NEL PUGNO) E IL CONSIGLIERE REGIONALE CRISTINA MORELLI (VERDI) IN VISITA AL CARCERE DI MARASSI

Domani, venerdì 14 luglio, alle ore 15.00, Bruno Mellano, Deputato della Rosa nel Pugno e Segretario dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, Cristina Morelli, Consigliere Regionale dei Verdi iscritta all’Associazione “Aglietta” e Alessandro Rosasco, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, visiteranno la casa circondariale di Genova – Marassi.
La visita trae spunto dall’imminente ripresa del “grande Satyagraha per la legalità”, iniziativa nonviolenta di sciopero della fame promossa da Marco Pannella che ha visto fin ora la partecipazione di oltre 4600 cittadini (la maggior parte dei quali detenuti!) per chiedere una sicura e tempestiva calendarizzazione parlamentare della discussione su un provvedimento di amnistia e per una tempestiva decisione parlamentare nsull’estromissione da Palazzo Madama di 8 senatori regolarmente votati ed eletti.
I tre esponenti dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” durante la visita spiegheranno le ragioni del Satyagraha a detenuti e personale penitenziario e illustreranno la proposta di legge radicale, depositata in Consiglio regionale a Genova dai due consiglieri Verdi, Morelli e Vasconi, volta ad istituire anche in Liguria, la figura del Garante regionale dei detenuti.
Al termine della visita, intorno alle ore 17.00, è prevista una conferenza stampa volante per illustrare ai giornalisti la situazione del carcere di Marassi.
Per info:
Rosasco (347/9552709)
Morelli (339/3681303)
Mellano (348/5335302)
www.associazioneaglietta.it - email: larosanelpugno@hotmail.com
mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte

Torino, 10 luglio 2006
CECENIA/UCCISIONE DI BASSAIEV/ROSA NEL PUGNO
URGE CHE IL MINISTRO D’ALEMA PONGA FINALMENTE A PUTIN LA QUESTIONE CECENA E LA QUESTIONE DEMOCRAZIA IN RUSSIA
Boni: “La Cecenia rappresenta in pieno le ipocrisie di un’Europa incapace di fare rispettare i più elementari diritti umani”
 
Shamil Basayev, a detta delle forze speciali russe, è stato ucciso nella notte in un'operazione in Inguscezia. Il laeder dei guerriglieri ceceni, il terrorista Samil Basayev, 41 anni, da circa un anno aveva sostituito a capo del Governo ceceno il Presidente moderato, laico e filo-occidentale Aslan Maskhadov, ucciso a sua volta dall’esercito russo in un’imboscata.
 
Dichiarazione di Igor Boni (Coordinamento regionale della Rosa nel Pugno, del Comitatpo nazionale di Radicali Italiani)
“La Cecenia rappresenta in pieno le ipocrisie di un’Europa incapace di fare rispettare i più elementari diritti umani. Non vi è una sola delle diplomazie internazionali che stia lavorando concretamente alla costruzione di una soluzione politica, come quella a lungo coltivata dal presidente Maskhadov, non casualmente eliminato dai Russi. Ed è evidente che una soluzione pacifica e più ancora un «Piano di pace» come quello proposto e promosso a suo tempo da Maskhadov (e sostenuto dal Partito Radicale Transnazionale con la raccolta di circa 50.000 adesioni), tornerà credibile per i ceceni solo quando a sostenerlo, a promuoverlo e a difenderlo sarà una parte significativa di quel ‘mondo libero’ che, voltando le spalle alla Cecenia, volta le spalle alle tragedie e ai fantasmi della propria storia. L’uccisione di Bassaiev è solo un ulteriore elemento che non potrà certo porre fine alla guerra ma che inevitabilmente la alimenterà nelle sue forme più deteriori, come le azioni terroristiche. E’ urgente che il Ministro D’Alema, dopo i silenzi insopportabili di Berlusconi, sappia fare sentire la sua e la nostra voce a Putin, per risolvere la ‘questione cecena’ e la ‘questione democrazia in Russia’”.
 
Per informazioni: Boni (348/5335309)

Torino, 8 luglio 2006
RIMBORSI D’ORO AI CONSIGLIERI REGIONALI MANFREDI (RNP): “IL GARANTISMO DEL PRESIDENTE GARIGLIO GLI FA ONORE. LO ASPETTO ALLA PROVA AL TERMINE DEL PROCESSO SULLE FIRME FALSE ALLE REGIONALI.”
Giulio Manfredi (Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
 
“Davide Gariglio (presidente del Consiglio Regionale del Piemonte) è intervenuto a difesa dei consiglieri Giuliano Manolino e Michele Giovine, sotto inchiesta per presunte irregolarità nei rimborsi delle spese di viaggio. Gariglio ha precisato che il comportamento dei consiglieri può essere criticato politicamente ma tutto è stato fatto senza “violare alcuna legge e senza commettere illeciti amministrativi o peggio dal risvolto penale”.
E’ sicuramente in nome del garantismo che il presidente Gariglio ha taciuto in questi 15 mesi sulla vicenda delle firme false alle elezioni regionali, su cui è iniziato il processo (rinviato ad ottobre) che vede coinvolti numerosi esponenti politici nel ruolo di autenticatori e le liste dei Consumatori e di Alternativa Sociale. Gariglio non ha eccepito nulla alla presenza in Consiglio di un eletto della Lista Consumatori (guarda caso, proprio Michele Giovine) perché attende il verdetto finale.
Lo aspettiamo volentieri al varco, sperando che l’attuale Consiglio Regionale sia diverso da quello precedente, che avallò l’elezione di Rolando Picchioni, pur essendo evidente la situazione di incompatibilità del medesimo (ricoprendo incarichi direttivi sia nel Salone del Libro sia nel World Political Forum).
A questo proposito, è stata quanto mai azzeccata la recente assegnazione a Picchioni del Premio “Bogianen” (per i non piemontesi: “colui che non si muove”); per farlo muovere e rimuovere dalla poltrona di consigliere regionale, i radicali dovettero promuovere un’azione popolare in Tribunale.
Ma per Giovine non ci sarà bisogno di arrivare a tanto: se sarà il caso, ci penserà Gariglio!”.
 
Manfredi (348/5335305)

Da www.radicalparty.org 20/06/2006
Italia Russia: parlamentari ed esponenti democratici italiani e russi scrivono a Prodi perché ponga a Putin questione mancato rispetto diritti politici in Russia. Tra i firmatari anche l'ex campione mondiale di scacchi Garry Kasparov
 

Roma/Mosca, 19 giugno 2006
Caro Primo Ministro, Le scriviamo oggi, da democratici italiani e russi, per esprimerle la nostra profonda convinzione che il prossimo incontro con il Presidente Putin a Mosca, rappresenti un importante opportunità non solo per delineare il futuro delle relazioni tra Italia e Russia, ma anche per assicurare a tutti i cittadini russi che l'esito del prossimo Summit del G8 a San Pietroburgo sia il migliore possibile e per aiutare la Russia ad evolvere come una nazione democratica. Crediamo che una fruttuosa collaborazione, sia nella sfera economica che in quella politica, in generale tra le democrazie occidentali e la Federazione Russa e in particolare tra Italia e Russia, debba fondarsi sulla convinzione che sia sempre essenziale, per i paesi che sono membri del G8 o che aspirino ad essere dei membri rispettabili della comunità delle democrazie, il rispetto degli elementi fondamentali della democrazia e delle norme universali sui diritti umani. Infatti, la valutazione di quale fosse lo stato della democrazia in Russia giocò un ruolo centrale nella decisione presa nel 1998 dai Capi di Stato dei G7, di invitare il Presidente Yeltsin a partecipare ai Summit Annuali dei G7, proprio quale riconoscimento del suo impegno a favore della democratizzazione e della liberalizzazione economica, nonostante il fatto che l‚economia Russa fosse ancora debole, e che l‚impegno del Governo al rispetto dei principi democratici si rivelasse ancora incerto.
Sfortunatamente, sotto la leadership del Presidente Vladimir Putin, vi sono notevoli passi indietro da parte del Governo Russo sulla strada verso la democrazia e le riforme, con tentativi andati a buon fine di limitare l‚indipendenza dei media indipendenti, dei partiti politici, delle ONG, delle associazioni imprenditoriali, delle organizzazioni religiose e di altri elementi pluralistici della societa‚ russa. Questo comportamento ha avutolo scopo di imbavagliare i critici del governo e di assicurare il controllo dello Stato su tutta la vita politica. Anche il principio della separazione dei poteri, dei pesi e dei contrappesi al Governo, e‚ stato indebolito a causa delle limitazioni all‚indipendenza del Parlamento e del sistema giudiziario. Più recentemente, in Russia vi e' stato un crescente abuso e manipolazione dell'applicazione della legge da parte delle corti con la persecuzione politica di cittadini, come ai tempi dell'Unione Sovietica. In Russia ci sono oggi prigionieri politici, riconosciuti da Amnesty international. La tortura nei centri di detenzione, il nonnismo nell'esercito e la violenza razziale sono in aumento senza che il Governo abbia preso provvedimenti effettivi. Le vittime delle atrocità in Cecenia non hanno avuto giustizia; i responsabili dei crimini contro i civili continuano a godere di impunità. La pressione russa e‚ aumentata nei confronti di Ucraina e Georgia, due paesi confinanti con la Russia che recentemente hanno compiuto svolte verso la democrazia. Nello stesso tempo e‚ continuato senza indugi il sostegno di Putin all'ultima dittatura in Europa, quella del regime di Lukashenko. Il deteriorarsi dello stato di diritto e della democrazia in Russia e' stato notato da molte organizzazioni indipendenti ed ha sollevato gravi preoccupazioni nella comunità internazionale per la democrazia di facciata che copre una tendenza verso l‚autoritarismo. Se giudicata in modo oggettivo, la Russia non potrebbe essere oggi nella posizione di Presidente del G8 e del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.
Non chiediamo l'isolamento della Russia o la sua espulsione dalle organizzazioni internazionali. Tuttavia, la sua membership nel club dei paesi democraticamente ed economicamente più avanzati dovrebbe essere usata per riportare la Russia sulla strada della democrazia. Altrimenti la sua presenza servirebbe solo a legittimare una scelta autoritaria. I partner hanno il diritto di parlare apertamente e di sollevare preoccupazioni legittime con le loro controparti. Presidente Prodi, lei ha un‚opportunità per farlo e per aiutare il popolo russo. Per queste ragioni, in occasione del suo incontro con il Presidente Putin, le chiediamo di esprimere, la sua preoccupazione sui passi indietro in tema di democrazia e di diritti umani che recano danno allo sviluppo della Russia e al benessere dei suoi cittadini, e di chiedere al Governo russo, non solo di rinnovare pubblicamente il proprio impegno a favore dello stato di diritto e della democrazia, ma anche di assumere passi concreti in quella direzione. Le parole non bastano, occorrono delle azioni come l‚eliminazione del controllo dello Stato sui canali televisivi, la revisione dei casi dei prigionieri politici, porre fine all‚impunita‚ in Cecenia e consentire una vera competizione politica. Il suo messaggio dovrebbe essere chiaro ed inequivoco: la democrazia e i diritti umani non sono questioni di politica interna. Noi crediamo che debbano essere una parte centrale e non negoziabile del suo obiettivo di sviluppare le relazioni tra Italia e Russia.
Restiamo fiduciosi di una risposta positiva a questo nostro appello e, con l‚occasione, le porgiamo i nostri migliori saluti e gli auguri di un buon viaggio. Garry Kasparov, Co-Presidente All-Russian Civic Congress, Presidente United Civic Front, Russia
Matteo Mecacci, Rappresentante all‚ONU del Partito Radicale Transnazionale, Italia
Yuri Dzibladze, Presidente del Centro Sviluppo Democrazie e Diritti Umani, Russia
Daniele Capezzone, Presidente Commissione Parlamentare Attivita‚ Produttive Rosa nel Pugno, Italia
Svetlana Gannushkina, Direttrice, Civic Assistance Commitee, Board Member Human Rights Centre Memorial, Russia
Sergio D‚Elia, Membro del Parlamento, Rosa nel Pugno, Italia
Tanya Lokshina, Chair of the Board ,"Demos" Centre, Russia
Natalya Taubina, Direttrice, "Public Verdict" Foundation, Russia
Georgy Satarov, Co-Presidente All-Russian Civic Congress, Russia Alexander Verkhovsky, direttore, „Sova‰ Center for Information and Analysis, Russia
Cesare Salvi, Presidente Commissione giustizia Senato,Italia
Furio Colombo, membro Commissione esteri Senato, Italia
Giacomo Mancini, membro Commissione esteri Camera, Italia


Roma, 5 luglio 2006
EMERGENZA IDRICA/ON. MELLANO (RNP) PRESENTA INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE AGRICOLTURA SULLA NECESSITA’ ED URGENZA DI UN “MANUALE DI BUONA PRATICA IRRIGUA” A LIVELLO NAZIONALE.
In merito all’attuale emergenza idrica nelle regioni del centro-nord e sulle politiche di risparmio idrico in agricoltura, Bruno Mellano (deputato della Rosa nel Pugno e segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:
“L’attuale situazione di carenza idrica evidente in tutta l’Italia centro-settentrionale rappresenta non un’eccezione ma, negli ultimi anni, la regola; una regola che il nuovo governo dovrà affrontare e non eludere come il governo precedente.
Le campagne sul risparmio idrico sono per lo più esclusivamente rivolte al consumo nelle case private mentre, dai dati delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente e dell’APAT, è il settore agricolo a consumare - di gran lunga - i maggiori quantitativi di acqua.
A mero titolo di esempio, ecco i dati del Piemonte: a fronte di 8,3 miliardi di metri cubi di acqua utilizzati in agricoltura si consumano poco meno di 500 milioni di metri cubi nel settore industriale e altrettanti dai privati per gli utilizzi idropotabili.
Siamo in possesso di tutte le conoscenze tecniche per iniziare una seria politica di conversione dei sistemi irrigui che in date situazioni, come la coltura del mais e del riso, possono condurre a risparmi idrici valutati intorno al 50%; il Ministero dell’Agricoltura deve fare la sua parte, mettendo a disposizione di tutti gli addetti ai lavori strumenti di supporto come il “Manuale di buona pratica irrigua”, già adottato da alcune regioni.
Convinto come sono che non si può pensare di intervenire solo con provvedimenti emergenziali ma che occorra prevedere una nuova lungimirante politica di risparmio idrico, con graduali aggiornamenti strutturali, come già annunciato nelle conferenze stampa di Novara e Vercelli di venerdì scorso ho oggi presentato un’interrogazione urgente al Ministro dell’Agricoltura, Paolo Di Castro.
Per sapere: quali politiche si intendono porre in essere rispetto alla gestione della “questione acque” in riferimento alla sempre più evidente carenza idrica, dovuta certo alla diminuzione delle precipitazioni ma soprattutto a prelievi non più sostenibili, a partire dal settore agricolo; se non si ritenga urgente e necessaria la predisposizione di un ‘Manuale di buona pratica irrigua’, a valenza nazionale, che possa fornire all’intero comparto agricolo le informazioni e le indicazioni più aggiornate sulle tecnologie e sulle tecniche irrigue relative a ciascuna delle colture praticate sul territorio.”
Mellano (348/5335302)
N. B. Su www.associazioneaglietta.it è disponibile il “Dossier Acque”.


Torino, 4 luglio 2006
DROGHE/MANFREDI (RADICALI): “IL MINISTRO FERRERO DOVEVA PRESENTARE LA RELAZIONE SULLE TOSSICODIPENDENZE AL PARLAMENTO ENTRO IL 30 GIUGNO;  NON L’HA FATTO. IL MINISTRO TURCO VUOLE ISTITUIRE LA CONSULTA SULLE TOSSICODIPENDENZE; NON TOCCA A LEI FARLO … E PER MODIFICARE LE SOGLIE DELLE SOSTANZE DETENIBILI CI VUOLE LA FIRMA DI MASTELLA!”.
 Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Ai sensi dell’art. 131 del DPR 309/90 (Testo Unico leggi stupefacenti), il Ministro per la solidarietà sociale deve presentare entro il 30 giugno di ciascun anno una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sugli obiettivi raggiunti, sui programmi futuri, sui fondi antidroga distribuiti; non mi risulta che il ministro Paolo Ferrero abbia adempiuto a questo suo preciso compito.
Il 26 giugno scorso, in occasione della giornata internazionale contro la droga, il Ministro della Salute Livia Turco ha comunicato al suo collega Ferrero di voler istituire una “Consulta sulle tossicodipendenze con gli operatori del pubblico e del privato”
; l’art. 132 del DPR 309/90 assegna il compito di nominare e poi di convocare la suddetta Consulta al Ministro per la solidarietà sociale.
Il ministro Turco potrà così dedicarsi interamente a quanto da lei preannunciato; elevare il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio, modificando il decreto del Ministro della Salute (ad interim) Berlusconi dello scorso 11 aprile.
Un piccolo particolare: per modificare il decreto ci vuole anche la firma del Ministro della Giustizia; Mastella è già stato avvisato?”.

Torino, 2 luglio 2006
ROSA NEL PUGNO: DAL PIEMONTE UNA NUOVA SPINTA PER PROSEGUIRE IL CAMMINO DEI LAICI, DEI SOCIALISTI, DEI LIBERALI E DEI RADICALI
Mellano e Boni: “Chiediamo a tutti i dirigenti e ai militanti della Rosa nel Pugno un luglio di mobilitazione e di lotta per la legalità e per le riforme. Mai come ora all’Italia - e a questo Centro-sinistra - servono le idee, la determinazione e la lealtà della Rosa nel Pugno”
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Coordinamento regionale della Rosa nel Pugno)
“La necessità della presenza di una forza laica, socialista, liberale e radicale è sotto gli occhi di tutti:  è evidente rispetto le recenti polemiche sulla RU486 e sul ‘Gay Pride’ e alle ipotesi di riforma della legge 40 che impedisce la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali; è evidente per le difficoltà di individuare un percorso coraggioso di riforme economiche e del mercato del lavoro che sappiano dare nuova spinta al Paese.
Per quanto ci riguarda noi crediamo che la Rosa nel Pugno sia un progetto politico che può – e deve – proseguire, nel solco di ciò che è stato fatto in questi ultimi difficili mesi. Occorre coraggio da parte di ciascuno per individuare al più presto un percorso preciso, che ci possa condurre alla costruzione non solo di una federazione di soggetti ma di un vero e proprio partito. Per questo, dal Piemonte, chiediamo a tutti i dirigenti e ai militanti della Rosa nel Pugno un luglio di mobilitazione straordinaria e di lotta, per la legalità e per le riforme. Mai come ora all’Italia - e a questo Centro-sinistra - servono le idee, la determinazione e la lealtà della Rosa nel Pugno”.
 
Per informazioni: Mellano (348/5335302), Boni (348/5335309)

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte