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Roma, 31 luglio 2007
CASO MELE/MANFREDI (RADICALI): NESSUN MORALISMO, MA LA LEGGE ANTIDROGA E’ UGUALE PER TUTTI; L’ON. MELE L’HA VIOLATA OPPURE NO?
  Sul caso dell’on. Cosimo Mele, Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Come cittadino e come radicale sono lontano anni luce da coloro che impartiscono in queste ore all’on. Mele lezioni di moralismo a buon mercato. Come cittadino e come radicale, mi interessa unicamente che anche l’on. Mele e le altre persone coinvolte siano sottoposte dalla magistratura e dalle forze dell’ordine agli accertamenti indispensabili per verificare se hanno compiuto reati previsti dalla legge antidroga “Fini-Giovanardi”.
L’art. 73 di tale legge (DPR 309/90) prescrive che “chiunque offre, cede, distribuisce, procura ad altri, passa” sostanze stupefacenti è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000. Per i fatti di lieve entità, la pena va da uno a sei anni e la multa da euro 3.000 a euro 26.000. Stesse pene per “chiunque acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene sostanze stupefacenti che per quantità … ovvero per modalità di presentazione … ovvero per altre circostanze dell’azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale”
. Rispetto al problema della quantità di stupefacente detenuta, la “Fini-Giovanardi” ha introdotto le “soglie” (limite quantitativo massimo di principio attivo riferibile ad un consumo esclusivamente personale); se si supera la soglia, si rientra nelle fattispecie di reato previste dall’art. 73. La soglia per la cocaina è stata fissata dal ministro della Salute ad interim Silvio Berlusconi a 750 milligrammi (decreto 11 aprile 2006).
Se la quantità detenuta non supera la soglia, non si applicano le sanzioni penali ma quelle amministrative previste dall’art. 75 del DPR 309/90: sospensione patente, porto d’armi e passaporto. Competente in materia è il prefetto del luogo di residenza dell’interessato, che può inviare il suddetto al servizio tossicodipendenze per un programma di recupero e può anche, in caso di fatti di lieve entità commessi per la prima volta, “perdonare” l’interessato, invitandolo a non fare più uso delle sostanze stupefacenti.
In queste ultime ore, assistiamo alla corsa dei moralisti di professione al “test antidroga”; nessun politico, tranne noi radicali, chiede semplicemente di verificare al più presto se un deputato della Repubblica ha violato una legge dello Stato.”.
 
Manfredi

Torino, 31 luglio 2007
PANNELLA NEL PD/RADICALI CHIEDONO INCONTRO IMMEDIATO CON  RESPONSABILI REGIONALI  DS E MARGHERITA.
  A seguito della bocciatura della candidatura di Marco Pannella alla guida del Partito Democratico, Silvio Viale (Comitato nazionale Radicali Italiani – Direzione nazionale Rosa nel Pugno), Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani), Alessandro Frezzato (Consiglio generale Associazione Luca Coscioni) e Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno richiesto un incontro urgente con i responsabili regionali di DS e Margherita (Sergio Soave e Gianluca Susta) per ribadire le ragioni della scelta di Pannella (assieme a Emma Bonino) di concorrere alle primarie del PD e per chiedere conto della loro posizione in merito all’esclusione.
 A questo proposito gli esponenti radicali hanno dichiarato:
“La bocciatura di Pannella mette in risalto quanto l’attributo ‘democratico’ del nascente partito sia ancora tutto da conquistare. La richiesta di sciogliere i Radicali prima di entrare nel PD è di tutta evidenza strumentale, dato che tuttora sono presenti sul territorio le strutture partitiche di DS e Margherita, ben distinte fra loro. Il problema vero è che si teme la forza, la costanza, la ragionevolezza e la tenacia dei Radicali, delle loro idee, della loro storia. Storia e idee che, se escluse dal Partito Democratico, renderanno quel soggetto privo della necessaria spinta di rinnovamento che deve assolutamente acquisire, se intende avere come modello le grandi sinistre liberali europee di Blair e di Zapatero.
Il ricorso che presenterà Pannella nelle prossime ore contro la decisione notturna dell’Ufficio Tecnico Amministrativo del PD rappresenta l’ultima chance per modificare questo stato di cose, per guadagnare ancora 48 ore alla speranza di concepire un Partito Democratico aperto, inclusivo, trasparente e di abortire un Partito Democratico chiuso, settario, autoreferenziale, degno erede e continuatore del regime partitocratrico che occupa il territorio italiano.”.

Viale
Manfredi

29 luglio 2007
Allarme cocaina, radicali: come per l'eroina, i consumatori non hanno nessun controllo sulle sostanze illegali.
  Alla notizia della nuova "emergenza droga" (18 persone ricoverate negli ospedali della zona di Bergamo, Brescia e Lago di Garda per gli effetti di una partita di cocaina tagliata con atropina e un decesso), Nathalie Pisano (Radicali Milano) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) dichiarano:
"La nostra speranza è che l'ennesima emergenza estiva serva almeno a far riflettere sulla questione che riteniamo cruciale e che non ci stancheremo mai di segnalare: come per l'eroina e per tutte le sostanze illegali, i consumatori non hanno nessun controllo qualitativo e quantitativo sulle sostanze che sono costretti ad acquistare sul mercato nero, gestito dal monopolio criminale. Come per l'eroina, per l'ecstasy, per la cannabis, anche per la cocaina occorre seriamente pensare a un sistema di acquisto legale, che tuteli i consumatori e cessi di alimentare le narcomafie; lo stesso sistema di acquisto legale introdotto da Roosevelt per evitare che i consumatori di alcolici morissero fra dolori atroci per l'assunzione dell' "alcol di legno", prodotto dai vari Al Capone.
Intanto, Ministero e Assessorati Regionali alla Sanità devono ridare significato e sostanza al concetto di "riduzione del danno", applicandolo a tutte le sostanze con i diversi approcci necessari per entrare in contatto con i consumatori, che mutano a seconda della sostanza assunta. Concretamente: i SERT devono essere presenti con i loro operatori davanti a discoteche e luoghi di ritrovo."

Roma, 29 luglio 2007
RADICALI: GRAZIE A SERGIO CHIAMPARINO PER LA SUA PRESA DI POSIZIONE SU PANNELLA CANDIDATO PER IL PARTITO DEMOCRATICO
  Mellano e Boni: “La possibilità per Pannella-Bonino di gareggiare democraticamente nelle primarie del 14 ottobre è l’elemento dirimente per capire cosa sarà il Partito Democratico.”
 
In seguito alla positiva presa di posizione di Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, sulla scelta di Marco Pannella di candidarsi alla guida del Partito Democratico Bruno Mellano, Deputato radicale della Rosa nel Pugno e Igor Boni, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
 
“Grazie Sergio!
Il Sindaco di Torino dimostra ancora una volta capacità di analisi, attenzione e lungimiranza, maggiori della buona parte della burocrazia politica italiana. La scelta di Marco Pannella e di Emma Bonino di scendere in campo per le primarie che dovranno scegliere la guida del Partito Democratico rappresenta un tesoro da salvaguardare e da valorizzare. Come da salvaguardare e valorizzare sono i 50 anni di storia e di successi dei Radicali così come gli obiettivi e le speranze che sono state rappresentate dalla nascita della Rosa nel Pugno. Dispiace che da alcuni esponenti del nascente Partito Democratico giungano dichiarazioni che hanno il sapore del ‘vade retro’. La possibilità per Pannella-Bonino di gareggiare democraticamente nelle primarie del 14 ottobre è l’elemento dirimente per capire cosa sarà il Partito Democratico. Il Sindaco Chiamparino e le migliaia di cittadini che in queste ore hanno firmato a sostegno di Pannella tutto questo lo hanno compreso. Lo capiranno nelle prossime ore anche quei dirigenti politici che oggi prendono posizioni che nei fatti negano l’aggettivo ‘democratico’ del nascente partito?”
 
Mellano
Boni

Torino, 27 luglio 2007
PANNELLA NEL PARTITO DEMOCRATICO/FIRMA AL TAVOLO DI TORINO ANCHE BECONCINI (COORDINATORE CITTADINO SDI).
DOMANI A TORINO GLI ULTIMI BANCHETTI DI RACCOLTA FIRME.
  Nel pomeriggio, Eugenio Beconcini (coordinatore cittadini SDI) ha firmato per la candidatura di Marco Pannella a segretario del Partito Democratico; Beconcini si è anche iscritto all’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
 
Domani, sabato 28 luglio, l’Associazione Radicale Satyagraha terrà gli ultimi due tavoli di raccolta firme: al mattino, dalle 10 alle 12, sotto i portici di Piazza San Carlo; al pomeriggio, dalle 16 alle 19, in Piazza Castello angolo via Garibaldi.
 
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno):
 
“Eclatante il dato di Cesara, un piccolo comune del Verbano, dove in una sola serata ben 41 cittadini hanno firmato per la candidatura di Pannella; una prova dell’interesse suscitato dall’iniziativa di Marco, non solo nelle grandi città ma anche nella provincia più profonda.”.

Torino, 26 luglio 2007
PANNELLA NEL PARTITO DEMOCRATICO/AL BANCHETTO DI TORINO HA FIRMATO LA LIBERALE NICOLETTA CASIRAGHI.
MELLANO: “GRAZIE ANCHE ALLA SENATRICE MAGDA NEGRI CHE HA ROTTO LA CONGIURA DEL SILENZIO IN ATTO FRA GLI ULIVISTI PIEMONTESI”.
I TAVOLI RADICALI DI DOMANI  A TORINO.
  Oggi pomeriggio  Nicoletta Casiraghi (presidente federazione regionale dei Liberali) ha firmato al tavolo radicale di via Garibaldi per la candidatura di Marco Pannella a segretario del Partito Democratico.
 
La senatrice Magda Negri (Ulivo/Autonomie) ha dichiarato: "Considero molto positiva la disponibilità di Marco Pannella a sollecitare l'adesione di forze radicali e liberal-socialiste verso la costruzione del Partito democratico. Mi sembra, inoltre, che le obiezioni dell'on. Migliavacca ("chi non è già nel comitato di 45 non può più aderire") descrivano procedure che non devono diventare gabbie".
 
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno):
 
“La firma di Nicoletta Casiraghi è un’ulteriore conferma dell’attenzione con cui gli amici liberali piemontesi seguono e partecipano alle nostre iniziative. Ringrazio anche la senatrice Magda Negri per aver rotto, con la sua dichiarazione chiara e netta, la congiura del silenzio in atto fra gli ulivisti piemontesi nei confronti della candidatura di Marco Pannella. Infine, un ringraziamento ai compagni della Rosa nel Pugno Diego Castagno (vicepresidente Circoscrizione 8) e Massimo Guerrini (presidente Circoscrizione Centro), che stanno assicurando in questi giorni la loro opera indispensabile di autenticatori.”.
 
Domani, venerdì 26, i cittadini (di qualunque Comune della Regione Piemonte) potranno firmare per la candidatura di Marco Pannella nel Partito Democratico:
 
DALLE 10 ALLE 12
VIA GARIBALDI ANG. PIAZZA CASTELLO
DALLE 17:30 ALLE 19:30
VIA GARIBALDI ANG. VIA BELLEZIA
DALLE 17 ALLE 19
VIA GARIBALDI ANG. PIAZZA CASTELLO
DALLE 21 ALLE 24
VIA S. AGOSTINO ANG. VIA BONELLI (QUADRILATERO ROMANO)

Torino, 25 luglio 2007
“PER CANDIDARE MARCO PANNELLA A SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO”.
DOMANI MATTINA RACCOLTA FIRME PRESSO LA SEDE RADICALE DI VIA GARIBALDI.
  Domani, giovedì 26 luglio, dalle ore 10 alle ore 12, presso la sede radicale di Torino (via Garibaldi n. 18, secondo cortile interno), i cittadini potranno firmare per consentire a Marco Pannella di potersi candidare a Segretario del Partito Democratico.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Radicale Satyagraha e dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“E’ innegabile come in queste ore l’iniziativa di Marco Pannella stia consentendo a milioni di italiani di essere informati sulle procedure burocratiche per non dire partitocratriche attraverso le quali un partito che si definisce “democratico” e “nuovo” sta procedendo alla raccolta delle candidature alla sua massima carica.
Firmare oggi per la candidatura di Pannella vuol dire rendere meno italiota un progetto che i radicali per primi vollero portare all’attenzione degli elettori italiani anche attraverso la presentazione della lista Pannella PER IL PARTITO DEMOCRATICO già all’inizio degli anni ‘90. Introdurre i temi liberali della laicità e dell’innovazione economica all’interno di una competizione che si contraddistingue per una certa sterilità di argomenti di dibattito tra i vari candidati può essere l’unica possibilità per il costituendo PD di rivelarsi “cosa” nuova, piuttosto che un compromesso storico bonsai come fino ad oggi appare.”.
Per ulteriori informazioni:
Iolanda Casigliani, segretaria Associazione Radicale Satyagraha, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani  (348/5335307)
Giulio Manfredi, Direzione Nazionale Radicali Italiani, segreteria Ass. Aglietta (348/5335305)

Torino, 24 luglio 2007
TORINO/NEL POMERIGGIO TAVOLO RADICALE PER RICORDARE NUVOLI E WELBY. FREZZATO: “QUANTI ALTRI CASI, QUANTE ALTRE MORTI, PRIMA DI ARRIVARE AD UNA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO?”.
  L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha voluto ricordare Piero Welby e Giovanni Nuvoli  in modo militante, con un tavolo di raccolta firme sulla petizione popolare, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che richiede al Parlamento Italiano due cose: un’indagine parlamentare conoscitiva sul fenomeno dell’eutanasia clandestina; l’esame delle proposte di legge esistenti in materia di eutanasia.
Erano presenti al tavolo Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:
“In nessun luogo come in Italia, bisogna tirare la corda con tutte le forze perché si sposti di un millimetro. Le vite e le morti di Piero Welby e di Giovanni Nuvoli sembrano non essere sufficienti a smuovere dal letargo un Parlamento ormai intontito dall’afa e dall’inerzia; il testo di legge sul testamento biologico viaggia ancora di commissione in commissione alla ricerca di quelle “ampie convergenze” che, come sempre, rischiano di eccitare solamente i distinguo e i tentennamenti.
Quanti altri casi Welby e Nuvoli dovremo commemorare prima che i rappresentanti del popolo approvino una legge sul testamento biologico, che è cosa diversa dall’eutanasia, ma che costituirebbe comunque un passo in avanti nella direzione auspicata ieri dai giudici romani che hanno assolto il Dr. Mario Riccio, ovvero l’attuazione, 60 anni dopo la sua stesura, dell’art. 32 della Costituzione?”.

Roma, 23 luglio 2007
TELEKOM SERBIA/MANFREDI (RADICALI): CONSIGLIO A SENATRICE MAGISTRELLI DI LEGGERSI SOTTO L’OMBRELLONE IL MIO LIBRO SULL’AFFAIRE, SPEDITO A TUTTI I SENATORI.
  Rispetto alla candidatura di Pannella alla guida del Partito Democratico, la senatrice ulivista Marina Magistrelli ha dichiarato, fra l’altro: “… tutto fa parte della coreografia e del dibattito di questi giorni di agosto, che ci vedranno leggere sotto l'ombrellone. Del resto due anni fa avevamo Telekom Serbia, oggi abbiamo Pannella ... va bene così”.
Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? – Diario ragionato del “caso” dal 1994 al 2003 “, postfazione di Marco Pannella, Stampa Alternativa, 2003):
“Il 9 giugno scorso, nel decennale della conclusione dell’affaire Telekom Serbia (456 milioni di euro consegnati da Telecom Italia – nel 1997 azienda pubblica controllata dal ministero del Tesoro- direttamente a Slobodan Milosevic), il deputato radicale Bruno Mellano ha spedito il mio libro sull’affaire a tutti i senatori della Repubblica, quindi anche alla senatrice Magistrelli; questo per ricordare che fu l’unico senatore radicale, Piero Milio, a presentare il 24 giugno 1997 un’interrogazione a Prodi e a Ciampi sulla vicenda, rimasta senza risposta.
Consiglio alla senatrice Magistrelli di leggersi il mio libro sotto l’ombrellone; se lo ritenesse di difficile comprensione, potrà sostiturlo con “Telekom Serbia, l’affare di cui nessuno sapeva” di Francesco Bonazzi, giornalista de “L’Espresso”  (Sperling & Kupfer, 2004), sicuramente più agile ma altrettanto istruttivo.
Dopo, se vorrà, potrà ancora fare dell’ironia, magari meno qualunquista e più precisa; la senatrice sembra riferirsi al “caso Marini” ma allora non si tratta di “due anni fa” bensì di quattro. Passa il tempo, ma qualcuno ricorda bene quello che è successo sia quattro che, soprattutto, dieci anni fa”.

Manfredi

Torino, 23 luglio 2007
WELBY/VIALE: VITTORIA. SE PARLAMENTO LATITA E’ PRATICABILE VIA GIUDIZIARIA. ORA L’ORDINE DEI MEDICI NON HA PIU’ SCUSE.
  Informato dell’assoluzione del Dr. Mario Riccio, il Dr. Silvio Viale (Comitato scientifico Exit-Italia, Comitato nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Si tratta di un passo in avanti per i  diritti del cittadino malato. Se il Parlamento latita, è attraverso le aule dei tribunali che si fanno strada prima nuove consapevolezze e poi nuove leggi. Onore, dunque, al Dr. Riccio; un ringraziamento speciale per l’avv. Giuseppe Rossodivita, che ha ancora una volta dimostrato la sua sensibilità  militante … e una concreta speranza per Giovanni Nuvoli.
Ora, dopo la sentenza di Roma, non ci sono più scuse per l’Ordine dei Medici; prenda un posizione chiara sulle questioni di fine vita: la volontà liberamente espressa, in qualunque forma, dal singolo paziente deve essere rispettata e attuata, sempre e comunque.
Il vero vincitore, oggi, è Piero Welby: la sua iniziativa nonviolenta continua a produrre effetti sulle vite di migliaia di cittadini malati, in tutta Italia”.

Torino, 20 luglio 2007
NUVOLI/RADICALI: STA PAGANDO OGNI SECONDO SULLA PELLE UNA COLPA INPERDONABILE: AVERE GETTATO IL PROPRIO CORPO NELLA LOTTA, PER CONQUISTARE PER TUTTI LA LIBERTA’ DI SCELTA: IERI WELBY, OGGI NUVOLI.
  Domani e domenica, a Torino l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta raccoglierà firme sulla “Petizione Nuvoli” (www.lucacoscioni.it)
 
 
I tavoli dell’Associazione Aglietta  si terranno in Via Garibaldi  angolo via Bellezia, sabato 21 e domenica 22, dalle 17:30 alle 20:00.
 
Si alterneranno ai banchetti: Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno), Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni), Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani), Domenico Massano, Caterina Simiand, Aldo Spagnoletti
(Giunta segreteria Associazione Aglietta).
 
Mellano e Frezzato hanno dichiarato:
 
“Saremo ancora una volta in strada, nonostante il caldo, perché siamo consapevoli della grave colpa che Giovanni Nuvoli sta pagando sulla propria pelle ogni secondo che passa: avere rifiutato di accettare la sorte dei tanti ammalati italiani vittime dell’eutanasia clandestina e di classe, che miete ogni anno migliaia di vittime nelle case, nei letti di tutta Italia, ben al di là delle cifre sbandierate nei sondaggi.
 
Invece, Giovanni ha, letteralmente, gettato il proprio corpo nella lotta, testimoniando con il suo terribile sguardo la sua determinazione nel conquistare la libertà di scelta sulla propria vita e sulla propria morte, per sé, per ciascuno di noi, per tutti.
 
Siamo impegnati con l’Associazione Luca Coscioni per valorizzare al massimo la sua straordinaria militanza politica: ieri Welby, oggi Nuvoli.”.

Torino, 19 luglio 2007
PER UNA NARCOSALA A TORINO/DEPOSITATA IN COMUNE PETIZIONE POPOLARE.
A SETTEMBRE PARTIRA’ LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME.
FORUM DROGHE, RADICALI E “MALEGA 9”: UN’INIZIATIVA PER LA SICUREZZA DI TUTTI.
  Questa mattina, Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta),  Susanna Ronconi  (Presidente Forum Droghe) e Alessandro Orsi (Malega 9 Produzioni) si sono recati negli Uffici del Municipio di Torino ed hanno apposto le prime tre firme in calce alla petizione al Consiglio Comunale (ai sensi dell’art. 13 dello Statuto della Città di Torino) per richiedere l’istituzione di almeno una “sala da iniezione” nel Comune di Torino.
 All’uscita dal Municipio, i tre promotori dell’iniziativa hanno dichiarato:
“Abbiamo deciso di utilizzare lo strumento di democrazia diretta previsto dallo statuto comunale per dare più forza  alla nostra richiesta di istituire, finalmente, almeno una “sala da iniezione” nel territorio comunale.
Le sale da iniezione sono luoghi protetti e igienicamente garantiti, per l’assunzione di sostanze psicoattive illegali che il cittadino consumatore si procura all’esterno e che assume all’interno della struttura, con l’assistenza di personale sanitario professionale, formato allo scopo. Sono una concreta iniziativa di riduzione del danno, che tutela sia il cittadino tossicodipendente sia gli altri cittadini, limitando l’impatto sociale provocato dall’uso di sostanze in strada (abbandono di siringhe ed altro materiale, problemi di sicurezza e di ordine pubblico).
Sono attive già da tempo in altri paesi europei (Germania, Spagna, Svizzera, Olanda, …), dove hanno contribuito a migliorare la qualità della vita sia dei consumatori sia dei quartieri cittadini coinvolti nel consumo di sostanze illegali. Sono compatibili con la legge attualmente vigente in Italia che non esclude – e quindi consente – l’apertura di “sale da iniezione” (l’art. 79 del DPR 309/90 punisce l’uso di locali finalizzato allo spaccio; la “sala da iniezione” è invece, a tutti gli effetti, una concreta attuazione delle politiche di riduzione del danno, previste sia dalle leggi nazionali sia dai Piani Sanitari di molte regioni, fra cui il Piemonte).
Da troppi anni, ormai, Torino si interroga sull’argomento, alternando parziali teoriche aperture a totali e reali chiusure, senza mai arrivare ad una posizione chiara ed a una conseguente azione,  capace di dare un senso a tante parole ormai “stanche”.
Negli ultimi mesi, anche grazie al documentario “La stanza dei figli” di Alessandro Orsi, che ha riproposto all’attenzione pubblica l’argomento, abbiamo potuto riscontrare nuova attenzione e  nuova sensibilità da parte di tanti cittadini, che ci hanno spinto a intraprendere anche la via istituzionale.
Anche in questo campo Torino potrebbe essere la “città  laboratorio” in grado di esprimere un contesto di innovazione, di affermazione della cultura dell’accoglienza, di un approccio laico basato su evidenze scientifiche al fenomeno delle tossicodipendenze.”.
 www.associazioneaglietta.it     www.fuoriluogo.it      www.lastanzadeifigli.it

Roma, 19 luglio 2007
SERVIZI E TELECOMGATE/MELLANO (RNP): COPACO SENTA TAVAROLI E COMPAGNI … E IL SOTTOSEGRETARIO MICHELI RISPONDA ALLE INTERROGAZIONI RADICALI.
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno):
“Concordo con quanto richiesto nei giorni scorsi dagli esponenti UDC D’Alia (membro del Copaco) e Volontè (capogruppo UDC alla Camera): il Copaco dovrebbe occuparsi non solo del Dr. Pio Pompa ma anche dell’ex capo della Security Pirelli/Telecom Tavaroli e dei suoi ex collaboratori. Nella mia interrogazione n. 4-04035 del 14 giugno scorso ho riportato varie dichiarazioni, prese da giornali e trasmissioni televisive, comprovanti contatti fra  i signori Giuliano Tavaroli, Sergio Genchi, Marco Bernardini ed esponenti dei servizi segreti (fra cui Pio Pompa) in merito a investigazioni sulle modalità di svolgimento dell’affaire Telekom Serbia.
Il Copaco audisca al più presto le persone suddette,  peraltro già sentite dai PM milanesi.
Nel frattempo, il sottosegretario con delega ai servizi, Enrico Micheli, potrebbe opportunamente rispondere alla mia interrogazione, che si riassume nella domanda: vi sono state attività dei servizi di sicurezza italiani riconducibili all’affaire Telekom Serbia? Se sì, quali?
La prima interrogazione radicale in merito risale esattamente a un anno fa; il sottosegretario Micheli ha dunque avuto tutto il tempo per prepararsi e per non ripetere i “non sapevo”, “non ero informato” che ha proferito ieri, al Copaco, sul “caso Pompa”.

Roma, 17 luglio 2007
RIFIUTI CAMPANIA/INTERPELLANZA RADICALE SUL “CASO FERRANTE”.
URGE MODIFICA LEGGE ISTITUTIVA ALTO COMMISSARIO ANTICORRUZIONE.
  I deputati radicali della Rosa nel Pugno Bruno Mellano, Marco Beltrandi, Sergio D’Elia, Donatella Poretti e Maurizio Turco hanno presentato oggi un’interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri sul cosiddetto “caso Ferrante”, cioè sulle dimissioni “per motivi strettamente personali”, dopo appena sei mesi dall’assunzione dell’incarico, del prefetto Bruno Ferrante dalla carica di Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e la sua contestuale nomina a presidente di due società del gruppo Impregilo, Fibe e Fibe Campania. Rispetto alle società Impregilo e Fibe Campania, venti giorni fa il Gip del Tribunale di Napoli ha disposto l'interdizione ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno, relativamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti.
Nell’interpellanza, i deputati radicali chiedono al premier Prodi:
- se il “caso Ferrante” non rappresenti un caso classico di “controllante” che diventa, senza soluzione di continuità, “controllato”, di nome e di fatto, vista l’inchiesta giudiziaria in corso su Impregilo e consociate da parte della magistratura campana;
- se il “caso Ferrante” non suggerisca la necessità e l’urgenza di una modifica della legge istitutiva dell’ “Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione”  (art. 1, L. 16 gennaio 2003, n. 3), con la previsione di un congruo intervallo fra le dimissioni dalla suddetta carica e l’assunzione di incarichi di responsabilità nel settore pubblico e privato;
- se nella scelta del futuro Alto Commissario anticorruzione il Presidente del Consiglio terrà conto anche del requisito della stabilità temporale; in parole povere, dovrà essere valutata la determinazione del candidato ad investire nella carica suddetta non alcuni mesi del proprio tempo ma alcuni anni (tenendo presente che la carica è quinquennale, rinnovabile per una volta);
- se il Prefetto Ferrante, prima di lasciare l’incarico, ha assolto all’obbligo di presentazione della relazione semestrale sulle attività svolte, ai sensi della suddetta legge istitutiva.

Roma, 17 luglio 2007
Hamas: Mellano (Radicali-RNP) su D’Alema, Smentisce Prodi, pericolosa fuga in avanti
 
Dichiarazione di Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno
   "Io non so su che base formale e politica, sulla base di quali atti di indirizzo parlamentare o su quali orientamenti assunti dal governo nella sua collegialità, il ministro D’Alema possa decidere di “riconoscere” Hamas e Hezbollah. Se ne esistono, francamente mi piacerebbe conoscerli. Per quanto mi consta, penso che all’interno della maggioranza sia ampiamente prevalente una posizione che nega qualunque legittimità politica ad organizzazioni terroristiche e paramilitari che devono il proprio “consenso” innanzitutto al potere di intimidazione e minaccia e la propria autorevolezza ad una formidabile potenza di fuoco, che le iscrive a pieno titolo nei ranghi dell’internazionale del terrore.
Mi pare che pochi giorni fa, nei confronti delle autorità dell’Anp e del governo israeliano il presidente Prodi abbia sostenuto una posizione più prudente, oltre che coerente con il ruolo di un grande paese europeo, che deve concorrere a ripristinare la pace in Medio Oriente, non limitarsi ad avere rapporti “pacifici” con le organizzazioni che fanno la guerra allo stato ebraico.
A quelle posizioni è bene che l’intero esecutivo torni, senza fughe in avanti che possono compiacere solo l’on. Diliberto."

Roma, 16 luglio 2007
Rifiuti Campania/Radicali: Commissario Nazionale anticorruzione diventa Presidente società campana coinvolte in inchiesta su smaltimento rifiuti.
Tutto legittimo ma anche tutto discutibile.
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Il Dr. Bruno Ferrante era stato nominato dal governo “Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione” solamente sei mesi fa, il 19 gennaio. Venerdì scorso abbiamo appreso che Ferrante ha accettato la nomina a presidente di due società controllate dal colosso delle costruzione Impregilo, Fibe e Fibe Campania; nei confronti di queste, e della capofila Impregilo, solamente venti giorni fa il Gip del Tribunale di Napoli ha disposto l’interdizione ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno, relativamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti.
Premesso che la libertà di iniziativa economica consente a chiunque di diventare presidente di qualunque società e che l’operazione di marketing attuata da Impregilo è degna di nota, non possiamo, però, astenerci da due interrogativi, che tradurremo anche in formale interrogazione parlamentare: è deontologicamente accettabile il passaggio dalla posizione di controllante a quella di controllato, nel caso particolare anche dalla magistratura, seduta stante? Il governo Prodi vorrà selezionare meglio il successore di Ferrante, verificando la sua volontà di occuparsi dell’incarico di Alto Commissario anticorruzione per un periodo conteggiabile in anni e non in mesi, pena la perdita di autorevolezza della carica in questione?”.
 Mellano                Manfredi

Torino, 13 luglio 2007
NUVOLI/VIALE (EXIT-Italia) “NUVOLI COME WELBY: UNA LOTTA PER TUTTI. SE LA POLITICA SE NE FREGA, BEN VENGANO I GIUDICI. L’OPINIONE PUBBLICA E’ CON NUVOLI COME ERA CON WELBY.”
  EXIT-Italia, l’associazione che si batte per il diritto ad una morte dignitosa e che fa parte della World Federation of Right to Die Societes, interviene sul caso Nuvoli.
 
Silvio Viale, medico di Exit-Italia e dirigente radicale, ha dichiarato: “Onore a Tommaso Ciacca, l’anestesista di Perugia che ha fatto tesoro dell’esperienza di Mario Riccio e che è sceso direttamente in campo per garantire un diritto di umana pietà. Giovanni Nuvoli, come Piero Wely, sta lottando per tutti noi, perché venga riconosciuto il diritto ad una morte dignitosa. L’opinione pubblica è con Nuvoli come era con Welby.
Purtroppo la politica se ne frega e l’intera questione sembra essere affidata alla magistratura, ma questo non è un male, poiché impone percorsi e scelte con cui tutti devono confrontarsi: una sorta di via giudiziaria per affermare dei diritti. Del resto, come si può avere fiducia in una classe politica che non è capace nemmeno di legiferare sulle “direttive anticipate”, abbandonando i malati in balia delle circostanze?
Nemmeno l’ordine dei medici sembra essere adeguato alle necesità. Nel recente convegno di Udine promosso dall FNOMCeO (6-7 luglio 2007) si è aperto un confronto minimale, anche se i richiami ai principi di autodeterminazione e di indipendenza del medico rischiano di rimanere meri artifizi retorici. Per fortuna Mario Riccio e Tommaso Ciacca, uniformandosi ai comportamenti dei loro coleghi europei, riscattano un ritardo ventennale dei medici italiani.”

Torino, 13 luglio 2007
REFERENDUM ELETTORALI E PDL REGIONALE CONTRO VIOLENZA DONNE.
DOMANI TAVOLO NOTTURNO ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA.
  Domani, sabato 14 luglio, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terrà l’ultimo tavolo di raccolta firme sia sui tre referendum elettorali sia sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per l’istituzione di Centri Antiviolenza con Case Segrete per donne sole o con figli/e che hanno subito o sono esposte alla minaccia di violenza, in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica).
Il tavolo si terrà a Torino, in via Garibaldi angolo via Milano (altezza Municipio), dalle ore 20:30 a mezzanotte.
Saranno presenti: Igor Boni (presidente Associazione Aglietta); Giulio Manfredi, Aldo Spagnoletti e Nicola Vono (giunta di segreteria Associazione Aglietta).
 
Boni e Manfredi hanno dichiarato:
“Il tavolo di domani notte è l’ultimo di una lunga serie, iniziata lo scorso inverno sul “caso Welby” e proseguita poi in primavera ed estate con la mobilitazione per la moratoria delle esecuzioni capitali, i referendum elettorali, la PDL contro la violenza sulle donne.
Abbiamo raccolto migliaia  di firme, senza dimenticare mai di chiedere ai firmatari di contribuire finanziariamente (anche solo con un euro) alle iniziative in cui credevano. I radicali non hanno atteso il libro di Stella e Rizzo per parlare dei “costi della politica” e per ricordare ai cittadini che la politica ha un costo; si tratta di decidere se finanziare direttamente, alla luce del sole, la vera politica e di iscriversi alle organizzazioni politiche che la esprimono o continuare a far finta di non vedere il finanziamento nascosto  e capillare del regime partitocratrico che occupa il territorio italiano e che oggi è di moda chiamare “casta” (fa fine e non impegna).
E’ doveroso, infine, un ringraziamento particolare ai compagni Aldo Spagnoletti e Sergio Torassa per la loro opera di autenticatori militanti o, meglio, di militanti anche autenticatori.”.

 Manfredi

Torino, 12 luglio 2007.
INDAGINE RU486 – DICHIARAZIONE DI SILVIO VIALE
  Silvio Viale, in relazione all’invito a presentarsi nei confronti di persona sottoposta a indagine, ha rilasciato la seguente dichiarazione”:
 
“Sono sereno e fiducioso, ma considerata l’attenzione che ha sempre accompagnato la vicenda della RU486, per evitare strumentalizzazioni polemiche, ritengo opportuno fare alcune precisazioni. Senza entrare nel merito delle contestazioni, alle quali replicherò nella sede appropriata, rispettoso del lavoro svolto dalla magistratura, ho l’impressione che il tutto nasca da un pregiudizio condizionato dalle polemiche che da sei anni accompagnano la vicenda.
 
Da un punto di vista scientifico, sulla base della ventennale esperienza francese, la commissione europea dell’EMEA (l’agenzia farmacologia europea) ha recentemente modificato le modalità di autorizzazione del mifepristone, con il voto favorevole del rappresentante italiano, il presidente dell’AIFA Nello Martini. La procedura era iniziata nel 2005, praticamente nello steso periodo in cui iniziava lo studio clinico torinese. Nel foglio illustrativo si legge “Dopo che le sarà somministrato il Mifegyne, farà ritorno a casa… Due giorni più tardi le sarà somministrata la prostaglandina. Dovrebbe rimanere a riposo a casa per tre ore dopo avere preso la prostaglandina”.
 
Per quanto riguarda la  legge 194 e l’ordinanza di del Ministro Storace (annullata dal TAR del Lazio), occorre valutare il testo e non farsi suggestionare dalle polemiche politiche. In ogni caso ho sempre ispirato i miei atti, nell’ambito dell’autonomia professionale e dei principi del codice deontologico, nell’esclusivo interesse delle pazienti, oltre che nel rispetto del protocollo da me predisposto.   
 
Per quanto riguarda gli aspetti amministrativi, per cui avrei congeniato un tentata truffa ai danni della Regione Piemonte e a vantaggio del S.Anna, deve trattarsi di equivoci legati alla routine delle procedure amministrative e alle complessità contraddittorie dei meccanismi regionali di finanziamento. Che gran parte delle donne usufruissero dei permessi, mantenendo il posto letto in regime di ricovero ordinario, era noto ed è stato sempre ribadito nelle numerose occasioni in cui sono stato chiamato ad intervenire, come nel caso di una trasmissione in diretta con il Sottosegretario di Stato Sen. Avv Maria Elisabetta Alberti Casellati nel gennaio del 2006.
 
Indipendentemente dalle vicende giudiziarie, anche in relazione alla prossima richiesta di registrazione per muto riconoscimento, sono pronto a riprendere al più presto la somministrazione della RU486. Dopo venti anni di attesa, dopo sei anni di polemiche, le donne italiane hanno il diritto di potere scegliere tra aborto medico e aborto chirurgico, sia per l’IVG che per l’aborto spontaneo.”
 
Silvio Viale

11 luglio 2007
Dossier sismi. Mellano: concordo con il Senatore abusivo Turigliatto: basterebbe dare al Copaco i poteri di una commissione d’inchiesta. E a Cossiga ricordo Telekom Serbia
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“Concordo con il mio conterraneo Franco Turigliatto, che da oltre un anno occupa abusivamente il posto di senatore che spetterebbe a un eletto della Rosa nel Pugno. Come affermato da Turigliatto ma anche, sul fronte opposto, dal senatore Mantovano, basterebbe dotare il Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza dei poteri inquirenti di una commissione d’inchiesta per permettergli di fare piena  luce sulla vicenda dei dossier illegali raccolti dal Dr. Pio Pompa; in questi giorni l’intero Palazzo sembra bruciare del sacro fuoco della verità, per cui non dovrebbero esserci intoppi per una rapida approvazione del provvedimento.
 
Al senatore a vita Francesco Cossiga vorrei semplicemente ricordare che egli fu il primo uomo politico, prima ancora dei radicali, a chiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sull’affaire Telekom Serbia, il 21 febbraio 2001, dai microfoni di Radio Radicale. Dopo che la commissione rimase impantanata nel “caso Igor Marini”, Cossiga ne chiese una rapida chiusura. La storia si ripete, senatore?”.

Roma, 11 luglio 2007
DROGA/RADICALI: “DATI FORNITI DA MINISTRO FERRERO ESAUSTIVI E ILLUMINANTI, MA INUTILI SE NON PORTANO A RIFORMA RADICALE.
UNA CONDIZIONE PREGIUDIZIALE: L’ABOLIZIONE DELLA LEGGE “FINI-GIOVANARDI”.
  Rita Bernardini (segretaria Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Riservandoci, come in passato, di esaminare dettagliatamente la Relazione sulle tossicodipendenze presentata oggi dal ministro Ferrero, ci pare di poter affermare che il documento contiene dati interessanti su un ampio raggio di argomenti: il crollo dei prezzi delle sostanze stupefacenti (confermato, ieri sera, dalla trasmissione “L’Italia in diretta”: a Scampia, il mercato della droga libera più grande d’Europa, una dose di cocaina costa 13 euro, il costo di una pizza e di una birra), che testimonia della pervasività di un mercato criminale sempre più radicato sul territorio e vanamente contrastato dalle forze dell’ordine (nella trasmissione citata, il PM napoletano Roberti ha confermato che solo il 10% della droga è sequestrato); l’enorme costo sociale del consumo di droghe illegali, stimato, per il 2006, in 10 miliardi e mezzo di euro, pari allo 0,7% del Pil e all'1,2% della spesa delle famiglie italiane; l’indicazione delle morti per overdose (517 nel 2006) con la contestuale correlazione di tale dato con i 24.000 decessi connessi all’alcool e gli 80.000 decessi per fumo di tabacco.
Importante è anche il richiamo del ministro Ferrero alla necessità di predisporre un piano organico di lotta alle droghe quadriennale, come previsto dall'Unione Europea e come il precedente governo di centro-destra non ha fatto. Un piano che poggi su quattro pilastri di uguale consistenza e altezza: lotta al traffico, prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno (quest’ultima è stata ridotta, nel corso del tempo, a una pura e semplice enunciazione senza alcuna sostanza).
Ciò detto, a 14 mesi dal suo insediamento, attendiamo ancora dal ministro Ferrero una politica all’altezza dei suoi dati. Attendiamo ancora la presentazione della legge delega per una riforma radicale delle politiche sulle tossicodipendenze. Attendiamo ancora l’avverarsi della condizione pregiudiziale a tutto questo: l’abolizione della legge “Fini-Giovanardi”, entrata in vigore il 28 febbraio 2006, 500 giorni fa; il governo Prodi, nel cui programma elettorale è scritto nero su bianco l’impegno ad abolirla, la sta invece attuando diligentemente da oltre un anno.”.
 
N. B. La Relazione del ministro Ferrero è scaricabile da: http://www.solidarietasociale.gov.it

Roma, 11/07/07
AGRICOLTURA: BENE PIEMONTE PER RICORSO A BIO-RIMEDI.
  Dichiarazione di Bruno Mellano, deputato Radicale della Rosa nel Pugno e capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera:

“Ancora una volta l’IPLA, l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente, ovvero la scienza, ci ha dimostrato come si possano evitare eventuali danni all’agricoltura senza ricorrere a provvedimenti spesso peggiori dell’ipotetico danno. Ieri valeva per la caccia agli ungulati, oggi vale per fronteggiare l’annuale “invasione” di cavallette tra i campi dell’astigiano. Con la decisione di distribuire faraone agli agricoltori, uccello che si nutre di questo insetto, si è evitato un utilizzo indiscriminato di pesticidi dannosi per l’agricoltura, la salute dei consumatori e per l’ambiente in generale. Con un provvedimento banalissimo, e proprio per questo scientifico, ancora una volta si dimostra che non sono necessari provvedimenti estremi dettati dall’emergenza del momento ma un minimo di conoscenza agronoma consente, con poche spese, di risolvere i problemi di tutti i giorni. Quindi grazie all’IPLA e alla Regione Piemonte per avere adottato questa strada.”

Mellano


Roma, 10 luglio 2007
Dossier Sismi. Mellano: gravissime le dichiarazioni del Sen. De Gregorio; in Libano operano militari italiani. Intervenga Marini per il rispetto delle istituzioni.
 

Intervistato da “L’Opinione”, il senato Sergio De Gregorio, presidente Commissione Difesa del Senato, dichiara fra l’altro: “(E che altro potrebbe dire Pollari?) Raccontare come naufragò il tentativo congiunto con l’intelligence israeliana per avere indietro i due soldati rapiti in Libano dagli hezbollah. un contrordine politico giunto dall’Italia abbia mandato tutto all’aria all’ultimo momento facendo precipitare la situazione. (Insomma la politica del governo italiano attuale ha fatto scoppiare la guerra tra Libano e Israele?) Fu quella la conseguenza di quel mancato accordo con gli hezbollah.”. (E poi la missione Unifil?) Pollari potrebbe raccontare chi veramente aveva a cuore la pace e chi curava solo interessi personali e strumentali.”.


• Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato: “Non so quali siano le motivazioni alla base delle continue esternazioni del senatore De Gregorio, ieri “portavoce” del generale Speciale, oggi “portavoce” del generale Pollari. So solamente che il presidente della Commissione Difesa scherza col fuoco; gettare la responsabilità dello scoppio della guerra tra Libano e Israele sulle spalle del governo italiano è un’accusa gravissima, tanto più che sullo scacchiere libanese stanno operando, in condizioni delicatissime, militari italiani. Chiedere a De Gregorio di non fare il De Gregorio mi pare fatica sprecata; chiedere al Presidente del Senato Marini di intervenire per ripristinare il rispetto delle istituzioni parlamentari, salvandole dal fango, mi pare doveroso, necessario ed urgente.”.

DOSSIER SISMI: MELLANO, SU DE GREGORIO INTERVENGA MARINI
 
(ANSA) - ROMA, 10 LUG - 'Non so quali siano le motivazioni alla base delle continue esternazioni del senatore De Gregorio, ieri 'portavoce' del generale Speciale, oggi 'portavoce' del generale Pollari. So solamente che il presidente della Commissione Difesa scherza col fuoco; gettare la responsabilita' dello scoppio della guerra tra Libano e Israele sulle spalle del governo italiano e' un'accusa gravissima, tanto piu' che sullo scacchiere libanese stanno operando, in condizioni delicatissime, militari italiani': lo afferma Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno, commentando le dichiarazioni rese da De Gregorio su alcune testate italiane e israeliane.
'Chiedere a De Gregorio di non fare il De Gregorio mi pare fatica sprecata; chiedere al presidente del Senato Marini - conclude - di intervenire per ripristinare il rispetto delle istituzioni parlamentari, salvandole dal fango, mi pare doveroso, necessario ed urgente'. (ANSA).


Roma, 9 luglio 2007
DOSSIER SISMI/RADICALI: “IL COPACO CONVOCHI POLLARI; AMATO E PARISI RISPONDANO ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI SUL RUOLO DEI SERVIZI DI SICUREZZA NELLA VICENDA TELEKOM SERBIA”.
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Siamo seri; a pochi giorni dalla chiusura del Palazzo per le ferie estive e in un clima di scontro di tutti contro tutti, come si può prevedere in tempi brevi la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta nientedimeno su eventuali deviazioni dei servizi di sicurezza?
Esiste già una sede istituzionale a ciò preposta: il comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza. Dopo le esternazioni molto gravi del generale Pollari – diffuse, tra l’altro, da un insolito portavoce, il presidente della Commissione Difesa del Senato – il Copaco ha il diritto e il dovere di convocare Pollari per acquisire e vagliare le informazioni in suo possesso.
Come da tradizione radicale, rivendichiamo e difendiamo le prerogative del Parlamento e dei suoi organi; non ultima delle quali, quella di non vedere annicchilito il sindacato ispettivo di deputati e senatori; da un anno giace inevasa una nostra interrogazione (4-00629, 19 luglio 2006) ai ministri degli Interni e della Difesa sulle attività eventualmente svolte dai servizi di sicurezza nella vicenda Telekom Serbia … non ci si può sicuramente accusare di essere arrivati ultimi sulla notizia!”.

Roma, 6 luglio 2007
DOSSIER SISMI/RADICALI: “PROPOSTA MASTELLA ISTITUIRE COMMISSIONE D’INCHIESTA E’ SALTO NEL BUIO. PRECEDENTI SCONSIGLIANO: COMMISSIONE TELEKOM SERBIA NON RIUSCI’ A PRESENTARE NEMMENO LA RELAZIONE FINALE.”
  Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno così commentato la proposta del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda dei dossier del SISMI:
“La misera fine della commissione parlamentare d’inchiesta sull’affaire Telekom Serbia costituisce un triste precedente che dovrebbe fare riflettere, innanzitutto, Mastella. Pur partita bene, dopo l’irrompere sulla scena del sig. Igor Marini, la commissione Telekom Serbia finì sepolta sotto i veti incrociati e non fu in grado neppure di presentare in Parlamento la relazione finale, come gli imponeva la legge istitutiva; gli allora presidenti delle Camere, Pera e Casini, da noi interpellati, se ne lavarono le mani.
Visti i precedenti, e considerata la situazione di muro contro muro esistente, istituire una nuova commissione d’inchiesta su una vicenda così delicata ci pare un salto nel buio.”.

Torino, 6 luglio 2007
REFERENDUM: OCCORRE LO SPRINT FINALE PER COSTRINGERE QUESTA CLASSE POLITICA A DARSI NUOVE REGOLE
  Boni e Viale: “Nelle ultime due settimane di raccolta occorrono oltre 100.000 firme per assicurare al paese un cambiamento che di tutta evidenza non avverrà senza referendum”
 
A due settimane dalla fine della campagna di raccolta firme sui tre referendum elettorali Igor Boni del Comitato nazionale di Radicali Italiani e Silvio Viale della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno
che, a titolo personale aderiscono al Comitato referendario, hanno rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:
 
“Di una cosa i cittadini italiani possono essere certi: senza il raggiungimento del quorum di firme necessarie per indire la consultazione referendaria sulla legge elettorale questo Parlamento e questi Partiti non saranno capaci di nulla in termini di riforme e di semplificazione del sistema politico ormai alla deriva. Non si è mai visto infatti che partiti che giorno dopo giorno utilizzano il loro potere di interdizione assecondino una legge che vedrebbe di molto ridursi la capacità di ricatto e l’intollerabile e continua minaccia agli alleati di turno.
Certo la legge che uscirebbe dalla vittoria dei referendum non sarebbe la migliore possibile; sarebbe certamente meglio però di quella attuale che rappresenta il simbolo di quanto la nostra pseudo-democrazia abbia raschiato il fondo del barile.
Chiediamo ai cittadini e ai tanti esponenti politici di centro-destra e centro-sinistra che hanno a cuore la sorte dei referendum elettorali di mobilitarsi: nelle ultime due settimane di raccolta occorrono oltre 100.000 firme per assicurare al paese un cambiamento che di tutta evidenza, come accaduto in altri momenti della nostra storia, non avverrà senza l’impulso dei referendum.
Nei primi due mesi tanti si sono espressi a favore senza però unirsi in concreto e con impegno a questa lotta democratica, è ora necessario e improrogabile passare dalle parole ai fatti.”
 
Boni; Viale

Torino, 6 luglio 2007
VIOLENZA SULLE DONNE/TORINO/DOMANI LA ROSA NEL PUGNO RACCOGLIE FIRME SULLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER CENTRI ANTIVIOLENZA.
  Il tavolo della Rosa nel Pugno si terrà a Torino, in via Garibaldi angolo via Bellezia, dalle 16:00 alle 19:00.
Saranno presenti Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) e Caterina Simiand (segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che hanno dichiarato:
“Solamente a Fossano, in due fine settimana, il comitato promotore della PDL ha raccolto 600 firme di cittadine e cittadini piemontesi. E’ un segno evidente che donne e uomini sentono l’esigenza di strumenti concreti per aiutare chi si trova esposta a violenze fisiche e/o psicologiche e non sa a chi rivolgersi.
Quanto avvenuto recentemente a Brescia, dove il gup Silvia Milesi non ha ammesso la costituzione di parte civile dell'associazione di donne marocchine (Acmid) nel procedimento per l'omicidio di Hina Saleem, con le successive minacce alla vicepresidente dell'Acmid, Dounia Ettaib, dimostra che c’è assolutamente bisogno di creare una lega trasversale forte abbastanza da richiedere alle istituzioni non lacrime di coccodrillo accompagnate da carità pelose ma attenzione effettiva ad un problema che tocca centinaia di migliaia di donne, di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi estrazione sociale, economica e culturale.”.

 Manfredi            Simiand
 N. B. Il testo della proposta di legge regionale d’iniziativa popolare è scaricabile da:
 http://www.associazioneaglietta.it/PdLViolenzadonne.doc

Roma, 5 luglio 2007
SERVIZI E TELEKOM SERBIA/MELLANO (RNP): “BASTA CON IL GIOCO DEI VELENI; IL GOVERNO RISPONDA IN PARLAMENTO ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI: QUALE FU IL RUOLO DEL SISMI NELLA VICENDA TELEKOM SERBIA?”
  Dopo aver letto su “La Repubblica” di oggi uno stralcio attribuito all’ex agente del Sismi Pio Pompa e relativo al coinvolgimento dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell’affaire Telekom Serbia (nella sua veste di ministro del Tesoro all’epoca dei fatti), l’on. Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“Un anno fa presentai, assieme al collega Capezzone, un’interrogazione per sapere se vi erano state attività dei servizi segreti nella vicenda Telekom Serbia (4-00629, 19 luglio 2006); un mese fa, sono tornato alla carica, essendo state pubblicate da vari giornali notizie relative a intercettazioni della Security Pirelli/Telecom relative all’affaire (int. 4-04035, 14 giugno 2007).
Il ministro Amato ha un unico modo per porre fine al gioco dei veleni, alla ridda di ipotesi ed insinuazioni; venire in Parlamento e rispondere in modo ufficiale ed esaustiva alla nostra semplice domanda.
Vorrei, infine, ricordare che, rispetto al coinvolgimento del senatore Ciampi nella vicenda Telekom Serbia, noi radicali giocammo a carte scoperte fin dall’inizio: il senatore radicale Piero Milio interrogò (inutilmente) l’allora ministro Ciampi già nel giugno 1997; il 27 novembre 2002, il radicale Giulio Manfredi chiese alla Procura di Torino di assumere “sommarie informazioni testimoniali” dall’allora Presidente della Repubblica (la Procura lo fece nel luglio del 2004, recandosi nella tenuta presidenziale di Castel Porziano); il 6 febbraio 2003, i radicali Benedetto Della Vedova, Gianfranco Dell’Alba e Giulio Manfredi, auditi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia, chiesero alla stessa di audire i vertici politici dell’epoca (la Commissione si attivò per sentire Prodi, Dini e Fassino ma non fece nulla per sentire Ciampi).
Le dichiarazioni rese da Ciampi ai PM torinesi sono riassunte nell’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Torino del 9 maggio 2005, disponibile nel link Telekom Serbia su associazioneaglietta.it”.

Torino, 5 luglio 2007
TORINO/PRESIDENTE CIRCOSCRIZIONE CENTRO SI ISCRIVE A RADICALI ITALIANI.
MANFREDI: “UN GESTO CONCRETO PER FAR VIVERE LA ROSA”.
  Ieri, al termine dell’incontro (tenutosi nel Municipio di Torino) fra il ministro Emma Bonino e dirigenti e militanti della Rosa nel Pugno, Massimo Guerrini
(imprenditore, coordinatore regionale Federazione Liberali, presidente Circoscrizione 1/Centro-Crocetta per la Rosa nel Pugno) si è iscritto a Radicali Italiani e all’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Fino all’anno scorso, la Circoscrizione Centro era sempre stata amministrata dal centro-destra. Contro tutte le previsioni, Massimo Guerrini vinse e da allora amministra la circoscrizione con grande dedizione e impegno.
E da allora non ha mai smesso di credere al progetto della Rosa nel Pugno, partecipando a tutte le riunioni per il rilancio della Rosa; la sua iscrizione a Radicali Italiani e all’Associazione Aglietta è un riconoscimento concreto ai radicali torinesi (un nome fra tutti, Igor Boni), che hanno dipanato, anche nei periodi più bui, il filo rosso che lega l’esperienza elettorale di un anno fa al presente, dove, a Torino come nel resto d’Italia, la ragioni che portarono alla costituzione della Rosa nel Pugno sono ancora più forti.
Dal formarsi di un Partito Democratico come nuovo Partito Feudale (somma di lobbies e corporazioni attorno al nuovo Re di Roma, Walter Veltroni), secondo la felice definizione di Angelo Panebianco, ad una “Cosa Rossa” ancora embrionale ma in cui è già presente l’avversione sia alla tradizione socialista sia a quella radicale, tutto depone a favore dell’unica forza politica che, a sinistra, si è posta l’obiettivo cruciale di coniugare la modernizzazione del Paese con la laicità dello Stato.”.

Manfredi (348/5335305)

Torino, 4 luglio 2007
DROGA/TORINO/DICHIARAZIONI PROCURATORE CAPO MADDALENA/RADICALI: “CHI E’ CAUSA DEL SUO MALE, PIANGA SE STESSO … E POI CAMBI IDEA”.
  Dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate ieri in una conferenza stampa dal Dr. Marcello Maddalena, procuratore capo di Torino (“Il traffico degli stupefacenti è ormai così diffuso che, nonostante il grandissimo impegno delle forze dell´ordine, si ha l´impressione di svuotare un oceano con un cucchiaino” – “Si deve necessariamante agire sui due fronti, della domanda e dell’offerta: effettività delle pene per gli spacciatori e sanzioni amministrative, tipo il ritiro della patente, per i consumatori. Non può passare l’idea di una liberalizzazione strisciante”), Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Il regime proibizionistico esistente su alcune droghe non è una condanna a vita e non ce l’ha neppure prescritto il medico. Il presidente Roosevelt comprese, nel 1933, che il proibizionismo sull’alcool aveva aggiunto il danno della proibizione al danno dell’alcool e rese nuovamente non libera ma legale (cioè sottoposta a regole precise) la somministrazione dell’alcool; noi possiamo e dobbiamo applicare il ragionamento di Roosevelt alle droghe oggi proibite.
Negli ultimi decenni, il procuratore Maddalena ha difeso a spada tratta le leggi proibizioniste sulla droga; l’ha fatto ancora ieri, sostenendo addirittura l’efficacia di togliere la patente ai consumatori (a parer mio, tale misura rende più difficile la vita ai ragazzi, non certo agli spacciatori). Non si può poi lamentare della situazione esistente, evidenziando la fatica di Sisifo a cui sono sottoposte le forze dell’ordine e la stessa magistratura. Ma non può nemmeno denunciare il rischio di una “liberalizzazione strisciante” quando la droga è già libera, è l’unica merce che si può trovare 24 ore su 24 in tutta Torino e in tutta Italia.
Anche all’esperto Procuratore Maddalena bisogna ricordare l’antica saggezza popolare: chi è causa del suo male, pianga se stesso … e poi, magari, cambi le sue convinzioni, anche quelle più consolidate, se sono smentite ogni giorno dalla realtà dei fatti.”.

Roma, 3 luglio 2007
TELEKOM SERBIA E SAN MARINO/MANFREDI (RADICALI): “L’ON. BOCCHINO HA RESTITUITO INTERAMENTE AL FINANZIERE BASSINI IL PRESTITO OTTENUTO NEL 2001, CHE CONTENEVA I SOLDI DELLA MEDIAZIONE DELL’AFFAIRE?”
  Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”, Stampa Alternativa, 2003):
 
“Il tribunale di San Marino ha condannato il titolare della finanziaria sanmarinese Fin Broker, Loris Bassini, a restituire al “conte” Gianfrancesco Vitali circa 20 miliardi di vecchie lire che il primo aveva affidato al secondo fra il 2000 e il 2001; parte di questi soldi sono il frutto del lavoro di mediazione condotto dal Vitali per portare a buon porto l’affaire Telekom Serbia. Bassini come impiegò parte dei soldi di Vitali? Ce lo spiegano, in ben dieci pagine, gli inquirenti torinesi nell’ordinanza di archiviazione dell'inchiesta su Telekom Serbia del 9 maggio 2005.
Dalle pag. 30 e 32 dell’ordinanza: "... Bassini erogò nel corso del 2001 1,8 miliardi di lire ad una società, Goodtime Sas, di cui socia accomandataria era Gabriella Buontempo, moglie dell'on. Italo Bocchino, successivamente componente della commissione d'inchiesta Telekom Serbia; e 2,4 miliardi di lire alla società Edizioni del Roma, di cui socio e Presidente del Consiglio di Amministrazione era lo stesso on. Bocchino ...  Entrambe queste operazioni vennero promosse da Silvana Spina, (convivente di Bassini e amica stretta della moglie di Vitali, ndr), ottima amica della moglie dell’on. Bocchino, Gabriella Buontempo, e che aveva messo in relazione la famiglia Bocchino con quella di Vitali … 1,850 miliardi non sono stati restituiti ....".
 
La realtà supera la fantasia: gli unici soldi dell’affaire Telekom Serbia di cui la magistratura ha accertato l’utilizzo da parte di un uomo politico, fino a prova contraria ignaro della loro provenienza, furono quelli che da Vitali arrivarono all’on. Bocchino di Alleanza Nazionale, uno dei più feroci accusatori di Prodi, Dini e Fassino (non di Ciampi perché allora era Presidente della Repubblica; solo chi come i  radicali non guarda in faccia a nessuno poteva permettersi di nominarlo!).
 
Una curiosità: l’on. Bocchino ha restituito interamente a Loris Bassini la somma ricevuta in prestito?”.
 
Manfredi (348/5335305)
 
N. B. Il testo dell’ordinanza di archiviazione citata è disponibile su:
http://www.associazioneaglietta.it/serbia.html
 
TELEKOM SERBIA: TITOLARE FINBROKER CONDANNATO A 3 ANNI
(ANSA) - SAN MARINO, 29 GIU - Il titolare della finanziaria sammarinese Finbroker, il forlivese Loris Bassini, e' stato condannato dal tribunale del Titano a tre anni per truffa, calunnia e uso di atto falso. Il giudice Vittorio Ceccarini ha ordinato a Bassini, unico imputato nel processo Finbroker, anche la restituzione della somma oggetto della contesa processuale.
Somma che dovra' essere quantificata, ma che si attesterebbe attorno ai 20 miliardi di lire dell'epoca in cui si sono svolti i fatti. Una parte consistente di quei soldi e' costituita dalla mediazione percepita dal conte Pier Francesco Vitali per l' 'affaire' Telekom Serbia. Il giudice ha accolto le tesi della parte civile. Lo ha reso noto San Marino Rtv, radiotelevisione della Repubblica del Titano.
Il denaro, tra il 2000 e il 2001, era transitato da una banca svizzera alla Banca di San Marino. Vitali e sua moglie avevano affidato l'ingente somma a Bassini - titolare della finanziaria sammarinese Finbroker - perche' quest'ultimo era il convivente di un'amica di famiglia dei coniugi Vitali. Poco dopo questa operazione, in Italia entro' in vigore il cosiddetto 'scudo fiscale' che consentiva la regolarizzazione dei capitali investiti all'estero, sanandoli con il versamento di una percentuale del 2,5%. I coniugi Vitali decisero quindi di dichiarare i soldi detenuti all'estero, chiedendone a Bassini la restituzione. Ma di quei quasi 20 miliardi di lire ottennero indietro solo 450 milioni. Da qui la denuncia all'autorita' giudiziaria.

Torino, 2 luglio 2007
RADICALI - VIALE "LA MOZIONE DELLA VERGOGNA"
  Silvio Viale, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, in relazione alla mozione "particolare" anti-Capezzone, peraltro non vincolante, approvata da 28 membri (su circa gli 80 del Comitato) ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Mi sembra inutile scomodare le categorie della politica per questa mozione della vergogna, che avrebbe meritato il miglior ostruzionismo dei tempi d'oro dei radicali. Siamo nel campo della psicologia della parapolitica. Chiedere la gogna, dietro il paravento della "casta" o della disciplina nella critica ai radicali ed al governo, oltre che essere illiberale, totalitario e giustizialista, non fa onore ai valori del partito radicale. Con una pietra tombale, si è finalmente messa in discussione la tradizionale politica radicale della "doppia tessera", come una sorta di porta "girevole" sempre aperta per entrare, ma anche per uscire in un giro, da soli o spinti fuori. La mozione anti-Capezzone evidenzia l’insofferenza di molti dirigenti radicali verso ogni dissidenza interna, che non si configuri come pura testimonianza formale, ma anche la loro incapacità di andare oltre la lista della spesa. La stessa mozione “particolare”, con una discussione ridotta al minimo, dopo due giorni di innocua passerella, con chi deve rientrare al lavoro già sui treni e sugli aerei, ha il sapore di una rappresaglia preparata con cura da quel briccone di D’Elia. Non avendo potuto partecipare al Comitato intendo prendere pubblicamente posizione contro l’infantile irresponsabilità che ha contagiato le menti di una parte dei radicali. Se fossi stato presente avrei proposto qualche centinaio di emendamenti o avrei lasciato che “se la votassero da soli”, rendendola almeno “non vincolante”, come è comunque stato poiché i 7 contrari e i 3 astenuti non hanno fatto scattare il quorum necessario. Nel merito, voglio solo ricordare a D’Elia e soci che la qualità di un politico è giudicata da molte cose e non solo dalle presenze in aula. Su questo avevo anch’io criticato Capezzone, ma non mi sognerei mai di sostenere che Marco Pannella non sia un grande Eurodeputato solo perché è, probabilmente, poco presente alle commissioni. Sta a Marco, come a Daniele, decidere le priorità. Sta a noi criticare eventualmente le priorità, ma nessuna critica può cancellare i 28 voti che hanno scritto una delle pagine più vergognose della storia radicale.”
     

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