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Novara, 31 luglio 2008

COPRIFUOCO A NOVARA? NON ACCADE NEMMENO NEL BRONX!
I RADICALI PARTECIPERANNO ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE DI DOMANI SERA.

 

 

I radicali novaresi parteciperanno all'iniziativa di Disobbedienza civile indetta per domani sera, venerdì 1 agosto (a mezzanotte in punto) al Parco del Valentino di Novara, dai gruppi consiliari del Pd, Ps, Sd e Rifondazione in reazione all'ultima ordinanza emessa dal Sindaco della Lega Nord Massimo Giordano che vieta lo stazionamento dalle 23.30 alle 6.00 di mattina, in tutti i parchi pubblici cittadini, a gruppi di tre o più persone.

Dichiarazione di Nathalie Pisano (Comitato nazionale Radicali Italiani - giunta di segreteria Associazione radicale A. Aglietta):

'L'ordinanza del sindaco Giordano ha dell'incredibile! Non bastavano le ronde, le telecamere, la ghettizzazione della moschea, la progressiva militarizzazione della città, le ridicole polemiche sulla rievocazione della “Disunità d'Italia”, adesso il Sindaco rilancia la sua personale battaglia all'”insicurezza padana” con il coprifuoco per tutti i cittadini novaresi che, dal 25 luglio, non potranno più ritrovarsi la sera a prendere aria nei parchi pubblici pena sanzioni pecuniarie che vanno dai 25 ai 500 euro.
Ma stiamo scherzando? Forse Giordano con la sua politica di tolleranza zero ha scambiato la tranquilla Novara per il Bronx ma Novara non è il Bronx e i novaresi non meritano di essere considerati dal loro Sindaco fastidiosi piccoli vandali da rinchiudere.

E' questa la tanto pubblicizzata “Estate novarese” i cui manifesti campeggiano sui muri della città? Coprifuoco e tolleranza zero?

Domani sera noi radicali saremo in prima fila insieme ai compagni della sinistra novarese per ricordare a Giordano che c'è ancora chi dice no!”

www.radicalinovara.com


Torino, 31 luglio 2008

PARCO STURA/RADICALI: “CI MANCAVA SOLO IL PARERE DI KUSTURICA. NON ACCETTIAMO LEZIONI DI MORALITA’ DA CHI HA TACIUTO AI TEMPI DELL’ASSEDIO DI SARAJEVO DA PARTE DEGLI UOMINI DI KARADZIC.”

 

Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani):

“Dopo l’importante presa di posizione  di ieri del Dr. Consoli (responsabile Sert ASLTO4), ci aspettavamo che la stampa cittadina ospitasse un giro di commenti da parte di Sindaco, Assessore regionale alla Salute, Direttore Generale ASL 4 … Invece, dobbiamo sorbirci il sociologismo spicciolo di Emir Kusturica, che ha suonato con la sua band a Parco Stura, a poche centinaia di metri dal mercato della droga proibita, quindi del tutto libera.

Non accettiamo lezioni di moralità da Kusturica, da uno che, nato a Sarajevo da famiglia musulmana, allo scoppio della guerra di Bosnia (aprile 1992) si rifugiò nella Belgrado di Slobodan Milosevic e per ben tre anni, mentre le milizie serbo bosniache di Radovan Karadzic e Ratko Mladic assediavano e bombardavano la sua città natale, non proferì una sola parola di condanna nè di presa di distanza dal regime serbo, che finanziava lautamente la coppia di criminali.

Tanto per dare a ciascuno il suo, ricordiamo ai tanti che in Italia hanno applaudito l’arresto di Karadzic che nel luglio 1995, in concomitanza con la strage di Srebrenica, dirigenti di Telecom Italia (allora ancora controllata dall’IRI)  incontravano emissari del regime serbo di Milosevic per gettare le basi del futuro “affaire Telekom Serbia”; vigeva allora un embargo Onu nei confronti della Serbia che proibiva (sulla carta!) qualsiasi rapporto commerciale con il regime serbo.

E’ troppo facile fare i moralisti a casa degli altri o con tredici anni di ritardo, quando non si rischia nulla.”.

 

 


Torino, 30 luglio 2008

DROGA/RADICALI TORINO: ANCHE DIRETTORE SERT COMPETENTE DICHIARA CHE A PARCO STURA ESISTE UN’EMERGENZA SANITARIA. MEGLIO TARDI CHE MAI. ORA PASSIAMO DALLA CONSAPEVOLEZZA ALLA RISPOSTA?

POI DISCUTEREMO DI NARCOSALE, MA SERIAMENTE …

 

Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani):

Condividiamo l'allarme lanciato sulle colonne de “La Stampa” da Augusto Consoli, direttore del Ser.T. dell'ASL 4 (nella cui competenza rientra Parco Stura): "A Parco Stura c'è una vera e propria emergenza sanitaria di cui finora nessuno si è occupato abbastanza." 

Dopo la presa di posizione del Dr. Paolo Jarre, un altro medico autorevole parla pubblicamente dei rischi sanitari che le persone tossicodipendenti corrono quotidianamente a Parco Stura. 

Si tratta di passare dalle parole, dalla consapevolezza dell’esistenza del problema, ai fatti, all’incardinamento di misure di riduzione del danno. Noi la proposta l’abbiamo fatta e la rifacciamo: subito un presidio medico fisso a Parco Stura, dove i consumatori possano trovare non ruspe o soldati ma siringhe pulite, Narcan, ma soprattutto personale in grado di saper rispondere alle loro esigenze primarie, in modo professionale e umano.

Il Direttore Generale dell’ASLTO4, l’Assessore regionale alla Salute, il Sindaco Chiamparino raccolgano la sollecitazione del Dr. Consoli e  aprano un tavolo di lavoro con gli operatori pubblici e privati, per affrontare finalmente l'emergenza sanitaria a Parco Stura. 

Dopo, fatto questo, si potrà discutere seriamente di narcosale. Ma seriamente. Al Dr. Consoli ricordiamo che non abbiamo mai detto che la narcosala è la “soluzione” del problema. Semplicemente,   le narcosale andrebbero a completare l'attuale offerta di servizi di riduzione del danno, offrendo un'alternativa ed una concreta possibilità di tutela della vita per molte persone tossicodipendenti sino ad oggi costrette ad usare le sostanze in solitudine sotto i ponti e/o tra i rifiuti. Nelle città europee in cui tale servizio è stato sperimentato i riscontri sono stati sempre positivi, sia relativamente alla salute delle persone tossicodipendenti che al contesto cittadino in cui sono state realizzate.

Infine, ricordiamo a Consoli che non è vero che l’attuale normativa vieta l’istituzione delle narcosale.  Il Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90), all’art. 79, vieta di adibire locali pubblici e circoli privati al consumo di sostanze stupefacenti. La narcosala non è né un “locale pubblico” né tantomeno un “circolo privato”, bensì un servizio socio-sanitario preposto alla tutela della salute. L’articolo della legge fu invocato a suo tempo anche per proibire gli scambiasiringhe, ma i giudici respinsero i ricorsi riconoscendo il carattere di difesa della salute pubblica rivestito dagli stessi; lo stesso discorso vale per la narcosala.

 

 


Torino, 30 luglio 2008

Torino/ Accessibilita’ disabili/Frezzato (radicali): anche le chiese non l’hanno ancora applicata pienamente.

 

Dichiarazione di Alessandro Frezzato, membro del Consiglio generale dell’Ass. Luca Coscioni e della Direzione di Radicali Italiani:

Grazie ai contributi disponibili per l'effettuazione delle opere e il grande lavoro svolto durante il Giubileo del 2000 si riusci’ a rendere accessibili gran parte delle parrocchie (circa l'80%) di Torino. Ma da allora, sempre secondo il parere della Consulta per le Persone in Difficolta’(che ha denunciato questa situazione) nulla e’ cambiato. Prova ne sia che chiese di grande importanza per i fedeli torinesi restano vietate alle persone disabili: SS. Nome di Gesù (in corso Regina Margherita 70), Madonna del Carmine, San Francesco da Paola (via Po 16), la Basilica di San Lorenzo in piazza Castello, la Collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri, persino le chiese gemelle di piazza San Carlo.

Secondo il Presidente della Consulta, Paolo Osinde Ferrero, che e’ anche membro del Consiglio pastorale diocesano, sarebbe impensabile che nel 2010 - anno in qui ci sara’ una nuova Ostensione della Sacra Sindone a Torino e in provincia - ci siano ancora chiese non accessibili alle persone disabili.

Nell’associarmi pienamente a tale importante denuncia, mi auguro che le autorita’ ecclesiastiche ne facciano tesoro, facendo prevalere il senso di carita’ cristiana.

Non hanno anche i disabili il diritto di poter praticare  la propria fede senza alcun ostacolo?

 

 


Torino, 29 luglio 2008

DROGA/RADICALI TORINO/A PARCO STURA  RUSPE ED ESERCITO INVECE DI INTERVENTI SOCIO-SANITARI PER LE PERSONE TOSSICODIPENDENTI. L’UNICO A PARLARNE E’ STATO IL PREFETTO!

ASSESSORE ARTESIO, ISTITUISCA IMMEDIATAMENTE UN PRESIDIO DI PRONTO INTERVENTO SANITARIO; SINDACO CHIAMPARINO, NON SI NASCONDA NUOVAMENTE DIETRO L’ALIBI DELLA SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA!

 

Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani):

Abbiamo assistito ieri  a un’indecente sfilata di politici della PDL al Parco Stura, “a vedere i drogati”, come si vanno a vedere gli animali allo zoo. Con giudizio finale del sottosegretario Michelino Davico, che ha bollato le persone tossicodipendenti come esempi di "aberrazione e depravazione umana", destituendoli di umanità.

Ricordiamo all'onorevole Ghiglia, che pone come priorità il "recupero della persona umana", che una persona morta difficilmente è recuperabile. Invitiamo, inoltre, sia lui che il consigliere Carossa (Lega) a mantenere un decoroso silenzio in questi frangenti, visto il nulla che hanno saputo proporre in consiglio comunale per affrontare e per prevenire il ripetersi delle morti di questi giorni. La rabbia demagogica che li ha portati a contrastare senza alcuno spazio di dialogo e confronto la proposta di una narcosala, dimostra in questi giorni tutta la sua sterilità.

Lo ripetiamo e lo ripeteremo: la priorità è e deve essere la tutela della salute e della vita delle persone tossicodipendenti, da perseguire attraverso adeguati interventi socio-sanitari e con la definizione di strategie di intervento basate su quella che viene definita a livello internazionale la politica dei quattro pilastri: repressione, prevenzione, cura e riduzione del danno.

La narcosala è un intervento di riduzione del danno che ha la finalità non solo di tutelare la vita e la salute delle persone tossicodipendenti, ma anche di favorire il loro aggancio per un recupero possibile.

Sui banchi del consiglio comunale è ancora depositata la petizione popolare che a gennaio chiedeva l'istituzione di almeno una sala del consumo a Torino. Ci auguriamo che qualche consigliere sappia raccogliere e rilanciare questa proposta nata dal basso, nata dalla cittadinanza consapevole e responsabile, che ha fatto una proposta concreta e realizzabile.  

Nell'attesa che si riapra un dibattito serio attorno a questa proposta, invitiamo il Sindaco Chiamparino a non sfuggire nuovamente alle proprie responsabilità con la proposta della somministrazione controllata di eroina. Sindaco, siamo seri: il governo Prodi non è nemmeno riuscito ad abolire la legge “Fini-Giovanardi” , Fini e Giovanardi dovrebbero impazzire e dare ragione a Pannella?

Chiamparino si attivi, invece, con l'assessore regionale alla salute, Eleonora Artesio, per fronteggiare l'emergenza di questi giorni: si istituisca almeno (attraverso l'ASL competente) al Parco Stura un servizio di pronto intervento (distribuzione di narcan, di materiale sterile, con la presenza di operatori che possano intervenire in caso di overdose); un’iniziativa di riduzione del danno già proposta tra gli altri da Leopoldo Grosso del Gruppo Abele. 

L’unica figura istituzionale che ieri abbia avuto la ragionevolezza di ricordare che occorrono, oltre alle ruspe, anche interventi socio-sanitari coordinati per i consumatori è stato il prefetto di Torino, Paolo Padoin. Occorre ripartire dalle sue parole: «Enti locali e autorità sanitarie devono studiare azioni di prevenzione e di assistenza. La prefettura è disponibile a concorrere per quanto di sua competenza».
  
  


Torino, 28 luglio 2008

DROGA/RADICALI TORINO/ DICIAMO NO ALLE PAROLE D’ORDINE: RIPULIRE IL PARCO STURA SENZA CONSIDERARE LE PERSONE TOSSICODIPENDENTI CHE LO FREQUENTANO.

ASSESSORE ARTESIO, ISTITUISCA IMMEDIATAMENTE UN PRESIDIO DI PRONTO INTERVENTO SANITARIO; SINDACO CHIAMPARINO, NON SI NASCONDA NUOVAMENTE DIETRO L’ALIBI DELLA SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA!

 

 

 

Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani):


La “soluzione ruspe” evocata dal sottosegretario Michelino Davico, condivisa dal sindaco Chiamparino, e rinforzata dall’onorevole Ghiglia, sta mettendo in secondo piano quanto è successo e sta succedendo a Parco Stura.
Quattro persone sono morte di overdose, molte altre quotidianamente stanno correndo lo stesso rischio. Questa è la priorità, questo è il problema cui è importante dare una immediata risposta.
 
Rivolgiamo un appello all’assessore regionale alla salute Eleonora Artesio, perché - in attesa che si riapra un dibattito serio per l’apertura di una narcosala - si attivi immediatamente, attraverso l’ASL competente per  territorio, al fine di istituire al Parco Stura un servizio di pronto intervento (distribuzione di narcan, di materiale sterile, con la presenza di operatori che possano intervenire in caso di overdose); un’iniziativa di riduzione del danno già proposta tra gli altri da Leopoldo Grosso del Gruppo Abele.
Occorre tornare a parlare delle persone e dei problemi che devono affrontare quotidianamente piuttosto che trattarle come fossero loro il problema.
Il sottosegretario Davico parla di “dignità della vita”; ci domandiamo a chi si riferisca, visto che, quando le sue amate ruspe avranno terminato il loro lavoro, le persone tossicodipendenti che oggi affollano Parco Stura continueranno ad esserci, con i loro problemi irrisolti; anzi,  dovranno affrontare una situazione di ulteriore marginalizzazione.
 
Infine, due parole al sindaco Chiamparino: dopo aver affossato per ben due volte (2003 e sei mesi fa) l’istituzione di una narcosala a Torino, non nasconda il suo fallimento politico in tema di droghe dietro l’alibi della somministrazione controllata dell’eroina; un tentativo maldestro già compiuto lo scorso inverno, con la connivenza dell’allora ministro Livia Turco. Adesso, basta!”.
 

 

Torino, 28 luglio 2008

TORINO/OGGI POMERIGGIO SIT-IN RADICALE DAVANTI REDAZIONE “LA STAMPA”: CHIEDIAMO ADEGUATA INFORMAZIONE SU INIZIATIVA PARLAMENTARI RADICALI PER RIPRISTINO LEGALITA’ IN RAI E ALLA CONSULTA.

 

Oggi pomeriggio, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, i militanti radicali terranno un sit-in davanti alla redazione de “La Stampa” (Torino, via Marenco n. 32), per richiedere che il quotidiano torinese fornisca ai suoi lettori adeguata informazione sull’iniziativa nonviolenta che i parlamentari radicali nazionali ed europei stanno conducendo per il ripristino della legalità sia alla RAI sia alla Corte Costituzionale (vedi due comunicati in calce).

Fra gli altri, saranno presenti al sit-in: Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani), Alessandro Frezzato (Comitato Generale Associazione Luca Coscioni).
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Commissione di Vigilanza Rai: i Parlamentari radicali del Parlamento italiano e di quello europeo si associano all'iniziativa già in corso di Marco Beltrandi di occupazione a tempo indeterminato


Roma, 27 luglio 2008


Il gruppo dei parlamentari Radicali del Parlamento italiano e di quello europeo si è stamane aggiunto a Marco Beltrandi nell’occupazione a tempo indeterminato della Commissione di vigilanza sulla RAI TV.

I suddetti parlamentari ritengono in tal modo di compiere un'azione dovuta di supplenza politica ed istituzionale, per interrompere la vera e propria flagranza nella quale il Parlamento italiano si trova contro i suoi obblighi costituzionali, o di rilevanza costituzionale che dir si voglia, nei confronti delle persistenti, mancate costituzione della Commissione di vigilanza ed elezione di un giudice della Corte Costituzionale.

Infatti, come noto, la Corte Costituzionale da anni ormai ha attribuito al Parlamento la funzione costituzionalmente necessaria ed obbligata di controllo e di sostegno del "Quarto Potere", cioè della corrispondenza ai vari articoli della Costituzione che impongono la realizzazione democratica, piena, del diritto civile alla libertà di informazione e di manifestazione delle proprie opinioni.

Gli obiettivi quindi della occupazione nonviolenta sono sollecitare ed ottenere garanzie istituzionali pubbliche dell'interruzione della flagranza del Parlamento in merito:

1) alla costituzione e immediato funzionamento della Commissione bicamerale di vigilanza sulla RAI TV;

2) alla immediata e straordinaria convocazione del Parlamento non già più per limitarsi alla frustra ritualità da mero votificio, ma per una seduta che termini solo nel momento in cui sia compiuta la elezione del nuovo giudice della Corte Costituzionale. Lo stesso Presidente della Repubblica d'altra parte in uno dei suoi primi atti sollecitò e ammonì il Parlamento proprio su questo tema e su questo obiettivo.

Con questa azione i parlamentari Radicali in tal modo ritengono di potere e dovere rivendicare l'esercizio, in supplenza della responsabilità e funzione dell'intero stesso Parlamento, e auspicano che tutti coloro che sono animati dalla stessa consapevolezza e convinzione si manifestino, davvero in ogni modo loro possibile, per conquistare al Paese, allo stato di diritto, quantomeno l'effettiva esistenza di un pur minimo momento di rispetto della legge fondamentale, dell'Ordinamento della democrazia italiana.

Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Emma Bonino, Marco Cappato, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Marco Pannella, Marco Perduca, Maurizio Turco




Vigilanza Rai/Radicali: non è un problema di nomi ma di legalità istituzionale


Roma, 27 luglio 2008


• dichiarazione dei parlamentari radicali che stanno occupando la sede della Commissione di Vigilanza Rai


Per noi radicali non è certo un problema di nomi bensì di conquistare il regolare funzionamento delle Istituzioni.

Pannella a titolo personale ha dichiarato che se proprio dovesse entrare in quel mercato, tra gli uni e gli altri, indicherebbe Giovanna Melandri a Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza, Giuseppe Giulietti a Presidente della RAI e Stefano Parisi a direttore generale della RAI.

Ribadiamo: il problema è che il Parlamento deve finalmente uscire dall'illegalità in cui si trova.

L'obiettivo dell'iniziativa dei parlamentari radicali è la convocazione subito della Commissione di Vigilanza RAI ad oltranza, fino all'elezione del suo Presidente.


Torino, 27 luglio 2008

DROGA/RADICALI TORINO: AL PARCO STURA NON SERVONO LE RUSPE, MA L’IMMEDIATA ATTIVAZIONE DI UN PRESIDIO SOCIO-SANITARIO.

SINDACO CHIAMPARINO: LA TUTELA DELLA VITA E’ LA PRIORITA ’.

 

 

Dichiarazione di Domenico Massano, giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Giulio Manfredi, giunta di segreteria di Radicali Italiani


Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per le dichiarazioni del sottosegretario all'interno Davico che, nonostante quattro persone siano morte di overdose in questi giorni a Parco Stura, sembra preoccuparsi unicamente di riqualificare la zona, invocando subito l’intervento delle ruspe. Riteniamo, però, che siano altrettanto preoccupanti le immediate rassicurazioni da parte del sindaco Chiamparino in tal direzione:"Se avessi poteri speciali avrei mosso da tempo le nostre ruspe".

E’ preoccupante dover constatare come, anche di fronte al ripetersi di queste tragedie, il Sindaco non riesca ad attivarsi per promuovere una strategia di intervento capace di andare oltre i limiti evidenti del “reprimere e riqualificare” .

Occorrono politiche integrate capaci di governare la difficile situazione che si è creata a Parco Stura, occorrono alternative concrete e concertate, declinabili in interventi capaci di mediare tra le esigenze dei residenti e i bisogni dei cittadini tossicodipendenti che, vogliamo ribadirlo con forza, non sono una categoria astratta, ma sono persone reali, concrete, persone che ci sono qui ed ora, che non possono essere nascoste sotto un campo da golf, o trattate alla stregua di rifiuti "tossici", confusi con il contesto in cui consumano quotidianamente il loro dramma.

Da tempo sosteniamo che l'implementazione dei servizi di riduzione del danno, l'attivazione di almeno una narcosala e la concertazione degli interventi con i vari attori presenti sul territorio sono presupposti necessari per affrontare responsabilmente “l’emergenza droga” a Parco Stura.

Sindaco Chiamparino le tanto auspicate ruspe non sono una risposta al problema, nella migliore delle ipotesi serviranno a spostarlo, marginalizzando ancor di più le persone tossicodipendenti ed aumentando esponenzialmente i rischi per la loro salute e vita.

Signor Sindaco oltre al sottosegretario all'interno Davico ascolti anche l’assessore regionale alla sanità Eleonora Artesio che le ricorda che situazioni come quella di Parco Stura non si risolvono con iniziative estemporanee ma con il coordinamento e l’integrazione tra i diversi interventi.

Signor Sindaco, dopo aver bocciato le narcosale e mentre aspetta le ruspe, istituisca urgentemente un presidio fisso a Parco Stura per la distribuzione di narcan, di materiale sterile e per un primo intervento in caso di overdose (come proposto da Leopoldo Grosso del Gruppo Abele). Tale servizio rappresenterebbe una iniziativa immediatamente attivabile ed in continuità con gli interventi di riduzione del danno sul territorio.

La città non deve piangere altre morti che, forse, si sarebbero potute evitare.

 

 


Torino, 26 luglio 2008

DROGA/RADICALI TORINO: AL PARCO STURA LA RIDUZIONE DEL DANNO LA FANNO I CARABINIERI … MA NON E’ LA STESSA COSA !

SINDACO CHIAMPARINO, NULLA DA DICHIARARE?

 

 

 

Alla notizia della massiccia operazione condotta dall’Arma dei Carabinieri a Parco Stura (tristemente noto come Tossic Park), a Torino, Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno commentato:

“Sarà un segno dei tempi: in nome della sicurezza, i militari svolgeranno le funzioni delle forze dell’ordine; e le forze dell’ordine, a Torino, svolgono le funzioni degli operatori socio-sanitari, tentando di ridurre il danno provocato dalle partite di eroina tagliata male o troppo pura, immesse sul mercato da nuovi spacciatori. Ma non è la stessa cosa!

Tra ieri e oggi alcuni spacciatori sono stati arrestati; saranno sostituiti da altri e i consumatori di sostanze illegali continueranno a dipendere da questi, senza avere alcuna possibilità di controllare quello che si inietteranno o quello che ingeriranno. Questo accade ogni giorno, a Parco Stura come dappertutto.

A Parco Stura c’era e c’è la possibilità  concreta (perché la legge, addirittura la legge Fini-Giovanardi, non lo proibisce) di istituire una narcosala per permettere almeno ai cittadini tossicodipendenti (che hanno il diritto come gli altri alla salute e alla sicurezza) di consumare le sostanze sotto controllo medico, in condizioni ambientali ben diverse da quelle che oggi i TG hanno documentato. Una narcosala anche per agganciare i consumatori e permettere loro un accesso più facile alla rete dei servizi socio-sanitari.

Nel film “Il ladro di bambini”, il regista Gianni Amelio fa dire a un carabiniere “Noi carabinieri facciamo i lavori che gli altri non vogliono fare”. Sarebbe ora che la politica non delegasse più alle forze dell’ordine, oltre alla repressione, anche quelle politiche di riduzione del danno attuate, adesso, in tanti paesi europei.

Sindaco Chiamparino, nulla da dichiarare?”.

 


Torino, 26 luglio 2008

TORINO - ELUANA –  DOMANI SERA ORE 21:30 VEGLIA DAVANTI AL DUOMO.

“SONO GIULIANO FERRARA E IL MOVIMENTO PER LA VITA CHE HANNO SCELTO IL SACRATO DELE CHIESE PER LE LORO BOTTIGLIETTE. LA BATTAGLIA DI ELUANA E’ ANCHE PER LORO LIBERTA’”

 

Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale invitano a essere presenti domani sera, domenica 27 luglio, alle ore 21:30 davanti al Duomo di Torino per una testimonianza di solidarietà con Eluana Englaro e la sua famiglia. La veglia è promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta e dal gruppo torinese dell’Associazione Luca Concioni. Ha aderito EXIT-Italia che distribuirà moduli per il testamento biologico. Hanno già annunciato la loro partecipazione Francesco Salinas (Consigliere Comunale), Diego Castagno (Vicepresidente della Circoscrizione di San Salvario) e Alesandro Frezzato (Direzione Nazionale di Radicali Italiani).  

Nicoletta Casiraghi (Dirigente della Federazione dei Lberali) e Silvio Viale (Dirigente dell’Associazione Luca Concioni e di EXIT-Italia) hanno così motivato il perché dell’iniziativa davanti al Duomo:

“Sono stati Giuliano Ferrara e il Movimento per la vita a scegliere il sacrato delle chiese come il luogo delle loro manifestazioni affinchè si continui a condannare Eluana Englaro a una non vita, che ella non voleva e che molti di noi non vorrebbero.Alle loro bottigliette d’acqua noi contrapponiamo le nostre candele e la nostra testimonianza per una battaglia silenziosa di libertà che Eluana, suo malgrado, e i suoi famigliari stanno combattendo per tutti, anche per i posatori di bottigliette. Ecco perché ci rivolgiamo a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro opinioni politiche e dalle loro convinzioni religiose.”

 

 Si riporta di seguito il testo dell’appello di Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale:

“L' Associazione Adelaide Aglietta organizza per domenica 27 luglio a partire dalle ore 21 una fiaccolata silenziosa davanti al Duomo per il compimento della volontà di Eluana Englaro. Da sedici anni è prigioniera del suo corpo e da allora non è più con noi, sospesa in un limbo che non esiste neanche per la Chiesa. Prendendo atto delle posizioni che i responsabili della Chiesa hanno assunto e delle bottigliette d'acqua che alcuni hanno depositato davanti alle chiese riteniamo che il Duomo di Torino sia il luogo migliore per questa iniziativa. Noi non vogliamo imporre nulla alla Chiesa, come non vogliamo che la Chiesa non imponga nulla a tutti. Per Eluana e per i suoi familiari che vivono questa lunga agonia, 'lasciamola andare' in pace e in silenzio. Unitevi a noi in questo appello domenica sera.”

Torino, 24 luglio 2008.

Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale


Torino, 25 luglio 2008

TORINO/TRE OVERDOSI MORTALI/RADICALI: TRE MORTI ANNUNCIATE. TRE MORTI CHE SI SAREBBERO POTUTE EVITARE, MAGARI CON UNA NARCOSALA.

 

 

Dopo aver appreso da “La Stampa” la notizia della morte per overdose (forse per una partita di eroina tagliata male) di tre persone nelle ultime 48 ore,  Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Giunta di segreteria Radicali Italiani) hanno dichiarato:

“Tre persone morte per overdose interrogano la città sull'effettivo impegno delle istituzioni nel farsi carico della sofferenza e della salute dei suoi cittadini, di tutti, nessuno escluso. 

Come da tempo ripetiamo, senza una chiara assunzione di responsabilità che porti alla realizzazione di nuovi servizi socio-sanitari per la riduzione del danno, senza la definizione e l'attuazione di strategie complesse e concrete, capaci di coinvolgere le diverse realtà impegnate sul versante tossicodipendenze, non vi sono prospettive di miglioramento della situazione.

Il Consiglio Comunale, a gennaio, bocciò la possibilità di realizzare almeno una stanza del consumo (o narcosala), come richiesto dalla “mozione Grimaldi” e da mille cittadini torinesi firmatari della petizione popolare promossa dall'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, da Forum Droghe e da Malega 9.

La stanza del consumo è un servizio socio-sanitario di riduzione del danno, di tutela della vita e della salute della persona tossicodipendente, innanzitutto rispetto al rischio di morte per overdose. 

A Parco Stura la città ha abbandonato e continua ogni giorno ad abbandonare al loro destino centinaia di consumatori di sostanze, rinunciando a cercare di “abbassare la soglia” per farli agganciare dagli operatori dei Sert.

Signor Sindaco: questo è degno di una città civile? Queste morti, le ultime di una lunga serie, le prime di una lunga serie futura, richiamano lei, gli Assessori competenti, il Consiglio Comunale a scelte coraggiose ed a politiche responsabili per evitare il ripetersi di queste tragedie e per rendere Torino una città maggiormente sicura per tutti, nessuno escluso”.

 


Torino, 24 luglio 2008

ELUANA – VIALE (radicali) “BERLUSCONI SI INFORMI, NON SI LIMITI ALLA FOBIA PER I GIUDICI E MAGARI FACCIA UN SONDAGGIO.”

 

Silvio Viale, medico, radicale, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e dirigente di Exit-Italia, critica Silvio Berlusconi per le sue dichiarazioni sul caso di Eluana Englaro, invitandolo ad informarsi ed a pronunciarsi nel merito:

“Ho letto solo oggi le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sul caso di Eluana Englaro e non esito a definirle deludenti. Silvio Berlusconi dovrebbe informarsi e, magari, pronunciarsi nel merito del testamento biologico e dello stato vegetativo, piuttosto che fornire un ulteriore elemento a favore di una sua presunta fobia per i giudici. Gli suggerirei di leggere la sentenza e di consultare qualche amico medico. Oppure di scambiare qualche opinione con il ministro Sacconi. Dire che il potere legislativo spetta al Parlamento è talmente banale che diventa offensivo nei confronti dei tanti che aspettano da tempo. Il punto non è tanto quanto i magistrati abbiano applicato le leggi esistenti, o come, quanto come intenda affrontare nel merito la questione degli stati vegetativi  perduranti da anni e del testamento biologico. Forse potrebbe essere il caso, qualora non avesse un’opinione a proposito, di far fare uno dei suoi proverbiali sondaggi, per evitare di farsi intortare da qualche deputato integralista del PDL.”

 


Torino, 24 luglio 2008

TIBET/TORINO/ DOMANI SERA TAVOLO RADICALE NELLA MOVIDA DEL QUADRILATERO ROMANO. RACCOLTA FIRME SULLA PETIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI: IL GOVERNO NON PARTECIPI ALLA CERIMONIA INAUGURALE DEI GIOCHI OLIMPICI.

 

 

Domani, venerdì 25 luglio, a Torino, in Via S. Agostino angolo via Bonelli, dalle ore 21:30 a mezzanotte, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terrà un tavolo dove i cittadini, oltre a trovare la bandiera tibetana da esporre alla finestra, potranno firmare la petizione dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet (che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte). La petizione chiede che il governo italiano non partecipi alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici, come richiesto peraltro anche da una mozione approvata due settimane fa dalla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, su iniziativa radicale.

 

Al tavolo saranno presenti Igor Boni (segretario Associazione Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani), che hanno dichiarato:

 

Federico Rampini su “Repubblica” continua a fare informazione sulla Cina, vera e propria mosca bianca visto che anche gli attentati nello Xijuan di pochi giorni fa sono finiti nel dimenticatoio.

Oggi apprendiamo che la polizia  di Pechino ha previsto tre parchi-ghetto in cui si potrà manifestare durante le Olimpiadi, dopo aver fatto regolare domanda e dopo essere passati attraverso un interrogatorio preventivo sugli scopi della manifestazione che non dovrà "minacciare l'unità nazionale, danneggiare l'ordine pubblico, turbare la stabilità sociale, o incoraggiare il separatismo etnico". In parole povere, chi osasse sventolare una bandiera del Tibet finirebbe dritto in galera.

 

Anche per questo, invitiamo i fortunati cittadini che vivono nelle democrazie occidentali ad esporre la bandiera del Tibet alla finestra e a sottoscrivere la petizione dell’Associazione Comuni per il Tibet. Silvio Berlusconi sta facendo l’indiano: non ha ancora dichiarato se andrà o meno a Pechino, attende la chiusura del Parlamento e il solleone e le distrazioni d’agosto per mettere tutti di fronte al fatto compiuto.

Noi radicali continueremo a marcarlo stretto e a proporgli un appuntamento alternativo a quello cinese: l’8 di agosto, ad Assisi, la grande manifestazione del Partito Radicale Nonviolento per l’autonomia del Tibet e la democrazia in Cina.”.

 

Il link dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet è:
http://www.consigli oregionale. piemonte. it/organismi/ altri_org/ tibet/index. htm

 

La bandiera tibetana può essere richiesta all’Associazione radicale Adelaide Aglietta: larosanelpugno@ hotmail.comhttp://www.associaz ioneaglietta. it


Torino, 24 luglio 2008

LIBERTA’ PER ELUANA – APPELLO DI NICOLETTA CASIRAGHI E SILVIO VIALE PER UNA TESTIMONIANZA SILENZIOSA DOMENICA SERA A TORINO DAVANTI AL DUOMO.

 

L’Associazione radicale Adelaide Aglietta promuove una presenza silenziosa di testimonianza e di solidarietà con Eluana Englaro e la sua famiglia per domenica 27 luglio alle ore 21 davanti al Duomo di Torino, dove militanti del Movimento per la Vita hanno deposto bottigliette d’acqua.

Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale hanno diffuso il seguente appello che è rivolto a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro opinioni politiche o convinzioni religiose:

“L' Associazione Adelaide Aglietta organizza per domenica 27 luglio a partire dalle ore 21 una fiaccolata silenziosa davanti al Duomo per il compimento della volontà di Eluana Englaro. Da sedici anni è prigioniera del suo corpo e da allora non è più con noi, sospesa in un limbo che non esiste neanche per la Chiesa.  Prendendo atto delle posizioni che i responsabili della Chiesa hanno assunto e delle bottigliette d'acqua che alcuni hanno depositato davanti alle chiese riteniamo che il Duomo di Torino sia il luogo migliore per questa iniziativa. Noi non vogliamo imporre nulla alla Chiesa, come non vogliamo che la Chiesa non imponga nulla a tutti. Per Eluana e per i suoi familiari che vivono questa lunga agonia, 'lasciamola andare' in pace e in silenzio. Unitevi a noi in questo appello domenica sera.”

Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale

 

Silvio Viale, che fa parte della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e del Direttivo di Exit-Italia, riferendosi alle bottigliette d’acqua  posate oggi dal Movimento per la vita ha commentato:

 “Purtroppo Eluana non percepisce né la sete e né la fame, essendo senza coscienza per sopravvenuta atrofia della corteccia cerebrale, ma tramite tubi le vengono iniettati acqua e pappette. L’unica vera sete di Eluana è quella giustizia che attende da tanti anni e che i posatori di bottigliette vogliono negarle, continuando a tenere in ostaggio il suo corpo contronatura.”

 


Torino, 23 luglio 2008

IL SINDACO DI TORINO CHIAMPARINO ANNUNCIA LA PROPRIA ADESIONE ALL’APPELLO SU TAREQ AZIZ

Viale e Boni: “E’ l’ennesima dimostrazione di vicinanza. Adesso aderiscano anche Bresso e Saitta”

 

Questa mattina la segreteria di Sergio Chiamparino ha comunicato a Silvio Viale e Igor Boni l’intenzione del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, nonché Ministro del Governo ombra, di aderire all’appello lanciato da Marco Pannella per evitare la condanna a morte e l’esecuzione di Tareq Aziz.

Dichiarazione di Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)

“L’annuncio dell’adesione di Chiamparino all’appello di Marco Pannella è l’ennesima dimostrazione di una particolare attenzione del Sindaco di Torino alla battaglia contro la pena di morte. In questi anni non ha mai fatto mancare il suo appoggio concreto e di questo lo vogliamo ringraziare. Chiediamo ora alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta di fare altrettanto. Occorre ottenere il consenso più ampio possibile su questa iniziativa, anche per spingere il Governo italiano ad inviare in brevissimo tempo in Irak una delegazione che possa vigilare sul processo a Tareq Aziz e sostenga con il Governo irakeno la moratoria della pena di morte”.

Per aderire all’appello e/o allo sciopero della fame: http://www.radicalp arty.org/ tareqaziz/ form.php

 


Roma, 22 luglio 2008

Arresto Karadzic. Mellano e Manfredi: un risultato che avvalora lavoro passato Tribunale dell’Aja e rafforza in prospettiva corte penale internazionale … ora tocca a Mladic.

 
Commentando la notizia dell’arresto del leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, arresto avvenuto 13 anni dopo il mandato di cattura spiccato nei suoi confronti dal Tribunale Penale sull’ex-Jugoslavia, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria RI) hanno dichiarato:
 

Nel dicembre scorso, lasciando l’incarico di Procuratore capo del Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nell’ex Jugoslavia, Carla Del Ponte si rammaricava di non aver potuto assicurare alla giustizia quattro persone su un totale di 161 incriminate dal Tribunale, precisamente tre serbo-bosniaci (Ratko Mladic, Radovan Karadzic, Stojan Zupljanin) e il serbo-croato Goran Hadzic. Nel giro di pochi mesi, i quattro super-latitanti si sono ridotti a due: prima le autorità di Belgrado hanno arrestato Zupljanin, poi, ieri, è toccato a Radovan Karadzic, che sembrava ormai imprendibile, essendo ricercato inutilmente dal 1995.

L’arresto di Karadzic avvalora ulteriormente tutto il grande lavoro compiuto in questi 15 anni dal Tribunale Penale dell’Aja (ideato e fortemente voluto dal Partito Radicale transnazionale, contro gli attendismi e i non-bastismi di tanti) e rinforza, in prospettiva, la Corte Penale Internazionale contro i crimini di guerra, contro l’umanità e di genocidio, che nacque dieci anni fa grazie all’azione incessante di “Non c’è Pace senza Giustizia”.

Il leader serbo Boris Tadic sta dimostrando grandi capacità di leadership, riuscendo a costituire un governo con i nemici di un tempo, il Partito socialista fondato da Slobodan Milosevic, e, nel contempo, dimostrando con i fatti di voler adempiere agli impegni presi con la giustizia internazionale, la cruna d’ago attraverso cui passare  per entrare a pieno titolo nell’Unione Europea.

Bruxelles non deve lasciare sola la giovane e traballante democrazia serba, che si trova davanti all’ultima cruciale sfida, per fare definitivamente i conti con un passato che non vuole passare: l’arresto e il trasferimento all’Aja di Ratko Mladic, il responsabile militare (anche) del massacro di Srebrenica.

 


Torino, 21 luglio 2008

MORTE DI CARDETTI - RADICALI: "PERDIAMO UN COMPAGNO DI STRADA"

Mellano e Boni: “Con Giorgio un lungo percorso di vicinanza dalla doppia tessera socialista e radicale degli anni ’80 e '90, al progetto della Rosa nel Pugno, fino alle comuni iniziative di questi ultimi mesi”

 

Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente nazionale di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta):

 

“Vogliamo porgere le nostre pubbliche condoglianze ai famigliari ed ai compagni di Giorgio, ricordando i tanti momenti che ci hanno visti vicini o insieme.

Ricordiamo Giorgio Cardetti della doppia tessera socialista e radicale: Giorgio, sia da Sindaco di Torino che da Deputato della Repubblica, ha più volte deciso di prendere, accanto alla iscrizione socialista, la tessera del Partito Radicale, per segnare, con un gesto concreto, la feconda vicinanza tra Socialisti e Radicali che, quando si è realizzata, ha condotto alle riforme più importanti ottenute in Italia.

Ricordiamo il Giorgio Cardetti di questi ultimi anni come un schietto compagno di strada nel difficile ed accidentato percorso della Rosa nel Pugno, nella costruzione di un soggetto politico nuovo e nella competizione elettorale del 2006 ma anche dopo, nelle tante iniziative che con lui abbiamo organizzato e realizzato sui temi dell’economia, della laicità dello Stato, delle libertà personali.

Siamo certi che il futuro ci avrebbe visto nuovamente vicini nel tentare, ancora una volta, la costruzione di quella sinistra laica, socialista, liberale e radicale che tanto manca a questo Paese. Noi radicali continueremo testardamente nel tentativo di costruire tutto questo e speriamno di poterlo fare con chi, insieme a Cardetti, ha condiviso ideali e battaglie politiche”.

 

 


Roma, 21 luglio 2008

Allarme ecstasy, Radicali: Ministro Giovanardi basta ipocrisia; finchè rimarrà proibita analisi chimica pasticche,vi saranno altre morti. E dal Prof. Serpelloni ci aspettavamo dichiarazioni più acute.

Dichiarazione di Antonella Casu, Segretario Nazionale Radicali Italiani, e Giulio Manfredi, giunta di segreteria di Radicali Italiani

 
Dopo l’ennesima morte provocata forse dall’ingestione di una pasticca forse di ecstasy (oggi sarà effettuata l’autopsia), il sottosegretario Carlo Giovanardi ha dichiarato: “Spero che sia l’ultima di queste morti”. Il prof. Giovanni Serpelloni, fresco Direttore del risuscitato Dipartimento Nazionale Antidroga, richiesto di un parere sul “pill test”, dichiara: «Il rischio è che inducano una falsa sicurezza. Ne compri due, ne testi una e se va bene credi che anche l'altra sia sicura, e poi magari non è così. E poi c'è il fattore individuale, incalcolabile» .

 
 

Il ministro Carlo Giovanardi dimostra tutta la sua ipocrisia; egli è perfettamente consapevole che vi saranno altre morti finchè continuera’ ad essere probito in Italia il “pill test”, l’analisi legale e gratuita delle pasticche detenute dai consumatori da parte di operatori del servizio sanitario, come accade in Olanda; finchè non si affronterà finalmente il problema della regolamentazione di tutte le sostanze oggi illegali.

Dal prof. Serpelloni, i cui attestati scientifici e la cui esperienza sul campo sono fuori discussione, ci saremmo aspettati dichiarazioni meno banali; sicuramente il “pill test” non è la soluzione per tutti i casi, sicuramente ogni persona è un caso a sé, ma qui stiamo parlando di introdurre una misura di “riduzione del danno” provocato in minima parte dalle sostanze e per la restante parte da quel regime proibizionista che le consegna nelle mani della criminalità e con esse consegna a spacciatori e mafie le vite di centinaia di migliaia di cittadini italiani.

Il prof. Serpelloni lamenta il fatto che gli operatori sono “sempre un passo indietro rispetto a quelli che queste sostanze le producono e le trafficano”. Introducendo il “pill test” (è possibile farlo, in via sperimentale, anche con l’attuale legislazione) , si farebbe un piccolo passo in avanti.


Torino, 20 luglio 2008

TIBET/TORINO/ DOMANI SERA LA RIUNIONE SETTIMANALE RADICALE SI TERRA’ IN STRADA, AL TAVOLO SUL TIBET NEL QUADRILATERO ROMANO: “ESPONETE LA BANDIERA TIBETANA AL BALCONE, FIRMATE LA PETIZIONE PER CHIEDERE AL GOVERNO DI NON PARTECIPARE ALLA CERIMONIA D’APERTURA DELLE OLIMPIADI DI PECHINO”.

 

Domani, lunedì 21 luglio, la riunione settimanale dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta non si terrà nella sede di via Botero n. 11/f ma in strada, attorno al tavolo sul Tibet che sarà tenuto dai militanti radicali nel Quadrilatero Romano (Torino, via S. Agostino angolo via Bonelli), dalle ore 21:30 a mezzanotte.

Al tavolo radicale i cittadini potranno ritirare la bandiera tibetana, con l’invito ad esporla alla finestra almeno fino al termine dei Giochi Olimpici di Pechino, e potranno sottoscrivere la petizione dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che chiede al Governo italiano di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino.

Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

“Nemmeno venti giorni ci separano dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino; occorre intensificare al massimo la mobilitazione affinché l’evento sportivo serva anche per parlare, per fare informazione, sui diritti negati in Tibet e nell’intera Cina. Ognuno può fare qualcosa: può far sventolare dal proprio balcone la bandiera del Tibet, la cui esposizione è punita con la galera a Lhasa come a Pechino; può firmare la petizione dell’Associazione Comuni e convincere il proprio sindaco ad aderire all’Associazione stessa; può programmare la propria presenza, venerdì 8 agosto, ad Assisi, per partecipare alla grande manifestazione indetta dal Partito Radicale Nonviolento in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici.

Ricordiamo che la Commissione Esteri della Camera ha votato una mozione (primo firmatario il deputato radicale-PD Mecacci) che impegna il Governo a non partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici. Il presidente Berlusconi deve  assumersi le proprie responsabilità , dichiarando pubblicamente se intende rispettare o meno la volontà espressa da un ramo del Parlamento, nel quale, giova ricordarlo, il governo da lui presieduto detiene un’ampia maggioranza.” .

 

 


Torino, 19 luglio 2008

ELUANA – VIALE (radiacli) “SOCCI E FERRARA, SIETE VOI CAINO! NUOVA SFIDA A FERRARA. CHE NESUNO TOCCHI LA VOLONTA ’ DI ELUANA.”

 

"Che nessuno tocchi la volontà di Eluana. Bottigliette davanti a tutte le chiese perché non torni mai più il silenzio.”

Silvio Viale, medico, dirigente radicale e di EXIT-Italia, replica a Antonio Socci e a Giuliano Ferrara, accusandoli di essere loro Caino e sfidandoli a pubblici confronti su Eluana, lo stato vegetativo e tutte le tematiche di fine vita.

Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:

“Nel caso di Eluana Englaro la storia di Caino e Abele non regge ed è segno di debolezza di pensiero. Eluana non è Abele, vittima di un qualche Caino. E’ però una vittima sacrificale della magnificenza imperfetta della medicina, che ha mantenuto in vita il suo corpo, ma non la sua coscienza, e dell’ignavia degli uomini, che non hanno il coraggio di affrontare tutto ciò. Un coraggio che non ci sarà mai, se dovessero essere accettate le certezze di Antonio Socci e Giuliano Ferrara, per i quali è sufficiente mantenere un simulacro di assistenza in un sepolcro imbiancato per salvare la propria coscienza, in attesa che la lenta devastazione della morte aggredisca anche il suo corpo. Se Eluana è Abele, Caino non sono i suoi genitori, non sono i suoi amici, non siamo noi, ma Caino siete voi. Voi, che volete prolungare, senza nemmeno preoccuparvi di sapere in cosa consista, uno stato vegetativo che perdura da 16 anni.

Il paragone con Tarerq Aziz è un’offesa alle vostre intelligenze, prima ancora che al buon senso. Tareq Aziz non è in uno stato vegetativo, mentre Eluana non ha più la facoltà di avvertire, di percepire, di sentire, di ascoltare, di pensare, di mangiare e di bere da16 anni. Se non impiccato, Tareq Aziz potrà continuare a vivere, mentre Eluana è condannata a rimanere nelle mani di chi ne custodisce il corpo. Tareq Aziz non chiede di essere impiccato, mentre Eluana, come ha accertato un tribunale (senza alcuna testimonianza contraria), non avrebbe voluto essere mantenuta in vita vegetativa, tanto meno così a lungo. Tareq Aziz è indubbiamente Caino, ma se Eluana è Abele, lo ripeto, Caino siete voi, perché siete voi che la condannate.

Dopo la moratoria sull’aborto, mi aspetto che Giuliano Ferrara metta in campo anche una moratoria contro le uccisioni per sospensione delle cure, magari con una bottiglietta come simbolo e lo slogan “Acqua? Sì, grazie.”. Ma perché quelle bottigliette solo ora? Eppure Eluana c’era anche prima. Forse, davanti al Duomo di Milano si dovrebbero mettere le pappette medicali che le vengono lentamente pompate nello stomaco, ma io mi auguro che quelle bottigliette d’acqua si moltiplichino davanti a tutte le chiese d’Italia e che ci rimangano anche dopo il caso di Eluana, perché non cali mai più il silenzio sugli stati vegetativi, sui malati terminali e sulla necessità di riconoscere effettivamente il testamento biologico. Come feci per la moratoria sull’aborto, torno a sfidare Ferarra su quelle bottigliette d’acqua, aggiungendoci anche Socci, torno a sfidare le vostre certezze con i nostri dubbi. Le vostre certezze che offrono sempre un solo binario per tutti, con i nostri dubbi che pongono gli uomini al centro della scena con le proprie diversità ed i propri diritti. Che nessuno tocchi la volontà di Eluana.”

 


Roma, 18 luglio 2008

Napolitano in Russia, Manfredi e Boni: dichiarazioni Presidente sono criticabili nel merito e eccedono le sue prerogative costituzionali. Mettiamo le mani avanti per evitare che si ripeta l’esperienza dei suoi predecessori

 

Dichiarazione di Giulio Manfredi, della Giunta di Segreteria Radicali Italiani, e Igor Boni del Comitato nazionale Radicali Italiani

Quando, nel dicembre 2004, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante una visita di Stato in Cina, se ne uscì con dichiarazioni contro l’embargo delle forniture militari a Pechino e a favore della politica di una “sola Cina” (Taiwan inclusa), prima ancora di stigmatizzare nel merito la sua presa di posizione, denunciammo lo straripamento delle prerogative che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica, che non è titolare, come per esempio negli Stati Uniti, di alcun potere di indirizzo politico, sia per quanto riguarda le questioni interne sia per quanto concerne la politica estera.

 

Ci dispiace rilevare che le recenti dichiarazioni rilasciate dal Presidente Giorgio Napolitano durante la sua visita in Russia si inseriscono a pieno titolo nel solco arato da Ciampi ma già tracciato da Cossiga e da Scalfaro. Quando il Presidente dichiara che la Federazione Russa è "un partner strategico e non solo commerciale", che''I governi cambiano, in un regime di alternanza democratica …”, si espone certamente alle critiche di chi, come noi, è contrario al sempre più stretto legame politico-economico (vedi “patto d’acciaio” Eni/Gazprom) dell’Italia con il regime russo, che non è certo un esempio ma un simulacro di democrazia. Ma, innanzitutto, Napolitano deve essere criticato per prese di posizione che sono appannaggio, in Italia, del primo ministro e non già del Presidente della Repubblica, che è e deve essere in posizione super partes.

 

… e il fatto che Napolitano abbia incontrato, nel corso della sua visita, le organizzazioni umanitarie russe è certamente encomiabile ma non ha alcuna attinenza con la questione del rigoroso rispetto delle prerogative costituzionali.

 


Torino, 17 luglio 2008

ELUANA – VIALE (radicali) “I VERI MEDICI CON DE FANTI. CHI PARLA DI RISVEGLI DICE IL FALSO.”

 

Silvio Viale, dirigente radicale (membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e della Direzione Nazionale dell’Asociazione Luca Concioni) e di EXIT- Italia, critica duramente il documento di alcuni neurologi  capitanati da Gian Luigi Gigli, presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.

Silvio Viale ha dichiarato:

“Chi parla di risvegli dice il falso, come conferma implicitamente persino il documento scritto da Gian Luigi Gigli e sottoscritto da altri 22 "neurologi cattolici”, quando affermano che “sono documentati casi, benché molto rari, di recupero parziale di contatto con il mondo esterno anche a lunghissima distanza di tempo”. Non a caso usano sapientemente, direi furbescamente, le parole “molto rari”, “parziale contatto” e “lunghissima distanza di tempo” per gettare fumo negli occhi  con allusioni generiche. In realtà non sono in grado di citare alcun caso. “Molto rari” vuol dire “nessuno”. “Parziale contatto” significa persistenza dello stato vegetativo senza coscienza. “Lunghissima distanza di tempo” significa non essere nemmeno capaci di dire se dopo 16 anni dal trauma, con tutta la specifica documentazione clinica esistente, sia mai esistito un caso che abbia manifestato un “parziale recupero di contatto con il mondo esterno”. Evidentemente no. A meno che si tiri di nuovo fuori la “bufala” del polacco Jan Grzebski, che si sarebbe svegliato dopo 19 anni, la cui notizia fu riportata da tutti i giornali, perché avrebbe così scoperto che il comunismo non c’era più, senza poi riportare la smentita di Joanna Hensel, direttrice dell'ospedale di Dzialdowo. Oppure di Terris Wallis che è rimasto per 18 anni in uno stato di minima coscienza, ben diverso dallo stato vegetativo, e che è stato oggetto di una comunicazione al congresso della International Brain Injury Association nell’aprile scorso a Lisbona.

Ritengo curioso e preoccupante che alcuni “medici cattolici” si sentano sempre in dovere di scendere in campo, come una squadra di Ultras, indipendentemente da ogni valutazione e conoscenza scientifica del caso, per ribadire affermazioni astratte.

Io non contesto loro il fatto di affermare che in quelle condizioni vorrebbero che i propri cari li garantissero di procedere ad oltranza fino a quando la morte comporterà anche per loro una  “lenta devastazione di tutto l’organismo”, come scrivono per Eluana. Non contesto nemmeno il fatto che loro non siano disposti a togliere quel sondino. Non contesto a loro neppure le loro opinioni. Contesto le loro certezze senza dubbi, per cui propongono e impongono sempre per tutti una sola soluzione. Al contrario i medici dovrebbero essere così aperti al dubbio da potere accettare più soluzioni. Da questo punto di vista, che è poi il punto di vista della medicina e delle evidenze scientifiche, noi che siamo disponibili a rimuovere il sondino di Elauna siamo più aperti il dubbio perché siamo anche disponibili a non rimuoverlo ai firmatari della lettera di Gigli, se questa sarà la loro volontà documentata. E’ chiaro quindi che i veri medici sono con De Fanti e non vanno a raccontare di risvegli impossibili non documentati.

 


Torino, 14 luglio 2008

RADICALI INCONTRANO DIRETTORE UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER SOLLECITARE NOMINA TEMPESTIVA DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO

Frezzato e Boni: “necessarie riforme per consentire un’azione efficace di inserimento degli alunni disabili, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole”

 

Oggi Alessandro Frezzato della Direzione nazionale di Radicali Italiani e del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni e Igor Boni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, hanno incontrato il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Francesco De Sanctis. Nell’incontro, durato oltre un ora, si è parlato dei problemi connessi alla nomina tempestiva degli insegnanti di sostegno, della necessità di garantire il più possibile continuità al lavoro degli insegnanti, di barriere architettoniche nelle scuole e, più in generale, della necessità di progettare una scuola e percorsi educativi incentrati sull’inclusione sociale.

Dichiarazione di Alessandro Frezzato e Igor Boni

“Vogliamo ringraziare il Direttore De Sanctis per il tempo che ci ha dedicato e per le utili informazioni che ci ha fornito. Dall’incontro abbiamo potuto ulteriormente verificare che sulla questione degli insegnanti di sostegno si gioca una parte importante del funzionamento dei percorsi di inclusione sociale delle persone disabili. Emerge la necessità di aumentare il numero degli insegnanti specializzati, oggi troppo esiguo per coprire le necessità; emerge anche l’esigenza di ripensare il sistema dell’assegnazione dei posti, che attualmente non garantisce gli alunni e le loro famiglie (i cosiddetti utenti). Per questo tenteremo di promuovere a livello nazionale una riforma che consenta di stabilizzare il rapporto positivo che in molti casi si crea tra insegnante di sostegno e alunno, oggi minato dal rispetto rigoroso delle graduatorie che impone un turn-over non certo utile ai ragazzi, che vedono nel proprio insegnate un punto di riferimento assolutamente fondamentale. Al Direttore abbiamo segnalato inoltre la mancata applicazione della legge in materia di barriere architettoniche in alcuni edifici scolastici. Abbiamo infine concordato con il Direttore un nuovo incontro a fine settembre, per verificare l’andamento delle nomine degli insegnanti di sostegno e per fare nuovamente il punto della situazione”.

 

Torino, 11 luglio 2008

ELUANA – VIALE “APPELLO AI MEDICI: E’ IN GIOCO IL NOSTRO ONORE.”

 

Silvio Viale, medico e dirigente radicale, riprende il senso dell’appello pubblicato nel 2007 su Micromega con il quale chiedeva ai medici di “autodenunciarsi, come in quello spot in cui tutti gli studenti rivendicano il profilattico in mano all’insegnante” . Oggi chiede ai medici di schierarsi sul caso di Eluana Englaro per aggiungere la propria mano a quella del collega che interverrà in accordo con la famiglia.

Silvio Viale ha diffuso al seguente nota:

“Nel dicembre del 2006 dalle pagine di Micromega mi accingevo a chiedere ai medici italiani di dichiararsi disponibili ad aiutare Welby, ma l’inatteso intervento di Mario Riccio mi costrinse ad un più misurato appello per un’autodenuncia solidale. Come prevedibile, risolto il caso Welby, la cosa fini nel nulla e nemmeno il caso Nuvoli, che ottenne di morire per inanizione, scosse più di tanto la pletora dei medici italiani. Poi vennero le archiviazioni sia per Welby che per Nuvoli e la scoperta dell’amministratore di sostegno. Ora, dopo le sentenze sul caso di Eluana Englaro, è in gioco l’onore dei medici italiani. Chiunque sarà il colega che sarà chiamato ad aiutare Eluana ad avere il riconoscimento della morte anagrafica, dopo che quella reale è giunta da tempo è la cosa più giusta, dovrà sentire dietro la propria la mano dei medici italiani. Nessun medico, in scienza e coscienza, può affermare che l’attività corticale di Eluana non sia completamente compromessa, come ha mostrato l’autopsia di Terri Schiavo. Dopo 15 anni di stato vegetativo il suo cervello pesava 625 g, cioè la metà di uno normale. Dal punto di vista della scienza in queste condizioni le funzioni cerebrali che presiedono alla coscienza sono irrimediabilmente assenti, Dal punto di vista della coscienza, qualunque coscienza, e arduo ritenere che il suo beneficio sia quello di rimanere in quella condizione, soprattutto dopo che il tribunale ha accertato che Eluana non avrebbe voluto rimanere in quella condizione. Se riferendomi al caso Welby, scrivevo allora che in fondo si trattava di un semplice caso di pratica medica, oggi debbo osservare che si tratti di semplice buon senso e che i medici italiani debbono dimostrare di non averlo perso. Faccio appello perché i medici aggiungano la propria mano, perché lo facciano i medici parlamentari, i medici noti e meno noti, i presidenti degli Ordini, i dirigenti dei sindacati medici, dichiarando in ogni occasione che dietro la mano del collega che interverrà ci sarà anche la propria. In tema di salute, di vita e di morte i medici non possono permettersi di sembrare meno sensibili dei magistrati.”

 

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Roma, 10 luglio 2008

Rifiuti Campania, interrogazione radicale: Bertolaso attui un check up approfondito e completo dei territori interessati dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici

 

 
I deputati della delegazione radicale nel gruppo parlamentare del PD hanno presentato un’interrogazione (n 3-00084, a prima firma Elisabetta Zamparutti), che - partendo dalla constatazione di come grandi porzioni delle province di Napoli e Caserta sono state oggetto nel corso di decenni dello smaltimento illegale di rifiuti tossici, in gran parte provenienti dalle regioni del Nord chiede al Presidente del Consiglio “se non ritenga opportuno adoperarsi, tramite il sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania, per istituire una vera e propria «task force» in grado di compiere un check up approfondito e completo del territorio campano interessato da tale inquinamento profondo ed esteso, che inquina a sua volta chi su quel territorio vive, istituzioni comprese.”.

• Dichiarazione dell'On. Elisabetta Zamparutti e Giulio Manfredi, giunta di segreteria di Radicali Italiani

I deputati radicali, nella passata legislatura, avevano presentato un’interrogazione analoga nell’ottobre del 2006, prima dello scoppio del “caso Campania” e anche a seguito della denuncia che Roberto Saviano aveva fatto nel suo libro “Gomorra” della pervasività e vastità dell’inquinamento da rifiuti tossici, di cui poco si parla rispetto al tam tam quotidiano dei media sui rifiuti cosiddetti ordinari.

La nostra interrogazione ci permette di ribadire la nostra posizione in merito alle polemiche, anche queste non certo nuove, sulla necessità che le regioni del Nord accolgano quote, peraltro minime, di rifiuti campani.

Occorre ribadire con forza il principio della solidarietà fra regioni e occorre ricordare a chi fa orecchio da mercante che il Nord ha utilizzato per decenni la Campania come discarica per i suoi veleni.

Ciò detto, occorre andare alla radice del problema, occorre andare a vedere quello che effettivamente c’è nella campagne napoletane e casertane, chilometro quadrato per chilometro quadrato. Altrimenti, si fa della mera propaganda, di cui i cittadini che vivono su quei territori non hanno bisogno.


Torino, 9 luglio 2008

SENTENZA ELUANA – VIALE “VITTORIA! UN ATTO DI GIUSTIZIA E DI SPERANZA PER TUTTI. UN ALTRO SCHIAFFO AL PARLAMENTO. CON I CITTADINI FAVOREVOLI.” 

 

Silvio Viale, medico di EXIT-Italia e membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha diffuso la seguente nota:

“Senza esitazioni la definisco una vittoria. La sentenza della Corte d’Appello di Milano è un atto di giustizia per Eluana e di speranza per tutti. E’ anche un altro schiaffo, dopo quello della Cassazione, ad un Parlamento che non sa legiferare nemmeno sul testamento biologico, incapace di affrontare i grandi temi che lo sviluppo della tecnologia medica ed il prolungamento della vecchiaia pongono all’uomo. E’ una vittoria per l’uomo contro la barbarie di chi, in nome di un vitalismo estremo, vorrebbe negare la pietà e imporre la tortura.

Come è avvenuto per Terri Schiavo, la decisione della Corte d’Appello di Milano ripara solo a un torto che perdura da anni, ma ha la forza di un atto che parla alle coscienze e che è condiviso dalla maggioranza dei cittadini.

Come facilmente prevedibile, ora scatterà l’ipocrisia dell’obiezione di coscienza, degli ostacoli tecnico-giudiziari, degli impedimenti logistici, ma sono certo che non mancheranno i medici (io tra quelli) che saranno disponibili a permettere il rispetto della volontà di Eluana come stabilito dalla Corte d’Appello di Milano.

Certo, la vittoria di Eluana non esaurisce la nostra battaglia per una legge sull’eutanasia volontaria come in Olanda, Belgio e Lussemburgo, ma è un passo avanti verso l’affermazione del principio di autodeterminazione del paziente, già presente nel nostro ordinamento, e afferma un principio etico di civiltà. Con esso non si impone niente a nessuno, ma si ampliano i diritti dei cittadini.”

 


Roma, 8 luglio 2008

ENI IN RUSSIA/RADICALI: SAREBBE OPPORTUNO CHE L’ENI MUTASSE IL PROPRIO NOME IN “ENI-GAZPROM”, PER LA TRASPARENZA DEL MERCATO, PER LA TUTELA DELLA CONCORRENZA E DEI CITTADINI CONSUMATORI.

  ENI è il primo operatore europeo ad entrare nel mercato interno russo dei contratti di acquisto e vendita del gas.

Gli esponenti di Radicali Italiani Giulio Manfredi e Igor Boni hanno dichiarato:

“ENI porta avanti con grande determinazione e fedeltà il suo matrimonio con Gazprom; le nozze furono celebrate sotto il governo Prodi e la luna di miele continua sotto il governo Berlusconi.
Solo chi ha la vista corta o interessi tangibili può esultare; il “patto d’acciaio” fra ENI e GAZPROM sbarra la strada ad una politica energetica dell’Unione Europea all’altezza dei problemi di approvvigionamento; il progetto del gasdotto “South Stream”, portato avanti dai russi con l’avallo di ENI, è alternativo al progetto “Nabucco”;  non c’è posto per tutti e due, specie se a monte le forniture sono controllate da Mosca, come ha rilevato, voce nel deserto, Giuseppe Oddo su “Il Sole 24 Ore” di domenica 29 giugno.

Ci permettiamo di consigliare all’AD di ENI, dr. Paolo Scaroni, una piccola modifica alla ragione sociale; aggiunga al nome ENI la  parola “GAZPROM”; ne guadagnerebbero sia la trasparenza del mercato sia la tutela della concorrenza e dei cittadini consumatori.”

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Gas, Eni alla conquista del mercato russo

commenti - | | 8 luglio 2008


L''Italia irrompe da protagonista nel mercato del gas russo. E lo fa grazie ad Eni, il colosso nazionale dell'energia. Attraverso la controllata Eni Energhia, tutta di sua proprietà, Eni ha sottoscritto con TGK-9 contratti di vendita di gas a partire dal 1 giugno 2008 per volumi pari a 350 milioni di metri cubi entro il 2010.
TGK-9 è la società che detiene centrali di produzione di energia elettrica nella regione di Perm, in Russia.

Grazie ai nuovi contratti Eni diventa il primo operatore europeo a entrare nel downstream del gas russo con contratti di acquisto e vendita (downstream è termine che indica proprio la venidta e la distribuzione di gas naturale derivante da «crude oil»). Per Eni, significa aprirsi una prospettiva di sviluppo assai promettente sul mercato russo, il secondo a livello mondiale in termini di consumi. Il che si traduce, per Eni, in un obiettivo di vendita nel 2011 di 900 milioni di metri cubi nel piano strategico 2008-2011.

Un mercato, quello russo, che sta diventando sempre più appetibile; se non altro, visto che il Governo di Medvedev sta perseguendo un piano graduale d‘incremento dei prezzi che dovrebbe portare tra il 2011 e il 2014 a un allineamento tra i prezzi europei e quelli del mercato interno, al netto dei costi di trasporto e delle tasse di esportazione. Uno scenario che dall'Eni sottolineano con soddisfazione. D'altronde, la penetrazioni nei mercati «emergenti» è un obiettivo che il gruppo italiano sta perseguendo con caparbietà e comunicando con intensità.

D'altronde, che l'azienda fondata da Enrico Mattei abbia un feeling particolare con la terra di Tolstoj e Ciaikovski è noto. Rapporti commerciali esistono dagli anni Cinquanta. La collaborazione tra Eni e Gazprom fu avviata nel 1969, ma negli ultimi anni si è irrobustita. Nel novembre 2006 le due aziende hanno sottoscritto un accordo strategico per progetti comuni nel midstream e downstream del gas, nell'upstream (la fase di ricerca e produzione di crude oil e gas) e nella cooperazione tecnologica; nel giugno 2007 hanno firmato un memorandum d'intesa per la realizzazione del South Stream, un sistema di nuovi gasdotti che collegheranno la Russia all'Unione Europea attraverso il Mar Nero. Nell'aprile 2007, infine, Eni si è aggiudicata attraverso il consorzio EniNeftegaz il secondo lotto di asset messo all'asta nel processo di liquidazione di Yukos.

(F.Cocco)

Torino, 7 luglio 2008

TORINO/DOMANI SERA IN PIAZZA CARLO ALBERTO IL “TIBET DAY”, A 30 GIORNI DALLE OLIMPIADI DI PECHINO.

L’ELENCO DEGLI ALTRI TAVOLI IN TUTTA ITALIA.

RADICALI: VENITE IN PIAZZA A PRENDERE LA BANDIERA TIBETANA E A FIRMARE LA PETIZIONE PER CHIEDERE AL GOVERNO DI NON PARTECIPARE ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEI GIOCHI OLIMPICI.

 

Domani, martedì 8 luglio, a Torino, in Piazza Carlo Alberto, a partire dalle ore 20:30, si terrà una manifestazione per i diritti del popolo tibetano e  per la democrazia in Cina, a 30 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino e in occasione del World Tibet Day.

La manifestazione è organizzata da: Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet; Associazione Radicale Adelaide Aglietta; Associazione Italia-Tibet; Associazione Interdependence; Amnesty International, sezione Piemonte e Valle d’Aosta.

Sarà presente in piazza Bruno Mellano (neo presidente di Radicali Italiani e già coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet), che ha dichiarato:

“Domani, oltre a Torino, i radicali scenderanno in piazza in tante altre città italiane per cercare di sopperire alla mancanza di informazioni sulla situazione in Tibet e nel resto della Cina, a 30 giorni dall’inizio delle Olimpiadi. Solo “Repubblica”,  ha pubblicato il reportage di Federico Rampini da Lhasa, la capitale del Tibet, una città occupata militarmente, dove sono scomparsi migliaia di tibetani e dove la rabbia cova sotto la cenere, pronta ad esplodere alla minima scintilla.

Rivolgo un appello agli organi d’informazione affinché utilizzino il mese che ci separa dai Giochi per informare sia sulla situazione in Tibet e nel resto della Cina sia sulle iniziative che saranno organizzate in Italia dagli amici del Tibet. A partire dagli appuntamenti di domani, a Torino e in tante altre città italiane: i cittadini potranno trovare ai nostri banchetti materiale informativo, libri, la bandiera del Tibet da esporre alla finestra, la petizione dell’Associazione Comuni che chiede al governo italiano di non partecipare alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi.

Giovedì mattina la Commissione Esteri della Camera dei Deputati voterà la risoluzione (primi firmatari Mecacci/Radicali- PD e Zacchera/PDL) sulla non partecipazione. Sono queste le ore decisive per chi intende far pesare la propria opinione.”.

 


Torino, 5 luglio 2008

TORINO/PRIME VISITE ISPETTIVE IN CARCERE DELL’ON. FARINA COSCIONI (RADICALI-PD) : IERI AL FERRANTE APORTI, OGGI AL LORUSSO E CUTUGNO.

CONSEGNATA AI DETENUTI DI FEDE BUDDISTA UNA BANDIERA TIBETANA, IN OCCASIONE DEL COMPLEANNO DEL DALAI LAMA.

 

 

Maria Antonietta Farina Coscioni (deputata della delegazione radicale nel gruppo del PD) ha iniziato le visite ispettive nelle carceri italiane dagli istituti penitenziari di Torino, approfittando della sua presenza in città per una conferenza stampa su handicap e disabilità, organizzata dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.

L’on. Farina Coscioni ha visitato questa mattina l’istituto “Lorusso e Cutugno” (accompagnata da Giulio Manfredi, esponente radicale torinese), mentre ieri pomeriggio era stata all’Istituto Minorile Ferrante Aporti (con Manfredi e Mariano Ferrentino).

Oggi sono presenti nell’Istituto delle Vallette 1189 detenuti e 76 detenute (la capienza prevista è di 1.100 detenuti, l’effetto dell’indulto è rientrato rispetto alle sezioni maschili mentre è  ancora visibile in quelle femminili). Rispetto alle nazionalità di prevenienza vi sono 163 marocchini, 82 rumeni, 74 albanesi, 36 algerini, 15 tunisini.

Per quanto riguarda le donne, la presenza di non italiane è ridotta (3 rumene, 2 albanesi, 2 marocchine).

Nel reparto femminile, visitato dall’on. Farina Coscioni, erano presenti 4 mamme con i loro bambini, di età inferiore a tre anni.

Al 31 dicembre 2007 erano reclusi nell’istituto 326 cittadini tossicodipendenti, di cui solamente 16 usufruivano di trattamenti metadonici; le donne recluse td.ti erano 13, 5 in terapia metadonica; gli alcolisti erano 88 uomini e 3 donne. E’ ancora una volta evidente la disparità di trattamento sanitario, rispetto alle terapie metadoniche, fra gli utenti dei Sert (oltre la metà usufruiscono di tali terapie) e quelli in carcere (la recente Relazione sulle tossicodipendenze presentata dal governo al Parlamento evidenzia che i trattamenti metadonici non arrivano al 10% dell’utenza e si tratta unicamente di trattamenti a scalare).

A questo proposito, gli esponenti radicali hanno interloquito lungamente con la Dr.ssa Calzolaro (medicina penitenziaria) sul recente trasferimento della medicina penitenziaria al Servizio sanitario nazionale.

Al termine della visita, l’on. Farina Coscioni si è recata nel reparto che ospita alcuni detenuti di fede buddista ed ha donato loro la bandiera del Tibet: domani è il 73°compleanno del Dalai Lama e in tutto il mondo le comunità tibetane festeggiano il “World Tibet Day”.

Ieri, nel carcere minorile Ferrante Aporti, i radicali avevano riscontrato la seguente situazione: 33 ragazzi presenti (solamente 2 italiani), rispetto a una capienza prevista di 26; 13 ragazze presenti (rispetto a una capienza prevista di 16), fra cui una mamma con la sua bimba di 4 mesi. La permanenza media nella struttura è di 60 giorni.

L’organico degli agenti di polizia penitenziaria dovrebbe prevedere 63 unità; ve ne sono 49.

Gli educatori dovrebbero essere 12; sono 5 + 1 con contratto a progetto.

L’incendio scoppiato tre giorni fa ha reso inservibile una stanza, acuendo il sovraffollamento; la direzione ha richiesto il trasferimento di alcuni ragazzi ma per il momento questo non è stato possibile perché anche gli altri istituti versano nella stessa situazione.

Al termine del suo impegnativo tour torinese, l’on. Farina Coscioni ha dichiarato:

“Sono alle prime armi, anche rispetto alle tematiche del carcere. Ciò non mi impedisce di rilevare come sia la direttrice Grillo al Ferrante Aporti sia la vicedirettrice Sidoli al Lorusso e Cutugno sono fortemente motivate e preparate; anche i rispettivi comandanti degli agenti di polizia penitenziaria hanno dimostrato attenzione e competenza. Ho cercato con loro di sviscerare i dati relativi alle tossicodipendenze perché è innegabile come il regime proibizionista alimenti un incessante turn over dei detenuti, di fronte al quale non valgono anche le migliori intenzioni degli operatori.”.

 

 


Torino, 5 luglio 2008

Domenica 6 luglio 2008: World Tibet Day.
L’Associazione Aglietta celebrerà la giornata mondiale per il Tibet e il compleanno del Dalai Lama presentandosi alla partenza del rally Torino-Pechino con le bandiere tibetane, per l’autonomia del Tibet, per la democrazia in Cina, per il Dalai Lama.

 

Manfredi e Boni: “il migliore augurio per il Dalai Lama è di potere fare presto ritorno in un Tibet autonomo e in una Cina democratica. E l’8 luglio –a un mese esatto dall’inizio dalle Olimpadi di Pechino- sarà di nuovo Tibet Day.

Domenica 6 luglio nella giornata internazionale del Tibet " World Tibet Day " celebrata in tutto il mondo in coincidenza del compleanno del Dalai Lama, l’Associazione Aglietta dà appuntamento ai torinesi in occasione dell partenza del rally Torino-Pechino, per salutare i partecipanti sventolando le bandiere del Tibet.

Dichiarazione di Giulio Manfredi (Giunta di segreteria di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta):

“il conto alla rovescia dei giorni che ci separano dall’inizio delle Olimpiadi dei diritti negati prosegue. A quasi un mese da Pechino 2008 l’Associazione Aglietta scende nuovamente in piazza e lo fa per celebrare il World Tibet Day.

Da mesi assistiamo all’alternarsi, da parte del regime cinese, di feroci repressioni e di finte aperture al dialogo, con l’annuncio di colloqui diplomatici puntualmente rimandati al primo calare dell’attenzione da parte dei media. Ora i primi reportage da Lhasa, dopo tre mesi di isolamento, ci descrivono una città spettrale, di fatto sotto occupazione militare.

Tutto questo non è ancora bastato a creare una vera mobilitazione delle diplomazie internazionali.

Saremo in piazza Castello domenica 6 luglio per non fare cadere l’attenzione su tutto questo e per ricordare che difendere la causa tibetana significa difendere la causa della democrazia e dei diritti umani tout court. Quello che chiediamo al governo italiano è di assumere un posizione chiara e netta, anche con gesti simbolici,  oltre che con il lavoro diplomatico; ad esempio disertando la cerimonia di apertura dei giochi olimpici.

Il World Tibet Day sarà anche la maniera per festeggiare pubblicamente il settantatreesimo compleanno di S.S. Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, premio Nobel per la pace 1989, leader spirituale del buddismo tibetano e capo del popolo tibetano, che ha scelto la via della nonviolenza gandhiana contro l'invasione militare cinese del 1949.

 

Il migliore augurio che gli possiamo rivolgere è di poter presto fare ritorno in un Tibet finalmente autonomo entro i confini cinesi e in una Cina finalmente democratica.  Noi continueremo a essere al suo fianco e a lottare per la democrazia e il diritto e annunciamo già da subito che torneremo a manifestare martedì 8 luglio, in piazza Carlo Alberto - a un mese esatto da Pechino 2008- insieme all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, ad Amnesty International, a Italia-Tibet e ad altre organizzazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani. Se non ora quando?”.


Torino, 4 luglio 2008

TORINO/SINTESI CONFERENZA STAMPA “DISABILITA’, SCUOLA E DIRITTI” 

(con l’on. Maria Antonietta Coscioni, Radicali – PD).

 

La conferenza stampa si è tenuta questa mattina nella nuova sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f).

 Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta):

“Ieri, al Comune di Torino, la Commissione Sanità doveva discutere dell’istituzione del Garante per i disabili; una decina di portatori di handicap, invitati per l’occasione, non ha potuto partecipare perché l’ascensore del Municipio era guasto.  Alcuni mesi fa, a Barbania, il sindaco ha cancellato il posto auto riservato, davanti alla scuola, a un bambino disabile (per fortuna, il TAR ha dato torto al sindaco). A un centinaio di metri da qui, nel pieno centro di Torino, all’Istituto Boselli, gli studenti portatori di handicap devono essere portati a braccio dai loro accompagnatori per superare quattro gradini, all’entrata della scuola. Un ragazzo di Ceres (To) non ha dato la maturità perché, una volta fuori dall’ambito scolastico, avrebbe perso il sostegno umano e psicologico che i suoi compagni e gli insegnanti gli garantiscono. Per finire questa carrellata di casi concreti, qui tra di noi c’è il signor Aurelio Albanese, che è proprietario di una casa acquistata quando il suo handicap non era ancora così grave, una casa che si sta trasformando, giorno dopo giorno, in una prigione.

Di fronte a tutto questo, noi dobbiamo rispondere con interventi, con politiche che sappiano soddisfare tutti e tre i seguenti imperativi: non discriminazione (L. 67/2006); pari opportunità, pari possibilità; partecipazione di tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso.

Alessandro Frezzato (Direzione Associazione Luca Coscioni):

“Nel settembre scorso denunciai una situazione intollerabile: all’inizio dell’anno scolastico, nelle scuole di Torino, mancavano 400 insegnanti di sostegno. Presentai al Comitato nazionale di Radicali Italiani una mozione sul problema, che fu approvata all’unanimità. Purtroppo, le barriere fisiche sono il prodotto delle barriere culturali; di questo si è fatta carico la Convenzione delle Nazioni Unite sulle disabilità, che considera il cittadino disabile non più un “malato”ma un “escluso”. Il Comune di Torino deve promuovere nelle scuole politiche per l’inclusione, per contrastare anche i crescenti fenomeni di bullismo. I media devono trattare i problemi dell’handicap non come “eccezione”, come “caso penoso” ma come i problemi di cittadini normali che chiedono solamente il rispetto dei propri diritti sanciti dalla Costituzione. Questa conferenza stampa è l’inizio di un percorso”.

Ernesto Bodini (giornalista scientifico free-lance):

“Purtroppo il federalismo sanitario porta con sé la conseguenza negativa di disparità di trattamento fra le varie regioni. In una cultura dominante tutta improntata all’esaltazione del “bello” e della “produttività”, il portatore di handicap diventa il capro espiatorio. Per reagire a questo, occorre pretendere che, per esempio, la nuova figura del Garante dei disabili abbia concreti poteri d’intervento e non sia la classica foglia di fico. Occorre una maggiore coscienza civile, innanzitutto da parte degli amministratori pubblici. E, infine, occorre che ciascuno utilizzi la legge per fare rispettare il proprio diritto e, attraverso di esso, i diritti di tutti”.

Maria Antonietta Farina Coscioni (deputata Radicali – PD):

“Lo scorso 17 giugno i deputati radicali hanno presentato un’interpellanza urgente, a mia prima firma, per chiedere la ratifica immediata della Convenzione ONU sulle disabilità. Il documento è stato messo all’ordine del giorno della Camera due giorni dopo e la sottosegretaria Stefania Craxi è venuta in aula ad assicurare che la ratifica rappresenta per il governo una priorità. Tale ratifica deve avvenire entro settembre perché ad ottobre vi sarà a New York un forum internazionale di tutti gli Stati aderenti.

La mia collega Rita Bernardini ha presentato, invece, una proposta di legge per il voto ai malati intrasportabili; attualmente, grazie all’iniziativa di Piergiorgio Welby e degli altri radicali, tale diritto è stato assicurato solamente ai malati collegati al ventilatore polmonare. La nostra proposta di legge è stata sottoscritta da tutti i capigruppo della Camera; c’è la fondata speranza che possa diventare legge entro la prossima primavera, quando si terranno sia le Elezioni Europee che le Elezioni provinciali.

Dopo una lunga iniziativa nonviolenta, siamo riusciti a far aggiornare, in zona Cesarini, dall’ex ministro Livia Turco il nomenclatore degli ausili e delle protesi. Ma la lotta è ancora dura perché la Ragioneria Generale dello Stato ha bloccato tutto, asserendo che mancano i fondi necessari alla riforma; anche su questo, i deputati radicali hanno presentato un’interrogazione e non molleranno la presa.”.

Ha concluso la conferenza stampa Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):

"La cosa che mi pare evidente è che esiste finalmente un filo che lega le tante associazioni di volontariato che si occupano di disabilità, i disabili stessi e le loro famiglie, con la possibilità concreta di avere un collegamento con l'iniziativa politica. E' infatti compito della politica proporre nuove leggi, nuove regole e farle rispettare. I Radicali si sono occupati, si occupano e si occuperanno della disabilità e per questo chi oggi vive direttamente o indirettamente questa situazione non deve sentirsi solo ma anzi deve aiutarci a proseguire il percorso intrapreso: quel filo esiste ma va alimentato.
Maria Antonietta Coscioni ha ben delineato le azioni parlamentari rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili e sul nomenclatore.
Io voglio enunciare in sintesi alcune proposte concrete che oggi rendiamo pubbliche.
A livello regionale e comunale chiediamo che, autonomamente, senza attendere il Governo italiano, venga adottata la convenzione ONU - come fatto peraltro dalla Regione Veneto e dalla Regione Liguria. Chiediamo che immediatamente venga preso l'impegno dalla Regione e dal Comune, di istituire progetti in grado di coivolgere tutti gli istituti scolastici per affrontare il tema dell'inclusione sociale. Chiediamo in particolare al Comune di impegnarsi entro la fine dell'anno a dedicare una giornata di mobilitazione sulla disabilità, promuovendo un incontro pubblico al più alto livello, nel quale far partecipare le massime cariche istituzionali, i disabili e le loro famiglie.
In merito alla scuola, principale elemento di formazione sul tema, il 14 luglio prossimo abbiamo ottenuto un incontro ufficiale con l'Ufficio scolastico regionale nel quale presenteremo le nostre proposte sugli insegnanti di sostegno:
1) nomina tempestiva degli insegnanti che non possono - come regolarmente accade - essere sostituiti nel corso dell'anno con grave disorientamento dei ragazzi e degli insegnanti stessi. Richiesta ai Sindacati di consentire in qualche modo una separazione tra le graduatorie degli insegnanti di sostegno dagli altri insegnanti per evitare i gravi inconvenienti attuali.
2) rispetto delle leggi che prevedono la presentazione entro il mese di giugno dei progetti di inclusione per arrivare preparati a inizio anno scolastico.
3) realizzazione di progetti che vedano coinvolta la scuola, i genitori, i ragazzi e le ASL, che mirino all'inclusione sociale e non servano semplicemtne a decretare una disabilità evidente già ad inizio anno scolastico.
4) programmazione di percorsi di inclusione che devono essere perseguiti e proseguiti dall'asilo all'universitàò e non possono essere continuamente ricominciati da capo ad ogni anno.
5) realizzazione di un vero aggiornamento sul tema di tutti gli insegnanti curriculari. ".

 


Torino, 3 luglio 2008

RADICALI: IL CAPPIO DI GAZPROM SI STRINGE ATTORNO ALL’ITALIA

Boni e Manfredi: “Gazprom annuncia il raddoppio del prezzo del gas per l’Europa, dai 260-270 dollari del 2007 ai 500 dollari di fine 2008”

 

Il prezzo del gas russo all'Europa raggiungerà i 500 dollari per mille metri cubi entro fine anno, contro i 370 di marzo e i 260-270 del 2007. Lo ha annunciato Alexei Miller, amministratore delegato del colosso energetico russo Gazprom, secondo il quale il prezzo potrà arrivare a 1000 dollari se il petrolio toccherà i 250 dollari al barile. Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando un intervento di Miller a Baku, dove si trova in visita il presidente russo Dmitri Medvedev.

Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani)

“Il cappio di Gazprom si sta stringendo attorno all’Europa e, soprattutto, attorno all’Italia che dipende per gran parte del proprio fabbisogno energetico dal gas russo. La politica di Eni ed Enel, con il beneplacito dell’attuale Governo, sta dando i suoi frutti indigesti. Ci siamo legati mani e piedi al regime russo e non potremo che sottostare al ricatto che mese dopo mese il braccio violento di Mosca (Gazprom) ci imporrà. Potremmo al contrario cominciare da subito a seguire nuove strade che vadano nel senso della differenziazione geografica degli acquisti (per questo sono necessari i rigassificatori) e la differenziazione delle fonti di energia, puntando su un forte incremento delle rinnovabili (a partire dal promettente eolico troposferico) e sull’ampliamento dell’utilizzo del carbone. Occorre poi, come molti paesi avanzati stanno facendo, puntare molto sulla ricerca in campo energetico a 360°. Se la rotta non cambia, questa impennata del prezzo del gas rappresenta solo il primo assaggio di quanto dovremo subire nell’immediato futuro. Un po’ di lungimiranza non farebbe male a una politica italiana impegnata a inseguire continuamente una emergenza dopo l’altra”.

 


Roma, 2 luglio 2008

Cina/Tibet: domani manifestazione davanti a Montecitorio. Domenica 6 compleanno del Dalai Lama. Martedì 8 “Tibet day” a un mese dalle Olimpiadi di Pechino

 
Mellano e Boni: “Inammissibile che il regime cinese accusi nuovamente il Dalai Lama di essere a capo di una cricca di violenti”Durante l’incontro che si sta svolgendo a Pechino tra una delegazione tibetana e rappresentanti del Governo cinese, Zhang Qingli, il capo del partito comunista della regione autonoma, ha ribadito le accuse già lanciate dal governo secondo cui è stata “la cricca del Dalai Lama” a istigare gli incidenti di marzo in Tibet per causare un bagno di sangue.

 

A poco più di un mese dall’apertura dei giochi e durante un nuovo colloquio tra tibetani e cinesi giungono nuovamente accuse infamanti e inammissibili indirizzate alla cosiddetta ‘cricca del Dalai Lama’. Accuse ridicole ed evidentemente false che dovrebbero vedere l’insorgere delle diplomazie di tutti i paesi che hanno a cuore la causa dei tibetani e, più in generale, la causa della democrazia, dei diritti e del diritto in Cina. In questa situazione chiediamo fermamente che il Governo italiano assuma una posizione netta e annunci immediatamente la non partecipazione alla cerimonia di apertura, lasciando da parte per una volta riflessi scontati che non avrebbero altro risultato se non sprecare l’ultima occasione possibile per affermare quanto non sia accettabile ciò che è accaduto e accade in Tibet e in Cina.

La decisione di Radicali Italiani, ribadita da una Mozione particolare approvata dallo scorso Comitato Nazionale, di lanciare una grande mobilitazione in vista dell’inizio delle Olimpiadi di Pechino assume, di giorno in giorno nuovi contorni.

Domani giovedì 3 luglio, parteciperemo alla manifestazione indetta da numerose associazioni pro-Tibet in programma dalle ore 12 davanti a Montecitorio, per chiedere al Governo italiano una presa di posizione chiara relativamente alla partecipazione dell’Italia alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi: senza aperture vere al dialogo, non si può partecipare.

Domenica 6 luglio, in occasione del compleanno del Dalai Lama, celebrato in tutto il mondo dalle comunità buddiste e tibetane,vi saranno appuntamenti a Milano ed a Cologno Monzese. Noi radicali saremo in varie città italiane, in particolare a Bologna con Matteo Mecacci ed a Torino, in occasione del rally Torino-Pechino, ma soprattutto a Spoleto, con Marco Pannella. Nella città del Festival dei due mondi, nel pieno dello svolgimento della Kermesse culturale internazionale, saremo lì a festeggiare i 73 anni di Tenzin Gyatso anche per richiamare l’attenzione sulla figura del Dalai Lama, che deve essere percepito dai cinesi come la soluzione del problema tibet e non, come purtroppo continuano a denunciare, la causa dell’instabilità politica dell’altopiano tibetano. Le accuse farneticanti al Dalai Lama di essere “un pericoloso terrorista separatista” qualificano il regime cinese e non certo il leader buddista

Martedì 8 luglio, ad un mese dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, abbiamo indetto un “Tibet Day” che assume in questo contesto una rilevanza ancora maggiore. Chiediamo a tutti i cittadini e alle istituzioni di ogni livello di essere parte attiva in questa lotta e non semplici spettatori della probabile ennesima sconfitta del diritto, della giustizia, della tolleranza e della democrazia

Torino, 1° luglio 2008

DISABILITÀ, SCUOLA E DIRITTI: LE PROPOSTE DEI RADICALI.
VENERDI’ ORE 11,30  CONFERENZA STAMPA A TORINO.
PARTECIPA L’ON.  MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI.

  Venerdì 4 luglio 2008,  alle ore 11,30, presso la nuova sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f), si terrà una conferenza stampa sia per ribadire la persistente difficoltà, da parte delle persone con disabilità, di esigere i loro diritti sia per presentare le iniziative parlamentari e le proposte che verranno affrontate nel prossimo incontro con l’ufficio scolastico regionale e provinciale. Interverranno:

Maria Antonietta Farina Coscioni (deputata Radicali-PD)
Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani)
Alessandro Frezzato (Direzione Associazione Luca Coscioni)
Ernesto Bodini (giornalista scientifico free-lance)
Domenico Massano (giunta di segreteria associazione radicale Adelaide Aglietta)

Nell'anno in cui l'Italia si appresta, con ritardo, a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, convenzione approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 e sottoscritta dal governo italiano il 30 marzo 2007, riteniamo importante ribadire come le persone con disabilità non solo sono titolari di tutti i diritti e delle libertà fondamentali riconosciuti dal vigente Diritto internazionale, oltre che dalle costituzioni democratiche ma, come la Convenzione ribadisce, hanno anche il diritto a realizzare pienamente la propria personalità, e devono essere poste nella condizione di perseguire questo obiettivo comune a tutti gli esseri umani. Sempre più importante diventa, quindi, il riconoscimento della necessità di rendere effettivi ed esigibili i diritti delle persone con disabilità; poiché la qualità della vita passa anche attraverso la qualità del diritto, esse hanno diritto a veder riconosciute le garanzie di applicazione di leggi e normative a loro tutela,  che troppo spesso sono disattese o applicate in modo approssimativo ed incompleto. Ragionare sul tema dell’inclusione significa rivedere i presupposti delle politiche attuali di cittadinanza rivolte alle persone con disabilità; significa riconoscere e valorizzare le diversità ed assicurare che tutti possano godere di tutti i diritti umani: civili, sociali, politici economici e culturali.

La scuola dovrebbe essere il punto di partenza di questo percorso inclusivo ma, purtroppo, proprio all’interno della scuola è più avvertibile la profonda distanza che ancora oggi c’è tra leggi e normative e la loro applicazione. Da tempo denunciamo i problemi relativi agli insegnanti di sostegno, spesso non qualificati ed il cui costante turn-over, la precarietà, la nomina ad anno scolastico ormai avviato, determinano una situazione di provvisorietà e discontinuità didattica che si ripercuote negativamente  sull'alunno con disabilità. A questo aspetto se ne aggiungono altri quale la presenza tuttora molto diffusa di barriere architettoniche all’interno e all’esterno degli edifici scolastici; la necessità di intensificare le attività che mirino ad aumentare la consapevolezza di tutti (alunni, genitori e insegnanti) di come una scuola inclusiva e attenta ai bisogni sia il primo e necessario passo verso percorsi di inclusione sociale; l’importanza di saper vivere le differenze individuali come un aspetto “normale” della vita e non come il pretesto per escludere alcuni a vantaggio di altri.

Questa situazione non può essere considerata la norma ed è per questo che abbiamo richiesto ed ottenuto un incontro con l’ufficio scolastico regionale e provinciale, per avere notizie di cosa si sta facendo in merito alla soluzione di questa situazione e per verificare insieme quali provvedimenti possono e debbono essere attuati da subito, per evitare che il prossimo anno scolastico cominci con le stesse difficoltà di quello che  si è appena chiuso.



Torino, 1 luglio 2008

TOSSIC PARK/RADICALI: HA RAGIONE IL PROCURATORE SALUZZO.
CHIAMPARINO FINANZIA “RIDITORINO” … MA NON C’E’ NIENTE DA RIDERE!

  Dopo l’ennesima retata di spacciatori effettuata dalle forze dell’ordine a Parco Stura (noto a tutti, come Tossic Park), il procuratore aggiunto torinese Francesco Saluzzo ha lanciato un appello al Comune di Torino: “Non si può abbandonare per troppo tempo una zona della città. E’ un conto che i cittadini non possono permettersi di pagare”.

Domenico Massano e Giulio Manfredi (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

Ringraziamo il procuratore Saluzzo per avere ricordato che il re è nudo: dopo la creazione di “Tossic Park” grazie prima al trasferimento dello spaccio al Parco Stura per non disturbare le Olimpiadi Invernali di Torino di due anni fa e poi alla campagna martellante de “La Stampa” (a cui si deve il brand “Tossic Park”), dopo le polemiche sull’auspicabile istituzione di una narcosala, era calato il silenzio sulla processione continua di cittadini tossicodipendenti, costretti ogni giorno dalle leggi proibizioniste ad andarsi a rifornire nel mercato criminale che continua a prosperare sulle rive dello Stura.

Intervenire sul territorio con iniziative esclusivamente repressive senza parallelamente definire adeguati interventi socio-sanitari, capaci di intercettare le persone tossicodipendenti e di porre i presupposti per una reale politica d’integrazione, è come voler svuotare il mare con un cucchiaio. Non basta "ripulire" il Parco, bisogna farsi carico delle condizioni di vita di coloro che continueranno ad andare lì per acquistare e consumare sostanze stupefacenti.

Il sindaco Chiamparino ha così risposto alla sollecitazione del procuratore Saluzzo: “Dall’estate scorsa abbiamo impiegato oltre mezzo milione di euro in iniziative musicali e di intrattenimento per tenere viva l’area del Parco Stura”. Mezzo milione di euro è una bella cifra che forse avrebbe potuto avere altre destinazioni quali l'implementazione dei servizi di riduzione del danno attivi sul territorio cittadino, il finanziamento di programmi di prevenzione in ambito scolastico, l'attivazione di tavoli di confronto tra servizi, cittadini del quartiere e forze dell'ordine per la definizione di strategie comuni di intervento sul fenomeno.
Dopo aver affossato, con la complicità dell’ex ministro della Salute Livia Turco, la possibilità di istituire una narcosala a Parco Stura, il nostro Sindaco si nasconde dietro gli spettacoli effimeri estivi per non vedere la dura realtà che devono vivere, ogni giorno, d’estate e d’inverno, tanti suoi concittadini, siano essi consumatori o semplicemente spettatori.
Per loro il Comune ha allestito una bella rassegna di spettacoli, “RidiTorino” … ma non c’è proprio niente da ridere!


Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

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