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L’UNIONE EUROPEA HA GIA’ RISPOSTO, RITENENDO FONDATI DUE RILIEVI DEL WWF RISPETTO ALLA VIOLAZIONE DI DUE DIRETTIVE CEE. RADICALI PRESENTANO ESPOSTI NELLE PROCURE DI ROMA, VERCELLI, NOVARA E PAVIA. |
La conferenza stampa si è svolta presso la Sala Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte. Ha introdotto Enrico Moriconi (consigliere regionale del gruppo “Ecologisti Uniti a Sinistra”), che ha presentato, assieme al collega Juri Bossuto (Rifondazione Comunista) un’interrogazione urgente sul “caso Contest”. Moriconi ha ricordato come “l’ambiente è un tutt’uno, ogni inquinamento arrecato in un settore si ripercuote sul resto. Si parla tanto dei grandi temi ma si dimenticano le questioni concrete relative ai territori”. Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani): “Il “caso Contest” è un caso paradossale e paradigmatico: con decreto del 31 marzo 2009, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha disposto l’estensione d’impiego per eliminare il punteruolo acquatico del riso (un parassita presente in risaia), per un periodo di 120 giorni (il massimo della deroga concedibile) , del prodotto fitosanitario “Contest”. Se si va a leggere la scheda informativa del prodotto, si scoprono le seguenti avvertenze, scritte in grassetto: “Non contaminare l’acqua con il prodotto o il suo contenitore. Non pulire il materiale d’applicazione in prossimità delle acque di superficie. Evitare la contaminazione attraverso i sistemi di scolo delle acque dalle aziende agricole e dalle strade. Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico”. Sulla base di tali avvertenze, temiamo fortemente che la deroga all’utilizzo di un prodotto previsto per un uso esclusivamente per le coltivazioni in asciutta, estendendone l’autorizzazione anche al riso in fase di sommersione con l’acqua, sia stata data in modo sconsiderato e avventato. Abbiamo, perciò, utilizzato tutti gli strumenti a nostra disposizione (interrogazione alla Camera dei deputati radicali/PD, interrogazione in Consiglio Regionale, esposti alle Procure della Repubblica) per accertare se vi sia stato un pesante inquinamento da Contest in buona parte dei 200.000 ettari di risaia esistenti fra Piemonte e Lombardia, quali conseguenze sulla fauna acquatica abbia provocato, chi sono i responsabili eventuali di tale inquinamento. La politica del FARE, tanto cara al nostro premier, deve essere sempre accompagnata dalla politica del VERIFICARE le conseguenze del fare.”. Riccardo Fortina (professore associato Facoltà di Agraria di Torino, esponente WWF): “In data 6 luglio, il WWF Italia ha presentato reclamo alla Commissione delle Comunità Europee per inadempimento del Diritto Comunitario. L’Unione Europea ha già risposto, ritenendo fondati due nostri rilievi rispetto alla violazione delle Direttive 1979/409/CEE (protezione uccelli) e 1992/43/CEE (protezione fauna acquatica). Occorrono ora analisi serie e approfondite per verificare la qualità delle acque delle risaie, ora che la deroga è scaduta. Abbiamo chiesto ai nostri volontari di attuare dei controlli a campione. Noi non siamo i persecutori degli agricoltori; chiediamo semplicemente che non si torni indietro di 50 anni, al DDT di tragica memoria che era utilizzato in modo indiscriminato e incontrollato” . Alberto Ventrini (avvocato, giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “Ho predisposto il testo dell’esposto che abbiamo inviato ieri alle Procure della Repubblica di Roma (sede del Ministero), Vercelli, Novara e Pavia. Riteniamo che vi siano rischi concreti ed attuali alla salute non solo degli animali ma anche dell’uomo; pertanto, chiediamo alle Procure se si possa configurare il reato di cui all’art. 452 Codice Penale (avvelenamento delle acque), reato, naturalmente, colposo e non doloso. Si tratta, in pratica di verificare se sono state adottate tutte quelle misure precauzionali che l’utilizzo di un prodotto altamente tossico come il Contest rende indispensabili e doverose. Sinceramente, dalla lettura del decreto del 31 marzo, non emergono tali precauzioni; non ci interessa sparare nel mucchio; vogliamo semplicemente riaffermare il principio di legalità”. |
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AIFA DA’ IL VIA LIBERA ALLA PILLOLA ABORTIVA RU486. MELLANO E BONI: UNA VITTORIA DI SILVIO VIALE, UNA VITTORIA RADICALE |
Ultima ora: l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato la commercializzazione in Italia della pillola abortiva RU486. Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: Si tratta della più grande affermazione in tema di diritti civili, in Italia, dal 1993, quando un referendum radicale permise l’abolizione delle pene detentive per i consumatori di droghe. E’ una vittoria radicale; radicali erano i consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano che, nel lontano novembre 2000, interrogarono l’allora assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio D’Ambrosio (AN), chiedendo “se esista una qualche direttiva regionale o nazionale che impedisce il ricorso generalizzato all'aborto farmacologico” (D’Ambrosio rispose negativamente); radicale è Silvio Viale, il ginecologo dell’Ospedale S. Anna di Torino che il 29 gennaio 2001 richiese al suo Ospedale la possibilità di attuare aborti con la RU486 e che nel settembre 2005, primo in Italia, iniziò a somministrare la pillola abortiva alle donne; l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, fin dalla sua costituzione, ha supportato il Dr. Viale nella sua iniziativa, che, ricordiamolo, ha dovuto fronteggiare gli attacchi di due ministri della Sanità del centro-destra, prima Girolamo Sirchia e poi Francesco Storace. 31 anni dopo l’approvazione della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia (grazie anche alle lotte delle radicali Adele Faccio, Adelaide Aglietta ed Emma Bonino), 10 anni dopo l’introduzione nella maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea, oggi, finalmente, un organismo scientifico ha preso atto di quello che fino all’ultimo, a poche ora fa, un sottosegretario di Stato, Eugenia Roccella, ha tentato di negare: l’aborto farmacologico è una valida alternativa a quello chirurgico, è sicuro, è meno costoso, è meno invasivo, risparmiando alla donna sia l’intervento che l’anestesia. Da domani inizieremo a lottare affinché le Regioni, tutte le Regioni, adottino gli opportuni provvedimenti per rendere effettivamente disponibile in tutti gli ospedali la pillola abortiva RU486; oggi, consentiteci di fare solamente un grande ringraziamento a Silvio Viale e a tutti i militanti radicali che hanno reso possibile questa grande vittoria che ridà slancio e speranza in un periodo in cui le forze clericali sono all’offensiva, come dimostrato, senza tema di smentite, dal “caso Englaro” e dal successivo disegno di legge del governo “contro” il testamento biologico. |
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RU486 – VIALE “FINALMENTE! UNA VITTORIA PER LE DONNE, MA LA LOTTA CONTINUA.” |
Silvio Viale, che ha promosso la sperimentazione torinese sulla RU486 ed è attualmente responsabile del Servizio IVG dell’ospedale S.Anna di Torino, parla di vittoria, ma ammonisce che la vera battaglia non è finita e che la lotta continua. Silvio Viale ha dichiarato: “Finalmente! Prima di tutto è una vittoria per le donne italiane, che da oggi sono più libere ed hanno un’opportunità in più. Poi, mi dispiace che sia giunta con venti anni di ritardo e credo che i politici italiani debbano chiedere scusa per questo. Se un farmaco così innovativo avesse riguardato qualcos’altro, magari la prostata, non si sarebbe dovuto attendere così a lungo. Ma la lotta continua perché ora bisogna offrire l’aborto medico in tutta Italia. Dal punto di vista scientifico io sono sereno, confortato dalla letteratura scientifica e dal confronto diretto con i colleghi di altri paesi, ma so che si dovrà fronteggiare una guerriglia contro la RU486 nei vari ospedali. Sarà quindi fondamentale che i medici ed il personale coinvolti nelle IVG possano avere il supporto delle organizzazioni femminili, dei movimenti per le libertà e per i diritti civili, nonché dei politici “pro-choice, evitando il rischio che siano il bersaglio continuo dei gruppi antiabortisti e dei politici “pro-life”. Silvio Viale ha poi precisato: “La RU486 avrebbe dovuto essere autorizzata già nel 1988, quando la Mangiagalli partecipava agli studi dell’OMS, o al più tardi nel 1999, quando fu registrata in tutti paesi della UE con l’eccezione di Irlanda, Portogallo e Italia. In Irlanda l’aborto era allora vietato e lo è tuttora. In Portogallo l’aborto era allora illegale, ma ora la RU486 è registrata ed è il metodo più utilizzato. Ma in Italia, un paese ove l’aborto è legale dal 1978, si è dovuto attendere il 2001 perché un medico chiedesse di poterla usare all’Ospedale S.Anna di Torino. Tra polemiche, comitati etici, ispezioni ministeriali e inchieste della magistratura nel 2005 fu avviato uno studio clinic, una sorta di moderno “Cavallo di Troia” in campo nemico. Subito molti altri colleghi si attivarono in tutta Italia e in questi anni una trentina di ospedali l’hanno importata almeno una volta nonostante gli ostacoli posti dal ministro Storace. Un ricordo speciale va a due illustri colleghi scomparsi, il Dott. Franco Mascherpa, che condusse con me lo studio clinico torinese, e il Prof Umberto Nicolini che applicò l’aborto medico all’Ospedale Buzzi di Milano ignorando i diktat di Formigoni. Le inchieste che li hanno riguardati sono state entrambe archiviate. In questi anni oltre 4000 donne italiane hanno potuto utilizzare la RU486 legalmente in Italia” “Tutto questo ha convinto la ditta produttrice a chiedere alla Francia di attivare anche per l’Italia la procedura europea di registrazione. Per ovvi motivi lo fece dopo che l’Agenzia europea del farmaco (EMEA), su richiesta della Francia, aveva proceduto ad una valutazione della sicurezza del farmaco alla luce delle segnalazioni di acuni decessi in nordamerica. La conclusione fu che il rapporto rischi/benefici dei medicinali contenenti mifepristone era positivo e che era escluso ogni nesso potenziale tra i decessi e l’impiego di mifepristone. Nel giugno del 2007 l’EMEA approvava la nuova scheda tecnica della RU486 e nel novembre del 2007 veniva chiesta la registrazione in Italia. Nel frattempo la FDA aveva concluso che le evidenze non stabilivano una relazione causale tra la RU486 e le sei morti segnalate, come viene ribadito in un report dell’agosto del 2008 al Senato americano. Venti ani di polemiche hanno impedito la ricerca su altre centinaia di molecole sintetizzate e la RU486 si è consolidata come l’unico farmaco con proprietà antiprogestiniche, antiandrogene e antiglucorticoidi utilizzato ampiamente nell’uomo, in realtà prevalentemente nella donna. Così in tutte le ricerche in cui si cerca questo effetto si utilizza la RU486: in molti tumori, nei meningiomi, nella sindrome post-stress, in endocrinologia, nei miomi, nell’endometriosi, nella depressione, nell’Alzheimer, nella sclerosi multipla,in ostetricia e in altre patologie. I conclusione l’introduzione della RU486èun passo avanti in molte direzioni, non solo nel campo dell’aborto.” |
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Conferenza stampa domani a Vercelli: Denuncia di grave inquinamento delle risaie italiane: un danno ambientale senza precedenti |
Domani, venerdì 31 luglio, alle ore 17,30, presso il Caffè Cavour di piazza Cavour, a Vercelli, è indetta una conferenza stampa per illustrare le iniziative intraprese, ai vari livelli istituzionali, sull’utilizzo del prodotto fitosanitario “Contest” per combattere il punteruolo del riso, un insetto che da qualche anno colpisce le coltivazioni italiane. Gravissimi effetti risultano dall’autorizzazione governativa all’utilizzo straordinario di un prodotto fitosanitario che - come indica l'etichetta - è gravemente tossico e può produrre danni ambientali irreparabili se utilizzato in acqua, ambiente nel quale tradizionalmente avviene la coltivazione del riso italiano. I dati e le denunce che cominciano a giungere dalle realtà territoriali sulla situazione della fauna acquatica e degli habitat naturali di 200.000 ettari di risaie italiane – in particolare piemontesi e lombarde – dimostrano la gravità della situazione. Il WWF Italia ha presentato un reclamo ufficiale alle autorità della Comunità Europea per inadempimento del diritto comunitario e violazione di numerose direttive, proprio in riferimento all’autorizzazione all’utilizzo del fitofarmaco in questione e ha sollecitato l’apertura di una procedura d'infrazione contro l'Italia. I danni ambientali all’ecosistema acquatico, tipico delle risaie in Piemonte e Lombardia, risultano essere rilevantissimi e potenzialmente durati e comunque senza precedenti. Nella conferenza stampa sarà presentata la documentazione in questione, in particolare l’interrogazione parlamentare di Elisabetta Zamparutti e al Consiglio regionale del Piemonte di Yuri Bossuto e Enrico Moriconi ed il reclamo del WWF Italia. Intervengono: Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani Giulio Manfredi, vice Presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani Roswitha Flaibani, giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta |
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Torino/Conferenza stampa. Denuncia di grave inquinamento delle risaie italiane: un danno ambientale senza precedenti
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Domani, venerdì 31 luglio alle ore 12,30 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris, Consiglio regionale del Piemonte, via Alfieri 15 Torino, è indetta una conferenza stampa per illustrare le iniziative intraprese, ai vari livelli istituzionali, sull’utilizzo del prodotto fitosanitario “Contest” per combattere il punteruolo del riso, un insetto che da qualche anno colpisce le coltivazioni italiane. Gravissimi effetti risultano dall’autorizzazione governativa all’utilizzo straordinario di un prodotto fitosanitario che - come indica l'etichetta - è gravemente tossico e può produrre danni ambientali irreparabili se utilizzato in acqua, ambiente nel quale tradizionalmente avviene la coltivazione del riso italiano. I dati e le denunce che cominciano a giungere dalle realtà territoriali sulla situazione della fauna acquatica e degli habitat naturali di 200.000 ettari di risaie italiane – in particolare piemontesi e lombarde – dimostrano la gravità della situazione. Il WWF Italia ha presentato un reclamo ufficiale alle autorità della Comunità Europea per inadempimento del diritto comunitario e violazione di numerose direttive, proprio in riferimento all’autorizzazione all’utilizzo del fitofarmaco in questione e ha sollecitato l’apertura di una procedura d'infrazione contro l'Italia. I danni ambientali all’ecosistema acquatico, tipico delle risaie in Piemonte e Lombardia, risultano essere rilevantissimi e potenzialmente durati e comunque senza precedenti. Nella conferenza stampa sarà presentata la documentazione in questione, in particolare l’interrogazione parlamentare di Elisabetta Zamparutti e al Consiglio regionale del Piemonte di Yuri Bossuto e Enrico Moriconi ed il reclamo del WWF Italia. Intervengono: Enrico Moriconi, consigliere regionale del Gruppo Ecologisti Uniti a Sinistra – Sinistra Europea Yuri Bossuto, consigliere regionale del Gruppo Rifondazione Comunista Avv. Alberto Ventrini, estensore dell’esposto alle Procure della Repubblica Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani E’ inoltre previsto l’intervento di un rappresentante del WWF Piemonte |
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ASTI, MANIFESTAZIONE CONTRO INNALZAMENTO ETA’ PENSIONABILE / GRIZZANTI E PISANO (RADICALI): “NO A OPPOSIZIONE IDEOLOGICA”
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In merito alla manifestazione in programma ad Asti, mercoledì 29 luglio 2009, contro l’ innalzamento dell’ età pensionabile per le donne a 65 anni Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, e Nathalie Pisano, comitato nazionale Radicali Italiani, hanno dichiarato: “La sinistra non si rinchiuda in manifestazioni di opposizione ideologica! L'equiparazione dell'età pensionabile a 65 anni (per il momento solo nella P.A) non è solo una "scelta in nome delle pari opportunità", come dicono gli organizzatori, ma, che ci piaccia o no, è anche un obbligo europeo da rispettare: c'è una sentenza della Corte di Giustizia Europea che obbliga l'Italia ad allinearsi agli altri paesi pena una multa plurimilionaria. Resta il fatto che, affinchè il gioco valga la candela, è necessario che il risparmio prodotto dall'equiparazione vada a confluire in un fondo vincolato per nuovi servizi, per politiche sociali, familiari, per una riforma che favorisca veramente l'accesso delle donne al mercato del lavoro. Senza queste condizioni c'è il forte rischio che questa misura serva solamente a fare cassa e non migliori di una virgola la situazione delle lavoratrici italiane, forse la peggiore in Europa. E' per questo che Lo scorso 22 luglio un fronte importante di donne e uomini, tra cui il vicepresidente dl Senato Emma Bonino e alcuni parlamentari del Partito democratico tra cui Pietro Ichino, ha dato il proprio contributo alla discussione sull’emendamento del Governo al DPEF in materia di equiparazione dell’età pensionabile, con la presentazione di un ordine del giorno che vincola i risparmi provenienti da tale misura, a un welfare per le donne che si trovano dentro e fuori il mercato del lavoro. |
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NUOVO FILM “IL SORTEGGIO” / GRIZZANTI (RADICALI): "FALETTI LEGGA IL DIARIO DI ADELAIDE AGLIETTA" |
A Torino si gira in questi giorni “Il Sorteggio”, fiction Rai con la regia di Giacomo Campiotti sul processo del 1976 al nucleo storico delle Brigate Rosse. Protagonista nel ruolo di un operaio sorteggiato a sorte per fare parte della giuria popolare sarà Beppe Fiorello e per la prima volta in una fiction, nel ruolo di un sindacalista, l’astigiano Giorgio Faletti. Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell’ Associazione Radicale Adelaide Aglietta, dichiara: “Mi pare di capire, con dispiacere, che nella fiction sarà completamente cancellata la figura storica di Adelaide Aglietta, allora segretaria del Partito Radicale e giudice popolare al processo delle Br. Al mio concittadino Giorgio Faletti, che ha pure partecipato alla scrittura della sceneggiatura, consiglio di leggere Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate Rosse dell’ Aglietta stessa con premessa di Adriano Sofri e prefazione di Leonardo Sciascia. Il libro, che abbiamo presentato ad Asti il 21 aprile di quest’anno, è il racconto in prima persona della vicenda di una donna gentile, amabile, piena di gioia di vivere che il 2 marzo 1978 fece una scelta civile: sfidò la paura e accettò di giudicare i capi storici delle Br. Sicuramente può essere un validissimo supporto per Faletti al fine di completare la sceneggiatura.” |
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RU486 - VIALE: PERICOLOSA SOLO IN ITALIA? BASTA TERRORISMO E RICATTI POLITICI ALL’AIFA. |
Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, replica al MPV e a quella pattuglia di parlamentari del PDL che continuano a parlare di pericolosità della RU486. In una lunga nota Silvio Viale si rivolge proprio ai medici parlamentari e si augura che l’AIFA sappia decidere in piena autonomia, evitando di esporsi ai ricatti politici di una parte del governo ed al ridicolo della comunità scientifica internazionale. Silvio Viale ha dichiarato: “Stupisce che tre cardiologi e un ginecologo, sebbene obiettori, come i Senatori Raffaele Calabrò, Stefano De Lillo, Ulisse Di Giacomo e Antonio Tommasisni si facciano così facilmente coinvolgere dalla propaganda antiabortista del Movimento per la vita (MPV). Le loro sette interrogazioni al governo, associate all’attivismo militante di Eugenia Roccella, hanno più il sapore di una meditata strategia di ricatto politico verso l’AIFA che di volere sapere. Altrimenti, sarebbe bastato dare un’occhiata alla scheda tecnica dell’EMEA (Agenzia europea del farmaco), ai documenti dell’OMS o alle linee guida del RCOG (Royal College of Obstetricians and Gynaecologists) , dell’ANAES (Agence nationale d'accréditation et d'évaluation en santé) o dell’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) . Dal 2005 la RU486 è inserita nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS.” “La questione delle morti e della pericolosità della RU486 sembra valere solo in Italia, con il MPV che le ha fatte salire da 7 a 16 e, ora, addirittura a 29, un numero che, qualora fosse anche vero, ma non lo è (sottolineo che non lo è), non costituirebbe un ostacolo per la registrazione di nessun altro farmaco. Come ben dovrebbero sapere i miei onorevoli colleghi, non solo la mortalità per il sidenafil è di 10 volte superiore a quella presunta del mifepristone, ma a farmaci da banco sia in Italia che negli USA, come l’aspirina o la loratadina. Nel 2003 i centri anti avvelenamento hanno segnalato 59 morti negli USA per l’aspirina, mentre dal 1993 al 2000 la FDA ha ricevuto 55 segnalazioni di morti in cui era coinvolta la loratadina. In ogni caso, una relazione della FDA (Food and Drug Administration) al Senato americano nel 2008 (c’era ancora Bush) ha escluso un rapporto tra RU486 e le 6 morti segnalate negli USA. Inoltre è utile ricordare che la mortalità per gravidanza, sia in Italia che negli USA, è notevolmente superiore a quella dell’aborto, a conferma che i rischi devono essere conosciuti ma non sono la motivazione principale per decidere se abortire e come abortire. La comunità scientifica dovrebbe porre un freno al terrorismo di Eugenia Roccella e del MPV.” “Stupisce, quindi, che i miei illustri colleghi omettano ogni riferimento alle altre indicazioni della RU486, che riguardano l’oncologia, l’endocrinologia, l’ostetricia, i miomi, l’endometriosi, la depressione, l’alzheimer, la sclerosi multipla e altro, per le quali l’Italia continuerebbe ad essere esclusa dalla ricerca. A proposito invito Tommassini, Clabrò, De Lillo e Di Giacomo a visitare il sito www.clinicaltrial. gov (http://www. clinicaltrial. gov/ct2/results? term=ru486) , che dovrebbero conoscere molto bene. Come sorprende che facciano finta di non sapere che dal settembre del 2005 oltre 4000 donne italiane hanno già potuto utilizzare la RU486 in una trentina di ospedali italiani. Senza contare quelle che si sono andate in Svizzera, Francia e altri paesi. Eppure, in diversi congressi scientifici ho presentato i dati relativi a 1778 casi di otto strutture italiane (Torino, Pontedera, Trento, Bologna, Ferrara, Parma, Bari e Ancona) che confermano i dati della letteratura internazionale. Per esempio su 1778 casi si è avuto un solo caso in cui è stata necessaria una trasfusione (Trento), il tasso di revisione della cavità uterina è stato del 5,5% (questo significa che il 94,5% delle donne ha evitato l’intervento chirurgico) e i sintomi sono stati minori di quelli attesi.” “Io mi auguro che domani l’AIFA registri la RU486, con dieci anni di ritardo rispetto all’UE e agli USA, e con venti anni di ritardo rispetto a Francia, Cina, Svezia e Regno Unito. Se così non fosse, se dovessero prevalere i ricatti e le pressioni di una parte del governo, i dirigenti dell’AIFA si esporrebbero al ridicolo della comunità scientifica internazionale e ne verrebbe minata la credibilità. Nel 2007 l’EMEA approvò all’unanimità la nuova scheda tecnica della RU486. Non vi sono più ragioni per registrare, finalmente, la RU486. Probabilmente chi è contro la RU486 non lo fa per motivi medici, ma solo perché teme che con i metodo medico spunti l’arma dell’obiezione di coscienza. Con la RU486 è la donna che assume il farmaco in ospedale ed anche i medici obiettori non possono esimersi dall’assistenza successiva, con uno sgravio di costi e di impegno da parte di tutta la struttura sanitaria.”
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DOSSIER RIFUGIATI POLITICI: I RADICALI PRESENTANO LE LORO PROPOSTE |
Domani conferenza stampa nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta Domani, 29 luglio 2009, alle ore 12, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Botero 11/f, si terrà una conferenza stampa di presentazione delle proposte radicali sullo scottante tema dei rifugiati politici a Torino. Durante la conferenza stampa verrà presentata l’iniziativa di raccolta firme avviata, si porteranno all’attenzione delle istituzioni cittadine proposte concrete per il prossimo futuro e saranno indicate le gravi responsabilità riscontrate nella gestione dell’attuale situazione dei rifugiati che vivono in città.
Interverranno: Igor Boni – segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta Domenico Massano – giunta di segreteria Associazione Aglietta Diego Castagno – vice-Presidente circoscrizione 8 (dove c'è la caserma di via Asti)
All’appuntamento saranno anche presenti alcuni proprietari di locali che a San Salvario stanno attivamente collaborando nell’iniziativa di raccolta firme tra i cittadini.
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COCAINA/RADICALI SU DICHIARAZIONI ZAR ANTIDROGA ONU: ESISTE LA “TEQUILA BOOM BOOM” ED ESISTE IL “COSTA BOOM BOOM”. A SMENTIRE COSTA BASTA LA RELAZIONE SULLE TOSSICODIPENDENZE DEL GOVERNO BERLUSCONI. |
Antonio Costa (direttore generale Unodc, agenzia Onu sulla droga e sul crimine organizzato) ha dichiarato ai microfoni di CNR-MEDIA: “Nel mondo si sta ormai confiscando quasi la metà di tutta la cocaina prodotta. Le coltivazioni sono scese del 10%. In media, negli ultimi due anni si è confiscata tra il 40 e il 47% della produzione … Il mercato è in confusione …” (fonte: notiziario droghe dell’ADUC). A pag. 123 della Relazione del governo Berlusconi al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia (presentata a inizio luglio) si legge: “…In questi ultimi anni si è assistito ad un aumento degli investimenti da parte delle varie organizzazioni criminali, soprattutto sul mercato della droga che sembra essere il più redditizio e nel quale convertire proventi che vengono dalle attività di sfruttamento della prostituzione e di altre azioni illegali. Questo ha comportato un incremento del volume totale di droghe circolanti con un aumento dell’offerta e una maggior competizione che ha portato alla fine a favorire le condizioni di cessione e accesso alle sostanze incrementando, quindi, la domanda che appare sempre più stimolata da questo aumento pressante dell’offerta e della sua capillarizzata e variegata distribuzione…”. A pag. 125 della Relazione, si evince da una tabella che i sequestri di cocaina in Italia nel 2008 sono aumentati del 4,7% rispetto al 2007; a pag.128, si evince da un’altra tabella che i sequestri di cocaina in Italia sono rimasti sostanzialmente costanti dal 2002 al 2008.
Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: In Italia è proposta con successo la “tequila boom boom” (dal rumore del bicchierino di tequila sbattuto dal cameriere sul tavolo); in Messico la “tequila boom boom” è sconosciuta. Anche le dichiarazioni di Antonio Costa hanno molto successo sulle agenzie; peccato che non trovino alcun riscontro nella realtà, come abbiamo dimostrato citando un documento, la Relazione del governo sulle tossicodipendenze, prodotto non dagli antiproibizionisti radicali ma dal campione del proibizionismo italico, il sottosegretario Carlo Giovanardi. Comprendiamo che il Dr. Costa debba giustificare i costi pagati anche dai cittadini italiani per l’enorme burocrazia antidroga dell’Onu, ma cerchi di essere più credibile nelle sue affermazioni. Altrimenti qualcuno potrebbe raccoglierle tutte in un libro dal titolo “IL COSTA BOOM BOOM”.
http://droghe. aduc.it/php/ articolo. php?id=19836
24-07-2009, ore 18:41:56
Mondo. Costa (Onu), stiamo vincendo la guerra alla cocaina
'Nel mondo si sta ormai confiscando quasi la meta' di tutta la cocaina prodotta. Le coltivazioni sono scese del 10%. In media, negli ultimi due anni si e' confiscata tra il 40 e il 47% della produzione'. Lo ha detto ai microfoni di CNR-MEDIA Antonio Costa, direttore generale dell'Unodc, l'agenzia dell'Onu sulla droga e sul crimine organizzato. |
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ASSOCIAZIONE RADICALE A. AGLIETTA ADERISCE ALLA GIORNATA MONDIALE PER I DIRITTI UMANI IN IRAN E ALL’APPELLO DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE SHIRIN EBADI. |
L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino aderisce alla giornata di solidarietà con il popolo iraniano e alla mobilitazione per il rispetto dei diritti umani da parte del governo di Ahmadinejad, indetta per domani, sabato 25 luglio, giornata del discorso di insediamento del leader iraniano. A Roma, alle ore 17, in via Nomentana 361, ci sarà la manifestazione nazionale indetta dagli studenti iraniani in Italia, con un sit in davanti all'ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran all’insegna dello slogan: “In difesa della democrazia. Per un futuro migliore”. Gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Caterina Simiand hanno dichiarato: Esattamente trent’anni fa, nel 1979, pochi mesi dopo la presa del potere da parte di Khomeini in Iran, Adelaide Aglietta ed Emma Bonino si presentarono davanti all’ambasciata iraniana velate con il chador, per protestare contro la repressione dei diritti civili in Iran, in particolare dei diritti delle donne. Trent’anni dopo, la repressione è sempre la stessa: a Teheran, da oltre un mese, le manifestazioni pacifiche dei democratici vengono duramente represse dalle forze governative e da forze irregolari filogovernative. Numerose persone sono state uccise nelle piazze, altre centinaia sono state ferite, oltre duemila sono state arrestate. Alcuni attivisti politici già detenuti sono stati impiccati nelle carceri, molti arrestati vengono brutalmente torturati e di alcuni di loro non si conosce la sorte. Migliaia di cittadini, studenti, esponenti politici, giornalisti e bloggers iraniani sono stati fermati o intimiditi. Il governo di Ahmadinejad sta infatti praticando una forte censura sulla stampa e la televisione, tentando di bloccare i siti internet e l’invio di sms, ledendo così la libertà di espressione e di informazione. Le città di tutto il Paese sono ormai militarizzate. Tutto ciò è in evidente contraddizione con le più elementari forme di democrazia e di libertà, oltre ad essere in palese contrasto con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Crediamo, come gli organizzatori della manifestazione di domani, che la soluzione dei problemi odierni in Iran è e deve rimanere nelle mani degli iraniani stessi, ma la repressione violenta dei loro diritti è un problema che riguarda tutto il mondo, in particolare quelle donne e quegli uomini che possono liberamente scendere in piazza, liberamente fare comunicati, liberamente usare Internet. Invitiamo costoro a sottoscrivere il seguente Appello congiunto degli attivisti e delle associazioni in difesa dei diritti dell'uomo, già firmato, tra gli altri, dal Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi: 1- La Comunità mondiale è preoccupatissima per le violazioni dei diritti umani in Iran e chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite di inviare una commissione di indagine in Iran per la verifica delle condizioni dei detenuti e sul destino delle persone trattenute, di cui si sono perse le tracce;
Shirin Ebadi Premio Nobel per la Pace
N. B. Le adesioni alla manifestazione e all’Appello devono essere inviate a Tavola della pace : segreteria@perlapac e.it e anche a :
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LAVORI CONSIGLIO REGIONALE/RADICALI: GIOVINE E COMPAGNI HANNO RICATTATO CON SUCCESSO LE ISTITUZIONE REGIONALI. MA GIOVINE POTEVA E DOVEVA ESSERE MESSO ALLA PORTA QUATTRO ANNI FA … |
Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: Non c’è nulla da festeggiare per lo sblocco dei lavori del Consiglio Regionale; l’ostruzionismo ricattatorio di Giovine, Scanderebech, Lupi e Nicotra ha avuto partita vinta, costringendo la presidente Bresso a scrivere sotto loro dettatura la nuova legge elettorale per le prossime regionali. Una pagina nera per le istituzione regionali. E una pagina che si poteva in parte evitare: nel luglio 2005, i giornali avevano riportato la notizia che il procuratore aggiunto Francesco Saluzzo stava per concludere indagini da cui risultava che l’86% delle firme a supporto della Lista Consumatori di Michele Giovine (36 anni, ora divenuto leader dei Pensionati) erano false. Allora, con una conferenza stampa a luglio e con una manifestazione davanti al Consiglio a settembre, noi radicali chiedemmo a quegli esponenti politici che avevano interesse a subentrare a Giovine in Consiglio Regionale di fare ricorso al TAR (il ricorso non potevamo farlo noi, non essendoci presentati alle elezioni regionali). Tutti zitti e muti. Così in questi anni Giovine e Lupi, sempre grazie all’ostruzionismo, hanno ottenuto di costituire un gruppo consiliare a testa (a spese dei contribuenti) ; il 20 e 21 marzo 2007, pochi giorni dopo la costituzione del mono-gruppo, Michele Giovine andò in missione per conto del Consiglio Regionale alla festa “contro le mafie e per la legalità” dell’Associazione “Libera” di Don Ciotti” (sempre a spese dei contribuenti! ); poi Giovine ha rifiutato di pagare la multa per le firme false, è andato a processo e ha ottenuto la prescrizione del reato (grazie ai tempi della giustizia italiana, eravamo arrivati al maggio 2008, tre anni dopo i fatti!); ieri, infine, ha ottenuto dalla Bresso l’impegno a fare una legge elettorale che esenti dalla raccolta firme per la presentazione delle liste i gruppi già presenti in Consiglio. L’unica consolazione per la maggioranza di centro-sinistra è che tutti e quattro i consiglieri regionali citati sono stati eletti nelle liste del centro-destra; ma è una misera consolazione. |
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PROIBIZIONISMO ALCOLICO/RADICALI: VERONESI HA ROTTO LE UOVA NEL PANIERE DELLA MORATTI, CHE TRATTA MILANO COME SE FOSSE SAN PATRIGNANO. |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) e di Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani): Ringraziamo Umberto Veronesi per aver rotto le uova nel paniere al sindaco di Milano, Letizia Moratti. Prima delle dichiarazioni di Veronesi, era molto facile per lei presentarsi come la mamma premurosa che protegge i giovani milanesi dal demone dell’alcool, mentre i suoi detrattori erano i soliti nichilisti radicali, debosciati e irresponsabili. Veronesi, con semplicità mista ad autorevolezza, ricorda che il proibizionismo, su qualsiasi sostanza, ha sempre avuto effetti controproducenti, specie se colpisce i più giovani, che si sentono ancora più emarginati e respinti. E giustamente l’oncologo ricorda come sia, invece, necessaria e urgente, rispetto all’alcool, un’azione capillare d’informazione, la stessa che è stata fatta, con risultati altamente positivi e tangibili, rispetto al fumo. L’illusione della Moratti è quella di governare Milano come se fosse un grande San Patrignano, con divieti, multe e proibizioni. Dalla “Milano da bere” si vuole passare alla “Milano, non devi bere” senza tentare in alcun modo di dialogare con le persone, tantomeno con i giovani; senza porsi nessuna domanda sui modelli di riferimento, sul perché i giovani bevono. Sbagliamo, o il sindaco Moratti, in tutte le interviste rilasciate in questi giorni, non ha pronunciato una sola parola per stigmatizzare una pubblicità sugli alcolici che associa sempre e comunque il consumo di alcool al successo sociale e sessuale? |
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Cecenia: l’Ass. radicale Aglietta aderisce a presidio milanese di domani in piazza della Scala per ricordare Natalja Estemirova |
L’Associazione “Annaviva” ha indetto per domani, mercoledì 22 luglio, alle ore 19:00, in Piazza della Scala, a Milano, un presidio per ricordare Natalja Estemirova, 50 anni, attivista di “Memorial”, uccisa il 15 luglio a Grozny; la Estemirova era nota per il suo infaticabile impegno, durato dieci anni, nella ricerca di testimonianze e prove relative alle violazioni dei diritti umani in Cecenia. L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta aderisce al presidio di domani e sarà presente con il suo striscione e con bandiere della Cecenia. In particolare, saranno presenti Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato: “Il presidente ceceno Kadyrov, uomo di Mosca, può essere soddisfatto: nel giro di pochi mesi sono stati eliminati in tutta Europa rifugiati ceceni che potevano testimoniare alla Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo; altri profughi sono stati convinti, con le buone o con le cattive, a tornare in Cecenia; a febbraio, a Mosca, è stato ucciso l’avvocato Markelov, uno dei pochi uomini di legge a fornire assistenza legale ai ceceni vittime di violenze; una settimana fa è stata fatta tacere per sempre Natalja Estemirova; dopo il suo omicidio, “Memorial” ha deciso di non operare più in Cecenia, visti i rischi intollerabili a cui sono sottoposti i suoi attivisti. I ceceni sono soli; Kadyrov ha campo libero per intensificare violenze, rapimenti, ricatti. E l’unica opposizione è quella violenta dei ribelli filo-islamici, che hanno allargato gli scontri anche in Daghestan e in Inguscezia. Di fronte a tutto questo, in Occidente, il premier tedesco Angela Merkel, pur intrattenendo lucrosi rapporti d’affari con Mosca, ha chiesto direttamente al presidente russo Medvedev di trovare gli assassini di Natalja Estemirova. In Italia, la testimonianza più tragica del livello dei rapporti italo-russi è rappresentata dal letto regalato a Berlusconi dal suo “amico Putin” e sul quale il nostro capo del governo trascorre piacevoli notti a Palazzo Grazioli. Sappiamo già che saremo pochi domani a Milano, come sono pochi i militanti dei diritti civili che si radunano a Mosca per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cecenia e in Russia; una ragione in più per esserci”. |
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RIFUGIATI: RADICALI LANCIANO UN APPELLO AL COMUNE PER GARANTIRE UNA SVOLTA IMMEDIATA NELLA GESTIONE DELL’ACCOGLIENZA Massano e Boni: “La situazione che si è creata in questi mesi non deve ripetersi in futuro!” |
L’Associazione radicale Adelaide Aglietta, dopo il sopralluogo effettuato nei locali dell’ex-clinica San Paolo e in vista del trasferimento dei rifugiati politici somali nella Caserma di Via Asti, ha lanciato una lettera-appello rivolta al Sindaco e agli Assessori competenti per chiedere una svolta nella gestione dell’accoglienza. Per non vedere in futuro situazioni di degrado disumano come le attuali. Nel testo su cui si raccoglieranno le firme dei cittadini si chiede tra l’altro di:
Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Igor Boni (segretario dell’Associazione) “La situazione che si è creata in questi mesi non deve ripetersi in futuro. Con questo appello che presenteremo al Sindaco e agli Assessori competenti chiediamo una svolta di civiltà che vada semplicemente nel senso del rispetto di un minimo di dignità della persona. Chi scappa dal proprio paese colpito dalla guerra ha diritto ad un’accoglienza decente; la caserma di via Asti è una soluzione accettabile ma si devono programmare da subito le azioni da intraprendere per evitare, fra sei mesi in pieno inverno, di dover vedere di nuovo in strada decine e decine di rifugiati. Le istituzioni, a tutti i livelli, per le responsabilità che le competono, devono da subito occuparsi del prossimo futuro, creando le condizioni di una convivenza tra cittadini che, oltre che auspicabile, è certamente possibile. Chiediamo inoltre che – al di là della questione in oggetto - venga avviata una seria verifica del numero complessivo dei rifugiati politici residenti a Torino e delle loro condizioni, perché si possano definire politiche capaci di favorirne l'accoglienza e l'integrazione nel tessuto cittadino”.
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DROGHE/RADICALI: INVECE DI PARLARE DI RICOVERI COATTI, GIOVANARDI E FAZIO VERIFICHINO LE CONDIZIONI DEI SERT SICILIANI. LA SICILIA E’ UNA DELLE REGIONI PIU’ INADEMPIENTI. INTERROGAZIONE RADICALE. |
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani): Il sottosegretario Giovanardi ha preso spunto dalla tragedia di Mazara del Vallo (dove un cittadino tossicodipendente ha ucciso con l’auto quattro persone) per richiedere il ricovero coatto dei td. più problematici. Noi come radicali ci sforziamo sempre, a differenza di Giovanardi, di andare alla radice dei problemi, senza fare sterile propaganda. Leggiamo sui giornali che il cittadino in questione si era recato sabato, prima del fattaccio, presso la Guardia medica di Mazara del Vallo dove gli era stato negato il metadone (secondo “La Repubblica”, 19/07/09) o ansiolitici (secondo “La Stampa”, 19/07/09). Ai sensi dell’articolo 118 del DPR 309/90 (Testo Unico sulle tossicodipendenze) , tuttora vigente, “il servizio per le tossicodipendenze deve svolgere un’attività nell’arco completo delle ventiquattro ore”; ma la stragrande maggioranza dei Sert italiani il venerdì chiudono i battenti, lasciando senza assistenza specialistica i cittadini tossicodipendenti fino al lunedì. Giovanardi ha presentato al Parlamento la Relazione sulle tossicodipendenze ma non l’ha letta: a pag. 142 è riportata una tabella con il “Livello di attuazione dei 41 obiettivi del Piano di Azione sulle droghe 2008” da parte delle regioni: la Sicilia ha attuato in modo conforme 4 obiettivi; 6 li ha attuati in modo non del tutto conforme; 26 non li attuati e 5 non li ha nemmeno presi in considerazione; a pag. 157, è riportato un prospetto con le strutture socio-sanitarie per tossicodipendenti attive nel 2008, paragonate a quelle attive nel 2007: la Sicilia è l’unica regione italiana che ha diminuito la sua capacità d’accoglienza in tutte le tipologie di struttura (Sert, comunità residenziali e semi-residenziali, ambulatori); a pag. 158, si può vedere l’andamento del personale dei Sert, regione per regione, dal 2000 al 2008: in Sicilia vi è stato una diminuzione del personale del 3,4%, mentre nella maggioranza delle regioni vi è stato un aumento. Dulcis in fundo, a pag. 162, Giovanardi può andarsi a leggere la tabella sulle strutture riabilitative secondo lo Schema Atto di Intesa Stato Regioni del 5/08/09: peccato che la Regione Sicilia non abbia mandato nessun dato relativo al 2008.
Il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, è troppo impegnato a creare la “Lega Sud” per occuparsi della situazione dei servizi per le tossicodipendenze. Il sottosegretario Giovanardi fa comunicati e scarica tutte le responsabilità sulle regioni, dimenticandosi che esistono leggi nazionali vigenti in tutta Italia, isole comprese, come quella sui “Livelli essenziali di assistenza” (LEA). La tragedia di Mazara del Vallo non è stata colpa del destino cinico e baro; è stata la conseguenza del mancato rispetto della legge, della sciatteria e dell’inadeguatezza di tanti, a Roma come a Palermo come a Mazara.
Nei prossimi giorni la senatrice radicale/PD Donatella Poretti presenterà un’interrogazione ai sottosegretari Carlo Giovanardi e Ferruccio Fazio sulla situazione delle politiche sulle tossicodipendenze nella regione Sicilia.
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INCIDENTI STRADALI/RADICALI: VERGOGNOSA APERTURA DEL TG2 DELLE 13. GLI INCIDENTI CAUSATI DA ALCOL E DROGHE ILLEGALI SONO SOLO IL 3% DEL TOTALE (DATI DEL GOVERNO, ANNO 2007). |
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani): “Oggi, alle 13:00, il TG2 ha aperto con questo titolo: ALTRO “TOSSICO” – ALTRA STRAGE. Il servizio pubblico d’informazione dovrebbe evitare di fare titoli che eccitano solamente i peggiori istinti degli ascoltatori contro persone che hanno problemi e che sono, invece, considerate loro stesse un problema. Anche perché la notizia presentata nel modo suddetto è stata poi illustrata dopo altre sei (il Papa, l’Iran, il maltempo, incidenti vari), dopo sette minuti dall’inizio; la redazione del TG2 non l’ha ritenuta, quindi, prioritaria; bisognava solamente dimostrare di essere conformisti, di partecipare allo sport nazionale del “dagli al tossico!”.
Invitiamo i giornalisti ad approfondire le questioni, magari leggendo, come abbiamo fatto noi, le 350 pagine della Relazione annuale del governo sulle tossicodipendenze, presentata in Parlamento a inizio luglio. A pag. 97 e 98 della Relazione è scritto: “… Nel 2007 il numero complessivo di incidenti con infortunio del conducente si è attestato a quota poco superiore a 230.000, con un riduzione rispetto all’anno precedente del 3% (la riduzione della mortalità rispetto all’anno 2000 è stata del 27,3%) … La conseguenza fatale per il conducente ha colpito 5.131 persone … Nell’anno 2007 il numero di incidenti nei quali è stata rilevata la presenza di alcool o droga in almeno un conducente/pedone è pari a 6.904, rispettivamente 6.031 ed 873, pari quasi al 3% degli incidenti totali. Le persone complessivamente decedute sono state 237, 189 per alcool e 48 per droga, pari al 4,62% ed il numero di feriti è di 10.716, 9.292 per alcool e 1.424 per droga, pari al 3,29% …”.
Segnaliamo anche questo passaggio, pag. 203 e 204: “… Il numero di controlli (delle Forze dell’Ordine) per fondato sospetto di DUI (acronimo internazionale per “Driving Under the Influence” of drugs) svolti dalle FFOO nel 2008 è ulteriormente cresciuto (+76%) rispetto all’anno precedente, anno in cui gli interventi erano raddoppiati ... L’esito dei controlli effettuati sembra confermare un effetto deterrente per la DUI sia per quanto riguarda l’assunzione di alcolici, sia per il consumo di sostanze psicottive legali. Nel 2008, i conducenti trovati al di sopra del limite legale di alcolemia (0,5 g/l) erano il 3,4% del totale dei soggetti controllati (47.465 casi), a fronte del 6% registrato nel 2007 e del 15% nel 2006, con una diminuzione rispetto al 2006 di quasi 12 punti percentuali …”.
Ricapitolando: gli incidenti dovuti a alcool e droghe sono una minima percentuale rispetto al totale (quelli dovuti alle droghe illegali sono lo 0,3% del totale!), mentre da quanto si sente in TV, non solo al TG2, sembra che rappresentino la maggioranza dei sinistri. Ed è bastato aumentare il numero dei controlli sulle strade in modo considerevole per ottenere una guida più responsabile e consapevole da parte dei conducenti.
Noi radicali l’abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: sì ai controlli sulle strade, no al proibizionismo sulle droghe illegali ma anche a quello sulle droghe legali, che ha trovato la sua nuova e agguerrita testimonial, Letizia Moratti.”.
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ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI / GRIZZANTI (RADICALI): “DEVE ESSERE ONLINE, NON E’ VOYEURISMO MA UN MEZZO PER CONOSCERE PER DELIBERARE” |
Nella sua conversazione mensile in diretta su Prima Radio il sindaco Giorgio Galvagno, ad una domanda inviata da Salvatore Grizzanti in merito all’ anagrafe pubblica degli eletti, ha risposto che questa già ci sarebbe e che tutto ciò che si chiede sarebbe già esistente. Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell’ Associazione Radicale Adelaide Aglietta, risponde così: “Nessuno vuole fare del voyeurismo, come afferma il sindaco, e respingo le accuse di volermi fare solo propaganda. La proposta di istituzione di un’ anagrafe pubblica degli eletti, promossa dai Radicali e depositata in Consiglio comunale da Fabrizio Brignolo, è qualcosa di più di quello che ha in mente il sindaco e lo invito a leggerla. L’ Anagrafe, poi, deve essere online in maniera che tutti i cittadini possano conoscere scelte e comportamenti dei consiglieri comunali, dei membri della giunta e del sindaco. E’ questa un’iniziativa davvero strutturale: tutti gli eletti divengono conosciuti. Un recupero in pieno del fondamento della democrazia liberale: il “conoscere per deliberare”. Al singolo cittadino deve essere garantito l’accesso, a partire dall’utilizzo del web, ad una vasta documentazione che permetta di conoscere l’operato di ogni singolo eletto, nonché di coloro che esercitano un’attività pubblica. Questa è una riforma fondamentale per restituire legalità e reale democrazia al Paese e alle sue Istituzioni.” |
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NARCOSALE/RADICALI: ASSESSORE ARTESIO E SINDACO CHIAMPARINO GIOCANO ALLO SCARICABARILE MENTRE ASSESSORE BORGIONE PARLA D’ALTRO… E “ LA STAMPA ” HA GIA’ STACCATO LA SPINA … |
Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano: L’Assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, afferma che sarebbe favorevole alle narcosale ma che “non c’è il clima culturale … e non si devono creare conflitti nel territorio”. Noi pensavamo che un assessore gravitante fra Rifondazione e “Sinistra e Libertà” fosse convinto che il fare politica significhi anche e soprattutto provare a modificare il clima culturale senza subirlo passivamente; volevamo, anche, informare l’Artesio che l’apertura di ognuna delle 85 narcosale esistenti oggi in Europa ha comportato conflitti con i residenti, superati poi con il dialogo e il confronto. Il sindaco Chiamparino, invece, scarica tutta la colpa sui governi nazionali, di qualsiasi colore; chi avesse voglia di andarsi a rivedere quanto è successo un anno e mezzo fa in Consiglio Comunale (magari aiutandosi con il materiale immagazzinato nel sito dell’Associazione Aglietta: http://www.associaz ioneaglietta. it/narcosala. html) scoprirebbe che il Chiampa se la cava troppo a buon mercato. A fine 2007 c’era il governo Prodi, con ministro della Salute Livia Turco; c’era una mozione della maggioranza consiliare favorevole alle narcosale; c’era una petizione pro-narcosale (promossa da radicali, associazioni e operatori) firmata da quasi mille torinesi; c’erano, insomma, il massimo dei presupposti per passare dalle parole ai fatti. Chiamparino, spalleggiato dalla Turco, finse di essere più radicale di noi (“le narcosale non bastano, serve la somministrazione controllata di eroina”) … per continuare a non fare nulla! Dulcis in fundo, il suo Assessore Borgione se la cava fingendo di non capire; noi parliamo di riduzione del danno, lui parla di prevenzione; se fosse un fruttivendolo, darebbe mele a chi gli chiede fragole.
Naturalmente, scriviamo queste cose per puro stoicismo, avendole dette e scritte dal 2002; non vogliamo incorrere nel peccato di omissione, in cui cade il quotidiano torinese di riferimento, che ha dedicato ieri all’ “emergenza overdose” ben tre pagine di cronaca e gli strilloni fuori dalle edicole; oggi non riporta sulla questione una sola riga”.
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VISITA DEI RADICALI A RIFUGIATI POLITICI IN CORSO PESCHIERA: “COSTRETTI A VIVERE IN CONDIZIONI DI DEGRADO TALI DA VERGOGNARSI DI ESSERE ITALIANI” Boni e Massano: “Quanti dei troppi che hanno preso posizione contro lo spostamento in via Asti hanno visto le attuali condizioni in cui vivono?” |
Ieri una delegazione dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta composta da Igor Boni (Segretario) e da Domenico Massano (Giunta di segreteria) ha visitato l’ex clinica San Paolo dove vivono attualmente circa 250 rifugiati politici in massima parte di origine somala.
Dichiarazione di Igor Boni e Domenico Massano: “Durante la visita, durata circa 2 ore, abbiamo visionato i 6 piani dell’edificio parlando con una trentina di rifugiati somali. La situazione che abbiamo rilevato non può essere descritta compiutamente a parole: occorre vederla per comprenderla. 250 persone ammassate in locali semidistrutti, 6-8 per stanza, senza acqua se non da qualche tubo derivato da chissà dove, senza cibo a sufficienza, con fili elettrici volanti e bombole di gas per cucinare attaccate ad improbabili cucine di recupero. Le condizioni igieniche del posto, nonostante l’impegno collettivo dei rifugiati a mantenere un minimo di abitabilità, a causa della necessità di razionare l’acqua e dell’impossibilità di utilizzare gli scarichi dei bagni, sarebbero giustamente considerate da denuncia in prima pagina se fossero riscontrate in un canile. Tra i rifugiati, che lamentano (tutti) la difficoltà ad accedere a corsi di lingua italiana, che consentirebbe loro di avviare un processo di integrazione e la ricerca di un lavoro, ci sono numerose donne e bambini. In particolare segnaliamo il caso di una bambina di due anni, con una diagnosi da parte dei nostri servizi sanitari di deficit pscico-motorio, che vive senza alcuna presa in carico riabilitativa e assistenziale in una stanza insieme ad altre 5 persone, trovata a dormire su un materasso per terra, sostenuta solo dall’affetto dei genitori che gli erano accanto. Quando siamo usciti ci siamo chiesti come fosse possibile che qualcuno potesse contestare il trasferimento in una struttura, quella di via Asti che, pur con i limiti del caso, ha servizi e ambienti immensamente migliori degli attuali. Ma in Italia, a Torino, possiamo permetterci, senza vergognarci, di accettare che a rifugiati politici che fuggono dalla guerra - persone che nel loro paese avevano una casa, un lavoro e una famiglia - venga fornita questa (questa!!) accoglienza? Quanti dei troppi che hanno preso posizione contro lo spostamento nella caserma di via Asti hanno visto le attuali condizioni in cui vivono? Occorrerebbe lasciare per una volta da parte lo scontro politico di superficie per guardare a fondo le situazioni. Siamo convinti che occupandosi del problema, senza voltarsi dall’altra parte, si può andare incontro alle legittime esigenze dei cittadini che vogliono sicurezza e riduzione di degrado con quelle dei rifugiati che chiedono semplicemente di poter vivere una vita decente. Prima di uscire un gruppo di somali ci ha offerto un bicchiere di aranciata e qualche biscotto che arriva dagli aiuti umanitari, è probabile che quell’aranciata e quei biscotti non li dimenticheremo facilmente”.
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STRAGE TOSSICODIPENDENTI A TORINO/RADICALI: QUANTI SI SAREBBERO SALVATI SE CI FOSSERO LE NARCOSALE? LA REGIONE PIEMONTE TRA LE PRIME IN ITALIA PER NUMERO DI CONSUMATORI DI EROINA E COCAINA. L’ASSESSORE ARTESIO NON SI ACCONTENTI DI UNA CIRCOLARE; UTILIZZI LE PROFESSIONALITA’ ESISTENTI PER CREARE LE STANZE DEL CONSUMO. |
Dopo aver appreso dai giornali la notizia del picco di 16 overdosi mortali, a Torino, dallo scorso maggio, dovute, pare, all’immissione nel mercato nero cittadino (garantito dalle leggi proibizioniste) di una nuova tipologia di “eroina di strada” chiamata “Black Tar”, con una più alta percentuale di principio attivo, gli esponenti radicali torinesi Domenico Massano e Giulio Manfredi hanno dichiarato: Crediamo che l'inaccettabile picco di morti di questi mesi sia dovuto anche al colpevole immobilismo dell’Amminstrazione comunale. I fatti: nel gennaio 2008 sono state bocciate la mozione comunale e la petizione di iniziativa popolare per l'attivazione di stanze del consumo (promossa da Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Forum Droghe e Malega 9); nel mese di agosto 2008, l 'assessore Borgione, su nostra richiesta, incontrava una delegazione di rappresentanti di servizi tossicodipendenze ed associazioni del settore in cui si denunciava la grave situazione torinese e si proponevano minime strategie di intervento sulla situazione di Parco Stura (misure prese dall’Assessore? ZERO); nel mese di dicembre 2008, Sindaco ed Assessore rispondevano negativamente alla petizione promossa da noi e dai Comitati spontanei per l'immediata riattivazione dell'agenzia comunale per le tossicodipendenze.
Rivolgiamo un appello all’Assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, affinché non si trinceri dietro i veti e i silenzi dell’Amministrazione Comunale di Torino. La circolare che ha inviato a tutti i Sert piemontesi per chiedere più attenzione e più informazione deve essere solo il primo passo; l’Assessore ha a disposizione l’alta professionalità di operatori che sono anche profondamente motivati, come testimonia l’intervista rilasciata oggi dal Dr. Paolo Jarre (coordinatore Gruppo regionale sulla riduzione del danno), con cui chiede per l’ennesima volta l’istituzione delle narcosale , “senza se e senza ma”. L’Assessore Artesio prenda l’iniziativa e utilizzi gli ultimi mesi del suo mandato per incardinare un progetto di narcosala a Torino o nella cintura torinese; è ancora vigente il “Piano italiano di azione sulle Droghe”, emanato dal ministro Ferrero nel febbraio 2008, che fissa numerosi obiettivi fra i quali quello di sostenere la trasformazione degli interventi di riduzione del danno da “sperimentazioni a progetto”, a competenza ordinaria delle ASL, e di ridurre i rischi di salute per le persone tossicodipendenti e per la comunità nel suo insieme. Le “parti responsabili” dell’attuazione sono, in sinergia fra loro, i Ministeri della Solidarietà Sociale e della Salute assieme a regioni e province autonome. A Giovanardi è inutile chiedere; a Chiamparino e compagni abbiamo già chiesto, nulla ottenendo; assessore Artesio, se non ora quando?”.
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G8/CLIMA: ACCORDO STORICO MA POCO DI CONCRETO |
In seguito all’ampia informazione giornalistica che definisce “storico” l’accordo sul clima, Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
“Prima di mettersi tutti ad applaudire l’accordo storico in materia di clima sarebbe opportuno fermarsi un attimo a riflettere sui fatti. Ieri di storico c’è stata solo una cosa (di grande rilevanza peraltro): finalmente gli Stati Uniti di Barack Obama hanno ufficialmente svoltato dalla politica miope sull’ambiente di Georg W. Bush, trascinando con sé anche l’Italia berlusconiana. Ma se si vanno a vedere la concretezza delle scelte si scopre che tutto è rimandato ad accordi futuri e in una prospettiva di oltre 40 anni (2050). A ben guardare infatti la gran parte dei Paesi che sottoscrissero il Protocollo di Kyoto lo hanno bellamente violato con l’Italia in testa. Non basta quindi sottoscrivere le buone intenzioni; per non limitarsi al lavaggio della coscienza si devono affrontare le modalità con le quali giungere all’obiettivo, a partire dalle risorse che si mettono sul tavolo. Di tutto questo se ne parlerà probabilmente al vertice ONU di Copenaghen. Prudenza consiglia di aspettare quelle decisioni per cantare vittoria o vedere se nuovamente saremo di fronte ad un occasione perduta. Per quanto ci riguarda una svolta su questi temi ha valore, ancor prima che per ridurre gli effetti sui cambiamenti climatici, per limitare l’utilizzo di energia, aumentare l’efficienza energetica e uscire gradatamente dall’era degli idrocarburi fossili”. |
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BONI (RADICALI): AUGURI A SAITTA E ALLA SUA GIUNTA. RIMANE AD ORA UNA ESCLUSIONE DEI RADICALI, COME GIA’ ACCADUTO PER IL COMUNE DI TORINO “Grazie alle molte personalità della politica e della società torinesi che hanno sottoscritto l’appello a sostegno della presenza di esponenti radicali nella nuova Giunta” |
In seguito all’ufficializzazion e della nuova Giunta di Antonio Saitta, Igor Boni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e candidato alle provinciali con il PD come indipendente nel collegio 17, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“La nuova Giunta di Antonio Saitta nasce tra luci ed ombre. Le luci derivano dal serio tentativo fatto dal Presidente di guadagnare un’autonomia maggiore rispetto ai partiti, come evidenziato dalla scelta di alcuni componenti della squadra di Governo. Le ombre sono invece attribuibili ad un metodo di spartizione degli assessorati tra i partiti e all’interno delle correnti del PD che, a parte l’eccezione dei Radicali, sta nel solco sessantennale della tradizione politica italiana. C’è poi il paradosso dell’UDC che dopo una campagna di 40 giorni contro il Centro-sinistra e il suo programma, oggi si trova al suo fianco con un Assessore; questo è il frutto di un sistema elettorale a due turni che in qualche modo invita al ‘mercato delle vacche’. Per quanto mi riguarda continuo a credere fermamente che sia stata una decisione saggia schierarsi apertamente a sostegno di Saitta, contro la deriva becera e populista dell’antagonista Porchietto e del Centro-destra torinese. E voglio ringraziare le molte personalità che con un appello hanno sostenuto nei giorni scorsi la necessità di una presenza radicale nella nuova Giunta. Resta da sottolineare che l’attuale governo della Provincia, come quello del Comune, scontano purtroppo l’assenza di esponenti radicali, che avrebbero potuto - e potrebbero - dare una svolta (radicale) sulla trasparenza, sulla gestione della cosa pubblica, sull’avvicinamento dei cittadini alle Istituzioni, sulla pianificazione del territorio e l’uso sostenibile delle risorse, su un approccio alla politica laico, contro i corporativismi e le convenienze del momento. Auguri comunque a Saitta e alla nuova Giunta, sperando che gli impegni sull’anagrafe pubblica degli eletti e sulla trasparenza della Provincia siano resi concreti nelle prossime settimane”.
Torino, 7 luglio 2009
Allegato: IL TESTO DELL’APPELLO A FAVORE DELL’INGRESSO DI ESPONENTI RADICALI NELLA GIUNTA SAITTA Caro Presidente, ti scriviamo per chiederti di inserire Igor Boni, esponente dei Radicali e segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, all’interno della tua squadra di governo per la Provincia di Torino. Noi pensiamo che l’apporto dei radicali sia una primaria necessità per il Pd e concordiamo quindi con quanto affermato recentemente sia dal segretario nazionale, Franceschini, sia da Mercedes Bresso (“I Radicali per l’Italia, il Piemonte e le sue mille realtà sono protagonisti di rilievo, del cui apporto non possiamo fare a meno”). Pensiamo anche che questa sia un’opportunità per determinare quel necessario equilibrio tra le diverse sensibilità del Centro-sinistra torinese, soprattutto dopo l’accordo stipulato con l’UDC tra il primo e il secondo turno, e per l'evidente apporto che il voto radicale ha fornito alle liste del Partito Democratico alle scorse elezioni provinciali, dove proprio Igor Boni era candidato come indipendente nel collegio 17-Oltre Po. Igor potrebbe, inoltre, apportare il proprio significativo contributo alle politiche (governo del territorio, ambiente) di cui professionalmente si occupa da diversi anni. Al di là della figura di Igor, che evidentemente privilegiamo, riterremmo comunque molto opportuno che ci fosse un segnale di coinvolgimento dei Radicali nella tua giunta, coinvolgimento che possa prefigurare, anche per il futuro, una collaborazione concreta e duratura. Complimenti ancora per l’ottima affermazione tua e della coalizione.
Magda Negri - Senatrice PD Luigi Brossa - Segretario LibertàUguale Giulio Manfredi - vicepresidente Comitato Nazionale Radicali Italiani Silvio Viale – presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta Nicoletta Casiraghi - Federazione dei Liberali Elena Negri, avvocato Alberta Rocca - figlia di Adelaide Aglietta Luciano Bonet, presidente LibertàUguale Piero Borla, Direttivo LibertàUguale Diego Castagno - vicepresidente RnP VIII circoscrizione Torino Marco Cavaletto, direttore regionale Fulvio Gianaria, avvocato Umberto Fava, Direttore Consorzio Lamoro Nando Santoni, Federazione dei Liberali, già vice-sindaco di Torino, Luca Settineri, Politecnico di Torino Toni Cerutti, LibertàUguale Gian Paolo Zancan, avvocato |
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RADICALI TORINO/IMMIGRAZIONE : RIFUGIATI POLITICI TRATTATI ALLA STREGUA DI CRIMINALI. MENTRE TRA LA CITTADINANZA SI INSINUANO PERICOLOSI SEGNALI DI INTOLLERANZA, AL COMUNE IMPAZZA IL NUOVO TORMENTONE ESTIVO: IL BALLO DELLO SCARICABARILE. |
Di fronte alla vicenda che ha visto in questi giorni sollevarsi la collina “bene” di Torino di fronte alla prospettiva del trasferimento pro tempore di 200 rifugiati politici del Darfur nella caserma di via Asti, Igor Boni e Domenico Massano (Segretario e membro della giunta di segreteria dell' Associazione Radicale Adelaide Aglietta), residenti nella zona collinare hanno dichiarato: “Se in passato avevamo dichiarato la nostra preoccupazione denunciando come ingiustificata ed ingiustificabile la pericolosa equazione che si stava facendo tra la condizione di immigrato e quella di criminale, oggi dobbiamo denunciare come non solo ingiustificabile ma anche indegna di un paese civile, l’equazione che sembra farsi strada ai piedi della collina di Torino tra “rifugiati politici” e criminali. Il rifiuto aprioristico del trasferimento temporaneo di un gruppo di profughi nella caserma di via Asti, che ha portato all’immediata costituzione di un comitato per la “difesa” dei residenti, è segnale di una cultura ricca di pregiudizi ed intolleranza nei confronti dello straniero che favorisce demagogiche generalizzazioni e facili strumentalizzazioni politiche. Questi, però, sono anche i frutti delle miopi politiche comunali, che sempre più spesso calano le decisioni dall’alto e si dimostrano incapaci di farsi carico organicamente del fenomeno dell’immigrazione e di preparare responsabilmente interventi come quello che vede protagonisti i profughi del Darfur in questi giorni. La strada è quella del dialogo e del coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni che la riguardano, come giustamente ha affermato Don Fredo Olivero e come dimostrano le dichiarazioni di solidarietà ai profughi di molti residenti. Intanto il balletto comunale vede scaricare la patata bollente su “certa sinistra” o sul Governo (Chiamparino) , sul Prefetto Padoin (Giorgis), sui centri sociali (Ravello), senza alcuna assunzione di responsabilità relativamente all’incapacità politica di aver preparato e gestito responsabilmente la situazione. Chiediamo che si convochi immediatamente una serie di incontri pubblici al fine di permettere una permanenza il più possibile dignitosa dei profughi del Darfur nella nostra collina Torinese, da una parte accogliendo e rispondendo ai timori dei residenti, dall’altra favorendo il dialogo e la conoscenza reciproche, stoppando fenomeni di intolleranza e sterili contrapposizioni attraverso l’adozione di strategie politiche capaci di coniugare sempre più solidarietà e legalità.” |
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ASTI, OPERAZIONE NOTTI TRANQUILLE / GRIZZANTI (RADICALI): “SENZA PROSTITUTE NON MI SENTO PIU’ TRANQUILLO”. |
da ieri sera ad Asti ha avuto inizio l'operazione 'Notti Tranquille'. E' stata progettata nel contesto delle iniziative del ''Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza'' presieduto dal prefetto Antonio De Bonis. Sono iniziati i controlli nelle zone della città e della periferia dove operano le prostitute. L'operazione proseguirà per tutto il mese di luglio. Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell’ Associazione Radicale Adelaide Aglietta, commenta così la predetta ANSA: “Il principale problema dell’ ordine pubblico ad Asti è la presenza delle prostitute nelle strade? Ci aveva già pensato il vicesindaco Ebarnabo a farle sparire per qualche giorno ma sono tornate ad occupare i marciapiedi dopo poco tempo ed ho la sensazione che tutto ciò si ripeterà anche questa volta. Il problema della prostituzione si può risolvere solo con una regolarizzazione e legalizzazione del fenomeno stesso, tutte le altre politiche di repressione sono inutili e inefficienti. Non posso non notare poi il simpatico nome dell’ operazione, infatti è evidente che non siano le prostitute a commettere i reati più gravi ed a minacciare le notti astigiane; gli unici ad essere più tranquilli probabilmente saranno gli automobilisti che eviteranno il traffico congestionato dai clienti”.
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PROVINCIA DI TORINO/PRESIDENTE SAITTA HA RICEVUTO DELEGAZIONE ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA. |
Questo pomeriggio, il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, ha ricevuto una delegazione dell’Associazione Radicale Adelaide Agliett, composta da Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta) e da Giulio Manfredi (vice presidente Comitato nazionale Radicali Italiani). Nel corso dell’incontro, breve ma cordiale, Viale e Manfredi hanno presentato a Saitta il testo di un appello promosso da esponenti del PD, dei radicali e della cosiddetta “società civile” a sostegno dell’inserimento di Igor Boni (segretario Ass. Aglietta, candidato nelle liste del PD alle elezioni provinciali nel Collegi0 17 – Oltre Po) nella futura Giunta provinciale.
Segue testo dell’Appello ed elenco firmatari (anche in allegato)
Al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta
Caro Presidente,
ti scriviamo per chiederti di inserire Igor Boni, esponente dei Radicali e segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, all’interno della tua squadra di governo per la Provincia di Torino. Noi pensiamo che l’apporto dei radicali sia una primaria necessità per il Pd e concordiamo quindi con quanto affermato recentemente sia dal segretario nazionale, Franceschini, sia da Mercedes Bresso (“I Radicali per l’Italia, il Piemonte e le sue mille realtà sono protagonisti di rilievo, del cui apporto non possiamo fare a meno”). Pensiamo anche che questa sia un’opportunità per determinare quel necessario equilibrio tra le diverse sensibilità del Centro-sinistra torinese, soprattutto dopo l’accordo stipulato con l’UDC tra il primo e il secondo turno, e per l'evidente apporto che il voto radicale ha fornito alle liste del Partito Democratico alle scorse elezioni provinciali, dove proprio Igor Boni era candidato come indipendente nel collegio 17-Oltre Po. Igor potrebbe, inoltre, apportare il proprio significativo contributo alle politiche (governo del territorio, ambiente) di cui professionalmente si occupa da diversi anni. Al di là della figura di Igor, che evidentemente privilegiamo, riterremmo comunque molto opportuno che ci fosse un segnale di coinvolgimento dei Radicali nella tua giunta, coinvolgimento che possa prefigurare, anche per il futuro, una collaborazione concreta e duratura.
Complimenti ancora per l’ottima affermazione tua e della coalizione.
Magda Negri - Senatrice PD Luigi Brossa - Segretario LibertàUguale Giulio Manfredi - vicepresidente Comitato Nazionale Radicali Italiani Silvio Viale – presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta Nicoletta Casiraghi - Federazione dei Liberali Elena Negri, avvocato Alberta Rocca - figlia di Adelaide Aglietta Luciano Bonet, presidente LibertàUguale Piero Borla, Direttivo LibertàUguale Diego Castagno - vicepresidente RnP VIII circoscrizione Torino Marco Cavaletto, direttore regionale Fulvio Gianaria, avvocato Umberto Fava, Direttore Consorzio Lamoro Nando Santoni, Federazione dei Liberali, già vice-sindaco di Torino, Luca Settineri, Politecnico di Torino Toni Cerutti, LibertàUguale Gian Paolo Zancan, avvocato |
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Associazione
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