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Torino,
23 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "BENE CHIAMPARINO, SI DECIDA SUBITO". "CHIAMPARINO AUSPICA CHE LA DISCUSSIONE NON SIA UN FUOCO DI PAGLIA AGOSTANO MA PORTI A CONCLUSIONI CONCRETE; ANCHE PER QUESTO, CHIEDIAMO CHE FRA GLI ESPERTI CHIAMATI A DECIDERE VI SIANO OPERATORI DI STRADA ". |
Silvio
Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Carmelo Palma
(consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Coordinamento Radicale
Antiproibizionista) hanno dichiarato: "Nell'intervista rilasciata a Repubblica, il sindaco di Torino ha detto cose tanto significative quanto impegnative: l'assunzione di responsabilità in prima persona "per cercare di salvare tutti insieme delle vite umane"; la consapevolezza del bagaglio di esperienze di riduzione del danno, grazie al lavoro comune di servizi pubblici e privati, accumulatosi a Torino in questo decennio; la volontà di non ridurre tutto a "una discussione di agosto" ma di arrivare a "conclusioni concrete". Siamo d'accordo con lui, e riterremmo poco dignitoso per la Città se il balletto di favorevoli e contrari si riducesse semplicemente a fornire "materiale giornalistico" per le pagine agostane, e non per giungere, comunque, ad una decisione. E proprio per questo, chiediamo che l'Amministrazione comunale definisca una agenda di tempi e di atti precisi, impegnandosi a rispettarla. Proprio perché condividiamo pienamente le parole di Chiamparino, ci permettiamo di suggerire a lui e all'Assessore Lepri di includere fra gli esperti che dovranno fornire un autorevole parere di fattibilità della narcosala torinese anche rappresentanti di quegli operatori di strada, di quei servizi a bassa soglia che, in questi anni, hanno, appunto, abbassato le porte dei servizi sanitari a livello della strada; sono andati a cercare i tossicodipendenti nelle piazze e nei luoghi di spaccio; hanno, infine, acquisito un prezioso e indispensabile "know how" . Riteniamo che la commissione di esperti non possa prescindere dal contributo di chi ha fatto concretamente, ogni giorno, riduzione del danno." N.B. Sul sito www.radioradicale.it (chiave di ricerca "narcosalas") è disponibile il video prodotto dalla Città di Madrid sulla Narcosala di Las Barranquillas. Per ulteriori informazioni: Viale (348/5335310) Palma (348/5335301) Manfredi (348/5335305). |
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Torino,
22 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "LA COMMISSIONE DI ESPERTI NOMINATI DAL COMUNE SI RECHI A MADRID PER VERIFICARE SUL POSTO L'ESPERIENZA SPAGNOLA". SUL SITO WWW.RADIORADICALE.IT INTERVENTI E VIDEO SULLA NARCOSALA DI MADRID. |
Gli
esponenti radicali Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide
Aglietta), Carmelo Palma (consigliere regionale) e Giulio Manfredi (Direzione
Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato: "Il sindaco Chiamparino dimostra di voler attuare, finalmente, l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Torino nel 1996 che impegnava l'amministrazione comunale a "lavorare al più presto (anche, laddove i vincoli della legislazione lo imponessero, a titolo di semplice prefigurazione) ad un progetto sulla Città e le droghe che consenta a Torino di proporsi come laboratorio dell'innovazione e della riforma anche sui temi delle politiche sulle droghe". Invitiamo l'Assessore ai Servizi Sociali Lepri a considerare l'opportunità di organizzare un viaggio di studio a Madrid, che permetta a Lui e agli esperti che dovranno esprimersi sull'ipotesi di "narcosala" torinese di valutare concretamente, e non per sentito dire, l'esperienza spagnola (iniziata nel maggio del 2000, nei primi sei mesi di attività aveva effettuato 111 interventi d'urgenza, salvando 68 tossicodipendenti in overdose). Rispetto alle dichiarazioni del prof. Aiuti, vogliamo ricordare che le esperienze svizzere di riduzione del danno fanno ormai parte stabile della politica elvetica sulle tossicodipendenze e sono state approvate dai cittadini in due successivi referendum.". Sul sito www.radioradicale.it (chiave di ricerca "narcosalas") è disponibile la registrazione audio/video del Convegno organizzato dalla Lista Bonino il 24/11/2000 su "Narcosalas-Shooting room Eroina terapeutica. In Europa si, in Italia ancora no: perché?". Segnaliamo gli interventi di Josè Ignacio Salgado (Assessore alla sanità di Madrid) e di Josè Cabrera Forneiro (Direttore Agenzia antidroga di Madrid) . Durante l'intervento di Salgado, proiezione video sui primi sei mesi di attività della Narcosala di Las Barranquillas. Per ulteriori informazioni: Viale (348/5335310) Palma (348/5335301) Manfredi (348/5335305). SCHEDA TECNICA SULLE "NARCOSALAS" (estratto da "Annuario Sociale 2001", Edizioni Gruppo Abele, pag. 441-442) "... Note anche come shooting galleries, shooting rooms, safe injection rooms e, con un'espressione più generale, drug consumption rooms (DCR), sono locali dove è possibile fare uso di sostanze in condizioni igieniche "controllate", riducendo il rischio di contagio e d'overdose letale. In Germania esistono dal 1994 in quattro città tedesche, ma hanno superato un precario status giuridico solo nel 2000, con la modifica della legge sugli stupefacenti e l'introduzione di una normativa quadro che stabilisce requisiti minimi per le strutture e la gestione, ma lascia ai singoli Lander la facoltà di autorizzarne l'apertura. In Olanda le DCR esistono da decenni servizi di questo tipo sono stati aperti anche in Svizzera e, oltreoceano, in Australia e Brasile. In Svizzera, Olanda e Germania le DCR sono inserite nell'ambito dei servizi sanitari. Uno studio del Trimbos Instituut di Utrecht (Olanda, 1999) ha contato circa 40 servizi in 20 città di Paesi Bassi, Svizzera e Germania, gestiti da servizi sanitari pubblici, operatori della municipalità o enti no profit. A Francoforte, in una DCR si registrano 400 passaggi giornalieri in 15 ore d'apertura, a Zurigo e a Basilea 100 in sette ore. L'esperienza di Svizzera e Germania sfata l'ipotesi che le DCR incentivino i comportamenti a rischio. A Francoforte, le morti per overdose sono scese da 147 a 26 fra il 1992 e il 1999. In ribasso anche le denunce dei cittadini dovute alla presenza "pubblica" dei tossicodipendenti. I morti sono in calo anche a Basilea, mentre nelle DCR di Zurigo nell'ultimo anno si sono svolti 22 salvataggi, sempre da overdose. Fra 1990 e 1995 risulta diminuito anche l'uso promiscuo delle siringhe. Nel maggio 2000 è stata inaugurata la prima DCR di un Paese mediterraneo: si tratta della "narcosala", o meglio "Dispositivo Asistencial de Venopuncion" (DAVE), aperta dalla Città di Madrid nel quartiere degradato di Las Barranquillas. Il progetto è stato approvato alla fine del 1999 dall' Agencia antidroga de la Comunidad de Madrid. A sei mesi dall'avvio ha effettuato circa 11.200 interventi rivolti a 1500 persone; 760 gli interventi di cura e 360 le visite mediche. Ma secondo l'Amministrazione madrilena, il servizio si "giustifica" soprattutto per essere intervenuto in 111 casi d'urgenza altrimenti mortali All'inizio dell'aprile 2001 è stata annunciata la prossima apertura di una DCR nel quartiere di Kings Cross, a Sidney, caratterizzato da un'alta incidenza di td.ti. Il 5 aprile, infatti, la Corte suprema ha respinto un ricorso presentato dalla Camera di commercio del quartiere, contraria all'iniziativa. La DCR sarà realizzata presso la Chiesa protestante Uniting Church ed è già stata autorizzata dalla polizia e dal ministero della Sanità. Il governo del Nuovo Galles del Sud finanzia l'iniziativa (che potrà accogliere 150-200 td.ti al giorno) con denaro confiscato al mercato criminale. Il progetto durerà 18 mesi, dopo di che il governo deciderà se renderlo permanente ". |
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Torino,
21 agosto 2002
SINDACO DI TORINO DICE "SI" ALLE NARCOSALAS. RADICALI: "ANCORA UNA VOLTA CHIAMPARINO DIMOSTRA CORAGGIO E SENSIBILITA'; SUBITO UNA RIUNIONE IN COMUNE DEGLI OPERATORI INTERESSATI E A SETTEMBRE, DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE ." |
Silvio
Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Carmelo Palma
e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato: "Sergio
Chiamparino è il primo sindaco di una grande città italiana
a pronunciarsi pubblicamente a favore di una sperimentazione nel proprio
Comune delle "narcosalas", locali dove i cittadini tossicodipendenti
possano iniettarsi droga di strada sotto controllo medico. Occorre ora
che alle dichiarazioni impegnative seguano fatti conseguenti: l'amministrazione
comunale, d'intesa con le ASL, convochi ai primi di settembre una riunione
di tutti gli operatori del servizio pubblico e delle comunità private
interessati a partecipare alla sperimentazione, sulla scorta dell'esperienza,
largamente positiva, delle unità di strada. Da parte nostra, ci
attiveremo perché a settembre il Consiglio Regionale del Piemonte
compia un "check-up" degli interventi in atto sul territorio
(carceri comprese) per la prevenzione e cura delle tossicodipendenze.
Rispetto alle obiezioni sollevate relative a presunte violazioni della legge, che vieta di adibire locali pubblici, circoli privati, immobili e veicoli all'uso e consumo di sostanze stupefacenti, è del tutto evidente che tale norma intende colpire spacciatori e loro fiancheggiatori ed esula completamente dalle finalità delle "narcosalas", finalità terapeutiche di osservazione e controllo sanitari dei cittadini tossicodipendenti per ridurre i danni derivanti dal consumo della droga proibita (si fa per dire); in Spagna, Olanda, Germania esistono leggi simili a quella italiana, ma le "narcosalas" sono operative da anni...". Per ulteriori informazioni: Silvio Viale (348/5335310). |
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Torino,
20 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "CHIAMPARINO ABBIA IL CORAGGIO DI RECUPERARE E ATTUARE L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALL'ULIVO SEI ANNI FA, CHE LE PREVEDEVA." |
Silvio
Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi
(Direzione Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:
"L'appello di politici, medici, operatori torinesi volto all'istituzione in città di "narcosalas" dove i cittadini tossicodipendenti possano iniettarsi la droga di strada sotto assistenza medica deve essere prontamente recepito dall'amministrazione comunale. Il sindaco Chiamparino deve recuperare e finalmente attuare l'ordine del giorno "Palma-Viale", approvato dal Consiglio Comunale di Torino il 10 settembre 1996 e mai concretizzato dalle amministrazioni di centro-sinistra che si sono succedute da allora. In questo documento, in premessa, si parla dell' "estrema e pericolosa instabilità del mercato clandestino delle droghe illegali, che sempre ed ovunque rappresenta il primo, più grave e rilevante fattore di rischio per i consumatori di eroina" e si citano, fra gli esempi di riduzione del danno, "le "Fixerstube" tedesche, centri a bassa soglia in cui alla possibilità per i tossicodipendenti da oppiacei di consumare "liberamente" droga, senza rischiare l'intervento delle forze di polizia, si affianca l'offerta di servizi sociali e sanitari da parte delle istituzioni pubbliche i risultati di queste politiche hanno complessivamente concorso a ripristinare migliori condizioni di sicurezza nelle città ed un migliore livello di assistenza dei cittadini tossicodipendenti ed a orientare i consumi di droghe, e più in generale gli stili di vita dei consumatori, verso forme socialmente più sostenibili o, comunque, meno diromp enti ". L'odg impegna l'amministrazione comunale a "lavorare al più presto (anche, laddove i vincoli della legislazione lo imponessero, a titolo di semplice prefigurazione) ad un progetto sulla Città e le droghe che consenta a Torino di proporsi con il concorso delle competenze, dei saperi e delle esperienze che la Città offre come laboratorio dell'innovazione e della riforma anche sui temi delle politiche sulle droghe". Sei anni dopo, la situazione è ancora quella descritta nel documento; nel frattempo, anche nella cattolica e conservatrice Spagna di Aznar, sono state aperte le "narcosalas", a riprova del fatto che l'esigenza di intraprendere iniziative nuove attraversa e supera gli schieramenti politici, come testimoniano le coraggiose dichiarazioni del presidente della Circoscrizione 7 (Porta Palazzo), Luciano Barberis, eletto dal centro-destra. Il sindaco Chiamparino, l'assessore Lepri hanno a disposizione tutta l'esperienza accumulata in questi anni sia dai servizi pubblici sia dalle comunità private; si tratta di investire tale bagaglio di conoscenze in strade nuove che superino l'attuale, intollerabile, pregiudizio proibizionista.". Per informazioni: Viale (348/5335310) Manfredi (348/5335305) |
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| Per
il terzo anno consecutivo una delegazione radicale ha visitato il carcere
minorile di Torino durante la giornata di Ferragosto. La delegazione era
composta da Bruno Mellano, consigliere regionale, Iolanda Casigliani,
membro del comitato nazionale dei Radicali Italiani, Igor Boni, segretario
dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta. Attualmente sono ospitati nella struttura carceraria 33 detenuti di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, di cui 22 maschi e 11 femmine; l80% dei quali sono cittadini extracomunitari provenienti da una decina di paesi. I detenuti sono suddivisi in tre gruppi: due maschili ed uno femminile. Nella sezione femminile vi sono due giovani ragazze che aspettano un bambino ed una madre che vive in cella con il suo bimbo di pochi mesi. L80% circa dei detenuti è in attesa di giudizio. Lorganico attuale del personale carcerario può contare su 48 persone complessivamente. La struttura, attualmente predisposta per accogliere circa 35 persone, risulta essere composta di vari corpi, alcuni di recente ristrutturazione, che garantiscono ampi spazi per le attività ricreative e rieducative. Dichiarazione di Bruno Mellano: E ormai tradizione radicale visitare il giorno di Ferragosto il carcere minorile di Torino. Non è un gesto scontato. Proprio in queste giornate di vacanza e di festa la detenzione risulta essere ancora più drammatica. Soprattutto per dei ragazzi, alcuni dei quali di solo 14 anni. Da radicali abbiamo da sempre posto particolare attenzione alla situazione delle carceri come cartina di tornasole del grado di civiltà del nostro paese; è anche per questo che dallinizio della VII legislatura consiliare abbiamo per più di 50 volte fatto ispezioni negli istituti penitenziari piemontesi. Anche durante questa visita è risultato evidente come il carcere minorile, nonostante lindubbia gestione positiva del personale incaricato, nella maggior parte dei casi, non riesca ad ottemperare alla funzione rieducativa prevista dalla nostra costituzione.Torino, 15 agosto 2002 Per informazioni 348/5335302 |
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| Oggi,
mercoledì 14 agosto 2002 alle ore 15, una delegazione di radicali
italiani, guidata dal consigliere regionale Bruno Mellano, ha effettuato
una visita al Centro di Permanenza Temporanea per Immigrati extracomunitari
di corso Brunelleschi. E' la seconda visita realizzata dai radicali piemontesi
alla struttura; la precedente ispezione era stata realizzata il 1°
agosto 2000 ed ha prodotto un'interpellanza (3 AGOSTO 2000) a cui ha risposto
l'assessore regionale Mariangela Cotto (9 NOVEMBRE 2000). La delegazione
è stata autorizzata preventivamente dalla Prefettura di Torino,
a seguito di richiesta specifica del consigliere regionale ed è
durata circa due ore. Nella struttura sono attualmente ospitati una settantina di persone, 24 donne e 48 uomini, alloggiati in una ventina di containers contenuti in tre recinti metallici alti circa cinque metri. La custodia è garantita dalla questura attraverso un nucleo interforze (carabinieri, polizia, guardia di finanza) e l'assistenza dai volontari della Croce Rossa. Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, ha dichiarato: "In questi giorni di vacanze più o meno intelligenti vi sono migliaia di persone 'costrette', in base alla legge, in strutture carcerarie o di permanenza coatta: nel giorno in cui i Radicali Italiani hanno presentato a Roma il rapporto annuale sulla situazione delle carceri, 'normali' e del '41 bis', noi abbiamo deciso di essere oggi in corso Brunelleschi e domani al 'Ferrante Aporti'. Dall'inizio di questa settima consiliatura, che ha visto il ritorno in Regione di un gruppo radicale, gli eletti della Lista Emma Bonino hanno usato delle prerogative riconosciute ai consiglieri dall'ordinamento penitenziario per effettuare oltre 50 visite in due anni alle 15 strutture detentive del circuito penale del Piemonte-Valle d'Aosta. Mai in occasione di arresti eccellenti o casi eclatanti di cronaca nera. Oggi nel Centro di Permanenza Temporaneo per Immigrati abbiamo trovato una situazione leggermente migliore rispetto a due anni fa: la dotazione (a seguito dell'incendio doloso della notte fra il 9 ed il 10 agosto 2001) di nuovi containers (moduli abitativi simili a quelli dei terremotati) per l'ospitalità coatta, una gestione basata sulla concretezza e sul buon senso, gli sforzi indubbi degli operatori rimane però immutato il giudizio politico fortemente negativo per una detenzione derivante da disposizione amministrativa che continuiamo a ritenere non compatibile con il quadro giuridico di uno Stato di diritto, mentre cresce la preoccupazione per le norme della nuova legge Bossi-Fini che estendono da 30 giorni (20 più 10 di proroga) a 60 il termine massimo di permanenza nei Centri. Si tratta di una previsione stupida e vessatoria che non tiene conto della realtà dei fatti, laddove i rimpatrii e le espulsioni operati positivamente avvengono abbondantemente entro i termini attualmente previsti ed in media in 10/15 giorni". Domani, giovedì 15 agosto 2002 alle ore 11, il consigliere Bruno Mellano, Igor Boni, segretario dell'Associazione Adelaide Aglietta, e Iolanda Casigliani, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, saranno al carcere minorile "Ferrante Aporti". Bruno Mellano 348.5335302 |
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Torino,
5 agosto 2002
CORDOGLIO DI EXIT-ITALIA PER LA MORTE DI LUCENTINI SILVIO VIALE: "NON AVREBBE DOVUTO MORIRE COSI" |
EXIT-ITALIA,
lassociazione che in Italia si batte per lintroduzione delleutanasia
volontaria manifesta il proprio cordoglio per la morte di Franco Lucentini,
che stamane si è tolto la vita gettandosi dal quarto piano. Silvio Viale, medico e dirigente di Exit-Italia ha dichiarato: Partecipando al cordoglio per la morte di Franco Lucentini, non posso non rilevare come non avrebbe dovuto morire così; e come non sarebbe morto così nei paesi ove leutanasia volontaria è legale. Se leutanasia volontaria fosse legale, avrebbe potuto parlarne apertamente con il proprio medico. Questi avrebbe potuto indurlo a modificare la sua decisione, o a rimandarla, come accade nella maggioranza dei casi. E se alla fine avesse confermato la propria richiesta, considerando ormai insopportabile la propria condizione, sarebbe stato aiutato a morire con dignità, tra i suoi cari. Non conosco nei dettagli il caso clinico e le vicende personali e debbo pensare che i medici curanti gli avranno prestato tutte le cure possibili. Non so quando avrà maturato la sua decisione e deciso come attuarla. So solo che, in un paese civile, lo Stato dovrebbe permettere di non morire così Per informazioni contattare Silvio Viale (tel. 3393257404 348.5335310) |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |