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Torino, 31/08/05
CARCERI/RADICALI: "LE PROTESTE DEI DETENUTI DI ALESSANDRIA, ASTI, SALUZZO CI RICORDANO CHE E' SEMPRE EMERGENZA.
IL CONSIGLIO REGIONALE, ALLA RIPRESA DEI LAVORI, DIA IL VIA LIBERA AL GARANTE REGIONALE DELLE CARCERI."
Alla notizia che da domani i detenuti delle due carceri alessandrine inizieranno uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro il sovraffollamento e la fatiscenza delle strutture, Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

"Sia l'iniziativa nonviolenta di Alessandria - che si aggiunge a quella intrapresa recentemente dai detenuti di Asti - sia gli episodi violenti accaduti nel carcere di Saluzzo (dove a inizio mese un detenuto in regime speciale del 14bis si era scagliato contro una guardia ferendola al collo e il recente tentativo di aggressione a un agente da parte di quattro detenuti della prima sezione) - testimoniano che i problemi del carcere e delle singole carceri non sono certo svaniti sotto il caldo estivo, si sono semmai aggravati ed incancreniti.

Noi radicali non abbiamo mai illuso i cittadini detenuti; durante le nostre frequenti visite ispettive, abbiamo sempre fatto presente la nostra sostanziale inadeguatezza rispetto al carico di aspettative, speranze e richieste che ci venivano trasmesse.

Prima di andarcene da Palazzo Lascaris, però, abbiamo lasciato in eredità ai nuovi consiglieri quel progetto di legge sul "Garante regionale delle carceri" che può essere una risposta parziale ma concreta all‚emergenza continua dell'universo penitenziario.
I gruppi consiliari dei DS e di Rifondazione Comunista hanno ripreso la nostra proposta; sappiamo che l'Assessore Migliasso è attenta a questa questione; c'è già l'utile precedente del "Garante comunale delle carceri" a Torino. Ci sono tutte le condizioni, insomma, affinché alla ripresa dei lavori, a metà settembre, il Consiglio Regionale possa approvare la legge istitutiva del Garante.

In attesa di buone notizie da Torino, apprezziamo la concretezza cuneese di Raffaele Costa, che ha già convocato per martedì 6 settembre, alla Provincia di Cuneo, la commissione mista da lui istituita per trovare opportunità di lavoro per i cittadini detenuti nelle carceri della "Granda".

Mellano (348/5335302)

Torino, 30 agosto 2005
NON SOLO BESLAN /RADICALI: "BERLUSCONI CHIEDA ALL'‚AMICO PUTIN DI PERMETTERE ALLA PROTEZIONE CIVILE ITALIANA DI ENTRARE IN CECENIA"
Giulio Manfredi, Igor Boni e Bruno Mellano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
"Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana, ha ricordato che la sua è stata l'unica organizzazione occidentale autorizzata dai russi a prestare soccorsi a Beslan, dopo la strage di un anno fa. Sarebbe auspicabile che il Presidente Berlusconi, approfittando del suo soggiorno in Crimea, chiedesse al suo grande amico Putin di permettere alla Protezione Civile di svolgere la sua opera anche in Cecenia, assistendo le centinaia di migliaia di civili feriti, profughi, sfollati, dopo sei anni di guerra.
Poiché altre motivazioni sembrano sfuggire alla comprensione delle classi dirigenti, in Italia e in Europa, ricordiamo che i terroristi fondamentalisti hanno sempre portato come esempio le stragi di civili mussulmani (ieri in Bosnia, oggi in Cecenia) a riprova dell'attacco portato all'Islam dai nuovi "crociati" cristiani.
Continuare a fare finta che il problema ceceno sia in fase di risoluzione o semplicemente non esista significa consegnare ai terroristi sempre nuove leve di uomini e donne senza speranza.

Manfredi (348/5335305)
Associazione Radicale "Adelaide Aglietta"

Torino, 26 agosto 2005
SINODO VALDESE/RADICALI: "SIGNIFICATIVA ANCHE SE TARDIVA L'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA' RISPETTO ALLA GESTIONE DISASTROSA DEGLI OSPEDALI VALDESI".
La commissione che lo scorso anno era stato incaricata dal Sinodo valdese di analizzare le cause del grave deficit di bilancio degli ospedali valdesi di Torre Pellice, Torino e Pomaretto (passati a far parte della sanità pubblica) ha terminato i suoi lavori, sintetizzati in questa dichiarazione del suo presidente, il pastore Giorgio Tourn: "Il Sinodo avrebbe dovuto dimostrare più umiltà nel riconoscere di non essere più all'altezza di gestire strutture di tale portata, e soprattutto avrebbe dovuto dare segno di un maggiore senso della realtà".

Bruno Mellano e Carmelo Palma (ex consiglieri regionali radicali in Piemonte) hanno commentato:

"Dal Sinodo valdese in corso a Torre Pellice continuano ad arrivare notizie di grande rilievo. Prima vi è stata una presa di posizione chiara e netta contro il revanscismo catto-clericale che si cela dietro l'imposizione del crocifisso: "Si tratta di una brutta strumentalizzazione, così lo stesso crocifisso diventa arma. Siamo al limite della bestemmia", ha dichiarato il prof. Fulvio Ferrario, docente presso la facoltà valdese di teologia di Roma.
Poi vi è stata la puntuale denuncia dell'indebita campagna astensionista condotta dalla gerarchia cattolica in occasione dei recenti referendum sulla fecondazione assistita.
Ora arriva questa non meno significativa assunzione di responsabilità rispetto al tracollo di bilancio degli ospedali valdesi. Ricordiamo i fatti e le cifre: l'anno scorso, il Consiglio Regionale del Piemonte - cioè tutti i partiti tranne i radicali - approvò una leggina che stanziava 40 milioni di euro a totale copertura del deficit patrimoniale della Commissione Istituti Ospedalieri Valdesi; in proporzione, si trattava di circa un sesto di quanto la Regione ha stanziato a parziale copertura dell'intero disavanzo d'esercizio del sistema sanitario regionale e gli Ospedali Valdesi coprivano nel 2003 meno del 2% delle prestazioni sanitarie piemontesi!
A babbo morto, un anno dopo, arriva l'assunzione di responsabilità da parte del Sinodo valdese: di questi tempi e in questo Paese, dove nessuno ammette mai le proprie responsabilità e la colpa è sempre di qualcun altro, non è poco.

Mellano (348/5335302)

Torino, 26 agosto 2005
DIBATTITO SULLA LAICITA‚ ALLA FESTA DE L‚UNITA‚ DI TORINO CON ESPONENTI DEI DS, DELLA MARGHERITA E DEI RADICALI
Boni: "l'invito che, da radicali, abbiamo ricevuto speriamo sia il segno di un percorso comune che prosegue"

Domani, 27 agosto, alle ore 21 alla "Festa de L'Unità" che si tiene al Parco Ruffini a Torino, si svolgerà un dibattito dal titolo: "La laicità e i suoi dilemmi oggi, nella società italiana e fra gli attori politici".

Interverranno:
Igor Boni, Comitato nazionale Radicali Italiani;
Emilia De Biasi, Direzione Nazionale DS;
Vincenzo Ferrone, docente universitario;
Mimmo Lucà, deputato DS;
Pietro Marcenaro, segretario regionale DS;
Albertina Soliani, senatrice Margherita

Presiede:
Magda Negri, Direzione Nazionale DS

Dichiarazione di Igor Boni del Comitato nazione di Radicali Italiani
"E' proprio dai temi della laicità, dei diritti civili, della libertà di ricerca, delle scelte individuali, che è nato questo nuovo periodo di vicinanza tra una parte della sinistra italiana e il movimento radicale, che ha visto il suo culmine con la battaglia referendaria contro la legge sulla fecondazione assistita. L‚invito ricevuto ci rende quindi particolarmente felici. Speriamo sia il segno di un percorso che prosegue ma che deve però urgentemente sfociare, a cominciare da questi temi (ma certamente non solo da questi), in proposte concrete comuni di riforma e di governo. Con questo spirito andremo con franchezza ad esporre agli amici dei Democratici di Sinistra le nostre proposte sull'eutanasia, sull‚aborto farmacologico, sulle coppie di fatto, sulla droga e sulla laicità delle istituzioni; per questo chiederemo che a livello nazionale sia la stessa Unione, in quanto tale, a farsi portatrice di proprie proposte nel programma che presenterà agli elettori.
Per parlare anche di tutto questo il Segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone, è oggi presente ad un dibattito alla festa de L'Avanti che si tiene ad Alessandria, al quale partecipano, tra gli altri, Ugo Intini e Gianni De Michelis".

Per informazioni: Boni (348/5335309)

Torino, 19 agosto 2005
FINANZIAMENTI A FAMIGLIE DI MINORI STRANIERI/RADICALI: "INIZIATIVA MARGINALE E IRRILEVANTE; MANCA UNA SERIA POLITICA DI PREVENZIONE DA PARTE DI TUTTE LE ISTITUZIONI"
Il progetto "Ritorno al futuro" del Comune di Torino è stato finanziato dal ministero del Welfare con 160.000 euro e ha finora interessato 25 minori.

Gli esponenti radicali Silvio Viale e Giulio Manfredi hanno dichiarato:

"A volte il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge: l'Assessore Borgione - dopo essersi scagliato contro il povero pullman Can-go" che fa riduzione del danno da anni in tutta la città e che era il fiore all'occhiello del suo compagno di partito, l'ex Assessore Lepri - dimostra il suo buon cuore comprando montoni e affittando macellerie alle famiglie dei minori extracomunitari, lautamente finanziato dal ministro leghista Maroni.
Fuor di battuta, è facile constatare come il numero di minori toccati dal progetto sia irrisorio, una goccia nel mare: solamente i minori stranieri assuntori di sostanze stupefacenti venuti a contatto con i diversi Servizi della giustizia minorile sono stati circa 300 nel 2004; il 96% di essi proviene da paesi extraunione europea; all'interno degli Istituti Penali per Minori (I.P.M.) la quota di italiani che risultano aver commesso reati in violazioni delle leggi antidroga è di circa il 23% contro il 54% degli stranieri.
E la consapevolezza dell'esigenza di un'opera di prevenzione mirata è scarsa:"Per quanto riguarda i minorenni pregiudicati o con problemi con la giustizia, la prevenzione selettiva nei loro confronti risulta prioritaria o menzionata ufficialmente nelle politiche sanitarie e sociali solo nel 37,1% dei casi del nostro campione" (dati e citazione tratti dalla "Relazione del governo al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2004").
Un ultimo rilievo: non vorremmo che i finanziamenti in questione innescassero lo stesso meccanismo speculativo che ha portato molti contadini del Terzo Mondo a intascare i fondi antidroga della comunità internazionale per la conversione delle loro colture di oppio o coca per poi aprire nuove piantagioni accanto a quelle riconvertite; con questa volta, al posto delle piante, persone minorenni usate come merce di scambio.

Torino, 18/08/05
DROGHE/VIALE E MANFREDI (RADICALI): "L'ASSESSORE BORGIONE SCAVALCA GHIGLIA A DESTRA E NON HA LETTO IL PIANO SANITARIO REGIONALE!
SIGNIFICATIVE LE PRESE DI POSIZIONE DEI DS E DELL'ASSESSORE VALPREDA."
Alla notizia che Marco Borgione (Assessore comunale all‚Assistenza, Margherita) è contrario non solamente alla proposta di creare narcosale ma vorrebbe eliminare anche il pullman itinerante (Can-Go) con cui l‚ASL 4 di Torino fa riduzione del danno, Silvio Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno commentato:
"Si parla molto in questi giorni della probabile transumanza di esponenti del centro-destra nell'altro schieramento, soprattutto nella Margherita; le dichiarazioni di Borgione sembrano provenire da chi voglia invece andare controcorrente, collocandosi a destra di Alleanza Nazionale. Borgione non sa o finge di non sapere che il Piano Sanitario Regionale (L.R. 61/97) attualmente in vigore, predisposto dalla passata amministrazione di centro-destra, prevede espressamente questi obiettivi: "l'istituzione su tutto il territorio regionale di Unità di Strada che consentano l‚integrazione delle attività dei SERT"; l'attivazione di "interventi sul territorio che favoriscano il contatto con i soggetti tossicodipendenti che non accedono ai servizi"; il sostegno nelle realtà più a rischio della presenza di "ambulatori itineranti con compiti di prevenzione ed informazione". Addirittura, il Piano Sanitario prevede di "organizzare il monitoraggio in vivo delle sostanze psicotrope", che, tradotto per i non addetti ai lavori, significa fare analisi chimiche delle droghe in commercio per tutelare la salute di coloro che le usano.
E' l'Assessore Borgione ad essere più a destra della stessa destra; mentre la nostra proposta, peraltro già avanzata tre anni fa, di istituire dei centri in cui i consumatori di droghe possano consumare le sostanze sotto controllo medico e in condizioni igieniche accettabili, è perfettamente in linea con le disposizioni del Piano Sanitario.
Non possiamo, quindi, che apprezzare sia la disponibilità manifestata da Lucia Centillo (responsabile sanità DS in Comune) di riprendere le fila del lavoro iniziato tre anni fa sia la volontà dell'Assessore Regionale alla Sanità, Mario Valpreda, di affrontare al più presto in modo organico e coordinato gli interventi di riduzione del danno, sulla scorta della preziosa esperienza di Can-Go.".

Manfredi (348/5335305)

Torino, 17/08/05
DROGHE/MANFREDI (RADICALI): "LE SPIEGAZIONI DEL MINISTRO GIOVANARDI SULLA CONFERENZA NAZIONALE DI PALERMO? UNA TOPPA PEGGIORE DEL BUCO!".
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

"La recente intervista dell‚ANSA al ministro Carlo Giovanardi è ricca di spunti di riflessione: mi pare, innanzitutto, di capire che la conferenza nazionale sulla droga non si fa più a Pescara perché si è dimesso il capo del Dipartimento Nazionale Antidroga, l‚abruzzese Carlesi; quindi, la scelta del luogo e‚ stabilita dalle origini del Capo Dipartimento? Il nuovo facente funzioni, il Dr. Raffaele Lombardo, è siciliano?
E ancora - Giovanardi dichiara che "l'ultima conferenza, che si è tenuta a Genova, è stata blindata e assediata dai no global. Questi precedenti, insieme all‚emergenza terrorismo, ci hanno fatto optare per una situazione attrezzata per un tranquillo svolgimento dei lavori". Giovanardi ricorda male; io ero presente alla conferenza di Genova e posso testimoniare che le manifestazioni di quelli che non sapevano nemmeno di essere "noglobal"non impedirono assolutamente il regolare svolgimento dell'assise; e rispetto al problema terrorismo, la scelta di Palermo, facilmente raggiungibile da tutti i Paesi arabi e del Medio Oriente, non mi pare questa gran furbata!
Encomiabile le parole di Giovanardi rispetto alla situazione dei cittadini tossicodipendenti detenuti; peccato che il ministro non parli mai della verifica dell'attuazione della riforma della medicina penitenziaria (D.Lgs. 230 del 1999), che ha sancito il passaggio della responsabilità dell‚assistenza sanitaria nelle carceri alle ASL; nella Sicilia tanto cara al ministro e tanto disastrata nella spesa sanitaria, il servizio pubblico si è veramente accollato questi utenti marginali?
Sconsolante, infine, la dichiarazione di Giovanardi rispetto ai fondi antidroga: "abbiamo messo in moto un meccanismo per cui dovrebbero essere pagati, entro la fine dell'anno, i progetti del 2000, 2001 e 2002 "; il governo Berlusconi non è stato neppure in grado di finanziare i progetti antidroga presentati addirittura prima della sua entrata in carica! Meno male che ci sono le elezioni alle porte, così qualche progetto non rimarrà solamente sulla carta!"

Manfredi (348/5335305)

Torino, 17 agosto 2005
DIBATTITO SUL CROCIFISSO - VIALE (radicali): "CON TOTTI E RATZINGER E' FINITO L'ALIBI DEL SIMBOLO UNIVERSALE. TOTTI, IL NUOVO CAMPIONE DI RATZINGER? INUSUALI SILENZI DI CASINI E PERA.”
Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è intervenuto sul dibattito in coro sul crocifisso, per sottolineare l’importanza delle dichiarazioni di Totti e l’inusuale silenzio di Casini e di Pera.
"Ei Totti! Il papa ha detto che il crocifisso deve essere nelle case pubbliche"- “ Ebbeh!! Io lo porto sempre al collo, ci dormo e ci gioco pure. Ci vado a messa prima della partita e ci vado anche nelle case pubbliche. In discoteca, negli alberghi, nei ristoranti, anche in barca.”
“Tradotto in una delle sue verosimili barzellette, che lo hanno reso famoso, la risposta di Totti è certamente il miglior intervento che si è registrato sulla questione rilanciata dal Capo della Chiesa Cattolica. Un perfetto dialogo tra sordi. Da una parte Benedetto XVI, che vuole segnare il territorio con il crocifisso, come segno di monito e di dominio: istituzioni, scuole e tribunali sono solo punti strategici ove lasciare l’impronta, perché non diventi uno spazio di altri, libero, al di sopra delle religioni. Dall’altra Totti, che come negli equivoci da barzelletta non risponde mai punto, cioè se è giusto che il crocifisso occupi gli spazi pubblici dello Stato, ma da chierichetto domenicale, alla insolita domanda, replica con stupita sufficienza, “io lo porto al collo e dappertutto”. In entrambe le versioni, sia in quella istituzionale di Ratzinger, che in quella personale di Totti, il crocifisso torna finalmente ad essere l’emblema di una chiesa, della sua fede, dei suoi protagonisti e cessa di essere volgarizzato a un simbolo pagano universale, come un qualsiasi altro fortunato oggetto di cult alla moda. E questa è certamente una cosa positiva per la Chiesa e per tutti noi.
Anche se fuori tema, la semplicità con la quale Francesco Totti rivendica la propria identificazione con il simbolo cattolico è encomiabile, proprio perché non pertinente, poiché nessuno ha mai messo in dubbio il suo diritto di tenere un crocifisso al collo, del metallo e della foggia che più lo aggrada, e di portarselo a spasso, ovunque, anche su un campo di calcio (regolamenti sportivi permettendo. Il mio augurio è che sappia portarselo anche dentro, nel cuore, ma questo riguarda solo la sua coscienza ed il nesso percepito con i suoi comportamenti pubblici.
Rassicurato quindi Totti, che nessun laicista ha mai voluto portagli via il crocifisso dal collo, dalla sua stanza o dalla sua chiesa, rimane la grande portata della dichiarazione di Ratzinger, il quale vorrebbe davvero appendere il crocifisso ai muri come se fossero le figurine dei calciatori, con la recondita speranza che possano avere i benefici poteri dell’aglio. L’intento è forse quello di contrastare una caduta di ruolo della Chiesa Cattolica nell’indirizzare i costumi, poiché il nuovo Papa deve essersi accorto che tutti la lodano e la plagiano in pubblico, ma che nessuno l’ascolta nei comportamenti privati. Forse neanche Totti. Il mancato quorum dell’ultimo referendum ne è stata la conferma. La Chiesa è riuscita a condizionare il comportamento pubblico, dei politici e dei conduttori dei media in primis, ma non il loro comportamento privato, quello reale. Infatti, con la piena complicità di medici, farmacisti, ASL, parenti, autorità varie e semplici cittadini, da oltre un anno, tutti coloro che non possono accedere alla fecondazione assistita in Italia, o vogliono avere maggiori possibilità di successo, vanno all’estero; come sa bene la Chiesa, l’atteggiamento generale è non di condanna. Allo steso modo i ricercatori italiani continuano a mantenere contatti e collaborazioni con i gruppi stranieri che si occupano di cellule staminali embrionali.
Non so se Benedetto XVI, con il crocifisso dappertutto, voglia promuovere una crociata contro il laicismo, in nome di una laicità tutta cattolica e vaticana, ma è certo che, di fronte al suo appello non possono chiamarsi fuori due tra i massimi responsabili di questa situazione, i Presidenti della Camera e del Senato, Casini e Pera. Forse che Ratzinger si aspetta il più autorevole degli esempi? Come massimi custodi della “case pubbliche”? Anche noi radicali, da semplici cittadini, alcuni credenti e altri no, alcuni laici ed altri laicisti, sentiamo il bisogno di un “orientamento comune” su questi grandi temi di libertà. Rimaniamo quindi in attesa di una risposta. O dovremmo accontentarci di quella di Totti, che il crocifisso se lo porta dove vuole, ma non ha detto, da saggio, se deve “essere presente nelle case pubbliche” e nelle Istituzioni. Casini e Pera, nulla da dire?”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 16 agosto 2005
VALENTINO-SPACCIO: VIALE (radicali) “LE SOLITE TANTE PAROLE E LE SOLITE POCHE IDEE ESTIVE”
Riqualificare finalmente il Valentino.
Narcosale per i consumatori di eroina.
Due problemi distinti.“Non sarà certo con qualche lampione in più e con un paio di cancellate che si risolverà il problema dello spaccio e dei consumatori “cronici”. Al massimo li si sposterà di qualche metro. Debbo quindi constatare che, come al solito, mancano le idee e che quelle che ci sono nascono già fruste.”
Con questo sconsolato inizio di Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, interviene sul ciclico dibattito ferragostano sullo spaccio e sulla sicurezza del Parco.
Silvio Viale ha poi precisato: “Occorre avere il coraggio di tenere distinte la questione della riqualificazione del Valentino, e di qualsiasi altra area torinese, da quella dello spaccio ed in particolare dello spaccio verso i consumatori cronici.
Per riqualificare il Parco del Valentino occorre semplicemente riprendere la mozione, finora disattesa, N.46/2000 approvata dal Consiglio Comunale il 20 novembre del 2000; un progetto complessivo di sistemazione e di tutela del verde, che ha certamente riflessi sulla fruibilità del parco e sulla sicurezza degli utenti, ma che non può risolvere le questioni di fondo dell’ordine pubblico legate alla droga. Come ogni anno, stagionalmente, o come conseguenza di interventi delle forze dell’ordine, decine di utenti “cronici” ed i loro fornitori si spostano da Corso Cairoli, a qualche zona del Valentino, in qualche punto di San Salvario, a Corso Vittorio, a Corso Casale o al Parco Michelotti, a Piazza Vittorio, in un triste peregrinare collettivo.
Più volte, in questi anni, si è intervenuto invano con un illuminazione più potente, con qualche barriera o qualche ronda in divisa in più. Passati i fari della mondanità estiva e delle necessità di cronaca tutto tornava stancamente come prima, per qualche mese, fino alla nuova petizione, al nuovo articolo e alle nuove dichiarazioni di rito.
Se si vuole davvero affrontare la questione della droga e di quei circa 2000 consumatori, che i SERT definiscono “cronici”, occorre partire dalla realtà, con pragmatismo. Occorre constatare, da un lato, che una saggia politica dei SERT sul contenimento farmacologico contribuisce a ridurne le potenzialità nocive e, dall’altra, che questa fascia di persone non più giovani è costante, come in generale non è in aumento il fenomeno della tossicodipendenza.
Come radicali abbiamo chiesto più volte che si individuino luoghi ove sia possibile consumare sostanze, come forma di limitazione del danno per se stessi e per gli altri. Possiamo chiamarli “narcosale” o in qualsiasi altro modo, possono essere dei luoghi chiusi o delle zone isolate di tolleranza, ma è chiaro che il punto non è più eludibile. Se si vuole affrontare davvero la questione dello spaccio e dei “cronici”, senza limitarsi a qualche contumelia di stagione, è opportuno che ci si rivolga davvero al problema, senza perdersi in altre questioni.
La riqualificazione del Parco del Valentino è una questione seria, che deve essere affrontata con sensibilità e competenza, senza rischiare di considerarla una semplice appendice di un problema di ordine pubblico che, peraltro, si intenderebbe semplicemente spostare, ma non risolvere.
Mantenere separati i problemi è il miglior modo per iniziare a risolverli entrambi. Confonderli è, viceversa, il miglior modo per proseguire nella confusione di interventi stagionati ed inefficaci.”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 11/08/05
DROGHE E SICUREZZA/MANFREDI (RADICALI): "IL SONDAGGIO DELLA FABBRICA DEL PROGRAMMA DI PRODI NON CONTIENE ALCUN ACCENNO AL PROBLEMA DEL NARCOTRAFFICO E DEL PROIBIZIONISMO."
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

"Terminerà il 20 agosto l‚iniziativa "Dite la vostra sul programma", attraverso la quale "La Fabbrica del Programma" di Romano Prodi intende interrogare gli italiani sui provvedimenti che il futuro governo dovrebbe prendere per risolvere i problemi e le questioni più urgenti nel Paese: una corposa intervista-sondaggio (16 pagine), disponibile su Internet e distribuita anche per strada

Al punto "C.12.Sicurezza", la prima domanda è la seguente: "In molte città italiane, gli abitanti si lamentano del rischio di divenire vittime di atti di delinquenza come furti, scippi, aggressioni. Secondo lei, quali sono le due più importanti ragioni di queste lamentele?". Fra le nove risposte proposte, c"è persino "Queste cose succedono in tutte le città del mondo, ma agli italiani piace lamentarsi" ma non c'è, per esempio, "Molti furti, scippi e rapine sono dovuti alla necessità di procurarsi i soldi per acquistare la droga".
E alla seconda domanda ("L'Italia vive da sempre il problema del crimine organizzato. Secondo lei, quali sono le due ragioni più importanti per la diffusione del crimine organizzato?"), fra le otto risposte proposte, non c'è, per esempio: "Il traffico di droga".

Semplicemente, le parole "droga, narcotraffico, proibizionismo" non compaiono nel documento. Non si poteva pretendere da Prodi di seguire l‚esempio del leader di sinistra tedesco Lafontaine, che, pur di prendere un po‚ di voti fra i giovani alle elezioni di settembre, propaganda il libero commercio di tutte le droghe (e non la regolamentazione di tale commercio, per sottrarlo al monopolio criminale, come hanno sempre chiesto i radicali). Prodi poteva, però, utilizzare il suo sondaggio per iniziare a discutere del problema "droga/sicurezza" non escludendo a priori la chiave di lettura antiproibizionista.
In fondo, la coalizione che lo sostiene è composta non solo dalla sinistra cosiddetta "radicale", dichiaratamente antiproibizionista; non solo da larghi settori dei DS dichiaratamente antiproibizionisti; ma gli stessi compagni dello SDI hanno fatto propria (Atto Camera n. 4336, Buemi-Boselli-Intini e altri) la proposta di legge d‚iniziativa popolare presentata dai Radicali Italiani nel 2002, volta a regolamentare l‚uso e il consumo delle droghe ora proibite.


Manfredi (348/5335305)

Torino, 11 agosto 2005
"RECINZIONE DEL VALENTINO: MEGLIO TARDI CHE MAI"
Silvio Viale, il Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, ricorda che l'idea di recintare il Parco del Valentino era già stata approvata dal Consiglio Comunale il 20 novembre del 2000, con una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta a programmare secondo precisi indirizzi. La mozione è reperibile sul sito del comune.
"E' un peccato che la mozione sia stata disattesa per tutti questi anni. Eppure vi era stato un impegno preciso a predisporre un piano per la recinzione del parco del Valentino a tutela del verde e delle attività presenti. A seguito di alcune interpellanze vi era stata una discussione in Commissione e l'incontro con i responsabili del Verde pubblico. Come oggi, anche allora, vi era il problema dello spaccio e la necessità di rilanciare lo storico parco di Torino. Inoltre non erano lontane le polemiche che vi erano state per i Campionati mondiali di Cross e per la Rievocazione storica del Circuito automibilistico. Nell'augurarmi che in futuro ci sia più attenzione per il Valentino, mi dispiace constatare che tutto sia praticamente come cinque anni fa e che un'intera tornata amministrativa sia passata nella completa insensibilità di assessori e Consiglieri nei confronti del Valentino. Mi rallegra però constatre che la mozione di allora sia ancora attuale"
In allegato si riporta la mozione, che è reperibile anche sul sito del Comune (http://www.comune.torino.it/delibere/2000/2000_09940.html).

(Silvio Viale 339.3257406)

Consiglio Comunale
2000 09940/02
C I T T A' D I T O R I N O
MOZIONE N. 46
Approvata dal Consiglio Comunale in data 20 novembre 2000
OGGETTO: RISISTEMAZIONE, AMPLIAMENTO E TUTELA DEL VERDE AL PARCO DEL VALENTINO.
"Il Valentino venne aperto come parco pubblico nel 1856 su disegno di una paesaggista francese che lo sistemò in collinette, viali, prati, aiuole, fontane e boschetti.
Successivamente furono ospitate tutte le principali esposizioni torinesi ed in occasione di quella del 1884 fu costruito il Borgo medioevale, a riproduzione di un castello feudale del Quattrocento con il suo borgo. Fino agli anni cinquanta venivano pure ospitate gare automobilistiche. Nel 1961, in occasione del centenario dell'Unità d'Italia, fu costruito il Giardino Roccioso. Nel parco sono presenti la Facoltà di Architettura nel Castello del Valentino, l'Orto Botanico dell'Università, il parcheggio sotterraneo del V padiglione e numerose attività commerciali sia in forma di circolo privato che di locale pubblico. Recentemente si è deciso di regolamentare la presenza di dieci chioschi che si erano consolidati nel tempo in forma poco gradevole e senza le necessarie infrastrutture di servizio.
Nell'insieme il Parco del Valentino è mutato adeguandosi malamente alle esigenze delle attività commerciali, fieristiche ed universitarie con particolare riferimento al traffico automobilistico:
- l'accesso fieristico al V padiglione è diventato l'ingresso del parcheggio sotterraneo;
- viale Matteo Maria Boiardo e viale Marinai d'Italia sono un normale asse di transito;
- viale Pier Andrea Mattioli (per due terzi), viale Virgilio (fino a Viale Mattioli) e viale Enrico Millo (per intero) sono adibiti a sosta;
- in estate quasi tutti i viali sono invasi dalle auto dei frequentatori dei locali serali.
Occorre quindi ridefinire un disegno complessivo del parco che ne tuteli le parti a verde, le incrementi e ne permetta la fruibilità individuando nettamente le parti che sono realmente a verde da quelle dedicate alla sosta.
Tutto ciò premesso
il Consiglio Comunale di Torino
IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta a programmare le proprie iniziative secondo i seguenti indirizzi ed a presentare un piano programmatico di interventi entro tre mesi:
1) estendere l'attuale recinzione del Giardino Roccioso fino alle mura del Borgo medioevale, trasformando a verde i tratti corrispondenti di viale Virgilio e di viale Stefano Turr ed includere nella recinzione anche quella del V Padiglione con l'area bimbi di viale Carlo Ceppi;
2) valutare la possibilità di estendere la recinzione al perimetro viale Medaglie d'Oro, viale Matteo Maria Boiardo, viale Enrico Millo e viale Virgilio dal Borgo Medioevale al Castello del Valentino e di ridurre le carreggiate dei viali inclusi;
3) drastica riduzione della carreggiata e risistemazione a verde di viale Medaglie d'Oro e della rotonda non adibita a sosta;
4) drastica riduzione della carreggiata e risistemazione a verde della parte di viale Mattioli non adibita a sosta e della rotonda con viale Virgilio;
5) individuazione, indicazione e risistemazione dei servizi igienici;
6) adeguamento della segnaletica e dei cartelli informativi.

Torino, 9 agosto 2005
Carcere: Ass. Radicale “Adelaide Aglietta” consegna Pdl sul Garante dei detenuti anche in Liguria
Dopo aver chiesto a tutti i capigruppo del nuovo Consiglio Regionale del Piemonte di ripresentare il progetto di legge (elaborato nella passata legislatura dai consiglieri radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, con adesioni provenienti dalla quasi totalità dei gruppi) sull’istituzione dell’Ufficio del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, e in seguito alla presentazione dello stesso, da parte dell’intero gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra, oggi, l’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” ha fatto pervenire la medesima richiesta al Capogruppo dei DS della Regione Liguria Moreno Veschi, auspicando la presentazione del documento anche nel Consiglio Regionale ligure già alla riapertura delle attività istituzionali  di settembre.
 
Alessandro Rosasco (Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e della Giunta dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”) ha dichiarato:
 
“Quello che come Associazione “Adelaide Aglietta” auspichiamo è che quante più regioni possibili si aggiungano alla Regione Lazio, l’unica ad essersi già dotata della figura del Garante regionale dei detenuti. Per questo motivo ho inviato il testo di legge, già depositato in Piemonte, anche al Capogruppo dei Ds della mia regione, la Liguria, affinché  avvii al più presto l’iter di questa proposta di buon governo della drammatica situazione delle carceri italiane. E’ intollerabile che una volta entrati in carcere, i detenuti non siano minimamente resi consapevoli di quelle che sono le loro opportunità e i loro diritti. Per tornare a livelli minimi di legalità e rispetto del diritto chiedo a tutte le forze politiche presenti nel consiglio regionale di dare forza e sostegno a questo progetto.”.

Torino, 5 agosto 2005
L’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA HA CHIESTO AGLI ORGANI DIRIGENTI DEL PRT DI ESSERE CONSIDERATA “SOGGETTO COSTITUENTE IL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE”.

Con una lettera del segretario Bruno Mellano, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha formalmente richiesto al Presidente Sergio Stanzani, al Tesoriere Danilo Quinto ed al Presidente del Senato del PRT Marco Pannella di essere considerata a tutti gli effetti “soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale”.
Attualmente i soggetti costituenti del PRT risultano essere:
Radicali Italiani; Associazione Luca Coscioni; Nessuno Tocchi Caino; Esperanto Radikala Asocio; Non c'è Pace Senza Giustizia; Anticlericale.net; Delegazione Deputati Lista Bonino al PE; Lega Internazionale Antiproibizionista; Associazione Radicali Russi; Tass; Centro di Produzione.
Al riguardo Mellano ha dichiarato:
“Con questo atto formale di richiesta e di disponibilità intendo dare corpo alle speranze ed alle attese dei 128 iscritti all’associazione espresse anche nelle ultime due mozioni generali approvate a larga maggioranza dall’assemblea ordinaria del 23 ottobre 2004 e del congresso straordinario del 5 giugno 2005.”


Torino, 5 agosto 2005
VIALE (radicali) "SOTTOSEGRETARI LITIGIOSI A TORINO: IN ARMONIA A ROMA?"
Tra "colpi di sole" e "partito islamico" il Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta interviene per sottolineare l'eccesiva litigiosità di chi dovrebbe rappresentare gli interessi comuni dei piemontesi nel Governo romano, o dovrebbe perlomeno collaborare insieme:
"C'è da sperare che le sorti di Torino e del Piemonte, dalla Fiat alle Olimpiadi, non debbano dipendere dai Sottosegretari piemontesi. Come membri del governo dovrebbero collaborare e non scambiarsi insulti ad ogni stormir di fronda. Invece, "Colpo di sole" e "partito islamico" sono stati gli apprezzamenti più gentili che Ugo Martinat e Roberto Cota hanno rivolto alla abbozzata candidatura del collerga Michele Vietti a Sindaco di Torino. Come se non bastasse, il primo ha riproposto addirittura l'omnipresente Agostino Ghiglia (sulla cui incompatibilità costituzionale tra Deputato e Consigliere Regionale abbiamo depositato l'azione popolare), mentre il secondo ci ha risparmiato, per ora, la propria candidatura. Di fronte ad un quadro così desolante, non resta che sperare che al quadro non si aggiunga oggi Roberto Rosso, altro sottosegretario piemontese, che a sindaco di Torino si è candidato davvero e che sulla questione del voto agli immigrati ha dato il peggio di se stesso. Come radicale, non sono certo scandalizzato per le espressioni colorite, più o meno azzeccate, quanto un tantino preoccupato che la facile litigiosità di questi sottosegretari possa ricadere sugli interessi del Piemonte. L'augurio è che a Roma (pur sempre ladrona) riescano a dimenticare i dissapori elettorali locali ed a ritrovare un po' di quell'armonia che sembrano perdere sotto la Mole. E dire che qualcuno sosteneva che sarebbero stati i radicali a portare la litigiosità nella coalizione."

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino 4 agosto
Lunga visita alla sezione Alta Sicurezza del carcere di Asti di Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, e del consigliere regionale dei Verdi Mariacristina Spinosa.
Oggi, dalle ore 11 e 45 alle ore 15, il segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Bruno Mellano, e la consigliera regionale del gruppo “Verdi per la Pace”, Mariacristina Spinosa, segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, hanno visitato la Casa di Reclusione di Quarto d’Asti. La delegazione ha incontrato lungamente il direttore Domenico Minervini ed il comandante degli agenti di polizia penitenziaria in riferimento alla denuncia dei 46 detenuti (18 dei quali extracomunitari) della sezione “Alta Sicurezza” formulata in una lettera aperta resa pubblica tramite l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Mellano e Spinosa hanno in seguito ispezionato la sezione 1 A sottoposta al regime di alta sicurezza incontrando e parlando con una dozzina di detenuti; con il direttore ed il comandante presenti si è tentato di incardinare ulteriormente un dialogo che, sulla base delle 12 precise richieste contenute nella petizione sottoscritta da tutti i detenuti della sezione, ha visto già due momenti di confronto in data 14 ed in data 28 luglio. Ieri la sezione ha avuto una perquisizione straordinaria delle celle e due detenuti, fra i firmatari della petizione, con decisione del Dipartimento nazionale dell’Amministrazione Penitenziaria, sono stati spostati in altri istituti.
Bruno Mellano, Segretario dell’Associazione Aglietta, ha dichiarato:
“Abbiamo avuto un lungo e franco confronto con la direzione ed il comando degli agenti, partendo da una condivisione di gran parte delle richieste formulate dai detenuti. Personalmente ho voluto sottolineare la civiltà di un gesto di denuncia preciso ed aperto su richieste legittime e, in alcuni casi, paradossalmente banali. Abbiamo potuto riscontrare la disponibilità del direttore ad intervenire subito sui punti di propria competenza e sui quali è possibile trovare soluzioni condivise ed a continuare un dialogo che noi ci siamo impegnati a seguire ed assecondare.
Anche in sezione abbiamo trovato un buon clima, ma con maggior scetticismo nella possibilità di intervento reali e, in qualche caso, nella volontà di intervento.
Il direttore ha preannunciato un intervento immediato sul elenco degli alimenti acquistabili all’interno e sul monitoraggio del loro prezzo e della loro qualità. I detenuti, in nostra presenza si sono detti disponibili a tinteggiare loro stessi le celle e a fronte alla mancanza di fondi sul capitolo della manutenzione ordinaria della struttura essi hanno annunciato una sottoscrizione in denaro fra i reclusi per l’acquisto della vernice. Il direttore Minervini ha, eccezionalmente, acconsentito alla proposta.”

Mellano, 348.5335302


Torino, 3 agosto 2005
CASO GHIGLIA/OGGI I RADICALI HANNO PRESENTATO L'AZIONE POPOLARE PER FARLO DECADERE DA CONSIGLIERE REGIONALE.
Questa mattina, l'avv. Alberto Ventrini ha presentato presso il Tribunale di Torino l' "azione popolare" per far decadere dalla carica di consigliere regionale del Piemonte l''esponente di Alleanza Nazionale Agostino Ghiglia.

L'azione popolare è stata sottoscritta da Igor Boni e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) nonchè da Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), in qualità di cittadini elettori della Regione Piemonte.

Ghiglia avrebbe dovuto esercitare entro il 26 maggio scorso la scelta fra la carica di consigliere regionale e quella di deputato; le due cariche sono inconpatibili, ai sensi dell'art. 122, secondo comma, della Costituzione: "Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento'.

L'azione popolare dovrà ora essere notificata all'on. Ghiglia, che avrà tempo dieci giorni dalla data della notifica per esercitare l'opzione (art. 7, quinto comma, L. 154/81).

L'azione popolare segue un percorso del tutto autonomo e indipendente rispetto alla procedura di convalida di competenza della Giunta delle Elezioni e del Consiglio Regionale. Prova ne sia il „caso Picchioni‰: lo scorso novembre, il Consiglio Regionale del Piemonte convalidò l‚elezione a consigliere regionale di Rolando Picchioni (Margherita) ma i radicali avevano già promosso nel frattempo l‚azione popolare per sancirne l‚incompatibilità (per le cariche ricoperte alla Fiera del Libro e al World Political Forum) e, il 14 gennaio 2005, il Tribunale di Torino dichiarò decaduto Picchioni (sentenza confermata in Appello il 1° aprile).

Torino 5 agosto 2005
Domani mattina visita al carcere di Asti di Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, e del consigliere regionale dei Verdi per la Pace Mariacristina Spinosa.
  Domani, giovedì 4 agosto 2005, alle ore 11 e 30 circa, il segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Bruno Mellano, accompagnerà in visita presso la Casa Circondariale di Asti la neo – eletta consigliera regionale del gruppo “Verdi per la Pace”, Mariacristina Spinosa, segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte.
Oggi La Stampa, edizione di Asti, ha pubblicato con evidenza la denuncia dei 46 detenuti dalla sezione “Alta Sicurezza” del carcere di frazione Quarto formulata in una lettera aperta resa pubblica tramite l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
La denuncia, formulata in 12 punti specifici, pone all’evidenza una serie di problemi e questioni che incidono direttamente sulla vivibilità della sezione speciale di un carcere che è tra i più nuovi del Piemonte e che attualmente ospita circa 330 detenuti.
Bruno Mellano, Segretario dell’Associazione Aglietta, ha dichiarato:
“Conosco bene e stimo il direttore della casa di reclusione di Quarto, dottor Minervini, e quindi con fiducia nel buon senso e nella capacità di far quadrare il cerchio nella generazione dei nuovi direttori di carcere, sarò domani ad Asti con la consigliera Spinosa, che effettuerà con me la sua prima visita ispettiva, prevista dall’ordinamento penitenziario.
Le richieste sono precise e puntuali e, per chi non conosce il regime carcerario, possono sembrare persino banali o non essenziali: io domani chiederò al direttore, nell’ambito dei margini di discrezionalità possibili, di considerare diversa e speciale la sezione “alta sicurezza” non solo per i limiti e le regole restrittive ma anche per le misure che si possono ipotizzare per detenuti di lungo corso.
Và, indubbiamente, sottolineata positivamente l’approccio dei detenuti, sinceramente interessati al dialogo ed alla risoluzione dei problemi denunciati”.
Mellano, 348.5335302

Torino, 3 agosto 2005
DROGHE/RADICALI: "MINISTRO GIOVANARDI APPROFITTA DISATTENZIONE GENERALE PER PROGRAMMARE CONFERENZA NAZIONALE SULLA DROGA AD USO E CONSUMO ELETTORALE NELLA SICILIA FEUDO DELL'UDC E MAGLIA NERA NELL'ATTUAZIONE DELLE LEGGI SULLE TOSSICODIPENDENZE".
  Il ministro Carlo Giovanardi ha annunciato che la Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze - già fissata a Pescara in settembre - si svolgerà, invece, dal 5 al 7 dicembre a Palermo.
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
"Ottima mossa quella di Giovanardi; consente al governo di avere un po‚ più di tempo per inventarsi qualcosa, dopo che ha dovuto ammettere che la tanto sbandierata "Legge Fini" non diventerà mai legge e dopo che il Dipartimento Nazionale Antidroga è rimasto senza guida. Fissare poi la conferenza nazionale nella Sicilia feudo dell'UDC a soli quattro mesi dalle elezioni politiche significa per Giovanardi e compagni garantirsi una passerella elettorale che vale mille comizi -
- Speriamo che entro dicembre qualcun altro, oltre ai radicali, ricordi al governo che la conferenza nazionale avrebbe dovuto essere convocata, a norma di legge (art. 1 DPR 309/90), entro il 2003 e che la Sicilia di Cuffaro e dei suoi predecessori è la regione più inadempiente, da quindici anni a questa parte, rispetto all‚attuazione delle norme sulle tossicodipendenze.
Prova ne sia la stessa "Relazione del Governo sullo stato delle tossicodipendenze in Italia", che Giovanardi ha presentato un mese fa in Parlamento: la Sicilia è la regione con il rapporto „operatore Sert/numero utenti"peggiore (38 utenti per ogni operatore) e non ha predisposto né "linee guida" per la cura e prevenzione delle tossicodipendenze né un sistema di valutazione sugli esiti dei trattamenti (pag. 92 e 94 della Relazione suddetta) - in buona compagnia, peraltro, con le altre regioni del Meridione!".

Torino, 1 agosto 2005
Voto agli immigrati.
VIALE (radicali): CHIAMPARINO AVANTITUTTA!"
"ED ORA ANCHE NEGLI ALTRI COMUNI PIEMONTESI"
  Venuto a conoscenza del parere del Consiglio di Stato, il Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale, ha esortato il Sindaco Chiamparino a "procedere avantitutta, senza esitazioni".
Silvio viale ha dichiarato: "Si tratta di uno scontro di civiltà, contro una non-civiltà culturale, di cui si fanno campioni la Lega ed alcuni esponenti del centrodestra. Noi crediamo che tutti i comuni piemontesi, ove esistono le circoscrizioni, debbano adottare una delibera simile a quella di Torino. Non tanto per l'impatto elettorale degli immigrati, poco più del 2%, quanto per il suo forte valore simbolico. Come radicali sosterremo Chiamparino ed il Comune di Torino in tutte le iniziative.

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 1° agosto 2005
EMERGENZA CARCERI/RADICALI: “NON SOLO LACRIME DI COCCODRILLO… DS E RIFONDAZIONE HANNO RIPRESENTATO PDL SU GARANTE REGIONALE DELLE CARCERI; CHIEDIAMO CHE SIA DISCUSSA E APPROVATA A SETTEMBRE”.
  L’intero Gruppo DS del Consiglio Regionale del Piemonte, ha ripresentato la Proposta di Legge per l’ “Istituzione dell’Ufficio del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, predisposta nella passata legislatura dai consiglieri radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, e che aveva ricevuto l’adesione di tutti i gruppi consiliari, tranne quello della Lega Nord. La PDL è stata sottoscritta da MULIERE, BOETTI, TRAVAGLINI, CAVALLARO, COMELLA, AUDDINO, BELLION, BERTETTO, FERRARIS, LARIZZA, POZZI, RONZANI, RESCHIOGNA, PLACIDO ed è già stata assegnata in sede referente alla VIII^ commissione permanente ed in sede consultiva alla I^ in data 18 luglio.
Lo scorso 26 luglio, il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista aveva presentato una PDL analoga, dal titolo: “Istituzione del difensore civico regionale delle persone private della liberta' personale”, sottoscritta da BOSSUTO, BARASSI, CLEMENT, DALMASSO, DEAMBROGIO, VALLOGGIA di Rifondazione Comunista e da TURIGLIATTO (lista Bresso) e ROBOTTI (Comunisti Italiani).
L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta aveva in più occasioni invitato i nuovi gruppi consiliari a fare proprio il testo della PDL, anche inviandolo, infine, formalmente a tutti i gruppi consiliari e all’Assessore regionale all’Assistenza, Angela Migliasso.
Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Anche quest’anno l’estate rischia di essere la stagione della rimozione collettiva del problema rappresentato dagli ormai 60.000 detenuti nelle carceri italiane (di cui quasi 5.000 in Piemonte) … con magari qualche lacrima di coccodrillo versata sotto l’ombrellone leggendo dell’ennesimo suicidio o dell’ennesima rissa dietro le sbarre.
E’, quindi, ancor più significativa l’iniziativa dei consiglieri regionali dei DS e di Rifondazione Comunista, grazie alla quale è stata disseppellita dai cassetti una proposta di legge che ha rappresentato l’eredità lasciata dai radicali al nuovo Consiglio Regionale; un modo per concretizzare e far durare nel tempo il nostro lavoro nella passata legislatura, le nostre 120 visite ispettive nelle carceri piemontesi.
Il “Garante regionale delle carceri” può e deve essere un aiuto per coloro che, dietro le sbarre, non hanno neppure la consapevolezza di avere dei diritti e delle opportunità; chiediamo che tale nuova figura sia varata al più presto dal Consiglio Regionale, alla riapertura dei lavori, per non diventare oggetto e ostaggio di una campagna elettorale che si preannuncia feroce e senza esclusione di colpi.”.
Mellano (348/5335302)
N.B. Il testo della Proposta di Legge sul Garante regionale delle carceri è disponibile nel link “Pianeta carcere/Cassa delle Ammende” su www.grupporadicalipiemonte.it

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