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Torino, 25/08/06
PILLOLA GIORNO DOPO/VIALE (RNP): “ANCHE NEGLI USA SARA’ VENDUTA LIBERAMENTE IN FARMACIA; MINISTRO TURCO, FACCIA LO STESSO IN ITALIA”
Silvio Viale (ginecologo, membro Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“La decisione americana arriva dopo quelle analoghe del Canada e del Portogallo (la cui legislazione in materia di aborto è fortemente restrittiva). Leggo che il presidente Bush ha apprezzato lo studio approfondito della questione da parte della FDA (Food and Drug Administration), che ha dato il via libera alla vendita in farmacia; se anche l’ultra-conservatore presidente USA non ha nulla da eccepire all’abolizione dell’obbligo di ricetta medica per la pillola del giorno dopo, mi domando cosa impedisca al governo di centro-sinistra, al ministro della Salute Livia Turco, di fare altrettanto in Italia, ponendo fine a quel calvario di umiliazioni a cui sono costrette migliaia di donne, specie nel fine settimana, per procurarsi la pillola del giorno dopo nei pronto soccorso degli ospedali (come ampiamente documentato da inchieste di stampa e TV).
Rinnovo l’invito al Ministro Turco ad affrontare finalmente la questione per arrivare in breve termine ad una piccola ma significativa riforma che migliorerebbe la qualità della vita di tante coppie ed eviterebbe gravidanze indesiderate ed aborti”.

Viale (348/5335310) www.associazioneaglietta.it

Torino, 20.08.06
CACCIA AI CAPRIOLI PIEMONTESI/MELLANO (RNP): “IN BOCCA AL LUPO? VIVA IL LUPO, I CAPRIOLI, LA SCIENZA, LA LEGGE ED UN AMBIENTALISMO MODERNO. PRESIDENTE BRESSO SAPPIA INNOVARE NELLA GESTIONE DELLA FAUNA !”
Oggi il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore” ha pubblicato un intervento dell’etologo Danilo Mainardi dal titolo “In bocca al lupo”, a conferma che la polemica sollevata dagli animalisti ha fatto emergere anche contributi e riflessioni utili ad affrontare la questione in modo nuovo. Mainardi richiama il caso del parco di Yellowstone negli USA con l’esplosione demografica dei cervi a seguito dello sterminio dei lupi. Solo con la reintroduzione del predatore naturale si sono ricreati gli equilibri ambientali del parco e si è travata una soluzione definitiva e feconda al sovrapopolamento dei grandi erbivori. Il maggior esperto etologo italiano formula una puntuale critica per le soluzioni adottate, da anni, dalla Regione Piemonte e dalle altre regioni italiane (l’abbattimento “selettivo”) o quelle proposte, in questi giorni, da alcuni settori dell’opinione pubblica (il trasferimento): “le due soluzioni proposte non porterebbero, sui lunghi tempi, ad alcun risultato definitivo”. Mainardi propone la reintroduzione di un predatore come il lupo per ricreare un equilibrio naturale, e sottolinea anche “come possano essere complesse le relazioni fra le specie, ma parlare solo di numeri sarebbe riduttivo. Concentrandosi sulle predazioni, i biologi del parco (americano) studiarono i resti delle carcasse degli animali uccisi. Esaminarono lo stato dei denti, fecero prelievi di midollo osseo e di vari tessuti puntando a sapere tutto su quelle prede”.

BRUNO MELLANO, deputato della Rosa nel Pugno, membro della Commissione Agricoltura, e segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato:

“Senza essere un esperto, ma seguendo le indicazioni che giungevano dalle associazioni ambientaliste più serie ed avvertite, ho anch’io, per anni, chiesto alla Regione Piemonte di intervenire nella gestione della fauna selvatica con modi ecologici, moderni, efficaci, innovativi ed incruenti. Lo fanno da tempo molti ambientalisti.
I conteggi su cui si basano le stime dell’eccesso di presenza di alcune specie animali sono risibili, del tutto antiscientifiche, sempre aleatorie e sovente false. Sondaggi a campione, fatti nella maggior parte da cacciatori e in alcuni casi da quadre di cacciatori ed ambientalisti, arbitrati da Provincia e Università, setacciano parte del territorio e contano gli animali che si possono vedere. Poi si media, di discute, si litiga, si somma e si moltiplica e viene fuori il numero! Analisi approfondite di quale tipo di fauna e sulla sua salute, dopo tanti ripopolamenti ufficiali e clandestini, sia ora presente sul territorio non è dato di sapere.
Mi appello, quindi, al Presidente Bresso, affinché sospenda la propria decisione relativamente alla vicenda dei 600 caprioli alessandrini e affinché voglia e sappia, con il suo piglio energico, la sua determinazione e mettendo a frutto i manuali di ecologia studiati ed insegnati, finalmente innovare nel settore della gestione del patrimonio faunistico regionale.
Dunque, viva il lupo, ma soprattutto viva la scienza e la laicità della politica, affinché si possano adottare, come dice la legge 157/92, tutti i metodi ecologici a nostra disposizione (la sterilizzazione, ad esempio) per controllare i caprioli e i cinghiali, in primo luogo, ma anche la fauna in generale.
Non è mai troppo tardi per invertire una rotta di marcia sbagliata!”

19 agosto 2006
QUESTIONE CECENA / LA ‘ROSA NEL PUGNO’ PRESENTA UNA INTERROGAZIONE URGENTE AL MINISTRO D’ALEMA PER CHIEDERE UNA “CONFERENZA DI PACE”
Mellano e Boni: “Non esiste solo il conflitto medio-orientale, in Cecenia i diritti civili più elementari sono violati tutti i giorni, a riflettori spenti e nel silenzio degli organi di stampa internazionali”
 
Nei giorni scorsi è giunta la notizia, poi smentita dai servizi segreti russi, della resa dell’attuale capo degli indipendentisti ceceni Doku Umarov, che da poche settimane ha preso il posto del terrorista Bassaiev ucciso in un’imboscata dai soldati russi.
Per sollecitare un intervento internazionale ed un’azione del Ministro D’Alema i Deputati della Rosa nel Pugno Bruno Mellano, Daniele Capezzone, Sergio D’Elia, Marco Beltrandi, Donetella Poretti e Maurizio Turco
hanno presentato una interrogazione urgente.
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Comitato nazionale Radicali italiani)
“Purtroppo non esiste solo il conflitto medio-orientale; nella stessa Europa, in Cecenia i diritti civili più elementari sono violati tutti i giorni, a riflettori spenti e nel silenzio degli organi di stampa internazionali. Per questo abbiamo chiesto al ministro D’Alema di farsi portatore della proposta di una “Conferenza di pace” sulla Cecenia. Nelle prossime settimane si annuncia un aggravamento della situazione: il 30 settembre scade l’ultimatum dell’esercito russo ai separatisti ceceni per la loro consegna delle armi. La notizia della resa - poi smentita – del leader ceceno Umarov deve essere letta proprio nel tentativo dei Russi di stringere i tempi e di fiaccare le residue speranze dei combattenti ceceni. E’ urgente e necessario – su questo facciamo appello a tutti i media – che si apra una finestra informativa sulla cecenia, su quanto accade e potrebbe accadere nelle prossime ore. Sempre più la situazione di quella regione è in mano alle malefatte dell’esercito russo (decine di migliaia di morti, rapimenti, fosse comuni, violenze sui civili) e ai gruppi terroristici fondamentalisti che trovano spazio proprio perché la comunità internazionale non fa sentire la sua voce. Il disastro ceceno, la situazione totalitaria che si sta facendo strada gradualmente in Russia, sono responsabilità anche dell’Europa che, come spesso accade, è silente e - quindi - consenziente”.

Roma, 19 agosto 2006
CACCIA AI CAPRIOLI PIEMONTESI – MELLANO (RNP): “LA LEGGE 157/92 NON CONSENTE L’INTERVENTO DEI CACCIATORI NEI PIANI DI ABBATTIMENTO SELETTIVO: SI APPLICHI FINALMENTE LA LEGGE COSI’ COME E’ SCRITTA E NON SI AVRANNO PIU’ MATTANZE!”
Giovedì 24 è previsto l’inizio abbattimento selettivo dei 600 caprioli della provincia di Alessandria, all’interno di un complessivo intervento di oltre 50.000 capi di cui si prevede l’uccisione in tutto il paese. La polemica estiva nata sul piano regionale piemontese ha avuto, almeno, il pregio di sollevare una questione di fondo nella gestione della caccia nel nostro paese. Gli scontri, per ora solo verbali ed attraverso le colonne dei giornali, fra animalisti, rappresentanti istituzionali e cacciatori, hanno fornito l’occasione di approfondimenti e di dibattito nell’opinione pubblica. La legge di riferimento, scritta anche sull’onda dei referendum radicali contro la caccia degli anni ottanta e condizionata dalla nascita anche in Italia dei movimenti ambientalisti, deve essere ancora puntualmente applicata. Il comma 2 dell’articolo 19 (Controllo della fauna selvatica) della legge 11 febbraio 1992 n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” regolamenta in modo chiaro ed univoco: “2. Le regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l'esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l'esercizio venatorio.”
Bruno Mellano, deputato della Rosa nel Pugno, membro della Commissione Agricoltura, ha oggi dichiarato:
“Per cinque lunghi anni ho battagliato in consiglio regionale del Piemonte, assieme ad altri ambientalisti e con l’aiuto di tante associazioni, a cominciare dall’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, affinché la Regione Piemonte non modificasse in senso deteriore la propria legge regionale sulla caccia ma che si applicasse finalmente e fino in fondo la testualità delle norme.
Paradossalmente in tutta questa polemica estiva sui caprioli piemontesi nessuno ha posto l’attenzione alle norme di legge in forza della quale si è autorizzato l’intervento “selettivo”.
Lunedì depositerò un’interrogazione urgente al Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro ed Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio affinché, uscendo dal teatrino delle dichiarazioni giornalistiche, ciascuno assuma le proprie responsabilità: sono stati messi in campo tutti i “metodi ecologici” per il prelievo selettivo? Quali sono le motivazioni di fondo che rendono “normale” il ricorso “straordinario” del prelievo selettivo? Quali sono le ragioni dell’inefficacia dei metodi ecologici attuati? L’abbattimento previsto per i prossimi giorni, in Piemonte ma non solo, è compatibile con la legge 157/92?”

Roma, 18 agosto 2006
LIBANO - MELLANO (RNP): D’ALEMA DIMENTICA IL RUOLO DI SIRIA ED IRAN NELLA GUERRA “PER PROCURA” GIOCATA IN LIBANO E NON VEDE IL GRANDE PERICOLO CHE STA CORRENDO ISRAELE E TUTTO L’OCCIDENTE. IL GOVERNO LAVORI, DA SUBITO, PER LA SOLUZIONE “ISRAELE NELL’UNIONE EUROPEA”.
Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno, ha partecipato oggi alla riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato ed è intervenuto nella fase del dibattito generale sulle relazioni dei Ministri degli Esteri, Massimo D’Alema, e della Difesa, Arturo Parisi. Le Commissioni hanno poi approvato, con la partecipazione della Rosa nel Pugno, un documento conclusivo unitario ma generico di impegno del Governo a sostegno della risoluzione ONU 1701.
Mellano ha dichiarato:
“Nel mio breve intervento ho voluto richiamare, dai banchi della maggioranza di governo, il Ministro Massimo D’Alema per alcuni aspetti lacunosi della sua, per molti aspetti, lunga e dettagliata analisi introduttiva.
La relazione del Ministro degli Esteri, infatti, è sembrata l’autogiustificazione per una missione in Libano che lo ha visto protagonista di incontri discutibili e politicamente imbarazzanti, ma ha finito per trascurare del tutto persino la menzione del ruolo avuto da Iran e Siria nel conflitto.
Una guerra “per procura” è stata giocata sul territorio libanese e sulle spalle dei libanesi: il nostro Ministro degli Esteri non avrebbe dovuto tralasciare di affrontare il nodo che rende l’attuale conflitto di una gravità senza precedenti.
La situazione che si è palesata con evidenza in questa fase rende infatti esplicito il rischio per lo Stato di Israele: non è più in causa solo la sua sicurezza ma la sua stessa esistenza!
Ho quindi ricordato al Governo ed ai colleghi parlamentari, a cui ho sottoposto l’appello di Marco Pannella e del Partito Radicale Transnazionale, l’urgenza di percorrere strade politiche atte a prefigurare una vera e concreta alternativa alla guerra.
“Israele nell’Unione Europea”, quindi, come obbiettivo ambizioso e realistico per una Grande Patria Europea, contro l’attuale Europa delle Patrie, e per uno stato ebraico che, uscendo dall’arroccamento difensivo e nazionalistico, sappia recuperare le radici dell’utopia sionista all’interno di una grande progetto politico europeo e mediterraneo.
Per Israele, ma anche per l’Europa!”

Torino, 09.08.06
TIBET E RADICALI - SI RILANCIA LA CAMPAGNA POLITICA DI SOSTEGNO ALLA LOTTA NONVIOLENTA DEI TIBETANI, RINASCE L’INTERGRUPPO PARLAMENTARE ITALIA-TIBET E L’ASSOCIAZIONE COMUNI, PROVINCE E REGIONI MOLTIPLICA LE SUE INIZIATIVE E LE SUE ADESIONI IN VISTA DI UN “AUTUNNO CALDO”.
Già oltre 40 le adesioni giunte, in risposta all’appello di Luana Zanella (Verdi) e di Bruno Mellano (Rosa nel Pugno), da parlamentari di vari gruppi politici per aderire all’Intergruppo parlamentare Italia-Tibet. A settembre si raccoglieranno ulteriori adesioni e si procederà alla prima riunione, con la partecipazione del sottosegretario agli Affari Esteri Gianni Vernetti, già coordinatore dell’intergruppo nella scorsa legislatura ed ora membro del governo con delega all’Asia ed ai Diritti Umani.
Oggi, a Palazzo Lascaris a Torino, si è svolta una riunione organizzativa dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, coordinata dai consiglieri regionali piemontesi, Maria Cristina Spinosa e Gianpiero Leo a cui ha partecipato Rosanna Degiovanni, per conto dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, in previsione delle imminenti visite in Piemonte rispettivamente per l’autunno e per il prossimo anno, del Primo Ministro Tibetato Samdhog Rimpoche e del Dalai Lama.
Il governo Prodi ha, recentemente, annunciato una larga delegazione di imprenditori e di rappresentanti istituzionali, nazionali e regionali, per una visita in Cina dal 12 al 18 settembre prossimo: il ministro del Commercio Internazionale Emma Bonino ha confermato la propria partecipazione.
L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha, infine, rilanciato la campagna internazionale “Una bandiera per il Tibet”: esporre la bandiera tibetana è un’iniziativa politica facile e simbolica. Oltre 200 enti locali italiani hanno già aderito, per ogni informazione www.associazioneaglietta.it.
BRUNO MELLANO E ROSANNA DEGIOVANNI hanno dichiarato:
“Occorre riprendere in mano l’iniziativa nonviolenta a sostegno del Tibet, se non è già troppo tardi.
Il genocidio “per diluizione” del popolo tibetano ad opera dei cinesi ha marciato velocemente in questi anni in cui, con ogni evidenza, è mancata una vera e forte leadership politica della lotta a sostegno del Tibet.
Noi in questi anni abbiamo tentato di tenere accesa un’attenzione politica e non solo culturale, spirituale o meramente strumentale rispetto alla causa tibetana: lo abbiamo fatto soprattutto richiamando le istituzioni democratiche occidentali alle proprie responsabilità ma anche richiamando le stesse autorità spirituali e politiche tibetane al progetto di un satyagraha mondiale che potesse coinvolgere i tantissimi amici del Tibet e tibetan support groups di tutto il mondo.
Il tempo è trascorso da una parte in tanti accordi commerciali senza alcuna ambizione politica e dall’altra in vani incontri preliminari ed informali per un eventuale confronto diretto che la Cina non vuole.
Nel frattempo sono continuate le repressioni, gli arresti, i divieti, le fughe, la costruzione devastante della ferrovia Pechino-Lasa, l’insediamento di milioni di cinesi, la trasformazione dei luoghi più sacri in richiami per turisti ignari, la riduzione dell’immacolato tetto del mondo in pattumiera nucleare della repubblica popolare di Cina…dunque, se non ora quando?”

Torino, 08.08.06
CARCERI/MELLANO(RNP): “I MINISTRI MASTELLA E DAMIANO ANNUNCIANO INTERVENTI STRAORDINARI PER EX-DETENUTI: L’INDULTO LIBERA ANCHE LA CASSA DELLE AMMENDE, DETENUTO SPECIALE DELLA BUROCRAZIA MINISTERIALE?”.
  Oggi i ministri della Giustizia e del Lavoro hanno oggi annunciato un intervento straordinario per l’inserimento lavorativo di ex-detenuti, con particolare riferimento alle persone rilasciate in questi giorni in forza della legge di indulto. Le notizie, rilanciate dagli organi di informazione, parlano di 13.000.000 euro di interventi urgenti: 10.000.000 messi a disposizione dal Ministero del Lavoro e 3.000.000 presi dal Ministero di Giustizia dal Fondo della Cassa delle Ammende.
 
BRUNO MELLANO, deputato della Rosa nel Pugno e segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato:
 
“A quanto pare, finalmente, il Governo di questo paese si è accorto dell’esistenza di uno strumento operativo molto importante come la Cassa delle Ammende, ideato durante il ventennio ma ridisegnato e ridefinito da una legge nel 2000 e poi sepolto per anni dalla burocrazia ministeriale romana e dai Governi che si sono succeduti.
Ci sono volute interrogazioni, interpellanze, mozioni, convegni e polemiche politiche per disseppellire un fondo di circa 87 milioni di euro che la normativa destina al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e delle loro famiglie.
Come “Associazione Radicale Adelaide Aglietta” fin dal 2002 abbiamo tentato di illuminare la Cassa delle Ammende per denunciarne la mancata utilizzazione e per sottolinearne l’importanza cruciale, in particolare in epoca di sovraffollamento delle carceri ed ora nel momento dell’applicazione di uno sconto di pena consistente e generalizzato.
Ora il Ministero della Giustizia sembra aver preso atto di avere in serbo uno strumento di intervento prezioso e necessario: il sottosegretario Ligotti nei giorni scorsi mi ha personalmente confermato che la Cassa delle Ammende dispone, ad oggi, di 87 milioni di euro. Gli Amministratori locali piemontesi, dopo anni di solleciti e di suggerimenti radicali, hanno chiesto di poter attingere da quel fondo per interventi straordinari ed urgenti in occasione dell’indulto.
Un regolamento di funzionamento, nato vecchio e farraginoso nella colpevole fretta di rispondere alle interrogazioni da noi sollevate e presentate nella scorsa legislatura da deputati di vari gruppi per sapere del bilancio e dell’utilizzo del Fondo, vincola ora lo stesso Ministero e forse non si riuscirà ad utilizzare proficuamente il fondo con l’urgenza e la flessibilità necessaria in questo frangente.
Un ordine del giorno, di cui sono stato primo firmatario, impegna il Governo a dare corretta ed efficace attuazione alla Cassa ed una nuova interrogazione della Rosa nel Pugno è stata depositata ed attende risposta urgente, anche prevedendo di modificare il regolamento.
Un dato pare comunque certo e ne prendo molto volentieri atto: il Ministro della Giustizia ed i suoi sottosegretari hanno acquisito la consapevolezza di avere a disposizione uno strumento da utilizzare. Questa è una piccola vittoria radicale!!! La recente legge sull’indulto sembra, dunque, avere come effetto collaterale positivo anche la “liberazione” della Cassa delle Ammende dalle secche ministeriali in cui si era incagliata: questo è oltre modo significativo per l’oggi, ma anche e soprattutto per il domani di un carcere più umano e legale, che sappia essere corrispondente alle previsioni costituzionali del recupero e del reinserimento sociale.”

Roma, 4 agosto 2006
CACCIA/MELLANO (RnP): IL DECRETO DI OGGI E’ SOLO UN PRIMO PASSO PER LA LEGALIZZARE LA CACCIA E TUTELARE LA FAUNA.
  Con l’approvazione di oggi da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto legge recante “Disposizioni urgenti per assicurare l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica.” l’Italia segna un punto importante in materia di politica venatoria. Il testo, infatti, sospende tutte le deroghe adottate dalle Regioni in violazione delle direttive comunitarie; inoltre si prevede dopo molti anni un’apertura della stagione venatoria regolare conforme alla legge nazionale 157/92 e non più a macchia di leopardo.

Bruno Mellano (Deputato della Rosa nel Pugno, membro della Commissione Agricoltura) ha dichiarato:

“Mi unisco alle voci dell’ENPA, della LIPU, del WWF Italia e degli Animalisti Italiani per esprimere soddisfazione per l’approvazione di questo decreto che annulla tutte quelle deroghe che, in palese violazione delle direttive comunitarie (in particolare la 79/409/CEE), avrebbero permesso l’uccisione di migliaia di animali appartenenti a specie protette.
Il continuo ricorso alle deroghe in materia di caccia ha, in questi anni, procurato al nostro Paese l’apertura di numerosissime procedure di infrazione (18 contro altrettante regioni italiane) che avrebbero costretto l’intera collettività al pagamento di multe milionarie per violazione della normativa comunitaria.
Con questo primo provvedimento del Governo Prodi e con quanto si riuscirà a fare in Parlamento, il mio impegno sarà quello di vigilare affinché anche in materia di caccia siano rispettate le leggi vigenti e siano applicate le direttive europee e, ove possibile, migliorare la normativa italiana nel senso di un maggiore rispetto verso la fauna e l’ecosistema in generale.

Torino, 4 agosto 2006
INDULTO/MELLANO (RNP): “ABBIAMO SVOLTO UN MONITORAGGIO SUI 13 ISTITUTI DI PENA PIEMONTESI: USCITI AD OGGI 1243 DETENUTI.
  Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
 
“Abbiamo svolto un monitoraggio nei 13 Istituti di pena piemontesi: sono in 1243, ad oggi,  i cittadini reclusi che hanno usufruito della legge sull’indulto.
Continuano, comunque, ad arrivare i provvedimenti dalle procure per cui ancora fra oggi e domani si verificheranno altre uscite; poi nei prossimi giorni il flusso diminuirà. Dai dati specifici è emersa una applicazione piuttosto estensiva della legge; infatti le scarcerazioni hanno superato le previsioni, fatte dagli uffici matricola delle carceri, che prendevano in esame soltanto coloro che si trovavano a fine pena. In realtà sono stati scarcerati anche coloro che, pur avendo reati ostativi, avendo già scontato la pena ed essendo in espiazione di altro reato, hanno beneficiato comunque dell’indulto; anche alcuni imputati sono stati inclusi, perché la pena prevista in appello rientrerebbe comunque nei tre anni condonati dall’indulto .”
 
Questi i dati precisi:
 
DETENUTI USCITI PER INDULTO DALLE CARCERI PIEMONTESI AL 04/08/06
 
capienza      presenze          usciti ad oggi        uscite previste (N.B.)
ALBA              111    194                91     110
ALESSANDRIA S.M.  245    370                93     140
ALESSANDRIA D.S.  284    361               134     170
ASTI              178    330                82     100
BIELLA            175    300                82      60
CUNEO             308    307                70      80
FOSSANO           144     71                47      60
IVREA             208    299               113     133
NOVARA            186    219                57      47
SALUZZO           222    390                85     105
TORINO            950   1313               247    
400
VERBANIA           90    116                42      32
VERCELLI          194    307               100      50
 
N.B. Se inferiori a quelle effettive, tenere conto di quanto detto sopra.

Roma, Torino, 4 agosto 2006
DROGA/ON. MELLANO (RNP) HA PRESENTATO INTERPELLANZA SU 16 PUNTI DELLA RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE:
“IL MINISTRO FERRERO HA COMPIUTO UN GRAVE PECCATO DI OMISSIONE: NESSUNA INFORMAZIONE SULL’ASSISTENZA SANITARIA NELLE CARCERI”.
  Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno) ha presentato un’interpellanza (sottoscritta anche da Capezzone, Beltrandi, D’Elia, Poretti e Turco) al ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, su 16 punti della Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze,  presentata dal ministro lo scorso 13 luglio.
 
Mellano ha dichiarato:
 
“Assieme a Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani), che da vent’anni si occupa delle politiche sulle tossicodipendenze, ho compiuto un’accurata analisi del documento e ho posto poi al ministro nove domande sui punti che ritengo cruciali. Qui mi limito a denunciare quella che mi pare una grave omissione: nella Relazione, pur ricca di dati, manca qualsiasi informazione sulla quantità e qualità dell’assistenza sanitaria assicurata ai cittadini tossicodipendenti reclusi nelle carceri italiane.
Le Relazioni precedenti del governo di centro-destra erano lacunose su questo punto, ma qualche cosa riportavano: per esempio, ammettevano l’inattuazione continuata e aggravata della legge di riforma della medicina penitenziaria (D. Lgs. 230 del 1999), che ha trasferito le competenze sulla sanità in carcere dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute, cioè alle ASL; per esempio, ammettevano che la percentuale di trattamenti metadonici effettuati in carcere era irrisoria rispetto a quelli praticati fuori. In mancanza dei dati del ministro Ferrero, siamo andati a recuperare quelli del ministro Mastella, o meglio del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria): al 31 dicembre 2005 erano 1.932 i cittadini td. reclusi in trattamento metadonico su un totale di 16.135 (12%), e – lo confermano le nostre visite nelle carceri – si tratta per la maggior parte di trattamenti a breve termine (meno di tre mesi). Dalla Relazione si evince, invece, che fuori dalle sbarre, nei Sert (servizi tossicodipendenze delle ASL), i trattamenti metadonici interessano quasi 2 utenti su 3 (e il 66,4% di essi sono a lungo termine, oltre sei mesi).
Sono cifre che incidono sulla vita e sulla morte delle persone, qui ed ora: c’è il rischio concreto che  cittadini tossicodipendenti scarcerati grazie all’indulto non reggano alla prima assunzione di droga di strada perché il loro fisico non è più assuefatto allo stupefacente, rispetto al quale, è utile ribadirlo, grazie al proibizionismo, essi non hanno alcun potere di controllo della qualità; non era meglio se fossero stati assistiti dal Sert in carcere con trattamenti metadonici a lungo termine per poi essere subito assegnati allo stesso Sert fuori dal carcere per la continuazione del trattamento? Senza mitizzazioni ma anche senza demonizzazioni, il metadone può essere il “bastone chimico” per sostenere molti tossicodipendenti nel passaggio dalla galera alla vita civile.
Su questo punto, il ministro di Rifondazione Comunista cosa intende dire e fare?”.

Roma, 3 agosto 2006
RU486/CAPEZZONE (RNP): “SOLIDARIETA’ A VIALE MA ANCHE AL COMMISSARIO DEL S. ANNA E ALLE DONNE CHIAMATE A IN PROCURA A RIFERIRE SULLE MODALITA’ CON CUI HANNO ABORTITO.”
  Daniele Capezzone (deputato Rosa nel Pugno, segretario nazionale di Radicali Italiani) ha dichiarato:
“La mia solidarietà umana e politica a Silvio Viale è tanto scontata quanto solida. Ma la mia solidarietà va anche al Commissario dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Torino; da quanto leggo, la D. ssa D’Innocenzo è fermamente intenzionata a portare a termine la sperimentazione della RU486, peraltro già attuata per il 90%. Non solo: il Commissario del S. Anna si preoccupa, anzi si occupa già di dare una prospettiva futura alla sperimentazione stessa ed ha per questo chiesto un incontro con il ministro della Salute, Livia Turco.
E’ la direzione giusta; il governo di centro-sinistra deve assicurare finalmente a tutte le donne italiane la possibilità di accedere all’aborto farmacologico, a quella pillola RU486 che il ministro della Salute francese, nel 1999, di fronte agli attacchi clericali, definì “patrimonio morale delle donne francesi”.
La mia solidarietà, infine, va alle donne che in questi giorni sono chiamate in Procura, a Torino, per riferire sulle modalità con cui hanno abortito; nell’Italia distratta dell’estate 2006 accade anche questo: donne in Procura per consumato aborto come avveniva fino a trent’anni fa … Le solite esagerazioni radicali?

Roma, Torino, 2 agosto 2006
EMERGENZA CARCERI/MELLANO (RNP): “DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLA CASSA DELLE AMMENDE? DOVE SONO I BILANCI DELLA CASSA? QUANTI E QUALI PROGETTI SONO STATI FINANZIATI?”. INTERROGAZIONE ALLA CAMERA.
Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
“Una delle conseguenze positive dell’indulto sarà quella di fare finalmente chiarezza sull’istituto della Cassa delle Ammende (CdA), gestito dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia, che dovrebbe finanziare i progetti di reinserimento dei detenuti.
Nella passata legislatura, grazie al lavoro della radicale Iolanda Casigliani, riuscimmo a disseppellire dal dimenticatoio questo fondo e a far sì che il ministro Castelli emanasse il Regolamento d’attuazione e comunicasse l’ammontare del fondo patrimoniale: 71 milioni di euro (ottobre 2003).
Da allora, è di nuovo calato il silenzio su: quanti e quali progetti sono stati finanziati dalla Cassa delle Ammende; dove sono i suoi bilanci preventivi e consuntivi; quanto è rimasto in Cassa, visto che oggi apprendo dai giornali che il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ritiene che l’ammontare del fondo sia pari a circa 30 milioni di euro. Mi pare una cifra riduttiva, visto che la Cassa è continuamente implementata con i proventi del pagamento delle ammende e delle multe a seguito delle sentenze penali di condanna.
Nel contesto venutosi a creare con la legge sull’indulto, i soldi della Cassa rappresentano una vera e propria manna nel deserto. Per questo, oggi, in zona Cesarini, prima della pausa estiva, ho presentato un’interrogazione al Governo per fare luce sulla gestione passata, presente e futura della CdA.”.

N. B. Sul sito www.associazioneaglietta.it, nel link “Carceri”, è disponibile documentazione sulla Cassa delle Ammende.

Roma, Torino, 2 agosto 2006
RU486/MELLANO (RNP): “BASTA CON I POLVERONI ESTIVI. LA SPERIMENTAZIONE AL S. ANNA HA AVUTO SUCCESSO ED E’ QUASI TERMINATA: CHE SENSO AVREBBE SOSPENDERLA ADESSO?”
  Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:
“E’ ora di dire basta allo stillicidio di notizie di stampa volte a mettere in cattiva luce l’équipe medica del S. Anna ed in particolare il Dr. Silvio Viale, a cui non si perdona la grave colpa di essere un militante radicale e di essere stato il primo medico in Italia a volere provare a garantire anche alle donne italiane la possibilità di accedere all’aborto farmacologico, attuando finalmente la legge 194 del 1978.
Prendo atto dell’immediata smentita dell’Assessore Valpreda; la sperimentazione non è stata bloccata dalla Regione ma è stata semplicemente sospesa per la pausa estiva. Rispetto ai 400 trattamenti previsti, ne sono stati effettuati circa il 90% del totale; non vi è stata nessuna seria complicazione sanitaria ed il numero delle pazienti che ha dovuto ricorrere all’intervento chirurgico, circa il 5%, rientra nelle previsioni. Che senso avrebbe sospendere a settembre una sperimentazione ormai giunta in dirittura d’arrivo?
La magistratura e la Regione possono e debbono compiere tutti gli accertamenti del caso senza intaccare il significato e l’importanza di quanto è stato fatto in quest’anno all’Ospedale S. Anna.
Il problema è un altro; non vorrei che con la caccia all’untore Viale si cercasse di non affrontare la questione cruciale: la Regione Piemonte e le altre Regioni intendono finalmente adempiere a quanto richiede loro l’art. 15 della legge 194 (citata da tutti e letta da pochi): “Le regioni, d'intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie … sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”?
Ricordo che la sperimentazione al S. Anna è nata con un governo regionale di centro-destra e con un Assessore alla Sanità antiabortista di Alleanza Nazionale; è doveroso attendersi che il governo Prodi e le giunte delle Regioni  di centro-sinistra dicano e soprattutto facciano, anche sull’aborto farmacologico, qualcosa di sinistra!”.
N.B. Su www.associazioneaglietta.it è disponibile ampia documentazione sulla RU486 e sulla sperimentazione all’Ospedale S. Anna di Torino.

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