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TIBET/GIORNATA MONDIALE DI MOBILITAZIONE DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ TIBETANA. A TORINO SIT-IN IN VIA GARIBALDI DELLE ASSOCIAZIONI PRO-TIBET. DICHIARAZIONE DEL RADICALE BRUNO MELLANO. |
Si è tenuto questa mattina a Torino, in via Garibaldi, un sit-in delle Associazioni pro-Tibet, a sostegno della giornata mondiale di mobilitazione promossa oggi, sabato 30 agosto, dal Comitato di Solidarietà Tibetana, che prevede un digiuno simbolico di 12 ore, preghiere, momenti di riflessione pubblica sulla situazione in Tibet. Erano presenti alla manifestazione di Torino: Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani); Gianpiero Leo (consigliere regionale Forza Italia, coordinatore Associazione Enti Locali per il Tibet); Luciano Michelozzi (Associazione Italia-Tibet) ; Paolo Cecchelli (Amnesty International) ; Nathalie Pisano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta); Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani); Giulio Manfredi e Gian Piero Buscaglia (giunta di segreteria e Comitato Nazionale Radicali Italiani). Nonostante il grande caldo e la città ancora semideserta, numerose persone si sono avvicinate al banchetto per informarsi sull’iniziativa e per ritirare la bandiera tibetana, per poi esporla alla finestra, al balcone di casa. Al termine della manifestazione, Bruno Mellano (prima di ripartire per Milano, dove si tiene l'evento nazionale della giornata, al Parco Sempione) ha dichiarato: “Personalmente intendo sottolineare l’importanza dell’iniziativa di nonviolenza attiva, lanciata e coordinata per la prima volta proprio dai massimi dirigenti democratici dall’esilio tibetano in India, ed in prima persona dal Capo del Governo, professor Samdhong Rinpoche. 12 ore di digiuno rappresentano un’iniziativa simbolica, soprattutto se paragonate ai lunghissimi scioperi della fame e della sete che hanno caratterizzato l’esperienza politica del Partito Radicale e di Marco Pannella; ciò premesso, abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa perché, grazie al metodo gandhiano le autorità tibetane cercano di rafforzare le proposte di autonomia “federalista” che sono alla base della reiterata richiesta di dialogo del Dalai Lama nei confronti del regime cinese. Con l’occasione il Partito Radicale Nonviolento ha anche riaffermato l’opportunità di rendere pubblico, preventivamente, il piano di genuina autonomia del Tibet all’interno della Repubblica Popolare di Cina che, ad ottobre, sarà presentato alle autorità cinesi dalla annunciata delegazione tibetana a Pechino. Infine, come radicali, abbiamo ricordato al Governo ed al Parlamento tibetano in esilio a Dharamsala ed allo stesso Dalai Lama, che il 2008 è l’anno del “Primo Satyagraha mondiale per la Pace , la Democrazia e la Libertà ” e che il sostegno alla “verità” per la questione del Tibet si inserisce, per noi, all’interno di una più complessa e generale battaglia per la “verità” nella politica estera, dall’Iraq al Sud-Est asiatico, dal Medio-Oriente al Caucaso.”.
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TORINO/DOMANI ASSOCIAZIONI PRO TIBET MANIFESTANO IN VIA GARIBALDI IN OCCASIONE GIORNATA DI DIGIUNO PROMOSSA DA COMUNITA’ TIBETANA. ADESIONE DEI RADICALI. |
Il 'Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito' e 'Radicali Italiani' hanno ufficialmente aderito all'iniziativa nonviolenta lanciata dal Governo tibetano in esilio per domani, sabato 30 agosto. Per la prima volta le autorità tibetane in esilio a Dharamsala, in India, hanno proposto alla diaspora tibetana ed ai tibetani dell'interno della Cina, come a tutti gli amici ed i sostenitori della loro richiesta di autonomia, una mobilitazione straordinaria e coordinata. Tutte le persone che vorranno dare un segnale di vicinanza e di sostegno al Tibet ed alla lotta nonviolenta del Dalai Lama sono stati invitate dal Primo Ministro tibetano, professor Samdong Rinpoche, ad osservare un digiuno simbolico di 12 ore, nella giornata del 30 agosto, dalle 7/8 del mattino alle 19/20 della sera. Digiuno, silenzio, meditazione e preghiere, ma anche brevi interventi di spiegazione e di informazione per sostenere la causa del Tibet, la scelta del dialogo e la necessità di far emergere la verità di un regime che da 60 anni occupa e reprime il 'Tetto del mondo'.
A Torino, le Associazioni pro Tibet aderenti all’iniziativa si ritroveranno domani in via Garibaldi n. 14 (all’altezza di Via Bellezia), dalle ore 11:00 alle ore 13:00. Saranno presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Giampiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Italia dei Valori), coordinatori dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte.
Saranno presenti anche Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e Nathalie Pisano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che hanno aderito al digiuno simbolico con questa dichiarazione: “L’iniziativa di domani è quanto mai tempestiva e opportuna per ribadire che, terminate le Olimpiadi di Pechino, non bisogna riporre in cantina la questione tibetana, che rappresenta la punta dell’iceberg dei diritti negati in Cina. Il problema rimane in tutta la sua gravità, come ci ha ricordato il Dalai Lama nella sua recente visita in Francia. Il Governo tibetano in esilio ha annunciato che ad ottobre presenterà alle autorità di Pechino una proposta ultimativa sullo status di piena autonomia del Tibet all’interno dei confini cinesi, una richiesta che il Dalai Lama avanza da oltre vent’anni, ricevendo da parte cinese o silenzi omissivi o accuse infamanti. La mobilitazione di questi mesi deve pertanto continuare. Noi offriamo ai cittadini due strumenti: la bandiera tibetana, da esporre alla finestra, al balcone di casa; l’Associazione Comuni per il Tibet, a cui far aderire il proprio Comune (Provincia, Regione). Dalla visita del Dalai Lama a Torino, lo scorso dicembre, l’Associazione ha dimostrato di saper essere protagonista attiva e consapevole; occorre darle più forza e consistenza.” .
Torino, 29 agosto 2008 Le adesioni al digiuno di domani possono essere comunicate a questo indirizzo: http://www.radicalp arty.org/ appello_tibet/ form.php
La bandiera tibetana può essere richiesta all’Associazione radicale Adelaide Aglietta: larosanelpugno@ hotmail.com - www.associazioneagl ietta.it
Per informazioni e adesioni all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet: www.consiglioregion ale.piemonte. it/organismi/ altri_org/ tibet/index. htm
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CRISI GEORGIA/RADICALI: MOSCA SCHERZA CON IL FUOCO. RICONOSCIMENTO INDIPENDENZA OSSEZIA DEL SUD E ABKHAZIA RIAPRE QUESTIONE CECENA. CHI E’ IL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO? FRATTINI O SCARONI? |
Giulio Manfredi e Igor Boni (esponenti di Radicali Italiani) hanno dichiarato: Il regime di Mosca scherza il fuoco; il suo riconoscimento (del tutto privo di valore giuridico, nonostante l’ “azzeccagarbugli” Medvedev si richiami addirittura allo statuto dell’ONU) della secessione dalla Georgia di Ossezia del Sud e Abkhazia riapre l’intera partita del Caucaso, a partire dalla Cecenia e dall’Inguscezia. Ricordiamo che la Cecenia è stata invasa dai russi nel 1999, quando era a tutti gli effetti uno Stato sovrano, con un presidente, Aslan Maskhadov, eletto in libere elezioni certificate dalla comunità internazionale. E Putin non prese nemmeno in considerazione la proposta, avanzata nel 2003 dall’allora ministro degli esteri ceceno Akhmadov, di far amministrare la Cecenia dall’ONU – sull’esempio del Kosovo – per poi far tenere un referendum fra i ceceni sull’indipendenza da Mosca. Referendum serio, non le votazioni-farsa tenutesi successivamente in Cecenia, dove il partito di Putin ha preso il 99% dei voti… Ieri l’amministratore delegato dell’ENI, Paolo Scaroni, ha escluso categoricamente che la crisi attuale abbia ripercussioni nei rapporti d’affari con Gazprom. Lasciando da parte qualsiasi valutazione di merito, ci permettiamo di ricordare al Dr. Scaroni che l’ENI non è una sua proprietà privata ma una società per azioni nella quale la quota di partecipazione diretta del Ministero dell’Economia e Finanze è pari al 20,31% (indirettamente, tramite la Cassa depositi e prestiti S.p.A., possiede un'ulteriore partecipazione del 9,99% ); pertanto, prima di rilasciare simili dichiarazioni perentorie, sarebbe bene consultare il ministro degli Esteri Frattini. Infine, a proposito della questione energetica e a testimonianza della strumentalità con cui Mosca utilizza la questione delle cosiddette repubbliche secessioniste, ricordiamo che i russi controllano ancora il porto georgiano di Poti, sul Mar Nero, distante sia dall’Ossezia del Sud che dall’Abkhazia. Il vero obiettivo dell’offensiva russa è quello di colpire le infrastrutture e le linee di comunicazione georgiane per impedire che diventino alternative, per il trasporto di gas e petrolio dall’Asia Centrale in Europa, alle pipelines di Gazprom. Questa è la vera posta sul tappeto. Finalmente l’Unione Europea se ne è accorta o è stata costretta ad accorgersene.”
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OLIMPIADI/RADICALI TORINO: GRAZIE AD ALCUNI ATLETI IL TEMA DEI DIRITTI UMANI IN CINA NON E’ STATO DEL TUTTO CENSURATO. LA MOBILITAZIONE DEVE CONTINUARE, PER APPOGGIARE LA LOTTA DEL DALAI LAMA PER L’AUTONOMIA DEL TIBET: NUOVE BANDIERE TIBETANE ALLA FINESTRA, NUOVE ADESIONI ALL’ASSOCIAZIONE COMUNI PRO TIBET. |
Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: “Clemente Russo, pugile di Marcianise (Caserta), ha fatto un sol boccone del luogo comune per cui non ci si deve occupare dei problemi dei cinesi avendone già tanti a casa propria; grazie a lui, a Josefa Idem, a Margherita Granbassi, in zona Cesarini i media italiani hanno dedicato un po’ di attenzione al Tibet e ai diritti umani, finora rimossi dalle cronache di queste Olimpiadi. Ma non finisce qui … il Dalai Lama, nella sua visita in Francia (dove è stato ricevuto non solo da Carla Bruni ma anche dal ministro degli Esteri), ha ricordato a tutti che la repressione e il processo di pulizia etnica per diluizione attuato da Pechino in Tibet non si sono certo fermati per i Giochi Olimpici, anzi si sono intensificati. I prossimi mesi saranno decisivi per la causa tibetana; ad ottobre il governo tibetano in esilio presenterà una proposta ultimativa al regime cinese, per l’autonomia del Tibet all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina. La mobilitazione per il Tibet deve, pertanto, continuare ed intensificarsi; l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta invita i cittadini che hanno in questi mesi esposto la bandiera tibetana al balcone di casa a non ritirarla; invita altri a fare altrettanto; invita i sindaci dei Comuni e i Presidenti di Province e Regioni ad aderire all’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet.” Per acquistare la bandiera tibetana: www.associazioneagl ietta.it Per informazioni e adesioni all’associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet: http://www.consigli oregionale. piemonte. it/organismi/ altri_org/ tibet/index. htm
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MELLANO – RADICALI/PD: “NOI CI SIAMO, E I DEMOCRATICI?” |
Carlo Chiama, segretario torinese del Pd, è intervenuto oggi con una dichiarazione polemica contro i Radicali, pubblicata da un importante quotidiano nel riferire della discussione politica sull’organizzazione della Festa democratica di Torino. Secondo quanto riporta il virgolettato di Repubblica, Chiama avrebbe, tra l’altro, dichiarato: “…In ogni caso mi chiedo se non sia troppo comodo, dopo che una loro esponente, Emma Bonino, è stata eletta con il nostro contributo, qui in Piemonte, farsi sentire solo oggi, e per protestare. Perché da aprile i Radicali non li abbiamo più visti”. Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani: “Visto che considero letteralmente incredibili le dichiarazioni di Carlo Chiama, voglio rendere pubblici alcuni dei miei personali, ripetut itentativi di fare iniziative assieme agli amici e compagni del Partito Democratico piemontese. Ho proposto, telefonando direttamente e personalmente, a quasi tutti gli eletti (nazionali e regionali) del PD di visitare assieme dapprima il CPT di Torino (in occasione della morte di un cittadino magrebino il 25 maggio) e poi la Casa di Reclusione delle Vallette (in occasione della mobilitazione nazionale del 15 agosto), ma non è stato possibile trovare nessuno che accompagnasse la delegazione radicale. Abbiamo fatto diversamente, senza problemi, ma anche senza i “democratici”. Inutili anche i tentativi di coinvolgere gli eletti del PD sulle questioni del Tibet, che in questi mesi ci hanno visti protagonisti a livello nazionale e regionale. Con numerosissime iniziative anche aTorino. A vuoto infine anche i tentativi di parlare dell’esito delle elezioni di aprile e del dopo elezioni: scarse le presenze di “democratici” alla nostra assemblea dei mille a Chianciano per discutere su che fare e come farlo. Forse Chiama non ha più visto i Radicali perché noi abbiamo continuato a fare politica, con le iniziative e con i banchetti, con le proposte e con le denunce, e molto poco ci siamo occupati di posti da occupare. Ma continuiamo a sperare: a fine giugno, con il Comitato nazionale di Radicali Italiani che mi ha eletto Presidente nazionale, abbiamo lanciato una campagna politica per incardinare l’Anagrafe pubblica degli eletti, ad ogni livello di rappresentanza. Contatterò personalmente Carlo Chiama. Anche perché sono certo che gli elettori del Partito Democratico debbono poter conoscere tutto dei propri eletti, a cominciare dalla vice Presidente del Senato Emma Bonino. Sono convinto che ci sarebbero delle sorprese nel gradimento” |
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TORINO - I RADICALI LANCIANO LE PRIMARIE PER PROSSIME ELEZIONI COMUNALI. |
“Festa PD: prendiamo atto delle giustificazioni di Carlo Chiama e aspettiamo i fatti” Oggi si è tenuta una conferenza stampa nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta a cui hanno partecipato Giulio Manfredi (giunta di segreteria di r5adicali Italian), Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta). Giulio Manfredi ha ricordato che i rapporti con il partito Democratico sono di vecchia data: nel 1993 i Radicali torinesi diedero un apporto forte e convinto alla candidatura di Valentino Castellani (Alleanza democratica – Alleanza per Torino) a Sindaco di Torino, contribuendo in modo significativo alla sua vittoria. Con Sergio Chiamparino si è sviluppato nel corso degli anni un rapporto chiaro e proficuo su vari temi, da quelli attinenti allo sviluppo della città (TAV, federalismo) , a quelli relativi alle iniziative transnazionali radicali (pena di morte, Tibet); un rapporto mai succube, prova ne sia le polemiche – che continuano – sulla gestione di Parco Stura e sulla auspicabile apertura di una narcosala in città. Igor Boni ha replicato duramente a Carlo Chiama, coordinatore cittadino del PD, che dalle colonne di La Repubblica ha accusato i Radicali di essere spariti dopo le elezioni politiche di aprile. Ha ricordato la serie di eventi che testimoniano il rapporto, certo contrastato, ma concreto e continuo fra il PD e i Radicali: in primo luogo il rifiuto della candidatura alle primarie di Marco Pannella che non ha impedito però la partecipazione alle primarie di Igor Boni e Silvio Viale; poi il rifiuto dell’apparentamento con le Liste Bonino alle scorse politiche e i veti sui nomi di Pannella, D’Elia e Viale; fino alla mancata risposta alla richiesta radicale durante la campagna elettorale di incontro con il segretario regionale Gianfranco Morgando. Forse Chiama era troppo impegnato nelle polemiche sulla dirigenza del PD per accorgersi, ma da aprile in poi sono state numerose le iniziative comuni organizzate tra Radicali e la parte più avanzata del PD, non solo a Torino. Boni ha detto: “Oggi il mancato invito alla festa del PD rappresenta un ulteriore elemento negativo che non accettiamo. Per questo chiediamo di ricevere ufficialmente l’invito alla festa di settembre per contribuire con le nostre iniziative e idee, su laicità, economia, ambiente, sviluppo, politica internazionale, a costruire insieme agli amici del PD la sinistra liberale europea che oggi in Italia non c’è. Se non saremo invitati annunciamo sin d’ora un nostro presidio all’ingresso della festa.” Silvio Viale ha concluso prendendo spunto dal grande interesse ferragostano per i progetti per lo sviluppo di Torino, che ha allargato la polemica a destra e a sinistra, lanciando la sfida per le primarie: “Chiamparino non potrà più candidarsi ed, in ogni caso, sembra definitivamente esaurita dopo 15 anni la spinta della prima giunta Castellani. A destra dopo avere proposto gli oriundi Costa (Cuneo) e Rosso (Vercelli) e addirittura il “naturalizzato” Bottiglione, sono nel marasma più totale. La sfida per il PD, ma anche per PDL, è quella di fare un salto di qualità a Torino organizzando le primarie per il 2011. C0è tutto il tempo per farlo e sarà l’occasione, non solo per fare i nome, ma per proporre progetti di innovazione e sviluppo per la città. Parlo di primarie vere, come quelle che hanno appassionato tutti su Obama e su McCain, non forme plebiscitarie di propaganda o convegni per clan correntizi. Morgando e Ghigo sapranno cogliere la sfida per Torino? Pensare al futuro è l’unico modo per non dare l’impressione che tutto si riduca ad una bega ti poltrone.” |
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DROGA/RADICALI TORINO: ANCHE IL PREFETTO PADOIN RICONOSCE L’UTILITA’ DELLE NARCOSALE. OCCORRE EQUILIBRARE LA RISPOSTA REPRESSIVA CON L’OFFERTA DI SERVIZI SOCIO-SANITARI INNOVATIVI. |
Gli esponenti radicali torinesi Domenico Massano e Giulio Manfredi hanno dichiarato: “Anche il Prefetto di Torino, dott. Paolo Padoin, si esprime a favore dell’utilizzo delle narcosale a Torino. Nell’intervista pubblicata oggi su “ la Repubblica ”, il Prefetto afferma che le narcosale potrebbero essere “un’opportunità peri levare qualcuno dalla strada, nell’ottica di potenziare servizi di prevenzione socio-sanitaria. In questo senso posso impegnarmi a dare una mano.” Il Prefetto afferma, inoltre, che sarebbe necessario potenziare gli interventi preventivi e socio-sanitari sul territorio per poter rispondere al meglio all’emergenza “droga” in città. Dalle parole del Prefetto Padoin ed in quelle recenti del dott. Paolo Jarre (direttore dipartimento dipendenze ASL 5 di Rivoli), emerge chiaramente la necessità di rivedere le strategie complessive utilizzate per governare il fenomeno “droga” a Torino. Occorre avviare al più presto un tavolo di confronto e coordinamento tra i vari interventi (militari, sanitari, sociali e di riqualifica) , per definire, senza preclusioni ideologiche nei confronti di alcun servizio (narcosale incluse), una strategia articolata ed efficace, capace di tutelare le persone tossicodipendenti e di restituire alla cittadinanza una città più sicura, libera e vivibile per tutti.
E’ evidente che l’aver pensato di poter risolvere il problema presidiando con i militari Parco Stura è stata una scelta miope e demagogica che, per ora, è riuscita solo a disperdere su tutta la città un fenomeno prima localizzato prevalentemente in un solo luogo. Occorre superare proposte demagogiche e sterili contrapposizioni, per riportare al centro le persone partendo da quella politica dei 4 pilastri cui, a livello internazionale, si fa riferimento ormai da anni: repressione, prevenzione, cura e riduzione del danno. Le narcosale sono un servizio socio-sanitario che rientra in quest’ultimo pilastro ed andrebbero a completare l'attuale offerta di servizi di riduzione del danno, offrendo un'alternativa ed una concreta possibilità di tutela della vita per molte persone tossicodipendenti. Nelle città europee in cui tale servizio è stato sperimentato i riscontri sono stati sempre positivi, sia relativamente alla salute delle persone tossicodipendenti che al contesto cittadino in cui sono state realizzate. In particolare a Francoforte (come ha più volte affermato Jurgen Weimer, coordinatore dei servizi delle tossicodipendenze della città), dalla collaborazione fra i servizi socio-sanitari e le forze di polizia, si è potuta definire una strategia articolata e coerente di interventi che, grazie alla realizzazione di alcune narcosale sul territorio, ha permesso di agire efficacemente sul fenomeno.”
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PD-CHIAMPARINO: I RADICALI METTONO I PIEDI NEL PIATTO Conferenza stampa domani a Torino |
Come saluto di bentornato al segretario regionale Gianfranco Morgando, domani, 23 agosto, alle ore 11:45 a Torino, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Botero 11/f, si terrà una conferenza stampa dei Radicali per protestare contro l’esclusione dalla festa del PD, per annunciare iniziative di risposta all’esclusione e per illustrare proposte in merito al confronto in atto nel PD e nelle forze politiche piemontesi. Alla conferenza stampa interverranno: Silvio Viale – Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta Giulio Manfredi – giunta di segreteria di Radicali Italiani Igor Boni – segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta
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RADICALI: OGGI SERVE RIEVOCARE NON SOLO LA CECOSLOVACCHIA DEL 1968 MA ANCHE QUELLA DEL 1938: L’OSSEZIA DI OGGI COME I SUDETI DI ALLORA.
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Giulio Manfredi e Igor Boni (esponenti di Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Oggi sarebbe opportuno che si rievocasse non solamente la Cecoslovacchia del 1968 ma anche quella del 1938. Oggi la miccia della guerra è stata l’Ossezia; 70 anni fa furono i Sudeti. Hitler sfruttò le rivendicazioni della minoranza di lingua tedesca per annettersi l’intera Cecoslovacchia, che rappresentava per lui una spina nel fianco; da Praga, gli aerei delle potenze alleate (che avevano stretto un patto di mutuo soccorso con il governo ceco) avrebbero potuto raggiungere e bombardare l’intero territorio tedesco. Putin utilizza le rivendicazioni degli osseti per controllare strettamente una Georgia che ha cercato di divenire il fulcro dell’alternativa energetica allo strapotere di Gazprom. Le truppe russe sono a un tiro di cannone dagli oleodotti e dai gasdotti che uniscono il Mar Caspio al Mediterraneo. Le analogie non finiscono qui: nel settembre 1938, francesi e inglesi concordarono con i tedeschi la “pace di Monaco”, grazie ai buoni uffici di Mussolini (che andò a Monaco di persona, non si limitò a telefonare da Roma come Berlusconi o dalle Maldive come Frattini). Il governo cecoslovacco fu tenuto fuori dalla porta e, a cose fatte, dovette accettare quello che giustamente chiamò il “Diktat di Monaco”. Stessa sorte è toccata al governo georgiano; la “pace di Mosca” è stata fatta da Sarkozy e da Putin e poi comunicata a Tbilisi: prendere o lasciare. Il premier inglese Chamberlain, di ritorno da Monaco, accolto all’aeroporto da una folla festante, sventolò il documento concordato con Hitler: “Pace è fatta.” Nemmeno un anno dopo scoppiava la seconda guerra mondiale. La storia non si ripete mai uguale ma sono sinistramente simili gli errori di valutazione delle democrazie occidentali sulla natura e sulla qualità della minaccia dei regimi autoritari.”
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Droga/radicali torino: Anche il dott. Jarre denuncia l’inutilità dELL’intervento militare per fronteggiare il fenomeno droga. A quando un coordinamento tra i vari interventi e la ripresa del discorso sulle narcosale?
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Gli esponenti radicali torinesi Domenico Massano e Giulio Manfredi hanno dichiarato: “I primi risultati dell’intervento dell’esercito ci dicono che si è riusciti semplicemente a spostare un problema localizzato in un luogo, Parco Stura, su tutto il territorio cittadino. Questo rende il fenomeno meno controllabile, accrescendo i rischi per le persone tossicodipendenti e per l’intero tessuto urbano, che deve confrontarsi con una situazione inaspettata e altamente problematica. Come giustamente afferma il dott. Paolo Jarre (direttore dipartimento dipendenze ASL 5 di Rivoli) questo uso dei militari serve davvero a poco “servivano ospedali e docce” e, magari, la riapertura del discorso sulle narcosale. Sicuramente servirebbe, quantomeno, un confronto tra i titolari dei diversi interventi (militari, sanitari, sociali e di riqualifica) , per evitare di intraprendere demagogicamente azioni i cui risultati rappresentano un problema più grande e complesso di quello che si tentava di affrontare in un primo momento. Le recenti morti di cittadini tossicodipendenti rappresentano una tragedia “evitabile” che dovrebbe richiamare l’attenzione dell’intera cittadinanza, ma, soprattutto, dei rappresentanti politici (Sindaco ed Assessori in primis) sull’urgenza di avviare un confronto serio e responsabile sull’attuale situazione, coinvolgendo le diverse parti in causa (esercito, servizi sanitari, sociali, cittadinanza, …) e prendendo in considerazione tutte le misure di intervento (incluse le narcosale), che potrebbero rientrare in una strategia di governo efficace del fenomeno.”
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DROGA/RADICALI TORINO: SULLE NARCOSALE ERNESTO OLIVERO NON SA O FINGE DI NON SAPERE, COME CHIAMPARINO? SUBITO UN TAVOLO DI LAVORO COMUNE FRA FORZE DELL’ORDINE E OPERATORI SANITARI.
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Intervistato oggi da “ La Stampa ”, Ernesto Olivero (grande capo del Sermig), alla domanda “Le narcosale possono essere utili?” risponde così: “Non voglio la droga di Stato. Voglio dei centri di recupero seri, con persone capaci di far riprendere il sogno». Gli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano hanno dichiarato: “Le narcosale sono centri socio-sanitari dove il consumatore si inietta, sotto controllo medico e in condizioni igieniche accettabili, la dose acquistata fuori, nel mercato nero, la droga dello Stato proibizionista. La distribuzione del farmaco eroina sotto controllo medico è un’altra cosa, non è fatta nella narcosala. E’ grave che una persona autorevole come Ernesto Olivero non sappia o finga di non sapere la differenza fra narcosala e somministrazione controllata di eroina, come era grave che il sindaco Chiamparino giocasse su tale confusione per affossare, complice il ministro Livia Turco (e con l’altro ministro responsabile, Paolo Ferrero, colpevolmente inerte), l’istituzione di una narcosala a Torino. D’altronde, Olivero è coerente: dieci anni fa non voleva nemmeno che il pulman “Cango” per la riduzione del danno sostasse vicino al Sermig. Siamo d’accordo con Olivero, invece, sul fatto che l’esercito non risolve alcun problema; dopo l’ intervento a Parco Stura, siamo al punto di partenza; i consumatori si sono sparsi nei quartieri, i cittadini protestano, gli spacciatori intascano. Domenica pomeriggio abbiamo constatato di persona come al mercato di Porta Palazzo, sgombro dai banchi di frutta e verdura, fervessero gli scambi fra spacciatori e tossicodipendenti, con grida, rincorse, liti fra consumatori per accaparrarsi una siringa. Di fronte a tutto questo, a quando un tavolo comune fra forze dell’ordine e operatori sanitari per coordinare gli interventi?”.
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RADICALI: PRIMA DEL CONFLITTO GEORGIA PAGAVA A GAZPROM PER GAS PIU’ DEL DOPPIO DELLA BIELORUSSIA. E ORA? BERLUSCONI NON DEVE TELEFONARE A MOSCA MA A BERLINO. Boni e Manfredi: “Il prezzo del gas è stato, è, e sarà sempre più un arma di ricatto del regime di Mosca nei confronti degli Stati acquirenti, Italia compresa”. |
La Russia, lo scorso anno, faceva pagare alla Georgia il proprio gas circa 250 dollari ogni 1000 metri cubi; l’amica Bielorussia lo pagava poco più di 100 dollari. Sul continuo utilizzo del ricatto energetico da parte del regime di Mosca, i Radicali Igor Boni e Giulio Manfredi hanno dichiarato: “Che il regime moscovita utilizzi il ricatto energetico come strumento vile di pressione geopolitica è un dato ormai sotto gli occhi di tutti, almeno di coloro che vogliono vedere. Non siamo più soli a denunciare quello che rappresenta uno dei più grandi pericoli per la democrazia e lo stato di diritto, in Georgia, in Ucraina e non solo. Dati dell’anno scorso sul prezzo al quale la Russia vendeva il proprio gas parlano chiaro: se alla Bielorussia e all’Armenia 1000 metri cubi erano venduti a poco più di 100 dollari, la Georgia pagava lo stesso quantitativo circa 250 dollari e i Paesi dell’Unione Europea far i 240 e i 270 dollari (fonte dati: “Report”). E adesso, dopo il conflitto e le distruzioni sistematiche operate dai russi sulle reti di comunicazione georgiane che portavano gas e petrolio dal Mar Caspio fino ai porti turchi, che succederà ai prezzi del gas? Il dominio sui mercati dell’energia di Europa e Asia è questione della massima importanza per il Cremlino e le società monopolistiche controllate dallo Stato nel settore energetico sono in grado di esercitare un’influenza globale, il fulcro della nuova politica imperialista di Mosca. L’Europa (Italia in testa con ENI ed ENEL) hanno sbagliato e sbagliano a continuare a legarsi a filo doppio a Gazprom, porgendo sempre più il fianco al ricatto putiniano. Bisogna cambiare rotta (anche quella dei gasdotti e delle pipeline), confrontandosi sul serio con il regime di Mosca, che ha dimostrato in Georgia la sua vera natura: inaffidabile, antidemocratica e violenta. Ci permettiamo un consiglio al premier Berlusconi: la smetta di telefonare a Mosca, fingendo un’influenza su Putin che non ha e non ha mai avuto; telefoni piuttosto a Berlino per fare i complimenti ad Angela Merkel, l’unico capo di governo ad aver salvato in questi giorni l’onore dell’Europa.”
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NIENTE RADICALI ALLE FESTE DEL PD? Viale e Boni: “Chiamparino ha le carte in regola” |
I programmi resi pubblici dalla dirigenza piemontese del PD non prevedono per ora interventi di esponenti radicali. Su questa vicenda Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta – entrambi “fondatori del PD”) hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Dopo l’eliminazione dalle primarie di Marco Pannella, dopo il rifiuto di apparentamento delle Liste radicali con il PD, dopo i veti nei confronti di Pannella, D’Elia e Viale, dopo le polemiche per la candidatura di Emma Bonino capolista PD nelle liste del Senato, oggi – a parte un invito alla Bonino nel Cuneese - pare che non ci sia posto per i Radicali nelle feste del Partito Democratico. E questo nonostante i Radicali facciano parte dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Ma è un dato di fatto che ad oggi nessun esponente radicale piemontese è stato invitato o semplicemente contattato per partecipare ai principali eventi regionali. Proprio in questa fase di grande polemica interna al Partito Democratico la soluzione è il cambio di rotta. Se il PD vuole rappresentare il perno di una sinistra liberale, europea e riformatrice che vuole innovare il Paese, non può limitare il confronto al proprio interno in beghe da cortile. Occorre ricominciare, ricostruire più che ristrutturare. E il contributo di chi, come i Radicali, ha prefigurato dall’inizio degli anni ’90 la nascita di un Partito Democratico come la via d’uscita per la rinascita della sinistra italiana è un contributo che crediamo possa (debba) essere ascoltato e considerato. E’ per questo che, non solo chiediamo che il PD preveda spazi di intervento nel dibattito per i Radicali ma chiediamo anche la possibilità di partecipare all’interno della festa torinese con un tavolo permanente, dove proporre le nostre iniziative sui temi dell’economia, dell’ambiente, dei diritti civili e della politica internazionale. Per quanto riguarda le polemiche di questi giorni crediamo che Chiamparino abbia le carte in regola per proseguire in quella politica di rottura che fin dal 1993 ci vide schierati con Castellani e permise di relegare all’angolo leghisti, comunisti e democristiani” . |
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RUSSIA-GEORGIA: LA MEDIAZIONE DI SARKOZY NON BASTA, L’EUROPA DEVE RISPONDERE CON FERMEZZA ALL’AGGRESSIONE DELLA RUSSIA. Manfredi e Boni: “L’imperialismo russo, costruito sul ricatto energetico e sulla violazione dei diritti umani, è un pericolo attuale e reale per l’Unione Europea” |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) “Questa Europa è morta a Sarajevo quando incapace di intervenire ha consentito il massacro di migliaia di persone. E’ morta nuovamente a Grozny in Cecenia quando, per non disturbare il pericoloso colosso russo, ha preferito non vedere gli oltre 100.000 cittadini uccisi nel più grave genocidio compiuto in Europa dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Rischia oggi di morire nuovamente a Tbilisi se non sarà capace di rispondere con forza all’aggressione russa in Georgia. Perché di questo si tratta: un’aggressione da parte di un regime antidemocratico contro una democrazia, contro uno Stato membro dell’ONU che vuole l’avvicinamento all’occidente. Un’azione militare come quella dei giorni scorsi non può semplicemente avere come conseguenza la mediazione Sarkozy: l’Europa deve mostrare che operazioni del genere non sono accettate, altrimenti presto o tardi si ripeteranno con conseguenze ancora più gravi. Non può esserci equidistanza. Pensare all’esclusione dal G8 e all’uscita dal Consiglio d’Europa della Russia è il minimo che si può fare, insieme all’allargamento dell’Europa verso est e verso la Turchia. In tutto questo la conferenza di pace da più parti proposta per garantire l’autonomia dell’Ossezia e dell’Abkazia può essere una via solo se sul tavolo si mettono anche i diritti violati e l’autonomia delle popolazioni della Cecenia e dell’Inguscezia occupate militarmente - e da anni - dall’esercito russo. Il regime di Mosca mostra il suo vero volto a chi finora non ha voluto vedere ciò che era evidente e, di fronte alle stragi passate e presenti, le telefonate di Silvio Berlusconi all’‘amico Putin’ sono tanto ridicole quanto tragiche e testimoniano – assieme alle esternazioni di un Lamberto Dini buono per tutti i governi e tutti i dittatori – la miseria della politica estera italiana. L’imperialismo russo, costruito sul ricatto energetico e sulla violazione dei diritti umani, è un pericolo attuale e reale per l’Unione Europea”.
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MORTE FALLACI – VIALE (radicali) “PERCHE’ TANTA PAURA PER UNA INIEZIONE? ECCO PERCHE’ SIAMO ULTIMI NELL’USO DI MORFINA.” |
Silvio Viale, medico, dirigente dell’Associazione Luca Concioni e di Exit-Italia, tornando sul giallo della richiesta di morfina da parte di Oriana Fallaci, come riferito dalla sorella Paola, si chiede come mai si abbia tanta paura per una iniezione di morfina. ”Continuo a non capire cosa ci sia di male nel chiedere di lenire il dolore quando la vita sta per finire, pur sapendo che questo può accorciare l’ultima parte della vita. Non capisco tutto questo negare, stizzito, da parte di Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita e rettore della Pontificia Università Lateranense, che probabilmente vuole santificare gli ultimi istanti di Oriana Fallaci. Per di più, non lo capisco di fronte alle ammissioni dei responsabili della clinica e di Edoardo Perazzi, nipote della giornalista, che su La Stampa dichiara «quando la sofferenza fu insopportabile chiese degli antidolorifici». E’ vero che l’erede universale della giornalista aggiunge «per lenire il dolore e non per accelerare la sua morte», premurandosi di ribadire «Non c’è stata nessuna richiesta di morire da parte di mia zia. Era troppo attaccata alla vita per ricorrere all’eutanasia» , ma si farebbe un torto a Oriana Fallaci se si finisse per sostenere che non sapesse cosa faceva. E’ come se ci fosse una specie di accordo per difendere la sofferenza della Fallaci come un punto di onore, non inquinato da possibili umane disperazioni. Monsignor Fisichella, per scongiurare ogni dubbio, ci ricorda che «era più che contraria persino al testamento biologico, oltre che a un’interruzione innaturale della vita attraverso il ricorso a farmaci», sentenziando «sapeva che avrebbe sofferto moltissimo e aveva deciso di affrontare il dolore». Eppure lenire il dolore non è un peccato, nemmeno per la Chiesa, ma tutto ciò spiega perché siamo tra gli ultimi nella terapia del dolore e nell’uso della morfina. Nelle intenzioni di Fisichella e in quelle che attribuisce alla Fallaci, la morte è una «sfida» nella quale occorre «soffrire» senza «tirarsi indietro». Ecco perché bisogna negare quella ultima iniezione.”
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Tibet: Igor Boni e Silvio Viale scrivono ai giornali |
Da marzo ad oggi centinaia di cittadini torinesi hanno esposto in modo permanente la bandiera tibetana alle finestre e ai balconi delle proprie case; abbiamo distribuito altre migliaia di bandiere in tutta Europa. Anche nelle due settimane olimpiche, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta vuole assicurare la possibilità - a chi vuole manifestare la propria solidarietà al popolo tibetano con un piccolo gesto concreto - di poterlo fare, magari facendo sventolare la bandiera del Tibet in spiaggia, sul proprio ombrellone. Per consentire questo, la sede dell’Associazione (Torino, Via Botero n. 11/f) rimarrà aperta fino al termine delle Olimpiadi di Pechino, nei giorni feriali, dalle ore 18:00 alle ore 20:00. La bandiera tibetana può essere richiesta telefonando in sede (011/19507676) o inviando un’email a: larosanelpugno@ hotmail.com. Il governo tibetano in esilio ha comunicato che il prossimo ottobre esporrà alle autorità di Pechino la propria proposta ultimativa di autonomia del Tibet all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina; dunque, i Giochi Olimpici devono costituire, per tutti i sostenitori della causa tibetana e più in generale della causa dei diritti umani in Cina, non già il traguardo ma la linea di partenza.
Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale A. Aglietta) |
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OLIMPIADI PECHINO/RADICALI TORINO: METTETE LA BANDIERA DEL TIBET AL BALCONE … E SULL’OMBRELLONE. APERTURA STRAORDINARIA SEDE RADICALE DURANTE GIOCHI OLIMPICI PER SODDISFARE RICHIESTE BANDIERA. |
La sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, Via Botero n. 11/f) rimarrà aperta fino al termine delle Olimpiadi di Pechino, nei giorni feriali, dalle ore 18:00 alle ore 20:00. La bandiera tibetana può essere richiesta telefonando in sede (011/19507676) o inviando un’email a: larosanelpugno@ hotmail.com. Dichiarazione di Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani): “Da marzo ad oggi centinaia di cittadini torinesi hanno esposto in modo permanente la bandiera tibetana alle finestre e ai balconi delle proprie case; abbiamo distribuito altre migliaia di bandiere in tutta Europa. Anche nelle due settimane olimpiche, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta vuole assicurare la possibilità - a chi vuole manifestare la propria solidarietà al popolo tibetano con un piccolo gesto concreto - di poterlo fare, magari facendo sventolare la bandiera del Tibet in spiaggia, sul proprio ombrellone. Il governo tibetano in esilio ha comunicato che il prossimo ottobre esporrà alle autorità di Pechino la propria proposta ultimativa di autonomia del Tibet all’interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina; dunque, i Giochi Olimpici devono costituire, per tutti i sostenitori della causa tibetana e più in generale della causa dei diritti umani in Cina, non già il traguardo ma la linea di partenza.”
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MORTE FALLACI - VIALE (radicali) 'UNA STORIA DI ORDINARIO TABU' SULLA FINE DELLA VITA.' |
Silvio Viale, medico, dirigente di Exit-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, è intervenuto a commento della notizia che Oriana Fallaci avrebbe chiesto di abbreviare la propria fine, diffondendo la seguente nota: 'Non ci sarebbe nulla di scandaloso se la morte di Oriana Fallaci fosse stata accelerata da una iniezione generosa di morfina, se non per il fatto di volerlo negare, facendo così rientrare i suoi ultimi minuti in una storia di ordinario tabù. Non sarebbe scandaloso nemmeno per le sue note posizioni anti-eutanasia, perché una cosa è pensare all'eutanasia come al boia lontano, un'altra cosa è la mano pietosa di un medico amico. Di per se la circostanza non è una notizia: quanti parenti affermano che, per fortuna o per pietà, un loro congiunto è trapassato proprio dopo quella 'ultima iniezione'. Mi fa piacere che Oriana Fallaci abbia potuto chiedere e ottenere di abbreviare il proprio trapasso, nonostante le apparenti contraddizioni con le proprie pubbliche convinzioni. Mi fa meno piacere, invece, che il Dott. Francesco Matera dica che 'nei casi dei malati terminali è una pratica normalissima' , senza rendersi conto di avere varcato una zona grigia, un tabù, un segreto ben custodito. Per alcuni non è eutanasia, ma per altri lo è perché si accelera la morte naturale. Lo è anche se si accorcia la vita di poco? Ma quanto di poco? Con il suo ultimo intervento, 'fate qualcosa, aiutatemi', Oriana Fallaci ci invita ad affrontare il tabù della morte, dell'aiuto alla morte. Avvicinare il momento finale della nostra vita non può essere lasciato al nostro ultimo disperato barlume di lucidità, con un medico disponibile a rischiare purché nessuno indaghi o dica mai niente. Pensate un po', quali e diverse sarebbero state le reazioni se al posto del Dott. Francesco Matera (o chi per esso), ci fosse stato il Dott. Viale o qualche altro medico favorevole all'eutanasia. Stessa comprensione? In fondo si sarebbe trattato della stessa iniezione di morfina.' |
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DROGA/TORINO: RESOCONTO |
Oggi pomeriggio, a Torino, si è tenuto un incontro con l’Assessore alla salute ed alle politiche sociali del Comune di Torino, Marco Borgione, promosso da Francesco Salinas (Consigliere comunale SD) e da Domenico Massano e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta e Radicali Italiani) per valutare le possibilità e le prospettive di coordinamento ed integrazione tra gli interventi di riqualifica e delle forze dell’ordine con quelli sociali e sanitari a Parco Stura, per rispondere adeguatamente all’emergenza di salute pubblica, parallelamente alle esigenze di recupero dell’area. All'incontro hanno partecipato, oltre a Francesco Salinas e Domenico Massano, Leopoldo Grosso (Gruppo Abele), Angelo Giglio (medico SerT responsabile Can Go) e Angelo Pulini (Coordinamento operatori bassa soglia). Nell'incontro si è discusso della difficile situazione in cui sono costrette molte persone tossicodipendenti a Parco Stura e della conseguente necessità ed urgenza di rafforzare gli interventi già attivi, valutando la possibilità di attivare un presidio socio-sanitario fisso nell’area. E’ stata, inoltre, espressa l’esigenza -anche in funzione dell’effettiva riqualifica dell’area- di un previo coordinamento degli interventi delle forze dell’ordine e di recupero del territorio con i servizi socio sanitari presenti. E’, inoltre, emersa la necessità di attivare un tavolo di concertazione degli interventi delle forze dell’ordine, di riqualifica, sanitari e sociali, per rispondere in modo articolato e efficace, nel rispetto dei bisogni e dei diritti di tutti, alla situazione che si è creata a Parco Stura. Senza tale coordinamento il rischio è di spostare semplicemente il problema nel tempo o in altre zone della città, di aggravare le già precarie condizioni di vita di molte persone tossicodipendenti e, probabilmente, di vanificare il grande lavoro di riqualifica dell’area che si sta cercando di realizzare. L'assessore Borgione si è dimostrato disponibile ad ascoltare le proposte avanzate e si è impegnato a sollecitare nell'immediato il coordinamento tra gli interventi delle forze dell'ordine e quelli dei servizi sanitari. Si è, inoltre, impegnato ad istituire al più presto un tavolo di coordinamento, perchè i responsabili dei diversi servizi di ordine pubblico, di riqualifica, sanitari, sociali ed i rappresentanti della cittadinanza possano confrontarsi e definire strategie condivise ed efficaci di intervento. In chiusura è stato proposto di riattivare, o rendere operativa, l'agenzia comunale per le tossicodipendenze.
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PARCO STURA/RADICALI TORINO: SONO ARRIVATI ANCHE I MILITARI ... PERCHE’ ARRIVINO I MEDICI DOBBIAMO ATTENDERE LE PROSSIME OVERDOSI?
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Alla notizia che venti militari del Genio Guastatori sono arrivati in riva allo Stura per dare man forte alle forze dell’ordine nel controllo del territorio, Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: “L’apparato repressivo è oggi al gran completo e i militari hanno già effettuato i primi fermi ed arresti. Continuiamo a richiedere che lo Stato sia presente a Parco Stura non solamente per fronteggiare l’emergenza criminale ma anche per affrontare l’emergenza sanitaria, con un presidio socio-sanitario in pianta stabile. Non siamo gli unici a chiederlo: anche oggi, la cronaca cittadina de “ La Stampa ” ospita in prima pagina un autorevole intervento dei Professori Filippo Barbera e Franco Prina (Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino) dal titolo inequivocabile “A Parco Stura servono anche i medici”; lo avevano chiesto pubblicamente, nell’ultima settimana, i dottori Angelo Giglio e Paolo Jarre (Sert ASL di Torino e Rivoli), il Dr. Augusto Consoli (responsabile SERT in cui ricade Parco Stura), Leopoldo Grosso del Gruppo Abele. Di fronte alla sfilza delle prese di posizione pubbliche dei cosiddetti “tecnici”, è assordante il silenzio dei politici, innanzitutto del sindaco Sergio Chiamparino e dell’Assessore Regionale alla Salute, Eleonora Artesio. Invece di discutere degli schieramenti alle prossime elezioni provinciali e regionali, non sarebbe meglio, prima di tutto, discutere di come tutelare, qui ed ora, la vita dei cittadini senza voce di Parco Stura? Non era questa una delle missioni della sinistra? Non sarebbe utile anche alla sinistra ripartire da lì?”.
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TIBET/MELLANO (RADICALI): TUTTI AD ASSISI L’ AGOSTO PER DARE FORZA ALLA NONVIOLENZA DEL DALAI LAMA, CONTRO LA VIOLENZA DI STATO DEL REGIME CINESE E CONTRO LA VIOLENZA TERRORISTA , DI QUALUNQUE PROVENIENZA. |
Al termine della conferenza stampa dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, tenutasi questa mattina nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) ha dichiarato: “La notizia del grave attentato nello Xinjiang, a quattro giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici, ci rafforza nella convinzione che i cittadini delle democrazie occidentali devono, in queste ore, fornire il massimo di sostegno, di forza, alla nonviolenza del Dalai Lama, alla sua proposta di autonomia, (non di indipendenza) per il Tibet all’interno dei confini cinesi. Per questo obiettivo preciso occorre essere in tanti l’8 agosto ad Assisi, alla manifestazione organizzata dal Partito Radicale Nonviolento assieme al Comune di Assisi e all’ANCI umbra, in concomitanza con l’apertura dei Giochi Olimpici; essere in tanti ad Assisi per dire un forte NO sia alla violenza di Stato del regime cinese sia alla violenza terrorista, qualunque sia la sua provenienza.
Di fronte a quanto accaduto oggi, di fronte ai timori fondati di nuove violenze, le autorità cinesi decideranno finalmente di aprire un dialogo serio con il governo tibetano in esilio, di dare finalmente credito a un interlocutore che non vuole la morte di nessun abitante della Cina ma chiede da decenni, semplicemente, di poter convivere con i cinesi, nel rispetto delle reciproche tradizioni?”.
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DROGA/: SINDACO CHIAMPARINO LA CITTA' RISCHIA DI DOVER RISPONDERE A NUOVE EMERGENZE DIVERSAMENTE
EVITABILI.
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Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani): Il Sindaco Chiamparino ha dichiarato che l'intervento dei miltari è 'un'operazione demagogica' che non risolverà il problema sicurezza. Pur condividendo questa dichiarazione, dobbiamo ricordargli come l'immobilismo della sua amministrazione abbia di fatto posto i presupposti del crescente degrado di alcune zone della città (in particolare Parco Stura), e dell'esasperazione dei cittadini residenti. Se la nuova dichiarazione del Sindaco è accompagnata da una consapevolezza reale della situazione e non rappresenta l'ulteriore spot demagogico, lo invitiamo ad attivarsi immediatamente perchè l'intervento dei militari sia quantomeno integrato e coordinato con quello dei servizi socio-sanitari. Signor Sindaco convochi immediatamente un tavolo di lavoro a cui oltre al Prefetto ed ai responsabili delle forze dell'ordine si siedano anche i responsabili dei servizi socio-sanitari operanti sul territorio ed i rappresentanti dei cittadini, per definire una strategia di intervento realmente efficace, capace di definire le diverse misure da adottare urgentemente e di prevedere le possibili evoluzioni degli scenari cittadini. Basta parlare di emergenze e piangere morti diversamente evitabili.
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TORINO/LUNEDI’ CONFERENZA STAMPA ASSOCIAZIONE COMUNI PER IL TIBET. MELLANO (RADICALI): “IN QUESTO AGOSTO OLIMPICO, TANTE BANDIERE DEL TIBET ALLE FINESTRE, TANTE ADESIONI ALL’ASSOCIAZIONE, TANTI CITTADINI L’8AGOSTO AD ASSISI”. |
Lunedì 4 agosto, alle 12.00, presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris (sede Consiglio Regionale del Piemonte, via Alfieri n. 15, Torino) si tiene la conferenza stampa di presentazione della manifestazione Diritti umani e valori olimpici: strumenti di pace per le nazioni del mondo e per il Tibet, che si terrà ad Assisi (PG) l’8 agosto, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) ha dichiarato: “Proprio nel giorno in cui Amnesty International presentava l’ultimo rapporto sul rispetto diritti umani in Cina, da cui risulta un ulteriore peggioramento, il premier Silvio Berlusconi comunicava al mondo che non sarebbe andato a Pechino perché là fa troppo caldo; manderà al suo posto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il Presidente del Consiglio ha risposto nel modo peggiore alla sollecitazione dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha raccolto le firme dei cittadini su un appello in cui si chiedeva al governo di disertare la cerimonia ufficiale di apertura dei Giochi Olimpici. Per dimostrare al governo italiano che chi dice no alla rassegnazione e all’indifferenza, ogni cittadino ha ben tre strumenti a sua disposizione, qui ed ora: la bandiera tibetana, da far sventolare alla finestra di casa almeno per l’intera durata dei Giochi Olimpici; far aderire il proprio Comune, la propria Provincia e Regione all’Associazione Comuni per il Tibet; venire l’8 agosto ad Assisi, alla grande manifestazione organizzata dal Partito Radicale Nonviolento in collaborazione con la Città di Assisi e dell'ANCI Umbria, in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008.” .
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ELUANA – VIALE (radicali) “PARLAMENTO DI CODARDI! UNO SCARICABARILE PER FARE PRESSIONI VERSO I GIUDICI CON L’AVALLO DI BERLUSCONI. LA PROCURA GENERALE ALLUNGA LA TRAGEDIA MA DOPO 16 ANNI NESSUN MEDICO PUO’ ONESTAMENTE CERTIFICARE CHE LO STATO VEGETATIVO SIA REVERSIBILE.” |
Silvio Viale, medico dirigente radicale (Direziona Nazionale Ass. Luca Coscioni e Comitato Nazionale di RI) e di EXIT-Italia (Consiglio Generale e Comitato Etico-Scientifico) , che con Nicoletta Casiraghi ha promosso la veglia di domenica scorso davanti al Duomo di Torino, ha diffuso la seguente nota: “Quello del Parlamento è uno scaricabarile per esercitare pressioni sulla magistratura, autorevolmente avallato dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi del 23 luglio scorso. In quella occasione avevo invitato il premier ad informarsi e di evitare una istintiva reazione anti-giudici. Quella della Camera, che verrà replicata oggi al Senato, è una mossa da codardi, perché non hanno il coraggio di affrontare nella sede parlamentare la questione esponendosi così alle critiche dell’opinione pubblica. Sono dieci anni che va avanti la vicenda giudiziaria di Eluana Englaro ed è ingiustificabile che la questione non sia mai andata oltre ad una timida istruttoria in commissione, come è dolosamente colpevole che non siano ancora stati emanati i decreti applicativi della Convenzione di Oviedo, firmata nel 1997 e ratificata nel 2001. I Parlamentari che hanno votato la risoluzione dovrebbero vergognarsi; del resto la “furbata” rischia di risolversi in un autogol se la Corte Costituzionale, come prevedibile, dovesse confermare la correttezza delle sentenze della Cassazione.” “La questione del ricorso della Procura Generale è diversa, sebbene lasci l’amaro sospetto di un condizionamento politico, accentuato dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, ma è giusto convincersi che non sia così. Con il ricorso, infatti, si torna al merito delle sessanta pagine della sentenza della Corte d’Appello, che Silvio Berlusconi non ha certamente letto, e alle due questioni della “Volontà di Eluana” e della “irreversibilità dello Stato Vegetativo.” Per la prima, mi limito a registrare che dagli atti non è emersa nessuna testimonianza contraria. Per la seconda, da medico, ribadisco che nessun collega, in scienza e coscienza, può onestamente affermare e certificare che, dopo 16 anni, lo Stato Vegetativo possa essere reversibile. Il caso Terri Schiavo lo ha confermato inequivocabilmente. Lo conferma pure la lettera di 22 neurologi cattolici che, al di là di una loro presa di posizione ideologica e di fede, non hanno potuto portare un elemento concreto a supporto di una presunta possibilità di risveglio o di recupero parziale di contatto con il mondo esterno. Purtroppo la decisione della Procura Generale rischia di allungare la tragica vicenda personale e famigliare di Eluana, mentre sarebbe ora che la si lasciasse morire in pace anche per l’anagrafe. Peraltro è chiaro che sulla sua lapide sarà posta la foto dei suoi 19 anni di allora e non quella di oggi.”
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DROGA/RADICALI TORINO/LO DICONO I RESPONSABILI SANITARI: A PARCO STURA SERVE UNA RISPOSTA IMMEDIATA ALL'EMERGENZA SANITARIA. SINDACO CHIAMPARINO, SERVONO INTERVENTI URGENTI E NON PAROLE. |
Dichiarazione di Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani): "La denuncia dell’emergenza sanitaria esistente a Parco Stura, fatta l’altroieri da Augusto Consoli, direttore del Ser.T. dell'ASL TO4 (nella cui competenza rientra Parco Stura), è stata ripresa oggi da Paolo Jarre (direttore del dipartimento di patologia delle dipendenze dell'ex ASL 5 e coordinatore della Consulta nazionale delle associazioni professionali per le dipendenze), che denuncia il ritardo dell'amministrazion e comunale nel rispondere a tale emergenza per prevenire ulteriori morti "evitabili". Negli scorsi giorni Leopoldo Grosso del Gruppo Abele ha proposto l'immediata apertura di un presidio sanitario sul posto; Jarre propone l'immediato intervento della Croce Rossa. Il Sindaco Chiamparino, nella sua veste di massima autorità sanitaria, cosa vuole fare? Continuare ad invocare ruspe ed esercito? Tentare di confondere le acque con la proposta della somministrazione controllata di eroina? A Parco Stura servono interventi da realizzare nell'immediato, a partire dal potenziamento dei servizi di riduzione del danno attivi sul territorio (come l'unità mobile Can Go) e l'apertura di un presidio socio-sanitario fisso, dove i consumatori possano trovare operatori preparati, acqua, siringhe pulite, Narcan. Solo dopo aver affrontato concretamente l'emergenza sanitaria, si potrà e si dovrà riprendere un dibattito serio su narcosale, somministrazione controllata e quant'altro è necessario per tutelare la vita ed per restituire dignità alle persone tossicodipendenti che oggi pagano sulla propria pelle i danni delle sostanze illegali, i danni del proibizionismo e, infine, l'ipocrisia e l'immobilità dell'amministrazion e comunale."
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Associazione
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Fax 011.195.07.499
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