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Torino, 29 settembre 2005
BRUNO MELLANO (Associazione Aglietta): “QUESTO E’ IL PIEMONTE DI EMMA E DI ADELAIDE ED OGGI IL PIEMONTE DI SILVIO VIALE”
Il giornale della Diocesi di Torino "La Voce del Popolo" apre oggi con un titolo cubitale "La Regione di Pannella".
L’edizione Piemontese de "La Repubblica" di oggi, in cronaca, spara: "Bresso in mano a Pannella" - Duro attacco del settimanale della Curia "La Voce del Popolo": non accettiamo le sue tesi su aborto, Pacs e radicali"
Le pagine regionali de "La Stampa" si aprono con un ”Bresso imita troppo Pannella” - La Diocesi contro la presidente: è strappo sulle politiche etico-sociali.
Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, ha così commentato il fondo critico odierno del settimanale diocesano:
“La Curia e l’Arcivescovo di Torino credono di conoscere il Piemonte e soprattutto credono di interpretarne l’autentica identità, ma dimenticano la storia e la sociologia della regione.
Vorrà pur dire qualcosa che questa è la Regione di Emma Bonino, arrestata per procurato aborto a Bra, e di Adelaide Aglietta, prima donna segretaria di partito in Italia, di Angelo Pezzana e di Giovanni Negri, di Enzo Cucco e del FUORI, dei grandi voti popolari al Partito Radicale nella Mirafiori operaia degli anni ’70, delle piazze San Carlo pienissime per i comizi di Marco Pannella, dei record di preferenze per Enzo Tortora, dei plebisciti alla lista Emma Bonino.
Ma è anche e soprattutto il Piemonte dei tanti militanti, compagni ed amici che in questi ultimi cinquant’anni hanno fatto politica con Marco Pannella nel Partito Radicale, per una sola battaglia o per una vita intera, raramente avendo l’onore e l’onere dell’occupare una sedia in un’istituzione, attraversando stagioni esaltanti e periodi difficilissimi.
Certamente questo è un Piemonte che, come l’Italia, è senz’altro, almeno in parte, sociologicamente cambiato dalle conquiste civili dei radicali: a questa Curia tutto ciò può anche non piacere, ma è un dato di fatto. Noi radicali, invece, vorremmo che, davvero, anche la Presidente Bresso ed il suo Governo Regionale fossero un po’ radicali, come ha saputo essere un po’ “radicale” persino un’ex assessore regionale alla Sanità che, nel dicembre del 2000, dovendo rispondere ad un’interrogazione urgente sulla RU486 non ha potuto fare altro, in scienza e coscienza, che dire, scrivere che la legge 194/78 la permetteva, anzi in teoria la prevedeva e l’anticipava. Ed è per questo che, oggi, questo è anche e soprattutto il Piemonte di Silvio Viale, cioè l’unica regione in Italia dove si sperimenta una pillola che è ordinariamente usata in mezzo mondo!!!.”

Bruno Mellano, 348.5335302

Torino, 27 settembre 2005
 “SPERIMENTAZIONE RU486: CHE FARE?”
A TORINO DOMANI A MEZZOGIORNO CONFERENZA STAMPA RADICALE.
La conferenza stampa si terrà nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18/55, interno cortile). Interverranno:
   Silvio Viale (ginecologo, membro dell’équipe sanitaria dell’Ospedale S.Anna di Torino impegnata nella sperimentazione della RU486, presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta);
  Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)
  Igor Boni e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani).

Torino, 26 settembre 2005
RU486/RADICALI: "LA LEGGE 194 NON PREVEDE L'OBBLIGO DEL RICOVERO E IN NESSUN PAESE DOVE LA RU486 E' CONSENTITA LE DONNE SONO OBBLIGATE A RIMANERE IN OSPEDALE FRA L'ASSUNZIONE DELLE DUE PILLOLE".
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

"L'ordinanza del ministro Storace di sospensione della sperimentazione della RU486 si richiama espressamente alla legge 194/78 sull‚interruzione di gravidanza.
Ebbene, la legge definisce l'interruzione della gravidanza come "intervento" e distingue quest'ultimo dal "ricovero" successivo, che può anche non essere "necessario" (art. 8 e art. 12: "l'intervento e, se necessario, il ricovero"); la decisione spetta al medico, alla sua scienza e coscienza.
L'art. 10 ribadisce il concetto parlando di "eventuale degenza", sulla cui disciplina è competente non più lo Stato ma le Regioni.
Ragionando a contrario, illuminanti sono anche le disposizioni riguardanti l'obiezione di coscienza, che può essere esercitata solamente rispetto alle "procedure e attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza" e non può essere fatta valere rispetto all'"assistenza antecedente e conseguente all'intervento"; l'intervento abortivo è un conto, l'assistenza di contorno è un'altra cosa, non regolata in modo vincolante dalla legge 194.
E' utile ricordare che le norme suddette risalgono al 1978, quando l'unico "intervento" possibile era quello chirurgico; a maggior ragione, la non obbligatorietà del ricovero è evidente rispetto all'intervento farmacologico, molto meno invasivo del primo.
La prova lampante di quanto risulta dalla lettura della legge 194 è che in nessuno degli Stati in cui è possibile assumere la RU486 è previsto il ricovero fra l'assunzione delle due pillole
Ma forse il ministro Storace vuole adottare l'autarchia sanitaria!".

Manfredi (348/5335305)

Torino, 24 settembre 2005
RADICALI: DOMANI, DOMENICA, A TORINO ALLE 15 RIUNIONE DELLA GIUNTA DI SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE ADELAIDE AGLIETTA – ODG:”GLI OBIETTIVI ENTRO FINE ANNO E LA DIFESA DELLA RU486”.
  Il segretario dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, Bruno Mellano, ha deciso di riunire domani, domenica 25 settembre alle ore 15 a Torino presso la sede dell’Associazione in via Garibaldi 18/55, la seconda riunione della Giunta di Segreteria dell’Associazione.
La riunione avrà come ordine del giorno l’analisi e l’individuazione degli specifici obiettivi da conseguire entro la fine dell’anno solare: il congresso ordinario dell’Associazione è previsto in autunno.
Centro della discussione sarà, inevitabilmente, la necessaria mobilitazione da organizzare in difesa della sperimentazione della RU486 presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, al fianco di Silvio Viale, presidente dell’Associazione.
La Giunta di Segreteria è composta da: Paola Romano, Nicolas Ballario, Andrea Carapellucci, Carlo Donati, Federico Musso, Alessandro Rosasco, Nicola Vono.
MELLANO ha dichiarato:
“I radicali sono in una fase della propria storia certamente difficile ma che può essere feconda ed innovativa, come sempre è stata l’esperienza radicale.
Le aperture di Marco Pannella all’alleanza con il centro-sinistra, l’ipotesi di un nuovo soggetto politico laico-socialista-liberale-radicale, il tentativo di Benedetto Della Vedova di verificare ulteriormente la praticabilità di un rapporto con Forza Italia, il congresso di Radicali Italiani a Riccione dal 29 ottobre al 1° novembre, la sonora sconfitta nel referendum sulla legge della fecondazione assistita, la battaglia radicale per l’RU486 che dal Piemonte può estendersi: elementi di un contesto nel quale, a breve, si celebreranno i 50 anni dalla nascita del Partito Radicale e per questo anniversario occorre conquistare la possibilità di una significativa riorganizzazione di un’efficace presenza radicale in Italia e nel mondo.”

Bruno Mellano, 348.5335302

Torino, 23/09/05
RU486/RADICALI: “OTTIMA LA PRESA DI POSIZIONE DELLA PRESIDENTE BRESSO E DEL CONGRESSO DEI GINECOLOGI. ORA TOCCA ANCHE ALLE ALTRE REGIONI FARE LA LORO PARTE, COME PRESCRIVE LA LEGGE 194.”
  Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani) e Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“Ci pare doveroso sottolineare la ferma presa di posizione sia della presidente Bresso sia dell’Assessore regionale Valpreda a difesa della sperimentazione della RU486, fatti salvi gli aggiustamenti formali e tecnici che non snaturino il lavoro dei medici del S. Anna.
E’ ora necessario ed urgente che le altre regioni facciano tesoro di quanto sta avvenendo in Piemonte per attuare finalmente quanto previsto dall’art. 15 della legge 194 del 1978: “le regioni, d’intesa con le università e gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario … sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”.
Il Parlamento, 27 anni fa, previde quello che poi è accaduto con la comparsa del farmaco RU486, che ha reso meno rischiosa per la donna l’interruzione di gravidanza, evitandole l’intervento chirurgico e l’anestesia.
Invitiamo, pertanto, i presidenti e gli assessori regionali ad attingere dal lavoro preparatorio e dall’esperienza sul campo dell’équipe medica del S. Anna per replicare la sperimentazione in tutta Italia.
E invitiamo i ginecologi che hanno applaudito, in congresso, i loro colleghi torinesi a rendere solida la loro solidarietà, facendo propria l’iniziativa di Viale e compagni.”.

N. B. Tutta la documentazione relativa alla sperimentazione della RU486 è disponibile sul sito: www.associazioneaglietta.it


Torino, 22 settembre 2005
RU486/RADICALI PIEMONTE: “SIAMO ALLA FARSA: DOPO I PROCLAMI SUI GIORNALI, STORACE NON HA ANCORA TRASMESSO AI MEDICI DEL S. ANNA L’ ORDINANZA DI SOSPENSIONE”.
Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“A un giorno esatto dalle prime agenzie che annunciavano la decisione del ministro della Salute di sospendere la sperimentazione della RU486, nessun documento ufficiale è arrivato all’équipe medica dell’Ospedale S. Anna, che può, quindi, continuare tranquillamente il suo lavoro.
Il ministro Storace non lesina interviste in cui si erge a difensore della salute delle donne italiane; ma non si premura poi di far seguire ai proclami i provvedimenti conseguenti; se ne desume che i gravi rischi sanitari denunciati dal ministro sono solo una scusa per tentare di bloccare un’iniziativa perfettamente in linea con la legge 194/78. E, rispetto alla forma, è deprecabile che la mancanza di rispetto nei confronti dell’ente regione e dell’azienda sanitaria provenga da un politico che è stato presidente della Regione Lazio.
Sarà utile ricordare che cinque anni fa il Dr. Silvio Viale presentò la richiesta di sperimentazione confortato dal “nulla osta” espresso pubblicamente dall’allora Assessore regionale alla Sanità di Alleanza Nazionale, Antonio D’Ambrosio; e che tutto il complesso iter autorizzativo che sta dietro quello che accade oggi al S. Anna è andato avanti senza che la passata giunta regionale di centro-destra muovesse alcuna contestazione.
E in nessun Paese in cui è permessa la somministrazione della RU486 le donne devono rimanere in ospedale nel periodo intercorrente fra l’assunzione delle due pillole.
Il paradosso è questo: mentre Veronesi e Sirchia erano medici prestati alla politica, Storace è un politico che si improvvisa medico.”.

Manfredi (348/5335305)
N. B. Tutta la documentazione relativa alla sperimentazione della RU486 è disponibile sul sito: www.associazioneaglietta.it

Torino, 21 settembre 2005
RU486/RADICALI: “DA STORACE NON C’ERA D’ASPETTARSI ALTRO; QUELLO CHE PREOCCUPA E’ IL SILENZIO DEI LAICI. OCCORRONO SUBITO DIECI, CENTO GINECOLOGI CHE REPLICHINO LA SPERIMENTAZIONE DI TORINO IN TUTTA ITALIA … E DIECI, CENTO DONNE CHE RICORRANO ALLA MAGISTRATURA!”.
  Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Con una rapidità e determinazione degne di miglior causa, il ministro Storace ha sospeso la sperimentazione della RU486; da un rappresentante della destra più conservatrice non ci si poteva attendere altro. Quello che preoccupa è il silenzio dei favorevoli all’aborto farmacologico; un silenzio che dura ormai da cinque anni, da quando l’équipe medica del S.Anna ha iniziato il complesso iter della sperimentazione; un silenzio che non è venuto meno in questi ultimi dieci giorni di sperimentazione concreta, che non ha avuto alcun effetto negativo sulle venti donne coinvolte.
Servono subito parole, dichiarazioni ed atti concreti; occorre che dieci, cento ginecologi presentino la proposta di sperimentazione di Torino nei loro ospedali; occorre che dieci, cento direttori generali di ASL supportino tale proposta, assieme agli assessori regionali.
L’Unione amministra 16 regioni italiane su 20; dimostri di essere alternativa al centro-destra in concreto, sostenendo un’iniziativa che incide sulla vita, sul dolore di centinaia di migliaia di donne italiane.
E ancora; vi saranno dieci, cento donne italiane che si rivolgeranno alla magistratura per chiedere l’attuazione della legge 194, che all’art. 15 prevede espressamente la possibilità dell’aborto farmacologico?”.

Mellano (348/5335302)
N. B. Tutta la documentazione relativa alla sperimentazione della RU486 è disponibile sul sito: www.associazioneaglietta.it

Forum a Torino : "Cina, tra mito e realtà"
Venerdi 30 Settembre , ore 10,00
Palazzo Lascaris (Sala Viglione), via Alfieri 15 - Torino
  Interventi di :
Michel Wu, giornalista, già corrispondente dell‚agenzia Xinhua News Agency (PRC)
Steve Ispas , Redazione di "The Epoch Times"
Claudio Tecchio, Ufficio Internazionale CISL Piemonte
Silvio Calzolari, Storico delle religioni
Laura Cima ,Commissione Esteri della Camera
Bruno Mellano, Associazione Radicale Adelaide Aglietta
coordina:
Giampiero Leo,Coordinamento Assoc.Comuni,Province e Regioni per il Tibet
organizza: Alfredo Fava Minor del Falun Gong

Torino, 20/9/2005
La messinscena non era finita!
Oggi a Palazzo Madana ultimo atto della tragicommedia inscenata dal Partito Comunista Cinese
Preoccupati per le contestazioni che hanno accompagnato le patetiche esibizioni della loro compagnia di giro i commissari politici del Partito Comunista Cinese ed i loro accoliti della sedicente Regione Autonoma del Tibet, hanno chiamato a raccolta i parlamentari italiani certi di poterli convincere della falsità delle accuse loro mosse dai "facinorosi separatisti".
In un primo tempo l‚incontro avrebbe dovuto tenersi in un albergo romano ma, temendo nuove proteste e/o presenze non accomodanti, hanno preferito chiedere all'"amico" Lamberto Dini di riservare in tutta fretta una sala a Palazzo Madama; sala dove sarebbero stati al riparo da possibili contestazioni , lasciando inoltre ai loro lacchè italiani l'ingrato compito di impedire l'acceso ai rappresentanti della Comunità Tibetana in Italia .
Al tavolo della presidenza , accanto ai gerarchi del regime , sedeva l'On.Forlani (si , proprio lui, il componente l‚Intergruppo Tibet al Parlamento Italiano!) che nulla ha fatto per impedire che i cinesi vietassero l‚ingresso al Vicepresidente della Comunità Tibetana in Italia, che non ha detto nulla che potesse urtare la suscettibilità degli "illustri" ospiti.
Fortunatamente tra i pochi deputati presenti c'era l'On. Laura Cima che indignata , e per nulla intimidita dall‚atteggiamento sprezzante dei cinesi, ha espresso con lucidità le posizioni un tempo condivise da tutto l‚Intergruppo Tibet e sancite dalla mozione approvata a grande maggioranza dal nostro parlamento.
Dopo quest'ultima messinscena speriamo cali finalmente il sipario su uno spettacolo avvilente che ha umiliato la cultura e la storia tibetana, offeso la coscienza democratica del nostro paese e gettato discredito sulle nostre istituzioni.
Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano
Associazione Italia-Tibet
Centro di Informazione Buddhista (TO)
Associazione Sangam (TO)
Associazione per il Tibet (BO)
ANOLF-CISL
ISCOS-CISL
Tibetan Women's Association (Italia)
Denouncing the CCP (Italy)
Falun Dafa Italia

Torino, 20 settembre 2005
DROGA/RADICALI: “SAN PATRIGNANO DA’ I SUOI NUMERI, GRAZIE AI FINANZIAMENTI ANTIDROGA? DOV’E’ LA NOTIZIA?”
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Non è certo la prima volta che San Patrignano fornisce cifre e statitistiche mirabolanti sulla sua attività di trattamento e recupero; scrissero addirittura un libro in materia. La trafila è semplice: il Dipartimento Antidroga finanzia lo studio, il ministro Giovanardi sponsorizza la conferenza stampa e i mezzi d’informazione ne danno ampia copertura, nel decennale della morte di Vincenzo Muccioli.
Già solo leggendo le agenzie, i rilievi che si possono fare alla ricerca presentata sono gli stessi fatti in passato: come è stato scelto il campione di 511 ragazzi? La scrematura effettuata è stata notevole se poi le “informazioni attendibili” hanno riguardato solo 287 degli stessi … e due, tre, quattro anni di distanza dall’uscita dalla comunità sono un lasso di tempo non sufficiente per valutare e registrare possibili ricadute!
Come radicali antiproibizionisti non abbiamo mai considerato la comunità di San Patrignano come il nemico da sconfiggere; vi tenemmo anche un congresso dieci anni fa; abbiamo sempre ripetuto che la comunità era una delle possibili risposte al problema della tossicodipendenza.
E’ stata, invece, San Patrignano a condurre una feroce campagna contro altre possibili risposte terapeutiche: i trattamenti metadonici, che, Andrea Muccioli lo voglia o no, rappresentano la metà di tutti i trattamenti praticati nei Sert italiani (ma in TV si parla di Sert solo se ci scappa il morto …); la somministrazione controllata di eroina che, Andrea Muccioli lo voglia o no, continua ad essere attuata in Svizzera da oltre dieci anni, con l’avallo non solo della comunità scientifica ma pure di tutti i cittadini, tramite due referendum.
Anche e soprattutto in materia di droghe proibite, la divisione è sempre quella fra laici e clericali.”.

Manfredi (348/5335305)

Torino 18 settembre 2005.
VIALE (radicali) "UN ALTRO INUTILE BLOCCO, SOTTO LA PIOGGIA"
  Silvio Viale, Presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, chiuso in casa, ha oggi dichiarato:
"Un altro inutile blocco, sotto la pioggia, che qualcuno osa chiamare "ecologico"e che è solo l'ennesima riprova dell‚assenza di una vera politica ecologica. Rinunciando ad ogni ulteriore commento, che risulterebbe superfluo, si rinvia il comunicato di ieri, ripulito e corretto, che rimane quanto mai attuale e pertinente."
VIALE (radicali) "EMANCIPARSI DALL‚INUTILE TIRANNIA DELLE TARGHE ALTERNE. CORAGGIO CHIAMPARINO! CORAGGIO DE RUGGIERO!"
"Come ogni anno il semestre invernale, per effetto del freddo e del riscaldamento, comporterà un aumento delle medie del Pm10, ma non ci sarà alcuna emergenza per la salute tale da giustificare i poteri sostitutivi di nessuno. Tanto meno di Saitta.
Noto però, con piacere, che alcuni segnali vanno finalmente nella direzione del buon senso, in opposizione all'integralismo di Palazzo Cisterna. Da un lato il Sindaco Chiamparino, evidentemente poco convinto del benefico potere delle targhe alterne, ha comunicato che verranno cancellate dalle Olimpiadi, accettando i rischi di catastrofiche emergenze sanitarie. D'altro canto, l'Assessore regionale De Ruggiero ha dichiarato che intende predisporre un piano strutturale in stile, che definirei, europeo, dove le targhe alterne non sono mai prese in considerazione. Mi auguro, quindi, che sia possibile emanciparsi dall'inutile e fuorviante tirannia delle targhe alterne, che si sono dimostrate inique, diseducative ed inefficaci, con un beneficio sul pm10 inferiore all'1%.
In Italia, da anni, le targhe alterne sono lo strumento di propaganda con il quale si è sopperito all‚assenza di seri piani di intervento sulla viabilità, sui trasporti pubblici e sui motori. Senza le targhe alterne, e nonostante esse, negli ultimi quindici anni l‚inquinamento urbano è diminuito di almeno il 30%, anche se siamo ancora lontani dagli obiettivi previsti per il 2010. Se si vuole intervenire efficacemente, occorre prendere atto che i principali responsabili delle emissioni di azoto e di particolato sono i veicoli diesel ed i vecchi motori, che spesso sono quelli che circolano di più, poiché i motori più recenti inquinano un decimo di quelli degli anni '90. Per quanto riguarda la salute bisogna evitare inutili allarmismi, poiché l'inquinamento torinese rientra nella categoria "moderata"e, saltuariamente, in quella di "insalubre per gruppi sensibili". Bisogna poi sfruttare i benefici dell'inaugurazione del primo pezzo della prima (si spera non l'unica) metropolitana, sperando che l‚azienda trasporti non si faccia cogliere impreparata. Per tutte queste ragioni, non posso che cogliere favorevolmente i primi segnali di ragionevolezza ed incitare speranzoso "Coraggio Chiamparino! Coraggio De Ruggiero!".

Silvio Viale (339.3257406)

Torino, 17 febbraio 2003
“TARGHE ALTERNE MERCOLEDI’?
E’ LA PROVA DEL NOVE CHE NON SERVONO…
E CHE LO SANNO ANCHE LORO”
“SI CHIEDA SCUSA AI TORINESI”

Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, che nei giorni scorsi aveva presentato un dossier “Acqua fresca” sull’inutilità delle targhe alterne, è intervenuto per sottolineare la clamorosa gaffe di Palazzo Civico, che ha revocato le targhe alterne per uno sciopero:
“E’ l’inattesa prova del nove che le targhe alterne non servono, e che lo sanno anche loro, perché se si trattasse davvero di un provvedimento per tutelare la salute pubblica ci sarebbero gli estremi per chiedere al sindacato di revocare lo sciopero, o al prefetto di intervenire per garantire la salute collettiva.
Ci hanno preso in giro per un mese e mezzo, ma le bugie hanno le gambe corte. Infatti non solo non sono migliorate le condizioni delle polveri, ma il tempo non promette nemmeno i miglioramenti dei giorni 29 e 30 gennaio, quando furono confermate nonostante il vento. Anzi si verificherà il peggioramento causato dallo sciopero.”
“L’assessore ed il sindaco devono chiedere scusa ai torinesi oppure spiegarci che si è trattato di una grossa burla di Carnevale. Ortolano deve spiegarci come mai dopo 35 superamenti del limite di 50 mcg/mc giornaliero su 44 giorni (al 13 febbraio) e una media mensile doppia del limite previsto, il tanto sbandierato problema sanitario si sia dissolto. La realtà è che i presupposti delle targhe alterne erano un miraggio ideologico, che cade di fronte ad un altro postulato ideologico: la sacralità dello sciopero, che può ovviamente calpestare la salute collettiva.”
“L’assessore, ed il sindaco, aveva detto che le targhe alterne servivano per non superare più di 35 volte all’anno il limite di 50 mcg/mc, cosa che è già accaduta giovedì 13 febbraio. Era certo che sarebbe accaduto così, perché lo scorso anno il limite è stato superato 194 dalla stazione di via Consolata e 246 volte da quella di strada dell’aereoporto.”
“La riduzione del rischio per la salute attribuibile alle targhe alterne è irrilevante. Sono felice che arrivi la conferma da Palazzo Civico. Ora mi aspetto che, in modo scientifico, si diano alla popolazione le istruzioni utili per ridurre il rischio di affezioni respiratorie nei lattanti e nei bambini e si affronti la materia con realistico rigore. L’unico effetto benefico delle targhe alterne è la riduzione del traffico, del 20% nelle ore di punta e del 10% nella giornata, con una maggiore fluidificazione, ma questo centra poco con l’inquinamento e le conseguenze per la salute collettiva. A quando la verità ai cittadini?”
GIOVEDI’ 27 FEBBRAIO AUDIZIONE PRESSO LA SESTA COMMISSIONE (AMBIENTE DEL COMUNE) PRESIEDUTA DA PIER GIORGIO CROSETTO.
DANIELE CANTORE, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE, CI HA COMUNICATO CHE L’AUDIZIONE RICHIESTA SI SVOLGERA’ IN UNA SEDUTA DI INIZIO MARZO.
DALLA PROVINCIA NESSUNA RISPOSTA

Silvio Viale (339.3257406/348.5335310)


16 settembre 2005
DOMANI CONVEGNO “IN MEMORIA DI UN GIUSTO” A MONDOVI.
Tortora: “Sono liberale perché ho studiato, sono radicale perché ho capito!”
MARTELLI NON CI SARA’: PRESENTE L’ON. ENRICO BUEMI (SDI)
L’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, con il patrocinio della Città di Mondovì e della Provincia di Cuneo, in occasione dell’intitolazione ufficiale di “via Enzo Tortora 1928-1988” a Mondovì (Cn), nel ventesimo anniversario dell’ingiusta condanna di primo grado subita da Enzo Tortora il 17 settembre 1985 a Napoli, organizza il convegno:
“In memoria di un giusto”
dai successi televisivi alla galera, dagli arresti domiciliari al Parlamento Europeo, dall’impegno civile alla battaglia per la Giustizia Giusta.
Sabato 17 settembre, alle ore 10,
presso l’Antico Palazzo di Città
in via Giolitti, 1 a Mondovì Piazza (Cn).
I saluti di:
-Luciano MONDINO – Vice Sindaco della Città di Mondovì
-Enrico COSTA – Vice Presidente del Consiglio Regionale
-Lorenzo LIPPARINI – Segretario Associazione “Enzo Tortora” di Milano
Gli interventi di:
- On. Alfredo BIONDI – Vice Presidente della Camera dei Deputati
- Daniele CAPEZZONE – Segretario di Radicali Italiani
- On. Raffaele COSTA – Presidente della Provincia di Cuneo
- On. Enrico BUEMI – deputato SDI
- On. Francesca SCOPELLITI – Giornalista, compagna di Tortora
Coordina:
Bruno Mellano – Segretario dell’Associazione “Adelaide Aglietta”
MELLANO ha dichiarato:
“Venti anni sono molti nella vita di una persona, ma sono molti anche nella memoria collettiva di un paese, soprattutto se l’informazione non concorre a tenere viva l’attenzione su un tema. Il “caso Tortora” finisce, così, per essere archiviato come un “clamoroso errore giudiziario”. Punto e basta. Purtroppo non è così! E, almeno per noi radicali, non può essere così! Ricordare Enzo Tortora è, deve essere, ricordare l’impegno civile che lo portò a trasformare la sua personale difesa da gravissime ed infamanti accuse in battaglia per la Giustizia Giusta. Una lotta politica che ha animato e diviso l’Italia per anni, certo partendo dalla tragica vicenda giudiziaria e processuale di un volto noto, ma che è e rimane attuale perché l’origine della vicenda sta tutta nella legge sui pentiti, nella legge sulla responsabilità civile dei magistrati, nell’organizzazione delle carriere della magistratura in Italia, nella finta obbligatorietà dell’azione penale. E nulla è cambiato!
Per questo, nonostante il rincrescimento per la mancata partecipazione di Claudio Martelli, all’epoca vice segretario reggente del PSI e poi ministro di Grazia e Giustizia, (assenza dovuta all’impossibilità di rimandare le prove per una nuova trasmissione televisiva a cui sta lavorando nella veste di conduttore) la presenza di Enrico Buemi, responsabile giustizia dello Sdi e presidente del Comitato carceri della Camera, potrà dare un significativo contributo all’attualizzazione del dibattito.
Tortora ad un congresso radicale disse: “Sono liberale perché ho studiato, sono radicale perché ho capito!”. Quanti in questi giorni capiranno che continua ad essere necessario ed urgente dare forza al Partito Radicale?”.
MELLANO, 3485335302

    Torino, 15-09-2005
Caro Sindaco Veltroni,
ci permettiamo di disturbarLa perché vorremmo farLe alcune domande in merito ad un evento che è stato inserito nel calendario della Notte Bianca e sponsorizzato dal Comune.
Si tratta dello spettacolo “Terra Magica”che già è stato presentato a Milano e a Bergamo per iniziativa della Fondazione Italia- Cina, ma fortemente voluto dal PCC per “celebrare” il quarantesimo anniversario della costituzione della Regione Autonoma del Tibet ( il TAR).
Come a Milano e Bergamo anche a Roma ci sarà una manifestazione di protesta, di fronte al teatro, guidata dalla comunità dei tibetani residenti in Italia ai quali anche noi abbiamo dato il sostegno.
A Lei, che in più occasioni ha ricevuto S.S Il Dalai Lama ed ha sostenuto iniziative in favore della causa del Tibet, vorremmo chiedere: come mai il Comune di Roma si è prestato ad appoggiare questa messinscena propagandistica che ha il preciso intento di dare una immagina falsa ed edulcorata della realtà? Non Le sembra strano che la compagnia di artisti sia venuta in Italia accompagnata da numerosi funzionari del PCC nonché dal Vice Ministro dell’Informazione? Che il “tour” europeo riguardi solo due paesi, Italia e Danimarca, quelli in cui il Dalai Lama è stato quest’estate in visita?
E’ a conoscenza che a Lhasa durante la settimana dei festeggiamenti sono state preventivamente prese delle “speciali precauzioni”, arresti arbitrari e città assediata dalla polizia ? Che nel TAR i tibetani sono minoranza priva di diritti fondamentali e sempre più povera e solo la maggioranza dei cinesi, lì trasferiti, vive in condizioni di benessere?
A noi l’iniziativa della Fondazione Italia-Cina suona scandalosa, ci amareggia e ci preoccupa il fatto che le nostre Istituzioni abbiano appoggiato simile farsa.
Certi della Sua buona fede aspettiamo, se avrà la cortesia di farlo, una risposta alle nostre preoccupazioni.
Distinti saluti.

Rosanna Degiovanni, Tesoriere
Bruno Mellano, Segretario

Torino, 16 settembre 2005
TIBET: il Comune di Roma risponde all'Associazione radicale "Adelaide Aglietta"

A seguito della lettera indirizzata ieri al Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in cui chiedevamo ragione del patrocinio dato allo spettacolo-farsa sul Tibet che avrà luogo stasera presso il teatro Argentina, poche ore fa siamo stati contattati telefonicamente dal Vice Sindaco Maria Pia Garavaglia.
Il Vice Sindaco ci ha detto con molta franchezza che agli atti del Comune non risulta alcuna sponsorizzazione data allo spettacolo di stasera, e che con ogni probabilità il patrocinio dato ad altra manifestazione ˆ la mostra di un artista cinese- è abusivamente transitato sulla manifestazione di stasera da cui il Comune si dissocia.
Non avendo alcuna ragione per non credere alla buona fede di chi si è premurato di risponderci, ci pare evidente che la Fondazione Italia-Cina ha preso contatti diretti con la società Zetema, che gestisce l‚organizzazione della Notte Bianca, per fare opera di strumentalizzazione. E la cosa, benchè non ci sorprenda, è ulteriore motivo di preoccupazione sulla piega che stanno prendendo le relazioni tra il nostro paese e la Cina.

Rosanna Degiovanni e Bruno Mellano

Torino, 15 settembre 2005
Incompatibilità, Manfredi: il ministro Storace mandi gli ispettori anche a Napoli, dove il suo sottosegretario Zinzi è consigliere regionale … ma la legge lo vieta!
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Invito il ministro della Salute a verificare non solo la legittimità della sperimentazione della pillola abortiva ma anche la legittimità della posizione di un suo stretto collaboratore; il sottosegretario alla Salute Domenico Zinzi risulta ancora oggi, a cinque mesi dalle elezioni regionali e dalla sua nomina nel governo, consigliere regionale in Campania per l’UDC; peccato che la legge vieti il cumulo delle due cariche (art. 4 della L. 154/81).
Urgono ispettori non solo sotto la Mole ma anche sotto il Vesuvio!”.

Torino, 15 settembre 2005
ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE INCONTRA DELEGAZIONE RADICALE.
MELLANO E BONI: “DISCUSSIONE FRANCA E PROFICUA, SPERIAMO SIA L’INIZIO DI UNA COLLABORAZIONE DURATURA”.
.Nicola De Ruggiero (Assessore regionale all’Ambiente) ha incontrato oggi gli esponenti radicali Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani).
L’incontro, richiesto dall’assessore, è durato oltre due ore; Mellano e Boni hanno illustrato sia il “Dossier Acque – Proposte per una nuova politica di risparmio idrico” sia gli esposti presentati dai radicali in molte procure piemontesi sull’inquinamento da nitrati e fitofarmaci; hanno ribadito con forza la loro netta contrarietà alla costruzione di grandi invasi alpini, sottolineando che la vera sfida ambientale è costituita da un risparmio idrico attuato in modo scientifico e rigoroso, partendo dall’attuazione dei provvedimenti esistenti (es. manuale di buona pratica irrigua).
Al termine dell’incontro, Mellano e Boni hanno dichiarato:
“Vogliamo ringraziare pubblicamente l’Assessore De Ruggiero per la disponibilità e l’attenzione dimostrate nei nostri confronti; non è stata una visita di cortesia ma uno scambio proficuo di esperienze e conoscenze; siamo fiduciosi che quello di oggi possa essere l’inizio di una collaborazione duratura nell’interesse del territorio e dei cittadini piemontesi”.
Mellano (348/5335302)

Roma, Torino, 14 settembre 2005
RU486 - ABORTO FARMACOLOGICO: NESSUNO INTRALCI IL LAVORO DELL'EQUIPE MEDICA DEL S. ANNA DI TORINO, VOLTO AD ATTUARE FINALMENTE LA LEGGE 194
Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani) e Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“Il tenace lavoro di studio e preparazione dell'équipe medica del S.Anna di Torino, durato cinque anni, ha consentito a Giulia di essere la prima donna italiana a cui è stato permesso di scegliere una pratica abortiva diversa da quella chirurgica; questo è successo 27 anni dopo l'entrata in vigore della legge 194, che all'art. 15 prevede espressamente che "le regioni, d'intesa con le università e gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario . sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza.
Nessuno deve intralciare in questi giorni una sperimentazione incardinata da anni e che, siamo certi, metterà a disposizione delle donne italiane uno strumento in più per governare la propria vita sessuale e riproduttiva. E' necessario ed urgente che quanto accade oggi a Torino sia attuato anche nel resto d'Italia, grazie al concorso sinergico di assessori regionali, direttori generali delle aziende sanitarie, équipes mediche degli ospedali".N.B. Su www.associazioneaglietta.it, link "RU486/Aborto farmacologico" con la documentazione della sperimentazione di Torino.

Mellano (3485335302)

Torino, 13 settembre 2005
INCOMPATIBILITA'/L'ON. GHIGLIA SI E' DIMESSO DA DEPUTATO. MANFREDI (RADICALI): "LA LOTTA CONTINUA RISPETTO AGLI ALTRI CINQUE INCOMPATIBILI (CE', GIGLI, BOCCHINO, ZINZI, OSTILLIO) " SPERANDO CHE QUALCUN ALTRO SI OCCUPI DEL "CASO GIOVINE".
  Alla notizia che l'on. Agostino Ghiglia di Alleanza Nazionale si è dimesso da deputato, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

"L‚on. Ghiglia era stato proclamato consigliere regionale del Piemonte il 16 maggio scorso; ai sensi dell‚art. 122 della Costituzione e dell‚ art. 6 della L. 154/81, avrebbe dovuto scegliere entro il 26 maggio se continuare a fare il deputato o il consigliere; l'ha fatto il 9 settembre, con 106 giorni di ritardo, anche grazie all'azione popolare che ho presentato un mese fa al Tribunale di Torino assieme ai compagni radicali Igor Boni e Silvio Viale.
La nostra iniziativa è stata ripresa dai radicali milanesi e romani: in Lombardia, il leghista Alessandro Cè è da quattro mesi sia onorevole che assessore alla Sanità; l'on. Rodolfo Gigli è anche consigliere regionale nel Lazio. In Campania, sono consiglieri regionali sia l'on. Italo Bocchino (AN) sia, addirittura, il sottosegretario alla Sanità Domenico Zinzi (UDC); chiude l'elenco dei cittadini più uguali degli altri l‚on. Massimo Ostillio (consigliere regionale pugliese).

Questa mattina abbiamo manifestato davanti al Consiglio Regionale del Piemonte anche per chiedere che la Procura di Torino termini l'istruttoria dell‚inchiesta aperta sei mesi fa rispetto alla raccolta di firme false da parte della Lista Consumatori, che ha eletto consigliere regionale il sig. Michele Giovine. Chi ha interesse legittimo a far decadere Giovine può e deve presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale; come mai nessuno si è mosso? Ci si appassiona della legalità delle elezioni in Iraq, Cecenia, Ucraina ma non di quelle sotto casa?"

Torino, 12 settembre 2005
Elezioni regionali e legalità, i casi Ghiglia e Giovine. Domani a mezzogiorno sit-in radicale davanti al Consiglio regionale del Piemonte.
Domani, martedì 13 settembre, in occasione della prima seduta del Consiglio Regionale del Piemonte dopo la pausa estiva, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta manifesteranno di fronte a Palazzo Lascaris per portare all’attenzione dei consiglieri e dei cittadini i casi Ghiglia e Giovine.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Associazione Aglietta) hanno dichiarato:
 
“L’on. Agostino Ghiglia (AN) è stato proclamato consigliere regionale il 16 maggio scorso, quattro mesi fa; le due cariche sono incompatibili, ai sensi dell’art. 122 della Costituzione; Ghiglia avrebbe dovuto scegliere una delle due entro fine maggio (“La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”, art. 6, comma 4, legge 154/81). Visto che Ghiglia ha continuato a ricoprire le due cariche (senza peraltro percepire doppio stipendio), abbiamo presentato al Tribunale di Torino, il 3 agosto scorso, un’azione popolare per farlo decadere dalla carica di consigliere regionale. La nostra iniziativa è stata ripresa dai radicali romani e milanesi, che hanno presentato azioni popolari contro, rispettivamente, l’on. Rodolfo Gigli dell’UDC (anche consigliere regionale laziale) e contro l’on. Alessandro Cè della Lega Nord (consigliere regionale e addirittura assessore regionale alla Sanità in Lombardia).
Rispetto alla posizione del consigliere regionale Michele Giovine (Consumatori), chiediamo semplicemente che l’istruttoria dell’inchiesta sulle firme false che, secondo la Procura di Torino, sarebbero state raccolte a sostegno della Lista dei Consumatori (secondo notizie di stampa, l’86% del totale delle firme raccolte) sia chiusa e vi sia il rinvio a giudizio; sono passati sei mesi dai fatti contestati. Nel frattempo, è quantomai strano che gli aventi interesse a sostituire Giovine in Consiglio regionale non abbiamo presentato apposito ricorso; i radicali non possono presentarlo non avendo partecipato alle elezioni regionali”.

COMUNICATO STAMPA DELL’ASO O.I.R.M. – SANT’ANNA DI TORINO
SPERIMENTAZIONE RU486
L’Azienda Sanitaria Ospedaliera Regina Margherita-S.Anna ha attivato lo Studio Sperimentale Clinico “IVG con mifepristone (RU486) e misoprostol”, come deliberato nel gennaio scorso.
Il protocollo attivato richiede la somministrazione di due differenti dosaggi di mifepristone (RU486) e la successiva somministrazione per via orale del misoprostol.
La sperimentazione prevede l’arruolamento di 400 donne, che avranno chiesto l’Interruzione Volontaria della Gravidanza (IVG) entro i 49 giorni di amenorrea, la settima settimana compresa. Dopo avere adempiuto alle procedure previste dalla legge 194 ed avere sottoscritto il consenso informato, le donne saranno divise nei due gruppi di studio.
L’obiettivo dello studio è quello di confermare l’efficacia, la sicurezza e l’accettabilità del metodo farmacologico per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza, provocando un aborto simile a quello spontaneo.
Nel 95-98% dei casi questo metodo dovrebbe consentire di evitare l’intervento chirurgico, cioè la revisione della cavità uterina con strumenti chirurgici.
Come è noto, la RU486 è utilizzata in Francia dal 1988, in Gran Bretagna e in Svezia dal 1991 e dal 2000 negli Stati Uniti a seguito dell’approvazione della Food and Drug Administration (FDA).
Attualmente il mifepristone (RU486) è registrato presso l’Agenzia Europea dei Farmaci ed è distribuito in molti Paesi della Comunità Europea.
Con questo studio, per la prima volta, pur nell’ambito di un rigido protocollo di studio, le donne italiane possono accedere al metodo medico evitando di essere sottoposte all’intervento chirurgico ed all’anestesia.
I risultati dello studio, che è previsto possa durare due anni, verranno resi pubblici man mano che saranno disponibili le valutazioni clinico-scientifiche.
Torino, 9 settembre 2005

Torino, 12 settembre 2005
ELEZIONI REGIONALI E LEGALITA’/I CASI GHIGLIA E GIOVINE.
DOMANI A MEZZOGIORNO SIT-IN RADICALE DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE (Torino, via Alfieri n. 15).
Domani, martedì 13 settembre, in occasione della prima seduta del Consiglio Regionale del Piemonte dopo la pausa estiva, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta manifesteranno di fronte a Palazzo Lascaris per portare all’attenzione dei consiglieri e dei cittadini i casi Ghiglia e Giovine.
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Associazione Aglietta) hanno dichiarato:
“L’on. Agostino Ghiglia (AN) è stato proclamato consigliere regionale il 16 maggio scorso, quattro mesi fa; le due cariche sono incompatibili, ai sensi dell’art. 122 della Costituzione; Ghiglia avrebbe dovuto scegliere una delle due entro fine maggio (“La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”, art. 6, comma 4, legge 154/81). Visto che Ghiglia ha continuato a ricoprire le due cariche (senza peraltro percepire doppio stipendio), abbiamo presentato al Tribunale di Torino, il 3 agosto scorso, un’azione popolare per farlo decadere dalla carica di consigliere regionale. La nostra iniziativa è stata ripresa dai radicali romani e milanesi, che hanno presentato azioni popolari contro, rispettivamente, l’on. Rodolfo Gigli dell’UDC (anche consigliere regionale laziale) e contro l’on. Alessandro Cè della Lega Nord (consigliere regionale e addirittura assessore regionale alla Sanità in Lombardia).
Rispetto alla posizione del consigliere regionale Michele Giovine (Consumatori), chiediamo semplicemente che l’istruttoria dell’inchiesta sulle firme false che, secondo la Procura di Torino, sarebbero state raccolte a sostegno della Lista dei Consumatori (secondo notizie di stampa, l’86% del totale delle firme raccolte) sia chiusa e vi sia il rinvio a giudizio; sono passati sei mesi dai fatti contestati. Nel frattempo, è quantomai strano che gli aventi interesse a sostituire Giovine in Consiglio regionale non abbiamo presentato apposito ricorso; i radicali non possono presentarlo non avendo partecipato alle elezioni regionali”.

Manfredi (348/5335305)


Roma, 11 settembre 2005
ABORTO FARMACOLOGICO – MELLANO (ASSOCIAZIONE AGLIETTA) E BONI (RADICALI ITALIANI): “ATTENDIAMO URGENTI E CHIARE PRESE DI POSIZIONE DELLA CLASSE POLITICA PIEMONTESE ED ITALIANA”.
  In merito alle polemiche innescate dal comunicato ufficiale della struttura ospedaliera del Sant’Anna di Torino che sabato ha annunciato l’inizio della sperimentazione della RU486 per il ricorso all’aborto farmacologico, meno invasivo e meno doloroso dell’aborto chirurgico sinora considerato l’unica forma di attuazione della legge 194/78, Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ed Igor Boni, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, hanno dichiarato:
“In questi giorni ed in queste ore diventa politicamente necessario ed urgente far sentire la propria voce a sostegno della sperimentazione della RU486 che è, finalmente, iniziata a Torino.
Da radicali piemontesi che hanno speso in questi 5 anni energie e lavoro per assecondare l’iter autorizzativo e per permettere che la procedura del Sant’Anna avesse inizio, ci attendiamo forti e chiare prese di posizione dei politici piemontesi e nazionali, che troppo sovente solo a parole, hanno dichiarato di considerare la RU486 un diritto da conquistare anche per le donne italiane.
Il Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, l’Assessore regionale alla Sanità, Mario Valpreda, il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ma anche i leader dei partiti laici hanno qualcosa da dichiarare?
Noi radicali ringraziamo pubblicamente la dirigenza del Sant’Anna per la professionalità dimostrata ed attendiamo con fiducia gli esiti del loro lavoro: per Torino, per il Piemonte, ma anche per tutte le donne italiane”.
(Comitato dei Radicali Italiani)
MELLANO 348.5335302

Roma, 09.09.05
ABORTO FARMACOLOGICO - MELLANO (ASSOCIAZIONE AGLIETTA) E BONI (RADICALI ITALIANI): “LE PAROLE DELL’ASSESSORE REGIONALE DI AN LA MIGLIORE RISPOSTA AL MINISTRO STORACE E AL CONSIGLIERE GHIGLIA! …..E COSA ASPETTANO LE REGIONI ‘ROSSE’?”
Ieri la struttura ospedaliera del Sant’Anna di Torino ha annunciato l’inizio della procedura di sperimentazione della “pillola RU486” ossia l’aborto farmacologico; oggi il Ministro della Salute, Francesco Storace, ordina un’immediata ispezione per la verifica delle procedure d’attuazione del protocollo di sperimentazione, cominciata dopo quattro lunghi anni di approfondimenti, verifiche, richiesta di chiarimenti, autorizzazioni.
Bruno Mellano (segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ed Igor Boni (membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Il Ministro Storace ed il consigliere regionale piemontese Ghiglia, prima di rilasciare dichiarazioni avventate e, ancor più, prima di assumere decisioni precipitose dovrebbero valutare attentamente tutto l’iter autorizzativo, soffermandosi con particolare attenzione sulla risposta ufficiale pronunciata in Consiglio Regionale il 12 dicembre 2000 dall’allora Assessore regionale alla Sanità.
Il 6 novembre 2000, infatti, i consiglieri regionali radicali della settima legislatura del Consiglio Regionale del Piemonte, Carmelo Palma e Bruno Mellano, presentano un'interpellanza (n. 341/00) su "Contraccezione postcoitale e aborto farmacologico" a cui l'Assessore regionale alla Sanità della Giunta Ghigo, il Dr. Antonio D'Ambrosio di AN, dichiaratamente antiaborista, risponde, con cortese sollecitudine, il 12 dicembre 2000.
Il nucleo della risposta, per quanto concerne l’aborto farmacologico, recita:
"… Le modalità d’interruzione della gravidanza sono stabilite, nelle varie strutture, a seconda dei casi, in base alle valutazioni effettuate dal personale medico, nell'esercizio della libertà di scelta terapeutica che, mi preme sottolineare, è e rimane una inalienabile prerogativa del medico. L'unica normativa di riferimento è la legge nazionale 194/78 (legge sull'aborto) che non impedisce né impone il ricorso generalizzato all'aborto farmacologico. La legge 194/78 riconosce alle donne, entro certi limiti, il diritto di scelta sull'interruzione di gravidanza, demandando ai medici, secondo loro scienza e coscienza, la scelta sulla modalità di interruzione …".
Solo dopo questa risposta, il 29 gennaio 2001, il Dr. Silvio Viale (ginecologo, presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) presenta alla Direzione Generale dell'Azienda Sanitari Ospedaliera di appartenenza (ASO OIRM-S.Anna di Torino) la "Richiesta di attivazione del servizio di aborto farmacologico in applicazione della legge n. 194/78".

Ottenuti il via libera dal Comitato Etico Regionale,dall’Istituto Nazionale della Sanità, ottenuto, infine, il nulla osta dal Ministero della Salute il 9 luglio 2004, il Sant’Anna ha, finalmente, iniziato la “sperimentazione” di una pillola ordinariamente utilizzata in Francia dal 1998, in Gran Bretagna ed in Svezia dal 1991 e, dal 2000, anche negli Stati Uniti.
Noi radicali piemontesi continuiamo ad attendere che altre aziende ospedaliere od universitarie chiedano di poter sperimentare e, almeno ora che la procedura è cominciata, ci sia una vera e propria cascata di richieste, magari partendo dalle strutture delle regioni “rosse”, a sostegno dell’iniziativa torinese che deve essere assecondata e agevolata, per consentire, anche alle donne italiane, la possibilità di scegliere, con il consiglio medico, una forma di ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza meno invasiva e meno dolorosa”.

MELLANO, 348.5335302

Sentite le dichiarazione del Ministro della Salute, Silvio Viale, esponente radicale ed uno dei medici responsabili della sperimentazione sulla RU486 ha precisato:
  "Le procedure seguite per la sperimentazione della Ru486 al Sant'Anna di Torino sono corrette e, pardossalmente, sono già state verificate dal Ministero della Salute. Il progetto è stato a lungo analizzato dagli ispettori della Direzione Generale della Farmacovigilanza, che nel luglio del 2004 hanno trasmesso il parere positivo espresso dalla V sezione dell Consiglio Superiore di Sanità. Se è vero che per questo tipo di sperimentaziuone non è prevista alcuna autorizzazione del Ministero della Salute, è altrettanto vero che, nei fatti, l'attività ispettiva, iniziata nell dicembre 2002 e conclusasi nel luglio 2004 con la trasmissione del parere del Consiglio Superiore di Sanità, ha finito per avere il sapore di una sorta di autorizzazione del Ministero della Salute; almeno per gli operatori dell'informazione. Se il Ministro Storace vuole compiere ulteriori passi di verifica, oltre quelli già ipotizzati dall'Ufficio Ispettivo della Direzione Generale della Farmacovigilanza, è certamente il benvenuto. Da un punto di vista tecnico-scientifico, debbo, però, fargli notare come, in questa vicenda, tutti coloro che si sono occupati della sperimentazione hanno finito per dare un parere favorevole. Del resto il mifepristone (RU486) è ampiamente trattato nella GUIDA ALL'USO DEI FARMACI edita dal Ministero della Salute ed ha già avuto il parere favorevole dell'Agenzia del Farmaco, allora la CUF, che l'ho ha inserito nell'elenco dei farmaci importabili per usi specifici, nella fattispecie per la Sindrone di Cushing di origine paraneoplastica. L'augurio è che anche in Italia venga attivata la procedura per la registrazione del mifepristone o, in alternativa, l'ampliamento delle indicazioni per le quali è possibile importare la RU486. Per entrambi i casi è utile attivare l'Agenzia del Farmaco, come è utile proseguire nella sperimentazione iniziata con tutte le necessarie verifiche."
In allegato.
1) la delibera dell'Azienda Ospedaliera OIRM-S.Anna sulla sperimentazione;
2) le informazioni che vengono date alla paziente;
3) il consenso informato.

(Silvio Viale 339.3257406)

ABORTO FARMACOLOGICO - BRUNO MELLANO (ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA): UNA GIORNATA IMPORTANTE, A CONCLUSIONE DI UN LAVORO POLITICO CHE DURA DA ANNI.
Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, commenta la notizia del via alla sperimentazione della Ru486 all'ospedale Sant'Anna di Torino:
"Quella di oggi e' una giornata importante anche se, in questo strano paese che e' l'Italia, ci dobbiamo felicitare per la sperimentazione di un farmaco che da tempo e' usato in modo ordinario in altre nazioni europee: in Francia dal 1988, in Gran Bretagna ed il Svezia dal 1991, persino negli Stati Uniti dal 2000.
La nostra e' una battaglia che parte da lontano, dalla fine del 2000 ed oggi finalmente possiamo ringraziare pubblicamente l'ospedale Sant'Anna di Torino di avere avuto la professionalità ed il coraggio di avviare questa sperimentazione; essa segnerà un passo positivo per tutte le donne, consentendo di evitare l’invasività di un intervento chirurgico con l'introduzione dell'aborto farmacologico.
Occorre oggi ricordare la svolta politica importante rappresentata dalla risposta data, nel dicembre del 2000, in Consiglio Regionale dall’allora Assessore Regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio D’Ambrosio, che, ad un’interrogazione urgente del gruppo “Radicali – Lista Emma Bonino” a firma mia e del collega Carmelo Palma, ha pubblicamente affermato, con correttezza e con onestà intellettuale, che non vi erano impedimenti di legge ad una sperimentazione pienamente conforme alla legge 194/78: come assessore di AN ed antiabortista dichiarava non poter far altro che, semplicemente, prenderne atto.
Dunque, dopo il parere favore del Comitato Etico Regionale del Piemonte del novembre 2002, ribadito in modo definitivo nel gennaio 2004, dopo il parere favorevole dell’Istituto Superiore di Sanità del marzo 2004, dopo le procedure organizzative della struttura ospedaliera e l’importazione del farmaco, finalmente oggi si è cominciata la sperimentazione con i primi casi concreti di donne che chiedono l’intervento farmacologico in alternativa a quello chirurgico.
Noi radicali piemontesi esprimiamo grande soddisfazione ma attendiamo con ansia, almeno ora, la cascata di richieste di ulteriori sperimentazioni da parte di altri ospedali, altre strutture sanitarie, magari partendo da proprio da quelle delle regioni rosse che, in teoria, avrebbero dovuto essere più attente all’attuazione delle nuove tecniche abortive”.

ITALIA-CINA: PROVE TECNICHE DI REAZIONE
L'Associazione radicale Adelaide Aglietta ha deciso, come altre Associazioni e gruppi che sostengono la causa tibetana, di aderire al presidio organizzato dalla Comunità tibetana in Italia, a Milano venerdi 9 settembre , a partire dalle ore 19.30 di fronte al Piccolo Teatro (Largo Greppi), per protestare contro lo spettacolo-farsa che si terrà all‚interno del teatro stesso.
Seguendo le direttive del governo cinese, la Fondazione Italia-Cina si è prestata ad organizzare, con il patrocinio delle locali Istituzioni, uno spettacolo itinerante di musica e danze tradizionali tibetane, "La Terra Magica", per celebrare il quarantesimo anniversario della costituzione della Regione Autonoma del Tibet (TAR). Il vero intento è desumibile dai documenti prodotti per lo stesso tipo di manifestazione tenutasi a Lhasa il 26 agosto scorso, la campagna "contrastare la propaganda separatista valorizzando l'autonomia del Tibet e lo sviluppo economico e sociale del Paese".
Le altre date del tour italiano sono: domenica 11 settembre a Bergamo con il patrocinio della Provincia, venerdi 16 e sabato 17 settembre a Roma nell'ambito della Notte Bianca, col patrocinio del Comune.

Rosanna Degiovanni, tesoriera dell‚Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato dei Radicali Italiani, ha dichiarato:
"Vista la drammatica situazione in cui versano i tibetani in Tibet questa iniziativa suona scandalosa. Lo sviluppo economico-sociale di cui si parla riguarda la popolazione cinese che là è stata trasferita non certo quella tibetana, ormai marginalizzata e privata dei diritti umani fondamentali. Dopo quaranta anni di presunta autonomia mi pare non ci sia proprio nulla da festeggiare e trovo particolarmente grave che anche alcune Istituzioni, come i Comuni di Milano e Roma, abbiano patrocinato l'evento. Forse non si è capito che anche questo rappresenta un modo per sondare la nostra capacità di reazione e verificare il livello di percezione della realtà cinese. Non a caso il tour è stato organizzato, in tutta fretta, solo in Italia e in Danimarca, i due paesi europei oggetto di recenti visite da parte del Dalai Lama.
Spero che anche a Bergamo e Roma ci si organizzi per fare fallire questa vergognosa messinscena propagandistica".

Rosanna Degiovanni (3485335306)

Torino, 3 settembre 2005
“In memoria di un giusto”
dai successi televisivi alla galera, dagli arresti domiciliari al Parlamento Europeo, dall’impegno civile alla battaglia per la Giustizia Giusta.
L’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, con il patrocinio della Città di Mondovì e della Provincia di Cuneo, in occasione dell’intitolazione ufficiale di “via Enzo Tortora 1928-1988” a Mondovì (Cn) (che si svolgerà sabato 1° ottobre), nel ventesimo anniversario dell’ingiusta condanna di primo grado subita da Enzo Tortora il 17 settembre 1985 a Napoli, organizza il convegno:
“In memoria di un giusto”
dai successi televisivi alla galera, dagli arresti domiciliari al Parlamento Europeo, dall’impegno civile alla battaglia per la Giustizia Giusta.
L’evento si terrà Sabato 17 settembre, alle ore 10, presso l’Antico Palazzo di Città in via Giolitti, 1 a Mondovì Piazza (Cn).
Dopo i saluti istituzionali, sono previsti gli interventi di:
- On. Alfredo BIONDI – Vice Presidente della Camera dei Deputati
- Daniele CAPEZZONE – Segretario di Radicali Italiani
- On. Raffaele COSTA – Presidente della Provincia di Cuneo
- On. Claudio MARTELLI – già Ministro di Grazia e Giustizia
- On. Francesca SCOPELLITI – Giornalista, compagna di Enzo Tortora
Coordina:
Bruno Mellano – Segretario dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”
Bruno Mellano ha dichiarato:
“Il caso Tortora, l’incredibile vicenda giudiziaria e processuale, la forza umana di farne una battaglia civile, ha rappresentato per me, a sedici anni, la molla decisiva per l’impegno politico e lo stimolo per occuparmi direttamente delle carceri e dei carcerati.
Anche per questi motivi, spiccatamente personali ed intimi, ho fatto tutto quanto ho potuto, prima da consigliere regionale della settima legislatura ed ora da Segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, per agevolare le varie proposte di intitolazione di strade alla memoria di Enzo Tortora.
Il Comune di Torino ha, da poco, inserito il nome del noto presentatore e deputato europeo radicale nella lista dei nomi selezionati dalla commissione toponomastica: noi radicali piemontesi abbiamo più volte insistito per l’intitolazione a Tortora della parte finale di via Pianezza che collega lo stradone alla casa di reclusione “Lo Russo e Cutugno” delle Vallette ed attendiamo fiduciosi le decisioni della Giunta Chiamparino.
In Italia risultano intitolate ad Enzo Tortora un largo nel centro storico della sua Milano (intitolato a dieci anni dalla morte, nel 1998), una via ad Ascoli Piceno (intitolata nel 1999), una biblioteca civica nel quartiere Testaccio a Roma: nel 2000 una polemica clamorosa è scoppiata invece a Genova, dove i residenti di via Pastrengo, dove è la casa natale di Enzo Tortora, hanno respinto la proposta di cambiamento del nome dell’ultimo tratto di strada.
Nella Città di Mondovì le proposte di intitolazione risalgono allo stesso periodo della morte di Tortora, quando i radicali dell’epoca, con Sergio Bruno, subito avanzarono l’ipotesi; la proposta è stata poi riformulata e sostenuta nella commissione toponomastica, assieme ad altri nomi monregalesi, dai consiglieri dei DS, Ghirardi ed Arduino, infine, e solo infine, sono intervenuto, con Enrico Costa, ricordando i legami di Tortora con la Città: dalle leggendarie trasmissioni di “Campanile Sera” alla vicende politiche liberali e radicali, alla tragedia processuale e carceraria all’elezione plebiscitaria al Parlamento Europeo nel 1984.
Personalmente voglio ringraziare gli amministratori comunali, assessori e consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che hanno fatto propria la proposta, ma in particolare occorre menzionare per la squisita sensibilità e grande disponibilità l’assessore competente Franco Merlino.
L’appuntamento è, per tutti, al convegno dell’Associazione Aglietta, se non fosse altro per sentire dai protagonisti della battaglia politica per la Giustizia Giusta, che portò al referendum sulla responsabilità civile dei magistrati nel 1987, il racconto e la testimonianza di un impegno civile davvero unico in Italia: Enzo Tortora, pur ingiustamente accusato ed arrestato, finito sotto una gogna mediatica senza pari, seppe lottare per sé e per il cittadino qualunque, fino a dimettersi dal Parlamento Europeo per onorare una sentenza infame come quella di primo grado a Napoli di cui sabato 17 settembre ricorrono i 20 anni. Le sentenze di secondo grado e di cassazione resero giustizia a Tortora, ma ricordarlo con una strada vuole essere il modo per non dimenticare.”

MELLANO 348.5335302

Torino, 2 settembre 2005
TARGHE ALTERNE – VIALE (radicali) “ OLIMPIADI SENZA SMOG? SI’, MA PER TUTTA LA STAGIONE.”
PM10 superiore al 2004, anche se inferiore agli anni precedenti.
“L’unica cosa certa è che le Olimpiadi torinesi saranno senza smog!”
E’ il commento di Silvio Viale, dei radicali, che si dichiara “sconsolato” per l’insignificante pochezza del cosiddetto piano antismog per la stagione “autunno-inverno 2005-2006” anticipato ieri dalla Provincia.
“A parte le solite balle, l’inconsistenza dell’analisi e l’assenza di ogni riferimento ai dati delle centraline torinesi, la bozza del nuovo piano provinciale brilla per avere decretato che la stagione dello smog finirà con le olimpiadi, quando per incanto tutte le paventate preoccupazioni spariranno in vista della cerimonia inaugurale. Perché, quindi, non estendere i benefici delle olimpiadi a tutta la stagione? OLIMPIADI SENZA SMOG potrebbe essere anche lo slogan per uno splendido progetto comune di Regione, Provincia e Comune, con il patrocinio del Coni e del Ministero dell’Ambiente, e sarebbe sicuramente una novità mondiale. Un miracolo italiano, anzi sabaudo e piemontese”
“Mi auguro, che questa anticipazione di un piano antismog che si ferma in modo ridicolo a metà gennaio, cioè nel periodo tradizionalmente peggiore, sia l’occasione per riflettere sull’inutilità delle targhe alterne, che hanno dimostrato negli anni scorsi la loro completa inefficacia, con un beneficio stagionale inferiore all’1% ed inesistente su base annuale. Come, pure, non hanno evidenziato alcun beneficio per la salute, a fronte dei disagi peggiorativi che spesso hanno ottenuto l’effetto opposto.”
“Evidentemente la Provincia di Torino non ha nemmeno analizzato i dati recenti, perché, altrimenti, non avrebbe perso l’occasione di urlare “al lupo”, poiché la media del pm10 di quest’anno, fino al 31 agosto, è superiore a quella dello steso periodo dello scorso anno di circa il 10%. Ironicamente si potrebbe dire che sia il risultato delle targhe alterne di Saitta e Piras, ma, più seriamente, si tratta di constatare come le dinamiche del Pm10 siano completamente non influenzate dalle targhe alterne, mentre sono i fattori meteorologici ad essere determinanti. La tendenza strutturale è quella di una lieve riduzione dei valori del pm10, tant’è che, se al momento la meda del 2005 (57 mcg/mc) è superiore a quella del 2004 (52 mcg/mc) di circa un 10%, essa è inferiore a quella del 2003 (63 mcg/mc) di circa il 10%, inferiore a quella del 2002 (65 mcg/mc) di circa il 15% e analoga a quella del 2001 (58 mcg/mc).”
“Come Associazione Radicale Adelaide Aglietta, da tre anni, invano, chiediamo di essere ascoltati dalla Commissione Ambiente della Provincia per esporre i dati sulla controproducente inutilità delle targhe alterne. Non vorremmo constatare che, ancora una volta, si stia preparando una nuova presa in giro dei cittadini, con la doverosa aggiunta dell’aggettivo olimpica. Chiediamo pertanto che le Commissioni Ambiente di Comune, Provincia e Regione ci ascoltino e procedano ad un ciclo di audizioni prima di definire i piani antismog .”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 1° settembre 2005
POLEMICA FORMIGONI-LEGA/RADICALI: "L'ASSESSORE CE' NON DOVREBBE ESSERCI, NE' IN GIUNTA NE' IN CONSIGLIO REGIONALE; E' ANCORA DEPUTATO E QUINDI E' INCOMPATIBILE"
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha sospeso dalle funzioni l'Assessore regionale alla Sanità, il leghista Alessandro Cè in seguito ad una dichiarazione rilasciata dallo stesso Cè al "Corriere della Sera" del 26 agosto: "Il mio solo difetto è che faccio politica in modo corretto. Mi rendo conto che questo a volte può infastidire chi vive la politica seguendo una logica non di servizio ai cittadini, ma di potere. Forse anche Formigoni, più o meno consapevolmente, appartiene a quest'ultima categoria.".
Giulio Manfredi e Silvio Viale (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
"In Italia il rispetto della legge è un optional; il signor Alessandro Cè non potrebbe fare né l'assessore né il consigliere regionale perché è già deputato; le due cariche sono incompatibili; lo dice e lo scrive la Costituzione, all'art. 122: "Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento".
Cè avrebbe dovuto scegliere se fare l'assessore regionale o il deputato entro il 19 maggio 2005 (decimo giorno dall'annuncio della composizione della Giunta Regionale); se fare il consigliere regionale o il deputato entro il 16 giugno 2005 (decimo giorno dalla prima seduta del Consiglio Regionale), ai sensi dell'art. 6, comma 4, della suddetta Legge 154/81: "La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità".
Non tutti hanno seguito il pessimo esempio di Cè: Roberto Albonati, capogruppo di Alleanza Nazionale nel consiglio regionale lombardo, si è dimesso da deputato il 14 giugno 2005, optando per la carica di consigliere regionale; Viviana Beccalossi, assessore regionale all'Agricoltura e vicepresidente della Giunta lombarda (AN), si dimise da deputato l'11 luglio 2001, optando per la carica di assessore regionale.
Dopo le elezioni regionali di aprile, si sono dimessi dalla carica di deputato, essendo incompatibili, anche: Claudio Burlando, Augusto Battaglia, Agazio Loiero, Nichi Vendola, Fabio Ciani.
Quelli per cui il rispetto della legge è un optional, oltre a Cè sono i deputati: Agostino Ghiglia, Rodolfo Gigli, Italo Bocchino e Massimo Ostillio.
Come elettori della Regione Piemonte abbiamo promosso un‚azione popolare per far decadere dal Consiglio Regionale del Piemonte l‚on. Ghiglia; altrettanto hanno fatto i radicali romani nei confronti dell'on. Gigli.".

Manfredi (348/5335305)

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