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RU486, Poretti e Mellano: incomprensibile decisione Aifa di rinviare decisione definitiva al 19 ottobre. Si offrono altri venti giorni all’offensiva clericale |
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Donatella Poretti (senatrice radicale/PD, segretaria commissione Sanità del Senato) Oggi il CdA dell’AIFA aveva tutto il tempo per deliberare in modo definitivo sull’immissione in commercio della RU486, con tutte le garanzie previste dalla legge 194. Non comprendiamo, dunque, la sua decisione di riconvocarsi fra venti giorni, come recita lo stringato comunicato dell’AIFA “anche in considerazione delle richieste formulate dal Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica”. L’AIFA è un organismo tecnico che non è tenuto a tenere in considerazione richieste provenienti da un esponente politico. L’ulteriore rinvio di decisioni ormai inprocastinabili, visto che il “dossier RU486” giace sul tavolo dell’AIFA da quasi due anni, offrirà solamente l’opportunità alla premiata coppia Maurizio Sacconi/Eugenia Roccella di inventarsi qualche altra manovra ostruzionistica per impedire alle donne italiane quella possibilità di scelta sulle tecniche abortive che le donne francesi hanno dal 1988, che le donne di tutta Europa hanno dagli anni ’90. Purtroppo, oggi paghiamo a caro prezzo le indecisioni del PD e la posizione assunta in Commissione Affari Sociali dalla senatrice Dorina Bianchi, che hanno permesso l’istituzione di una commissione d’indagine sulla pillola abortiva a uso e consumo degli esponenti clericali della maggioranza di centrodestra.
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RU486/TORINO/ SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE CON EMMA BONINO E SILVIO VIALE: “MERCOLEDI’ L’AIFA DEVE COMPLETARE L’ITER AUTORIZZATIVO; INDAGINE CONOSCITIVA DEL SENATO SARA’ A SENSO UNICO, IL SENSO CLERICALE”. |
La conferenza stampa si è tenuta a Torino, nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. E’ stata aperta da Igor Boni (segretario Ass. Aglietta), che ha ricordato, innanzitutto, che la stessa legge 194 del 1978, all’art. 15, prevede l’utilizzo “delle tecniche piu’ moderne, piu’ rispettose dell'integrita’ fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”. Boni ha poi rilevato l’assenza, sia in questi anni sia nelle polemiche di questi ultimi giorni, di un movimento delle donne in grado di difendere la libertà di scelta della persona.
Silvio Viale (ginecologo radicale, primo sperimentatore in Italia della pillola abortiva RU486): “L’indagine conoscitiva del Senato è un trappolone del centro-destra in cui sono finiti anche esponenti del centrosinistra, in modo consapevole o meno. In questi vent’anni le hanno provate tutte: hanno bloccato le prime sperimentazioni della RU486 attuate dalla clinica Mangiagalli di Milano negli anni ’80; due ministri della Repubblica, Sirchia e Storace, hanno inviato gli ispettori all’Ospedale S. Anna di Torino per cercare di ostacolare il lavoro mio e dei miei colleghi; poi sono arrivate le inchieste della Procura, tutte archiviate. Il centrodestra non ha la forza di imporre una legge che vieti la RU 486 perché sa di essere su questo estrema minoranza nel Paese e, allora, fa ostruzionismo. A fine luglio, il CDA dell’AIFA ha dimostrato di voler adempiere, nonostante tutte le pressioni, il suo compito deontologico, che è quello di autorizzare in Italia un farmaco utilizzato in tutta Europa da vent’anni; nella prossima riunione di mercoledì 30 settembre, l’AIFA deve semplicemente completare l’iter autorizzativo. L’indagine del Senato non deve assolutamente interferire con il lavoro dei tecnici dell’AIFA; sono assolutamente disponibile ad essere sentito dai senatori, facendo due premesse: basta con il ripetere continuamente che “occorre tutelare la salute delle donne”: le donne italiane sono assolutamente in grado di decidere da sole sulla loro salute; o si pensa che le donne francesi, inglesi, americane sono torturate da anni dai medici con la RU 486? E poi invito i senatori a leggere bene e tutta la legge 194; nella legge non si parla di “obbligo di ricovero” ma di “intervento” (chirurgico o farmacologico, vedi art. 15).
Emma Bonino (vice-presidente del Senato della Repubblica): “Ho il senso del dejà vu: da trentacinque anni siamo sempre allo stesso punto, con una classe politica che vuole decidere sul corpo delle donne: “partorirai con dolore, abortirai sotto tortura”. Lo scontro è ancora e sempre fra clericali e laici. Il Senato avrebbe potuto decidere delle semplici audizioni, se voleva effettivamente conoscere; ha deciso per l’indagine - che terminerà a differenza delle audizioni con un documento - perché si vuole fare l’estremo tentativo di bloccare un farmaco già da noi prefigurato - nel 1978 ero deputata radicale - dalla legge 194. Ho fatto presente a tempo debito alla capogruppo PD al Senato, Angela Finocchiaro, che i senatori radicali/PD erano contrari all’indagine conoscitiva; purtroppo, la senatrice Dorina Bianchi è stata di diverso avviso; purtroppo, anche sulla RU486 sono in corso prove di congresso (PD). L’indagine del Senato è pretestuosa; se la facciano; l’AIFA faccia quanto deve. Perché stiamo parlando di un farmaco utilizzato in tutta Europa, quell’Europa che ci guarda ormai come si guarda un caso clinico. Purtroppo, la condizione delle donne italiane è così arretrata da non consentire la creazione di un movimento in grado di pretendere quello che è assicurato nel resto d’Europa; la situazione culturale è patetica e umiliante: sembra che per la donna italiana l’alternativa sia solo “o velina o casalinga”.”.
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Novara/Scontro sulla via a Marcella Balconi/ Pisano: "Ennesima figuraccia del Consiglio Comunale" |
Appreso che durante la seduta del Consiglio Comunale di Novara di ieri, la maggioranza (Pdl e Lega) ha respinto la proposta, presentata dall'opposizione, di intitolare una via del capoluogo a Marcella Balconi, neuropsichiatra e politico novarese, scomparsa nel 1999 a ottant'anni, Nathalie Pisano, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: "Ci risiamo! La maggioranza consiliare di Novara continua a dimostrare di essere spinta, nelle proprie decisioni, solamente da pregiudizi ideologici e, in questo caso, di non riconoscere neppure le persone che hanno dato lustro alla città. Marcella Balconi è stata una delle prime donne laureate in Medicina in Italia. Durante la Guerra fu staffetta partigiana, in seguito sindaco di Grignasco (No), assessore al Comune di Novara e nel 1963 deputato per l'allora Partito Comunista. Definita all'unisono dall'ambiente scientifico uno dei pochi e grandi neuropsichiatri infantili, lavorò con Giovanni Bollea e Mariolina Berrini: le tre B della neuropsichiatria italiana, fondò il servizio psicopedagogico e in seguito la neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Maggiore di Novara. Mi chiedo, dato che era stato lo stesso sindaco, Massimo Giordano della Lega, a lanciare l'idea di intitolarle una strada, perchè la maggioranza ha deciso di votare contro? Forse la risposta arriva dalle parole del Vice Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, Michele Ragno, che partito all'attacco contro il centrosinistra e la sua mozione, ha esordito con un "per tanto così intitoliamo una via a Stalin". Parole che suonano non solo offensive, visto che equiparano un medico che ha dedicato la propria vita professionale, e personale, alla sofferenza dei bambini ad un dittatore responsabile di milioni di morti, ma anche dettate da una insana ignoranza sui meriti scientifici e sociali di un illustre concittadino. Oltre a rammenatare al Consigliere Ragno che "il miglior tacere non fu mai scritto", consiglio anche al centrosinistra, che alla fine della discussione ha deciso di ritirare la mozione " per evitare a Novara la brutta figura di aver respinto una via dedicata a una scienziata del suo calibro" di dimostrare più coraggio e di ripresentare quanto prima la stessa mozione" |
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RUSSIA/CASO KHODORKOVSKY/ RADICALI: GOVERNO BERLUSCONI IPOCRITA: VOTA A FAVORE MOZIONE UDC DOPO AVER APPOGGIATO INIZIATIVA DI ENI ED ENEL PER AIUTARE PUTIN A IMPOSSESSARSI AZIENDE OLIGARCA RUSSO. |
Alla notizia che la Camera dei Deputati ha approvato la mozione, a prima firma Pier Ferdinando Casini (UDC), per il rispetto dei diritti umani in Russia, in particolare per garantire il diritto alla difesa dell’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Leggiamo che il governo Berlusconi ha dato parere favorevole alla mozione UDC, dimostrando per l’ennesima volta tutta la sua ipocrisia e il suo servilismo nei confronti dell’ “amico Vladimir Putin”. Proprio oggi i giornali riportano la notizia che Eni ed Enel rivenderanno a breve a Gazprom il 51% dell’azienda Severenergia; si tratta dell’ultimo pezzo delle proprietà dell’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, di cui nel 2007 Putin si è impossessato con l’aiuto delle due aziende italiane, che hanno fatto praticamente da filtro e intermediario. Il governo italiano controlla sia ENI che Enel ma si è ben guardato dall’impedire la collaborazione con i russi, anzi … oggi se la cava con qualche lacrima di coccodrillo per il povero Khodorkovsky. Rispetto alla questione dei diritti umani in Russia (di cui fa parte anche la Cecenia), quello che avevamo da dire l’abbiamo detto e fatto sabato scorso, recandoci davanti al consolato russo di Milano per ricordare il decennale dell’inizio della seconda guerra cecena ed esponendo il cartello: PUTIN TERRORISTA. I cortesi funzionari della Digos, su invito dei funzionari russi del consolato, ci hanno chiesto (inutilmente) di consegnarglielo. Abbiamo loro risposto che eravamo perfettamente consapevoli della gravità della scritta ma, di fronte agli oltre 100 giornalisti uccisi in Russia a partire dal 2000 (quando Putin salì al potere), di fronte al terrorismo di Stato attuato da Putin in Cecenia (100.000 civili uccisi, violenze, rapimenti, sparizioni, richieste di riscatto), tale scritta era ed è perfettamente giustificata.
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Nucleare, Mellano e Manfredi: e’ in gestazione una seconda cordata Eni-Westinghouse? Intanto Scajola fa l’azzeccagarbugli: energia nucleare per soddisfare un “bene primario” dei cittadini. |
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani): Le dichiarazioni alla stampa in merito alla partita nucleare del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, sono degne di nota: “l’accordo Enel-Edf è il più avanzato, ma l’esperienza Usa è di tutto rispetto e non chiuderemo la porta a progetti complementari …in caso di una seconda aggregazione i maggiori atout industriali e finanziari li avrebbe l’Eni …il governo non vedrebbe negativamente un impegno dell’Eni. L’Eni è attenta su tutti i fronti dell’energia, non le sfuggirà l’occasione” (dal “Corriere della Sera” di oggi). Dunque, l’attuale soggiorno americano dell’AD di Eni, Paolo Scaroni, e quello prossimo del ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, servono per gettare le basi di una seconda cordata nucleare Eni-Westinghouse da affiancare a quella ENI-Edf? Così il governo Berlusconi prenderebbe tre piccioni con una fava: rafforzerebbe il complesso nucleare-industrial e; si terrebbe buona l’amministrazione USA, preoccupata della dipendenza energetica europea dalla Russia di Putin; rafforzerebbe la posizione internazionale dell’ENI (cavallo di Troia di Putin nell’Unione Europea? Ma se sono disponibili ad accordi economici con le imprese USA!). Intanto, in attesa di partire per Washington, il ministro Scajola si traveste da Azzeccagarbugli e, per replicare alle Regioni (sono ormai otto: Piemonte, Liguria, Toscana, Calabria, Marche, Lazio, Umbria, Emilia Romagna) che ricorreranno alla Consulta contro il piano nucleare, cita addirittura l’art. 120 della Costituzione, che permette al governo di sostituirsi a “organi delle Regioni quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ...”. Ci pare una citazione rischiosa, come ci pare molto forzata l’interpretazione della norma che il ministro fornisce, per cui assicurare energia nucleare ai cittadini vorrebbe dire soddisfare un loro “bene primario” e “garantire l’unità economica del Paese”. Ma siamo solamente al primo minuto di una partita in cui il governo Berlusconi intende giocarsi molte delle sue fiches.
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Nucleare, Mellano e Boni: la Regione Piemonte ricorre alla Consulta, ma non si limita a dire no; importante l’impegno per divenire capofila utilizzo energie alternative. |
Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e di Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta): La decisione della Regione Piemonte di presentare ricorso alla Corte Costituzionale (assieme a Liguria, Toscana e Calabria) contro la legge 99/2009, che ha posto le basi del rilancio nucleare in Italia, è doverosa. Un governo che un giorno sì e l’altro pure ci fa lezioni di federalismo ha prodotto una legge che calpesta del tutto l’autonomia decisionale delle Regioni, garantita dalla Costituzione. Ma il Piemonte non si limita a dire un NO (giusto e motivato) al nucleare; è notizia di ieri che entro fine anno diventerà la prima regione d’Italia per potenza installata (30Mwp) per centrali solari, grazie al lavoro dell’Assessore regionale all’Innovazione, Andrea Bairati. La multinazionale spagnola Opde firmerà con la Regione un protocollo d’intesa che prevede la costruzione di 17 centrali solari e l’installazione di una fabbrica per la produzione dei pannelli inseguitori e di un polo di logistica e di ricerca. Sette centrali saranno pronte entro la fine dell’anno e produrranno un’energia pulita pari a 50 milioni di kWh l’anno. Ed è notizia di oggi che a Balangero (To) quella che era la cava d’amianto più grande d’Europa (oggetto in passato di interrogazioni radicali e di una battaglia in Consiglio regionale del Piemonte) ospiterà uno degli impianti fotovoltaici più potenti d’Italia, anche grazie all’interessamento dell’Assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero. Sul nucleare sono in atto le grandi manovre: il ministro Scajola sarà in settimana a Washington e si parla di un suo abboccamento con il colosso nucleare americano Westinghouse; le imprese nazionali come Ansaldo e A2A strepitano per essere anche loro della partita e non solo spettatori; Atomenergoprom, la grande holding di Stato voluta da Putin per controllare e dirigere tutte le fasi dell’industria nucleare, sta tentando di sbarcare in Gran Bretagna. Sono tutte notizie che abbiamo attinto dai giornali economici italiani; rimane preclusa alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani un’informazione corretta e completa su un piano nucleare che inciderà pesantemente sui territori dove vivono. Il ricorso alla Consulta della Regione Piemonte e le sue iniziative sulle energie rinnovabili sono utili a riportare le politiche energetiche nelle mani dei cittadini, non lasciandole in monopolio ai “padroni del reattore” (per attualizzare le sacrosante polemiche di Ernesto Rossi contro i “padroni del vapore”). |
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RU486 - VIALE "NESSUN TIMORE SE COMMISSIONE IN BUONA FEDE. PRONTO AD ESSERE ASCOLTATO. MA CHE FINE HA FATTO LA DELIBERA DELL'AIFA?" |
Dichiarazione di Silio Viale esponente radicale e responsabile del Day Hospital IVG dell'ospedale S.Anna di Torino: "Non ho alcun timore di qualunque indagine conoscitiva, se svolta in buona fede, e sono pronto ad essere ascoltato. Leggo che il presidente della Commissione, il collega obiettore Antonio Tommasini, dice che l'indagine sarà sobria e tecnico-scientifica . Spero che sobria non significhi sbrigativa, mentre è chiaro che, se dovrà essere tecnico-scientifica si dovrà ascoltare i veri esperti italiani e europei. Mi sembra difficile, per esempio, non sentire i rappresentanti della sanità francese che a usano da 20 anni. Nel frattempo invito i senatori a leggersi tutta la 194 ed il suo impianto tecnico e colgo l'occasione per chiedere che fine abbia fatto la delibera dell'AIFA sulla RU486 approvata a luglio. Noto che tutte le deliberazioni di agosto sono state pubblcate sulla GU, mentre non ho ancora visto quella della RU486. Colpa della tipografia?" |
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CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA – VIALE A GHIGLIA “PRESCRIZIONE CONTINUA 24 ORE SU 24 ORE” |
“Invito Ghiglia a mandarmi molte più ragazze – non nel senso di Tarantini con Berlusconi – cosi le sue amiche o le sue militanti di destra potranno avere informazioni utili e una ricetta di cui avvalersi, se lo vorranno, evitando così un’umiliante corsa tra un pronto soccorso ed una guardia medica.” Questa la reazione divertita di Silvio Viale alla notizia di un esposto di Agostino Ghiglia per la prescrizione della pillola del giorno dopo alla manifestazione “Laici in Piazza” che celebrava il 20 settembre. Silvio Viale ha poi proseguito: “Ringrazio Ghiglia per avere ripreso la mia iniziativa, sebbene con dieci ani di ritardo. Forse non lo ricorda più ma nel 1999, interrompendo il Consiglio Comunale di fronte ad un esterrefatto Carpainini, minaccio denunce ed esposti vari nei miei confronti per avevo prescritto la pillola del giorno dopo a lui e a tutti i consiglieri comunali; meglio tardi che mai. Mi dispiace, invece, che si dilunghi in moralismi di maniera, segno di un evidente rammollimento borghese, perché un militante di destra, che proviene dal MSI, dovrebbe sapere riconoscere l’impegno sociale come un valore e non difendere i vili parassiti che si rifiutano di prescrivere la contraccezione di emergenza anche alle sue amiche. Nel merito lo invito a documentarsi meglio, perché la contraccezione di emergenza è già disponibile senza ricetta negli USA (Bush difese la decisione) e in gran parte dei paesi europei. Ultima la Spagna di Zapatero proprio nei giorni scorsi. Per l’OMS si tratta di un farmaco di “classe 1”, senza limitazioni. Da un punto di vista medico non è necessaria alcuna visita e alcuna anamnesi particolare a parte il racconto, non verificabile, di un rapporto a rischio e la valutazione che la ragazza sia in grado di avere rapporti sessuali. Con riferimento alle sue amiche, che sembra mi abbia inviato, ho prescritto loro quello che mi hanno chiesto e per cui sono venuti a cercarmi, alquanto preoccupate. Mi pare scontato, che proseguirò a prescrivere la contraccezione di emergenza a coloro che me lo chiederanno in tutte le occasioni, 24 ore su 24.”
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TORINO/DOMENICA “LAICI IN PIAZZA”. ALLO STAND DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA, IL DR. SILVIO VIALE PRESCRIVERA’ SU RICHIESTA LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO. |
Anche quest’anno, la Consulta per la Laicità delle Istituzioni ha organizzato, in occasione della ricorrenza del 20 settembre, la manifestazione “Laici in Piazza”. Domenica pomeriggio, decine di stand delle associazioni aderenti alla Consulta saranno allestiti in Piazza Carignano e dintorni. Come tutti gli anni, sarà presente anche l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Allo stand radicale (in via Cesare Battisti, proprio davanti al palazzo dove abitava Adelaide Aglietta) i cittadini troveranno bandiere e libri sul Tibet e sulla Cecenia e potranno sottoscrivere due petizioni dell’Associazione Luca Coscioni, la prima sul testamento biologico e la seconda per richiedere l’abolizione dell’obbligo della ricetta della pillola del giorno dopo, per evitare alle donne italiane di rischiare di trovarsi di fronte a medici obiettori, che, violando la legge (l’obiezione è prevista solamente dalla L. 194/78 in caso di aborto), negano loro la ricetta. La pillola del giorno dopo non ha controindicazioni; in USA, Francia, Gran Bretagna è già farmaco da banco; lo sarà in Spagna da fine mese. Il Dr. Silvio Viale (presidente Associazione Aglietta, primo sperimentatore in Italia della pillola abortiva RU486) sarà presente allo stand dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e prescriverà, su richiesta, la pillola del giorno dopo. Saranno presenti allo stand anche Igor Boni (segretario Associazione Aglietta) e Giulio Manfredi (giunta segreteria), che hanno dichiarato: Quest’anno festeggeremo al nostro stand la vittoria radicale sulla pillola abortiva RU486, una vittoria inseguita per 8 anni da Silvio Viale e dall’Associazione Aglietta. Per la prima volta, rispetto alla pillola abortiva, il fronte clericale non è all’attacco ma deve cercare di parare il colpo; tenteranno di mettere i bastoni fra le ruote alle donne che vorranno scegliere l’aborto farmacologico ma la stessa Eugenia Roccella, la pasionaria del Vaticano, ha dovuto ammettere a denti stretti che l’ospedale non è un carcere, che non si può impedire alla donna, debitamente informata, di firmare il foglio di dimissioni e di andarsene a casa. Sul corpo delle donne, da Eluana Englaro alla pillola RU486 alla pillola del giorno dopo, il fronte clericale è scatenato nel tentativo di negare libertà, diritti, possibilità di scelta. La firma delle petizioni radicali, il sostegno alle lotte radicali con l’iscrizione all’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e a Radicali Italiani rappresenta una vera e propria assicurazione sulla propria libertà individuale, sulla libertà di tutti.
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CECENIA, SABATO A MILANO RICORDO RADICALE NEL DECENNALE INIZIO SECONDA GUERRA CECENA: 100.000 MORTI, UN DECIMO DELLA POPOLAZIONE |
Un mazzo di fiori sara’ deposto davanti consolato russo. Esponenti e militanti di Radicali Italiani sosteranno, sabato 19 settembre, alle ore 15.00, davanti al Consolato Generale della Russia di Milano (via Sant'Aquilino, 3), per ricordare il decimo anniversario dell’inizio della seconda, tragica invasione della Cecenia da parte delle truppe russe (23 settembre 1999). Saranno presenti, tra gli altri,Antonella Casu(segretaria di Radicali Italiani),Bruno Mellano(presidente di RI),Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale RI). Hanno aderito all’iniziativa:Radicali Milano (Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, Associazione Enzo Tortora-Radicali Milano), Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino, Associazione Annaviva. Sarà deposto un mazzo di fiori per ricordare i 100.000 cittadini ceceni rimasti uccisi in questi dieci anni (un decimo dell’intera popolazione della Cecenia). Mellano e Manfredi hanno dichiarato: Siamo perfettamente consapevoli del fatto che la nostra iniziativa è simbolica. Siamo altrettanto consapevoli che non potevamo starcene alla finestra di fronte al silenzio completo della politica italiana e dei mass media italiani sul vero e proprio genocidio compiuto in questi dieci anni da Vladimir Putin in Cecenia, di fronte al silenzio completo della politica italiana e dei mass media italiani sull’attuale situazione in Cecenia: la guerra e la violenza non sono cessate, si sono semplicemente estese in tutto il Caucaso. Saremo a Milano, davanti al consolato russo, perché siamo il partito di Antonio Russo, ucciso in Georgia per aver cercato di far luce sui misfatti russi in Cecenia; saremo a Milano perché siamo militanti di quel Partito Nonviolento Transnazionale che si è battuto in questi anni, con la diaspora cecena, per richiedere l’intervento dell’ONU, come è stato fatto giustamente per il Kosovo; saremo a Milano perché Radicali Italiani è l’unica forza politica organizzata in Italia a denunciare senza tregua il sempre maggiore legame di imprese italiane controllate dallo Stato, quali ENI ed Enel, con il colosso di Stato russo Gazprom, nelle mani di Vladimir Putin. Fra dieci anni, la valutazione politica dei governi di Silvio Berlusconi non potrà prescindere dalla sua continua, ostentata, amicizia e collaborazione con il nuovo zar Vladimir Putin, una persona che, se non fosse a capo di una potenza europea, starebbe nella stessa cella del Tribunale dell’Aja che ha ospitato Slobodan Milosevic. |
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Droghe, Mellano e Manfredi: secondo il Governo le narcosale costano troppo poco e l’eroina terapeutica troppo. |
Sul sito del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA) è disponibile il documento “Misure ed azioni concrete per la prevenzione delle patologie correlate all’uso di sostanze stupefacenti”, predisposto da un gruppo di lavoro di cui hanno fatto parte rappresentanti dei servizi pubblici per le tossicodipendenze e del privato sociale. Il documento contiene un “ADDENDUM” (una pagina e mezzo), predisposto unicamente dal DPA, in cui Il Dr. Serpelloni e compagni tentano di spiegare alle regioni perché il governo non intende assolutamente né discutere né finanziare tre interventi: “pill testing” (analisi chimica delle droghe sintetiche nei luoghi dove queste si consumano); distribuzione controllata dell’eroina; stanze di autosomministrazion e (narcosale).
Dopo aver letto l’ADDENDUM, Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
Partiamo dalle narcosale. Il DPA è categorico: “Iniziativa non supportata in Italia da leggi che ne consentono l’attivazione”. Noi rimaniamo convinti che in uno Stato di diritto (ma l’Italia è un regime partitocratico) quello che non è vietato si può fare. Non esiste nel DPR 309/90 (testo unico sugli stupefacenti) nessuna norma che proibisce le narcosale; l’art. 79 vieta la predisposizione di luoghi atti allo spaccio, le narcosale sono presidi socio-sanitari. E’ poi ridicolo che il DPA tenti di porre il metadone in concorrenza con le narcosale; per tutti gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, i proibizionisti alla Giovanardi bollavano il metadone come “droga di Stato” (definizione di Vincenzo Muccioli). Ma il colmo si raggiunge quando il DPA scrive che “l’apertura di tali stanze potrebbe comportare lo spostamento dell’attenzione e degli investimenti verso soluzioni meno costose che, invece di essere aggiuntive, potrebbero, per mere ragioni di budget, correre un forte rischio di diventare sostitutive …”. L’intento del governo è quello di creare una “guerra fra poveri”, terrorizzando i Sert: “Attenti, già adesso avete a disposizione pochi soldi, ma se aprono le narcosale ne avrete ancora meno!”. Abbiamo sempre detto che le narcosale sono complementari ai servizi già esistenti e servono all’aggancio e all’auspicabile invio ai servizi di quei cittadini tossicodipendenti che tali servizi non riescono a raggiungere.
Se le narcosale hanno il difetto di costare poco, l’eroina terapeutica ha il difetto di costare troppo. Il DPA scrive che il paziente dovrebbe recarsi 3-4 volte al giorno ad assumere la dose presso le strutture sanitarie, che l’iniziativa riguarderebbe solamente il 3% dei pazienti, che “alla luce anche delle esperienze fatte da molti anni in altri Paesi … questo tipo di terapie … vengono abbandonate dai pazienti spontaneamente nell’arco di 4-6 mesi”. Se il DPA avesse veramente studiato “le esperienze fatte da molti anni in altri Paesi” (quindi, non stiamo parlando di cose rivoluzionarie ma già consolidate) , avrebbe visto che il paziente si reca in ambulatorio una volta al giorno, che la percentuale di utenti potenziali è molto più alta del 3% e che magari uno abbandona “spontaneamente” la terapia perché è riuscito, grazie all’eroina terapeutica, a migliorare le sue condizioni di vita, a trovare casa e lavoro, a passare dall’eroina al metadone.
Rispetto al “pill testing” è incredibile l’affermazione che “attualmente non esistono test di laboratorio “on site” attendibili nel rilevamento delle caratteristiche tossicologiche delle sostanze”. In Olanda i “pill testing” sono attuati con successo da decenni dalle strutture pubbliche; riteniamo che in Europa sia in atto la libera circolazione delle conoscenze e delle tecniche, basta volerlo. Il DPA evoca poi come soluzione a tutti i mali il “sistema nazionale allerta precoce”, che è un po’ come l’ “araba fenice” (“che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”). Sicuramente a Torino non c’è, visto che le strutture sanitarie locali sono venute a conoscenza dalla Procura della Repubblica che vi erano state 30 overdosi mortali in 60 giorni (praticamente il numero di overdosi mortali che si verificano a Torino in un anno intero) alcuni mesi dopo i fatti.
Prima di leggere l’ “ADDENDUM” avevamo una considerazione del Dr. Serpelloni (responsabile Dipartimento Politiche Antidroga) alta; dobbiamo ora constatare come il regime proibizionista riesca ad arruolare anche persone insospettabili, come Serpelloni, per raggiungere l’obiettivo di cui ci parlava il compianto Giancarlo Arnao: proibito capire. |
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Gasdotti, Mellano e Manfredi: partecipazione Edf in South Stream rischia di infliggere colpo mortale a progetto Nabucco. Interrogazione radicale: l’Eni era informata? |
Alla notizia dell’ingresso di Edf (Electricité de France) nel progetto South Stream (gasdotto che porterà il gas russo in Europa aggirando l’Ucraina, che prevedeva finora la partecipazione paritaria di Gazprom ed Eni), Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
L’ingresso di Edf (cioè del governo francese, che controlla la società all’85%) nel progetto South Stream rischia di infliggere un colpo mortale al progetto alternativo Nabucco, sponsorizzato da Unione Europea e Usa, già danneggiato dalla chiara e netta posizione filorussa della nostra ENI (controllata dal governo). Oltretutto, la stampa economica informa che Gaz de France (controllata da Sarkozy per il 35%) diventerà entro ottobre azionista di Nord Stream, il gasdotto russo-tedesco che bypasserà a nord l’Ucraina.
A livello geopolitico, si conferma una sempre più massiccia penetrazione economica e finanziaria russa nell’Unione Europea, considerata anche la recente conferma dell’acquisizione di Opel da parte di Magna.
A livello nazionale, chiediamo (anche con un’interrogazione parlamentare dei senatori radicali/PD Donatella Poretti e Marco Perduca): Eni era informata dell’arrivo del nuovo socio? La quota del 10% da dare a Edf sarà ripartita equamente fra Gazprom ed Eni o, come ventilato dagli analisti di Ihs Global Insight, Gazprom seguirà la pratica standard adottata nei progetti internazionali di questo tipo, tagliando la partecipazione di Eni e redistribuendola ai nuovi arrivati? Alla resa dei conti, fare la mosca cocchiera di Putin si rivelerà non solo politicamente ma anche economicamente perdente per le imprese italiane? Rischiamo di rivivere su una scala più ampia e più grave quanto accadde dodici anni fa rispetto alla Serbia di Milosevic con l’affaire Telekom Serbia? |
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CHAVEZ: L’EUROPA APRA GLI OCCHI SUL DESPOTA VENEZUELANO, SULLA SUA POLITICA DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI E DI PERICOLOSE ALLEANZE |
In merito alle ultime scelte del Presidente venezuelano Hugo Chavez, Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (vice-Presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Semplicemente osservando le ultime mosse del Presidente Venezuelano Hugo Chavez si dovrebbe comprendere quanto il ‘caso Venezuela’ debba diventare uno dei punti prioritari della politica estera dell’Unione Europea e americana. Solo per riassumere ciò che è accaduto negli ultimi giorni: di ritorno dall’Iran ha stretto ulteriori accordi con il regime di Ahmadinejad al quale già fornisce uranio in cambio di tecnologia nucleare e ha confermato di perseguire un programma atomico, dichiarando la messa a punto di un progetto per realizzare un ‘villaggio nucleare’ con l'assistenza della Repubblica Islamica. In Russia ha ottenuto un prestito di oltre 2 miliardi di dollari per l’acquisto di circa 100 carri armati e missili antiaereo in cambio del riconoscimento delle repubbliche dell’Abhkazia e dell’Ossezia del Sud, conquistate da Mosca con l’uso delle armi (solo Russia e Nicaragua fino ad ora hanno riconosciuto tali regioni come Stati indipendenti) . Il tutto accade dopo che negli ultimi anni ha chiuso accordi con la Russia per l’acquisto di armi per 4 miliardi di dollari. A Mosca Chavez ha parlato di ‘un nuovo mondo multipolare attorno a un asse Venezuela-Siria- Iran-Bileorussia -Italia-Russia’ . (Che ci sia anche l’Italia in questa allegra compagnia non fa venire un po’ i brividi?) Nel frattempo, pochi giorni fa ad Andorra, è avvenuto - come cita Limes - il sequestro di decine di conti correnti segreti di personaggi dell’entourage chavista su richiesta del Dipartimento del Tesoro di Washington, con l’accusa di riciclaggio di denaro e il possibile finanziamento di gruppi come Hezbollah, Hamas, Farc o Eta. Intanto, mentre a Venezia e in Spagna è accolto dai più come un divo del cinema, in Venezuela il regime stringe alle corde quel che resta della democrazia, riducendo giorno dopo giorno i diritti fondamentali dei cittadini. Tutto questo è sufficiente per iniziare a dire con forza qualcosa al despota venezuelano o, come tradizione europea, dobbiamo aspettare qualche decennio?” |
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RADICALI/TORINO: DOMANI CONFERENZA STAMPA SU TRASFERIMENTO RIFUGIATI POLITICI. NON SI TRASFORMI UN'OPERAZIONE UMANITARIA IN UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO |
Domani conferenza stampa nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta con presentazione di “Look Back”, videoclip documentativo sulla grave situazione dei profughi nell'ex clinica San Paolo . Domani, 10 settembre 2009, alle ore 12, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, in via Botero 11/f, si terrà una conferenza stampa di presentazione delle prossime azioni radicali sullo scottante tema del trasferimento dei rifugiati politici da Corso Peschiera in via Asti. Saranno presentate le proposte e le iniziative che si prenderanno sia a livello locale che nazionale per controllare che quella che è un'operazione umanitaria non venga gestita esclusivamente come un intervento di ordine pubblico. Sarà, inoltre, presentato l'appello al Sindaco Chiamparino, firmato da centinaia di cittadini allo stand radicale presente alla festa del PD in questi giorni, che verrà, subito dopo, consegnato in Comune. Interverranno: Bruno Mellano – Presidente Radicali Italiani Igor Boni – segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta Domenico Massano – giunta di segreteria Associazione Aglietta Diego Castagno – vice-Presidente circoscrizione 8 (dove c'è la caserma di via Asti) Marco Iozzo – Associazione “officine di Oz”, regista di “Look back” |
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CHAVEZ ACCOLTO DA STAR A VENEZIA E’ UNA VERGOGNA PER UN PAESE DEMOCRATICO Boni e Simiand: “Accogliamo con tutti gli onori chi ha fatto della discriminazione politica e del disprezzo della libertà il proprio programma di governo”
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In seguito alla gioiosa accoglienza che Hugo Chavez ha ricevuto a Venezia, Igor Boni (segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Caterina Simiand (giunta di segreteria Associazione radicale Aglietta) ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Che il Presidente del Venezuela Hugo Chavez venga accolto come un divo, una star, con ovazioni pubbliche e festeggiamenti, che hanno messo insieme Rifondazione Comunista e Forza Nuova è qualcosa che indigna profondamente. Dopo Gheddafi, offriamo ora il nostro incondizionato appoggio a chi utilizza la discriminazione politica come programma di governo, a chi disprezza la libertà e l'indipendenza della magistratura e dei cittadini, a chi si accinge a stringere ancor di più la libertà di stampa e di espressione chiudendo emittenti che lo contestano, a chi limita la libertà di associazione e sindacale, a chi - come ricorda Human Rights Watch - ‘calpesta le garanzie e i diritti fondamentali della democrazia’. E’ questa una ulteriore pagina che mostra il degrado politico e civile del nostro paese. Riceviamo con tutti gli onori colui che, di ritorno dall’Iran, ha stretto ulteriori accordi con il regime di Ahmadinejad al quale già fornisce uranio in cambio di tecnologia nucleare. Ma quante volte nella storia recente abbiamo assistito ad improbabili infatuazioni collettive nei confronti di nuovi despoti e supposti rivoluzionari amici del popolo? Questo è solo l’ennesimo caso che ha l’aggravante di accadere in un paese come l’Italia, dove la pratica della democrazia diviene sempre più qualcosa di teorico e lontano dalla nostra concreta realtà politica”.
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MORTE IN CARCERE CARLO ESPOSITO / GRIZZANTI (RADICALI): “FARE CHIAREZZA” |
In seguito alla notizia della morte, nel carcere torinese delle Vallette, di Carlo Esposito, bidello astigiano schizofrenico incensurato condannato alla pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, Salvatore Grizzanti, coordinatore provinciale dell’ Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: “Credo che sia assolutamente necessario fare chiarezza, il detenuto era già stato ricoverato diverse volte nel reparto psichiatrico dell’ Ospedale di Asti, ma di ciò non è stato tenuto conto in tribunale dove gli è stata inflitta una pena a 26 mesi, certamente sproporzionata per un incensurato. Invece, solo dopo il suo ingresso nel carcere astigiano di Quarto, ci si chiede se la detenzione sia compatibile con lo stato di salute dell´uomo che, non solo era schizofrenico, ma anche diabetico, iperteso, obeso, oltre ad aver già avuto delle ischemie. Dopo il trasferimento nel reparto psichiatrico delle Vallette, Esposito scrive, ad agosto, lettere nelle quali afferma di aver rischiato il collasso per una crisi cardiaca e che gli sarebbero stati somministrati farmaci non idonei o a dosaggi sbagliati. L’ ultima crisi, quella fatale, martedì 1 settembre. Questa non – giustizia italiana fa l’ ennesima vittima, noi radicali con l’ iniziativa Ferragosto in carcere abbiamo portato nella galere di tutta Italia parlamentari e consiglieri regionali per mostrare loro quale sia lo stato attuale degli istituti di pena. Come ha affermato Marco Pannella oggi le carceri italiane sono un girone infernale, è necessario fare qualcosa e farlo subito, chiediamo e gridiamo: “Amnistia!” contro l’ amnistia di classe che si verifica ogni giorno nei tribunali italiani: la prescrizione. Si rende urgente far ritornare l’ in- giustizia italiana ed i suoi istituti di pena in un contesto di costituzionalità per evitare, inoltre, di condannare gli imputati a qualcosa di più che la detenzione: la morte.” |
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RADICALI/RIFUGIATI POLITICI TORINESI: CHIAMPARINO PRENDA IN MANO LA SITUAZIONE! |
Boni e Massano: “in poche ore centinaia le firme raccolte dai Radicali alla festa del PD, per garantire un’accoglienza dignitosa ai rifugiati politici che vivono in città”
Allo stand dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, all’interno della festa del PD, il Sindaco Sergio Chiamparino ha visionato il videoclip di denuncia “Look back” sulla gravissima situazione dei rifugiati politici che occupano l’ex-clinica San Paolo di corso Peschiera (il video è scaricabile dal sito www.associazioneagl ietta.it). Oggi il Sindaco, con il Prefetto Padoin, è in visita alla caserma di via Asti per verificare i lavori effettuati.
Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Aglietta) “Finalmente pare che, grazie alla discesa in campo del Sindaco Chiamparino, si inizi ad affrontare la questione rifugiati politici con la necessaria pragmaticità e con l’obiettivo primario del rispetto della dignità delle persone, dei più elementari diritti umani e delle convenzioni internazionali. Proprio per chiedere questo, centinaia di cittadini torinesi (in gran parte militanti del PD) hanno sottoscritto in poche ore la nostra petizione rivolta al comune presso lo stand dei radicali allestito alla festa di Parco Ruffini. In quella sede, in più occasioni, abbiamo proiettato il video-denuncia “Look back” sulla situazione drammatica dei rifugiati di corso Peschiera. Questa azione, rivolta alla cittadinanza e in particolar modo agli esponenti e dirigenti del Partito Democratico, comincia a dare i suoi frutti se il Sindaco, che con noi ha visionato il documento, si pone in prima fila per la soluzione di questa drammatica vicenda. Torino ha l’occasione nuovamente di dimostrarsi città-laboratorio se saprà costruire percorsi di accoglienza e inclusione che devono avvenire in collaborazione con Prefettura, Regione, Provincia e con altri comuni, non necessariamente piemontesi. Se si proseguisse con lo scaricabarile degli scorsi mesi rischieremo viceversa che la città divenga in qualche modo complice della deriva razzista e xenofoba che caratterizza l’azione del nostro Governo. Questo sarebbe francamente intollerabile. Auspichiamo che il cambio di rotta sia reale e si riesca a gestire, nei prossimi giorni, la critica fase del trasferimento delle persone, che potrebbe vedere affiorare tensioni accumulate in mesi di assenza di governo della situazione”.
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Torino/L'Associazione Radicale Adelaide Aglietta aderisce e partecipa alla fiaccolata “Insieme contro l'omofobia e la transfobia” che si svolgerà questa sera, 4 settembre, dalle ore 21.00 in Piazza Castello a Torino. |
Nathalie Pisano, Comitato Nazionale di Radicali Italiani e giunta di segreteria Ass. radicale Aglietta, e Andrea Trigolo, giunta di segreteria dell'Ass. radicale Aglietta, hanno dichiarato: “Questa sera parteciperemo alla fiaccolata, organizzata dal Torino Pride, contro l'omofobia e la transfobia con lo striscione della nostra Associazione perchè i gravissimi episodi di violenza verificatisi questa estate ai danni di persone omosessuali (di qualche giorno fa il vero e proprio assalto con lancio di bombe carta nella gay street romana), sono inconcepibili in un paese che vorrebbe definirsi europeo e dimostrano come il clima di intolleranza, che si respira da mesi, nei confronti di tutto ciò che è diverso stia dando i suoi primi frutti avvelenati. Ci stupisce, in merito, la latitanza del Ministro alle Pari Opportunità Carfagna che, forse perchè ancora in vacanza, non si è evidentemente accorta appieno di quanto stia accadendo e chiediamo con forza a questo Governo – così poco attento ai diritti civili – di impegnarsi a favore di una legge che condanni ogni discriminazione, anche quelle basate sull’orientamento sessuale. Ci auguriamo, inoltre, che il Consiglio comunale di Torino discuta e approvi quanto prima la delibera di iniziativa popolare per il riconoscimento delle unioni civili depositata in municipio lo scorso febbraio su iniziativa di una serie di associazioni (tra cui l'Associazione Aglietta) dopo una campagna di raccolta firme che ha visto più di duemila torinesi sottoscrivere la proposta. Sarebbe un segnale di attenzione significativo da parte delle istituzioni locali in attesa di un’"illuminata" legge a favore delle coppie di fatto, anche omosessuali, che certamente contribuirebbe nel tempo alla fine delle discriminazioni delle persone LGBT. |
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RU486/TEMPI – VIALE “FALSO SCOOP DEL SETTIMANALE. GASPARRI DA QUERELA. LEGGETE LA 194.” |
“Il settimanale Tempi ha scoperto l’acqua calda con un falso scoop. Che in Italia le donne non stiano in ospedale è ampiamente noto. Nell’ultimo anno l’ho detto in congressi scientifici a Roma, Firenze e Modena, e l’ho ripetuto in tutte le occasioni. Non era un segreto, non viola la legge 194 e, cosa più importante, da un punto di vista sanitario non comporta, e non ha comportato, più problemi del’aborto chirurgico.”
Ad affermarlo, replicando all’inchiesta del settimanale Tempi sulla RR486 in edicola domani, è Silvio Viale. Il ginecologo torinese ha poi proseguito: “Da quanto riportato nel servizio sono chiare due cose. La prima è che la finta paziente ha solo chiesto informazioni, in particolare se avesse dovuto rimanere in ospedale, senza attivare alcuna delle procedure previste dalla 194. La seconda che nella redazione del settimanale Tempi non hanno mai letto la 194 e devono conoscerla solo per le dichiarazioni di agenzia di Gasparri. Non sorprende, peraltro, che proprio Gasparri abbia subito rilanciato la sua proposta di un’inchiesta sulla Ru486 accusando gli operatori di “somministrarla senza cautele”. Sarebbe da querela, ma preferisco lasciare perdere perché io non temo la prova del nove della pratica clinica e perché la sua commissione è destinata a finire nel ridicolo. Attendo con trepidazione il giorno in cui dovrà convocare l’EMEA, l’OMS e i responsabili della sanità dei paesi che utilizzano la RU486 da un ventennio. Voglio solo ricordare alla redazione di “Tempi” come la 194, all’articolo 8, dica che “l’interruzione della gravidanza è praticata da un medico del servizio ostetrico ginecologico presso un ospedale generale” e che le leggi valgano per quello che c’è scritto. Sorvolando sul fatto che “presso” debba riferirsi al “medico del servizio ginecologico” , il fatto che “l’interruzione” (cioè l’azione abortiva attiva) sia “praticata” “presso un ospedale generale” non implica che la donna debba rimanere in ospedale al di là delle esigenze cliniche. Più avanti, sempre all’articolo 8, prevede la possibilità di “poliambulatori pubblici” e conclude con un eloquente “se necessario, il ricovero”. Che l’aborto medico sia incompatibile con la 194 è raccontato dalla propaganda antiabortista e ripreso da chi la condivide o non ha mai letto la legge. Basti citare che le inchieste di Torino (Ospedale S.Anna) e Milano (Ospedale Buzzi) sono state archiviate, che nessuna donna è stata indagata come non è stata aperta alcuna indagine della magistratura nelle altre regioni che l’hanno utilizzata (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Puglia e Provincia di Trento).”
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RADICALI ALLA FESTA DEL PD: DOMANI PROPORREMO A CHIAMPARINO IL VIDEO “LOOK BACK” SUI RIFUGIATI POLITICI DI CORSO PESCHIERA Boni e Massano: “Gli episodi di violenza di ieri sono da condannare ma urge trovare una via d’uscita che rispetti la dignità delle persone e i diritti umani sanciti dalle convenzioni internazionali” |
Domani, a partire dalle ore 20:30, presso lo stand dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, all’interno della festa del Partito Democratico al Parco Ruffini, in contemporanea con la presenza ad un dibattito del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, verrà proposto “Look back” (videoclip documentativo sulla situazione dei rifugiati nella Ex-clinica San Paolo) prodotto dall’Associazione Officine Oz e dal regista Marco Iozzo che sarà presente all’evento. Dichiarazione di Igor Boni (segretario Associazione radicale Aglietta) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione radicale Aglietta) “Chiederemo al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, di visionare insieme a noi i 5 minuti del videoclip ‘Look Back’, un condensato di immagini sulla drammatica situazione che vivono da 10 mesi gli oltre 300 rifugiati politici che occupano l’ex-clinica San Paolo di Corso Peschiera. Gli episodi di violenza recentemente accaduti sono da condannare con forza ma urge che si riesca a trovare una via d’uscita a questa situazione, rispettosa innanzitutto della dignità delle persone e dei diritti umani sanciti dalle convenzioni internazionali; con la consapevolezza che più tempo passerà prima di trovare una soluzione definitiva più le situazioni di criticità aumenteranno. Tutti devono fare la propria parte: il Governo fino ad ora totalmente latitante, al quale abbiamo rivolto una interrogazione parlamentare firmata dalla deputata radicale eletta nel PD, Rita Bernardini; la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e il Comune in particolare, al quale chiediamo con una petizione già sottoscritta da centinaia di cittadini di farsi carico, per le proprie responsabilità , del problema. Occorre avere consapevolezza che abbiamo tra le mani una situazione esplosiva e che il rimpallo delle responsabilità serve solo a peggiorare la situazione. Resta da sottolineare l’assordante silenzio delle forze politiche nel loro complesso, che su questa vicenda non hanno per ora saputo far sentire la propria voce”.
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RESPINGIMENTI: ASSOLUTA INDIFFERENZA PER I DIRITTI UMANI DEL GOVERNO BERLUSCONI
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In seguito alle vicende di queste ore sui respingimenti promossi dal Governo Nicoletta Casiraghi (giunta di segreteria dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta) ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il fango nei ventilatori non è politicamente interessante e si sa quando incomincia ma non si sa come e quando finisca. I ceffoni tra Vaticano e Palazzo Chigi sugli stili di vita rimangono quindi nella sfera dei rapporti e del bon ton tra i due soggetti ma quando si parla di respingimenti dei clandestini e testamento biologico le cose cambiano. Si parla di vita e libertà di esseri umani che non rientrano nella discrezionalità di rapporti do ut des altrimenti si cade nell'oligarchia. Il Governo si preoccupa delle critiche rivolte dal Vaticano alla legge sull' immigrazione, specialmente riguardo ai respingimenti; sarebbe bene che non si preoccupasse solo del Vaticano ma aprisse occhi ed orecchie anche sul resto della comunità nazionale ed internazionale che ci chiede a gran voce di modificare o cancellare questi provvedimenti inumani. Non si può offrire in cambio il no di fatto al testamento biologico ed il filo spinato intorno all'interruzione di gravidanza come sta facendo. A repressione si aggiunge altra repressione, è una china impressionante, sintomatica di un' assoluta indifferenza verso i diritti umani e civili delle persone da parte di chi detiene l'autorità civile e religiosa in Italia". |
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Associazione
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