2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
 
Torino, 30 ottobre 2007
APPELLO AI GIORNALISTI – VIALE “INFORMAZIONE CORRETTE SULLA CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA. LA TURCO SI AGGIORNI, INVECE DI AVALLARE IL RIFIUTO ALLE DONNE. PERSINO BUSH E’ PIU’ AVANTI.”
  Silvio viale, medico radicale, impegnato per la RU486 e per l’abolizione della ricetta per la contraccezione di emergenza, fa appello ai giornalisti perché diano informazioni corrette ed invita la ministra Turco ad aggiornarsi.
 
“Con le informazioni sbagliate si  rischia di rafforzare la falsa informazione che la contraccezione di emergenza agisca su un embrione, che non è vero, e sono francamente stupito che questo concetto sbagliato sia riportato anche da chi intende criticare l’obiezione.”
 
“Anche la ministra Turco dovrebbe aggiornarsi. Non tanto perché sui giornali di oggi sbaglia ormone  – si tratta di progestinici (levonorgestrel) e non di estrogeni – quanto perché le sue errate informazioni la portano a giustificare il rifiuto di prescrizione alle donne. Il ministro non può fare finta di ignorare che le donne italiane sono spesso costrette ad umiliazioni indicibili per ottenere una prescrizione assolutamente non necessaria. Perché la Turco non segue l’esempio dei suoi coleghi europei che hanno abolito la ricetta? L’hanno fatto anche negli USA, con Bush che ha persino difeso la decisione! Come può il centrosinistra italiano essere più arretrato persino dell’America di Bush?”
Già, in occasione dell’8 marzo, avevo inviato una lettera aperta alla ministra, ricordandole l’impegno preso l’anno prima di approfondire la questione della contraccezione di emergenza., ma debbo constatare che non se ne è occupata.
Mi appello quindi ai giornalisti, affinchè evitino di dare informazioni sbagliate e , a tal fine, diffondo la nota sintetica sulla contraccezuione di emergenza con allegate tre diapositive esplicative.”  
 
NOTA SULLA CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA PER I GIORNALISTI
 
“Leggo su alcuni quotidiani, a volte con tanto di schemi illustrativi allegati, che la contraccezione di emergenza agirebbe bloccando l’impianto in utero dell’ovulo fecondato. Non è così. La contraccezione di emergenza, più nota come “pillola del giorno dopo” (sarebbe meglio dell’ora dopo), non agisce sull’ovulo fecondato e tanto meno agisce impedendone l’impianto. Essa, come tutti i contraccettivi ormonali, agisce in fase pre e peri-ovulatoria impedendo la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo. Ovviamente, se viene assunta in tempo, poiché l’efficacia dipende dalla distanza tra il rapporto e l’ovulazione.
Contrariamente a quanto molti credono, non si rimane incinta al momento del rapporto, ma nei giorni successivi, quando ci sarà l’ovulazione. Di solito, quando c’è l’ovulazione gli spermatozoi sono già lì in agguato. E’ in questo intervallo che agisce la contraccezione di emergenza, cioè un progestinico come il levonorgestrel.
La conseguenza è che l’efficacia diminuisce con il ritardo di assunzione passando dal 95 % a 12 ore a circa il 60 % a 72 ore, mantenendo un’efficacia minore fino a 120 ore. Cinque giorni è infatti la durata della finestra fertile, che sarebbe opportuno pubblicare più spesso.
Per quanto riguarda l’ipotesi teorica del concorso di altri meccanismi, le modificazioni evidenziate sull’endometrio non sono tali da impedire l’annidamento, che avviene 8-12 giorni dopo il rapporto, ma al contrario potrebbero addirittura favorirlo. Se la pillola viene assunto quando si è già formato l’ovulo fecondato, la contraccezione di emergenza è innocua e inefficace, non potendo più influire sul destino dell’ovulo fecondato.
Una dimostrazione indiretta viene dal fatto che dosi ripetute di levonorgestrel non aumentano l’efficacia e che per procurare l’aborto sono stati utilizzati farmaci antiprogestinici (Ru486), antiestrogeni (tamoxifene), antifolici (metotrexate) e prostaglandine, nelle fasi iniziali persino un siero anti-HCG, ma non estrogeni e, soprattutto, mai progestinici come il levonorgestrel.
Una dimostrazione diretta viene dagli studi sulle scimmie e sui topi, non potendo eseguirli per motivi etici sulle donne, i quali confermano l’assenza di efficacia sull’ovulo fecondato.
Le evidenze sono tali che, nel 2005, il Dipartimento di Salute Riproduttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scritto che “la contraccezione di emergenza con levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione”, escludendo quindi un effetto intercettivo su un eventuale ovulo fecondato.
Da un punto di vista medico la contraccezione di emergenza è classificata “senza limitazioni di uso” dall’OMS, che l’ha inserita nella lista dei farmaci essenziali. La sua efficacia è minore degli ordinari contraccettivi ormonali, per cui rimane un ripiego occasionale, ma l’unico in grado di ridurre il rischio di una gravidanza indesiderata.
Da un punto di politica sanitaria, deve essere assunta al più presto, possibilmente entro 12-24 ore dal rapporto considerato a rischio. Per questo motivo in buona parte dei paesi europei è stata abolita la necessità di ricetta, negli USA l’abolizione della ricetta nel 2006 è stata difesa addirittura dal Presidente Bush. Inoltre non è considerata abortiva da molti paesi sudamericani ove l’aborto è vietato.
In sintesi, si può affermare che la CE soddisfa pienamente tutti i criteri che caratterizzano un “prodotto da banco”: tossicità molto bassa, nessun rischio di sovra dosaggio, nessuna dipendenza, nessuna necessità di accertamenti medici, né di monitoraggio della terapia, non significative controindicazioni mediche, non teratogeno, facile identificazione del bisogno, semplice da usare, dosaggio preciso, nessuna interazione farmacologica di rilievo, nessun pericolo in caso di assunzione impropria e minime conseguenze in caso di uso ripetuto, o ravvicinato nel tempo. Non vi è quindi alcuna ragione per mantenere la ricetta.
In conclusione, ritengo scorretto che, per pigrizia o per scelta, si continui a riportare sui giornali che la contraccezione di emergenza agisca impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato in utero, pensando magari che, così, non sia più da considerare abortivo solo perché la gravidanza inizia con l’annidamento in utero. Mi auguro che su questi temi vi sia più attenzione, evitando di darvi rilievo solo quando ne parla il Papa, finendo per avllare le sue tesi su un embrione fantasma.”
 
Silvio Viale

Torino, 30 ottobre 2007
NARCOSALA A TORINO/SINTESI CONFERENZA STAMPA PROMOTORI PETIZIONE. DEPOSITATE LE FIRME DI MILLE CITTADINI TORINESI, PER LIBERARE IL DIBATTITO SU “NARCOSALA: SI/NO” DALLE LOGICHE DI PALAZZO.
  Ha introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani):
“Partimmo con la raccolta firme sulla petizione il 21 settembre, un mese fa, dopo un lungo lavoro di preparazione e di formazione. Credevamo di essere soli ma una settimana dopo ben 20 consiglieri comunali di Torino presentarono una mozione che contemplava anche, fra l’altro, la richiesta di istituzione di una narcosala in città. Abbiamo continuato a raccogliere firme dei cittadini perché riteniamo che siano necessarie, indispensabili, due gambe (quella istituzionale e quella popolare) per raggiungere la meta. Ho letto che il sindaco Chiamparino scriverà al ministro Turco per richiedere “ulteriori elementi tecnici”; ma il “know how” in materia esiste già, si è formato nel corso di almeno dodici anni di politiche di riduzione del danno nella città di Torino. Ribadiamo, inoltre, che la narcosala è compatibile con la legge vigente, poiché l’art. 79 del DPR 309/90 punisce l’utilizzo di locali a fini di spaccio; la narcosala è un servizio socio-sanitario di riduzione del danno e non rientra, quindi, nella fattispecie suddetta.”.
Domenico Massano (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
“Siamo per una cittadinanza attiva e consapevole. E’ stato preziosa la sinergia venutasi a creare fra le tre diverse associazioni promotrici e cittadini non riconducibili a nessuna delle tre, partendo dalla scintilla scaturita dal documentario “La Stanza dei figli” di Alessandro Orsi e Malega9. Alla nostra proposta politica è stata contrapposta una protesta ideologica, basata sulla paura e sulla chiusura. Invece, questa città deve aprirsi, fornendo servizi per tutti, nessuno escluso. Abbiamo ricevuto molte adesioni “pesanti”, fra cui quelle di Leopoldo Grosso (Gruppo Abele), Bianca Guidetti Serra, Don Andrea Gallo di Genova, la CNCA del Piemonte, la LILA nazionale, Gianni Vattimo, Carmelo Palma.”.
Franco Cantù (Coordinamento operatori servizi a bassa soglia del Piemonte):
“Spesso mi chiedo chi siano i consulenti tecnici dei politici che sono così ferocemente contrari alle narcosale; forse, non esistono. Ripetiamolo: non bisogna confondere due servizi profondamente diversi: la somministrazione controllata di eroina è un servizio di alta soglia, perché è rivolto ai tossicodipendenti cronici, con criteri di accesso molto restrittivi; la narcosala è un servizio di bassa soglia, facilmente accessibile, che contempla al suo interno sia l’aspetto sanitario sia l’aspetto sociale. L’esperienza della raccolta firme ha dimostrato che, se c’è il modo di spiegare le cose, i cittadini rispondono.”.
Alessandro Orsi (Malega9 Produzioni):
“Sono soddisfatto sia per le firme raccolte sia perché l’alleanza fra associazioni molto diverse fra loro ha tenuto ed ha fruttato. La narcosala non si sovrappone agli altri servizi già presenti, non toglie loro spazio; semplicemente, offre un’alternativa al buio e alla disperazione che gli altri servizi non riescono ad intercettare. La narcosala è un luogo dove è possibile instaurare un rapporto con persone che non sono in grado di scegliere di staccarsi dalle sostanze.”.
Susanna Ronconi (Presidente Forum Droghe):
“Do’ una definizione della raccolta firme per la narcosala: prove tecniche di decisione politica partecipata. Io lavoro nei servizi di riduzione del danno da 15 anni; gli inizi furono molto difficili; allora, non era previsto alcunché fra il consumo di droghe e l’astinenza totale. Dalla mia esperienza sul campo ho tratto l’esigenza della necessità di instaurare un dialogo circolare fra tecnici, politici e tutta la città. L’esperienza dei tavoli l’ha dimostrato: si può parlare di queste cose con tutti, anche con chi la pensa diversamente. E ci vorrebbe un po’ di coraggio, uno sguardo che sappia vedere cosa accade da altre parti; noi siamo qui a batterci per una narcosala a Torino, Barcellona ne ha cinque perfettamente funzionanti.”.
I promotori della petizione popolare tenteranno nei prossimi giorni di organizzare momenti di dibattito e di confronto nelle circoscrizioni di Torino, dove è in atto una controffensiva del centrodestra, che, sfruttando la sindrome NIMBY (“Non nel mio cortile!”), sta cercando di far approvare mozioni antinarcosala.
Martedì 6 novembre, alle ore 20:30, presso la sede radicale di via Garibaldi n. 18, riunione di tutti i militanti della raccolta firme sulla petizione, per fare il punto della situazione e per organizzare una presenza pubblica per lunedì 12 novembre, quando il Consiglio Comunale di Torino discuterà la mozione sulla narcosala.Per ulteriori informazioni e adesioni: narcosalatorino@libero.it

Torino, 29 ottobre 2007
OBIEZIONE FARMACISTI - VIALE "BENEDETTO XVI APRE IL CONGRESSO DEI RADICALI"
  "Ringrazio Papa Ratzinger per avere aperto il Congresso di Radicali Italiani (padova 1-4 novembre). Un assist prezioso il suo, proprio mentre il Congresso si appresta a discutere se dare priorità ai temi economici su quelli dei diritti civili. Se come ha proposto provocatoriamente Marco Pannella occorra "dare priorità assoluta alle riforme economico-sociali, liberali, liberiste piuttosto che alla lotta civile contro potere, prepotere e aggressione vaticana".
 
Questo è stato il commento di Silvio Viale, medico e dirigente radicale, all'appello di Papa Ratzinger per l'obiezione di coscienza dei farmacisti verso aborto ed eutanasia.
 
Silvio Viale ha così proseguito:
"Benedetto XVI sa di essere in difficoltà sui diritti civili in tutto il mondo e per questo si riduce ad invocare l'obiezione dei farmacisti come ultima spiaggia per ricattare i governi e imporre ai cattolici la propria volontà. Infatti, se i cattolici seguissero i precetti della chiesa, non ci sarebbe bisogno di chiedere ai farmacisti di non fornire, direttamente o indirettamente, i prodotti per l'aborto e l'eutanasia. Lo invito, quindi, a fornire una lista più precisa dei prodotti da mettere all'indice, che sono certamente decine, sare curioso di sapere anche se vi sono inclusi anche i metodi contraccettivi (pillola, spirale, profilattici) o i farmaci antidolorifici, frequentemente utilizzati per alleviare le sofferenze e accelerare la morte.
Nell'attesa, voglio ricordare a Papa Ratzinger la fine che fece nel 2000 il boicottaggio contro la Angelini, rea di avere introdotto in Italia la pillola della contraccezione di emergenza, che durò cosi poco che la Shering seguì sbito l'esempio.
Comunque, ringrazio Benedetto XVI per la sua sollecitazione, assicurandolo che sarà certamente considerata nella riflessione che stiamo per aprire nel nostro congresso sui diritti civili e sui diritti economici, entrambi temi di libertà nei confronti dei quali le catene dell'ipocrisia vaticana sono sempre state in agguato. Se avesse altre novità da comunicare, faccia pure, i giornali sono sempre pronti a fare i titoloni sulla novità del Papa contro l'aborto e l'eutanasia."
 
Silvio Viale

Torino, 29 novembre 2007
RU486 - VIALE "LA TURCO SI PRONUNCI O CHIEDA UN PARERE AL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA' SUL RICOVERO"
  Silvio Viale, il medico radicale che dal 200o si batte per l'introduzione della RU486, ha diffuso la seguente nota:
 
"i dati dell'Emilia Romagna confermano la sicurezza del metodo in Day Hospital. La non necessità del ricovero è stata peraltro confermata dall Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) con l'approcvazione da parte della Commissione Europea nel giugno scorso della procedura di autorizzazione europea.
Il punto di vista legisaltivo è chiaro: la legge 194 non prescive il ricovero ma solo che l'intervento sia eseguito da un medico ospedaliero, eventualmente in ospedale, ma anche in ambulatori territoriali.
Il punto di vista scientifico è chiaro: per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) la Food and Drug Administration (FDA) il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG), la Agence nationale d'accréditation et d'évaluation en santé (ANAES) il farmaco è sicuro e non c'è bisogno di ricovero. Persino l'ultimo numero del Bollettino ufficiale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dedicato un aggiornamento sulla RU486.
L'unica nota stonata rimane la dichiarazione della Ministar Livia Turco di condividere l'anacronistico parere del Consiglio Superiore di Sanita del 20 dicembre 2005, commissionato dall'allora Ministro Storace, che modificava il precedente e con intento vergognosamente carcerario proclamava che in ospedale la donna "doveva essere ivi trattenuta fino ad aborto avvenuto". L'intento era quello di vanificare la sperimentazione torinese e bloccare sul nascere l'esperienza toscana con il pretesto del ricovero, che, ripeto, non è imposto dalla 194. Mi fa quindi molto piacere che nelle altre regioni (Emilia Romagna, Marche, Trento e Puglia) sia stato adottato il mio protocollo in Day Hospital della prima sperimentazione torinese.
Oggi torno a chiedere alla Ministra Livia Turco di consentire al Consiglio Superiore di Sanità di riscattare l'onore perso con quel vergognoso parere, che non ha nulla di scientifico. Capisco che all'epoca, in assenza di alcuna esperienza, invece di basarsi sulla letteratura scientifica, i membri del CSS se la siano cavata con una sottomissione politica, ma oggi hanno il dovere di dare un parere scientifico tenendo conto dei pronunciamenti dell'Agenzia Europea del Farmaco.
In previsione della richiesta di registrazione per mutuo riconoscimento per il Mifepristone (RU486), che verà presentata il 7 novembre, la ministra ha il dovere di prendere posizione sulla questione del ricovero riconoscendo l'esperienza dei medici italiani che hanno utilizzato la RU486 senza "trattenere" la donna in ospedale, senza necesità medche, come se fosse una delinquente."
 
Silvio Viale

Torino, 29 ottobre 2007
Narcosala a Torino: la Circoscrizione 6 (quella di “Tossic Park”) ha respinto mozione anti-narcosala del centro-destra.
Promotori Petizione: “Vanificato tentativo di coalizzare le circoscrizioni contro il Consiglio Comunale”.
  Giovedì scorso, in serata, il Consiglio della Circoscrizione 6 di Torino (sul cui territorio c’è il Parco Stura, tristemente noto come “Tossic Park”) ha respinto a larga maggioranza una mozione presentata dal centrodestra contro l’ipotesi di istituire una narcosala sul territorio comunale.
La maggioranza di centrosinistra aveva proposto di affrontare la questione dopo una serata di approfondimento (che si terrà comunque il 21 novembre); il centrodestra ha voluto andare subito al voto; vi è stato un lungo e appassionato dibattito (17 interventi), al termine del quale si è registrata, nelle file del centrosinistra, una sola astensione di un consigliere della Margherita e il voto compatto degli altri.I promotori della petizione popolare per l’istituzione di una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Franco Cantù/Forum Droghe – Alessandro Orsi/Malega9) hanno dichiarato:“L’intento del centrodestra era evidente: coalizzare tutte le circoscrizioni di Torino contro il Consiglio Comunale, facendo approvare mozioni anti-narcosala con il concorso di esponenti del centrosinistra indotti a farlo sulla base della paura e del ricatto: “E se la facessero nel tuo quartiere, cosa vai a dire ai tuoi elettori?”.
Il voto compatto della Circoscrizione 6, direttamente interessata in questi mesi dal problema “Tossic Park”, fa saltare il gioco del centrodestra e apre la strada per pronunciamenti analoghi in altri quartieri (il presidente della Circoscrizione 8/San Salvario si è già dichiarato pubblicamente a favore della narcosala).
Puntare le proprie carte sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini a volte non paga!”.

Torino, 29 ottobre 2007
PER UNA NARCOSALA A TORINO/CONSEGNATE FIRME PETIZIONE POPOLARE.
DOMANI A MEZZOGIORNO CONFERENZA STAMPA PROMOTORI C/O SEDE RADICALE.
  Nel primo pomeriggio i promotori della petizione popolare per l’istituzione di almeno una narcosala a Torino hanno consegnato le firme raccolte presso gli uffici comunali competenti; il numero di firme necessario, previsto dallo statuto comunale, è di 800; le firme consegnate sono un migliaio.
La conferenza stampa dei promotori si terrà domani, martedì 30 ottobre, a mezzogiorno, presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18, secondo cortile interno).
Interverranno:
- Franco Cantu’ (Coordinamento operatori servizi a bassa soglia);
- Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani)
- Domenico Massano (giunta segreteria Associazione Aglietta)
- Alessandro Orsi (Malega9)
- Susanna Ronconi (Forum Droghe)
Manfredi

Torino, 27 ottobre 2007
NARCOSALA A TORINO/LA CIRCOSCRIZIONE 6 (QUELLA DI “TOSSIC PARK”) HA RESPINTO MOZIONE ANTI-NARCOSALA DEL CENTRODESTRA.
PROMOTORI PETIZIONE: “VANIFICATO TENTATIVO DI COALIZZARE LE CIRCOSCRIZIONI CONTRO IL CONSIGLIO COMUNALE”.
  Giovedì scorso, in serata, il Consiglio della Circoscrizione 6 di Torino (sul cui territorio c’è il Parco Stura, tristemente noto come “Tossic Park”) ha respinto a larga maggioranza una mozione presentata dal centrodestra contro l’ipotesi di istituire una narcosala sul territorio comunale.
La maggioranza di centrosinistra aveva proposto di affrontare la questione dopo una serata di approfondimento (che si terrà comunque il 21 novembre); il centrodestra ha voluto andare subito al voto; vi è stato un lungo e appassionato dibattito (17 interventi), al termine del quale si è registrata, nelle file del centrosinistra, una sola astensione di un consigliere della Margherita e il voto compatto degli altri.
 
I promotori della petizione popolare per l’istituzione di una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Franco Cantù/Forum Droghe – Alessandro Orsi/Malega9) hanno dichiarato:
 
“L’intento del centrodestra era evidente: coalizzare tutte le circoscrizioni di Torino contro il Consiglio Comunale, facendo approvare mozioni anti-narcosala con il concorso di esponenti del centrosinistra indotti a farlo sulla base della paura e del ricatto: “E se la facessero nel tuo quartiere, cosa vai a dire ai tuoi elettori?”.
Il voto compatto della Circoscrizione 6, direttamente interessata in questi mesi dal problema  “Tossic Park”, fa saltare il gioco del centrodestra e apre la strada per pronunciamenti analoghi in altri quartieri (il presidente della Circoscrizione 8/San Salvario si è già dichiarato pubblicamente a favore della narcosala).
Puntare le proprie carte sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini a volte non paga!”.

Torino, 26 ottobre 2007
NARCOSALA/TORINO/DOMANI ULTIMO TAVOLO DI RACCOLTA FIRME.
  Presentatori petizione: ha firmato anche il presidente della Circoscrizione 8/San Salvario. Contro l'ideologia della paura, portiamo avanti il nostro impegno nell'informare correttamente, sulla strada e nelle circoscrizioni.

Domani, sabato 27 ottobre, a Torino, in via Garibaldi n° 14 (sotto i portici di p. zza Castello angolo via Roma, in caso di pioggia), dalle ore 11:00 alle ore 13:00, si terrà l’ultimo tavolo di raccolta firme sulla petizione popolare per l'istituzione di almeno una narcosala in città.
I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:

“Pur avendo già superato le 800 firme necessarie per la presentazione della petizione in consiglio comunale, continuiamo nel nostro impegno per informare e sensibilizzare la cittadinanza relativamente alle sale del consumo.
Continuiamo sulla strada del dialogo e del confronto, per l'affermazione di una cultura laica e scientificamente fondata, che crediamo sia il presupposto necessario per governare efficacemente il fenomeno delle dipendenze, al di là di prese di posizione ideologiche e strumentalizzazioni politiche.
Apprezziamo l'impegno del Presidente Levi e del vice presidente Castagno della circoscrizione 8 (San Salvario), che insieme alla consigliera Pautasso hanno partecipato mercoledì sera ad un dibattito su “sicurezza e riduzione del danno”, da noi organizzato presso la sede circoscrizionale, dichiarandosi favorevoli alla sperimentazione delle narcosale e sottoscrivendo la nostra petizione popolare.
Ci spiace dover segnalare la totale assenza di rappresentanti delle forze politiche contrarie all'iniziativa, che hanno perso l’ennesima occasione di confronto; certo, è molto più comodo e redditizio per loro lucrare sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini!
Speriamo che il dibattito di San Salvario possa essere replicato anche in altre circoscrizioni; rivolgiamo un appello ai presidenti e ai consiglieri delle forze di maggioranza, affinché seguano l’esempio dei loro colleghi della Circoscrizione 8.”.

Massano

25 ottobre 2007
Indocina libera. Ai confini della Birmania: il Caso Laos
  I rappresentati del Movimento Lao per i diritti umani sono stati auditi questa mattina dal Comitato permanente per i diritti umani della Commissione Esteri della Camera. Al termine hanno incontrato i giornalisti insieme ad esponenti del Partito radicale nonviolento transnazionale.

Vanida Thephsouvanh, presidente del Movimento Lao per i diritti umani, ha denunciato che «da 32 anni la Repubblica Democratica Popolare Lao infrange tutte le regole internazionali dei diritti dell'uomo ed è uno degli Stati più repressivi dell'Asia, come sottolinenano i recenti rapporti di Amnesty International, di Reporters sans Frontieres e del Dipartimento di Stato americano. Retto da un regime dittatoriale, è uno Stato a Partito unico: il Partito Popolare Rivoluzionario Lao. Qualsiasi altro partito è vietato e questo principio è scritto chiaramente nella Costituzione. La stampa, la radio, la televisione Internet e l'insieme dei media appartengono al Partito-Stato e sono sotto il suo stretto controllo. La libertà di espressione e di manifestazione è inesistente. Il Pil raggiunge appena 400 dollari al giorno pro capite all'anno (oltre il 75% degli abitanti vive sotto la soglia della povertà di 2 dollari al giorno) e la speranza di vita non supera i 55 anni. Stando alle ultime statistiche della Banca Mondiale, quattro laotiani su dieci non sanno né leggere né scrivere. In mezzo a un'Asia in piena crescita economica, il Laos occupa il 135mo posto nella classifica di "sviluppo umano"».
Sergio Stanzani, presidente del Partito radicale nonviolento transnazionale, ha condannato gli aiuti economici che la comunità internazionale continua a erogare al Laos, foraggiando di fatto un regime clepto-comunista: «Non si possono blandire feroci dittature - ha detto - attraverso denari che dovrebbero assicurare la conquista della libertà e che invece si trasformano in conquista di buoni affari». Stanzani ha poi ricordato che domani ricorre dell'anniversario dell'arresto di 5 leader studenteschi che il 26 ottobre 1999 organizzarono una manifestazione nonviolenta nella capitale Ventiane e dei quali da allora non si hanno più notizie. Il 26 ottobre 2001 cinque militanti del Partito radicale transnazionale manifestarono pacificamente in loro difesa, sempre a Ventiane. Immediatamente arrestati e condotti nelle famigerate prigioni laotiane, vennero condannati ed espulsi dal Paese. Tra loro vi era anche il deputato della Rosa nel Pugno Bruno Mellano.
Quest'ultimo, dopo aver osservato che «raramente ho visto deputati così commossi come nell'ascoltare questa mattina i racconti di Vanida Thephsouvanh» ha anche ricordato come in Laos sia da tempo in atto la repressione delle minoranze religiose. «In particolare i cristiani subiscono molestie, pressioni morali, minacce, violenze, confisca delle terre, esclusione dai villaggi e spesso devono rinunciare per iscritto alla loro fede per accedere alla funzione pubblica, per entrare in polizia, nell'esercito popolare o nella gerarchia del Partito. Inoltre, con l'intento di controllarli, decine di migliaia di laotiani, in maggioranza appartenenti alle minoranze etniche, sono stati negli ultimi vent'anni forzatamente trasferiti da un posto a un altro del Paese». Mellano ha ricordato infine il dramma della popolazione del Lao-Hmong: circa 20mila persone costrette a vivere nascoste nella giungla di Saysomboune perché fatte oggetto di una vera e propria caccia all'uomo da parte delle forze armate del governo comunista Lao.

Torino, 22 ottobre 2007
TORINO/PETIZIONE PRO-NARCOSALA: SUPERATE LE 800 FIRME.
PROMOTORI: LA MIGLIORE RISPOSTA DEI CITTADINI ALL’OFFENSIVA DI AN, BASATA SULLA PAURA E SULLA DISINFORMAZIONE.
COMPLIMENTI ALL’ASSESSORE TRICARICO. MERCOLEDI’ SERA, DIBATTITO SULLA SICUREZZA ALLA CIRCOSCRIZIONE 8 (SAN SALVARIO).
  I promotori della petizione al consiglio Comunale per l’istituzione di una narcosala (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:
“In poche settimane e organizzando una decina di eventi, abbiamo superato di slancio le 800 firme di cittadini torinesi richieste dallo Statuto comunale per la presentazione della petizione; continueremo la raccolta ancora per una settimana e poi depositeremo le firme.
Facciamo nostro l’invito di Don Marco Brunetti (Direttore Ufficio Pastorale della Salute) e Pierluigi Dovis (Direttore Caritas Diocesana) ad affrontare con saggezza e senza pregiudizi ideologici il dibattito sulle narcosale. Questa è la strada da noi intrapresa e portata avanti tra i cittadini, in strada, e organizzando appuntamenti di discussione e dibattito ed occasioni di confronto con altre esperienze. A questo proposito, invitiamo anche gli esponenti cattolici al dibattito che si terrà nella Circoscrizione 8 di San Salvario, mercoledì sera (vedi allegato).
Per contrastare l’offensiva di Alleanza Nazionale, basata sulla paura e sulla disinformazione, invitiamo i presidenti e i consiglieri di circoscrizione a organizzare, assieme a noi, iniziative analoghe su tutto il territorio cittadino per incardinare un dibattito sulle narcosale laico, concreto, scientificamente fondato ed attento ai bisogni ed all'inclusione di tutti, anche di chi è maggiormente in difficoltà.
Esprimiamo, infine, il nostro apprezzamento all’iniziativa personale dell’Assessore Roberto Tricarico (aspirante vice-segretario regionale del Partito Democratico), che ha utilizzato alcune ore del suo soggiorno a Barcellona per visitare una narcosala. Tricarico aveva anche partecipato al recente convegno con operatori della narcosale di Barcellona e Francoforte, la cui registrazione è disponibile sul sito di Radio Radicale.

Massano (3334317208)N.B. Il link della registrazione del dibattito con operatori di narcosale europee:
http://www.radioradicale.it/scheda/237555/stanze-del-consumo-barcellona-francoforte-torino

Torino, 20 ottobre 2007
TOSCANI/ANORESSIA – RADICALI: “VERGOGNOSA CENSURA DELLO IAP NEI CONFRONTI DI TOSCANI E DELL’ANORESSIA”
  Viale e Boni: “Nascondere la realtà dell’anoressia dietro il non rispetto della dignità umana è semplicemente voler mettere la testa nellasabbia”
 
Lo IAP (Istituto AutodisciplinaPubblicitari), in seguito all’istanza di un cittadino, ha emesso una ‘censura’ nei confronti della campagna pubblicitaria per la ‘Nolita’ di Oliviero Toscani, che mostrava la modella francese Isabelle Caro, affetta da anoressia, in immagini che la ritraggono nuda. Sui manifesti affissi in alcune grandi città campeggia la scritta NO ANORESSIA.
 
Dichiarazione di Silvio Viale e Igor Boni (Segretario e Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani)
“La campagna ideata da OlivieroToscani, come altre volte accaduto, ha il grande merito di utilizzare unmessaggio pubblicitario per comunicare e mostrare in modo originale ed efficace.In questo caso si affronta il tema dell’anoressia, una malattia assai diffusache colpisce moltissimi giovani.. Lo IAP, un organismo privato, mai riconosciuto da Oliviero Toscani, emette oggi una sentenza di censura degna del peggior moralismo di questo Paese, come se non mostrare un problema grave come questo significasse risolverlo.. In questa vicenda vi sono almeno tre aspetti paradossali e inaccettabili. Il primo è che un organismo privato possa decidere cosa si può vedere e cosa no, indipendentemente dalle leggi di uno Stato; il secondo è che questo modo di agire ha l’unico risultato di nascondere la realtà dell’anoressia dietro il non rispetto della dignità umana, consigliando a tutti noi di mettere la testa sotto la sabbia; il terzo è che, dopo il benestare del Ministro della salute, ad oggi non vi sia una presa di posizione ufficiale da parte del Ministro su questa violazione della libertà di espressione e su questa campagna di sensibilizzazione. Invitiamo il Ministro a prendere sollecitamente posizione e tutti gli organi di informazione a non allinearsi a questa censura.
Per quanto ci riguarda siamodisponibili a portere i manifesti di Toscani al prossimo congresso di Padova diRadicali Italiani”.
 
Viale
Boni

Forum Droghe, Ass. radicale Adelaide Aglietta, Malega 9 prod.
In collaborazione con
Gruppo consigliare della Rosa nel pugno Circ. 8
Vi invitano alla serata di informazione e dibattito su
SICUREZZA, DROGHE e
RIDUZIONE DEL DANNO
TORINO, MERCOLEDÌ 24 OTTOBRE 2007, ORE 20:45
Sala della Circoscrizione 8, via Campana n. 28
 

interverranno:
Diego Castagno (vicepresidente RnP Circ. 8), Susanna Ronconi (Forum Droghe), Domenico Massano (Ass. radicale Adelaide Aglietta), Alessandro Orsi (Malega 9 produzioni).
Seguirà dibattito aperto con la partecipazione di alcuni consiglieri circoscrizionali
L’appuntamento è aperto a tutti e si propone di informare correttamente e sensibilizzare la cittadinanza sul significato e sull’importanza delle iniziative di riduzione del danno. Nel corso della serata sarà anche possibile firmare la petizione al Consiglio Comunale per l’istituzione di una narcosala a Torino.
Per ulteriori informazioni: narcosalatorino@libero.it
www.associazioneaglietta.it
www.fuoriluogo.it
www.lastanzadeifigli.it


Torino, 19 ottobre 2007
LIBERTA’ DI PAROLA/SINTESI CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE COMUNICATORI SIMBOLICI PER DISABILI.
MELLANO (RNP): GLI STANZIAMENTI DEL MINISTERO E DELLA GIUNTA REGIONALE CI SONO. OCCORRE ORA FARLI ARRIVARE A CHI HA BISOGNO.
 

L’Associazione Luca Coscioni e il Gruppo regionale del Piemonte “Sinistra per l’Unione” hannopresentato questa mattina presso il Consiglio Regionale del Piemonte il Progetto “Libertà di Parola”. Il progetto intende promuovere la diffusione delle nuove tecnologie della Comunicazione Aumentativa Alternativa per i disabili motori non in grado di parlare. L’obiettivo è quello di restituire il diritto e la libertà di parola a quanti vedono sommarsi alla prigione della malattia quella del silenzio e dell’impossibilità di comunicare, facilitando l’autosufficienza della persona, l’integrazione del disabile, la cura e l’assistenza del malato. Mariano Turigliatto (capogruppo “Sinistra per l’Unione”): “Oltre le battaglie ideologiche ed i bei proclami, la politica si deve occupare di questioni pratiche, per aiutare concretamente le persone, specialmente quelle più sfortunate e in difficoltà, a vivere meglio. Per questo siamo qui, per cercare di mettere in contatto chi è portatore di una tecnologia buona con chi ne ha bisogno.”. Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno): “Voglio ringraziare, innanzitutto, per la loro presenza i consiglieri regionali Elio Rostagno (presidente Commissione Sanità, DL-Margherita) e Mariangela Cotto (ex Assessore regionale, Forza Italia). Stiamo parlando di strumenti che possono cambiare la vita delle persone. Un esempio per tutti: grazie a uno strumento simile, Luca Coscioni ha potuto non solamente comunicare il suo pensiero ma ha potuto divenire un leader politico riconosciuto a livello nazionale e transnazionale”.. Alessandro Frezzato (membro Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni): “Voglio ricordare che già nella passata legislatura vi era stato il mio impegno, assieme ai consiglieri Palma e Mellano, per far stanziare dalla giunta regionale fondi per i comunicatori simbolici. Poi, nel 2005, io e l’on. Mellano fummo ricevuti dall’allora assessore regionale Mario Valpreda, che ci assicurò il suo interessamento. Recentemente, la presidente Mercedes Bresso ha ricevuto Maria Antonietta Farina in Coscioni e Mina Welby. E’ anche grazie a questo lungo lavoro che quest’estate la Giunta Regionale ha approvato la DGR 23 luglio 2007, n. 4-6467 (BUR n. 33 del 16 agosto 2007), che accantona complessivamente nel triennio 2007<2009 la somma di 2 milioni di euro per “contribuiti a persone con grave disabilità per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, rivolti all’autonomia e all’inclusione sociale”. A livello nazionale, il Ministro della Salute ha stanziato 10 milioni di euro da ripartire fra tutte le Regioni per l’acquisto dei comunicatori simbolici. Ora, le regioni devono muoversi per evitare che migliaia di cittadini continuino ad essere sottoposti ad una vera e propria tortura, quella del non poter comunicare con i propri cari e con il mondo esterno.”. La Dr.ssa Viviana Levrino (responsabile ausilio informatico touch screen “PRO-BE”, SR Labs) e il Dr. Alberto Gatti (responsabile ausilio informatico a controllo oculare “IABLE- MYTOBII”, SR Labs) hanno poi proceduto a una dimostrazione pratica delle prestazioni assicurate dai due strumenti. Bruno Mellano ha concluso la conferenza stampa precisando che alla Regione Piemonte è stata assegnata dalla Conferenza Stato-Regioni la somma di 738.000 euro, vincolata al contributo all’acquisto dei comunicatori simbolici: “Siamo nel pieno di una rivoluzione tecnologica che cambia il rapporto del disabile con il mondo esterno; dovere della politica è porsi al servizio di questa rivoluzione, nell’interesse della singola persona, a cui deve essere assicurato un ausilio confacente alla sua situazione”.


Progetto “Libertà di parola”
Conferenza Stampa
Venerdì 19 Ottobre 2007 ore 11.00
Sala dei Presidenti - Palazzo Lascaris
Consiglio Regione Piemonte
via Alfieri 15 - Torino
  Il progetto intende promuovere la diffusione delle nuove tecnologie della Comunicazione Aumentativa Alternativa per i disabili motori non in grado di parlare. L’obiettivo è quello di restituire il diritto e la libertà di parola a quanti vedono sommarsi alla prigione della malattia quella del silenzio e dell’impossibilità di comunicare, facilitando l’autosufficienza della persona, l’integrazione del disabile, la cura e l’assistenza del malato. Partecipano e dimostrano:
· Mariano Turigliatto, Presidente del Gruppo Sinistra per l’Unione;
· Alessandro Frezzato, direzione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni;
· Viviana Levrino, responsabile ausilio informatico touch scrin “PRO BE”, SR Labs
· Alberto Gatti, responsabile ausilio informatico a controllo oculare “IABLE MYTOBII”, SR Labs;
· Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno.

Torino, 16 ottobre 2007
CASO ENGLARO/VIALE (Radicali): DALLA CASSAZIONE UNO SCHIAFFO AL PARLAMENTO. E’ UNA VITTORIA!
  Dopo aver appreso la notizia della sentenza della Cassazione relativa al caso di Eluana Englaro, il Dr. Silvio Viale (rappresentante di Exit-Italia e esponente radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“La sentenza della Cassazione è uno schiaffo al Parlamento, che non sa legiferare nemmeno sul testamento biologico.
Nel merito, l’affermazione che il sondino nasogastrico non sia di per sé “accanimento” ma occorra valutare ogni singolo caso è scontata. La Cassazione, però, demolisce la tesi che l’alimentazione artificiale non sia un terapia.
Inoltre, la Suprema Corte riconosce il principio del testamento biologico per Eluana e apre la strada alla morte cerebrale quando lo stato di coscienza sia irrimediabilmente compromesso, come è in effetti nello stato vegetativo.
Non si tratta di una sentenza ambigua, come si sono affrettati a definirla coloro che non la condividono, ma di una sentenza che va nella giusta direzione.
E’ una vittoria di Eluana, di suo padre e del tutore.
E’ un passo in avanti per la vittoria di tutti, nessuno escluso, come lo sono state le vicende umane e politiche di Piergiorgio Welby e di Giovanni Nuvoli.”.

Viale

Torino, 16 ottobre 2007
SICUREZZA STRADALE/MANFREDI (RADICALI): NIENTE CARCERE PER CHI RIFIUTA DI SOTTOPORSI A ETILOMETRO O TEST ANTIDROGA: UNA SCAPPATOIA PER I GUIDATORI PIU’ UBRIACHI O PIU’ IMBOTTITI DI STUPEFACENTI.
  Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani):
“In nome della crociata antialcol, il governo ha introdotto un proibizionismo sugli alcolici “all’italiana”, che colpisce solo alcuni locali, è facilmente aggirabile, rischia di incentivare solamente un consumo irresponsabile. Dall’altra parte, la nuova legge sulla sicurezza stradale nasconde fra le sue pieghe sviste incredibili.
Ad agosto, quando era entrato in vigore il decreto-legge in materia, non ero stato l’unico a rilevare che il guidatore fermato dalla polizia che si rifiutava di sottoporsi alla prova etilometro o agli esami sulle sostanze stupefacenti evitava comunque l’arresto, previsto invece per chi, sottopostosi al test, risultava avere un tasso alcolemico superiore a 0, 8 o risultava aver assunto stupefacenti: un’ implicita ma reale scappatoia per i conducenti più ubriachi o più imbottiti di sostanze stupefacenti.
Pareva che la consapevolezza della palese incongruenza di tali norme fosse arrivata nelle aule del Parlamento, chiamato a convertire il decreto in legge. Non è stato così. L’art. 186 del Codice della Strada (D. Lgs. 285/92 smi) sulla “Guida sotto l’influenza di alcool” – nel testo modificato dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160 – prevede per il rifiuto di accertamento solamente il pagamento di una multa (da 2.500 a 10.000 euro), la sospensione della patente di guida fino a due anni e il fermo del veicolo solamente se esso appartiene al guidatore fermato: niente arresto, confermato invece per chi si sottopone all’etilometro e risulta positivo. Stesso discorso vale per il successivo art. 187 del Codice della Strada sulla “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”.
C’è da augurarsi che il disegno di legge sulla sicurezza stradale in discussione in Parlamento metta una pezza a questa svista doppia, del governo e del legislatore.”.
Manfredi
N. B. Il testo attuale degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada è reperibile sul sito dell’ADUC: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=190489

TORINO, VENERDÌ 19 OTTOBRE, ORE 20:30,
ASSEMBLEA PRECONGRESSUALE DEL PIEMONTE
 

verso il
VI CONGRESSO di RADICALI ITALIANIASSEMBLEA PRECONGRESSUALE DEL PIEMONTE
TORINO, VENERDÌ 19 OTTOBRE 2007, ORE 20:30
Sala della Circoscrizione 8, via Campana n. 30
partecipano, tra gli altri:
BRUNO MELLANO
deputato radicale della Rosa nel Pugno

MICHELE DE LUCIA, GIULIO MANFREDI e VALTER VECELLIO
componenti della Direzione nazionale di Radicali italiani
IGOR BONI, PIERO CAPONE, JOLANDA CASIGLIANI,
ALESSANDRO FREZZATO, NATHALIE PISANO, SILVIO VIALE
componenti del Comitato nazionale di Radicali italiani

Nel corso dei lavori è previsto il saluto di Diego Castagno, vicepresidente RnP della Circoscrizione 8.

Interverranno i responsabili delle associazioni radicali “Adelaide Aglietta” e “Satyagraha” e i punti di riferimento di tutta la regione.

L’appuntamento è aperto a tutti, vi aspettiamo!

Igor Boni
Jolanda Casigliani


Roma, 15 ottobre 2007
ABORTO/INTERROGAZIONE RADICALE SU CONTENUTO RELAZIONE MINISTRO SU ATTUAZIONE LEGGE 194.
MELLANO (RNP): SU OBIEZIONE DI COSCIENZA, DATI ATTENDIBILI SOLO DA 8 REGIONI SU 19; NESSUN DATO SU ABORTI CLANDESTINI; IL “CASO BASILICATA”; LE CIFRE INEQUIVOCABILI SUGLI ABORTI FARMACOLOGICI.
  Oggi Bruno Mellano e Donatella Poretti (deputati radicali della Rosa nel Pugno) hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute, Livia Turco, su vari punti critici emersi dalla lettura della Relazione sull’attuazione della legge 194/78, presentata il 4 ottobre 2007.
Mellano ha dichiarato:
“Speravamo che il ritardo ormai cronico nella presentazione del documento (per legge dovrebbe essere presentato a febbraio) avrebbe consentito al ministro di acquisire dati completi e corretti. Così non è stato. Eclatante, a questo proposito, è il contenuto della Tabella 28, allegata alla relazione, sul fenomeno dell’obiezione di coscienza nelle varie Regioni: rispetto a Basilicata, Sardegna e Provincia Autonoma di Bolzano, i dati sono sballati; le cifre di Liguria e Campania risalgono al 2000, quelle del Lazio al 2001, quelle di Toscana, Marche, Molise, Puglia, Sicilia al 2002, quelle dell’Abruzzo al 2003.
E’ confermato anche quest’anno il “caso Basilicata” (vedi Tabella 29), con 591 IVG effettuate in Regione ma ben 1.041 donne lucane ad aver effettuato l’intervento; dunque, 450 donne hanno abortito fuori di una regione dove il 90% dei ginecologi è obiettore. Su questo dato, che non ha eguali nelle altre regioni, meridionali e non, il ministro Turco non spende una parola. Noi le chiediamo di valutare seriamente la proposta – peraltro contenuta nella PDL 1858 del nostro compagno Maurizio Turco – di garantire che in tutte le strutture abilitate ad effettuare IVG vi sia la presenza di almeno il 50% di personale non obiettore.
La Relazione non contiene nessun dato e nessuna valutazione sul fenomeno dell’aborto clandestino, che la legge 194 ha sicuramente contribuito a ridurre ma che permane e che rimane “di classe”, riguardando in gran parte le donne extracomunitarie.
Una nota positiva, per finire: il documento del ministro contiene succinte informazioni sull’aborto farmacologico, praticato a partire dal 2005 in cinque regioni, per un totale di 1.283 interventi (ma con i dati del 2007 siamo sicuramente oltre le 1.500 IVG praticate tramite RU486); nessun incidente sanitario rilevato, per cui i proclami terroristici dell’on. Volontè, ispirato dalla sua musa Eugenia Roccella, incentrati sullo slogan “Ru486= kill pill” rivelano tutta la loro inconsistenza e malafede”.
N. B. La Relazione annuale sull’interruzione volontaria di gravidanza è disponibile su:
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=467
Vedi anche: http://www.associazioneaglietta.it/ru486.html

Torino, 14 ottobre 2007.
PRIMARIE PD/TORINO - VIALE E BONI VOTANO PANNELLA "DUE VOTI NULLI PERCHE' IL PD NON SI ANNULLI"
  Come annunciato nei giorni scorsi, Silvio Viale e Igor Boni hanno votato Marco Pannella. I due esponenti radicali avevano al collo un cartello con sopra scritto "IO VOTO PANNELLA".
Silvio Viale ha votato, dopo una coda di circa un'ora, alle 18:05 nel gazebo di Via Monte Ortigara 95. In coda con lui, poco più avanti, il Procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli e, poco più indietro, il Presidente nazionale dell'Ordine dei medici Amedeo Bianco.
Igor boni a votato, senza bisogno di attesa, in Corso Casale 48, dove per motivi tecnici era stato spostato il gazebo di Piazza Gran Madre.
 
Silvio Viale e Igor Boni, rispettivamente segetario e presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e mebri del Comitato nazionale di Radicali italiani, hanno ribadito: "Quindici ani doo la proposta di Pannella il Partito Democratico nasce senza Panella. Il nostro voto per Pannella vuole ricordare proprio questo nella speranza che il nascente Partito Democratico non sia solo una porta girevole. Escludendo i radicali si rischia di incanalare il PD in una mera operazione di potere, che finirà per abbandonare i temi dei diritti civili, della laicità dello Stato e della promuozione di riforme liberali. A tutto questo noi offriamo i nostri due voti nulli perchè il PD non si annuli e, soprattuto, non annulli le speranze di tanti.”
 
Silvio Viale
Igor Boni

Torino, 14 ottobre 2007
NARCOSALA/DOMANI RACCOLTA FIRME IN VIA GARIBALDI.
Presentatori petizione: Sosteniamo discussione mozione in Consiglio Comunale continuando a raccogliere le firme per la petizione popolare.
  Domani, lunedì 15 ottobre, in concomitanza con la discussione della mozione per l’istituzione di una narcosala nel Consiglio Comunale di Torino, si terrà un tavolo di raccolta firme in via Garibaldi n. 14, dalle 17:00 alle 20:00, sulla petizione popolare avente lo stesso obiettivo.
 
I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:
 
“Saremo in strada domani perché riteniamo sia importante sostenere con le adesioni dei cittadini la mozione comunale, che si pone in continuità con l'iniziativa da noi avviata.
Ribadiamo che di fronte ai timori infondati, alle sterili proteste, agli alibi pretestuosi messi in campo da alcuni rappresentanti politici in questi ultimi giorni, la strada da perseguire è quella del dialogo e del confronto laico e scientificamente fondato, per superare pregiudizi e posizioni ideologiche.
Come ampiamente spiegato nell'incontro di approfondimento tenutosi ieri a Torino con gli operatori di due esperienze europee di «stanze del consumo» - Manel Anoro, coordinatore della Sala Baluard di Barcellona e Jurgen Weimer, coordinatore dei servizi tossicodipendenze di Francoforte - le narcosale sono un servizio di cura della vita e della salute del cittadino tossicodipendente, che ha delle ricadute positive anche sull'intero contesto sociale. Ci spiace dover constatare come dei 51 consiglieri comunali di Torino e dei 15 Assessori del Comune di Torino fossero presenti all’incontro solo la presidentessa della IV Commissione Maria Teresa  Silvestrini (Rifondazione), l'assessore Roberto Tricarico e il capogruppo della Rosa nel Pugno Gian Luigi Bonino.
Gli unici giornalisti presenti erano una troupe della trasmissione RAI “Uno Mattina” e una troupe di Telecity , oltre, naturalmente, Radio Radicale, sul cui sito sarà disponibile l’intero convegno in audio/video.
Invitiamo, i cittadini ed i consiglieri comunali a raggiungerci domani al tavolo per firmare la petizione (cui ieri ha aderito anche la LILA), e per ribadire insieme a noi che, come altre esperienze europee ci insegnano, una città più responsabile ed accogliente è anche una città più sicura per tutti.”.

Torino, 14 ottobre 2007
1° TROFEO ADELAIDE AGLIETTA AL FERRANTE APORTI: UN SUCCESSO CHE CIOBBLIGA A RIPETERE L’INIZIATIVA
  Boni: “un ringraziamento sincero al Direttore, agli agenti, alpersonale e ai giovani detenuti che ci hanno permesso di organizzare erealizzare un evento memorabile”
 
Sabato 13 ottobre, al FerranteAporti di Torino, si è svolto il 1° trofeo Adelaide Aglietta, un quadrangolareche ha visto sfidarsi due squadre di giovani detenuti, una di agenti dicustodia ed una di radicali. Alla fine del torneo (4 partite con finale per il1° e 2° posto e finalina per il 3° e 4° posto), il Direttore Paolo Planta, Igor Boni e Domenico Massano dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, hannoeffettuato la premiazione con consegna delle 4 coppe e delle medaglie a tutti iragazzi e agli agenti di custodia. Dopo la premiazione si è svolto nellastruttura un rinfresco organizzato dal personale e dai detenuti. Oltre iRadicali hanno partecipato all’iniziativa l’Assessore comunale RobertoTricarico ed il Consigliere comunale Francesco Salinas.
 
Dichiarazione di Igor Boni (Presidente dell’Associazione radicaleAdelaide Aglietta)
“Il rischio di cadere nellaretorica c’è. Ma il pomeriggio di sabato è stato veramente molto bello. Siamoriusciti a portare all’interno dell’Istituto un po’ d’aria fresca, organizzandouna giornata di sport e di svago, in ricordo di Adelaide Aglietta e del suostorico impegno sulle carceri e sulla ‘giustizia giusta’. Un ringraziamentosincero deve essere fatto al Direttore Paolo Planta, agli agenti di custodia(in particolare all’Ispettore Giovanni Camillo), a tutto il personale e aigiovani detenuti che ci hanno permesso di organizzare e realizzare un eventomemorabile. Ora, è anche la richiesta del Direttore, speriamo di riuscire adare continuità a questa iniziativa, organizzando nuove sfide e nuove occasionidi contatto tra il mondo esterno e i ragazzi che scontano all’interno la pena..Il risultato, che questa volta ci ha visti uscire vincitori, non può comunquecancellare la sonora sconfitta (14-1) subita in un’analoga iniziativa 3 anni fa.”
 
Boni

Torino, 13 ottobre 2007
NARCOSALE/ A TORINO CONVEGNO CON OPERATORI NARCOSALE  FRANCOFORTE E BARCELLONA: “FUNZIONANO E SONO ORMAI PARTE INTEGRANTE DEI SERVIZI SANITARI.”
SINTESI INTERVENTI DI AGNOLETTO, CORLEONE, RONCONI.
  Questa mattina, al Teatro Baretti di Torino, si è svolto un incontro – promosso da Forum Droghe, Clat, Coordinamento Operatori bassa soglia del Piemonte – a cui hanno partecipato Manel Anoro (coordinatore narcosala “Sala Baluard” di Barcellona) e Jurgen Weimer (coordinatore servizi tossicodipendenze città di Francoforte), che si sono confrontati per oltre tre ore con Angelo Giglio (medico Sert ASL 4  di Torino), Leopoldo Grosso (consulente Ministero Solidarietà Sociale), Angelo Pulini (giornale di strada “Polvere”), Vittorio Agnoletto (europarlamentare), Franco Corleone e Susanna Ronconi (Forum Droghe).
 
Jurgen Weimer ha dimostrato, grafici alla mano, che le cinque narcosale di Francoforte hanno prodotto una forte diminuzione delle overdosi mortali e delle infezioni da HIV e da epatite. Nei primi anni ’90 un parco di Francoforte, in pieno centro, era occupato ogni giorno da centinaia di tossicodipendenti; ogni giorno 15 ambulanze intervenivano in quella zona. Dopo l’apertura delle narcosale, la zona richiede l’intervento di 13 ambulanze alla settimana. E’ stata fondamentale la collaborazione fra i servizi sanitari e la polizia.
 
Manel Anoro: “Madrid ha scelto di relegare la narcosala fuori città, a Barranquilla; Barcellona ha scelto, invece, di piazzare le narcosale (ora sono cinque) dentro la città, dove c’è il consumo di droghe. Gli abitanti del quartiere si sono inizialmente opposti ma poi si sono ricreduti. La narcosala che dirigo si trova a cento metri dalle Ramblas. E’ aperta tutti i giorni dell’anno, 24 ore al giorno. Sei équipes mediche si alternano nei tre turni giornalieri. Ogni mese distribuiamo 16.000 siringhe e riusciamo ad ottenere dai consumatori l’80% di quelle utilizzate. Abbiamo aperto 5.000 cartelle sanitarie. Abbiamo affrontato e risolto in tre anni 360 overdosi..”.
 
Susanna Ronconi: “Ormai a Torino il dibattito sulla questione “narcosala” è pienamente incardinato sia a livello istituzionale (la mozione relativa arriverà lunedì in Consiglio Comunale) sia a livello di democrazia diretta (la petizione popolare lanciata da Forum Droghe, radicali e Malega 9 sta raccogliendo ampi consensi). Oggi abbiamo più speranze che cinque anni fa ma dobbiamo far fronte, come allora, a una discussione “drogata” dall’ideologia e dal pregiudizio, dove non c’è spazio per la corretta informazione. Per questo è importante il convegno di oggi, per offrire qualche “evidenza”. Gli operatori dei servizi a bassa soglia chiedono un “pezzo in più” per integrare l’offerta socio-sanitaria già esistente”.
 
Vittorio Agnoletto: “Dal 29 novembre al 1° dicembre si terrà a Milano la Conferenza dei nale sulla Riduzione del Danno. Occorre riportare il dibattito a dati e fatti concreti. Il Parlamento Europeo ha approvato due anni fa una risoluzione che promuove le politiche di riduzione del danno e ricordo che l’Unione Europea persegue in materia la politica dei “quattro pilastri”: prevenzione, cura, repressione narcotraffico, riduzione del danno. Le narcosale sono progetti “salvavita”, progetti socio-sanitari che non incentivano l’uso di droghe bensì riducono i danni provocati da tale uso. Non è necessario modificare la legge antidroga vigente per istituire le narcosale. Occorre rivolgersi a tutti i cittadini, spiegando che è un’iniziativa che va incontro alle loro legittime richieste di sicurezza, affrontandole in termini non repressivi.”.
 
Franco Corleone: “Dobbiamo lottare contro il pre-giudizio che vuole cancellare la difficoltà della ricerca, della costruzione di un percorso alternativo all’esistente. Ricordo che in Europa le politiche di riduzione del danno sono state portate avanti , nel corso ormai di un ventennio, da amministrazioni di diverso colore politico.
La narcosala non è un servizio nuovo, è un’estensione, un’integrazione di quelli già esistenti; non c’è contrapposizione fra servizi pubblici, comunità  e narcosale, anche se Gasparri e soci tentanto di crearla ad arte. Polizia e magistratura devono essere coinvolte per costruire il consenso sociale.
E l’art. 79 del DPR 309/90 non deve essere usato come alibi: punisce l’utilizzo di locali a fini di spaccio; la narcosala è un presidio socio-sanitario e non rientra quindi nella fattispecie punita dalla legge.”.           
 
N.B. Il convegno è stato registrato in audio/video da Radio Radicale: www.radioradicale.it

Torino, 13 ottobre 2007
VIALE E BONI AI SEGGI DELLE PRIMARIE SI PRESENTERANNO PER VOTARE CON UNCARTELLO AL COLLO “IO VOTO PANNELLA!”
  Viale e Boni “Vogliamo ricordare a Veltroni che 15 anni fa il suo sognoera realtà per i radicali che si presentarono alle elezioni con il simbolo“Lista Pannella per il Partito Democratico”
 
Domani alle ore 17 Silvio Viale eIgor Boni (Segretario e Presidente dell’Associazione radicale AdelaideAglietta) si presenteranno al seggio allestito in via Monte Ortigara 95 (pressoil Centro Civico) dove con un cartello al collo “Io voto Pannella!” SilvioViale voterà alle primarie del PD. Successivamente, alle 18, i due esponentipolitici si trasferiranno in P.zza Gran Madre presso il gazebo adibito a seggiodove Igor Boni, con il medesimo cartello al collo, consegnerà al seggio ilproprio voto.
 
Dichiarazione di Silvio Viale e Igor Boni
“In tutta la campagna elettoraledelle primarie, Veltroni in testa, si è sottolineata la novità di un partitoaperto, che non è semplicemente la somma di DS e Margherita, che è partito nuovo.Veltroni dice di sognare da 15 anni questo momento. Vogliamo ricordare aVeltroni che quel sogno, 15 anni fa, era realtà per i radicali che sipresentarono alle elezioni con il simbolo “Lista Pannella per il PartitoDemocratico”; era il 1993-1994. Ed oggi il paradosso: 15 anni dopo, il nascentePD esclude Pannella-Bonino dalla corsa alla segreteria, rimuove la storia e laprassi politica radicale. Il nostro voto per Pannella alle primarie del PDrappresenta proprio questo: un ulteriore invito al PD a non proseguire nellascelta di escludere e rimuovere l’unica forza di questo paese che in séracchiude le lotte storiche sui diritti civili e individuali, sulla laicitàdello Stato, la capacità di promuovere riforme liberali in economia e sulmercato del lavoro con al contempo la prerogativa, in politica estera, diessere in prima linea contro le dittature e al fianco delle istanzedemocratiche, nonviolente e di libertà.”
 
Viale
Boni

Torino, 12 ottobre 2007
1° TROFEO ADELAIDE AGLIETTA: I RADICALI SFIDANO I GIOVANI DETENUTI DEL FERRANTE APORTI IN UN TORNEO ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO
  Boni: “Speriamo di contribuire a creare un’occasione di svago ma anche di ricordo di Adelaide Aglietta, delle sue lotte sulla giustizia e sulla qualità della vita nelle carceri, tuttora pienamente attuali.”
 
Sabato 13 ottobre, dalle ore 15, una rappresentativa calcistica radicale entrerà nel carcere minorile di Torino, Ferrante Aporti, per partecipare ad un torneo con i detenuti e le guardie. L’evento è intitolato ad Adelaide Aglietta (1° trofeo Adelaide Aglietta), per ricordare le sue lotte sul carcere e per la ‘giustizia giusta’.
Hanno annunciato la loro presenza anche l’Assessore del Comune di Torino Roberto Tricarico ed il consigliere comunale Francesco Salinas.
 
Dichiarazione di Igor Boni (Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“In primo luogo voglio ringraziare di cuore il Direttore della struttura Paolo Planta e tutto il personale, che hanno con noi contribuito all’organizzazione dell’evento. Spero possa essere al contempo occasione di svago per i giovani detenuti, per le guardie carcerarie (e per noi stessi), ma anche un’occasione per ricordare Adelaide Aglietta e le sue lotte sulla giustizia e sulla qualità della vita nelle carceri (dei detenuti e delle guardie), tuttora pienamente attuali. Alla fine del torneo consegneremo alle squadre partecipanti le coppe e a ciascun detenuto una medaglia con inciso “1° trofeo Adelaide Aglietta”. Speriamo questo possa divenire un appuntamento fisso da ripetere ogni anno per dare continuità ad un impegno, che ci vede ormai da quasi un decennio partecipare a periodiche visite all’interno del carcere minorile torinese.”
 
Boni

Torino, 12 ottobre 2007
NARCOSALA/PROMOTORI PETIZIONE POPOLARE: DOMANI MATTINA AL TEATRO BARETTI PREZIOSO MOMENTO DI CONFRONTO CON OPERATORI NARCOSALE EUROPEE.
LA MOZIONE CONSILIARE VA AVANTI … MA IL PALAZZO NON GIOCHI ALLO SCARICABARILE!
 

Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Agliett), Alessandro Orsi (Malega9 produzioni) e Franco Cantu’ (Forum Droghe), i promotori della petizione popolare al Consiglio Comunale di Torino per l’istituzione di una narcosala, hanno dichiarato:

“C’è il rischio che il dibattito sulla narcosala rimanga relegato nelle stanze del Palazzo e non diventi, invece, come deve essere, patrimonio di tutti i cittadini torinesi. Proprio per evitare questo, speriamo siano in molti a venire domani mattina al Teatro Baretti (via Baretti n. 4, San Salvario) per partecipare all’incontro pubblico con gli operatori delle narcosale di Francoforte e Barcellona, che saranno intervistati dal Dr. Angelo Giglio (Sert ASL 4) e dal Dr. Leopoldo Grosso (consulente Ministero Solidarietà Sociale). Nell’occasione, i cittadini potranno sottoscrivere la nostra petizione.

Registriamo, naturalmente, con soddisfazione il voto favorevole in commissione consiliare sulla mozione per la narcosala ma denunciamo anche il rischio dello scaricabarile: l’altro ieri, alla Camera, il ministro piemontese Paolo Ferrero ha parlato della narcosala come di “un'ipotesi che credo sia stata avanzata dalla città di Torino”; ieri, sulla Stampa, la ministra piemontese Livia Turco ha parlato di “sperimentazioni che appartengono alla discrezionalità del consiglio comunale di Torino”; in commissione, è venuta fuori la condizione pregiudiziale dell’ “autorizzazione della narcosala da parte del Ministero della Salute” … ma una commissione consiliare non ha il potere di dire ad un ministro quali atti deve emanare!
Sembra che alcuni politici siano combattuti tra la consapevolezza della necessità e dell'importanza di un servizio che si prende cura in particolare degli ultimi, dei tossicodipendenti marginali, tutelandone la vita, presupposto fondamentale per l'intrapresa di qualsiasi percorso di recupero; dall'altra hanno paura di assumersi la responsabilità di una presa di posizione chiara e concreta in tal senso, che faccia seguire alle parole un sostegno concreto all'iniziativa. Per affrontare efficacemente il fenomeno delle tossicodipendenze abbiamo bisogno di politici coraggiosi, coerenti e capaci di restituire senso a troppe parole ormai "stanche".”

In allegato l’invito al convegno di domani con gli operatori delle narcosale europee.

N. B. Domani sarà possibile firmare la petizione popolare:

1) al Teatro Baretti (via Baretti n. 4), dalle 10:30 alle 13:00.
2) al locale “Hiroshima Mon Amour” (via Bossoli, 83) dalle 21,00, durante il concerto di Giuliano Palma.


Torino, 11 ottobre 2007
VIALE E BONI ALLE PRIMARIE DEL PD: "IO VOTO PANNELLA"
I radicali Viale e Boni andranno a votare con al collo un cartello “Io voto Pannella!”
  Il 14 ottobre, durante la giornata dedicata alle primarie del Partito Democratico il Segretario e il Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale e Igor Boni, si presenteranno al loro seggio con al collo un cartello con scritto “Io voto Pannella!”. La scelta dei due esponenti radicali vuole sottolineare l'ingiusta, ingiustificata ed  illegittima esclusione del duo radicale Pannella-Bonino dalla corsa alla segreteria del PD e rivendicare la necessità di una svolta laica, liberale e autenticamente riformatrice.. Senza i radicali e senza tanti altri il PD nasce monco.
 
Dichiarazione di Silvio Viale e Igor Boni
“L’esclusione di Pannella-Bonino dalla corsa alla segreteria è stata una scelta contro legalità ma, soprattutto, un segno di una preoccupante cecità politica. Certo, i Radicali sono ‘ingombranti’, spesso difficilmente arginabili, diversi quindi pericolosi per un sistema politico ingessato e auto-conservativo. La nascita del Partito Democratico, che continuiamo a guardare con attenzione per la presenza al suo interno di aspirazioni embionali autenticamente laiche, liberali e riformatrici, non può prescindere dalle lotte, dalle idee e dalla forza che i radicali hanno saputo creare, alimentare e conquistare per l’intero paese.Senza i radicali e senza tanti altri il PD nasce monco.
Il nostro voto vuole essere un sollecito per un cambio di rotta immediato. Con un abattuta, non vorremmo che quel Partito Democratico che sta nascendo, in breve aggiungesse l'aggettivo cristiano per divenire il nuovo Partito Democrartico Cristiano. L’Italia ha bisogno di altro che di riedizioni del passato: Ha bisogno di iniezioni di laicità, di liberalismo e di capacità di riforma. Nel 1994 i radicali si presentarono alle elezioni politiche con la Lista Pannella per il Partito Democratico: ben arrivati al Partito Democartico13 anni dopo.”
 
Viale
Boni

10 ottobre 2007
Narcosale, Radicali: bene dichiarazioni Ministro Ferrero ma serve maggiore precisione e impegno concreto.
  Oggi pomeriggio, rispondendo alla Camera dei Deputati ad un’interrogazione sulle narcosale, il Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, ha dichiarato, tra l’altro:
“… nei luoghi dove sono state sperimentate (da Lisbona a Zurigo e in altre parti), ciò è avvenuto dietro prescrizione medica. Dove la sperimentazione è stata effettuata si è registrata una riduzione delle malattie, delle morti per overdose e la microcriminalità legata alla tossicodipendenza.
Le narcosale non hanno impedito l'uscita dalla condizione di tossicodipendenza ma, anzi, sono risultate utili ad una strategia di riduzione del danno e hanno attenuato notevolmente l'allarme sociale e i rischi per la popolazione: banalmente, in quei Paesi, non vi è più nessuna siringa in giro, cosa questa non banale per le nostre città! Condivido, quindi, il giudizio del Ministro Turco che, tuttavia, non si riferiva ad un'iniziativa diretta del Governo ma ad un'ipotesi che credo sia stata avanzata dalla città di Torino.”.

Rita Bernardini (segretaria di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Le parole di Ferrero ci fanno dire che il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto. Il ministro ribadisce le buone ragioni che stanno alla base dell’introduzione delle narcosale ma fa di tutta l’erba un fascio, mescolando le narcosale dove i consumatori di droghe assumono sostanze acquistate sul mercato illegale con quelle dove avviene la somministrazione controllata di eroina tramite la “prescrizione medica” citata da Ferrero. A scanso di equivoci, in buona o mala fede, la narcosala proposta a Torino sia da una mozione consiliare sia tramite una petizione popolare non prevede la somministrazione controllata di eroina ai cittadini tossicodipendenti.
Inoltre, avremmo sperato che Ferrero s’impegnasse a creare un tavolo di lavoro con il Comune di Torino e con l’Assessorato Regionale alla Sanità (retto da una sua compagna di partito) per trovare i finanziamenti e le strutture per la narcosala torinese. E’ ancora in tempo per farlo, magari dopo aver partecipato all’importante convegno che si terrà sabato mattina a Torino, dove porteranno la loro esperienza operatori delle narcosale di Barcellona e Francoforte.”

Torino, 10 ottobre 2007
RU486 IN ITALIA – VIALE “LA PALLA AL MINISTRO TURCO. NON SIA AMBIGUA SUL RICOVERO. ATTENDO FIDUCIOSO LE DECISIONI DELLA MAGISTRATURA TORINESE.”
  Alla notizia che la Exelgyn Laboratories ha annunciato che il prossimo 7 novembre attiverà la procedura europea di mutuo riconoscimento per il “Mifegyne” (RU486), Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:
 
“Il Mifegyne sarà sicuramente registrato, considerato che nel giugno scorso la Commissione Europea ha approvato le raccomandazioni dell'EMEA per uniformare nell'Unione Europea e che sarà proprio l’EMEA a dovere decidere su un’eventuale richiesta di arbitrato da parte dell’Italia. Così,  per le donne italiane, non dovrebbe più ripetersi la situazione del 1999, quando la procedura europea fu attivata per tutti i paesi europei con l’eccezione di Italia, Portogallo e Irlanda. Non è mai stato chiaro chi abbia allora scoraggiato la ditta francese, essendo Presidente del Consiglio Massimo D’Alema e Ministro della salute Rosy Bindi. Con venti anni di ritardo rispetto alla Francia, diciassette nei confronti di Svezia e Regno Unito e 8 verso gli altri paesi europei la RU486 nel 2008 sarà finalmente disponibile in Italia.
 
Ma la vicenda non è conclusa e la palla passa al Ministro Livia Turco, che deve pronunciarsi chiaramente sul nodo del ricovero, non essendo possibile rimanere vincolati al superficiale parere del Consiglio Superiore di Sanità commissionato dall’allora Ministro Francesco Storace nel tentativo di stroncare la sperimentazione in corso all’Ospedale S.Anna di Torino. La 194 non impone il ricovero e la legge del 1978 deve essere applicata in accordo con l’evoluzione della scienza, della medicina e della sanità. Non a caso, le indicazioni e i protocolli approvati dall’EMEA non prevedono il ricovero, confermando le risultanze della ampia letteratura internazionale e le indicazioni delle agenzie farmacologiche degli altri paesi europei.
 
Circa un milione e mezzo di donne sono state trattate in Europa dal 1988 con la RU486, 650.000 negli USA dal 2000 e decine di milioni in Cina dal 1988. Nel 2005 l’OMS ha inserito il mifepristone nella lista dei farmaci essenziali. Come antiprogestinico e anticorticosteroide il mifepristone (il vero nome della RU486) è oggetto di ricerche cliniche in ambito ostetrico, ginecologico, oncologico, endocrinologico e psichiatrico. La segnalazioni di quattro decessi negli USA e di uno in Canada per  infezioni da Clostridium sordellii (responsabile di rare infezioni in ostetricia e altri campi della medicina) non ha modificato il giudizio di sicurezza, confermato dalla FDA e nel giugno scorso dall’EMEA, trattandosi di eventi eccezionali.
 
In Italia, dall’inizio della sperimentazione all’Ospedale S.Anna di Torino nel settembre del 2005 oltre 1500 donne hanno potuto utilizzare la RU486 in sei regioni: 132 casi nel 2005 (Piemonte e Toscana), 1151 casi nel 2006 (Piemonte, Trento, Emilia Romagna, Toscana e Marche) e centinaia nel 2007 (Trento, Emilia Romagna, Toscana e Puglia). Nella gran parte dei casi le donne non sono rimaste in ospedale tra la somministrazione del primo farmaco ed il secondo, che avviene due giorni dopo, e in generale non si sono verificate complicazioni rilevanti. Secondo la Relazione presentata al Parlamento sulla 194 lo 0,9% delle IVG in Italia è stato eseguito con la RU486, ma se si considerano solo le 5 regioni coinvolte la percentuale sale al 3,3%. In realtà, se si considerano solo gli ospedali ove era proposto, la percentuale di IVG praticate con la RU486 sale a oltre il 10%. Si può, quindi, dichiarare conclusa una impropria fase sperimentale italiana e occorre predisporre l’introduzione della RU486 nella pratica clinica ordinaria su tutto il territorio nazionale. Per fare questo occorre che il Ministro Livia Turco esca dall’ambiguità, magari chiedendo al Consiglio Superiore di Sanità di aggiornare i pareri dati con troppa compiacenza politica.
 
Infine, considerato che si è conclusa la fase delle indagini preliminari sulle vicende connesse allo studio clinico dell’Ospedale S.Anna di Torino su “IVG con mifepristone e misoprostol”, rimango fiducioso in attesa delle conclusioni della magistratura.”
 
Silvio Viale

Torino, 9 ottobre 2007 
NARCOSALA A TORINO/PROMOTORI PETIZIONE: HA RAGIONE DON CIOTTI, LE NARCOSALE NON SONO LA MANNA; SONO, PER TANTI, UNA MANO TESA.
   Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Alessandro Orsi (Malega 9 Produzioni) e Franco Cantù (Forum Droghe), promotori della petizione al Consiglio Comunale di Torino per l’istituzione di una narcosala: 'Siamo d'accordo con Don Ciotti quando afferma che 'le narcosale non sono una manna'. Sono, semplicemente, una mano tesa a coloro - e sono ancora tanti - che non riescono a farcela, per tentare di agganciarli, di metterli in relazione con la rete dei servizi. Sono un servizio dentro un più ampio sistema di riduzione del danno. Le stanze non competono con i sert o le comunità, le stanze competono con gli argini pieni di topi e sporcizia, con le case abbandonate fatte di degrado e isolamento, dove più facilmente si muore. E come tutti i servizi a bassa soglia, le stanze sono luoghi della relazione e dell'ascolto. Ma anche dell'uso sicuro. Perché di uso a rischio si muore. Sull'efficacia dimostrata dalle stanze ha del resto insisitito oggi, durante le audizioni in IV commissione del comune, anche un esperto come Paolo Jarre, coordinatore del tavolo regionale per la riduzione del danno Lo stesso don Ciotti cita le esperienze europee di narcosale; esse rappresentano anche il nostro riferimento, tanto è vero che, grazie all'attivazione di Forum Droghe, Conferenza Latina della Riduzione del danno e Coodinamento piemontese dei servizi a bassa soglia, riusciremo a portare a Torino, sabato mattina (Teatro Baretti, ore 10:30), operatori delle narcosale di Francoforte e Barcellona, che saranno intervistati dal Dr. Angelo Giglio (Sert dell'ASL 4 di Torino) e dal Dr. Leopoldo Grosso (consulente del Ministro della Solidarietà Sociale). La presenza di Don Ciotti all'appuntamento di sabato rappresenterebbe un arricchimento del dibattito e della riflessione comuni.'.

Torino, 9 ottobre 2007
PENA DI MORTE/DOMANI VEGLIA - FIACCOLATA IN PIAZZA CASTELLO.
AMNESTY E RADICALI: “UN APPUNTAMENTO NECESSARIO PER RIBADIRE IL “NO” ALLA PENA DI MORTE E IL “SI’” ALLA MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI CAPITALI”.
  Richiesto al Sindaco Chiamparino di prolungare illuminazione notturna Mole Antonelliana fino alla votazione della Risoluzione sulla moratoria all’Assemblea Generale Nazioni Unite.
Domani, mercoledì 10 ottobre 2007 (Giornata Mondiale contro la pena di morte) Amnesty International (Circoscrizione Piemonte Valle d’Aosta) e l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta hanno indetto una Veglia/Fiaccolata a Torino, in Piazza Castello (fronte Palazzo Giunta Regionale), dalle ore 21:00 a mezzanotte.
Javier Gonzalez Diez (responsabile Amnesty Piemonte) e Silvio Viale (segretario Associazione Aglietta) hanno così motivato l’iniziativa:
“I tempi per la discussione al Palazzo di Vetro di New York della Risoluzione che richiede la moratoria universale delle esecuzioni capitali si preannunciano lunghi. E’ necessario, pertanto, scandire il passare dei giorni con iniziative utili a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana sull’iniziativa in corso. E’ questa la motivazione della “Veglia per la moratoria” di domani: un momento di incontro, di riflessione, di impegno, aperto al contributo di tutti, in particolare dei rappresentanti delle istituzioni locali; abbiamo, a tal fine, invitato i presidenti Bresso e Saitta, il sindaco Chiamparino, i consiglieri regionali, provinciali e comunali.
Inoltre, per assicurare e rappresentare la continuità simbolica ma concreta della Città di Torino alla campagna per la moratoria, abbiamo richiesto al sindaco di Torino e all’assessore competente di prolungare l’illuminazione di rosso della Mole Antonelliana, iniziata lo scorso 25 settembre, fino alla votazione della Risoluzione sulla moratoria da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Infine, ricordiamo che durante la veglia/fiaccolata, i cittadini potranno sottoscrivere gli appelli di Amnesty International e di “Nessuno tocchi Caino” contro la pena di morte e a sostegno della moratoria.”.
Hanno aderito all’iniziativa di domani le seguenti associazioni e organizzazioni:
Chiesa Evangelica Valdese, Gruppo Abele, Comitato Paul Rougeau, Associazione Radicale Enzo Tortora – Radicali Milano, Associazione Radicale Satyagraha.

Javier Gonzalez Diez
Silvio Viale (348/5335310)
www.amnesty.piemontevda.it www.associazioneaglietta.it

Torino, 8 ottobre 2007
NOBEL MEDICINA – VIALE “GRANDE SODDISFAZIONE PER IL NOBEL ALLE CELLULE STAMINALI EMBRIONALI. L’ITALIA NON PUO’ STARE ALLA FINESTRA”
  Silvio Viale, medico, dirigente radicale e membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, esprime grande soddisfazione per l’assegnazione del Premio Nobel a ricercatori impegnati nel campo delle cellule staminali embrionali ed ad un italo-americano.
 
Silvio Viale ha dichiarato: “Ancora una volta, l’assegnazione di un Nobel a un ricercatore di origine italiana ricorda come nella ricerca scientifica l’Italia non possa stare alla finestra. L’augurio è che questo possa dare un impulso alla ricerca italiana, emancipandola dai limiti di un Comitato Nazionale di Bioetica troppo genuflesso ai prelati vaticani.
E’ particolarmente significativo per gli sviluppi della ricerca medica mondiale che il nobel sia stato assegnato a tre ricercatori impegnati in tecnologie riguardanti la manipolazione genetica delle cellule staminali embrionali dei topi. In particolare è importante sottolineare come l’uomo e il topo condividano il 99% dei loro geni e che la tecnica individuata di ricombinazione del DNA, nota come “knockout mice”, possa favorire modelli di laboratorio per molte malattie umane.
L’augurio è che Mario Capecchi sia presto essere invitato in Italia dal Comitato Nazionale di Bioetica, dalle Commissioni parlamentari e dalle istituzioni impegnate nella ricerca scientifica, poiché nel lavoro di Mario Capecchi, Oliver Smithies e Martin Evans non possiamo non scorgere le ragioni ed i valori della battaglia politica per la ricerca scientifica nella quale siamo impegnati in Italia. Non possiamo, quindi, che esprimere grande soddisfazione per l’assegnazione a loro del Nobel 2007 per la medicina.”
 
Silvio Viale

Torino, 6 ottobre 2007
NARCOSALA A TORINO/PROMOTORI PETIZIONE RENDONO NOTE ADESIONI CNCA PIEMONTE, DON ANDREA GALLO, OPERATORI DI VENEZIA E BARCELLONA, BIANCA GUIDETTI SERRA.
SOSTEGNO DA PARTE DI ASSESSORE TRICARICO E CONSIGLIERE SALINAS.
  Dichiarazione di Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Alessandro Orsi (Malega9 Produzioni), Franco Cantù (Forum Droghe), i tre presentatori della petizione al Consiglio Comunale di Torino per l’istituzione di una narcosala:
“Segnaliamo l’adesione ed il sostegno all’iniziativa da noi avviata da parte del Presidente del CNCA Piemonte, Mauro Giacosa, che ci ha scritto: “Il CNCA Piemonte ritiene necessario sviluppare le politiche di riduzione del danno e, all'interno di queste, avviare la sperimentazione di una narcosala al fine di assicurare un servizio di prossimità e di cura della salute. Auspichiamo dunque che possa procedere l'attivazione di un servizio sperimentale nella città di Torino.”
Questa adesione si aggiunge alle molte altre pervenute in questi giorni tra cui quelle di: Don Andrea Gallo, Fabio Scaltritti, Franca Bellingeri (Comunità di San Benedetto di Genova); équipe della narcosala “SAPS Creu Roja” di Barcellona; servizi di riduzione del danno di Venezia; associazione P24 Lila Livorno. Al banchetto di via Garibaldi abbiamo raccolto la firma di Bianca Guidetti Serra e il sostegno dell’assessore Tricarico e del consigliere comunale Salinas, che ci ha aiutati nella raccolta firme.
Riteniamo che l’adesione del Presidente del CNCA Piemonte e delle altre strutture comunitarie rappresenti un’importante indicazione di come le narcosale non siano un’iniziativa di riduzione del danno in contrasto bensì in continuità, in sinergia con gli altri interventi di prevenzione e di cura delle dipendenze.
Le tante adesioni ricevute da cittadini comuni, inoltre, ci dicono che la cittadinanza è consapevole e matura, che anche questo campo è molto più avanti dei suoi rappresentanti istituzionali e che è importante proseguire nell’iniziativa da noi intrapresa di incontro con le persone, di informazione e sensibilizzazione, di raccolta firme a sostegno della mozione presentata in consiglio comunale.”.

Massano
www.associazioneaglietta.it
www.fuoriluogo.it
www.lastanzadeifigli.it


Torino, 5 ottobre 2007
BIRMANIA: L’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA PARTECIPA ALLA CATENA UMANA DI DOMENICA 7 OTTOBRE A TORINO
  Boni e Viale: “Bisogna evitare il rischio che passata l’eco mediatica delle manifestazioni nonviolente in Myanmar (ex-Birmania) non resti altro che il silenzio”
 
L’Associazione radicale Adelaide Aglietta prenderà parte all’iniziativa “una catena umana per la libertà in Birmania” che si svolgerà a Torino, in Piazza Castello di fronte alla Prefettura, a partire dalle ore 12 di domenica 7 ottobre.
 
Dichiarazione di Igor Boni e Silvio Viale (Presidente e Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“I monaci buddisti birmani ci hanno dato una lezione di nonviolenza, unica per forza di comunicazione e per coraggio. Come spesso accade le diplomazie internazionali, al di là di vaghe dichiarazioni di solidarietà e sostegno, non hanno saputo dare risposte adeguate anche per le divisioni e i veti incrociati che di fatto bloccano le decisioni delle Nazioni Unite. Quel messaggio possiamo oggi farlo nostro, alimentarlo, dargli corpo o lasciare che una volta ancora la violenza di regimi totalitari e sanguinari - come quello del Myanmar - abbiano di nuovo il sopravvento. Bisogna evitare il rischio che passata l’eco mediatica delle manifestazioni nonviolente non resti altro che il silenzio. Per questo l’occasione di domenica è preziosa come lo è la marcia Perugia-Assisi alla quale da giorni abbiamo aderito.”
 
Boni; Viale

Torino, 5 ottobre 2007.
ABORTO/RELAZIONE MINISTRO – VIALE “BASTA PARAOCCHI SU IVG. FINALMENTE LA RU486 (3%). SBAGLIATI I DATI SU OBIEZIONE.”
  Silvio Viale, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni e della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, invita a “non leggere con il paraocchi” i dati della relazione del Ministro della salute sulle IVG. Silvio Viale ha sottolineato i seguenti punti: “Bisogna evitare di leggere i dati con il paraocchi, con l’intenzione di rassicurare o di focalizzare l’attenzione solo sulle donne immigrate. Negli anni scorsi, sono stato il primo ad evidenziare che le IVG tra le italiane erano scese sotto le 100.000, calando di quasi il 60 % rispetto al 1982, ma bisogna rilevare come di quel 60%, più del 50% è da attribuire al periodo precedente al 1995 e meno del 10% a quello successivo. Così, se il tasso di abortività è crollato dal 17,2 per 1000 del 1982 al 9,7 per 1000 del 1995, nell’ultimo decennio è semplicemente oscillato tra il 9,9 per 1000 del 1999 e il 9,5 per 1000 del 2001. Nel 2005 è stato del 9,6, mentre per il 2006, come sempre, il tasso definitivo sarà diverso da quello preliminare. In assenza di dati precisi sul numero di donne immigrate in età fertile presenti sul territorio italiano, è difficile valutare il tasso di abortività delle donne straniere, se non raffrontandolo al numero di parti. In ogni caso, tutto ciò deve indurre ad una maggiore attenzione sanitaria verso le problematiche dell’aborto e non, al contrario, alla semplice conferma del disinteresse che ha caratterizzato le politiche sanitarie degli ultimi venti anni.” “Finalmente nella relazione si parla di Ru486. Nonostante le polemiche, la magistratura e lo scarso entusiasmo del Ministro Livia Turco, complessivamente, il 3,3 % (1.151 su 35.143 IVG) delle donne di Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche e della Provincia autonoma di Trento ha potuto utilizzare la RU486, senza rimanere in ospedale come voleva imporre il Ministro Storace. Si tratta di un ottimo risultato che deve essere sostenuto da una pronta presa di posizione del Ministro della salute. E’ ora di dire basta ad atteggiamenti pilateschi.” “Rimangono fantasiosi i dati sull’obiezione di coscienza, non valutabili territorialmente. E’ vergognoso che per la Liguria e la Campania siano disponibili solo i dati del 1999, per la Calabria quelli del 2000 e per il Lazio quelli del 2001. Per la Sicilia quelli del 2001 ed incompleti. Come incompleti sono anche quelli del 2002 della Sardegna.. E’ il segno dell’ignavia con cui gli assessorati alla sanità e le aziende sanitarie affrontino le IVG. Addirittura macroscopicamente sbagliati sono i dati della Basilicata, dove i ginecologi obiettori sarebbero calati dal 92% del 2006 al 41% del 2006, gli anestesisti obiettori dal 73% al 45%, e gli infermieri dal 61% al 36%. A quanto mi risulta, tuttora, in Basilicata solo due ginecologi, su 63, sono disponibili a fare aborti.” “Da un ministro donna, che ama dichiararsi “dalla parte delle donne”, mi aspetto un atteggiamento più appassionato e meno legato al burocratismo d’ufficio dei suoi predecessori. In fondo le IVG sono tuttora il secondo intervento chirurgico, dopo il taglio cesareo, che riguarda le donne. Proprio per rispetto alle donne, occorrerebbe un maggio rispetto verso le IVG e gli operatori. Come sempre, attendo i fatti.”

Roma, 4 ottobre 2007
METADONE/RADICALI: GIOVANARDI FA CONCORRENZA A TAFAZZI; NON SI RICORDA CHE LA SUA LEGGE DI UN ANNO E MEZZO FA PREVEDE GIA’ LA PRESCRIZIONE FINO A 30 GIORNI.
… E IL METADONE FU SDOGANATO DAL PRIMO GOVERNO BERLUSCONI.
  Rita Bernardini (segretario Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Ci saremmo volentieri risparmiati le ennesime polemiche su “metadone = droga di Stato”, in un’ Italia dove oltre la metà degli utenti dei servizi tossicodipendenze (parliamo di circa 70.000 cittadini) assume ogni giorno quella dose di metadone che gli consente di potere vivere normalmente, lontani da siringhe e spacciatori.
Il ministro Giovanardi ha preso una cantonata pazzesca: la legge “Fini-Giovanardi” (art. 43, comma 2, del DPR 309/90) prevede già la possibilità di prescrivere il metadone per un massimo di 30 giorni; se vuole, Giovanardi può rimproverare se stesso, non altri.
E ricordiamo allo smemorato Giovanardi che fu il primo governo Berlusconi, con il ministro della Sanità Raffaele Costa, a dare finalmente il riconoscimento scientifico che meritava al metadone con la “circolare Costa” del 30 settembre 1994, n. 20 (Linee-guida per il trattamento della dipendenza da oppiacei con farmaci sostitutivi).”.

Torino, 4 ottobre 2007.
CASO ELUANA ENGLARO - VIALE "ESTEREFATTO PER LA SUPERFICIALITA'. QUELLA NON PIU' VITA"
  Silvio Viale, medico di EXIT-Italia e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Coscioni, ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
"Sono esterefatto per la superficialità del sostituto procuratore generale della Cassazione, Giacomo Caliendo, che evidentemente non conosce lo stato vegetativo e non ha approfondito nemmeno il caso di Terry Schiavo. Dopo 15 anni di stato vegetativo l'encefalo di Eluana, come ha confermato l'autopsia su terry Schiavo, pesa meno della metà del normale, essendo in grave atrofia cerebrale irreversibile. Non ha alcun fondamento scientifico la sua affermazione che 'Se venisse staccato il sondino, la ragazza sarebbe lasciata morire tra dolori atroci, a meno che non le fossero somministrate delle medicine, ma allora ci sarebbe forse un nuovo accanimento'. Purtroppo Eluana non c'è più da tempo e quella non è più vita, poichè ella non ha più coscienza di se stessa.
L'allusione all'accanimento terapeutico è semplicemente ridicola, essendo quello attuale il vero accanimento terapeutico dello Stato verso Eluana.
Il sostituto procuratore giustifica l'alimentazione forzata mediante sondino come se si trattasse di alimentazione naturale, e non di terapia con le sostanze da alimenatre che vengono appositamete preparate, soppesate e bilanciate.Che si tratti di una terapia è dimostrato, peraltro, dal caso di Giovanni Nuvoli, che è stato assecondato nel suo desiderio di non nutrirsi, senza alcuna contestazione di eutanasia omissiva, e dal fatto che il Codice deontologico dei medici vieta l'alimentazione forzata delle persone che digiunano o che non vogliono nutrirsi.
Sentendo le argomentazioni del sostituto procuratore generale della Cassazione, Giacomo Caliendo, non si può evitare un riferimento alla morte di Giovanni Paolo II ed alle vicende del suo sondino, poichè e chiaro che, se Giovanni Paolo II avesse varcato il confine dello Stato del Vaticano, in Italia i curanti avrebbero rischiato la denuncia per eutanasia omissiva.
Io credo che dopo 15 anni, per se, per i suoi cari e per tutti noi, Eluana Englaro abbia il diritto ad essere lasciata andare, a vedere certificata la sua fine."
 
Silvio Viale

Torino, 1 ottobre 2007
MORTE TROTTA - VIALE "UNA LEZIONE: IL PARLAMENTO SMETTA DI COMPORTARSI DA STRUZZO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO"
  Silvio Viale, medico, dirigente radicale e di EXIT-Italia, invita il Parlamento a riflettere sul caso di Antonio Trotta e ad accelerare la discussione su testamento biologico e stato vegetativo.
Silvio Viale ha dichiarato: "Ringraziamo Antonio Trotta per essere stato, suo malgrado, un tassello della battaglia sui temi del testamento biologico e delle scelte di fine vita. La sua vicenda è una lezione per il Parlamento ed un invito a riflettere sulla necessità di avviare velocemente la discussione legislativa. Proprio nei questi giorni in cui è riesplosa la discussione sulle scelte di Giovanni Paolo II alla fine della sua vita, la notizia della morte di una persona comune testimonia quanto sia urgente che la politica smetta di comportarsi come lo struzzo. Dal giugno del 2005, a seguito di un incidente stardale, Antonio Trotta era in stato di coma vegetativo e attendeva gli sviluppi di una vicenda giudiziaria sul suo caso in una Clinica di Varese. Non era in Svizzera, ma in Italia, e per questo mi sembra eccessiva la richiesta di autopsia ordinata dalla Procura. In ogni caso, come fu per Terry Schiavo, l'autopsia potrà permettere di acquisire utili elementi, ai fini anche legislativi, per confermare le attuali evidenze scientifiche sugli stati vegetativi. Anche per questo, voglio ringraziare Antonio Trotta e i suoi cari, esprimendo pubblicamente la nostra partecipazione."
 
Silvio Viale

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte