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METADONE – VIALE (radicali) “SPOT CRIMINOGENO DI GIOVANARDI CONTRO OGNI BUONA PRATICA CLINICA”
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Silvio Viale, medico radicale, membro della Direzione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, denuncia l’assoluta pretestuosità dello “spot criminogeno” di Giovanardi sul metadone.
Silvio Viale ha dichiarato: “Da quando i SERT hanno abbandonato la costrizione ideologica della terapia a scalare a tutti i costi è migliorata l’assistenza ai tossicodipendenti e sono diminuiti, quasi scomparsi, i reati legati alla microcriminalità dei tossicodipendenti. Ogni passo indietro, che prende vergognosamente a pretesto la morte di un bambino, è un atto criminogeno che va contro ogni principio di buona pratica clinica e di libertà terapeutica del medico. Stabilire regole rigide, al di fuori di ogni rapporto terapeutico specifico, implica manifestare l’intenzione di abbandonare a se stesso i tossicodipendenti più difficili, quelli con una storia lunga e cronicizzata, e invitarli ad una condotta delinquenziale. Che Giovanardi aspettasse solo un pretesto per proporre un disimpegno ideologico dei SERT era scontato, ma stupisce che il collega Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, che ha lavorato diversi anni nei Sert, si presti a darne una impossibile copertura scientifica. Da un punto di vista scientifico non temo lo spot politico di Giovanardi, ma chi prende sul serio una politica del “tanto peggio, tanto meglio”, senza curarsi delle conseguenze negative sulla sanità e sulla criminalità di una scelta puramente ideologica.”
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Novara/Anagrafe degli eletti: depositate in Comune le firme. Sintesi della conferenza stampa |
Questa mattina, a Novara, nella sede della Circoscrizione Centro, si è tenuta la conferenza stampa, organizzata da Radicali Italiani, per illustrare il deposito della proposta di delibera d’iniziativa popolare per istituire l’ “anagrafe degli eletti” in Comune. Ecco una sintesi degli interventi:
Nathalie Pisano (Comitato Nazionale dei Radicali Italiani): “Lunedì abbiamo depositato le firme in Comune per la proposta di delibera popolare sull’ Anagrafe degli Eletti, che, lo ricordo, è un’iniziativa nazionale lanciata da Radicali Italiani lo scorso 20 settembre sulla scorta del sempre attuale imperativo di Luigi Einaudi: “Conoscere per deliberare”. La nostra delibera richiede al Consiglio Comunale di mettere on line una serie di dati che permettano ai cittadini novaresi di conoscere chi sono e cosa fanno i loro eletti in Comune. Come da tradizione radicale, abbiamo raccolto le firme necessarie in strada, fra la gente, negli ultimi tre week-end. A tal proposito, i Radicali novaresi ringraziano per la collaborazione: Alleanza Nazionale, che ha raccolto anch’essa le firme; l’ onorevole Gianni Mancuso (PDL), che ha firmato la proposta di delibera; il capogruppo in Comune del Partito Socialista, Domenico Ierace; il consigliere comunale Mario Laccisaglia (PD); il presidente della Circoscrizione Centro, Stefano Ciaramella. Un ringraziamento speciale va ad una nostra radicale storica, Dominique Velati.”.
Dario Rovareto (presidente provinciale Azione Giovani, consigliere comunale AN a Trecate): “Sono qui in rappresentanza dell’ on. Gianni Mancuso. Credo che in un momento di disaffezione dei cittadini dalla classe politica e dalla politica in generale, questa iniziativa sia importante per permettere a tutti e a ciascuno di poter valutare la qualità del lavoro delle persone elette da tutti e da ciascuno. L’anagrafe degli eletti può rappresentare un provvidenziale colpo di reni di una classe politica in evidente difficoltà.”.
Michele Savino (rappresentante Studenti Coscioni, candidato alle primarie Giovani Democratici) : “Ci tengo a ricordare che l’Anagrafe degli Eletti costituisce il primo punto sia del mio programma sia di quello di Giulia Innocenzi, candidata radicale a segretaria dei Giovani Democratici. In un momento in cui i giovani nutrono una sfiducia pressoché totale nella politica e nella classe politica, questa iniziativa può rilanciare la loro immagine all’insegna della trasparenza. I giovani devono avere i mezzi per potere prima di tutto capire, per poi giudicare come gli eletti fanno politica..”.
Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “Ci tengo a sottolineare che questa iniziative non è né di destra né di sinistra, ma rappresenta il punto di partenza della politica. Dà la possibilità ai cittadini di essere consapevoli, di conoscere e sapere cosa fanno i loro rappresentanti, guardandoli dietro un vetro e non più dietro uno specchio. Noi Radicali Italiani abbiamo voluto che la delibera venisse dal basso perché vogliamo che siano i cittadini ad attivarsi. Voglio ricordare che alla conferenza di presentazione a Torino ha preso parte anche il presidente del consiglio regionale, Davide Gariglio e che, esattamente un mese dopo, il 20 ottobre, sul sito della Regione Piemonte sono comparse le registrazioni audiovideo delle sedute della giunta regionale.”.
Luigi Martinoli (consigliere comunale PD Comune di Novara): “Oltre a dare il loro appoggio formale all’iniziativa dei Radicali novaresi, i gruppi consiliari PD, SD, PS e Rifondazione Comunista hanno depositato oggi un’ulteriore delibera per rafforzare quella di iniziativa popolare.”. |
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BERLINO – UN ITALIANO NUOVO PRESIDENTE DELLA FIAPAC.E’ LA GINECOLOGA ROMANA MIRELLA PARACHINI. |
Mirella Parachini, ginecologa romana, dirigente medico dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma, è la nuova Presidente della International Federation of Abortion and Contraception Professionals (FIAPAC) il cui congresso si è svolto in questi giorni a Berlino. Ad annunciarlo è Silvio Viale, il ginecologo torinese che promosse la sperimentazione della RU486 in Italia, che ha partecipato ai lavori ed esprime grande soddisfazione per la designazione di una italiana al vertice dell’organizzazione che raccoglie e promuove le esperienze degli operatori di tutto il mondo impegnati sui temi della contraccezione. Mirella Parachini proseguirà il lavoro di Chistian Fiala, il presidente uscente. Al congresso hanno partecipato delegazioni di 41 paesi che si sono confrontate sulle più recenti evoluzioni scientifiche nel campo della contraccezione e dell’aborto. Silvio Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione: “E’ un grande riconoscimento per gli operatori italiani impegnati sui temi dell’aborto e della contraccezione che, in parte, li ricompensa delle polemiche e del disinteresse scientifico con cui la questione è trattata in Italia. Un esempio rimane la non risolta questione della RU486 che si trascina da anni e la cui registrazione per procedura europea di mutuo riconoscimento sembra non finire mai. Avviata la procedura nel novembre del 2007, ottenuto il parere tecnico-scientifico favorevole, l’ultimo ostacolo sembra sia il prezzo del farmaco. La Exelgyn ha proposto lo stesso prezzo della Francia, nella quale il mifepristone (il vero nome della RU486) è in uso da venti anni, ma dopo mesi l’AIFA non ha ancora risposto. Trattandosi di un questione squisitamente tecnica non si capisce quali siano i reali motivi del ritardo. E’ bene ricordare che il mifepristone (RU486) verrebbe venduto solo agli ospedali e permetterebbe di offrire l’opzione dell’aborto medico nelle prime settimane di gravidanza in alternativa a quello chirurgico. Inoltre permetterebbe anche ai ricercatori italiani di partecipare alle numerose ricerche in corso in molti altri campi della medicina.” |
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DROGHE MILANO/RADICALI: DA MARONI E DE CORATO PROPOSTE IRRESPONSABILI. IL COMUNE VUOLE DARE IL MONOPOLIO DELLE POLITICHE SULLE TOSSICODIPENDENZE A SAN PATRIGNANO? I PARTITI DI SINISTRA RIPRENDANO L’INIZIATIVA, A PARTIRE DALLA PETIZIONE PER IL RIPRISTINO DEGLI SCAMBIASIRINGHE. |
Dichiarazione di Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e di Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani): “Apprendiamo dalla stampa che il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, vorrebbe chiudere i servizi tossicodipendenze (Sert) “perché oggi sono più un focolaio di spaccio che un luogo di cura”. Già solo per una dichiarazione del genere, De Corato dovrebbe dimettersi. Chiudere i Sert milanesi significa ributtare migliaia di cittadini tossicodipendenti nella braccia degli spacciatori, senza metadone, senza sostegno psicologico, senza possibilità di recupero. A meno che il proposito del duo Moratti/De Corato sia di dare in monopolio le politiche sulle tossicodipendenze a San Patrignano … Nella stessa occasione, il ministro degli Interni Roberto Maroni ha proposto di togliere la patente (e di non darla più a chi è minorenne) ai condannati per reati legati agli stupefacenti. Ciò significherebbe rendere ancora più difficoltoso al cittadino tossicodipendente - che ha compiuto in passato reati per procurarsi la dose - sganciarsi dal giro criminale, trovarsi un lavoro altrove, rifarsi una vita. Maroni lo vuole chiuso in casa, alla mercè dello spacciatore di quartiere. Complimenti, signor ministro! Il centrodestra può permettersi di dire impunemente simili castronerie perché l’opposizione di sinistra a Milano è silenziosa, gioca sempre di rimessa, pare abbia paura di prendere l’iniziativa. Eppure le cose da fare ci sono; per esempio, c’è la nostra petizione per il ripristino degli scambiasiringhe. I partiti di sinistra sono disponibili a partecipare alla raccolta firme o si limiteranno, il 1° dicembre, a piangere lacrime di coccodrillo sulla diffusione dell’AIDS?”. il link al testo della petizione http://www.radicali milano.it/ public/iniziativ e/visua.asp? dati=ok&id=559 |
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NARCOSALE/TORINO/ PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, RADICALI E COMITATI SPONTANEI UNITI: “CHIAMPARINO, ISTITUISCI LE NARCOSALE”.
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Oggi, nella sede radicale di Torino, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e il Coordinamento dei Comitati Spontanei Torinesi hanno illustrato i contenuti di una petizione, depositata ieri in Municipio, rivolta al Sindaco Sergio Chiamparino e contenente le seguenti richieste: istituire immediatamente un tavolo di lavoro attorno al quale, oltre al Prefetto ed ai responsabili delle forze dell'ordine, siedano anche i responsabili dei servizi socio-sanitari operanti sul territorio ed i responsabili del C.C.S.T. (Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi), e di altri Comitati e/o di associazioni in rappresentanza dei cittadini, per definire ed attuare una strategia di intervento capace di governare efficacemente il fenomeno “tossicodipendenze” a Torino; affidare a tale tavolo la definizione di un programma operativo per la sperimentazione a Torino di sale del consumo; riattivare l'Agenzia comunale per le tossicodipendenze. Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta): “Nel campo delle tossicodipendenze, come in altri, ciascuna associazione opera senza tener conto del lavoro delle altre, anzi, spesso, guardandosi in cagnesco e boicottandosi a vicenda. Questa volta, radicali e comitati hanno deciso di saldare i rispettivi piani d’azione su alcune precise proposte; sul resto, ognuno mantiene le proprie diversità. Da cinque anni noi radicali ripetiamo, in questa città e altrove, che la difesa della salute dei cittadini tossicodipendenti deve andare di pari passo con la garanzia della sicurezza per gli altri cittadini. La narcosala è lo strumento che può garantire le due esigenze; lo dimostra l’esperienza accumulata in questi anni nelle 70 narcosale europee; nessuna di loro è stata chiusa. A chi ci dice (vedi Partito Democratico) “Bisogna approfondire!” rispondiamo che l’unica cosa che si approfondisce è il distacco fra il Palazzo e i cittadini, fra i garantiti e i non garantiti, siano quest’ultimi i cittadini tossicodipendenti siano gli abitanti dei quartieri che sperimentano ogni giorno i danni e i rischi del sistema proibizionista” .
Carlo Verra (presidente Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi) e Bernardo Moscariello (presidente Comitato Spontaneo Parco Stura, tristemente noto come “Tossic Park”): “Mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi non serve a nulla. I cittadini ci chiedono di fare qualcosa di nuovo perché sono stanchi di subire ogni giorno le conseguenze dello spaccio di droga. Abbiamo battuto a tante porte, tutte chiuse; ringraziamo i radicali perché ci hanno aperto e hanno condiviso una parte delle nostre proposte. Noi non siamo un partito politico, non abbiamo accesso alla stanza dei bottoni; possiamo solamente continuare a chiedere a chi amministra questa città di mettere in campo iniziative adeguate; la narcosala può essere una di queste, per togliere dalla strada i tossicodipendenti aumentando così la sicurezza dei cittadini e impedendo che al danno della droga si aggiunga anche il danno derivante dal consumo di droghe sotto i ponti o fra i rifiuti.”.
Hanno poi preso la parola vari altri presidenti dei Comitati Spontanei Torinesi (San Salvario, Porta Palazzo, Principe Oddone).
Il testo della petizione è stato inviato al Prefetto di Torino, all’Assessore Regionale alla Sanità, all’Assessore Comunale alle politiche sociali, agli Assessori e Consiglieri comunali.
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OCCUPAZIONI – VIALE (radicali) “BERLUSCONI BULLO. APPELLO AGLI OCCUPANTI. RISCHIO DI PROVOCAZIONI A CATENA. NON RIPETERE GLI ERRORI DEL PASSATO.” |
Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, interviene duramente contro le minacce del Presidente del Consiglio di mandare la polizia, ricordando come fu proprio così che degenerò il ’68. Silvio Viale, prendendo spunto in particolare dall’occupazione di Palazzo Nuovo a Torino, ha diffuso la seguente nota: “Berlusconi si comporta da bullo e si dimentica che fu proprio la repressione di polizia a far degenerare il ’68. Invito lui e gli occupanti a non ripetere gli errori del passato. Invito Berlusconi ad emanciparsi dalle tentazioni che polizia ed esercito siano la risposta buon per ogni problema. Agli occupanti faccio appello perché la protesta eviti violenze e vandalismi, rimanendo nei binari del rispetto delle opinioni di tutti. Il rischio concreto è che il bullismo di Berlusconi funga da detonatore per provocazioni a catena. Da un lato il rischio che contro-occupanti volenterosi, spinti dalle dichiarazioni del Premier, si lancino in prove muscolari contro gli occupanti. Dall’altra il rischio che per una parte di occupanti la protesta sia solo lo strumento di una rivolta sociale che dovrebbe partire dalle università. Per non ripetere gli errori del passato occorre accettare da ambo le parti che la protesta possa convivere con le lezioni, che anche l’occupazione possa convivere con le lezioni. Proprio chi occupa non deve temere che si svolgano le lezioni. Mentre chi governa non deve temere le occupazioni e dovrebbe evitare di legittimare il sospetto di voler alimentare una nuova strategia della tensione.” |
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NARCOSALE/TORINO: DOMANI A MEZZOGIORNO CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA COMITATI SPONTANEI E RADICALI C/O ASSOCIAZIONE AGLIETTA. MANFREDI E MASSANO: “IN CONSIGLIO REGIONALE SI E’ RECITATO STESSO COPIONE DEL COMUNE DI TORINO: I PROBLEMI CONCRETI DEI CITTADINI SACRIFICATI ALLE BEGHE FRA PARTITI E DENTRO I PARTITI”. |
Oggi Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Carlo Verra (Presidente Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi) hanno presentato presso l’Ufficio URP del Municipio di Torino una petizione rivolta al Sindaco Sergio Chiamparino (ai sensi dell’art. 13 dello Statuto Comunale), contenente le seguenti richieste: istituire immediatamente un tavolo di lavoro attorno al quale, oltre al Prefetto ed ai responsabili delle forze dell'ordine, siedano anche i responsabili dei servizi socio-sanitari operanti sul territorio ed i responsabili del C.C.S.T. (Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi), e di altri Comitati e/o di associazioni in rappresentanza dei cittadini, per definire ed attuare una strategia di intervento capace di governare efficacemente il fenomeno “tossicodipendenze” a Torino; affidare a tale tavolo la definizione di un programma operativo per la sperimentazione a Torino di sale del consumo; riattivare l'Agenzia comunale per le tossicodipendenze (quanti cittadini torinesi sono al corrente della sua esistenza e delle sue attività?), che deve diventare motore e volano delle politiche sulle tossicodipendenze in città. Domani, mercoledì 22 ottobre, a mezzogiorno, avrà luogo una conferenza stampa congiunta presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f) per illustrare i contenuti dell’iniziativa. Interverranno, oltre a Domenico Massano e Carlo Verra, Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Bernardo Moscariello (Presidente Comitato Spontaneo Parco Stura).
Massano e Manfredi hanno dichiarato:
“Questa sera, nel Consiglio Regionale del Piemonte, un Odg pro-narcosale presentato dai gruppi della sinistra è stato respinto a grande maggioranza (10 favorevoli, 13 contrari, 11 astenuti, 5 non votanti; in Consiglio Regionale, come in Senato, gli astenuti si sommano ai voti contrari). Il consigliere Chieppa (Comunisti Italiani) è recidivo; un suo odg sulla pillola abortiva, nel 2005, fu ugualmente respinto. Forse occorrerebbe, prima di andare al voto, accertarsi di non essere sconfitti in partenza. Per il resto, si è recitato in Consiglio Regionale lo stesso copione messo in scena a gennaio in Consiglio Comunale; sono state ancora una volta determinanti le astensioni del Partito Democratico, perché, naturalmente, “occorre approfondire”… Noi domani riproporremo le nostre buone ragioni assieme ai rappresentanti dei cittadini che vivono ogni giorno sulla propria pelle i danni e i rischi del proibizionismo sulle droghe e che hanno deciso di dire SI’ a un intervento socio-sanitario, quello delle narcosale, che ha dimostrato nei fatti di saper coniugare l’aumento della salute per i cittadini tossicodipendenti all’aumento della sicurezza per tutti gli altri abitanti del quartiere, della città.”.
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MALATI INGUARIBILI – VIALE (radicali) “BENEDETTO XVI E’ INCOERENTE. SE CREDE NEL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE DEVE ACCETTARE L’AUTONOMIA SIA DEL MEDICO CHE DEL PAZIENTE.” |
“Da medico dico che Benedetto XVI è incoerente.” Ad affermarlo è Silvio Viale, medico radicale, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia, che replica alle affermazioni che Benedetto XVI ha indirizzato ai chirurghi ricevuti in Vaticano. Silvio Viale ha precisato: “E’ ingannevole affermare che “occorre guardare con sospetto ogni tentativo di intromissione tra medico e paziente” e poi negare al medico la possibilità di assecondare il paziente nei suoi desideri di fine vita. Se Benedetto XVI crede nel rapporto medico paziente deve accettare l’autonomia sia del medico che del paziente. Un testamento biologico condizionato, non è un testamento biologico. Una cosa è dire che il paziente deve essere completamente informato, che le informazioni sulle possibilità di cura e sull’evoluzione del suo stato non devono essere esagerate o minimizzate, altra cosa è negare alla persona di potere decidere su se stessa insieme al medico. Non si può giocare alternativamente sull’autonomia del medico o del paziente per negare ogni autonomia ai malati. Soprattutto noi siamo contro l’abbandono dei malati, ma se la Santa Sede ritiene che la vita sia sempre, comunque, indisponibile, eviti il gioco delle tre carte e accetti il rischio di non essere capita dalla maggioranza dei cittadini e anche dei suoi fedeli. Le leggi sull’eutanasia in Olanda, Belgio e Lussemburgo sull’eutanasia volontaria smentiscono Benedetto XVI: non vi è alcuna costrizione, ma solo una opportunità in più tutelata da precise garanzie.” |
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NARCOSALE/DOMANI COMITATI SPONTANEI E RADICALI DEPOSITANO PETIZIONE AL SINDACO PER ISTITUZIONE DI NARCOSALE A TORINO. MERCOLEDI’ CONFERENZA STAMPA C/O ASSOCIAZIONE AGLIETTA.
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Domani, martedì 21 ottobre, alle ore 12:30, Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Carlo Verra (Presidente Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi) depositeranno presso il Municipio di Torino una petizione rivolta al Sindaco Sergio Chiamparino (ai sensi dell’art. 13 dello Statuto Comunale), contenente le seguenti richieste: istituire immediatamente un tavolo di lavoro attorno al quale, oltre al Prefetto ed ai responsabili delle forze dell'ordine, siedano anche i responsabili dei servizi socio-sanitari operanti sul territorio ed i responsabili del C.C.S.T. (Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi), e di altri Comitati e/o di associazioni in rappresentanza dei cittadini, per definire ed attuare una strategia di intervento capace di governare efficacemente il fenomeno “tossicodipendenze” a Torino; affidare a tale tavolo la definizione di un programma operativo per la sperimentazione a Torino di sale del consumo; riattivare l'Agenzia comunale per le tossicodipendenze (quanti cittadini torinesi sono al corrente della sua esistenza e delle sue attività?), che deve diventare motore e volano delle politiche sulle tossicodipendenze in città. Mercoledì 22 ottobre, a mezzogiorno, avrà luogo una conferenza stampa congiunta presso la sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f) per illustrare i contenuti dell’iniziativa. Interverranno, oltre a Domenico Massano e Carlo Verra, Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Bernardo Moscariello (Presidente Comitato Spontaneo Parco Stura). Massano e Manfredi hanno dichiarato: “Stiamo utilizzando tutti gli strumenti che lo Statuto Comunale ci offre per richiedere al Sindaco Chiamparino un salto di qualità nelle politiche sulle tossicodipendenze. Siamo lieti di avere al nostro fianco i Comitati Spontanei perché così sfatiamo in un colpo solo il luogo comune per cui i sostenitori delle narcosale sono unicamente interessati alla tutela della salute dei cittadini tossicodipendenti e non prestano attenzione alle esigenze degli abitanti dei quartieri (e viceversa, per il Comitati Spontanei). E’, invece, ampiamente documentato che abbiamo sempre posto sullo stesso piano le due esigenze: salute (per i td.ti) e sicurezza (per i cittadini). Ci auguriamo che la presa di posizione pro-narcosale dei Comitati Spontanei Torinesi, forte e chiara, consenta un’ulteriore riflessione innanzitutto ai consiglieri regionali del centro-destra che domani saranno chiamati ad esprimersi sulla mozione “Chieppa ed altri”. Non è più tempo di steccati ideologici ma della ricerca delle soluzioni migliori ai problemi, in questo come in altri campi. In questa direzione ci paiono andare anche le recente dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia, Angelo Burzi. Naturalmente, la posizione di Verra e soci spiazza completamente il Partito Democratico: quali scuse troveranno domani i consiglieri regionali PD per astenersi in Consiglio Regionale quando i Comitati Spontanei, per lungo tempo additati come “forcaioli” e prigionieri delle parole d’ordine della destra più retriva, dimostrano un’apertura mentale e politica tale da contestare pubblicamente Ghiglia e soci e da allearsi “addirittura” con i radicali, per sbloccare finalmente una situazione sempre più insostenibile?” . |
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REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA REDIVIVO/MELLANO E BONI (RADICALI): IL PIEMONTE PUO’ ESSERE LABORATORIO DI PARTECIPAZIONE POPOLARE. I PRESIDENTI BRESSO E GARIGLIO GARANTISCANO LO SVOLGIMENTO DELLA CONSULTAZIONE.
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Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani, ex consigliere regionale in Piemonte) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno così commentato la notizia dell’accoglimento da parte del Tribunale di Torino del ricorso del Comitato promotore del referendum regionale sulla caccia, presentato nel lontano 1987: “Noi radicali l’avevamo detto ed avevamo fatto di tutto per evitarlo. 21 anni fa, raccogliemmo sul referendum, assieme alle associazioni animaliste ed ambientaliste, ben 60.000 firme autenticate di cittadini piemontesi. Poi, tentammo in tutti i modi di evitare il tragico e protratto errore della Regione Piemonte, che volle negare a tutti i costi il buon diritto di quei cittadini a veder indetta e tenuta la consultazione. Abbiamo duramente polemizzato all’epoca sia con il leghista Roberto Cota (ex Presidente del Consiglio Regionale) sia con il forzista Enzo Ghigo (ex Presidente della Regione). Ma guardiamo al presente; a volte il caso fa bene le cose. Il referendum regionale sulla caccia risuscita in un momento particolarmente significativo, con un forte dibattito in corso sulle proposte di modifica della normativa nazionale sulla tutela e gestione della fauna selvatica nel nostro Paese. La Regione Piemonte ha l’occasione giusta per essere un laboratorio di partecipazione popolare diretta, dopo essere stata per vent’anni un’illegale e vergognosa palude antidemocratica. Ci appelliamo alla Presidente Bresso e al Presidente Gariglio, affinché operino, negli ultimi mesi del loro mandato, per garantire lo svolgimento della consultazione popolare; sarebbe un modo per contrassegnare in modo positivo la storia istituzionale della Regione, nella pagina riguardante gli strumenti di democrazia diretta.”
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NARCOSALE: DOPO PRESA DI POSIZIONE CAPOGRUPPO FI IN CONSIGLIO REGIONALE, LA PREANNUNCIATA ASTENSIONE PD E’ SBAGLIATA E INGIUSTIFICABILE. IL CENTRO-SINISTRA TROVI IN REGIONE IL CORAGGIO CHE NON HA AVUTO UN ANNO FA IN COMUNE. |
Dopo la presa di posizione del capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, Angelo Burzi, favorevole ad una discussione sulle politiche in materia di tossicodipendenze senza preclusioni, anche rispetto all’apertura di narcosale, Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: “Condiviamo sia l’impostazione laica data da Burzi alla questione sia le sue richieste specifiche, dalla Conferenza regionale permanente (anche se una cosa simile già esiste) all’Agenzia regionale sulle tossicodipendenze (che non sia un doppione di quella, inutile, esistente in Comune). Crediamo che la posizione del capogruppo di Forza Italia sia utile anche per portare a un ripensamento all’interno del gruppo consiliare del PD; il preannunciato voto di astensione, martedì prossimo, sulla mozione pro narcosale è sbagliato, anzi è ingiustificabile. Il consigliere Boeti non può accusare i sostenitori delle stanze del consumo di ideologismo: da cinque anni abbiamo arricchito il dibattito con elementi concreti a sostegno della nostra proposta; Forum Droghe ha fatto arrivare a Torino esperti e operatori dalle narcosale di mezza Europa; un migliaio di cittadini torinesi hanno firmato la petizione ad hoc. E Boeti non può nemmeno cavarsela a buon mercato dicendo che ci sono già i Sert; le narcosale sarebbero uno strumento in più per la riduzione del danno e dovunque sono state aperte si sono integrate perfettamente con i servizi esistenti. In queste poche ore che ci separano dal voto di martedì, il centro-sinistra in Regione deve saper trovare le motivazioni e la determinazione per un SI’ convinto, per non ripetere il triste spettacolo di un anno fa, in Comune a Torino. Allora esisteva Tossic Park; oggi i Tossic Park rischiano di moltiplicarsi in città. E’ ora che la politica dia risposte adeguate al problema, senza delegare le proprie responsabilità alle forze dell’ordine e all’esercito.”
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8 ANNI FA ERA UCCISO IL GIORNALISTA ANTONIO RUSSO. MELLANO (RADICALI): NEI RAPPORTI CON LA RUSSIA L ’ITALIA NON ANTEPONGA GLI INTERESSI ECONOMICI AL RISPETTO DELLA DEMOCRAZIA
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Questa mattina, nell'anniversario della morte di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale ucciso da (ancora) ignoti, otto anni fa, vicino alla capitale georgiana Tiblisi, dove si trovava per documentare la guerra in Cecenia (vedi in allegato scheda informativa) , i radicali hanno tenuto una conferenza stampa a Roma, sotto la sede dell'ENI, per richiamare i dirigenti dell'Ente Nazionale Idrocarburi – e dunque il governo italiano, azionista di maggioranza – a non subordinare il rispetto della democrazia e dei diritti umani in Russia agli interessi economici e agli accordi commerciali che vengono periodicamente sottoscritti tra Roma e Mosca. Durante la conferenza stampa è stato distribuito un dossier curato da RadioRadicale. it, intitolato “La preoccupante situazione di dipendenza energetica dell'Italia dal regime di Putin e le pericolose connessioni tra Eni e Gazprom”, che alleghiamo. Ricordando Antonio Russo, Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani, ha sottolineato come ormai le democrazie occidentali siano pericolosamente legate al potente impero energetico russo e come ormai ai ripetuti casi di violazione dei diritti umani – in particolare contro giornalisti, come Antonio Russo e Anna Politkovsakya – queste rispondano solo con silenzio e reticenze. Mellano ha poi citato e commentato un passo del discorso dell'AD dell’ENI, Paolo Scaroni: “ La Russia fornisce il 100% del gas alla Finlandia, alla Slovacchia, all'Estonia, alla Bulgaria, all'Ungheria, alla Lettonia e alla Romania; l'80% all'Austria, alla Repubblica Ceca, alla Polonia e alla Grecia; il 40% alla Germania; il 30% all'Italia e alla Francia: in questo quadro è evidente che l'Unione Europa e ciascuno degli stati membri hanno un interesse primordiale a mantenere rapporti eccellenti col fornitore Russia”: non è più Stato, non è più organismo internazionale, è il fornitore Russia...». Intervenendo durante la conferenza, il senatore radicale/PD Marco Perduca, ha spiegato come l'uccisione di Antonio Russo sia in parte collegata alla richiesta di espulsione dall’Onu, avanzata dalla Russia proprio durante la permanenza del giornalista in Cecenia, nei confronti del Partito radicale transnazionale, reo di aver concesso diritto di tribuna alla Commissione diritti umani delle Nazioni Unite a rappresentanti del popolo ceceno, definiti “terroristi” da Mosca. Il comitato dell’Onu chiamato a decidere sulla richiesta russa, nella sorpresa generale, bocciò per la prima volta dalla sua esistenza una raccomandazione presentata da uno dei membri permanenti delle Nazioni Unite , nonché membro del consiglio di sicurezza (23 voti contro la proposta russa, 20 a favore e 9 astenuti). «Antonio Russo – ha detto Perduca – stava lavorando a un dossier che è scomparso, riguardante la guerra in Cecenia e la violazione del diritto internazionale, in particolare relativamente all'utilizzo di armi non convenzionali da parte dell'esercito russo. Antonio stava tentando di fare arrivare all'Aja il dossier che aveva preparato. Era un giornalista libero ma era anche un militante che voleva porre la questione delle norme di diritto internazionale e del rispetto dei diritti umani al centro della sua iniziativa». Ricordando Antonio Russo, il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin ha affermato: “Il corpo di Antonio Russo venne trovato su una strada di comunicazione tra Tiblisi e un checkpoint, in una delle ultime enclaves russe in Georgia. I passaggi su quella strada non potevano avvenire senza che vi fosse un controllo da parte dei soldati russi che presidiavano quella via di accesso alla capitale georgiana. Le indagini portano ad escludere incidenti o tentativi di rapine, poiché le ferite sul corpo di Russo non erano ferite: si trattò di una compressione della cassa toracica, fino a far implodere gli organi interni, una tecnica militare sperimentata con successo dalle forze di repressione sovietiche e poi mutuata dalle varie polizie del regime russo successivo alla caduta del muro di Berlino. Una sorta di firma, se uno ci mette il checkpoint e le condizioni del corpo. Io ho sempre letto questi due segnali come tali, con una sorta anche di valore intimidatorio” . Silvia Aversa, rappresentante dell'associazione AnnaViva, ha legato gli omicidi di Antonio Russo e Anna Politkovsakya: «Chi li ha uccisi e perchè? Non ci sono ancora risposte a queste domande. Proprio ieri è iniziato il processo-farsa per l'omicidio della Politkovsakya che vede alla sbarra tre ceceni, due fratelli Makmudov e Dzrabil Kashikurbanov. Nessun movente né mandante perché secondo il procuratore generale Cajka il mandante è all'estero, alludendo chiaramente a Berezovsky, nemico numero uno di Putin. Sempre ieri abbiamo appreso che Karina Moskalenko, l'avvocato che difende la famiglia della Politkovsakya, ha raccontato alla Radio Echo Moskvy di essere stata avvelenata: qualcuno avrebbe messo nella sua auto una sostanza molto simile al mercurio. Aleggia l'ombra dei servizi segreti e ancora una volta serpeggia la volontà di oscurare la verità ad ogni costo: se qualcuno pensava che la Russia di Medvedev era cambiata si sbagliava. Se per Anna un processo-farsa si farà, per Antonio non ci sarà nemmeno quello. Sulla sua morte non è stata fatta chiarezza, anche se la matrice russa è emersa chiaramente da alcuni fatti». Secondo Nodar Gabashvili, ex viceministro degli esteri della Repubblica di Georgia, la Russia ha oggi « la possibilità di destabilizzare le democrazie occidentali, come faceva ai tempi della Guerra Fredda. Ma dal punto di vista dell'economia e da quello militare e finanziario, l'occidente può ancora costruire dei rapporti con la Russia basati non sul modello della dipendenza, ma sul modello di rapporti proficui per ambedue le parti. Perchè l'occidente ha bisogno delle risorse della Russia, ma quest'ultima ha bisogno delle tecnologie e degli investimenti occidentali. C'è ancora tempo per non cadere nel ricatto del gas e del petrolio russo» Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani è infine intervenuto sottolineando come i rapporti tra l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la Russia : « Berlusconi conduce una realpolitik tutta sua e con criteri tutti suoi, da sovrano militare: questa è la sua misura di liberale da operetta. Berlusconi non ha niente di liberale, così come non ha niente di anticomunista: quest'immagine che ha cercato di costruirsi è un trucco. Il Berlusconi che non dice nulla di Antonio Russo, il Berlusconi che non ne chiede conto in alcun modo e in alcuna sede all'amico Putin, è lo stesso Berlusconi che – è questa è un'altra verità che non deve essere conosciuta – è sbarcato addirittura negli anni Ottanta in Unione Sovietica, non in Russia, ha preso in quegli anni i soldi dell'Urss con i contratti stipulati con Publitalia; in questo contesto è chiaro che l'illiberale Silvio Berlusconi non possa chiedere conto della sorte di Antonio Russo a quelli che a tutti gli effetti possiamo considerare dei suoi sodali e colleghi di affari». Sabato scorso, Bruno Mellano e Michele De Lucia hanno visitato la mostra sulla Cecenia che è in corso fino al 22 febbraio 2009 a Torino presso il Museo Diffuso della Resistenza (Corso Valdocco n. 4/A), ingresso gratuito. La registrazione della conferenza stampa: |
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PARTE LA RACCOLTA FIRME SULLA DELIBERA POPOLARE CHE CHIEDE TRASPARENZA ALLE ISTITUZIONI E L’ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI Boni: “Contro la deriva populista e giustizialista e contro la partitocrazia c’è l’opportunità e la necessità della trasparenza delle istituzioni” |
Comincia domani per le strade di Torino la raccolta firme dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta sulla proposta di delibera popolare che chiede trasparenza delle istituzioni e l’anagrafe pubblica degli eletti. Il documento impegna il Comune di Torino a mettere a disposizione sul sito internet: tutti i dati relativi a presenze, voti, proposte e rimborsi ricevuti da parte dei Consiglieri comunali, dei membri della Giunta e del Sindaco; i bilanci preventivi e consuntivi con i documenti allegati; l’elenco delle proprietà e delle destinazioni d’uso; l’elenco delle nomine e dei compensi percepiti dai consiglieri; i bilanci delle municipalizzate. Questi i primi appuntamenti: Venerdì 17 dalle 16 alle 19 in via Garibaldi angolo via Bellezia (in caso di pioggia in Piazza Castello angolo via Roma) Sabato 18 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 in via Garibaldi angolo via Bellezia (in caso di pioggia in Piazza Castello angolo via Roma)
Ai tavoli i cittadini potranno anche sottoscrivere la proposta di delibera popolare relativa al registro delle unioni civili. Le campagne di raccolta firme sulle due iniziative verranno condotte dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta, dall’Associazione radicale Satyagraha, e dall’Associazione radicale Certi Diritti.
Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) “Contro la deriva populista e giustizialista e contro la partitocrazia c’è l’opportunità e la necessità della trasparenza delle istituzioni. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa di Radicali Italiani che chiede a tutte le istituzioni (Comuni, Province, Regioni e Parlamento) di fornire ai cittadini tutti gli strumenti di conoscenza nei confronti dei propri rappresentanti. La delibera torinese che chiediamo ai cittadini di sottoscrivere (occorreranno almeno 1500 firme per presentarla) , se fosse approvata, consentirebbe a tutti di osservare come dietro un vetro i lavori e le scelte del Comune e dei singoli rappresentanti. Si parla in continuazione del distacco incolmabile tra politica e cittadini e del sempre più diffuso disinteresse. Questa è una risposta concreta; fornire strumenti per conoscere – quindi per valutare e scegliere nel momento del voto – è infatti la prima delle azioni da intraprendere. Speriamo che altre forze politiche sappiano riconoscere la validità dell’iniziativa e farla propria nei prossimi giorni.
Per ricevere informazioni e/o moduli di raccolta firme contattare il 348/5335309: non occorre l’autenticatore.
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EUTANASIA – “E' MORTO ADOLFO BARAVAGLIO.” |
Era iscritto ad EXIT-Italia e a Dignitas e voleva andare in Svizzera per morire. E’ morto questa mattina a Pray Biellese (BI) Adolfo Baravaglio. Aveva cinquantatre anni e da diciannove, in seguito a un incidente d'auto, era n una condizione di tetraplegia pressoché completa, bloccato in un letto. Poteva muovere solamente il collo e il braccio destro, ma non la mano. Operaio, fino all’incidente, aveva raccontato la sua storia in un libro dal titolo significativo “Perché mi torturate? Storia dell'uomo rinchiuso in una gabbia grande quanto il suo corpo” , a cura di Gabriele Vidano e Letizia Moizzi, edito da TEA. Di se Adolfo diceva “Ci obbligano a marcire in una gabbia grande quanto il corpo; va rispettato il principio secondo cui un essere umano non può disporre della propria vita: un dogma, un credo religioso che ci impone lo Stato. Io invoco una vera e propria legge sull'eutanasia'. EXIT-Italia esprime la propria partecipazione alla moglie Agnese che in tutti questi anni lo ha amorevolmente assistito e sostenuto fino alla morte. Emilio Coveri (presidente Exit-Italia) e Silvio Viale (medico radicale, dirigente di Exit-Italia e dell’Associazione Luca Coscioni) hanno diffuso la seguente nota: “Adolfo voleva morire, ma voleva morire bene non ritenendo più, né umano, ne dignitoso, continuare a vivere in quel modo. Aveva chiesto di potere essere accompagnato in Svizzera, ma l’attuale legge italiana è particolarmente crudele con chi non può più muoversi da solo. Si sentiva chiuso in gabbia come un animale senza più corpo in perenne sofferenza. Non possiamo che essere soddisfatti che alla fine il buon Dio l’abbia aiutato, anche se probabilmente ha dovuto soffrire come non meritava. Ciao Adolfo e grazie per avere combattuto, come hai potuto, per tutti noi. Grazie per avere prestato la tua storia e il tuo corpo a questa battaglia di civiltà contro un Parlamento incivile che impone la sofferenza per legge e che ci vuole prenderei in giro persino sul testamento biologico. Abbiamo perso un amico e un combattente, ma siamo sollevati dal pensiero che le sofferenze di Adolfo siano terminate come lui desiderava.” Il video dell’incontro tra Mina Welby e Adolfo Baravaglio:
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Rifiuti Campania, Zamparutti: dichiarazioni di Berlusconi sul quinto inceneritore avventate e fuorvianti. Prima di produrre altre leggi verifichiamo l'attuazione di quelle esistenti.
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GIORNATA PER LA VITA – VIALE (radicali) “LA CEI SIA TOLLERANTE. RISPETTI LE NOSTRE POSIZIONI COME NOI RISPETTIAMO LE LORO” |
Silvio Viale, il medico radicale che da anni si occupa delle questioni di inizio e fine vita, di aborto e di eutanasia, replica al documento della CEI. Silvio Viale ha dichiarato: “Prendo atto delle posizione della CEI. Nel merito non le condivido, ma le rispetto. Credo che anche la CEI dovrebbe rispettare le nostre posizioni. Credo che la CEI dovrebbe essere più tollerante. Sull’aborto credo anch’io che ci possano sempre essere soluzioni alternative positive nel rispetto, però, della dignità, delle aspirazioni e della volontà della donna, perché non devono mai diventare imposizioni. Sull’eutanasia non vedo alcun ostacolo all’introduzione anche in Italia di una legge analoga a quelle di Olanda, Lussemburgo e Belgio. Diverso è il caso dello stato vegetativo permanente che consiste in uno stato di morte corticale senza più vita, come ha dimostrato il recente aggravamento biologico di Eluana Englaro. Anche in questa occasione Eluana non ha potuto percepire in alcun modo l’aggravamento biologico come in 16 anni non ha mai potuto percepire cosa accade attorno a lei. Perché la CEI non vuole essere tollerante? Perché rinuncia a condurre la sua battaglia sulle coscienze, preferendo solo quella del potere e dell’imposizione?”
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MORATORIA SULLA PENA DI MORTE ANCHE PER TAREQ AZIZ: DEPOSITATA IN COMUNE UNA MOZIONE SOTTOSCRITTA DA TUTTI I CAPIGRUPPO Salinas e Boni: “La città di Torino è di nuovo in prima linea contro la pena di morte” |
E’ stata depositata in Comune a Torino una mozione a prima firma Francesco Salinas (Sinistra Democratica) e sottoscritta da tutti i capigruppo in consiglio comunale di adesione del Comune all’appello per la moratoria della pena di morte a Tareq Aziz. L’appello internazionale “Nessuno tocchi Tareq Aziz”, promosso dall’associazione “Nessuno Tocchi Caino” e dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, chiede tra l’altro che sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Tareq Aziz e dei suoi coimputati se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono accusati. Chiede inoltre che consideri l’istituzione di una Commissione per l’accertamento delle responsabilità per i gravi crimini commessi e, nello stesso tempo, fornire la migliore delle opportunità per la instaurazione di uno stato di diritto in Iraq. Si chiede al Governo italiano e alla Commissione europea di sostenere nei confronti del nuovo Governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all’uso della pena di morte e il favore per il ripristino in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte. Dichiarazione di Francesco Salinas (consigliere comunale di Sinistra Democratica) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) “Questa iniziativa è una ulteriore dimostrazione della sensibilità della politica italiana – e torinese in particolare – sulle iniziative che vanno verso l’abolizione della pena di morte e del rispetto della moratoria, approvata dall’ONU nella storica data del 18 dicembre 2007. Speriamo che il documento possa giungere al più presto all’approvazione del consiglio comunale; Tareq Aziz oggi infatti rappresenta il nuovo simbolo su cui mobilitarsi per sconfiggere la barbarie della pena di morte nel mondo, che vede oltre 5000 esecuzioni all’anno. Occorre non fermarsi per convincere, uno dopo l’altro, gli Stati che ancora utilizzano la pena di morte ad adottare la moratoria e, al contempo, condurre verso l’abolizione gli Stati che la moratoria l’hanno di già adottata. Sul caso specifico invitiamo il Governo italiano a inviare una delegazione in Irak per verificare le condizioni processuali di Tareq Aziz e per fare pressioni ulteriori sul Governo irakeno affinché sia reintrodotta la moratoria sulla pena capitale per tutti i detenuti”. ----------------------------------- PROPOSTA DI MOZIONEDEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO (mecc. n. 2008 05810/002)
Oggetto: Adesione del Comune di Torino all’appello per la moratoria della pena di morte a Tarek Aziz
Il Consiglio Comunale di TorinoPREMESSO CHE- la Città di Torino è ed è stata nella storia punto di riferimento nella difesa e nella promozione dei diritti civili, in particolare per quanto concerne l’impegno contro la pena di morte; - il Comune di Torino ha condiviso la Campagna promossa tra gli altri, a Torino, da Amnesty International e dall’associazione radicale Adelaide Aglietta per una Risoluzione ONU sulla Moratoria universale delle esecuzioni capitali, che ha portato, il 18 dicembre 2007, all’approvazione della Risoluzione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; - la Risoluzione ONU non ha un valore giuridico vincolante per gli Stati mantenitori, ma il suo indubbio valore morale e politico conferisce maggior forza di persuasione alle iniziative rivolte ai singoli Stati e sui singoli casi, per risparmiare vite umane e avanzare verso l’abolizione totale;
PRESO ATTO CHE - si ha notizia della volontà delle autorità irachene di eseguire la condanna a morte di Tarek Aziz, alto esponente del regime iracheno di Saddam Hussein;
SOTTOSCRIVE
l’appello internazionale “Nessuno tocchi Tarek Aziz” promosso dall’associazione “Nessuno Tocchi Caino” e dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Appello già sottoscritto da centinaia di parlamentari italiani ed europei di ogni parte politica e che così recita :
“Premesso che : - che non vi può essere impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e che i crimini di cui Tarek Aziz è imputato insieme ad altri rappresentano violazioni gravi dei diritti umani per le quali non vi può essere nessuna immunità; - che sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Tarek Aziz e dei suoi coimputati se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono accusati, coerentemente con il nuovo impegno a rispettare la dignità fondamentale che l’Iraq riconosce come propria di ogni essere umano. - di sostenere nei confronti del nuovo Governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all’uso della pena di morte, anche nei confronti di Tarek Aziz, e il favore per il ripristino in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte.”
CHIEDE
Al Parlamento italiano e al Parlamento europeo - l’invio urgente di delegazioni parlamentari in Iraq in visita a Tarek Aziz per verificare il suo stato di salute, il suo trattamento e il rispetto delle garanzie processuali, in particolare se dispone di una difesa legale e se ha la possibilità di usufruire di un collegio di difesa internazionale,
IMPEGNA Il Sindaco e la Giunta - ad inviare urgentemente la presente Mozione al Presidente iracheno Jalal Talabani, al Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki, al Ministro della Giustizia iracheno Hashim al-Shibli, al Presidente del Parlamento iracheno Hajim al-Hassani; - ad inviare urgentemente la presente Mozione ai Presidenti della Camera e del Senato italiani, ai Presidenti delle rispettive Commissioni esteri, al Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, al Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, al Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering, al Presidente della Commissione del Parlamento Europeo per le Libertà e i Diritti dei cittadini; - ad inviare urgentemente la presente Mozione all’Anci, con la richiesta di trasmetterla a tutti i Comuni italiani affinchè abbiano l’opportunità di sottoscrivere l’Appello e aderire alle altre richieste. Torino, 15 settembre 2008
Francesco Salinas
Monica Cerutti
Luca Cassano
Gian Luigi Bonino
Marco Grimaldi
Daniele Cantore
Alberto Goffi
Mario Carossa
Andrea Giorgis
Gabriele Moretti
Ennio Galasso
Federica Scanderebech
Domenica Genisio
Gavino Olmeo
Stefano Lo Russo
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QUESTA MATTINA ASSEMBLEA RADICALE PRE-CONGRESSUALE A TORINO. PARTITA RACCOLTA FIRME SU DELIBERE INIZIATIVA POPOLARE SU ANAGRAFE DEGLI ELETTI E UNIONI CIVILI. MELLANO: “L’ANAGRAFE E’ UN MODO PER RIAVVICINARE I CITTADINI AL PALAZZO”. INNOCENZI: “OGGI E’ PARTITA LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE, CON LA RICHIESTA DI ABOLIRE LA RICETTA SU PILLOLA GIORNO DOPO”.
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Si è tenuta questa mattina a Torino l’Assemblea precongressuale di Radicali Italiani, in preparazione del Congresso Nazionale (Chianciano Terme, dal 30 ottobre al 2 novembre). Sono intervenuti, tra gli altri: Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani); Michele De Lucia (tesoriere di Radicali Italiani) e Giulia Innocenzi (coordinatrice Studenti Luca Coscioni, iscritta a Radicali Italiani, candidata alla Segreteria nazionale dei Giovani Democratici) . L’Assemblea è stata anche l’occasione per iniziare la raccolta firme su due delibere di iniziativa popolare rivolte al Consiglio Comunale di Torino: la prima per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e per la trasparenza amministrativa (campagna nazionale proposta da Radicali Italiani a tutti i livelli istituzionali) ; la seconda per il riconoscimento delle pari opportunità per le unioni civili (proposta da un cartello di associazioni torinesi). Per ciascuna di queste proposte di delibera popolare occorrerà raccogliere le firme di almeno 1.500 cittadini torinesi, in quattro mesi.
Bruno Mellano ha dichiarato: “Credo sia molto importante che la raccolta firme per la delibera popolare di istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti sia iniziata oggi a Torino nell’ambito della riunione pre-congressuale piemontese. Si tratta di una battaglia di trasparenza e partecipazione che abbiamo, assieme, deciso di intraprendere e che rappresenta bene la storia dell’imperativo radicale: “conoscere per deliberare. L’obiettivo delle 1.500 firme autenticate è impegnativo ma raggiungibile: il fatto che le associazioni radicali operanti su Torino abbiano deciso di affiancarvi l’iniziativa popolare sulle unioni civili è un incentivo ed un aiuto a fare presto e bene su entrambi i testi di delibera. Spero che la Città di Torino possa riconoscere in questo impegno militante le ragioni di una storia che ha visto molta partecipazione e vicinanza dei torinesi a Marco Pannella ed ai radicali.”.
A sua volta, Giulia Innocenzi ha dichiarato: “Ieri siamo riusciti ad ottenere un congruo slittamento dei termini della campagna elettorale, che consentirà a tutti e quattro i candidati alla segreteria, e alle decine di candidati all’Assemblea Nazionale, di farsi conoscere dai giovani elettori . La puntuale richiesta di regole valide per tutti, perseguita da me fin dalla mia discesa in campo, ha prodotto risultati utili non solamente a me ma a tutti i candidati Da oggi parte la mia campagna elettorale ed il primo atto è stata l’azione militante condotta con il Dr. Viale; chiediamo nuovamente al governo di abolire l’obbligo della ricetta sulla pillola del giorno dopo, un farmaco che non ha controindicazioni e che è venduto come farmaco da banco in tanti Paesi europei ed extraeuropei. Occorre, inoltre, che nella scuola italiana vi siano corsi sulla “salute sessuale” che forniscano agli studenti informazioni corrette e complete per una vita sessuale cosciente e responsabile.” .
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RUSSIA/RADICALI: COMPLIMENTI AL SENATORE PAOLO GUZZANTI, L’UNICA VOCE FUORI DAL CORO RUSSO IN FORZA ITALIA. I LIBERAL DOVE SONO? NEL PARTITO DEMOCRATICO, DA SEGNALARE LA PRESA DI POSIZONE DEL SENATORE TONINI.
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Dichiarazione di Giulio Manfredi e Igor Boni (Radicali Italiani): “L’intervento del senatore della PDL Paolo Guzzanti su “Il Giornale” di oggi è il classico sasso nello stagno: finalmente, un autorevole esponente di Forza Italia ha il coraggio di criticare pubblicamente, sul giornale di riferimento della PDL, sia la deriva filoputiniana di Silvio Berlusconi sia la mancanza di dibattito, di confronto all’interno di Forza Italia, su questo argomento e sul resto. Le parole accorate di Guzzanti, la sua lucida analisi sia dei fatti accaduti in Georgia sia dello stato della democrazia interna a Forza Italia, possono costituire l’eccezione che conferma la regola, ma resta intatta la loro pregnanza: qualcuno ha osato gridare “il re è nudo”, altri oseranno. Sarebbe, per esempio, cosa buona e giusta se i cosiddetti “liberal” di Forza Italia trovassero anche loro il coraggio per criticare, naturalmente con il loro linguaggio forbito e involuto, il loro leader maximo, che parla di Putin definendolo “il nostro grande Vladimir”. In attesa di altre buone nuove dal centrodestra, portiamo a casa anche un buona presa di posizione del senatore del PD Giorgio Tonini (“Riformista” di ieri), di critica puntuale alla deriva filorussa del governo Berlusconi. Finora, avevamo dovuto accontentarci delle dichiarazioni di Casini; constatiamo che vi sono altri politici che mettono in discussione il processo di “gazpromizzazione” della politica e dell’economia italiana. Il problema che si porrà è di riuscire, su questo punto, a mettere insieme le forze.”.
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INQUINAMENTO DA DIOSSINA E CASO SACAL: I RADICALI PRESENTANO UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE Mellano e Boni: “Dopo anni di lotte contro l’inquinamento della Sacal ora esigiamo che sia fatta piena luce, senza reticenze.” |
Donatella Poretti, Senatrice radicale eletta nelle liste del Partito Democratico, ha oggi presentato una interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente per chiedere conto delle azioni che si intendono porre in essere contro i danni provocati dall’inquinamento da diossina riscontrato nei pressi della ditta Sacal di Carisio (Vc), quali provvedimenti si intende attuare per monitorare le produzioni risicole della zona attualmente in fase di raccolta e come valuta la recente archiviazione degli esposti dei Radicali da parte della Procura di Vercelli che, dati alla mano, denunciavano l’inquinamento delle acque e dei suoli da parte della Sacal di Carisio (Vc). Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta): 'C’è la sensazione, sgradevole ma concreta, che si tenda da più parti a costruire una cortina di silenzio e di non informazione su un caso che ha tutti i contorni di una vicenda torbida. Speriamo che l’interrogazione dell’On. Poretti possa essere il punto di partenza per fare chiarezza con serietà e precisione su alcuni aspetti che a noi paiono inspiegabili e inaccettabili. Come è possibile infatti che per anni sia stato consentito, giorno dopo giorno, a scarichi evidentemente inquinanti di danneggiare l’ambiente e le produzioni agrarie? Com’è possibile che non vi siano stati interventi puntuali e forti da parte degli organi di controllo e della magistratura, malgrado i dettagliati esposti che abbiamo fornito con analisi sulle acque di scarico da noi prelevate e analizzate a nostre spese da laboratori riconosciuti? E come mai ad oggi si tende a mettere a margine che l’inquinamento attuale da diossina è stato rilevato nei dintorni della Sacal? Da garantisti quali siamo vogliamo che vengano fatti tutti gli approfondimenti del caso ma è un fatto che nel giro di chilometri l’unica fabbrica che può produrre inquinamento da diossina è la Sacal; da difensori della legalità abbiamo denunciato violazioni della legge che per ora non hanno avuto gli effetti che speravamo. Dopo anni di lotte contro l’inquinamento della Sacal ora esigiamo che sia fatta piena luce, senza reticenze'
Principali iniziative dei Radicali sul 'Caso Sacal' 8 aprile 2004: viene effettuato il 1° prelievo sulle acque di scarico della Sacal. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca, fluoruri, solfuri e tensioattivi. 31 maggio 2004: presentata la 1° interrogazione in Consiglio regionale a firma Bruno Mellano e Carmelo Palma. 3 giugno 2004: presentato alla Procura di Vercelli il 1° esposto, allegando la documentazione fotografica e analitica acquisita. 21 settembre 2004: l'Assessore all’Ambiente Ugo Cavallera risponde all’interrogazione assicurando l'intervento immediato dell'Arpa. 18 dicembre 2004: viene effettuato il 2° prelievo. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 22 dicembre 2004: viene effettuato il 3° prelievo. Le analisi, di nuovo, rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 9 febbraio 2005: presentata 2° interrogazione in Consiglio regionale, allegando la nuova documentazione acquisita. L'interrogazione non ha ottenuto alcuna risposta. 9 febbraio 2005: presentato alla Procura di Vercelli il 2° esposto, ad integrazione di quello del giugno 2004. 25 luglio 2005: in seguito al perdurare della situazione, i Radicali chiedono nuovamente l'intervento delle autorità competenti denunciando la presenza di fumi tossici che escono dalle ciminiere. 18 giugno 2008 la Procura di Vercelli archivia l’esposto dei Radicali non procedendo in alcun modo. 10 ottobre 2008: la Senatrice radicale Donatella Poretti presenta una interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente per chiedere conto dell’inquinamento da diossina rilevato nei dintorni della Sacal. |
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NOVARA/ DOMANI POMERIGGIO WALK-AROUND RADICALE CON GIULIA INNOCENZI, CANDIDATA ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI. |
Domani, sabato 11 ottobre, a partire dalle ore 16:00, Giulia Innocenzi (coordinatrice Studenti Luca Coscioni, iscritta a Radicali Italiani, e candidata alla Segreteria dei Giovani Democratici) e Michele Savino (coordinatore Studenti Luca Coscioni Piemonte, candidato all’ Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici) incontreranno i propri elettori e i giornalisti per le vie del centro di Novara. In particolare, Innocenzi e Savino si soffermeranno presso la Consulta delle Donne (organizzata in piazza Duomo dal Partito Democratico in collaborazione con il Comitato Promotore Provinciale delle primarie PD Giovani), dove illustreranno ai presenti i punti del loro programma elettorale. Michele Savino ha dichiarato: “E’ un’ occasione importante per fare conoscere il nostro programma agli elettori novaresi delle primarie dei Giovani Democratici, che si terranno il 17 e il 18 ottobre. Vogliamo far capire al maggior numero di persone possibile l’apporto costruttivo che i radicali possono e vogliono fornire a questo organismo. Ma il problema vero, denunciato in queste ore da Giulia Innocenzi, è che è in atto “una campagna elettorale farsa”, in cui i candidati non hanno nessun strumento per comunicare con i loro possibili elettori; i giochi sono già fatti nelle stanze del potere, a vantaggio di chi è giovane sulla carta d’identità ma è già vecchio nell’utilizzo dei mezzi della partitocrazia. Con Giulia Innocenzi cercherò di battermi fino in fondo per rompere le uova nel paniere, prima che i burocrati romani ci cucinino una frittata letale.”
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TORINO/SABATO 11 ALLE ORE 10,30 ASSEMBLEA PRECONGRESSUALE DI RADICALI ITALIANI CON: EMMA BONINO, BRUNO MELLANO, MICHELE DE LUCIA E GIULIA INNOCENZI
PARTE RACCOLTA FIRME SU DELIBERE INIZIATIVA POPOLARE PER ANAGRAFE ELETTI E UNIONI CIVILI. |
Sabato 11 ottobre alle ore 10,30, a Torino, presso la Sala Antico Macello di Po in via Matteo Pescatore n. 7 (angolo via Vanchiglia, a 50 metri da Piazza Vittorio Veneto), si terrà l’Assemblea precongressuale di Radicali Italiani, in preparazione del Congresso Nazionale (Chianciano Terme, dal 30 ottobre al 2 novembre).
Interverranno, tra gli altri:
EMMA BONINO (vicepresidente del Senato); BRUNO MELLANO (presidente di Radicali Italiani); MICHELE DE LUCIA (tesoriere di Radicali Italiani). e GIULIA INNOCENZI (coordinatrice Studenti Luca Coscioni, iscritta a Radicali Italiani, candidata alla Segreteria nazionale dei Giovani Democratici) ;
In occasione dell’Assemblea precongressuale regionale i cittadini torinesi potranno sottoscrivere due delibere di iniziativa popolare rivolte al Consiglio Comunale di Torino: la prima per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e per la trasparenza amministrativa (campagna nazionale proposta da Radicali Italiani a tutti i livelli istituzionali) ; la seconda per il riconoscimento delle pari opportunità per le unioni civili (proposta da un cartello di associazioni) . Per ciascuna di queste proposte di delibera popolare occorrerà raccogliere le firme di almeno 1.500 cittadini torinesi, in quattro mesi.
A mezzogiorno, Giulia Innocenzi, candidata alle primarie dei Giovani Democratici, si sposterà davanti al Liceo Gioberti (via S. Ottavio n. 9) per incontrare gli studenti all’uscita delle lezioni. In tale occasione, Silvio Viale (Direzione Nazionale Associazione Luca Coscioni) prescriverà, su richiesta, contraccettivi e saranno distribuiti volantoni informativi sulla salute sessuale. |
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CASO SACAL: I RADICALI DENUNCIANO L’INQUINAMENTO DA OLTRE 4 ANNI! Mellano e Boni: “semplicemente vergognoso che non si sia riusciti ancora a risolvere il problema. Perchè la Procura ha archiviato i nostri esposti?” |
Notizie apparse sui giornali denunciano un grave inquinamento di diossina nelle produzioni agrarie (uova e latte soprattutto) che vengono effettuate nei dintorni della SACAL. I Radicali da tempo si occupano del caso con denunce pubbliche, esposti e conferenze stampa. Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta): 'Da oltre quattro anni denunciamo una stato delle cose che è sotto gli occhi di tutti da molto, troppo tempo e le vicende di queste ultime ore dimostrano che purtroppo avevamo ragione. Dal 2004 abbiamo presentato analisi su tre cicli di campionamento delle acque di scarico della SACAL - da noi prelevate - che dimostravano inequivocabilmente il superamento grave dei limiti di legge per alcuni parametri: ammoniaca, cloruri, fluoruri e tensioattivi. Dal 2005 denunciamo anche il rischio tossicità dei fumi e i danni che i risicoltori della zona hanno più volte rilevato (il cosiddetto “riso impazzito”). Abbiamo presentato due esposti alla Procura di Vercelli fornendo le analisi sulle acque e materiale fotografico; esposti paradossalmente archiviati tre mesi fa dalla Procura. Oggi riscoppia il caso SACAL e si tratta di diossina probabilmente legata ai fumi tossici. Ci pare lecito e doveroso chiedere conto all’ARPA e a tutti gli organi competenti sui controlli ambientali del perché è potuto accadere tutto questo malgrado le nostre denunce. Restano infine alcune domande a cui urge fornire una risposta: che ne sarà del riso che viene prodotto nei dintorni della fabbrica? Si faranno le analisi per verificare l’inquinamento? E se ci sarà l’inquinamento chi risarcirà gli agricoltori, gli inquinatori o la Regione con i soldi dei cittadini? E infine, nei prossimi mesi e anni dovremo nuovamente sostituirci alle autorità competenti e ripetere i campionamenti e le analisi o ci penseranno gli organi preposti?' ------------------------- Principali iniziative dei Radicali sul 'Caso Sacal' 8 aprile 2004: viene effettuato il 1° prelievo sulle acque di scarico della Sacal. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca, fluoruri, solfuri e tensioattivi. 31 maggio 2004: presentata la 1° interrogazione in Consiglio regionale a firma Bruno Mellano e Carmelo Palma. 3 giugno 2004: presentato alla Procura di Vercelli il 1° esposto, allegando la documentazione fotografica e analitica acquisita. 21 settembre 2004: l'Assessore all’Ambiente Ugo Cavallera risponde all’interrogazione assicurando l'intervento immediato dell'Arpa. 18 dicembre 2004: viene effettuato il 2° prelievo. Le analisi rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 22 dicembre 2004: viene effettuato il 3° prelievo. Le analisi, di nuovo, rilevano valori fuori legge per ammoniaca e tensioattivi. 9 febbraio 2005: presentata 2° interrogazione in Consiglio regionale, allegando la nuova documentazione acquisita. L'interrogazione non ha ottenuto alcuna risposta. 9 febbraio 2005: presentato alla Procura di Vercelli il 2° esposto, ad integrazione di quello del giugno 2004. 25 luglio 2005: in seguito al perdurare della situazione, i Radicali chiedono nuovamente l'intervento delle autorità competenti denunciando la presenza di fumi tossici che escono dalle ciminiere. 18 giugno 2008 la Procura di Vercelli archivia l’esposto dei Radicali non procedendo in alcun modo.
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ABORTO – VIALE “ AL SUD CLANDESTINO UN ABORTO SU QUATTRO.” |
Silvio Viale, membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Concioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, interviene sulle polemiche legate al’obiezione di coscienza e all’aborto clandestino. Silvio Viale, che in questi giorni è impegnato nel Congresso della SIGO che si sta svolgendo a Torino, ha diffuso la seguente nota: “Non c’è stato un boom di obiezione di coscienza dei ginecologi ma solo la registrazione tardiva da parte delle regioni meridionali di un aumento lento ma costante. Nel 2007 molte regioni del sud hanno aggiornato dati vecchi che si riferivano al 1999 e al 2000, per cui in Campania ed in Sicilia si è passati dal 44 % all’83-84 % di obiezione. Forse non c’è un legame diretto tra obiezione di coscienza e aborto clandestino, ma è vero che al sud un aborto su quattro è clandestino. Il 90% dei 15.000 aborti clandestini stimati si verifica nelle regioni meridionali. Cioè, in quelle stesse regioni nelle quali nel 2007 ci sono stati 41.000 aborti legali. Se si considera che in regioni come la Puglia e la Sardegna la situazione è nettamente migliore, si capisce come nelle altre regioni la percentuale di aborti clandestini sia almeno uno su quattro. Con la legalizzazione dell’aborto gli aborti clandestini sono scesi dai 100.000 stimati nel 1882, ai 20.000 del 2000 e ai 15.000 odierni, caratterizzandosi sempre di più come un fenomeno strutturale delle regioni dove la 194 è meno applicata. Occorre poi notare che i ginecologi più giovani tendano a vedere l’aborto come un lavoro in più, ingrato e poco gratificante, che si può evitare con l’obiezione, e che di conseguenza le IVG sono sempre più praticate da medici ultracinquantenni nei quali è ancora vivo il ricordo di quando l’aborto era vietato. L’aumento dell’obiezione di coscienza è la conseguenza dell’abbandono dell’aborto da parte della politica e la soluzione non può che ripartire da un’assunzione di responsabilità politica. Occorre individuare in ogni regione gli ospedali di riferimento per le IVG nei quali garantire una percentuale di medici non obiettori del 50% a tutela della professionalità e della qualità del servizio.” |
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RUSSIA/RADICALI: MOSCA PROTEGGE CRIMINALE DI GUERRA SERBO, TESTIMONE FONDAMENTALE PER CAPIRE GENESI GUERRE BALCANICHE. DOMANI PRESIDI A ROMA E MILANO PER RICORDARE ANNA POLITKOVSKAJA. A TORINO INAUGURAZIONE MOSTRA SULLA CECENIA. |
Giulio Manfredi e Igor Boni (Radicali Italiani): Il 13 agosto scorso il presidente russo Medvedev ha concesso all’ex generale serbo Veljko Kadijevic la cittadinanza russa; dal 2005, il generale vive a Mosca, con lo status di rifugiato politico. Kadijevic è ricercato dall’Interpol, su impulso delle autorità croate; è accusato di “crimini di guerra contro la popolazione civile”; era ministro della Difesa della Federazione Jugoslava nel novembre 1991, quando l’Armata Federale (JNA) sottopose ad un feroce assedio la città croata di Vukovar; la città fu rasa al suolo, centinaia di civili furono uccisi sia dai soldati regolari sia dai paramilitari di Arkan. Ma Kadijevic è anche un testimone fondamentale per il Tribunale Internazionale dell’Aja per comprendere la genesi delle guerre balcaniche; nel 1991 svolse un ruolo fondamentale, agli ordini di Slobodan Milosevic, nell’utilizzare l’esercito federale per cercare di stroncare le secessioni prima della Slovenia e poi della Croazia (ricordiamo che la Costituzione jugoslava garantiva alle singole Repubbliche il diritto di secessione). E Kadijevic era ancora ministro della Difesa il 7 gennaio 1992, quando MIG federali abbatterono in Croazia un elicottero con a bordo osservatori europei, fra cui militari italiani.
Il “caso Kadijevic” non è l’unica testimonianza di come la Russia interpreti la giustizia internazionale: Mosca continua ad opporsi all’estradizione dell'ex agente dei servizi russi e uomo d'affari Andrej Lugovoj, incriminato dalla magistratura inglese per l’omicidio, nel novembre 2006, dell’ex-spia russa Aleksandr Litvinenko.
Due ragioni in più, ce ne fosse bisogno, per celebrare degnamente (cioè con lo sguardo rivolto non alla Russia di ieri ma a quella di oggi), domani, il secondo anniversario dell’uccisione di Anna Politkovskaja (Mosca, 7 ottobre 2006). Ai suoi funerali, l’unico politico europeo presente fu Marco Pannella.
Domani, martedì 7 ottobre, l’Associazione “Annaviva” ricorderà Anna Politkovskaja con due presidi in piazza, alle ore 20:30: a Milano (Piazza della Scala) e a Roma (Campo dei Fiori). E a Torino, alle ore 17:00, sarà inaugurata una mostra sulla Cecenia, curata da Memorial Italia (Museo Diffuso della Resistenza, Corso Valdocco n. 4/A, fino al 22 febbraio 2009).
http://www.radicalp arty.org/ milosevic/ processo_ 4.htm
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CATTOLICI/CONGRESSO GINECOLOGI – VIALE (radicali) “RATZINGER COME CEAUSESCU?” |
Alla vigilia del Congresso della SIGO (Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia), che si aprirà domani al Lingotto di Torino, Silvio Viale torna sulle dichiarazioni di Benedetto XVI sulla contraccezione e la fedeltà dei cattolici.. Silvio Viale, che fa parte della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha diffuso la seguente dichiarazione “Sia subito ben chiaro che la Chiesa ha i diritto di diffondere i propri convincimenti, ma sia altrettanto chiaro che ogni adesione ad essi deve essere su base volontaria e non può essere imposta per legge. C’è un paese che ha attraversato venti anni di feroce proibizionismo su aborto, divorzio e contraccezione come vorrebbe la Santa Sede ed è la Romania di Ceausescu, le cui ferite non sono ancora rimarginate. La Romania di Ceausescu rischia di essere il modello di Benedetto XVI se i consigli della Chiesa Cattolica dovessero diventare il pensiero unico della Stato. A Benedetto XVI non può sfuggire come gran parte dei fedeli ha difficoltà a seguire fedelmente la Chiesa, non solo sulla contraccezione, ma anche su aborto, divorzio, fecondazione assistita, cellule staminali e scelte di fine vita. La Chiesa dei fedeli di Papa Ratzinger rischia di essere una setta minoritaria antistorica. Piuttosto che riportare all’indietro le lancette della storia e della scienza Ratzinger dovrebbe chiedersi come mai il Tasso di Fertilità (numero figli per donna – TF) sia stato in forte calo i tutti i paesi cattolici con l’unica eccezione della Francia. Dal 1970 al 2006 il TF è sceso del 43,6% in Italia (2,4/1,35), 52,5% in Spagna (2,8/1,33), 43,6% in Polonia (2,2/1,25), 40% a Malta (2,2/1,37), 50% in Portogallo (2,8/1,4), 50,9% in Irlanda (3,87/1,9) e 23,2% in Francia (2,5/1,92). Il tasso di fertilità è calato del 55% (2,9/1,3) anche nella Romania di Ceausescu. Il divieto di abortire non ha sortito grandi differenze in Irlanda, Portogallo, Malta e Polonia, ma solo maggiori sofferenze per i fedeli. Forse è il celibato che impedisce alla casta clericale di capire i fedeli.”
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NOVARA/I RADICALI ESPRIMONO SODDISFAZIONE PER SUCCESSO RACCOLTA FIRME CANDIDATURA GIULIA INNOCENZI A SEGRETERIA GIOVANI PD. |
Dopo aver appreso i primi dati ufficiali riguardanti la raccolta firma per la candidatura di Giulia Innocenzi a segretario nazionale dei Giovani Democratici, gli esponenti radicali novaresi Michele Savino (coordinatore Studenti Luca Coscioni Piemonte e membro Associazione Radicale Aglietta) e Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: “Siamo molto soddisfatti delle quasi 1500 firme raccolte in favore della candidatura di Giulia Innocenzi (radicale, coordinatrice nazionale Studenti Luca Coscioni) a segretario nazionale Giovani Democratici. Anche la regione Piemonte ha fatto la sua parte, raggiungendo e superando di gran lunga l’obiettivo minimo di 50 firme, in soli due giorni di mobilitazione. Il merito di questo successo va attribuito soprattutto a Nicola Vono (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Gabriele Bardini (segretario regionale FGS) e Marzio Foa. Un ringraziamento va anche a qualsiasi altra persona che, a nostra insaputa, ha raccolto e spedito le firme a Roma via fax. Ci auguriamo che non ci siano altri intoppi burocratici alla candidatura di Giulia, dopo la giusta eliminazione della “clausola di coscienza” apparsa sul Manifesto Fondativo dei Giovani Democratici.”
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DROGA/RADICALI: GIOVANARDI ANNUNCIA CONFERENZA NAZIONALE IN PRIMAVERA? IL GOVERNO DI CENTRO-DESTRA AVREBBE DOVUTO CONVOCARNE GIA’ DUE, NEL 2003 E NEL 2006 … MA IN ITALIA LA LEGGE PER IL POTENTE E’ UN OPTIONAL.
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Alla notizia che Carlo Giovanardi (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Droga e Servizio civile) ha annunciato che la Quarta Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze si terrà a Trieste, a marzo, Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Giovanardi preparerà una bella conferenza di propaganda elettorale (in primavera vi saranno le elezioni europee e provinciali) . Il sottosegretario cita le precedenti tre conferenze nazionali (Palermo, Napoli e Genova) dimenticandosi di ricordare che si sono tenute rispettivamente nel 1993, 1997 e 2000. L’art. 1, comma 15, del DPR 309 del 1990 (testo unico sugli stupefacenti) prescrive che il Presidente del Consiglio dei Ministri deve convocare la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze ogni tre anni. Quindi, Silvio Berlusconi avrebbe dovuto convocarla già nel 2003 e nel 2006 (qui c’è il concorso di colpa di Romano Prodi, che subentrò a Berlusconi nel maggio del 2006).
Ennesima dimostrazione che, anche nel campo delle tossicodipendenze, in Italia per il potente la legge è un optional; per i comuni mortali, il discorso cambia: due giorni fa, in base all’art. 73 della legge citata, un cittadino che coltivava in casa due piante di cannabis è finito in carcere e rischia anni di galera.”.
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ANAGRAFE DEGLI ELETTI/TORINO/ RADICALI HANNO PRESENTATO IN COMUNE PROPOSTA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE. ANCHE IN PIEMONTE RACCOLTE FIRME NECESSARIE PER CANDIDATURA GIULIA INNOCENZI A SEGRETERIA GIOVANI DEMOCRATICI. |
In una conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, è stata annunciata la presentazione al Comune di Torino, martedì 30 settembre, di una proposta di delibera di iniziativa popolare sull’anagrafe degli eletti (allegata). Erano presenti alla conferenza stampa: Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani; Alessandro Frezzato, Dir. naz. di Radicali Italiani; Giulio Manfredi, Giunta segreteria Radicali Italiani; Igor Boni, segretario Ass. Aglietta; Stefano Mossino, tesoriere Ass. rad. Satyagraha; Enzo Cucco, direttivo Associazione Certi Diritti; Silvio Viale, Comitato nazionale Radicali Italiani. Tra i presentatori della proposta di delibera, oltre agli esponenti radicali di cui sopra, vi sono anche: Luigi Brossa (Associazione Libertà Eguale, area PD); Diego Castagno (segretario cittadino Partito Socialista); Nicoletta Casiraghi (Federazione dei Liberali); Maurizio Trombotto (coordinatore provinciale Sinistra Democratica) . Non appena gli uffici comunali avranno esaminato il testo della delibera dal punto di vista formale e avranno dato il via libera, partirà la raccolta di firme: occorrono almeno 1.500 firme di cittadini torinesi, da raccogliere in quattro mesi. Bruno Mellano ha dichiarato: “Da 30 anni Radio Radicale ha portato nelle case degli italiani il Palazzo, le voci e le opinioni dei rappresentanti dei partiti nelle varie istituzioni; milioni di persone hanno potuto conoscere, giorno per giorno, quello che dicevano e facevano i loro eletti nelle istituzioni. Oggi Internet ha permesso non solo a Radio Radicale di trasferire e rendere disponibili nel suo sito le migliaia di ore di registrazione ma di poter centuplicare le possibilità di conoscenza e trasparenza, inverando la massima di Luigi Einaudi: conoscere per deliberare. Il testo della delibera che abbiamo depositato a Torino può servire da base per replicare tale documento nei 1.200 comuni e nelle 8 province piemontesi. A Novara già da domani i radicali raccoglieranno le firme su un’analoga proposta di delibera; è possibile farlo da altre parti; dove gli statuti comunali non prevedono ancora gli strumenti di democrazia diretta o i regolamenti attuativi, è necessario attivarsi per ottenerli. I radicali sono a disposizione di tutti i cittadini che intendano divenire protagonisti attivi nella loro realtà, senza cedere alla rassegnazione, al mugugno o all’invettiva sterile.”
Ieri anche in Piemonte è stata completata nei tempi previsti la raccolta firme per la presentazione della candidatura di Giulia Innocenzi (radicale, coordinatrice degli Studenti Luca Coscioni) alla segreteria dei Giovani Democratici. Il risultato è stato ottenuto grazie all’opera di Michele Savino (coordinatore Studenti Luca Coscioni del Piemonte), Nicola Vono (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Gabriele Bardini (segretario regionale FGS) e Marzio Foa.
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RADICALI: PRESENTATA A TORINO DELIBERA POPOLARE SU ANAGRAFE DEGLI ELETTI. DOMANI CONFERENZA STAMPA CON IL PRESIDENTE DI RADICALI ITALIANI BRUNO MELLANO |
Domani venerdì 3 ottobre, a Torino, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta in via Botero 11/f, alle ore 12, si terrà una conferenza stampa di presentazione della delibera di iniziativa popolare sull’anagrafe degli eletti di Torino, depositata presso gli uffici del comune. La conferenza stampa sarà l’occasione per fare il punto sull’iniziativa, per chiedere la mobilitazione dei consiglieri comunali, provinciali e regionali del Piemonte e per sollecitare le forze politiche ad appoggiare concretamente Radicali Italiani su questa nuova battaglia di conoscenza, di consapevolezza e di trasparenza. Interverranno: Bruno Mellano – Presidente di Radicali Italiani Alessandro Frezzato – Direzione nazionale di Radicali Italiani Giulio Manfredi – Giunta di segreteria di Radicali Italiani Igor Boni – segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta Stefano Mossino – tesoriere dell’Associazione radicale Satyagraha Enzo Cucco – direttivo Associazione Certi Diritti Silvio Viale – Comitato nazionale di Radicali Italiani
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Associazione
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