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Torino, 28 ottobre 2009

DROGHE/TORINO/ SINDACO CHIAMPARINO INCONTRA DELEGAZIONE RADICALE SU AGENZIA TOSSICODIPENDENZE E NARCOSALE. ASSESSORE ARTESIO, SE CI SEI BATTI UN COLPO!

 

Oggi pomeriggio il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha incontrato una delegazione radicale composta da Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta segreteria Associazione Aglietta).

I radicali hanno illustrato, innanzitutto, al sindaco lo stato delle cose in merito all’Agenzia comunale sulle tossicodipendenze, istituita formalmente dal Consiglio Comunale di Torino nel settembre del 1996, su impulso radicale, e mai entrata effettivamente in funzione. L’Agenzia, secondo l’impostazione originaria, dovrebbe essere uno strumento agile e non burocratico di coordinamento di tutte le realtà cittadine operanti sul tema delle tossicodipendenze nonché di impulso e di sfruttamento delle sinergie fra i diversi addetti ai lavori.

 

Se l’Agenzia fosse stata funzionante, non si sarebbe verificato il ritardo nella comunicazione fra forze dell’ordine e servizi tossicodipendenze delle 30 morti per overdose verificatesi quest’estate a Torino. Un’agenzia funzionante avrebbe permesso un dibattito sull’opportunità o meno delle narcosale meno “urlato”, meno episodico, meno idelogico, più approfondito e serio.

 

Rispetto, appunto, alla “questione narcosale”, i radicali hanno proposto al sindaco Chiamparino che sia la Città di Torino, in quanto tale, ad organizzare un grande convegno transnazionale, invitando gli operatori europei delle “stanze del consumo” (Ginevra, Francoforte, Barcellona …), per acquisire dati ed esperienze aggiornati sui diversi contesti.

 

Il sindaco Chiamparino ha ascoltato con attenzione le proposte radicali; si è dimostrato sostanzialmente favorevole sia alla riattivazione dell’Agenzia sia alla promozione del convegno ma, considerata la complessità dei problemi sollevati, si è riservato di dare una risposta solamente dopo aver discusso delle questioni con gli uffici competenti.

 

All’uscita dell’incontro, gli esponenti radicali hanno dichiarato:

 

“Lo scambio di ragionamenti con il sindaco non è stato né scontato né rituale; ci pare che vi sia stata da parte di tutti il tentativo di approfondire e di capire, nell’interesse non del proprio orticello ma dell’intera collettività. Ci auguriamo che la stessa attenzione e il medesimo mettersi in gioco su queste questioni dimostrato dal sindaco siano fatti propri dall’assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, che, diciamolo, finora è rimasta colpevolmente alla finestra”.

 

 


Torino, 28 ottobre 2009

CASO MARRAZZO: NO AGLI STEREOTIPI, IL MONDO TRANS E’ BEN PIU’ VARIEGATO

 

A seguito del caso Marrazzo e del trattamento che i giornali stanno riservando alle persone transessuali, Andrea Trigolo (giunta Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:

 

"Esprimo piena solidarietà alle persone transessuali, le vere vittime del caso Marrazzo. Non entrando nella questione e nelle sue ripercussioni politiche, è doveroso constatare come si proponga nuovamente un parallelo tra transessuale e prostituta. Al di là delle dichiarate ‘debolezze’ di Marrazzo - che ci auguriamo avrebbe definito allo stesso modo se si fosse trattato di rapporti con delle donne - resta un velo oscuro che sarebbe opportuno squarciare su cittadini costantemente discriminati per le loro scelte e il loro stato: i/le transessuali. 

Anche considerando che le transessuali interessate dalla faccenda si prostituissero liberamente, spiace che i media tendano per l’ennesima volta ad associare le persone transessuali, tra le più emarginate nel nostro paese, esclusivamente al mondo della prostituzione. Non è così; come sostengono da tempo le associazioni che si battono per i diritti delle persone transgender, quello è semmai un mondo nel quale molte transessuali finiscono per l’impossibilità di trovare un lavoro a seguito della propria condizione. Un corto circuito dovuto soprattutto alla mancanza di diritti e ad una politica sulla prostituzione che mira a nascondere la polvere sotto il tappeto, piuttosto che portare alla luce del sole, legalizzandola, una realtà che esiste ed è conosciuta da secoli".



 


Torino, 27 ottobre 2009

VERSO IL CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI, VERSO LE ELEZIONI REGIONALI

Assemblea pre-congressuale dei Radicali piemontesi a Torino con Emma Bonino. Prosegue la raccolta delle pre-firme in vista delle elezioni regionali del 2010

 

Sabato 31 ottobre 2009, a Torino, a partire dalle ore 17:00, presso la Sala dell’Antico macello di Po, in via Matteo Pescatore 7 (dietro Piazza Vittorio), si terrà l’assemblea pre-congressuale dei Radicali piemontesi in vista dell’VIII° congresso di Radicali Italiani, previsto a Chianciano Terme dal 12 al 15 novembre prossimo.

All’appuntamento è prevista la partecipazione di Emma Bonino, vice-Presidente del Senato della Repubblica e di altri dirigenti radicali.

L’assemblea sarà l’occasione per discutere delle numerose iniziative in corso in tema di economia, lavoro, diritti, ambiente, energia e politica internazionale; per confrontarsi sulle prospettive future dei Radicali e per prepararsi alla scadenza elettorale regionale di primavera.

 

Durante l’incontro sarà possibile aderire alla campagna di raccolta delle pre-firme a sostegno delle Liste Bonino-Pannella, in vista delle elezioni regionali del 2010 e sottoscrivere l’appello a sostegno di Radio Radicale, la cui esistenza è oggi messa in pericolo dal rischio di un mancato rinnovo della convenzione per la trasmissione delle sedute parlamentari.

 


Torino, 26 ottobre 2009

“LAOS: 10 ANNI DOPO”. I RADICALI ORGANIZZANO A TORINO UN INCONTRO NEL DECIMO ANNIVERSARIO DEL MOVIMENTO STUDENTESCO LAOTIANO

 

Questa sera, a Torino, alle ore 20:45, in via Botero, 11/f, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta promuove un incontro-dibattito, in occasione del decimo anniversario delle manifestazioni di Vientiane (capitale del Laos) organizzate dal movimento studentesco contro il regime comunista, per chiedere libertà, democrazia e riconciliazione. All’evento interverranno due dei cinque esponenti radicali (Bruno Mellano e Silvja Manzi) che il 26 ottobre 2001 manifestarono a Vientiane a sostegno del movimento studentesco, esigendo di avere notizie di 5 militanti nonviolenti scomparsi e mai più ritrovati. In seguito all’azione i cinque radicali furono arrestati e passarono 15 giorni nelle terribili carceri laotiane.

La ricorrenza è stata ricordata a Parigi sabato 24 ottobre nel Salone delle feste di famiglia di Torcy, con la partecipazione di Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, del militante radicale Martin Schulthes e di Vanida Thephsouvanh, Presidente del Movimento lao per i Diritti Umani, consigliere generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito e Presidentessa onoraria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

 

LAOS: 10 ANNI DOPO

Intervengono:

Bruno MELLANO – Presidente di Radicali Italiani

Silvja MANZI – militante radicale

 

 


Novara, 23 ottobre 2009

Novara/Assessori indagati per corruzione/ Pisano (Radicali): Caro Sindaco Giordano e cari gruppi consiliari, perchè non date un segnale di trasparenza e istituite finalmente l'Anagrafe pubblica degli eletti? Solidarietà ai giornalisti novaresi, senza se e senza ma.

  In merito all'inchiesta della procura della Repubblica di Novara in cui sono coinvolti due assessori del Comune, un ex sindaco del capoluogo, una funzionaria della stessa amministrazione, il sindaco di un comune limitrofo, e che ha portato ieri all'arresto di un maresciallo dei Carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro e di alcuni imprenditori della zona, tutti accusati di corruzione,

Nathalie Pisano, esponente radicale novarese e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha dichiarato:

“L'inchiesta che in queste settimane ha coinvolto, tra gli altri, due assessori del Comune, è un motivo in più per istituire anche a Novara l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati (dal Comune): uno strumento che, mettendo in rete presenze, compensi, incarichi e curricula degli eletti e dei nominati, è fondamentale per i cittadini che vogliano controllare l'operato dei propri amministratori.

Noi radicali ci siamo fatti promotori di una proposta di delibera di iniziativa popolare, che abbiamo depositato in Comune nel lontano ottobre del 2008, un anno fa. Perchè il Sindaco Giordano e i gruppi consiliari non danno un segnale di trasparenza, calendarizzando al primo punto del prossimo consiglio comunale la delibera sull'anagrafe degli eletti e dei nominati?

Oppure, anche questa volta, come sul registro dei testamenti biologici, la Lega si scaglierà contro il “furore ideologico” radicale e contro le “fughe in avanti”?

Ricordo a Giordano che persino Roberto Cota, novarese e capogruppo della Lega alla Camera, intervistato da Radio Radicale sull'anagrafe degli eletti lo scorso 10 ottobre, a Torino, durante il congresso dell'Anci, non solo ha consigliato ai cittadini di controllare su internet l'attività dei deputati nel nome della massima trasparenza ma ha anche affermato “che il meccanismo della responsabilità è alla base del federalismo e quando noi diciamo federalismo fiscale, diciamo: lasciamo le risorse sul territorio, così gli amministratori saranno responsabili di spenderle e se le spendono male saranno i cittadini a richiamarli alle loro responsabilità e li rimanderanno a casa”.

Colgo l’occasione per esprimere solidarietà ai giornalisti novaresi sottoposti a provvedimenti da parte della magistratura; i radicali si battono da sempre per un’informazione libera, senza badare a simpatie, antipatie e senza, soprattutto, riserve mentali.”.


Roma, 23 ottobre 2009

PREMIO SACHAROV A MEMORIAL/RADICALI: CI RICONOSCIAMO PIENAMENTE NELLA SCELTA DEL PARLAMENTO EUROPEO,
PRESA MENTRE IL PRIMO MINISTRO ITALIANO OSSEQUIAVA LO ZAR VLADIMIR PUTIN.

  Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale di Radicali Italiani):

“L’assegnazione del Premio Sacharov all’ONG russa Memorial da parte del Parlamento Europeo racchiude molteplici significati. Era stato lo stesso dissidente sovietico Andrei Sacharov a fondare Memorial con lo scopo di costruire un memoriale alle vittime dello stalinismo. Ma poi l’Associazione si è occupata anche e soprattutto delle vittime di oggi e di domani, dei civili sottoposti a violenze nella Russia post-sovietica, a Mosca come in Cecenia. Pagando duramente la sua incessante denuncia civile, con processi, intimidazioni, uccisioni (Natalia Estemirova, assassinata in Inguscezia il 15 luglio scorso, era un’attivista di Memorial).
Per noi italiani la bella notizia che arriva da Strasburgo ha un risvolto triste: nelle stesse ore, a Mosca, il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ossequiava lo zar Vladimir Putin durante una “visita privata”, che privata non è stata, visto che è stata ripresa in lungo e in largo da tv e giornali e visto che è stata dedicata alla trattazione di vari affari (gasdotti, trasporti, nucleare).
A meno che Berlusconi intenda gli affari di Stato come affari privati…”.

Torino, 21 ottobre 2009

Incontro Berlusconi-Putin, Radicali: ennesimo episodio inquietante di una politica estera  affascinata dai regimi antidemocratici.
 

  Mellano e Boni: “Intellettuali russi rifiutano di andare alla festa di compleanno di Putin nel giorno dell’anniversario della morte della Politovskaja mentre Berlusconi va ad omaggiare lo Zar”.


Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):



“Si tratta dell'ennesimo episodio di una politica italiana che, nei confronti della Russia, attua la strategia della pacca sulle spalle, della telefonata tra amici o dell’incontro informale e, in contemporanea, garantisce al regime autoritario moscovita soldi, accordi sottobanco e appoggio politico. L’Eni continua ad essere il primo cliente di Gazprom e, incredibilmente, invece di sostenere il progetto europeo di gasdotto ‘Nabucco’, che leverebbe almeno in parte il cappio energetico russo all’Europa, il nostro lungimirante Governo sostiene il progetto ‘South-stream’ , ulteriore tassello per affermare il dominio e il ricatto dei russi sull’Europa e sul mondo.

Finalmente altre voci, oltre alla nostra, cominciano a levarsi dall’opposizione italiana. Casini è tornato a denunciare le violazioni dei diritti in Russia, mentre nuove appaiono le prese di posizione esplicite di Rutelli e sardoniche di D’Alema. Anche gli autorevoli esponenti del Pd, un partito che fino ad oggi ha, di fatto, appoggiato velatamente il regime putiniano, sembrano aprire gli occhi. In questi anni, nei numerosi incontri avuti dalla gran parte dei leader europei con Putin, il tema ‘diritti umani’ e il tema ‘genocidio in Cecenia’ sono stati tenuti sempre sotto traccia. Noi lo diciamo da anni e lo ribadiamo ora: l’Europa deve attuare con Mosca una politica intransigente sui diritti, sulla democrazia, sulla libertà di informazione, argomenti sui quali l’Italia ha ben poco da insegnare. Ora, per noi Italiani, si aggiunge il senso di vergogna di questi giorni nei quali Berlusconi va ad omaggiare lo ‘Zar’ in un incontro (personale? politico? istituzionale? ) avvolto dal mistero e dal riserbo, con modalità inquietanti, proprio quando, per la prima volta, alcuni intellettuali russi - non senza rischi personali - rifiutano di andare alla festa di compleanno di Putin perché coincidente con l’anniversario della morte di Anna Politovskaja” .

Torino, 20 ottobre 2009

DISABILITA'/ RADICALI: APPROVATA MOZIONE "TORINO CITTA' ABILMENTE DIVERSA". ORA TOCCA TRADURRE IN POLITICHE CONCRETE LE BUONE INTENZIONI ESPRESSE.

 

Dopo aver appreso della recente approvazione della mozione “Torino città abilmente diversa”, con primo firmatario Francesco Salinas, Alessandro Frezzato (Direzione Associazione Luca Coscioni - Presidente Cellula Coscioni di Torino) e Domenico Massano (giunta di segreteria dell'associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

"Esprimiamo la nostra soddisfazione per l'approvazione della mozione “Torino città abilmente diversa” per la quale abbiamo dato tutto il nostro sostegno e la nostra collaborazione al consigliere comunale primo firmatario Francesco Salinas.
Nell'anno in cui l'Italia ha ratificato la Convenzione Internazionale dei diritti delle persone con disabilità crediamo che questo possa rappresentare un segnale chiaro dell'impegno Comunale per la realizzaziione di un contesto cittadino realmente inclusivo.
Sappiamo, però, che la strada per tradurre in iniziative concrete quelle che troppo spesso rimangono belle intenzioni sulla carta è fatta di un costante impegno e di investimenti adeguati.
Speriamo, quindi, che il potenziamento delle dotazioni e competenze del difensore civico costituisca un'effettiva garanzia della realizzazione di iniziative tangibili e della realizzazione di tutti gli interventi che possano permettere il godimento di tutti i diritti alle persone con disabilità".


Novara, 20 ottobre 2009

Novara: il Consiglio Comunale boccia il Registro dei testamenti biologici. Pisano:" La Fatal Novara ha perso l'ennesima occasione"

  Ieri, lunedì 19 ottobre, il Consiglio Comunale di Novara ha discusso e bocciato la proposta di delibera di iniziativa popolare sull'istituzione del Registro dei Testamenti Biologici, promossa dall'Associazione Radicale Aglietta e dall'Associazione Luca Coscioni e sottoscritta da più di un centinaio di cittadini novaresi.
I radicali dell'Associazione Aglietta erano presenti in aula per illustrare la proposta.
La votazione ha registrato il voto contrario di 19 consiglieri (Pdl, Lega, Udc e un consigliere del Pd), il voto favorevole di 8 rappresentanti di Pd e Sinistra e Libertà e 2 astenuti.
Ben 12 consiglieri (sindaco compreso) hanno deciso di non essere presenti alla discussione e sono usciti dall'aula.

Nathalie Pisano, giunta di segreteria dell'Associazione Radicale Aglietta, ha dichiarato:

"E' finita come ci aspettavamo che potesse finire in una città amministrata da una maggioranza di centro destra, fortemente leghista, il cui sindaco pare essere interessato quasi esclusivamente all'emanazione di ordinanze sulla sicurezza (resta memorabile quella che impedisce ai novaresi l'accesso ai parchi pubblici).

Il testo da noi proposto prevedeva l'istituzione di un registro dei testamenti biologici presso l'Ufficio di Stato Civile. Uno strumento che avrebbe rappresentato un servizio gratuito per il Comune e per i novaresi che avessero voluto depositare, e in questo modo certificare, le proprie dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari.

Un segnale di laicità e di attenzione da parte delle istituzioni, l'opportunità di rendere Novara una città più civile.
Un'opportunità che il Consiglio Comunale non ha voluto concedere ai propri cittadini per mancanza di coraggio, preclusioni ideologiche e per il timore, come espresso dal capogruppo della Lega, di "fughe in avanti"

Peccato che non volendo fuggire in avanti,anche questa volta, Novara sia rimasta un passo indietro"

Roma, 19 ottobre 2009

RU486, Radicali: storica vittoria per la libertà di scelta, contro gran parte della politica italiana genuflessa al vaticano.

  Mellano e Boni: “I paletti che sono stati messi non serviranno a fermare l’aborto farmacologico. Chiudere subito la farsa della Commissione d’inchiesta al Senato”



In seguito alle decisioni definitive dell’Aifa, Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Vivessimo in una democrazia, non ci sarebbe nulla da festeggiare alla notizia che il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) ha deliberato l’introduzione in Italia della RU486: sono passati 31 anni dalla legalizzazione dell’aborto con la legge 194/78, il cui art. 15 già prevedeva la possibilità dell’aborto farmacologico; sono passati vent’anni da quando la pillola abortiva è stata messa a disposizione delle donne francesi (e poi diffusa in tutta Europa); sono passati due anni da quando è arrivata sul tavolo dell’AIFA la richiesta di introduzione in Italia della RU486; sono passati oltre due mesi dal suo primo responso positivo.

Ma viviamo in una partitocrazia subalterna al Vaticano, per cui quella di oggi è una grande vittoria laica ed è la prima sconfitta del fronte clericale dopo la sua grande affermazione in occasione del referendum sulla fecondazione assistita (2005); una vittoria laica dovuta alla tenacia del ginecologo radicale Silvio Viale, dovuta alla durata dell’impegno dell’Associazione Aglietta, di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni.

Si tratta ora di rendere effettiva, per ciascuna donna italiana che decida di abortire (anche per quelle che vivono in regioni dove l’80-90% dei ginecologi ospedalieri è obiettore), la possibilità di scegliere fra aborto chirurgico e aborto farmacologico. Si tratta di continuare ad opporsi ai tentativi della premiata coppia Maurizio Sacconi/Eugenia Roccella di sabotare questa possibilità di scelta. Resta da sottolineare quanto questa decisione renda ancora più ridicola, strumentale e inutile la scelta di istituire al Senato una commissione d’inchiesta sulla pillola abortiva; sarebbe il caso di prenderne atto e chiudere questa farsa”.



Torino, 19 ottobre 2009

AIFA/RU486: VIALE, TENUTA LA SCHIENA DRITTA, ORA TOCCA AI MEDICI.

 

 

  "L'AIFA ha tenuto la schiena dritta e ora tocca a noi medici farlo."

Questa la dichiarazione di Silvio Viale, che nel pomeriggio aveva duramente replicato a Eugenia Roccella e Maurizio Gasparri, accusandoli dui volere solo peggiorare la 194. Silvio Viale, che è responsabile del Day Hospital e del servizio per le IVG dell'Ospedale S.Anna di Torino ha detto:

"Dopo la publicazione sulla GU ci vorrà almeno un mese per potere davvero partire con la RU486 e lo faremo con estrema doppia prudenza, sapendo di essere dei sorvegliati speciali. Quindi Gasparri, Roccella e Tomassini hanno tutto il tempo per concludere la loro indagine. La questione del ricovero ordinario o del day hospital è puramente formale, poichè si può passare dall'uno all'atro in entrambe le direzioni e poichè sono le Regioni a dettare le regole. La 194 verrà pienamente rispettata e, in ogni caso, sarà sbagliato scaricare sulle donne le responsabilità mediche. Come è accaduto per la sperimentazione l'eventuale imposizione di un ricovero obbligatorio è destinato ad essere superato in poco tempo. Del resto, sin dalle prime esperienze della Mangiagalli negli anni '80, passando per la sperimentazione del S.Anna, fino alle esperienze di importazione di una trentina di ospedali la legge è stata sempre rispettata. La legge sarà rispettata anche per le altre indicazioni in cui si potrà iniziare ad utilizzare la Ru486 e non è lontano il giorno in cui molti dovranno chiedere scusa per tutti questi ritardi sulla RU486."


Torino, 19 ottobre 2009

RU486: VIALE, ROCCELLA E GASPARRI VOGLIONO SOLO PEGGIORARE LA 194.

  “Macché aborto a domicilio! Macché aborto facile a casa! Gasparri e Roccella sanno perfettamente che la legge sarà rispettata al 100% e proprio per questo, per non perdere la faccia, vogliono usare la Commissione del Senato per cambiare la 194.”



L’allarme è lanciato da Silvio Viale, il ginecologo torinese che da un decennio si occupa delle “pillole delle polemiche” e che, proprio oggi sarà processato dal Consiglio dell’Ordine dei Medici di Torino per aver prescritto per strada la pillola della contraccezione di emergenza, la cosiddetta pillola del giorno dopo.



Silvio Viale, commentando le dichiarazioni di Eugenia Rocella e Maurizio Gasparri sulla RU486 ha detto:

“Sia chiaro che, indipendentemente da ciò che sarebbe più giusto fare, gli aborti con la RU486 saranno praticati nel pieno rispetto della 194. Il protocollo che mi appresto a proporre rispetterà la legge, ma avrà un particolare riguardo per gli interessi delle pazienti, per le loro esigenze caso per caso, perché io amo le donne molto più di Eugenia Roccellla e di Maurizio Gasparri. Ad entrambi delle donne e del loro aborto non frega niente, perché interessa solo bloccare la RU486 e per farlo sanno che dovranno modificare la 194. Questo è l’obiettivo delle loro continue esternazioni e della Commissione di Tomassini.Se la disputa fosse solo legale, basterebbe leggere la 194, ed in particolare l’articolo 8 fino in fondo, cosa che continuano a dimostrare di non avere ancora fatto.”

“E’ vergognoso che Eugenia Roccella citi come oro colato un parere del Consiglio Superiore di Sanità commissionato da Storace nel 2005 in cui si afferma che la donna “deve essere trattenuta in ospedale” come se fossimo nelle galere del Cile di Pinochet. Quel parere è carta straccia, non vale niente e sputtana, non tanto chi l’ha dato in modo così preventivamente strampalato e suicida, ma chi l’ho cita come ultima spiaggia. Perché il ministero di Eugenia Roccella ha affossato il parere richiesto da Livia Turco nel 2008 e ha avuto paura di chiederne uno dopo l’avvio della pratica di registrazione? Perché ha fatto finta di dimenticarsi che il parere del 2005 fu richiesto per la sperimentazione del S.Anna e non per un farmaco regolarmente registrato? E’ troppo chiedere di potere avere una risposta? I diritti civili non possono essere sospesi per le donne che abortiscono. Per loro e per i medici che si occupano di loro devono valere le stese garanzie che valgono per gli altri pazienti e per gli altri medici. Sono io che chiedo un rigoroso monitoraggio, nel rispetto del segreto previsto dalla 194, per gli aborti medici e per gli aborti chirurgici e sono io che chiedo che per gli aborti siano garantiti personale, fondi e strutture sufficienti. Sia chiaro che io non temo alcuna prova del nove, ma sia altrettanto chiaro che il vero obiettivo di Gasparri, Tomassini e Roccella è solo quello di cambiare in peggio la 194.”



Roma, 19 ottobre 2009

TELEKOM SERBIA/QUINTA UDIENZA PROCESSO “DI STEFANO CONTRO MANFREDI”. DI STEFANO NON SI E’ PRESENTATO A TESTIMONIARE ED E’ STATO MULTATO.

QUEL SUMMIT MAFIOSO DEL SETTEMBRE 1991 IN CALABRIA …

 

Questa mattina, al Tribunale di Roma, si è svolta la quinta udienza del processo intentato per diffamazione dall’avvocato Giovanni Di Stefano nei confronti dell’esponente radicale Giulio Manfredi (autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? – Diario ragionato del caso, dal 1994 al 2003”, Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri, 2003).

L’udienza doveva essere dedicata all’interrogatorio dei testi dell’accusa, in particolare dello stesso Giovanni Di Stefano e di un certo Mihai Romanovic. Di Stefano non si è presentato (aveva ricevuto regolare notifica il 3 agosto scorso) senza presentare alcuna giustificazione; per tale assenza ingiustificata, il giudice gli ha inflitto una multa di 200 euro che confluirà nella Cassa delle Ammende.

Rispetto, invece, al Romanovic, il PM ha comunicato che la polizia giudiziaria non è riuscita a rintracciarlo; al che l’avvocato difensore di Manfredi, Giuseppe Rossodivita, ha fatto presente che vi era stato un errore di trascrizione; il nome giusto è Romanciuc Mihai, webmaster del Partito Radicale transnazionale, a disposizione degli inquirenti … se regolarmente citato!

 

Al termine dell’udienza, Manfredi ha dichiarato:

 

“Sono stato sempre presente a tutte le udienze del processo (iniziato nel 2005 a Campobasso e poi trasferito a Roma), sobbarcandomi le spese di viaggio e sacrificando giorni di ferie; l’ho fatto per rispetto sia alla giustizia italiana sia al mio accusatore. Rilevo che il signor Di Stefano non nutre lo stesso rispetto; l’unica nota positiva della giornata sono i 200 euro che andranno a rimpinguare la Cassa delle Ammende (già peraltro ricca di suo, 180 milioni di euro), con la speranza che tali fondi siano utilizzati, come prevede  la legge, per il reinserimento dei detenuti e non, come è nelle intenzioni del governo, per costruire nuove carceri.

Per il resto, io attendo ancora di sapere quali sono i capi di imputazione.

Non credo che configuri il reato di diffamazione l’aver inserito nel mio libro anche uno stralcio de “Falcone Borsellino Mistero di Stato” di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo (Edizioni della Battaglia, Palermo), in cui sono citate dichiarazioni rilasciate ai PM palermitani dal pentito calabrese Pasquale Nucera su un un summit delle mafie meridionali tenutosi il 28 settembre 1991 al santuario di Polsi, in Calabria; a tale summit, secondo il Nucera, che era presente, partecipo’ anche il signor Giovanni Di Stefano. Oggetto del summit: la costituzione di un movimento politico di “cosa nostra” definito “partito degli amici”. Testualmente:

“Nel corso della stessa riunione, secondo il racconto di Nucera, il boss calabrese Francesco Nirta avrebbe poi spiegato che si trattava di conquistare il potere politico, abbandonando i vecchi politici collusi che non garantivano più gli interessi mafiosi, e facendo ricorso ad uomini nuovi per formare un partito che fosse espressione diretta della criminalità mafiosa da portare al successo elettorale attraverso una campagna terroristica. Tale “campagna” si sarebbe realizzata in due fasi: nella prima sarebbero stati eliminati alcuni esponenti dello Stato molto importanti perché impedivano alla mafia di incrementare il proprio potere; nella seconda si sarebbe passato a destabilizzare, mediante la strategia del terrore, “il vecchio potere esistente”, allo scopo di raggiungere il fine politico prefissato … (“Richiesta di archiviazione del proc. Pen. N. 2566/98 R.G.N.R. nei confronti di Gelli Licio + 13)", pag. 64).

Considerate le polemiche di questi giorni sull’esistenza o meno di una sedicente “trattativa” fra istituzioni dello Stato e mafia siciliana, nei primi anni ’90, volta ad impedire il compimento da parte della seconda di omicidi, stragi e attentati terroristici, non mi pare inutile recuperare quanto scritto dieci anni fa dai PM palermitani.” .

 

 


Torino, 18 ottobre 2009

Pillola del giorno dopo: meno male che Silvio (Viale) c'è.
Domani procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei medici nei confronti di Viale e presidio dell’Associazione Radicale Aglietta sotto l’Ordine per chiedere l’abolizione della ricetta sulla pillola del giorno dopo.


  Domani lunedì 19 ottobre 2009, a partire dalle ore 18:30 in via Caboto 35, sotto l’Ordine provinciale dei medici di Torino, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta terrà un presidio in contemporanea dell’audizione del Dott. Silvio Viale (Presidente dell’Associazione radicale Aglietta), sottoposto a procedimento disciplinare dall’ordine, che gli contesta la prescrizione della pillola del giorno dopo, per strada e senza preliminare visita, alle donne che ne hanno fatto richiesta.

Inoltre si attende proprio per domani il pronunciamento definitivo dell’Aifa sull’RU486.

Al presidio hanno per ora aderito tra gli altri: Magda Negri (Senatrice PD), Francesco Salinas (Consigliere comunale SD), Diego Castagno (vice-Presidente circoscrizione 8), Roberto Tricarico (Assessore comunale e candidato alla segreteria regionale PD); Laura Onofri (Consigliere PD Circ.1).



Dichiarazione di Igor Boni e Claudia Pagliano (segretario e tesoriera dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)

“La convocazione di Silvio Viale da parte dell’Ordine dei medici per un procedimento aperto su fatti del novembre 2004 è vergognosa. Questo procedimento, dopo 5 anni, riparte ‘casualmente’ dopo le denunce dell’On. Agostino Ghiglia (già MSI, già AN, ora PdL) in seguito alle nuove prescrizioni effettuate da Viale il 20 settembre 2009 a Torino. Proprio chi si dice da sempre contro l’aborto dovrebbe battersi più degli altri per rendere accessibili a tutti i metodi anticoncezionali, compresa la contraccezione d’emergenza.

Invece di tentare di mettere nuovi paletti a chi prova a fornire un servizio ai cittadini, l’ordine dovrebbe occuparsi di chi il servizio non lo effettua, utilizzando strumentalmente l’obiezione di coscienza come accade in molti ospedali d’Italia. L’abolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo è una campagna che proprio l’ordine dei medici dovrebbe condurre insieme a noi.

Domani, proprio mentre l’Aifa decide in via definitiva sulla pillola abortiva RU486, saremo sotto la sede dell’Ordine, a sostegno delle azioni di Silvio Viale sulla Ru486 e sulla pillola del giorno dopo. Meno male che Silvio (Viale) c’è!”



Torino, 17 ottobre 2009

Telekom Serbia. Lunedì quinta udienza processo "Di Stefano contro Manfredi".

 

  Telekom Serbia. Lunedì quinta udienza processo "Di Stefano contro Manfredi". Manfredi: ogni occasione è buona per riproporre le 15 domande sull'affaire rimaste senza risposta (ce n'è per tutti, da Ciampi...
... a Bocchino!)


Lunedì 19 ottobre, alle ore 10:00, presso l’aula 9 del Tribunale di Roma (Piazzale Clodio), si terrà l’ennesima udienza del processo (iniziato nel luglio 2005) che vede imputato Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani), accusato di diffamazione dall’avvocato Giovanni Di Stefano, già legale e socio d’affari del criminale di guerra serbo Zeljko Raznatovic, tristemente conosciuto come “comandante Arkan”, ucciso a Belgrado il 15 gennaio 2000.

Manfredi è difeso dall’avvocato Giuseppe Rossodivita (giunta di segreteria Radicali Italiani).

Manfredi (autore del libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare? - Diario ragionato del caso dal 1994 al 2003”, Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri, postfazione di Marco Pannella) ha dichiarato:

Ogni occasione è buona per riproporre le 15 domande sull’affaire Telekom Serbia rimaste senza risposta:

1) Perché il governo Prodi non rispose all’interrogazione parlamentare (4-06641 del 25 giugno 1997, presentata dall’unico parlamentare radicale dell’epoca, il senatore Piero Milio) che, appena quindici giorni dopo la conclusione dell’affaire, chiedeva spiegazioni su un’operazione economica che aveva rafforzato il regime di Milosevic? L’8 luglio 1997, l’allora Ministro per gli Affari Regionali, Giorgio Bogi, trasmise per competenza la suddetta interrogazione all’allora ministro del Tesoro (Carlo Azeglio Ciampi), che deteneva il 61% delle azioni di Telecom Italia; anche il ministro delle Poste e Telecomunicazioni, Antonio Maccanico, ricevette la suddetta interrogazione.
Né Ciampi né Maccanico risposero, né allora né dopo.

2) Perché le prime trattative con il governo serbo furono intraprese a partire dal novembre 1994, mentre era vigente un embargo ONU nei confronti del regime serbo (sospeso solamente nel novembre 1995 e revocato un anno dopo) che vietava qualsiasi rapporto economico con Milosevic?

3) A questo proposito, cosa ci faceva a Torino, il 28 novembre 1994, una delegazione d’affari serba di altissimo livello? Dopo aver incontrato i vertici della FIAT – come risulta da documenti trasmessi dai radicali alla Procura della Repubblica di Torino e alla Commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia – i serbi incontrarono anche i vertici di Telecom Italia (la cui sede legale era allora a Torino) per gettare le basi dell’affaire Telekom Serbia?

4) Perché chi, in primis Romano Prodi, sostiene che il governo Prodi aveva disciplinato secondo un principio di “non intervento” i rapporti fra il Ministero del Tesoro e le società da esso controllate non ha mai esibito, in questi dieci anni, un decreto ministeriale, una circolare, un atto di indirizzo che accrediti questa obiettiva “rivoluzione” nei rapporti fra il Tesoro e le società partecipate?

5) A tal proposito e a fortiori, è vero o no che nel 1997 era ormai in vigore da tre anni la legge 30 luglio 1994, n. 474 sulle privatizzazioni, che riconosce un potere speciale del Governo perfino sulle società ex statali e poi privatizzate (è il caso della Stet), riservando al ministero del Tesoro un’azione d’oro (golden share), cioè un potere di intervento, condizionamento e perfino veto su alcune decisioni, del tutto indipendente dalla quota azionaria detenuta dallo Stato?

6) Il Romano Prodi che assiste impassibile al closing dell’affaire Telekom Serbia (9-10 giugno 1997) è lo stesso signore che il 18 gennaio 1997 trasmette alla Presidenza della Camera la relazione semestrale del governo “Sulla politica informativa e della sicurezza” in cui si parla della “grave crisi politica innescatasi a Belgrado”, delle “imponenti manifestazioni di protesta dopo l’annullamento delle elezioni amministrative” e si prevede che “l’aspirazione popolare alla completa democratizzazione del Paese non sia reprimibile a lungo, anche se la dirigenza di Belgrado non sembra disposta a cedere il potere. Ne potrebbe derivare un prolungato periodo d’instabilità politica …” ?

7) Il Romano Prodi di cui sopra è sempre lo stesso signore che il 1° agosto 1997, ovvero cinquanta giorni dopo la conclusione dell’affaire, trasmette alla Presidenza della Camera la relazione successiva in cui è scritto “in Serbia diviene più aspro il confronto tra il governo e l’opposizione, in vista delle elezioni repubblicane che si terranno entro fine anno” e si denuncia anche “la precarietà della situazione in Kosovo” ?

8) Come si concilia l’affermazione di Piero Fassino (trasmissione “L’alieno”, Italia Uno, 3/12/03), all’epoca dei fatti sottosegretario agli Esteri con delega ai Balcani, secondo il quale l’affaire Telekom Serbia fu “una trattativa fra due aziende …(per cui) …non vi era nessuna ragione per cui un sottosegretario agli Esteri se ne occupasse” con quanto scritto dai Pubblici Ministeri torinesi nell’ordinanza di archiviazione dell’inchiesta su Telekom Serbia (9/05/05): “…Si è così accertato in primo luogo che l’intero prezzo pagato per Telekom Serbia giunse nella disponibilità del Governo serbo …Il risultato di questa parte dell’indagine spiega anche il motivo per il quale l’opposizione interna a Milosevic era contraria alla vendita di Telekom Serbia; e conferma altresì le dichiarazioni dell’Ambasciatore Bascone (che aveva portato a conoscenza del Ministro degli esteri Dini e del sottosegretario Fassino l’esistenza dell’affare e la contrarietà ad esso di ambienti politici serbi avversi a Milosevic). E’ infatti evidente che la disponibilità di cospicue risorse economiche da parte di quest’ultimo e l’utilizzazione di esse per scopi sociali e di sostegno all’economia si risolveva in un rafforzamento della sua posizione e in una probabile vittoria nelle elezioni che si sarebbero tenute di lì a poco, cosa che infatti poi avvenne …”?

9) Riassumendo, on. Fassino, una delle due aziende da Lei evocate (Telecom Italia) era controllata per il 61% dal Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana; l’altra, Telekom Serbia, era stata creata ad hoc da Milosevic una settimana prima della conclusione dell’affaire per incamerare i soldi dei cittadini italiani e greci (rispettivamente 456 e 328 milioni di euro); aver rafforzato Milosevic proprio nel momento in cui il suo regime era traballante, avergli permesso di assicurarsi il consenso sociale per vincere le elezioni, non era una ragione sufficiente affinché il sottosegretario Fassino, debitamente informato dal suo ambasciatore a Belgrado, se ne occupasse ed impedisse il vergognoso affaire?

10) Accantonando per un attimo le considerazioni politiche, come si può definire se non disastroso un investimento che termina nel dicembre 2002, quando il nuovo proprietario di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, rivende al sopraggiunto governo democratico serbo la partecipazione in Telekom Serbia per 195 milioni di euro (pari a 378 miliardi di lire, pagabili in comode rate che scadranno nel luglio 2008) contro gli 878 miliardi di lire consegnati sull’unghia a Milosevic?

11) Non era prevedibile un simile esito partendo dal presupposto che – come accertato sia dalla Procura di Torino sia dalla commissione parlamentare d’inchiesta – la “due diligence”, l’analisi economico-finanziar ia dell’azienda Telekom Serbia, fu effettuata dagli uomini di Telecom Italia sulla base di informazioni e documenti forniti dai serbi e non verificati sul campo?

12) Non era addirittura previsto un simile esito se Tomaso Tommasi di Vignano, amministratore delegato all’epoca di Telecom Italia, spedì a Belgrado già il 24 giugno 1997 il Dr. Giovanni Garau, conosciuto in Telecom come “il bandito”, l’uomo duro, coraggioso, da impiegare nelle situazioni più difficili? Garau, prima dell’avventura serba, era direttore regionale Telecom in Campania e Basilicata; gestiva due milioni di abbonati con 5.000 dipendenti; in veste di vicedirettore generale di Telekom Serbia, si trovò a gestire lo stesso bacino d’utenza … ma avvalendosi di ben 13.500 dipendenti, non licenziabili per almeno cinque anni!

13) E’ normale che un grande gruppo come Telecom Italia paghi ben 30 milioni di marchi per spese di consulenza ad una sconosciuta società macedone, la Mak Environment, che ha per oggetto sociale principale la produzione di mangimi per animali e non ha comunque come “mission” l’attività di intermediazione? E ciò sulla base di un accordo siglato a ridosso del closing dell’affaire, il 5 giugno 1997, per consulenze svolte nei precedenti 16 mesi, come stigmatizzato dal Collegio sindacale di Telecom Italia nella sua “Memoria sull’acquisizione di Telekom Serbia” (12 giugno 2001) con queste parole inequivocabili: “…il conferimento dell’incarico dopo che lo stesso è stato svolto per lungo tempo non rispecchia le procedure in essere presso il Gruppo all’epoca dei fatti esaminati …” ?! E’ normale che il compratore (Telecom Italia) versi 17 miliardi e mezzo di lire ai consulenti finanziari e legali dei serbi? Di solito, ognuno paga i propri consulenti; semmai, chi incassa i soldi paga gli avvocati del compratore.

14) Perché né la commissione parlamentare d’inchiesta su Telekom Serbia né la Procura della Repubblica di Torino sono riuscite ad audire sulla vicenda il signor Mihalj Kertes, all’epoca dei fatti capo delle dogane serbe e “eminenza grigia” dei fondi neri di Milosevic, come si evince dal cosiddetto “Rapporto Torkildsen” (dal nome dell’analista finanziario norvegese che lo predispose nel 2002 per conto del Tribunale Penale Internazionale sull’ex-Jugoslavia) ? Rapporto che i radicali consegnarono sia alla Procura della Repubblica sia alla Commissione parlamentare d’inchiesta, chiedendo ad entrambe di sentire il signor Kertes, cosa non impossibile visto che il suddetto rese esaustiva e volontaria testimonianza sulle sue attività agli ispettori del Tribunale dell’Aja?

15) Infine, per quale destino cinico e baro una parte dei proventi dell’intermediazione riguardante l’affaire Telekom Serbia finirono nella disponibilità dell’on. Italo Bocchino (vicepresidente vicario PDL alla Camera, all’epoca dei fatti deputato di Alleanza Nazionale, membro della commissione parlamentare d’inchiesta sull’affaire e accusatore implacabile di Prodi e compagni (tranne Ciampi)?
Dall’ordinanza di archiviazione del Tribunale di Torino (9 maggio 2005, pag. 30): “…Ciò che costituisce una singolare emergenza messa in luce dalle indagini riguarda la destinazione di una parte delle risorse di Vitali (uno dei due “facilitatori” dell’affaire, ndr), a loro volta, come è stato reiteratamente chiarito, provenienti dall’affare Telekom Serbia. In effetti, Bassini (Loris, titolare di una società finanziaria di San Marino, la Fin Broker S.A., a cui il Vitali aveva affidato la gestione di 22 miliardi di lire, fra cui i compensi percepiti per l’affaire Telekom Serbia, ndr) erogò, nel corso del 2001, 1,8 miliardi di lire ad una società, Goodtime Sas, di cui socia accomandataria era Gabriella Buontempo, moglie dell’on. Italo Bocchino, successivamente componente della commissione d’inchiesta Telekom Serbia; e 2,4 miliardi di lire alla società Edizioni di Roma, di cui socio e Presidente del Consiglio di Amministrazione era lo stesso on. Bocchino…”.


N. B. Tutta la documentazione citata è reperibile nel link:

http://www.associaz ioneaglietta. it/serbia. html

Vedi anche:

http://forum. radicali. it/content/ e-uscito- il-libro- telekom-serbia- presidente- ciampi nulla-da-dichiarare

Torino, 16 ottobre 2009

TORINO/RADICALI VERSO ELEZIONI REGIONALI:

SINTESI CONFERENZA STAMPA ASSOCIAZIONE RADICALE AGLIETTA.

 

La conferenza stampa si è tenuta questa mattina al tavolo di raccolta firme dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, invia Garibaldi. La conferenza stampa è stata l’occasione per sottolineare che il recente Comitato nazionale di Radicali Italiani ha deciso la presentazione delle liste Bonino–Pannella alla prossime elezioni regionali (21/22 marzo 2010); si tratta di una novità e di una notizia poiché i Radicali non danno mai per scontata la partecipazione alle elezioni regionali o amministrative. Prova ne sia che in questa legislatura regionale i Radicali non sono presenti a Palazzo Lascaris.

 

E’ stata inoltre annunciata la campagna di raccolta delle “pre-firme” (disponibilità a firmare successivamente  per la presentazione in tempi utili delle liste radicali), iniziata da una settimana in Piemonte come in tutta Italia, con tavoli a Torino, Asti e Cuneo. I prossimi tavoli dell’Associazione Aglietta saranno in via Garibaldi n. 14, sabato 17 e domenica 18, dalle 11:00 alle 13:00.

 

Infine, Silvio Viale ha dato notizia delle prossime iniziative su pillola del giorno dopo e RU486.

 

Sono intervenuti Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani), Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta), Silvio Viale (presidente Associazione Aglietta) e Salvatore Grizzanti (coordinatore Associazione Aglietta per la Provincia di Asti).

 

Bruno Mellano ha dichiarato:

 

Sappiamo bene quanto sia impegnativo raccogliere, nella piena legalità, le firme per la presentazione delle liste. Per il Piemonte occorrono oltre 10.000 firme autenticate e certificate, suddivise per le otto province: non è affatto una passeggiata e l’esperienza delle ultime elezioni regionali, con liste dalle firme accertate come false o non correttamente raccolte, deve far riflettere. La lista Bonino-Pannella, con il suo bagaglio di proposte e di metodi politici di trasparenza, di gestione del territorio, di governo delle istituzioni, si vuole candidare in alternativa al regime partitocratrico sessantennale che ha trasformato anche le regioni in un pezzo del sistema. Per poter garantire la nostra presenza, per poterci scegliere, per conquistare anche condizioni di coalizione  chiediamo ai cittadini di darci una mano, di darci la loro pre-firma e successivamente la loro firma sotto le liste radicali, di decidere di diventare – per una volta almeno – militanti della democrazia e della partecipazione civica, anche soltanto - ad esempio - per il progetto di riforma americana delle istituzioni e l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati.

 

 Silvio Viale ha aggiunto:

 

Miriamo ad un accordo con il Centro-sinistra che sappia dare giusto valore alle nostre proposte di libertà e di autodeterminazione. Prosegue intanto la nostra lotta per l’eliminazione in Italia dell’obbligo della ricetta sulla pillola del giorno dopo e per la concreta legalizzazione dell’aborto farmacologico, cominciata proprio da qui, da Torino. Lunedì prossimo alle 18:30 sarò audito dalla commissione disciplinare dell’Ordine dei medici che mi contesta di più volte prescritto, per strada, alle donne che ne facevano richiesta, la pillola del giorno dopo; promuoviamo una mobilitazione di cittadini in contemporanea alla mia audizione di fronte all’ordine provinciale dei medici, in via Caboto 35, per chiedere che l’ordine stesso si faccia promotore della richiesta di abolizione dell’obbligo di ricetta. Ma lunedì sarà anche il giorno nel quale nuovamente l’Aifa dovrebbe pronunciarsi in via definitiva sulla regolamentazione in Italia della RU486 mentre prosegue in Senato l’inutile lavoro della Commissione d’inchiesta sulla pillola abortiva; sono comunque a disposizione per essere audito, come primo sperimentatore della RU486 in Italia.

 

 

 


Torino, 15 ottobre 2009

CONFERENZA STAMPA: RADICALI VERSO LE ELEZIONI REGIONALI, PROSEGUE LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA "LISTA BONINO-PANNELLA"

 

Silvio Viale annuncerà le nuove iniziative su pillola del giorno dopo e aborto farmacologico

 

Domani, venerdì 16 ottobre, alle ore 12:30, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta terrà una conferenza stampa al tavolo di via Garibaldi angolo via Bellezia per illustrare l’iniziativa di raccolta delle pre-firme in vista della presentazione alle prossime elezioni regionali della "Lista Bonino-Pannella" e per lanciare un fine settimana di mobilitazione straordinaria.

Verranno inoltre annunciate le prossime iniziative a sostegno dell’eliminazione della ricetta sulla pillola del giorno dopo e in merito alla regolamentazione della pillola abortiva in Italia.

 

Interverranno:

Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani)

Silvio Viale (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta)

Igor Boni (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta)

 

 


Torino, 14 ottobre 2009

VIA ENZO TORTORA LA STRADA CHE CONDUCE AL CARCERE DI TORINO. RADICALI: L’INTITOLAZIONE E’ UNA VITTORIA RADICALE MA SOPRATTUTTO UN ATTO DI GIUSTIZIA.

 

Mellano e Boni: “Un modo concreto di onorare la memoria del simbolo della lotta per la ‘giustizia giusta’ e la dignità nelle carceri”

 

In seguito alla notizia della decisione della Commissione toponomastica di intitolare ad Enzo Tortora il tratto di via Pianezza che conduce al Casa Circondariale di Torino “Lo Russo-Cotugno” , Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

 

“Sono ormai da più di 20 anni, esattamente da quel triste 18 maggio 1988 quando è scomparso Enzo Tortora, che i Radicali torinesi chiedono con insistenza e persistenza al Comune di Torino di pronunciarsi in merito alla proposta di intitolazione di una via della città a Enzo Tortora. Un riconoscimento tangibile nella città dove Tortora ha cominciato la sua carriera da giornalista, lavorando anche con Piero Angela, Mike Bongiorno ed Enza Sampò.

E sono più di 20 anni, proprio da quei tristi giorni del lontano 1988, che chiediamo venga intitolata a Enzo Tortora non una via qualsiasi, un pezzo di “sedime” pur che sia, ma proprio il tratto di strada Pianezza che conduce alla Casa Circondariale ‘Lo Russo-Cotugno’ , il carcere delle Vallette, al civico 300.

Ieri finalmente la Commissione Toponomastica, che nel 2003 aveva già inserito il nome di Tortora fra i “papabili” per un’intitolazione, ha alla fine accolto la nostra proposta anche nell’indicazione della via: possiamo quindi considerarla una nostra vittoria, ma preferiamo considerarla soprattutto la vittoria di tutta la città. Torino ricorda così il protagonista di una clamorosa ingiustizia e di una vicenda giudiziaria inverosimile e vergognosa, che ha però saputo divenire il simbolo della storica battaglia radicale per la ‘giustizia giusta’ e per il rispetto dei diritti di chi nel carcere si trova a lavorare o ci vive detenuto. Non di caso Tortora, ma di caso Giustizia, di caso Italia ci ammoniva lo stesso Enzo Tortora. Una lotta che noi continuiamo, giorno dopo giorno, per denunciare una giustizia incapace a far fronte a più di 10 milioni di processi pendenti e una situazione di degrado nelle carceri che non ha pari in Europa.

La decisione di intitolare proprio la via del carcere a Enzo è il modo per onorare la memoria del cittadino Tortora che – occorre ricordarlo - divenuto parlamentare europeo (eletto nella nostra Circoscrizione nelle liste radicali, con moltissime preferenze proprio a Torino), si dimise per poter affrontare a viso aperto le infamanti accuse, per difendersi, come ebbe a dire, nel processo e non dal processo. Questa scelta della città è, in fondo, anche un segno di speranza per chi varca quei cancelli, colpevole o innocente che sia, con la consapevolezza che oltre il 50% dei reclusi è in attesa di giudizio”.

 


Torino, 13 ottobre 2009

NARCOSALE/TORINO/ RADICALI: ENNESIMA ESTERNAZIONE DI CHIAMPARINO PRO NARCOSALE? SIGNOR SINDACO, LE PAROLE STANNO A ZERO. SERVONO I FATTI. SUBITO UN TAVOLO OPERATIVO COMUNE/REGIONE.

 

Oggi “La Stampa” ospita in cronaca un’intervista a Sergio Chiamparino, in cui, fra l’altro, il sindaco di Torino afferma: «Il servizio sanitario impieghi un po’ di risorse per sperimentare le narcosale che rappresentano l’unica soluzione per, quantomeno, arginare il problema dei tossici cronici che fino a poco tempo fa quasi certamente si aggiravano a Tossic park e ora, come una pozza d’acqua che fatichi a contenere, si sono spostati altrove». Una strada che il primo cittadino si dice disposto a percorrere anche senza avere alle spalle la maggioranza che lo sostiene: «Guardi, è l’ultima delle mie preoccupazioni, io credo che si debbano risolvere i problemi e se per ottenere questo risultato debbo contare su una maggioranza trasversale va bene lo stesso».

Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano:

“E’ praticamente da quanto è entrato a Palazzo Civico per la prima volta, nel 2001, che Sergio Chiamparino si dice favorevole alle narcosale. Peccato che non ha fatto mai seguire a tale impegnativa presa di posizione dei comportamenti conseguenti: ricordiamo che il sindaco, giocando di sponda con l’allora ministro della Sanità, Livia Turco, affosso’ venti mesi fa, la mozione, partita dalla sua stessa maggioranza, che predeveva l’istituzione delle narcosale. Ora, addirittura, si dichiara disponibile a fare fronte comune con chiunque sia favorevole (persino l’aborrita sinistra cosiddetta “radicale”), pur di portare a casa il risultato.

 

Signor sindaco, come radicali, senza potere che non fosse quello della parola, abbiamo cercato – assieme ad altre associazioni - di sostenere la proposta delle narcosale in tutti i modi possibili, raccogliendo firme, manifestando, cercando di fare informazione corretta sull’argomento. Ora le parole stanno a zero. Se veramente ritiene di utilizzare gli ultimi venti mesi del suo mandato per incardinare un’iniziativa che porterebbe nuovamente la città di Torino a essere “laboratorio dell’innovazione” per tutta Italia, contatti l’Assessore regionale alla Sanità (ricordiamo che il referente regionale sulle dipendenze, Dr. Paolo Jarre, si è sempre pubblicamente schierato a favore delle narcosale) per dare vita a un tavolo operativo, subito, prima dello scatenamento della bagarre per le elezioni regionali.

I radicali sono disponibili, come sempre, a dare una mano; non sono disponibili a essere presi in giro; non sono disponibili a giocare con la vita e con il dolore delle persone.”.

 

 


Asti, 11 ottobre 2009

Salvatore Grizzanti interviene sulla costruzione della tangenziale Sud-Ovest

  Egr. Direttore,

Devo dire di essere rimasto quantomeno colpito nel leggere su La Stampa di domenica l’ intervista al sindaco Galvagno in merito alla costruzione della tangenziale Sud-Ovest. Il progetto faraonico, che se non è la strada più cara del mondo poco ci manca con i suoi 62 milioni di Euro a chilometro (fonte Corriere della Sera), viene difeso dal sindaco con argomentazioni deboli. Come si può affermare che l’opera rispetti l’ ambiente solo perché in galleria? Se è vero che i costi non peseranno sugli enti astigiani rimane la questione se valga la pena o meno costruire una strada a sei corsie in una zona a interesse comunitario come gli Stagni di Belangero. Costruire una strada a raso meno impattante dal punto di vista ambientale magari costerà di più al Comune ma i costi non si misurano solo in Euro ma anche in qualità della vita, la quale dipende direttamente dall’ ambiente che ci circonda. Non sono ideologicamente contro le infrastrutture, infatti sono un convinto sostenitore della TAV, ma oggi Asti e la sua provincia hanno essenzialmente bisogno di messa in sicurezza del territorio, di uno stop alla cementificazione e di un piano di rottamazione edilizia per un’edilizia sostenibile, questa sarà una delle battaglie che vedrà impegnati noi Radicali per il futuro di Asti. Chiedo al Sig. Sindaco di non fare come il Presidente del Consiglio che continua a ritenere una priorità il Ponte sullo Stretto di Messina anche dopo il disastro di questi giorni, blocchi questo progetto e gli astigiani la ringrazieranno veramente.

Salvatore Grizzanti
coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta


Torino, 9 ottobre 2009

ELEZIONI REGIONALI/TORINO/ DOMANI MATTINA LISTA BONINO-PANNELLA RACCOGLIE “PRE-FIRME”. PRESENTE BRUNO MELLANO, PRESIDENTE RADICALI ITALIANI.

 

Domani, sabato 10 ottobre, a Torino, in via Garibaldi angolo via Bellezia (in caso di pioggia portici Piazza Castello/via Roma), dalle ore 11:00 alle ore 13:00, la lista Bonino-Pannella raccoglierà “pre-firme” dei cittadini per la presentazione alle elezioni regionali del 22 e 23 marzo 2010.

La “pre-firma” è una dichiarazione di disponibilità a sottoscrivere in futuro la Lista Bonino/Pannella, quando sarà completa di tutti i candidati.

Saranno presenti al tavolo Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:

La mozione approvata all’unanimità dall’ultimo Comitato nazionale di Radicali Italiani è chiara: il comitato “dà mandato agli organi dirigenti di R.I. (unitamente agli altri soggetti dell’area radicale) di chiedere, in vista delle elezioni regionali della prossima primavera, incontri urgenti sia ai nuovi vertici del Partito Democratico, sia ad Antonio Di Pietro e all’Italia dei Valori, per valutare le condizioni di un’alleanza politica ed elettorale fra questi partiti e la lista “Bonino-Pannella” , che consenta di rafforzare il ruolo dell’opposizione e di conquistare il governo di quante più Regioni è possibile”.

Da domani saremo in strada, in tante città d’Italia, per chiedere ai cittadini la forza per riuscire a presentare liste Bonino-Pannella in quante più regioni possibile; un impegno del tutto nuovo per il movimento radicale, motivato anche dalla considerazione che le regioni hanno acquisito nel corso dell’ultimo decennio sempre più competenze in sempre maggiori settori.

In Piemonte l’iniziativa radicale si caratterizzerà su due fronti: la riforma dei criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali (non più scelta partitocratrica ma selezione tramite concorso); l’iniziativa antinucleare, per opporsi da subito al piano nucleare del governo.

 


Roma, 6 ottobre 2009

Nucleare, Mellano e Manfredi: chi mal comincia … Enel smentisce ministro Scajola prevedendo slittamento tabella di marcia.

 

Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani):

Chi mal comincia … il nucleare italiano è ancora tutto sulla carta e già uno dei principali protagonisti, l’Enel, smentisce il “ministro nucleare”, Claudio Scajola. Enel ha fatto le cose in grande nel campo delle pubbliche relazioni, ospitando nel week-end oltre 40 giornalisti a Flamanville, in Normadia, dove c’è il cantiere del primo reattore di terza generazione avanzata (EPR, European Pressurizzed Reactor), lo stesso modello che Enel ed Edf intendono adottare per le prime quattro centrali nucleari italiane.

Ma gli ingegneri dell’Enel sono stati costretti a smentire implicitamente le ottimistiche previsioni di Scajola, che aveva annunciato trionfalmente l’inizio dei lavori delle centrali italiane nel 2013, prima del termine ordinario della legislatura; l’Enel prevede invece l’apertura dei cantieri nel 2015, per aver il primo reattore operativo nel 2020, fra 11 anni.

E oggi lo stesso quotidiano della Confindustria ha l’onestà intellettuale di ricordare il “caso Finlandia”, dove i contenziosi aperti tra costruttori (l’Edf francese, socio dell’Enel nell’avventura  nucleare italiana) e consorzio operativo ha fatto slittare i tempi previsti ed aumentare i costi.

Dulcis in fundo, gli ingegneri Enel hanno spiegato che a febbraio il governo fisserà tramite decreto solamente la cornice giuridica mentre i siti delle centrali saranno scelti più tardi; gli uomini di Conti non hanno detto altro. Lo diciamo noi: nonostante i suoi toni trionfalistici, il governo Berlusconi vuole far passare le elezioni regionali di marzo per non iniziare già a pagare, in termini di voti, la bolletta nucleare.


Torino, 2 ottobre 2009

KISS-IN DI CHIERI: UN BACIO PER RIVENDICARE UGUALI DIRITTI E DOVERI, PARI DIGNITÀ, RICONOSCIMENTO GIURIDICO DI TUTTI GLI AMORI E DI TUTTE LE FAMIGLIE. L’ADESIONE DELL’ASSOCIAZIONE AGLIETTA.

 

In merito al “Kiss-in” che si terrà domani alle 16,30 a Chieri, sotto l’arco di via Vittorio Emanuele II, Nathalie Pisano e Andrea Trigolo (giunta di segreteria dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta), hanno dichiarato:

Siamo ben felici della costanza e della tenacia del movimento tutto LGBT che, nella sua giusta richiesta di diritti ad una classe dirigente che sembra non rendersi conto della realtà in cui vive, insiste con manifestazioni nonviolente e creative di richiesta di diritti.

Riteniamo che manifestazioni come quella del “Kiss-in” di Chieri,  che anticipa nei fatti quella nazionale “Uguali – Liberi e uguali in dignità e diritti” che si terrà a Roma il 10 ottobre, sono eventi che contribuiscono all’apertura della società in un momento in cui il Governo pare non far altro che instillare paure e alzare steccati nei confronti di tutte le diversità.

L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta aderisce dunque con piacere a questo simpatico Kiss-in di Chieri.

 


Roma, 1 ottobre 2009
Nucleare, Mellano e Manfredi: ministro Scajola apprendista stregone nella partita nucleare.Riuscirà a mettere d’accordo francesi, italiani e americani? E a farsi suggerire dalla corte costituzionale?

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Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani)

Siamo sinceramente impressionati dall’attivismo nuclearista del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola: dopo essere stato l’artefice del “patto d’acciaio” fra Enel ed Edf, ieri è riuscito a siglare un’intesa con l’amministrazione Obama anche sulla “ricerca di opportunità contrattuali per la realizzazione di centrali nucleari”, aprendo prospettive allettanti per l’americana Westinghouse, socia di Ansaldo Nucleare (così il ligure Scajola ha acquisito meriti anche presso la potente società genovese, a sei mesi dalle elezioni regionali). Il nostro semplice dubbio è se dietro tale attivismo vi sia un progetto a lungo termine già ben definito oppure se il ministro proceda come un’apprendista stregone; la sua affermazione “sarà il mercato competitivo a fare le scelte” è pura retorica, visto che in campo ci sono aziende (vedi Enel ed Edf, ma si vocifera anche di un discesa in campo di Eni nella cordata Westinghouse- Ansaldo) controllate saldamente dallo Stato.

Riuscirà Scajola a mettere d’accordo i contendenti di una torta da 40 miliardi di eu­ro?

Intanto, preso dall’euforia, il ministro ha voluto strafare e, rispetto ai ricorsi antinucleari presentati da nove regioni alla Consulta, se l’è cavata affermando che se la Corte Costituzionale dovesse accoglierli “potrà suggerire al governo le modifiche legislative” utili a evitarne altri. Non ci pare che fra le prerogative della Consulta vi sia quella di “suggeritore” del governo; i supremi giudici devono semplicemente accertare se esista un vulnus all’ordinamento costituzionale da parte delle norme impugnate dai ricorrenti.

... ma si sa, gli apprendisti stregoni non vanno mai troppo per il sottile in materia di diritto.


Torino, 1 ottobre 2009

DOMANI “GANDHI DAY”/CONVEGNO IN CONSIGLIO REGIONALE. MELLANO E MANFREDI: UNA PREZIOSA OCCASIONE PER RIFLETTERE SU COME ATTUALIZZARE L’ESPERIENZA GANDHIANA, PER ESEMPIO NEI CONFRONTI DEL MOLOC CINESE, NEL SESSANTENNIO DELLA PRESA DEL POTERE DA PARTE DEI COMUNISTI DI MAO.

 

Il 2 ottobre, anniversario della nascita di Gandhi, è stata dichiarata dalll’ONU “Giornata Mondiale della nonviolenza”. L’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet – che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte – ha organizzato per domani un convegno su “Gandhi Day – Le radici spirituali della politica Gandhiana” (vedi programma in calce).

 

Sarà presente ed interverrà al convegno Lorenzo Strik Lievers, membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani, professore di Metodologia dell’insegnamento della Storia ( Università Bicocca Milano).

 

Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

 

“Si tratta di un’occasione preziosa: personalità delle più diverse estrazioni, credi e provenienze rifletteranno insieme sull’attualità della teoria e pratica gandhiane. Noi radicali siamo particolarmente interessati a capire come riversare l’eredità del Mahatma nella resistenza nonviolenta del Dalai Lama e del popolo tibetano rispetto al Moloc cinese, che proprio oggi festeggia i 60 anni di potere.

Il Dalai Lama non vuole certo un ritorno al passato; è stato il primo a riconoscere l’enorme balzo in avanti compiuto negli ultimi trent’anni, dopo la morte di Mao, dal regime cinese, che ha consentito a centinaia di milioni di persone di dimenticare la fame e gli stenti. Si tratta ora di attuare quella che uno dei principali dissidenti cinesi, Wej Jingsheng (iscritto al Transpartito Radicale Nonviolento) ha chiamato la “quinta modernizzazione” : la democrazia, il rispetto dei diritti umani, in Tibet e in tutta la Cina.

Gandhi si confrontò prima in Sudafrica con il regime boero di provenienza olandese e poi in India con la democrazia parlamentare inglese, due avversari incommensurabili e inparagonabili alla potenza cinese. Siamo, però, convinti che i suoi insegnamenti possano ancora parlare al cuore e alle menti degli uomini e delle donne del 2000, in Italia come in Cina.”.

 

Torino, 1° ottobre 2009

 

 

http://www.consigli oregionale. piemonte. it/organismi/ altri_org/ tibet/index. htm

 

 

Venerdì 2 ottobre 2009 – Ore 9.30
Sala Viglione - Consiglio Regionale del Piemonte
Via Alfieri 15, Torino


In occasione della Giornata Mondiale della nonviolenza indetta dall’ONU
GANDHI DAY
"Le radici spirituali della politica Gandhiana"


Intervengono

 


Davide Gariglio
 Presidente del Consiglio regionale del Piemonte

Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo
Consiglieri Referenti dell’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet


 


Lorenzo Strik Lievers
Professore di Metodologia dell’insegnamento della Storia – Università Bicocca di Milano

 

Bruno Geraci
 Università Pontificia Salesiana


Beppe Marasso
 MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione

Fabio Scialpi
Professore di Scienze storico-religiose – Università La Sapienza di Roma

Anuradha Banerjee
Professoressa alla BHU, Benares, India

Modera

Mario Baudino
Giornalista - “La Stampa” di Torino

 


Seguirà dibattito con il pubblico


Associazioni promotrici dell’iniziativa:
ASSOCIAZIONE DI COMUNI, PROVINCE E REGIONI PER IL TIBET
INTERDEPENDENCE
WORLD CONFERENCE OF RELIGIONS FOR PEACE
AMNESTY INTERNATIONAL
ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA
ITALIA-TIBET
MIR – MOVIMENTO INTERNAZIONALE della RICONCILIAZIONE
CESMEO - ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI ASIATICI AVANZATI

 


Torino, 1 ottobre 2009

RU486 – VIALE “COME PER ELUANA RICATTO AI MEDICI”

 

 

Commentando per RadioRadicale e per Radio Popolare l’audizione del ministro Sacconi al Senato, Silvio Viale ha sostenuto che l’obiettivo del ministero è quello di ricattare i medici come fu fatto per Eluana Englaro.

Successivamente Silvio Viale ha così ripreso e sintetizzato quanto ha dichiarato alle due emittenti radiofoniche:

“E’ chiaro che Sacconi non conosce e non ha letto la 194. Nel caso della RU486 la legge 194 è stata rispettata da venti anni, sin dai primi studi alla Mangiagalli di Milano, di cui probabilmente il ministro non è nemmeno a conoscenza, e verrà pienamente rispettata. E’ offensivo che Sacconi accusi i medici “non obiettori” di volere violare la legge o di volere esporre a pericoli le proprie pazienti.”  

 

“Per quanto riguarda la pericolosità della RU486, se ne fosse davvero convinto, avrebbe il dovere morale di prendere iniziative verso i Paesi europei che la utilizzano da anni in modo cosi rischioso. Sarebbe da codardi non farlo e non confrontarsi con Francia, Svezia, Regno Unito, Germania e via dicendo. Oppure non ne è convinto e, allora, sarebbe un bugiardo quando insiste sull’alibi della pericolosità della RU486. Come per tutte e pratiche mediche vi è un certo rischio, ma è minore di quello che viene accettato per altre pratiche mediche senza ricovero o con dimissioni precoci. Basti pensare alle gravidanze extrauterine, all’aborto spontaneo e alla gravidanza stessa. C’è da chiedersi se il Saccone che diffonde puro terrorismo mediatico sulla RU486 sia lo stesso Sacconi che dice “no all’allarmismo” per l’influenza A, che è ben più pericolosa della RU486.”

 

“In realtà Sacconi si sta preparando per minacciare e ricattare i medici come ha fatto per il caso di Eluana Englaro, come ha fatto ben capire il sottosegretario Roccella, sua musa ispiratrice, quando ha detto che l’obbligo di ricovero varrà solo per i medici, perché le donne potranno firmare  le dimissioni volontarie. Sacconi si sta preparando per una raffica di provvedimenti amministrativi e disciplinari contro i medici, ma troverà pane per i suoi denti. Da medico non scaricherò le mie responsabilità sulle donne e la paziente rimarrà in ospedale solo per il tempo che sarà ritenuto necessario, valutando caso per caso come si fa in medicina. Ora l’AIFA si sbrighi a fare fino in fondo il suo dovere, perché l’iter finale rischia di tracimare nell’anomalo e nel ridicolo.”

 



 
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