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Torino,
29 novembre 2002
Lettera di Silvio Viale a Corrado Augias in risposta a una lettera pubblicata oggi da "Repubblica" nell'apposita rubrica |
"Non
deve affatto vergognarsi per avere pubblicato l'odissea di quei due ragazzi
in cerca della pillola del giorno dopo; un innocuo contraccettivo, per
il quale la legge pretende una ricetta medica. Purtroppo è una
situazione molto comune in tutta Italia. Dovrebbe essere un farmaco da
banco, visto che, a quel dosaggio ed in dose unica, non ha alcuna controindicazione.
È come se ci fosse bisogno della prescrizione medica per i profilattici.
Ma la vicenda si presta ad alcune considerazioni sull'ignoranza di molti
medici, che potrebbe condurli ad un procedimento penale per omissione
e procurato danno, aggravato dal fatto di essere un pubblico ufficiale,
o un incaricato di pubblico servizio. Non c'è dubbio che quel medico
verrebbe condannato, soprattutto se non ha rilasciato alcun documento
scritto sulle motivazioni cliniche del suo diniego. La contraccezione
di emergenza è una prestazione sanitaria, poiché la legge
esige una ricetta medica, ed è tanto più efficace quanto
prima è util izzata. Infatti il risch io di incorrere in una gravidanza
non voluta triplica tra le 12 e le 24 ore rispetto alle prime 12 ore,
e raddoppia successivamente ogni 12 ore. Costringere una donna ad attendere
significa esporla ad un rischio maggiore di un evento non desiderato.
L'obiezione di coscienza non può essere invocata in alcun modo
(sono due anni che attendo che qualche medico obiettore faccia seguire
i fatti alle parole) ed infatti nessuno lo scrive sulla cartella clinica,
ma vigliaccamente si allontana la donna senza darle la possibilità
di ricorrere in sede giudiziaria. Non è nemmeno necessario tirare
in ballo che la 194 si riferisce alle procedure per l'aborto, quando una
gravidanza è dimostrabile, perché nel caso della pillola
del giorno dopo non vi è gravidanza. Anzi se vi fosse non sarebbe
interrotta dal farmaco. Si tratta di un contraccettivo a tutti gli effetti,
che agisce ritardando l'ovulazione prima che avvenga la fecondazione.
Senza scomodare in questa sede la letteratura internazionale, bas tino
alcuni accenni di f isiologia: il periodo fecondo è costituito
dai giorni che precedono l'ovulazione e dalle 24 ore successive alla stessa,
per cui la percentuale di successo è legata al periodo precedente
l'ovulazione, spiegando perché sia più efficace quanto prima
si intervenga. Questo dovrebbe spiegare anche perché un medico
veramente obiettore dovrebbe essere ancora più tempestivo nella
prescrizione, anticipando una potenziale fecondazione. La realtà
è piuttosto di uno stupido atteggiamento punitivo, per cui ci si
sente infastiditi dal fatto che qualcuno abbia avuto un rapporto sessuale
e gratificati da questo potere assoluto di punizione. Solo così
si spiega perché quel medico abbia perso così tanto tempo,
piuttosto di risolvere il tutto con una prescrizione, in pochi minuti.
Come medico, chiedo scusa a quella donna e tante altre che vengono quotidianamente
umiliate, consigliando di segnalare all'autorità giudiziaria tale
comportamento. È un reato serio. Lo sappiano tutti i medici. Lo
sappiano tutt e le donne, anche le min orenni, che la 194 tutela nell'anonimato
e nella contraccezione. Probabilmente, anche per togliere dall'imbarazzo
molti medici, la soluzione è la vendita senza prescrizione medica,
come avviene in altri paesi europei, e nel frattempo tenere con sé
una confezione della pillola del giorno da utilizzare in caso di emergenza
(per sé o per un'amica).". Silvio Viale Ginecologo, Presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta |
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Torino
28 novembre 2002
Conferenza Stampa su: CACCIA Referendum scippato e proposte di legge indecenti: il punto della situazione e le iniziative future. |
Venerdì
29 novembre 2002 presso Sala dei Presidenti Consiglio Regionale del Piemonte Palazzo Lascaris, via Alfieri, 15 Ore 11 Interverranno: Bruno Mellano, consigliere regionale, membro della III Commissione Consiliare Agricoltura; Davide Argento, membro della Giunta di Segreteria dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta; Silvio Viale, Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Interverranno inoltre: Piero Belletti, Pro Natura, Comitato Promotore Referendum; Roberto Piana, LAC, Comitato Promotore Referendum. Sono state invitate tutte le associazioni ambientaliste protagoniste della lunga e costosa iniziativa per la difesa del diritto all'effettuazione del referendum regionale anticaccia. Per informazioni: Bruno Mellano, 348.5335302 |
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Torino,
27 novembre 2002
TELEKOM SERBIA: IL PM DI TORINO BRUNO TINTI HA SENTITO COME "PERSONA INFORMATA SUI FATTI" L'ESPONENTE RADICALE GIULIO MANFREDI . MANFREDI: "HO CHIESTO AL DR. TINTI DI SENTIRE CIAMPI, PRODI, DRAGHI, MICHELI, DINI , FASSINO NONCHE' ESPONENTI DEL REGIME DI MILOSEVIC (TOMIC, BEKO, KERTES, SAINOVIC, VUCIC)". |
Sono
iniziate quest'oggi in Procura, a Torino, le audizioni dei quattro esponenti
radicali che, il 7 marzo 2001, chiesero di essere sentiti come "persone
informate sui fatti" nell'ambito dell'inchiesta sull'affaire Telekom
Serbia. Oggi è stato sentito Giulio Manfredi (Comitato Nazionale
Radicali Italiani, autore del libro "Telekom Serbia Presidente
Ciampi, nulla da dichiarare?"); domani sarà la volta di Carmelo
Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte; lunedì 9 dicembre
saranno sentiti gli europarlamentari radicali Benedetto Della Vedova e
Gianfranco Dell'Alba. All'uscita dell'audizione, Manfredi ha dichiarato: "Ho consegnato al Dr. Tinti un'integrazione al documento presentato 21 mesi fa, in cui chiedo che i PM torinesi procedano ad assumere "sommarie informazioni testimoniali" dai seguenti signori: Carlo Azeglio Ciampi, all'epoca dei fatti (giugno 1997) ministro del Tesoro e, in tale veste, azionista di maggioranza di Telecom Italia; Romano Prodi, all'epoca dei fatti presidente del Consiglio; Mario Draghi, allora direttore generale del ministero del Tesoro; Enrico Micheli, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; Lamberto Dini, allora ministro degli Esteri; Piero Fassino, allora sottosegretario agli Esteri con delega ai Balcani. Sul versante serbo dell'inchiesta, ho chiesto che siano sentiti i seguenti signori: Dragan Tomic (è stato presidente del Parlamento serbo e presidente della Jugopetrol, era a Torino nel novembre 1994 e nel maggio 1996 con una delegazione d'affari, incontrò il sottosegretario Fassino nel novembre 1996, gestì con altri i fondi arrivati da Italia e Grecia); Giovanni Di Stefano (amico e socio d'affari del sedicente "comandante Arkan", ha rilasciato recentemente interviste in cui afferma di conoscere particolari inediti sul caso); Milan Beko (all'epoca dei fatti ministro serbo per le privatizzazioni); Mihalj Kertes (capo delle dogane di Stato, "trasportatore" dei fondi neri di Milosevic a Cipro); Nikola Sainovic (vicepremier federale, svolse una funzione di rilievo nelle trattative relative all'affaire); Borka Vucic (direttrice della Beogradska Banka, definita la "banchiera di Milosevic"). Come ho detto al Dr. Tinti, ritengo che tali audizioni siano utili per fornire agli inquirenti un quadro complessivo del contesto in cui è stato stipulato l'affaire Telekom Serbia.". Per ulteriori informazioni: 348/5335305 (Manfredi) www.radicalparty.org "special page on affair Telekom Serbia" Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è acquistabile su Internet (www.stampalternativa.it). |
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Torino
26 novembre 2002
RU486: Lunedì 2 dicembre i DS ne parlano in Regione con Viale e Campogrande. |
Lunedì
2 dicembre, presso il Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri
n. 15) i DS organizzano un incontro su "Scienze e libertà
femminile. Diritti, conquiste e responsabilità". Inizio ore 16:30. Interventi di: Giuliana Manica (Capogruppo DS in Regione) Antonio D'Ambrosio (Assessore regionale alla Sanità/AN) Maurizio Mori (docente universitario, direttore rivista Bioetica) Silvio Viale (ginecologo Ospedale S.Anna) Mario Campogrande (Direttore Dipartimento 1 - Osp. S.Anna) Elisabetta Galeotti (docente universitaria) Marisa Suino (vicecapogruppo DS) Barbara Pollastrini (responsabile nazionale donne DS) Il 13 dicembre è prevista la visita di Emma Bonino all'ospedale S.Anna di Torino (appuntamento ancora da definire). |
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| Venerdì
29 novembre 2002, alle ore 21, a Vercelli, presso il Chiostro di S.Andrea
(P.za Roma), si terrà la presentazione alla stampa e ai cittadini
del libro "Il maratoneta - Storia di una battaglia di libertà"
di Luca Coscioni (edizioni Stampa Alternativa, Roma, 2002). Luca Coscioni, 35 anni, dottore di ricerca in Economia ambientale, nel tempo libero appassionato maratoneta, viene colpito nel 1995 dalla sclerosi laterale amiotrofica, malattia neuromuscolare oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralizzato e incapace di parlare con la propria voce. Per comunicare Luca utilizza un computer con un programma di sintesi vocale. Nel 2001, sostenuto da un appello sottoscritto da 50 premi Nobel e da 500 scienziati di tutto il mondo, Luca Coscioni ha guidato come capolista la campagna elettorale della Lista Bonino ed è divenuto il leader della battaglia per la libertà di ricerca scientifica; è presidente di Radicali Italiani. Interverranno alla presentazione del libro: Luca Coscioni (con un messaggio registrato) Rita Bernardini (presidente di Radicali Italiani) Mauro Lozza (neurofisiopatologo) Carmelo Palma (capogruppo radicale in Consiglio Regionale) Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) Presiederà Andrea De Angelis, esponente radicale vercellese. Nel pomeriggio di venerdì 29, una delegazione radicale composta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale), Rita Bernardini, Andrea De Angelis e Iolanda Casigliani (Comitato Nazionale Radicali Italiani) visiterà il carcere di Vercelli. Torino, 26 novembre 2002 Per ulteriori informazioni: 338/8596401 (De Angelis) www.lucacoscioni.it Il libro "Il maratoneta" è acquistabile anche su Internet (www.stampalternativa.it). "Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall'attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie, per questo." José Saramago (Premio Nobel per la Letteratura 1998) |
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Torino,
13 novembre 2002
"TELEKOM SERBIA - PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?". PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DEL LIBRO (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri): VENERDI' 15 NOVEMBRE, TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE (via Alfieri n. 15, Sala dei Presidenti al piano terra, ore 15). |
Interverranno
alla presentazione: - l'autore del libro, Giulio Manfredi, militante radicale storico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani; segue da oltre dieci anni le vicende dell'ex-Jugoslavia, fornendo assistenza e consulenza in materia ai parlamentari radicali; lavora attualmente presso il Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte; - l'europarlamentare radicale Gianfranco Dell'Alba; Dell'Alba denunciò già nel giugno 1997 l'insensatezza politica ed economica della partecipazione di Telecom Italia in Telekom Serbia: 900 miliardi di lire dei contribuenti la Telecom era ancora proprietà del Ministero del Tesoro, retto allora da Carlo Azeglio Ciampi consegnati a Milosevic, che se ne servì per rinsaldare il suo regime traballante e per foraggiare l'operazione di pulizia etnica in Kossovo; Dell'Alba partecipò poi, assieme all'europarlamentare radicale Benedetto Della Vedova, alle assemblee degli azionisti Telecom e prese la parola, in veste di piccolo azionista, per chiedere ai dirigenti di TI di dismettere la partecipazione in Serbia; - il Presidente del Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte, Carmelo Palma; nel novembre 1994, in pieno regime di embargo ONU alla Serbia, Palma riuscì ad impedire che una delegazione d'affari serba, in visita agli stabilimenti FIAT di Torino, fosse ricevuta dal sindaco di allora, Valentino Castellani; Palma si recò anche dal Prefetto per denunciare la presenza in città di esponenti di un regime sottoposto a isolamento dalla comunità internazionale; furono gettate allora le basi della partecipazione italiana in Telekom Serbia? Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è stato stampato grazie al contributo dei deputati radicali al Parlamento Europeo e dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino. Il libro è acquistabile on-line su www.stampalternativa.it Per ulteriori informazioni: 348/5335305 (Manfredi) |
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Torino,
8 novembre 2002
RADICALI ITALIANI/IL GIORNALE: CONTINUA LA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE SUI SINDACATI E SULLE MODALITA' DI DISDETTA DELLA TESSERA SINDACALE. NUOVO LIBRO RADICALE "FIAT, QUANTO CI COSTI?". |
La
campagna d'informazione è partita venerdì 18 ottobre; sono
stati aperti tavoli tutti i giorni nelle maggiori città italiane
e nei fine settimana in più di cento località. A Torino,
al banchetto in Via Garibaldi, si sono rivolti decine di lavoratori e
pensionati per ritirare i moduli per la disdetta o per manifestare semplicemente
il proprio appoggio all'iniziativa. "Ne abbiamo sentite di tutti i colori - ha dichiarato Jolanda Casigliani, responsabile dei tavoli e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani - pensionati che neanche sanno a che sindacato sono iscritti; vedove con pensione di reversibilità che da anni cercano di cancellare l'iscrizione al sindacato del marito deceduto; raccomandate per la disdetta ignorate con la scusa che mancano del codice identificativo del sindacato. Ribadiamo che non si tratta di una campagna antisindacale ma, come ha scritto persino Eugenio Scalfari su Repubblica, una campagna "che certamente obbliga il sindacato a guadagnarsi ogni anno il consenso della sua base". Ricordo che nel 1995 i cittadini italiani si espressero a maggioranza, nel referendum radicale, contro il meccanismo della trattenuta automatica della tessera sindacale da salari, stipendi e pensioni (una vera e propria "iscrizione a vita"); ricordo anche che, a differenza dei partiti , i bilanci delle organizzazioni sindacali non sono pubblici e che nessuno sa quanti siano i loro iscritti effettivi: gli iscritti dichiarati in Italia sono molti di più di quelli dichiarati alla Confederazione europea dei sindacati, a cui bisogna pagare una quota associativa proporzionale al numero d'iscritti!". I tavoli del fine settimana a Torino si terranno: sabato in Via Garibaldi (angolo via San Dalmazzo) dalle ore 16 alle ore18; domenica in P.za S.Carlo (fronte Banca S.Paolo), dalle 10 alle 13. Nei giorni feriali è confermato il banchetto di Via Garibaldi, dalle 16 alle 18. Sabato 9 novembre, tavolo d'informazione anche ad Ivrea, in via Palestro, dalle 10 alle 13. Per ulteriori informazioni: Jolanda Casigliani (348/5335307) www.radicali.it. Ai tavoli, nelle sedi radicali e su Internet (www.stampalternativa.it) è possibile acquistare il libro "FIAT, QUANTO CI COSTI? Come la grande industria italiana privatizza i profitti e socializza le perdite a spese dei contribuenti" di Michele De Lucia (edizioni Stampa Alternativa-Nuovi Equilibri). |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |