2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
     
Torino, 22 novembre 2004 
“ORTOLANO… TUTTO CHIACCHIERE E  TARGHE ALTERNE”
 “IL 20% DI PM IN MENO NEI POLMONI… MA ORTOLANO NON LO SA”
  Silvio Viale, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, interviene per sottolineare la solita ipocrita demagogia dell’assessore Dario Ortolano sull’inquinamento da PM10 (Ortolano ha nuovamente annunciato le inutili “targhe alterne” per gennaio, ma, guarda caso, non per dicembre):
 
“In un colloquio privato, reso pubblico, l’assessore Dario Ortolano ha rassicurato l’ex assessore Paolo Hutter, che ricorrerà alle targhe alterne solo nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare, evitando però di spiegare cosa intenda per peggioramento.
Curiosamente, le stesse parole le aveva già pronunciate il 9 novembre scorso - proprio nel giorno in cui il PM10 stava superando i limiti di legge per il nono giorno consecutivo – senza prendere alcun provvedimento; se fosse stato l’assessore di Milano avrebbe dovuto proclamare il blocco totale per la domenica. Cosa ancor più rivelante, se fosse in vigore il regolamento milanese, proprio in questi giorni, dovrebbe predisporre un blocco del traffico, essendosi verificato oggi l’ottavo superamento consecutivo.
Ma Ortolano, come ogni anno, ignorerà il PM10 di novembre e dicembre, per scatenarsi a gennaio con la solita inutile proposta delle targhe alterne, condita dalle solite catastrofiche previsioni.
Con un’opera di prevenzione, cercando di salvaguardare i torinesi dalla proverbiale incompetenza dell’assessore, vorrei ricordare a lui, ma anche agli altri amministratori ed agli operatori dell’informazione che, nel 2004, i torinesi hanno respirato meno PM10 degli anni precedenti. Attualmente la media annuale è di 53 mcg/mc e, anche se potrà salire ancora di un paio di punti, alla fine dell’anno sarà inferiore di circa 20% a quella del 2003 (63 mcg/mc, se ricordo bene). E questo, nonostante l’assenza di targhe alterne, nonostante la presenza di tanti cantieri, spesso ingiustamente incolpati e, soprattutto, grazie al disinteressamento di Ortolano & C.
Suggerisco, quindi, ad Ortolano continuare a non fare nulla e di lasciare perdere le targhe alterne. Anzi, potrebbe convocare una bella conferenza stampa per rivendicare questo splendido successo sul PM10 e, magari, per informare sul reale livello di rischio. Il danno del PM10 cittadino è equivalente a quello del fumo passivo prodotto in un anno da una ventina di sigarette. Il rischio del PM10 è nettamente inferiore a quello riscontrabile nella casa di un qualunque fumatore, nei locali frequentati da fumatori o, come hanno riportato ieri i giornali, nei prodotti della combustione delle candele delle chiese. Il PM10 dell’aria cittadina è di fatto un fattore marginale di mortalità, come dimostra la maggiore longevità dei residenti delle aree urbane.
Inoltre e infine, se l’attuale PM10 dell’aria costituisce un seppur piccolo rischio sulla salute, le targhe alterne per alcuni giovedì non producono alcun effetto benefico. Solo se disposte per tutti i giovedì dell’anno potrebbero evitare non più di 5 dei circa novemila decessi cittadini. Come per i rischi per la salute dei bambini, il punto non è fare demagogia, ma comprendere cosa si possa davvero fare con efficacia.”
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 18 novembre 2004
“PICCHIONI? DIMISSIONI! LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”/DOMANI SIT-IN RADICALE ALLA PRESENTAZIONE DELLA “FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2005” (Torino, v. Rossini n. 8, ore 11:30).
  Rolando Picchioni, segretario generale della Fondazione “Fiera Internazionale del Libro”, ricopre dal 29 giugno scorso anche la carica di consigliere regionale del Piemonte. Entro l’8 luglio 2004 avrebbe dovuto dimettersi da una delle due cariche, ai sensi della legge 154/81 (art. 3, comma 1: “Non può ricoprire la carica di consigliere regionale ... l’amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza … da parte della regione o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa quando la parte facoltativa superi nell’anno il dieci per cento del totale delle entrate dell’ente”.  Art. 6, comma 4: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”
).
Picchioni  è anche membro del Consiglio di Amministrazione e direttore esecutivo dell’Associazione “The World Political Forum”, sottoposto a vigilanza e lautamente finanziato dalla Regione Piemonte.
 
Domani, venerdi' 19 novembre, i militanti radicali manifesteranno davanti all’entrata del Teatro Gobetti (via Rossini, n. 8), dalle ore 11:00 alle ore 13:00,  in concomitanza della presentazione della “Fiera Internazionale del Libro 2005”, a cui parteciperanno Rolando Picchioni, Enzo Ghigo ed Ernesto Ferrero.
 
Saranno presenti Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che hanno dichiarato:
 
“Domani Picchioni farà gli onori di casa e presenterà da par suo il prossimo Salone del Libro; verrà così a cadere definitivamente il suo tentativo di presentarsi come semplice consulente e non già (come è in realtà) come segretario generale e quindi responsabile organizzativo della Fiera del Libro. Con la nostra manifestazione, intendiamo rompere la congiura del silenzio sul “caso Picchioni”: il Consiglio Regionale del Piemonte continua a non voler affrontare l’argomento, bocciando ad ogni seduta la richiesta d’inserimento nell’ordine dei lavori presentata dai consiglieri radicali; il Tribunale di Torino discuterà l’azione popolare,  da noi promossa per far decadere Picchioni, il 10 dicembre. E’ ora di dire basta a questa patente violazione di legge; il conflitto d’interessi è evidente e grave e deve essere risolto nel più breve tempo possibile; chi discetta di cultura dovrebbe prima di tutto essere rispettoso della legge e del diritto sui quali quella cultura trova fondamento.”.
 
Manfredi (348/5335305)
 
Tutta la documentazione sul “caso Picchioni” su: www.grupporadicalipiemonte.it

Torino, 18/11/04
“OGM … C’E’ CHI DICE SI’”/VERCELLI/SABATO CONFERENZA STAMPA RADICALE.
  La conferenza stampa  si terrà sabato 20 novembre, alle ore 12:30, presso il Bar d’Italia (Vercelli, via Cavour angolo Piazza Cavour). Interverranno:
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, membro commissioni Agricoltura e Ambiente);
Igor Boni (agronomo, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta);
Roswitha Flaibani e Pietro Luca Oddo (esponenti radicali vercellesi).
 
Mellano e Boni hanno dichiarato:
 
“Intendiamo esporre anche a Vercelli le nostre ragioni, che sono le stesse di chi, in Italia,  si rifiuta di “obbedire” ai falsi ed antiscientifici appelli anti-ogm, che nascondono un atteggiamento tanto oscurantista ed illiberale dal punto di vista scientifico e politico quanto cripto-protezionistico sotto il profilo commerciale. Una cosa è far applicare la normativa europea in materia di coesistenza tra colture OGM e convenzionali (e su questo ci impegneremo dalle prossime settimane per elaborare una proposta di legge regionale); altra e ben diversa cosa è lanciare una crociata che associa una paura per le innovazioni scientifiche ad una strategia anti-mercato per la tutela dei prodotti tipici, descrivendo per il futuro dell’agricoltura italiana uno scenario irrealistico e totalmente “ogm free”.”.
 
Mellano (348/5335302)
Boni (348/5335309)

Torino, 17 novembre 2004
OGM/ RADICALI: A FRONTE DELL’OFFENSIVA DELLA COLDIRETTI, IL MINISTRO ALEMANNO NON HA NULLA DA ECCEPIRE?
  A seguito dell’approvazione del discusso decreto – legge “Alemanno” sulla coesistenza tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni OGM, la Coldiretti ha ripreso un’irresponsabile campagna volta a far approvare da Comuni, Province e Regioni ordini del giorno e delibere che  dichiarino il loro territorio “ogm-free”. In base ai dati forniti dalla Coldiretti, in Piemonte sono 239 i Comuni che hanno approvato documenti in tal senso (30 in provincia di Alessandria, 57 in provincia di Asti, 10 in provincia di Biella, 118 in provincia di Cuneo, 9 in provincia di Novara, 11 in provincia di Torino e 4 in provincia di Vercelli). In tutt’Italia sono  1286, su un totale di 8106, i Comuni che si sono dichiarati “ogm – free” e 13 le Regioni, incluso il Piemonte, che si sono già espresse in tal senso.
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta):
 
“La Coldiretti si sta impegnando in una campagna demagogica e populista di cui, riteniamo, dovrà dar conto in primo luogo ai propri aderenti. Le Regioni “ogm-free”, infatti, verranno certamente sottoposte ad una procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Sappiamo che già oggi la Commissione UE ha aperto una procedura di infrazione contro l’Austria per le norme che dichiarano la Carinzia “esente da ogm”. Insomma, dopo lo scandalo quote latte, si stanno gettando le basi per uno scandalo “ogm-free”, con multe e sanzioni imposte dalle autorità europee.
Dietro la propaganda anti-ogm emerge chiaramente un atteggiamento tanto oscurantista ed illiberale dal punto di vista scientifico e politico, quanto cripto-protezionistico sotto il profilo commerciale. La strategia scelta dalla Coldiretti e dai difensori dell’“ogm-free”, tutta improntata sulla condanna dell’innovazione scientifica e su strategie anti-mercato per la tutela dei prodotti tipici, descrive per il futuro dell’agricoltura italiana uno scenario irrealistico e, al momento, totalmente irrealizzabile.
Agli amministratori degli enti locali vorremmo semplicemente far notare che dichiararsi “ogm-free” non ha nessun senso se si considera che oggi, mentre è ancora in vigore il bando totale sugli ogm, il 68,2% del mangime utilizzato in Piemonte è contaminato da ogm (fonte: dati forniti dalla Regione Piemonte per il 2002).
Il ministro Alemanno non ha nulla da eccepire ai proclami della Coldiretti, tendenti a vanificare il suo stesso provvedimento, che, se non ricordiamo male, vuole e deve attuare la coesistenza tra colture tradizionali e colture ogm, e non imporre il monopolio delle coltivazioni biologiche (o presunte tali) come propongono i fondamentalisti anti-ogm!”
 
Mellano (3485335302)
Boni (3485335309)
     
Torino, 12 novembre 2004
PAPA-EUTANASIA, VIALE (EXIT-Italia) “PAROLE CONTRADDITTORIE, MA UN PASSO AVANTI. COME PER L’ABORTO, UNA LEGGE E’ POSSIBILE”
  Giovanni Paolo II è intervenuto sull’eutanasia con due messaggi.
Il primo inviato ai partecipanti alla Conferenza Internazionale sulle Cure Palliative promossa in Vaticano dal Pontificio Consiglio per la Pastorale Sanitaria ed il secondo al Congresso dell’Associazione dei Medici Cattolici, che si tiene a Bari.
 
EXIT-Italia, l’associazione che si batte per il diritto ad una morte dignitosa, interviene con un commento di Silvio Viale, medico, membro del Comitato scientifico di EXIT-Italia:
 
“Le parole di Giovanni Paolo II sono contraddittorie, ma confermano come il tema dell’eutanasia, almeno per quanto riguarda l’assistenza alla morte e nella morte, sia ben presente nel mondo cattolico e nel suo quotidiano rapporto con i morenti.
Secondo Wojtyla l’interruzione della terapia “è eticamente corretta quando la stessa risulti inefficace o chiaramente sproporzionata ai fini del sostegno della vita o del recupero della salute”, con “l’obbligo di evitare ogni forma di ostinazione o accanimento terapeutico” e con quello di “lenire i sintomi di  sofferenza di ordine fisico, psichico e mentale con le cure palliative”
.
Sarebbe quindi lecita una forma indiretta di eutanasia, con l’accelerazione della morte, mediante la sospensione delle  terapie inutili e la somministrazione di farmaci palliativi. La morte del paziente sarebbe accelerata della sospensione, dalle omissioni e dal doppio effetto dei farmaci utilizzati per le cure palliative. La decisione sarebbe del medico ed escluderebbe ogni accondiscendenza verso un’eventuale richiesta di morte del paziente.
Appare chiaro che, con questi messaggi, Wojtyla si allontana dalla logica del mantenimento in vita nell’accettazione della sofferenza, come unica soluzione, ma con l’ambiguità di chi rimane a metà del guado e non ha il coraggio di proseguire fino in fondo il ragionamento sul “tramonto della vita”, fa intravedere un percorso di accompagnamento alla morte, inevitabile. Si tratta nei fatti di un passo in avanti verso l’accettazione dell’interruzione della vita, seppure in determinate condizioni, che non sono poi così lontane dalle nostre. Come non diversa in fondo è la consapevolezza eutanasica, quando la sospensione omissiva delle cure e la somministrazione delle terapie palliative, non si discosta molto da un efficace intervento attivo, soprattutto quando si è in attesa dell’exitus. L’unica differenza di rilevo rimane quella del rispetto della volontà del paziente e, conseguentemente, della sua dignità, come da lui percepita ed espressa, che per la Chiesa sembra essere, viceversa, affidata a criteri medici non definiti.
Se per i medici cattolici “la vita va promossa e difesa dal suo concepimento fino al suo tramonto naturale”, come per l’aborto uno Stato laico fa una legge, che lascia i cattolici liberi di difendere la vita, anche per il suo tramonto una legge li lascerebbe ugualmente liberi, soprattutto se il Papa non sembra in grado di definire con precisione il momento del tramonto”.
 
(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 12 novembre 2004
CACCIA/REGIONE PIEMONTE/SIT-IN RADICALE CON ARCHI E FRECCE.
Mellano e Viale: “La prossima volta verremo con i cavalli e i cani ...".
   Questa mattina, a Torino, si è svolto di fronte alla sede del Consiglio Regionale del Piemonte un sit-in diassociazioni ambientaliste, in concomitanza con l’inizio della discussione della proposta di riforma della legge regionale sulla caccia, la diciottesima riforma dal 1973.
Alla manifestazione hanno partecipato militanti radicali “armati” di archi e frecce, visto che la maggioranza trasversale che vuole la riforma (comprende tutti i partiti tranne radicali, verdi e comunisti) intende introdurre la caccia con l’arco.
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
 
“Si ride per non piangere; la caccia con l’arco rischia di essere ancora più pericolosa di quella con i fucili e di innalzare il numero, già elevato, di morti e feriti che ogni annata di caccia porta con sé. Non basta: pur di favorire la piccola ma ben determinata lobby dei cacciatori, si vuole introdurre in Piemonte anche la caccia alla volpe, che è stata abolita in Gran Bretagna.
Vorrà dire che la prossima volta ci presenteremo davanti al Consiglio Regionale a cavallo e con le mute dei cani …”.
 
Mellano (348/5335302)
Viale (339/3257406)

Torino 10 novembre 2004
VENERDI MATTINA I RADICALI DAVANTI ALLA REGIONE CONTRO LA NUOVA LEGGE SULLA CACCIA (LA DICIASETTESIMA)… MA GIA’ SI PARLA DELLA DICIOTTESIMA.
SERVISSE ALMENO PER CONOSCERE IL PROGRAMMA SULLA CACCIA DELLE DUE COALIZIONI!
  “In 33 anni di vita la Regione Piemonte ha approvato 16 leggi sulla caccia, ma nonostante si appresti a votare la 17a, l’attività venatoria continuerà ad essere disciplinata da ben sette leggi regionali. Senza contare che, con una nuova annunciata modifica della normativa nazionale, si dovrebbe preparare subito la 18a legge.”
 
Con queste parole Silvio Viale e Bruno Mellano hanno annunciato che venerdì mattina i radicali presidieranno il Consiglio regionale, per ricordare ai consiglieri che “in nome del federalismo, dovrebbe essere assolutamente normale avere normative regionali diverse; non vi è alcun motivo per peggiorare quella piemontese in nome di quella nazionale”.
 
 Il Consigliere regionale, Bruno Mellano, relatore di minoranza, ricorda come ogni tentativo di migliorare la proposta di legge sia stato respinto: “Mi auguro che, almeno, siano tolte dall’elenco delle specie cacciabili quelle in pericolo di estinzione, come la beccaccia, la pernice bianca, il fagiano di monte (gallo forcello) e la coturnice. Purtroppo temo che l’unica preoccupazione della potente lobby dei cacciatori  sia  quella di ridurre le sanzioni per le trasgressioni”.
 
Silvio Viale, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha polemicamente osservato:
“Il sospetto è che in realtà si tratti di un dibattito taroccato, una specie di teatrino, dove la lobby dei cacciatori potrà dire di avere portato la discussione in aula e quella degli ambientalisti di averla bloccata. Come radicali, ci piacerebbe sapere quale sarà il programma sulla caccia che centrosinistra e centrodestra proporranno agli elettori; chiediamo ad entrambe le coalizioni di evidenziare le differenze reciproche,  senza limitarsi ad elencare le posizioni dei singoli. Solo così, il dibattito di venerdì non sarebbe inutile.”
 
(Silvio Viale 339, 3257406, Bruno Mellano 348.5335302)

Torino, 10 novembre 2004
"OGM … C’E’ CHI DICE SI’"/SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALI/CIA/
CONFAGRICOLTURA (Torino, Consiglio Regionale del Piemonte).
  Ha introdotto la conferenza stampa Bruno Mellano (consigliere regionale radicale): “In questa sala ieri si è palesata la vasta coalizione, come loro si definiscono, che fa della Regione Piemonte la punta di lancia della campagna anti-OGM e a sostegno del “Decreto Alemanno”; oggi noi cerchiamo di dare voce a una posizione diversa, laica, per la libertà di ricerca scientifica, per la libertà d’impresa, per la libertà di scelta dei cittadini consumatori; e sempre da Torino è stato lanciato l’Appello dell’Istituto Bruno Leoni a difesa di tali libertà”.
 
Ha poi preso la parola Igor Boni (agronomo, segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta): “Occorre fare chiarezza, rifuggendo dalle ipocrisie: tutto quello che mangiamo è frutto di mutazioni genetiche prodotte dall’uomo nel corso dei secoli. L’Unione Europea ha impartito delle direttive per permettere la coesistenza di colture OGM e OGM-free; occorre attuare tali direttive senza trasformare il problema in scontro ideologico.”. Boni ha citato il seguente commento di Philippe Busquin, ex Commissario Europeo della Ricerca, allo studio UE (durato 15 anni, 1985/2000, e che ha visto coinvolti 400 centri di ricerca pubblici per una spesa complessiva di 70 milioni di euro): “Le ricerche dimostrano che le piante geneticamente modificate e i prodotti sviluppati e commercializzati fino ad oggi, secondo le usuali procedure di valutazione del rischio, non hanno presentato alcun rischio per la salute umana o per l’ambiente. Anzi, l’uso di una tecnologia più precisa e le più accurate valutazioni in fase di regolamentazione rendono probabilmente queste piante e questi prodotti ancora più sicuri di quelli convenzionali.”.
 
Attilio Borroni (presidente regionale CIA, Confederazione Italiana Agricoltori) si è soffermato sulle dichiarazioni del prof. Veronesi relative alla presenza delle aflatossine in vari prodotti alimentari. Borroni ha citato dati presenti nella “Relazione 2003” della Sanità Pubblica della Regione Piemonte: su 397 test eseguiti vi erano 93 casi di superamento della soglia di rischio per la salute. “Altre regioni hanno predisposto piani di controllo; noi ci attendiamo risposte politiche da Ghigo, non apparizioni medianiche … e con le polentate non si risolve il problema delle aflatossine!”.
 
Per Giovanni Demichelis (direttore regionale Confagricoltura) “è importante uscire dalla logica del pensiero unico, che comporta sottostare a grossi equivoci, come quello di ritenere incompatibili le biotecnologie con i prodotti di qualità. Prodotti di qualità che, ricordiamolo, rappresentano non più del 20% della produzione complessiva piemontese (e l’11% è costituito dal vino). Non spetta alla nostra organizzazione stabilire se gli OGM sono pericolosi o meno; tocca alla ricerca scientifica. Il Decreto Alemanno è un espediente per bloccare gli OGM; pone così tanti lacci agli agricoltori da disincentivarli ad intraprendere colture OGM. Riteniamo dissennato estromettere le biotecnologie dall’orizzonte dell’agricoltura italiana ed europea; ma alla fine i luoghi comuni saranno smascherati: la soia impiegata nei nostri allevamenti arriva per l’80% dalle Americhe ed è tutta OGM; allora cosa facciamo? Non mangiamo più né il prosciutto San Daniele né il parmigiano reggiano?!”.
 
Per Silvio Viale (medico, presidente Associazione Aglietta), “ci troviamo di fronte ad una vera e propria crociata oscurantista. Non mi risulta che Alemanno abbia mai chiesto al Comitato Nazionale di Bioetica di compiere uno studio accurato sugli OGM. E rispetto ai consumatori, chi di noi mangia quotidianamente prodotti tipici? La stessa polenta che mangiamo non è certo quella che ha mangiato ieri Ghigo qui in cortile e che ha comportato ore e ore di preparazione. Abbiamo estremo bisogno di aprire dibattiti e confronti dovunque possibile per sconfiggere gli oscurantisti.”.
 
Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale) ha denunciato l’esistenza in Piemonte di “un partito anti-OGM che cela in seno un interesse cripto-protezionistico. Alcuni produttori lautamente finanziati e sponsorizzati dalla Regione sono stati innalzati al ruolo di maitre-a-penser. Assistiamo così alla lezione impartita dal commerciante “Carlin” Petrini al prof. Umberto Veronesi! Io e il collega Mellano utilizzeremo i cento giorni che rimangono prima della scadenza della legislatura  per predisporre una proposta di legge regionale per la reale coesistenza delle colture OGM con quelle biologiche.”.
 
Bruno Mellano ha concluso la conferenza stampa ricordando che il Decreto Alemanno demanda alle Regioni di approntare le leggi in materia: “andrà a finire come sulle leggi in materia di salvaguardia delle acque; le Regioni non approveranno nessun provvedimento, nonostante precisi obblighi sia comunitari che nazionali. Mi piace, infine, ricordare che domani sarà il giorno di San Martino, che donò il proprio mantello al povero; forse gli OGM saranno il mantello con cui l’Occidente allevierà le sofferenze di miliardi di persone nel Terzo Mondo.”.
 
Per aderire all'appello dell’Istituto Bruno Leoni è sufficiente scrivere all'indirizzo: info@brunoleoni.it oppure sottoscriverlo on-line sul sito: www.brunoleoni.it
 
Mellano (348/5335302)

Torino, 9/11/04
"OGM … C’E’ CHI DICE SI’" - DOMANI CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA RADICALI/ CIA/CONFAGRICOLTURA.
  La conferenza stampa si terrà mercoledì 10 novembre, alle ore 11:30, presso il Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15, Sala dei Presidenti).
 
Interverranno:
 
Igor BONI e Silvio VIALE (segretario e presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta)
 
Attilio Borroni (Presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori)
 
Giovanni Demichelis (direttore di Confagricoltura Piemonte)
 
Bruno MELLANO e Carmelo PALMA (consiglieri regionali radicali)
 
 
         Dichiarazione di Palma e Mellano:
 
“Vi è in Italia una parte del mondo politico, scientifico ed agricolo che si rifiuta di “obbedire” ai falsi ed antiscientifici appelli anti-ogm, che trovano oggi una nuova bandiera nella proposta di decreto – legge Alemanno sulla coesistenza tra colture OGM e convenzionali.
Dietro la propaganda anti-ogm emerge un atteggiamento tanto oscurantista ed illiberale dal punto di vista scientifico e politico, quanto cripto-protezionistico sotto il profilo commerciale. Una cosa è far applicare la normativa europea in materia di coesistenza tra colture OGM e convenzionali, altra e ben diversa cosa è lanciare una crociata che associa una paura per le innovazioni scientifiche ad una strategia anti-mercato per la tutela dei prodotti tipici, descrivendo per il futuro dell’agricoltura italiana uno scenario irrealistico e totalmente “ogm free”.
E’ per queste ragioni che noi radicali sosteniamo l’appello promosso dall’Istituto Bruno Leoni e rilanciato dal professor Veronesi e invitiamo a sottoscriverlo tutti coloro che vorrebbero una politica meno ideologica e più liberale”.
 
Per aderire all'appello, è sufficiente scrivere all'indirizzo: info@brunoleoni.it oppure sottoscriverlo on-line sul sito: www.brunoleoni.it

CUBA. ANCHE A TORINO LA MOSTRA "PROIBITO PENSARE" DI OLIVIERO TOSCANI
5 novembre 2004: sarà presentata anche a Torino la mostra di Oliviero Toscani sulla situazione dei diritti umani a Cuba.
  Dopo le tappe di Firenze e Roma, la mostra "PROIBITO PENSARE, LE FACCE
DELLA REPRESSIONE A CUBA" sarà ospitata al Basic Village di Torino, Corso Regio Parco 39 e verrà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 18.00.

Alla inaugurazione interverranno Marco Boglione, Presidente di BasicNet, il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, l'autore della mostra Oliviero Toscani, il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia e il Consigliere Regionale Piemonte "Radicali-Lista Bonino" Bruno Mellano.

Nel corso dell'inaugurazione della mostra verrà anche presentato lo spot di Oliviero Toscani per Nessuno tocchi Caino in programmazione a partire dal 9 novembre sulle reti Rai con la presenza di Carlo Romeo, Responsabile Segretariato Sociale Rai e Andrea Mirò, co-autrice della canzone Nessuno tocchi Caino, colonna sonora dello spot. Un anno dopo l‚ondata di arresti e di condanne a Cuba di 75 attivisti per i diritti civili e mentre crescono le preoccupazioni per le gravi condizioni di detenzione in cui versano i prigionieri politici, Nessuno tocchi Caino e il Comitato Italiano Helsinki hanno voluto promuovere la mostra per sollecitare l'attenzione dell‚opinione pubblica, dei politici, degli intellettuali, dei media sulla situazione dei diritti umani nel regime di Castro.

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 12 al 19 novembre 2004 dalle ore 10.00 alle ore 17.30 (domenica esclusa). Dopo l'Italia, verrà allestita in altri Paesi, come Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Svezia, Paesi Bassi, Stati Uniti.

Per informazioni: Nessuno tocchi Caino 06 68803848.Associazione Radicale "Adelaide Aglietta"
Via Bellezia, 27 - 10122 Torino ˆ tel.: 011.230.90.06 - fax: 011.230.10.42

Torino, 5 novembre 2004
ABORTO-RADICALI- POLEMICHE CON SIRCHIA
VIALE: "UN‚ALTRA CANTONATA DI SIRCHIA, ABORTO NON PIU‚ IN CALO.
Dal 9.3 per mille del 2001 al 9,7 per mille del 2003: perché Sirchia non se ne è accorto?"
Commentando le anticipazioni di Sirchia sui dati delle IVG (Relazione Annuale al Parlamento) Silvio Viale, Presidente dell‚Associazione Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani, ha dichiarato:
"Nel 2001 le IVG furono 132.234, pari al 9,5 per mille e ad un rapporto di 248,6 IVG per mille nati vivi. I dati preliminari per il 2002 riferivano di 130.690 IVG, pari al 9,3 per mille ed un tasso di 244,0 IVG per mille nati vivi. Il classico rapporto con il 1982 era di una riduzione del 45,9%. A commento dei dati preliminari del 2003 il ministro ha dichiarato che vi sarebbe una "diminuzione tra le donne italiane ed un aumento tra le straniere", tradendo un proprio pregiudizio, "politically correct", nei confronti delle straniere. Anche se, in realtà, siamo di fronte ad un plateau da alcuni anni, è difficile sostenere che 132.795 IVG nel 2003 costituiscano una riduzione rispetto ai 132.234 del 2001 e, soprattutto, nei confronti dei 130.690 del preliminare del 2002. Coerentemente il tasso di abortività per mille donne, quello più corretto, è passato dal 9,3 per mille al 9,7 del 2003, mentre la riduzione rispetto al 1982 non è più del 45,9%, ma del 43,4%.
Ne consegue che l‚affermazione di Sirchia sulla riduzione delle IVG tra le italiane non sia sistanzialmente vera, come non vero è il luogo comune sull‚aumento delle IVG tra le straniere, poichè il tasso di aborto nel 2001 era del 32,8 per mille e nel 2003 sembra essere sceso al 32,0 per mille..
Per le straniere bisogna considerare anche il forte incremento della popolazione femminile e quello della natalità, per cui il tasso di aborto costantemente di tre volte superiore a quello delle italiane è comunque minore del tasso di aborto dei paesi di origine. E questo anche per le rumene, che hanno il primato delle IVG. Con le ovvie distinzioni per paese di origine, è chiaro che, almeno per quanto riguarda aborti e natalità, vi è una tendenza all‚integrazione."
Silvio Viale, che di professione fa il ginecologo al Sant‚Anna di Torino, ha proseguito:
"Le dichiarazioni di Sirchia sono l‚indice del suo disinteresse e della sua superficialità verso le questioni dell‚aborto, della contraccezione e della procreazione responsabile, che lo porta a fare scontate dichiarazioni d‚ufficio su argomenti che non conosce. Le sue stesse dichiarazioni, apparentemente favorevoli, sulla procreazione responsabile suonano vuote perché non sono accompagnate da alcun provvedimento a favore della contraccezione. Ne vuole uno? L‚abolizione della ricetta medica per la contraccezione di emergenza, il Norlevo ed il Levonelle, meglio conosciuta come la "pillola del giorno dopo", porterebbe ad una riduzione di 20.000 aborti all‚anno senza alcun costo per il SSN. Per il resto. attendo di vedere la relazione, sperando che anche Sirchia se la legga, se la studi, e come ministro si occupi anche delle gravidanze indesiderate."

Silvio Viale 339.3257406

Torino 4 novembre 2006
DIMISSIONI DI CASTELLANI. VIALE: "TUTTO COME PREVISTO"
"Era chiaro, sin dall'inizio, che Castellani non sarebbe mai arrivato ad inaugurare i giochi, perché non sarebbe stato una garanzia politica per nessuno, né a destra e né a sinistra"
E' stato il commento a caldo del radicale Silvio Viale, all‚epoca Presidente della Commissione Comunale di Controllo sulle Olimpiadi Invernali, che ha ulteriormente spiegato:
"Ricordo che nel 2001, nelle ultime sedute del Consiglio Comunale, chiesi invano che fosse il nuovo Consiglio ad occuparsi dello Statuto di Torino 2006, sottolineando l'anomalia che il presidente del TOROC fosse un ex-sindaco e non quello in carica. Oggi debbo constatare come nemmeno la continuità con una maggioranza politica dello stesso colore politico non sia stata una garanzia sufficiente, soprattutto dopo la scomparsa del Senatore Gianni Agnelli, da molti indicato come il vero grande sponsor dei giochi. Non m sorprende, quindi, che si sia approfittato del buco, che tutti hanno contribuito a creare, compresi quelli che oggi gridano allo scandalo, per silurare il povero Castellani. Ma il vero scandalo è il buco che verrà lasciato, successivamente, da Torino 2006, che tutti, centrodestra e centrosinistra, stanno contribuendo a creare. Non a caso non hanno mai voluto creare organismi indipendenti di controllo e monitoraggio delle opere."
Silvio Viale ha concluso con una ulteriore previsione:
"Fino ad ora tutto come previsto. Non ci resta che attendere il vero buco de dopo 2006.

Silvio Viale
(tel 339.3257406)

Torino, 4 novembre 2004
OGM-RADICALI-VIALE: “SUGLI OGM POSIZIONI OSCURANTISTE.”
“COME SI FA A CONSIDERARE DANNOSA LA MODIFICA DI UN GENE E NON L’INCROCIO DI MIGLIAIA DI GENI?"

Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani, ha dichiarato:
“Era ora che Veronesi ed il mondo scientifico uscissero allo scoperto contro l’oscurantismo sugli OGM. Alemanno, Pecoraro Scanio e Bertinotti dovrebbero spiegare perché abbiano tanta paura dell’inserimento di un singolo gene e non della trasformazione di migliaia di geni che avvengono durante gli incroci tra organismi vegetali in agricoltura per selezionare le varietà più vantaggiose. Forse che sia nata una nuova religione che ha i suoi fondamenti nella sacralità del DNA? Occorre che qualcuno spieghi ad Alemanno & C, che più nessuno mangia il DNA delle varietà vegetali dei nostri nonni, ma che tutti mangiamo molto di più e meglio dei nostri nonni grazie proprio alo sviluppo delle tecniche agroalimentari, che hanno selezionato le varietà più vantaggiose. Forse è meglio che Alemanno si preoccupi di tutelare meglio la sicurezza dei prodotti alimentari piuttosto che promuovere acritici dualismi manichei tra il moralmente buono, il biologico, ed il moralmente cattivo, gli OGM.
Dai radicali, quotidianamente impegnati nella difesa della scienza, non può che venire un plauso a Veronesi.”

(Silvio Viale 339.3257406)


Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte