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Torino, 30 novembre 2005
DOMANI, GIORNATA MONDIALE ANTI-AIDS/MILITANTI DELLA “ROSA NEL PUGNO” DISTRIBUIRANNO DAVANTI PALAZZO NUOVO OPUSCOLO INFORMATIVO SU “SALUTE SESSUALE” CURATO DA SILVIO VIALE.
Domani, giovedì 1° dicembre (giornata mondiale anti-AIDS), a Torino, davanti all’entrata dell’Università (Palazzo Nuovo, via S. Ottavio n. 20), dalle ore 11:00 alle ore 13:00, i militanti della “Rosa nel Pugno” distribuiranno agli studenti l’opuscolo informativo “Salute Sessuale”, curato dal dottore radicale Silvio Viale.
Saranno presenti Nicola Vono (portavoce coordinamento giovanile regionale “Rosa nel Pugno”) e Stefano Venieri (segretario regionale FGS), che hanno dichiarato:
“In passato, come radicali, abbiamo già distribuito migliaia di copie dell’opuscolo davanti ai licei di Torino; Silvio Viale è già stato davanti a Palazzo Nuovo a prescrivere ricette sulla pillola del giorno dopo (Norlevo) e lo farà anche domani, a Roma, davanti all’Università “La Sapienza”.
Rispetto alla pillola del giorno dopo, di fronte alla constatazione dell’evidente difficoltà per i giovani di procurarsela nei pronto soccorso, chiediamo che si abolisca l’obbligo della ricetta medica; il Norlevo deve essere considerato medicinale da banco, reperibile in tutte le farmacie. E’ forse l’unico farmaco che non ha controindicazioni mediche. Ma non basta: si devono istituire corsi di educazione sessuale nelle scuole (vero, ministro Moratti?) e bisogna abbassare il prezzo esoso dei preservativi.
Di fronte all’offensiva clericale di Ruini, l’unica risposta è: informazione, informazione, informazione ... Per non dover tutti gli anni, il 1° dicembre, piangere lacrime di coccodrillo!”.
Vono (349/8048736)
N. B. L’opuscolo informativo su “Salute Sessuale” è scaricabile da www.associazioneaglietta.it
(link “Pillola del giorno dopo/Salute sessuale”).


Roma, 30 novembre 2005
PILLOLA DEL GIORNO DOPO/DOMANI CONFERENZA STAMPA RADICALE CON CAPEZZONE E VIALE ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA.
IL DR. VIALE DISTRIBUIRA’ RICETTE DEL NORLEVO E OPUSCOLO INFORMATIVO SULLA SALUTE SESSUALE.
Radicali Italiani terrà domani, giovedì 1° dicembre (giornata mondiale anti-AIDS), a Roma, una manifestazione pubblica all’entrata dell’Università “La Sapienza”, in via De Lollis, dalle ore 9:30 alle ore 12:00.
Alle ore 11:00, Daniele Capezzone (segretario Radicali Italiani) e Silvio Viale (Comitato Nazionale Radicali Italiani) terranno una conferenza stampa.
Capezzone e Viale hanno dichiarato:
“Etichettarci come “quelli dell’aborto facile” è tanto comodo quanto sbagliato: da quarant’anni i radicali si battono per un’educazione sessuale corretta e completa, condizione sine qua non per una maternità (e una paternità) cosciente e responsabile. La vicenda della pillola del giorno dopo - come, d’altro canto, quella della RU486, che, stante l’ignoranza in materia, è confusa con la prima, persino dal coltissimo on. Bondi - dimostra che c’è ancora molto da fare: c’è voluta la trasmissione “Matrix” per dimostrare che in buona parte degli ospedali romani, nei pronto soccorso, viene negata la ricetta del Norlevo, senza alcuna spiegazione tranne quella di appellarsi all’ “obiezione di coscienza”, prevista, però, solo dalla legge 194 sull’aborto; c’è voluta la determinazione dell’associazione “Radicali Roma” perché finalmente la Procura aprisse un fascicolo su questo scandalo, che costringe ogni notte migliaia di giovani a umilianti e affannose peregrinazioni (ricordiamo che l’effetto della pillola diminuisce con il passare delle ore dal rapporto sessuale).
Di fronte a tutto questo, la nostra richiesta è semplice: si abolisca l’obbligo della ricetta medica, il Norlevo sia considerato medicinale da banco, reperibile in tutte le farmacie. E poi si istituiscano corsi di educazione sessuale nelle scuole (vero, ministro Moratti?) e si abbassi il prezzo esoso dei preservativi.”.
Viale (339/3257406)


Oggi, Mercoledì 30 N O V E M B R E 2005
Presso la SALA BLU dell’Oratorio San Luigi SANTENA (To)
ore 21
CECENI:
terroristi o partigiani?
S E R ATA I N F O R M AT I VA C O N:
BRUNO MELLANO,
segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta
IGOR BONI,
membro del comitato Nazionale di Radicali Italiani
Durante la serata sarà proiettato il documentario “Grosny 51”, che racconta la vita di un quartiere della capitale cecena.
Con l'indipendenza della Cecenia nel 1991 la Russia aveva perso il controllo su un'area di enorme importanza strategica, ricca di giacimenti petroliferi e di gas naturale e attraversata da importantissimi oleodotti e gasdotti. La sua riconquista era un imperativo per Mosca. Le sue truppe invasero la Cecenia nel 1994, ma la resistenza delle milizie guidate da Basayef non venne piegata. Nel 1996 i russi presero atto della sconfitta, costata loro migliaia di vittime, e si ritirarono. 100mila i morti ceceni. Il nuovo premier russo Putin, voglioso di rivincita, reinvade la Cecenia nell'ottobre del 1999. Gli attacchi russi sono questa volta violentissimi. La capitale Grozny viene bombardata fino alla distruzione. L'aviazione russa utilizza anche armi chimiche e le truppe di terra commettono atroci violenze contro la popolazione civile. I ribelli ceceni resistono nella parte meridionale del Paese, dove ora si concentrano le operazioni belliche delle forze armate russe.
ORGANIZZANO:
Emergency, gruppo di Santena (TO) - Comitato Bastaguerre Santena (TO)

ROMA – LA RU486 AL PREMIO MINERVA CON BAULIEU, CASERTA, CASELLI E VIALE
Si parlerà della pillola RU486 all’anteprima del PREMIO MINERVA, che ogni anno viene assegnato dal Club delle Donne e dalla rivista Minerva.
L’anteprima si terrà il 30 novembre 2005, dalle ore 17:00 alla ore 19:00, in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, sul tema LA “PILLOLA” PRO E CONTRO.
Saranno presenti:
- Prof. Etienne-Emile Baulieu,
Il ricercatore che sintetizzo la RU486 nei primi anni ‘80
- Prof.ssa Donatella Caserta
Università La Sapienza
- Dott.ssa Maria Grazia Catella
Ricercatrice
- Dott. Silvio Viale
Ospedale S.Anna di TorinoPresidente del Club delle Donne è Annamaria Mammoliti.
La serata di premiazione sarà presentata da Anna Maria Monorchio.

Torino, 29 novembre 2005
TARGHE ALTERNE/VIALE (La rosa nel pugno): "VITTORIA! LA PROVINCIA SI SMENTISCE, MA D'ORA IN POI BASTA CON LE PRESE IN GIRO. SAITTA, DOVE SONO FINITI I POTERI SOSTITUTIVI? UNA SPARATA BERLUSCONIANA?"
 

Silvio Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, denuncia come "non sia cambiato niente, a parte il dietrofront della Provincia" e annuncia, insieme a Gian Luigi Bonino, Segretario Regionale dello SDI, la presentazione di una interrogazione in tutti i comuni della cintura torinese. Silvio Viale ha dichiarato:
"Senza pudore si giustifica la sospensione delle targhe alterne con l'aria più pulita e il duo Saitta-Piras non sa più cosa dire per salvare la faccia. Li avevo avvertiti, ma non è bastato. Saitta si era pure fatto riprendere mentre firmava le diffide ai sindaci ribelli; un bluff, una semplice sparata berlusconiana. Mercoledì scorso avevamo pure organizzato, come Rosa nel Pugno", una manifestazione per dire "Targhe alterne: adesso Basta!". Ora possiamo cantare vittoria.
Saitta e Piras dovrebbero spiegare, piuttosto, perché sospendano le targhe alterne quando la media annuale del PM10 nel 2005 è superiore del 10% a quella del 2004: tra ottobre e novembre vi sono stati 40 giorni di superamenti consecutivi e i valori di questo autunno sono, come avrebbero detto fino a ieri, superiori ai limiti europei.
Dove sono finite le frottole sulla tutela della salute pubblica, visto che nel 2005 abbiamo già avuto ben 160 superamenti? Grazie alla nostra tenacia, ai sindaci ribelli ed alla saggezza, seppure tardiva, del sindaco Chiamparino, è finito il tempo in cui bastava una "velina" stampa e tutti scrivevano dell'allarme smog.
Ma il grazie più importante va ai cittadini che con il loro comportamento di "resistenza attiva", dribblando i controlli ed aggiustandosi nei modi più fantasiosi hanno fatto capire l‚inconsistente inutilità del provvedimento, che negli ultimi turni produceva una riduzione del traffico del 6% (3% nelle 24 ore) con nessun beneficio collettivo. Peraltro, abbiamo più volte dimostrato come esso fosse comunque inesistente. E che ora nessuno venga a dirci che lo si fa per i commercianti; è ovvio, ma il punto rimane l‚iniqua inutilità delle targhe alterne, indipendentemente dai commercianti e dalle Olimpiadi. Se le si può sospendere vuol dire che non c'è emergenza e che non servono.
Come "Rosa nel Pugno" abbiamo predisposto una interrogazione che verrà presentata in tutti i Consigli Comunali dove vi sono consiglieri dello SDI, ma è aperta all'adesione di chiunque.
L'interrogazione chiede:
1. quale posizione ufficiale terrà la Giunta comunale nei confronti del provvedimento delle "targhe alterne", alla luce dei nuovi dati illustrati;
2. se non ritenga opportuno di farsi promotrice di una proposta, da sottoporre all‚intera area metropolitana, per portare a 1 euro il costo del biglietto dei servizi pubblici (sia urbani che suburbani) e a 90 minuti il limite di tempo entro il quale si possono effettuare corse con lo stesso biglietto, proposta questa ultima approvata dal Consiglio Comunale di Torino alcuni anni fa e mai attuata;
3. quali altri provvedimenti sono allo studio per ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti.".
il testo dell'interrogazione:


INTERROGAZIONE
Oggetto: sugli inutili provvedimenti di limitazione del traffico (targhe alterne) e sulle possibili alternative.

I sottoscritti consiglieri comunali, premesso che:

- da alcuni anni sono in vigore nel periodo autunnale - invernale provvedimenti di limitazione del traffico che comportano per due giorni la settimana la possibilità di utilizzare le automobili alternativamente nei giorni pari o dispari (targhe alterne);
- la scarsa efficacia di questi provvedimenti risulta chiara dall‚analisi statistica dei dati relativi alla concentrazione delle polveri sottili (pm10) e pone in evidenza come i benefici auspicati siano nei fatti assolutamente trascurabili;
- gli stessi dati elaborati dalla Provincia di Torino - ente che maggiormente ha fatto pressioni affinché tali provvedimenti fossero posti in essere dai Comuni ˆ consentono di porre in luce come, nell‚ultimo periodo di applicazione, il fattore di diminuzione del traffico sia valutabile nell‚ordine del 6% e la diminuzione del tasso di concentrazione di polveri sottili inferiore all‚1%, con nessuna rilevanza sulla media annuale degli inquinanti e sulla salute della popolazione;
- storicamente si può verificare, dai trend di diminuzione delle sostanze inquinanti prodotte dal traffico, che tale diminuzione ha sempre corrisposto all‚introduzione e all‚utilizzo di motori a nuova tecnologia (euro2, euro3, euro4) e non certo a provvedimenti tipo le „targhe alterne‰ che non hanno in alcun modo inciso su tali riduzioni degli agenti inquinanti;
- la fascia di cittadini che viene colpita con provvedimenti come l‚attuale è senza dubbio quella più debole: chi lavora lontano dalla propria abitazione e non possiede due macchine e/o non fa parte della cerchia abbastanza estesa di chi ha diritto comunque all‚utilizzo dell‚automobile;
- nessun comune della cintura torinese, e in modo molto limitato il capoluogo, effettuano controlli durante la circolazione a targhe alterne, come è dimostrato dall'inesistente numero di contravvenzioni, a conferma che il provvedimento è subito passivamente, senza convinzione;
- solo con politiche efficaci sul traffico e condivise dall‚intera area metropolitana si potrebbe incidere sulla concentrazione degli inquinanti, che comunque sarà ulteriormente ridotta in modo sostanziale solo tramite l‚introduzione di motori ancora più evoluti;
- attualmente vi è una eterogeneità nei costi dei biglietti urbani e suburbani ed una limitazione a 70 minuti per l‚utilizzo dei medesimi biglietti.

Tutto ciò premesso, interrogano il Sindaco e l‚Assessore all‚Ambiente per sapere: 1. quale posizione ufficiale terrà la Giunta comunale nei confronti del provvedimento delle „targhe alterne‰, alla luce dei nuovi dati illustrati;
2. se non ritenga opportuno che la Giunta Comunale si faccia promotrice di una proposta, da sottoporre all‚intera area metropolitana, per portare a 1 euro il costo del biglietto dei servizi pubblici (sia urbani che suburbani) e a 90 minuti il limite di tempo entro il quale si possono effettuare corse con lo stesso biglietto, proposta, quest'ultima, approvata dal Consiglio Comunale di Torino alcuni anni fa e mai attuata;
3. quali altri provvedimenti sono allo studio per ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti.


(Silvio Viale, 339.3257406) www.associazioneaglietta.it


Torino, 27 novembre 2005
RADICALI: IN CECENIA NUOVE ELEZIONI FARSA, IN RUSSIA ARRESTATE DECINE DI PERSONE CHE CHIEDEVANO DEMOCRAZIA E LIBERTA'
  Boni: "La Cecenia è sulle prime pagine dei giornali solo in occasione di attentati. Oggi c'è stato un nuovo attentato alla democrazia!"

Mentre in Cecenia si svolgono le ennesime elezioni "arsa" (così definite da tutte le organizzazioni umanitarie), in Russia, a Mosca, vengono arrestate decine di persone perché manifestavano in modo nonviolento, per chiedere a Putin democrazia e libertà.
Tra gli arrestati c'è anche Nikolaj Kramov, rappresentante del Partito Radicale Transnazionale in Russia.

Dichiarazione di Igor Boni del Comitato nazionale di Radicali Italiani
"oggi è una nuova giornata nera per la Cecenia, per la Russia e per la democrazia. 600.000 Ceceni (quelli rimasti dopo i centinaia di migliaia di morti e di profughi, vittime della violenza dell'esercito russo e della arroganza del regime di Putin) sono chiamati alle elezioni per eleggere i loro parlamentari. Tutte le organizzazioni umanitarie definiscono tutto questo come l'ennesima farsa dato che la totalità dei candidati sono filo-russi. La cosa più grave però è che le diplomazie europee, e quella italiana in testa a tutte, continuano a tacere e ad essere complici di quanto accade. Intanto a mosca Nikolaj Kramov, dirigente del Partito Radicale Transnazionale e militante nonviolento, viene arrestato insieme ad altre decine di suoi compagni per avere manifestato in favore di democrazia e libertà. Cosa ancora deve accadere per fare aprire gli occhi a questa Europa, a questo Occidente, per far comprendere a tutti noi che della questione cecena (quindi della questione russa) dobbiamo con urgenza occuparcene prima che la deriva fascista del regime putiniano sia irreversibile? La Cecenia è sulle prime pagine dei giornali solo in occasione di attentati; la notizia è che in Cecenia e in Russia oggi c'è stato un nuovo attentato alla democrazia".


Per informazioni: Boni (348/5335309)

Torino, 25 novembre 2005
CASO ZINZI/MANFREDI (RADICALI): “MINISTRO STORACE, PRIMA DI FARCI LEZIONI DI LEGALITA’, FACCIA RISPETTARE LA LEGGE IN CASA SUA, DAL SUO SOTTOSEGRETARIO, INCOMPATIBILE DA ORMAI SETTE MESI!”.
  Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Sul sito della sua lista, il Ministro Storace si chiede retoricamente, a proposito della legge 194: un Ministro ha o no il dovere di far rispettare le leggi dello Stato? Gli rispondo: un ministro ha il dovere di fa rispettare tutta (non solo gli articoli che Le interessano, caro Ministro!) la legge e tutte le leggi. Non solo, quindi, la 194 ma anche, per esempio, la legge 154 del 1981 sulle incompatibilità, per cui chi è sottosegretario di Stato non può fare anche il consigliere regionale e deve scegliere cosa fare entro dieci giorni dal sorgere dell’incompatibilità.
Si dà il caso che uno dei quattro sottogretari di Storace, Domenico Zinzi (UDC), risulti ancora consigliere regionale in Campania (come si evince anche dalla scheda del sottosegretario nel sito del Ministero della Salute); avrebbe dovuto scegliere una delle due poltrone lo scorso maggio.
Invece, è dovuto intervenire il Tribunale di Napoli, su ricorso di un privato cittadino (a cui si era aggiunto, ad adiuvandum, quello dei radicali campani); lo scorso 28 ottobre, il Tribunale ha dichiarato la decadenza di Zinzi da consigliere, ma il Consiglio Regionale (presieduto dalla signora Alessandrina Lonardo in Mastella) ha fatto finta di niente e, l’altro ieri, ha chiesto a Zinzi di operare una scelta che non ha più il diritto di compiere.
Il Ministro Storace è a conoscenza del caso perché, quando un mese fa venne in Piemonte, trovò ad accoglierlo anche Silvio Viale, il sottoscritto ed altri radicali; oltre a chiedergli di recarsi a visitare l’Ospedale S. Anna di Torino, gli chiedemmo anche di sanare l’incompatibilità del suo sottosegretario; il ministro non ci rivolse la parola e allora mi permisi di lanciare al suo passaggio, nella sua auto blu, sulle sue ginocchia, esauriente documentazione sul “caso Zinzi”.
Concludendo, siamo noi a chiedere a Storace: un ministro ha o no il dovere di far rispettare (tutte) le leggi dello Stato? E un sottosegretario di Stato ho o no il dovere di rispettare (tutte) le leggi dello Stato?”.

Manfredi (348/5335305)
N.B. Il curriculum del sottosegretario Domenico Zinzi è disponibile su
www.ministerosalute.it/ministero/sezMinistero.jsp?label=segr1&id=352


23.11.2005
LETTERA A STORACE: RADICALI ROMA RISPONDE
  Ill.mo Sig. Ministro della Salute,
 
nel ringraziarLa per la risposta del 16 novembre u.s. (GAB/9626– P/ISIA/S), noi sottoscritti, anche in nome e per conto dell’Associazione Radicali Roma, Le facciamo presente quanto segue:
 
        sulla legittimità o meno del rifiuto dei medici nel prescrivere il “levonorgestrel”, c.d. “pillola del giorno dopo”, nessuna rilevanza può avere una nota, pur rispettabilissima, del Comitato Nazionale di Bioetica.
 
        Ci sono infatti leggi, atti e regolamenti amministrativi con i quali il Legislatore ha stabilito che per “effetto interruttivo della gravidanza” occorre far riferimento ad una fase successiva rispetto a quella dell’annidamento dell’ovulo nell’utero materno e che pertanto il Norlevo – agendo in un momento antecedente al predetto impianto - opera unicamente con effetti contraccettivi.
 
        Richiamarsi poi all’art. 19 del Codice Deontologico della FNOMCeO del 1998 significa darsi la classica “zappa sui piedi” dal momento che – se è vero che il medico può rifiutarsi di prestare la propria opera qualora questa contrasti con la sua coscienza – è altrettanto vero che questo atteggiamento sarà legittimo fintantoché non rischi di rappresentare “un grave ed immediato nocumento per la paziente”.
        Ora, secondo Lei, un medico che si rifiuta di rilasciare apposita prescrizione ai fini dell’assunzione di un “farmaco d’urgenza”, esponendo così la donna al rischio di dover affrontare il dramma di una gravidanza indesiderata ed eventualmente poi quello di un aborto chirurgico, cos’altro fa se non mettere la paziente di fronte al rischio di “un nocumento grave ed immediato” per la sua salute psico-fisica?
        E’ Lei stesso d’altronde a riconoscere che la problematica da noi sollevata –  oltre al diritto dei medici alla obiezione di coscienza – riguarda anche “la possibilità per le donne di accedere al farmaco in questione”.
        Eppure è proprio su questo fondamentale aspetto della questione (emblematicamente riassunto in quel filmato andato in onda durante il programma Matrix del 28 settembre u.s.)  che la Sua risposta ci ha deluso.
 
        Pare infatti che Lei non intenda attivarsi perché negli ospedali della capitale venga di fatto garantita a tutti cittadini la possibilità di ottenere il rilascio di apposita ricetta medica necessaria all’assunzione della c.d. “pillola del giorno dopo”, il tutto entro termini ragionevoli come prescritto dalla legge.
        Si sta parlando – è bene ricordarlo - di un farmaco d’urgenza che va infatti assunto entro e non oltre le 72 ore successive ad un rapporto non protetto, pena la sua perdita di efficacia; un farmaco che agisce con effetti “contraccettivi” e la cui commercializzazione è stata autorizzata con il D.M. del 26 settembre 2000 n. 510.
       Richiamarsi al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti a corrente alternata e a seconda delle convenienze del momento non è certo un bello spettacolo, soprattutto se a farlo è un Ministro della Repubblica.
 
Con osservanza.
 
Alessandro Gerardi
Diego Sabatinelli
Massimiliano Iervolino

Roma, 20 novembre 2005
Pillola del giorno dopo. Stabatinelli e Gerardi (RadicaliRoma): il ministro Storace si appella al rispetto delle leggi vigenti solo quando gli fa comodo
  Dichiarazione di Diego Sabatinelli e dell’avv. Alessandro Gerardi Sono ormai trascorsi due mesi da quando l’Associazione Radicaliroma ha chiesto al Ministro della Salute Francesco Storace di indagare in ordine ai fatti andati in onda durante la puntata di Matrix di mercoledì 28 settembre nel corso della quale una ragazza ha simulato di richiedere la prescrizione della c.d. “pillola del giorno dopo” nei pronto soccorso dei vari ospedali romani ricevendo per tutta risposta un netto rifiuto – causa “obiezione di coscienza” - da parte del personale medico sanitario interpellato. Nonostante il filmato-shock, nella sua lettera del 16 novembre u.s. che riportiamo in calce al presente comunicato - il Ministro della Salute sostiene che nel caso di specie l’operato dei medici romani – anche sulla base di quanto dichiarato dal Comitato Nazionale di Bioetica nella nota del 27 maggio 2004 – “non sia censurabile”. Il Ministro non ce ne voglia, ma a questo punto sulla legittimità o meno del comportamento omissivo del personale medico-sanitario della capitale ci sembra più opportuno fare affidamento sul parere della magistratura romana che su questa vicenda – su nostro esposto del 3 ottobre – ha già provveduto ad aprire un procedimento giudiziario. In attesa delle decisioni della magistratura inquirente, dunque, non ci resta che sottolineare due passaggi – a nostro giudizio abbastanza significativi - della risposta del Ministro. Nel primo si legge quanto segue: “l’art. 19 del Codice Deontologico del 1998 dà facoltà al medico di rifiutare la propria opera qualora vengano richiesti interventi sanitari che contrastano con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, salvo che questo atteggiamento non sia di grave ed immediato nocumento al paziente”. Ma è proprio questo il punto: il medico che si rifiuta di rilasciare apposita prescrizione ai fini dell’assunzione di un “farmaco d’urgenza”, esponendo così la donna al rischio di dover affrontare il dramma di una gravidanza indesiderata ed eventualmente poi quello di un aborto chirurgico, cos’altro fa se non mettere la paziente di fronte al rischio di “un nocumento grave ed immediato” per la sua salute psico-fisica? D’altronde, nell’altro importante passaggio della missiva è proprio lo stesso Ministro Storace a riconoscere che “la problematica sollevata interessa sia la possibilità per le donne di accedere al farmaco in questione, sia il diritto dei medici all’obiezione di coscienza”. Il che è ineccepibile, ma una volta ribadito l’ovvio a noi interessa sapere cosa il Ministro della Salute intenda fare in concreto perché negli ospedali della capitale venga di fatto garantita a tutti cittadini la possibilità di ottenere il rilascio di apposita ricetta medica necessaria all’assunzione della c.d. “pillola del giorno dopo” entro termini ragionevoli. Si sta parlando – è bene ricordarlo - di un farmaco d’urgenza che agisce con effetti “contraccettivi” e la cui commercializzazione è stata autorizzata con il D.M. del 26 settembre 2000 n. 510. Su questo secondo aspetto del problema sollevato dall’Associazione RadicaliRoma, la risposta del Ministro è purtroppo alquanto reticente. Una cosa è certa, appellarsi al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti a corrente alternata e a seconda delle convenienze del momento, non è certo un bello spettacolo, soprattutto se a farlo è un Ministro della Repubblica.

Roma, 23 novembre 2005
LETTERA DEL MINISTRO DELLA SALUTE FRANCESCO STORACE INDIRIZZATA AL TESORIERE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALIROMA, MASSIMILIANO IERVOLINO
  “Faccio riferimento alla Sua del 3 ottobre u.s., relativa ai fatti riportati nel corso della trasmissione “Matrix” del 28 settembre u.s., in particolare, al rifiuto dei medici, operanti in taluni servizi di pronto soccorso di Roma, di prescrivere il “levonorgenestrel”, c.d. pillola del giorno dopo. La problematica sollevata interessa sia la possibilità per le donne di accedere al farmaco in questione, sia il diritto dei medici all’obiezione di coscienza. Ritengo opportuno al riguardo, segnalarLe che il Comitato Nazionale per la Bioetica ha trattato la materia di cui trattasi. Con nota 27 maggio 2004, infatti, lo stesso Comitato ha segnalato che, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, è ipotizzabile una pluralità di meccanismi di azione del suddetto principio farmacologico, inclusa la concreta possibilità che il farmaco impedisca l’impianto dell’ovulo fecondato, ove la fecondazione si fosse realizzata. Ha riconosciuto, di conseguenza, all’unanimità, la possibilità per il medico di appellarsi alla “clausola di coscienza”, prevista dall’art. 19 del Codice Deontologico della FNOMCeO del 1998. Tale norma dà, infatti, facoltà al medico di rifiutare la propria opera qualora vengano richiesti interventi sanitari che contrastano con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, salvo che questo atteggiamento non sia di grave ed immediato nocumento al paziente. Ritengo pertanto che, sotto il profilo dell’etica medica, non sia censurabile l’operato dei medici che si sono rifiutati di prescrivere il farmaco in questione. L’occasione mi è gradita per inviar
Le i miei più cordiali saluti”.

Torino, 23 novembre 2005
ABORTO/RU486 – VIALE DOMANI A NAPOLI
“RISPONDERO’ ALLE DIECI DOMANDE DI STORACE”
  Silvio Viale, il medico radicale che ha promosso l’uso della RU486 in Italia, domani sarà a Napoli per intervenire al convegno “LA MATERNITA’ LIBERA E RESPONSABILE IN CAMPANIA – Dalla legge sul parto alla pillola RU486”, alle ore 16:30 nella Sala della Loggia del Maschio Angioino (Piazza Municipio). La manifestazione è promossa dal CARTELLO RU486 (Donne Laiche di Sinistra, UDI, Forum PRC, Comunisti Italiani, Donne DS, Sinistra Giovanile, Radicali Italiani, Arcilesbica, Mamme Antismog, Arci Donna, DonneSudonne, Donne DS, ass. Pimentel, Città Libera, Onda Rosa, Amica Cicogna, Comitato legge 194 e altre associazioni) e si prefigge di estendere anche alla Campania l’uso della pillola abortiva.
Silvio Viale, che è membro della Direzione Nazionale della ROSANEL PUGNO e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha dichiarato:
“Il ministro Storace parla di “bla-bla propagandistici” e, dopo tre mesi, pone dieci domande, chiedendo chiarezza. E’ già curioso che un ministro non abbia le idee chiare, dichiari che c’è una “manovra” dietro la RU486 e pensi che gli operatori della 194 siano sempre in agguato per cercare di convincere ad abortire le donne che non lo vogliono fare. Ma tanta voglia di sapere del ministro merita di essere soddisfatta e quella di domani a Napoli sarà la sede giusta per replicare, come medico e come politico, punto su punto, alle sue dieci domande, che riporto.
1) La legge 194/78 va applicata o no?
2) Gli articoli da 1 a 5 relativi alla prevenzione sono stati abrogati o sono vigenti
3) Il fatto che a fronte di 500.000 nati l’anno si registrino 130.000 aborti deve far riflettere o no?
4) La legge prevede che le Regioni inoltrino al Ministero i dati a disposizione sull’attuazione delle norme. Si può ragionare attorno ai quesiti, magari concordandoli, per un più efficace monitoraggio?
5) E’ giusto ignorare la previsione di legge sulla presenza dei volontari nei Consultori?
6) E’ vero o no che fino allo scorso anno non c’è stata alcuna richiesta di importazione dall’estero della cosiddetta pillola abortiva?
7) Come mai solo da quest’anno ed in alcune Regioni si accende improvvisamente la volontà di far acquistare la pillola RU486, beffando le norme sull’ingresso in Italia di farmaci non registrati nel nostro Paese?
8) Perché l’azienda produttrice non attiva la richiesta di registrazione in Italia?
9) E’ lecito domandarsi il perché di una sperimentazione per valutare l’efficacia del farmaco, mentre c’è chi dice compriamolo lo stesso?
10) Un Ministro ha o no il dovere di far rispettare le leggi dello Stato?
(fonte www.listastorace.it)
L’unico rammarico è che se, quando venne a Torino a fine ottobre, fosse venuto al S.Anna avrebbe trovato prima le risposte alle sue domande e, probabilmente, evitato buona parte delle polemiche e delle reazioni che sono seguite proprio alle sue dichiarazioni. Comunque domani gli risponderò, punto su punto. Anche all’undicesimo quesito quello sulla contraccezione di emergenza, avendo concesso per decreto “regio”, una illegittima patente di obiettore ai medici “incaricati di servizio pubblico” o “pubblici ufficiali” che per pigrizia ed ignoranza non la prescrivono”.

(Silvio Viale 339.3257406)

Genova: Resoconto dell’incontro di oggi in Regione tra Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” e Federazione dei Verdi
L’incontro avvenuto oggi presso la sede del gruppo dei Verdi in Regione, tra una delegazione radicale composta da Alessandro Rosasco (Comitato Nazionale di Radicali Italiani) e Franco Sensi, e i consiglieri verdi Cristina Morelli e Carlo Vasconi è durato più di mezz’ora. Dopo aver ricordato la storia politica di Adelaide Aglietta, comune denominatore dei movimenti radicale e verde, la delegazione radicale ha illustrato alcune delle iniziative con cui iniziare una collaborazione tra i due soggetti: l’istituzione di un Garante regionale dei detenuti, e la presentazione di alcuni ordini del giorno contro la sperimentazione animale negli atenei liguri e per i diritti umani in Tibet e in Laos. I consiglieri hanno dichiarato di condividere completamente le proposte e che si impegneranno a portarle in Consiglio subito dopo la sospensione natalizia. Hanno inoltre lanciato l’idea di presentare in tutte le province liguri le iniziative comuni, in particolare quella sul Tibet. Per quello che riguarda l’iniziativa sul Garante dei detenuti hanno proposto di lanciare insieme l’iniziativa a seguito di visite congiunte ad alcune carceri liguri.
Al termine dell’incontro Alessandro Rosasco e Franco Sensi hanno dichiarato:
“L’incontro è stato utile e costruttivo, è emersa una grande convergenza su molti temi attualmente all’ordine del giorno della politica ligure. Siamo grati agli amici Verdi che ci consentiranno di “entrare” in Regione grazie alla loro voce. Sicuramente l’intesa Radicali-Verdi costituirà un valore aggiunto alla politica dell’ente regionale. Non ci resta che prepararci bene e in tempo per quando a Gennaio saremo chiamati a mettere in pratica le iniziative comuni che oggi abbiamo messo sul tappeto”.

COMUNICATO STAMPA
Domani, presso la sala della Fondazione Carpanini, in lungo Dora Savona 2, prima iniziativa torinese de LA ROSA NEL PUGNO, il nuovo soggetto laico-socialista-liberale-radicale che racchiude lo SDI, i Radicali Italiani ed altri soggetti laici.
L’occasione è l’ennesimo inutile turno di targhe alterne.
Con l’iniziativa si vuole solidarizzare con i cosiddetti “sindaci ribelli” e ricordare come in due anni la riduzione del traffico durante le ore di blocco si sia ridotta di due terzi, passando dal 20% a non più del 7%.
La riduzione del traffico nelle 24 ore è irrisoria.
LA ROSA NEL PUGNO chiede che sia subito istituito un biglietto unico per i trasporti pubblici dell’area metropolitana, eliminando il divario tra quello urbano e quello extraurbano.
All’incontro pubblico interverranno Luigi Sergio RICCA, Presidente del Gruppo Consiliare SDI alla Regione Piemonte e Silvio Viale, Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno. Sono stati invitati gli Assessori Dario Ortolano, Dorino Piras e Nicola de Ruggiero.
TARGHE ALTERNE:
ADESSO BASTA !
per una strategia efficace sull’inquinamento urbano
MERCOLEDI’ 23 NOVEMBRE
FONDAZIONE CARPANINI
Lungo DORA SAVONA N.2
Ore 17:30

GENOVA: ASSOCIAZIONE AGLIETTA - VERDI/ Incontro domani in Consiglio regionale per ipotesi di collaborazione in nome di Adelaide Aglietta
Domani, mercoledì 23 novembre 2005 alle ore 12.30, una delegazione dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” guidata da Alessandro Rosasco (Comitato Nazionale di Radicali Italiani) e Franco Sensi, incontrerà il capogruppo regionale della Federazione dei Verdi, Cristina Morelli e il consigliere Carlo Vasconi. L’incontro, che avverrà presso la sede del gruppo dei Verdi in Via Fieschi 15, avrà come oggetto l’esplorazione dell’ipotesi di una collaborazione attiva tra il movimento radicale, non rappresentato all’interno della sala verde, e il gruppo dei Verdi. La delegazione radicale sottoporrà all’attenzione dei consiglieri alcune proposte di legge e ordini del giorno scritti dai radicali condivise dal movimento ambientalista, due saranno di carattere transnazionale (ordini del giorno sul rispetto dei diritti umani in Tibet e in Laos) e due di carattere più propriamente locale (pdl sull’istituzione del garante regionale dei detenuti e ordine del giorno sulla sperimentazione animale all’interno degli atenei liguri). La delegazione dopo l’illustrazione chiederà ai consiglieri di analizzare le proposte, e, in caso di accordo, di presentarle con urgenza all’ordine del giorno delle attività del Consiglio. Dopo questo incontro preliminare le due delegazioni valuteranno assieme se e come portare avanti un progetto di lavoro comune all’interno dell’istituzione regionale.
A riguardo Alessandro Rosasco ha dichiarato:
“Con l’incontro di domani concretizzeremo un obiettivo che come Radicali ci eravamo dati durante la battaglia condivisa con i Verdi contro la delibera regionale che autorizzava la caccia in deroga ad alcune specie protette: un incontro per valutare la fattibilità di portare all’attenzione del Consiglio tutte quelle battaglie care al mondo radicale che possono trovare appoggio e sponda istituzionale nel gruppo verde. Sarà un incontro sincero in cui non ci nasconderemo le differenze che ci contraddistinguono; tuttavia, con spirito propositivo, intendiamo contribuire al patrimonio di idee e di battaglie verdi con le speranze e gli ideali che condividiamo nel nome di Adelaide Aglietta, primo segretario donna di partito (radicale), e negli ultimi anni della sua vita co-presidente del gruppo verde al Parlamento europeo. Ci auguriamo che questo possa essere solo il primo di una serie di incontri e iniziative comuni”.

Torino, 22 novembre 2005
RU486 – VIALE AI GIORNALISTI “SENTITE LA EXELGYN”
Silvio Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Sembra un’epidemia. Prima il Movimento per la Vita, poi Giuliano Ferrara, l’On Giuseppe Fioroni, Eugenia Roccella ed il Ministro della Salute, Francesco Storace, anche la CEI, tutti a chiedersi come mai la ditta produttrice non abbia chiesto la registrazione, insinuando che ci sia qualcosa di losco o di scientificamente poco valido. Mi pare di avere addirittura sentito Storace dire qualcosa del tipo che “evidentemente la questione scientifica non è a posto”. Paradossalmente l’anomalia diventa l’Europa, mentre l’Italia manterrebbe il rigore di Leonardo e di Galileo. Si giunge persino a racconatre la balla che la FDA starebbe per ritirare il prodottodal commercio, in questo caso il Mifeprex dei laboratori Danco. Di fronte a tutto ciò, il punto non è quante frottole possano essere raccontate (contare balle in politica non sembra essere un peccato), ma perché i giornalisti italiani non interpellino la Exelgyn di Parigi per sapere perché non abbia chiesto, e non chieda, la procedura di mutuo riconoscimento anche per l’Italia. Perché nessuno senta la piccola ditta che è nata con lo scopo di garantire la produzione del mifepristone, commercializzato in Europa come Mifegyne. Come è inspiegabile che nessuno chieda alla HRA-Pharma perché abbia cominciato a produrre la pillola del peccato, come farmaco orfano, per la Sindrome di Cushing. Per facilitare il compito a chi volesse cimentarsi nell’impresa, senza se e senza ma, giusto per informarsi ed informare, fornisco i riferimenti: EXELGYN & Chistophe Colomb, 75008 Paris +33.(0)1.53.57.37.57, info@exelgyn.com. Buon Lavoro!”

(Silvio Viale 339.3257406)

INCONTRO PUBBLICOTARGHE ALTERNE:
ADESSO BASTA !
per una strategia efficace sull’inquinamento urbano
MERCOLEDI’ 23 NOVEMBRE
FONDAZIONE CARPANINI
Lungo DORA SAVONA N.2
Ore 17:30
  Intervengono:
- Luigi Sergio RICCA
Presidente Gruppo Consiliare SDI alla Regione Piemonte
- Silvio Viale
Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Direzione Nazionale “La Rosa nel Pugno”
All’incontro sono stati invitati gli Assessori Dario Ortolano, Dorino Piras e Nicola de Ruggiero.

Comitato Provvisorio Piemontese “LA ROSA NEL PUGNO”

Torino, 21 novembre 2005
ABORTO – VIALE “UN GRAZIE A CESA”
“Silvio Viale raccoglie l’idea e rilancia: un’inchiesta a tutto campo con il nuovo Parlamento.”
“Intanto già superato il 10% del campione previsto per la RU486”Silvio Viale, il medico radicale che ha promosso l’uso della RU486 in Italia e che è membro della Direzione Nazionale de “LA ROSA NEL PUGNO”, interviene sulla proposta di una Commissione di inchiesta sull’aborto:
“Ringrazio l’On. Cesa per l’ottima idea, che cancella venti anni di silenzi e di reticenze sul più diffuso intervento chirurgico a cui vengono sottoposte le donne italiane. Chiedo, quindi, che vi sia un impegno collettivo affinché sia una delle prima iniziative del nuovo Parlamento, fugando così ogni dubbio di intenzioni solo strumentali alla propaganda elettorale. E’ questo un altro risultato positivo della sperimentazione torinese sulla RU486, che ha prima indotto l’ex governatore del Lazio, Francesco Storace, ad occuparsi di aborti ed , ora, il Segretario dell’UDC a fare una proposta. E’ però bene chiarire che siamo proprio noi, gli operatori della 194, che vogliamo un’inchiesta a tutto campo sulla “non” applicazione della 194, sul “non” coordinamento regionale delle attività, sul “non” aggiornamento clinico e scientifico e, soprattutto, sull’assenza di interventi sui temi della prevenzione e della contraccezione. Penso ad un’inchiesta che vada alle origini di boicottaggi ed emarginazioni, regione per regione, che hanno limitato le potenzialità della legge. Anche per quanto riguardo le donne che rinunciano all’IVG, il ruolo discreto dei consultori e degli operatori è stato immensamente maggiore di quello sbandierato, senza controprova, dagli attivisti del Movimento per la Vita. Sarà anche l’occasione per verificare l’efficacia degli interventi “anti-aborto” fatti con assegni e mancette da amministrazioni locali e governa, per vedere quante risorse siano state impegnate sulla contraccezione e per capire perché le stesse ditte farmaceutiche siano così riluttanti a promuovere i propri prodotti contraccettivi. Si tratterà poi di confrontare l’evoluzione del fenomeno in Italia con gli altri paesi europei. Sarebbe, Questa commissione sarebbe finalmente la fine di un tabù.”
“Intanto la sperimentazione del S.Anna di Torino ha superato il 10% del campione previsto. Già 45 donne hanno assunto la RU486, senza alcuno dei disastri paventati dal ministro Storace. Al contrario è entrata velocemente nella routine, addirittura favorita dall’imposizione del ricovero.”

Silvio Viale 339.32257406

Torino, 18 novembre 2005
EUTANASIA – VIALE: “BRAVO VERONESI! E ADESSO L’ORDINE ATTIVI IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COME FECE CON ME”
Silvio Viale, che oltre ad occuparsi della sperimentazione al S.Anna di Torino è un medico di Exit-Italia, ha dichiarato:
“ Bravo Veronesi! Ha completamente ragione quando afferma che morire è da considerarsi un diritto. Può sembrare paradossale ma è la verità. Tutti sanno che in Italia c’e una cattiva eutanasia clandestina, proprio perché le tematiche legate alla morte sono un tabù studi europei evidenziano come anche nel nostro paese il 20% dei decessi è influenzato da decisioni di fine vita che ne anticipano l’esito. E’ ora che i medici italiani escano dalla palude dell’ipocrisia in cui si è impantanata la categoria. Per avere affermato le stesse cose di Veronesi il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Medici, Giuseppe Del Barone, chiese di aprire un procedimento disciplinare nei miei confronti. Abbia ora il coraggio di chiederlo anche per Veronesi. L’Italia non ha ancora applicato la Convenzione di Oviedo, è tra gli ultimi posti al mondo per la terapia del dolore ed è il fanalini di coda in Europa per le cure palliative. La speranza è che nel dibattito parlamentare iniziato sulle cosiddette direttive anticipate, il “testamento biologico”, con il licenziamento di un testo dalla Commissione sanità del Senato, si possano affrontare senza reticenze e senza condizionamenti le problematiche di fine vita e, quindi, anche inserire le varie proposte di legge depositate sull’eutanasia che Exit ha ispirato in questi anni”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 17 novembre 2005
RU486/RADICALI: "EXELGYN CHIEDE REGISTRAZIONE FARMACO IN ITALIA: UNA VITTORIA DELL'IMPEGNO RADICALE E UNA SCONFESSIONE DI STORACE.
LE REGIONI VADANO AVANTI: INTRODURRE L'ABORTO FARMACOLOGICO SIGNIFICA ATTUARE LA 194."
Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

"Ogni volta che il ministro Storace apre bocca, l‚introduzione della RU486 in Italia fa passi da gigante. Ieri, alla Camera, Storace ha affermato che "non è mai stata sollecitata la registrazione nel nostro paese e ciò pone ovvi quesiti sulle motivazioni dell‚azienda produttrice"; oggi i responsabili della casa farmaceutica Exelgyin, produttrice della RU486, comunicano di aver avviato le procedure per la registrazione del prodotto nel nostro Paese; dicono anche di non averlo fatto nel 1999, quando il farmaco era stato registrato in tutta Europa tranne Italia e Portogallo, per paura della lobby anti-abortista.
Grazie alla tenacia di Silvio Viale (giustamente nominato oggi nella Direzione della Rosa nel Pugno) e dei radicali piemontesi, la questione dell‚introduzione dell‚aborto farmacologico in Italia è ora parte integrante dell'agenda politica e la casa farmaceutica ha potuto superare le sue riserve "politiche" e non, come voleva far credere Storace, "tecniche", relative alla qualità di un farmaco che è stato testato,ormai, da milioni di donne europee.
Siamo entrati nella fase più delicata della lotta; Storace le sta provando tutte per fare ostruzionismo: ha costretto le donne che "sperimentano"la pillola a Torino ad un incomprensibile ricovero per tre giorni; tenta di rendere ancora più complicate le modalità di accesso al farmaco da parte di quegli ospedali che hanno scelto la strada della richiesta diretta all‚azienda produttrice; s‚inventerà sicuramente, spalleggiato da Giuliano Ferrara, altri ostacoli e trabocchetti.
Le Regioni devono andare avanti senza tentennamenti, sventolando in faccia al ministro l'art. 15 della legge 194, che non lascia dubbi sulla legittimità della RU486: "Le regioni, d‚intesa con le università e gli enti ospedalieri, promuovono l‚aggiornamento del personale sanitario sull‚uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell‚integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza". Dunque, chiunque chieda l‚introduzione dell'RU486 chiede semplicemente l'attuazione, dopo 27 anni, di una legge pienamente vigente, che ha superato anche la prova referendaria; chiunque, Storace in testa, ponga ostacoli a tale richiesta non vuole l‚attuazione della legge; e questo, per un ministro della Repubblica, è grave se non intollerabile.
Chediamo che la prossima Conferenza Stato-Regioni affronti la questione RU486; più a lungo termine, chiediamo che l‚Unione affronti un‚altra questione che Storace e Ferrara si guardano bene dall‚affrontare: l‚obiezione di coscienza. Secondo le cifre comunicate dal governo al Parlamento, negli ospedali italiani il 57,8% dei ginecologi, il 45,7% degli anestesisti e il 38,1% del personale non medico è obiettore ma in Basilicata i ginecologi obiettori sono l‚83,3%; nelle Marche il 78,4%; nel Lazio il 77,7%; in Puglia il 76,8%.
L'aborto clandestino e di classe è ancora una realtà, nell‚Italia del terzo millennio, per milioni di donne, le più povere, le meno istruite. E‚ o non è un problema per la sinistra, oggi di opposizione, domani di governo?".

Manfredi (348/5335305) Mellano (348/5335302)

Torino, 16 novembre 2005.
RU486/ABORTO – VIALE “SCANDALOSO FERRARA”
A commento della trasmissione “8 e mezzo” di questa sera, Silvio Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Altro scandaloso capolavoro di Giuliano Ferrara. Una scatenata Olimpia Tarsi e un sornione Francesco Storace, spalleggiati da una Maria Grazia Labate in soggezione, hanno pilotato una trasmissione falsa e faziosa. Basti osservare che solo in estrema chiusura il Dr. Massimo Srebot ha potuto usare la parola contraccettivo. A partire dalle posizioni del Movimento della Vita sulla prevenzione non ci si mai riferiti alla contraccezione, cioè alla prevenzione delle gravidanze indesiderate, ma solo all’imposizione di un’azione dissuasiva a concepimento ormai avvenuto. Olimpia Tarsi ha addirittura detto che la RU486, non sarebbe un farmaco, ma una sostanza chimica, come se ci fossero differenze tra le due categorie ed ogni farmaco non fosse una sostanza chimica, senza che alcuno potesse replicare. Ma l’opera d’arte di Giuliano Ferrara è stata quando ha chiesto, a bruciapelo, al Dr Srebot se la RU486 potesse essere considerata come una terapia per l’infarto. Ebbene la risposta è “sì” poiché si tratta di intervenire anche per l’aborto con la migliore terapia possibile, come per l’infarto, per cui se è giusto importare un farmaco non disponibile in Italia per l’infarto è ugualmente giusto importare un farmaco per l’aborto. Quello che Ferrara, Tarsi e Storace, ed in fondo anche Labate, non vorranno mai ammettere è il primato della salute della donna, che non può essere costretta portare avanti una gravidanza contro la propria volontà. Da un punto di vista medico, una gravidanza implica rischi maggiori di qualunque interruzione volontaria di gravidanza, medica e chirurgica che sia. Per quanto riguarda la decisione, non è possibile ridurre la complessità e la specificità della scelta ad una presunta incapacità della donna, che prima della decisione dovrebbe essere esaminata, provocata e manipolata. Non ho nulla contro la presenza degli operatori del Movimento per la Vita nei consultori, e persino negli ospedali, purché il loro intervento avvenga su esclusiva richiesta della donna, non in modo intrusivo, come per qualsiasi terapia. Non è legittima una logica da trattamento sanitario obbligatorio. Del resto, già oggi, nulla vieta alle donne di rivolgersi ai CAF ed è significativo che solo una minima percentuale lo faccia, anche nelle zone ove sono sponsorizzati dalle autorità locali favorevolmente orientate. Vi è su questo una finzione di fondo, quella di far finta di non sapere che solo un terzo delle donne che abortiscono passano per i consultori e che, una eventuale riforma restrittiva, finirebbe per ridurne ulteriormente la quota a vantaggio del medico di fiducia. Per quanto riguarda la RU486, a differenza del ministro, Giuliano Ferrara, che per definizione è “intelligente”, ha capito che le resistenze sono destinate ad essere superate, e ha raggelato Storace con la forzata, ma simbolica profezia che tra ventanni si abortirà solo con la pillola. In conclusione il fatto che Storace continui ad evitare ogni confronto con me è un segno di debolezza perché, alla fine, anche lui deve riconoscere che è grazie a me che, oggi, anche lui può parlare di aborto. Diversamente avrebbe continuato a comportarsi come quando era il Governatore del Lazio, i cui risultati sono davanti a tutti; tante parole ma niente di concreto. Se si vogliono confronti veri, si abbia il coraggio di farlo con chi rivendica il “diritto” di abortire, con convinzione e con i fatti.”

(Silvio Viale, 339.3257406)

16 novembre 2005
CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE/RADICALI E SOCIALISTI HANNO PRESENTATO OGGI LA RIVISTA “DIRITTO E LIBERTA’”:
EUROPA, OLTRE GLI STATI-NAZIONE.
Questa mattina, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte, si è tenuta la presentazione dell’undicesimo numero di “Diritto e Libertà” (rivista di politica transnazionale e di iniziativa radicale), dedicato all’Europa.
Ha fatto gli onori di casa Luigi Sergio Ricca (presidente gruppo consiliare SDI), che si è soffermato sul ricco contenuto della rivista e, in particolare, sull’approfondimento della questione “Turchia nell’Unione Europea”: “Solo un’Europa unita fino al Bosforo allontanerebbe lo spettro dello scontro di civiltà”. Ricca ha poi ricordato come il nome “Diritto e Libertà” evochi la storia gloriosa di “Giustizia e Libertà”, di un radicalsocialismoo coerente e critico di cui anche e soprattutto l’Italia di oggi ha bisogno.
Ha poi preso la parola Mariano Giustino (direttore ed editore di “Diritto e Libertà”), che ha illustrato i vari interventi presenti nelle 440 pagine della rivista, concepita dopo l’esito infausto dei referendum sulla Costituzione Europea in Francia ed Olanda della scorsa estate.
Spicca l’intervista concessa dal primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha posto l’accento sul fatto che l’adesione del suo Paese all’Unione sarebbe la dimostrazione lampante che in un sistema democratico possono convivere pacificamente cristiani e musulmani; l’ambasciatore della Turchia in Italia, Ugur Ziyal, ha ricordato come la prima richiesta di adesione turca risalga al 1959; solo il 17 dicembre 2004 è iniziato il processo di adesione.
Seguono poi gli interventi di Barbara Spinelli, Sergio Romano, Piero Ostellino, Khaled Fouad Allam, Emma Bonino, Renzo Foa e tanti altri studiosi, che hanno sviscerato lo stato delle cose europeo; infine, una chicca: il testo integrale del “Manifesto di Ventotene”, la profetica prefigurazione dell’Unione Europea dovuta ad Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini ed Eugenio Colorni, reclusi nel confino fascista, nel 1941, mentre le truppe di Hitler erano alle porte di Mosca.
L’intervento principale è stato svolto dal prof. Valter Coralluzzo (Docente di Scienza politica e di Relazioni internazionali presso l’Università di Perugina), che ha intitolato il suo pezzo sulla rivista in modo eloquente: “L’Europa al bivio (o su un binario morto?)”.
Ha detto, fra l’altro, Coralluzzo: “Rispetto a quando scrissi quell’intervento, il mio pessimismo è aumentato; l’Unione attraversa una crisi profonda ed è attraversata da profonde divisioni, illuminate dai bagliori degli incendi nelle periferie francesi e dalle bombe terroriste di Madrid e Londra. Non si può liquidare il “NO” francese ed olandese come un fatto episodico; certo, il minestrone del “Fronte del NO” è composto dagli ingredienti più disparati: ci sono i nemici giurati del “liberismo selvaggio”, alla Bovè, ma ci sono anche gli insoddisfatti della stesura finale della Costituzione Europea. Anch’io non sono soddisfatto di tale testo; ma sono consapevole che è il risultato di un’enorme fatica e che deve essere considerato un punto di partenza, non un punto di arrivo.
Sono anche convinto che la Gran Bretagna di Tony Blair abbia molto da insegnare al Welfare dell’Europa continentale, che deve smetterla di rappresentare in maniera caricaturale quanto avviene oltre Manica.
Il processo d’integrazione non può calare dall’alto, frutto avvelenato del dispotismo burocratico; mi sembra buona l’idea di Jeremy Rifkin di riproporre in Europa la creazione di “gruppi di discussione” informali come quelli che si crearono spontaneamente in America ai tempi della guerra del Vietnam. E il processo d’integrazione politica deve andare di pari passo con l’integrazione economica; un allargamento deciso a tavolino, senza studiarne le conseguenze, produce solamente un’Europa che si sveglia con la paura dell’idraulico polacco!
Occorre porsi il problema del “limes”, dei confini dell’Europa che vogliamo: l’idea di aprire l’Unione alla Russia mi sembra improponibile, considerata la situazione sicuramente non democratica di quel Paese; l’allargamento ad Israele mi pare tanto auspicabile sul piano affettivo quanto irrealistico; l’entrata della Turchia è una questione vitale per noi, per non abbandonare 70 milioni di mussulmani nelle braccia degli integralisti.
Ed infine, occorre ricomporre al più presto la frattura fra Europa e Stati Uniti, partendo da una domanda cruciale: l’11 settembre ha segnato l’inizio di una guerra vera e propria o è stato “solamente” un atto terroristico? Il terrorismo palestinese era ben diverso da quello attuale, presupponeva che con il nemico occorresse poi trattare; i terroristi di Al Qaeda non avanzano richieste negoziabili. La dura realtà è che ci troviamo di fronte ad una “guerra civile intraislamica” fra gli islamici moderati (che esistono, mi dispiace per Oriana Fallaci!) e gli islamici fondamentalisti, che vogliono rifondare un Califfato teocratico esteso dal Marocco all’Indonesia.
Siamo dunque in guerra e la risposta americana è più efficace di quella europea, basata sull’ “illusione della santuarizzazione”: “Ci chiamiamo fuori dalla guerra, che gli americani si sono andati a cercare; contratteremo la nostra pace con Al Qaeda come Andreotti contrattò la pace dell’Italia con l’OLP di Abu Abbas!”. Ma dopo quanto successo a Madrid ed a Londra, nessuno può più illudersi …”.
Il Prof. Coralluzzo ha terminato il suo intervento citando le seguenti parole del leader laburista inglese Harold Wilson: “Chi rifiuta il cambiamento è l’architetto della propria decadenza: la sola istituzione umana che rifiuta il progresso è il cimitero”.
Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha chiuso la presentazione ricordando che la rivista “Diritto e Libertà” vive unicamente grazie ai contributi gratuiti delle penne illustri che ospita e al denaro ricavato dalle vendite e dagli abbonamenti; il prossimo numero della rivista sarà dedicato al cinquantennale del Partito Radicale (nato l’11 dicembre 1955), il più vecchio partito politico italiano.Torino,
Per informazioni su “Diritto e Libertà”: tel. 0774/411101 – www.dirittoeliberta.it


Torino, 16 novembre 2005.
Nuovi proibizionismi in Consiglio Comunale a Torino
COCA-COLA – VIALE (radicali) “ NE HANNO BEVUTA TROPPA”
Il radicale Silvio Viale interviene sulla mozione contro la Coca-Cola, approvata dal Consiglio Comunale di Torino (12 a favore, 11 contrari e 6 astenuti), invitando i torinesi ad un brindisi con la storica bevanda:
“Erano certamente ubriachi di Coca-Cola. Si erano spesi tutto il gettone e la bouvette aveva finito le scorte. Non c’è altra spiegazione. Altrimenti bisognerebbe tirare in ballo la Guardia di Finanza che proprio ieri, dopo l’ennesimo blitz, ha dichiarato che Torino è invasa dalla Coca, le cui scorte in Consiglio erano anche probabilmente finite. Al di là della inconsistenza pratica della mozione, approvata nella notte da 12 benpensanti, l’episodio è indice del marasma che accompagna la fase finale di questo Consiglio Comunale che passerà alla storia per questo divieto. Per il resto uno dei più inconsistenti della sua storia, tanto che sfido chiunque a ricordare un evento politico rilevante. Forse qualcuno si sarebbe aspettato che il Consiglio Comunale discutesse della RU486, visto che proprio da Torino, con l’inizio della sperimentazione, è iniziato un braccio di ferro con il ministro Storace che ha contagiato tutta l’Italia. O di altri argomenti di attualità. O, almeno, ci fosse stato il coraggio di chiedere che la Coca-Cola venisse espulsa dalle Olimpiadi. Viceversa, l’unico risultato, se la buona novella verrà diffusa in città, sarà quello di un incremento delle vendite della storica bevanda. E dire che tra i votanti ci sono quelli che mi rinfacciavano gli ordini del giorno sull’eutanasia, sugli spinelli o sulla prostituzione.Gli stessi che promisero ai tifosi di edificare il Nuovo Filadelfia per abbandonare il progetto il giorno dopo le elezioni. L’invito ai torinesi e quello di brindare con un bicchiere di Coca cola contro l’insipienza di questo Consiglio Comunale.”

Silvio Viale 339 3257406

Torino, 16 novembre 2005.
RU486 – VIALE “ STORACE, FAI IL MINISTRO E ASCOLTA I TUOI COLLEGHI EUROPEI. MA CHE CORSA, SIAMO IN RITARDO DI VENTANNI”
Oggi l’intervento di Storace alla Camera.
“Leggo a sapere che Francesco Storace, ancora una volta,dice che vuole fare il ministro e che sta valutando gli apporti scientifici. Voglio aiutarlo suggerendoli, prima di tutto, di sentire i suoi colleghi europei e di leggersi, almeno, il documento dell’OMS del 2003 “Safe Abortion: Technical and Policy Guidance for Health Systems” , la cui versione in inglese è reperibile sul sito del’OMS (http://www.who.int/reproductive-health/publications/safe_abortion/safe_abortion.pdf) e il documento della FDA del 19 luglio scorso che, con l’Ordinanza, il ministro ci ha imposto di citare e reperibile sul sito della FDA (http://www.fda.gov/cder/foi/label/2005/020687s013lbl.pdf). Così Silvio Viale, il medico torinese che sta coordinando lo studio clinico sulla ru486 al S.Anna di Torino, reagisce alla notizia che Francesco Storace illustrerà oggi alla Camera le decisioni del Ministero della Salute sulla RU486 a fini di bloccare l’importazione al di fuori della sperimentazione. Silvio Viale ha aggiunto:
“Sia chiaro, una volta per tutte, che la sperimentazione del S.Anna non riguarda l’efficacia e la sicurezza della RU486, poiché l’obiettivo primario e il confronto di due dosaggi diversi del mifepristone, il vero nome della Ru486, registrato come Mifegyne. Sul piano scientifico l’effcacia e la sicurezza del farmaco non sono in discussione, essendo stato registrato in numerosi paesi europei ed essendo stata approvata la Procedura europea di mutuo riconoscimento (FH/H137/01). Proprio per evitare pretestuose polemiche politiche, l’Azienda Ospedaliera OIRM.S.Anna di Torino, scelse la via della sperimentazione clinica, anche se le norme avrebbero consentito l’importazione specifica del farmaco, non essendovi alcuna limitazione legislativa sulla possibilità di utilizzare metodi medici, in alternativa a quelli chirurgici, per le previsioni della legge 194. Anzi l’art.15 delle legge 194 prevede espressamente la possibilità di nuovi metodi e anche per la RU486 si applicano le prassi in uso per l’importazione di farmaci registrati in paesi dell’Unione Europea. Non vi è quindi nessuna corsa impropria ala RU486, ma il tentativo di recuperare un ritardo di ventanni dopo che l’avvio della sperimentazione al S.Anna di Torino ha sensibilizzato gli operatori e l’opinione pubblica. Nell’interesse esclusivo della salute delle donne che intendono avvalersi della legge 194 è opportuno che aumentino le esperienze in tutto il territorio nazionale, sia mediante l’adozione del protocollo torinese, che non necessita di ulteriori autorizzazioni, sia mediante le possibilità di importazione diretta utilizzate per altri farmaci. In ogni caso il ministro dovrebbe sapere distinguere il suo ruolo pubblico da quello del militante anti-abortist e dovrebbe spiegare durante il suo governatorato nel Lazio abbia disatteso di applicare la parte preventiva della 194 e gli aborti non siano calati nonostante i suoi ostruzionismi politici. L’unica vera prevenzione dell’aborto in Italia è quella che fanno gli operatori della 194, mentre manca una strategia pubblica del ministero volta alla diffusione della contraccezione. Il punto non è tanto quello di cercare di dissuadere la donna dalla decisione di abortire, dopo che ha scoperto di essere incinta, ma di prevenire le gravidanze indesiderate, considerato che i tempi sono cambiati e poche donne, oggi, sfruttano il loro pieno potenziale riproduttivo, come facevano le nostre donne. La vera prevenzione passa tramite la pianificazione familiare e non mandando dei militanti volontari nei consultori, come se fossero squadristi di un tempo perduto. Del resto il ministro dovrebbe sapere (ma quante cose questo ministro non sa!) che solo il 34% delle donne che abortiscono si rivolgono al consultorio, che in alcune regioni sono praticamente inesistenti, mentre lui se la prende sempre con quelle in cui i consultori funzionano meglio.Signor ministro, come sa ho chiesto le sue dimissioni, ma voglio cogliere con favore questa sua intenzione a documentarsi: lo faccia e ripeta l’esperienza di governatore del Lazio, quando preferì non farlo mai. Infine non paragoni la RU486 ad un contraccettivo, non è così, ed una metafora così sbagliata non le fa onore, soprattutto se il suo ministero non si occupa neppure dei contraccettivi.”
(Silvio Viale 339.3257406)

AUTORIZZAZIONI IMMISSIONI AL COMERCIO:
Austria n. 1-23220 21 settembre 1999; Belgio n. 2 532IE 1 F3 22 novembre1999; Danimarca n. 30 741 27 agoato 1999; Finlandia n. 14046 20 dicembre 1999; Francia n. 556 473.0 28 dicembre 1988; Germania n. 46 038.00.00 19 agosto 1999; Grecia n. 2455001 10 ottobre 1999; Lussemburgo n. 118 00 11 0052 11 dicembre 2000; Olanda n. RVG 24 206 25 agosto 1999; Spagna n. 62 728 21 ottobre 1999; Svezia n. 11642 4 settembre 1992; Regno unito n. PL 16152 0001 1 luglio 1991. USA FDA. Center for drug evaluation and research. Approval Package. Application number: 20-687. Trade name: Mifeprex. Generic name: mifepristone. 28 Sep 2000N 28 sep 2000.


Torino, 15 novembre 2005
NASSIRIYA/APPELLO SIGNORA PARRILLO/MANFREDI (RADICALI): "GRAVE IL SILENZIO DEL PRESIDENTE CIAMPI".
Dopo la sua esclusione immotivata dalla cerimonia per l‚anniversario della strage di Nassiriya, la signora Adele Parrillo (compagna del regista Stefano Rolla, ucciso nella strage) aveva, domenica scorsa, lanciato un appello al Capo dello Stato affinché intervenisse nella vicenda "con un gesto di solidarietà".

A due giorni di distanza dall‚appello, di fronte al silenzio del Quirinale, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:

"Il silenzio del Presidente Ciampi è grave. Nel corso della visita al Quirinale di Benedetto XVI, il Capo dello Stato aveva ribadito con forza il concetto di laicità che permea le istituzioni della Repubblica. E in questi anni Ciampi ha sempre affermato di essere il "presidente di tutti gli italiani", senza distinzioni, neppure quelle dello stato civile.
A fronte alle immediate ed inequivocabili prese di posizione del ministro Prestigiacomo e dell‚on. Cicchitto, che hanno espresso piena solidarietà alla signora Parrillo, la mancanza di qualsiasi risposta da parte del Quirinale appare ancora più ingiustificata e rappresenta un brutto segnale per i milioni di cittadini e cittadine unite in coppie di fatto, che attendono da anni un sacrosanto riconoscimento giuridico.".

Torino, 15 novembre 2005

Manfredi (348/5335305)

Torino, 14 novembre 2005
CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE/PRESENTAZIONE UNDICESIMO NUMERO DI “DIRITTO E LIBERTA’”: “EUROPA. OLTRE GLI STATI-NAZIONE”.
 

Mercoledì 16 novembre, alle ore 11:15, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15), si terrà la presentazione dell’ultimo numero della rivista “Diritto e Libertà”. Interverranno:
- Valter CORALLUZZO (Docente di Scienza politica e di Relazioni internazionali presso l’Università di Perugia)
- Mariano GIUSTINO (Direttore di “Diritto e Libertà”)
- Bruno MELLANO (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)
- Luigi Sergio RICCA (presidente gruppo consiliare SDI)L’undicesimo numero di “Diritto e Libertà” ha per protagonista l’Europa; i numerosi contributi (fra gli altri, Renzo Foa, Piero Ostellino, Sergio Romano, Barbara Spinelli, Khaled Fouad Allam, Emma Bonino) sviscerano lo stato del processo di allargamento dell’Unione Europea; un allargamento pieno di incognite e di ostacoli, ma assolutamente irrinunciabile.
Da segnalare l’intervista in esclusiva rilasciata a “Diritto e Libertà” dal primo ministro turco Erdogan, da cui abbiamo estrapolato questo passaggio illuminante:
“L’adesione della Turchia all’Unione Europea aiuterà a far sì che i ponti tra l’Occidente ed il mondo islamico, che rappresenta una popolazione di 1,2miliardi di persone, abbiano delle fondamenta più solide , e basate sulla fiducia; inoltre, mostrerà che i cristiani ed i musulmani possono vivere insieme sotto un unico tetto fondato su un sistema democratico, sulla base di valori ed interessi comuni. . In questo modo il reciproco rispetto tra il mondo cristiano e quello musulmano si accrescerà e verrà rafforzata la base di dialogo e di collaborazione. Nello stesso tempo l’adesione della Turchia metterà in evidenza che il sistema dei valori comuni non può essere limitato ad una fede sola o ad un’area geografica circoscritta. Penso che questa sia una missione storica sia per la Turchia sia per l’Europa”.

Mellano (348/5335302)
N.B. La rivista “Diritto e Libertà” è distribuita in tutta Italia dalle Librerie Feltrinelli. Per informazioni: www.dirittoeliberta.it


Torino, 14 novembre 2005
RU486 – VIALE “ DOPO STORACE, A FIORONI IL NOBEL DELL’IMBECILLITA’”
Silvio Viale, il medico radicale che a Torino conduce lo studio clinico sulla ru486, dopo avere avviato tre nuovi casi nel pomeriggio, replica alle recenti affermazioni di Storace e di Fioroni (Corriere.it) della Margherita, contrapponendo la loro “arrogante ignoranza” alla legittimità della posizione contro l’aborto del Card Ruini:
“Se è ovvio che il Card. Ruini ricordi ai fedeli che per la Chiesa l’aborto equivale ad “uccidere una vita umana”, un peccato da scomunica, colpisce l’arrogante ignoranza con la quale molti politici intervengono sulla questione della ru486. Storace, dopo due mesi, non ha ancora capito in cosa consista lo studio clinico del S.Anna di Torino e dichiara di volere mandare i militanti del “movimento per la vita” nei consultori (e perché non negli studi medici?) come fossero dei carabinieri. Non sa, non ha studiato e dimostra di non avere nemmeno letto la 194 oltre le prime tre righe. Comunque lo sperimentazione del S.Anna non vuole dimostrare l’efficacia di un farmaco che ha già superato gli esami, ma confrontare il dosaggio usuale con uno inferiore. L’obiettivo è certamente la registrazione della ru486, ma attraverso la via maestra degli studi clinici, non essendoci ditte disposte ad avviare la procedura in Italia. Il Nobel dell’imbecillità, però, va oggi attribuita all’On. Beppe Fioroni, forse medico, della Margherita, che in un’intervista ipotizza che non vi siano dati scientifici a proposito, probabilmente solo per il fatto che lui non li conosce. Lo inviterei a leggersi, sebbene non recentissima, la pubblicazione dell’OMS “Safe Abortion: Technical and Policy Guidance for Health Systems” ed ad andarsi a vedere la Procedura di mutuo riconoscimento FH/H137/01 presentata il 6 aprile 1999 e approvata il 6 luglio 1999 dall’agenzia europea dei farmaci. Lo sfido, quindi, ad indicare le fonti dei dati scientifici a cui fa riferimento sulla pericolosità del farmaco senza ricovero, considerato che in tutti i paesi europei e negli USA non è previsto il ricovero. Quelle di Fioroni sono le classiche parole vuote che può dire solo chi si trincera dietro l’immunità parlamentare e non ha alcun rispetto per la deontologia medica o politica. Quella del S.Anna è una delle pochissime ricerche indipendenti di questo paese, senza il supporto delle ditte farmaceutiche. Ma per tornare alle farneticazioni di Fioroni, non è vero che è stato stipulato un “protocollo con il ministero” che avrebbe “portato ad avere dati scientifici ufficiali”, come non è vero che le procedure per l’importazione di farmaci dall’estero valgano solo per i “salvavita” e che sarebbero “sotterranee”. Nell’intervista rilasciata al Corriere l’On. Fioroni ha dimostrato di non conoscere e di dire cose non vere, circostanze per le quali in italiano si usano i termini di “ignoranza” e di “menzogna”. Che l’On Beppe Fioroni si informi prima di insultare l’operato e la dignità dei medici, oppure faccia come Storace e si rifugi nella semplice polemica politica, chiedendo anche lui che le donne, prima di abortire, debbano superare un esame con i commissari del Movimento per la Vita. Comunque sappiate che le vostre bugie non ci fermeranno”

(Silvio Viale 339.3257406)

Genova, 14/11/05
RU 486/Associazione Adelaide Aglietta: Un passo avanti sui diritti civili, complimenti all’ospedale San Paolo di Savona
La notizia che, dopo la ripresa della sperimentazione della pillola abortiva Ru 486 in Piemonte, anche la Liguria, tramite il via libera dell’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, intende adottare la stessa iniziativa presso l’ospedale San Paolo di Savona, è il segno che dopo anni di stallo in materia di diritti civili, finalmente qualcosa comincia a muoversi. Dopotutto, giova ricordare, che a differenza di quello che sostiene il ministro Storace, l’utilizzo di metodi alternativi all’aborto chirurgico è previsto dalla stessa legge 194/78 che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG), poiché la stessa non distingue né discrimina in alcun modo i metodi chirurgici da quelli medici, o farmacologici, poiché non prescrive alcuna modalità privilegiata per procedere all’IVG . Spiace ascoltare i toni da crociata del Cardinale Bertone che definisce “nuovi Erode” i dottori Franco Bonanni e Salvatore Garzelli, e tutta l’equipe medica che con loro ha deciso di intraprendere la sperimentazione della pillola abortiva Ru 486. Ancora una volta si vuole evitare un confronto civile in cambio di anatemi contro quei medici che anche al San Paolo sono impegnati nel difficile compito di assistere quotidianamente quelle donne che hanno scelto, certamente con dolore, di ricorrere all’aborto. Come Radicali esprimiamo dunque tutta la nostra stima, fiducia e vicinanza a tutti gli operatori dell’ospedale San Paolo di Savona per l’iniziativa che ha deciso di assumere.
A riguardo Alessandro Rosasco (Comitato Nazionale di Radicali Italiani e membro della Giunta di segreteria dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”) ha dichiarato:
“Dopo il lungo lavoro svolto dai due ex consiglieri regionali radicali del Piemonte (Carmelo Palma e Bruno Mellano) che ha portato all’avvio della sperimentazione della pillola Ru 486 all’ospedale Sant’Anna di Torino, guidata tra gli altri dal dottor Silvio Viale (ginecologo e Presidente dell’Associazione Aglietta); presto, dopo Piemonte e Toscana anche in Liguria sarà possibile ricorrere all’aborto farmacologico in alternativa all’intervento chirurgico. Risulta difficile comprendere la reazione esagitata del Ministro della Salute Storace che da tempo tenta di mettersi di traverso di fronte alla sperimentazione di questo farmaco, poiché dovrebbe essere compito dello Stato, garantire che ogni donna possa usufruire, come per ogni altro intervento sanitario, delle tecniche mediche che minimizzino i rischi e i danni per la salute. Inoltre tale pratica farmacologica è in vigore da anni in molti paesi d’Europa ed è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un metodo più sicuro di quello chirurgico.”

Per info: ROSASCO (cell. 347/9552709)

Torino, 13 novembre 2005
TAV / RADICALI: “NO ALL’AMBIENTALISMO DI CHI SA SOLO DIRE NO”
Viale e Boni: “Dire no alla TAV equivale a dire No allo sviluppo”
Con riferimento alle proteste e agli avvenimenti delle ultime settimane in Val di Susa e ai sondaggi secondo i quali la larga maggioranza di cittadini torinesi e piemontesi sarebbero favorevoli all’alta velocità, Silvio Viale e Igor Boni, membri del Comitato Nazionale di radicali Italiani, hanno dichiarato:
“E’ l’ora di rinfrescare la memoria a tutti coloro che sono pronti a mettere l’alta velocità sul banco degli imputati, come la colpevole di una serie interminabile di disastri ambientali:
- L’attuale tracciato, in larga parte sotto tunnel, deriva proprio da una mediazione conseguente alle proteste delle popolazioni e delle autorità locali che giudicavano troppo impattanti i viadotti e il tracciato fuori terra.
- Continuare a dire che si deve ridurre il trasporto delle merci su gomma non può coniugarsi con i continui “no” all’alta velocità, che potrebbe finalmente fare aprire nuove politiche sui trasporti, aumentando il quantitativo di merci trasportate via treno, con miglioramenti indubbi su numerosi aspetti economici, sociali ed ambientali. Ci conforta in questo il fatto di condividere la stessa posizione dei VERDI francesi della Rhone Alpe.
- Bloccare l’alta velocità in Valle di Susa significa semplicemente costringere la Comunità Europea ad utilizzare altri corridoi con il risultato di tagliare fuori la nostra regione da importanti sviluppi economici.
- La stragrande maggioranza dei torinesi e dei piemontesi favorevoli all’alta velocità conferma che le proteste rappresentano semplicemente la difesa di interessi particolari, assolutamente legittimi, che rischiano di essere utilizzate strumentalmente dai settori della più conservatori ed estremisti della politica. Non a caso, dopo 15 anni di martellante campagna mediatica anti-TAV,la maggioranza dei cittadini dell’Alta valle di Susa ed un terzo di quelli della Bassa valle di Susa sarebbero a favore della TAV.
Riteniamo quindi che sia l’ora di togliere lo scettro dell’ambientalismo dalle mani di chi è capace, su tutto, di dire solo dei ‘no’, con il risultato negativo di creare continuamente degli scontri “muro contro muro”, con l’obiettivo di non consentire ai cittadini di comprendere e alla politica di fare il proprio mestiere.”

Per informazioni: Silvio Viale (348/5335310)

Torino, 13 novembre 2005
RU486/RADICALI: “STORACE DIMETTITI!!!”
Alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro della Salute del Governo Berlusconi, Francesco Storace, sulla pillola RU486, Bruno MELLANO (segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ed Igor BONI (membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Ancora una volta siamo costretti ad intervenire in replica ed in risposta a dichiarazioni incredibili del Ministro Storace. Ancora una volta ci tocca ricordare ad un Ministro della Repubblica quanto dice la legge 22 maggio 1978, n. 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza, che all’articolo 15 recita: “Le regioni, d'intesa con le universita’ e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull'uso delle tecniche piu’ moderne, piu’ rispettose dell'integrita’ fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”.
Siamo noi, dunque, dopo aver letto le ulteriori prese di posizione di Storace, a chiedere le sue dimissioni da Ministro della Salute: con ogni evidenza, almeno su questo tema, Francesco Storace ha perso la serenità, l’obiettività e la capacità di analisi che un esponente di un governo dovrebbe avere e saper mantenere anche e soprattutto nei momenti delicati di cambiamento.
Indubbiamente questo può essere l’inizio di una nuova fase nell’applicazione della legge sull’aborto: noi auspicammo e continuiamo ad auspicare una vera e propria cascata di richieste di sperimentazione o di utilizzo diretto della pillola abortiva, come accade oggi a Pontedera, affinché il processo innescato dal Sant’Anna di Torino, dai radicali piemontesi e da Silvio Viale in prima persona possa avere ricadute in tutta Italia, per tutte le donne italiane.

MELLANO, 348.5335302

Torino, 12 novembre 2005
RU486 – VIALE “STORACE IL BARBARO SEI TU”
Silvio Viale, il medico radicale che ha promosso la sperimentazione in corso all’Ospedale S.Anna di Torino, interviene per replicare al ministro On. Francesco Storace che avrebbe definita “barbara” questa corsa alla pillola abortiva:
“Barbari non siamo noi che vogliamo la ru486 in Italia. Barbaro è il ministro che vorrebbe costringere le donne italiane ad abortire con il solo intervento chirurgico e che ha imposto la reclusione ospedaliera per quelle che vogliono ricorrere all’aborto farmacologico. Probabilmente il ministro, che continua a rifiutare ogni confronto sull’argomento, no sa che l’OMS ha inserito il mifepristone, cioè la ru486, nella lista delle medicine essenziali. Con l’utilizza della ru486 a Pontedera si è fatto un ulteriore passo in vanti verso la registrazione anche in Italia di un farmaco già riconosciuto dalla Agenzia Europea. Il fatto che il farmaco sia stato importato direttamente, su richiesta del curante, come prevedono il DMS 11 febbraio 1997 e la babele di circolari successive, apre un contenzioso con il ministero che non potrà che risolversi positivamente, come è accaduto per la sperimentazione torinese, che sta procedendo con regolarità clinica. Nella settimana di ripresa al S.Anna di Torino sono state trattate sei donne, senza complicazioni e nel pieno rispetto della legge, e altre sei donne sono programmate per la settimana entrante. Il ricovero sin dal primo giorno, non previsto da alcun protocollo sanitario, ma imposto dall’ordinanza contro la quale è pendente il ricorso al TAR del Lazio, è stato vissuto come un inutile vessazione. Saluto i colleghi di Pontedera e mi auguro che altri ospedali, che stanno avviando le pratiche per l’importazione o per la sperimentazione, possano aggiungersi. Dopo cinque anni di battaglie e di sensibilizzazione la questione della registrazione della ru486 deve diventare un imperativo etico per tutti i medici italiani. L’Ordine dei Medici ed il suo Presidente devono uscire dalla latitanza per denunciare le interferenze politiche del ministro sulla libertà professionale dei medici in accordo con i pronunciamenti dei più autorevoli enti e agenzie sanitarie internazionali. L’Ordine dei Medici non può lasciare soli i ginecologi italiani che nel congresso di settembre a Bologna, pur con anni di ritardo rispetto alla Federazione Internazionale di Ginecologia ed Ostetricia (FIGO), hanno preso posizione mediante un comunicato congiunto dell’Associazione Ospedaliera Ginecologi Ostetrici Italiani (AOGOI), dell’Associazione dei Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) e della Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia (SIGO).”

(Silvio Viale, 3393257406)

Torino, 12 novembre 2005
VIALE (radicali) PARLA AL FORUM DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PIEMONTESE
“PILLOLE DI DIALOGO IN UN MATCH TRA EX-DEMOCRISTIANI”
Silvio Viale, come annunciato, ha risposto all’invito del Card. Severino Poletto ed è intervenuto al forum della Conferenza Episcopale Piemontese su “Un futuro per il Piemonte: demografia e proposte politiche”. Silvio Viale, che è Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, era accompagnato da Igor Boni, anche lui del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
Al termine Silvio Viale, che ha potuto parlare solo per pochi minuti, ha dichiarato: “Anche se ho potuto solo collocare alcune “pillole di dialogo” in un match tra ex democristiani, colpiti dalla sindrome della ballerine da prima fila, il giudizio è positivo. Il Card. Severino Poletto, a differenza di altre volte, ha detto parole condivisibili, in particolare quando ha parlato di “dialogo senza prediche”, di “maternità e paternità responsabili” e, soprattutto, quando ha detto che “la Chiesa annuncia, propone, ma si ferma di fronte alla libertà della persona”.
Per il resto, dopo una serie di “predicozzi” di vari esponenti politici, poco aderenti al tema, ho potuto ricordare che, se i nati da donne straniere in Piemonte sono passati dai 3100 del 2003 ai 4600 del 2004, 1500 in più, la natalità tra le donne italiane e ulteriormente diminuita, essendo i nati aumentati di solo 1043 unità, dai 36370 del 2003 ai 37413 del 2004. Così, emblematicamente, sono le donne che non hanno il bonus per il bebè e che sono meno tutelate a fare più figli, mentre quelle più tutelate e con il bonus ne fanno meno; una questione culturale e non economica. Ho potuto dire che il tanto strombazzato declino demografico non è di per sé un problema, che non è sinonimo di declino economico e che, in Italia, le famiglie con figli sono svantaggiate dal fisco, che non riconosce a sufficienza il quoziente familiare, concordando su questo con il Prof. Campiglio. Ho quindi potuto affrontare la questione della famiglia, o meglio delle famiglie, prendendo spunto dall’alto numero di bambini che nascono al di fuori del matrimonio. Ho quindi letto cosa l’anagrafe, si intenda per famiglia al’art. 4 del DPR 223 del 1989 e cioè “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”, augurandomi che tale concetto, in nome di una società multiculturale, possa rimanere tale. Dopo queste mie parole sono seguite scontate attestazioni di fede sulla unica vera famiglia, cioè quella fondata sul matrimonio, con citazioni della Costituzione, come se il DPR di riferimento fosse anticostituzionale, e con il moderatore, l’Ing. Ettore Morezzi, che ha scomodato pure Togliatti, per aver contribuito inserendo l’aggettivo “naturale” nella definizione costituzionale. Ovviamente, non ho potuto replicare, ma il mio giudizio su queste prove di dialogo con la parte laica, direi laicista e non solo laicale, della società non possono che essere viste positivamente e l’augurio è che, nelle prossime occasioni, i Vescovi ci invitino a fare anche una relazione vera, rompendo l’accerchiamento degli ex democristiani: dei Popolari, dell’UDC e di qualcuno di Forza Italia, AN stranamente assente.”

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 11 novembre 2005
HANDICAP/COMUNICATORI SIMBOLICI/ASSESSORE VALPREDA RISPONDE A RICHIESTA RADICALE: "STIAMO LAVORANDO PER ATTUARE LA DELIBERA DI GIUNTA DELLO SCORSO GENNAIO".
  Ieri, Mario Valpreda (Assessore regionale Tutela della Salute e Sanità) ha risposto alla lettera con cui gli esponenti radicali Bruno Mellano e Alessandro Frezzato chiedevano conto alla Giunta Regionale dell'attuazione della DGR n. 32-14579 del 17 gennaio 2005 "Ausili per la comunicazione interpersonale: Indagine conoscitiva per la fornitura ai disabili residenti nella Regione Piemonte".

Nella risposta, Valpreda elenca le patologie che potrebbero giovarsi del provvedimento suddetto, sulla base di un primo monitoraggio effettuato dalle aziende sanitarie piemontesi. Inoltre, l‚Assessore informa che "a partire dall‚1.01.2006, le ASL utilizzeranno il programma informativo "Passaporto delle Abilità". Tale strumento, in quanto archivio informatizzato, permetterà di rilevare contestualmente patologie/disabilità e soggetto beneficiario della tipologia di ausili permettendo così di poter quantificare in modo estremamente preciso le risorse necessarie".

Mellano e Frezzato hanno dichiarato:

"Il comunicatore simbolico è uno strumento che permette a chi ha limitazioni nella voce o nel linguaggio di adoperare il personal computer per comunicare ed esprimersi tramite messaggi parlati. L'importanza di un tale supporto è testimoniata dall‚esperienza di Luca Coscioni, che, grazie al comunicatore simbolico, riesce ad essere, da quattro anni, uno dei leader politici del movimento radicale.
Diamo atto all'Assessore Valpreda di aver fornito alla nostra sollecitazione una risposta non formale bensì impegnativa; se pensiamo a quanti cittadini piemontesi potrebbero veder mutata in meglio la loro qualità di vita, ogni giorno che passa è un giorno irreparabilmente perso; d‚altronde, non possiamo non tenere presente sia il sopravvenuto cambio di maggioranza in regione sia la complessa riorganizzazione della sanità piemontese avviata dall'Assessore.
Continueremo a vigilare affinché la delibera predisposta ad inizio anno dall'ex Assessore Galante trovi puntuale attuazione a partire dai primi mesi del 2006, come si evince dalle parole di Valpreda.".

Mellano (348/5335302)

N.B. La delibera in oggetto si inserisce nel Progetto "Libertà di Parola" lanciato dall'Associazione Luca Coscioni. Per approfondimenti: www.lucacoscioni.it/node/2472



Spettabile
Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Via Garibaldi, 18/55 - 10122 Torino
Torino, 10/11/05
Oggetto: Comunicatori simbolici.

Si riscontra la nota a firma delle SS.LL. e si comunica che in riferimento alla D.G.R. n. 32-14579 del 17.01.2005 “Ausili per la comunicazione interpersonale: Indagine conoscitiva per la fornitura ai disabili residenti nella Regione Piemonte”, al fine di conseguire le finalità del provvedimento medesimo, questo Assessorato ha disposto, di concerto con le AA.SS.LL., un monitoraggio delle tipologie di disabilità o patologie che possono trovare giovamento dall’utilizzo dei “Comunicatori simbolici”.
I primi risultati del monitoraggio effettuato hanno evidenziato quanto segue:
1. patologie e disabilità segnalate specificatamente dalle strutture di neuropsichiatria infantile di ASL:
- tetraparesi distonica da PCI con funzioni cognitive conservate e gravi difficoltà articolatorie;
- autismo;
- afasia;
- ritardo mentale medio;
- ritardo mentale grave; sindrome di Angelman con ritardo mentale grave; spina bifida con ritardo mentale medio;
- patologie genetiche con compromissione cognitiva importante e particolare interessamento dell’area linguistica;
- afasia su base organica, epilessia, atassia.2. altre patologie e disabilità trattate in ASL:
- tetrapresi con caratteristiche di aposturalità;
- cecità cortico bilaterale; disturbo comunicativo verbale su base cognitiva;
- morbo di Arnold-Chiari-encefalopatia multicistica;
- deficit sensoriale acustico;
- encefalopatia malformativa corticale;
- sindrome di Down;
- sindrome di Bourneville;
- paralisi cerebrali infantili ed altre patologie neurologiche;
- distrofia muscolare;
- sclerosi laterale amiotrofica;
- sclerosi multipla;
- esiti di ictus cerebri con afasia;
- esiti di traumi cranico encefalici;
- sindrome di Locked;
- sordomuti;
- soggetti disfaici; ciechi ed ipovedenti.Quanto sopra è il risultato di un primo monitoraggio che ne vedrà un successivo sviluppo nel 2006, quando, a partire dall’1.01.2006, le AA.SS.LL. utilizzeranno il programma informativo “Passaporto delle Abilità”. Tale strumento, in quanto archivio informatizzato, permetterà di rilevare contestualmente patologie/disabilità e soggetto beneficiario della tipologia di ausili di cui al provvedimento regionale sopra citato, permettendo così di poter quantificare in modo estremamente preciso le risorse necessarie da destinare al perseguimento delle finalità della D.G.R. n. 32-14579 del 17.01.2005, nonché l’efficiente utilizzo delle medesime.
Confidando di aver fornito i chiarimenti richiesti, sarà mia cura individuare al più presto, come da richiesta, una data entro la quale incontrare la vostra Associazione. Cordiali saluti. Mario VALPREDA
Assessore Regionale
Tutela della Salute e Sanità

Torino, 11 novembre 2005
FINANZIARIA – VIALE “SIAMO ALLA FRUTTA E ALLE MANCETTE”
Silvio Viale, presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale dei radicali, interviene sui bonus retroattivi per i bebè:
“Siamo alla frutta ed un governo senza idee si riduce ad una mancetta indiscriminata per i bebè. Una pura manovra elettorale che regalerà mille euro, sempre benvenuti, a circa 450.000 donne che hanno avuto o adottato un bimbo nel 2005. Nel loro gergo lo chiamano sostegno alla famiglia, senza avere nemmeno più il senso del ridicolo. Così, nonostante la contrarietà di AN, CDU, LEGA e la grande maggioranza di FI, i soldi andranno a tutti i tipi di famiglia, non solo alle donne sposate in una famiglia “regolare”, ma anche a quelle conviventi, single, omosessuali e svariatamente collocate nella comunità. Una parità, non voluta, che ovviamente debbo registrare con soddisfazione, anche se è il frutto di un ipocrito calcolo elettorale e non di una svolta nelle loro convinzioni sociali. Osano poi, senza pudore, chiamarlo anche sostegno alla natalità, dimenticando che nella precedenza esperienza nessuna donna ha fatto un figlio in più per avere i mille euro. E come si potrebbe fare un figlio solo per incassare mille euro? Un figlio è ovviamente molto più prezioso. Non a caso la natalità tra le donne italiane non è aumentata e le IVG hanno continuato a rimanere costanti. Addirittura indegno è, infine, il misero contributo per l’asilo che sembra fatto apposta per fare arrivare un miniassegno in campagna elettorale. In conclusione è davvero sconsolante pensare che con i soldi impegnati, ad esempio, si sarebbero potuti creare almeno 50.000 nuovi posti per gli asili nido, ma è chiaro che da un governo in liquidazione non ci si può aspettare altro che un disperato tentativo di finanziarsi la prossima campagna elettorale a colpi di mancette.”

(Silvio viale 339.3257406)

Torino, 11 novembre 2005
DITE A BUQUICCHIO CHE LA TALPA SONO IO
Il Consigliere Regionale di Italia dei Valori, Andrea Buquicchio, sembra lamentarsi del fatto che si sia saputo di un suo viaggio per la Regione Piemonte, nulla di male di per sè, ma di fronte alla richiesta di conoscere la talpa, Silvio Viale è costretto ad autodenunciarsi.
"Buquicchio vuol sapere chi è la talpa. Non c'è problema sono io. Da chi l'ho saputo? Ma se lo sapevano tutti, tranne i giornalisti. Una provocazione? Forse sì. Ma non c'è da vergognarsi ad andare in giro per l'Ente di chi si fa parte, soprattutto se è tutto trasparente, anche se, forse, i viaggi sono a volte poco motivati. Spese inutili? Problemi di coscienza? Nessuno è obbligato a partecipare ed ognuno dovrebbe segnalare quelli "inutili". Buon viaggio a tutti!!"

(Silvio Viale 339.3257406)

Torino, 10 novembre 2005
“ANCHE L’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA
AL FORUN REGIONALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PIEMONTESE”
  Soddisfazione dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta per l’invito a partecipare al “III forum Regionale della Conferenza Episcopale Piemontese” che si terrà sabato 12 novembre, alle ore 9:00, presso il salone Valdocco. Nella lettera di invito l’Arcivescovo di Torino, il Card. Severino Paletto informa che ci si confronterà sul tema “Un futuro per il Piemonte: demografia e proposte politiche”.
All’incontro parteciperà Silvio Viale, Presidente dell’associazione Radicale Adelaide Aglietta, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dirigente di EXIT-Italia, il quale ha dichiarato:
“ Siamo ovviamente soddisfatti dell’invito al forum organizzato dalla Conferenza Episcopale Piemontese e lo onoreremo. Esso è particolarmente significativo, non solo perché segue le polemiche suscitate da “La voce del popolo”, settimanale della Diocesi, che in tema di laicità aveva definito il Piemonte come “ la regione di Pannella”, ma soprattutto perché i radicali piemontesi, congiuntamente allo SDI e ad altri soggetti politici, sono impegnati nella costruzione della “Rosa nel pugno”, una nuova proposta politica che proprio nella laicità ha uno dei suoi piloni fondamentali. In tempi in cui il Presidente della Camera dei Deputati, su invito di Benedetto XVI, viene ricevuto in un incontro dal sapore tutto politico, seppure privato, non possiamo che vedere dei migliori auspici nella volontà della Conferenza Episcopale Piemontese di confrontarsi anche con i laici”.

(Silvio Viale – 339.3257406)

Torino, 8 novembre 2005
E’ MORTO ENNIO BOGLINO, IL MEDICO DEGLI STORICI DIGIUNI DI PANNELLA.
VIALE E MELLANO (RADICALI): “PRIMA MEDICO, POI MALATO MA SEMPRE MILITANTE RADICALE CHE GETTA IL PROPRIO CORPO NELLA LOTTA”.
Ennio Boglino si è spento, dopo una lunga malattia, nella sua casa di Trausella, vicino ad Ivrea.
Era stato compagno di Marco Pannella prima al liceo poi all’università. Aveva poi assistito il leader radicale nei suoi numerosi scioperi della fame e della sete degli anni settanta.
Da anni Boglino era affetto da una gravissima forma di neuropatia invalidante che lo costringeva a letto e gli infliggeva tremendi dolori; da qui la sua lunga lotta per richiedere nuovi farmaci (compresi i cannabinoidi) per la terapia del dolore.
Silvio Viale e Bruno Mellano (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“Ci preme qui rimarcare la singolare esperienza di Ennio, che è stato, innanzitutto, il medico di Pannella, anzi di “Marco”, visto il rapporto non professionale ma di militanza ed amicizia che li legava. Poi la lunga malattia ha portato Ennio a identificarsi con le migliaia di malati che attendono ancora oggi adeguate terapie del dolore, in un Italia dove per troppo tempo l’ipoteca cattolica e clericale ha preteso che il dolore, la sofferenza del corpo e dello spirito costituissero l’inevitabile espiazione dei peccati della mente e della carne.
Ennio non ha smesso fino alla fine di incitarci, di spronarci a fare di più; e lo faceva “gettando il proprio corpo nella lotta”, per usare i versi di uno spiritual nero tanto cari a Pasolini: nel 2001 fu al fianco di Emma Bonino, impegnata in un drammatico sciopero della sete per richiedere una corretta e completa informazione durante la campagna elettorale per le elezioni politiche; assieme a Luca Coscioni, si autoridusse i farmaci.
Nel 2002, fu al fianco di Marco Pannella - impegnato in uno sciopero della sete per il plenum della Camera dei Deputati e per la legalità delle istituzioni - con queste testuali parole:
“Anche questa volta voglio affiancare Marco Pannella nella sua lotta nonviolenta per la legalità delle istituzioni. Il mio è un vero e proprio grido di dolore per la democrazia ferita e per le mie condizioni fisiche. E’ il grido di dolore di un cittadino che – di fronte all’inefficacia delle terapie antidolore cui è possibile accedere in Italia – non può, a causa di un proibizionismo cieco e bigotto, acquistare farmaci a base di marijuana già disponibili e usati con successo in Canada, Usa, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Israele. Sono convinto che i parlamentari che oggi sembrano non preoccuparsi minimamente del plenum stabilito dalla Costituzione per la Camera dei Deputati, con la stessa leggerezza non si adoperano per varare leggi adeguate sulla terapia del dolore. I miei tre giorni di sciopero della fame sono rivolti a loro, affinché traggano forza dal mio deperire per ascoltare la loro coscienza di rappresentanti del popolo italiano.”
Ennio Boglino ci ha lasciati lo stesso giorno in cui le agenzie di stampa battevano la notizia della prossima sperimentazione di derivati della cannabis nella terapia del dolore presso l’Ospedale Molinette di Torino e il policlinico Umberto I di Roma.
La tua lotta nonviolenta non è stata vana, Ennio!”

Viale (339/3257406) Mellano (348/5335302)
N.B. I funerali di Ennio Boglino si terranno giovedì 10 novembre, alle ore 10:00, a Trausella (To), in via del Mulino n. 1.

Torino, 7/11/05
TERAPIA DEL DOLORE/A TORINO IL RESPONSABILE DELLA CONSULTA RICERCA SCIENTIFICA DI ALLEANZA NAZIONALE SPERIMENTA LA CANNABIS.
MANFREDI (RADICALI): “MEGLIO UNA CONTRADDIZIONE COSCIENTE CHE UNA INNOCENTE”.
A Milano e a Torino avverrà la sperimentazione della cannabis sintetica (Marinol) nella terapia antidolorifica rivolta ai malati di tumore. Sotto la Mole, all’Ospedale delle Molinette, il responsabile del progetto è il Prof. Antonio Mussa, fino all’anno scorso europarlamentare di Alleanza Nazionale ed attualmente presidente della Consulta nazionale per la ricerca scientifica di AN.
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Rispetto alla singolare posizione del Prof. Mussa, è opportuno citare Pasolini: “Meglio una contraddizione cosciente che una innocente”.
Il Prof. Mussa, operando in scienza e coscienza, dichiara apertamente l’utilità della cannabis nella cura del dolore, come del resto convalidato e sperimentato all’estero. E’ difficile, però, professare tali convinzioni in un partito che ha fatto della sedicente “Legge Fini” il suo cavallo di battaglia; uno dei punti (s)qualificanti della suddetta proposta di legge è l’equiparazione pura e semplice di tutte le sostanze stupefacenti, riunite in un’unica tabella.
Prof. Mussa, come è possibile perorare la causa del farmaco-cannabis e nello stesso tempo appoggiare un’ulteriore criminalizzazione della droga-cannabis? E’ del tutto evidente, a chi vuole vedere, che il proibizionismo sulle droghe determina sempre il proibizionismo sulle cure.”.
Manfredi (348/5335305)

Torino, 4 novembre 2005
(DIS)ONOREVOLI INCOMPATIBILITA’ /MANFREDI (RADICALI): “L’ASSESSORE PUGLIESE OSTILLIO SI E’ DIMESSO IERI DALLA CAMERA, CON SEI MESI DI RITARDO. TRE MESI DI MOBILITAZIONE RADICALE IN CINQUE REGIONI, CON CINQUE “AZIONI POPOLARI” PRESENTATE E SEI DIMISSIONI OTTENUTE.”
.Ieri, la Camera dei Deputati ha preso atto delle dimissioni di Massimo Ostillio (UDEUR), Assessore Regionale al Turismo in Puglia.
L’art. 122 della Costituzione è inequivocabile: “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale ed a una delle Camere del Parlamento…”.
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Nichi Vendola, divenuto presidente della Regione Puglia, si dimise da deputato, per sopravvenuta incompatibilità, il 3 maggio scorso; il suo Assessore Ostillio si trovava nella stessa situazione ma ha atteso sei mesi per presentare dimissioni che, per legge, devono essere presentate entro dieci giorni dal sorgere dell’incompatibilità (art. 6 della L. 154/81)… e Ostillio conosce bene la legge, facendo parte della Giunta delle Elezioni della Camera!
L’on. Mastella, prima di fare le pulci all’Unione sulla regolarità delle primarie, avrebbe fatto meglio a esigere il rispetto della legalità in casa propria.
Con le dimissioni di Ostillio si chiude la mobilitazione radicale, partita dal Piemonte lo scorso 3 agosto, con la presentazione di un’azione popolare per far decadere da consigliere regionale l’on. Agostino Ghiglia (AN). Sono poi seguite, a settembre, le azioni popolari presentate dai radicali milanesi contro l’on. Alessandro Ce’ (Lega Nord, Assessore Regionale alla Sanità), dai radicali romani contro l’on. Rodolfo Gigli (UDC, consigliere regionale), dai radicali campani contro l’on. Italo Bocchino (AN) e il sottosegretario alla Salute Domenico Zinzi (UDC), che continuavano a sedere indebitamente in Consiglio Regionale; l’on. Ostillio si è dimesso prima che i radicali pugliesi presentassero analogo ricorso.
Anche a seguito delle denunce politiche e formali dei radicali, Ghiglia, Cè e Gigli si sono dimessi dalla Camera; Bocchino si è dimesso da consigliere regionale; Zinzi è stato dichiarato decaduto da consigliere regionale con sentenza del Tribunale di Napoli.
Tutto è bene quello che finisce bene ma resta la triste constatazione che i termini di legge sono perentori per i cittadini mentre sono ordinatori (cioè violabili senza conseguenze) per coloro che dovrebbero essere i primi a rispettare Costituzione e legge.”.

Manfredi (348/5335305)

Torino, 2 novembre 2005
IRAN CONTRO ISRAELE/FIACCOLATA A TORINO/APPELLO DEI RADICALI: “CHIEDIAMO A TUTTE LE FORZE POLITICHE DI PARTECIPARE, SENZA SE E SENZA MA”.
Giovedì 3 novembre, alle ore 18.30, a Torino, in Piazza Palazzo di Città (davanti al Municipio), la Comunità Ebraica di Torino e l'Associazione Italia Israele terranno una fiaccolata a sostegno dello Stato di Israele, dopo l’inequivocabile presa di posizione del presidente iraniano Ahmadinejad (“Israele andrebbe cancellato dalla cartina geografica del mondo”).
Silvio Viale e Bruno Mellano (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
“Come tante altre volte in passato, saremo in piazza al fianco della Comunità Ebraica di Torino e di Italia Israele. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, al Sindaco Sergio Chiamparino, al Presidente della Provincia Antonino Saitta, alla Presidente della Regione Mercedes Bresso, e personalmente a tutti gli Assessori e i Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali, affinché siano presenti, senza se e senza ma, sulla base di un semplice imperativo: la solidarietà con lo Stato di Israele, la cui vita è in pericolo, oggi più di ieri.
E’ proprio partendo da tale presupposto che, come radicali, riteniamo che la politica italiana debba recuperare, in tutta la sua enorme portata e attualità, l’obiettivo politico lanciato da Marco Pannella, a Gerusalemme, nel 1988: “Israele nell’Unione Europea”. Se Israele diventasse l’estremo lembo di un’Unione Europea comprendente anche la Turchia, non solo le minacce provenienti da Teheran sarebbero solo grida di fanatici senza reale pericolosità ma, in prospettiva, la teocrazia iraniana avrebbe i giorni contati.
Sarebbe opportuno che il governo italiano, e in particolare il ministro degli Esteri Fini, rendesse solida la sua solidarietà ad Israele, facendo propria, ma davvero, la proposta radicale”.
Viale (339/3257406) Mellano (348/5335302)

Torino, 2 novembre 2005
CONGRESSO RADICALE – VIALE “TUTTI INSIEME NELLA ROSA E AVANTI TUTTA”
Dopo la conclusione del Congresso di Rimini che ha riconfermato a segretario Daniele Capezzone, Silvio Viale, che si era candidato in alternativa, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Voglio, prima di tutto, ringraziare quel quinto di compagni che mi hanno votato e che ci hanno permesso di eleggere 14 membri al Comitato Nazionale e rassicurarli che gli impegni assunti saranno mantenuti. A Daniele Capezzone, confermato con il 70% dei voti in una fase così delicata ed importante dell’impegno radicale nella vita politica del Paese, deve andare la rinnovata lealtà di tutti i radicali impegnati nella costruzione del nuovo soggetto politico. Non a caso, sia il documento con il quale si è approvato il progetto e sia la mozione generale sono state approvate, praticamente all’unanimità, con l’appoggio ed il voto a favore mio e dei compagni della nostra lista. Mi attendo quindi che Daniele Capezzone guidi il partito con la stessa coerenza e la stessa, magari maggiore, determinazione che chiedevo nel votarmi. Mi auguro, quindi, proprio per l’importanza che le scelte di Riccione comportano per i radicali e per la costruzione del comune progetto laico-liberale-socialista-radicale che gli nuovi organismi dirigenti di Radicali Italiani possano rappresentare l’unità di tutte le posizioni che hanno sostenuto le conclusioni politiche, perché si proceda tutti insieme nella rosa e … avanti tutta!”.

(Silvio Viale, 339.3257406)

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
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