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| .La
conferenza stampa si terrà lunedì 3 dicembre, a mezzogiorno,
presso la sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino,
via Garibaldi n. 18/55, interno cortile). Interverranno: - Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno e coordinatore dellIntergruppo parlamentare per il Tibet); - Rosanna Degiovanni (membro Giunta segreteria Associazione Aglietta); - Igor Boni (presidente Associazione Aglietta) - Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani)Durante la conferenza stampa saranno illustrate le numerose iniziative militanti (mostra fotografica, proiezione documentario, banchetti informativi, convegno, diffusione bandiere del Tibet) che i militanti radicali torinesi organizzeranno nelle due settimane che ci separano dallarrivo a Torino, domenica 16 dicembre, di Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet. |
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Roma,
28 novembre 2007 INTERROGAZIONE DELLON. MELLANO (RNP) AL MINISTRO DEL LAVORO. |
Sulla
Gazzetta Ufficiale n. 266 del 15 novembre 2007 è stato pubblicato
il Provvedimento 30 ottobre 2007 della Conferenza Unificata Stato Regioni,
avente per oggetto Intesa, ai sensi dellarticolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in materia di accertamento di assenza
di tossicodipendenza
.
Con tale Provvedimento si è data attuazione, con 18 anni di ritardo, a quanto previsto dallart. 125 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope), che prevedeva ladozione di un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute, volto ad individuare le mansioni che comportano rischi per la sicurezza, lincolumità e la salute dei terzi, allo scopo di sottoporre gli appartenenti alle categorie di lavoratori destinati a tali mansioni ad accertamento di assenza di tossicodipendenza prima dellassunzione in servizio, e successivamente ad accertamenti periodici, nonché volto a determinare la periodicità degli accertamenti e le relative modalità. Dichiarazione di Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno) e di Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani): Il provvedimento concerne unicamente i lavoratori dipendenti e non contiene alcuna disposizione sui controlli relativi allabuso di alcool. Inoltre, contiene disposizioni non chiare su quale sia il servizio tossicodipendenze competente ad effettuare i controlli. Infine, quando dispone che lapplicazione della presente intesa deve avvenire nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, si rivela ipocrita: se le disposizioni saranno attuate correttamente e completamente, lutenza dei servizi tossicodipendenze aumenterà considerevolmente; come sarà possibile garantire le prestazioni richieste senza un aumento degli organici di tali servizi o, quantomeno, degli straordinari? Ricordiamo che già ora lorganico dei Sert è insufficiente a garantire i giorni e gli orari di apertura degli stessi (vedi combinato disposto art. 118 DPR 309/90 e DM 444/90), come peraltro denunciato in passato dai radicali alla magistratura con esposti presentati in decine di Procure e tutti regolarmente archiviati. Chiediamo al ministro del Lavoro, Cesare Damiano, se il provvedimento è applicabile per analogia ai lavoratori autonomi e ai controlli sullalcolismo; oppure dobbiamo attendere altri ventanni?. |
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Dichiarazione dei presentatori della petizione popolare per listituzione
di una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide
Aglietta Alessandro Orsi/Malega 9 Franco Cantu/Forum
Droghe): Ieri sera, dalla tribuna del consiglio comunale, si è assistito ad uno spettacolo preoccupante: il sindaco Chiamparino, mezzora prima della discussione della mozione sulle narcosale, ha preso e se ne è andato; il capogruppo del Partito Democratico, Andrea Giorgis, ha chiesto lennesimo rinvio; di fronte alla giusta richiesta del consigliere Grimaldi di affrontare finalmente largomento, i consiglieri teodem si sono alzati e se ne sono andati, facendo mancare il numero legale. Questa mancanza di serietà nei confronti di tutti i cittadini torinesi ci spinge a pretendere che liter della nostra petizione popolare sia attuato nel più breve tempo possibile: noi abbiamo consegnato in Comune oltre mille firme il 29 ottobre; ai sensi dellart. 13 dello Statuto Comunale, la petizione deve essere discussa entro sessanta giorni dalla presentazione (cioè entro Natale), nella Commissione Sanità e Servizi Sociali, alla presenza del Sindaco o di Assessori o funzionari da lui delegati; ai sensi dellart. 11 del regolamento comunale sugli istituti di democrazia diretta, il Presidente del Consiglio Comunale deve organizzare, prima della discussione in commissione, una conferenza stampa per permettere ai presentatori di illustrare ai media le loro ragioni (diritto di tribuna). Le narcosale sono un servizio socio-sanitario di riduzione del danno che in Europa dimostra da circa vent'anni la sua efficacia ed importanza. Efficacia ed importanza che si misurano in termini di vite salvate, salute preservata e dignità restituita. Il dibattito che le riguarda merita maggiore attenzione e responsabilità. Per questa ragione chiederemo formalmente al Presidente del Consiglio Comunale di Torino, Giuseppe Castronovo, di garantire quanto previsto dallo statuto e dal regolamento, nel più breve tempo possibile: a noi e, pensiamo, ai mille cittadini torinesi che rappresentiamo, le farse piacciono solo a teatro.. |
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| Il
prossimo 30 novembre 2007, presso il Centro Santa Elisabetta del Campus
Università di Parma, dalle 9.30 alle 16.00, si svolgerà
un dibattito organizzato dallAssociazione Italiana Pedologi e lUniversità
di Parma, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dellUfficio
Europeo sul suolo, dal titolo: Protezione del suolo e sviluppo
sostenibile: verso la direttiva quadro. Al dibattito prenderanno la parola tra gli altri lOn. Bruno Mellano (Radicali Rosa nel Pugno) che illustrerà liter parlamentare della proposta di legge sulla protezione del suolo e le azioni delle Commissioni ambiente ed agricoltura in materia e Igor Boni (Comitato nazionale di Radicali Italiani) che interverrà in merito alla necessità di adeguare il concetto di suolo nellambito della legislazione italiana. Di seguito lordine di svolgimento dei lavori: 9.30-10.00 Registrazione partecipanti 10.00-10.30 Saluti del Rettore e delle Autorità 10.30-10.40 Saluti del Prof. Fiorenzo Mancini 10.40-10.50 Introduzione ed apertura dei lavori (Dott. Ciro Gardi, Dipartimento di Scienze Ambientali) 10.50-11.10 Agricoltura sostenibile e Conservazione del suolo Il progetto SoCo (Dott. Luca Montanarella JRC European Commission) 11.10-11.30 Soil Thematic Strategy e la proposta di direttiva quadro (Dott. Luca Marmo Unione Europea DG Ambiente) Coffee break 11.30 11.50 11.50 -12.10 Il concetto di suolo nella normativa italiana e la necessità di ampliare il campo di applicazione della direttiva comunitaria (Dott. Leonardo Di Maggio - Min. Ambiente) - 12.10-12.30 La Soil Thematic Strategy e le politiche agricole nazionali (Dott. Giuseppe Blasi - Min. Politiche Agricole e Forestali) 12.30-12.40 - La necessità di adeguare il concetto di suolo nellambito della legislazione italiana (Dott. Igor Boni Ipla Spa) 12.40-13.00 Liter parlamentare della proposta di legge sul suolo e le azioni delle Commissioni ambiente ed agricoltura in materia di protezione del suolo (On. Bruno Mellano - RnP) 13.00 -13.20 Il livello regionale e l'armonizzazione delle informazioni (Dott. Nicola Filippi Regione Emilia-Romagna) Pausa pranzo 13.20 14.30 14.30 15.30 Conclusione dei lavori Tavola Rotonda: o Prof. Franco Previtali (Società Italiana di Pedologia) o Dott. Federico Castellani (Associazione Italiana Pedologi) o Dott. Edoardo Costantini (Società Italiana di Scienza del Suolo) o Dott. Luca Marmo (Unione Europea - DG Ambiente) o Dott. Luca Montanarella (JRC - European Commission) |
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| Domani,
lunedì 26 novembre, i primi firmatari della petizione popolare
per l'istituzione di almeno una narcosala a Torino seguiranno dalla tribuna
i lavori del Consiglio Comunale (tardo pomeriggio). I presentatori della
petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta -
Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:
Dei 5.000 episodi iniettivi per droga stimabili al giorno a Torino, probabilmente oltre 1.000 si verificano in luoghi aperti, pericolosi, insicuri e nascosti. Come dire 40 allora, quasi uno al minuto. Questo accade oggi, accadrà domani, dopodomani e lunedì, il giorno che si voterà a Torino in Consiglio comunale la mozione in discussione su questi temi. Questo è lo scenario a cui il Consiglio comunale di Torino ha la possibilità di porre rimedio, votando a favore dellapertura sperimentale di una stanza del consumo. Lo ricorda, in una accorata lettera aperta al ministro Livia Turco, al Sindaco Sergio Chiamparino e ai consiglieri comunali, il Dr. Paolo Jarre, coordinatore nazionale delle nove principali Società Scientifiche ed Associazioni professionali italiane, componente del Comitato Scientifico dellOsservatorio droghe al Ministero della Solidarietà sociale, 30 anni di esperienza e studio sulle tossicodipendenze. Ma sulla decisione del Consiglio comunale di Torino sembrano pesare di più gli strali di Antonio Costa, direttore dellUNODC, agenzia ONU sulle droghe, che sostiene che questi servizi non sono utili e non vanno attivati.. La sua lettera al sindaco Chiamparino arriva paradossalmente proprio quando lOsservatorio europeo sulla droghe lancia il suo allarme, segnalando il preoccupante aumento nei decessi per overdose nellultimo anno, e invitando i paesi UE a porvi urgente rimedio. Lo stesso Osservatorio, nel 2004, ha pubblicato un accurato studio sulle 72 narcosale già attive, dimostrando levidenza scientificamente fondata della loro utilità, sia per quanto attiene la riduzione delle overdose mortali sia per quanto riguarda il contenimento del consumo di droga a scena aperta. Il sindaco deve scegliere: dare credito a Costa, che non ha mai prodotto una riga di evidenze scientifiche nel merito, oppure fare fiducia allistituto scientifico della UE, che non ha guerre da combattere ma buone politiche da promuovere? Dobbiamo forse ricordare al sindaco che da decenni molti paesi come Olanda, Germania, Svizzera, Australia, Canada, Brasile e Spagna, e la UE stessa - che ha introdotto nelle sue politiche sulle tossicodipendenze il pilastro della riduzione del danno - hanno scelto il primato della salute e della sicurezza dei propri cittadini invece che la piatta adesione ideologica ad una politica globale che, proprio nel 2008, si troverà a celebrare il bilancio disastroso dei propri plateali fallimenti? Dobbiamo forse ricordare al sindaco che le oltre 40 città che hanno aperto una stanza del consumo, nonostante gli strali di Costa,, non sono incorsi in alcuna sanzione, perché le Convenzioni internazionali non hanno il potere di censurare ciò che una città o uno stato decidono su servizi e interventi di salute pubblica? Caro sindaco, invece di augurarti un incontro con Costa per approfondire, forse ti sarebbe più proficuo un incontro con lOsservatorio europeo o, magari, con i tanti ricercatori e operatori della tua città (come Paolo Jarre), abituati più di Costa a lavorare sulla base di scienze ed evidenze. Caro sindaco, domani dovrai scegliere fra lideologia perdente e costosa in termini umani, economici e di civiltà di Costa o la fondata e ragionevole evidenza della scienza e dellesperienza e il diritto alla salute e alla sicurezza, di cui sei primo custode. |
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| Sconfiggere
l'asse Berlustroni-Veltrusconi. Silvio Viale, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, contesta l'affermazione della segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini , secondo la quale si tratterebbe di "referendum truffa". Silvio Viale, che fa parte del comitato referendario piemontese, ha diffuso la seguente nota: "Non si tratta di referendum truffa. Se ne possono contestare i contenuti e l'opportunità, ma non si possono definire referendum truffa. Non lo possono fare, soprattuto i radicali, perchè se non ci fossero questi referendum la palude parlamentare non avrebbe preso alcuna iniziativa contro il "porcellum", che fu approvato dal centrodestra con il benestare di gran parte del centroinistra e che rappresenta il peggiore tra i sistemi elettorali possibili. In fondo, l'incertezza strutturale del Senato fa comodo a gran parte dela partitocrazia. La stessa ripresa dell'iniziativa radicale per l'uninominale secca, che condivido pienamente, è un merito dell'iniziativa referendaria e deve concretizzarsi in precise iniziative parlamentari e nel paese, riaggregando il fronte del '93.. Sin dall'inizio, insieme ad altri, ho sostenuto la necessità di appoggio tecnico dei radicali per due ragioni principali. La prima è che i refrendum avrebbero costretto la partitocrazia dei "buoni a nulla" e dei "capaci di tutto", riprendendo la terminologia di Pannella, a muoversi, aprendo nuovi orizzonti per altre iniziative verso il maggioritario secco uninominale. La seconda è che, comunque, pur prigioniero del "porcellum" e del meccanismo abrogazionista dei referendum, l'esito referendario ridurrebbe il potere dei partiti e non il contrario. Penso anche io, come Rita Bernardini, che ci vuole una vera riforma dei partiti per la creazione un vero partito democratico e di un vero partito conservatore, ma tutto ciò non può limitarsi ad una chimera da tirare fuori ogni tanto dal cassetto. Il tradimento del '93, la proposta di ritorno al proporzionale, l'annientamento di ogni residuo maggioritario e l'asse da compromesso storico tra Berlustroni e Veltrusconi non possono che spingere i radicali a schierarsi per i referenum elettorali, pur mantenendo alta la bandiera dell'uninominale secca." |
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Torino,
23 novembre 2007
NARCOSALE/APPELLO PROMOTORI PETIZIONE AI CONSIGLIERI COMUNALI DI TORINO: SI VOTI LA MOZIONE PER PARTI SEPARATE (NARCOSALE E SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA); CIASCUNO, A PARTIRE DAL SINDACO, DEVE ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA. LUNEDI SEGUIREMO DALLA TRIBUNA I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE. |
Al
termine della conferenza stampa tenutasi oggi nella sede dellAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta, Bruno Mellano (deputato radicale Rosa nel
Pugno), Domenico Massano (Associazione Aglietta) e Alessandro Orsi (Malega 9) hanno dichiarato: Chiediamo ai consiglieri comunali di votare lunedì la mozione sottoscritta da venti consiglieri che richiede, tra laltro, sia listituzione delle narcosale (attuabile ora, con la legislazione vigente) sia la somministrazione controllata delleroina (che necessita di una modifica della legge antidroga, impossibile nel breve e medio termine, visti i rapporti di forza fra i partiti). La mozione deve essere votata per parti separate, prima la parte sulle narcosale e poi la parte riguardante la somministrazione controllata delleroina, perché si tratta, appunto, di cose diverse, complementari e non contrastanti luna con laltra. Dopo le autorevoli prese di posizione del sindaco Chiamparino, del ministro della Salute Livia Turco e, addirittura, dello zar dellantidroga Antonio Costa, è prevedibile che la parte riguardante la somministrazione del farmaco eroina passi con una grande maggioranza. Rispetto alle narcosale, ununica domanda finale al sindaco e ai consiglieri: se non ora quando? Lunedì pomeriggio seguiremo dalla tribuna i lavori del Consiglio Comunale. |
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Dichiarazione
di Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno e coordinatore
dellIntergruppo parlamentare per il Tibet, già promotore
dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet: |
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A seguito
delle dichiarazioni rilasciate da Antonio Maria Costa, vicesegretario
generale dell'Onu nonche' direttoreesecutivo di Unodc (l Agenzia
Antidroga ONU), contro listituzione di una narcosala a Torino,
Giulio Manfredi (Giunta Segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato:
Credevo che il Dr. Costa avesse problemi più urgenti da
affrontare, dal boom delloppio afghano a quello della coca colombiana,
dellipotetica apertura di una narcosala a Torino, quando ne esistono
già una settantina in tutta Europa e non solo. DROGA:COSTA(UNODC)
A CHIAMPARINO, PREOCCUPA IPOTESI NARCOSALE (ANSA) - ROMA, 22 NOV -
«Ho scritto ieri al sindaco di Torino Sergio Chiamparino per esprimergli
la mia preoccupazione per l'ipotesi avanzata da alcuni gruppi politici
del Comune sull'apertura di una o più narcosale in città».
Lo ha detto il vicesegretario generale dell'Onu e direttore esecutivo
dell'Unodc (l'Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga),
Antonio Maria Costa, intervenendo al seminario dei capi dei servizi
antidroga dei paesi dell'Africa settentrionale ed occidentale e di quelli
europei del G6 in corso presso la Scuola Superiore di polizia. «Come
ha già detto il ministro Livia Turco - ha ricordato Costa - non
esistono le premesse legislative per aprire narcosale, che sono peraltro
in contrasto con gli impegni assunti dall'Italia a livello internazionale».
L'alternativa, ha aggiunto, «è quella della somministrazione
controllata di eroina che è però un palliativo, essendo
inoltre molto costosa (si calcolano mille euro al mese per tossicodipendente):
in Svizzera sono stati trattati così 500-600 casi su 32 mila.
È un cerotto, non la soluzione». Per affrontare in maniera
efficace il problema, secondo il vicesegretario dell'Onu, «occorre
trattare il tossicodipendente come un malato che ha bisogno di cure
e questa non è una politica di destra o di sinistra, ma una politica
della salute, come avviene per il diabete, l'Aids e il cancro».(ANSA).
NE/IMP 22-NOV-07 13:13 NNN
DROGA:
PIOBBICHI (PRC), COSTA PENSI A FALLIMENTO POLITICHE DROGA:
NARCOSALE; RADICALI, COSTA NON CONOSCE LA REALTÀ |
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| Dichiarazione
di Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno e coordinatore
dellIntergruppo parlamentare per il Tibet. Lappello sottoscritto da 165 colleghi per un intervento del Dalai Lama alla Camera esprime io penso una posizione condivisa dalla stragrande maggioranza dei deputati e dei gruppi parlamentari. Sappiamo che il Dalai Lama, se gli fosse data la possibilità di intervenire, non pronuncerebbe mai parole di inimicizia nei confronti della Cina e non ricambierebbe, con la stessa moneta, le espressioni di odio e disprezzo che le autorità di Pechino riservano alla sua figura. Poiché comunque è evidente che, dopo quanto è avvenuto con la Germania, gli Usa e il Canada, una presenza ufficiale del Dalai Lama comporterebbe un serio problema politico con la Cina, sono perfettamente consapevole della gravità della richiesta avanzata al Presidente della Camera, analoga, peraltro, a quella che, sempre per iniziativa dellIntergruppo Tibet, ha ricevuto nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Prodi. Purtroppo, però, è la situazione ad essere grave. LItalia deve scegliere se partecipare alla congiura del silenzio e dellisolamento del Dalai Lama ordinata da Pechino, oppure se rompere il fronte, come ha coraggiosamente fatto, tra laltro, il più grande paese dellUnione Europea. E per questa opzione sono convinto che propenda la grande parte del Parlamento e dellopinione pubblica italiana. |
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| La
conferenza stampa si terrà domani, venerdì 23 novembre,
a mezzogiorno, nella sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
(Torino, via Garibaldi n. 18). Sarà fatto il punto della situazione e annunciate le prossime iniziative, dopo le gravissime prese di posizione del Ministro della Salute Livia Turco e del sindaco Sergio Chiamparino e alla vigilia (lunedì pomeriggio) del voto in Consiglio Comunale della mozione richiedente, tra laltro, listituzione di una narcosala a Torino. Interverranno: - Giulio Manfredi (Giunta Segreteria Radicali Italiani) - Domenico Massano (Giunta Segreteria Associazione Aglietta) - Bruno Mellano (deputato radicale Rosa nel Pugno, presentatore interrogazione sulle narcosale a cui il Ministro della Salute ha risposto ieri nel question time alla Camera) - Alessandro Orsi (Malega 9) - Susanna Ronconi (Presidente Forum Droghe) |
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| Oggi
pomeriggio, alla Camera dei Deputati, durante il question time, il ministro
Livia Turco ha risposto ad uninterrogazione di. Bruno Mellano (deputato
radicale della Rosa nel Pugno) sulliniziativa torinese per listituzione
di una narcosala, portata avanti sia da venti consiglieri comunali della
maggioranza sia mediante una petizione popolare (promossa da Associazione
Radicale Adelaide Aglietta, Malega9 e Forum Droghe), sottoscritta da oltre
mille cittadini torinesi. Mellano ha dichiarato: Il ministro Turco ha affossato liniziativa torinese delle narcosale; tutto come previsto ma è stato importante che tutto avvenisse pubblicamente, addirittura in diretta televisiva. Le motivazioni addotte per sbarrare le porte delle narcosale sono inconsistenti: in tutti i Paesi dove sono state create le decine di narcosale attualmente funzionanti vi sono stati problemi giudirici da superare, ma lo si è fatto. E in Italia abbiamo lilluminante precedente degli scambiasiringhe, che furono accusati, come ora le narcosale, di incentivare luso di droghe; la dottrina e la giurisprudenza legalizzarono gli scambiasiringhe, come strumento prezioso di riduzione del danno; un argomento che vale ancor di più per le narcosale. Altrettanto dicasi per il rispetto delle Convenzioni internazionali sugli stupefacenti. Un solo esempio per tutti: lla Spagna di Aznar (centrodestra) istituì nel 2000 le narcosale ma ha continuato a partecipare a tali convenzioni. Infine, la cosa più ridicola, se dietro a tutto non vi fossero la sofferenza ed il rischio di morte, ogni giorno, di migliaia di cittadini: il ministro Turco, che in trentanni di attività politica non si è mai espressa a favore della somministrazione controllata di eroina, la promuove ora per far fuori le narcosale. Ben sapendo che si tratta di due cose completamente diverse e che nellattuale contesto politico una modifica della legge sulla droga per consentire la somministrazione del farmaco eroina è del tutto irrealizzabile. Purtroppo! Di fronte alla presa di posizione inequivocabile di Livia Turco mi auguro che il suo collega e conterraneo Paolo Ferrero ponga termine al suo assordante silenzio. Il sindaco Chiamparino ha oggi invitato pubblicamente i consiglieri comunali a ritirare la loro mozione, spiegando che hanno ottenuto quello che volevano, anzi di più. Io invito, invece, i consiglieri a mantenere la mozione e a chiedere, come è daltronde già loro intenzione, la votazione per parti separate sia della proposta di istituire un tavolo di lavoro con la Regione e il Ministro per istituire subito la narcosala sia della proposta di un tavolo di lavoro per la sperimentazione futura della somministrazione controllata delleroina. Si voti e ciascuno si assuma le proprie responsabilità davanti ai cittadini torinesi che hanno firmato per la narcosala e, soprattutto, davanti ai cittadini tossicodipendenti, che da oggi sono ancora più soli.. Mellano (348/5335302) |
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| Nei
giorni scorsi i promotori della petizione popolare per listituzione
di una narcosala a Torino hanno inviato una lettera aperta al ministro
Turco e, per conoscenza, al sindaco, ai gruppi consiliari e allassessore
regionale alla sanità. I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta Alessandro Orsi/Malega 9 Franco Cantù/Forum Droghe) hanno così riassunto i contenuti del documento: Il ministro Livia Turco, interpellata dal sindaco Chiamparino, pur dicendosi daccordo con listituzione delle stanze del consumo (o narcosale) come servizi di riduzione del danno, ha anche affermato lattuale loro improponibilità, di fatto offrendo una sponda al blocco della sperimentazione cittadina. Riteniamo non fondati i motivi addotti dalla ministra e ci saremmo aspettati da questo governo che, è bene ricordarlo, non ha ancora abrogato la sedicente legge Fini-Giovanardi nonostante ciò fosse previsto nel programma elettorale un maggiore coraggio politico. Tre sono i punti che contestiamo: 1°) La legge vigente non impedisce la sperimentazione di questo servizio perché ciò che è sanzionato è il favoreggiamento di consumo e spaccio in locali pubblici e circoli privati (art. 79 DPR 309/90), e certo non si può far rientrare in questa categoria la narcosala, un servizio socio-sanitario di riduzione del danno, gestito da medici, infermieri, operatori professionisti. 2°) Il timore di entrare in collisione con le Convenzioni internazionali sulle droghe non esiste: pur polemizzando con gli stati che perseguono politiche di riduzione del danno, nessuna agenzia ONU ha mai potuto intraprendere alcun atto formale contro tali stati, poichè le suddette Convenzioni non possono interferire con le scelte nazionali in merito ai servizi socio-sanitari. 3°) La proposta di risolvere la questione legale ipotizzando una somministrazione controllata di eroina è del tutto priva di ogni fondamento: la prescrizione di eroina medica per altro difficilmente ipotizzabile nellItalia di oggi è in tutta Europa un trattamento terapeutico destinato a gruppi ristretti e selezionati di tossicodipendenti, una terapia ad alta soglia che nulla ha a che vedere con un servizio di prevenzione a bassa soglia quali sono le stanze del consumo. Invocare una futura e del tutto ipotetica somministrazione controlla di eroina come soluzione da privilegiare rispetto allistituzione, qui ed ora, delle stanze del consumo serve solo a creare confusione e a rinviare a tempo indeterminato ogni decisione. Rivolgiamo un forte appello al Sindaco e ai consiglieri comunali di Torino affinchè domani, in sede di discussione e di votazione della mozione contenente anche la previsione delle narcosale, tengano presente le nostre osservazioni e tengano presente che oltre mille cittadini torinesi hanno firmato una petizione che chiede lisituzione di almeno una narcosala a Torino, qui ed ora e non nellanno del mai.. N. B. La lettera aperta citata è disponibile a questo link: http://www.associazioneaglietta.it/LetteraPromotoriTurco.pdf La lettera del ministro Turco al sindaco Chiamparino è disponibile a questo link: http://www.associazioneaglietta.it/Turco_Chiamparino.doc |
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| Dopo
anni di discussione, il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva volta
a garantire la conservazione del suolo nellambito di un suo utilizzo
sostenibile, a prevenire le minacce incombenti e a mitigarne gli effetti.
Il documento prevede un calendario per l'identificazione dei siti contaminati
o a rischio di contaminazione e la definizione di strategie per il ripristino
dei suoli degradati. Individua misure necessarie poiché il suolo
è un bene comune dell'umanità e una risorsa non rinnovabile.
Ora spetta agli Stati membri e alle regioni recepire tale documento e
applicarlo. Da mesi giace alla Camera dei Deputati il progetto di legge sulla protezione del suolo presentato dallOn. Bruno Mellano. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) Lapprovazione della Direttiva europea è un passo fondamentale per cominciare a considerare il suolo tra le risorse maggiormente a rischio del Pianeta. Da mesi abbiamo depositato un progetto di legge alla Camera dei Deputati che, proprio prendendo spunto dai documenti europei, traccia norme e criteri per limitare il degrado dei suoli italiani. Fino ad oggi, nella legislazione italiana il suolo non è mai considerato in quanto tale: si parla di territorio, di paesaggio, di infrastrutture. Negli ultimi decenni tuttavia si è registrato un aumento significativo dei processi di degrado dei suoli (erosione, salinizzazione, perdita di sostanza organica, desertificazione) che, in assenza di interventi, continueranno ad aumentare. Occorre intervenire per salvaguardare una delle risorse più importanti - e al contempo troppo poco conosciuta e considerata - che nella maggior parte dei casi viene semplicemente utilizzata come un substrato per costruire opere e infrastrutture. Per una volta potremmo essere tra i primi ad uniformarci alle direttive europee senza attendere richiami, minacce di sanzioni e sanzioni vere e proprie. Per questo chiediamo che il Parlamento italiano cominci da subito lesame del progetto di legge sulla protezione del suolo. |
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| Cara
amica, caro amico, lanno politico che sta finendo è stato molto intenso e ci ha visti impegnati su molteplici fronti: dalla battaglia sulla moratoria delle esecuzioni capitali, a quella per la libertà di ricerca scientifica e di cura (al fianco di Piero Welby prima, di Giovanni Nuvoli, poi), fino a quelle per la laicità dello Stato e per il ripristino della legalità violata nella vicenda degli otto senatori esclusi dal Senato. Non solo. Da Torino sono partite iniziative che hanno poi avuto rilevanza nazionale, come quella sull'Ru 486, sull'affaire Telekom Serbia, le proposte in materia di risparmio idrico e riforma delle politiche agricole, fino alla recente raccolta firme per l'istituzione di una narcosala. Sentiamo inoltre come un merito tutto dell'Aglietta, quello di non avere mai voluto considerare conclusa o inutile l'esperienza della Rosa nel Pugno e (proprio a partire da qui) avere tentato di aggregare le forze dei laici, dei progressisti e dei riformatori. Abbiamo così promosso numerose iniziative insieme a compagni di strada liberali e socialisti, che sono poi diventati anche compagni di partito all'interno di Radicali Italiani, oltre che iscritti e preziosi collaboratori dell'Associazione Aglietta. E' in questo solco che vorremmo proseguire per il 2008, senza dimenticare le difficoltà di ordine economico (per l'autofinanziamento delle nostre iniziative e il pagamento dell'affitto della sede) che sempre di più ci costringono ad autotassarci. Di tutto questo e di come adeguare lo strumento dellAssociazione alle rinnovate battaglie, discuteremo durante il congresso annuale dellAssociazione, che è convocato DOMENICA 2 DICEMBRE 2007, ORE 14:00 presso la SALA DELLANTICO MACELLO DI PO VIA MATTEO PESCATORE, 7 (angolo Via Vanchiglia), TORINO Ti aspettiamo. IGOR BONI SILVIO VIALE CARLO DONATI (Presidente) (Segretario) (Tesoriere) Ordine dei lavori.doc |
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Questa mattina, Bruno Mellano e Donatella Poretti (deputati radicali della
Rosa nel Pugno) hanno presentato uninterpellanza al Ministro della
Salute Livia Turco, a seguito della sua lettera, trasmessa lunedì
al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, con cui ha praticamente bloccato
liniziativa per listituzione di una narcosala nel capoluogo
piemontese; iniziativa promossa sia allinterno del Consiglio Comunale
da venti consiglieri sia fra i cittadini tramite una petizione popolare
(promossa da Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Malega 9 e Forum
Droghe), sottoscritta da oltre mille torinesi. Bruno Mellano e Donatella
Poretti hanno dichiarato: Vogliamo sapere dal ministro i motivi che lo hanno indotto a bloccare liniziativa torinese, dopo averla appoggiata pubblicamente in queste settimane; in particolare, chiediamo di acquisire la documentazione degli uffici del Ministero alla base di tale brusco dietrofront. Il Ministro Turco scrive nella sua lettera che prova disagio al pensiero di permettere ai cittadini tossicodipendenti di assumere le sostanze acquisite nel mercato criminale sotto controllo medico e in condizioni igieniche decenti. Che cosa prova, invece, il ministro al pensiero di migliaia di cittadini tossicodipendenti che si fanno sotto i ponti, in mezzo ai rifiuti, per strada, tutti i giorni dellanno, tutte le ore del giorno? Noi proviamo disagio, invece, al pensiero di un ministro che improvvisamente scopre e promuove, a parole, la somministrazione controllata di eroina solamente per affossare le narcosale; proviamo disagio al pensiero di un ministro che non ha fatto nulla, in venti mesi, per abrogare la legge Fini-Giovanardi (come le imponeva il programma della coalizione di centrosinistra) e che ora vuole farci credere che leroina legale è dietro langolo. La Svizzera, purtroppo, è ancora lontana. |
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| Rita
Bernardini (segretaria di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Comitato
nazionale Radicali Italiani). Siamo consapevoli che il ministro Ferrero debba in questi giorni seguire tante, troppe cose per cui il rischio di sbagliare le dichiarazioni è sempre presente. Dunque non è per gusto della polemica fine a se stessa ma solo per fare chiarezza che gli facciamo presente questo: la sua presa di posizione di ieri sulle narcosale, dove fa esclusivo riferimento alla mozione ancora giacente presso il Consiglio Comunale di Torino, è del tutto superata perché nel frattempo e Ferrero non può non saperlo è arrivata al sindaco Chiamparino la lettera del ministro Turco in cui è detto chiaramente che non solo per fare la narcosala occorre cambiare la legge sulle droghe ma che la narcosala (luogo dove i tossicodipendenti consumano sostanze acquistate fuori, nel mercato nero) non serve; ci vuole la somministrazione controllata di eroina (siamo daccordo, ma non ci pare che il contesto politico sia propizio a questa iniziativa). Caro ministro Ferrero, sulla lettera della sua collega Turco non ha nulla da dichiarare? Ne era stato informato preventivamente? E consapevole che tale lettera ha congelato qualsiasi effetto pratico della mozione torinese? E daccordo?. |
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| Rita
Bernardini (segretaria di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Comitato
nazionale Radicali Italiani): Vogliamo che rimanga agli atti (cioè sui siti radicali e su alcune agenzie) lo stato delle cose: nelle settimane passate, i due ministri competenti (Livia Turco/Salute e Paolo Ferrero/Solidarietà Sociale) hanno a più riprese sostenuto l'iniziativa del sindaco Chiamparino e di una larga fetta della sua maggioranza di istituire una narcosala a Torino. Ieri, il ministro Turco ha fatto una virata di 180 gradi: nella sua lettera di risposta al sindaco, scrive nero su bianco che per attivare le narcosale occorre prima modificare la legge antidroga; inoltre, rilancia affermando che quello che serve veramente è la somministrazione controllata di eroina. Figuriamoci se noi radicali non siamo d'accordo! Il problema è che questo diventa un alibi per non fare alcunché: né la somministrazione, né i presidi socio-sanitari di riduzione del danno!! Oltre al resto, il richiamo che la Turco fa "al rispetto delle convenzioni internazionali sugli stupefacenti" è del tutto fuori posto, visto che i Paesi che ospitano la settantina di narcosale attualmente in funzione continuano a rispettare tali convenzioni. Ricordiamo, infine, al ministro Turco che il suo governo non è riuscito ad abrogare la legge "Fini-Giovanardi", in vigore da 623 giorni; come può pensare di avere la forza politica di imporre alla sua componente moderata la sperimentazione controllata dell'eroina? Non siamo mica in Svizzera! Di fronte a tutto questo, il ministro Ferrero non ha nulla da dichiarare? |
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| Silvio
Viale, membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno e del
Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha diffuso la seguente nota: "Un vecchio adagio recita che lo spettacolo non si ferma, ma nel calcio una pausa è una terapia necessaria. Lo dovrebbe essere anche per tanti commentatori televisi che diffondono notizie irresponsabili che per molti diventano vere solo perchè lo ha detto la TV. La necessità di dire e raccontare continuamente qualcosa in diretta finisce per montare veri e propri processi televisivi senza alcuna garanzia per nessuno. Il calcio è uno sport ricco, non solo per le società di calcio, ma per tutto un mondo che si muove attorno e che ha interesse ad alimentare conflitti e rivalità. Così capita che commentatori irresponsabili dicano che "la polizia dovrebbe sparare a stupratori e rapinatori, ma non ai tifosi che vanno allo stadio", come se l'autogril fosse l'ingresso di San Siro e quel poliziottto avesse voluto sparare ai tifosi, magari da tifoso a sua volta." "Per definire le responsabilità di quel poliziotto e di qualunque altro accorrerà attendere la conclusione delle indagini e, anche se rimane la tragedia di un uomo morto, ciò non autorizza nessun linciaggio mediatico e nessuna vendetta trasversale sulle forze dell'ordine." "Per risolvere i problemi del calcio occorre evitare che ogni componente si autoassolva per scaricare sugli altri le proprie responsabilità. Vale per le frange violente, spesso politicamente orientate, che negli stadi vedono una comoda vetrina di propaganda. Vale per le società di calcio, troppo deresponsabilizzate nella gestione del proprio tifo e degli stadi (che dovrebbero eseere di loro proprietà). Vale per i giornalisti e per i commentatori sportivi, troppo spesso noncuranti delle conseguenze dei messaggi che trasmettono, troppo indulgenti e, forse, anche troppo coinvolti negli interessi economici del calcio. Vale per i responsabili dell'ordine pubblico, troppo preoccupati di gestire le poltrone, spesso incapaci di controllare gli uomini, che vengono sacrificati nella mischia. Vale per i politici, troppo poco razionali e, spesso, troppo identificati negli ultras della squadra del cuore. Il calcio, sembra essere l'unica materia veramente trasversale nei partiti politici, come nelle caserme, nei luoghi di lavoro, come nelle redazioni, nelle scuole, come nel Parlamento, con gli ultras i più violenti e più intolleranti che sembrano essere il modello virtuoso da imitare." "Se si vuole davvero onorare la memoria di un uomo di 28 anni, ucciso da un poliziotto in un autogrill, una domenica, non bastano un minuto o novanta minuti di silenzio, occore una lunga pausa di riflessione del campionato. Occorre una lunga sospensione di almeno un mese, costi quel che costi al mondo del calcio. Non è solo in gioca l'anima del calcio, ma un ulteriore imbarbarimento negli satdi e nella società." Silvio Viale |
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Dichiarazione
dei promotori della petizione per listituzione di una narcosala
a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Alessandro Orsi/Malega9 Produzioni Franco Cantù/Forum
Droghe): |
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| Silvio
Viale, membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno e del Comitato
Nazionale di Radicali Italiani, letta la presa di posizione di Mario Staderini,
anche lui dirigente radicale e mambro della Direzione Nazionale della
Rosa nel Pugno, è intervenuto con una dichiarazione, ritenendo
che la questione degli stadi sia trasversale alle forze politiche e sia
generalmente sottovalutata nei suoi rischi autoritari antidemocratici. Silvio Viale ha diffuso la seguente nota: "Non
concordo con Mario Staderini. Bisogna evitare di avere un linguaggio
buono per ogni occasione. Norme più severe in tema di calcio
e di tifoserie, posti numerati e accessi controllati, non possono essere
equiparate a "leggi ecezionali". |
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| Boni:
Occorre assicurare la coesistenza tra lagricoltura tradizionale,
biologica e Ogm Si chiude il 15 novembre la campagna lanciata da numerose associazioni, Mario Capanna in testa, contro gli Organismi Geneticamente Modificati. A questo proposito Igor Boni (Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani), ha dichiarato: La campagna mediatica contro gli Ogm prescinde completamente da qualsiasi considerazione scientifica. Si brandisce il principio di precauzione come alibi per non fare nulla. Contro qualsiasi principio di laicità, si attua una costante azione volta a spaventare i cittadini, che è la brutta copia di quella attuata contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Si evocano in modo strumentale la genuinità, lo sviluppo, il territorio, la salute, la qualità, linnovazione e la biodiversità come aspetti messi a rischio dagli Ogm. Gli Ogm sono invece una opportunità da sfruttare in un'agricoltura che ha sempre più necessità di trovare varietà resistenti alla siccità, ai diserbanti, alle avversità portate dai parassiti. Nessun settore dellagricoltura mondiale è sotto gli occhi dei riflettori della comunità scientifica come quello degli Ogm: sono centinaia le ricerche internazionali e sono centinaia di milioni gli individui che da decenni si nutrono prevalentemente con alimenti Ogm; al contrario quasi nulla viene investito per verificare potenziali danni di nuove varietà create - ad esempio- con il 'tradizionale' bombardamento dei semi con radiazioni. La politica ha il dovere di non dire no preconcetti. Occorre essere liberi da pregiudizi e assicurare la coesistenza tra lagricoltura tradizionale, biologica e ogm. Si può fare! Boni |
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| I
dati del ministero della Salute sullattività dei Sert sono
una conferma della necessità ed urgenza di istituire le narcosale
per agganciare le decine di migliaia di tossicodipendenti sommersi
Domani, lunedì 12 novembre, in concomitanza con la discussione nel Consiglio Comunale di Torino della mozione per listituzione di una narcosala, si terrà un tavolo di informazione in via Garibaldi n. 14 (a cinquanta metri dal Municipio), dalle 16:00 alle 19:00, organizzato dalle associazioni promotrici della raccolta firme per la petizione popolare per l'istituzione di almeno una narcosala a Torino. I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato: A fine ottobre abbiamo depositato in Comune un migliaio di firme di cittadini torinesi convinti che anche Torino debba adeguare le proprie politiche ed i propri interventi sulle dipendenze a quelli che ormai da anni dimostrano la propria efficacia in altre città europee. Le narcosale sono uno di questi interventi, in continuità e non in contrapposizione con una più ampia strategia che necessariamente integra i vari servizi di cura e prevenzione. Sono un servizio di riduzione del danno, di cura della vita e della salute del cittadino tossicodipendente, che, come le altre esperienze europee ci insegnano, ha anche delle ricadute positive su ogni singolo quartiere e, quindi, sullintera città. . Saremo nuovamente in strada domani perché riteniamo sia importante fare informazione corretta sullargomento, mentre altri, davanti al Municipio, grideranno il loro NO ideologico e intriso di paure e pregiudizi. Di fronte ai timori infondati, alle sterili proteste, agli alibi pretestuosi messi in campo da alcuni rappresentanti politici in questi ultimi giorni, la strada da perseguire è quella del dialogo e del confronto laico e scientificamente fondato. I dati diffusi ieri dal Ministero della Salute sullattività dei servizi pubblici tossicodipendenze (Sert) rafforzano lesigenza di creare nuovi strumenti di aggancio della popolazione tossicodipendente. Dal 1991 al 2006, gli utenti dei Sert con oltre 39 anni sono decuplicati, passando dal 2,8% al 27,5% (cioè, circa 50.000 persone). E ragiovenevole ipotizzare che almeno altrettante non si siano mai rivolte ad un Sert; la narcosala, strumento di riduzione del danno a bassissima soglia, può consentire loro di entrare finalmente nel sistema sanitario.. |
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| L'8
e 9 novembre 1987 i cittadini decisero a larghissima maggioranza luscita
dellItalia dalla produzione di energia nucleare. Venti anni dopo dibattito sullenergia, sulla necessità di affrancarsi dai combustibili fossili, vede sempre più richieste per un ritorno alla produzione di energia nucleare, che inducono molti adubitare sulle scelte di allora. Per ribadire la bontà e la saggezza di quelle scelte, Igor Boni e Silvio Viale, Presidente e Segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta e membri del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sono intervenuti diffondendo la seguente nota: Sul nucleare, come su ogni altro aspetto della vita politica, occorre un approccio laico che non conduca a pronunciare dei no o dei sì preconcetti. Ribadire oggi che il nucleare non rappresenta una soluzione significa infatti prendere atto di una situazione: costruire centrali nucleari con tutti i criteri di sicurezza oggi conosciuti (molto maggiori di qualche decennio fa) comporta costi enormi e il pagamento di giganteschi interessi passivi; non si è risolto inoltre il problema dello smaltimento delle scorie. La dimostrazione di tutto ciò si trae dalla sostanziale moratoria sul nucleare che vige in Europa anche per i paesi che producono una buona percentuale della propria energia con questo strumento. La Spagna di Zapatero nel 2012 fermerà le sue centrali, nessun paese europeo sta costruendo nuove centrali tranne una in Finlandia. Ma dire no al nucleare (a questa tecnologia di produzione energetica) non significa dire no alla ricerca che potrebbe in futuro proporci produzioni più convenienti in termine di minori costi e minori rischi. Peraltro sulle questioni energetiche e ambientali è la stessa Unione Europea a dirci qual è la direzione da seguire: -20% di emissioni; -20%di consumi (risparmio energetico); +20% di rinnovabili. Su questo tema i Radicali sono impegnati nel solco delle lotte ambientaliste che furono di Adelaide Aglietta. |
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| Il
Dr. Silvio Viale (ginecologo Ospedale S. Anna di Torino, membro del Comitato
Nazionale di Radicali Italiani) parteciperà domani al Congresso
Nazionale dellA.G.E.O. (Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri
e del territorio), che si terrà presso lHotel Aldrovandi
Palace di Roma. Durante i lavori, alle ore 12:15 (circa), il Dr. Viale terrà una relazione sul seguente tema: Introduzione del mifepristone (RU486) in Italia: a che punto siamo?. Viale ha dichiarato: Oggi lAvvenire è lunico quotidiano ad affrontare estesamente, con leditoriale di Eugenia Roccella e con due pagine dellinserto, la questione RU486, dopo che la ditta Exelgyn ha chiesto la registrazione del farmaco allAifa, lAgenzia italiana di controllo dei farmaci. Lo fa, naturalmente, a suo modo, alimentando paure e sospetti su un farmaco che è stato somministrato, in ventanni, a milioni di donne in tutto il mondo; replicherò domani, dati alla mano, ai nuovi crociati dellAvvenire, dalla tribuna del congresso dei ginecologi, dimostrando come le loro spade siano spuntate. Per il momento, cito solamente lesaustivo articolo apparso sul numero di ottobre del bollettino ufficiale dellAIFA, dal titolo emblematico: RU486: efficacia e sicurezza di un farmaco che non cè (ancora, aggiungo io, ma ci sarà). Allon. Luca Volontè, che mi impone il silenzio prendendo a pretesto le indagini preliminari che la procura torinese ha concluso sulla sperimentazione effettuata al S. Anna, replico che non accetto alcuna intimidazione e che sono pronto, come sempre, a rispondere del mio operato in tutte le sedi; sono certo che gli inquirenti torinesi archivieranno linchiesta come i loro colleghi milanesi hanno archiviato linchiesta relativa allOspedale Buzzi.. Viale |
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Oggi, i promotori della petizione popolare per una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 Franco Cantù/Forum Droghe) hanno inoltrato al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (e per conoscenza a tutti i consiglieri ed assessori comunali) una lettera aperta (allegata), in cui, tra laltro, chiedono di poter essere ricevuti dal primo cittadino per potergli illustrare personalmente la loro iniziativa. I tre promotori hanno così spiegato il significato della lettera aperta: Dopo aver letto sui giornali stralci delle ultime dichiarazioni del Sindaco Chiamparino, da cui emergeva il rischio di confusione fra il servizio socio-sanitario della sala del consumo ed il trattamento sanitario con eroina, abbiamo ritenuto necessario ed urgente ribadire, nero su bianco, alcuni punti da cui riteniamo non si possa prescindere, pena la confusione e il rischio di finire fuori strada: 1) Le sale del consumo (o narcosale) sono luoghi protetti e igienicamente garantiti, per lassunzione di sostanze psicoattive che il cittadino consumatore si procura allesterno e che assume allinterno della struttura, con lassistenza di personale sanitario professionale, formato allo scopo. Sono una concreta iniziativa di riduzione del danno e sono parte di una più ampia rete di servizi, non in contrasto bensì in continuità, in sinergia, con gli altri interventi di prevenzione e di cura delle dipendenze, al fine di raggiungere il più alto numero possibile di tossicodipendenti, in particolare quella fascia di tossicodipendenti più marginale e difficilmente agganciabile con altri tipi di servizi. Sono un servizio che tutela sia il cittadino tossicodipendente, limitando il rischio di morte per overdose e di contrarre malattie infettive, sia gli altri cittadini, limitando limpatto sociale provocato dalluso di sostanze in strada (abbandono di siringhe ed altro materiale, problemi di sicurezza e di ordine pubblico). Sono attive già da tempo in altri paesi europei (Germania, Spagna, Svizzera, Olanda, ), dove hanno contribuito a migliorare la qualità della vita sia dei consumatori sia dei quartieri cittadini coinvolti nel consumo di sostanze illegali, ed in molti casi sono state l'occasione per l'aggancio e l'avvio di percorsi di distacco dalle droghe del tossicodipendente. 2) La somministrazione controllata del farmaco eroina (trattamento con eroina) è un servizio di tipologia strettamente sanitaria che nulla ha a che vedere con le narcosale, tanto è vero che, in tutta Europa, i luoghi dove sono situate questultime sono diversi da quelli dove è somministrata leroina sotto controllo medico (e il rapporto quantitativo fra narcosale e trattamenti con eroina è di 10 a 1). Inoltre, se la somministrazione controllata di eroina richiederebbe, quantomeno, la definizione di un protocollo sperimentale a livello nazionale, lattivazione del servizio socio-sanitario della sala del consumo è, invece, attuabile con la legge vigente. Lart. 79 del DPR 309/90 non vieta lattivazione di una sala del consumo, servizio socio-sanitario di riduzione del danno, parte integrante di quella che comunemente viene definita come la politica dei quattro pilastri per il contrasto alle dipendenze (lotta al narcotraffico, prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno). Nella nostra lettera aperta, ricordiamo, infine, al nostro Sindaco che le condizioni politiche per attuare le stanze del consumo sono attualmente le migliori possibili, difficilmente ripetibili in futuro: i due ministri competenti in materia (Paolo Ferrero/Solidarietà Sociale e Livia Turco/Salute) hanno espresso pubblicamente la loro approvazione; lAssessore regionale alla Sanità è dello stesso avviso; è possibile raggiungere sulla mozione presentata in Consiglio Comunale da ben venti esponenti della maggioranza il necessario consenso. Occorre, però, agire subito, senza rinvii, senza tentennamenti e, soprattutto, senza creare inutili confusioni che potrebbero rivelarsi controproducenti. Se non ora quando? |
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| dibattito
con: Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) Guido Geninatti (Presidente Consorzio Kairos, responsabile di progetti lavorativi rivolti a detenuti ed ex detenuti) L'appuntamento fa parte dei Lunedì dell'Aglietta, ciclo di appuntamenti, a scadenza mensile, che prevedono approfondimenti e dibattiti sui principali temi d'attualità. Durante la serata verranno affrontate le tematiche relativa alla funzione della pena e ai progetti di reiserimento, con riferimento alla gestione dei fondi della Cassa delle Ammende e alla funzione del Garante dei Detenuti. |
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Silvio Viale, il medico radicale che nel 2001 chiese per primo di utilizzare la Ru486 e che nel 2005 iniziò a usarla nell'ambito di una studio clinico, interviene per richiamare il centrodestra ad una maggiore serietà, evitando di infognarsi nella guerriglia minacciata da molti suoi esponenti. Viale, che venerdì prossimo interverrà in un convegno a Roma proprio sulla RU486 (PROGETTO SALUTE DONNA, AGEO Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri e del Territorio, Aldrovandi Palace Hotel), al quale parteciperà anche il ministro Livia Turco, ha diffuso la seguente nota: "La
vera battaglia per la RU486 comincia ora e le dichiarazioni di vari
esponenti del centrodestra suonano come un annuncio di guerriglia. Il mifepristone (il vero nome della RU486) è un farmaco antiprogestico, sperimentato in molti altri settori della medicina, oltre che per l'aborto. L'OMS l'ha inserito tra i farmaci essenziali. La FDA, nell'agosto scorso, ne ha confermato la sicurezza, come riporta addirittura il Bollettino ufficiale del'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in un lungo articolo nel numero di ottobre. La stessa cosa è stata confermata dall'EMEA (Agenzia Europea del Farmaco), che, con un lavoro durato 18 mesi, ha ampliato le indicazioni nell'Unione Europea. Le nuove indicazioni sono state approvate dalla Commissione Europea nel giugno scorso. L'unica questione aperta rimane quella del ricovero e del vergognoso obbligo di "trattenere la donna in ospedale", come è stato scritto dal Consiglio Superiore di Sanità nel dicembre 2005, su richiesta del ministro di allora Francesco Storace. Sul ricovero, la magistratura milanese ha archiviato in sei mesi un procedimento nei confronti dell'Ospedale Buzzi di Milano, mentre siamo in attesa che la magistratura torinese, terminate a settembre le indagini preliminari, concluda un'inchiesta iniziata nel gennaio del 2006. Intanto in diverse regioni la RU486 ha continuato ad essere utilizzata senza alcun intervento della magistartura. Ora, con la registrazione per mutuo riconoscimento, ognuno sarà incollato alle proprie responsabilità. L'AIFA, il ministro, il CSS hanno tutto il tempo per evitare brutte figure. La 194 non impone il ricovero, quando all'articolo 8 recita che "l'interruzione della gravidanza è praticata da un medico del servizio ostetrico-ginecologico presso un ospedale ...". Essa individua chi è autorizzato a praticare l'aborto, anche in "strutture territoriali", ma demanda al medico le modalità sanitarie con cui attuare l'intervento. Dal 1978 la sanità italiana è andata avanti e non può essere ricacciata indietro. Di fronte alle minacce dei suoi, Berlusconi ha il dovere di intervenire e di chiarire.". |
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Alla notizia che lazienda francese Exelgyn ha presentato la domanda per la commercializzazione in Italia della pillola abortiva RU486, Silvio Viale (ginecologo radicale che aveva richiesto la sperimentazione del farmaco nel 2001 e laveva concretamente attuata nel 2005 e 2006) ha dichiarato: Abbiamo
compiuto oggi un ulteriore passo in avanti verso lattuazione concreta
di quanto già previsto dal la legge 194 del 1978: la possibilità
per le donne italiane di scegliere fra aborto chirurgico e aborto farmacologico,
possibilità che le donne francesi hanno da 18 anni. |
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| Silvio
Viale, medico radicale, segretario dell'Associazione radicale Adelaide
Aglietta, dal Congresso di Radficali Italiani rende omaggio alla
memoria di Don Benzi, ricordando le opposte posizioni su quasi tutto: "Voglio rendere omaggio a Don Benzi, con il rispetto che si deve ad un avversario, poichè Sarebbe un insulto alla sua memoria se mi limitassi a qualche retorica frase di circostanza. Eutanasia, aborto, contraccezione, coppie di fatto, divorzio, sesso, droghe, omosessualita e libertà di scelta in generale sono solo alcuni temi sui quali ci siamo sempre scontrati con la proverbiale intolleranza di Don Benzi. Non credo che lui ci amasse, come non posso dire che noi lo stimassimo per quel che diceva, ma voglio sottolineare come sia morto proprio nel giorno che aveva scelto per celebrare "i bambini mai nati", una sua invenzione per protestare contro l'aborto. Nel 2005 fu uno dei primi a fare appello al ministro Storace affinché bloccasse la sperimentazione della pillola abortiva, perchè secondo lui lsa Ru486 «costituisce un'ulteriore offesa alle donne italiane e una nuova violenza ai bambini non ancora nati». Com'è noto, nè Don Benzi, nè Storace mi fermarono, e tra pochi giorni verrà richiesta la registrazione della RU486 in Italia. Da laico, gli auguro di essere morto felice, senza soffrire e di trovarsi ora nel posto in cui ha sempre sperato di andare. Sono certo che lì avrà incontrato anche Pier Giorgio Welby, che rivolgendosi a lui gli avrà ripetuto "Don Benzi, non ci siamo! Ripassi il Vangelo: lei deve impedire alle anime di finire allinferno, ma da nessuna parte cè scritto che deve sbattere i peccatori in galera. Con rispetto, credo che il modo migliore per rendere omaggio a Don Benzi sia proprio quello di ricordare quanto siano disatanti le mie e le sue posizioni." Silvio Viale |
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| Massano
e Manfredi: di fronte a questa tragedia che continua ci aspettiamo
maggior coraggio da parte del Sindaco e non dichiarazioni confuse. Dopo aver appreso da La Stampa la notizia della morte per overdose di un cittadino albanese, Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Siamo profondamente colpiti dall'ennesima tragedia che si è consumata a Tossic Park. Speriamo che sia l'ultima, ma sappiamo che perchè questo sia possibile serve maggiore impegno del Comune nella realizzazione di servizi che possano ridurre il rischio del verificarsi di queste morti. La narcosala è un servizio deputato proprio a questo: alla tutela della vita del tossicodipendente, soprattutto in relazione al rischio di morte per overdose. E' un servizio attivo da anni in molti paesi europei ed ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle morti per overdose oltre che alla diffusione delle malattie infettive correlate all'uso di sostanze stupefacenti per via iniettiva. Ricordiamo al Sindaco Chiamparino che si tratta di un servizio socio-sanitario ben diverso dalla somministrazione controllata di eroina, per la quale, probabilmente, occorrerebbe una modifica della normativa. La Narcosala è un servizio attivabile anche con l'attuale normativa, che prevede già l'attivazione e sperimentazione di servizi di riduzione del danno. Invitiamo, quindi, il Sindaco Chiamparino a dimostrare maggiore coraggio e determinazione nel sostenere e promuovere un servizio che renderebbe Torino una città maggiormente sicura per tutti e che permetterebbe di limitare il rischio di morti che forse si sarebbero potute evitare. Massano Manfredi |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
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