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Torino,
27 dicembre 2002
RADICALI A SIRCHIA: "EVE NON E UN CRIMINE". "IMPEDIRE LA RICERCA SCIENTIFICA E' IL VERO CRIMINE CONTRO L'UMANITA'" |
Silvio Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, è intervenuto per commentare la presunta nascita di una bimba, frutto di tecniche di clonazione umana, e per replicare alle stupefacenti dichiarazioni del ministro Sirchia: "Non sappiamo esattamente cosa si celi dietro Eve, ma sfidiamo Sirchia a spiegare che cosa ci sia di criminale nella nascita di una bimba, anche se fosse svantaggiata. Noi, che siamo per l'aborto, non elimineremmo mai un neonato handicappato, e non vorremmo che la "difesa della vita"si fermasse davanti all'oggetto di un crimine contro l'umanità, perché si tratta di una sorta di aborto al rovescio. Un ministro dovrebbe misurare le parole ed invece è almeno la terza volta questanno che il ministro Sirchia, ex scienziato passato alla politica, parla di crimine contro l'umanità. Era accaduto in occasione del dibattito sull'eutanasia, su quello dell'uso degli embrioni nella clonazione terapeutica ed ora riferendosi alla nascita di una bimba, probabilmente frutto di tecniche di clonazione. Quello che colpisce non è la posizione personale del ministro, ma la sua sistematica insistenza ad utilizzare la categoria dei "crimini contro l'umanità" per legittimare la propria posizione ideologica, in assenza di argomentazioni razionali e scientifici. Per Sirchia tutto diventa un dogma metafisico ed ogni posizione diversa è bollata come eretica. La libertà di tutti deve essere limitata in nome di valori non condivisi, ma imposti. L'obiettivo è una ricerca scientifica addomesticata, sottomessa a valori ideologici. La conseguenza è una sanità zoppa che non permette ai cittadini che lo desiderano di potere ricorrere alle tecniche migliore, come nel caso della fecondazione assistita, o di potere sperare in terapie migliori, come nel caso delle cellule staminali; soluzioni che ovviamente non vincolano nessuno e che esaltano la libertà di chi le vuole rifiutare. Noi chiediamo che sia posto fine ai divieti per la ricerca scientifica, prima che un giorno qualcheduno debba rendere conto dei ritardi che ha contribuito a provocare. Se si vogliono davvero limitare gli eccessi, l'unica strada è quella di legalizza re la ricerca scientifica". (Silvio Viale 348.5335310) |
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Torino,
30 dicembre 2002
RADICALI PIEMONTE/SINTESI CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO. |
La
conferenza stampa (tenutasi questa mattina presso il Gruppo consiliare
radicale) è stata introdotta da Igor Boni (segretario Associazione
Radicale Adelaide Aglietta), che ha elencato alcuni delle iniziative radicali
intraprese nel 2002: le visite ispettive nelle carceri e i digiuni dei
detenuti prima per il plenum della Corte Costituzionale e della Camera
dei Deputati e poi per l'indulto; la partecipazione ai Congressi del Partito
Radicale Transnazionale (Ginevra e Tirana); l'incardinamento della sperimentazione
della pillola abortiva RU486 (la prima affermazione concreta nel campo
dei diritti civili in Italia dal 1993, vittoria del referendum radicale
per la depenalizzazione del consumo di stupefacenti); la raccolta firme
sulla proposta di legge e la manifestazione davanti al Viva La in per
la legalizzaz ione della prostituzione; la creazione di un fronte unitario
contro la proposta di legge peggiorativa sulla caccia; la legge regionale
"Palma-Mellano" n. 6/2002 (Misure urgenti per l'avviamento al
lavoro di soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti), approvata all'unanimità,
e le seguenti proposte di legge: "Norme in materia di selezione e
nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali"
(vedi caso Odasso/Molinette); "Norme in materia di politiche giovanili";
"Disciplina delle funzioni regionali e locali in materia di servizi
per il collocamento e l'impiego". Il consigliere regionale Bruno Mellano ha ricordato che i radicali sono gli unici a rifiutare di partecipare alla spartizione clientelare e consociativa dei posti nelle centinaia di enti in cui il Consiglio Regionale applica il seguente meccanismo di nomina: 2/3 dei posti alla maggioranza, 1/3 all'opposizione; occorre cambiare tale meccanismo, che non risponde ad alcun criterio di merito. Mellano ha anche ricordato le iniziative radicali in materia ambientale (cava di Balangero, inquinamento da nitrati e fitofarmaci, smaltimento carcasse animali) e, infine, ha rimarcato la decisione dell'Assessore regionale alla Cultura, Giampiero Leo, di far distribuire in tutte le scuole e biblioteche del Piemonte il video "Nessuno Eguale" che affronta senza pregiudizi la tematica omosessuale. Il consigliere regionale Carmelo Palma ha denunciato i fallimenti del "processo costituente", sottolineando i ritardi ormai intollerabili nell'attuazione delle modifiche statutarie imposte dalle riforme costituzionali (l. cost 1/99 e 3/2001). "Le spinte antimaggioratarie (che uniscono salvo eccezioni individuali la stragrande maggioranza dei consiglieri, senza alcuna differenza fra maggioranza e opposizione) unite alle tentazioni antipresidenzialiste disegnano- ha sostenuto Palma- uno scenario di "controriforma prossima ventura" tutt'altro che positiva. Sui temi economico-sociali Palma ha inoltre denunciato l'illusione di una Regione che finge di "pensare in grande", ma è tenuta ad "operare in piccolo", avendo sugli oltre 31.000 miliardi di bilancio un margine effettivo di decisione limitato a meno di 1.000 miliardi, in gran parte rigidamente incanalati nei mille rivoli della spesa corrente "clienterale". "Qui- ha chiuso Palma- come in molte altre regioni il modello incoffessato è l'Assemblea regionale siciliana, cioè un consiglio regionale che vuole spendere di più e non meglio e continua ad esigere maggiori compotenze legislative continuando a rifiutare qualunque forma di effettiva responsabilità fiscale e di controllo delle dinamiche espansive del bilancio pubblico. Infine, Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha parlato delle prossime iniziative: l'introduzione dell'aborto farmacologico deve servire anche a portare alla luce le dure condizioni di lavoro dei 1.640 ginecologi italiani non obiettori, che assicurano con la loro opera la concreta attuazione delle legge 194/78; le iniziative per la legalizzazione dell'eutanasia e contro una legge sulla fecondazione assistita che servirà solamente a relegare nella clandestinità la libera ricerca scientifica; l'Associazione Radicale ricorderà nel marzo prossimo l'Adelaide Aglietta giurata popolare al processo alle Brigate Rosse del marzo 1978 e a maggio organizzerà un convegno sullo stato di attuazione dei diritti civili in Italia. Per approfondimenti: www.grupporadicalipiemonte.it www.associazioneaglietta.it |
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Torino,
25 dicembre 2002
CARCERE: RADICALI IN VISITA AL CARCERE DI ASTI . "SUBITO L'ALLACCIAMENTO ALLA RETE IDRICA E FOGNARIA" |
Nel
pomeriggio di martedì 24 dicembre, i consiglieri regionali radicali
del Piemonte Carmelo Palma e Bruno Mellano, insieme al segretario dell'Associazione
Radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni e al consigliere comunale e provinciale
di Asti Giovanni Boccia (FI), hanno visitato il carcere di Quarto D'Asti.
Al termine della visita Palma, Mellano e Boni hanno dichiarato: "Il carcere di Quarto d'Asti ha un primato difficilmente invidiabile. E' - a quanto consta- l'unica struttura carceraria italiana a non essere allacciata alla rete idrica e fognaria. Da anni i radicali si battono perché le condizioni di agibilità della casa circondariale di Asti (che ha un'età anagrafica di poco superiore ai 10 anni, ed una condizione strutturale di grave decadenza) sia adeguata agli standard propri di una struttura che deve ospitare in permanenza oltre 350 persone, fra detenuti, agenti di polizia e amministratori penitenziari. L'acqua calcarea, che attualmente serve il carcere, è pescata da una falda superficiale e contribuisce a distruggere gli impianti di distribuzione, la cui "vita media" non supera i 2 o 3 anni. Da un anno a questa parte la situazione è in parte migliorata, ma la frequenza delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria ed i costi connessi sono al momento tali da imporre, anche per ragioni economiche, la definitiva bonifica della struttura. Da pochi giorni abbiamo appreso che esisterebbe (il condizionale è d'obbligo) un'intesa fra amministrazione comunale e provveditorato regionale delle carceri, in base alla quale le opere di urbanizzazione della struttura partirebbero entro l'aprile del 2003, e la messa a norma dovrebbe essere terminata entro il primo semestre del 2004. Vigileremo, nelle prossime settimane, perché il cronoprogramma delle opere rispetti i criteri di assoluta emergenza che le condizioni della struttura penitenziaria impongono. Per il resto, il carcere di Asti è una struttura "normale" (della normalità propria, per intendersi, delle carceri italiane). Ha oltre 320 detenuti e dovrebbe ospitarne la metà, ha un organico di agenti gravemente sottodimensionato ed un solo educatore part-time. Possiamo solo sperare che a questa drammatica normalità nessuno faccia l'abitudine. Ma il voto della Commissione Giustizia della Camera sul cosiddetto "indultino" ci fa sperare che "la politica del carcere" possa tornare ad essere nel nostro paese una cosa seria. |
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Torino,
19 dicembre 2002
"BASTA CON QUESTA CACCIA" UNA DELEGAZIONE DEI MANIFESTANTI RICEVUTA DALLA PRESIDENTE COMMISSIONE CACCIA E PESCA. PRIMA VITTORIA: ACCANTONATO RADDOPPIO SPECIE CACCIABILI. |
Questa
mattina, nel corso della manifestazione unitaria di radicali e ambientalisti,
una delegazione è stata ricevuta in Consiglio Regionale da Nicoletta
Albano (Presidente Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca) e da Francesco
Toselli (Vice-Presidente Consiglio). La delegazione era composta da: Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Roberto Piana (LAC/Lega AbolizioneCaccia), Marina Bertani (VASA/Animalisti), GiorgioCrema (ENPA/EnteNazionaleProtezioneAnimali), Antonio Colonna (LIPU/LegaItalianaProtezioneUccelli). Dall'incontro sono emersi i seguenti risultati: - la Presidente Albano ha comunicato che, in sede di discussione delle proposte di legge sulla caccia (leggi pro-cacciatori), sarà accantonato l'aumento del numero di specie cacciabili (da 29 a 48!); - gli ambientalisti presenteranno la prossima settimana un ricorso al TAR affinchè sia nominato un commissario ad acta che indica il referendum regionale sulla caccia, richiesto nel 1987 da oltre 60.000 cittadini; - il consigliere regionale radicale Bruno Mellano presenterà a sua volta un esposto al Difensore Civico regionale sulle patenti irregolarità verificatesi nell'iter burocratico che ha permesso, alla fine, al Presidente Ghigo di "sopprimere" il referendum. Per ulteriori informazioni: Silvio Viale (348/5335310) Bruno Mellano (348/5335302) |
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Torino,
18 dicembre 2002
RADICALE REGALA PER NATALE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IL SUO LIBRO: "TELEKOM SERBIA PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?". |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha inviato oggi al Presidente
della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, come regalo di Natale, una copia
del suo libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da
dichiarare?" (edizioni Stampa Alternativa). Nella lettera d'accompagnamento, Manfredi scrive, fra l'altro: " Un regalo provocatorio? La goliardata del solito radicale? Ritengo che sarebbe superficiale liquidare così il mio regalo. Come tutti i doni, esso intende certamente provocare una riflessione nel ricevente; la riflessione che spero susciti in Lei il mio libro si riferisce a quanto accadde in Serbia a partire dal giugno 1997: Slobodan Milosevic utilizzò i 900 miliardi di lire provenienti da Telecom Italia (non ancora privatizzata) per rinsaldare il suo potere - fino a pochi mesi prima vacillante per le manifestazioni no stop dell'opposizione democratica - e per preparare l'operazione di pulizia etnica in Kosovo, che avrebbe comportato, nel marzo 1999, l'intervento militare della NATO e che comporta, ancora oggi, l'impegno dei nostri soldati in quei luoghi per il mantenimento della pace. Sulla scorta di tale riflessione, non sarebbe assolutamente fuori luogo e fuori tempo una Sua dichiarazion e pubblica, che potrebbe scusi la mancanza di tatto, signor Presidente suonare, pressappoco, così: "Cari italiani, devo dirvi la verità: nel 1997, quando ero Ministro del Tesoro e quindi controllavo direttamente Telecom Italia, avrei dovuto impedire che, con i soldi delle vostre bollette telefoniche e delle vostre tasse, l'Italia finanziasse Milosevic; fu un errore di cui voglio chiedere oggi pubblicamente scusa sia a voi sia al popolo serbo e a quello albanese del Kosovo." . Un Presidente che avesse la forza interiore di proferire una simile dichiarazione non perderebbe ma acquisterebbe rispetto, stima e prestigio sia in Italia sia a livello internazionale; inoltre, si sottrarrebbe definitivamente al triste gioco dei ricatti e delle allusioni. In Europa, c'è chi ha saputo assumersi pubblicamente le proprie responsabilità rispetto a comportamenti passati omissivi nei confronti dei crimini avvenuti nell'ex Jugoslavia: in aprile il governo olandese si è dimesso per non aver saputo impedire, nel 1995, il massacro di Srebrenica; è stata costituita una commissione parlamentare d'inchiesta il cui presidente Bakker ha detto: "Finalmente, dopo sette anni, la politica olandese potrà togliersi la pietra di macina che ha sul collo" .. L'esempio olandese può servire anche rispetto alle vicende dell'affaire Telekom Serbia Nell'attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, voglia gradire i migliori auguri per il nuovo anno ". Per ulteriori informazioni: 348/5335305 (Manfredi) radicalparty.org (special page on affair Telekom Serbia) Il libro "Telekom Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è acquistabile on-line su www.stampalternativa.it |
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Torino,
17 dicembre 2002
"BASTA CON QUESTA CACCIA" MANIFESTAZIONE GIOVEDI' 19 DICEMBRE (davanti al Consiglio Regionale del Piemonte, Torino, via Alfieri n. 15, dalle ore 10:00 alle ore 12:00) |
Silvio
Viale (presidente Associazione Radicale A. Aglietta), Davide Argento (segreteria
Ass. Rad.) e Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) hanno dichiarato:
"Manifesteremo insieme alle organizzazioni ambientaliste che hanno con noi condiviso la difesa del referendum regionale e la denuncia del suo ingiustificato e inammissibile scippo da parte della Regione; manifesteremo anche per impedire lapprovazione di una nuova proposta di legge regionale ampiamente estensiva della pratica della caccia, promossa dalla Giunta e dai gruppi di maggioranza. Come radicali, abbiamo predisposto e presentato oltre 60 emendamenti di merito per cercare di correggere una contro-riforma che porterebbe le specie cacciabili da 29 a 48. Presenteremo nei prossimi giorni un esposto al Difensore Civico regionale sulle irregolarità compiute nelliter che ha portato alla soppressione del referendum, richiesto nel 1988 da oltre 60.000 cittadini piemontesi. Rivolgiamo un appello alla "maggioranza silenziosa" che condivide le nostre posizioni affinchè si faccia finalmente sentire, partecipando alla manifestazione di giovedì, scrivendo o telefonando al proprio consigliere regionale di riferimento per fargli gli auguri ma anche per chiedergli di impegnarsi per bloccare l'ennesima legge di favore nei confronti della "minoranza silenziosa ma attiva" dei cacciatori.". Per ulteriori informazioni: Viale (348/5335310) www.associazioneaglietta.it |
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Torino
14 dicembre 2002
COMUNICATO STAMPARADICALI: VIVA LA LEWINSKY! DOMANI TUTTI A VEDERE DOMENICA IN |
Che
Gasparri sia semplicemente invidioso di Clinton? |
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Torino,
13 dicembre 2002
INDULTO NELLE CARCERI: MOBILITAZIONE RADICALE IN PIEMONTE. |
Daniele
Capezzone (segretario Radicali Italiani), Rita Bernardini (presidente
RI) e Sergio D'Elia (direzione RI) sono in sciopero della fame dalla mezzanotte
di sabato 7 dicembre "per assicurare un binario parlamentare urgente
e sicuro, nelle procedure e nei tempi, a proposte di indulto, sospensione
della pena, liberazione anticipata e condizionale. Mai e in nessun caso,
attraverso unazione nonviolenta, chiederemmo un voto positivo su
una di quelle proposte: ma chiediamo un voto, chiediamo che sia chiaramente
e inequivocabilmente tracciato il percorso attraverso cui le Camere diranno
sì o no a quelle ipotesi. Chiediamo, insomma,
che sia assicurato un binario parlamentare urgente e sicuro, nelle procedure
e nei tempi, per la loro discussione e votazione. Decine di cittadini hanno deciso di condividere l'iniziativa nonviolenta degli esponenti radicali, anche solo per un giorno (si può aderire su www.radicali.it). In Piemonte, hanno aderito, fra gli altri: Carmelo Palma (consigliere regionale radicale); Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta); Mario Mezzo (tesoriere Associazione); Davide Argento; Alberta Ardizzone; Luciano Costa; Mariano Ferrentino. I radicali piemontesi hanno inviato una lettera per illustrare modalità e contenuti della mobilitazione ai sindaci dei capoluoghi di provincia, ai sindaci delle città che ospitano carceri, ai presidenti delle province e ai consiglieri regionali. Domani, sabato 14 dicembre, i radicali terranno un banchetto d'informazione a Torino, dalle 10:00 alle 12:00 (via Roma angolo Piazza Castello, fronte Arimo), raccogliendo le firme dei cittadini su un appello al Parlamento. Entro Natale, i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano visiteranno tutte le 13 carceri piemontesi per informare i cittadini detenuti sull'iniziativa radicale. Per informazioni: Palma (348/5335301) Mellano (348/5335302) www.radicali.it |
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Torino,
12 dicembre 2002
RADICALI: "RISPETTARE PIENAMENTE LA SCELTA, ABORTIRE NON E' UN OBBLIGO" |
Stamattina,
in occasione della conferenza stampa con l'europarlamentare radicale Emma
Bonino, Silvio Viale, Presidente dell'Associazione radicale "Adelaide
Aglietta e promotore della sperimentazione sulla pillola abortiva ( RU
486) all'ospedale S.Anna di Torino, in relazione al caso della coppia
di Pompei che ha deciso di far nascere due gemelli gravemente menomati
per donarne gli organi, ha dichiarato: "Occorre rispettare fino in fondo la scelta fatta dalla coppia di Pompei di portare a termine la gravidanza. Infatti in Italia non vi è l'obbligo di abortire come, viceversa, non si può imporre ad una coppia di portare avanti una gravidanza non desiderata. Indipendentemente dal fatto che i loro desideri di donare gli organi possano essere realizzati, è giusto rispettare la loro decisione. Proprio il fatto che l'aborto sia legale permette una maggior libertà nella scelta di non abortire da parte di chi è convinto che sia la cosa migliore per i propri principi mentre, viceversa, l'obbligo di non abortire costringerebbe altri ad agire illegalmente. Come medico ritengo un dovere informare sempre fino in fondo le coppie sulle varie possibilità, affinché possano fare la propria scelta in modo consapevole secondo la propria coscienza. Per informazioni: Silvio Viale (348 5335310) |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |