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Torino,
30 dicembre 2005
ULTIMO MESSAGGIO DI FINE ANNO DI CIAMPI/MANFREDI (RADICALI): "PRESIDENTE, DEDICHI UN MINUTO ALLE SCUSE PER L'AFFAIRE TELEKOM SERBIA, CHE, COME CONFERMATO DALLA PROCURA DI TORINO, RAFFORZO IL REGIME NAZICOMUNISTA DI MILOSEVIC". |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato: "Recentemente, il presidente Ciampi ci ha ricordato che soprattutto chi ricopre cariche pubbliche non deve semplicemente rispettare la legge ma anche l'etica. Vorrei che il presidente applicasse quest'insegnamento innanzitutto a se stesso, utilizzando un minuto del suo ultimo messaggio di fine anno del settennato per chiedere scusa ai suoi concittadini per le conseguenze dell'affaire Telekom Serbia. Il 9 maggio 2005, il Tribunale di Torino ha archiviato l'inchiesta su TS (N. 5168/01 R.G. notizie di reato - N. 18486/01 R. GIP); ecco cosa scrivono i PM Maddalena, Tinti e Furlan (pag. 24 e 25 ordinanza di archiviazione): "... Si è così accertato in primo luogo che l'intero prezzo pagato per Telekom Serbia giunse nella disponibilità del Governo Serbo ... Il risultato di questa parte dell'indagine spiega anche il motivo per il quale l'opposizione interna a Milosevic era contraria alla vendita di Telekom Serbia ... E' infatti evidente che la disponibilità di cospicue risorse economiche da parte di quest'ultimo e l'utilizzazione di esse per scopi sociali e di sostegno all'economia si risolveva in un rafforzamento della sua posizione e in una probabile vittoria nelle elezioni che si sarebbero tenute di lì a poco, cosa che infatti poi avvenne...". Il Presidente Ciampi era all'epoca dei fatti ministro del Tesoro; in tale veste, deteneva il 61% delle azioni di Telecom Italia, che sarebbe stata privatizzata solamente quattro mesi dopo la conclusione dell'operazione Telekom Serbia, avvenuta il 9/06/1997. Proprio in considerazione di tale carica, la Procura di Torino sentì come persona informata sui fatti il Presidente Ciampi nel luglio 2004; avevo chiesto tale audizione quando fui sentito dal Procuratore Tinti, il 27 novembre 2002. Da parte radicale non è mai stato contestato, in questi otto anni, al Presidente Ciampi il mancato rispetto della legge; semmai, per usare le sue parole, il venir meno dell'etica, omettendo di fare tutto il possibile affinchè 456 milioni di euro dei cittadini italiani non venissero consegnati da unazienda controllata da Telecom Italia non all'azienda Telekom Serbia ma direttamente, come appurato dagli stessi inquirenti, al dittatore nazicomunista Slobodan Milosevic. Domani sera il Presidente Ciampi troverà, in zona Cesarini, il coraggio di assumersi la responsabilità politica, indiretta e oggettiva, di una pagina nera della recente politica estera dell'Italia?". Manfredi (348/5335305) N.B. L'ordinanza di archiviazione dell'inchiesta su Telekom Serbia del Tribunale di Torino è disponibile su: http://www.radioradicale.it/telekom_serbia/index.html |
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Torino,
29 dicembre 2005
BANKITALIA/MANFREDI (RADICALI): "L'ANTICOMUNISTA BERLUSCONI HA PREMIATO COLUI CHE NON SI ACCORSE DEI 456 MILIONI DI EURO CONSEGNATI DA TELECOM ITALIA AL NAZICOMUNISTA MILOSEVIC. COMPLIMENTI!" |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro "Telekom
Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?", edizioni Stampa
Alternativa/Nuovi Equilibri): Berlusconi ha dimostrato ancora una volta quanto valga il suo anticomunismo da varietà televisivo. Nominando governatore della Banca dItalia il Dr. Mario Draghi, ha premiato colui che ammise di essersi accorto dell'affaire Telekom Serbia quattro mesi dopo la sua conclusione; ed era direttore generale del Ministero del Tesoro, braccio destro dellallora ministro Carlo Azeglio Ciampi. Se tanto mi dà tanto, io e lallora senatore radicale Piero Milio, che denunciammo subito, nel giugno 1997, il vergognoso finanziamento del regime serbo (la stessa Procura di Torino ha verificato che i soldi di Telecom Italia, allora azienda di Stato in mano al Tesoro, finirono direttamente nei conti bancari di Milosevic), possiamo ambire alla presidenza della Banca Mondiale! Daltronde, cosa altro aspettarsi da uno come Berlusconi, che nel 1997 non si accorse di Telekom Serbia, proprio come Draghi, e che ha poi cavalcato in maniera stupida la vicenda fino alla sua conclusione in puro stile berlusconiano: il 25 maggio scorso il rinnovo della commissione dinchiesta su Telekom Serbia è saltato perché molti deputati polisti erano andati a Istanbul ad assistere alla finale di Coppa dei Campioni Milan-Liverpool. Con simili finti anticomunisti, i comunisti veri possono dormire sonni tranquilli. Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
29 dicembre 2005
TORINO/COMUNALI LA ROSA NEL PUGNO INCONTRA CHIAMPARINO. |
Una delegazione della Rosa nel Pugno ha incontrato il Sindaco Sergio Chiamparino
con il quale ha affrontato le principali questioni programmatiche per
le prossime elezioni comunali. Si sono registrate significative convergenze
programmatiche su alcune questioni come la mobilità urbana e le
politiche energetiche; in particolare sulla necessità di completare
liter per il Termovalorizzatore e di mettere in cantiere da subito
la seconda linea di metropolitana. La delegazione era composta dai membri della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, Enrico Buemi (segretario provinciale della SDI) e Silvio Viale (presidente dellAsociazione Radicale Adelaide Aglietta), da Gian Luigi Bonino (segretario regionale dello SDI), da Bruno Mellano (segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta) e da Igor Boni (Comitato Nazionale di Radicali Italiani). Sono state illustrate al sindaco le ragioni per cui si è costituito il nuovo soggetto politico della Rosa nel Pugno e quelle per cui si intende presentare lo stesso soggetto alle prossime elezioni amministrative. Sergio Chiamparino ha delinato il progetto sul quale intende costruire la propria riconferma alla guida della città e gli esponenti della Rosa del Pugno gli hanno ribadito il proprio sostegno confermando lintenzione di presentare la lista della Rosa nel Pugno per il Consiglio Comunale. (Silvio Viale 3393257406 Enrico Buemi 3358245872) |
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Torino,
27/12/05
BANKITALIA/MANFREDI (RADICALI): MARIO DRAGHI, ALLEPOCA DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, NON SI ACCORSE DELLAFFAIRE TELEKOM SERBIA. |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani, autore del libro Telekom
Serbia Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?, edizioni
Stampa Alternativa/Nuovi Equlibri): E opportuno che il governo vagli con la dovuta, approfondita, attenzione il curriculum di ciascuno dei candidati alla poltrona di governatore della Banca dItalia; ancor più dopo il cosiddetto caso Fazio, è necessario che il nuovo governatore sia scevro da qualsiasi ombra, ipoteca o mancanza professionale. A tale proposito, non posso esimermi dal mettere in evidenza che il Dr. Mario Draghi, direttore generale del Ministero del Tesoro dal 1996 al 2001 - audito come persona informata sui fatti sia dalla Procura della Repubblica di Torino sia dalla Commissione parlamentare dinchiesta su Telekom Serbia (il 30/04/2003), dopo che i radicali, in primis il sottoscritto, avevano richiesto tali audizioni il 27/11/2002 , affermò di essere venuto a conoscenza dellaffaire Telekom Serbia solamente nellottobre 1997, quattro mesi dopo la conclusione delloperazione. Premesso che: a) il Ministero del Tesoro (allepoca retto da Carlo Azeglio Ciampi) detenesse il 9 giugno 1997, data del closing dellaffaire Telekom Serbia, il 61% delle azioni di STET/Telecom Italia; b) se il Governo dellepoca aveva introdotto una nuova disciplina, che esimeva le società controllate da informare il Tesoro sulle operazioni da esse intraprese come sostenuto in audizione da Draghi -di tale disciplina deve esistere giuridicamente una qualche traccia. E possibile che non sia possibile rintracciare, fra i documenti dellepoca, un decreto ministeriale, una circolare, un atto di indirizzo che dia conto di questa obiettiva rivoluzione nei rapporti fra il Tesoro e le società partecipate? Se questo atto non è stato tirato ancora fuori, evidentemente non esiste. Ma se non esiste questo atto, non è esistita alcuna nuova disciplina.; c) nel 1997 era ormai in vigore da tre anni la legge 30 luglio 1994, n. 474, sulle privatizzazioni, che riconosceva un potere speciale del Governo perfino sulle società ex statali e poi privatizzate (e fra queste, anche la Stet), riservando al ministero del Tesoro una azione doro (golden share), cioè un potere di intervento, condizionamento e perfino veto su alcune decisioni, del tutto indipendente dalla quota azionaria detenuta dallo Stato. Ora, è possibile che nel giugno 1997 (acquisto partecipazione in Telekom Serbia), di fronte ad una Stet controllata dal Tesoro, il governo Prodi rinunciasse interamente ad esercitare i poteri e i diritti della proprietà, mentre di fronte ad una azienda pubblica privatizzata (quale diventerà Telecom Italia a partire dallottobre 1997) il governo Prodi e quelli successivi fino a Berlusconi hanno mantenuto un potere dintervento amplissimo e strategico?. Ecco l'elenco dei provvedimenti sulla golden share adottati dal governo Prodi, nel 1997: 1) D.P.C.M. 21 marzo 1997 (Individuazione di Stet S.p.a. e Telecom Italia S.p.a. quali società nei cui statuti introdurre poteri speciali a favore del Ministro del tesoro); 2) D.M. 21 marzo 1997 (Contenuto dei poteri speciali attribuiti al Ministro del tesoro da introdurre negli statuti di Stet Spa e Telecom Italia Spa); 3) D.M. 24 marzo 1997 (Partecipazione rilevante ai fini dell'esercizio del potere speciale del gradimento attribuito al Ministro del tesoro in relazione alle società Stet S.p.a. e Telecom Italia S.p.a.). I tre provvedimenti citati sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale 25 marzo 1997, n. 70. Furono emanati in applicazione dell'art. 2 (poteri speciali) della legge n. 474 del 30 luglio 1994 (Norme per l'accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni), pubblicata nella G.U. 30 luglio 1994, n. 177.. d) a ridosso della conclusione delloperazione Telekom Serbia uscirono vari articoli, sulla stampa nazionale ed estera, a commento dellaffaire; Draghi, in audizione, dichiara di non aver letto nulla; e) il 25 giugno 1997, lunico parlamentare radicale, il senatore Piero Milio, presentò uninterrogazione parlamentare (n. 4-06641) per chiedere conto al governo delloperazione Telekom Serbia; l8 luglio 1997, tale interrogazione fu trasmessa al Ministro del Tesoro dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento; Draghi, in audizione, dichiara di non essere a conoscenza dellinterrogazione. Tutto ciò premesso, è difficile credere al Non sapevo, non ero stato informato del Dr. Draghi. Ma se anche si avvalorasse tale posizione, non ne emergerebbe, allora, una colpevole e grave mancata vigilanza, unevidente mancanza di deontologia professionale?. Manfredi (348/5335305) N.B. Il resoconto stenografico dellaudizione del Dr. Mario Draghi da parte della Commissione parlamentare dinchiesta su Telekom Serbia http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenbic/55/2003/0430/pdf003.pdf Lo Speciale di Radio Radicale sullaffaire Telekom Serbia http://www.radioradicale.it/telekom_serbia/index.html |
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Torino,
26 dicembre 2005
POLEMICA DI NATALE - VIALE: "IL CARDINALE POLETTO FA POLITICA CON LA MESSA DI NATALE, UNA MICCIA PERICOLOSA, SENZA ALCUN CONTRADDITORIO." |
Polemica natalizia di Silvio Viale con il cardinale per la Messa di Natale.
Il medico degli aborti, della RU486, delleutanasia, presidente dellAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta e membro della neonata Direzione Nazionale
della Rosa nel Pugno chiede a "Poletto" di recuperare il senso
della misura e di non speculare dal pulpito, perché nessuno vuole
zittire la Chiesa: Si è trattato di una speculazione politica sulla Messa di Natale, che ha preso a pretesto una contestazione ingenua ed innocua di alcuni giorni prima. Come se io prendessi a pretesto le"minacce di morte", zeppe di citazioni bibliche e religiose, che ho ricevuto in questi mesi, l'ultima proprio alla vigilia di Natale, per indicare nella Curia e nei "cattolici" chi vuole zittirmi ed annientarmi. Nessuno vuole "zittire" Severino Poletto, ma chiedergli solo il senso della misura, considerato che il Cardinale torinese è praticamente ospite fisso dei Tg regionali e dei quotidiani, senza mai alcun contraddittorio. Altro che "zittito", c'è piuttosto da rivendicare la par-condicio nei confronti di una presenza così straripante." "Non basta una rima maldestra e sbagliata, per cancellare il fatto che il "diritto ad abortire", cioè il diritto di scegliere sulla propria gravidanza e sul proprio corpo, nei tempi e nei modi previsti dalla legge non sia garantito. La Curia ha il diritto di chiedere che lo sia ancora meno, ma non può usare la messa di mezzanotte per lanciare messaggi ostili di divisione. Più che da Vescovo, il Cardinale Poletto si comporta come un segretario di partito, che vuole imporre la propria visione religiosa su tutti gli aspetti della società, con un crescendo di iniziative, di incontri addomesticati con i politici, di conferenze stampa, di dichiarazioni, di comunicati e di omelie per finire con la Messa di Natale furbescamente trascinata in una polemica strumentale." "La strategia mediatica di Poletto, assecondata dai media torinesi, è molto semplice e consiste nell'accentrare su di se tutti i pronunciamenti, senza contraddittorio, se non di facciata con politici ossequiosi, perlopiù di area cattolica laicale, piuttosto che con veri laici. Così, una semplice contestazione davanti alla Sede Episcopale diventa il pretesto per innescare una miccia pericolosa di intolleranza e di settarismo, per demonizzare i laici ed eludoere ogni confronto. Piuttosto che lanciare continue scomuniche su tutto, io esorto Poletto a riflettere sulle vere ragioni che portano a sostituire "Gesù Bambino"con "Babbo Natale", il "Presepe"con "l'Albero", i "Re Magi"con la "Befana"e la "Festa di Tutti i Santi" con Halloween". Non è forse il rifiuto di una impostazione medioevale della Chiesa che mette le mani dappertutto, nelle tasche, nelle mutande e sotto le lenzuola." "E significativo che la speculazione natalizia del Cardinale di Torino avveniva negli stesi momenti in cui in Vaticano si svolgeva la manifestazione per le Missioni d'Oriente ed il Cardinale di Milano celebrava la messa con i detenuti di San Vittore. Due temi molto sensibili per i laici come me: l'amnistia e le persecuzioni nei confronti dei cristiani. Posso sbagliarmi, ma nellomelia del Cardinale di Torino non vi è stato nessun accenno ai detenuti. Sono, invece, purtroppo certo che Poletto non ci permette di far celebrare una messa per tutti coloro a cui è impedito perché perseguitati. Stia tranquillo il Cardinale di Torino, nessuno lo vuole "zittire", ma se l'espressione "Poletto stai zitto" è indubbiamente sbagliata, anche luso politico della Messa di Natale è sbagliato, uno sbaglio ancora più grande." (Silvio Viale 339.3257406) |
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Torino,
25 dicembre 2005
Alla cortese attenzione di: Sergio Chiamparino Sindaco di Torino Gavino Olmeo Assessore alla Toponomastica Alessandro Altamura Presidente del Consiglio CITTA DI TORINO Piazza Palazzo di Città Egregio Sindaco, Egregio Assessore, Egregio Presidente, |
da tempo abbiamo proposto al Comune di Torino di intitolare una strada
ad Enzo Tortora: ci permettiamo di sollecitare ed insistere su questa
proposta proprio nella giornata di oggi, 25 dicembre 2005, mentre a Roma
si svolge la Marcia di Natale per lamnistia, la giustizia
e la libertà. Recentemente due convegni, uno a Mondovì, organizzato dallAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, ed uno qua a Torino, organizzato dal Centro Pannunzio, ne hanno ricordato la figura e lopera e hanno riportato allordine del giorno la necessità di non dimenticare lesempio di impegno civico, politico e culturale di Enzo Tortora. Giornalista e presentatore televisivo stimato e popolare, ingiustamente accusato ed arrestato, vittima di un aberrante caso giudiziario, finito sotto una gogna mediatica senza pari, Enzo Tortora seppe lottare per sé e per tutti i cittadini italiani, onorando il paese, lo Stato e il concetto stesso di Giustizia. Promotore della battaglia per la Giustizia Giusta, presidente del Partito Radicale e deputato europeo radicale di questa circoscrizione con oltre 500.000 preferenze, si dimette dal Parlamento Europeo per onorare una sentenza infame come quella di primo grado a Napoli del 17 settembre 1985, che sulla parola di alcuni pentiti, lo bolla come trafficante di morte. Un procedimento giudiziario viziato ed ingiusto, che solo dopo un lungo calvario di anni lo riconosce totalmente estraneo ai fatti addebitatigli: le sentenze di secondo grado e di cassazione resero giustizia a Tortora, ma ricordarlo con una strada vuole essere il modo per non dimenticare la sua battaglia di cittadino per bene e per risarcire, in parte, il torto subito ed il danno indelebile allimmagine. Lonorevole Mauro Marino, allora Presidente del Consiglio Comunale, lo scorso anno ci aveva informato che il nome Enzo Tortora, era stato inserito nella lista dei nomi selezionati dalla commissione toponomastica comunale per una prossima intitolazione, appena fosse stata individuata una localizzazione adeguata. I radicali piemontesi hanno più volte insistito per lintitolazione a Tortora della parte finale di via Pianezza, la parte che collega lo stradone alla casa di reclusione Lo Russo e Cutugno delle Vallette, scelta significativa e che non toccherebbe residenze di privati cittadini od attività commerciali. Ma poco importa la scelta, quanto conta, a noi sembra, è il fatto che questa legislatura del Consiglio Comunale di Torino possa concludersi avendo compiuto latto amministrativo atteso. In Italia risultano intitolate ad Enzo Tortora un largo nel centro storico della sua Milano (intitolato a dieci anni dalla morte, nel 1998), una via ad Ascoli Piceno (intitolata nel 1999), una biblioteca civica nel quartiere Testaccio a Roma: nel 2000 una polemica clamorosa è scoppiata invece a Genova, dove i residenti di via Pastrengo, dove è la casa natale di Enzo Tortora, hanno respinto la proposta di cambiamento del nome dellultimo tratto di strada. Ora il Comune dovrebbe aver individuato una altra localizzazione. In Piemonte il solo Comune di Mondovì ha, nel settembre scorso, dedicato la strada che porta alle vecchie carceri. La targa segnaletica di una strada può essere considerata come le pietre che gli ebrei depositano sulle tombe dei defunti, per non dimenticare: in questo caso si tratta di offrire alla cittadinanza, attraverso una lapide, loccasione di riflettere sulla giustizia e sul carcere, sulle volubili vicende umane e sullimpegno civile di un cittadino. A futura memoria, ha detto Leonardo Sciascia, aggiungendo: se la memoria ha un futuro! Certi di un cortese riscontro e con la speranza che i prossimi mesi possano essere decisivi per la conclusione delliter da tempo avviato, Le porgiamo gli auguri e saluti personali e delle nostre rispettive organizzazioni. Bruno Mellano Prof. Pierfranco Quaglieni Segretario Associazione Aglietta Presidente Centro Pannunzio |
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Questa mattina, dalle ore 11 alle ore 13, una ventina di militanti della
Rosa nel Pugno ha manifestato di fronte al carcere delle Vallette (Lorusso
e Cotugno) di Torino, a sostegno della mobilitazione lanciata da Marco
Pannella per un provvedimento di amnistia e di indulto. Una delegazione - composta da Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), da Gianluigi Bonino (assessore comunale di Torino dello SDI) e da Iolanda Casigliani (militante storica radicale ed esperta di tematiche carcerarie) è stata ricevuta dal direttore dellistituto, Dr. Pietro Buffa, che è anche uscito fuori a salutare i partecipanti al sit-in (fra i quali vi erano gli esponenti radicali Silvio Viale, Igor Boni e Giulio Manfredi). Buffa ha informato che i detenuti attualmente presenti nella struttura sono circa 1.300, mentre nellintera regione hanno superato le 5.000 unità. A gennaio, la direzione del carcere presenterà al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia ben cinque progetti, sulla scorta dei fondi della Cassa delle Ammende (82 milioni di euro provenienti dalle sanzioni pecuniarie, pertanto continuamente implementati), istituto rivitalizzato grazie alliniziativa militante di Iolanda Casigliani. I militanti della Rosa nel Pugno hanno illustrato il motivo della loro presenza ai parenti dei detenuti, in attesa di essere ammessi al colloquio con i loro cari. Una amnistia, la più ampia possibile, può immediatamente ridurre di almeno un terzo il carico processuale dellAmministrazione della Giustizia, così da sgravarla dai processi meno rilevanti e consentirle di impegnarsi a concludere quelli più gravi. Un indulto, di almeno due anni, che possa diminuire di un terzo il numero di coloro che patiscono sulla propria pelle la condizione disastrosa delle prigioni; condizione disastrosa che colpisce non solo i detenuti ma pure gli agenti di custodia, gli assistenti sociali e il personale amministrativo. Dopo 5 anni dal Giubileo e 3 anni da quando il Parlamento applaudì ripetutamente Giovanni Paolo II mentre invocava un atto di clemenza, atto che in Italia non viene promulgato da ormai 15 anni, è ora di cominciare a dare risposta alla massima crisi istituzionale, sociale e politica del nostro paese. Non si tratta solo della condizione delle carceri nelle quali 60.000 detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo 42.000; si tratta anche e soprattutto della vita di almeno 18 milioni di cittadini italiani e delle loro famiglie, che sono parti in causa negli attuali 9 milioni di processi pendenti, molti dei quali destinati a risolversi per prescrizione (come è accaduto a 1 milione di processi negli ultimi cinque anni). Secondo il recente rapporto del Consiglio d'Europa, circa il 30% della popolazione italiana è in attesa di una decisione giudiziaria. Per tutto questo, a Roma, domenica, si terrà la Marcia di Natale per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà, da Castel Sant'Angelo al Quirinale. Nel comitato promotore della Marcia vi sono, fra gli altri, Don Antonio Mazzi, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Giorgio Napoletano, Sergio Pininfarina, Margherita Boniver, Don Luigi Ciotti, Sergio Segio. Per aderire alla Marcia e per informazioni: 06/6826 www.radicali.it Mellano (348/5335302) |
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CACCIA/ASS.NE
AGLIETTA: E LEUROPA LULTIMA VITTIMA DELLA CACCIA IN
LIGURIA
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Con
la decisione di ieri del Consiglio di Stato, di riaffermare la legittimità
della legge deroga sulla caccia a storni e fringuelli, gettando nella
spazzatura tutte le sentenze contrarie del Tar della Liguria, si conclude
nel peggiore dei modi lennesima battaglia condotta fuori dal palazzo
anche da noi radicali, non solo per i diritti degli animali ma soprattutto
per il rispetto delle direttive europee fin qui emanate (in questo caso
la direttiva CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici n.409 del
1979) in materia di avifauna. Spiace vedere come in tutto il panorama politico ligure solo la Federazione dei Verdi si sia fatta interprete di una battaglia di legalità sottolineando sempre la contraddizione tra la legge deroga e le decisioni comunitarie. Ora lultima parola spetta solo alla diretta interessata: lUnione europea, che tramite la Corte di Giustizia, vedrà recapitarsi al più presto grazie allimpegno del Wwf e delle altre associazioni ambientaliste, la richiesta di esprimersi in merito alla questione ligure. A proposito Alessandro Rosasco (Membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e della Giunta di Segreteria dellAssociazione Aglietta) ha dichiarato: Questa volta i cacciatori liguri e i loro fiancheggiatori istituzionali, hanno voluto puntare alla preda più grande: lUnione europea. La Giunta regionale, pur di assicurarsi i voti di un manipolo di cacciatori esaltati non si è fatta alcun problema nel violare apertamente una direttiva europea volta a tutelare molte specie di volatili migratori. Per questo, risultano fuori luogo e offensive le espressioni di giubilo dellAssessore alla caccia, Cassinelli. Mai ci saremmo aspettati un accanimento tale volto a vedere a tutti i costi riconosciuta una legge antieuropea e sostenuta, secondo molti sondaggi, solo da una minoranza irrisoria di cittadini. La lobby venatoria che vuole trasformare i nostri boschi in cimiteri ha fornito armi e munizioni, la Regione ha infine sparato; speriamo che larroganza di pochi non prevalga sul buonsenso di molti. ROSASCO (cell. 347.9552709) |
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| Giulio
Manfredi e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Lostruzionismo attuato in Consiglio Regionale dai consiglieri regionali Lupi e Giovine al solo fine di ottenere un gruppo consiliare a testa è vergognoso ma ancora più vergognoso è il silenzio che è calato sullinchiesta sulle firme false della Lista Consumatori di Michele Giovine; a luglio i giornali avevano riportato la notizia che il procuratore aggiunto Francesco Saluzzo stava per concludere le indagini, da cui risultava che l86% delle firme a supporto della Lista Consumatori erano false. Con una conferenza stampa a luglio e con una manifestazione davanti al Consiglio a settembre, i radicali avevano chiesto alla Procura di accelerare i tempi per ristabilire la legalità e avevano chiesto a quegli esponenti politici (la stampa aveva parlato di Riccardo Nicotra del Nuovo PSI e di Emilio Bolla di Forza Italia) che avevano interesse a subentrare a Giovine in Consiglio Regionale di fare ricorso al TAR; i due procedimenti, penale ed amministrativo, potevano andare di pari passo. Nulla è stato fatto ed il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere e non continuare a far finta di nulla; la Presidente della Regione, il Presidente del Consiglio Regionale, lon. Enzo Ghigo (su cui grava la responsabilità politica di aver accettato nella coalizione di centro-destra sia Giovine che Lupi) non hanno nulla da dire sulla questione delle firme false? Come mai nessuno ha fatto ricorso al TAR? E la cosiddetta società civile che si straccia le vesti per le elezioni in Iraq non intende spendere nemmeno una parola per la regolarità delle elezioni in Piemonte?. Manfredi (348/5335305) Boni (348/5335309) |
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| LA
ROSA NEL PUGNO DEL PIEMONTE ORGANIZZAVENERDI 23 DICEMBRE 2005 DALLE ORE 11 ALLE ORE 13 UN PRESIDIO davanti al Carcere delle Vallette (Lo Russo e Cotugno) di Torino (via Pianezza n. 300) La manifestazione è a sostegno delliniziativa di Marco Pannella per un provvedimento di amnistia e di indulto, che culminerà nella Marcia di Natale (Roma, 25 dicembre, da Castel SantAngelo al Quirinale). Saranno presenti al presidio delle Vallette: lon. Enrico Buemi e il Dr. Silvio Viale (Direzione nazionale Rosa nel Pugno); il consigliere regionale Luigi Ricca; lassessore comunale Gianluigi Bonino; Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Aglietta). |
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Torino,
21 dicembre 2005
RU486 VIALE AVEVAMO RAGIONE, ANCHE SE IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA HA ESPRESSO UN PARERE MOLTO POLITICO E POCO SCIENTIFICO. |
Silvio
Viale , il medico del S.Anna che sta utilizzando la RU484, ha dichiarato: Un Consiglio Superiore di Sanità, poco esperto, ha preso atto della regolarità della sperimentazione del S.Anna di Torino, smentendo nei fatti il Ministro della Salute. Più che di u parere scientifico, si è trattato di una posizione politica in soccorso del ministro Storace. Infatti, ancora una volta, non ha ritenuto di ascoltare i promotori della sperimentazione ed ha espresso un giudizio approssimativo su una questione che non conosce. La conseguenza è un parere in palese contrasto con le indicazioni dellOMS, delle società scientifiche e dei decreti di registrazione degli altri paesi europei, che non prevedono alcun ricovero dal primo giorno, ma solamente un periodo di osservazione di alcune ore il terzo giorno. La non necessità del ricovero emerge anche dai primi dati della sperimentazione del S.Anna, poiché nessuna delle oltre 80 donne che si sono sottoposte al trattamento ha avuto bisogno di alcun intervento medico tra il primo ed il terzo giorno. La preoccupazione che la donna possa firmare per uscire è ridicola, tipica di chi non conosce la pratica clinica, poiché è pacifico che la richiesta di un eventuale permesso è subordinata alle condizioni cliniche ed al parere del medico. Con questo parere il Consiglio Superiore di Sanità, implicitamente, ha ribadito che non vi è alcuna incompatibilità con la legge 194, essendo la RU486 una applicazione dellart. 15. Viene poi riconosciuta la legittimità dellimportazione del farmaco, anche se si tenta di limitarla a casi eccezionali, peraltro non individuati, aprendo così la strada allimportazione di routine della RU486. Insomma, nonostante i limiti di conoscenza e la valenza politica, il parere del Consiglio Superiore di Sanità è una sconfitta per Storace, che finisce per essere colui che avrà autorizzato la sperimentazione e limportazione della pillola abortiva. Se si fosse documentato prima di lanciare proclami ideologici avrebbe evitato questa figuraccia. Facile prevedere che accadrà lo stesso per la questione dei consultori e dei volontari, che lo vede impegnato a stravolgere la legge, la stessa che lo ha visto inattivo quando era Governatore del Lazio. Presto capirà che linchiesta sulla 194 della Commissione Affari Sociali della Camera sarà un boomerang. Si coglie loccasione per comunicare che nel periodo delle feste, tranne che per i casi già preventivati, la sperimentazione è sospesa e riprenderà il 9 gennaio, insieme ai lavori della Commissione Affari Sociali della Camera (Silvio Viale, 3393257406) |
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Torino,
20 dicembre 2005
ALASSIO: CONVEGNO IN RICORDO DI ENZO TORTORA MELLANO: UNALTRA CITTA RICORDA ENZO: QUANDO TORINO E GENOVA SI SVEGLIERANNO? |
Il
Comune di Alassio, in provincia di Imperia, sabato 17 dicembre ha organizzato
un convegno in ricordo di Enzo Tortora e della sua battaglia per la Giustizia
Giusta. Levento, svoltosi presso la Biblioteca del Mare, è stato promosso dallAssessorato alla Cultura in collaborazione con il Centro Pannunzio di Torino. Sono intervenuti: la senatrice Francesca Scopelliti (giornalista, già compagna di Tortora), on. Alfredo Biondi (Vice Presidente della Camera) e Pierfranco Quaglieni (presidente del Pannunzio). Bruno Mellano, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, ha portato il saluto del Partito Radicale e di Marco Pannella. Il Sindaco di Alassio, Marco Melgrati, intervenendo in apertura del convegno, ha annunciato pubblicamente la prossima intitolazione di un largo nel centro storico della cittadina ligure alla figura ed alla battaglia politica del giornalista e deputato radicale, nato a Genova nel 1928 e morto a Milano nel 1988. MELLANO HA DICHIARATO: Un'altra città ha deciso di portare il proprio sassolino sulla tomba di Enzo Tortora, per non dimenticare. Come fanno gli ebrei. La Città di Alassio, 13.000 residenti che diventano 90.000 in estate, per bocca del proprio sindaco ha dichiarato lavvio della procedura per lintitolazione di uno spazio nel centro storico della cittadina ligure. Sono ancora poche, purtroppo, le Amministrazioni italiane che hanno ritenuto opportuno ricordare il percorso esemplare del cittadino Enzo Tortora di fronte alla tragica vicenda giudiziaria e penale che lo ha visto, suo malgrado, protagonista fra il 1983 ed il 1987. Sono passati ormai venti anni: da tempo noi radicali chiediamo alla Città di Torino ed alla Città di Genova (città natale) di voler ricordare leletto al Parlamento Europeo che chiese per sé lautorizzazione a procedere e non esitò a dimettersi per onorare una sentenza ingiusta, riuscendo a trasformare una vicenda personale in una battaglia civile. Spero che gli amici ed i compagni dello SDI, presenti come assessori nelle Giunte Municipali di Torino e Genova, vogliano fare propria la proposta dellintitolazione di una strada per Tortora e si mobilitino per questo. MELLANO, 348.5335302 |
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Torino,
20 dicembre 2005
AMNISTIA: IL COMUNE DI TORINO ADERISCE ALLA MARCIA DI NATALE PROMOSSA DA MARCO PANNELLA |
Boni
e Viale: "Un grazie sincero al Comune di Torino e una sollecitazione
agli altri comuni piemontesi, alle province e alla regione perché
seguano l'esempio" Il Comune di Torino - con un comunicato ufficiale - ha fatto sapere agli organizzatori della marcia di Natale in favore dell'amnistia che sarà presente alliniziativa con il suo gonfalone. Dichiarazione di Silvio Viale (Direzione nazionale Rosa nel pugno) e di Igor Boni (Comitato nazionale Radicali Italiani) "Non vi è alcun dubbio che la situazione attuale delle carceri italiane (e della giustizia italiana) rappresenta una delle massime urgenze sociali del nostro Stato. L'occasione della "Marcia di Natale" per l'amnistia, la giustizia e la libertà, è occasione storica che non può - e non deve - essere mancata. Il Comune di Torino, sollecitamente e con decisione, ha aderito alliniziativa annunciando la partecipazione ufficiale con il proprio gonfalone. Questo esempio speriamo sia seguito, da subito, da altri comuni, dalle province e dalla Regione Piemonte per dare forza al Parlamento affinché sappia nel più breve tempo possibile approvare un provvedimento di amnistia e di indulto" I numeri del carcere e della giustizia in Italia: · 60.000 detenuti su una capienza di massimo 42.000 persone; · 50.000 persone sottoposte a misure alternative alla detenzione; · 75.000 persone condannate a pene inferiori a 3 anni sono in attesa della decisione del Giudice sulla possibilità di scontare la pena con misure alternative; · in 15 anni è cresciuto di 6 volte il numero totale delle persone detenute, sottoposte a misure alternative e in attesa della decisione del Giudice sulla possibilità di scontare pene alternative; · Prescrizioni in aumento vertiginoso: 66.556 nel 1996, 94.181 nel 2000, 221.880 nel 2004; · Quasi 9 milioni di processi pendenti di cui circa 5 milioni e mezzo penali; · 35 mesi in media per il giudizio di 1° grado e 65 mesi in media per quello di 2° grado; · 80% dei reati impuniti. Per informazioni Boni (348/5335309) |
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Torino,
19 dicembre 2005
ABORTO/RU486 VIALE (Rosa nel Pugno) FORMIGONI E STORACE, UNA COPPIA DI IGNORANTONI CHE NON SA NEMMENO DISTINGUERE IL PIANO POLITICO DA QUELLO SCIENTIFICO. LEGITTIMA LA RICHIESTA DEI MEDICI LOMBARDI. NO ALLA CENSURA PER LA ROSA NEL PUGNO. |
Silvio
Viale, il medico della RU486 del S.Anna di Torino, che fa parte della
Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, si dichiara sbalordito
per lignoranza ostentata dalla coppia Formigoni-Storace, che ieri
sono intervenuti contro la legittima richiesta di alcuni medici
lombardi di usare la Ru486. Silvio Viale ha dichiarato: Sono sempre più sbalordito dalle ripetute ed insistenti ostentazioni di ignoranza del ministro Storace che ora cerca pure di intimidire la Rosa nel Pugno. Secondo il ministro sarebbe censurabile il sostegno che la Rosa nel Pugno sta dando ai medici che intendono utilizzare anche in Italia la RU486 e , senza il minimo senso del ridicolo, invoca la questione scientifica, dimenticando che la richiesta di introdurre la RU486 in Italia nasce proprio dai medici ed è ostacolata da pure motivazioni politiche. Perché, da un punto di vista scientifico il ministro non cita mai alcun documento scientifico? La risposta è che non ne può citare nemmeno uno. Cosi pure dal punto di vista sanitario, perché il ministro, tra le continue domande che si pone, non si chiede perché la RU486 sia stata autorizzata in tutti i paesi occidentali dove laborto è legale? Possibile che dappertutto, tranne che in Italia, siano prevalse delle motivazioni politiche su quelle scientifiche? Se fosse in buonafede il ministro Storace, dopo tre mesi, accetterebbe un confronto con i medici del S.Anna. Io continuo a sfidarlo, come preferisce, come medico o come esponente della Rosa nel Pugno, ma è lui che evita ogni confronto. Formigoni e Storace sono liberi di dire di essere contro laborto e di agire contro la legge 194, ma il Governatore della Lombardia e lex Governatore del Lazio non possono non sapere che la sperimentazione della Ru486 non ha bisogno di alcuna autorizzazione regionale o ministeriale. Come dovrebbero sapere che la richiesta di importazione della RU486 è legittima, non ha bisogno di autorizzazioni regionali ed è sostenuta anche dal Decreto Di Bella. Dal ministro che ha politicamente sponsorizzato la terapia Di Bella ogni richiamo agli aspetti scientifici non può che suonare stonato. Come stonato è pure ogni riferimento alla non applicazione della 194, poiché proprio dalla Lombardia emerge un quadro di sistematico di negligenze e di abbandono degli operatori della 194, per cui la scelta di abortire, in molti casi, si traduce in una corsa ad ostacoli tra umiliazioni e rinvii. Proprio per la sua debolezza, il ministro Storace continua ad evitare ogni confronto, mentre io al contrario continuo a sfidarlo, perché sa di avere torto sul piano scientifico e sanitario. Che poi gli insulti siano alternati al medico, o allesponente della Rosa nel pugno, mi lascia indifferente poiché è solo lennesimo segnale della sua inadeguatezza a rivestire il ruolo di titolare del Ministero della Salute. Per ora mi accontento della prosecuzione della sperimentazione al S.Anna di Torino. (Silvio Viale, 3393257406) |
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Torino,
19 dicembre 2005
CONGRESSO ASSOCIAZIONE: BRUNO MELLANO CONFERMATO SEGRETARIO APPROVATA A LARGA MAGGIORANZA LA MOZIONE GENERALE VANIDA THEPHSOUVANH NUOVA PRESIDENTE DONORE |
Si
è svolto ieri, nella sede di via Garibaldi 18 a Torino, il congresso
ordinario annuale dellassociazione radicale Adelaide Aglietta. Sono intervenuti come ospiti lon. Enrico Buemi e Beppe Garesio dello SDI e Carmelo Palma, segretario organizzativo dei Riformatori Liberali. Si è trattato del 9° congresso dellassociazione nata nel 2001 con lobiettivo di promuovere e coordinare le iniziative del Partito Radicale Transnazionale, dei Radicali Italiani e delle altre associazioni federate al P.R.. Il congresso, dopo aver festeggiato i cinquantanni della nascita del Partito Radicale, fondato il giorno 11 dicembre 1955, ha approvato a larga maggioranza una mozione generale che impegna gli organi dirigenti a fornire il massimo impulso allorganizzazione della Rosa nel pugno sul territorio, operando in stretta sinergia con i compagni dello Sdi, in vista delle prossime scadenze elettorali, politiche e amministrative, che rivestono unimportanza cruciale, vitale, per laffermazione politica - e non di mera testimonianza - degli ideali e dei valori laici, liberali, socialisti e radicali. Alla conclusione dei lavori si è proceduto a rinnovare le cariche statutarie: Bruno Mellano è stato confermato segretario, Silvio Viale presidente, mentre la tesoriera uscente, Rosanna Degiovanni, ha rinunciato, per motivi personali, allincarico e lAssemblea ha eletto nuovo tesoriere per lanno 2006 Carlo Donati, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Il Congresso ha, infine, deliberato di chiedere a Vanida Thephsouvanh, leader del Movimento Lao per i diritti umani e profuga laotiana, di voler accettare la carica di Presidente Onoraria dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta: Vanida sostituisce il Ministro della Sanità Ceceno Umar Khambiev, per due anni Presidente dOnore dellAssociazione. I documenti congressuali e la mozione generale approvata sono disponibili sul sito: www.associazioneaglietta.it MELLANO, 348.5335302 |
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Torino,
17 dicembre 2005
ASSOCIAZIONE RADICALE AGLIETTA: DOMANI A TORINO IN VIA GARIBALDI RACCOLTA FIRME PER IL DIRITTO DI VOTO E PER LAMNISTIA |
Domani,
domenica 18 dicembre, i radicali dellAssociazione Adelaide Aglietta
apriranno un tavolo di raccolta firme in via Garibaldi n. 18 (angolo via
Bellezia), dalle ore 10:30 alle ore 12:30. I radicali, rifacendosi alla mozione approvata dal recente congresso annuale dellAssociazione Luca Coscioni, hanno infatti indetto una giornata straordinaria di raccolta firme in tutte le piazze italiane su una petizione indirizzata al ministro Pisanu, affinché in occasione delle prossime elezioni politiche sia finalmente accordato il diritto di voto a domicilio alle 100.000 persone che, per condizioni di salute fisica gravemente compromessa, sono materialmente impossibilitate a recarsi al seggio elettorale per votare. In occasione dellultimo referendum, lAssociazione Luca Coscioni si era già rivolta al Ministro dellInterno Giuseppe Pisanu, ma non aveva ottenuto risposta se non allindomani del voto, quando il Ministro affermò:è doveroso agevolare il voto dei disabili in ogni possibile modo. In tutti i Paesi civili, il diritto di voto è garantito a tutti i cittadini senza discriminazioni. Inoltre, non ci sono scusanti perché dal punto di vista organizzativo è facilissimo prevedere i cosiddetti seggi volanti già utilizzati per le votazioni dei malati nelle cliniche, nelle case di cura per lungodegenti o negli ospedali; nel caso dei cosiddetti intrasportabili, si tratterebbe di non più di due casi per ogni seggio, visto che coloro che si trovano nelle condizioni di intrasportabilità sono 100.000 e i seggi son ben 60.000 in tutta Italia. I cittadini potranno firmare, inoltre, lAppello per un provvedimento di Amnistia nelle carceri per il Natale 2005, sostenendo in tal modo liniziativa lanciata da Marco Pannella. Nel pomeriggio di domani, i cittadini potranno sottoscrivere le petizioni per il voto ai disabili e per lamnistia direttamente nella sede dellAssociazione Aglietta (via Garibaldi 18, interno cortile), durante i lavori del Congresso dellAssociazione stessa. Mellano (348/5335302) Per informazioni e adesioni alle iniziative su voto ai disabili e amnistia: www.radicali.it |
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Torino,
16 dicembre 2005
TORINO/DOMENICA 18, SESTO CONGRESSO ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA. Intervengono: Buemi, Mellano, Palma, Tricarico, Viale. UNA GRANDE TORTA PER I CINQUANTANNI DEL PARTITO RADICALE |
.Domenica
18 dicembre, a partire dalle ore 14:30, a Torino, in via Garibaldi 18
(interno cortile), si terrà il Congresso dellAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta. I lavori saranno aperti dalle relazioni di
Rosanna Degiovanni, Bruno Mellano e Silvio Viale (rispettivamente tesoriere,
segretario e presidente Associazione Aglietta). Saranno presenti i seguenti membri del Comitato Nazionale Radicali Italiani: Igor Boni, Carlo Donati, Mariano Ferrentino, Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi. Nel corso del Congresso prenderanno la parola anche: Gianluigi Bonino ed Enrico Buemi (rispettivamente assessore comunale e deputato della Rosa nel Pugno); Carmelo Palma (segretario organizzativo Riformatori Liberali); Roberto Tricarico (assessore comunale dei Verdi) Questa Assemblea congressuale cade in un momento delicato ed importante della vicenda radicale: la scelta di Radicali Italiani e dell'Associazione Luca Coscioni di dare vita al nuovo soggetto della "Rosa nel pugno" allinterno dellUnione e la contestuale decisione di alcuni radicali di scegliere la Casa delle Libertà; l'imminente scadenza elettorale politica ed amministrativa; liniziativa della sperimentazione della pillola abortiva RU486, ideata e incardinata dai radicali piemontesi e divenuta grande fronte di lotta laica in tutta Italia; liniziativa di Pannella per un provvedimento di amnistia; la ferma e convinta presa di posizione della Rosa nel Pugno a favore della costruzione della TAV In una pausa dei lavori, i radicali festeggeranno con una grande torta il cinquantesimo anniversario del Partito Radicale, fondato a Roma l11 dicembre 1955. Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302) www.associazioneaglietta.it |
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Torino,
15 dicembre 2005
ABORTO/INCHIESTA 194 - VIALE: STATISTICHE STRUMENTALIZZATE DA UN MINISTRO IN MALAFEDE. |
Silvio
Viale, che fa parte della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, con
il ministro Storace sulla relazione con la quale ha aperto i lavori della
Commissione Affari Sociali sulla 194, i particolare dove considera gli
aborti bimbi non nati, senza considerare i bimbi che non ci
sarebbero se quelli fossero davvero nati. Silvio Viale, che come il ministro, è padre di una figlia, invita Storace a chiedersi perché entrambi si siano fermati ad uno; non certo per problemi economici. Silvio Viale ha dichiarato: Linchiesta sulla 194 è cominciata male, con una strumentalizzazione del ministro su statistiche distorte, che peraltro ha volutamente ignorato il milione di aborti clandestini avvenuti nello stesso periodo. Un milione di bimbi non nati in più che porterebbe il totale a 5.600.000 cittadini mancati. Ragionamenti di un ministro in malafede che, con la solita raffica di domande retoriche, afferma di volere difendere il diritto a non abortire, accanto a quello di abortire, dando per scontato che il primo sia limitato ed il secondo facilitato. Non è così ed uninchiesta seria non tarderebbe a farlo scoprire, come svelerebbe il bluff del Movimento per la vita sui cosiddetti bimbi salvati. Lho già detto, e lo ripeto. Non temo alcuna inchiesta sulla 194, anzi sono anni che sollecito il mondo politico e sanitario di uscire dalloblio e dal disinteresse verso il più diffuso intervento chirurgico femminile. Con linizio della somministrazione della RU486 al S.Anna di Torino, finalmente, è accaduto. Tornando alle cifre, come si fa a sommare i neonati agli aborti, considerandoli bambini non nati? Come può un ministro ignorare che le donne che hanno abortito sono le stesse che hanno fatto altri figli dopo, che viceversa non avrebbero fatto? Che sono le stesse donne che avevano fatto altri figli in precedenza, per cui hanno deciso di abortire? Senza considerare che tra loro vi sono anche le donne che, a buon diritto, non vogliono figli? Grazie al segreto, che tutela chi ricorre alla legge 194, si può stravolgere la realtà, ma nessuna donna può affermare di avere abortito contro la propria volontà. Ognuna, a partire dalla propria condizione, ha deciso con la consapevolezza di fare la scelta più giusta in quella specifica situazione. Una scelta, speso contraddittoria e dolorosa, ma sulla quale le questioni economiche, soprattutto nella versione bonus per il bebè, non hanno mai avuto una valenza principale nella scelta di abortire, come dimostra il fatto che lelenco delle motivazioni è stato tolto dalle voci della denuncia Istat. Del resto con una media di 1,2 figli per donna, la scelta di fare meno bambini è la conseguenza culturale della crescita dei consumi e del benessere collettivo, per cui le famiglie che fanno più figli sono generalmente quelle collocabili agli estremi della scala sociale, le più povere e le più ricche. Senza andare tropo oltre, basterebbe chiedersi, se le mie informazioni sono esatte, perché due persone differenti, come me e Storace, ma tanti altri miei e suoi amici abbiano fatto la scelta di fermarsi ad un figlio, al massimo due. Forse il ministro, invece di porsi tante domande retoriche, potrebbe cominciare con il rispondere a questa. (Silvio Viale, 3393257406) |
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Torino,
14 dicembre 2005
ABORTO/VIALE E MANFREDI (ROSA NEL PUGNO): AN DIFENDE LA 194? BENE, MA ORA STORACE LA ATTUI, GARANTENDO A TUTTE LE DONNE CHE VOGLIONO ABORTIRE (ITALIANE E NON) DI FARLO CON LE TECNICHE MIGLIORI E IN TEMPI RAPIDI. |
Silvio
Viale e Giulio Manfredi (Rosa nel Pugno) hanno dichiarato: |
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Torino,
14 dicembre 2005
RADICALI / AMNISTIA: LASSOCIAZIONE AGLIETTA ADERISCE ALLA MARCIA DI NATALE. MELLANO: CHE FANNO I POLITICI PIEMONTESI? |
LAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta aderisce alla proposta lanciata
da Marco Pannella per una grande "Marcia di Natale per l'Amnistia,
la Giustizia e la Libertà" a Roma la mattina del 25 dicembre. Le cifre della detenzione: 60.000 persone sono in carcere (un record nella storia della Repubblica), altre 50.000 sono in misura alternativa alla detenzione, ulteriori 70-80.000, già condannate a pene inferiori ai 3 anni (4 nei casi di tossicodipendenza), sono in attesa delle decisioni del giudice circa la possibilità di scontare la condanna in misura alternativa: totale 180-190.000 persone, che significa una crescita esponenziale di 6 volte nel breve volgere di 15 anni. Per la prima volta, allinizio del 2005, il circuito penale piemontese ha superato le 5.000 persone detenute nelle 13 carceri del Provveditorato dellAmmnistrazione Penitenziaria Piemonte-Valle dAosta, con un record anche per le Vallette di Torino di oltre 1.500 detenuti. Le cifre della prescrizione di classe: da 66.556 nel 1996 a 94.181 nel 2000 a 221.880 nel 2004. Negli ultimi 5 anni, dal 2000 al 2004, ben 865.073 persone hanno beneficiato della prescrizione dei reati, grazie alla possibilità di trascinare per le lunghe i propri processi. Una vera e propria amnistia strisciante, accentuata dalla legge ex-Cirielli, che penalizzerà ulteriormente i poveracci e che, si prevede, porterà in carcere altre 20.000 persone, grazie allintervento sul meccanismo della recidiva. Del Comitato Promotore della "Marcia di Natale per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà" fanno parte, tra gli altri: Don Antonio Mazzi, Presidente della Fondazione Exodus Onlus, Giulio Andreotti, Senatore a vita, Francesco Cossiga, Senatore a vita, Rita Levi Montalcini, Senatrice a vita, Giorgio Napolitano, Senatore a vita, Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Giuliano Vassalli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, Don Andrea Gallo, fondatore Comunità San Benedetto al Porto di Genova, Cesare Salvi, Presidente dei Senatori DS, Lanfranco Turci, Senatore DS, Luigi Manconi, responsabile Area Diritti DS, Enrico Boselli, Presidente dello SDI, Emma Bonino, Parlamentare europea radicale, Giuliano Pisapia, deputato RC, Massimo Barra, Presidente della Croce Rossa italiana, Paolo Beni, Presidente nazionale ARCI, Roberto Della Seta, Presidente nazionale di Legambiente, Riccardo Bonacina, direttore di Vita, Luca Coscioni, Presidente di Radicali Italiani e dell'Associazione Coscioni. MELLANO HA DICHIARATO: La situazione carceraria italiana, ma anche quella piemontese, è al collasso. Noi radicali lo diciamo e lo denunciamo da anni. LAmnistia è, in questo contesto, un provvedimento, eccezionale e straordinario, di giustizia. Chi ha visto le carcere da dentro e ne conosce le logiche ed i problemi non può rimanere silente di fronte alla proposta di Marco Pannella. Una classe dirigente che avesse lambizione di governare il paese ed i suoi problemi non può non farsi carico della questione carceraria: essa è certamente la spia del livello di civiltà di uno stato, ma è anche il termometro delle principali questioni sociali contemporanee, in particolare i flussi migratori e le politiche proibizioniste sulle droghe. Per questi lampanti motivi, faccio appello ai politici piemontesi affinché battano un colpo, se sono desti!, prima che sia troppo tardi, prima delle prossime lacrime di coccodrillo e dei prossimi scarica-barile. MELLANO 348.5335302 |
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Torino,
12 dicembre 2005
otto per mille: conoscere per scegliere |
Il
Coordinamento Giovanile Piemontese de "LA ROSA NEL PUGNO" organizza per i giorni martedì 13 e venerdì 16 dicembre, dalle ore 11 alle ore 13, di fronte al polo universitario di Palazzo Nuovo, tavoli di informazione sul meccanismo di distribuzione dell'otto per mille. Saranno presenti all'iniziativa Nicola VONO (Portavoce regionale Coord. Giov. Piem. "LA ROSA NEL PUGNO") e Andrea CARAPELLUCCI (Giunta di Segreteria Ass. Radicale "A. Aglietta") che hanno dichiarato: "La C.E.I. incassa ogni anno quasi un miliardo di euro dall'otto per mille (l'80% circa del totale): non per scelta dei contribuenti, ma per il meccanismo "truffaldino" che regola la distribuzione dei fondi, agendo anche sul gettito di coloro che non compiono alcuna scelta. E pensano magari che i loro soldi vadano allo Stato. E' nostra intenzione informare i cittadini, svelare il trucco, per permettere a ciascuno di scegliere in modo consapevole a quali mani affidare il proprio denaro. Ma non basta purtroppo informare i contribuenti che ˆ se così desiderano - devono scegliere esplicitamente di destinare l'otto per mille allo Stato. Perché - e ciò è ancora più grave - quest'ultimo destina comunque parte dei propri introiti alla Chiesa Cattolica, per la ristrutturazione degli edifici di culto. Noi proponiamo la revisione di questo meccanismo e l'aggiunta della Ricerca Scientifica tra le opzioni per la destinazione dei fondi. Siamo certi che se i cittadini avessero questa possibilità, molti di loro sceglierebbero di destinare l'otto per mille alla Ricerca. Nicola VONO 3498048736 Andrea CARAPELLUCCI 3803166488 |
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SAHARAWI
PERCHE?
ALLE 21 SERATA INFORMATIVA SUL POPOLO SAHARAWI A CARMAGNOLA (TO). MELLANO
(RADICALI): UNALTRA BELLA PROVA DI INCAPACITA, DEBOLEZZA
E CODARDIA DELLLE NAZIONI UNITE.
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Si
svolgerà questa sera, mercoledì 14 dicembre alle ore 21
presso gli Antichi Bastioni a Carmagnola (To) la serata informativa Saharawi
perché?
Diario di un viaggio organizzata dal Comune di Carmagnola e dalla
rete dei comuni solidali RE.CO.SOL.. Lincontro prenderà lavvio dal resoconto del viaggio di conoscenza e di cooperazione effettuato da alcuni enti locali piemontesi a fine novembre nei campi profughi saharawi presenti da oltre trenta anni nella zona desertica della città di Tindouf, nel sud dellAlgeria. Introdurrà e condurrà la serata Bruno Mellano, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, che ha partecipato alla recente missione in Africa. Al riguardo Mellano ha dichiarato: Avvicinandosi alla questione aperta del popolo Saharawi non si può non pensare a quanto sarebbe utile, urgente e necessario un Partito Radicale Transnazionale e Transpartito capace di porre allattenzione dellagenda politica delle istituzioni democratiche occidentali la discussione sul ruolo ed i compiti delle Nazioni Unite. Travolti dal processo di decolonizzazione degli anni sessanta che vide lONU costringere la Spagna ad abbandonare il Sahara Occidentale, i Saharawi si sono trovati il proprio territorio spartito ed occupato dalla Mauritania e dal Marocco. La lotta armata per lindipendenza condotta dal Fronte Polisario, nella seconda metà degli anni settanta e primi anni ottanta, ha portato alla liberazione di una parte delle terre, con un accordo di pace con la Mauritania, ma ha lasciato aperto il conflitto con il Marocco. Le Nazioni Unite sono intervenute ripetutamente in questi anni nel riconoscere i diritti e le aspettative del popolo Saharawi e nellaiutare i campi profughi che sono stati creati dallesodo di migliaia di persone: 250.000 saharawi vivono da trenta anni nella zona desertica del sud Algeria, altri sono dispersi nei paesi confinanti, altri ancora nelle zone liberate ed una parte nelle zone occupate. Un muro di 2.700 Km è stato costruito a delimitare le zone. Intanto, dopo risoluzioni e mediazioni, nel 1991 lONU decide di istituzionalizzare una propria missione di pace, la MINURSO, e stabilisce che la questione debba essere risolta con un referendum sullautodeterminazione del popolo saharawi: da 15 anni migliaia di profughi attendono che la loro vicenda venga definita diplomaticamente e pacificamente, ma linconsistenza politica delle Nazioni Unite rischia di far tornare lopzione della guerriglia. Come dimostrano la vicenda tibetana, quella cecena e quella palestinese, per versi contrapposti e per responsabilità della real politic occidentale, le nostre istituzioni democratiche, infatti, si occupano prioritariamente, se non esclusivamente, delle questioni che hanno la forza di porsi allattenzione dei media e delle cancellerie: i Saharawi, come molti altri, possono attendere, almeno fino alla prossima cruenta emergenza umanitaria. |
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Torino,
11 dicembre 2005
TAV - RADICALI - VIALE e BONI "GIUDIZIO POSITIVO; NON SONO PREVALSI I VETI" |
I
radicali piemontesi hanno espresso un giudizio positivi sull'accordo che
è stato raggiunto a Roma. Silvio Viale, della Direzione Naziionale della Rosa nel Pugno, e Igor Boni, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, hanno dichiarato: "Il nostro è un giudizio positivo, soprattutto perché non sono prevalsi i veti, e ora speriamo che il buon senso prevalga tra gli oppositori alla TAV. Il Nord-Ovest non può rischiare di rimanere isolato, mentre occorre invertire la tendenza al declino. La TAV è uno dei tasselli, insieme alla seconda linea della metropolitana torinese ed al completamento della tangenziale. Avevamo chiesto che si seguissero le stesse procedure utilizzate per il versante francese e che si accettasse la cabina di regia proposta da Chiamparino in accordo con la Bresso. Siamo quindi soddisfatti che si stia uscendo dalla logica dello scontro." (Silvio Viale 3393257406, Igor Boni 348.5335309) |
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Genova,
9/12/05
BERTONE/ASS.NE AGLIETTA: ABOLIRE IL CONCORDATO PER CANDIDARE IL CARDINALE |
A
seguito delle dichiarazioni di giovedì 8 dicembre dellArcivescovo
di Genova, Card. Tarcisio Bertone, lAssociazione Radicale Adelaide
Aglietta per voce di Alessandro Rosasco (membro del Comitato Nazionale
di Radicali Italiani e della Giunta di segreteria dellAssociazione)
ha dichiarato: Lultima uscita del Cardinale Tarcisio Bertone, con la quale scomunica tutti quei consiglieri regionali che si sono espressi a favore dellutilizzo della pillola abortiva Ru 486 in Liguria e che lascia intravedere una certa nostalgia per la vecchia DC, ci convince dellurgenza di arrivare al più presto a un superamento del Concordato stipulato tra Stato e Chiesa affinché sia consentita anche ai membri del clero la possibilità di candidarsi alle elezioni. E chiaro a tutti che le omelie del Cardinale di Genova si stanno trasformando in comizi elettorali per questo sarebbe ingiusto impedire ai membri del clero di partecipare alla campagna elettorale, piuttosto bisognerebbe rivedere tutte quelle norme che impediscono ai pastori della Chiesa di presentarsi agli elettori. Vista laria che tira nel Centro-destra e in parte della Margherita siamo certi che in molti se lo contenderebbero. La critica ai rappresentanti dei cittadini di credo cattolico di essere incoerenti verso i valori in cui credono è un palese attacco alla laicità delle istituzioni. La laicità esige che non venga mai trascritto in una legge come reato ciò che per alcuni è peccato, ma anzi, per rispetto, il proprio credo dovrebbe essere vissuto esclusivamente nella propria individualità. Rinnoviamo il nostro invito alla curia affinché accetti il confronto. Per questo chiediamo di combattere ad armi pari, con le armi della politica che prevedono il costante e necessario confronto con la gente. Se lintenzione della Chiesa è fare politica ne accetti le dovute conseguenze: rinunci ai privilegi del Concordato e scenda sul campo, per le strade, sui marciapiedi cercando di vincere e convincere, come fanno tutti i partiti. |
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Torino,
7 dicembre 2005
ABORTO/ROSA NEL PUGNO/VIALE E MANFREDI: "BRAVO D'ALEMA, STORACE PRENDA ESEMPIO E NON SI TRATTA DI UNA "COMMISSIONE D'INCHIESTA"MA DELL'"INCHIESTA DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI". |
Silvio
Viale e Giulio Manfredi (Rosa nel Pugno) hanno dichiarato: "Diamo atto a Massimo DAlema di aver compiuto ieri un importante atto politico, partecipando allassemblea degli operatori dellospedale San Camillo di Roma. Era da anni che un esponente politico di primo piano non si recava in un ospedale pubblico per esprimere la propria solidarietà a chi, ogni giorno - con la sua opera difficile, non considerata, spesso denigrata - consente l'attuazione di una legge dello Stato; laveva fatto Emma Bonino, nel 2002, incontrando le maestranze del S. Anna di Torino; si era rifiutato di farlo, due mesi fa, il ministro Storace, nel suo tour politico piemontese. E finalmente, ieri, sono scese in piazza, a Roma, centinaia di donne, dietro uno slogan senza ambiguità: "Vogliamo tutto, legge 194, consultori, RU-486. Sul nostro corpo la nostra parola". Finalmente, dopo oltre ventanni, alle adunate clericali si risponderà con una grande manifestazione nazionale, a Milano, il 14 gennaio. Intanto, bisogna essere chiari e precisi nel nominare le cose: basta parlare e scrivere di "commissione d'inchiesta"; si tratta, in realtà, dell'"inchiesta della commissione"Affari Sociali, cioè di una serie di audizioni in Commissione, a puro uso e consumo elettorale. Ma vogliamo mettere alla prova lorsignori: il presidente Casini, nel dare il via libera allinchiesta della commissione, ha scritto che dovranno essere auditi i rappresentanti di tutti i vari soggetti coinvolti nellattuazione della legge 194; quindi, se l'italiano non è un opinione, anche i medici e il gli operatori della 194, a cominciare da quelli del S. Anna di Torino, da dove tutto è partito. Attendiamo conferma dal presidente della Commissione, on. Palumbo". Viale (348/5335310) Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
7 dicembre 2005
TAV/RADICALI: SI ALLA CABINA DI REGIA DI CHIAMPARINO MA NESSUN DIRITTO DI VETO. |
Viale
e Boni: Non vorremmo che qualche amministratore pubblico della Valle
Susa pensasse più alle prossime elezioni politiche che agli interessi
generali della Valle di Susa e del PiemonteIn seguito agli episodi
di ieri e alle proteste di queste settimane di una parte della popolazione
della valle di Susa (con in testa numerosi amministratori locali), i Radicali
piemontesi chiedono che siano date il massimo delle garanzie agli abitanti
della Valle, preoccupati per ciò che la costruzione dellopera
comporta, ma che si proceda nella costruzione dellalta velocità
rispettando i tempi prestabiliti. Su questi aspetti Silvio Viale della Direzione nazioanale della Rosa nel Pugno e Igor Boni del Comitato nazionale di Radicali Italiani hanno dichiarato: Sono oltre 15 anni che in Valle Susa e in Piemonte si discute del progetto Alta Velocità e proprio in seguito a questi confronti per due volte è stato cambiato il tracciato, per andare incontro a chi chiedeva un minore impatto ambientale sul suo territorio. Ora, come dice il Sindaco Chiamparino, è necessario coinvolgere tutti coloro che sul progetto nutrono forti dubbi in un organismo di controllo che possa monitorare continuamente lo svolgimento dellopera e la neutralizzazione di eventuali rischi per la salute pubblica. Quello che non può essere accettato però è che una parte minoritaria della popolazione abbia su questo progetto strategico per il Piemonte e per lItalia un diritto di veto; condividiamo al 100% la posizione dei verdi e degli ambientalisti francesi che proprio in nome della salvaguardia dellambiente - e della diminuzione dellinquinamento dovuto ai trasporti su gomma - hanno chiesto a gran voce lalta velocità. Tutti parlano di dialogo, di garanzie, di controlli, come non essere daccordo; noi aggiungiamo anche la possibilità di incentivi economici per i Comuni che dovranno subire i disagi derivanti dalla costruzione del tunnel. Non vorremmo però che in questa vicenda qualche amministratore pubblico che alimenta la protesta pensi più alle prossime elezioni politiche che agli interessi generali della Valle di Susa e del Piemonte. Per informazioni: Viale (348/5335310) Boni (348/5335309) |
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Torino,
6 dicembre 2005
TAV VIALE (Rosa nel Pugno): DIALOGO MA SENZA VETI E SENZA ILLUDERE |
Silvio
Viale, membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno e presidente
dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato: Occorre riprendere il dialogo, ma i dimostranti devono capire che non ci può essere un diritto di veto, una sorta di autarchia locale, perché sono in gioco interessi generali. Per troppo tempo si è preferito illudere le popolazioni che si potesse annullare la TAV, bloccarla per sempre, piuttosto che esigere controlli e garanzie per la tutela della valle e degli abitanti. Noi condividiamo le posizioni degli ecologisti francesi ed il metodo con il quale oltre le Alpi hanno affrontato i lavori ed invitiamo i responsabili pubblici, ad ogni livello, dalle amministrazioni locali fino al governo, ad adottarlo. E possibile recuperare il tempo perduto se si rinuncia alla illusione della guerra per bloccare la TAV. Faccio quindi appello ai Sindaci ed ai rappresentanti della protesta delle popolazioni della Valle perché, con saggezza, canalizzino la protesta sui binari della concretezza e della tutela dei propri concittadini evitando di legittimare le strumentalizzazioni politiche di chi si oppone solo per principio. Al centrosinistra la responsabilità di aprire questa riflessione dopo anni di ambiguità prima di finire in balia di eventi artatamente provocati da più parti. Silvio Viale 339.3257406 |
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Torino,
5 dicembre 2005
CONFERENZA DROGA/MANFREDI (RADICALI): GIOVANARDI FA DEMAGOGIA PER NASCONDERE FALLIMENTO GOVERNO: IN CINQUE ANNI VALZER DI MINISTRI E DI ZAR ANTIDROGA MA NESSUNA POLITICA ORA SOLO ELEMOSINE ELETTORALI. |
Giulio
Manfredi (Radicali Italiani) ha dichiarato: Il ministro Giovanardi ha aperto da par suo una conferenza nazionale sulla droga che, a norma di legge, il governo avrebbe dovuto convocare nel 2003. La demagogia del ministro (Qui non facciamo politica ma cerchiamo la soluzione ai problemi connessi alla droga, gli appelli a Ciampi e le citazioni di Wojtyla) non bastano a nascondere il fallimento, anche in questo campo, di cinque anni di governo Berlusconi: il valzer dei ministri responsabili (si fa per dire), prima Maroni poi Fini infine Giovanardi, a cui si è accompagnato il valzer degli zar antidroga (si fa per dire), prima Sotgiu, poi Carlesi infine il facente funzioni Lombardo; una sedicente Legge Fini, presentata ben due volte in Consiglio dei Ministri e bloccata in Parlamento, da cui gli azzeccagarbugli governativi hanno tirato fuori uno stralcio che ripropone pari pari la dose media giornaliera tanto cara a Bettino Craxi e a Rosa Russo Iervolino e bocciata dai cittadini italiani nel referendum del 1993. Un solo esempio, per spiegarci: se la Legge Fini fosse già legge, Lapo Elkann sarebbe stato accusato di spaccio e rischierebbe una pena fra 1 e 6 anni carcere! Dulcis in fundo, Giovanardi ha annunciato la distribuzione di un po di fondi antidroga (a gennaio arriveranno 7 milioni di euro alle comunità, con due anni di ritardo; ma altri 4 milioni di euro andranno a scuole e oratori ) e il finanziamento di progetti che servono da specchietto per le allodole: come altrimenti definire i 5 progetti per il recupero dei tossicodipendenti in carcere, quando il vero dato politico relativo al carcere è lentrata in vigore della Legge Cirielli, voluta a tutti i costi dal governo, che, inasprendo le pene per i recidivi, sbatterà in galera per anni migliaia di cittadini tossicodipendenti, i più poveri e disperati, costretti dal regime proibizionista a compiere e a tornare a compiere reati per procurarsi i soldi per la dose?! Buon Natale, ministro Giovanardi!. Manfredi (348/5335305) |
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Torino,
5 dicembre 2005
COMMISSIONE 194 VIALE E UN AUTOGOAL |
Silvio
Viale, il medico del S.Anna di Torino che sta conducendo la sperimentazione
sulla RU486, ha rilasciato la seguente dichiarazione: Pensano di farsi propaganda, ma in realtà sarà un autogol e se ne accorgeranno presto. E curioso che lindagine sia fatta proprio da coloro che hanno sempre ostacolato la piena attuazione della 194 e che, quando hanno governato Regioni e Paese, non se ne sono mai occupati. Come il Ministro della Salute, Francesco Storace, che ha scoperto larticolo 2 solo l8 settembre scorso, quando fu reso noto linizio della sperimentazione sulla RU486. Solo dopo la batosta della RU486, si è aggrappato a quel possono dellarticolo 2 della legge 194, di cui, per primo, come Governatore del Lazio, non se ne è mai occupato. Ma hanno fatto male i conti, perché lindagine sarà loccasione per denunciare tutti gli ostacoli e le umiliazioni a cui sono sottoposte le donne in molte zone del paese. Occorre cogliere questa occasione per porre fine alla sprezzante indifferenza con cui la sanità pubblica non ha mai voluto occuparsi del più diffuso intervento chirurgico femminile. Per questo rinnovo la richiesta che si proceda ad unindagine in tutte le regioni e che siano le Regioni stesse a farlo. Contrariamente a quanto affermano gli anti-abortisti a legge 194 è nata per garantire il diritto di scelta della donna e la tutela della sua salute è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani di coloro che non vogliono riconoscere alle donne la capacità di decidere. Pensare che un bonus di 1000 o 2000 euro per il ginecologo ed i pannolini, comunque dati, uniti a qualche foto di feto, possano indurre a modificare le decisioni prese è strumentale, essendo ben altre le motivazioni che ci portano a decidere se e quando avere i figli.. . Silvio Viale 339.3257406 |
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Torino,
2 dicembre 2005
ABORTO/RADICALI: BRAVA PRESTIGIACOMO! HA POSTO FINALMENTE SUL TAPPETO IL PROBLEMA DELLOBIEZIONE DI COSCIENZA E DELLA CONTRACCEZIONE. .. MA COSA CI FA AL GOVERNO CON STORACE, GIOVANARDI E CALDEROLI? |
La
Repubblica ospita unintervista al ministro per le Pari Opportunità,
in cui, tra laltro, Stefania Prestigiacomo dichiara: Credo
sia giusto verificare che la legge 194 venga applicata per intero, compresa
la parte sullobiezione di coscienza e su come quindi è
assicurato il servizio
le giovanissime conducono una vita sessuale
da adulte senza conoscere la contraccezione. Anche perché di
questi tempi non si parla più di preservativi, ad esempio. Farei
una campagna dandoli gratuitamente
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Torino,
2 dicembre 2005
TAV/MANFREDI (RADICALI): SULLA TAV CIAMPI HA RAGIONE MA AVREBBE DOVUTO TACERE. NELLULTIMO ANNO HO ANNOTATO 50 ESTERNAZIONI DEL PRESIDENTE; COSA ACCADRA NEL SEMESTRE BIANCO?. |
Giulio
Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato: Le polemiche scoppiate dopo le dichiarazioni (del tutto condivisibili) del presidente Ciampi sulla TAV non toccano il punto cruciale: il Quirinale avrebbe dovuto astenersi dal prendere posizione. LItalia è una Repubblica parlamentare e non presidenziale; la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica funzioni di garanzia e di imparzialità e gli indica, come unico strumento di intervento, quello dei messaggi alle Camere (art. 87 Cost.). Purtroppo, la Costituzione materiale è ben diversa: nellultimo anno ho annotato sul sito www.radicali.it - ben 50 esternazioni di Ciampi (e sicuramente il dato è sottostimato) e nessun messaggio alle Camere; si va dalla necessità di togliere lembargo delle forniture darmi alla Cina allappello agli italiani a non usare il cellulare mentre guidano Cosa accadrà in questi ultimi sei mesi di permanenza di Ciampi al Quirinale, con una campagna elettorale che è già iniziata, che sarà lunghissima (dopo le politiche ci saranno le amministrative e, forse, il referendum sulla devolution) e che si preannuncia già feroce e spietata? Mai come nei prossimi mesi il silenzio del Quirinale sarebbe doro, ma chi finora ha dichiarato su tutto e su tutti (tranne su alcune cose innominabili) come farà ora a tacere?. Manfredi (348/5335305)N. B. La raccolta (incompleta) dellultimo anno di esternazioni di Ciampi, con commenti vari, è disponibile su www.radicali.it /forum/trhead: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI DICHIARA SU TUTTO... TRANNE SU TELEKOM SERBIA |
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LIBERALI,
RADICALI, SOCIALISTI:
UNUNICA CASA PER I RIFORMATORI LAICI Martedi 6 dicembre 2005 ore 20.45 Jolly Hotel Ligure Piazza Carlo Felice 85 |
Presiede
Andrea ARALDI Presidente Progresso EuropeoInterventi Gian Luigi BONINO Segretario Regionale dello SDI On.le Enrico BUEMI Componente della Direzione Nazionale dello SDI Nicoletta CASIRAGHI già Presidente della Provincia di Torino Bruno MELLANO Segretario dellAssociazione Adelaide Aglietta Silvio VIALE Membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani Dibattito
e conclusioni |
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Roma,
1 dicembre 2005
ABORTO VIALE PROPOSTA TURCO-BINDI-FIORONI GIA FALLITA A MILANO E A TORINO. MA ALLORA PERCHE NON CONSENTIRE DI VENDERE I NEONATI COME PREMIO? |
Silvio
Viale, durante la manifestazione di questa mattina alla Sapienza sulla
pillola del giorno dopo, ha commentato la proposta Turco-Bindi-Fioroni
di un assegno anti-aborto definendola irrilevante sulla scelta di
abortire, come tutte la altre mancette. Silvio Viale, che fa parte della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha spiegato: Chi vuole abortire, tranne nei casi di malformazione, lo fa perché non voleva la gravidanza già prima di scoprirlo e bilancia le proprie aspirazioni di vita con le eventuali gravidanze precedenti ed il desiderio riproduttivo futuro. E addirittura offensivo pensare che si possa cambiare idea per una manciata di soldi, come è dimostrato dalla irrilevanza della mancetta di mille euro del governo e dal fallimento di varie iniziative comunali, tra le quali quelle di Milano e Torino. Purtroppo questa corsa alla mancia è la conseguenza delloffensiva mediatica dei CAV, sponsorizzata dal Ministro Storace, sulla pretesa che laborto avrebbe origini economiche, che maschera solo la volontà di limitare il diritto della donna a scegliere. Per essere davvero incisivo nella scelta il contributo economico dovrebbe essere molto più consistente e prolungato. Ma allora, per salvare la vita di ogni embrione, perché non consentire alle donne di vendere i neonati? Questo sì che potrebbe essere un vero incentivo a portare a termine una gravidanza non voluta! Invito ad aprire gli occhi e a non farsi trascinare in questa gara perversa che, speculando sui sentimenti, intende rovesciare la realtà. Ma chi è così costretto ad abortire che non lo farebbe in cambio dei 1000 euro del governo, dei 2000 euro del Movimento per la vita o dei 2500 euro di Bindi, Turco e Fioroni? Nessuno, tranne chi aveva già deciso e ringrazia per i soldi. La realtà della 194 non è fatta di donne in cerca di quattro soldi, ma di continui ostacoli che vengono frapposti alle donne che scelgono di abortire, di liste di attesa e di mortificazioni. Ben venga quindi una seria chiarificatrice Commissione di Inchiesta, ma nella prossima legislatura, non come comizio elettorale e poi vedremo cosa scopriremo. (Silvio Viale, 339.3257406) |
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Roma,
1 dicembre 2005
ROMA - VIALE IDENTIFICATO DALLA POLIZIA DAVANTI AL MINISTERO DELLA SALUTE - DISTRIBUITE OLTRE 200 RICETTE ALLE STUDENTESSE DELLA SAPIENZA. |
Silvio
Viale, il medico torinese della RU486 a Torino, ha manifestato davanti
al Ministero della Salute, per chiedere labolizione della ricetta
per la contraccezione di emergenza, la cosiddetta pillola del giorno dopo.
In precedenza davanti alla Sapienza aveva prescritto la pillola
del giorno dopo a oltre duecento studentesse. Con lui giovani militanti
radicali e della SDI. Sempre a Roma, ieri sera, al Premio Minerva aveva
incontrato il Prof Etienne-Emile Baulieu, il ricercatore francese che
nei primi anni 80 aveva sintetizzato la RU486. Davanti al Ministero della Salute, in Lungotevere Ripa, verso le 13:30 i responsabili della sicurezza hanno chiesto lintervento di una volante che ha identificato Silvio Viale, mentre con al collo il cartello QUI PILLOLA distribuiva volantini sulla salute sessuale ai dipendenti del ministero. Con lui cerano due giovani militanti radicali, Nicolas Ballario e Marianna Mascioletti. Silvio Viale, che fa parte della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, ha spiegato la differenza tra la pillola del giorno dopo, che è un contraccettivo e la RU486, che è un abortivo. In particolare ha detto: Occorre abolire la ricetta per la pillola del giorno dopo, poiché lefficacia e maggiore nelle prime 12 ore e si dimezza ogni 12 ore. Non ha controindicazioni e lOMS la include nella classe 0. Non è un abortivo, in quanto agisce nel periodo che intercorre tra il rapporto sessuale e lovulazione, agendo sui meccanismi peri-concezionali. Diversi studi ed un documento dellOMS del marzo scorso hanno escluso unazione contro limpianto di un ovulo fecondato. Se la fecondazione è avvenuta è troppo tardi per la contraccezione ormonale di emergenza; è inefficace. I medici che non la prescrivono, se pubblici ufficiali, devono precisarne le motivazioni sulla cartella clinica ed assumersene le responsabilità; altrimenti sono penalmente perseguibili. Sfido chiunque ad invocare motivazioni mediche o legali. Anche per loro la legge non può ammettere lignoranza. In ogni caso labolizione della ricetta toglierebbe al medico la responsabilità di una prescrizione non necessaria e controproducente nella pratica. Non si può accettare, come ha documentato Matrix, che le donne siano costrette a peripezie ed umiliazioni varie per ottenere la possibilità di evitare una gravidanza indesiderata e leventuale aborto. (Silvio Viale 339.3257406) |
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Cuneo,
1° dicembre 2005
Radicali Italiani CUNEO: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL SIMBOLO DELLA NUOVA FORMAZIONE POLITICA LA ROSA NEL PUGNO |
Domani, venerdì 2 dicembre alle ore 15, presso la sede della Global
Adventure di corso Nizza 35, a Cuneo si svolgerà la presentazione
del simbolo della nuova organizzazione politica nata dalla decisione dei
Socialisti Democratici dello SDI, dai Radicali Italiani, dallAssociazione
Luca Concioni, dalla Federazione dei Giovani Socialisti. Saranno presenti: - Sergio Torta segretario provinciale - Daniele Nardi vice segretario provinciale - Felice Borgoglio già deputato socialista, membro del direttivo nazionale dello SDI - Bruno Mellano segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta - Rosanna Degiovanni tesoriera dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta - Gianni Pizzini già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani Saranno illustrati gli obiettivi, i contenuti e le prospettive della nuova formazione politica, in una fase molto delicata della politica italiana, a partire dai punti programmatici della Convezione di Fiuggi. Nella serata di venerdì, convegno pubblico della Rosa nel Pugno a Savigliano, presso la Sala Miretti di Piazza Santarosa, con la partecipazione di Gianluigi Bonino, segretario Regionale dello SDI, di Bruno Mellano e di Felice Borgoglio. Martedì 6 alle 11 a Torino presso il Jolly Hotel Ligure di piazza Carlo Felice, presentazione ufficiale del simbolo con Emma Bonino ed Enrico Borselli. MELLANO, 348.5335302 TORTA, 337.213002 |
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Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |