![]() |
|
2002
|
||||||||||||
|
2003
|
||||||||||||
|
2004
|
||||||||||||
|
2005
|
||||||||||||
|
2006
|
||||||||||||
|
2007
|
||||||||||||
|
2008
|
| Silvio
Viale, presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, rende
noto come a Torino nel 2007 il PM10 sia calato del 20 % dal 68,4 (media
delle 5 centraline del 2006) al 54,8 (media delle 5 centraline del 2006),
registrando il valore più basso mai raggiunto. La riduzione riguarda
tutti gli anni precedenti: considerando la media delle sole due 2 centraline
in funzione dal 2001 (Consolata e Grassi), nel 2007 (58,1 mcg/mc) vi è
una riduzione del 16% sia rispetto al 2006 (69,1 mcg/mc) e sia rispetto
al 2001 (69,7 mcg/mc). Le rilevazioni degli ultimi giorni di dicembre
non potranno modificare il dato del 2007.. Silvio Viale ha diffuso la seguente nota: Stupisce che, invece di prendere atto del dato positivo, ci si incaponisca a proporre un road pricing alla Gianduia, scimmiottando la tassa meneghina sulle auto vecchie. Forse lassessore Mangone non sa che un esperimento genovese di road pricing è fallito e che lidea milanese è in realtà solo un modo per fare cassa, approfittando dellofferta di una rete di metropolitane più ampia di quella torinese. Fossi in lui, mi limiterei ad una chiusura più rigida della ZTL centrale o, se proprio si deve, a un road pricing sperimentale solo nella ZTL centrale, approfittando del fatto che è gia coperta da telecamere e incrementando gli evidenti benefici sulla viabilità centrale prodotti dalla chiusura di piazza San Carlo. In assenza di una seconda linea di metropolitana, non si può chiedere agli anziani di fare lunghi tratti a piedi, come non è sufficiente la rituale risposta sulle navette in centro (star1, star2, star ecc.). Nel merito del Pm10, è significativo che la riduzione, principalmente dovuta a condizioni atmosferiche favorevoli, ma in parte anche ad interventi strutturali, si sia verificata senza targhe alterne o altri inutili stravaganti provvedimenti, spesso ideati solo per far credere di occuparsi del problema. Allo stesso modo, come non ci sono state emergenze sanitarie negli anni precedenti, nessuno si è accorto di un 20% di beneficio nellanno in corso, a dimostrazione di come spesso la questione ambientale sia loccasione di confronti astratti, ideologici, lontani da valutazioni sullefficacia e sulle conseguenze per la città. Il road pricing in versione torinese diventa, così, loccasione per assessori smaniosi di occupare le cronache, per un centrodestra schizofrenico di sconfessare a Torino quello che viene fatto a Milano, dove Ghiglia e soci amministrano, e per i brontoloni di sinistra di punzecchiare Chiamparino per altri scopi. Se si rimanesse sul punto, la lotta allo smog, ci si renderebbe conto che i provvedimenti spot servono a niente e che occorre proseguire sui lavori in corso: privilegiare le metropolitane, pedonalizzare di più in centro ed in periferia, migliorare la viabilità, velocizzare i trasporti pubblici, favorire il ricambio dei veicoli privati e di quelli commerciali, rispettando le esigenze sociali dei cittadini. Insomma, cè gia molto da fare senza minacciare strampalati road pricing da una parte, fantasiosi referendum dallaltra e verifiche fuori tema da unaltra ancora. Silvio Viale |
||
|
|
||
|
La conferenza
stampa si è svolta oggi a mezzogiorno al Castello di Racconigi
(Cn). PER LE
TV PRIVATE E DISPONIBILE UNO SPOT CON IMMAGINI DI OLIVIERO TOSCANI
E SOTTOFONDO MUSICALE DI ENRICO RUGGERI. |
||
|
|
||
| Viale
e Boni: Dopo 20 mesi di illegalità finalmente sembra che
qualcuno si renda conto dello scandalo. In Piemonte Franco Turigliatto
dovrebbe lasciare il posto a un eletto della Rosa nel Pugno Ieri il leader del Pdci, Oliviero Diliberto ha affrontato la questione degli 8 Senatori dichiarando sono stati regolarmente eletti. Rafforzerebbero la maggioranza, rendendo ininfluenti i ricatti di quei Senatori che ogni giorno minacciano e pongono ultimatum. A questo proposito Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato: E dal giorno delle elezioni che denunciamo lo scandalo tutto italiano del non rispetto della legge elettorale: 8 Senatori regolarmente eletti sono esclusi dal Senato, altri 8 occupano illegalmente i loro posti. Tutto questo accade da 20 mesi. Ma che cosa rappresenta la legalità per le Istituzioni italiane? Ora anche Oliviero Diliberto si pronuncia a favore della interruzione di questa violazione patente della legge, ne prendiamo atto con soddisfazione. Peccato che le sue dichiarazioni siano fatte non solo per amore della legalità ma anche in nome di un ipotetico rafforzamento del Governo. Noi chiediamo semplicemente il rispetto della lettera della legge, al di là della mera convenienza di chiunque. Viale Boni |
||
|
|
||
|
I promotori
della petizione per listituzione di una narcosala a Torino (Susanna
Ronconi e Franco Cantù/Forum Droghe Domenico Massano/Associazione
Radicale Adelaide Aglietta Alessandro Orsi/Malega9) hanno inviato
una lettera aperta al ministro della Solidarietà Sociale, Paolo
Ferrero. |
||
|
|
||
| Mellano:
A fronte di una spesa gigantesca, risultati scadenti. Ormai lex
amiantifera è diventata come il Pozzo di San Patrizio. Inspiegabile
la vendita di materiali contenenti amianto per la costruzione di strade
e ferrovie È stato firmato a Roma laccordo di programma per il proseguimento dei lavori di bonifica del sito dellex Amiantifera di Balangero e Corio nel Canavese. Il documento stipulato tra il Ministero dell'Ambiente, la Regione e gli Enti locali interessati (Provincia di Torino, Comune di Corio, Comune di Balangero e Comunità montana Valli di Lanzo) prevede che il Ministero dell'Ambiente e la Regione assicurino rispettivamente ulteriori 11,2 milioni e circa 9,2 milioni di euro, finalizzati alla realizzazione di un programma di interventi necessari al completamento delle attività di risanamento dellarea. Fino ad oggi sono stati complessivamente impegnati oltre 28,5 milioni di euro. Sullargomento è stata da tempo depositata una interrogazione del Deputato radicale della Rosa nel Pugno Bruno Mellano a cui non è ancora stata data risposta. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) In questa vicenda lex-amiantifera di Balangero sta diventando come il pozzo di San Patrizio.. Dopo un impegno complessivo di quasi 30 milioni di euro per le operazioni di bonifica - attuate con spaventoso ritardo e assolutamente non completate giunge ora notizia dellaccordo di programma che prevede ulteriori stanziamenti del Ministero dellAmbiente e della Regione Piemonte per oltre 20 milioni di euro. In questo modo si raggiungono complessivamente i 50 milioni di euro. Una cifra spropositata a fronte del lavoro attuato. Una cifra (denaro pubblico) che dobbiamo ora controllare con grande attenzione che venga spesa correttamente. Chiediamo a Regione e Ministero, insieme, di ammettere errori e manchevolezze che sono evidenti a tutti e di vigilare per evitare ulteriori inaccettabili sperperi. Linterrogazione che ho presentato al Ministro dellAmbiente nel settembre scorso, alla quale non ho ricevuto risposta, mira a fare luce su questa vicenda: dalla spesa di denaro senza la verifica dellefficacia degli interventi, alla costituzione di una società con partecipazioni pubbliche (RSA srl) che spesso nel passato è servita più ai consiglieri di amministrazione che alla collettività. Resta irrisolto poi laspetto incredibile della vendita di materiali contenenti amianto per la costruzione di strade e ferrovie in Piemonte. Mellano Boni |
||
|
|
||
|
Ha introdotto
la conferenza stampa Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani): |
||
|
|
||
| Silvio
Viale, medico radicale, replica a Giuliano Ferrara sulla provocatoria
proposta di una moratoria mondiale degli aborti, ha diffuso la seguente
nota: Misoginia allo stato puro, nientaltro. E il prodotto di una ideologia che relega la donna ad un ruolo secondario nella società , subordinato alle scelte riproduttive di altri, non ritenuta nemmeno capace di decidere per se stessa. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti senza distinzioni di sesso, recita la Dichiarazione universale dei diritti delluomo. Vietare laborto, perché questo è il senso dellappello di Giuliano Ferrara, significa negare alle donne i diritti sul proprio corpo e sulla propria gravidanza. Ogni anno quasi 70.000 donne muoiono per aborto non sicuro, perlopiù clandestino in paesi ove questo diritto è negato, dove viene accettata ed incentivata questa pena di morte per le donne. Fermare questa strage è la vera moratoria che le donne si aspettano, perché il divieto di aborto è di Stato, è obbligatorio e nega diritti, mentre laborto non è una pena di Stato, ma è una scelta. Laborto legale ha peraltro ridotto a casi sporadici la mortalità per aborto e ha ridotto dappertutto il numero di aborti. Non si aspetti, Giuliano Ferrara, irrisioni o sarcasmo. Non da me. La proposta di moratoria sugli aborti è talmente irresponsabile e provocatoria che non merita un teatrino in punta di penna, perché laborto è cosa seria. Laborto è per le donne, perché riguarda essenzialmente loro, i loro desideri, le loro speranze, le loro paure, le loro tragedie, le loro battaglie, i loro bisogni, i loro sentimenti, le loro conoscenze, il loro potere, le loro oppressioni, la loro libertà, le loro costrizioni, le loro risorse e le loro decisioni. E' per loro che occorre offrire un aborto legale in tutti i paesi del mondo, le soluzioni più sicure e la possibilità di scelta tra metodi medici e chirurgici. Lo scandalo supremo del nostro tempo continua ad essere laborto vietato e clandestino che colpisce ancora metà delle donne del globo. Non a caso il Movimento per la Vita esiste solo dove laborto è legale. Propagandare lastinenza o i poco efficaci metodi naturali, come unici contraccettivi è uno scandalo collegato, che non può essere ignorato da Giuliano Ferrara quando, per puro spirito di contraddizione, associa gli aborti allapprovazione della moratoria delle esecuzioni capitali, dimenticandosi delle donne e dei loro difficili, spesso tragici, rapporti sociali. Esattamente quello che fa il Movimento per la vita, il cui unico obiettivo è quello di dissuadere le donne dallaborto, a qualunque costo. Al contrario lobiettivo mio e degli operatori della 194 è quello di rispettare con devozione la scelta della donna, di aiutarla nella scelta, senza cercare di convincerla ad abortire o a non abortire. Ovviamente, come con Eugenia Roccella sulla questione della RU486, sono disposto ad un confronto ovunque, con qualunque pubblico, anche fuori casa. Silvio Viale |
||
|
|
||
| Cosa
accadrebbe se uno come Welby chiedesse oggi di essere lasciato morire?
Il thread di Welby ha superato il milione di letture.. Domani, venerdì 21 dicembre, a Lecco presentazione fiaccolata e manifesto per Eluana. Cosa accadrebbe se uno come Welby chiedesse oggi di essere lasciato morire? Niente. La situazione legislativa sarebbe la stessa di allora, perché dopo un anno non è cambiato niente. Nemmeno il Dr Mario Riccio, oggi si muoverebbe più da Cremona per scendere a Roma. Questa è lamara constatazione di Silvio Viale, il medico radicale, dirigente di EXIT-Italia e dellAssociazione Luca Coscioni, che da anni si batte per una legge sulleutanasia in Italia. Oggi Silvio Viale, come molti italiani è iscritto anche ad una associazione di volontari svizzeri che sostengono coloro che ottengono il via libera per il suicidio assistito. Una sorta di polizza assicurativa la definisce il Dr Viale, che sempre più italiani cercano per casi disperati. Silvio Viale, in occasione del primo anniversario della morte di Welby, è così intervenuto, aggiungendo: Dopo un anno, sebbene il Dr Riccio sia stato assolto, non credo che un medico potrebbe assistere un nuovo caso Welby senza incorrere in grane legali e rischiare persecuzioni processuali. Un anno fa chiesi pubblicamente che un medico ultrasettantenne si facesse avanti e, su Micromega, con un intervento modificato in corsa per lintervento di Riccio, invitavo Veronesi, Marino e tutti ad autodenunciarci. Oggi saremmo nella stessa situazione, perché, purtroppo, il caso Welby non fa scuola. Dopo Welby, Giovanni Nuvoli ha dovuto lasciarsi morire di fame, dopo che lanestesista perugino Tommaso Ciacca fu stoppato dai carabinieri. In tanti sono come leporediese Adolfo Baravaglio, che continua ad essere condannato a vivere, non avendo lui nemmeno la possibilità di staccarsi da un ventilatore meccanico. La stessa Eluana Englaro, alla quale la Cassazione ha iniziato a rendere un po di giustizia, dopo 16 anni, è destinata a battere tutti i record di Stato Vegetativo, senza che un Parlamento cinico e distratto si decida ad affrontare, anche solo di striscio la materia. Anche sulle terapie del dolore non si è fatto alcun passo in avanti, con lennesimo decreto inutile della Turco, che segue quelli di Veronesi, di Sirchia e di Storace, e con lItalia che resta fanalino di coda per luso degli oppiacei. Si è forse parlato un po di più di cure palliative, perlopiù per continuare a giustificare la volontà di non fare niente. Il Parlamento non si è smosso nemmeno di fronte al palesarsi della verità sulla morte di Giovanni Paolo II e sul suo gran rifiuto di continuare a sopravvivere innaturalmente, per cui ha evitato di lasciare il rifugio del Vaticano. In questo anno il Parlamento italiano non si è dimostrato neanche capace di iniziare la discussione sul testamento biologico, manco nella forma più soft di mero adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, ratificata dalle Camere nel lontano 2001. Altro che lotta allaccanimento terapeutico, di cui molti si riempiono comodamente la bocca, essendo cosi indefinibile da non comportare impegni di sorta. Eppure, nei sondaggi, i cittadini sono sempre più favorevoli ed i medici, coinvolti nella morte, sempre più sensibili ai temi di fine vita ed al diritto ad una morte con dignità, senza sofferenze. Nel 62% dei casi la morte in rianimazione avviene per sospensione delle cure, come nelle unità intesive neonatali, ma non si sa cosa accada nelle case di riposo per anziani e a domicilio. Eppure il Thead di Welby sul forum di radicali.it ha superato il milione di letture. E con questo spirito che domani, alle ore 16, a Lecco, giovedì 21 dicembre alle ore 15.30 presso il Caffé Diaz in Piazza Diaz, presenterò la fiaccolata per il 18 gennaio, 16° anniversario dellincidente di Eluana Englaro. Il testimone di Welby è oggi nelle mani del corpo di Eluana Englaro e della sua irreversibile atrofia corticale, in una corsa ideale iniziata da Luca Coscioni e che ha visto e vedrà partecipare tanti protagonisti fino quando la dignità del morire no sarà riconosciuto come un diritto umano per tutti. Silvio Viale |
||
|
|
||
| La
conferenza stampa si terrà domani, venerdì 21 dicembre,
a mezzogiorno, nella sede dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta
(Torino, via Garibaldi n. 18/55, interno cortile). A commentare la storica vittoria ottenuta al Palazzo di Vetro grazie alla tenacia radicale e ad illustrare i prossimo obiettivi della campagna abolizionista saranno: Bruno Mellano (deputato radicale dei Socialisti e Radicali RnP, membro del board di Nessuno tocchi Caino) Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani) Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) www.nessunotocchicaino.it www.associazioneaglietta.it |
||
|
|
||
|
Venerdì 21 dicembre al SERMIG - Arsenale della pace (ore 18-19,30,
p.za Borgo Dora 61, Torino) si terrà il dibattito "Contro
la pena di Morte. Il contributo dell'Italia all'adozione di una moratoria
internazionale sulla pena di morte", con Ernesto OLIVERO (Fondatore del Sermig), Pietro MARCENARO (Presidente Comitato permanente sui diritti umani alla Camera dei deputati), Gianni VERNETTI (Sottosegretario Affari Esteri) e Bruno Mellano (Deputato radicale del gruppo Socialisti e Radicali RnP, membro del board di Nessuno tocchi Caino). |
||
|
|
||
|
Torino,
18 dicembre 2007
ONU APPROVA MORATORIA PENA DI MORTE/RADICALI TORINO: UNA VITTORIA DELLINIZIATIVA VENTENNALE DI NESSUNO TOCCHI CAINO E DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE. QUESTA NOTTE MOLE ANTONELLIANA ILLUMINATA DA SCRITTA CONTRO PENA DI MORTE. DA OGGI FINO A FINE ANNO CAMPAGNA DI SMS A SOSTEGNO DI NESSUNO TOCCHI CAINO. |
Alle
ore 17:54 di oggi, l'Assemblea generale dell'ONU, a New York,
ha votato la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni
capitali: 104 SI, 54 NO, 26 Astenuti. Accogliendo la richiesta dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta e di Amnesty International, il sindaco Sergio Chiamparino ha deciso di far illuminare questa notte la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, con la scritta Torino contro la pena di morte. Fino a mezzanotte, la sede radicale torinese di via Garibaldi n. 18 è aperta ai cittadini per festeggiare il risultato storico. Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato: Dedichiamo questa storica vittoria a Maria Teresa di Lascia (esponente radicale scomparsa nel 1994), che ventanni fa concepì il nome stesso di Nessuno tocchi Caino, desumendolo dal comandamento biblico della Genesi, e ad Adelaide Aglietta, che dal Parlamento Europeo seppe alimentare e sostenere la campagna abolizionista.. Intanto, è partita la campagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte". Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale. Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom. La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia). Boni Manfredi |
|
|
|
||
| 2000
20 ottobre: in Consiglio Regionale i consiglieri Mellano e Palma presentano un ordine del giorno sul riconoscimento dei diritti del popolo tibetano. 5 dicembre: il Consiglio Regionale del Piemonte approva allunanimità lordine del giorno radicale per Il riconoscimento dei diritti del popolo tibetano. La bandiera tibetana sarà esposta in bacheca nella sede del Consiglio Regionale. 2001 4 gennaio: appare un articolo sulla situazione del Tibet allinterno della rivista Notizie della Regione Piemonte a firma di Giulio Manfredi. 18 gennaio: ai 1200 comuni del Piemonte viene inviata una lettera a firma Leo (F.I.), Marcenaro (D.S.) e Mellano (Lista Bonino) che chiede ladesione dei comuni alla campagna Una bandiera per il Tibet. 12 febbraio: Asti è il primo capoluogo di provincia ad aderire alla campagna una bandiera per il Tibet. 13 marzo: conferenza stampa di presentazione dellesposizione delle bandiere del Tibet. Partecipano il Presidente del Consiglio Regionale Cota, lAssessore Leo, Marcenaro (D.S.) e Mellano (Lista Bonino). 5 giugno: il consigliere regionale radicale Palma pubblica un articolo sull'Opinione ricordando la strage di piazza Tien An Men, lassenza dei diritti in Cina e loppressione del popolo tibetano. 6 giugno: il Consiglio Regionale, su proposta dei due consiglieri regionali radicali, approva un ulteriore ordine del giorno a sostegno della causa tibetana. 6 giugno: manifestazione radicale di fronte alla sede del Consiglio Regionale a Torino, in occasione della visita del Console generale della Repubblica Popolare Cinese, Gao Shumao, per chiedere libertà per il Tibet e democrazia in Cina. Partecipano alliniziativa numerosi consiglieri regionali. 6 giugno: il comune di Biella aderisce alla campagna Una bandiera per il Tibet. 19 giugno: una delegazione dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta incontra il sindaco di Torino Sergio Chiamparino per sollecitare ladesione della città alliniziativa Una bandiera per il Tibet. 29 giugno: lAssociazione radicale Adelaide Aglietta aderisce alliniziativa In marcia per il Tibetcon partenza da Bologna ed arrivo a Firenze. Alla partenza è presente il segretario dellAssociazione Igor Boni, alla tappa conclusiva prende parte Carmelo Palma, in rappresentanza della Regione Piemonte. 21 luglio: il consigliere regionale Bruno Mellano, in rappresentanza della regione Piemonte, partecipa a Briancon (F) ad un incontro internazionale sulla situazione tibetana. 23 luglio: il console cinese, invitato su sua richiesta dal Consiglio Regionale del Piemonte sulla questione tibetana, ha dichiarato tra i motivi della occupazione cinese che lallora Dalai Lama compiva sacrifici umani con pelli di bambini uccisi e con il sangue di vergini sgozzate. I consiglieri regionali Palma e Mellano definiscono le dichiarazioni propaganda da esportazione del regime comunista cinese. 27 luglio: il consigliere regionale radicale Bruno Mellano, con lassessore alla cultura Leo (F.I.) e il consigliere regionale dei D.S. Marcenaro inviano una lettera a tutti gli organi di informazione per rilanciare la battaglia sulla libertà del popolo tibetano. 5 agosto: una delegazione dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, composta tra laltro da Rosanna Degiovanni e Bruno Mellano, partecipa al Pian del Velasco (CN) alliniziativa promossa dallAssociazione Culturale Terre Lontane a sostegno della cultura tibetana. 6 settembre: il Consiglio Comunale di Ivrea (TO) approva una mozione relativa allautonomia del Tibet e di sostegno al Governo tibetano in esilio. In contemporanea alla discussione i radicali manifestano. 4 ottobre: conferenza stampa di presentazione di una tre giorni di iniziative per il Tibet sponsorizzata dalla Regione Piemonte dal titolo: Tibet, una cultura in esilio. Partecipa alla presentazione il consigliere regionale radicale Bruno Mellano invitato dagli organizzatori (ISCOS-CISL) 17 novembre: a Giaveno (TO), in occasione della presentazione della bandiera tibetana, in seguito alladesione del comune alla campagna Una bandiera per il Tibet, il consigliere regionale Carmelo Palma interviene soffermandosi sulle iniziative radicali per il Tibet e sulla recente iniziativa nonviolenta condotta in Laos. 23-25 novembre: lAssociazione radicale Adelaide Aglietta, con un impegno straordinario di Rosanna Degiovanni, ha organizzato una tre giorni sul Tibet a Fossano (CN) per rilanciare la campagna internazionale Una bandiera per il Tibet. Si è svolto un dibattito dal titolo: Lesilio dei diritti, la forza della nonviolenzaa cui hanno partecipato Olivier Dupuis, segretario del P.R.T. e Bruno Mellano, consigliere regionale radicale. È stato proiettato il film di Eric Valli: Himalaya, linfanzia di un capo, è stata organizzata una mostra fotografica di Davide Dutto dal titolo: In marcia per il Tibet. Durante tutto levento una decina di monaci tibetani hanno costruito un Mandala che hanno distrutto al termine delliniziativa. 16 dicembre: La mozione approvata dal congresso dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta impegna ad occuparsi prioritariamente della raccolta firme per i 25 progetti di legge liberali, liberisti e libertari, ad organizzare iniziative sul Tibet e laborto farmacologico. 2002 14 gennaio: i consiglieri regionali radicali ed alcuni militanti manifestano sotto il palazzo della giunta regionale con le bandiere del Tibet, in occasione dellincontro di una delegazione di parlamentari cinesi con il Presidente Ghigo. 17 gennaio: viene spedita agli 8000 comuni, alle 80 province ed alle 19 regioni italiane, una lettera a firma di Giampiero Leo (F. I.), Pietro Marcenaro (D.S.) e Bruno Mellano (Radicali), che chiede ladesione degli enti ad una associazione a sostegno dei diritti del popolo tibetano. 12 febbraio: il segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, il presidente Silvio Viale ed il militante radicale Roberto Vigna, incontrano il sindaco di Torino Sergio Chiamparino per chiedere ladesione del comune alle iniziative sul Tibet e la firma del sindaco sui 25 progetti di legge di iniziativa popolare dei radicali. 28 febbraio: conferenza stampa di presentazione della assemblea costituente dellAssociazione di comuni, provincie e regioni per il Tibet, nella sede del Consiglio regionale del Piemonte. Partecipano Jetsun Pema (sorella del Dalai Lama), Roberto Cota (Presidente del Consiglio regionale), Gianpiero Leo (Assessore alla cultura), Pietro Marcenaro (consigliere regionale dei D.S.) e Bruno Mellano (consigliere regionale radicale). 9 marzo: su iniziativa del gruppo consiliare radicale e della Regione Piemonte si costituisce lAssociazione di comuni, province e regioni per il Tibet. Aderiscono oltre 110 comuni, 5 province e 3 regioni. E eletto coordinatore Bruno Mellano. Oltre 100 persone partecipano allevento che si svolge nella sala del Consiglio regionale. Interviene tra gli altri il segretario del P.R.T. Olivier Dupuis, giunto al 17° giorno di digiuno per chiedere un intervento forte dellEuropa nei confronti della tragedia cecena. 21 marzo: ad una assemblea dei Consigli regionali italiani che si tiene a Torino, su invito dei consiglieri regionali radicali, il Presidente del Consiglio regionale Cota consegna 20 inviti ad aderire allAssociazione di comuni, province e regioni per il Tibet. 25 marzo: appare su Notizie della Regione Piemonte un articolo relativo alla recente costituzione dellAssociazione di comuni, province e regioni per il Tibet. 24 maggio: Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e coordinatore dell'Associazione comuni pro-Tibet partecipa alla manifestazione organizzata dal Partito Radicale a Roma sul rispetto dei diritti umani in Cina, in occasione della visita ufficiale del vice-premier cinese Li Lanqing. 28 maggio: Il consigliere regionale radicale Bruno Mellano e l'esponente radicale Gabriele Sorba partecipano alla cerimonia dell'esposizione pubblica della bandiera tibetana nella sala del consiglio comunale di Pavone Canavese (TO). 6 maggio: durante la seduta del Consiglio comunale di Bra (CN) viene innalzata nellaula massima del municipio la bandiera tibetana. E presente alla cerimonia il consigliere regionale radicale Bruno Mellano. 4 giugno: il consigliere regionale radicale Bruno Mellano, con una delegazione radicale, partecipa alla cerimonia dell'esposizione pubblica della bandiera tibetana nella sala del consiglio comunale di Caprie (TO). 18 luglio: conferenza stampa su Cina: Falun Gong, tre anni di persecuzioni; Tibet, cresce la mobilitazione degli enti locali. Sono intervenuti Bruno Mellano, coordinatore dellAssociazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet, la signora Wenyi Wang, reporter di Epoch Times, giornale internazionale in lingua cinese e Alfredo Fava, imprenditore biellese e coordinatore dei Falun Gong in Italia. 23-30 settembre: Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, fa parte della delegazione dell'intergruppo Tibet del Parlamento Italiano, ospite in India del governo tibetano in esilo. 14-15 novembre: Bruno Mellano in qualità di segretario dell'associazione di regioni, provincie e comuni per il Tibet, partecipa a Bruxelles ad un incontro dell'intergruppo Tibet del Parlamento europeo. 2003 17 gennaio: Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e segretario dell'Associazione di comuni, provincie e regioni per il Tibet, spedisce una lettera aperta a tutti i giornali locali sulla situazione tibetana. 19 gennaio: Rosanna Degiovanni dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta rilancia sul sito dell'associazione la richiesta ai cittadini di prendere anche la cittadinanza Tibetana in risposta all'occupazione cinese. 6 marzo: il segretario del Dalai Lama scrive a Bruno Mellano, coordinatore dellassociazione comuni, province e regioni per il Tibet, per comunicargli che la bandiera del Tibet inviata dalla Regione Piemonte sta sventolando sul pennone della residenza del Dalai Lama. 10 marzo: conferenza stampa di Bruno Mellano (radicali), Marco Botta (AN), Pietro Marcenaro (DS) e Giampiero Leo (FI) a un anno dalla nascita dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet. Viene annunciato che sono 104 i comuni, 8 le province e 3 le regioni che hanno aderito. 28 aprile: Giampiero Leo (Assessore regionale alla Cultura) e Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) prendono parte alla conferenza stampa di presentazione della mostra Tibet: Oltre la leggenda che sarà allestita a Rivarolo Canavese (TO). 3 maggio: Bruno Mellano, presidente dellAssociazione comuni, provincie e regioni per il Tibet prende parte a Rivarolo Canavese (TO) allinaugurazione della mostra: Tibet, oltre la leggenda. 7 luglio: a Torino, in una sala del Consiglio regionale, incontro pubblico dal titolo: Quale futuro per il Tibet, quale futuro per la causa tibetana?. Hanno preso la parola Olivier Dupuis (europarlamentare radicale), Giampieron Leo (Assessore regionale alla Cultura), Gianni Vernetti (Presidente dellIntergruppo Tibet del Parlamento italiano), Laura Cima (deputata dei Verdi), Claudio Tecchio (CISL Piemonte) e Bruno Mellano (Coordinatore dellAssociazione comuni, provincie e regioni per il Tibet). 18 luglio: Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e Rosanna Degiovanni, militante radicale cuneese, partecipano alla due giorni sul Tibet organizzata a Briancon (F) da alcune associazioni di sostegno alla causa tibetana. 1 agosto: sulla home page del sito del Consiglio Regionale del Piemonte è stato inserito il link al sito dellAssociazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet. 18-21 ottobre: Bruno Mellano, presidente dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, e la militante radicale Rosanna Degiovanni, partecipano a Praga allannuale riunione internazionale dei gruppi di supporto alla causa tibetana. 1 ottobre: a Torino conferenza stampa di presentazione del seminario europeo: Per il Tibet, ultima chance? con Bruno Mellano, Presidente dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, Roberto Cota, Presidente del Consiglio regionale, Pietro Marcenaro, Segretario regionale dei D.S., Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte e Claudio Tecchio della CISL. 4 ottobre: a Torino, presso una sala del Consiglio regionale, seminario dal titolo: Per il Tibet, ultima chance?. Tra gli altri partecipano Bruno Mellano, Presidente dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, Gianni Vernetti, Presidente dellIntergruppo Tibet al Parlamento italiano e Olivier Dupuis, europarlamentare radicale. Assistono al seminario 65 persone. 12 novembre: Bruno Mellano, coordinatore dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, partecipa a Bruxelles al convegno European Parliament Forum on Tibet organizzato dallIntergruppo Tibet del Parlamento Europeo. 26 novembre: a Roma incontro con il Dalai Lama di una delegazione dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, guidata dal coordinatore Bruno Mellano e dallAssessore alla Cultura della Regione Piemonte, Giampiero Leo. 5 dicembre: a Biella, tavola rotonda sui diritti umani in Tibet,con Bruno Mellano, coordinatore dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet, Paolo Pobbiati di Amnesty International, Giovanni Ribaldone dellAssociazione Italia-Tibet. 2004 12 marzo: in Consiglio regionale a Torino, inaugurazione della sezione tibetana della biblioteca della Regione. Intervengono Dolma Gyari, vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio, i consiglieri regionali Bruno Mellano (Radicali), Ennio Galasso (AN), Pietro Marcenaro (DS), lAssessore alla Cultura della Regione, Giampiero Leo e Claudio Tecchio della CISL. 12 marzo: la vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio, Dolma Gyari, interviene ad Expoelette. 8 aprile: presentato, a prima firma Bruno Mellano (consigliere regionale radicale), un ordine del giorno contro la condanna a morte, da parte delle autorità cinesi, del monaco tibetano Ienzin Delek Rimpoche. 19 maggio: sono approvati allunanimità dal Consiglio regionale due ordini del giorno, presentati dal gruppo radicale, per la difesa dei diritti umani in Vietnam e Tibet. 28 giugno: a Torino, presentazione del libro di Piero Verni: Il Tibet nel cuore. Oltre lautore intervengono Karma Chukey, giornalista ed esule tibetana e Bruno Mellano, consigliere regionale radicale. 11 luglio: manifestazione radicale a Torino in occasione della venuta di una delegazione politica cinese della provincia del Sichuan. Circa quindici persone espongono cartelli e bandiere tibetane. Tra gli altri sono presenti Igor Boni, segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta ed i consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano. 7 agosto: Torino, manifestazione sotto Palazzo Cavour 8, in occasione dell'incontro Leo (Assessore Regione Piemonte) con una delegazione politico-artistica della Provincia del Sichuan (Cina), la cui alta corte ha condannato a morte il monaco tibetano Tenzin Delek Rimpoche. 15 settembre: a Dharamshala, in India, il Dalai Lama incontra una delegazione di parlamentari ed esponenti politici, tra i quali sono presenti Bruno Mellano (Coordinatore dellAssociazione Comuni, Province e regioni per il Tibet) e Rosanna Degiovanni della segreteria dellassociazione. Nelloccasione Mellano propone al Dalai Lama lorganizzazione di un grande Satyagraha mondiale per il Tibet. 27 novembre: viene inviata una lettera al Presidente Ciampi, sottoscritta da tutti i gruppi di supporto alla causa tibetana per chiedere un incontro prima della missione in Cina che vedrà protagonista lo stesso Ciampi. La lettera è firmata anche da Bruno Mellano, Coordinatore dellAssociazione comuni, province e regioni per il Tibet. 10 dicembre: in una sala del Consiglio regionale, presentazione de Il libro nero sulla Cina. Coordinati da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) intervengono: Gianni Vernetti, Deputato della Margherita, Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione, Domenico Affinito di Reporter senza Frontiere, Marino Busdachin, Segretario generale dellUnpo, Gunther Cologna, Presidente dellAssociazione Italia-Tibet, Claudio Tecchio della Cisl e Francesco Visioli di Amnesty International. Sono presenti circa 50 persone. 2005 15 febbraio: Bruno Mellano e Carmelo Palma, consiglieri regionali radicali, accompagnano Ngawang Sangdrol ad un incontro pubblico presso la sede del Consiglio Regionale Piemontese. La monaca tibetana per la cui liberazione si sono battute le organizzazioni Amnesty International e Italia-Tibet, portando l propria testimonianza di persecuzione e prigionia, afferma che ancora oggi I diritti umani in Tibet semplicemente non esistono (in cinese non esiste neppure la parola diritti umani, ndr). I monaci, per poter vivere nei monasteri, devono superare esami non religiosi ma di indottrinamento politico. 30 luglio: Bruno Mellano, segretario dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, in qualità di promotore e cordinatore dellAssociazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, insieme a Mariacristina Spinosa (membro dellufficio di presidenza del consiglio regionale del Piemonte, consigliere regionale dei Verdi), ha incontrato Tenzin Gyatso, XVI Dalai Lama del Tibet. Nellincontro si è ribadita la continuità dellimpegno della Regione Piemonte a favore della causa tibetana, sottolineando le iniziative portate avanti dal precedente Consiglio Regionale e ricordando il particolare l'impegno dei radicali per la campagna delle bandiere tibetane e per il coinvolgimento degli enti locali italiani. 30 settembre: Si è tenuto a Torino, alle ore 10,00 presso Palazzo Lascaris (Sala Viglione), via Alfieri 15 Torino, il convegno Cina, tra mito e realtà con gli interventi di: Michel Wu (giornalista, già corrispondente dellagenzia Xinhua News Agency PRC); Steve Ispas ( Redazione di The Epoch Times ); Claudio Tecchio (Ufficio Internazionale CISL Piemonte); Silvio Calzolai ( Storico delle religioni ); Laura Cima (Commissione Esteri della Camera); Bruno Mellano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) con il coordinamento di Giampiero Leo (Coordinamento Assoc.Comuni,Province e Regioni per il Tibet). Lincontro è stato organizzato da Alfredo Fava Minor del Falun Gong Italia. 9 settembre: LAssociazione radicale Adelaide Aglietta ha deciso, come altre Associazioni e gruppi che sostengono la causa tibetana, di aderire al presidio organizzato dalla Comunità tibetana in Italia, a Milano venerdi 9 settembre , a partire dalle ore 19.30 di fronte al Piccolo Teatro (Largo Greppi), per protestare contro lo spettacolo-farsa che si terrà allinterno del teatro stesso: la Fondazione Italia-Cina si è prestata ad organizzare, con il patrocinio delle locali Istituzioni, uno spettacolo itinerante di musica e danze tradizionali tibetane, La Terra Magica, per celebrare il quarantesimo anniversario della costituzione della Regione Autonoma del Tibet (TAR). Il vero intento è desumibile dai documenti prodotti per lo stesso tipo di manifestazione tenutasi a Lhasa il 26 agosto scorso, la campagna contrastare la propaganda separatista valorizzando lautonomia del Tibet e lo sviluppo economico e sociale del Paese. 2006 31 gennaio : "Democrazia in Cina, Libertà per il Tibet: la Torino olimpica si mobilita". Conferenza stampa di presentazione delle iniziative nel periodo olimpico. Da sinistra: Lan Ning (Falun Dafa), Claudio Tecchio (Cisl), Giampiero Leo (FI), Maria Cristina Spinosa (Verdi), Rosanna Degiovanni (Ass. Aglietta). 4 febbraio: LAssociazione Radicale Adelaide Aglietta aderisce al corteo Democrazia per la Cina, libertà per il Tibet, organizzato a Torino dalla comunitàtibetana e dalle associazioni che sostengono la causa del Tibet in Piemonte e in Italia. Bruno Mellano (Segretario) e Silvio Viale (Presidente) lanciano la proposta di esporre alle finestre una bandiera del Tibet durante i giochi olimpici. 11 febbraio: la comunità tibetana convoca una conferenza stampa per illustrare i motivi dello sciopero della fame che un gruppo di esuli intraprenderà a Torino per tutta la durata dei Giochi Olimpici. E presente Bruno Mellano, Segretario dellAssociazione Radicale A. Aglietta 14 febbraio: L On. Buemi, della Rosa nel Pugno, visita gli esuli tibetani in sciopero della fame a Torino. Al termine dellincontro, dichiara: Le Olimpiadi di Pechino del 2008 possono e devono diventare loccasione di apertura della Cina non solo agli sportivi ed ai turisti ma anche alla libertà e alla democrazia. 16 febbraio: conferenza stampa di Amnesty International con i rappresentanti dellIntergruppo Parlamentare Tibet a sostegno dei tibetani in sciopero della fame. Interviene Bruno Mellano, Segretario dellAssociazione Radicale A. Aglietta. 17 febbraio: Silvio Viale, Presidente dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta, diffonde il primo bollettino medico sulle condizione del Lama Palden Gyatso, che guida lo sciopero della fame organizzato dalla comunità tibetana in concomitanza con le Olimpiadi di Torino per chiedere libertà e democrazia in Tibet e Cina. 21 febbraio: Striscia la notizia invia una troupe alla tenda dei tibetani in sciopero della fame per la libertà e la democrazia in Tibet e in Cina. Viene realizzato un servizio che andrà in onda il giorno seguente. Beppe Grillo inserisce nel suo Blog (www.beppegrillo.it) un intervento sulliniziativa: Medaglia doro per il Tibet alle Olimpiadi di Torino. 28 marzo: Bruno Mellano saluta ladesione della Liguria allAssociazione Comuni Province e Regioni per il Tibet. 29 aprile: si apre, presso il Consiglio Regionale del Piemonte, lassemblea di Comuni, Province e Regioni per il Tibet. Partecipa Bruno Mellano, che da Consigliere Regionale contribuì a fondarla nella passata legislatura. 23 giugno: Palazzo Lascaris: Incontro con Jetsun Pema, responsabile del Tibetan Children Village e sorella di sua santità il Dalai Lama, i consiglieri regionali Maria Cristina Spinosa e Gianpiero Leo e il segretario dell'Associazione "Aglietta" Bruno Mellano. 9 agosto: nasce lIntergruppo parlamentare Italia-Tibet, promosso dallOn. Bruno Mellano (RNP - Segretario dellAssociazione A. Aglietta) e dallOn. Luana Zanella (Verdi). 7 settembre: il rappresentante del Dalai Lama a Bruxelles incontra Marco Pannella e Bruno Mellano (Segretario dellAssociazione A. Aglietta) presso la sede del Partito Radicale Transnazionale, e ricorda limpegno di Adelaide Aglietta al parlamento Europeo per la libertà del popolo del Tibet. 21 ottobre: lAssociazione Aglietta aderisce alla manifestazione della Comunità tibetana a Milano contro la barbara uccisione di profughi tibetani da parte dellesercito cinese, documentata dai media internazionali. 2007 10 marzo: dopo l'approvazione quasi all'unanimità dell'odg Salinas-Bonino, anche il Comune di Torino esporrà la bandiera tibetana. Nella foto con Bruno Mellano, Pietro Marcenaro (deputato Ds), Giampiero Leo (coordinatore Ass. Comuni, Province e Regioni per il Tibet) e i consiglieri comunali Cantore, Carossa, Salinas, Bonino, Coppola. 8 agosto: L'Associazione Aglietta aderisce alla giornata di mobilitazione che la comunità tibetana ha indetto a Roma e in altre capitali ad un anno esatto dallapertura dei Giochi Olimpici di Pechino, per denunciare la continua violazione dei diritti del popolo tibetano e il genocidio culturale in atto in Tibet. Mellano e Degiovanni: "continuiamo a domandarci e a domandare alle istituzioni democratiche europee in cosa concretamente consista il cosiddetto dialogo critico con i regimi dittatoriali. Abbiamo un anno di tempo per cercare di conquistare dai partner cinesi qualche significativo cambiamento rispetto alle libertà fondamentali senza necessariamente attendere i tempi lunghi di un cambiamento culturale frutto delle aperture al mercato". 2 ottobre: Portiamo il Tibet alla marcia per la pace Perugia-Assisi. LAssociazione Aglietta aderisce allappello lanciato dallAssociazione Italia-Tibet affinché le ragioni del popolo tibetano trovino rappresentanza alla marcia, dedicata questanno ai diritti umani. 23 novembre: LAssociazione Aglietta organizza a Fossano il dibattito: Tibet, la nonviolenza dei monaci, la responsabilità delle democrazie. Intervengono: il vicesindaco di Fossano Vincenzo Paglialonga, Il lama Geshe Thupten Tenpa, Rosanna Degiovanni e Bruno Mellano. 2-17 dicembre: presso la sede dellAssociazione Aglietta mostra fotografica "In marcia per il Tibet i volti della nonviolenza". 3 dicembre: Mellano, Manfredi, Boni e Frezzato illustrano le iniziative dell'Associazione Aglietta in occasione della visita del Dalai Lama a Torino. 15 dicembre: lAssociazione radicale Adelaide Aglietta lancia il Free Tibet day. 10 ore di tavolo continuato per informare i cittadini sulla violazione dei diritti umani in Tibet e in Cina e per distribuire le bandiere tibetane. 15 dicembre: Convegno, in Via Garibaldi: "La nonviolenza dei monaci, le responsabilità delle democrazie" con R. Degiovanni, S.Viale dell'Ass.Aglietta, J. G. Diez di Amnesty International e T. Tenzin Presidente della Comunità Tibetana in Italia. 16 dicembre: Il Dalai Lama è a Torino per ricevere lacittadinanza onoraria. Decine di militanti radicali lo accolgono con bandiere e lo slogan freedom for Tibet. Il deputato radicaLE DELLA Rosa NEL Pugno Bruno Mellano partecipa a tutti gli incontri ufficiali della giornata. |
||
|
|
||
| Si
è svolta questa mattina presso il Municipio di Torino la conferenza
stampa (diritto di tribuna) dei promotori della petizione al Consiglio
Comunale per listituzione di almeno una narcosala a Torino. La conferenza stampa è stata introdotta da Beppe Castronovo (presidente Consiglio Comunale), che ha ringraziato i promotori della petizione per aver voluto e saputo utilizzare gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo statuto comunale. Listituzione comunale ha provveduto a convocare i giornalisti per consentire ai promotori di esporre le loro ragioni. Castronovo ha concluso annunciando che la petizione sarà discussa nella commissione consiliare competente (Sanità) il prossimo 10 gennaio. Sono poi intervenuti i tre promotori della petizione: Franco Cantù (Forum Droghe), Alessandro Orsi (Malega 9) e Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta). Cantù (operatore servizi a bassa soglia per la riduzione del danno) ha tracciato il quadro teorico e pratico della riduzione del danno, in cui deve essere inserita la narcosala, volta al contatto dei tossicodipendenti sommersi. Cantù ha precisato che, a differenza di quanto è passato sui media, luso di sostanze per via iniettiva si è mantenuto costante nel tempo.. Orsi ha illustrato i vantaggi della narcosala utilizzando uno spezzone del documentario La stanza dei figli, prodotto da Malega 9. Grazie a unanimazione è stato possibile comparare lesperienza di un cittadino tossicodipendente che assume sostanze in strada rispetto allassunzione di sostanze in una narcosala: solo nella sala del consumo, in caso di overdose, vi è pronta e immediata assistenza medica; solo nella sala del consumo lutilizzo di materiale sterile evita infezioni e piaghe cutanee; solo nella sala del consumo, le siringhe usate sono immediatamente distrutte e non sono abbandonate per strada; infine, solo se agganciato grazie alla narcosala il cittadino tossicodipendente riacquista autostima e fiducia nelle proprie capacità e non viene abbandonato al suo destino, pronto a essere trasformato da persona che ha problemi in persona che è un problema. Orsi ha precisato che la narcosala non si pone in contrapposizione con i Sert e con le comunità terapeutiche ma rappresenta una risorsa in più; la somministrazione controllata di eroina è unaltra cosa che non può sostituire la narcosala, anche perché si rivolge a un ristretto numero di consumatori. Orsi ha concluso dichiarandosi sconcertato di fronte ad autorevoli prese di posizione che affermano tout court: Le narcosale non servono a niente. Basterebbe unocchiata alla bibliografia esistente in materia per capire che non è così. Massano ha ricordato che il 29 ottobre scorso sono state consegnate in Comune le firme di un migliaio di cittadini torinesi a sostegno della petizione, frutto della collaborazione di tre associazioni molto diverse fra loro ma unite nella volontà di dare voce e visibilità ai cittadini tossicodipendenti più emarginati. Massano ha poi ringraziato il presidente Castronovo per la possibilità che è stata data ai promotori di portare in Consiglio Comunale una fondamentale istanza: quella di dare forza e significato alle politiche di riduzione del danno, che in tutta Europa tranne in Italia sono parte integrante della cosiddetta politica dei quattro pilastri: prevenzione, cura, lotta al narcotraffico, riduzione del danno. La narcosala è possibile oggi, con la legge vigente; lart. 79 del DPR 309/90 persegue lutilizzo di locali a fini di spaccio e non può essere applicato a uno strumento socio-sanitario, la sala del consumo. Le convenzioni internazionali proibizioniste esistenti non hanno impedito la creazione e il funzionamento di ben 72 narcosale in tutto il mondo. Contrapporre la somministrazione controllata di eroina alla narcosala significa semplicemente rimandare tutto a un futuro imprecisato e indefinito.
|
||
|
|
||
| Lunedì
17 dicembre, ad Alessandria, si è svolta la prima udienza del processo
che vede Gian Piero Buscaglia (oggi membro del Comitato nazionale di Radicali
Italiani) chiedere il reintegro, contro il licenziamento ingiustamente
subito da parte della Polizia di Stato; dopo 12 perizie psichiatriche
comminate ad una persona evidentemente non affetta da alcuna malattia
mentale. La prima udienza si è conclusa con il rinvio al 28 maggio
prossimo. Bruno Mellano Deputato radicale della Rosa nel Pugno ha annunciato per i prossimi giorni la presentazione di una interrogazione parlamentare urgente, per chiedere conto al Ministro dellInterno Giuliano Amato di quanto accaduto in questi ultimi anni in merito al caso Buscaglia, un vero e proprio spaccato di storia italiana. Dichiarazione di Igor Boni (segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) Che cosa rappresenta la dignità della persona per le nostre Istituzioni? Qual è il ruolo concreto dei sindacati nella difesa dei lavoratori dalla violazione dei più elementari diritti? Come si può riparare al danno di immagine subito dopo 12 perizie psichiatriche, inutili per diagnosticare disturbi inesistenti, ma certo utili per bollare qualcuno indelebilmente come matto? A queste domande per Gian Piero Buscaglia non cè stata fino ad ora risposta concreta e tangibile. Per questo credo sia oltremodo urgente che le Istituzioni facciano un atto semplice quanto necessario: offrire pubbliche scuse! Buscaglia, dopo le perizie, i processi e il licenziamento, si è distinto in questi anni per limpegno civile. Il processo intentato da Buscaglia contro il licenziamento, che si è aperto ufficialmente lunedì 17 dicembre, auspico che si concluda rapidamente, sancendo il suo reintegro, primo passo per una riabilitazione che si attende ormai da troppo tempo. Nei prossimi giorni lOn. Mellano presenterà una interrogazione per sollevare nellaula parlamentare questo caso, che rappresenta certamente uno spaccato della peggiore storia italiana istituzionale e sindacale. Se non fosse tragica, dato che parliamo della vita di una persona e di una famiglia, sarebbe una vicenda ridicola. Boni |
||
|
|
||
| E'
prevista per domani, martedì 18 dicembre, in mattinata, la votazione
dell'Assemblea generale dell'ONU, a New York, sulla risoluzione per la
moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione
della pena di morte. Per loccasione - come già annunciato ieri dal sindaco Sergio Chiamparino durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama - domani notte la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, sarà illuminata dalla scritta Torino contro la pena di morte. Domani, a partire dalle ore 17:00, la sede radicale torinese di via Garibaldi n. 18 è aperta ai cittadini e alla stampa per seguire, tramite il servizio pubblico di Radio Radicale, le fasi della votazione al Palazzo di Vetro. A risultato acquisito, i radicali si sposteranno sotto la Mole Antonelliana per brindare con i cittadini e per festeggiare la vittoria di uniniziativa politica durata almeno ventanni, fin da quando Maria Teresa di Lascia (esponente radicale scomparsa nel 1994) concepì il nome stesso di Nessuno tocchi Caino, desumendolo dal comandamento biblico (Genesi, 4, 15). Intanto, è partita la campagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte". Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale. Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom. La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia). Manfredi |
||
|
|
||
| Davanti
al Comune di Torino, infrangendo il protocollo, il Dalai Lama è
sceso dall'automobile e si è diretto verso i manifestanti che inneggiavano
a "Freedom for Tibet" e "Democracy in China".
Mentre le forze dell'ordine si adeguavano alla nuova situazione,Tenzin
Gyatso si avvicinava ai militanti radicali e, senza formalismi, stringeva la
mano a Silvio Viale e Giulio Manfredi, che guidavano il gruppo di
manifestanti con lo striscione dell'Associazione radicale Adelaide
Aglietta e numerose bandiere tibetane. Silvio Viale e Giulio Manfredi, rispettivamente presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro della Giunta di segreteria di Radicali Italiani, hanno succesivamente rilasciato la seguente dichiarazione: "Abbiamo molto apprezzato il gesto del Dalai Lama di venire a salutare i manifestanti e di sostare qualche attimo con loro. E' un gesto che fa capire, molto più di tante parole, la sua umanità e la sua forza morale, come hanno potuto apprezzare i numerosi torinesi che lo hanno seguito in questa sua ultima tappa italiana. Vogliamo, però, sottolineare anche il significato politico della sua visita che dovrà essere colto in previsione di Pechino 2008. Occorre porre la questione dei diritti civili in Cina al centro dell'agenda politica anche in Italia. Per questi rinnoviano l'appello affinche tutti i Consigli Regionali aderiscano alla "Associazione dei Comuni, Province, Regioni per il Tibet", che ha sede presso Il Consiglio Regionale del Piemonte e che organizzerà un grande appuntamento in primavera in vista delle olimpiadi cinesi." Manfredi |
||
|
|
||
| Accolta
la richiesta dell'associazione radicale Adelaide Aglietta e di Amnesty
International. Silvio Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Xavier Gonzalez Diez, responsabile Circoscrizionale Piemonte Valle d'Aosta di Amnesty International, ringraziano Sergio Chiamparino per avere accolto la richiesta di clebrare la seduta delle Nazioni Unite di martedì 18 dicembre illuminando la mole con la scritta "NO ALLA PENA DI MORTE". Silvio Viale e Xavier Gonzalez Diez hanno dichiarato: "Già a ottobre, in occasione dell'apertura della Sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e durante i lavori della apposita comissione, la Mole Antonelliana fu illuminata di rosso per alcune settimane. Ora durante la seduta che dovrebbe approvare la Moratoria mondiale delle esecuzioni capitali, sulla Mole Antonelliana verrà proiettata la scritta luminosa "No alla pena di morte", per simboleggiare la partecipazione della città all'evento che è destinato a segnare una data fondamentale nella storia dell'umanità. Martedì noi festeggeremo, pur sapendo che la battaglia per l'abolizione della pena di morte nel mondo è ancora lunga, e ci troveremo alle ore 18 nella sede radicale in via Garibaldi 18/55 (interno cortile).". (Silvio Viale |
||
|
|
||
| Mellano
e Boni: La Mole Antonelliana venga illuminata con la scritta NO
ALLA PENA DI MORTE! Martedì 18 dicembre, in concomitanza con il voto allAssemblea generale dellONU che potrebbe sancire la moratoria universale contro la pena di morte, a Torino in via Garibaldi 18, presso la sede dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, dalle ore 17 in poi, si svolgerà una festa-incontro in attesa dellesito del voto .. In risposta alla richiesta dei Radicali e di Amnesty International, il Comune di Torino ha assicurato di fare tutto il possibile per realizzare la scritta luminosa sulla Mole Antonelliana No alla pena di morte, per sancire nuovamente la partecipazione della Città a questo momento storico. Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta) Il 18 dicembre 2007 potrebbe essere una delle date più importanti da ricordare (in positivo) degli ultimi decenni di storia. La vittoria della civiltà, del diritto e della ragionevolezza contro la barbarie rappresentata dalla pena capitale.. Un successo di una campagna condotta dai Radicali da oltre un decennio nelliniziale indifferenza di molti. Un successo che il Governo Prodi può a buon diritto rivendicare ma che non avrebbe mai visto la luce senza limpegno di Nessuno Tocchi Caino e dellintera galassia radicale. Un successo che speriamo possa realizzarsi e che rivendichiamo con forza, ben sapendo che da domani molti tenteranno di appropriarsene. Alle 17 di martedì 18 invitiamo ad essere con noi tutti, radicali e non, cittadini di qualsiasi estrazione e credo politico e rappresentanti delle Istituzioni (un invito speciale lo rivolgiamo a Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino che in molte occasioni, su questa battaglia, sono stati con noi). Chiediamo al Comune di Torino di fare unazione simbolica nel giorno del voto: lilluminazione della Mole con la scritta No alla pena dimorte, su questo abbiamo già avuto lassicurazione da parte della segreteria del Sindaco che sarà fatto tutto il possibile per realizzarla. La moratoria sulla pena di morte è la prima tappa fondamentale verso labolizione totale; se il voto alle Nazioni Unite avrà esito positivo, questo sarà senza ombra di dubbio un grande passo per lintera umanità. Boni; Mellano |
||
|
|
||
| Javier
Gonzalez Diez (responsabile Circoscrizione Piemonte Valle dAosta
di Amnesty International) ha illustrato i contenuti del recente Rapporto
di Amnesty Pechino 2008
: la Cina è al 163°
posto su 168 nella graduatoria sulla libertà di stampa; i giornalisti
stranieri residenti in Cina hanno una relativa libertà di azione
ma quello che scrivono non arriva assolutamente ai lettori cinesi; i motori
di ricerca sono sottoposti a rigorosa censura, per cui parole chiave come
Tien An Men, Dalai Lama, Falun Gong
sono disattivate. Sulle esecuzioni capitali non si hanno dati certi; sono stimate in 7.500/8.000 nel corso del 2006. La pena di morte è prevista per un numero enorme di reati , dallo spaccio di droga alla pornografia. Gonzalez Diez ha così concluso: Occorre sfruttare lappuntamento delle Olimpiadi per far sentire la voce dei difensori dei diritti umani, ponendo fine al vergognoso scaricabarile a cui si è assistito in questi giorni, in occasione della visita del Dalai Lama, dal Presidente Prodi alla Presidente Bresso. Thupten Tenzin (presidente Comunità Tibetana in Italia) ha ricordato come, grazie alla direzione illuminata del Dalai Lama, la diaspora tibetana si è data istituzioni democratiche, con un capo del governo tibetano in esilio eletto direttamente dai cittadini. Tenzin ha chiesto ai governi di riconoscere il governo tibetano in esilio e, sollecitato dallesponente radicale Silvio Viale, si è così espresso sulla proposta di Satyagraha lanciata da Marco Pannella: Sarebbe una cosa rivoluzionaria. Ha poi concluso: Si tenta di far passare il Dalai Lama unicamente come un grande capo spirituale, ma non è solo quello, è il capo politico del popolo tibetano. Dovè andata a finire la sovranità politica dellItalia se la Cina decide chi il governo italiano deve ricevere e chi no? E sono anche molto dispiaciuto per il mancato invito in Vaticano: che segnale dà al mondo un leader religioso che rifiuta di ricevere un altro capo spirituale?. Gli esponenti radicali Silvio Viale, Giulio Manfredi e Rosanna Degiovanni hanno nei loro interventi ribadito che non deve essere dimenticato né censurato quello che il Dalai Lama chiede ormai da oltre ventanni: un reale status di autonomia del Tibet allinterno dei confini cinesi, per tutelare usi e costumi del millenario buddismo tibetano. E per richiedere che cinesi e tibetani avviassero le trattative per arrivare a tale autonomia che è nata, cinque anni fa, lAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet (dal 2003 parte integrante del Consiglio Regionale del Piemonte); ha attualmente 150 membri, che hanno deciso di esporre in modo permanente la bandiera tibetana allinterno delle loro sedi istituzionali; negli ordini del giorno approvati dagli enti locali si fa esplicito riferimento alla Risoluzione del Parlamento Europeo del giugno 2000 che invita gli Stati membri a prendere seriamente in considerazione la decisione di riconoscere ufficialmente il governo tibetano in esilio se, entro tre anni, non vi fossero stati progressi nelle trattative cino-tibetane; di anni ne sono passati sette e i cinesi continuano a rifiutare qualsiasi serio negoziato.. Su proposta di Viale, gli attuali coordinatori dellAssociazione, i consiglieri regionali piemontesi Gianpiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi) hanno deciso di organizzare la prossima primavera, a Torino, una riunione generale dei membri dellAssociazione per fare il punto della situazione e per rilanciare liniziativa politica nei confronti del regime di Pechino. Nel frattempo, occorre dare forza allAssociazione, facendo aumentare le adesioni di comuni, province e regioni. CAMPAGNA "UNA BANDIERA PER IL TIBET": sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina. La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano) |
||
|
|
||
| Lunedì
17 dicembre, alle ore 11, nella Sala Capigruppo al secondo piano di Palazzo
Civico (Torino, via Milano n. 1), sarà presentata alla stampa la
petizione firmata da 867 cittadini dal titolo Stanze del consumo:
se non ora quando?, in cui si chiede di istituire una sala da iniezione
a Torino . Liniziativa si svolge nellambito del Diritto di Tribuna istituito dalla Presidenza del Consiglio comunale. Alla conferenza stampa, oltre ai promotori delliniziativa (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Alessandro Orsi/Malega 9, Franco Cantù/Forum Droghe), prenderà parte il presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo. |
||
|
|
||
| Domani,
sabato 15 dicembre:
NO-STOP
PER AUTONOMIA PER IL TIBET, DEMOCRAZIA PER LA CINA TIBET:
LA NONVIOLENZA DEI MONACI, LE RESPONSABILITA DELLE DEMOCRAZIE,
IL RUOLO DELLOPINIONE PUBBLICA Thupten
Tenzin (Presidente della Comunità Tibetana in Italia) Parteciperanno ai lavori Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani), Giulio Manfredi (Giunta Segreteria Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Ass. Radicale A. Aglietta) Domenica 16 dicembre Dalle ore 10:00 alle ore 13:00: Sit-in in Piazza Castello (dove sarà installato un maxi-schermo per permettere ai cittadini di assistere alla cerimonia con il Dalai Lama allAuditorium della RAI), assieme alle altre Associazioni pro Tibet. Dalle ore 16:00 alle ore 18:00: Sit-in in Piazza del Municipio (in concomitanza con la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria di Torino al Dalai Lama). Fino a
lunedì 17 dicembre, c/o sede dell'Associazione radicale Adelaide
Aglietta Manfredi CAMPAGNA: "UNA BANDIERA PER IL TIBET": sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina. La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano) Per informazioni
e adesioni allAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet: |
||
|
|
||
| Salvo
imprevisti dellultima ora, la storica Risoluzione che sancisce la
Moratoria Universale delle esecuzioni capitali sarà votata dalla
62ma Assemblea Generale dellONU martedì 18 dicembre. Il voto
positivo non è scontato ma vi sono tutte le condizioni per lapprovazione
a larga maggioranza di un documento dalla portata storica. Per onorare al meglio anche a Torino quanto avverrà martedì al Palazzo di Vetro, Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Javier Gonzalez Diez (responsabile Amnesty International per Piemonte e Valle dAosta) hanno richiesto formalmente al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e al Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Castronovo, di organizzare un evento pubblico che possa simboleggiare la partecipazione della città alla vittoria della civiltà giuridica del Non Uccidere. Nella loro lettera a Chiamparino e Castronovo, Boni e Gonzalez Diez avanzano tre proposte, alternative o complementari fra loro: riaccendere, contestualmente allapprovazione della Risoluzione sulla moratoria, la fiamma olimpica per 24 ore, presso lo Stadio Olimpico di Torino; illuminare un monumento storico torinese con la scritta NO ALLA PENA DI MORTE, SI ALLA MORATORIA; organizzare una serata di fuochi artificiali. Radicali e Amnesty hanno dichiarato: Lamministrazione comunale di Torino, negli scorsi mesi, ha dato prova di grande attenzione a questo tema, partecipando con interventi istituzionali alla maratona oratoria per la moratoria organizzata di fronte al Municipio, illuminando di rosso per due settimane la Mole Antonelliana e presenziando, il 10 ottobre, alla fiaccolata contro la pena di morte di Piazza Castello. Per questo, attendiamo con fiducia un riscontro positivo alle nostre proposte da parte del sindaco Chiamparino e del presidente Castronovo, consapevoli che eventuali problemi tecnici possono essere superati con il contributo di tutti.. |
||
|
|
||
|
Roma,
11 dicembre 2007
Effetto serra, interrogazione al Parlamento, Mellano: dal riso in sommersione 1,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente Sul protocollo di Kyoto lItalia sconta un ritardo decennale. Riconvertire il riso in sommersione con sistemi irrigui meno impattanti fa bene al clima e fa bene al risparmio idrico. |
Gli
studi più recenti sul tema individuano in 1,5 milioni di tonnellate
equivalenti di anidride carbonica (CO2) limmissione in atmosfera
derivante dalla risicoltura (circa 250.000 ettari in Italia). Questo calcolo
deriva dal fatto che la sommersione (tipica pratica irrigua attuata nella
produzione di riso) provoca reazioni chimiche che producono abbondanti
quantità di metano (CH4); il metano, rispetto ai cambiamenti climatici,
vale oltre 20 volte lanidride carbonica (CO2). Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno): Ecco cosa si intende quando parliamo di distanza tra scienza e politica. E risaputo, ormai da alcuni anni, che per complessi processi chimici la sommersione permanente (tecnica irrigua utilizzata nella coltivazione del riso) conduce ad abbondante formazione di metano, uno dei gas ritenuti più pericolosi per leffetto serra. Ora la politica, dopo le continue enunciazioni, potrebbe utilmente cominciare ad assumersi la responsabilità di decidere. Iniziare la conversione della risicoltura in sommersione verso tecniche irrigue meno impattanti (irrigazione turnata, ad esempio) comporterebbe una diminuzione molto rilevante delle emissioni dannose e, al contempo, una netta diminuzione del consumo dacqua. Su questi aspetti ho presentato una interrogazione urgente ai Ministri Pecoraro Scanio e De Castro, per chiedere loro come si concilia la pratica irrigua della sommersione con i doveri che derivano dal protocollo di Kyoto e, più di recente, dalla necessità individuata dallEuropa di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020. Credo inoltre che sarebbe opportuno, per incentivare gli agricoltori alla riconversione, associare crediti di carbonio alle nuove tecnologie irrigue. Riconvertire il riso in sommersione con sistemi irrigui meno impattanti fa bene al clima e fa bene al risparmio idrico. |
|
|
|
||
| Silvio
Viale, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Presidente
dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, è intervento
sulle dichiarazioni di Papa Ratzinger con la seguente dichiarazione: "Papa Ratzinger le spara grosse perchè sa che i cattolici non seguono le sue indicazioni. L'indebolimento della famiglia non centra niente con la minaccia alla pace, tant'è che vi sono più guerre proprio dove si estremizza la difesa della famiglia, Infatti famiglia e patria sono un binomio micidiale per la guerra in molte parti del mondo. Ma anche in Italia, la famiglia tradizionale è alla base della guerra di mafia. Cn la difesa ad oltranza della "famiglia tradizionale" il Papa alimenta solo odio e intolleranza. Anche la difesa della vita, intesa nel senso dei valori cattolici, non centra nulla con il matrimonio come dimostra il fatto che metà degli aborti coinvolgono donne sposate. Piuttosto che lanciarsi in crociate che alimentano gli istinti più sciovinisti dell'uomo il Papa dovrebbe riconoscere che la diversità è ricchezza, come dimostrano cinquantanni di pace nella vecchia Europa, che indebolisce le famiglie, in contrapposizione ai sani principi balcanici sulla famiglia, che hanno alimentao moderni genocidi. Proseguendo su questa strada, Papa Ratzinger potrà ammaliare qualche politico, strumentalmente interessato, ma non potrà arrestare il solco che continua ad aumentare tra società civile e valori della Chiesa." Silvio Viale |
||
|
|
||
|
Torino,
11 dicembre 2007
TIBET/VIALE (RADICALI): DOMENICA TANTE BANDIERE TIBETANE IN PIAZZA CASTELLO; DA SUBITO, TANTE ADESIONI ALLASSOCIAZIONE COMUNI, PROVINCE E REGIONI PER IL TIBET. PRIMA DELLE OLIMPIADI DI PECHINO, UN GRANDE CONVEGNO A TORINO SU AUTONOMIA PER IL TIBET, DEMOCRAZIA PER LA CINA. IMMEDIATO ASSENSO DI LEO E SPINOSA (COORDINATORI ASSOCIAZIONE). |
Intervenendo
allaffollatissima conferenza stampa delle Associazioni torinesi
pro Tibet, questa mattina, nella Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale
del Piemonte, Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide
Aglietta) ha dichiarato: Come radicali torinesi seguiamo il solco tracciato sia da Adelaide Aglietta sia dagli ex consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, che diedero un fondamentale impulso alla creazione, nel 2002, dellAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet (Associazione che fa parte integrante del Consiglio Regionale del Piemonte). Domenica mattina ognuno può e deve venire in Piazza Castello, a esprimere solidarietà concreta al Dalai Lama, con i suoi valori, le sue idee, religiosi o laici che siano; gli unici ad avere torto saranno gli assenti. E spero che siano tante le bandiere tibetane a sventolare; noi, come Associazione Aglietta, ne abbiamo distribuite migliaia in tutta Europa, consapevoli che quel drappo racchiude in sé una storia millenaria che non deve morire. E i tanti comuni del Piemonte e dellItalia intera hanno un modo concreto per dimostrare la propria vicinanza alla causa tibetana; aderiscano allAssociazione dei Comuni per il Tibet, espongano in modo permanente allinterno dei municipi la bandiera tibetana finchè il regime cinese accetterà di sedersi ad un tavolo con i rappresentanti tibetani per concordare uno status di reale autonomia del Tibet allinterno della Repubblica Popolare di Cina. Unultima proposta: Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino organizzino questa primavera, nellimminenza delle Olimpiadi di Pechino, un grande convegno su Autonomia per il Tibet, Democrazia per la Cina, in cui chiamare a raccolta tutti i membri dellAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet; sono già 147 ma altri, ne sono certo, si aggiungeranno nel frattempo.. Nel corso della conferenza stampa, i consiglieri regionali Giampiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi), attuali coordinatori dellAssociazione Comuni per il Tibet, hanno dato il proprio convinto assenso alla proposta di Viale del convegno. Giampiero Leo, pur dichiarando di comprendere la prudenza della presidente della Regione Mercedes Bresso, ha letto testualmente stralci dellordine del giorno n. 112/2000, approvato allunanimità dal Consiglio Regionale del Piemonte il 5 dicembre 2000, che chiede al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo (del 6 luglio 2000, ndr), concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale, con le sole eccezioni della politica di difesa e della politica estera. Manfredi Per informazioni sulle iniziative dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta per larrivo a Torino del Dalai Lama: www.associazioneaglietta.it Per informazioni e adesioni allAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm |
|
|
|
||
| Tenzin
Gyatso, XIV Dalai Lama, è il capo spirituale e politico del Tibet.
Dal 1959, dopo loccupazione cinese, vive in esilio, viaggiando incessantemente
per il mondo e richiamando lattenzione di tutti sulle sorti del
suo Paese. Per questa azione, sempre ispirata al principio della nonviolenza,
nel 1989 è stato insignito del premio Nobel per la Pace. Recentemente
ha ricevuto la Medaglia dOro del Congresso americano. Oggi, in particolare dopo i fatti della Birmania, dove la rivolta guidata dai monaci buddhisti è stata soffocata dal regime militare appoggiato dalla Cina, il Dalai Lama è figura simbolo dellaspirazione di vaste regioni dellAsia a veder riconosciuti i diritti degli individui e dei popoli; e al tempo stesso del bisogno comune di un ordine mondiale più pacifico, più giusto, più rispettoso dellambiente. Nel suo recente discorso di Washington ha chiesto ai capi politici di considerare i problemi del mondo nella prospettiva dellunità del genere umano. Al termine di un viaggio in Italia dove ha riscosso, nonostante le pressioni del governo cinese, ampi consensi sia da molte istituzioni sia dai comuni cittadini, il Dalai Lama il 16 dicembre giunge a Torino, su invito del Consiglio Regionale del Piemonte. Varie città piemontesi, tra cui Torino stessa, gli hanno accordato la cittadinanza onoraria. Lincontro pubblico avverrà con un numero limitato di presenze allAuditorium RAI, ma potrà essere seguito su un grande schermo in Piazza Castello, il cuore storico della città. In questo luogo diamo dunque appuntamento a tutti, per testimoniare la partecipazione più ampia a ciò che la visita del Dalai Lama rappresenta. Per essere a fianco della Cina stessa, che ha bisogno di democrazia e di rispetto delle libertà religiose e civili per svolgere il ruolo che le spetta nella politica mondiale. Per uneffettiva autonomia del Tibet e la salvaguardia di tutte le minoranze etniche allinterno della Repubblica Popolare Cinese. Per la fine delloppressione del popolo birmano. Perché ai popoli di tutti i continenti, nel contesto dellinterdipendenza che caratterizza il mondo attuale, sia riconosciuto il diritto a conservare la propria identità culturale e spirituale. Per la democrazia, i diritti umani, la giustizia economica, il rispetto dellambiente. Possa il principio della pace e della nonviolenza ispirare le decisioni da cui dipende il futuro dellumanità.Per annunciare il grande appuntamento di domenica 16 dicembre in Piazza Castello, è convocata una conferenza stampa martedì 11 alle ore 12,30 a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte.Associazione interreligiosa Interdependence Associazione Italia-Tibet Associazione radicale Adelaide Aglietta |
||
|
|
||
| Lunedì
10 dicembre 2007, alle ore 21:00, in occasione della giornata mondiale
dei diritti umani e nellambito della mobilitazione straordinaria
per la visita del Dalai Lama a Torino (domenica 16 dicembre), lAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta organizza nella sua sede (via Garibaldi n.
18) la proiezione del film documentario IL MIO TIBET di PIERO VERNI e KARMA CHUKEY prodotto nel 1996 da ADELAIDE AGLIETTA Dalla presentazione del video: "IL MIO TIBET è un film sulla situazione sociale e politica del Tibet, occupato dalla Cina popolare all'inizio degli anni '50. Attraverso una rigorosa ricostruzione degli avvenimenti storici e sulla base di numerose testimonianze contemporanee, questo documentario offre un quadro esauriente e chiaro della tragedia del Tibet e del suo popolo. Per la prima volta, grazie allimpegno e al lavoro di Karma Chukey, una giovane donna tibetana ha la possibilità di parlare al mondo in prima persona e senza filtri dei problemi e dei drammi della sua gente e del suo Paese... dal degrado ecologico alla distruzione del patrimonio architettonico. Questo film documenta un vero e proprio genocidio che la Cina popolare sta tentando di portare a termine contro l'intera civiltà tibetana. IL MIO TIBET contiene rare immagini di archivio; interviste al Dalai Lama; interviste a esponenti del governo tibetano in esilio; interviste a prigionieri politici fuggiti dal Tibet: documenti inediti del dominio coloniale cinese; filmati della polizia cinese sulle manifestazioni di Lhasa; immagini amatoriali girate clandestinamente da turisti in Tibet; la vita dei profughi tibetani in India. Saranno presenti alla proiezione: Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno, coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet); Tashi Samdup (Tibetan Refugee Camps Coordinator/www.tibetanrefugee.org) Rosanna Degiovanni (Giunta di segreteria Associazione Aglietta) Mellano e Degiovanni hanno dichiarato: Abbiamo appreso dalla stampa che il console cinese sta in questi giorni facendo la spola fra Milano e Torino nel vano tentativo di convincere le istituzioni piemontesi che il Dalai Lama è un pericoloso terrorista secessionista. Visto che domani il console sarà ricevuto sia dal sindaco Chiamparino sia dalla Presidente Bresso, lo invitiamo a trattenersi domani sera in città per venire a vedere la proiezione del documentario e per discutere con noi della situazione attuale del Tibet.. UNA BANDIERA PER IL TIBET Presso l'Associazione Aglietta sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano) |
||
|
|
||
|
Mellano
e Boni: lunedì 10 dicembre la Giunta delle elezioni del
Senato rispetti la legalità e le sue funzioni |
||
|
|
||
| Il
tavolo dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta si terrà
domani, sabato 8 dicembre, in via Garibaldi n. 14, dalle 11:00 alle 13:00. Oltre alle bandiere tibetane, sarà a disposizione dei cittadini la petizione di Nessuno Tocchi Caino per la moratoria delle esecuzioni capitali (in Cina, nel 2006, vi sono state circa 5.000 esecuzioni, il 90% del totale mondiale). Al tavolo saranno presenti Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta segreteria Ass. Aglietta), che hanno dichiarato: La solidarietà al popolo tibetano si può esprimere concretamente con gesti semplici, per esempio acquistando una bandiera tibetana ed esponendola al balcone di casa, in onore del Dalai Lama che sarà a Torino domenica 16 dicembre. Quella bandiera è proibita in Tibet e nellintera Cina; chi la espone va in galera. Gli enti locali hanno a disposizione un altro gesto concreto per il Tibet: ladesione allAssociazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte. LAssociazione nacque cinque anni fa su impulso degli allora consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma. Gli attuali coordinatori sono Giampiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi); riunisce 147 enti (131 Comuni, 11 Province. 4 Regioni, 1 Comunità Montana) di tutta Italia, che sostengono il Dalai Lama nella sua sacrosanta richiesta di autonomia (non indipendenza) della regione tibetana allinterno della Repubblica Popolare di Cina; per rendere pubblico il loro sostegno, i membri dellAssociazione espongono in modo permanente la bandiera tibetana allinterno delle loro sedi istituzionali. Sarebbe estremamente significativo se larrivo del Dalai Lama a Torino coincidesse con il rilancio delle attività dellAssociazione Comuni Province Regioni per il Tibet e con un aumento considerevole dei suoi membri.. Manfredi |
||
|
|
||
|
Lunedì 10 dicembre, alle ore 16:00, la Giunta delle elezioni del Senato si riunirà per verificare la correttezza dell'attribuzione di 8 seggi da senatore in sei regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Campania, Lazio, Puglia). Su tali seggi pendono i ricorsi presentati dalla Rosa nel Pugno all'epoca delle elezioni politiche (aprile 2006), da cui risulta chiaramente che nell'assegnazione dei seggi vi è stata un'errata interpretazione della legge (art. 17 D. Lgs. 533/93, come modificato dalla L. 270/05), per cui non è stata finora confermata l'elezione di otto senatori (appartenenti sia alla maggioranza sia all'opposizione) regolarmente eletti; al loro posto, in Senato, siedono abusivamente, da ben 18 mesi, altre 8 persone (appartenenti ad entrambi gli schieramenti). Domani, venerdì 7 dicembre, in occasione della Prima della Scala, i militanti dell'Associazione Radicale Enzo Tortora (ARET) di Milano terranno un sit-in in Piazza della Scala, dalle ore 16 alle ore 18, per chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che parteciperà all'evento mondano-culturale), in qualità di supremo garante della Costituzione, di vigilare affinché sia finalmente ripristinato il diritto del cittadino a veder eletti i rappresentanti che ha votato e, di conseguenza, il diritto del cittadino eletto ad esercitare le proprie funzioni costituzionali. Saranno presenti al sit-in Valerio Federico (segretario ARET) e Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani).«Sappiamo di correre il rischio di essere bollati come "contestatori" e "protestatari"», ha spiegato Federico: «Abbiamo deciso di correrlo per non incorrere nel ben più grave peccato di omissione; per tentare, con i nostri poveri mezzi, di comunicare che i radicali, come sempre, non stanno difendendo i privilegi della casta ma i diritti costituzionali dei cittadini, violati in modo continuato ed aggravato da 18 mesi». «Non possiamo tacere, oltre al danno, la beffa» ha aggiunto Manfredi: «Relatore in Giunta delle Elezioni per la regione Emilia-Romagna è infatti il senatore Cosimo Izzo, uno degli otto che dovrebbero andarsene a casa. Non bisogna in questi casi sprecare parole; ne diciamo una sola: VERGOGNA!». |
||
|
|
||
| Alla
vigilia della valutazionedella richiesta di registrazione del Mifepristone
(RU486) Silvio Viale denuncia la campagna mistificatoria condottadallAvvenire
per tentare di condizionare linformazione. Trattandosi di una Proceduraeuropea mutuo riconoscimento, che si basa su solide evidenze scientifiche, suuna ventennale esperienza europea e sulla recente revisione della scheda dellaRu486 da parte dellAgenzia Europea (EMEA), approvata dalla Commissione europeanel giugno scorso, le questioni scientifiche e quelle legate alla sicurezza edallefficacia del farmaco sono fuori discussione. Con il Portogallo la RU486 èregistrata in 13 paesi della ex-Europa dei 15 (manca solo in Italia e inIrlanda), lo è già in altri paesi e presto sarà registrata in altri. In venti anni di storia lapratica clinica ha sempre superato le polemicheche. Nel 2007 lAgenzia Europea del Farmaco (EMEA) e la FDA hanno ribadito la sicurezza del farmaco. LOMS haconfermato il mifepristone nella lista dei farmaci essenziali. Nella nuova scheda sulmifepristone, la cui procedura di revisione ha impegnato lEMEA dal dicembredel 2005 al marzo del 2007, il limite per laborto medico è elevato da 49 a 63giorni (da 7 a 9 settimane) e sono state approvate altre 3 indicazioni (preparazione del collo dellutero per laborto chirurgico, preaparazione delcollo dellutero per laborto terapeutico e induzione del travaglio in caso dimorte endouterina. Anche grazie al fatto che lepolemiche hanno sconsigliato la ricerca su altre centinaia di molecoleanaloghe, la RU486 è oggi il farmaco antiprogestinico e antiglucocorticoide più studiato, proprio perché è stata dimostrata la sua sicurezza nelluomo. Oggi laRU486 è sperimentata per applicazioni in oncologia, ostetricia, ginecologia, psichiatria, endocrinologia, ostetricia e ginecologia, come è facilmenteverificabile leggendo lelenco degli studi ufficialmente in corso registrati suwww.clinicaltrial.gow. Nonostante le evidenzescientifiche e cliniche lAvvenire guida una campagna di stampa per impedire laregistrazione del mifepristone in Italia. Silvio Viale, il medico edesponente radicale, che nel 2001 chiese per primo di potere utilizzare laRU486, che nel 2005 avviò uno studio clinico al S.Anna di Torino e che questamattina ha avuto un confronto radiofonico con Eugenia Roccella a Vivavoce suRadio 24, interviene per contrastare lemanipolazioni dei dossier dellAvvenire: Vorrei ricordare che la vicendaitaliana della RU486 nasce come richiesta sanitaria e che sono stati glioppositori a portarla in politica. La lobby politica dei favorevoli, cheEugenia Roccella e Luca Volontè, continuano a mettere allindice, è nata perreazione La mia prima richiesta del 2001 fu alla direzione sanitaria del S.Annae la studio clinico proposto e realizzato seguì liter previsto per lesperimentazioni cliniche, fino allintervento politico del ministro Sirchiache mandò gli ispettori e con le intenzioni del ministro Storace di bloccaretutto. Dal settembre del 2005, oltre2000 donne italiane hanno potuto utilizzare la RU486 in ospedali di almeno seiregioni e centinaia lo hanno fatto recandosi nei paesi confinanti. Il quotidiano lAvvenire continuaa elencare con gran risalto un elenco di donne decedute in relazione allaRu486, inserendovi casi diversi. A riguardo, mi basterebbe citare la schedadellEMEA e la posizione della FDA (questultima citata anche nella reviewpubblicata dal bollettino dellAIFA di ottobre 2007), che li considerano eventirari, la cui realzione con laRU486 non è provata, ma potrebbe sembrare uno svicolamento. In un intervento pubblicato suObstetrics &Gynecology, la rivista scientica dellAmerica College ofObstetricians and Gynecologists ACOG), commentando nuove segnalazioninellambito del sistema di sorveglianza messo in piedi dalle agenziestatunitensi, David Soper riporta come il rischio di mortalità per abortomedico sai stimabile in 0,8 per 100.000, non dissimile da quello per abortospontaneo che è di 0,7 per 100.000. Lo stesso autore riporta come la mortalitàin gravidanza a termine negli USA sia 12,1 per 100.000. Nella tabella si riportano i rischidi mortalità in ostetricia negli USA. MORTALITA' per 100.000 in USA Aborto legale 0.57 0,8 Aborto chirurgico < 9 settimane 0,1 Aborto chirurgico 9 10 settimane 0,2 Aborto medico 0,7 1 Aborto spontaneo 0,7 1,2 Gravidanza a termine 7,1 13,2 Gravidanza extrauteria 31,9 Morte endouterina 96,3 Globale in gravidanza 5,6-7,4 Come si vede il rischio che siverifichi un evento mortale, sebbene raro, è sempre presente in caso di aborto,ma è minore di quello che si corre in gravidanza. Ogni anno in Italia, peresempio, da 30 a 50 donne muoiono per la gravidanza. E quindi scorrettolimitare la comparazione tra aborto chirurgico e medico, come se la scelta delmedico dipendesse solo dal rischio relativo di mortalità. Non solo perché,quando si afferma che il rischio di morte per aborto medico è dieci voltesuperiore a quello per aborto chirurgico, bisognerebbe dire anche che ilrischio di morte in gravidanza è 100 volte quello dellaborto chirurgico, maperché sono altre le valutazioni che occorre considerare di fronte ad unagravidanza non desiderata. Inoltre i casi di mortalitàassociati al Clostridium sono 8 (sette negli USA e 1 in Canada) e nessuno in altripaesi. Da quando si è posta lattenzione sul Clostridium sordellii si è osservatoche è causa di shock settico in parecchi campi della medicina e che èparticolarmente fatale in ostetricia e in neonatologia, sebbene i casi sianosempre da considerare rari. Peraltro, non è vero, come sostiene lAvvenire chesi discuta se attuare una profilassi di routine con antibiotici per labortomedico, se non nei termini con cui si discute da trenta anni per labortochirurgico. Solo in Inghilterra si fa laprofilassi di routine, pur ammettendo che non vi sono evidenze a favore, mentrenegli USA e negli altri paesi non la si fa. Per rassicurare lAvvenire riportocome al S.Anna di Torno da circa un anno attuiamo la profilassi antibiotica diroutine. LAvvenire deve, però, sapere che i farmaci utilizzati per laprofilassi, in Italia come in Inghilterra, non sono efficaci verso ilClostridium. Attualmente le morti indagate pershock settico da Clostridium in relazione alla RU486 sono 8 (7 negli USA e 1 inCanada), sei erano note al momento della pubblicazione del Bolettino AIFA diOttobre, due sono state segnalate ad ottobre. Il caso cubano, riportatodallAvvenire, la cui comunicazione avvenne a Roma durante il congresso dellaFIAPAC, non centra nulla con la RU486. La questione della mortalità,anche qualora dovesse essere confermata la stima USA di 0, 8 per 100.000, èirrilevante rispetto alle problematiche della registrazione per mutuoriconoscimento in Italia della RU486. Allo stesso modo, sono esageratele descrizioni sulla sintomatologia, poiché un terzo delle donne ha unasintomatologia poco superiore a quella del flusso mestruale, un altro terzofacilmente sopportabile e solo un terzo avrà bisogno di farmaci sintomatici,con un 5% che ha bisogno dellintervento chirurgico. Nel caso dellabortochirurgico il dolore può essere importante e persistere a lungo, nonostanteleffetto analgesico dellanestesia locale o generale, e l1% deve ripeterelintervento. Si tratta di due tra gli interventi più sicuri in medicina, conun basso tasso di complicazioni per entrambi, che non possono implicarelesclusione delluno a svantaggio dellaltro. Sulle questioni legali, gli oltre2000 casi italiani testimoniano come non vi sia incompatibilità con lalegge italiana, e sarebbe opportuno chelIVG venisse considerato dai politici e dai responsabili sanitari con glistessi criteri che si utilizzano per gli altri interventi, piuttosto checontinuare a relegare laborto ai margini della sanità, dellaggiornamento edella ricerca. Sulla vicenda giudiziaria, che mi vede coinvolto e che èiniziata nel gennaio del 2006, ribadisco la fiducia nella magistratura torineseche ha concluso le indagini preliminari. Mi limito a far notare come unainchiesta analoga, che riguardava lOspedale Buzzi di Milano, sia stata archiviatae che nessuna inchiesta sia stata aperta in quelle regioni ove si sono adottatii protocolli torinesi, con le donne che vanno a casa tra la prima e la secondasomministrazione, rimanendo in ospedale dopo la somministrazione dellaprostaglandina. A proposito, debbo ricordare allAvvenire che una delle dueprostaglandine autorizzate dallEMEA, il gemeprost, è gia registrata edutilizzata in Italia per laborto, mentre la seconda, il misoprostolo, èregistrata per questa indicazione in Francia ed è utilizzabile in Italia comefarmaco off label. In conclusione, lAvveniredovrebbe proporre il proprio dossier direttamente allEMEA, alla FDA eallagenzia cinese per i farmaci, poiché non si capisce perché le donneeuropee, americane e cinesi dovrebbero essere meno tutelate di quelle italiane.Evidentemente è il contrario, poiché alle donne italiane continua ad esserevietata la possibilità di scelta, condannandole indiscriminatamente allabortochirurgico. Non ho dubbi che lAIFA,rimanendo su un piano scientifico e sanitario, nonpotrà che confermare laregistrazione mantenendosi sulla falsariga della scheda dellEMEA sulmifepristone. Silvio Viale |
||
|
|
||
| Alla
notizia che il consigliere regionale Michele Giovine è stato rinviato
a giudizio dalla Procura di Torino nellambito dell´inchiesta
riguardante le sottoscrizioni fasulle e irregolari per presentare la lista
Consumatori per Ghigo alle elezioni regionali dellaprile
2005, Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato: Il processo a Giovine è previsto per il maggio del 2008, cioè oltre tre anni dopo i fatti contestati e ben oltre la metà della legislatura regionale: mai come in questo caso, giustizia ritardata è giustizia negata. In attesa del processo, mi chiedo se sia più colpevole di omissione Michele Giovine (che non ha pagato la multa con cui avrebbe estinto il suo reato) o un Consiglio Regionale dove prima non si è trovato un solo esponente politico che abbia fatto ricorso amministrativo contro Giovine (come richiesto da noi radicali a tempo debito) e poi si è permesso a questi di fare gruppo con se stesso (dal 1° marzo 2007), cedendo ai suoi ricatti ostruzionistici. Il 20 e 21 marzo 2007, pochi giorni dopo la costituzione del mono-gruppo, la beffa finale: Michele Giovine andò in missione per conto del Consiglio Regionale alla festa contro le mafie e per la legalità dellAssociazione Libera di Don Ciotti; negli stessi giorni, il Consiglio Regionale non invitò alla sua seduta straordinaria i rappresentanti piemontesi di Libera per il veto opposto dal consigliere Agostino Ghiglia di AN. Complimenti, il Consiglio Regionale sa scegliere bene chi mandare a rappresentare i valori della legalità, a nome e per conto di tutti i cittadini piemontesi! |
||
|
|
||
| Ha
introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali
Italiani): Domenica 16 dicembre, allarrivo del Dalai Lama a Torino, ci sarà la fila di politici, intellettuali, esponenti della cosiddetta società civile pronti a sbandierare il proprio amore per la causa tibetana. I radicali non hanno atteso la venuta del Dalai Lama per sostenerlo nella sua richiesta che non è lindipendenza del Tibet dalla Cina ma una reale autonomia (lesempio indicato più volte dai tibetani è il Trentino Alto Adige) per preservare una religione e una cultura millenarie. Grazie alla presenza in Consiglio Regionale dei consiglieri radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano, nel 2002 è nata lAssociazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet, di cui fanno parte attualmente 147 enti locali. Grande successo ha avuto in particolare la campagna europea "Una bandiera per uno status di piena autonomia per il Tibet", con lesposizione permanente della bandiera tibetana in oltre 200 sedi di Comuni, Province e Regioni italiane, per prima la sede dellAssemblea legislativa del Piemonte. Possiamo ascrivere al costante impegno radicale anche la nomina di Bruno Mellano a coordinatore dellIntergruppo Tibet nel Parlamento italiano. Igor Boni (neo-segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta): Voglio ricordare la lunga iniziativa nonviolenta del monaco tibetano Palden Ghiatzo (incarcerato per oltre trentanni nelle carceri cinesi), attuata qui a Torino, nellex cimitero di San Pietro in Vincoli, durante le Olimpiadi Invernali del febbraio 2006. Per accogliere degnamente il Dalai Lama, noi abbiamo installato lungo le vetrate della nostra sede (via Garibaldi n. 18, interno cortile) le belle istantanee scattate dal fotografo Davide Dutto di Fossano durante la Marcia per il Tibet (da Nizza a Ginvera, attraverso le Alpi, estate 2000), attuata da monaci tibetani e da militanti della causa tibetana. Inoltre, lunedì 10 dicembre, alle ore 21:00, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, proietteremo in sede il film documentario (prodotto da Adelaide Aglietta) Il mio Tibet di Piero Verni. Sabato 15 dicembre, Free Tibet Day: banchetti radicali in via Garibaldi a sostegno della causa tibetana; saranno a disposizione dei cittadini le bandiere tibetane, da appendere al balcone di casa. Sabato 15 dicembre (ore 15), sempre nella sede radicale, si terrà il convegno Tibet: la nonviolenza dei monaci, le responsabilità delle democrazie, il ruolo dellopinione pubblica, con la partecipazione di: Thupten Tenzin (presidente Comunità Tibetana in Italia); Bruno Mellano; Javier Gonzalez Diez (responsabile Amnesty International Piemonte e Valle dAosta); Rosanna Degiovanni (giunta segreteria Ass. Aglietta). Domenica 16 dicembre, i militanti radicali accoglieranno il Dalai Lama sventolando le bandiere del Tibet e quelle del Partito Radicale Transnazionale. Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno e coordinatore dellIntergruppo parlamentare per il Tibet): Quello tibetano è stato lunico popolo, nel corso di tutto il 900, a reagire con la nonviolenza allaggressione armata, alloccupazione militare del territorio e al tentativo in corso di genocidio per diluizione (già ora i tibetani sono minoranza nella loro terra). A noi occidentali tocca, oltre a commuoverci per i monaci birmani, dare forza politica a tale nonviolenza, pena la sua riduzione a mera testimonianza. La diplomazia cinese ha tentato di fare pressioni sulle istituzioni piemontesi ma la presidente Bresso, il presidente Gariglio, il sindaco Chiamparino hanno confermato gli impegni presi. Le pressioni sugli enti locali sono state un messaggio molto chiaro per le istituzioni nazionali. Lo ribadisco: il Dalai Lama deve poter parlare nellaula della Camera dei Deputati come è stato consentito a Papa Giovanni Paolo II, a Re Juan Carlos di Spagna e a Yasser Arafat. Il Presidente Prodi deve ricevere il Dalai Lama come ha fatto il Presidente Bush e lintero Congresso americano, il primo ministro canadese, il primo ministo austriaco, il cancelliere tedesco Angela Merkel. Come ha giustamente detto Marco Pannella, ricevere il Dalai Lama è uniniziativa diplomatica prudente; se cediamo su questo punto, su cosa non saremo disposti a cedere in futuro? Domani lIntergruppo parlamentare Tibet sarà ricevuto dal Presidente Bertinotti, a cui ribadiremo le nostre richieste. Mi piace, infine, ricordare la recente adesione del Comune di Torino allAssociazione Comuni Province e Regioni per il Tibet e che la Regione Piemonte è gemellata con la regione cinese del Sichuan che è un pezzo del Tibet storico! Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani): I cinesi dipingono il Dalai Lama come un pericoloso separatista ma voglio ricordare che da oltre cinquantanni, dalla bocca del Dalai Lama escono solamente parole di amore, pace, nonviolenza, rispetto dellaltro; Bertinotti e Prodi rifiuteranno di ascoltare tali parole? Scroscianti applausi per il Papa, bavaglio al Dalai Lama? Voglio ricordare che nel corso dellultima riunione di Radicali Italiani è stato votata una mozione che richiede sia al Presidente Prodi che al Presidente Bertinotti di ricevere ufficialmente il Dalai Lama. Mellano Manfredi N.B. Le bandiere tibetane sono disponibili sia nella sede radicale di Torino sia attraverso il sito http://www.associazioneaglietta.it/ Tutte le informazioni sulla visita del Dalai Lama a Torino a questo link: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm |
||
|
|
||
| Nel
pomeriggio di ieri si è svolto a Torino il decimo congresso dellAssociazione
Radicale Adelaide Aglietta. Hanno partecipato ai lavori una cinquantina
dei 138 iscritti allAssociazione per il 2007 (record storico). Nelle relazioni introduttive, gli organi uscenti (il segretario Silvio Viale, il presidente Igor Boni e il tesoriere Carlo Donati) hanno ripercorso le numerose iniziative promosse dallAssociazione, molte delle quali sono state poi replicate da altre realtà territoriali radicali in tutta Italia. Si è poi svolto un ricco dibattito, in cui sono intervenuti, fra gli altri, Claudio Bellavita e Diego Castagno (iscritti sia allo SDI che a Radicali Italiani, capigruppo della Rosa nel Pugno nelle Circoscrizioni 1 e 8 di Torino), che hanno dichiarato di non voler mutare il nome del proprio gruppo consiliare, a differenza di quanto è stato fatto recentemente in Consiglio Comunale. Al termine del dibattito, è stata votata allunanimità la mozione generale, il programma di iniziative per il nuovo anno. Fra i primi impegni: continuare liniziativa (portata avanti con Forum Droghe e Malega 9) per una narcosala a Torino; mobilitazione straordinaria in occasione della prossima visita a Torino del Dalai Lama; organizzazione di una festa cittadina in concomitanza del voto allONU sulla moratoria delle esecuzioni capitali (al riguardo è stata approvata una mozione particolare, a prima firma Mariano Ferrentino, per ricordare limpegno abolizionista dellesponente radicale Maria Teresa Di Lascia, prematuramente scomparsa nel 1994); ricordo di Piergiorgio Welby, il 20 dicembre, a un anno dalla scomparsa (iniziativa promossa dallAssociazione Luca Coscioni); partecipazione alla fiaccolata per Eluana Englaro (il 18 gennaio, a Lecco). Infine, in tarda serata, il congresso ha proceduto al rinnovo delle cariche, eleggendo a segretario Igor Boni (28 voti a favore su 30), a presidente Silvio Viale (27 voti a favore su 30), a tesoriere Claudia Pagliano (30 voti). N. B. La mozione generale e la mozione particolare approvate dal Congresso saranno disponibili su www.associazioneaglietta.it |
||
|
|
||
|
Torino,
2 dicembre 2007
NARCOSALA/PROMOTORI PETIZIONE: MINISTRO FERRERO RILANCIA LE NARCOSALE. MANDI UN PARERE FORMALE AL SINDACO E AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE E FACCIA CAMBIARE IDEA ALLA SUA COLLEGA TURCO. LA CONFERENZA LATINA SULLA RIDUZIONE DEL DANNO APPROVA MOZIONE PER INVITARE TORINO AD ANDARE AVANTI. |
Con
un voto unanime in seduta plenaria, la Quarta Conferenza latina
della riduzione del danno, tenutasi a Milano dal 29 novembre al 1°
dicembre, ha approvato una mozione finale per invitare la città
di Torino ad andare avanti sulla via dellinnovazione, e aprire finalmente
anche in Italia una stanza del consumo. Il testo è stato approvato
da oltre 350 tra operatori, esperti, ricercatori e amministratori locali
di Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Svizzera, Brasile e Argentina.
I presentatori della petizione popolare per una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato: Finalmente anche il Ministro Ferrero prende una posizione chiara nel dibattito sulle narcosale che si sta svolgendo a Torino, dichiarando: 'Sono disponibile a sostenere tutti i comuni che avanzeranno questa proposta e mi auguro che il comune di Torino, che si e' gia' espresso in questo senso, prosegua in questa prospettiva'. Questo è quanto ci auguriamo anche noi, sperando che domani il consiglio comunale voti, finalmente, la mozione che riguarda la sperimentazione delle narcosale a Torino, un servizio socio-sanitario di riduzione del danno attivo da vent'anni in Europa, un servizio che andrebbe ad integrare, e non a contrapporsi, alla rete di servizi relativi alle dipendenze. Invitamo, quindi, il ministro Ferrero a dare gambe e forza alle sue parole, assumendosi la responsabilità politica di inviare un parere formale al sindaco, al presidente della Regione e al consiglio comunale dove dichiari la possibilità di procedere a tale sperimentazione e la disponibilità del Ministero a sostenerla. Ricordiamo al ministro che l'unico parere sinora arrivato da Roma a Torino è quello della sua collega Livia Turco, un invito pressante a non parlare di narcosale ma solo di somministrazione controllata di eroina, perchè l'argomento sembra suscitare "disagio" nella ministra e nel sindaco. Speriamo che il Ministro Ferrero sappia fornire un'alternativa concreta al "disagio" di pochi e alla sofferenza di molti, magari a partire dalle dichiarazioni rese (nell'ambito della Conferenza latina sulla riduzione del danno) dal giurista e Procuratore Generale di Milano, Francesco Maisto, che, in merito alla ipotizzata incompatibilità delle stanze con la legge vigente, ha dichiarato: Sono stupefatto di ascoltare opinioni e divieti pregiudiziali pronunciati senza aver esaminato con attenzione gli elementi concreti della proposta, al di là dei nomi che si vogliono dare alla stessa, narcosale o stanze del consumo che dir si voglia. E necessario approfondire la sussistenza o meno dei singoli presupposti richiesti dalla legge e quale interpretazione abbia dato la seppur limitata giurisprudenza dei presupposti stessi. Niente più pregiudizi e prese di posizione ideologiche, ma una scelta fondata su evidenze scientifiche, con un corredo di dichiarazioni politiche chiare e responsabili. |
|
|
|
||
| A
margine della conferenza latina sulla riduzione dei danni correlati dovuti
al consumo di droghe (che si conclude oggi a Milano), il ministro per
la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, a chi gli chiedeva un commento sulla possibilita' di avviare nuove politiche in materia di riduzione del danno (in particolare, le narcosale), ha dichiarato: con l'attuale legislazione e' sostanzialmente impossibile ... ci sono dei vincoli tali... La legge Fini-Giovanardi rende sostanzialmente impossibile un intervento in materia di riduzione del danno. Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato: Finalmente il ministro Ferrero si è espresso chiaramente sulla questione narcosale, dopo un lungo silenzio; purtroppo, accodandosi alle posizioni del ministro della Salute Livia Turco, che escludono la possibilità di istituire le narcosale con la legislazione vigente. Ma il ministro Ferrero non può utilizzare la legge sedicente Fini-Giovanardi (n. 49 del 2006) come alibi per non far nulla; lart. 79 del DPR 309/90 (quello che proibisce lutilizzo di locali per il consumo di stupefacenti) risale, appunto, al 1990 e non ha impedito, per esempio (visto che oggi si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale antiAids), linstallazione delle macchine scambiasiringhe, che furono tacciate, per tutti gli anni 90, di istigare il consumo di eroina. La dottrina e poi la giurisprudenza intervennero, precisando che si trattava invece di presidi sanitari volti alla tutela della salute pubblica; la stessa cosa può essere fatta valere per le narcosale. Ci vuole, però, una cosa che difetta sia alla Turco che a Ferrero: la volontà politica di farlo.. |
||
|
|
||
| Domani
a Torino X Congresso dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta
, ore 14:30, Sala dellantico macello di Po, via Matteo Pescatore
angolo via Vanchiglia Silvio Viale, segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, in relazione ai contenuti della enciclica Spe salvi, ha diffuso la seguente dichirazione: Non è in discussione la visione ultraterrena di Ratzinger, nè il diritto di richiamare i fedeli alla fede, ma la visione terrena. LEnciclica Spe salvi è un ritorno al passato per cercare una rivincita storica sullIlluminismo in nome dellassolutismo antiscientifico.. Eppure, proprio lilluminismo ha dato nuova linfa alla Chiesa, con la ricerca scientifica che lha sempre costretta ad inseguire e ad adeguarsi, in ritardo, alle nuove scoperte. Dalle autopsie ai trapianti, dai vaccini alle terapia del dolore, lumanità ha sempre dovuto superare lopposizione irrazionale del Vaticano. La ragione che Ratzinger vuole far vincere è quella che è subordinata alla fede. E la ragione dei roghi e dellintolleranza che nega il pluralismo culturale. E una ragione subordinata allirrazionalità, incapace di accettare che la scienza e le teorie si trasformano, laicamente, senza ortodossie, e che nuovi confini sono sempre allorizzonte per essere superati. E lesasperazione del principio di precauzione sulle cose di Dio per governare e limitare le cose degli uomini. A Ratzinger poco importa, se la Chiesa dovrà ancora chiedere scusa, perchè quello che a lui interessa non è il domani, o il banchetto eterno, ma loggi, le cose terrene, la simonia. Di fronte al rilancio di un disegno intelligente ultraterreno, che va oltre luomo e determina leternità, dobbiamo difendere il suo diritto a crederci, ma ribadire, come dice una nota e fortunata pubblicità, che life is now. La scienza è una continua sfida e si arricchisce continuamente con levoluzione delluomo. Rinascimento, illuminismo, marxismo, risorgimento, evoluzionismo, modernismo e quanto altro sono sfide continue delluomo per luomo, sono sfide di speranza. Anche lenciclica di Ratzinger è una sfida per la quale servono un nuovo illuminismo e un nuovo risorgimento laico. |
||
|
|
|
Associazione
radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 -
Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |