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Torino, 28 dicembre 2007.
SMOG/TORINO – VIALE ( radicali) “NEL 2007 MENO 20% DI PM10. SENZA TARGHE ALTERNE E SENZA PROVEDIMENTI STRAVAGANTI.”
 
UN 2007  DA RECORD, MAI COSI’ BASSO IL PM10 A TORINO.
ROAD PRICING SPERIMENTALE SOLO NELLA ZTL CENTRALE.
  Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, rende noto come a Torino nel 2007 il PM10 sia calato del 20 % dal 68,4 (media delle 5 centraline del 2006) al 54,8 (media delle 5 centraline del 2006), registrando il valore più basso mai raggiunto. La riduzione riguarda tutti gli anni precedenti: considerando la media delle sole due 2 centraline in funzione dal 2001 (Consolata e Grassi), nel 2007 (58,1 mcg/mc) vi è una riduzione del 16% sia rispetto al 2006 (69,1 mcg/mc) e sia rispetto al 2001 (69,7 mcg/mc). Le rilevazioni degli ultimi giorni di dicembre non potranno modificare il dato del 2007..
 
Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:
“Stupisce che, invece di prendere atto del dato positivo, ci si incaponisca a proporre un road pricing alla Gianduia, scimmiottando la tassa meneghina sulle auto vecchie. Forse l’assessore Mangone non sa che un esperimento genovese di road pricing è fallito e che l’idea milanese è in realtà solo un modo per fare cassa, approfittando dell’offerta di una rete di metropolitane più ampia di quella torinese. Fossi in lui, mi limiterei ad una chiusura più rigida della ZTL centrale o, se proprio si deve, a un road pricing sperimentale solo nella ZTL centrale, approfittando del fatto che è gia coperta da telecamere e incrementando gli evidenti benefici sulla viabilità centrale prodotti dalla chiusura di piazza San Carlo. In assenza di una seconda linea di metropolitana, non si può chiedere agli anziani di fare lunghi tratti a  piedi, come non è sufficiente la rituale risposta sulle navette in centro (star1, star2, star ecc.).”
 
“Nel merito del Pm10, è significativo che la riduzione, principalmente dovuta a condizioni atmosferiche favorevoli, ma in parte anche ad interventi strutturali, si sia verificata senza targhe alterne o altri inutili stravaganti provvedimenti, spesso ideati solo per far credere di occuparsi del problema. Allo stesso modo, come non ci sono state emergenze sanitarie negli anni precedenti, nessuno si è accorto di un 20% di beneficio nell’anno in corso, a dimostrazione di come spesso la questione ambientale sia l’occasione di confronti astratti, ideologici, lontani da valutazioni sull’efficacia e sulle conseguenze per la città.”
 
“Il road pricing in versione torinese diventa, così, l’occasione per assessori smaniosi di occupare le cronache, per un centrodestra schizofrenico di sconfessare a Torino quello che viene fatto a Milano, dove Ghiglia e soci amministrano, e per i brontoloni di sinistra di punzecchiare Chiamparino per altri scopi. Se si rimanesse sul punto, la lotta allo smog, ci si renderebbe conto che i provvedimenti “spot” servono a niente e che occorre proseguire sui lavori in corso: privilegiare le metropolitane, pedonalizzare di più in centro ed in periferia, migliorare la viabilità, velocizzare i trasporti pubblici, favorire il ricambio dei veicoli privati e di quelli commerciali, rispettando le esigenze sociali dei cittadini. Insomma, c’è gia molto da fare senza minacciare strampalati road pricing da una parte, fantasiosi referendum dall’altra e verifiche fuori tema da un’altra ancora.”
 
Silvio Viale

Racconigi (Cn), 24 dicembre 2007
“IL GIARDINO DEL CASTELLO DI RACCONIGI ILLUMINATO LA NOTTE DI NATALE PER FESTEGGIARE LA MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI CAPITALI”. SINTESI CONFERENZA STAMPA CON RAFFAELE COSTA, BRUNO MELLANO, SERGIO SOAVE, MINO TARICCO.
 

La conferenza stampa si è svolta oggi a mezzogiorno al Castello di Racconigi (Cn).
Il primo intervento è stato quello di Liliana Pittarello (sovrintendente regionale ai beni culturali), che ha ricordato come, in occasione dell’approvazione alle Nazioni Unite della moratoria universale delle esecuzioni capitali, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, ha chiesto ai direttori regionali del Ministero di predisporre l’illuminazione straordinaria di alcuni importanti monumenti del Paese; per il Piemonte, è stato scelto il Giardino del Castello di Racconigi, residenza estiva della Casa di Savoia dal 1700.
Grazie all’intuizione dell’on. Mellano e al lavoro della Dr.ssa Mirella Macera (responsabile del Castello di Racconigi) è stato possibile non solo organizzare l’evento straordinario ma anche questa conferenza stampa per cercare di renderlo di pubblico dominio.
Raffaele Costa (Presidente Provincia di Cuneo) ha sottolineato, innanzitutto, la scelta del Ministero di privilegiare il Castello di Racconigi. Si è poi soffermato sulla lunga campagna per la moratoria, durata 14 anni, ed ha dato atto a “Nessuno tocchi Caino” di una tenacia e costanza incredibili nonché della capacità di alimentare costantemente tale campagna con i dati pubblicati, anno dopo anno, nel suo Rapporto “La pena di morte nel mondo” (l’ultimo, quello del 2007, è edito da Reality Book, ndr). Costa ha ricordato come, nel 1994, l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi incaricò l’allora on. Emma Bonino di seguire per conto del governo italiano la discussione sulla moratoria al Palazzo di Vetro.
Venendo ai giorni nostri, Costa ha citato l’importante decisione dello Stato americano del New Jersey di abolire la pena di morte sulla base di tre ragioni fondamentali: i delitti non diminuiscono con la pena di morte; il meccanismo delle esecuzioni capitali è estremamente costoso; gli errori giudiziari sono numerosi. Costa ha così concluso: “Io aggiungo alle ragioni degli americani un altro elemento per me fondamentale: il diritto alla vita”.
Bruno Mellano (deputato radicale, membro del board di Nessuno tocchi Caino):
“Ringrazio anch’io le maestranze di Racconigi per l’efficienza e l’efficacia; grazie a loro, questa sera, illuminando i loro “giardini da sogno” celebreremo l’avveramento di un sogno, iniziato con questa intuizione politica di “Nessuno tocchi Caino”: la causa abolizionista avrebbe fatto passi in avanti sono se avesse rinunciato a chiedere “tutto e subito” ma, innanzitutto, la sospensione, la moratoria delle esecuzioni capitali, per permettere agli Stati ancora mantenitori di riflettere sulla necessità di cambiare la legislazione e, intanto, per preservare in vita coloro che attendono l’esecuzione (sono stimati fra le 19.000 e le 24.000 persone in tutto il mondo).
Ricordo che nel 1994, in sede di prima votazione sulla moratoria, ben 20 Paesi Europei si astennero e fummo sconfitti per soli 8 voti. Da allora, gli antiabolizionisti si sono battuti per evitare un’altra votazione, perché sapevano che, intanto, il fronte per la moratoria si era rafforzato ed era vincente.
La campagna di un anno fa “Nessuno tocchi Saddam” ha convinto molto Stati arabi moderati che non si trattava di una crociata dell’Occidente ma di una causa che poteva essere presa e portata avanti da chiunque, in tutto il mondo.
Certo, la risoluzione dell’ONU sulla moratoria non è vincolante ma ora il segretario generale dell’ONU dovrà ogni anno relazionare all’Assemblea sulla situazione della pena di morte nel mondo e l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale ha già prodotto mutamenti nella stessa Cina, dove avviene il 90% delle esecuzioni capitali; mentre prima tutto era lasciato in mano ai tribunali provinciali, ora è la Corte Suprema a dover dire l’ultima parola e ciò comporterà una diminuzione degli abusi e degli arbitrii.
Infine, sono contento che tanti politici piemontesi hanno dato il loro contributo a questa lotta, da Emma Bonino al sottogretario Gianni Vernetti a Pietro Marcenaro (presidente commissione diritti umani della Camera). La lotta continua, fino all’abolizione totale della pena di morte; ma per farla continuare occorrono, da subito, finanziamenti e contributi.”.
Mino Taricco (assessore regionale all’Agricoltura, Partito Democratico) ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: “Nell’era della globalizzazione occorre un umanesimo nuovo che sappia mettere al primo posto la difesa della vita umana: no alla pena di morte ma no, anche, per esempio, all’eutanasia”.
Sergio Soave (presidente regionale del Partito Democratico):
“Questa vittoria dimostra che un altro mondo è possibile. Occorre utilizzare l’occasione delle Olimpiadi di Pechino per riuscire a convincere la Cina a fare passi in avanti sul fronte dei diritti umani.”
Adriano Tosello (sindaco di Racconigi): “Mai avrei pensato di essere d’accordo su qualcosa con i radicali. Ne sono felice e intendo al più presto organizzare con l’on. Mellano un incontro pubblico, coinvolgendo le scuole, perché la campagna abolizionista non deve essere patrimonio solo degli addetti ai lavori ma di tutti”.
Erano presenti alla conferenza stampa: Umar Khanbiev (ex ministro della sanità del governo ceceno, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale); Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani); Rosanna Degiovanni (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Mellano
Manfredi
www.nessunotocchicaino.it www.associazioneaglietta.itCampagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte".
Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale.
Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom.
La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia).

PER LE TV PRIVATE E’ DISPONIBILE UNO SPOT CON IMMAGINI DI OLIVIERO TOSCANI E SOTTOFONDO MUSICALE DI ENRICO RUGGERI.
LINK: http://service.radioradicale.it/down/3453/caino.avi


Torino, 24 dicembre 2007
8 SENATORI: HA RAGIONE DILIBERTO, OCCORRE IL RISPETTO DELLA LEGGE
  Viale e Boni: “Dopo 20 mesi di illegalità finalmente sembra che qualcuno si renda conto dello scandalo. In Piemonte Franco Turigliatto dovrebbe lasciare il posto a un eletto della Rosa nel Pugno”
Ieri il leader del Pdci, Oliviero Diliberto ha affrontato la questione degli 8 Senatori dichiarando “sono stati regolarmente eletti. Rafforzerebbero la maggioranza, rendendo ininfluenti i ricatti di quei Senatori che ogni giorno minacciano e pongono ultimatum”.
A questo proposito Silvio Viale e Igor Boni (Presidente e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“E’ dal giorno delle elezioni che denunciamo lo scandalo tutto italiano del non rispetto della legge elettorale: 8 Senatori regolarmente eletti sono esclusi dal Senato, altri 8 occupano illegalmente i loro posti. Tutto questo accade da 20 mesi. Ma che cosa rappresenta la legalità per le Istituzioni italiane? Ora anche Oliviero Diliberto si pronuncia a favore della interruzione di questa violazione patente della legge, ne prendiamo atto con soddisfazione. Peccato che le sue dichiarazioni siano fatte non solo per amore della legalità ma anche in nome di un ipotetico rafforzamento del Governo. Noi chiediamo semplicemente il rispetto della lettera della legge, al di là della mera convenienza di chiunque.
 
Viale
Boni

Torino, 22 dicembre 2007
NARCOSALA A TORINO/PROMOTORI PETIZIONE INVIANO LETTERA NON A BABBO NATALE MA A MINISTRO FERRERO: “INTERVENGA NEI CONFRONTI SIA DEL MINISTRO DELLA SALUTE SIA DEL SINDACO CHIAMPARINO”.
 

I promotori della petizione per l’istituzione di una narcosala a Torino (Susanna Ronconi e Franco Cantù/Forum Droghe – Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Alessandro Orsi/Malega9) hanno inviato una lettera aperta al ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero.
 
Qui sotto la parte finale della lettera:
 
“… Ci auguravamo, e ancora oggi ci auguriamo, non solo e non tanto una sua dichiarazione – su questo tema lei si è positivamente più volte espresso pubblicamente – ma un atto politico che possa  dare al dibattito una chance di apertura e cambiamento. Conosciamo la sua posizione sulle stanze del consumo,  fondata sulla conoscenza e sulle evidenze, nonché su una accezione mite e pragmatica delle politiche pubbliche su droghe e dipendenze, e l’abbiamo, nel tempo, apprezzata. Ora, a Torino, si gioca una partita importante, concreta, su cui riteniamo che il suo Ministero (che ha il compito di coordinare le politiche di prevenzione, cura, riabilitazione, riduzione del danno) possa e debba avere voce in capitolo, e non certo una voce più flebile di quella del Ministero della Salute, in tema di linee di indirizzo, di priorità, di interpretazione della norma.
 
Crediamo che – nelle more di una riforma della legge Fini Giovanardi e dello stesso Testo Unico/DPR 309/90, di cui appare davvero difficile intravedere oggi  il destino – il governo che, nel suo programma, ha preso l’impegno per una diversa politica sulle droghe e in specifico per lo sviluppo di un approccio di riduzione del danno (uno dei quattro pilastri delle politiche dell’Unione Europea sulle dipendenze, da Lei giustamente richiamate nel suo recente “Piano italiano di azione sulle droghe”), debba almeno adoperarsi per far sì che vengano individuate, legittimate e favorite tutte le opportunità concrete e possibili per attuare le innovazioni necessarie a garantire salute e benessere sia dei consumatori di droghe sia della società in cui essi vivono, sopravvivono, muoiono.
 
La nostra petizione popolare sarà discussa dalla Commissione Sanità del Comune di Torino il prossimo 10 gennaio; anche la mozione consiliare che prevede la sperimentazione delle narcosale (a cui se ne è aggiunta una seconda, sempre di componenti della maggioranza, che, con i soliti giri di parole, tenta di affossare la sperimentazione) sarà discussa a gennaio. C’è ancora tempo, tempo prezioso, e ci sono ancora strumenti -  politici, amministrativi, organizzativi – per facilitare invece che bloccare la sperimentazione. Ci auguriamo che esista anche la volontà politica di farlo, che esista la Sua volontà politica di contribuire a farlo, magari grazie a un franco scambio di opinioni e valutazioni sia con la ministra Livia Turco sia con il sindaco Sergio Chiamparino.
 
Nel farle gli auguri di buon anno, non possiamo che accomiatarci da Lei con l’ammonimento, sempre attuale, di un torinese come Lei e come noi, Primo Levi: se non ora, quando?”.
 
Manfredi
 
N. B. Il testo completo della lettera.pdf


Roma, 21 dicembre 2007
EX AMIANTIFERA DI BALANGERO / SITUAZIONE INCREDIBILE: STANZIATI OLTRE 20 MILIONI DI EURO DOPO I QUASI 30 MILIONI SPESI IN QUESTI ANNI
  Mellano: “A fronte di una spesa gigantesca, risultati scadenti. Ormai l’ex amiantifera è diventata come il Pozzo di San Patrizio. Inspiegabile la vendita di materiali contenenti amianto per la costruzione di strade e ferrovie”
 
È stato firmato a Roma l’accordo di programma per il proseguimento dei lavori di bonifica del sito dell’ex Amiantifera di Balangero e Corio nel Canavese. Il documento stipulato tra il Ministero dell'Ambiente, la Regione e gli Enti locali interessati (Provincia di Torino, Comune di Corio, Comune di Balangero e Comunità montana Valli di Lanzo) prevede che il Ministero dell'Ambiente e la Regione assicurino rispettivamente ulteriori 11,2 milioni e circa 9,2 milioni di euro, finalizzati alla realizzazione di un programma di interventi necessari al completamento delle attività di risanamento dell’area.
Fino ad oggi sono stati complessivamente impegnati oltre 28,5 milioni di euro. Sull’argomento è stata da tempo depositata una interrogazione del Deputato radicale della Rosa nel Pugno Bruno Mellano
a cui non è ancora stata data risposta.
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno)
“In questa vicenda l’ex-amiantifera di Balangero sta diventando come il pozzo di San Patrizio.. Dopo un impegno complessivo di quasi 30 milioni di euro per le operazioni di bonifica - attuate con spaventoso ritardo e assolutamente non completate – giunge ora notizia dell’accordo di programma che prevede ulteriori stanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Regione Piemonte per oltre 20 milioni di euro. In questo modo si raggiungono complessivamente i 50 milioni di euro. Una cifra spropositata a fronte del lavoro attuato. Una cifra (denaro pubblico) che dobbiamo ora controllare con grande attenzione che venga spesa correttamente. Chiediamo a Regione e Ministero, insieme, di ammettere errori e manchevolezze che sono evidenti a tutti e di vigilare per evitare ulteriori inaccettabili sperperi.
L’interrogazione che ho presentato al Ministro dell’Ambiente nel settembre scorso, alla quale non ho ricevuto risposta, mira a fare luce su questa vicenda: dalla spesa di denaro senza la verifica dell’efficacia degli interventi, alla costituzione di una società con partecipazioni pubbliche (RSA srl) che spesso nel passato è servita più ai consiglieri di amministrazione che alla collettività. Resta irrisolto poi l’aspetto incredibile della vendita di materiali contenenti amianto per la costruzione di strade e ferrovie in Piemonte.”
 
Mellano
Boni

Torino, 21 dicembre 2007
MORATORIA? VITTORIA! MA NON FINISCE QUI …”. SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALI TORINO E “NESSUNO TOCCHI CAINO”.
APPELLO ALL’INVIO DI SMS AL 48584; SPOT A DISPOSIZIONE DELLE TV.
DOMANI SEDE RADICALE DI TORINO APERTA PER RACCOLTA FONDI PER CAMPAGNA ABOLIZIONISTA.
 

Ha introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani):
“Mi preme fare due considerazioni: le ultime battute della campagna sulla moratoria (la procedura di discussione al Palazzo di Vetro di New York e la votazione di martedì scorso) possono indurre a far passare la cosa come appannaggio di pochi e lontani addetti ai lavori. Non è così, non è stato così: la campagna sulla moratoria ha vissuto per ben quindici anni grazie all’apporto di migliaia e migliaia di cittadini in tutto il mondo, dall’uomo della strada ai Premi Nobel, fino all’ultimo atto; porto ad esempio la nostra esperienza militante di Torino: quest’anno l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha fatto decine di tavoli raccogliendo migliaia di firme sulla petizione di “Nessuno tocchi Caino” per la moratoria, le ultime domenica in Piazza Castello, in occasione della visita del Dalai Lama. La seconda considerazione è che, dopo, tutto pare facile, scontato, automatico, ma concepire le modalità stesse della campagna ha richiesto un ventennio di lavoro, fin da quando Mariateresa Di Lascia inventò il nome stesso di “Nessuno tocchi Caino”, ricavandolo dall’ammonimento biblico, fin da quando Adelaide Aglietta, da parlamentare europea, sostenne e finanziò i primi fondamentali passi dell’iniziativa.
A proposito di finanziamenti, c’è uno strumento a disposizione di tutti e di ciascuno, il proprio cellulare, per non essere spettatori passivi ma protagonisti e finanziatori della seconda parte della campagna, quella per passare dalla moratoria all’abolizione completa della pena di morte in tutto il mondo: inviate SMS al 48584 (ogni singolo invio costa un euro da cellulare e due euro con chiamata da telefono fisso di Telecom Italia).”.
Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
“Nella propria vita si ricordano poche date storiche, della serie “Io c’ero”; quella di martedì 18 dicembre 2007 è sicuramente una di queste. Tenendo ben presente che, quando nell’800 venne sancita la fine della schiavitù, quello fu solo l’inizio della fine della schiavitù; occorsero altri anni, altri decenni, per attuare quanto deciso. Lo stesso vale ora per la moratoria.
Voglio ricordare che furono semplici cittadini a lanciare vent’anni la sfida al boia, partendo da un caso singolo, quello di Paula Cooper negli Stati Uniti. E voglio ricordare quanto abbiamo fatto qui a Torino a partire da settembre, con Amnesty International, per scandire e accompagnare le ultime battute della campagna: la “maratona oratoria per la moratoria”, davanti al Municipio di Torino; la fiaccolata in Piazza Castello; la richiesta, esaudita, al sindaco Chiamparino di illuminare la Mole Antonelliana prima di rosso e poi, dopo la vittoria, con la scritta “Torino contro la pena di morte”.”.
Bruno Mellano (deputato radicale, membro del board di Nessuno tocchi Caino):
“E’ stato prezioso il “Rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino” che, ogni anno, ha fatto il punto della situazione della pena di morte nel mondo, diffondendo dati, fissando impegni e scadenze. Come per tante altre cause del passato, sapevamo che i cittadini erano d’accordo con noi e che occorreva convincere le istituzioni a farsi carico del problema. E’ stata l’affermazione di un metodo politico, la vittoria della capacità di rifiutare il facile assioma “Noi siamo i buoni, i favorevoli alla pena di morte sono i cattivi” per cercare di instaurare un dialogo con il diverso da noi; per questo, anch’io, come militante di “Nessuno tocchi Caino”, sono andato (con Benedetto Della Vedova e Rosanna Degiovanni) fino in Kirghisistan, Ukbekistan e Kazakistan per convincere i governi di quei Paesi a votare per la moratoria (cosa poi avvenuta). Il mio collega socialista Enrico Buemi è andato in India e Sri Lanka; Gianni Vernetti, quando non era ancora sottosegretario agli Esteri ma semplice deputato della Margherita, è andato in Africa.
Non dobbiamo dimenticare che la stessa Italia ha abolito definitivamente la pena di morte dal codice penale militare di guerra solamente pochi mesi fa..
Oltre al lavoro di lobby fatto negli anni passati, è stato determinante quello compiuto al Palazzo di Vetro dell’ONU per convincere anche lo Stato più piccolo e sconosciuto a votare a favore della moratoria.
E’ una vittoria sicuramente del governo Prodi (dando atto a Berlusconi di aver fatto la propria parte già all’epoca della prima sfortuna votazione all’ONU, nel 1994); è un vittoria del Parlamento Europeo, che ha fornito il suo sostegno “senza se e senza ma”; è, innanzitutto, la vittoria dei radicali che, come altre volte nella loro storia politica, hanno imposto al partito della rassegnazione e del rinvio all’anno del mai due semplici imperativi: “QUI ED ORA!”.
Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani):
“La moratoria è un successo del metodo nonviolento radicale, che sa farsi forza anche delle sconfitte. Esattamente un anno fa, Marco Pannella lanciava la campagna “Nessuno tocchi Saddam”; se il rais iracheno fosse stato risparmiato, sicuramente tanti altri condannati a morte nei Paesi Arabi avrebbero avuta salva la vita. Pannella agganciò subito a quella campagna uno sciopero della sete per chiedere al governo Prodi un preciso impegno sulla moratoria; lo ottenne e quello è stato il punto di svolta. Lo Stato, ogni Stato deve rifiutare di essere Caino, deve rifuggire dall’illusione che dando la morte, vendicandosi, si dà giustizia.”.
Manfredi ha concluso la conferenza stampa ricordando che domani, sabato 22 dicembre, la sede radicale di Torino (via Garibaldi n. 18, interno cortile) sarà aperta dalle 10:00 alle 18:00 per la raccolta di finanziamenti e sottoscrizioni per “Nessuno tocchi Caino”.

Manfredi
Campagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte".
Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale.
Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom.
La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia).PER LE TV PRIVATE E’ DISPONIBILE UNO SPOT CON IMMAGINI DI OLIVIERO TOSCANI E SOTTOFONDO MUSICALE DI ENRICO RUGGERI.
LINK: http://service.radioradicale.it/down/3453/caino.avi


Torino, 21 dicembre 2007.
MORATORIA ABORTI – VIALE “L’ABORTO NON E’ UNA PENA DI STATO, MA UNA SCELTA.”
  Silvio Viale, medico radicale, replica a Giuliano Ferrara sulla provocatoria proposta di una moratoria mondiale degli aborti, ha diffuso la seguente nota:
“Misoginia allo stato puro, nient’altro. E’ il prodotto di una ideologia che relega la donna ad un ruolo secondario nella società , subordinato alle scelte riproduttive di altri, non ritenuta nemmeno capace di decidere per se stessa. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti … senza distinzioni di sesso, recita la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Vietare l’aborto, perché questo è il senso dell’appello di Giuliano Ferrara, significa negare alle donne i diritti sul proprio corpo e sulla propria gravidanza. Ogni anno quasi 70.000 donne muoiono per aborto non sicuro, perlopiù clandestino in paesi ove questo diritto è negato, dove viene accettata ed incentivata questa pena di morte per le donne. Fermare questa strage è la vera moratoria che le donne si aspettano, perché il divieto di aborto è di Stato, è obbligatorio e nega diritti, mentre l’aborto non è una pena di Stato, ma è una scelta. L’aborto legale ha peraltro ridotto a casi sporadici la mortalità per aborto e ha ridotto dappertutto il numero di aborti. Non si aspetti, Giuliano Ferrara, irrisioni o sarcasmo. Non da me. La proposta di moratoria sugli aborti è talmente irresponsabile e provocatoria che non merita un teatrino in punta di penna, perché l’aborto è cosa seria. L’aborto è per le donne, perché riguarda essenzialmente loro, i loro desideri, le loro speranze, le loro paure, le loro tragedie, le loro battaglie, i loro bisogni, i loro sentimenti, le loro conoscenze, il loro potere, le loro oppressioni, la loro libertà, le loro costrizioni, le loro risorse e le loro decisioni. E' per loro che occorre offrire un aborto legale in tutti i paesi del mondo, le soluzioni più sicure e la possibilità di scelta tra metodi medici e chirurgici. Lo scandalo supremo del nostro tempo continua ad essere l’aborto vietato e clandestino che colpisce ancora metà delle donne del globo. Non a caso il Movimento per la Vita esiste solo dove l’aborto è legale. Propagandare l’astinenza o i poco efficaci metodi naturali, come unici contraccettivi è uno scandalo collegato, che non può essere ignorato da Giuliano Ferrara quando, per puro spirito di contraddizione, associa gli aborti all’approvazione della moratoria delle esecuzioni capitali, dimenticandosi delle donne e dei loro difficili, spesso tragici, rapporti sociali. Esattamente quello che fa il Movimento per la vita, il cui unico obiettivo è quello di dissuadere le donne dall’aborto, a qualunque costo. Al contrario l’obiettivo mio e degli operatori della 194 è quello di rispettare con devozione la scelta della donna, di aiutarla nella scelta, senza cercare di convincerla ad abortire o a non abortire. Ovviamente, come con Eugenia Roccella sulla questione della RU486, sono disposto ad un confronto ovunque, con qualunque pubblico, anche fuori casa.”

Silvio Viale

Torino, 20 dicembre 2007
WELBY – VIALE  “DOPO UN ANNO NON E’ CAMBIATO NIENTE. A PARTE I CITTADINI SEMPRE PIU’ FAVOREVOLI ED UN PARLAMENTO SEMPRE PIU’ INFOGNATO.”
  Cosa accadrebbe  se uno come Welby chiedesse oggi di essere lasciato morire?
Il thread di Welby ha superato il milione di letture..
Domani, venerdì 21 dicembre, a Lecco presentazione fiaccolata e manifesto per Eluana.
 
“Cosa accadrebbe  se uno come Welby chiedesse oggi di essere lasciato morire? Niente. La situazione legislativa sarebbe la stessa di allora, perché dopo un anno non è cambiato niente. Nemmeno il Dr Mario Riccio, oggi si muoverebbe più da Cremona per scendere a Roma.”
Questa è l’amara constatazione di Silvio Viale, il medico radicale, dirigente di EXIT-Italia e dell’Associazione Luca Coscioni, che da anni si batte per una legge sull’eutanasia in Italia.
Oggi Silvio Viale, come molti italiani è iscritto anche ad una associazione di volontari svizzeri che sostengono coloro che ottengono il via libera per il suicidio assistito. “Una sorta di polizza assicurativa” la definisce il Dr Viale, che sempre più italiani cercano per casi disperati.
 
Silvio Viale, in occasione del primo anniversario della morte di Welby, è così intervenuto, aggiungendo:
“Dopo un anno, sebbene il Dr Riccio sia stato assolto, non credo che un medico potrebbe assistere un nuovo caso Welby senza incorrere in grane legali e rischiare persecuzioni processuali. Un anno fa chiesi pubblicamente che un medico ultrasettantenne si facesse avanti e, su Micromega, con un intervento modificato in corsa per l’intervento di Riccio, invitavo Veronesi, Marino e tutti ad autodenunciarci. Oggi saremmo nella stessa situazione, perché, purtroppo, il caso Welby non fa scuola. Dopo Welby, Giovanni Nuvoli ha dovuto lasciarsi morire di fame, dopo che l’anestesista perugino Tommaso Ciacca fu stoppato dai carabinieri. In tanti sono come l’eporediese Adolfo Baravaglio, che continua ad essere condannato a vivere, non avendo lui nemmeno la possibilità di staccarsi da un ventilatore meccanico. La stessa Eluana Englaro, alla quale la Cassazione ha iniziato a rendere un po’ di giustizia, dopo 16 anni, è destinata a battere tutti i record di Stato Vegetativo, senza che un Parlamento cinico e distratto si decida ad affrontare, anche solo di striscio la materia. Anche sulle terapie del dolore non si è fatto alcun passo in avanti, con l’ennesimo decreto inutile della Turco, che segue quelli di Veronesi, di Sirchia e di Storace, e con l’Italia che resta fanalino di coda per l’uso degli oppiacei. Si è forse parlato un po’ di più di cure palliative, perlopiù per continuare a giustificare la volontà di non fare niente. Il Parlamento non si è smosso nemmeno di fronte al palesarsi della verità sulla morte di Giovanni Paolo II e sul suo gran rifiuto di continuare a sopravvivere innaturalmente, per cui ha evitato di lasciare il rifugio del Vaticano.
In questo anno il Parlamento italiano non si è dimostrato neanche capace di iniziare la discussione sul testamento biologico, manco nella forma più soft di mero adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, ratificata dalle Camere nel lontano 2001. Altro che lotta all’accanimento terapeutico, di cui molti si riempiono comodamente la bocca, essendo cosi indefinibile da non comportare impegni di sorta.
Eppure, nei sondaggi, i cittadini sono sempre più favorevoli ed i medici, coinvolti nella morte, sempre più sensibili ai temi di fine vita ed al diritto ad una morte con dignità, senza sofferenze. Nel 62% dei casi la morte in rianimazione avviene per sospensione delle cure, come nelle unità intesive neonatali, ma non si sa cosa accada nelle case di riposo per anziani e a domicilio.
Eppure il Thead di Welby sul forum di radicali.it ha superato il milione di letture.
E’ con questo spirito che domani, alle ore 16, a Lecco, giovedì 21 dicembre alle ore 15.30 presso il Caffé Diaz in Piazza Diaz, presenterò la fiaccolata per il 18 gennaio, 16° anniversario dell’incidente di Eluana Englaro. Il testimone di Welby è oggi nelle mani del corpo di Eluana Englaro e della sua irreversibile atrofia corticale, in una corsa ideale iniziata da Luca Coscioni e che ha visto e vedrà partecipare tanti protagonisti fino quando la dignità del morire no sarà riconosciuto come un diritto umano per tutti.”
 
Silvio Viale

Torino, 20 dicembre 2007
“MORATORIA? VITTORIA! MA NON FINISCE QUI …”
DOMANI CONFERENZA STAMPA NELLA SEDE RADICALE DI TORINO.
  La conferenza stampa si terrà domani, venerdì 21 dicembre, a mezzogiorno, nella sede dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (Torino, via Garibaldi n. 18/55, interno cortile).
A commentare la storica vittoria ottenuta al Palazzo di Vetro grazie alla tenacia radicale e ad illustrare i prossimo obiettivi della campagna abolizionista saranno:
Bruno Mellano (deputato radicale dei “Socialisti e Radicali – RnP”, membro del board di Nessuno tocchi Caino)
Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)
Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani)
Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) www.nessunotocchicaino.it www.associazioneaglietta.it

Torino, 20 dicembre 2007
PENA DI MORTE: DOMANI DIBATTITO A TORINO SU APPROVAZIONE MORATORIA
  Venerdì 21 dicembre al SERMIG - Arsenale della pace (ore 18-19,30, p.za Borgo Dora 61, Torino) si terrà il dibattito "Contro la pena di Morte. Il contributo dell'Italia all'adozione di una moratoria internazionale sulla pena di morte",
con Ernesto OLIVERO (Fondatore del Sermig), Pietro MARCENARO (Presidente Comitato permanente sui diritti umani alla Camera dei deputati), Gianni VERNETTI (Sottosegretario Affari Esteri) e Bruno Mellano (Deputato radicale del gruppo “Socialisti e Radicali – RnP”, membro del board di Nessuno tocchi Caino).

Torino, 18 dicembre 2007
ONU APPROVA MORATORIA PENA DI MORTE/RADICALI TORINO: UNA VITTORIA DELL’INIZIATIVA VENTENNALE  DI NESSUNO TOCCHI CAINO E DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE.
 
QUESTA NOTTE MOLE ANTONELLIANA ILLUMINATA DA SCRITTA CONTRO PENA DI MORTE.
 
DA OGGI FINO A FINE ANNO CAMPAGNA DI SMS A SOSTEGNO DI NESSUNO TOCCHI CAINO.
  Alle ore 17:54  di oggi,  l'Assemblea generale dell'ONU, a New York, ha votato la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali: 104 SI’, 54  NO, 26 Astenuti.
 
Accogliendo la richiesta dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e di Amnesty International, il sindaco Sergio Chiamparino ha deciso di far illuminare questa notte la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, con la scritta “Torino contro la pena di morte”.
 
Fino a mezzanotte, la sede radicale torinese di via Garibaldi n. 18 è aperta ai cittadini per festeggiare il risultato storico.
 
Igor Boni e Silvio Viale (segretario e presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
 
“Dedichiamo questa storica vittoria a Maria Teresa di Lascia (esponente radicale scomparsa nel 1994), che vent’anni fa concepì il nome stesso di “Nessuno tocchi Caino”, desumendolo dal comandamento biblico della Genesi, e ad Adelaide Aglietta, che dal Parlamento Europeo seppe alimentare e sostenere la campagna abolizionista.”.
 
 
Intanto, è partita la campagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte".
Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale.
Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom.
La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia).
 
 
Boni
Manfredi

SETTE ANNI PER IL TIBET DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA: 86 INIZIATIVE PER TENERE ACCESA LA SPERANZA.
  2000
 
20 ottobre:
in Consiglio Regionale i consiglieri Mellano e Palma presentano un ordine del giorno sul riconoscimento dei diritti del popolo tibetano.
5 dicembre:
il Consiglio Regionale del Piemonte approva all’unanimità l’ordine del giorno radicale per “Il riconoscimento dei diritti del popolo tibetano”. La bandiera tibetana sarà esposta in bacheca nella sede del Consiglio Regionale.
 
2001
 
4 gennaio:
appare un articolo sulla situazione del Tibet all’interno della rivista “Notizie della Regione Piemonte” a firma di Giulio Manfredi.
18 gennaio:
ai 1200 comuni del Piemonte viene inviata una lettera a firma Leo (F.I.), Marcenaro (D.S.) e Mellano (Lista Bonino) che chiede l’adesione dei comuni alla campagna “Una bandiera per il Tibet”.
12 febbraio:
Asti è il primo capoluogo di provincia ad aderire alla campagna una bandiera per il Tibet.
13 marzo:
conferenza stampa di presentazione dell’esposizione delle bandiere del Tibet. Partecipano il Presidente del Consiglio Regionale Cota, l’Assessore Leo, Marcenaro (D.S.) e Mellano (Lista Bonino).
5 giugno:
il consigliere regionale radicale Palma pubblica un articolo sull'Opinione ricordando la strage di piazza Tien An Men, l’assenza dei diritti in Cina e l’oppressione del popolo tibetano.
6 giugno:
il Consiglio Regionale, su proposta dei due consiglieri regionali radicali, approva un ulteriore ordine del giorno a sostegno della causa tibetana.
6 giugno:
manifestazione radicale di fronte alla sede del Consiglio Regionale a Torino, in occasione della visita del Console generale della Repubblica Popolare Cinese, Gao Shumao, per chiedere libertà per il Tibet e democrazia in Cina. Partecipano all’iniziativa numerosi consiglieri regionali.
6 giugno:
il comune di Biella aderisce alla campagna “Una bandiera per il Tibet”.
19 giugno:
una delegazione dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta incontra il sindaco di Torino Sergio Chiamparino per sollecitare l’adesione della città all’iniziativa “Una bandiera per il Tibet”.
29 giugno:
l’Associazione radicale Adelaide Aglietta aderisce all’iniziativa “In marcia per il Tibet”con partenza da Bologna ed arrivo a Firenze. Alla partenza
è presente il segretario dell’Associazione Igor Boni, alla tappa conclusiva prende parte Carmelo Palma, in rappresentanza della Regione Piemonte.
21 luglio:
il consigliere regionale Bruno Mellano, in rappresentanza della regione Piemonte, partecipa a Briancon (F) ad un incontro internazionale sulla situazione tibetana.
23 luglio:
il console cinese, invitato su sua richiesta dal Consiglio Regionale del Piemonte sulla questione tibetana, ha dichiarato tra i motivi della occupazione cinese che l’allora Dalai Lama compiva sacrifici umani con pelli di bambini uccisi e con il sangue di vergini sgozzate. I consiglieri regionali Palma e Mellano definiscono le dichiarazioni “propaganda da esportazione del regime comunista cinese”.
27 luglio:
il consigliere regionale radicale Bruno Mellano, con l’assessore alla cultura Leo (F.I.) e il consigliere regionale dei D.S. Marcenaro inviano una lettera a tutti gli organi di informazione per rilanciare la battaglia sulla libertà del popolo tibetano.
5 agosto:
una delegazione dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, composta tra l’altro da Rosanna Degiovanni e Bruno Mellano, partecipa al Pian del Velasco (CN) all’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Terre Lontane a sostegno della cultura tibetana.
6 settembre:
il Consiglio Comunale di Ivrea (TO) approva una mozione relativa all’autonomia
del Tibet e di sostegno al Governo tibetano in esilio. In contemporanea alla discussione i radicali manifestano.
4 ottobre:
conferenza stampa di presentazione di una tre giorni di iniziative per il Tibet sponsorizzata dalla Regione Piemonte dal titolo: “Tibet, una cultura in esilio”. Partecipa alla presentazione il consigliere regionale radicale Bruno Mellano invitato dagli organizzatori (ISCOS-CISL)
17 novembre:
a Giaveno (TO), in occasione della “presentazione” della bandiera tibetana, in seguito all’adesione del comune alla campagna “Una bandiera per il Tibet”, il consigliere regionale Carmelo Palma interviene soffermandosi sulle iniziative radicali per il Tibet e sulla recente iniziativa nonviolenta condotta in Laos.
23-25 novembre:
l’Associazione radicale Adelaide Aglietta, con un impegno straordinario di Rosanna Degiovanni, ha organizzato una tre giorni sul Tibet a Fossano (CN) per rilanciare la campagna internazionale “Una bandiera per il Tibet”. Si è svolto un dibattito dal titolo: “L’esilio dei diritti, la forza della nonviolenza”a cui hanno partecipato Olivier Dupuis, segretario del P.R.T. e Bruno Mellano, consigliere regionale radicale. È stato proiettato il film di Eric Valli: “Himalaya, l’infanzia di un capo”, è stata organizzata una mostra fotografica di Davide Dutto dal titolo: “In marcia per il Tibet”. Durante tutto l’evento una decina di monaci tibetani hanno costruito un Mandala che hanno distrutto al termine dell’iniziativa.
16 dicembre:
La mozione approvata dal congresso dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta impegna ad occuparsi prioritariamente della raccolta firme per i 25 progetti di legge liberali, liberisti e libertari, ad organizzare iniziative sul Tibet e l’aborto farmacologico.
 
2002
 
14 gennaio:
i consiglieri regionali radicali ed alcuni militanti manifestano sotto il palazzo della giunta regionale con le bandiere del Tibet, in occasione dell’incontro di una delegazione di parlamentari cinesi con il Presidente Ghigo.
17 gennaio:
viene spedita agli 8000 comuni, alle 80 province ed alle 19 regioni italiane, una lettera a firma di Giampiero Leo (F. I.), Pietro Marcenaro (D.S.) e Bruno Mellano (Radicali), che chiede l’adesione degli enti ad una associazione a sostegno dei diritti del popolo tibetano.
12 febbraio:
il segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, il presidente Silvio Viale ed il militante radicale Roberto Vigna, incontrano il sindaco di Torino Sergio Chiamparino per chiedere l’adesione del comune alle iniziative sul Tibet e la firma del sindaco sui 25 progetti di legge di iniziativa popolare dei radicali.
28 febbraio:
conferenza stampa di presentazione della assemblea costituente dell’Associazione di comuni, provincie e regioni per il Tibet, nella sede del Consiglio regionale del Piemonte. Partecipano Jetsun Pema (sorella del Dalai Lama), Roberto Cota (Presidente del Consiglio regionale), Gianpiero Leo (Assessore alla cultura), Pietro Marcenaro (consigliere regionale dei D.S.) e Bruno Mellano (consigliere regionale radicale).
9 marzo:
su iniziativa del gruppo consiliare radicale e della Regione Piemonte si costituisce l’Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet. Aderiscono oltre 110 comuni, 5 province e 3 regioni. E’ eletto coordinatore Bruno Mellano. Oltre 100 persone partecipano all’evento che si svolge nella sala del Consiglio regionale. Interviene tra gli altri il segretario del P.R.T. Olivier Dupuis, giunto al 17° giorno di digiuno per chiedere un intervento forte dell’Europa nei confronti della tragedia cecena.
21 marzo:
ad una assemblea dei Consigli regionali italiani che si tiene a Torino, su invito dei consiglieri regionali radicali, il Presidente del Consiglio regionale Cota consegna 20 inviti ad aderire all’Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet.
25 marzo:
appare su “Notizie della Regione Piemonte” un articolo relativo alla recente costituzione dell’Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet.
24 maggio:
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e coordinatore dell'Associazione comuni pro-Tibet partecipa alla manifestazione organizzata dal Partito Radicale a Roma sul rispetto dei diritti umani in Cina, in occasione della visita ufficiale del vice-premier cinese Li Lanqing.
28 maggio:
Il consigliere regionale radicale Bruno Mellano e l'esponente radicale Gabriele Sorba partecipano alla cerimonia dell'esposizione pubblica della bandiera tibetana nella sala del consiglio comunale di Pavone Canavese (TO).
6 maggio:
durante la seduta del Consiglio comunale di Bra (CN) viene innalzata nell’aula massima del municipio la bandiera tibetana. E’ presente alla cerimonia il consigliere regionale radicale Bruno Mellano.
4 giugno:
il consigliere regionale radicale Bruno Mellano, con una delegazione radicale, partecipa alla cerimonia dell'esposizione pubblica della bandiera tibetana nella sala del consiglio comunale di Caprie (TO).
18 luglio:
conferenza stampa su “Cina: Falun Gong, tre anni di persecuzioni; Tibet, cresce la mobilitazione degli enti locali”. Sono intervenuti Bruno Mellano, coordinatore dell’Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet, la signora Wenyi Wang, reporter di Epoch Times, giornale internazionale in lingua cinese e Alfredo Fava, imprenditore biellese e coordinatore dei Falun Gong in Italia.
23-30 settembre:
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, fa parte della delegazione dell'intergruppo Tibet del Parlamento Italiano, ospite in India del governo tibetano in esilo.
14-15 novembre:
Bruno Mellano in qualità di segretario dell'associazione di regioni, provincie e comuni per il Tibet, partecipa a Bruxelles ad un incontro dell'intergruppo Tibet del Parlamento europeo.
 
2003
 
17 gennaio:
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e segretario dell'Associazione di comuni, provincie e regioni per il Tibet, spedisce una lettera aperta a tutti i giornali locali sulla situazione tibetana.
19 gennaio:
Rosanna Degiovanni dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta rilancia sul sito dell'associazione la richiesta ai cittadini di prendere anche la cittadinanza Tibetana in risposta all'occupazione cinese.
6 marzo:
il segretario del Dalai Lama scrive a Bruno Mellano, coordinatore dell’associazione comuni, province e regioni per il Tibet, per comunicargli che la bandiera del Tibet inviata dalla Regione Piemonte sta sventolando sul pennone della residenza del Dalai Lama.
10 marzo:
conferenza stampa di Bruno Mellano (radicali), Marco Botta (AN), Pietro Marcenaro (DS) e Giampiero Leo (FI) a un anno dalla nascita dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet. Viene annunciato che sono 104 i comuni, 8 le province e 3 le regioni che hanno aderito.
28 aprile:
Giampiero Leo (Assessore regionale alla Cultura) e Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) prendono parte alla conferenza stampa di presentazione della mostra “Tibet: Oltre la leggenda” che sarà allestita a Rivarolo Canavese (TO).
3 maggio:
Bruno Mellano, presidente dell’Associazione comuni, provincie e regioni per il Tibet prende parte a Rivarolo Canavese (TO) all’inaugurazione della mostra: “Tibet, oltre la leggenda”.
7 luglio:
a Torino, in una sala del Consiglio regionale, incontro pubblico dal titolo: “Quale futuro per il Tibet, quale futuro per la causa tibetana?”. Hanno preso la parola Olivier Dupuis (europarlamentare radicale), Giampieron Leo (Assessore regionale alla Cultura), Gianni Vernetti (Presidente dell’Intergruppo Tibet del Parlamento italiano), Laura Cima (deputata dei Verdi), Claudio Tecchio (CISL Piemonte) e Bruno Mellano (Coordinatore dell’Associazione comuni, provincie e regioni per il Tibet).
18 luglio:
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e Rosanna Degiovanni, militante radicale cuneese, partecipano alla due giorni sul Tibet organizzata a Briancon (F) da alcune associazioni di sostegno alla causa tibetana.
1 agosto:
sulla home page del sito del Consiglio Regionale del Piemonte è stato inserito il link al sito dell’Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet.
18-21 ottobre:
Bruno Mellano, presidente dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, e la militante radicale Rosanna Degiovanni, partecipano a Praga all’annuale riunione internazionale dei gruppi di supporto alla causa tibetana.
1 ottobre:
a Torino conferenza stampa di presentazione del seminario europeo: Per il Tibet, ultima chance?” con Bruno Mellano, Presidente dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, Roberto Cota, Presidente del Consiglio regionale, Pietro Marcenaro, Segretario regionale dei D.S., Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte e Claudio Tecchio della CISL.
4 ottobre:
a Torino, presso una sala del Consiglio regionale, seminario dal titolo: “Per il Tibet, ultima chance?”. Tra gli altri partecipano Bruno Mellano, Presidente dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, Gianni Vernetti, Presidente dell’Intergruppo Tibet al Parlamento italiano e Olivier Dupuis, europarlamentare radicale. Assistono al seminario 65 persone.
12 novembre:
Bruno Mellano, coordinatore dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, partecipa a Bruxelles al convegno “European Parliament Forum on Tibet” organizzato dall’Intergruppo Tibet del Parlamento Europeo.
26 novembre:
a Roma incontro con il Dalai Lama di una delegazione dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, guidata dal coordinatore Bruno Mellano e dall’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Giampiero Leo.
5 dicembre:
a Biella, tavola rotonda sui diritti umani in Tibet,con Bruno Mellano, coordinatore dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet, Paolo Pobbiati di Amnesty International, Giovanni Ribaldone dell’Associazione Italia-Tibet.
 
2004
 
12 marzo:
in Consiglio regionale a Torino, inaugurazione della sezione tibetana della biblioteca della Regione. Intervengono Dolma Gyari, vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio, i consiglieri regionali Bruno Mellano (Radicali), Ennio Galasso (AN), Pietro Marcenaro (DS), l’Assessore alla Cultura della Regione, Giampiero Leo e Claudio Tecchio della CISL.
12 marzo:
la vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio, Dolma Gyari, interviene ad Expoelette.
8 aprile:
presentato, a prima firma Bruno Mellano (consigliere regionale radicale), un ordine del giorno contro la condanna a morte, da parte delle autorità cinesi, del monaco tibetano Ienzin Delek Rimpoche.
19 maggio:
sono approvati all’unanimità dal Consiglio regionale due ordini del giorno, presentati dal gruppo radicale, per la difesa dei diritti umani in Vietnam e Tibet.
28 giugno:
a Torino, presentazione del libro di Piero Verni: “Il Tibet nel cuore”. Oltre l’autore intervengono Karma Chukey, giornalista ed esule tibetana e Bruno Mellano, consigliere regionale radicale.
11 luglio:
manifestazione radicale a Torino in occasione della venuta di una delegazione politica cinese della provincia del Sichuan. Circa quindici persone espongono cartelli e bandiere tibetane. Tra gli altri sono presenti Igor Boni, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta ed i consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano.
7 agosto:
Torino, manifestazione sotto Palazzo Cavour 8, in occasione dell'incontro Leo (Assessore Regione Piemonte) con una delegazione politico-artistica della Provincia del Sichuan (Cina), la cui alta corte ha condannato a morte il monaco tibetano Tenzin Delek Rimpoche.
15 settembre:
a Dharamshala, in India, il Dalai Lama incontra una delegazione di parlamentari ed esponenti politici, tra i quali sono presenti Bruno Mellano (Coordinatore dell’Associazione Comuni, Province e regioni per il Tibet) e Rosanna Degiovanni della segreteria dell’associazione. Nell’occasione Mellano propone al Dalai Lama l’organizzazione di un grande “Satyagraha mondiale” per il Tibet.
27 novembre:
viene inviata una lettera al Presidente Ciampi, sottoscritta da tutti i gruppi di supporto alla causa tibetana per chiedere un incontro prima della missione in Cina che vedrà protagonista lo stesso Ciampi. La lettera è firmata anche da Bruno Mellano, Coordinatore dell’Associazione comuni, province e regioni per il Tibet.
10 dicembre:
in una sala del Consiglio regionale, presentazione de “Il libro nero sulla Cina”. Coordinati da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) intervengono: Gianni Vernetti, Deputato della Margherita, Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione, Domenico Affinito di Reporter senza Frontiere, Marino Busdachin, Segretario generale dell’Unpo, Gunther Cologna, Presidente dell’Associazione Italia-Tibet, Claudio Tecchio della Cisl e Francesco Visioli di Amnesty International. Sono presenti circa 50 persone.
 
2005
 
15 febbraio:
Bruno Mellano e Carmelo Palma, consiglieri regionali radicali, accompagnano Ngawang Sangdrol ad un incontro pubblico presso la sede del Consiglio Regionale Piemontese. La monaca tibetana per la cui liberazione si sono battute le organizzazioni Amnesty International e Italia-Tibet, portando l propria testimonianza di persecuzione e prigionia, afferma che ancora oggi ” I diritti umani in Tibet semplicemente non esistono (in cinese non esiste neppure la parola “diritti umani”, ndr). I monaci, per poter vivere nei monasteri, devono superare esami non religiosi ma di indottrinamento politico”.
30 luglio:
Bruno Mellano, segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, in qualità di promotore e cordinatore dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, insieme a Mariacristina Spinosa (membro dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale del Piemonte, consigliere regionale dei Verdi), ha incontrato Tenzin Gyatso, XVI Dalai Lama del Tibet. Nell’incontro si è ribadita la continuità dell’impegno della Regione Piemonte a favore della causa tibetana, sottolineando le iniziative portate avanti dal precedente Consiglio Regionale e ricordando il particolare l'impegno dei radicali per la campagna delle bandiere tibetane e per il coinvolgimento degli enti locali italiani.
30 settembre:
Si è tenuto a Torino, alle ore 10,00 presso Palazzo Lascaris (Sala Viglione), via Alfieri 15 – Torino, il convegno “Cina, tra mito e realtà” con gli interventi di: Michel Wu (giornalista, già corrispondente dell’agenzia Xinhua News Agency PRC); Steve Ispas ( Redazione di “The Epoch Times” ); Claudio Tecchio (Ufficio Internazionale CISL Piemonte); Silvio Calzolai ( Storico delle religioni ); Laura Cima (Commissione Esteri della Camera); Bruno Mellano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) con il coordinamento di Giampiero Leo (Coordinamento Assoc.Comuni,Province e Regioni per il Tibet).
L’incontro è stato organizzato da Alfredo Fava Minor del Falun Gong Italia.
9 settembre:
L’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha deciso, come altre Associazioni e gruppi che sostengono la causa tibetana, di aderire al presidio organizzato dalla Comunità tibetana in Italia, a Milano venerdi 9 settembre , a partire dalle ore 19.30 di fronte al Piccolo Teatro (Largo Greppi), per protestare contro lo spettacolo-farsa che si terrà all’interno del teatro stesso: la Fondazione Italia-Cina si è prestata ad organizzare, con il patrocinio delle locali Istituzioni, uno spettacolo itinerante di musica e danze tradizionali tibetane, “La Terra Magica”, per celebrare il quarantesimo anniversario della costituzione della Regione Autonoma del Tibet (TAR). Il vero intento è desumibile dai documenti prodotti per lo stesso tipo di manifestazione tenutasi a Lhasa il 26 agosto scorso, la campagna “contrastare la propaganda separatista valorizzando l’autonomia del Tibet e lo sviluppo economico e sociale del Paese”.
 
 2006
 
31 gennaio :
"Democrazia in Cina, Libertà per il Tibet: la Torino olimpica si mobilita". Conferenza stampa di presentazione delle iniziative nel periodo olimpico. Da sinistra: Lan Ning (Falun Dafa), Claudio Tecchio (Cisl), Giampiero Leo (FI), Maria Cristina Spinosa (Verdi), Rosanna Degiovanni (Ass. Aglietta).
4 febbraio:
L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta aderisce al corteo “Democrazia per la Cina, libertà per il Tibet”, organizzato a Torino dalla comunitàtibetana e dalle associazioni che sostengono la causa del Tibet in Piemonte e in Italia. Bruno Mellano (Segretario) e Silvio Viale (Presidente) lanciano la proposta di esporre alle finestre una bandiera del Tibet durante i giochi olimpici.
11 febbraio:
la comunità tibetana convoca una conferenza stampa per illustrare i motivi dello sciopero della fame che un gruppo di esuli intraprenderà a Torino per tutta la durata dei Giochi Olimpici. E’ presente Bruno Mellano, Segretario dell’Associazione Radicale “A. Aglietta”
14 febbraio:
L’ On. Buemi, della Rosa nel Pugno, visita gli esuli tibetani in sciopero della fame a Torino. Al termine dell’incontro, dichiara: “Le Olimpiadi di Pechino del 2008 possono e devono diventare l’occasione di apertura della Cina non solo agli sportivi ed ai turisti ma anche alla libertà e alla democrazia”.
16 febbraio:
conferenza stampa di Amnesty International con i rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare Tibet a sostegno dei tibetani in sciopero della fame. Interviene Bruno Mellano, Segretario dell’Associazione Radicale “A. Aglietta”.
17 febbraio:
Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, diffonde il primo bollettino medico sulle condizione del Lama Palden Gyatso, che guida lo sciopero della fame organizzato dalla comunità tibetana in concomitanza con le Olimpiadi di Torino per chiedere libertà e democrazia in Tibet e Cina.
21 febbraio:
Striscia la notizia invia una troupe alla tenda dei tibetani in sciopero della fame per la libertà e la democrazia in Tibet e in Cina. Viene realizzato un servizio che andrà in onda il giorno seguente. Beppe Grillo inserisce nel suo Blog (www.beppegrillo.it) un intervento sull’iniziativa: “Medaglia d’oro per il Tibet alle Olimpiadi di Torino”.
28 marzo:
Bruno Mellano saluta l’adesione della Liguria all’Associazione Comuni Province e Regioni per il Tibet.
29 aprile:
si apre, presso il Consiglio Regionale del Piemonte, l’assemblea di “Comuni, Province e Regioni per il Tibet”. Partecipa Bruno Mellano, che da Consigliere Regionale contribuì a fondarla nella passata legislatura.
23 giugno:
Palazzo Lascaris: Incontro con Jetsun Pema, responsabile del Tibetan Children Village e sorella di sua santità il Dalai Lama, i consiglieri regionali Maria Cristina Spinosa e Gianpiero Leo e il segretario dell'Associazione "Aglietta" Bruno Mellano.

9 agosto:
nasce l’Intergruppo parlamentare Italia-Tibet, promosso dall’On. Bruno Mellano (RNP - Segretario dell’Associazione A. Aglietta) e dall’On. Luana Zanella (Verdi).
7 settembre:
il rappresentante del Dalai Lama a Bruxelles incontra Marco Pannella e Bruno Mellano (Segretario dell’Associazione A. Aglietta) presso la sede del Partito Radicale Transnazionale, e ricorda l’impegno di Adelaide Aglietta al parlamento Europeo per la libertà del popolo del Tibet.
21 ottobre:
l’Associazione Aglietta aderisce alla manifestazione della Comunità tibetana a Milano contro la barbara uccisione di profughi tibetani da parte dell’esercito cinese, documentata dai media internazionali.
2007
 
10 marzo:
dopo l'approvazione quasi all'unanimità dell'odg Salinas-Bonino, anche il Comune di Torino esporrà la bandiera tibetana. Nella foto con Bruno Mellano, Pietro Marcenaro (deputato Ds), Giampiero Leo (coordinatore Ass. Comuni, Province e Regioni per il Tibet) e i consiglieri comunali Cantore, Carossa, Salinas, Bonino, Coppola.
8 agosto:
L'Associazione Aglietta aderisce alla giornata di mobilitazione che la comunità tibetana ha indetto a Roma e in altre capitali ad un anno esatto dall‚apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, per denunciare la continua violazione dei diritti del popolo tibetano e il genocidio culturale in atto in Tibet. Mellano e Degiovanni: "continuiamo a domandarci e a domandare alle istituzioni democratiche europee in cosa concretamente consista il cosiddetto dialogo critico‚ con i regimi dittatoriali. Abbiamo un anno di tempo per cercare di conquistare dai partner cinesi qualche significativo cambiamento rispetto alle libertà fondamentali senza necessariamente attendere i tempi lunghi di un cambiamento culturale frutto delle aperture al mercato".
2 ottobre:
“Portiamo il Tibet alla marcia per la pace Perugia-Assisi”. L’Associazione Aglietta aderisce all’appello lanciato dall’Associazione Italia-Tibet affinché le ragioni del popolo tibetano trovino rappresentanza alla marcia, dedicata quest’anno ai diritti umani.
23 novembre:
L’Associazione Aglietta organizza a Fossano il dibattito: “Tibet, la nonviolenza dei monaci, la responsabilità delle democrazie”. Intervengono: il vicesindaco di Fossano Vincenzo Paglialonga, Il lama Geshe Thupten Tenpa, Rosanna Degiovanni e Bruno Mellano.
2-17 dicembre:
presso la sede dell’Associazione Aglietta mostra fotografica "In marcia per il Tibet – i volti della nonviolenza".
3 dicembre:
Mellano, Manfredi, Boni e Frezzato illustrano le iniziative dell'Associazione Aglietta in occasione della visita del Dalai Lama a Torino.
15 dicembre:
l’Associazione radicale Adelaide Aglietta lancia il “Free Tibet day”. 10 ore di tavolo continuato per informare i cittadini sulla violazione dei diritti umani in Tibet e in Cina e per distribuire le bandiere tibetane.
15 dicembre:
Convegno, in Via Garibaldi: "La nonviolenza dei monaci, le responsabilità delle democrazie" con R. Degiovanni, S.Viale dell'Ass.Aglietta, J. G. Diez di Amnesty International e T. Tenzin Presidente della Comunità Tibetana in Italia.
16 dicembre:
Il Dalai Lama è a Torino per ricevere lacittadinanza onoraria. Decine di militanti radicali lo accolgono con bandiere e lo slogan “freedom for Tibet”. Il deputato radicaLE DELLA Rosa NEL Pugno Bruno Mellano partecipa a tutti gli incontri ufficiali della giornata.

Torino, 17 dicembre 2007
NARCOSALA/QUESTA MATTINA “DIRITTO DI TRIBUNA” IN COMUNE PEI I PROMOTORI DELLA PETIZIONE. ESPOSTE LE RAGIONI DELL’INIZIATIVA: “NEI PROSSIMI GIORNI SCRIVEREMO ANCHE AL MINISTRO FERRERO”.
IL 10 GENNAIO, DIBATTITO IN COMMISSIONE SANITA’.
  Si è svolta questa mattina presso il Municipio di Torino la conferenza stampa (diritto di tribuna) dei promotori della petizione al Consiglio Comunale per l’istituzione di almeno una narcosala a Torino.
La conferenza stampa è stata introdotta da Beppe Castronovo (presidente Consiglio Comunale), che ha ringraziato i promotori della petizione per aver voluto e saputo utilizzare gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo statuto comunale. L’istituzione comunale ha provveduto a convocare i giornalisti per consentire ai promotori di esporre le loro ragioni. Castronovo ha concluso annunciando che la petizione sarà discussa nella commissione consiliare competente (Sanità) il prossimo 10 gennaio.
Sono poi intervenuti i tre promotori della petizione: Franco Cantù (Forum Droghe), Alessandro Orsi (Malega 9) e Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Cantù (operatore servizi a bassa soglia per la riduzione del danno) ha tracciato il quadro teorico e pratico della riduzione del danno, in cui deve essere inserita la narcosala, volta al contatto dei tossicodipendenti sommersi. Cantù ha precisato che, a differenza di quanto è passato sui media, l’uso di sostanze per via iniettiva si è mantenuto costante nel tempo..
Orsi ha illustrato i vantaggi della narcosala utilizzando uno spezzone del documentario “La stanza dei figli”, prodotto da Malega 9. Grazie a un’animazione è stato possibile comparare l’esperienza di un cittadino tossicodipendente che assume sostanze in strada rispetto all’assunzione di sostanze in una narcosala: solo nella sala del consumo, in caso di overdose, vi è pronta e immediata assistenza medica; solo nella sala del consumo l’utilizzo di materiale sterile evita infezioni e piaghe cutanee; solo nella sala del consumo, le siringhe usate sono immediatamente distrutte e non sono abbandonate per strada; infine, solo se “agganciato” grazie alla narcosala il cittadino tossicodipendente riacquista autostima e fiducia nelle proprie capacità e non viene abbandonato al suo destino, pronto a essere trasformato da “persona che ha problemi” in “persona che è un problema”.
Orsi ha precisato che la narcosala non si pone in contrapposizione con i Sert e con le comunità terapeutiche ma rappresenta una risorsa in più; la somministrazione controllata di eroina è un’altra cosa che non può sostituire la narcosala, anche perché si rivolge a un ristretto numero di consumatori.
Orsi ha concluso dichiarandosi sconcertato di fronte ad autorevoli prese di posizione che affermano tout court: “Le narcosale non servono a niente”. Basterebbe un’occhiata alla bibliografia esistente in materia per capire che non è così.
Massano ha ricordato che il 29 ottobre scorso sono state consegnate in Comune le firme di un migliaio di cittadini torinesi a sostegno della petizione, frutto della collaborazione di tre associazioni molto diverse fra loro ma unite nella volontà di dare voce e visibilità ai cittadini tossicodipendenti più emarginati. Massano ha poi ringraziato il presidente Castronovo per la possibilità che è stata data ai promotori di portare in Consiglio Comunale una fondamentale istanza: quella di dare forza e significato alle politiche di riduzione del danno, che in tutta Europa tranne in Italia sono parte integrante della cosiddetta “politica dei quattro pilastri”: prevenzione, cura, lotta al narcotraffico, riduzione del danno.
La narcosala è possibile oggi, con la legge vigente; l’art. 79 del DPR 309/90 persegue l’utilizzo di locali a fini di spaccio e non può essere applicato a uno strumento socio-sanitario, la sala del consumo. Le convenzioni internazionali proibizioniste esistenti non hanno impedito la creazione e il funzionamento di ben 72 narcosale in tutto il mondo.
Contrapporre la somministrazione controllata di eroina alla narcosala significa semplicemente rimandare tutto a un futuro imprecisato e indefinito.


Massano ha concluso il suo intervento ribadendo le richieste dei promotori della petizione:
“Chiediamo che Torino si attivi, entro sei mesi dalla discussione in commissione consiliare della nostra petizione, per la sperimentazione di almeno una sala del consumo. In questa prospettiva proponiamo di:
1) istituire una commissione tecnica per la stesura del protocollo di sperimentazione, sotto l’egida dell’Assessorato regionale alla sanità, in collaborazione con il Comune;
2) attivare contestualmente una commissione di informazione e comunicazione con la cittadinanza, sotto l’egida del sindaco di Torino;
3) organizzare per i Consiglieri, gli Assessori ed il Sindaco un viaggio di studio presso la narcosala di Ginevra e visite presso i servizi di riduzione del danno attivi a Torino, per conoscere e valutare in prima persona sia una sala del consumo sia la situazione reale con cui consumatori ed operatori si confrontano quotidianamente a Torino.”.
Rispondendo ad una domanda dei giornalisti presenti, i promotori hanno annunciato che invieranno nei prossimi giorni una lettera aperta anche al ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (dopo quella inviata al ministro Livia Turco e al sindaco di Torino).
Erano presenti alla conferenza stampa tre consiglieri comunali: Vincenzo Cugusi e Francesco Salinas (Sinistra Democratica); Roberto Ravello (Alleanza Nazionale).

Massano


Torino, 17 dicembre 2007
CASO BUSCAGLIA: COMINCIA IL PROCESSO CONTRO IL LICENZIAMENTO. LE ISTITUZIONI CHIEDANO SCUSA. PRONTA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
Boni: “Dopo una dozzina di perizie psichiatriche, altrettanti processi e un licenziamento, ugre una riparazione”
  Lunedì 17 dicembre, ad Alessandria, si è svolta la prima udienza del processo che vede Gian Piero Buscaglia (oggi membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani) chiedere il reintegro, contro il licenziamento ingiustamente subito da parte della Polizia di Stato; dopo 12 perizie psichiatriche comminate ad una persona evidentemente non affetta da alcuna malattia mentale. La prima udienza si è conclusa con il rinvio al 28 maggio prossimo.
Bruno Mellano Deputato radicale della Rosa nel Pugno ha annunciato per i prossimi giorni la presentazione di una interrogazione parlamentare urgente, per chiedere conto al Ministro dell’Interno Giuliano Amato di quanto accaduto in questi ultimi anni in merito al “caso Buscaglia”, un vero e proprio spaccato di storia italiana.
 
Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Che cosa rappresenta la dignità della persona per le nostre Istituzioni? Qual è il ruolo concreto dei sindacati nella difesa dei lavoratori dalla violazione dei più elementari diritti? Come si può riparare al danno di immagine subito dopo 12 perizie psichiatriche, inutili per diagnosticare disturbi inesistenti, ma certo utili per bollare qualcuno indelebilmente come ‘matto’? A queste domande per Gian Piero Buscaglia non c’è stata fino ad ora risposta concreta e tangibile. Per questo credo sia oltremodo urgente che le Istituzioni facciano un atto semplice quanto necessario: offrire pubbliche scuse! Buscaglia, dopo le perizie, i processi e il licenziamento, si è distinto in questi anni per l’impegno civile. Il processo intentato da Buscaglia contro il licenziamento, che si è aperto ufficialmente lunedì 17 dicembre, auspico che si concluda rapidamente, sancendo il suo reintegro, primo passo per una riabilitazione che si attende ormai da troppo tempo. Nei prossimi giorni l’On. Mellano presenterà una interrogazione per sollevare nell’aula parlamentare questo caso, che rappresenta certamente uno spaccato della peggiore storia italiana istituzionale e sindacale. Se non fosse tragica, dato che parliamo della vita di una persona e di una famiglia, sarebbe una vicenda ridicola.
 
Boni

Torino, 17 dicembre 2007
MORATORIA/DOMANI VOTO ALL’ONU. MOLE ANTONELLIANA ILLUMINATA DA SCRITTA CONTRO PENA DI MORTE.
ATTESA RISULTATI NELLA SEDE RADICALE DI TORINO
DA OGGI FINO A FINE ANNO CAMPAGNA DI SMS A SOSTEGNO DI NESSUNO TOCCHI CAINO.
  E' prevista per domani, martedì 18 dicembre, in mattinata, la votazione dell'Assemblea generale dell'ONU, a New York, sulla risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione della pena di morte.
Per l’occasione - come già annunciato ieri dal sindaco Sergio Chiamparino durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama - domani notte la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, sarà illuminata dalla scritta “Torino contro la pena di morte”.
Domani, a partire dalle ore 17:00, la sede radicale torinese di via Garibaldi n. 18 è aperta ai cittadini e alla stampa per seguire, tramite il servizio pubblico di Radio Radicale, le fasi della votazione al Palazzo di Vetro.
A risultato acquisito, i radicali si sposteranno sotto la Mole Antonelliana per brindare con i cittadini e per festeggiare la vittoria di un’iniziativa politica durata almeno vent’anni, fin da quando Maria Teresa di Lascia (esponente radicale scomparsa nel 1994) concepì il nome stesso di “Nessuno tocchi Caino”, desumendolo dal comandamento biblico (Genesi, 4, 15).
Intanto, è partita la campagna dell'SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di Nessuno tocchi Caino "Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all'Abolizione della pena di morte".
Per donare 1 euro basta inviare un SMS al 48584 dal telefonino personale.
Per donare 2 euro basta chiamare il 48584 da telefono fisso Telecom.
La campagna è attiva dal 17 dicembre al 1° gennaio 2008 (TIM, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia).

Manfredi

Torino, 16 dicembre 2007
DALAI LAMA SI FERMA E SALUTA I MANIFESTANTI - VIALE E MANFREDI (radicali) "UN IMPEGNO PER PECHINO 2008: TUTTE LE REGIONI ADERISCANO ALL'ASSOCIAZIONE PER IL TIBET""
  Davanti al Comune di Torino, infrangendo il protocollo, il Dalai Lama è sceso dall'automobile e si è diretto verso i manifestanti che inneggiavano a "Freedom for Tibet" e "Democracy in China". Mentre le forze dell'ordine si adeguavano alla nuova situazione,Tenzin Gyatso si avvicinava ai militanti radicali e, senza formalismi, stringeva la mano a Silvio Viale e Giulio Manfredi, che guidavano il gruppo di manifestanti con lo striscione dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e numerose bandiere tibetane.
 
Silvio Viale e Giulio Manfredi, rispettivamente presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro della Giunta di segreteria di Radicali Italiani, hanno succesivamente rilasciato la seguente dichiarazione:
"Abbiamo molto apprezzato il gesto del Dalai Lama di venire a salutare i manifestanti e di sostare qualche attimo con loro. E' un gesto che fa capire, molto più di tante parole, la sua umanità e la sua forza morale, come hanno potuto apprezzare i numerosi torinesi che lo hanno seguito in questa sua ultima tappa italiana. Vogliamo, però, sottolineare anche il significato politico della sua visita che dovrà essere colto in previsione di Pechino 2008. Occorre porre la questione dei diritti civili in Cina al centro dell'agenda politica anche in Italia. Per questi rinnoviano l'appello affinche tutti i Consigli Regionali aderiscano alla "Associazione dei Comuni, Province, Regioni per il Tibet", che ha sede presso Il Consiglio Regionale del Piemonte e che organizzerà un grande appuntamento in primavera in vista delle olimpiadi cinesi."
 
Manfredi

Torino, 16 dicembre 2007
MORATORIA ONU - RADICALI "GRAZIE CHIAMPARINO PER LA SCRITTA NO ALlA PENA DI MORTE SULLA MOLE"
  Accolta la richiesta dell'associazione radicale Adelaide Aglietta e di Amnesty International.
 
Silvio Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Xavier Gonzalez Diez, responsabile Circoscrizionale Piemonte Valle d'Aosta di Amnesty International, ringraziano Sergio Chiamparino per avere accolto la richiesta di clebrare la seduta delle Nazioni Unite di martedì 18 dicembre illuminando la mole con la scritta "NO ALLA PENA DI MORTE".
 
Silvio Viale e Xavier Gonzalez Diez hanno dichiarato: "Già a ottobre, in occasione dell'apertura della Sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e durante i lavori della apposita comissione, la Mole Antonelliana fu illuminata di rosso per alcune settimane. Ora durante la seduta che dovrebbe approvare la Moratoria mondiale delle esecuzioni capitali, sulla Mole Antonelliana verrà proiettata la scritta luminosa "No alla pena di morte", per simboleggiare la partecipazione della città all'evento che è destinato a segnare una data fondamentale nella storia dell'umanità. Martedì noi festeggeremo, pur sapendo che la battaglia per l'abolizione della pena di morte nel mondo è ancora lunga, e ci troveremo alle ore 18 nella sede radicale in via Garibaldi 18/55 (interno cortile).".
 
(Silvio Viale

Torino, 16 dicembre 2007
MARTEDI’ 18 DICEMBRE FESTA RADICALE IN ATTESA DELL’ESITO DEL VOTO SULLA MORATORIA CONTRO LA PENA DI MORTE
  Mellano e Boni: “La Mole Antonelliana venga illuminata con la scritta NO ALLA PENA DI MORTE!”
Martedì 18 dicembre, in concomitanza con il voto all’Assemblea generale dell’ONU che potrebbe sancire la moratoria universale contro la pena di morte, a Torino in via Garibaldi 18, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, dalle ore 17 in poi, si svolgerà una festa-incontro in attesa dell’esito del voto
.. In risposta alla richiesta dei Radicali e di Amnesty International, il Comune di Torino ha assicurato di fare tutto il possibile per realizzare la scritta luminosa sulla Mole Antonelliana “No alla pena di morte”, per sancire nuovamente la partecipazione della Città a questo momento storico.
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Il 18 dicembre 2007 potrebbe essere una delle date più importanti da ricordare (in positivo) degli ultimi decenni di storia. La vittoria della civiltà, del diritto e della ragionevolezza contro la barbarie rappresentata dalla pena capitale.. Un successo di una campagna condotta dai Radicali da oltre un decennio nell’iniziale indifferenza di molti. Un successo che il Governo Prodi può a buon diritto rivendicare ma che non avrebbe mai visto la luce senza l’impegno di Nessuno Tocchi Caino e dell’intera galassia radicale. Un successo che speriamo possa realizzarsi e che rivendichiamo con forza, ben sapendo che da domani molti tenteranno di appropriarsene. Alle 17 di martedì 18 invitiamo ad essere con noi tutti, radicali e non, cittadini di qualsiasi estrazione e credo politico e rappresentanti delle Istituzioni (un invito speciale lo rivolgiamo a Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino che in molte occasioni, su questa battaglia, sono stati con noi). Chiediamo al Comune di Torino di fare un’azione simbolica nel giorno del voto: l’illuminazione della Mole con la scritta ‘No alla pena dimorte’, su questo abbiamo già avuto l’assicurazione da parte della segreteria del Sindaco che sarà fatto tutto il possibile per realizzarla.
La moratoria sulla pena di morte è la prima tappa fondamentale verso l’abolizione totale; se il voto alle Nazioni Unite avrà esito positivo, questo sarà senza ombra di dubbio un grande passo per l’intera umanità”.

Boni; Mellano

Torino, 15 dicembre 2007 
CONVEGNO “TIBET: LA NONVIOLENZA DEI MONACI, LE RESPONSABILITA’ DELLE DEMOCRAZIE, IL RUOLO DELL’OPINIONE PUBBLICA”.
RADICALI: “A PRIMAVERA A TORINO STATI GENERALI ASSOCIAZIONE COMUNI PROVINCE REGIONI PER IL TIBET”.
  Javier Gonzalez Diez (responsabile Circoscrizione Piemonte Valle d’Aosta di Amnesty International) ha illustrato i contenuti del recente Rapporto di Amnesty “Pechino 2008 …”: la Cina è al 163° posto su 168 nella graduatoria sulla libertà di stampa; i giornalisti stranieri residenti in Cina hanno una relativa libertà di azione ma quello che scrivono non arriva assolutamente ai lettori cinesi; i motori di ricerca sono sottoposti a rigorosa censura, per cui parole chiave come “Tien An Men”, “Dalai Lama”, “Falun Gong” sono disattivate.
Sulle esecuzioni capitali non si hanno dati certi; sono stimate in 7.500/8.000 nel corso del 2006. La pena di morte è prevista per un numero enorme di reati , dallo spaccio di droga alla pornografia.
Gonzalez Diez ha così concluso: “Occorre sfruttare l’appuntamento delle Olimpiadi per far sentire la voce dei difensori dei diritti umani, ponendo fine al vergognoso scaricabarile a cui si è assistito in questi giorni, in occasione della visita del Dalai Lama, dal Presidente Prodi alla Presidente Bresso”.
 
Thupten Tenzin (presidente Comunità Tibetana in Italia) ha ricordato come, grazie alla direzione illuminata del Dalai Lama, la diaspora tibetana si è data istituzioni democratiche, con un capo del governo tibetano in esilio eletto direttamente dai cittadini.
Tenzin ha chiesto ai governi di riconoscere il governo tibetano in esilio e, sollecitato dall’esponente radicale Silvio Viale, si è così espresso sulla proposta di Satyagraha lanciata da Marco Pannella: “Sarebbe una cosa rivoluzionaria”.
Ha poi concluso: “Si tenta di far passare il Dalai Lama unicamente come un grande capo spirituale, ma non è solo quello, è il capo politico del popolo tibetano. Dov’è andata a finire la sovranità politica dell’Italia se la Cina decide chi il governo italiano deve ricevere e chi no? E sono anche molto dispiaciuto per il mancato invito in Vaticano: che segnale dà al mondo un leader religioso che rifiuta di ricevere un altro capo spirituale?”.
 
Gli esponenti radicali Silvio Viale, Giulio Manfredi e Rosanna Degiovanni hanno nei loro interventi ribadito che non deve essere dimenticato né censurato quello che il Dalai Lama chiede ormai da oltre vent’anni: un reale status di autonomia del Tibet all’interno dei confini cinesi, per tutelare usi e costumi del millenario buddismo tibetano.
E’ per richiedere che cinesi e tibetani avviassero le trattative per arrivare a tale autonomia che è nata, cinque anni fa, l’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet (dal 2003 parte integrante del Consiglio Regionale del Piemonte); ha attualmente 150 membri, che hanno deciso di esporre in modo permanente la bandiera tibetana all’interno delle loro sedi istituzionali; negli ordini del giorno approvati dagli enti locali si fa esplicito riferimento alla Risoluzione del Parlamento Europeo del giugno 2000 che invita gli Stati membri a prendere seriamente in considerazione la decisione di riconoscere ufficialmente il governo tibetano in esilio se, entro tre anni, non vi fossero stati progressi nelle trattative cino-tibetane; di anni ne sono passati sette e i cinesi continuano a rifiutare qualsiasi serio negoziato..
Su proposta di Viale, gli attuali coordinatori dell’Associazione, i consiglieri regionali piemontesi Gianpiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi) hanno deciso di organizzare la prossima primavera, a Torino, una riunione generale dei membri dell’Associazione per fare il punto della situazione e per rilanciare l’iniziativa politica nei confronti del regime di Pechino.
Nel frattempo, occorre dare forza all’Associazione, facendo aumentare le adesioni di comuni, province e regioni. 
     
CAMPAGNA "UNA BANDIERA PER IL TIBET": sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina. La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano)

Torino, lunedì 17 dicembre: "diritto di tribuna" dei promotori petizione per l'istituzione di una narcosala
  Lunedì 17 dicembre, alle ore 11, nella Sala Capigruppo al secondo piano di Palazzo Civico (Torino, via Milano n. 1), sarà presentata alla stampa la petizione firmata da 867 cittadini dal titolo “Stanze del consumo: se non ora quando?”, in cui si chiede di istituire una sala da iniezione a Torino .
L’iniziativa si svolge nell’ambito del Diritto di Tribuna istituito dalla Presidenza del Consiglio comunale.
Alla conferenza stampa, oltre ai promotori dell’iniziativa (Domenico
Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Alessandro Orsi/Malega 9, Franco Cantù/Forum Droghe), prenderà parte il presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo.

Torino, 14 dicembre 2007
TIBET/FINE SETTIMANA DI MOBILITAZIONE STRAORDINARIA DEI RADICALI PER L’ARRIVO DEL DALAI LAMA A TORINO.
  Domani, sabato 15 dicembre:

NO-STOP PER “AUTONOMIA PER IL TIBET, DEMOCRAZIA PER LA CINA”
Tavolo d’informazione e di distribuzione delle bandiere tibetane: via Garibaldi n. 14, dalle 10:00 alle 20:00.

“TIBET: LA NONVIOLENZA DEI MONACI, LE RESPONSABILITA’ DELLE DEMOCRAZIE, IL RUOLO DELL’OPINIONE PUBBLICA”
Convegno c/o sede Associazione Radicale Adelaide Aglietta (via Garibaldi n. 18/55, interno cortile), ore 15:00. Interverranno:

Thupten Tenzin (Presidente della Comunità Tibetana in Italia)
Tashi Samdup (Tibetan Refugee Camps Coordinator)
Bruno Mellano (deputato radicale Rosa nel Pugno e coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet)
Javier Gonzalez Diez (responsabile Piemonte Valle d'Aosta di Amnesty International)
Rosanna Degiovanni (Giunta Segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta)
Luciano Michelozzi (referente di Italia – Tibet)

Parteciperanno ai lavori Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani), Giulio Manfredi (Giunta Segreteria Radicali Italiani) e Silvio Viale (presidente Ass. Radicale A. Aglietta)

Domenica 16 dicembre

Dalle ore 10:00 alle ore 13:00: Sit-in in Piazza Castello (dove sarà installato un maxi-schermo per permettere ai cittadini di assistere alla cerimonia con il Dalai Lama all’Auditorium della RAI), assieme alle altre Associazioni pro Tibet.

Dalle ore 16:00 alle ore 18:00: Sit-in in Piazza del Municipio (in concomitanza con la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria di Torino al Dalai Lama).

Fino a lunedì 17 dicembre, c/o sede dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta
Mostra fotografica: IN MARCIA PER IL TIBET (i volti della nonviolenza)
Foto di Davide Dutto (Fossano - Cn)

Manfredi

CAMPAGNA: "UNA BANDIERA PER IL TIBET": sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina. La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano)

Per informazioni e adesioni all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm


Torino, 12 dicembre 2007
MORATORIA PENA DI MORTE/IN VISTA DEL VOTO PREVISTO PER MARTEDI’ 18, RADICALI E AMNESTY CHIEDONO A SINDACO DI TORINO E A PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE DI RIACCENDERE PER 24 ORE LA FIAMMA OLIMPICA.
  Salvo imprevisti dell’ultima ora, la storica Risoluzione che sancisce la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali sarà votata dalla 62ma Assemblea Generale dell’ONU martedì 18 dicembre. Il voto positivo non è scontato ma vi sono tutte le condizioni per l’approvazione a larga maggioranza di un documento dalla portata storica.
Per onorare al meglio anche a Torino quanto avverrà martedì al Palazzo di Vetro, Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Javier Gonzalez Diez (responsabile Amnesty International per Piemonte e Valle d’Aosta) hanno richiesto formalmente al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e al Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Castronovo, “di organizzare un evento pubblico che possa simboleggiare la partecipazione della città alla vittoria della civiltà giuridica del “Non Uccidere”.
Nella loro lettera a Chiamparino e Castronovo, Boni e Gonzalez Diez avanzano tre proposte, alternative o complementari fra loro: riaccendere, contestualmente all’approvazione della Risoluzione sulla moratoria, la fiamma olimpica per 24 ore, presso lo Stadio Olimpico di Torino; illuminare un monumento storico torinese con la scritta “NO ALLA PENA DI MORTE, SI ALLA MORATORIA”; organizzare una serata di fuochi artificiali.
Radicali e Amnesty hanno dichiarato:
“L’amministrazione comunale di Torino, negli scorsi mesi, ha dato prova di grande attenzione a questo tema, partecipando con interventi istituzionali alla “maratona oratoria per la moratoria” organizzata di fronte al Municipio, illuminando di rosso per due settimane la Mole Antonelliana e presenziando, il 10 ottobre, alla fiaccolata contro la pena di morte di Piazza Castello.
Per questo, attendiamo con fiducia un riscontro positivo alle nostre proposte da parte del sindaco Chiamparino e del presidente Castronovo, consapevoli che eventuali problemi tecnici possono essere superati con il contributo di tutti.”.

Roma, 11 dicembre 2007
Effetto serra, interrogazione al Parlamento, Mellano: dal riso in sommersione 1,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente
Sul protocollo di Kyoto l’Italia sconta un ritardo decennale. Riconvertire il riso in sommersione con sistemi irrigui meno impattanti fa bene al clima e fa bene al risparmio idrico.
  Gli studi più recenti sul tema individuano in 1,5 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica (CO2) l’immissione in atmosfera derivante dalla risicoltura (circa 250.000 ettari in Italia). Questo calcolo deriva dal fatto che la sommersione (tipica pratica irrigua attuata nella produzione di riso) provoca reazioni chimiche che producono abbondanti quantità di metano (CH4); il metano, rispetto ai cambiamenti climatici, vale oltre 20 volte l’anidride carbonica (CO2).
 
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno):
 Ecco cosa si intende quando parliamo di distanza tra scienza e politica. E’ risaputo, ormai da alcuni anni, che per complessi processi chimici la sommersione permanente (tecnica irrigua utilizzata nella coltivazione del riso) conduce ad abbondante formazione di metano, uno dei gas ritenuti più pericolosi per l’effetto serra. Ora la politica, dopo le continue enunciazioni, potrebbe utilmente cominciare ad assumersi la responsabilità di decidere. Iniziare la conversione della risicoltura in sommersione verso tecniche irrigue meno impattanti (irrigazione turnata, ad esempio) comporterebbe una diminuzione molto rilevante delle emissioni dannose e, al contempo, una netta diminuzione del consumo d’acqua. Su questi aspetti ho presentato una interrogazione urgente ai Ministri Pecoraro Scanio e De Castro, per chiedere loro come si concilia la pratica irrigua della sommersione con i doveri che derivano dal protocollo di Kyoto e, più di recente, dalla necessità individuata dall’Europa di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020. Credo inoltre che sarebbe opportuno, per incentivare gli agricoltori alla riconversione, associare crediti di carbonio alle nuove tecnologie irrigue. Riconvertire il riso in sommersione con sistemi irrigui meno impattanti fa bene al clima e fa bene al risparmio idrico.

Torino, 11 dicembre 2007.
FAMIGLIA/PAPA - VIALE (radIcali) "TANTE GUERRE IN NOME DELLA FAMIGLIA. PERSINO GLI ABORTI SI CONSUMANO IN FAMIGLIA. AUMENTA IL SOLCO TRA SOCIETA' CIVILE E CHIESA."
  Silvio Viale, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, è intervento sulle dichiarazioni di Papa Ratzinger con la seguente dichiarazione:
 
"Papa Ratzinger le spara grosse perchè sa che i cattolici non seguono le sue indicazioni. L'indebolimento della famiglia non centra niente con la minaccia alla pace, tant'è che vi sono più guerre proprio dove si estremizza la difesa della famiglia, Infatti famiglia e patria sono un binomio micidiale per la guerra in molte parti del mondo. Ma anche in Italia, la famiglia tradizionale è alla base della guerra di mafia. Cn la difesa ad oltranza della "famiglia tradizionale" il Papa alimenta solo odio e intolleranza. Anche la difesa della vita, intesa nel senso dei valori cattolici, non centra nulla con il matrimonio come dimostra il fatto che metà degli aborti coinvolgono donne sposate. Piuttosto che lanciarsi in crociate che alimentano gli istinti più sciovinisti dell'uomo il Papa dovrebbe riconoscere che la diversità è ricchezza, come dimostrano cinquantanni di pace nella vecchia Europa, che indebolisce le famiglie, in contrapposizione ai sani principi balcanici sulla famiglia, che hanno alimentao moderni genocidi. Proseguendo su questa strada, Papa Ratzinger potrà ammaliare qualche politico, strumentalmente interessato, ma non potrà arrestare il solco che continua ad aumentare tra società civile e valori della Chiesa."  
 
Silvio Viale

Torino, 11 dicembre 2007
TIBET/VIALE (RADICALI): DOMENICA TANTE BANDIERE TIBETANE IN PIAZZA CASTELLO; DA SUBITO, TANTE ADESIONI ALL’ASSOCIAZIONE COMUNI, PROVINCE E REGIONI PER IL TIBET. PRIMA DELLE OLIMPIADI DI PECHINO, UN GRANDE CONVEGNO A TORINO SU “AUTONOMIA PER IL TIBET, DEMOCRAZIA PER LA CINA”.
IMMEDIATO ASSENSO DI LEO E SPINOSA (COORDINATORI ASSOCIAZIONE).
  Intervenendo all’affollatissima conferenza stampa delle Associazioni torinesi pro Tibet, questa mattina, nella Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte, Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:
“Come radicali torinesi seguiamo il solco tracciato sia da Adelaide Aglietta sia dagli ex consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, che diedero un fondamentale impulso alla creazione, nel 2002, dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet (Associazione che fa parte integrante del Consiglio Regionale del Piemonte).
Domenica mattina ognuno può e deve venire in Piazza Castello, a esprimere solidarietà concreta al Dalai Lama, con i suoi valori, le sue idee, religiosi o laici che siano; gli unici ad avere torto saranno gli assenti. E spero che siano tante le bandiere tibetane a sventolare; noi, come Associazione Aglietta, ne abbiamo distribuite migliaia in tutta Europa, consapevoli che quel drappo racchiude in sé una storia millenaria che non deve morire.
E i tanti comuni del Piemonte e dell’Italia intera hanno un modo concreto per dimostrare la propria vicinanza alla causa tibetana; aderiscano all’Associazione dei Comuni per il Tibet, espongano in modo permanente all’interno dei municipi la bandiera tibetana finchè il regime cinese accetterà di sedersi ad un tavolo con i rappresentanti tibetani per concordare uno status di reale autonomia del Tibet all’interno della Repubblica Popolare di Cina.
Un’ultima proposta: Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino organizzino questa primavera, nell’imminenza delle Olimpiadi di Pechino, un grande convegno su “Autonomia per il Tibet, Democrazia per la Cina”, in cui chiamare a raccolta tutti i membri dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet; sono già 147 ma altri, ne sono certo, si aggiungeranno nel frattempo.”.
Nel corso della conferenza stampa, i consiglieri regionali Giampiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi), attuali coordinatori dell’Associazione Comuni per il Tibet, hanno dato il proprio convinto assenso alla proposta di Viale del convegno.
Giampiero Leo, pur dichiarando di comprendere la prudenza della presidente della Regione Mercedes Bresso, ha letto testualmente stralci dell’ordine del giorno n. 112/2000, approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale del Piemonte il 5 dicembre 2000, che “chiede al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo (del 6 luglio 2000, ndr), concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale, con le sole eccezioni della politica di difesa e della politica estera”.

Manfredi
Per informazioni sulle iniziative dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta per l’arrivo a Torino del Dalai Lama: www.associazioneaglietta.it
Per informazioni e adesioni all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm

Torino, 16 dicembre 2007, ore 10
IN PIAZZA CASTELLO CON IL DALAI LAMA
  Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, è il capo spirituale e politico del Tibet. Dal 1959, dopo l’occupazione cinese, vive in esilio, viaggiando incessantemente per il mondo e richiamando l’attenzione di tutti sulle sorti del suo Paese. Per questa azione, sempre ispirata al principio della nonviolenza, nel 1989 è stato insignito del premio Nobel per la Pace. Recentemente ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Congresso americano.
Oggi, in particolare dopo i fatti della Birmania, dove la rivolta guidata dai monaci buddhisti è stata soffocata dal regime militare appoggiato dalla Cina, il Dalai Lama è figura simbolo dell’aspirazione di vaste regioni dell’Asia a veder riconosciuti i diritti degli individui e dei popoli; e al tempo stesso del bisogno comune di un ordine mondiale più pacifico, più giusto, più rispettoso dell’ambiente. Nel suo recente discorso di Washington ha chiesto ai capi politici di considerare i problemi del mondo ‘nella prospettiva dell’unità del genere umano’.
Al termine di un viaggio in Italia dove ha riscosso, nonostante le pressioni del governo cinese, ampi consensi sia da molte istituzioni sia dai comuni cittadini, il Dalai Lama il 16 dicembre giunge a Torino, su invito del Consiglio Regionale del Piemonte. Varie città piemontesi, tra cui Torino stessa, gli hanno accordato la cittadinanza onoraria. L’incontro pubblico avverrà con un numero limitato di presenze all’Auditorium RAI, ma potrà essere seguito su un grande schermo in Piazza Castello, il cuore storico della città.
In questo luogo diamo dunque appuntamento a tutti, per testimoniare la partecipazione più ampia a ciò che la visita del Dalai Lama rappresenta.
Per essere a fianco della Cina stessa, che ha bisogno di democrazia e di rispetto delle libertà religiose e civili per svolgere il ruolo che le spetta nella politica mondiale.
Per un’effettiva autonomia del Tibet e la salvaguardia di tutte le minoranze etniche all’interno della Repubblica Popolare Cinese. Per la fine dell’oppressione del popolo birmano. Perché ai popoli di tutti i continenti, nel contesto dell’interdipendenza che caratterizza il mondo attuale, sia riconosciuto il diritto a conservare la propria identità culturale e spirituale.
Per la democrazia, i diritti umani, la giustizia economica, il rispetto dell’ambiente. Possa il principio della pace e della nonviolenza ispirare le decisioni da cui dipende il futuro dell’umanità.Per annunciare il grande appuntamento di domenica 16 dicembre in Piazza Castello, è convocata una conferenza stampa martedì 11 alle ore 12,30 a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte.Associazione interreligiosa Interdependence
Associazione Italia-Tibet
Associazione radicale Adelaide Aglietta

Torino, 9 dicembre 2007
“IL MIO TIBET”/DOMANI SERA A TORINO PROIEZIONE DOCUMENTARIO DI PIERO VERNI PRODOTTO NEL 1996 DA ADELAIDE AGLIETTA.
RADICALI:VISTO CHE DOMANI IL CONSOLE CINESE SARA’ A TORINO PER INCONTRARE SINDACO E PRESIDENTE REGIONE,  INVITIAMO ANCHE LUI ALLA PROIEZIONE.
  Lunedì 10 dicembre 2007, alle ore 21:00, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani e nell’ambito della mobilitazione straordinaria per la visita del Dalai Lama a Torino (domenica 16 dicembre), l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta organizza nella sua sede (via Garibaldi n. 18) la proiezione del film documentario
 
IL MIO TIBET
 
di  PIERO VERNI  e KARMA CHUKEY
prodotto nel 1996 da ADELAIDE AGLIETTA
 
Dalla presentazione del video: "IL MIO TIBET è un film sulla situazione sociale e politica del Tibet, occupato dalla Cina popolare all'inizio degli anni '50. Attraverso una rigorosa ricostruzione degli avvenimenti storici e sulla base di numerose testimonianze contemporanee, questo documentario offre un quadro esauriente e chiaro della tragedia del Tibet e del suo popolo. Per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di Karma Chukey, una giovane donna tibetana ha la possibilità di parlare al mondo in prima persona e senza filtri dei problemi e dei drammi della sua gente e del suo Paese... dal degrado ecologico alla distruzione del patrimonio architettonico. Questo film documenta un vero e proprio genocidio che la Cina popolare sta tentando di portare a termine contro l'intera civiltà tibetana.
IL MIO TIBET contiene rare immagini di archivio; interviste al Dalai Lama; interviste a esponenti del governo tibetano in esilio; interviste a prigionieri politici fuggiti dal Tibet: documenti inediti del dominio coloniale cinese; filmati della polizia cinese sulle manifestazioni di Lhasa; immagini amatoriali girate clandestinamente da turisti in Tibet; la vita dei profughi tibetani in India.”
 
 
Saranno presenti alla proiezione:
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno, coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet);
Tashi Samdup (Tibetan Refugee Camps Coordinator/www.tibetanrefugee.org)
Rosanna Degiovanni (Giunta di segreteria Associazione Aglietta)
 
Mellano e Degiovanni hanno dichiarato:
“Abbiamo appreso dalla stampa che il console cinese sta in questi giorni facendo la spola fra Milano e Torino nel vano tentativo di convincere le istituzioni piemontesi che il Dalai Lama è un pericoloso terrorista secessionista. Visto che domani il console sarà ricevuto sia dal sindaco Chiamparino sia dalla Presidente Bresso, lo invitiamo a trattenersi domani sera in città per venire a vedere la proiezione del documentario e per discutere con noi della situazione attuale del Tibet.”.
 
UNA BANDIERA PER IL TIBET
Presso l'Associazione Aglietta sono disponibili le bandiere del Tibet, vietate in Cina
La bandiera tibetana può essere richiesta al 340.922.53.52 (Claudia Pagliano)

Roma, 8 dicembre 2007
CASO DEGLI 8 SENATORI: FUORI TURIGLIATTO E DENTRO PANNELLA?
 

Mellano e Boni: “lunedì 10 dicembre la Giunta delle elezioni del Senato rispetti la legalità e le sue funzioni”
Lunedì 10 dicembre, dopo 18 mesi dalle elezioni, la Giunta delle elezioni del Senato dovrebbe decidere in merito al ricorso della Rosa nelPugno sull’elezione fuori dalla legalità (la nomina) di 8 Senatori, che oggi occupano il posto di altrettanti regolarmente eletti.
Tra le regioni sulle quali la Giunta si pronuncerà il Piemonte nel quale è stato irregolarmente eletto Franco Turigliatto che dovrebbe lasciare il posto a Ugo Intini, quindi a Marco Pannella.
Dichiarazione di Bruno Mellano (Deputato radicale della Rosa nel Pugno) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Forse lunedì vedremo il tardivo epilogo di una vicenda che non ha avuto gli onori della cronaca, malgrado ben rappresenti lo stato di degrado delle Istituzioni italiane. In questo caso, come raramente accade, c’è una eccezione che vogliamo segnalare: il comportamento esemplare del Senatore Roberto Manzione che, da mesi ormai, denuncia puntualmente i ritardi e che ha prodotto una relazione (sul caso Piemonte) della quale lo ringraziamo, non perchè dà ragione a noi ma perchè dà voce alle istanze di legalità. Sappiamo che il Capo dello Stato vigilerà sull’esito del voto inappellabile di lunedì. Ma non possiamo tacere lo scandalo, la vergogna, di un Senatore irregolarmente eletto (Cosimo Izzo) che sarà relatore sul caso della regione Emilia Romagna; accade anche questo. Tra i Senatori eletti al difuori della lettera della legge c’è anche Franco Turigliatto che potrebbe lasciare il posto a Ugo Intini che, dimettendosi in quanto vice-ministro, lascerebbe il seggio a Marco Pannella.
Se un Paese viola la prima delle proprie regole, la legge elettorale, come può chiedere ai propri cittadini di rispettare le altre leggi? Lunedì la Giunta delle elezioni ha un’occasione (l’ultima occasione) per rispettare, ripristinare, la legalità contro la logica partitocratica imperante. E’ in fondo anche un’occasione per rispettare le alte funzioni che le sono attribuite.”

Mellano
Boni


Torino, 7 dicembre 2007
TIBET/DOMANI MATTINA A TORINO TAVOLO D’INFORMAZIONE RADICALE. SARANNO DISPONIBILI LE BANDIERE TIBETANE PER ACCOGLIERE DEGNAMENTE IL DALAI LAMA.
APPELLO DEI RADICALI AGLI ENTI LOCALI: ADERITE ALL’ASSOCIAZIONE COMUNI PROVINCE REGIONI PER IL TIBET.
  Il tavolo dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta si terrà domani, sabato 8 dicembre, in via Garibaldi n. 14, dalle 11:00 alle 13:00.
Oltre alle bandiere tibetane, sarà a disposizione dei cittadini la petizione di Nessuno Tocchi Caino per la moratoria delle esecuzioni capitali (in Cina, nel 2006, vi sono state circa 5.000 esecuzioni, il 90% del totale mondiale).
 
Al tavolo saranno presenti Giulio Manfredi (giunta segreteria  Radicali Italiani) e Domenico Massano (giunta segreteria Ass. Aglietta),  che hanno dichiarato:
 
“La solidarietà al popolo tibetano si può esprimere concretamente con gesti semplici, per esempio acquistando una bandiera tibetana ed esponendola al balcone di casa, in onore del Dalai Lama che sarà a Torino domenica 16 dicembre. Quella bandiera è proibita in Tibet e nell’intera Cina; chi la espone va in galera.
Gli enti locali hanno a disposizione un altro gesto concreto per il Tibet: l’adesione all’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale del Piemonte. L’Associazione nacque cinque anni fa su impulso degli allora consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma. Gli attuali coordinatori sono Giampiero Leo (Forza Italia) e Mariacristina Spinosa (Verdi); riunisce 147 enti (131 Comuni, 11 Province. 4 Regioni, 1 Comunità Montana) di tutta Italia, che sostengono il Dalai Lama nella sua sacrosanta richiesta di autonomia (non indipendenza) della regione tibetana all’interno della Repubblica Popolare di Cina; per rendere pubblico il loro sostegno, i membri dell’Associazione espongono in modo permanente la bandiera tibetana all’interno delle loro sedi istituzionali.
Sarebbe estremamente significativo se l’arrivo del Dalai Lama a Torino coincidesse con il rilancio delle attività dell’Associazione Comuni Province Regioni per il Tibet e con un aumento considerevole dei suoi membri.”.
 
Manfredi

Milano, 6 dicembre 2007
PRIMA DELLA SCALA/RADICALI MILANO: CI SAREMO ANCHE NOI PER CHIEDERE AL PRESIDENTE NAPOLITANO
DI VIGILARE SULLA QUESTIONE DEGLI OTTO SENATORI A CUI E' NEGATO, DA 18 MESI, L'ACCESSO AL SENATO. Lunedì la decisione della Giunta delle elezioni del Senato.
 

Lunedì 10 dicembre, alle ore 16:00, la Giunta delle elezioni del Senato si riunirà per verificare la correttezza dell'attribuzione di 8 seggi da senatore in sei regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Campania, Lazio, Puglia). Su tali seggi pendono i ricorsi presentati dalla Rosa nel Pugno all'epoca delle elezioni politiche (aprile 2006), da cui risulta chiaramente che nell'assegnazione dei seggi vi è stata un'errata interpretazione della legge (art. 17 D. Lgs. 533/93, come modificato dalla L. 270/05), per cui non è stata finora confermata l'elezione di otto senatori (appartenenti sia alla maggioranza sia all'opposizione) regolarmente eletti; al loro posto, in Senato, siedono abusivamente, da ben 18 mesi, altre 8 persone (appartenenti ad entrambi gli schieramenti). Domani, venerdì 7 dicembre, in occasione della Prima della Scala, i militanti dell'Associazione Radicale Enzo Tortora (ARET)  di Milano terranno un sit-in in Piazza della Scala, dalle ore 16 alle ore 18, per chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che parteciperà all'evento mondano-culturale), in qualità di supremo garante della Costituzione, di vigilare affinché sia finalmente ripristinato il diritto del cittadino a veder eletti i rappresentanti che ha votato e, di conseguenza, il diritto del cittadino eletto ad esercitare le proprie funzioni costituzionali. Saranno presenti al sit-in Valerio Federico (segretario ARET) e Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani).«Sappiamo di correre il rischio di essere bollati come "contestatori" e "protestatari"», ha spiegato Federico: «Abbiamo deciso di correrlo per non incorrere nel  ben più grave peccato di omissione; per tentare, con i nostri poveri mezzi, di comunicare che i radicali, come sempre, non stanno difendendo i privilegi della casta ma i diritti costituzionali dei cittadini, violati in modo continuato ed aggravato da 18 mesi». «Non possiamo tacere, oltre al danno, la beffa» ha aggiunto Manfredi: «Relatore in Giunta delle Elezioni per la regione Emilia-Romagna è infatti il senatore Cosimo Izzo, uno degli otto che dovrebbero andarsene a casa. Non bisogna in questi casi sprecare parole; ne diciamo una sola: VERGOGNA!».


Torino, 6 dicembre 2007
RU486 – VIALE “DALL’AVVENIRE CAMPAGNA MISTIFICATORIA. L’AIFA SVOLGA ILSUO COMPITO SCIENTIFICO SENZA CONDIZIONAMENTI POLITICI.”
REPLICA ALL'AVVENIRE.
RU486 FARMACO SICURO ED EFFICACE COME HA RIBADITO L'EMEA NEL 2007.
  Alla vigilia della valutazionedella richiesta di registrazione del Mifepristone (RU486) Silvio Viale denuncia la campagna mistificatoria condottadall’Avvenire per tentare di condizionare l’informazione.
Trattandosi di una Proceduraeuropea mutuo riconoscimento, che si basa su solide evidenze scientifiche, suuna ventennale esperienza europea e sulla recente revisione della scheda dellaRu486 da parte dell’Agenzia Europea (EMEA), approvata dalla Commissione europeanel giugno scorso, le questioni scientifiche e quelle legate alla sicurezza edall’efficacia del farmaco sono fuori discussione. Con il Portogallo la RU486 èregistrata in 13 paesi della ex-Europa dei 15 (manca solo in Italia e inIrlanda), lo è già in altri paesi e presto sarà registrata in altri.
In venti anni di storia lapratica clinica ha sempre superato le polemicheche. Nel 2007 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) e la FDA hanno ribadito la sicurezza del farmaco. L’OMS haconfermato il mifepristone nella lista dei farmaci essenziali.
Nella nuova scheda sulmifepristone, la cui procedura di revisione ha impegnato l’EMEA dal dicembredel 2005 al marzo del 2007, il limite per l’aborto medico è elevato da 49 a 63giorni (da 7 a 9 settimane) e sono state approvate altre 3 indicazioni (preparazione del collo dell’utero per l’aborto chirurgico, preaparazione delcollo dell’utero per l’aborto terapeutico e induzione del travaglio in caso dimorte endouterina.
Anche grazie al fatto che lepolemiche hanno sconsigliato la ricerca su altre centinaia di molecoleanaloghe, la RU486 è oggi il farmaco antiprogestinico e antiglucocorticoide più studiato, proprio perché è stata dimostrata la sua sicurezza nell’uomo. Oggi laRU486 è sperimentata per applicazioni in oncologia, ostetricia, ginecologia, psichiatria, endocrinologia, ostetricia e ginecologia, come è facilmenteverificabile leggendo l’elenco degli studi ufficialmente in corso registrati suwww.clinicaltrial.gow.
Nonostante le evidenzescientifiche e cliniche l’Avvenire guida una campagna di stampa per impedire laregistrazione del mifepristone in Italia.
Silvio Viale, il medico edesponente radicale, che nel 2001 chiese per primo di potere utilizzare laRU486, che nel 2005 avviò uno studio clinico al S.Anna di Torino e che questamattina ha avuto un confronto radiofonico con Eugenia Roccella a “Vivavoce” suRadio 24,  interviene per contrastare lemanipolazioni dei “dossier” dell’Avvenire:
“Vorrei ricordare che la vicendaitaliana della RU486 nasce come richiesta sanitaria e che sono stati glioppositori a portarla in politica. La lobby politica dei favorevoli, cheEugenia Roccella e Luca Volontè, continuano a mettere all’indice, è nata perreazione La mia prima richiesta del 2001 fu alla direzione sanitaria del S.Annae la studio clinico proposto e realizzato seguì l’iter previsto per lesperimentazioni cliniche, fino all’intervento “politico” del ministro Sirchiache mandò gli ispettori e con le intenzioni del ministro Storace di bloccaretutto.
Dal settembre del 2005, oltre2000 donne italiane hanno potuto utilizzare la RU486 in ospedali di almeno seiregioni e centinaia lo hanno fatto recandosi nei paesi confinanti.
Il quotidiano l’Avvenire continuaa elencare con gran risalto un elenco di donne decedute in relazione allaRu486, inserendovi casi diversi. A riguardo, mi basterebbe citare la schedadell’EMEA e la posizione della FDA (quest’ultima citata anche nella reviewpubblicata dal bollettino dell’AIFA di ottobre 2007), che li considerano eventirari, la cui realzione con laRU486 non è provata, ma potrebbe sembrare uno svicolamento.
In un intervento pubblicato suObstetrics &Gynecology, la rivista scientica dell’America College ofObstetricians and Gynecologists – ACOG), commentando nuove segnalazioninell’ambito del sistema di sorveglianza messo in piedi dalle agenziestatunitensi, David Soper riporta come il rischio di mortalità per abortomedico sai stimabile in 0,8 per 100.000, non dissimile da quello per abortospontaneo che è di 0,7 per 100.000. Lo stesso autore riporta come la mortalitàin gravidanza a termine negli USA sia 12,1 per 100.000.
Nella tabella si riportano i rischidi mortalità in ostetricia negli USA.
MORTALITA' per 100.000 in USA
Aborto legale 0.57 – 0,8
Aborto chirurgico < 9 settimane 0,1
Aborto chirurgico 9 – 10 settimane 0,2
Aborto medico 0,7 – 1
Aborto spontaneo 0,7 – 1,2
Gravidanza a termine 7,1 – 13,2
Gravidanza extrauteria 31,9
Morte endouterina 96,3
Globale in gravidanza 5,6-7,4
 
Come si vede il rischio che siverifichi un evento mortale, sebbene raro, è sempre presente in caso di aborto,ma è minore di quello che si corre in gravidanza. Ogni anno in Italia, peresempio, da 30 a 50 donne muoiono per la gravidanza. E’ quindi scorrettolimitare la comparazione tra aborto chirurgico e medico, come se la scelta delmedico dipendesse solo dal rischio relativo di mortalità. Non solo perché,quando si afferma che il rischio di morte per aborto medico è dieci voltesuperiore a quello per aborto chirurgico, bisognerebbe dire anche che ilrischio di morte in gravidanza è 100 volte quello dell’aborto chirurgico, maperché sono altre le valutazioni che occorre considerare di fronte ad unagravidanza non desiderata.
Inoltre i casi di mortalitàassociati al Clostridium sono 8 (sette negli USA e 1 in Canada) e nessuno in altripaesi. Da quando si è posta l’attenzione sul Clostridium sordellii si è osservatoche è causa di shock settico in parecchi campi della medicina e che èparticolarmente fatale in ostetricia e in neonatologia, sebbene i casi sianosempre da considerare rari. Peraltro, non è vero, come sostiene l’Avvenire chesi discuta se attuare una profilassi di routine con antibiotici per l’abortomedico, se non nei termini con cui si discute da trenta anni per l’abortochirurgico.
Solo in Inghilterra si fa laprofilassi di routine, pur ammettendo che non vi sono evidenze a favore, mentrenegli USA e negli altri paesi non la si fa. Per rassicurare l’Avvenire riportocome al S.Anna di Torno da circa un anno attuiamo la profilassi antibiotica diroutine. L’Avvenire deve, però, sapere che i farmaci utilizzati per laprofilassi, in Italia come in Inghilterra, non sono efficaci verso ilClostridium. 
Attualmente le morti indagate pershock settico da Clostridium in relazione alla RU486 sono 8 (7 negli USA e 1 inCanada), sei erano note al momento della pubblicazione del Bolettino AIFA diOttobre, due sono state segnalate ad ottobre. Il caso cubano, riportatodall’Avvenire, la cui comunicazione avvenne a Roma durante il congresso dellaFIAPAC, non centra nulla con la RU486.
La questione della mortalità,anche qualora dovesse essere confermata la stima USA di 0, 8 per 100.000, èirrilevante rispetto alle problematiche della registrazione per mutuoriconoscimento in Italia della RU486.
 
Allo stesso modo, sono esageratele descrizioni sulla sintomatologia, poiché un terzo delle donne ha unasintomatologia poco superiore a quella del flusso mestruale, un altro terzofacilmente sopportabile e solo un terzo avrà bisogno di farmaci sintomatici,con un 5% che ha bisogno dell’intervento chirurgico. Nel caso dell’abortochirurgico il dolore può essere importante e persistere a lungo, nonostantel’effetto analgesico dell’anestesia locale o generale, e l’1% deve ripeterel’intervento. Si tratta di due tra gli interventi più sicuri in medicina, conun basso tasso di complicazioni per entrambi, che non possono implicarel’esclusione dell’uno a svantaggio dell’altro.
 
Sulle questioni legali, gli oltre2000 casi italiani testimoniano come non vi sia incompatibilità con lalegge  italiana, e sarebbe opportuno chel’IVG venisse considerato dai politici e dai responsabili sanitari con glistessi criteri che si utilizzano per gli altri interventi, piuttosto checontinuare a relegare l’aborto ai margini della sanità, dell’aggiornamento edella ricerca. Sulla vicenda giudiziaria, che mi vede coinvolto e che èiniziata nel gennaio del 2006, ribadisco la fiducia nella magistratura torineseche ha concluso le indagini preliminari. Mi limito a far notare come unainchiesta analoga, che riguardava l’Ospedale Buzzi di Milano, sia stata archiviatae che nessuna inchiesta sia stata aperta in quelle regioni ove si sono adottatii protocolli torinesi, con le donne che vanno a casa tra la prima e la secondasomministrazione, rimanendo in ospedale dopo la somministrazione dellaprostaglandina. A proposito, debbo ricordare all’Avvenire che una delle dueprostaglandine autorizzate dall’EMEA, il gemeprost, è gia registrata edutilizzata in Italia per l’aborto, mentre la seconda, il misoprostolo, èregistrata per questa indicazione in Francia ed è utilizzabile in Italia comefarmaco “off label”.
 
In conclusione, l’Avveniredovrebbe proporre il proprio “dossier” direttamente all’EMEA, alla FDA eall’agenzia cinese per i farmaci, poiché non si capisce perché le donneeuropee, americane e cinesi dovrebbero essere meno tutelate di quelle italiane.Evidentemente è il contrario, poiché alle donne italiane continua ad esserevietata la possibilità di scelta, condannandole indiscriminatamente all’abortochirurgico.
Non ho dubbi che l’AIFA,rimanendo su un piano scientifico e sanitario, nonpotrà che confermare laregistrazione mantenendosi sulla falsariga della scheda dell’EMEA sulmifepristone.”
 
Silvio Viale

Torino, 5 dicembre 2007
FIRME FALSE/CASO GIOVINE/RADICALI: E’ PIU’ COLPEVOLE GIOVINE O UN CONSIGLIO REGIONALE CHE GLI HA PERMESSO DI FARE GRUPPO DA SOLO E L’HA MANDATO IN CALABRIA A RAPPRESENTARE IL PIEMONTE ALLA FESTA PER LA LEGALITA’?
  Alla notizia che il consigliere regionale Michele Giovine è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Torino nell’ambito dell´inchiesta riguardante le sottoscrizioni fasulle e irregolari per presentare la lista “Consumatori per Ghigo” alle elezioni regionali dell’aprile 2005, Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato:
“Il processo a Giovine è previsto per il maggio del 2008, cioè oltre tre anni dopo i fatti contestati e ben oltre la metà della legislatura regionale: mai come in questo caso, giustizia ritardata è giustizia negata.
In attesa del processo, mi chiedo se sia più colpevole di omissione Michele Giovine (che non ha pagato la multa con cui avrebbe estinto il suo reato) o un Consiglio Regionale dove prima non si è trovato un solo esponente politico che abbia fatto ricorso amministrativo contro Giovine (come richiesto da noi radicali a tempo debito) e poi si è permesso a questi di fare gruppo … con se stesso (dal 1° marzo 2007), cedendo ai suoi ricatti ostruzionistici.
Il 20 e 21 marzo 2007, pochi giorni dopo la costituzione del mono-gruppo, la beffa finale: Michele Giovine andò in missione per conto del Consiglio Regionale alla festa “contro le mafie e per la legalità” dell’Associazione “Libera” di Don Ciotti”; negli stessi giorni, il Consiglio Regionale non invitò alla sua seduta straordinaria i rappresentanti piemontesi di “Libera” per il veto opposto dal consigliere Agostino Ghiglia di AN.
Complimenti, il Consiglio Regionale sa scegliere bene chi mandare a rappresentare i valori della legalità, a nome e per conto di tutti i cittadini piemontesi!”

Torino, 3 dicembre 2007
“IL TIBET E L’IMPEGNO DEI RADICALI”
SINTESI CONFERENZA STAMPA c/o SEDE ASSOCIAZIONE RADICALE A. AGLIETTA.
MELLANO: DOMANI BERTINOTTI RICEVE INTERGRUPPO PARLAMENTARE TIBET.
  Ha introdotto la conferenza stampa Giulio Manfredi (Giunta segreteria Radicali Italiani):
“Domenica 16 dicembre, all’arrivo del Dalai Lama a Torino, ci sarà la fila di politici, intellettuali, esponenti della cosiddetta società civile pronti a sbandierare il proprio amore per la causa tibetana. I radicali non hanno atteso la venuta del Dalai Lama per sostenerlo nella sua richiesta che non è l’indipendenza del Tibet dalla Cina ma una reale autonomia (l’esempio indicato più volte dai tibetani è il Trentino Alto Adige) per preservare una religione e una cultura millenarie.
Grazie alla presenza in Consiglio Regionale dei consiglieri radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano, nel 2002 è nata l’Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet, di cui fanno parte attualmente 147 enti locali. Grande successo ha avuto in particolare la campagna europea "Una bandiera per uno status di piena autonomia per il Tibet", con l’esposizione permanente della bandiera tibetana in oltre 200 sedi di Comuni, Province e Regioni italiane, per prima la sede dell’Assemblea legislativa del Piemonte.
Possiamo ascrivere al costante impegno radicale anche la nomina di Bruno Mellano a coordinatore dell’Intergruppo Tibet nel Parlamento italiano.”
Igor Boni (neo-segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta):
“Voglio ricordare la lunga iniziativa nonviolenta del monaco tibetano Palden Ghiatzo (incarcerato per oltre trent’anni nelle carceri cinesi), attuata qui a Torino, nell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli, durante le Olimpiadi Invernali del febbraio 2006.
Per accogliere degnamente il Dalai Lama, noi abbiamo installato lungo le vetrate della nostra sede (via Garibaldi n. 18, interno cortile) le belle istantanee scattate dal fotografo Davide Dutto di Fossano durante la “Marcia per il Tibet” (da Nizza a Ginvera, attraverso le Alpi, estate 2000), attuata da monaci tibetani e da militanti della causa tibetana. Inoltre, lunedì 10 dicembre, alle ore 21:00, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, proietteremo in sede il film documentario (prodotto da Adelaide Aglietta) “Il mio Tibet” di Piero Verni.
Sabato 15 dicembre, “Free Tibet Day”: banchetti radicali in via Garibaldi a sostegno della causa tibetana; saranno a disposizione dei cittadini le bandiere tibetane, da appendere al balcone di casa.
Sabato 15 dicembre (ore 15), sempre nella sede radicale, si terrà il convegno “Tibet: la nonviolenza dei monaci, le responsabilità delle democrazie, il ruolo dell’opinione pubblica”, con la partecipazione di: Thupten Tenzin (presidente Comunità Tibetana in Italia); Bruno Mellano; Javier Gonzalez Diez (responsabile Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta); Rosanna Degiovanni (giunta segreteria Ass. Aglietta).
Domenica 16 dicembre, i militanti radicali accoglieranno il Dalai Lama sventolando le bandiere del Tibet e quelle del Partito Radicale Transnazionale.
Bruno Mellano (deputato radicale della Rosa nel Pugno e coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet):
“Quello tibetano è stato l’unico popolo, nel corso di tutto il ‘900, a reagire con la nonviolenza all’aggressione armata, all’occupazione militare del territorio e al tentativo in corso di genocidio per diluizione (già ora i tibetani sono minoranza nella loro terra). A noi occidentali tocca, oltre a commuoverci per i monaci birmani, dare forza politica a tale nonviolenza, pena la sua riduzione a mera testimonianza. La diplomazia cinese ha tentato di fare pressioni sulle istituzioni piemontesi ma la presidente Bresso, il presidente Gariglio, il sindaco Chiamparino hanno confermato gli impegni presi. Le pressioni sugli enti locali sono state un messaggio molto chiaro per le istituzioni nazionali. Lo ribadisco: il Dalai Lama deve poter parlare nell’aula della Camera dei Deputati come è stato consentito a Papa Giovanni Paolo II, a Re Juan Carlos di Spagna … e a Yasser Arafat. Il Presidente Prodi deve ricevere il Dalai Lama come ha fatto il Presidente Bush e l’intero Congresso americano, il primo ministro canadese, il primo ministo austriaco, il cancelliere tedesco Angela Merkel.
Come ha giustamente detto Marco Pannella, ricevere il Dalai Lama è un’iniziativa diplomatica prudente; se cediamo su questo punto, su cosa non saremo disposti a cedere in futuro?
Domani l’Intergruppo parlamentare Tibet sarà ricevuto dal Presidente Bertinotti, a cui ribadiremo le nostre richieste.
Mi piace, infine, ricordare la recente adesione del Comune di Torino all’Associazione Comuni Province e Regioni per il Tibet e che la Regione Piemonte è gemellata con la regione cinese del Sichuan … che è un pezzo del Tibet storico!
Alessandro Frezzato (Direzione Nazionale Radicali Italiani):
“I cinesi dipingono il Dalai Lama come un pericoloso separatista ma voglio ricordare che da oltre cinquant’anni, dalla bocca del Dalai Lama escono solamente parole di amore, pace, nonviolenza, rispetto dell’altro; Bertinotti e Prodi rifiuteranno di ascoltare tali parole? Scroscianti applausi per il Papa, bavaglio al Dalai Lama? Voglio ricordare che nel corso dell’ultima riunione di Radicali Italiani è stato votata una mozione che richiede sia al Presidente Prodi che al Presidente Bertinotti di ricevere ufficialmente il Dalai Lama”.

Mellano
Manfredi
N.B. Le bandiere tibetane sono disponibili sia nella sede radicale di Torino sia attraverso il sito http://www.associazioneaglietta.it/
Tutte le informazioni sulla visita del Dalai Lama a Torino a questo link:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm

Torino, 3 dicembre 2007
IGOR BONI NUOVO SEGRETARIO ASSOCIAZIONE RADICALE A. AGLIETTA.
SILVIO VIALE PRESIDENTE, CLAUDIA PAGLIANO TESORIERE.
PROSSIMI IMPEGNI: NARCOSALA, ACCOGLIENZA DALAI LAMA, MORATORIA, RICORDO DI PIERGIORGIO WELBY E FIACCOLATA PER ELUANA ENGLARO.
  Nel pomeriggio di ieri si è svolto a Torino il decimo congresso dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Hanno partecipato ai lavori una cinquantina dei 138 iscritti all’Associazione per il 2007 (record storico).
Nelle relazioni introduttive, gli organi uscenti (il segretario Silvio Viale, il presidente Igor Boni e il tesoriere Carlo Donati) hanno ripercorso le numerose iniziative promosse dall’Associazione, molte delle quali sono state poi replicate da altre realtà territoriali radicali in tutta Italia.
Si è poi svolto un ricco dibattito, in cui sono intervenuti, fra gli altri, Claudio Bellavita e Diego Castagno (iscritti sia allo SDI che a Radicali Italiani, capigruppo della Rosa nel Pugno nelle Circoscrizioni 1 e 8 di Torino), che hanno dichiarato di non voler mutare il nome del proprio gruppo consiliare, a differenza di quanto è stato fatto recentemente in Consiglio Comunale.
Al termine del dibattito, è stata votata all’unanimità la mozione generale, il programma di iniziative per il nuovo anno. Fra i primi impegni: continuare l’iniziativa (portata avanti con Forum Droghe e Malega 9) per una narcosala a Torino; mobilitazione straordinaria in occasione della prossima visita a Torino del Dalai Lama; organizzazione di una festa cittadina in concomitanza del voto all’ONU sulla moratoria delle esecuzioni capitali (al riguardo è stata approvata una mozione particolare, a prima firma Mariano Ferrentino, per ricordare l’impegno abolizionista dell’esponente radicale Maria Teresa Di Lascia, prematuramente scomparsa nel 1994); ricordo di Piergiorgio Welby, il 20 dicembre, a un anno dalla scomparsa (iniziativa promossa dall’Associazione Luca Coscioni); partecipazione alla fiaccolata per Eluana Englaro (il 18 gennaio, a Lecco).
Infine, in tarda serata, il congresso ha proceduto al rinnovo delle cariche, eleggendo a segretario Igor Boni (28 voti a favore su 30), a presidente Silvio Viale (27 voti a favore su 30), a tesoriere Claudia Pagliano (30 voti).

N. B. La mozione generale e la mozione particolare approvate dal Congresso saranno disponibili su www.associazioneaglietta.it

Torino, 2 dicembre 2007
NARCOSALA/PROMOTORI PETIZIONE: MINISTRO FERRERO RILANCIA LE NARCOSALE. MANDI UN PARERE FORMALE AL SINDACO E AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE … E FACCIA CAMBIARE IDEA ALLA SUA COLLEGA TURCO.
LA CONFERENZA LATINA SULLA RIDUZIONE DEL DANNO APPROVA MOZIONE PER INVITARE TORINO AD ANDARE AVANTI.
  Con un voto unanime in seduta plenaria, la  Quarta Conferenza latina della riduzione del danno, tenutasi a Milano dal 29 novembre al 1° dicembre, ha approvato  una mozione finale per invitare la città di Torino ad andare avanti sulla via dell’innovazione, e aprire finalmente anche in Italia una stanza del consumo. Il testo è stato approvato da oltre 350 tra operatori, esperti, ricercatori e amministratori locali di Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Svizzera, Brasile e  Argentina.
 
 I presentatori della petizione popolare per una narcosala a Torino (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno dichiarato:
 
“Finalmente anche il Ministro Ferrero prende una posizione chiara nel dibattito sulle narcosale che si sta svolgendo a Torino, dichiarando: 'Sono disponibile a sostenere tutti i comuni che avanzeranno questa proposta  e mi auguro che il comune di Torino, che si e' gia' espresso in questo senso, prosegua in questa prospettiva'.
Questo è quanto ci auguriamo anche noi, sperando che domani il consiglio comunale voti, finalmente, la mozione che riguarda la sperimentazione delle narcosale a Torino, un servizio socio-sanitario di riduzione del danno attivo da vent'anni in Europa, un servizio che andrebbe ad integrare, e non a contrapporsi, alla rete di servizi relativi alle dipendenze.
Invitamo, quindi, il ministro Ferrero a dare gambe e forza alle sue parole, assumendosi la responsabilità politica di inviare un parere formale al sindaco, al presidente della Regione e al consiglio comunale dove dichiari la possibilità di procedere a tale sperimentazione e la disponibilità del Ministero a sostenerla.
Ricordiamo al ministro che l'unico parere sinora arrivato da Roma a Torino è quello della sua collega Livia Turco, un invito pressante a non parlare di narcosale ma solo di somministrazione controllata di eroina, perchè l'argomento sembra suscitare "disagio" nella ministra e nel sindaco.
Speriamo che il Ministro Ferrero sappia fornire un'alternativa concreta  al "disagio" di pochi e alla sofferenza di molti, magari a partire dalle dichiarazioni rese (nell'ambito della Conferenza latina sulla riduzione del danno) dal giurista e Procuratore Generale di Milano, Francesco Maisto, che, in merito alla ipotizzata incompatibilità delle stanze con la legge vigente, ha dichiarato: “Sono stupefatto di ascoltare opinioni e divieti pregiudiziali pronunciati senza aver esaminato con attenzione gli elementi concreti della proposta, al di là dei nomi che si vogliono dare alla stessa, narcosale o stanze del consumo che dir si voglia. E’ necessario approfondire la sussistenza o meno dei singoli presupposti richiesti dalla legge e  quale interpretazione abbia dato la seppur limitata giurisprudenza dei presupposti stessi”.
Niente più pregiudizi e prese di posizione ideologiche, ma una scelta fondata su evidenze scientifiche, con un corredo di dichiarazioni politiche chiare e responsabili.

Torino, 1 dicembre 2007
NARCOSALE/MANFREDI (RADICALI): MINISTRO FERRERO USA LEGGE FINI-GIOVANARDI COME ALIBI PER NON FAR NULLA. LE NORME CONTRO L’ISTIGAZIONE ALL’USO DI DROGHE ESISTONO DAL 1990 MA NON HANNO IMPEDITO L’INSTALLAZIONE DEGLI SCAMBIASIRINGHE.
  A margine della conferenza latina sulla riduzione dei danni correlati dovuti al consumo di droghe (che si conclude oggi a Milano), il ministro per la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero,
a chi gli chiedeva un commento sulla possibilita' di avviare nuove politiche in materia di riduzione del danno (in particolare, le narcosale), ha dichiarato: “con l'attuale legislazione e' sostanzialmente impossibile ... ci sono dei vincoli tali... La legge Fini-Giovanardi rende sostanzialmente impossibile”
un intervento in materia di riduzione del danno.
 
Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Finalmente il ministro Ferrero si è espresso chiaramente sulla questione narcosale, dopo un lungo silenzio; purtroppo, accodandosi alle posizioni del ministro della Salute Livia Turco, che escludono la possibilità di istituire le narcosale con la legislazione vigente.
Ma il ministro Ferrero non può utilizzare la legge sedicente “Fini-Giovanardi” (n. 49 del 2006) come alibi per non far nulla; l’art. 79 del DPR 309/90 (quello che proibisce l’utilizzo di locali per il consumo di stupefacenti) risale, appunto, al 1990 e non ha impedito, per esempio (visto che oggi si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale antiAids), l’installazione delle macchine scambiasiringhe, che furono tacciate, per tutti gli anni ’90, di istigare il consumo di eroina. La dottrina e poi la giurisprudenza intervennero, precisando che si trattava invece di presidi sanitari volti alla tutela della salute pubblica; la stessa cosa può essere fatta valere per le narcosale.
Ci vuole, però, una cosa che difetta sia alla Turco che a Ferrero: la volontà politica di farlo.”.

Torino, 1 dicembre 2007
ENCICLICA “SPE SALVI” - VIALE “LIFE IS NOW. CON RATZINGER UN RITORNO AL PASSATO. SERVE UN NUOVO ILLUMINISMO.”
  Domani a Torino X Congresso dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta , ore 14:30, Sala dell’antico macello di Po, via Matteo Pescatore angolo via Vanchiglia
 
Silvio Viale, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, in relazione ai contenuti della enciclica “Spe salvi”, ha diffuso la seguente dichirazione:
 
“Non è in discussione la visione ultraterrena di Ratzinger, nè il diritto di richiamare i fedeli alla fede, ma la visione terrena. L’Enciclica “Spe salvi” è un ritorno al passato per cercare una rivincita storica sull’Illuminismo in nome dell’assolutismo antiscientifico.. Eppure, proprio l’illuminismo ha dato nuova linfa alla Chiesa, con la ricerca scientifica che l’ha sempre costretta ad inseguire e ad adeguarsi, in ritardo, alle nuove scoperte. Dalle autopsie ai trapianti, dai vaccini alle terapia del dolore, l’umanità ha sempre dovuto superare l’opposizione irrazionale del Vaticano.
La ragione che Ratzinger vuole far vincere è quella che è subordinata alla fede. E’ la ragione dei roghi e dell’intolleranza che nega il pluralismo culturale. E’ una ragione subordinata all’irrazionalità, incapace di accettare che la scienza e le teorie si trasformano, laicamente, senza ortodossie, e che nuovi confini sono sempre all’orizzonte per essere superati. E’ l’esasperazione del principio di precauzione sulle cose di Dio per governare e limitare le cose degli uomini.
A Ratzinger poco importa, se la Chiesa dovrà ancora chiedere scusa, perchè quello che a lui interessa  non è il domani, o il “banchetto eterno”, ma l’oggi, le cose terrene, la simonia. Di fronte al rilancio di un disegno intelligente ultraterreno, che va oltre l’uomo e determina l’eternità, dobbiamo difendere il suo diritto a crederci, ma ribadire, come dice una nota e fortunata pubblicità, che “life is now”.
La scienza è una continua sfida e si arricchisce continuamente con l’evoluzione dell’uomo. Rinascimento, illuminismo, marxismo, risorgimento, evoluzionismo, modernismo e quanto altro sono sfide continue dell’uomo per l’uomo, sono sfide di speranza. Anche l’enciclica di Ratzinger è una sfida per la quale servono un nuovo illuminismo e un nuovo risorgimento laico.”

Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
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