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Torino, 30 dicembre 2008

DROGHE/RADICALI: VERGOGNOSO ATTACCO AI SERT DA PARTE DI MAURIZIO GASPARRI.

LUI E GIOVANARDI HANNO OCCHI E ORECCHIE SOLO PER ALCUNE COMUNITA’.

 

Ieri Maurizio Gasparri ha dichiarato: “Le Regioni sono latitanti. Non versano fondi alle comunità. Non fanno prevenzione. Sono colpevoli di un lassismo che fa dilagare la droga. I Sert sono un disastro totale” (fonte: Notiziario Droghe dell’ADUC).

Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani):

“Con lo stile e la classe che tutti gli riconosciamo, Gasparri ha fatto di tutti i Sert un fascio, e li ha condannati senza appello. Non conta che i servizi per le tossicodipendenze abbiano avuto nel 2007  oltre 171.000 soggetti in trattamento (fonte: Relazione del Governo al Parlamento, giugno 2008), dei quali solo un decimo (16.433) sono poi stati ospitati in comunità. Non conta che facciano questo sempre con l’acqua alla gola, perché è risaputo che il Sert è l’ultimo nella scala delle scelte di finanziamento dei direttori generali delle Aziende sanitarie. Non conta che ora i Sert debbano occuparsi direttamente anche dei detenuti tossicodipendenti e alcolisti. Non conta che in questi ultimi dieci anni (dall’approvazione della legge di riforma n. 45 del 1999 e del successivo atto di intesa Stato-Regioni) il centro-destra abbia governato per più tempo del centro-sinistra sia a livello centrale sia in numerose Regioni.

Quello che conta, per Gasparri e per Giovanardi, è farsi belli agli occhi di alcune comunità di riferimento, a qualunque costo.

Perché Gasparri e Giovanardi non visitano mai un Sert o un carcere, né a Natale né nel resto dell’anno? Magari scoprirebbero cose e persone da cui potrebbero imparare qualcosa di meglio o di diverso della Cristoterapia predicata (ma non so se praticata) da Don Gelmini.”.

 

 


Torino, 29 dicembre 2008

OTTO PER MILLE/MANFREDI (RADICALI): CARDINALE POLETTO MENTE SAPENDO DI MENTIRE. LA CEI INTASCA LA MAGGIOR PARTE DELLA QUOTA DI CHI NON SCEGLIE.

 

Oggi il “Corriere della Sera”, dando conto della polemica in corso fra il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e vari prelati cattolici, riporta la seguente dichiarazione virgolettata del cardinale di Torino, Severino Poletto, relativa ai fondi dell’8 per mille intascati dalla Chiesa Cattolica, in particolare dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI): «in verità sono dei cittadini che devolvono alla Chiesa mediante l`8 per mille sull`imponibile» .

Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani):

Il cardinale Poletto mente sapendo di mentire. Egli, infatti, non può non sapere che la ripartizione del denaro dell’8 per mille tra i soggetti concorrenti (lo Stato e varie confessioni religiose) avviene secondo la percentuale di contribuenti che annualmente hanno espresso la preferenza per l’una o per l’altra confessione religiosa al momento della dichiarazione dei redditi (ad es. modello 730-1, Unico).

Dunque, chi non esprime la scelta a favore di un soggetto verserà comunque il suo otto per mille ed esso sarà ripartito sulla base delle scelte espresse dagli altri. Ad oggi, circa il 64% degli italiani non esprime una scelta nella dichiarazione dei redditi, per cui il loro otto per mille viene ripartito in base alle scelte degli altri. E siccome l’87% di chi firma sceglie la Chiesa cattolica, allora l’87% dell’otto per mille di chi non sceglie finisce comunque alla Chiesa cattolica.

Nel 2003, la Chiesa Cattolica ha intascato la bellezza di 1016 milioni di euro.

E mentre la CEI bombarda annualmente i cittadini di spot televisivi e pagine sui giornali per farsi dare la quota dell’8 per mille (guardandosi bene dall’informare sul reale meccanismo della divisione dei pani e dei pesci), lo Stato Italiano non fa nulla né per cercare di aumentare la quota a lui devoluta annualmente né per informare i cittadini sul fatto che se non scelgono altri sceglieranno per loro.

Cardinale Poletto, perché non approfitta dell’atmosfera evangelica del Santo Natale per dichiarare pubblicamente che è giusto che la Chiesa Cattolica si appropri solamente della quota dell’8 per mille frutto di una scelta espressa e consapevole dei cittadini italiani?

Il “Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio” non va più di moda?!

 

Per approfondimenti:

 http://www.anticler icale.net/ node/11

 


Asti, 29 dicembre 2008

Lettera di Salvatore Grizzanti alla redazione astigiana de La Stampa a proposito della distribuzione di crocifissi proposta dalla Lega Nord

 
Egr. direttore,
ho letto con stupore l' articolo di ieri riguardo l' iniziativa della Lega Nord astigiana di distribuire crocifissi alle scuole: è palese che la laicità dello stato, un valore per tutte le democrazie liberaldemocratiche , nel nostro paese sia tabù ma i militanti del partito di Bossi, con la loro iniziativa, vanno oltre andando alla guerra contro questo valore. Nella politica astigiana ci si confronta oramai a colpi di crocifissi tra chi lo distribuisce a scuola e chi lo vorrebbe in consiglio comunale alla faccia di quei cittadini che cristiani non sono e che, nonostante tutto, non hanno mai minacciato scioperi fiscali... Mi chiedo se queste persone siano mai andate oltre al simbolo per giungere alla parola di Cristo, che predicava tolleranza ed amore verso il prossimo, due cose che non si realizzano invitando i propri militanti a prendere i fucili o chiedendo al governo di mandare la Marina Militare a sparare contro le carrette del mare colme di disperati che tentano di raggiungere le nostre coste.
--
Salvatore Grizzanti
coordinatore provinciale Associazione Radicale Adelaide Aglietta e membro dell' assemblea regionale dei Giovani Democratici




Torino, 28 dicembre 2008

RADICALI: ITALIA ED EUROPA ALLA CANNA DEL GAS (DI GAZPROM)?

Boni e Manfredi: “la crisi del 2006 e il costante ricatto energetico russo non hanno fatto cambiare marcia alla politica energetica italiana. Che farà ora Berlusconi? Una nuova ‘moral suasion’ su Putin per farci stare al caldo?”

 

In seguito all’ultimatum posto da Gazprom all’Ucraina, che minaccia la chiusura dei rubinetti del gas dal 1 gennaio 2009 in mancanza del pagamento degli arretrati, si profila nuovamente il rischio di una riduzione drastica del quantitativo di gas anche per l’Italia e l’Europa. Sergey Kuprianov, portavoce del gruppo russo, parla un 50% di probabilità che le forniture vengano tagliate (Agenzia AGI).

Dichiarazione di Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani)

“Il primo gennaio potremmo svegliarci con l’amara sorpresa di forniture di gas non adeguate a soddisfare la domanda interna di energia per riscaldamento. Una sorpresa che a ben guardare non può essere definita tale, dato che tempo e con vigore sempre maggiore si configura in Russia l’affermazione di un regime imperialista, che basa la sua forza espansiva e di influenza sul ricatto energetico perpetrato dal colosso di stato Gazprom. A nulla è valso denunciare tutto questo in questi anni, a nulla è valsa la crisi del 2006 che, in pochi giorni di riduzione del flusso nei gasdotti che giungono dalla Russia, ha visto il nostro paese sull’orlo di una crisi energetica senza precedenti. La storia ora si ripete e la soluzione non la troveremo in queste poche ore che ci separano dalla fine dell’ultimatum all’Ucraina. Che cosa pensa di fare il grande amico di Putin, Silvio Berlusconi? Una nuova ‘moral suasion’ nei confronti del compagno Putin perchè non ci faccia stare al freddo? Oppure nei confronti dei cittadini italiani per convincerli che in fondo anche al freddo si può essere ottimisti? Al di là delle battute dobbiamo prendere atto dei comportamenti violenti di un regime che calpesta diritto e diritti dentro i propri confini e minaccia con le armi (vedi Georgia) e con il ricatto dell’energia i vicini e l’Europa tutta. Dobbiamo pianificare un affrancamento dalla dipendenza russa senza le illusioni del ritorno al nucleare; dobbiamo trattare Putin e Medvedev per quello che sono: i burattinai di un regime antidemocratico e pericoloso”.

 

 


Torino, 27 dicembre 2008

ELUANA – VIALE (radicali) SMASCHERA IL PROF. DOLCE E I FIRMATARI DELL’APPELLO CONTRO ELUANA.

 

Silvio Viale, medico, dirigente radicale, interviene sulle affermazioni del Prof. Giuliano Dolce e sull’appello di oltre 250 medici (L’Avvenire 26.12.2008) contro Eluana, ribadendo che “la maggioranza dei medici d’Italia sono con la mano che staccherà il sondino”. sbugiarda

Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:

“Prima di tutto c’è da chiedersi perché il Prof. Giuliano Dolce, che ha visitato Eluana il 18 gennaio scorso, abbia atteso così tanto per illuminarci sulle sue scoperte –  forse, deontologia a comando ? –  ma è nel merito di due sue rivelazioni che voglio replicare. La prima è che Eluana abbia i riflessi della deglutizione e della tosse, riflessi appunto. Tralasciando quello della tosse, da considerare irrilevante visto che Eluana respira spontaneamente, a conferma che il centro della respirazione non è leso, occorre chiedersi se una residua capacità deglutitoria sia sufficiente alla nutrizione di Eluana? Perché, in tal caso, le suore e i medici della Clinica, che non se ne sono mai accorti, potrebbero essere accusati di malpractice. Perché tale sarebbe la somministrazione di preparati farmacologici con un sondino per 12-14 ore al dì, quando la paziente potrebbe essere alimentata e bere con un cucchiaino. Evidentemente non è così. Il Prof Dolce sa bene che Eluana non può masticare e che nemmeno un ingozzamento continuo con un cucchiaino, 24 ore su 24, di preparati farmacologici potrebbe sostituire il sondino. Ma perché, allora, fa intendere oggi quelle balle che non ebbe il coraggio di rivelare allora? La seconda questione è quella della ripresa del flusso mestruale, che il Prof. Dolce deve considerare alla stregua di un’attività volontaria, e non la ripresa di un riflesso ormonale con la conseguente stimolazione della mucosa endometriale. Anche qua il Prof. Dolce ben si guardò dal considerare il ritorno dell’emorragia mestruale come il segnale di una ripresa minima dello stato di coscienza, che l’avrebbe esposto al ridicolo, e non cerco minimamente di far cambiare opinione ai medici della Clinica, quando decisero di non procedere ad alcun trattamento per una seria emorragia ginecologica. Non mi risulta che in quella occasione abbia suggerito alcuna terapia farmacologica, alcun raschiamento emostatico o alcuna trasfusione. Insomma. Non so quale codice deontologico abbia tra le mani, ma è chiaro che, se il Prof. Dolce avesse ritenuto sbagliata la diagnosi di “stato vegetativo”, avrebbe dovuto dirlo da tempo, ma non l’ha fatto. Purtroppo la questione, indipendentemente dalle disquisizioni in punta di accademia, è che Eluana è in uno stato irreversibile ed è assistita con terapie che non avrebbe mai voluto. Eluana ha il diritto di rifiutare le terapie nutrizionali, come fece Giovanni Paolo II.  In quell’occasione nessun medico cattolico disse che «per agire in modo deontologicamente e scientificamente corretto” il medico avrebbe “dovuto intervenire somministrando liquidi ed elementi nutritivi e non nascondendo la sofferenza stessa con sedativi, antidolorifici e altri farmaci». Nessun medico cattolico osò firmare un appello come questo contro Giovanni Paolo II, mentre ora in 250 non esitano a farlo contro Eluana. Nessuno impose il sondino a Giovanni Paolo II per “non nascondere la sofferenza stessa con sedativi e altri farmaci”. Qualcuno mi dirà che Giovanni Paolo II era cosciente, mentre Eluana non lo è, non curante della contraddizione. Ma allora a chi chiede il consenso per le sue terapie il Prof Dolce? Ai pazienti in stato vegetativo? No di certo. Forse ai genitori, ai parenti, al tutore o al curatore? Cioè, nello specifico, ai genitori di Eluana, al tutore di Eluana o al curatore di Eluana. Perché, sarebbe grave se si scoprisse che il Prof Dolce non chiedesse il consenso scritto ai propri pazienti in stato vegetativo, precisando bene possibilità e speranze delle terapie proposte. Perché, sarebbe grave se le persone in stato vegetativo fossero trattate alla stregua di semplici cavie senza diritti. In attesa di adeguate risposte mi consola constatare che i padri d’Italia sono con Beppino, che le madri d’Italia sono con Saturna e che i medici d’Italia sono con Eluana e con la mano che staccherà il sondino.”

 

 


Torino, 27 dicembre 2008

CECENIA/CASO BUDANOV/RADICALI: LIBERAZIONE COLONNELLO SIGNIFICA CHE SI E’ ROTTO LO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE

L’UNICO TRIBUNALE CREDIBILE A CUI APPELLARSI RIMANE LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO DI STRASBURGO.

 

Alla notizia che il colonnello russo Yurj Budanov – condannato nel 2003 a soli dieci anni di reclusione per l’uccisione a sangue freddo di una giovane cecena - sarà scarcerato dopo otto anni e mezzo di carcere per “buona condotta”, gli esponenti radicali Giulio Manfredi e Igor Boni hanno dichiarato:

“Ricordiamo che Budanov rischiò già di farla franca nel 2002, quando il tribunale militare lo assolse sostenendo che al momento del delitto era incapace di intendere e di volere. Solamente le proteste degli attivisti dei diritti umani – tra cui Anna Politkovskaja – costrinsero la Corte Suprema russa ad annullare la sentenza e a far istruire un nuovo processo.

Il “caso Budanov” è stato lo specchietto per le allodole utilizzato dal regime di Putin per dimostrare che anche in Russia ci sono giudici imparziali. Budanov in carcere serviva a nascondere le migliaia di violenze, crimini, uccisioni, rapimenti commessi in Cecenia negli ultimi dieci anni per cui nessuno è stato chiamato sul banco degli imputati, per cui nessuno è stato condannato.

Le cifre parlano chiaro: al primo gennaio 2008 erano state inoltrate alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ben 46.685 denunce di cittadini russi nei confronti di abusi del proprio governo (il 20% delle denunce totali).

Come testimonia una sezione della Mostra sulla Cecenia in corso a Torino al Museo della Resistenza – e il relativo catalogo – la Corte Europea ha svolto un grande lavoro di verifica di tali denunce, condannando ripetutamente la Federazione Russa all’indennizzo delle vittime delle violenze.

Molte delle violazioni riscontrate dalla Corte Europea concernono crimini di guerra e crimini contro l’umanità, i cui autori godono al momento della più completa impunità. La mancata adesione della Russia allo Statuto di Roma del 1998, che ha istituito la Corte Penale Internazionale, non consente il ricorso a questo istituto per le gravi violazioni dei diritti umani commesse all’interno della Federazione Russa, Cecenia compresa.”.

 

Informazioni sulla Mostra sulla Cecenia di Torino su:

http://www.museodif fusotorino. it/focus_ evento.aspx? id=326


Torino, 26 dicembre 2008

ANAGRAFE DEGLI ELETTI/OLTRE MILLE CITTADINI TORINESI HANNO FIRMATO LA PROPOSTA DI DELIBERA: TRA GLI ALTRI, LUCIANA LITIZZETTO, MERCEDES BRESSO, FRANCO DEBENEDETTI, CARLO AUGUSTO VIANO, BIANCA GUIDETTI SERRA, CARMELO PALMA, EMILIA ROSSI.

IL GELO BLOCCA I BANCHETTI … MA SI PUO’ FIRMARE NELLA SEDE RADICALE.

 

 

Più di mille cittadini torinesi hanno sottoscritto ai banchetti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta la proposta di delibera di iniziativa popolare per l’istituzione in Comune dell’ “Anagrafe degli eletti”, per rendere disponibili online i seguenti dati: curriculum, presenze, attività e compensi dei consiglieri comunali, degli assessori, del sindaco; bilanci del Comune, comprensivi delle ditte fornitrici e delle consulenze; elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d’uso; bilanci delle società controllate, anche indirettamente, dal Comune; nominativi consiglieri di amministrazione e relativi compensi.

L’istituzione dell’Anagrafe degli eletti è un’iniziativa portata avanti da Radicali Italiani su tutto il territorio nazionale, dovunque vi siano cittadini, di qualunque schieramento o partito politico, interessati a richiedere più trasparenza nel Palazzo e più conoscenza del Palazzo.

 

Il gelo improvviso non consente questo fine settimana l’uscita dei banchetti di raccolta firme; i cittadini torinesi possono sottoscrivere la proposta di delibera recandosi nella sede radicale di via Botero n. 11/F, che sarà aperta sabato 27 dicembre dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Oltre alla proposta sull’anagrafe è possibile sottoscrivere anche quella per il sostegno alle unioni civili e la petizione dell’Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione del testamento biologico.

 

 

Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:

 

“Sarebbe utile una profonda riflessione sul “caso Romeo”. Mettiamo da parte le implicazioni penali; ci interessa qui rilevare che milioni di cittadini romani e napoletani sono venuti a conoscenza dell’esistenza di un signore, Alfredo Romeo, che gestiva servizi e pezzi cospicui del patrimonio comunale con anni di ritardo e grazie alla solita campagna giornalistica a scoppio ritardato. Pare che in Italia i cittadini non abbiano diritto a un’informazione capillare, costante e quotidiana su quanto avviene nel loro Comune ma debbano fare solamente affidamento su quanto ogni tanto gli viene propinato dai media sulla guerra per bande in corso nella partitocrazia italiana.

Le cose sono semplici, non semplicistiche ma lo slogan ci pare comunque calzante: o Romeo o Anagrafe degli eletti e dei nominati.”

 

 

 

 


Torino, 20 dicembre 2008

ENGLARO/VIALE (RADICALI): ATTO DI SACCONI NULLO PER UNA LEGGE DEL CENTRODESTRA. LE REGIONI, FRIULI E PIEMONTE IN TESTA, LO RIMANDINO AL MITTENTE.

 

 

Dichiarazione di Silvio Viale e Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani):

“La legge n. 131 del 5 giugno 2003 (cosiddetta “legge La Loggia”), all’art. 8, dispone che “Nelle materie di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione non possono essere adottati gli atti di indirizzo e di coordinamento …”. La “tutela della salute” fa parte delle materie elencate dal terzo comma dell’art. 117, per cui l’atto di indirizzo del ministro Sacconi è nullo ai sensi di una legge emanata dal governo Berlusconi nel 2003, come ha osservato Michele Ainis in un corsivo su LA STAMPA nei giorni scorsi. Pertanto chiediamo ai Presidenti di Regioni, in particolare alla Presidente Bresso, di respingere al mittente l’atto di indirizzo alle regioni su “Stati vegetativi, nutrizione e idratazione”, emanato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi lo scorso 16 dicembre, in quanto nullo per eccesso di potere.”

 

 


Torino, 19 dicembre 2008

ELUANA-GRETA – VIALE (radicali) “DIFFIDARE DEI FALSI PROFETI. CANAVERO E MASSA MICON DEVONO DIRCI COSA FAREBBERO OGGI DI FRONTE A ELUANA.”

 

“Greta non è ELuana e, anche se fosse Eluana, ci sarebbe da chiedersi se lei sarebbe felice di passare da uno stato vegetativo di non sofferenza ad uno stato di minima coscienza di sofferenza. Bisogna diffidare del falsi profeti. Se qualcuno ha acconsentito per Greta ad un intervento Frankenstein, che si poteva evitare, non si può non concedere la stessa prerogativa alla volontà di Eluana.”

Questo l’inizio del commento di Silvio Viale, il medico torinese noto per la RU486, impegnato nella battaglia per l’eutanasia, che si è dichiarato disponibile a staccare il sondino di Eluana.

Silvio Viale interviene sul caso di Greta, la ragazza di Gassino, in stato di minima coscienza, con la seguente nota:

“In ogni caso Eluana non è Greta, poiché diverse sono i livelli di lesione negli stati vegetativi. In ogni caso, al massimo, Greta è come la Eluana di quattordici anni fa e Greta sarà come Eluana solo tra quattordici anni. La famiglia di Greta, alla quale qualcuno avrà certamente chiesto il consenso per questa esposizione mediatica, deve ancora compiere il percorso della famiglia Englaro, la quale ha iniziato l’azione legale quattro anni dopo la Greta di oggi.

La metodica utilizzata per Greta è puramente sperimentale, non ha alcuna dimostrazione non teorica di successo ed è già stata utilizzata con diverse varianti. Persino su Terry Schiavo. Non vi è nessuna prova che senza l’intervento l’evoluzione sarebbe satta diversa. E’ giusto tentare l’impossibile, sapendo di farlo, ma è scorretto parlare di risvegli ed affermare che la tecnica sarebbe applicabile alla Eluana di oggi, senza avere nemmeno mai visto una TAC. Mi dispiace che in un momento così delicato per la vicenda di Eluana dei colleghi si prestino a creare confusione, senza avere neppure il coraggio di pronunciarsi sul caso di Eluana, per alimentare false speranze. Sia ben chiaro, io non sono contrario a tentare tutti i tipi di elettroshock, o di andare a cercare le staminali embrionali in giro per il mondo – persino un testimonial del Movimento per la vita come Ambrogio Fogar lo disse – ma sia altrettanto chiaro che si tratta di una scommessa al buio. Quello che oggi vorrei sapere dai colleghi Sergio Canavero,delle Molinette  e Barbara Massa Micon del CTO è cosa farebbero di fronte alla richiesta di Eluana e della famiglia di sospendere le terapie. Il CTO, le Molinette e, anche, il S.Anna sono perfettamente in grado di ospitare Eluana e dare applicazione alla sua volontà come accertato dalla magistratura. Cosa farebbero loro, che hanno ottenuto il consenso di Greta per quell’intervento sperimentale? Sono disposti a riconoscere la volontà di Eluana. Sono d’accordo con me che Eluana potrebbe essere trasferita alle Molinette, al CTO o al S.Anna? Cioè in Piemonte? Dopo le rivelazioni di ieri, in piena polemica con un ministro alla sanità “dimezzato” i due colleghi hanno il dovere morale di rispondere e di dire cosa farebbero oggi di fronte alla richiesta di Eluana. Anche per smentire ogni strumentale voluta coincidenza. Attendo risposta.”   

 

 

 


Torino, 19 dicembre 2008

GIANLUIGI BONINO E MASSIMO GUERRINI ADERISCONO AI MODERATI. RADICALI: UNA SCELTA DI OPPORTUNISMO POLITICO E NULLA DI PIU’

Boni e Mellano “Con la franchezza che si deve a chi è stato compagno di strada diciamo semplicemente che in questa scelta non c’è alcuna lungimiranza se non la conservazione di un posto per se stessi”

 

In seguito alle notizie di stampa che riportano la scelta di Massimo Guerrini (presidente della circoscrizione 1, eletto con la Rosa nel Pugno) e Gianluigi Bonino (consigliere comunale eletto nelle liste della Rosa nel Pugno e successivamente capogruppo del Partito Socialista) di aderire ai Moderati, Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) hanno rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:

“Apprendiamo dai giornali della scelta di aderire ai Moderati da parte di Massimo Guerrini e Gianluigi Bonino. Guerrini e Bonino, giova ricordarlo, non sono lì dove stanno in rappresentanza di loro stessi ma degli elettori che li hanno votati. Nell’Italia di oggi pare un discorso senza senso compiuto eppure un qualche senso ce l’ha. Con la franchezza che si deve a chi è stato compagno di strada diciamo semplicemente che in questa scelta non c’è alcuna lungimiranza o chiarezza (come si vuol far credere). Al contrario, si segue una linea che è quella perdente della politica italiana e del centro-sinistra italiano: tatticismi, ricatti, veti contrapposti. Inutile nascondere dietro improbabili motivazioni che la scelta è tristemente e semplicemente volta a salvaguardare il futuro proprio. Per quanto ci riguarda continuiamo a credere che serva un cambio di passo della politica italiana che sappia mettere al centro le proposte, i progetti e le riforme. Per questo oggi noi siamo impegnati nella battaglia dell’anagrafe degli eletti: per dare una possibilità di trasparenza e di conoscenza in più, proprio contro questa politica e al contempo contro la rivolta populista che questa politica rischia di sotterrare”.

 

 


Torino, 19 dicembre 2008

CASO ELUANA ENGLARO/DOMANI A TORINO RADICALI RACCOLGONO FIRME PER DIRITTO AUTODETERMINAZIONE DI CIASCUNA PERSONA.

Manfredi e Boni: "Due anni fa Welby, oggi Eluana. Presidente Bresso, Assessore Artesio, ribadite la disponibilità ad accoglierla! "

 

Domani, sabato 20 dicembre, a Torino, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terranno un tavolo d’informazione - dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (continuato) - sotto i portici di Piazza San Carlo, fronte Banco San Paolo.

Il tavolo di Torino si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale “in memoria di Piergiorgio Welby”, a due anni esatti dalla morte, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni e da Radicali Italiani; decine di tavoli saranno aperti nelle strade e piazze italiane (il loro elenco su www.lucacoscioni. it). I cittadini potranno firmare la petizione popolare per l’autodeterminazione di ciascuna persona rispetto alle scelte di fine vita, per il riconoscimento legale del testamento biologico e per la legalizzazione o depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito.

Parteciperanno al tavolo Paola Cirio e Alessandro Frezzato, promotori della Cellula Coscioni di Torino.

Al tavolo di Torino i cittadini torinesi potranno sottoscrivere anche le due proposte di delibera di iniziativa popolare per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti (più conoscenza, più trasparenza del Palazzo) e per il sostegno alle unione civili.

Domani saranno presenti in piazza San Carlo anche  Igor Boni (segretario Ass. Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:

 “Il modo migliore per onorare la memoria di Piergiorgio Welby è lottare affinché il suo “gettare il corpo nella lotta” non sia stato vano. E’ quanto stanno facendo i radicali in questi giorni, denunciando (anche presso la Procura di Roma) il colpo di coda di chi tenta di negare fino all’ultimo ad Eluana Englaro il diritto all’autodeterminazio ne e a Beppino Englaro il diritto di portare a compimento quello che è riuscito ad ottenere dai tribunali italiani di ogni ordine e grado, lottando da solo per oltre dieci anni.

L’atto di indirizzo alle Regioni scritto dal ministro Maurizio Sacconi sotto dettatura della sua sottosegretaria Eugenia Roccella è un provvedimento vergognoso, ricattatorio e giuridicamente inconsistente: si basa in modo assolutamente pretestuoso sulla Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità, che l’Italia, colpevolmente peraltro, non ha ancora ratificato.

Di fronte alle successive intimidazioni di Sacconi alla Casa di Cura “Città di Udine” (…ma il ministro ha dimenticato che la competenza in materia di convenzioni con le case di cura è passata dallo Stato alle Regioni!), rinnoviamo l’appello alla Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e all’Assessore regionale alla Salute, Eleonora Artesio affinché ribadiscano la disponibilità ad accogliere Eluana in Piemonte se dovesse fallire la soluzione friulana.”.

 


Cuneo, 18 dicembre 2008

A CUNEO RADICALI DISTRIBUISCONO VOLANTONI SU “SALUTE SESSUALE” DAVANTI ALL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE, in C.so A. De Gasperi, 30.GIORDANINO E PIZZINI : “PRESERVATIVI A PREZZI MODICI, DISTRIBUTORI NELLE SCUOLE, PILLOLA DEL GIORNO DOPO SENZA RICETTA MEDICA E PILLOLA RU486 FINALMENTE ACCESSIBILE ALLE DONNE ITALIANE”.

 

Sabato 20 dicembre, all'entrata delle lezioni, Marco Giordanino e Gianni Pizzini (esponenti cuneesi dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) distribuiranno i volantoni sulla “Salute Sessuale” predisposti dal Dr. Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta) davanti all'Istituto Tecnico Industriale, in C.so Alcide de Gasperi 30, a Cuneo.

Giordanino e Pizzini  hanno dichiarato:

“Venerdì 21 novembre siamo riusciti a organizzare a Cuneo un dibattito pubblico dal titolo “Sessualità in pillole” per cercare di fare chiarezza ed informare riguardo alla pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo e aborto farmacologico. Convegno che ha visto la partecipazione di medici e responsabili dei Consultori e di Reparti dell’Azienda Sanitaria ASLCN 1.

Riteniamo però necessario e urgente che l’informazione sulla salute sessuale arrivi nelle mani di coloro che devono essere informati per primi e nel migliore dei modi, i giovani.

Il volantone curato dal Dr. Viale fornisce una serie di informazioni corrette e complete su preservativi e altri metodi anticoncenzionali, pillola del giorno dopo e pillola RU486, senza predicozzi moralistici ma anche senza banalizzare una questione seria come la sessualità.

Ma informare non basta, occorre anche mettere a disposizione dei giovani preservativi a prezzi modici (a quando i distributori automatici nelle scuole?); occorre che il Ministero della Salute abolisca l’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo così come è già stato fatto da tempo in tutti i Paesi dell’Unione Europea per evitare di costringere molte donne ad avvilenti “vie crucis” da un ospedale all’altro”.

 

 

 


Cuneo, 17 dicembre 2008

Radicali Cuneo/Sabato 20 dicembre 2008,  in C.so Nizza,  di fronte la BNL dalle ore 10 alle ore 19 tavolo di raccolta firme sulla petizione al Parlamento perché siano discusse le proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell'eutanasia.

 

Mobilitazione nazionale per l’eutanasia e il testamento biologico a due anni dalla straordinaria lotta di Piergiorgio Welby.

Rosanna Degiovanni (giunta di segreteria Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Marco Giordanino hanno dichiarato:

“Due anni fa, il 20 dicembre del 2006, moriva, dopo una straordinaria lotta per l’affermazione della volontà sulle scelte di fine vita Piergiorgio Welby. Da militante radicale e co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, ha lottato per 88 giorni contro gli integralismi del mondo politico e clericale che volevano imporgli trattamenti medici contro la sua volontà. La lotta di Welby - così come la vicenda di Eluana Englaro – ha aperto la strada alla discussione sul testamento biologico, ma oggi il Parlamento è di nuovo arenato per i veti provenienti ancora una volta dalle sponde d’Oltretevere.

Sabato 20/12 saremo a Cuneo per promuovere la raccolta firme sulla petizione rivolta al Parlamento perché nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all'autodeterminazi one di ciascun individuo”.


Torino, 17 dicembre 2008

ELUANA – VIALE (radicali) “SACCONI SERVO SCIOCCO DI ROCCELLA. LE MINACCE SONO SEGNO DI BEBOLEZZA E RINFORZANO SOSTEGNO POPOLARE A ELUANA.”

“Si legga la Convenzione di Oviedo e il Codice di Deontologia Medica”

 

Silvio Viale, medico radicale, che si è messo a disposizione per rimuovere il sondino di Eluana replica al Ministro Sacconi:

“Mi chiedo quali siano le conseguenze se le circostanze dovessero condurmi a staccare il sondino di Eluana, come autorizza la sentenza della Magistratura, ed ad assisterla nel benaugurale definitivo trapasso? Mi chiedo quali siano le conseguenze per la struttura sanitaria che dovesse ospitarmi? Mi chiedo se Maurizio Sacconi abbia mai letto la Convenzione di Oviedo, che da sette anni attende i decreti attuativi? Mi chiedo se il ministro conosca il Codice di Deontologia dei Medici? Probabilmente, no.  Come medico dipendente del SSN, so quali siano i miei obblighi nei confronti della mia Azienda, della mia Regione e del mio Paese in relazione a situazioni eccezionali di particolare valore sociale. Come medico iscritto a EXIT-Italia, all’Associazione Luca Coscioni, alla Consulta di Bioetica e a Dignitas, in scienza e coscienza, non ho dubbi su cosa sia più giusto fare. Mi stupisce che Maurizio Sacconi si sia fatto fregare dal Gruppo di Lavoro addomesticato (guardate i componenti) della Roccella e finisca per fare la figura del suo “servo sciocco”. Ridicolo poi è la citazione della Convenzione sui Disabili (“senza discriminazioni fondate sulla disabilità”), quando proprio alla “disabile” Eluana si nega il diritto al rispetto della propria volontà, come ha sancito la Magistratura. Tanto sbraitare di conseguenze, tanto minacciare, è un segno di debolezza e rafforza il sostegno popolare a Eluana e alla sua famiglia.”

 

 


Novara, 16 dicembre 2008

NOVARA/ABORTO/CAV IN OSPEDALE - VIALE E PISANO "IL PUNTO NON E' LA SEDE, MA LA GARANZIA CHE NON INFASTIDISCANO LE DONNE"
 

 

Silvio Viale (presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro della Direzione Nazionale dell'Associazione Luca Coscioni) e Nathalie Pisano (membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani ed esponente radicale novarese) intervengono sulla proposta di concedere una sede al CAV in Ospedale che verrà discussa giovedì 18 dicembre in Consiglio Comunale:
"Non siamo certamente noi a volere impedire ad alcuna di rivolgersi al CAV e non capiamo la differenza se la sede sia collocata nell'ospedale, nelle vicinanze o più lontano. Il punto non è la sede, ma la garanzia che i militanti antiabortisti non infastidiscano le donne. In ogni caso i militanti del CAV non devono potere accedere al reparto, non devono capitare sul percorso seguito dalle donne e la privacy delle donne deve essere tutelata. La 194 prevede il segreto per chi vi ricorre, per cui l'elenco e l'identità delle donne non deve essere nelle disponibilità del CAV e gli operatori devono, se lo ritengono, indicare questa possibilità con estremo rispetto. Compito del SSN non è quello di cercare, provocare e coltivare eventuali sensi di colpa delle donne ma tuteare la loro salute. Il CAV può avere una sede nell'ospedale, come tutte le altre associazioni che lo richiederanno, purchè non intralci l'attività istituzionale. Se pensano di creare un picchetto permanente nell'ospedale o di inseguire le donne, si sbagliano. Del resto, se hanno bisogno di avere un avamposto in ospedale è perchè le donne non si rivolgono a loro, La diferenza tra noi e loro è che noi rispettiamo la scelta della donna e siamo aperti a tutte le soluzioni, anche alla circostanza che una donna si rivolga volontariamente ad un CAV, mentre loro sono orientati e orientano verso una sola soluzione. Senza garanzie ogni presidio del CAV in ospedale è da intendere come una provocazione contro le donne”

Per ribadire questa posizione, giovedì 18 dicembre i militanti novaresi dell'Associazione Radicale A. Aglietta saranno presenti davanti al Comune di Novara (in concomitanza con la seduta del Consiglio Comunale) con un sit-in no stop dalle 15.00 alle 19.00.
 

Torino, 14 dicembre 2008

TORINO/ESITI CONGRESSO ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA.

CONFERMATI BONI, VIALE E PAGLIANO.

APPLAUSI A DR. VIALE PER PROSSIMA INTRODUZIONE RU486 IN ITALIA.

DUE APPELLI: AI CITTADINI PER FIRMA PROPOSTE DI DELIBERA SU ANAGRAFE ELETTI E UNIONI CIVILI; ALLA PRESIDENTE BRESSO, PERCHE’ RIBADISCA DISPONIBILITA’ STUTTURE SANITARIE PIEMONTESI PER ELUANA ENGLARO.

 

 

L’ 11° Congresso dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, svoltosi questo pomeriggio a Torino, ha riconfermato alla carica di segretario Igor Boni, a quella di presidente Silvio Viale e a quella di tesoriere Claudia Pagliano.

Il Congresso ha tributato un lungo applauso a Silvio Viale, ginecologo al Sant’Anna di Torino, primo sperimentatore in Italia della pillola abortiva RU486; la prossima settimana l’’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) darà il via definitiva all’introduzione in Italia del farmaco, utilizzato già da decenni in tutta Europa da milioni di donne.

L’Associazione radicale Adelaide Aglietta iniziò ben sette anni, assieme a Silvio Viale, la battaglia politica per la legalizzazione della RU486 in Italia.

Viale, Boni e Pagliano, al termine dei lavori, hanno dichiarato:

“Come primo atto, rivolgiamo due appelli: ai cittadini torinesi, affinché vengano a firmare, sabato 20 dicembre, in Piazza San Carlo (portici fronte San Paolo), al tavolo che faremo per ricordare il secondo anniversario della morte di Piergiorgio Welby, le due proposte di delibera per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti e per il sostegno alle unioni civili.

Rivolgiamo poi un appello alla Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, affinché ribadisca, per quanto le compete, la disponibilità delle strutture sanitarie piemontesi  per permettere a Beppino Englaro di compiere l’ultimo atto della sua lotta per garantire una morte dignitosa a sua figlia Eluana.”.

 

 


Torino, 12 dicembre 2008

ELUANA/TOSCANA - VIALE (radicali) "IL SILENZIO INVOCATO DAGLI IPOCRITI."

  "L'ultimo è l'Assessore alla sanità della Toscana, Enrico Rossi, che invoca strumentalmente il silenzio chiesto dal padre di Eluana per rifiutare ogni intervento nella propria regione."
 
Non usa mezzi termini, il medico radicale Silvio Viale per denunciare come "il silenzio viene invocato da chi vuole ostacolare ogni soluzione". Silvio Viale, che è un dirigente di EXIT-Italia e dell'associazione Luca Coscioni, ha poi precisato:
«Il padre di Eluana chiede che in silenzio si sospendano le terapie e si ponga fine allo Stato Vegetativo di Eluana, non che in silenzio si mantenga lo Stato Vegetativo ad oltranza. Il silenzio degli ipocriti è quello che tutto prosegua come se niente fosse. Proprio perchè ho apprezzato il coraggio con cui Enrico Rossi si pronunciò a favore della RU486, ho il dovere di fargli notare l'ipocrisia di chiamare in causa il padre di Eluana: "È opportuno che più che richieste e dinieghi ci sia il silenzio, come del resto il padre di Eluana ha sollecitato". Allo stesso modo ho il dovere di fargli notare anche l'ipocrisia di invocare il pensiero laico, come se fosse un precetto religioso. Leggo, infatti, che Enrico Rossi avrebbe detto "In questo caso non c’è un testamento biologico: qui c’è una sentenza che chiama in causa problemi delicati come quello dell’indisponibilità della vita che fanno parte anche del pensiero laico". Mi stupsco che si dichiari laico e non sappia distinguere la propria legittima posizione personale (contraria all'eutanasia e alla sospensione delle terapie per Eluana, come sembrerebbe) dall'imposizione del proprio pensiero agli altri. Da laico, dovrebbe ammettere il diritto di Eluana e della sua famiglia di vedere rispettata una sentenza della magistratura e magari fare obiezione di coscienza e delegare ad altri le funzioni verso cui obietta. Altrimenti che differenza c'è tra il suo laicismo e quello di Papa Ratzinger?»

 

Torino, 11 dicembre 2008

VIALE, BONI E PAGLIANO: “INVITIAMO I CITTADINI AL NOSTRO CONGRESSO DI DOMENICA PER DARE FORZA ALLA POLITICA PULITA … E PER FIRMARE LE PROPOSTE DI DELIBERA SU ANAGRAFE DEGLI ELETTI ED UNIONI CIVILI”.

 

 

Si è svolta questa mattina a Torino, nella sede radicale di Via Botero n. 11/f, la conferenza stampa di presentazione dell’11° Congresso dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, che si terrà domenica 14 dicembre, a partire dalle ore 14:00, presso la Sala Pasquale Cavaliere di via Palazzo di Città n. 14 (a cento metri da Piazza Castello).

Saranno presenti al Congresso Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Michele De Lucia (tesoriere di Radicali Italiani).

Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani) ha introdotto la conferenza stampa:

“E’ la prima volta in nove anni di attività che l’Associazione Aglietta fa una conferenza stampa di presentazione del suo Congresso. Lo fa per due motivi: gli straordinari risultati raggiunti quest’anno (record storico di iscritti, bilanci mai così in attivo, una serie lunghissima di iniziative politiche, dal Tibet alle targhe alterne, dall’aborto farmacologico alle proposte per un uso più oculato delle risorse idriche); la necessità e l’urgenza di cercare di comunicare ai cittadini torinesi l’ultima iniziativa intrapresa dall’Associazione, insieme ad altre associazioni radicali e non: la raccolta firme su due proposte di delibera di iniziativa popolare per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti (per una maggiore trasparenza dell’attività amministrativa del Comune di Torino) e per il sostegno alle unioni civili in ambito comunale. I cittadini torinesi possono firmare le due proposte: sabato 13, dalle 11:00 alle 13:00, al banchetto in via Garibaldi n. 14; domenica 14, durante i lavori del Congresso dell’Ass. Aglietta, dalle 14:00 alle 20:00.”.

Claudia Pagliano (tesoriere Ass. Aglietta):

“I nostri bilanci in attivo sono un miracolo? No, sono la traduzione in moneta sonante della capacità dell’associazione di fare iniziativa politica. Capacità sviluppata sia verso l’esterno che verso l’interno del mondo radicale, non solo torinese: lo testimoniano la nascita di centri di iniziativa politica radicale autonoma a Novara e ad Asti. Ricordo che le nostre iniziative sono totalmente autofinanziate; quando, a maggio, abbiamo cambiato sede, i nostri militanti hanno fatto gli imbianchini e i facchini, consentendoci di limitare al massimo le spese del trasloco. Do’ appuntamento a tutti in Congresso, per concepire nuove iniziative … e per iscriversi nuovamente, o per la prima volta, all’Associazione Aglietta e agli altri soggetti radicali”.

Igor Boni (segretario Ass. Aglietta):

“Mi piace qui ricordare alcune iniziative partite da Torino ma che hanno avuto respiro e valenza nazionali: la costante denuncia dell’asservimento della politica estera italiana ai diktat di Putin, con il coinvolgimento sempre più stretto di Enel ed Eni (il cui azionista di maggioranza è il governo italiano) nella ragnatela di Gazprom, che copre ormai l’intera Europa; il mantenere viva l’attenzione sulla richiesta che anche le donne italiane possano accedere all’aborto farmacologico in ospedale e alla pillola del giorno dopo in farmacia, senza ricetta; la richiesta di istituire una narcosala a Torino. Io ho dedicato molto del mio tempo politico alle questioni ambientali: un NO al nucleare non ideologico ma razionale; un utilizzo della risorsa idrica in agricoltura meno dispendioso e impattante; SI alla TAV, per non relegare nell’angolino Torino e tutto il Piemonte; una seconda linea della metropolitana, per dare senso e fiato alla prima.

Abbiamo intessuto rapporti politici con tutti coloro che erano d’accordo a lavorare con noi, anche solamente su una cosa: dai socialisti (Diego Castagno) ai liberali (Nicoletta Casiraghi) al PD (Gigi Brossa e la sua associazione “Libertà Eguale”) ma anche Carlo Verra e i Comitati spontanei di quartiere, sul SI alla narcosala.”.

Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta):

“Sulla base di quanto abbiamo fatto in questi anni, senza rinnegare nulla, io e altri esponenti dell’Associazione Aglietta siamo disponibili ad essere presenti nelle liste del PD, alle prossime elezioni amministrative.

Per quanto riguarda la RU486, siamo al rush finale: il comitato tecnico scientifico dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) dovrebbe riunirsi il 16 dicembre e dare il suo OK; il Cda dell’AIFA, sempre entro dicembre, dovrebbe sancire il via libera all’introduzione in Italia della pillola abortiva.

Rispetto alla vicenda di Eluana Englaro, l’Associazione Aglietta ha organizzato in questi anni, il 18 gennaio, fiaccolate a Lecco, con i radicali locali, davanti alla clinica dove giace Eluana. Lo faremo anche quest’anno. Ma rispetto alle difficoltà che sta incontrando Beppino Englaro nel portare a conclusione la vicenda, bisogna essere chiari: io sono disponibile a cooperare con Beppino Englaro e, anche mediante un richiamo nella mozione che presenteremo in congresso domenica, ci rivolgiamo alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, per chiederle di confermare la disponibilità già dichiarata pubblicamente” .

 

 

 


Torino, 11.12.2008

VATICANO/OMOSESSUALI/ONU - VIALE (radicali) "UNA MEZZA RETROMARCIA"

  Silvio Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adealaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, prende atto delle precisazioni direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi e osserva che si tratta di "una mezza retromarcia" .
Silvio Viale ha ddiffuso la seguente nota:
"Nessuno aveva creduto sul serio che la Santa Sede volesse mantenere il reato di omosessualità nei paesi in cui è in vigore, ma lo spunto polemico non era privo di fondamento. Infatti, quella di oggi ha solo il sapore di una mezza retromarcia. E come se la la Santa Sede dicesse che gli omosessuali non devono finire in galera, ma devono essere discriminati, In altre parole, quella di padre Federico Lombardi sembra la premessa ad un "manifesto per la disciminazione sulla base degli orientamenti sessuali" con buona pace di tutte le dichiarazioni a favore dei diritti del'uomo. La Chiesa è libera di non mettere sulo stesso piano il matrimonio eterosessuale e quello omosessuale, ma non può pretendere che questo sia un postulato per gli Stati. Ricordo a padre Lombardi che la dichiarazione afferma che "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti." (art. 1) e che "Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione." (art. 16). Non ni sembra che dica esclusi gli omosessuali, come non mi sembra che precisi, solo uomini con donne e solo donne con uomini. Non vi sono quindi scuse per la Santa Sede per non condvidere la risoluzione per depenalizzare l'omosessualità ."
 

Torino, 11 dicembre 2008

CLIMA/BERLUSCONI/ POLMONITE - VIALE "LA CRISI E' SOLO UN PRETESTO. CON LA POLMONITE SI SMETTE DI FUMARE."
 

  Silvio Viale, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e presidente dell'asociazione Radicale Adealaide Aglietta, sottolinea la "gaffes" di Silvio Berlusconi nel paragone della polmonite:
 
"E' chiaro che la crisi economica è solo un pretesto e che il veto di Berlusconi era in stand-by da prima, come dimostra lla "gaffes" sull'esempio della polmonite. Parlando di "messa in piega", Berlusconi voleva alludere al superfluo, ma se il malato ha la polmonite è abbastanza ovvio che debba smettere di fumare, per cui l'evocazione polmonite/fumo finisce per essere un'ottima metafora dei provvedimenti per l'ambiente che la UE si appresta a decidere. A parte il fatto che la messa in piega fa certamente bene all'umore e, indirettamente, anche alla terapia, quello che il Presidente del Consiglio ha annunciato non è un veto alla messa in piega ma un veto a ridurre il fumo. Se Berlusconi non crede alla questione climatica, lo dica chiaramente, in parte potrebbe anche avere ragione, ma non prenda in giro gli italiani e mezza Europa con il pretesto della crisi. Non è forse lui che ha invitato a spendere, a consumare ... a farsi una messa in piega in più, piuttosto che una in meno?"

 

Cuneo, 11 dicembre 2008

A CUNEO RADICALI DISTRIBUISCONO VOLANTONI SU “SALUTE SESSUALE” DAVANTI ALL'ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE.

GIORDANINO E PIZZINI : “PRESERVATIVI A PREZZI MODICI, DISTRIBUTORI NELLE SCUOLE, PILLOLA DEL GIORNO DOPO SENZA RICETTA MEDICA E PILLOLA RU486 FINALMENTE ACCESSIBILE ALLE DONNE ITALIANE”.

 

 

Domani venerdi 12 dicembre, all'entrata delle lezioni, Marco Giordanino e Gianni Pizzini (esponenti cuneesi dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) distribuiranno i volantoni sulla “salute sessuale” predisposti dal Dr. Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta) davanti all'Istituto Tecnico Commerciale in Viale Angeli 12 a Cuneo.

Giordanino e Pizzini  hanno dichiarato:

“Venerdì 21 novembre siamo riusciti a organizzare a Cuneo un dibattito pubblico dal titolo “Sessualità in pillole” per cercare di fare chiarezza ed informare riguardo alla pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo e aborto farmacologico. Convegno che ha visto la partecipazione di medici e responsabili dei Consultori e di Reparti dell’Azienda Sanitaria ASLCN 1.

Riteniamo però necessario e urgente che l’informazione sulla salute sessuale arrivi nelle mani di coloro che devono essere informati per primi e nel migliore dei modi, i giovani.

Il volantone curato dal Dr. Viale fornisce una serie di informazioni corrette e complete su preservativi e altri metodi anticoncenzionali, pillola del giorno dopo e pillola RU486, senza predicozzi moralistici ma anche senza banalizzare una questione seria come la sessualità.

Ma informare non basta, occorre anche mettere a disposizione dei giovani preservativi a prezzi modici (a quando i distributori automatici nelle scuole?); occorre che il Ministero della Salute abolisca l’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo così come è già stato fatto da tempo in tutti i Paesi dell’Unione Europea per evitare di costringere molte donne ad avvilenti “vie crucis” da un ospedale all’altro; occorre che, finalmente, sia resa accessibile alle donne la pillola RU486, rendendo possibile in Italia quell’aborto farmacologico che in Francia, a soli cento chilometri da Cuneo, è praticato da vent’anni.”.

 


Torino, 10 dicembre 2008

BERLUSCONI SU BOMBARDAMENTI SERBIA/MANFREDI (RADICALI):

“SI VERGOGNI, PRESIDENTE. QUELL’AZIONE DI GUERRA FU DECISA DALLA NATO PER FERMARE LA PULIZIA ETNICA DEL POPOLO KOSOVARO DA PARTE DI MILOSEVIC”.

 

 

Dalle agenzie: "I bombardamenti alla Serbia li ha fatti il governo D'Alema e non il governo Berlusconi che non li avrebbe fatti". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa "Viaggio in un'Italia diversa".

Giulio Manfredi (Comitato nazionale di Radicali Italiani, autore del libro “Telekom Serbia, Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”, Stampa Alternativa/Nuovi Equlibri, 2003):

“Si vergogni, Presidente. I bombardamenti della Serbia furono decisi dalla Nato come estrema ratio, per fermare la pulizia etnica attuata dal regime serbo di Slobodan Milosevic nei confronti del popolo kosovaro.

Per amore della polemica spicciola, Berlusconi ripudia decisioni di politica estera che videro allora Forza Italia solidale con il governo D’Alema, nel nome della difesa della minoranza kosovara albanese minacciata di genocidio.

D’altronde, cosa aspettarsi da una parte politica che, nel maggio 2005, mandò al macero la Commissione d’inchiesta su Telekom Serbia solamente perché deputati e senatori, invece di votare per il suo rinnovo, andarono in massa a Salonicco a vedere la finale di Champions Milan-Liverpool, magari solo per farsi belli agli occhi di Silvio?”.

 


Torino, 10 dicembre 2008

TORINO/DOMANI CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE UNDICESIMO CONGRESSO ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA.

VIALE, BONI E PAGLIANO: UN ANNO RECORD PER ISCRITTI, BILANCI E INIZIATIVE.

 

 

Domani, giovedì 11 dicembre, a mezzogiorno, nella sede radicale di Torino di via Botero n. 11/f, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’11° Congresso dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta (domenica 14 dicembre, a partire dalle ore 14:00, a Torino, presso la Sala Pasquale Cavaliere di via Palazzo di Città n. 14, a cento metri da Piazza Castello).

Gli organi dell’Associazione illustreranno i risultati di un anno politico eccezionale: record storico di iscritti (l’Associazione Aglietta è la più grande associazione radicale su base territoriale esistente in Italia); bilanci largamente in attivo; un elenco impressionante di iniziative, come testimoniato dal sito www.associazioneagl ietta.it.

La conferenza stampa servirà anche per illustrare la posizione dell’Associazione Aglietta rispetto sia alle “grandi manovre” in corso nel Consiglio Comunale di Torino sia alle prossime elezioni provinciali. Sarà, infine, fatto il punto sulla campagna di raccolta firme, portata avanti dall’Associazione Aglietta assieme ad altre associazioni radicali, sulla proposta di delibera d’iniziativa popolare per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti.

Interverranno alla conferenza stampa:

Silvio Viale (presidente Ass. Aglietta);

Igor Boni (segretario Ass. Aglietta);

Claudia Pagliano (tesoriere Ass. Aglietta);

Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani).

 


Torino, 9 dicembre 2008

EUTANASIA/ABORTO - VIALE (RADICALI) "GRAN BRETAGNA E OLANDA DUE IMPORTANTI ARCHIVIAZIONI PER TUTTI I CITTADINI EUROPEI"

  Silvio Viale, medico e dirigente di EXIT-Italia e dell'associazione Luca Coscioni", plaude alla sentenza con cui un giudice inglese ha archiviato il procedimento contro i genitori di Daniel James, che lo avevano accompagmato in Svizzera da DIGNITAS per procedere al suicidio assistito, e ricorda la recente analoga archiviazione di un giudice olandese nei comfronti di una donna che si era recata alla clinica GIMEDEX di Barcellona per un aborto oltre il limite consentito in Olanda.
 
Silvio Viale, che è iscritto a DIGNITAS, ha dichiarato:
"Constato con piacere che si affacciano nuovi diritti trans-nazionali che riflettono un crescente comune sentire su eutanasia e aborto. Nuove opportunità di cui, purtroppo, possono beneficiare solo cittadini in posseso di informazion e possibilità economiche. Si tratta di una discriminazione che deve essere sanata con leggi che regolino positivamente l'eutanasia volontaria ed il suicidio assistito sulla base delle esperienze di Olanda, Belgio e Svizzera. Purtroppo in Italia il Parlamento sembra essere in balia di una minoranza di facinorosi che vuole addirittura accanirsi contro la famiglia Englaro. Fortunatamente dai giudici del caso Englaro e dall'Europa arrivano altri segnali. Le archiviazioni in Gran Bretagna e Olanda sono importanti per tutti i cittadini europei e aprono nuove possibilità. Da tempo il governo irlandese non perseguita più le donne che si recano all'estero per abortire. Così, anche in Italia, non vengono inquisite le donne che si recano all'estero per abortire o per ricorrere a tecniche di fecondazione assistita vietate nel nostro Paese. Anche per il suicidio assistito in Svizzera non è lontano il giorno in cui qualcuno rifiuterà il patteggiamento e costringerà la giustizia italiana a pronunciarsi. Plaudiamo quindi alla sentenza inglese e ci prepariamo a ricordare con una fiaccolata il 18 gennaio a Lecco il mesto diciassettesimo anniversario di Eluana Englaro."

 

Novara, 9 dicembre 2008

NOVARA/ DOMANI, IN OCCASIONE ANNIVERSARIO “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”, RADICALI IN PIAZZA CONTRO L’ INTEGRALISMO DEL VATICANO.
PISANO E SAVINO: QUANDO POTREMO PRONUNCIARE E SCRIVERE “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELLA PERSONA”?

 

Domani, in occasione del 60° anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”,  l'Associazione radicale Adelaide Aglietta organizzerà, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, un tavolo d’informazione davanti al Duomo di Novara per protestare contro l’integralismo del Vaticano, che nei giorni scorsi ha dichiarato che non appoggerà il documento presentato dal Governo francese all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite in cui si chiede agli Stati membri di pronunciarsi a favore della depenalizzazione dell'omosessualità laddove è ancora reato (91 Paesi nel mondo, in un decina il “reato” di omosessualità è punito con la pena di morte).

Nathalie Pisano (giunta di segreteria Ass. Aglietta, Comitato Nazionale di Radicali Italiani) e Michele Savino (militante radicale, membro dell'Assemblea Nazionale dei giovani democratici) hanno dichiarato:

 “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, di cui si celebra il 60° anniversario, all’articolo 1 afferma: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.” Crediamo  che il Vaticano, con il suo rifiuto di appoggiare la proposta francese di una moratoria per la depenalizzazione dell’omosessualità, non solo neghi i precetti di questo articolo ma si ponga sullo stesso piano di quei regimi teocratici e dittatoriali come l'Iran o l'Arabia Saudita che prevedono condanne pesantissime per le persone omosessuali, compresa la tortura e la pena di morte.

Domani, in Commissione Esteri, il Governo italiano dovrà rispondere ad un'interrogazione urgente del deputato radicale del Pd Matteo Mecacci che chiede l'impegno della diplomazia italiana verso quei paesi che si sono dichiarati indecisi, affinché firmino il documento francese; a livello europeo alcuni deputati, tra cui il radicale Marco Cappato, hanno depositato un'interrogazione per stigmatizzare le dichiarazioni d’Oltretevere.

Ricordando che nei giorni scorsi il Vaticano ha anche rifiutato di firmare la “Convenzione ONU sui Disabili”, che contiene in dettaglio i diritti civili, politici, il diritto alla salute, al lavoro e alla protezione sociale delle persone con disabilità, perchè nel testo non è esplicitamente vietato l'aborto ci domandiamo: visto che, invece di schierarsi a favore delle persone più deboli e discriminate la Chiesa si schiera con il pregiudizio, l'intolleranza e l'integralismo, quali saranno le sue prossime vittime? 

Un’ultima domanda: quando l’Assemblea Generale della Nazioni Unite deciderà di onorare anche formalmente le lotte di emancipazione delle donne e potremo, in tutto il mondo, pronunciare e scrivere “Dichiarazione Universale dei Diritti della Persona?”.

 


Torino, 7 dicembre 2008

CAPEZZONE – VIALE “ STONATE LE PAROLE SU CRAXI. DUE PESI E DUE MISURE

 

Silvio Viale, presidente dell’Associazione radicale Adealiade Aglietta e membro del Conitato Nazionale di Radicali Italiani, replica alle dichiarazioni di Daniele Capezzone, ex-segretario di Radicali Italiani.

Silvio Viale ha diffuso la seguente nota:

“Come portavoce di poteri forti, Daniele Capezzone deve perso il senso della misura. Forse perché troppo giovane allora, si è dimenticato dei cappi che venivano ostentati dai suoi attuali alleati. Le sue parole su Craxi appaiono stonate. Contraddittorie e strumentali appaiono poi le compiacute affermazioni, peraltro non solo sue, che le polemiche di questi giorni smentirebbero una presunta superiorità morale della sinistra, come a confermare che il malaffare debba essere un componente normale ed imprescindibile della politica, Capisco la soddisfazione con cui il Presidente del Consiglio e gran parte del centrodestra accolgano la notizia che la sinistra possa essere come loro, con le mani “poco” pulite, ma da en ex-radicale mi aspetterei un po’ più di garantismo, senza usare due pesi e due misure. Il fatto che la questione morale persista nella poca trasparenza e nella immaturità di due schieramenti speculari, spesso indistinguibili nelle modalità operative, deve indurre a riformare la politica nel suo complesso e non limitarsi a rallegrarsi per la brutta figura dell’altro, dimenticandosi le proprie. La vicenda umana e politica di Craxi non può essere ridotta ad una coperta stretta da tirare o mollare a proprio piacimento.”

Torino, 7 dicembre 2008

TIBET/RADICALI: “BRAVO SARKOZY! ANNIVERSARIO DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI DELL’UOMO SI ONORA CON COMPORTAMENTI CONCRETI E NON CON RIEVOCAZIONI STERILI”.

DA DOMANI AI TAVOLI RADICALI DI TORINO ESPOSTA LA BANDIERA TIBETANA. SUI SITI RADICALI E’ ONLINE IL “MEMORANDUM PER UN’EFFETTIVA AUTONOMIA DEL POPOLO TIBETANO”.

 

 

Per onorare concretamente il  70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, a partire da domani mattina (via Garibaldi angolo via Bellezia, dalle 11:00 alle 13:00), ai tavoli radicali di Torino (per la raccolta firme a sostegno dell’anagrafe degli eletti e delle unioni civili) sarà esposta la bandiera del Tibet.

Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

“Il presidente Sarkozy, incontrando ieri a Varsavia il Dalai Lama, ha onorato nel migliore dei modi il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (New York, 10 dicembre 1948). Non abbiamo bisogno di rievocazioni sterili ma di atti e comportamenti concreti, qui ed ora, a difesa dei diritti umani, a difesa, innanzitutto, dei diritti umani del popolo tibetano, che da 60 anni utilizza il metodo nonviolento per rispondere al tentativo del regime cinese di annientare la sua cultura, la sua religione, la sua esistenza.

Nel suo tour europeo, il Dalai Lama ha rilanciato la sua richiesta di autonomia, non di indipendenza, del Tibet. Il governo tibetano in esilio ha prodotto un memorandum in cui tale richiesta è esplicitata e illustrata. Il documento è disponibile sui siti radicali; invitiamo tutti coloro che si battono per il rispetto dei diritti umani a diffonderlo e a sostenerlo.”

 

 


Torino, 5 dicembre 2008

ANAGRAFE ELETTI E UNIONI CIVILI/DOMANI MATTINA I RADICALI RACCOLGONO FIRME IN VIA GARIBALDI.

MANFREDI E PISANO: “SIAMO AL GIRO DI BOA; PER FARCELA OCCORRE CHE I CITTADINI CI DIANO UNA MANO RACCOGLIENDO FIRME PER CONTO LORO”.

 

Domani, sabato 6 dicembre, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, i cittadini residenti a Torino potranno firmare due proposte di delibera di iniziativa popolare rivolte al Consiglio Comunale di Torino al banchetto dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, in via Garibaldi angolo via Bellezia.

La prima proposta riguarda l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti, ossia la pubblicazione sul sito Internet del Comune di Torino dei seguenti dati: curriculum, presenze, attività e compensi dei consiglieri comunali, degli assessori, del sindaco; bilanci del Comune, comprensivi delle ditte fornitrici e delle consulenze; elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d’uso; bilanci delle società controllate – anche indirettamente – dal Comune, nominativi dei consiglieri di amministrazione e loro compensi.

E’ un’iniziativa promossa da Radicali Italiani, ma trasversale agli schieramenti; è uno strumento a disposizione di tutti i cittadini, torinesi e non.

La seconda proposta chiede al Consiglio Comunale di approvare un Regolamento che: promuova attività di sostegno delle unioni civili (sia etero che omosessuali) in vari campi: casa, sanità e servizi sociali, formazione, scuola e servizi educativi; permetta il rilascio da parte dell’Anagrafe di un “attestato di famiglia anagrafica basata sul vincolo affettivo”; permetta il ricorso dei cittadini al Difensore Civico del Comune di Torino, in caso di lesioni dei diritti garantiti dalla Deliberazione.

La raccolta firme su questa delibera è promossa a Torino da un cartello di associazioni radicali, GLBT e laiche.

Al tavolo di domani in via Garibaldi saranno presenti Giulio Manfredi e Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:

“Servono almeno 1.500 firme di cittadini residenti a Torino su ciascuna delle due proposte; le firme devono essere presentate agli inizi di febbraio; siamo al giro di boa, in due mesi di raccolta firme siamo riusciti a raccogliere, come Associazione Aglietta, nemmeno la metà delle firme necessarie.

Per raggiungere l’obiettivo abbiamo bisogno non solo della firma ma anche del contributo fattivo di ciascun cittadino interessato. Per raccogliere le firme non c’è bisogno dell’autenticatore (come, per esempio, per i referendum); ciascuno può far firmare i propri familiari, amici e colleghi.

Invitiamo chi vuole darci una mano a ritirare i fogli di raccolta firme al nostro tavolo di via Garibaldi o chiedendoli con una email a larosanelpugno@ hotmail.com.”.

 

 


Torino, 3 dicembre 2008

TORINO/APERTURA MUSEO ARTE ORIENTALE/DOMANI SERA I RADICALI DISTRIBUISCONO BANDIERE TIBET NEL QUADRILATERO ROMANO.

MELLANO E BONI: “PER EVITARE CHE IL TIBET DIVENTI ‘ROBA DA MUSEO’”.

 

Domani, giovedì 4 dicembre, a partire dalle ore 19:00, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta distribuiranno bandiere del Tibet nel Quadrilatero Romano, in via Sant’Agostino angolo via Bonelli (fronte locale “Tre Galli”) in occasione dei festeggiamenti per l’apertura del Museo di Arte Orientale di Torino (via San Domenico n. 9-11).

 

Al banchetto radicale sarà possibile firmare le proposte di delibera di iniziativa popolare riguardanti il sostegno alle unioni civili e l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti, per una maggiore trasparenza dell’attività del Comune di Torino.

 

Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

 

“Riteniamo significativo che il Museo di Arte Orientale di Torino dedichi un intero piano alle opere artistiche dell’area himalayana, fra cui quelle provenienti dal Tibet. Occorre, però, non smettere di battersi perché tali espressioni artistiche non diventino solamente “roba da museo” ma possano concretamente avere spazio e significato nel luogo in cui sono fiorite per migliaia di anni, il Tibet. Occorre, quindi, non smettere di appoggiare la lotta nonviolenta del Dalai Lama che ha come obiettivo non l’indipendenza del Tibet dalla Cina, ma la sua reale autonomia all’interno dei confini cinesi; il recente summit tenutosi a Dharamsala, in India, ha confermato la “via di mezzo”, praticata dal Dalai Lama negli ultimi trent’anni: né indipendenza né scomparsa per genocidio tramite diluizione ad opera del regime cinese (già oggi i tibetani sono minoranza nella loro terra).

In tale prospettiva, riteniamo di grande peso politico la decisione di Nicolas Sarkozy (presidente di turno dell’Unione Europea) di incontrare ufficialmente il Dalai Lama sabato 6 dicembre, nel corso del suo tour europeo. Per una volta, le considerazioni di realpolitik - rafforzate dall’attuale crisi economica generale che ha accresciuto la potenza geopolitica di Pechino - non hanno prevalso sull’esigenza di difendere la causa tibetana, basata sul metodo nonviolento; una scelta, quella della nonviolenza, che acquista particolare pregnanza oggi, con la stessa India vittima di un attacco terrorista dalle proporzioni fino a ieri impensabili.

 

Per fornire a ciascun cittadino uno strumento per manifestare concretamente la propria vicinanza alla causa tibetana, l’Associazione Aglietta diffonde da anni in tutta Europa la bandiera del Tibet; l’ha fatto in modo intensivo prima dei Giochi Olimpici di Pechino; continua a farlo ora, in un momento cruciale per le sorti del popolo tibetano e della sua cultura millenaria.

Invitiamo i cittadini torinesi a ritirare domani la bandiera al nostro banchetto nel Quadrilatero e ad esporla in modo permanente alla finestra, al balcone di casa; invitiamo i sindaci dei Comuni, i presidenti delle province e regioni italiane ad aderire all’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, che ha sede presso il Consiglio Regionale  del Piemonte.”.

 

 


Torino, 3 dicembre 2008

ABORTO/DISABILI/ ROCCELLA – VIALE “ IL 90% DEI GINECOLOGI CONSIGLIA L’ABORTO. GLI ABORTI PER MALFORMAZIONI SONO UNO OGNI 200 GRAVIDANZE. LA ROCCELLA  NON FACCIA IL SOTTOSEGRETARIO DELLA SANTA SEDE.“

 

Silvio Viale, il ginecologo torinese che si batte per l’introduzione della RU486 in Italia, interviene sulle polemiche scatenate dalla richiesta della Santa Sede di inserire il divieto di aborto nella “Carta dei diritti dei disabili” e invita Eugenia Roccella a non fare il sottosegretario della Santa Sede.

Silvio Viale, che è un esponente radicale, ha dichiarato:

“Che l’aborto sia un diritto è indiscutibile, perché un diritto implica una facoltà, non un obbligo, e nessuno è obbligato ad abortire. Voglio quindi ricordare ad Eugenia Roccella, prontamente intervenuta a difesa della Santa Sede, che il contrario di diritto è appunto un obbligo e che nelle sue parole, che negano un diritto ad abortire, è implicito un inaccettabile obbligo alla gravidanza. Negare ai disabili la possibilità di abortire è una ulteriore discriminazione.

Se poi l’argomento viene fatto scivolare sul cosiddetto aborto terapeutico, cioè quello del secondo trimestre, che nella maggior parte dei casi avviene a seguito della diagnosi di malformazioni e in previsione di disabilità, sappia il Sottosegretario alla salute che il 90% dei ginecologi (soprattutto gli obiettori) in questi casi consigliano esplicitamente di abortire. Sappia anche che, grazie alla villocentesi (prelievo dei villi coriali) un numero crescente di donne viene a conoscenza dell’anomalia cromosomica in tempo utile per ricorrere all’aborto entro il 90° giorno, figurando così tra gli aborti non terapeutici. Sappia infine che in Italia una gravidanza su 200 finisce con un aborto volontario per malformazioni, anche se la motivazione di legge è quella di tutelare la salute psichica della donna. Del resto il il Sottosegretario alla salute non può non sapere che in Italia l’aborto è sempre “terapeutico”: fino al 90° giorno per “serio” e dopo il 90° giorno per “grave” pericolo per la salute della donna. Inviterei, quindi, Eugenia Roccella a separare le sue posizioni personali, da Sottosegretario della Santa Sede, da quelle che gli competono in considerazione del suo incarico istituzionale di Sottosegretario del Governo dello Stato Italiano.”

 


Torino, 1 dicembre 2008

VATICANO/OMOSESSUAL I - VIALE "INTRODURRE IL REATO DI OMOSESSUALITA'

 

  Silvio Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, sfida Mantovano, Volontè, Binetti e Buttiglione a introdurre il reato di omosessualità e di vietare l'aborto come chiede di fare all'ONU la Santa Sede.
Silvio Viale, che questa sera sarà presente all'incontro torinese del PD con Bersani, ove raccogliera le firme per una petizione favorevole alle Unioni Civili, ha dichiarato:
 
"Coraggio, in occasione del 60/esimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani, il prossimo 10 dicembre si introduca in Italia il reato di omosesualità. Alfredo Mantovano, Paola Binetti, Rocco Buttiglione, Gianluca Volontè e tutti coloro che sono sempre cosi solerti con la Santa Sede traducano in pratica il significato di non depenalizzare l'omosesualita, come ha invitato oggi Mons Migliore, il rappresentante della Santa Sede alle Nazioni Unite. L'appello non dovrebbe offendere questi orgogliosi e fedeli servitori del Vaticano, ma spronarli ad un po' di coerenza. Così, oltre ad introdurre il reato di omosesualità, i nostri eroi potrebbero anche proporre di vietare l'aborto come prima tappa in difesa della famiglia, in attesa di potere vietare anche il divorzio. Proprio oggi un quotidiano riportava la proposta di legge sul testamento biologico di Rocco Buttiglione come la "proposta della Chiesa", quella che aveva già ottenuto il SI' della Chiesa. In sostanza una sorta di "Lodo Wojtyla", visto che sana il caso Welby e il caso Wojtyla, ma si incaponisce contro il caso di Eluana. Il PdL di Buttiglione è una mezza apertura ed apre la strada ad una franca discussione sul testamento biologico, ma anche sull'eutanasia. Coraggio, quello di cui c'è bisogno non sono mezze misure, ma posizioni nette su omosessualità , aborto, divorzio ed eutanasia. Per questo invito i delegati vaticani al Parlamento italiano alla coerenza e ad introdurre il reato di omosesualità in Italia."

 
 

Novara, 2 dicembre 2008

Delegazione radicale visita il supercarcere di Novara

 

Lunedì 1° dicembre 2008 ha avuto luogo la visita di Rita Bernardini alla Casa Circondariale di Novara, una tra le tappe della serie di visite alle carceri dalla stessa intrapresa, accompagnata da una rappresentanza di radicali novaresi composta  da Nathalie Pisano ed Eric de Rosa.
Ad accoglierli la direttrice Onilde Guidi che, introdotti i visitatori nel proprio ufficio, forniva i dati maggiormente sensibili relativi allo stato attuale del supercarcere.
In breve, Il carcere novarese ospita nella sezione giudiziaria 132 detenuti (con l'indulto si erano ridotti a 57) , di cui il 70 % composto da extracomunitari, a fronte di una capienza prevista di 69 posti; capacità invece rispettata per il carcere duro ex 41-bis, prevista in 70 celle singole contro i 68 ivi attualmente detenuti.
Dato incoraggiante, tra i reclusi solo una decina presenta problematiche connesse alla tossicodipendenza (un paio sono in trattamento metadonico)
Le possibilità di lavoro per gli incarcerati esistono, ma appaiono perlopiù buone idee ancora da sviluppare compiutamente: si tratta per la maggior parte di lavoro domestico, più una convenzione con il Comune di Novara per il recupero ambientale nonché una tipografia recentemente messa in funzione; solo quest’ultima presenta però aspetti interessanti per un eventuale reimpiego post-carcerario.
L’istruzione non è trascurata, essendo disponibili un corso di alfabetizzazione di 150 ore  più uno di licenza media.
La situazione sanitaria non presenta deficit, contando su singole convenzioni con medici specialisti (una decina divisi per professione), nonché quella stipulata con l’Ospedale Maggiore di Novara.
Sarebbero previsti, poi, 6 educatori, anziché i 4 effettivi, di cui uno ha ottenuto il distaccamento.
Nemmeno gli agenti di polizia penitenziaria sono, infine, nel plenum del loro organico, contando su 208 unità, anziché le 260 richieste.
Conforta sapere che non emergono particolari pratiche di autolesionismo tra i detenuti e che , dal 2001 ad oggi, si è verificato un unico suicidio nel 2005, peraltro riguardante un condannato appena trasferito nel carcere di Novara.
Per ciò che concerne la sezione giudiziaria, colpisce evidentemente il sovraffollamento, considerato che celle delle dimensioni di circa 4 X 4,5 metri alloggiano fino a dieci persone.
Non vi sono sale interne di ricreazione e socializzazione e gli spazi esterni, comprendenti un campo da calcio, per quanto estesi sono difficilmente praticabili nei mesi invernali.
Da segnalare che, grazie ad un temporaneo svuotamento conseguente all’indulto del 2006, è stato possibile ristrutturare sia le celle che le docce.
Conseguentemente l’igiene risulta pienamente rispettata.
Passando alla sezione dedicata al regime in 41-bis gli spazi, ovviamente, si fanno ben più angusti.
Colpisce all’ingresso la cosiddetta “stanza di socializzazione”, una minuscola celletta con una cyclette ed una sbarra agganciata al muro per eseguire trazioni.
I detenuti in carcere duro protestano coralmente l’estrema difficoltà, ai limiti dell’impossibilità, di avere contatti con i più stretti familiari, specie se figli in tenera età.
In particolare un carcerato, data la contemporanea detenzione in altra casa circondariale della moglie, non ha la possibilità di incontrare i propri figli dalla bellezza di due anni e mezzo.
Prontamente Rita Bernardini forniva a costui il proprio recapito, incaricandosi pertanto di fare il possibile ai fini della più pronta soluzione di tale abnorme quanto incresciosa situazione.
Tutti i reclusi in 41-bis, ben consapevoli degli inasprimenti paventati dal Governo in carica relativi al carcere duro, interrogavano su quale restrizione potesse mai essere loro ancora inflitta, gettando con sconforto lo sguardo sui contorni della minuscola celletta in cui sono intrappolati.
Molti di loro, non so dire se a ragione o a torto, ritengono che allora sarebbe tutto sommato più umano e decoroso ristabilire la pena capitale.
Non è un caso, infatti, se sia il Consiglio europeo che il Consiglio delle Nazioni Unite abbiano espresso forti critiche allo Stato italiano per un ingiustificato accanimento sui detenuti in 41-bis, previsione questa che nasceva come provvisoria agli inizi degli anni ’90 e prorogata incostituzionalmente sino ad oggi.
Tale incostituzionalità patente è ben evidenziata, altresì, dalla mancata previsione del reato di tortura nel codice penale italiano che, lungi dall’essere frutto di mera casualità, denota una propensione dello Stato a mantenere aperte le proprie prerogative in materia di repressione sino al punto di macchiarsi di uno tra i più efferati dei crimini.


Novara, 2 dicembre 2008


NOVARA/ BROGLI ALLE PRIMARIE GIOVANI DEMOCRATICI: SAVINO E PISANO: “NEL PD DI DEMOCRATICO C’E’ SOLO IL NOME?”

 

Dopo la pubblicazione del verbale del Comitato Promotore novarese delle primarie dei Giovani Democratici in cui si denunciano le irregolarità nel voto che hanno portato a ritenere sospeso il voto del seggio di Novara

Michele Savino (membro dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e eletto all’Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici) e Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Dopo questi fatti, è evidente che le ripetute denunce fatte dai Radicali per il rispetto della legalità e della trasparenza avevano delle solide fondamenta. L’organismo giovanile del Partito Democratico, purtroppo, ha tutta l'aria di essere assai simile a quello dei “grandi”, con un continuo fuoco di sbarramento alimentato dalle liti tra le correnti. I giovani non vengono avviati alla politica del fare ma a quella dei giochi di potere, divenendo un scuola di formazione per burocrati e partitocrati. Peraltro è cosa inaccettabile che a oltre 10 giorni dal voto non si possano avere i risultati delle primarie, sezione per sezione, città per città. C’è bisogno di un immediato cambiamento che restituisca fiducia, serenità e credibilità se l’obiettivo è costruire qualcosa di diverso. E’ arrivato il momento di vedere i Radicali, non come avversari, ma come collaboratori; capaci di portare, con le loro battaglie, con le loro idee e con i loro progetti politici, una ventata d’aria fresca e nuova. Le “metastasi” non siamo noi Radicali, come qualcuno ci ha accusato di essere; di tutta evidenza i problemi sono enormi e sono tutti interni al PD e alle logiche con cui è stato costruito. Il rischio è che questo partito di ‘democratico’ abbia solo il nome.”






Torino, 1° dicembre 2008

NARCOSALA/RADICALI: LA SVIZZERA E ’ LONTANA MA NON IRRAGGIUNGIBILE.

OGGI I PRESIDENTI DELLE CIRCOSCRIZIONI VI e VII DI TORINO HANNO CONFERMATO IMPEGNO A RENDERE FATTIBILE SUL TERRITORIO LA NARCOSALA … E IL DIALOGO CON I COMITATI SPONTANEI CONTINUA.

 

Dichiarazione degli esponenti radicali torinesi Giulio Manfredi e Domenico Massano:

Ieri in Svizzera due votanti su tre hanno detto SI’ alla somministrazione controllata di eroina da parte del servizio sanitario nazionale; è la terza volta in 15 anni che i cittadini svizzeri si esprimono (tramite referendum senza quorum) in materia, confermando sempre la giustezza della scelta politica operata dal governo svizzero in tema di tossicodipendenze, basata sulla politica dei quattro pilastri: repressione, prevenzione, cura (in cui rientra la somministrazione di eroina sotto controllo medico) e riduzione del danno (che comprende le narcosale).

Oggi l’Italia, il Piemonte, Torino, sembrano lontani anni luce dalla Svizzera, tanto da permettere alla cronaca de “ La Stampa ” di disinformare i suoi lettori con tredici parole: “La provocazione: I radicali aprono una stanza del buco in mezzo alla strada”. Solo i lettori di “Repubblica” hanno potuto conoscere quello che è realmente accaduto ieri a Porta Palazzo: la simulazione, non per provocazione ma per informazione, di una narcosala ad opera dal COBS (Coordinamento Operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte).

Ma oggi sono accaduti fatti che ci consentono di sperare in un futuro più vicino a quello svizzero: questa mattina, al termine del dibattito organizzato dal COBS nella sede della  VI Circoscrizione, i presidenti delle Circoscrizioni VI e VII di Torino (rispettivamente Gigi Malaroda e Piero Ramasso) hanno confermato la volontà di andare avanti nello studio di fattibilità di una narcosala sul territorio di Torino Nord, coinvolgendo anche le Circoscrizioni 4 e 5.

E al dibattito erano presenti esponenti dei Comitati spontanei di quartiere, che hanno sottoscritto con i radicali una petizione al Sindaco per richiedergli di riconsiderare la questione narcosala; Chiamparino deve rispondere, ai sensi dello Statuto Comunale, entro metà dicembre.

L’iniziativa, dunque, continua e l’esempio svizzero (ma anche il pullman itinerante “CAN GO”, unità di strada per il contatto dei tossicodipendenti, operativo da 15 anni qui a Torino) dimostra che strumenti che solo vent’anni fa sembravano impensabili e improponibili si sono rivelati efficaci e sono stati compresi, approvati e difesi dai cittadini.

Oggi in Svizzera, domani in Italia!

 


Associazione radicale Adelaide Aglietta - Via Botero 11/F - Tel. 011.195.07.676 - Fax 011.195.07.499
larosanelpugno@hotmail.com

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