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RU486 NESSUNA RISPOSTA. CHIEDIAMO L’AUDIZIONE

RU486 nei consultori/Radicali Torino: le linee guida nazionali la consentono. Chiediamo ai consultori di richiedere l’autorizzazione e di essere auditi dalla Commissione Sanità del Consiglio Regionale.

Beatrice Pizzini (Europa Radicale) e Samuele Moccia (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

25 anni anni fa l’iniziativa di Silvio Viale e dei radicali dell’Aglietta per ottenere l’introduzione dell’aborto farmacologico in Italia parti’ grazie all’onestà intellettuale dell’allora assessore regionale alla Sanità, Antonio d’Ambrosio, medico antiabortista di Alleanza Nazionale, che, rispondendo a un’interrogazione radicale, scrisse nero su bianco che la legge 194/78 consentiva l’aborto farmacologico.

Purtroppo dobbiamo constatare che l’attuale assessore regionale Federico Riboldi, di Fratelli d’Italia, non ha avuto l’onestà intellettuale di dichiarare pienamente ammissibile la somministrazione della RU486 da parte dei consultori, praticata da anni altre regioni italiane, senza alcun rilevante problema sanitario.

Nonostante l’assessore Marrone si attacchi ai vetri e cerchi di buttarla come sempre in caciara, e’ del tutto evidente ora, grazie al nostro accesso civico, che non esiste alcun provvedimento regionale che vieti la RU486 nei consultori mentre esistono da cinque anni le “linee guida” del Consiglio Superiore di Sanità (e non del ministro Speranza, come scrive Marrone) che consentono tale pratica in tutta Italia, Piemonte compreso.

Chiediamo, quindi, ai consultori di fare richiesta in Regione di autorizzazione a somministrare la Ru486; chiediamo, inoltre, nuovamente alla IV Commissione Sanità del Consiglio Regionale di essere auditi sulla nostra petizione, dichiarata ammissibile dagli uffici di Palazzo Lascaris.