L’Associazione radicale Adelaide Aglietta è stata audita oggi dalla Commissione consiliare per la legalità e i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino, cui ha presentato una memoria documentata sulla situazione della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.
Il quadro emerso è preoccupante: sovraffollamento significativo, strutture deteriorate con infiltrazioni e ambienti inadeguati, carenza cronica di personale di polizia penitenziaria rispetto alla pianta organica prevista e una profonda frattura generazionale nel corpo degli agenti, frutto di anni di blocco delle assunzioni. A questi elementi si aggiunge la presenza di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto — tra cui episodi circoscritti ma già rilevati di consumo di Fentanyl — in un contesto in cui la carenza di personale rende ancora più difficile il controllo dei canali di introduzione.
“Siamo particolarmente preoccupati per l’imminente stagione estiva. Le alte temperature, in ambienti già sovraffollati e strutturalmente inadeguati, rendono le condizioni detentive ancora più gravose, ai limiti della dignità umana garantita dall’art. 27 della Costituzione. È necessario che le istituzioni intervengano prima che l’estate trasformi una situazione critica in un’emergenza conclamata” dichiara Chiara Squarcione, componente della giunta dell’Associazione Aglietta.
“Ringraziamo Diletta Berardinelli, la Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e il Luca Pidello, consigliere comunale, per la collaborazione e l’attenzione costante a queste tematiche. Il lavoro di monitoraggio della Garante rappresenta un presidio fondamentale di tutela dei diritti fondamentali, e auspichiamo che il suo ruolo venga rafforzato.
Registriamo con favore l’impegno della Direzione, del personale trattamentale, sanitario e delle numerose realtà di volontariato che operano all’interno dell’istituto, che continuano a garantire attività essenziali per i percorsi di reinserimento. Ma il loro lavoro rischia di essere vanificato se le criticità strutturali e organizzative non trovano risposta” aggiunge Samuele Moccia, coordinatore dell’Associazione.
Concludono così: “Chiediamo che le istituzioni competenti — Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, DAP e Regione Piemonte — adottino con urgenza misure concrete: riduzione del sovraffollamento, adeguamento degli organici, riqualificazione delle strutture e rafforzamento dei servizi sanitari e per le dipendenze. Al Comune di Torino chiediamo di proseguire e rafforzare il sostegno ai servizi interni, con particolare attenzione alla mediazione culturale e alle opportunità formative e lavorative per le persone detenute.
La situazione del Lorusso e Cutugno è uno specchio delle contraddizioni del sistema penitenziario nazionale, ma le dimensioni dell’istituto amplificano ogni disfunzione. Non possiamo aspettare che si arrivi al punto di rottura”.